Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso
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La cosa che mi fa impazzire è quella che si portano esempi presi “dalla televisione” come probanti di un certo stile di vita “sessuale” in questo caso, per corroborare certe idee su un argomento.
Ma non basta il proprio sentire per sapere cosa piace e cosa no? Quello che “l’ha detto la televisione” è una di quelle cose che dimostra solo la mancanza di idee su un argomento, che peraltro nel caso specifico non richiede un grande sforzo di immaginazione per scoprirlo.
La verità è che quando si brancola nel buio, un cerino acceso sembra un faro.
È significativo scoprire a una certa età che l’amore e il sesso, sono due cose assolutamente separate ed indipendenti, ma si completano a vicenda, come le due facce di una medaglia, ed è questa loro condizione che ce le fa spesso considerare come una cosa sola, anzi spesso le usiamo come sinonimi, facendoci commettere l’errore di non considerare la medaglia che le supporta. È una bella frase che colpisce chi è portato al fascino delle parole, come si è già detto, ma non spiega in cosa quindi consisterebbe la “medaglia”. Speriamo di scoprirlo per chi ancora non lo avesse capito. Io sono a posto per quanto mi riguarda. Grazie.
rossana concordo con te su tutta la linea, anche se tengo sempre a mente che si tratta di una sintonia con il mio modo di vedere e quindi non è da considerare universalmente valido, almeno fino a quando non si hanno dei riscontri oggettivamente comprovabili, e da qui che nasce la mia ricerca.
Riguardo a quanto dici, bisogna considerare ad esempio cosa è significato per i gay vivere la loro condizione in un mondo che riteneva quella posizione, una semplice e volgare “scelta volontaria”, vuota quindi di un coinvolgimento emotivo, spingendo i più ad ergersi a giudici di qualche cosa che si disconosceva.
Se noi consideriamo lo scambismo come una voglia edonica o egoistica o istintuale, non si riuscirà mai a comprendere la reale valenza del fenomeno.
Quelle evidenze che sottolinei, non possono neppure essere prese in considerazione da chi ritiene che una donna non possa poter scegliere gli atteggiamenti ritenuti socialmente sconvenienti per lei, secondo una visione maschilista.
Nella chiusa del tuo post 1141, consideri la questione del giusto mezzo, tra gli eccessi, ma vorrei prendessi in esame il fatto che mentre nella nostra cultura, siamo portati a visualizzare la condizione che descrivi, con una retta su cui ci si sposta, …
… e i due estremi di essa, rappresentano gli eccessi contrapposti, perciò la giusta via si trova al centro della retta in questione. Nella cultura orientale invece, non esistono eccessi, ma la nostra posizione percorre una circonferenza posta sul nostro stesso piano, e la giusta via coincide con il suo centro, lo spostarci quindi da un estremo all’altro, risulta solo apparente, mentre la giusta via sarà sempre equidistante tra tutte le posizioni che assumiamo. Spero non ti sia difficile immaginarlo.
Nella chiusa del post successivo poi, consideri anche tu un calo della libido legata all’età, ma non è così, la libido può presentarsi come più o meno matura, ma non più o meno incisiva. Come dice il sessuologo Emmanuele Iannini nell’intervista che ho segnalato nel post 1122, interessante anche quella di Elisir che segnalo: http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-fd634665-c712-42d3-9d67-d85a4efbc5e0.html.
Golem posso comprendere che ci possono essere discordanze di vedute su un argomento, ma quando la scienza apporta dei riscontri che per loro natura non possono essere che oggettivi, non è più possibile avere discordanze con essi, perché nel qual caso, si tratta di cecità.
Io non mi regolo con la Scienza per valutare il mio sentire CB. Lo posso fare per analizzare un fenomeno, quando un moto psicologico nella sua manifestazione fornisce una risposta sbagliata alle mie aspettative, ma se quel moto soddisfa le mie aspirazioni cosa devo indagare, è evidente che la scelta è giusta per me. È per questo che la tua (e della tua sostenitrice) “ricerca” di avalli “scientifici” ad un banale desiderio carnale mi appare uno sforzo nel voler trovare una “benedizione” ufficiale a qualcosa che non ti convince completamente.
Insomma, se della tua pratica fossi completamente “certo” e sereno non ci sarebbe bisogno di avere conferme esterne, men che meno “televisive”. Basterebbero quelle che senti dentro di te. O di voi, visto che qui siete in due a convergere su tutta la linea.
È curioso come senza volerlo avete creato un rapporto di coppia. E monogamo per giunta. Quasi una nemesi alle vostre convinzioni.
Ciavo.
(Oggi è coperto. Che palle. Speriamo domani. Però ci sono le orecchiette di crusca con sugo fresco di pomodoro “appeso” e cacioricotta che ci aspettano. Libidineeee)
alb se queste sono le argomentazioni, stiamo freschi. Non dovremmo più andare in macchina in treno o in aereo, non dovremmo neppure restare in casa o andare fuori casa, beh si sarà capito, se si ha paura della trasgressione, questa c’impedirà di comprendere la natura del fenomeno. In verità ciò che riporti non è una dimostrazione dell’inadeguatezza di questa pratica, ma semplicemente l’inidoneità di certe persone ad essere uomini. Leggendo le recensioni del Bizarre, risulta che non si tratta di un club privé idoneo alla frequentazione di scambisti, ma piuttosto un locale con escort e prostitute, un ritrovo per singoli che cercano sesso facile e di qualche coppia sprovveduta, per lo più di passaggio, in pratica una versione 4.0 delle vecchie case chiuse. Una situazione comune a diversi di questi locali che sono nati per sfruttare una situazione che fino a qualche anno fa, rappresentava un vero e proprio business. Lo scambismo però non si può considerare guardando questi avvenimenti come dei fedeli indicatori del fenomeno.
Golem il fatto che tu sia felice nel tuo rapporto, non può che farmi piacere, ma qui non si cerca di sapere se si è felici o meno ad essere monogami tradizionalisti o monogami scambisti; si sta cercando di …
… comprendere le valenze del fenomeno: come e quando nasce; le cause che ne stimolano la comparsa; quali effetti può causare….
Mi piacerebbe capire: riporto risultanze scientifiche e dici che non sono attendibili; propongo argomenti di approfondimento e dici che non sono attinenti; suggerisco riflessioni a commento di quanto riportato e dici che non sono logico; riporto libri di specialisti e dici che li interpreto male; indico trasmissioni televisive con interviste e dibattiti sull’argomento e dici che non sono probanti; poi tu dici di “sentire” che è giusta la tua posizione e che un certo numero di sconosciuti sul web riportano sensazioni simili alle tue, e questo dovrebbe convincermi a convertirmi al tuo credo. Non ti sembra di essere un po’ paradossale e anche un po’ presuntuoso?
Comprendo che tu dica che non ci voglia un grande sforzo a capire la tua posizione, ma penso non sia nella direzione che immagini.
Mi sembrava fossi tu ad imbonire con frasi ad effetto, mentre io cerco di esprimere, per quanto possibile, la realtà che ci circonda. Per quanto riguarda la medaglia a due facce, provo a dare un’interpretazione, sperando che ci prenda: l’essere umano, o meglio, la reazione del sé. Che dici, ci ho preso o devo ritentare?
min.... CB, sono mesi che ti dico che sono contento che tu sia uno scambista più o meno convinto e non ho nessuna intenzione di farti cambiare idea, e perché mai poi, visto che non me ne viene niente in tasca. Io ho solo messo in evidenza che lo scambismo palesa delle carenze relazionali in una coppia, e non il contrario. Non è un’apertura come qualcuno vorrebbe farlo apparire, ma esattamente il contrario. Non fosse altro che il periodico “bisogno” di diversificare è un impegno in più rispetto a chi si basta in due.
Ti ripeto che nella mia “ragazza” trovo tutto quello che mi serve, e paradossalmente è proprio il suo essere sempre “lei” che mi appare sempre nuovo e mai monotono. Come ho già detto, ho superato da anni “l’eccitazione” della novità, anche perchè quelle “novità” si rivelavano delle banali sco.... senza futuro. Un po’ come la logica leopardiana del sabato del villaggio, con le aspettative della “festa” che regolarmente si infrangono sulla banalità che in questa poi si ritrovano, come in tutte le speranzose illusioni di cui molti di noi vivono.
Tranquillo, non ho proprio voglia di convincere nessuno e in nessun ambito. Mi basta essere io convinto di quello che faccio. Ed già questo è un successo.
Golem probabilmente non ti riesci a rendere conto che le tue deduzioni derivano essenzialmente da preconcetti fossilizzati nella tua mente da un credo senza valenza oggettiva. Provo ad evidenziarne alcuni aspetti nella, forse vana speranza, di farti vedere oggettivamente ciò che intendo: “…ma se quel moto soddisfa le mie aspirazioni cosa devo indagare, è evidente che la scelta è giusta per me”. Dovresti chiederti cosa significa: “è giusta per me”; cioè se per te è giusta significa che va bene così? Cioè per un criminale, commettere un misfatto è giusto? Io ritengo che invece non si tratta di una indagine evidentemente non necessaria. Potrebbe esserlo soltanto nel caso in cui il proprio sentire corrispondesse ad un’universalità congenita, cosa non reale, cioè si tratterebbe di un caso di “scienza infusa” che ci è negata.
Proviamo ancora: ‘… “ricerca” di avalli “scientifici” ad un banale desiderio carnale mi appare uno sforzo nel voler trovare una “benedizione” ufficiale a qualcosa che non ti convince completamente’; come si può facilmente scorgere, anche in questo caso si tratta di un preconcetto che si basa su una convinzione non verificata. Il fatto che una persona dice una cosa al solo scopo di trovare “avvalli”, …
… preclude possibilità altre, come il desiderio di rispondere ad un’esigenza d’amore verso il prossimo, che tende a consegnare ad altri la possibilità di un’evoluzione intellettuale; oppure un egoistico piacere di ritrovarsi circondato da persone ricche di valenze individuali. La frase però contiene altri due preconcetti: il fatto che le cose siano dette da persone, in questo caso io, assoggettate da una valenza esclusivamente “carnale”; e del fatto che l’altro sia inidoneo a convincimenti autonomi.
Come già più volte detto, non sono minimamente interessato ad avere “conferme”, in quanto ampiamente soddisfatto da quelle che ho appurato avere dalla scienza.
Golem, ti vedo così innamorato di tua zia che ti prepara le orecchiette che sospetto una sorta di tradimento verso Sally, chi sa se ne è contenta.
Nella nostra realtà sociale attuale, siamo così convinti che la nostra valenza sia essenzialmente correlata all’avere che abbiamo perso ogni collegamento con l’essere, da apparire assolutamente irreali, che viene il dubbio da essere destinati a svanire nel nulla, inghiottiti dal buco nero della futilità, come quel grottesco Ruggero della trasmissione di Giletti. De gustibus non est disputandum.
Dico a CB… Comm.1153… che non voglio fare di tutta l erba un fascio. Ho voluto solo rendere visibile una recente notizia di cronaca che è attinente a questo thread Ma in particolare in questi c.pr. si è consapevoli oppure all opposto non si può sapere .. cosa si potrebbe mettere a rischio, qui è successo, anche la propria incolumità personale, è stato un caso isolato,ma qualche pensiero anche con malignità,per un giudizio in generale mi viene di farlo.
CB: “Dovresti chiederti cosa significa: “è giusta per me”; cioè se per te è giusta significa che va bene così? Cioè per un criminale, commettere un misfatto è giusto?…Dovresti chiederti cosa significa: “è giusta per me”; cioè se per te è giusta significa che va bene così? ”
Vedi amico mio, basta questo esempio per capire che c’è qualcosa che in te non va, e che solo una come quella lei che qui ti asseconda può prendere per buono quello che dici e ritenerlo degno di essere trattato come tale.
Tra me, mia zia e Sally c’è un rapporto poliamoroso sotto il profilo enogastronimico. Ed è l’unico poliamore dove più siamo meglio stiamo.
Ciavo.
P.S. Non conosco la trasmissione di Giletti.
alb, comprendo la preoccupazione, ma bisogna considerare molte cose che determinano gli atteggiamenti degli scambisti, provo a sintetizzarne le più comuni.
Prima di tutto diciamo che lo scambismo si svolge principalmente in abitazioni private o al limite in alberghi, quindi tra persone che hanno già acquisito una certa familiarità tra loro. Le necessità che spingono alcuni scambisti a ricorrere a formule alternative, sono principalmente la necessità ad acquisire nuove amicizie in particolare per i neofiti. Per rispondere a questa esigenza si ricorre spesso a internet, dove si trovano siti con recensioni di locali, o veri e propri siti d’incontro, in alternativa ci sono i car parking sex, i privé o particolari locali deputati come luoghi d’incontro. Quando si è stabilito un contatto con qualche scambista, spesso viene apertamente dichiarata la volontà di avere l’esigenza di accedere a questa pratica e difficilmente si riceve un rifiuto in tal senso. Il passa parola è una efficientissima tecnica che permette di formarsi un’idea alquanto precisa delle offerte disponibili.
Per quanto riguarda i privé diciamo che ci sono alcuni particolari che possono darci un’idea della qualità del locale. Oltre naturalmente al sito dello …
… stesso locale, ci sono le recensioni ed il passa parola; bisogna considerare che molte coppie non sono propense agli incontri con singoli, quindi i locali che permettono un accesso indiscriminato di singoli e/o prezzi di accesso troppo contenuti per le coppie, ammenoché non si tratti di locali aperti da poco e che quindi necessitano d’incrementare l’affluenza di coppie; sono i primi indicatori utili a determinare la qualità dell’ambiente a cui s’intende accedere. Alla reception è possibile informarsi sul regolamento interno. Ricordarsi che si è entrati in un ambiente in cui vi è una certa disponibilità a parlare liberamente, senza remore. Una volta nel locale, è bene accomodarsi in qualche tavolino defilato in modo da poter osservare e rendersi conto, senza correre rischi, del funzionamento del luogo. Sia il personale, ma spesso anche coppie più navigate, tendono a proporsi per offrire consigli e/o scambi di opinioni. Restare sul posto e consumare qualcosa è molto utile per rendersi conto di cosa effettivamente avviene. Un numero eccessivo di singoli, coppie eccessivamente propositive o partner di una stessa coppia troppo disgiunti, normalmente non sono indicatori molto positivi.
i rischi …..anche imprevedibili ci sono sopratutto a livello emotivo razionale mentale sentimentale
individuale,puo’ diventare una dipendenza, se non subito anche a lungo termine, poi ti sembra di esserne immune, e invece ti prendono come un pitone che ti stringe lentamente ,a soffocarti, e non puoi piu’ farci niente.
poi comunque alla fine ognuno e ogni coppia fa e faccia come gli pare.
sono specchi x allodole, simili ai night club con escort, si e’ vero li si paga di piu’, o in altri ambiti ad un casino’ x giochi d’ azzardo,
si c’e’ l inizio con le solite frasi, si va li x curiosita’ poi guardi e basta, ma non si sa come va a finire, cosi’ tra le mura di casa o di un hotel, con gente conosciuta via web, o con siti di incontri per coppie.
sai che ti dico A me alla fine non m’importa proprio niente.veramente.
CB,
“Per quanto riguarda la medaglia a due facce, provo a dare un’interpretazione, sperando che ci prenda: l’essere umano, o meglio, la reazione del sé.” – l’avevo recepita negli stessi termini, sperabilmente corretti, non soltanto per noi due!
quanto alla cultura orientale che rifugge dalla definizione di eccessi in ambito sensuale, questa visione, come giustamente hai intuito, non rientra nelle mie corde. in linea generale sono aperta a ogni esperienza umana, persino le peggiori e le più delittuose, ma rifuggo, per carattere o per formazione culturale, dal “troppo” di qualsiasi cosa o sensazione. caratteristica puramente soggettiva, che non ha la minima intenzione di incidere su chi sente e vive diversamente.
per esperienze dirette e indirette su questo stesso sito, comprendo perfettamente il bisogno di rispetto per scelte e modi di essere soggettivi, spesso giudicati troppo pesantemente, senza reali cognizioni di causa, né autorità o autorevolezza per farlo.
alb continuo dal precedente post.
È alquanto facile per tutti comprendere un po’ l’andazzo osservando le cose che succedono nella sala principale. Il più delle volte è qui che si realizzano i primi contatti e si stabiliscono gli eventuali termini dei giochi. Quando una coppia si sposta dalla sala alle aree calde, il più delle volte vengono seguite a ruota da diverse coppie ed eventuali singoli che per lo più stazionano al bar, questo sta ad indicare, il più delle volte, o che quella coppia è alquanto nuova del posto da stimolare la curiosità degli altri, o è particolarmente fantasiosa e calda.
Spostarsi nella zona calda, spesso costituita da corridoi alquanto stretti da invogliare a dei fuggevoli sfioramenti, affinché si possa saggiare la disponibilità di chi transita. Le camere spesso sono ad accesso libero, ma alcuni locali prevedono diversi tipi di restrizioni, è bene informarsi preventivamente. Si deve tener presente che quasi sempre le persone che circolano al di fuori delle camere possono osservare ciò che avviene al loro interno, e che i singoli presenti provano sempre, ove possibile, a toccare per verificare la disponibilità delle coppie; basta però un semplice cenno di diniego per bloccare ogni ulteriore avance. …
… Le coppie, ma in particolare le donne, stabiliscono chi, come e fino a dove è consentito agli estranei, coppie e/o singoli, partecipare ai giochi.
Si tenga presente che la quasi totalità dei presenti è molto sensibile agli atteggiamenti non consoni, che vengono subito censurati e comunicati allo staff del locale che provvederà a risolvere il problema.
Questa è in linea di massima l’andamento di un privé che naturalmente presenta innumerevoli personalizzazioni.
Golem moolto giusto ciò che dici; soltanto che non ho ben compreso ciò che hai cercato di riportare spacciandolo per una mia défaillance. Ma forse si è trattato di un nuovo modo per fuorviare il focus dalla vacuità delle tue argomentazioni?
Non so perché continui a coinvolgere rossana nella nostra disputa, tra l’altro devo aggiungere, in maniera anche un po’ meschina evitando di nominarla apertamente.
Io sono compiaciuto che lei riesca a trovare le mie argomentazioni interessanti, e presumo che lei non si senta offesa ad essere in questo, accomunata a me, ma ciò non giustifica questo tuo atteggiamento, che trovo sinceramente un po’ infantile.
“Per quanto riguarda la medaglia a due facce, provo a dare un’interpretazione, sperando che ci prenda: l’essere umano, o meglio, la reazione del sé.” – l’avevo recepita negli stessi termini, sperabilmente corretti, non soltanto per noi”.
Invece sembra che lo sia solo per voi due, anche perchè la soggettività di una scelta non può che essere legata al SÉ, come per quella in questione. Però se tutto esposto con un certo stile intellettualistico fa senz’altro la sua porca figura. E invece sono le solite banali ovvietà imsomma, ma ben descritte sintatticamente e quindi apparentemente “autorevoli” per chi si ferma alle apparenze e di queste vive.
Caro CB, ti ho già detto tutto in questi mesi, non c’è bisogno di spostare nessun focus, chi ha imparato a conoscerti ha capito con chi ha a che fare. Quell’ultimo esempio che hai proposto la dice lunga sulla tua capacità di giocare con le parole senza dire niente, ma affascinando chi è portato a fermarsi alla “forma” del contenitore e non al contenuto di questo. Ecco perchè cito la tua fan.
Quanto alle allusioni, che tu trovi meschine, non ti dirò mai da chi ho appreso questa raffinata tecnica.
rossana nel tuo precente intervento hai sottolineato di come la scoperta di alcuni aspetti della propria sessualità, anzi nel caso citato, si è parlato di bisessualità, possa trovare compiutezza proprio frequentando un club privé, ed a questo proposito vorrei dire qualcosa.
Tutti conosciamo quanto sia forte oggi la ricerca del piacere: uscire con gli amici a vedere qualche spettacolo; godersi i piaceri della tavola; ecc.. Esiste però chi tenta da sempre di “moralizzare” questa ricerca ed ovviamente, la forma di repressione risulta tanto più forte, quando più grande è il piacere cercato, e quale piacere è più grande di quello sessuale? Questo costante e forte stato di moralizzazione, si è così tanto fossilizzato in noi da renderci quasi del tutto inerti, convincendoci addirittura che sia naturale auto-reprimerci. Quando si accede in un ambiente scambista, dove tutto ciò che normalmente appare necessariamente da nascondere, è invece vissuto senza alcuna forma di costrizione; veniamo immediatamente assaliti da una sensazione di liberazione da quel costante fardello della moralizzazione sessuale. Si tratta di una percezione molto forte che chi affronta l’esperienza senza una particolare dose d’ansia, può essere portarlo a …
… conoscere parti di sé, talmente represse da sbalordirci addirittura. La sensazione che più d’ogni altra viene riferita dagli scambisti, è infatti proprio il senso di libertà che si prova; dove cioè ogni forma di fantasia repressa trova la sua liberazione, ma non mancano riferimenti della rilassatezza dell’ambiente e dell’educazione che i vari partecipanti hanno nei confronti gli uni degli altri. Vorrei far presente che, traendo spunto dalla mia esperienza, ho costatato che ci sono coppie che frequentano soltanto l’ambiente deputato agli incontri e della conoscenza e che solo in determinate condizioni si spostano nelle zone calde, al solo scopo di guardare.
Golem la trasmissione di Giletti a cui mi riferivo, segnalata da rossana, è “non è l’arena” del 8/04/2018 e la puoi trovare qui, posizionando poi il cursore alle circa 2:58:50:
https://www.youtube.com/watch?v=xyR3GbbjNU8
in realtà qui puoi anche trovare le precedenti, del 18/03/2018 e del 25/03/2018:
https://www.youtube.com/watch?v=uW3WhqNXWwo
https://www.youtube.com/watch?v=eMovBvbbds8
in particolare quest’ultima potrebbe darti utili motivi di riflessione. Oltretutto chiarirti per sempre quanto sbagliata sia la tua idea che trattasi di un mio concepire personale.
CB, la TV -una certa TV- serve a far “audience”, quindi ad attrarre pubblico che guarderà gli spot pubblicitari e muoverà l’economia del consumo che vi sovraintende. È naturale che più è “stuzzicante” il tema più saranno gli spettatori, e il fenomeno scambistico è stuzzicante, come tutto ciò che gira intorno al sesso, lo sappiamo bene, e da sempre.
Ti sto ripetendo da mesi che non ho niente da scoprire da un’attività che non mi attrae e non ha niente di innovativo, se non come sdoganamento semiufficiale di un desiderio che è solo la manifestazione di un’ossessione sessuale, che porta in sè voierismo e bisessualità se non omosessualità. Pratica lecita, sì, ma che sarà sempre relegata nell’ambito delle aberrazioni sessuali. A maggior ragione quando si tratta di mettere in gioco un rapporto che si vuole ritenere d’amore. Come ti ho già detto, il presunto milione di “scambianti”, in termini antropologici non significano niente di più di quanto significhino i praticanti del tiro con l’arco. È un “passatempo” piacevole per chi lo pratica. Ma non torneremo a cacciare con la faretra in spalla così come non ci ameremo in dodici.
La tua limitata “corte” ti compiace perchè vi è portata per natura, non illuderti.
rossana ovviamente hai visto giusto, ma io ho un po’ ironizzato su ciò che aveva scritto Golem a riguardo.
Personalmente anch’io sono contrario agli eccessi, al troppo, anche se comprendo che si tratta di valenze personali; in pratica, ciò che è eccesso per me, potrebbe non esserlo per te e viceversa; ma non solo, c’è anche da considerare che il me di oggi, non vede la stessa valenza del me di ieri. Ciò che voglio dire, non è che le culture orientali rifuggano la concezione degli eccessi, ma li vedono in una luce più elastica di quanto siamo soliti fare noi nella nostra cultura; per loro, trattandosi di una rotazione, ogni elemento è considerato come l’avvio di un nuovo ciclo.
Noi qui stiamo provando a riflettere sulla sessualità in genere ed in maniera riflessa di quegli aspetti che in qualche modo ne vengono coinvolti, come ad esempio l’amore. Vorrei riportare recenti cognizioni scientifiche che potrebbero aiutarci a delineare meglio le modalità in cui essa si sviluppa. Cerco si banalizzare per renderlo più comprensibile.
Tutti noi abbiamo, per così dire, un acceleratore ed un freno nel cervello; per agire su questi comandi possediamo una specie di programma emotivo che possiamo ridurre a tre condizioni basilari che…
… si possono riassumere in: aspettativa; godimento e voglia. La situazione quindi è questa; accade qualcosa di rilevante di cui il cervello ne viene informato, si attiva quindi l’aspettativa, è come se ci si ponesse la domanda: “ehi, questo è interessante”. Nella fase successiva si attiva il godimento che ne determina la piacevolezza, al grido: “ehi è piacevole”. Infine, se lo stimolo va oltre un certo limite, si passa al successivo livello che è la voglia, al grido “ooh, ne voglio ancora”.
Approfitto di queste poche righe rimastemi, insufficienti per il prosieguo, per dare a Golem qualche indicazione di verità.
Considerando le banalità e le ovvietà che dico, mi piacerebbe imparare a concepire qualche argomento un po’ più concreto e fattivo, ma ho qualche difficoltà a scorgerne. Come ti ho già detto, mi sembri estremamente simile a quel Ruggero del programma di Giletti che rossana aveva già indicato e che io ti ho riportato in precedenza.
Vedi Golem, tu mi hai già detto tutto, ma a me è sembrato questo tuo tutto, si possa ridurre a un tuo sentire e nulla più, mi sarebbe invece tanto piaciuto avere qualche elemento su cui riflettere.
Comunque sono contento di non dire niente, affinché non biasimarmi per chimeriche scelte.
Caro CB, il mio sentire per me è più che sufficiente per sapere se una cosa mi piace o meno. Direi che su questa base si è regolata l’umanità per millenni, e lo fanno persino gli animali, pensa un po’. In realtà, questa elementare logica ha definito lentamente il concetto di bello e di buono, che in fondo sono sinonimi.
Devi sapere che quel concetto di bellezza è collegato a quello di “sopravvivenza”, anche se le sovrapposizioni culturali ne hanno fatto perdere gli antichi riferimenti, che tuttavia permangono all’interno di quei giudizi. Certo, quello che è bello per me non lo è per te, ma vi sono indicatori, che almeno in termini strettamente numerici, e al di là dei gusti personali, ci dicono qual’è il “bello” (o il buono) prevalente, che poi è quella caratteristica che ha tracciato la “qualità” di una cultura, che nel caso che trattiamo riguarda la nostra.
Ora, che tu vada a ravanare nella cultura orientale, o in quella dei Sumeri per cercare una ragione recondita alle tue scelte, potrà affascinare la tua modesta “corte” ma non uno come me, che non si fa abbindolare dalla “confezione” quando questa è piena solo di orpelli, come gli specchi per allodole che prepari tu, e scusa la presunzione. >>>