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Scambio di coppia, il gran ritorno

di Seb

Riferimento alla lettera: Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.

L'autore, Seb, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso

4.815 commenti

  • 4526
    alb -

    https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/02/27/marito-e-amante-io-ladultera-voglio-stare-con-entrambi/

    porto a conoscenza dei commentatori di questo thread il link su riportato c’e’ di tutto e di piu’ . probabile scopro l’acqua calda, pero’ lo giudico un ulteriore contributo

    AUGURISSIMI a TUTTI

  • 4527
    CB -

    alb ti ringrazio per il link suggerito, non tanto per l’argomento trattato che trovo perfettamente in linea con quanto ho detto fino a questo momento (ho trovato interessanti anche gli altri racconti segnalati alla fine), ma soprattutto perché ritengo che sarebbe utile a coloro che qui intervengono senza una piena consapevolezza di cosa parlano, così convinti delle loro idee che neppure considerano possibili simili realtà. Personalmente ho scoperto quello che per me è un nuovo aspetto della relazione e cioè il: Rapporto Anarchico o RA; e qui si può trovare un’interessante chiarificazione: https://thethinkingasexual.wordpress.com/2013/05/07/relationship-anarchy-basics/
    In qualche modo tutto ciò mi ha permesso di rivedere alcuni punti delle mie convinzioni.
    Se si ha l’accortezza di seguire queste cose, è possibile notare che non si tratta di una mia estemporanea immaginazione, ma di una conquista di consapevolezza su un rapporto relazionale che fino a qui è stato considerato troppo superficialmente e che quindi necessita di una più pacata ed attenta riflessione.
    Oggi grazie al metodo della ricerca scientifica, abbiamo appurato che l’uomo non è il centro di tutto, ma uno dei tanti animali che vivono su questo granello di >>>

  • 4528
    CB -

    >>> sabbia che vaga in un universo di granelli di sabbia. L’arrogante egocentrismo che possiede l’uomo è stato, ed ancora lo è, la causa di tanta sofferenza: l’uomo continua a distinguere il suo popolo; la nazione; la regione; la città; la casa; la famiglia; la donna; da quella degli altri. Forse è arrivato il momento di consapevolizzarsi e cominciare a rivedere queste convinzioni e iniziare a considerare la donna un essere vivente al suo pari, e lei deve prendere coscienza della sua femminilità, e che essa non è una subalterna al maschio, come non lo è nessun altro essere vivente. Bisogna disimparare a usare l’uomo come strumento di misura: il gatto vede meglio dell’uomo; il cane peggio; l’orgasmo femminile si differenzia per questo o quest’altro. Non è così che funzionano le cose, il gatto vede come dev’essere per il gatto, ed il cane come è per il cane; la donna vive il suo orgasmo nella maniera che dev’essere per la donna, come ogni altra sua risposta dev’essere per sé.
    Chi crede che lo scambismo sia una valenza nuova; una cura all’apatia erotica; uno stimolo altro; un’evoluzione o un regresso; commette un grave errore, esso non è altro che semplice erotismo liberato dall’oppressione sessuofobica.

  • 4529
    Golem -

    Sono d’accordo. Basta con le misure a misura d’uomo. Prendiamole a misura di gatto.

  • 4530
    CB -

    Già, Golem, e perché non prenderle proprio, le misure dico? Lasciamo che il gatto rimanga gatto e l’uomo e la donna, quello che sono per sé senza che noi dall’esterno ci mettiamo a misurarli. Vedi tu; qualche tempo fa, ti sei gongolato del tuo passato da viveur, aggiungendo che ora sei diventato un bravo marito. Saresti altrettanto contento di una simile condizione per Sally, o per lei cambieresti metro e misura?
    Essere desiderate e contese dagli uomini è una caratteristica femminile, mentre per gli uomini è la conquista, e la competizione nel branco ad affascinarlo. Queste sono tra le molle che spingono verso lo scambismo piuttosto che alla monogamia, la quale deve essere sostenuta da costante coercizione; niente di più naturale quindi nello scambismo rispetto all’innaturalità della monogamia, non si tratta perciò di devianze da chi sa quale morigerato percorso.
    È l’uomo che vuole vederci le misure immaginate; usare il metro che ha scelto; ma la natura ha fatto ogni cosa per quella che è, con una misura del tutto diversa, non schematizzata in standard definiti, come l’uomo ama fare.

  • 4531
    Golem -

    Caro CB, il vero problema è che le relazioni sessuali con componenti emotivo istintuali, non si possono “programmare” ma solo giudicare a posteriori, perchè nel momento in cui le viviamo non abbiamo i mezzi per valutarne i contenuti. Un pò come voler fare un’analisi sociologica del fenomeno “social” come questo. Si apre una nuova strada e la si imbocca, per curiosità o l’emozione della trasgressione nel caso di cui qui si tratta.
    Teorizzare “durante” il manifestarsi di un nuovo fenomeno può accontentare un singolo, o un gruppo, ma non dice niente in termini effettivi. Quella risposta la può dare il tempo e gli effetti sulla cultura di quella società.
    È evidente che troveremo sul web teorizzatori del poliamore, e parlo di quelli che ci credono come te, non gli scambisti alla maiala che sono la maggioranza ma ancora pochi per ritenere di intravedere un cambiamento di stile amoroso della coppia media. Ma queste presenze valgono in quei termini culturali tanto quanto gli amanti della pesca alla bottatrice. Noto pesce lacustre di profondità.
    Quello che voglio dire per la centesima volta è che la tua teoria convince solo te e un paio di “utente”, e non perchè sei antipatico, ma perchè non ha ancora sufficienti basi analitiche

  • 4532
    CB -

    Golem viviamo in una società in cui il rapporto di unione universalmente riconosciuto è la monogamia; se si prova ad analizzare ogni singolo rapporto nei suoi aspetti reali, si scorge però che le defezioni da questo schema, sono la quasi totalità dei casi. Un uomo ed una donna sono uniti da questo credo, ma nei fatti esso presenta una serie di incongruenze che si tende a disconoscere. Oggi stiamo assistendo ad un dissolversi di ogni elemento di questa unione, come: indipendenza individuale; autonomia economica; disgregazione di genere; educazione; informazione; emancipazione; tecnologia. Ci stiamo convincendo che l’unione tra uomo e donna non sia più così necessario; i matrimoni cedono il passo ad unioni civili o di fatto se non addirittura ad una vita da singoli, con legami molto meno stringenti, e dove i rapporti sessuali diventano sempre meno impegnativi. L’amore si sta liberando da quei vincoli mitologici in cui era stato costretto da una mentalità vittoriana, acquisendo sempre più il suo aspetto genuino. Negare questa realtà è un ingenuo tentativo di conferma senza possibilità di futuro; un po’ come fa chi pretende ancora di affermare che la terra sia piatta nonostante tutte le tangibili riprove che lo neghino.

  • 4533
    Golem -

    Vero, ma c’è anche chi sceglie la monogamia perché la sente come affine al suo essere. Potrà essere “ingannato” dall’istinto e dalla passione che impone “naturalmente” l’esclusività almeno fintanto dura il trip ormonale, ma c’è anche, e non sono pochi, che dopo quel momento fanno un passaggio ad un esclusività di natura intellettuale che alimenta anche il sesso per realizzare un amore che finalmente contiene tutte le istanze umane, sia istintiali che appunto intellettuali.
    E ovvio che ritenendomi il fortunato possessore di questa condizione, dove l’esclusività esistente tra i due partner non appare come una forzatura sottoculturale ma una conseguenza naturale di affinità straordinaria, non posso concepire un rapporto sentimentale che preveda l’ingresso di terzi in quel connubio. Non avrebbe senso. Nonostante gli anni diminuiscano inevitabilmente la libido, io sono attratto solo dalla mia donna, e lo sarei anche se avessi raggiunto quella condiziobe a trent’anni, non so se mi sono spiegato.
    Se tu avessi provato questa condizione capiresti.
    Per me chi “si allarga” in quell’ambito relazionale ha lacune da colmare che il partner che amerebbe non colma. O semplicemente i due “amorosi” non si amano.
    Cià.

  • 4534
    alb -

    https://www.youtube.com/watch?v=_F_U4K2NUL4

    vado sull’artistico penso che ci stia in questo thread una poesia con una musica eccezionale di un nostro grande cantautore

    non c’e’ peggior insidia che amarsi con monotonia

  • 4535
    alb -

    e’ stato tratto dall originale di jacques brel

  • 4536
    CB -

    Golem dici che c’è chi sceglie la monogamia perché affine al suo sentire; ma da dove prende spunto questo suo sentire? Considerando tra l’altro il quasi sicuro fallimento che ne consegue, si deve supporre che quel “sentire” non era poi tanto convinto. Devi scusarmi, ma nelle tue espressioni adoperi molto spesso il concetto d’istinto, come se si trattasse di qualcosa di fissato alla nascita nel DNA; in realtà l’istinto non è altro che l’apprendimento pre-cosciente.
    Per intenderci, un piccolo, quando attraversa le sue fasi erettili del pene, associa a quella situazione, le condizioni ambientali che lo coinvolgono, fissando le sue reazioni erotiche che lo accompagneranno nella vita (istinto sessuale appunto). Per le bambine invece, non avendo una situazione fisica comparabile, le sue reazioni saranno più legate alle associazioni ormonali rispetto all’ambiente, quindi avverranno con più ritardo e saranno più complesse di quelle maschili. Tutto ciò si traduce nella diversità reattiva al sesso, delle donne rispetto a quelle maschili.
    Tutto ciò è stato osservato e lungamente studiato da diversi scienziati che ne hanno anche sperimentato le valenze su diverse cavie da laboratorio, e su reazioni di persone adulte: Jim Pfaus; >>>

  • 4537
    CB -

    >>> Cindy Meston; Cynthia Graham; Stephanie Sanders; Robin Milhausen; Kimberly McBride. Ulteriori studi indicano anche un modello detto del doppio controllo sessuale nel sistema nervoso centrale umano: SIS (Scala di Inibizione Sessuale), e del SES (Scala di Eccitazione Sessuale) di Bancroft J.; Janssen E.; Vorst H.; Finn P…. Derivanti anche dagli studi di Jacek Kurpisz; Monika Mak; Michal Lew Starowicz; Krzysztof Nowosielski; Jerzu Samochowiec.
    Da tutto questo si evincono diverse risposte emotive complesse, specie per ciò che riguarda le reazioni comportamentali femminili, che appaiono spesso incomprensibili all’occhio profano; ad esempio una donna può trovare estremamente eccitante lo sporgere, dalla giacca di un partner, di polsini bianchi immacolati, oppure il gocciolare dell’acqua mentre il partner le carezza i capelli.
    Al momento non sono disponibili tecniche per modificare queste risposte, ma è possibile escogitare metodi che agiscono sull’ambiente circostante, cose che spesso vengono individuate dai maschi nelle prime fasi della passione, quando la sua attenzione alla conquista è massima.
    Come potrai ben capire, ho una certa difficoltà a considerare attendibili le tue riflessioni personali alquanto estemporanee.

  • 4538
    Golem -

    E quindi? Cosa dimostrerebbero quegli scenziati? Che la nostra eccitazione sessuale, ancorchè istintiva si nutre dell’intelligenza che elabora certe informazioni. A un uomo potrebbe far impazzire il pancino che si intravede tra la maglietta e la cintura del jeans di una lei e a questa un pettorale che guizza sotto una camicia bianca e un blazer blu che indossa quell’uomo. Istinto sessuale più dettagli culturali diversi di natura sessuale, e diversi secondo le diverse culture dove sono nati, tali per cui quello che significano a Roma non dicono niente a Nairobi per dire. Ma se la “lingua” è diversa alla fine servono comunque tutti allo stesso scopo.
    Ma qui siamo ancora nel campo dell’eccitazione sessuale, non c’entra ancora l’amore, come quello che ho descritto, dove, come ripeto da mesi, quel rapporto particolare- e se vuoi raro -che si è creato tra i due, fornisce aspettative di piacere che “quell’innesco” non può dare. Non perchè non sia eccitante, anzi, ma perchè se questo si alimenta di mistero e illusione, l’altro si nutre del contrario. Della conoscenza e della complicità che nasce da quell’intesa.
    Io non so più come dirti che ho fatto il “campatore” per vent’anni con più rapporti contemporanei >>>

  • 4539
    Golem -

    >>> ma se avessi incrociato la donna che ho adesso, all’epoca con l’intesa che oggi abbiamo, non avrei avuto dubbi sul fatto che la monogamia sarebbe stata automatica. Nessuna sco.... extra può dare il piacere di fare l’amore con la donna che ami e da cui sei riamato veramente. Basta un suo sguardo in quei momenti mentre la possiedi e sì che ti senti l’unico in tutti i sensi. E lo stesso vale per lei quando si sente posseduta.
    E quel termine caro CB, non è un retaggio di una società maschilista o patriarcale, no, è quello che si prova naturalmente, e quando si prova, al maschile e al femminile, non c’è niente che lo superi. Quella non è monogamia da condizionamento culturale, quella la si vuole a Roma come a Nairobi, sia pure con una genesi eroto sentimentale diversa per quanto detto dianzi.
    Quando ho avuto quei periodi di promiscuità del tipo sco.... con una al mattino, un’altra dopo pranzo e un’altra ancora dopo cena, di fatto era solo ginnastica, e lo era perchè nessuna di quelle tre mi diceva niente in fondo.
    Se succede in una coppia e si cerca la promiscuità, sia pure concordata, è perchè quella coppia si “ama” con “monotonia” come dice Alb. Ma chi si annoia come coppia forse non si è mai amato veramente. Miao.

  • 4540
    CB -

    Golem, qualche tempo addietro hai accennato a Erich Fromm; voglio risponderti con le sue stesse parole tratte da “L’arte d’amare” pag. 63: “L’amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un’attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un «oggetto» d’amore. Se una persona ama solo un’altra persona e è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico, o un egotismo portato all’eccesso. Eppure la maggior parte della gente crede che l’amore sia costituito dall’oggetto, non dalla facoltà d’amare. Infatti; essi credono perfino che sia prova della intensità del loro amore il fatto di non amare nessuno, tranne la persona «amata».
    Questo è lo stesso errore di cui abbiamo già parlato prima. Poiché non si vede che l’amore è un’attività, un potere dell’anima, si ritiene che basti trovare l’oggetto necessario e che, dopo ciò, tutto vada da sé. /…/. Con questo intendo senso di responsabilità, premure, rispetto, comprensione per il prossimo; esso è caratterizzato dall’assenza di esclusività. “
    Io non estrapolo, non interpreto, non adatto, piuttosto sei tu che segui pensieri distorti che t’impediscono di capire.

  • 4541
    alb -

    Golem, il verso del testo poetico, che recita dell’insidia dell’amarsi con monotonia per me e’ un arma a doppio taglio, cioe’ si puo interpretare in due modi contrapposti. Uno e’ quello che dici tu,concordo, e’ l’interpretazione,il giudizio classico del buon senso comune,giustissimo.
    Ma in una coppia in cui la relazione sta’ o e’ diventata monotona, e sappiamo che oggi e’molto comune e diffuso questo stato, questa routine,questo tran tran, potrebbe anche insinuarsi il pensiero della trasgressione

  • 4542
    alb -

    continuo il mio post…………………………..La trasgressione potrebbe concretizzarsi nell’infedelta’ del singolo e/o singola che compongono la coppia,all’insaputa dell’ altro/a partner o contemporaneamente ad es. nello scambismo.
    Le tentazioni sono all’ordine di ogni giorno e della vita.

    poi il testo della canzone,recita anche: so che hai avuto degli amanti (lei) —- e tu sapevi delle mie tristi vilta’ (lui)
    Mi piace anche – C’e’ voluto del talento nell’invecchiare senza diventare adulti.

    Saluti.

  • 4543
    CB -

    Golem possibile che la tua visione del mondo t’impedisca di comprendere le cose per il verso giusto? Come ti ho spiegato, quegli scienziati non hanno detto che: “la nostra eccitazione sessuale, ancorchè istintiva si nutre dell’intelligenza che elabora certe informazioni”; bensì che l’istinto è conseguenza di un riflesso condizionato indotto da un apprendimento, come a suo tempo evidenziato negli studi di Ivan Petrovic Pavlov, Nobel in medicina e fisiologia nel 1904. Se si osserva un bambino che muove i primi passi e cade per la prima volta, si scorgerà che la sua prima reazione è quella di alzare lo sguardo verso le facce degli adulti presenti, come a dire: “È successo qualcosa che non mi aspettavo! Come devo reagire?” E quando gli adulti cinguettano tranquillamente: “Sei caduto. Va tutto bene!” Il bambino si rialza e riprende a camminare. Ma se gli adulti vanno nel panico e gli corrono incontro esclamando: “Attento, potresti farti male!” Anche il bambino entra in panico, e scoppia a piangere. Questo comportamento appreso, entra a far parte di quelle reazioni che indichiamo come “istinto”. In etologia, spesso questo fenomeno viene riconosciuto come imprinting; una forma di apprendimento precoce, per cui i piccoli >>>

  • 4544
    CB -

    >>> riconoscono e seguono la madre o un suo surrogato.
    Quello che tu indichi come comportamento naturale, è una conseguenza di questo tipo di apprendimento che consideri secondo il tuo concetto errato di istintuale. La monogamia, il rapporto di coppia a due, l’amore erotico intimo, sono tutti atteggiamenti che tu erroneamente ritieni naturali, istintuali, ma che in realtà sono riconducibili a questo tipo d’insegnamento precoce, quindi nulla di naturale e scritto una volta per sempre nel DNA delle persone. Il tuo modo di concepire l’istinto, non spiegherebbe ad esempio, come mai l’essere umano che vive nella condizione pre coltivatore-allevatore, cioè prima della comparsa della cultura della proprietà privata, non concepisca il concetto di coppia, ma prediliga piuttosto un rapporto aperto dove, sia il sesso che l’amore, non sono indirizzati univocamente verso il particolare. Ti è più chiaro così?
    alb in verità l’amarsi in monotonia è conseguenza di un errore di prospettiva: si suppone che l’amore necessiti di un soggetto da amare, mentre esso è una facoltà. Ci si impegna a trovare l’altra metà della mela e si perde di vista la necessità di alimentarlo come un nostro attributo intrinseco.

  • 4545
    Golem -

    CB: “L’amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un’attitudine, un orientamento di carattere…”
    Sono d’accordo. Ma IO non assimilo quello che ho costruito assieme alla mia donna a quello che potrei avere per l’umanità o meglio ancora per la Natura.
    Sarebbe ridicolo da tutti i punti di vista confrontare un amore generico, come quello per nasce da un attitudine caratteriale, con uno che si è costruito negli anni, e che contiene valenze per forza di cose esclusive, con uno generico.
    La realtà ipotetica del poliamore che descrivi tu, sottintende una relazione con tutta quell’umanità che tu credi di amare, con quei motivi, sarà inevitabilmente superficiale, non diversa dal segno di pace che si scambiano i fedeli al termine della messa. L’amore umano è una cosa seria, un impegno che neppure i santi che lo proclamavano sono riusciti a concretizzare. Puoi essere portato quanto vuoi all’amore universale, ma tanto più è allargato tanto più sarà superficiale.
    Tu poi ci metti pure il sesso con tutti questi “amandi”, e cosa ne esce se non un minestrone di relazioni superficiali, che non potrebbero mai essere paragonate a quella esclusiva per come l’ho descritta ieri.
    >>>

  • 4546
    Golem -

    >>> Tra l’altro le società poliamoristiche o presunte tali che conosciamo, dai tentativi falliti della coppia aperta nata col ’68, sino a esempi come i Mormoni, hanno dimostrato i limiti della libertà nelle prime e delle “regole” nei secondi.
    Sono emerse “convenienze” e non l’amore disinteressato che fai intendere tu.
    Te lo ripeto, per me tu stai intellettualizzando un bisogno elementare come quello di amplificare un “piacere”, non esiste nessuna new age che veda il poliamore come soluzione a quello che tu vedi come egoismo da possesso dell’amore “tradizionale”. Se avesse le valenze che paventi sarebbe già la norma da tempo, non solo nella nostra, ma in tutte le società. Con questo non sto negando che la monogamia non abbia dei limiti, li ha come tutte le “soluzioni” umane, ma è evidente che è la soluzione che cerchiamo quasi tutti, e questo non dipende necessariamente e solo da condizionamenti culturali. Spesso è voluta razionalmente oltre che istintivamente, come nel mio caso e di molti altri.
    L’uso poi dello scambismo come esempio prodromico al bisogno di poliamore, se non è ingenuo è fuori luogo. Lo scambista non se ne frega niente di amarti. Vuole solo scoparti.
    C’est different.

  • 4547
    alb -

    concordo sugli ultimi 2 interventi di Golem molto chiari e chiarificatori 1093/94.La base della famiglia umana sara’ cosi’,poi altre modalita’(eccezioni) potranno in futuro realizzarsi.
    ho riletto meglio il finale anche del 1087 sempre di Golem.
    La ripetitivita’ e’ l’essenza della vitalita’ del sistema universo direi che e’ eterna infinita, i giorni uguali ai giorni,sempre uguali ma sempre nuovi,le stagioni,le traiettorie dei pianeti e delle galassie,le leggi immutabili della fisica,
    meno male,immagino se la ns. terra trasgredisse le leggi a cui e’sottoposta e iniziasse a girare dalla parte opposta, sarebbe la FINE della civilta’ umana per sempre…fa paura il solo pensiero.
    Certo alla monotonia,del quotidiano inevitabile,si puo’ reagire in vari modi, interessi e condivisioni comuni,non solo in ambito sessuale, poi la o le trasgressioni se realizzate e pensate come vie di fuga,(spesso illusorie) possono far capire che non sono una strada da percorrere,di continuo, senza INSIDIE,nascoste.Attenzione e’ insidiosa la monotonia ma anche la trasgressione continua.Siamo come una molla di una sospensione sottoposta a sollecitazioni continue,vanno ammortizzate le pulsioni dell’istinto, e analizzate dalla ns…

  • 4548
    alb -

    razionalita’.

  • 4549
    CB -

    Golem vorrei che riflettessi sul fatto che l’amore non ha un limite; se ho un figlio, inizio ad amarlo, ma questo non implica che sottraggo amore a coloro che amavo prima che nascesse. L’amore è un nostro sentire, come ad esempio lo è la vista; non è che se davanti a me viene posto un nuovo oggetto, io non veda più tutto il resto. Pensavo che il riportare quanto scritto da Fromm, potesse esserti utile per capire l’errore in cui cadi nel considerare l’amore. Sembra che tu insista nel considerare ciò che provi per la tua donna come un qualche cosa che attiene le cose che con essa hai costruito, come se queste fossero l’oggetto del tuo amore, ma non ti avvedi che la tua considerazione è su cosa il rapporto rappresenta per te; trasponi l’oggetto con la facoltà di amare. Tu ami le cose belle che la tua donna rappresenta per te, ma non l’ami per ciò che è in sé. L’amore non si aspetta di essere ricambiato; non amo perché questo mi dà un profitto, questo è l’amore vittoriano, dove si stipulavano contratti (matrimoni) in base a ciò che essi rappresentavano per il proprio benessere.
    Leggendo la tua frase: “tanto più è allargato tanto più sarà superficiale”; si capisce che non sai nulla di cos’è l’amore; tanto più vasto, allargato, >>>

  • 4550
    CB -

    >>> universale esso è, tanto più è grande ed incisivo, e non il contrario come vuoi credere. L’amore, per sua natura non è e non può mai essere esclusivo ma soltanto inclusivo.
    Qui non si tratta di New Age né di soluzioni innovative, né tantomeno di intellettualizzazioni, si tratta semplicemente di consapevolizzarsi su cos’è l’amore. Il capire che la nuova cognizione del rapporto di coppia, che nasce con le necessità di determinare la proprietà, definendo entro quali limiti le cose sono private agli altri, sancisce una limitazione personale anche degli aspetti naturali del nostro essere. Il ’68 non ha sancito la nascita di una nuova visione, ma la consapevolizzazione della novità della privatizzazione, che ci ha privati della naturalità del nostro essere.
    alb la natura è la normalità; hai mai pensato che la trasgressione in realtà è la monogamia? Il fatto che noi viviamo in una convinzione diffusa, non significa che questa sia la natura delle cose. L’uomo, come tutte le altre specie viventi, non è monogamo per natura, è solo una parte degli uomini a crederlo e neppure da sempre. Come dissi ab illo tempore, esiste una sola eccezione a questa regola, come dice il suo stesso nome, il Diplozoon paradoxum; un paradosso appunto.

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