Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso
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CB, non continuare a fare ipotesi su quello che mi passa per la testa, perché è inutile, giacchè elabori risultati sulla base di tue supposizioni, prive di conoscenze sul sottoscritto. Tra l’altro utilizzando quegli stereotipi che mi rimproveri nel giudicare la mia visione.
Per quanto mi riguarda il sesso più aperto e sincero non richiede di scambiare il partner. Quella è una delle tante scuse che ci diamo per giustificare scelte e desideri non ortodossi diciamo.
Lo sappiamo tutti che in un legame erotico sentimentale vi è una “naturale” dose di possesso; è normale e persino giusto sotto l’aspetto della fisiologia sessuale. Non c’entra la morale, è un comportamento istintivo. Superarla a favore di un comportamento contrario, cioè “offrendo” il proprio “bene” ad altri, dimostra che “quel” soggettivo piacere – per ragioni psicologiche che andrebbero eventualmente indagate – supera quel naturale bisogno di possesso. Non a caso in amore si dice “tengo a te”. Quindi “tenere” letteralmente chi si ama è un atteggiamento innato, al di là della cultura che lo ha normato.
Resta il fatto che la vostra è solo una scelta di stampo edonistico. Gusti. La “performance” è relativa NON assoluta.
Io e lei non abbiamo “stanca”, com’è?
CB,
vero: per dare un peso al tema dello scambismo basta considerare il fatto che l’argomento rientra, sia pure all’ultimo posto, nelle 10 lettere che hanno raccolto il maggior numero di interventi.
mi sembra che il fenomeno sia a grandi linee identificato come trasgressione. se anche così fosse, trascurando il principio che ogni rapporto è frutto delle identità che contribuiscono a crearlo, resta scontato che ogni norma è per sua misura instabile. progressivamente, ma inesorabilmente, essa trapassa nell’eccezione e dà quindi origine a una nuova regola. non so se questo potrà avvenire per lo scambismo ma non sono nemmeno in grado di escluderlo.
in quanto “caso umano”, irrimediabilmente affetto da solitudine esistenziale, rimasta emotivamente all’infanzia e all’illusione dell’innamoramento, refrattaria alla costruzione dell’amore ma non alla costruzione del rapporto di coppia, mi fa piacere trovarmi in piena sintonia con te in tema di realtà, che non può, a mio avviso, che essere soggettiva.
rossana, constato con piacere che hai buone doti di concretezza, che potresti valorizzare più incisivamente con qualche competenza specifica più approfondita.
Proviamo ad esempio a considerare la realtà, essa è formata da due elementi: uno relativo al mondo oggettivo che ci circonda; il secondo dalla mappa soggettiva che ognuno elabora nel proprio cervello. Su questo secondo aspetto agiscono differenti forze: i miti che ci vengono trasmessi; le regole che ci sono dettate; le esperienze che facciamo; le emozioni che proviamo…. Questo secondo elemento non è però totalmente soggettivo, infatti come abbiamo visto, alcune forze ci vengono proiettate dall’esterno, anche se noi possiamo intervenire su di esse in due modi: validando o meno ciò che ci viene inviato, attraverso doti intellettive convenientemente allenate; modificando ed adeguando quanto acquisito, attraverso strumenti culturali ponderatamente acquisiti.
Cerchiamo ora di entrare più nel concreto, prendiamo ad esempio la coppia, che come il nome stesso suggerisce, è formata da due individui, questi possono essere uniti per diverse ragioni ma, la società è interessata in particolare a quelle che potenzialmente possono generare figli, >>>
>>> quindi ha necessità a stabilire alcune limitazioni alle pratiche sessuali. Il sesso però non possiede la valenza di un legame durevole, anzi direi che esso tende piuttosto alla molteplicità istintiva dei rapporti; spesso quindi, la coppia sperimenta un’inadeguatezza sessuale., ricorrendo perciò a varie tecniche che come ho già avuto modo di esprimere, possono prendere diverse forme, quasi tutte ovviamente non contemplate dalla giurisdizione sociale, e quindi considerate “trasgressive”; la più recente e forse la più performante è lo scambismo.
Ma torniamo alla realtà; la coppia si trova ad essere oggettivamente tale, in quanto così riconosciuta dalla società. Nella nostra mente quindi si è formata una mappa che ci dice che siamo legati ad un partner secondo regole e miti, ma sentiamo anche le pulsioni interne al nostro corpo che vorrebbero altro. Si crea quindi un conflitto interno che dobbiamo risolvere.
Dato che lo spazio è finito, mi riservo di continuare prossimamente, ma se nel frattempo qualcuno volesse commentare o criticare queste mie riflessioni, se ne potrebbe trarre grande beneficio.
Avrei voluto rispondere anche a Golem, ma ho ritenuto più utile usare così il poco spazio disponibile.
Il tema dello scambismo va affrontato tra autoferrotramvieri. Fuori da questo ambito, oggettivamente, è perversione.
In effetti nei lontani anni ’50 i mitici “dopolavoro ferroviari” avevano le sale riservate alle categorie professionali speciali, alle elite della strada ferrata diciamo, tra i quali emergevano gli “scambisti” come una categoria importante, tanto da essere capace di cambiare il destino un po’ di tutti, e non solo delle coppie. Famoso fu il drammatico incidente ferroviario di Bagnacavallo nel febbraio del ’61, dove gli addetti dimenticarono di azionare lo scambio del diretto proveniente da Budrio sul binario per Bologna, che si schiantò sull’accelerato Vergaio-Rivotorto. Una “Littorina” diesel di colore beige pieno di pendolari.
Da quel momento, accertate le responsabilità, gli scambisti persero i loro privilegi, a favore dei frenatori che li incalzavano da vicino.
Così va la vita. Oggi sei su domani giù. È la posizione che cambia ma il risultato è sempre quello. Si finisce col passare il tempo al dopolavoro, in attesa del prossimo turno.
Non importa CB. Potresti continuare con Rossana; temo che noi siamo su binari diversi.
Però devo riconoscere che nel tuo percorso sei stato diretto, e mi ha fatto piacere, ma io, insistendo con te, ho accelerato questa tua caratteristica, e non è una coincidenza se non abbiamo la stessa destinazione, perchè uno due può essere in ritardo ma l’altro forse è su un binario morto.
Io però sullo scambismo tendo a pensarla come il Professor Yog, è una questione tra autoferrotramvieri. D’altronde lo si legge tra le righe questo mio voler frenare certi entusiasmi degli scambisti.
Oggi le vere élite sono i “frenatori”. Quelli dei facili entusiasmi appunto.
Golem, inizi il post 342 dicendo che ipotizzo in base a mie supposizioni basate tra l’altro su stereotipi e non su una tua personale conoscenza. In verità osservo ciò che scrivi, basando su questo le mie ipotesi, cosa che ha valenza alquanto diversa da ciò che prospetti. Del resto non sei nuovo a questo tipo di stravolgimento intellettuale, vediamo infatti come tu e il tuo amico Yog vi avvalete di una sorta di bullismo che nasce dalla vostra condivisione nello svalutare in modo alquanto grottesco il prossimo. Ad esempio vi siete rallegrati della trovata dello scambismo ferroviario, ed inoltre aggiungi come fosse un vostro vessillo, la figura del frenatore, non avvedendovi delle castronerie che dite: i frenatori sono spariti dalla scena ferroviaria agli inizi del ‘900, anche se lo stesso termine è ancora utilizzato per indicare chi sui piazzali è incaricato di controllare l’efficienza dei freni delle vetture; il termine scambista poi, non è mai esistito, c’è la figura del deviatore, che è preposto, sotto la guida del dirigente al movimento, a predisporre i percorsi ferroviari, anch’esso in via d’estinzione. In pratica assumente una posizione che ritenete di superiorità ma che denuncia solo la vostra incompetenza.
CB,
concordo con i tuoi post 404, 405 e 409, che illustrano concetti quasi del tutto affini ai miei. quanto alla realtà, se sostituisci la parola “soggettiva” da me usata, e applichi “individuale”, usata da te, non cambia il risultato di sintesi fra informazioni/esperienze esterne ed elaborazioni/convincimenti interiori (entrambe le linee di formazione orientate dall’indole dell’interessato/a).
quanto alla sessualità, secondo me esistono anche in questo ambito persone (al momento più maschi che femmine) più fortemente spinte o dominate da questo tipo di necessità di altre, magari più inclini ad aspetti emotivi (con inversione di proporzionalità nei due sessi). così come, sia al maschile che al femminile, si possono verificare innamoramenti/attrazioni più o meno determinati dall’uno o dall’altro componente.
nello scambismo, SE c’è totale libertà di scelta nei due partner (ovvero piena consapevolezza di sé e delle proprie inclinazioni), a parità di monogamia di base, credo esista maggior trasparenza e maggior complicità che nella coppia chiusa, dove di solito, con debite eccezioni, i ritmi di frequenza di coito del maschio finiscono con l’imporsi sui bisogni sensuali della femmina, specie dopo la maternità.
Golem, immagino una scena: tu e la tua bellissima Sally distesi su una calda spiaggia tropicale a prendere il sole in costume da bagno alla moda; ad una certa distanza ci sono due uomini che vi osservano, un islamico radicale ed un italiano di cent’anni fa. Mi domando: quei due, non proveranno sensazioni simili se non addirittura ancora più radicali di quelle che proveresti tu nei confronti di una coppia di naturisti, distesi a prendere il sole, nudi naturalmente, su una spiaggia adeguata, semmai dediti a qualche dolce effusione erotica?
Chissenefrega dei “guardoni” islamici e degli italiani ultracentenari CB. Io uso pantaloncini neri o blu per il mare. Sally può mettere qualunque cosa visto che ha ancora un fisico spettacolare.
Sono fermo in Valdichiana per le periodiche funzioni fisiologiche, e non ho molto tempo. Perugia è vicina.
Te l’ho detto, c’è Rossana che ti dà soddisfazione, perchè non con lei? Io penso con la mia testa sull’argomento, ormai dovresti saperlo.
Ciavo
P.S. Piuttosto, mi piacerebbe sapere che idea si sono fatte Suzy e Acqua di questa discussione, delle idee dei partecipanti e di come vengono espresse. Mi piacebbe tanto, visto che ormai stanno imparando a conoscere meglio i vari aficionados e le loro caratteristiche. Ma so che forse hanno un po’ pudore nel dire quello che pensano realmente. Credo.
Pudore virtuale.. è difficile provarlo. Io comunque ho già detto quello che penso: personalmente non sono interessata allo scambismo e sospetto che spesso tale “attitudine” derivi più da una richiesta maschile che da un accordo condiviso/ complicità (questo lo dico perché ho letto qualche risposta di ragazze o donne molto pentite per aver assecondato un desiderio che non sentivano come “proprio”. Per me, per come sono stata educata e cresciuta, l’Amore vero può essere solo monogamo, perché il sesso è troppo connesso all’emozione sentimentale per poterlo “separare” solo al fine del puro godimento. Tuttavia, a livello di fantasia mi capita spesso (quando sono da sola in una stanza) di immaginare mio marito che fa sesso con un altra e questo pensiero mi eccita molto. Credo però che tale “deviazione” sia nata da un mio disturbo interiore, post tradimento (subito), collegato a una mia convinzione di non essere abbastanza brava nel far eccitare mio marito. Quindi è una sorta di “pornografia immaginaria” che mi sono creata a mio uso e consumo e che non ha nulla a che vedere con un desiderio reale. Anzi se scoprissi mio marito mentre fa sesso con un’altra penso che gli farei una scenata da film scaraventandolo fuori casa
Per quanto riguarda invece le idee degli altri partecipanti e di come sono espresse, io le rispetto. Ognuno ha le sue esperienze convincimenti interiori che non possono essere in alcun modo giudicati a prescindere dalla reale conoscenza della persona. Se CB e la sua donna sono contento così e ritengono di aver raggiunto l’intesa perfetta e che tale intesa sia rafforzata dagli scambi, buon per loro. Però io mi sento libera tanto quanto loro di avere un’idea distante e di aver fatto scelte diversa
Cara rossana, per quanto tratti nella chiusa del tuo intervento, in riferimento a quanto attiene lo scambismo, credo che questo presenti una maggiore propensione dei partner a condividere i ritmi erotici di entrambi, in pratica ritengo che ci sia meno egoismo nei rapporti, proprio per quella apertura e condivisone insita in questo tipo di coppia.
Non nego che sono alquanto curioso di capire meglio l’atteggiamento femminile nei riguardi dell’erotismo, o meglio, mi piacerebbe comprendere più adeguatamente la complessa natura dell’eccitazione femminile che a me pare molto più complessa di quella maschile. Per farmi capire meglio, mi rifaccio ad un fatto a cui ho partecipato anni orsono: mi trovavo in un privé dove veniva festeggiato la festa della donna e per l’occasione erano state predisposte alcune attrazioni; una di queste riguardava un gioco dove le donne, preventivamente informate, avevano creato degli spettacoli erotici di breve durata, dove non erano previsti limiti nell’esecuzione e dove il premio per la vincitrice era di un certo valore; il risultato fu veramente entusiasmante per tutti; un altro evento fu uno spogliarello maschile, nel quale l’artista, una volta nudo, >>>
>>> fece una passerella tra le astanti, le quali, sembravano impazzite e tutte volevano almeno toccarlo, e qualcuna si spinse anche oltre. Personalmente non ho mai visto da parte degli uomini un atteggiamento così aggressivo e spudorato.
Vedi Golem, ti sei sempre vantato di comprendere le cose ancor prima che ti venissero esposte, eppure quando vuoi evitare qualche scomoda impasse, fingi di non capire, e invece di dare risposte coerenti a ciò che ti viene proposto, parli di altro, travisando ciò che ti scrivo. Prima di tutto non ho parlato di un centenario, ma di un uomo di cento anni fa che sicuramente viveva in una società che non concepiva neppure uomini e donne sulla stessa spiaggia, figurarsi un uomo con a fianco una donna mezza nuda; per non parlare della visione di un mussulmano radicale che non concepisce neppure la possibilità per una donna di circolare a testa scoperta. In pratica ho voluto spingerti a valutare meglio la tua posizione verso chi oggi pratica lo scambismo che sicuramente non poteva essere concepito in un’epoca in cui i rapporti tra coniugi avvenivano solo al buio o l’assurdità che rappresenta per il mondo islamico; tutti uomini che ragionano con la loro testa ovviamente.
Basta CB, un uomo di cento anni fa che ci osserva oggi è un ultracentenario. Io i discorsi ipotetici non li capisco e tu ne fai a decine, insieme a un’altra tua momentanea supporter. Che è come disegnare col dito nell’acqua. Non resta traccia.
Ti sto ripetendo che a me lo scambismo non dice niente di più di quello che potrebbe dire un qualunque gioco erotico. Cioè, non ha niente a che fare coi sentimenti.
Questa sera ho cenato con mia moglie in un’osteria in Umbria, ci siamo divertiti come al solito e anche di più grazie a un Rosso di Montefalco, io e lei, soli e “completamente completi” se mi permetti. Il piacere che ne deriva ha sfumature erotiche che nessuna spogliarellista estemporanea che te lo piglia in bocca di sfuggita potrebbe darmi. Lo capisci o no che nè io nè lei abbiamo bisogno di “integratori” per la nostra “dieta”. Ci sentiamo sazi e appagati così. E non abbiamo bisogno neppure di andare a cena fuori per sentirci in quel modo, pensa. Se tu credi che questa sia “povertà” emozionale fallo pure, ma io non cambierei niente in favore del privè.
Ripeto, se hai trovato una interlocutrice che è d’accordo con te, continua con lei e avrai mille soddisfazioni. Perchè vuoi farti maltrattare da me?
Ciavoo
Golem, onestamente non provo particolare interesse per l’argomento ma, da quel poco che ho letto, ritengo CB un interlocutore valido ( qualità assai rara): è sempre sul pezzo, non si abbandona a slogan sensazionalistici, ha un’ottima padronanza del linguaggio e del pensiero. È piacevole leggerlo e sembra rispettoso della propria compagna e del loro rapporto. Per il resto, è un mondo a me totalmente sconosciuto, pure a livello immaginifico. Debbo avere un po’ di sangue siculo che mi scorre nelle vene; due beni fatico a condividere: i miei libri più cari e il pisello del mio compagno ( forse più i primi però 😉
Sciacquetta, ti ringrazio per darmi l’opportunità di dare luce ad alcuni punti che continuano a rimbalzare in questo thread senza mai trovare uno sbocco di consapevolezza. Nel ‘68 è esploso un percorso di ristrutturazione delle nostre fondamenta culturali, in special modo in campo sessuale; cosa che ha portato a grandi conquiste, in particolar modo per le donne, con il riconoscimento di molti loro diritti. Prima di allora, una donna che si proponeva ad un uomo era vista quasi come una sgualdrina. Oggi però ci sono ancora molti retaggi di quella visione, e Adrienne Rich nel suo famoso libro “Nato di donna”, mettendo in risalto la questione della maternità, scuote le radici stesse della cultura maschilista a cui siamo assoggettati. Quando esprimi: “…spesso tale “attitudine” derivi più da una richiesta maschile…”; non tieni conto della valenza emergente della donna che si emancipa verso una coscienza della sua umanità. La battaglia tra l’Io e la mente consapevole vede ancora una supremazia di quest’ultima, dovuta ad una sottovalutazione delle potenzialità di governance dell’Io. Essere liberi non equivale a sentirsi liberi; soltanto il vincere queste resistenze potrebbe condurci alla libertà. >>>
>>> Nel momento che scrivi: ‘Credo però che tale “deviazione” sia nata da un mio disturbo interiore’, metti praticamente in luce la battaglia che si svolge tra le tue valenze ed il considerare “deviazione” in maniera sottolineata ne è ulteriore riprova. Hai provato ad analizzare le ragioni profonde di questa tua visione? Hai altresì cercato d’indagare sulla visione nascosta del tuo uomo? Non penso che limitarsi ad una ragione di “credo” sia una buona strategia per conoscere meglio tè e lui.
Immaginare tuo marito con un’altra donna, nasce dalla sottovalutazione delle tue capacità, ma anche dalla sua propensione al tradimento. Esistono solo due strade per uscire da questa impasse; continuare questa farsa di una vita in coppia esteriormente “sana” ma in realtà foriera di tremende battaglie o rompere il legame definitivamente. In verità esiste anche un’altra via che è quella di liberarsi dalle costrizioni culturali ed avviare una indagine condivisa delle ragioni di questa condizione; sei realmente “sciacquetta” o possiedi qualità che ti consentono di competere con chi che sia; conoscere le ragioni vere e profonde che hanno spinto il tuo uomo a cercare in un’altra cose altre.
CB, quando dico “credo” è perché ho già fatto un percorso di autoanalisi da sola che mi ha appunto portato a fare determinate supposizioni. Immaginare mio marito con un’altra donna nasce da un forte colpo all’autostima subito anni fa. Lo so perché prima le mie fantasie erano diverse. La mia forte propensione all’immaginazione ha fatto il resto ed ora agisce come “misura compensativa”. Tengo a sottolineare che quando io e lui facciamo l’amore non uso mai questa fantasia, ma mi concentro solo ed esclusivamente su di me e su di lui. E’ per questo che la definisco “deviazione” , perché la uso solo per me stessa. Conosco bene le ragioni che hanno spinto mio marito a cercare un’altra anni fa e penso che siano molto più banali di quello che tu credi: era da poco nato il nostro primo figlio il quale aveva risucchiato ogni mia energia (non dormiva di notte) oltre che attenzione. Lui si è sentito trascurato e anziché aiutarmi svolgendo il suo ruolo di padre, ha ritenuto più facile farsi consolare altrove. Non credo che dopo mi abbia più tradito, anche se sono d’accordo che probabilmente ha una propensione al tradimento, come forse c’è l’ho anch’io.
Certo Golem, capisco quanto per te sia difficile immaginare un uomo trentenne con la mentalità di un trentenne di cento anni fa, ma mi è difficile capire perché non hai considerato la mentalità di un mussulmano radicale di oggi. Se non hai immaginazione e non capisci i miei discorsi ipotetici, è comprensibile che non accetti chi mi segue in queste fantasticherie, ma soprattutto diventa del tutto inconcepibile immaginarti capace di percepire qualcuno che, progettando una vita al di fuori della sua caverna, possa averti permesso di avere oggi tra le mani uno smatphone. Vedi non sono io che ti maltratto, ma sei tu stesso a farlo.
Se invece di provare a comprendere i miei voli pindarici, cerchi soltanto di screditarli, si finisce col ritornare sempre sulle stesse considerazioni, senza fare alcun passo in avanti; giriamo in tondo come un cane che cerca di prendersi in bocca la coda. Farlo per gioco può anche farci divertire, ma non porta assolutamente a nulla. Per non fare ipotesi strampalate; tu come consideri chi costringe la propria donna a girare con un velo sulla testa? Ti è tanto difficile immaginarti di convincerlo a comprendere la tua visione di coppia? Ecco Golem, io non sto a dire che un mussulmano non ama la sua donna, >>>
>>> come fai tu, sto solo cercando di farti capire che quella donna ha il diritto di guidare etc. Per fortuna non viviamo in un periodo antecedente al 1946, perché altrimenti la tua donna non avrebbe avuto neppure il diritto di esprimere un voto e tu saresti stato a discutere con me, non sul perché ritenessi giusto ciò, ma che era giusto perché così era sempre stato e così sentivi essere giusto.
Suzanne, ti ringrazio per la comprensione e vorrei aggiungere che, cosa che ho più volte sottolineato, non ho alcun interesse a convertire nessuno allo scambismo, anzi credo che ognuno abbia il diritto di avere le proprie idee e convinzioni.
Tu dici di non poterti neppure immaginare di essere scambista ed io ovviamente non ho alcuna voglia di farti cambiare idea, ma mi piacerebbe solo che tu potessi comprendere le ragioni di questa tua incapacità immaginativa, quali sono i meccanismi che t’impediscono di vedere una simile realtà. Non mi sembra per nulla strano avere il desiderio di voler vivere in un mondo di persone consapevoli. Pensa che bello essere circondati da persone che non cercano solo di controbattere le tue idee, ma spinte solo dal desiderio di capire le ragioni degli altri.
Questo non mi procura ne’ fastidio, ne’ sentimenti di gelosia. Ritengo che semplicemente sia normale essere attratti da altre persone che in determinate situazioni ci possono sembrare migliori di chi ci sta già accanto. Si tratta comunque di un’illusione che non puo’ essere verificata, se non interrompendo una relazione per intraprenderne un’altra.
Secondo il tuo modo di vedere il “tradimento” compiacente solo fisico non intacca l’intesa di coppia, anzi la rafforza. Io invece ritengo che la natura egoistica dell’essere umano esiga un rapporto di amore esclusivo ed essendo il sesso uno delle forme più intime di comunicazione nella coppia, ne consegue che anche questo debba restare “privato”.
CB, quello che intendevo dire è che non rientra nelle mie fantasie erotiche. Non saprei, forse potrei darti spiegazioni razionalizzate, ma penso sia più un fattore emozionale. Ci sono svariate componenti in gioco, suppongo, alcune più propriamente frutto della mia personalità, altre anche legate a retaggi culturali ( e pure cattolici). Mi limiterò a ipotizzare la mia propensione a relazionarmi in ogni ambito di vita sempre in situazione duale ( anche in amicizia ho sempre preferito sintonizzarmi con una persona alla volta), il bisogno di creare un’intimità mentale (che richiede tempo e pazienza), e la necessità di sentirmi, in certi frangenti, unica e insostituibile. Questo direi, in estrema sintesi. Ma non mi sono mai interrogata sull’argomento, quindi sono solo ipotesi.
Acqua, come ho già avuto modo di esprimere, la realtà è una nostra costruzione interiore, quindi senza una valenza universale e soprattutto è modificabile, come alcune tecniche attuali tendono ad evidenziare. Ritengo quindi utile iniziare a considerare le comuni credenze non come valori stabili ed immodificabili, ma piuttosto come entità manipolabili. Per verificare quanto dico, prendiamo ad esempio il senso da te indicato di “natura umana egoistica”; siamo veramente egoisti noi umani? In verità l’essere umano è un animale sociale, esso può vivere solo grazie alla sua condivisione di beni e valenze, l’egoismo è semplicemente una costruzione messa in atto per proteggere il potere acquisito; spesso si possono notare grandi e piccoli atti eroici o semplicemente azioni di altruismo. Noi dovremmo provare a curare di più questa nostra valenza, ristrutturando il nostro concetto di egoismo. L’impegno a modificare questo sentimento ci porta ad un concetto di amore più ampio e universale che stravolge in qualche modo ciò che hai espresso nel tuo ultimo post.