Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso
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Comunque CB, qualcuno forse l’argomento può non conoscerlo bene, anche se non si capisce cosa ci sia da “conoscere” oltre quello che si può immaginare, ma certamente saprà cosa gli piace o non gli piace.
Qui, a parte un solo caso di “reale” interesse, non ha bisogno di capire nessuno come vedi. Stanno tutti bene accussì.
Ammettere le cose come stanno mica significa denigrare. Io non ho criticato la tua scelta, ho solo detto che dietro pratiche come lo scambismo si celano mancanze nella coppia ( o nella vita di relazione della persona, nel caso dei single ). E questa può essere una causa logica che porta allo scambismo. Il mio quindi non è un giudizio, ma un’ osservazione di carattere razionale, e il fatto che tu invece mi risponda in modo “emotivo” non fa che rafforzare le mie convinzioni. Convinzioni che sono disposta a rimettere in discussione in qualsiasi momento, se ricevessi dimostrazioni concrete nel merito. Una dimostrazione potrebbe essere, tanto per dirne una, il fatto di vedere qui postate testimonianze femminili sui grandi benefici dello scambismo, in linea quindi con le tue teorie, ma tutti i pareri di donne che lo hanno effettivamente sperimentato o osservato dal vivo e che sono qui intervenute, mi pare siano decisamente contrari.
Le mie conclusioni sulla valenza della coppia monogamica, così come quelle sul fallimento fattuale dell’ immissione nella coppia di una trasgressione sfrenata e anche un pò “forzata” dalle mode, derivano da una mia esperienza diretta, e non da ideologie che mi sono state inculcate o che ho autoalimentato allo scopo di convincermene a forza.
Golem, non avevo dubbi sul fatto che tu ritenessi che non c’è nulla da conoscere; è tipico di chi non conosce. Sono convinto che anche sul sesso tu ritieni che non c’è nulla da conoscere oltre a ciò che sai. Del resto esso ci viene suggerito dall’istinto, non bisogna certo andare ad Harvard o Oxford, non è così?
MG, costruire tesi utilizzando le proprie convinzioni è giusto, ma queste devono prima essere oggettivamente comprovate. Utilizzare una convinzione, frutto esclusivo di un comune sentire però, proprio non va. Ogni cosa che l’uomo ha fatto, pensato, scoperto, costruito, inventato è nata non da una maggioranza, ma bensì da una minoranza, anzi spesso da una testa sola; la comprovata oggettività della sua valenza poi, decretano la durata della sua vita. Nello scambismo, la donna sperimenta tutto il suo potere, è lei a decidere come, dove, quando e con chi. Quali dati confermano che dietro una coppia scambista c’è una mancanza, mi piacerebbe saperlo, forse il fatto che gli scambisti, in particolare le donne, disertino questo dibattito perché dei monogami radicali lo boicottano con azioni terroristiche? Non mi sembra una grande idea.
Costatata l’irrazionale radicalizzazione di queste convinzioni, non mi resta che lasciare.
CB, non ti arrabbiare, mi sei diventato simpatico in questi mesi, ma ripeto, personalmente non riesco ad immaginare più di quello che ti ho detto dietro quella pratica.
Per me è più interessante capire cosa spinge psicologicamente a scambiare il proprio partner che non gli effetti dello scambio in sè, che sono evidenti.
Come ti ho anticipato in altri momenti, ho voluto condurre una ricerca in casa mia per capire da cosa nascevano certe “aberrazioni” della reale visuale delle cose da parte della mia donna, e devo dire che ho scoperto un mondo di “autocondizionamenti” che mi era sconosciuto, e che ha le radici in particolari forme di educazione e cultura. Ma lo ha scoperto anche lei, ed è questa la cosa davvero importante perché capisse certi anacronismi coi quali conviveva.
Come ho già detto, se vedo la punta di un iceberg, preferisco cercare di vederne anche quello che è sotto la superfice. È solo quella parte che può spiegarmi perchè la punta “esce” in quel modo.
Ciao.
P.S. Ma perchè non continui con chi concorda con te scusa.
CB, terrorismo?? ma credi davvero che gli scambisti convinti si lasceranno intimidire dalle mie affermazioni? maddai!! mica ho questo potere! io non ho costruito una tesi basandomi su delle semplici convinzioni, ma sulla mia esperienza concreta e diretta. E’ questo che sembri continuare ad ignorare. io ho toccato con mano lo scambismo, perchè nei Privè ci sono stata, e credimi la donna all’ interno di quel contesto non ha proprio alcun potere. Soggiace semplicemente alle persone e alle situazioni che le si presentano, e direi che la maggior parte di loro sono lì per compiacere il proprio accompagnatore ( come del resto lo ero io in quel momento ) ma non per un sentito desiderio personale. Che la donna scelga solo di farsi guardare da altri mentre fa sesso, o di accoppiarsi con altri oltre al proprio partner/amico del momento, poco cambia. Si tratta di una situazione “forzata” in quanto la trasgressione in quel caso è percepita e vissuta come un passaggio “obbligato”, una sorta di iniziazione dovuta al luogo e al contesto in cui ci si trova, e non tanto a un proprio impulso spontaneo..
..si decide “preventivamente” di fare un’ esperienza ( presumibilmente “trasgressiva” ), ma già questo è una contraddizione in termini, perchè la vera “ribellione” è inaspettata, imprevedibile, e spesso non del tutto compresa e condivisa dall’altra parte. Credo che gli uomini scambisti siano semplicemente dei fedifraghi che però per ragioni moralistiche non vogliono sentirsi tali, e quindi è come se dicessero alla loro donna: “il fatto che tu non hai niente da obiettare se vado con altre persone alla tua presenza, vuol dire che acconsenti e quindi io non devo sentirmi in colpa”. Insomma, un modo per pulirsi la coscienza. Ma desiderare e amare qualcuno in modo esclusivo è cosa ben diversa. Ecco perchè penso che un uomo realmente innamorato non porterebbe mai la sua donna in posti come quelli. una fidanzata o una moglie difficilmente accetterebbero una cosa del genere. Difatti normalmente le accompagnatici dei frequentatori di privè sono escort di professione oppure amanti o amichette di passaggio. I privè sono una sorta di “ghetto” per i cultori del sesso libero e sfrenato, un modo per mettere in “cattività” il lato istintivo e selvatico di ognuno di noi. Il privè è un carcere dei sensi. Meglio le evasioni..
Ciao MaryG, concordo con quanto hai scritto. Secondo me l’uomo (maschio) non se lo pone nemmeno il problema del “sentirsi in colpa”: semplicemente fa macho andare con più femmine e quindi è più semplice se queste ultime assecondano senza far storie questo desiderio. La donna invece esige un tipo di trasgressione più mentale e complesso, per cui il fatto che sia tutto pronto, disponibile, concessso e preconcordato (come in questi “sistemi di scambio” ) uccide i sensi.
In entrambi i casi sono d’accordo che tali desideri nascano da esigenze piu’ di tipo egoistico che non da una reale volontà dei partner di condividerne l’appagamento.
Decisamente meglio le evasioni…
Scusate, mi ero ripromesso di non intervenire più, ma forse un altro piccolo sforzo lo riesco a fare.
Golem, il fatto che sempre più ricercatori s’impegnano a studiare il fenomeno; compaiono sempre più libri ed articoli sull’argomento; oltre il 10% delle coppie Italiane ha frequentato almeno una volta un privé e chi sa quante, appartamenti o alberghi. Non ti fa sorgere nessun dubbio che possa esserti sfuggito qualche cosa?
Comunque, visto che sei stato così bravo a scoprire i condizionamenti di tua moglie, anche se con mezzi poco ortodossi, perché non hai provato a svelare i tuoi, o ritieni di esserne esente.
Per quanto riguarda la psicologia scatenante, ci sono innumerevoli studi che considerano una quantità di motivazioni sia da un punto di vista femminile che maschile e che possono variare da individuo a individuo. Risulta pertanto difficile delineare una generalizzazione. Per quanto concerne con chi discutere; io esprimo il mio punto di vista, possibilmente supportandolo con riscontri adeguati, su un thread che tratta di scambismo, e mi aspetto che gli altri che vogliono intervenire, facciano altrettanto invece di riportare semplici sentori e convinzioni.
MG, quindi hai dei dati a cui affidarsi; un’esperienza diretta su cui basarsi; non si tratta perciò di un tuo semplice convincimento. Bene, mi fa molto piacere, quindi vediamo: quanti privé hai visitato in Italia, 10-50-100; in quali regioni; sei stata in quelli di fasci A-B o C; quante coppie hai intervistato. Fammi sapere quali statistiche puoi fornirmi, sono molto interessato.
Oggi il mondo è cambiato; le donne sono emancipate, spesso sono professioniste, imprenditrici, e non si lasciano condizionare tanto facilmente. Se una donna non vuole, non lo vuole e basta. Quasi sempre, i giochi sono condotti dalle donne; gli uomini assecondano perché sanno che altrimenti avrebbero solo da rimetterci; dentro e fuori dal privé.
La sessuologa Helen Kaplan formulò, per la risposta sessuale cinque famosi passaggi (desiderio, eccitazione, plateau, orgasmo, risoluzione). Oggi però, la sessuologa Emily Nagoski, chiarisce che a questa dinamica, definita “spontanea”, si contrappone quella “reattiva” che influenza per l‘80/90% le donne ed il 30% gli uomini. In pratica, questi individui sperimentano prima l’eccitazione che poi si sviluppa in desiderio.
Si Acqua, penso anch’ io che per l’ uomo medio conti prevalentemente aggiungere molte “tacche”, più che la dinamica del gioco seduttivo in sè che può dipanarsi con una singola persona, credo che noi donne in questo siamo decisamente più sofisticate e raffinate. In un contesto come quello dei privè il sesso è consumazione pura, non vi è alcun aspetto legato al coinvolgimento emotivo, quindi per la donna ( ma anche per l’ uomo particolarmente cerebrale ) non è certamente una situazione ideale. Lo è per coloro che non vogliono crearsi troppe “complicazioni” in questo senso, che sono mentalmente pigri. Fare i conti con la realtà delle proprie relazioni erotico/affettive a mio avviso è cosa ben diversa: vuol dire confrontarsi anche con la parte “anarchica” e oscura di noi stessi per poi arrivare a una risoluzione nella quale l’ altro sia nostro compartecipe, e non un avversario, o peggio una presenza di appendice, come di fatto avviene nello scambismo o nei rapporti nei quali si è spento ogni entusiasmo e ha prevalso la routine.
CB, ho impiegato quasi tre anni per individuare certi meccanismi psicologici che portano a “trovarsi” delle giustificazioni etico morali a certi nostri desideri e comportamenti, che nel caso specifico caratterizzavano l’approccio al sesso e “all’amore” di mia moglie, al fine di spiegarmi certe “aberrazioni” della realtà che invece viveva nella massima buona fede.
Ovviamente, questa ricerca ha coinvolto anche il sottoscritto e i suoi condizionamenti, con risultati illuminanti sotto l’aspetto della conoscenza di determinate reazioni a certi stimoli determinate dalla cultura, educazione etica e stereotipi ai quali ci appoggiamo per dare un “senso” a quello che facciamo.
Nello specifico, e in estrema sintesi, la demonizzazione del desiderio sessuale puro e semplice, e il ricordo da imprinting del primo esordio di questo, la portava alla necessità di conciliarlo con un obiettivo “lecito” moralmente come quello di dichiarare “amore” quello che era un banale desiderio di sesso. Non ti sto a spiegare quante aberrazioni nascevano da questa “necessità” etico morale. Siamo bravissimi a darci e trovarci le giustificazioni ad hoc nelle pieghe della morale pur di raggiungere un obiettivo che per altri versi è tabù. >>>
>>> Una volta capito questo “autoinganno”, sia pur lentamente si è liberata dalla necessità di dare una veste “morale” al desiderio di cui parliamo, ricercando invece il piacere, anche fine a sè stesso, che nasce dalle naturali funzioni fisiologiche che attengono all’appetito sessuale. Ma lo fa con me.
Questo perchè c’è un’altro modo di veder nascere il desiderio sessuale, con una genesi diversa da quella dell’aumento dei livelli di estrogeni nel circolo ematico, ed è quello che proviene da una lunga relazione esclusiva che contiene non solo gli aspetti chimici dell’attrazione fisica, ma anche quelli più elaborati e raffinati dell’attrazione sentimentale. Questo combinato disposto scatena un desiderio che gioco forza è univoco, non può trovare soddisfazione se NON con “quella” persona. Tale stato di fatto non ha niente a che fare con i condizionamenti monogami di natura culturale. Si sente, e quando si sente in un certo modo, non si torna più indietro. Intendo dire che in qualunque modo si cerchi di soddisfare quel desiderio SENZA la persona desiderata sarà SEMPRE incompleto.
Non ho più spazio, ma tu ti stai solo vivendo i tuoi bias di conferma scambisti andandoti a trovare quello che ti sembra li confermi.
CB,
non ritengo né utile continuare la partecipazione alla discussione sui dettagli del tema principale, di cui non ho esperienza, limitandomi a confermare che ne percepisco una possibile evoluzione nel futuro, (rispetto ai sensi, nello scambismo; rispetto ai sentimenti, nel poliamore).
se alcuni tentativi d’impostare situazioni affini nel momento di massima deflagrazione della rivoluzione sessuale post ’68 non hanno avuto i risultati a cui aspiravano, questo sfilacciamento iniziale potrebbe essere successo semplicemente perché i tempi culturali di massa ancora non erano maturi per questa svolta evolutiva. cosa a cui, SECONDO ME, ci stiamo ora avvicinando sempre più, e sempre più rapidamente. ne è un banale esempio l’esecrazione riservata alla convivenza negli anni ’50, che veniva tenuta il più possibile nascosta dagli interessati, come forse nello scambismo, rispetto alla libertà con cui oggi molte coppie sperimentano unioni di fatto, il più delle volte a tempo.
osservazione personale: giusta o sbagliata che sia, l’esperienza pratica di vita nel suo complesso, non solo legata a vissuti personali, rende a mio avviso quasi impossibile un dialogo equilibrato con chi si affaccia a malapena a un inizio di maturità.
Personalmente amo molto il mondo femminile, purtroppo la nostra cultura occidentale ci ha ingessato in una visione patriarcale che costringe tutti, donne comprese, a vedere anche il femminismo con stereotipi, credenze, miti e luoghi comuni di carattere prettamente maschilisti. Le favole, i romanzetti rosa, i films e tutto ciò che sappiamo sul rapporto uomo donna, è un’immagine stereotipata alla cenerentola o alla Richard Gere in ufficiale e gentiluomo o Pretty Woman per intenderci. Da questo discende tutto un intendere le posizioni ed i rapporti tra uomo e donna. Il ’68 ha gettato il seme per un cambio di paradigma che dopo mezzo secolo ancora fatica ad emergere. Si sente ancora parlare di uomini machi e rudi donne assoggettate e oche, ed anche i termini stessi contengono una valenza maschilista. Oggi i diritti della donna sono migliorati, ma sono ancora lontani da un pieno sviluppo, ne è riprova la difficoltà ad intendere un cognome proprio per la donna che dev’essere ancora quello paterno. Su questo thread sento donne, esprimersi sui caratteri seduttivi sconosciuti agli uomini e di valenze sessuali maschili, ignote alle donne. Sembra che per l’uomo non esiste una possibilità di essere assoggettato, >>>
>>> mentre per la donna è improbabile assumere una posizione di leadership. Ancora oggi è in atto la discussione sulla posizione di Laura Boldrini in rapporto alla declinazione di genere. Comprendo quanto sia difficile vincere la resistenza creatasi in millenni di stereotipata cultura maschilista, di certe visioni, ma credo che sia giunto il momento di considerare con attenzione questi miti ormai obsoleti. Comprendo quanto sia difficile immaginare una donna prendere iniziative di carattere scambista, eppure posso assicurare, per un’adeguata esperienza diretta, che sono per lo più, vinte le resistenze iniziali derivanti dai tabù, proprio le donne a farla da padrone in questo ambito. Eppure, se ci si pensa, nei fatti è la donna a scegliere l’uomo e non viceversa come si è tentati a credere. Anche nel mondo animale, il maschio si propone e tenta di sedurre la femmina con il suo savoir faire, ma è questa che effettua poi la scelta. Come ben sappiamo dalla storia; dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna.
Mi auguro che CB abbia ragione almeno su un punto: le donne oggi dovrebbero avere sufficiente consapevolezza di sé per selezionare solo le esperienze che desiderano. Per il resto, immagino possano esistere anche donne che provano piacere in questa pratica, così come in molte altre poco frequenti. Non siamo tutte uguali per fortuna! Io preferisco di gran lunga i miei scenari atlantici e avventurosi, perlomeno ho massima libertà di scelta…
io sono stata complessivamente in quattro Privè differenti, ma non cambia dall’ averne visti 50 o 100. in quei posti le dinamiche sono sempre le stesse. Visto uno visti tutti. Possono cambiare i contorni, le atmosfere, gli arredi, ma non la modalità con cui si svolgono le situazioni. I privè sono MONOTONI, esattamente come i bordelli, le discoteche, ecc..
La questione dello scambismo non sta nel modus con cui i protagonisti maschili e femminili vivono questa esperienza in termini prettamente pratici, ma nell’ essenza stessa della cosa. Il condizionamento è intrinseco, di base. E’ una contingenza nella quale l’ espressione pura e spontanea dell’ individuo si adatta e si annichilisce per obbedire a una “forzatura”: la trasgressione studiata a tavolino. Ecco perchè dissento da CB e dalle sue posizioni.
Suzanne, non posso impedire a qualcuno di dedurre che io sia una donna incapace di fare scelte consapevoli. Così come non posso impedire a qualcun altro di pensare/affermare/insinuare che io sia immatura. Del resto, quando ricevo un giudizio, ho imparato da tempo a valutare anche e sopratutto la qualità della fonte da cui esso proviene. Non parlo di te. Parlo in generale. Premesso ciò, una persona può fare una determinata esperienza anche solo per curiosità, semplicemente perchè non l’ aveva mai fatta prima. Non centra la mancanza di capacità di discernimento. Poi certo sta al nostro spirito critico e al nostro sentire, comprendere successivamente se quella esperienza ci completa realmente o se è da non ripetere. io sono disposta a qualsiasi confronto e a considerare seriamente qualsiasi punto di vista, compresi quelli in netto contrasto con i miei, a patto però che mi vengano forniti argomenti logici e concreti al riguardo. E obiettivamente, qui non ne vedo. Noto invece, come afferma anche Golem, un perdurare..
..un perdurare della demonizzazione del semplice desiderio sessuale ( specie quello della donna ) e un voler chiarire “a tutti i costi” le proprie esperienze e le proprie scelte, che alcuni cercano di presentare come più “nobili” ed edificanti rispetto a quelle di altri, o rispetto a quello che effettivamente sono state. Sono appunto quei “condizionamenti” inconsci e istintivi cui accenna Golem.
CB, io credo che la condizione di libertà e di emancipazione, per una donna, sia sopratutto uno stato mentale, interiore. E non tanto la conquista di ruoli esterni e rappresentativi. Secondo me il fatto stesso che non tutte le donne siano d’ accordo con qualcosa o con qualcuno ( ad esempio a proposito dello scambismo ) dovrebbe farti capire che siamo più “libere” di quel che pensi.
Maria, che collegamento c’è scusa tra la tua risposta e quello che ho scritto io? Se mi auguro che una donna sia in grado di fare le proprie scelte in totale autonomia, presuppongo anche la possibilità di sperimentazioni “altre”, come quella scambista, con qualsiasi motivazione che escluda il compiacimento del partner. È lecito soddisfare le proprie curiosità così come le PROPRIE fantasie. Dove sta il riferimento a te? Concordo sull’emancipazione come stato mentale, e nutro a tal proposito qualche dubbio sulla raggiunta libertà sessuale della donna. Spesso ci si sente in dovere di assecondare l’uomo, facendo l’amore quando non si ha voglia, accettando tradimenti che mai concederemmo a noi stesse o prestandoci a fantasie che non combaciano con le nostre. Come ben sai, non amo assecondare il prossimo, quindi trovo più grave questa forma di schiavitù rispetto a disuguaglianze sociali di genere. La prima è una sottomissione più subdola, di cui noi siamo ampiamente colpevoli, e per questo difficile da scalfire. Non mi trovi d’accordo sulle solite dietrologie alle affermazioni di chi scrive, in questo caso di CB. Non mi pare si stia giustificando di alcunché, sta semplicemente argomentando sulla tematica di questo spazio.
Su cosa dovrebbe scrivere, ricette di cucina? Per te lo scambismo è una forzatura e per lui una liberazione, dove sta la Verità? Chi lo sa, trallallà
Suzy, ti ho dato quella risposta perchè mi era sembrato che nel tuo precedente commento tu volessi contestare il modo con cui mi sono posta di fronte all’ esperienza dello scambismo. Ma se mi sono sbagliata e da parte tua non vi era alcun riferimento al riguardo, mi scuso. Anche se francamente non è questa la mia impressione. Ma non fa niente.
io non parlerei di schiavitù sessuale della donna, ma piuttosto di “coercizione”. Alcune donne sono indotte a fare determinate cose perchè temono di perdere l’ interesse dell’ uomo a cui si accompagnano. Si tratta di un atteggiamento dettato da una propria insicurezza e fragilità personale, e non da una reale capacità di sottomettere la donna da parte dell’ uomo in questione. Nessuno in realtà ha il potere di assoggettare nessun altro, se questo altro non si lascia assoggettare. Ma appunto tutto si rimanda alla liberà volontà dell’ individuo. La volontà di alcune donne è debole e plasmabile perchè sono emotivamente dipendenti dagli altri, perchè soffrono di dipendenza affettiva e perchè non sono capaci di stare bene anche da sole..
..Pensiamo a quelle che accettano per lungo tempo il ruolo di amante, anche se quella situazione le fa soffrire, le mantiene in uno stato di prostrazione e vana aspettativa. E, ritornando al tema, alcune donne accettano lo scambismo a mio avviso più per non scontentare i loro partners piuttosto che per profonda e vera convinzione personale. Anche qui però si tratta di fare appello alla propria volontà e alle proprie vere istanze. Mentre le discriminazioni sul piano sociale e professionale sono più complesse da combattere, in quanto non dipendono solo dalle nostre scelte e dal nostro atteggiamento. Ciò non toglie però che anche in questo caso possiamo difenderci dalle inevitabili conseguenze di questa situazione perlomeno sul piano psicologico, rimanendo persone equilibrate e ferme anche davanti alle prove e agli eventi più difficili da affrontare.
CB ( e chiunque altro ) ha il pieno diritto di usare il forum per parlare di ciò che vuole. Mi sembra altrettanto ovvio che io e altri abbiamo a nostra volta il pieno diritto di esprimere la nostra opinione nel merito, dato che CB ci espone le sue ragioni pubblicamente. Quindi dove sta il problema? Nel fatto che ciò che asserisco può non piacere? I drammi dell’ esistenza sono altri su!
La vera differenza che esiste tra l’essere umano e tutte le altre specie viventi, è la trasgressione. Il significato del termine è: oltrepassare i limiti, superare il pensiero abituale, la conoscenza del momento; l’uomo difatti non si accontenta di soggiacere alla natura come fa qualsiasi altro vivente, ma cerca costantemente di superarla, per l’uomo la trasgressione è congenita, fisiologica, naturale. Questa sua caratteristica gli ha consentito lo sviluppo che lo contraddistingue, ma si contrappone ad esso il credo, che tende ad imbrigliare questo suo bisogno, costringendolo ad andare contro la sua natura.
Suzanne, nella chiusa del tuo ultimo intervento ti poni una domanda: “Per te lo scambismo è una forzatura e per lui una liberazione, dove sta la Verità?”. A ben pensarci, la valenza di scambismo è la trasgressione che ne deriva, quindi è, sia una forzatura di una regola, sia una liberazione da essa. La domanda giusta da porsi è quindi se è più giusto seguire un credo che tende a mantenerci fermi nel nostro sviluppo, o evolverci seguendo la nostra natura trasgressiva, in definitiva essere animali o umani?
In proposito io non ho dubbi!