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Scambio di coppia, il gran ritorno

di Seb

Riferimento alla lettera: Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.

L'autore, Seb, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso

4.815 commenti

  • 2801
    Allegra matta -

    nooo LUNA forse non mi sono spiegata bene io sono d accordo con il tuo modo di ragionare, ho girato il post a te perché ti reputo una persona con cui può aver senso discutere e ti chiedevo il parere in pratica su ciò che ha scritto Dott50….nel suo ultimo post se ciò ti disturba perfetto non ti includo più nei miei discorsi ma siamo qua da un bel po’, ovvio che parlo con te e Cb, anche tu tante volte mi tiri in ballo e non dico nulla perché è’ ovvio che spesso ci si riallaccia a discorsi precedenti…..

  • 2802
    CoppiaBiricchina -

    Mi permetto d’intervenire in una diatriba che non mi appartiene, ma penso di aver colto un punto d’incomprensione che è bene chiarire prima che si trasformi nuovamente in un focolaio di inutili scambi di invettive. Probabilmente Allegra matta, ma questo potrà dirlo meglio lei, voleva soltanto richiamare l’attenzione di LUNA ad osservare come certe volte gli avversi allo scambismo condannino, probabilmente senza neppure avvedersene, gli scambisti tout court, come immorali, ipocriti e quant’altro. Cosa che in verità avviene qualche volta anche in maniera inversa. È ovvio che Allegra matta se la sia un po’ presa per quanto scritto da dott50, anche se in realtà dovevo prendermela più io, visto che ero parte in causa.
    LUNA, io reputo che sei stata alquanto chiara nell’esporre le tue idee, anche se personalmente non le condivido e non tanto per quanto esprimano in sé, ma piuttosto per un loro contenuto di fondo da cui si evince un tuo concetto di libertà individuale che io ritengo molto sopravalutata, rispetto ad un’influenza sociale, compresa quella familiare, che reputo invece abbondantemente sottostimata.
    In quanto a: “forse il punto e’ qdo chi e’ scambista non accetta questo perche’ no, lo scambismo non e’ un modo.di vivere la sessualita’ ma e’ molto di piu’ di tutte le altre. forse allora (forse, chiedilo a lui) e’ li che dott ravvisa non nello scambismo ma in certi scambisti (indifferente come costoro si orientino nello scambismo) un’ipocrisia. che magari e’ solipsismo piu’ che ipocrisia”.
    In pratica mi sento un po’ tirato per la giacchetta anch’io. Certo ogn’uno ha il proprio modo di vedere le cose, ma esiste una ben sperimentata metodologia per addivenire alla conoscenza ed è quella di valutare, analizzare, riflettere e ponderare sulle cose e non limitarsi alle proprie sensazioni. Personalmente ho provato in tanti modi ad esprimere il senso dello scambismo, adoperando le prospettive più disparate, ma il risultato è sempre lo stesso: sentire lo scambismo come una scelta estemporanea. È veramente strano che solo dodici specie di mammiferi su oltre quattromila siano sessualmente monogame, e l’uomo non appartiene a quelle dodici se non assoggettato da regole sociali specifiche. Questo dovrebbe far riflettere non credi?

  • 2803
    CoppiaBiricchina -

    Vorrei proporre un esercizio d’immaginazione a LUNA, ma consiglierei a tutti di farlo,. Prendiamo una macchina di Galton (per chi non l’ha presente, consiglio di usare Wikipedia). Ogni pallina rappresenta ogn’uno di noi, e nel cadere dall’alto, esprime il percorso della nostra vita. I chiodi distribuiti sulla tavola, raffigurano i vari ostacoli che dobbiamo affrontare. Ogni pallina, nella sua caduta, incontrando i vari chiodi può arbitrariamente decidere per ogni ostacolo di andare da un lato o dall’altro. Le file di palline che alla fine si accumuleranno in fondo alla macchina indicheranno una qualità statistica della società (curva di Gauss). In verità però, la società agisce inclinando il piano d’appoggio della macchina e così facendo, influisce sulle nostre scelte che pur rimanendo libere, in verità andranno drasticamente più in una direzione piuttosto che l’altra. Questo schema credo che risponda alquanto realisticamente alla nostra condizione di libertà.

  • 2804
    CoppiaBiricchina -

    Cara LUNA il libero arbitrio dell’uomo, che tu tanto esalti, contiene nella sua essenza la confutazione ad esso stesso. Come dice Dante: “Intra due cibi, distanti e moventi d’un modo, prima si morria di fame, che liber’omo l’un recasse ai denti”. In pratica egli esprime, e non è il solo a farlo, che non possa esistere un uomo in grado di attuare una scelta libera in quanto ciò stesso lo congelerebbe nella sua impossibilità decisionale. La scelta quindi è assoggettata ad un’influenza esterna e/o interna essa sia.
    Io posso scegliere di essere sottomesso ad un’idea classica di monogamismo o ribellarmi ad essa rifuggendo la sua tradizionalità. Lo scambismo è una di queste possibilità di fuga dette appunto trasgressive proprio per la loro insita qualità a trasgredire la regola imposta. A differenza del tradimento però, non soggiace alla mancanza di rispetto altrui, qualità egocentrica e competitiva, ma piuttosto ad una condivisione che, come ho avuto già modo d’esprimere, è una qualità socialmente costruttiva.
    Se proviamo a ritornare alla nostra macchina di Galton, i chiodi posti sulla sua superficie, impongono di scegliere. Se noi li abolissimo, il percorso di ogni pallina sarebbe perfettamente verticale, dall’alto in basso ed il più breve possibile, facendole percorrere tutte lo stesso tragitto, e tutte si ritroverebbero ad essere impilate in basso, una sull’altra nella stessa posizione. In definitiva, non ci sarebbero ostacoli, cioè scelte da effettuare. In definitiva la vita sarebbe libera e ci condurrebbe alla fine del nostro percorso senza alcuna variazione.
    Ora dott50 o tu, potete anche dire che si tratta di una giustificazione ipocrita o solipsista, ma personalmente credo che lo si possa dire ancor di più delle spiegazioni dettate da un libero sentire, se mai questo possa essere possibile, di pancia come è stato detto in passato, senza dare alcuna giustificazione plausibile delle scelte sostenute. Non credi?

  • 2805
    dott50 -

    Ridurre la morale e la cultura ad un “trucco” rivolto ad orientare i comportamenti umani non mi sembra condivisibile, così come non mi sembra calzante Il paragone con la “Galton machine”. Chiaramente va considerata la evoluzione ed il dinamismo che caratterizza la cultura che non è una somma di regole impeditive, nè è fatta di comandi ed imposizioni, bensì di consigli comportamentali. Lo scambismo è una pratica social-sessuale che trova molte adesioni e quindi diventerà o forse già lo è, una subcultura, ma sicuramente non è universale. Cara CB ammetti che ci possano essere delle coppie che LIBERAMENTE scelgono di non scambiarsi, a prescindere dalle regole etiche, morali, culturali, etc., ossia deliberatamente sono inclini al rapporto di esclusività sessuale e non solo; per me lo scambismo esaurisce la sua funzione sociale con il raggiungimento dell’orgasmo e perciò ha valore solo sessual-ludico; non vedo alcun significato di “solidarietà globale”. Il mio pensiero sullo scambismo si avvicina a quello di Luna, solipsismo permettendo (in realtà tale termine e conseguente concetto era totalmente inappropriato rispetto a ciò che avevo scritto).

  • 2806
    CoppiaBiricchina -

    Bene dott50, l’esempio della macchina di Galton non è calzante, e non è rilevante che in natura la monogamia sia un’eccezione, e non è significativo neppure l’aspetto socializzante e globalizzante dello scambismo, non risulta pertinente in significato dell’influenza tutoriale sulla psiche, non ha senso parlare della storicità comportamentale, è insignificante anche il rapporto familiare in culture diverse dalla nostra, ecc… Mi domando, quali sono i parametri utili a permettere un’osservazione evolutiva? Personalmente ho sperimentato diversificazioni notevoli sul mio essere: nel gusto, nel lavoro, nel rapporto di coppia, nell’emotività, nel tipo di vita, nelle ambientazioni, nelle modalità culturali, ecc… ecc…. Ogni volta il motivo di crescita è stato anticipato da cambiamenti di prospettiva dovuti al mio spirito temerario. L’ignoto per me ha rappresentato sempre motivo di sfida. Ricordo il mio periodo tradizionalistico, fatto di scelte scandite da un calendario preordinato: c’era l’età scolastica, quello degli amici di bisboccia, il periodo della ricerca lavorativa, quello della costituzione di una coppia, dei figli…. Certo le modalità ed i tempi variavano tra i vari amici, ma comunque erano consoni all’andamento universale. Le scelte erano diverse tra tutti naturalmente, c’era chi aveva intrapreso degli studi e chi altri, chi un tipo di lavoro chi altri, le donne ovviamente erano diverse ed a quel punto le strade si separavano. Molto raramente capita di rivedere qualcuno della vecchia guardia. Certo è stato un modo personale di vivere quel periodo della vita, ma ricordo che in linea di principio era molto comune. Ora mi chiedo quali cose mi sono sfuggite, cosa c’è di diverso in ciò che proponete, quale tipo di libertà non sono stato in grado di cogliere. Suggerite, spiegate, indicate vi prego, vi scongiuro, non tenetemi in sospeso, aiutatemi ad aprire gli occhi. Non venitemi però a dire che è una questione di fede o di pancia perché se no vi mangio. Ne ho già abbastanza di chi viene a dirmi che devo avere fede, e se non ce l’ho, devo avercela punto, se no sono un’anima perduta. Ma mi faccia il piacere…!

  • 2807
    luna -

    avevo scritto un post ma si e’ perso mi sa.Allegra, scusa, non avevo capito che l”intenzione era quella. dott, non.ho capito la chiusa del tuo post. io penso che oltre all’ipocrisia possa esserci davvero anche del “genuino solipsismo”. CB, anch’io.

  • 2808
    luna -

    CB, a parte che mi sfugge perche’ pancia ti renda cannibale, mi sfugge anche perche’ una persona non scambista debba dimostrarti e giustificarti perche’ non scambia. mi sfugge davvero. il solipsismo, concedimi, non sta nel fatto che scambi e che a te farlo abbia cambiato la vita, ma che debba essere cosi per tutti o debbano portarti la giustificazione. CB, a parte che non a tutti preme fare cose originali (ma magari speciali per se’ si, il che mi sembra piu rilevante e anche, volendo, molto meno dipendente) tu hai descritto la tua vita prima dello scambismo come un piattume schematizzato… ma forse son sensazioni tue per te.

  • 2809
    SAM -

    Non so, non credo che scriverò più qua…
    Fondamentalmente trovo che coppia se la canti e se la suoni da solo 🙂 esiste la sua opinione del mondo e quella sbagliata, non è possibile portare avanti un dialogo in questo modo.

    Con ste puttanate che il mio ragionamento proviene da chissà dove e il suo da uomo illuminato invece sia frutto dell’ evoluzione mi sto innervosendo, poi finisce che alzo i toni pure io.

    È incredibile quanto una persona riesca a trarre conclusioni a proprio piacimento.

  • 2810
    SAM -

    Mi riferisco al post 2786 in particolare.

    Diavolo uno deve sentirsi dire che chi sceglie una vita monogamica, chi di tanto in tanto associa sesso e amore, di certo lo fa per qualche deerivazione socioculturale sbagliata.

    Fondamentalmente stai catalogando le persone, come se esistessero solo due categorie, con la differenza che gli scambisti a tuo dire godono della facoltà di pensare, i non scambisti invece sono soggiogati da chiesa e tradizioni medievali.

    Giudichi, proprio come un inquisitore e sei implacabile nei tuoi giudizi, ti poni da una parte della barricata e sputi sentenze.
    Fondamentalmente qui sei l’unico che non accetta il parere degli altri. Forse sei un monogamicofobico?
    Cioè non ti è stato bene nemmeno il mio commento ironico, quando ho chiesto ad Allegra se suo marito si intrattiene con uomini come se io fossi homofobico. Io che ho pure un amico finocchio (la parola finocchio è voluta, a lui non dispiace essere chiamato cosi).
    Sempliceemente non condivido lo scambiamo e a te pare sbagliato a prescindere. Io non giudico la tua scelta, ti piace che ti trombano la moglie? E fattela trombare! Ti piace prenderlo dietro? E prendilo!
    Non cambia l’opinione che avrei di un uomo e di certo non ti considero un malato come farebbe una di quelle persone che dipingi quando parli di gente monogamica o peggio cristiana cattolica…quindi…perché questo astio, questo atteggiamento superiore verso chi non scambia?

    Vorrei dire anche una cosa a Luna…
    È vero che Una relazione da fuori vista come stabile, potrebbe essere in realtà piena di crepe. Ovviamente in una circostanza del genere se arriva qualcuno magari attraente ha partita sicuramente più semplice.
    È però vero che anche una relazione perfetta puó essere in pericolo, perché quando un esterno arriva e si propone, chiunque, dico chiunque valuta comunque l’offerta ricevuta, forse la rifiuta, ma la considera.

  • 2811
    CoppiaBiricchina -

    Ci risiamo. Io provo soltanto a stimolarvi altre visioni, non sto a chiedervi di cambiare idea o di considerare le mie, che tra l’altro non lo sono in quanto tali, migliori delle vostre, sto solo ad illustrarvi quali altre aspettative ci sono oltre quelle tradizionalmente accettate, punto.
    X LUNA
    Io non voglio avere delle giustificazioni del tuo comportamento, voglio soltanto trovare aspetti altri che potrebbero essermi sfuggiti. Mi piacerebbe comprendere cosa non ho colto nella mia vita tradizionalista che a me sembra piatta già nel termine in sé, in quanto si riduce ad un conservatorismo, ad un ripetersi invariato di uno schema preordinato. Mi chiedi perché sia avverso alla fede tout court; perché ritengo non porti a nulla di buono. La nostra evoluzione è frutto di un certosino e continuo lavoro di rigenerazione e sperimentazione. La fede per me è foriera di regresso, di un rinchiudersi in egoistiche nicchie.
    X SAM
    Non esiste una mia opinione del mondo ed una sbagliata. Per me esistono riflessioni più o meno attinenti al vero e quelle più incentrate su una visione egocentrica del mondo. Io considero, cosa peraltro dimostrata con esperimenti scientifici, che una visione collaborativa sia più sintonica con socializzazione, sviluppo, crescita, bene diffuso; mentre un aspetto competitivo sia più organico con asociale, guerra, capitalismo, appropriazione di beni altrui. Se così non è, ben venga, ma non è sufficiente esserne convinti, bisogna averne delle certezze comprovabili.
    X tutti
    Pensavo che per festeggiare il Natale, ogni regione si esprime con tante invenzioni culinarie ed i dolci ne rappresentano il piatto forte. Quello che però è l’essenza stessa del Natale è il panettone. Ad un certo momento però la gente, in maniera sempre più incisiva ha iniziato a provare avversione per la frutta candita, così il Pandoro ha scalzato di fatto il primato al Panettone. Mi chiedo e chiedo a voi tutti, cosa è avvenuto; come mai la frutta candita ha iniziato a non piacere più?
    A me personalmente piace l’arte anche se non mi considero un appassionato nel senso proprio del termine. So che ci sono degli amanti che farebbero qualunque cosa per possedere un’opera di valore, anche a costo di trafugarla e poi tenerla nascosta al mondo in un proprio caveau. C’è però anche chi non solo ama possederla, ma piace anche esporla di tanto in tanto in qualche frequentata mostra perché tutti possano ammirarne la bellezza. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate?
    Ovviamente queste due domande sono soltanto uno stimolo a rispondere a due aspetti psicologici che si possono trovare nel nostro agire quotidiano. Personalmente non m’interessa avere delle risposte, mi preme di più che voi provaste a riflettere su questi aspetti, cercaste cioè di esaminarne ogni possibile risvolto. Se poi se ne vuole discutere, significa che non solo si desidera mettere alla prova le proprie convinzioni, ma che si brama anche di condividerne i progressi.

  • 2812
    Allegra matta -

    io non posso intervenire sono un amante del panettone con tutto quello che ci può star dentro mentre il pandoro lo mangio ma già al terzo morso mi stufa un po’…allora lo puccio nel latte…va beh ma che Sto a a scrivere…..a chi può interessare……….

  • 2813
    CoppiaBiricchina -

    Riflettevo su ciò che è avvenuto recentemente tra Allegra matta e LUNA. La prima ha commentato un intervento di dott50, coinvolgendo la seconda nel suo riflettere. Io che in qualche modo condivido il suo modo di concepire, ho compreso immediatamente che quell’atteggiamento era dettato dalla volontà di esprimere il suo pensiero. LUNA invece, pur non comprendendone le ragioni, l’ha interpretato come un coinvolgimento inappropriato. In verità ci sono stati altri casi analoghi in passato, ma provo ad esprimere una mia valutazione, che ripeto, è soltanto mia e non è avvalorata da alcunché. Quando si è avversi ad una cosa, le persone che sappiamo invece ad essa concordi, ci appaiono come rivali tout court, quindi se anche dicono cose condivisibili, ci sembra nascondano ragioni che anche se ci sfuggono, devono essere necessariamente ostili. Il fatto ad esempio che io esprima un determinato argomentare per ampliarne il contesto, suona alle orecchie di SAM, ed è avvenuto anche con LUNA, over, colam’s, dott50 ed altri, come un mio personale senso di superiorità. Questo meccanismo è stato ben espresso da molti studiosi del carattere umano, uno tra tutti Pirandello che ha scritto: “… l’essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze che esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà. Un valore che cangia, naturalmente, secondo l’essere che in quella forma e in quell’atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è così. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d’un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è così; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né così in nessun modo stabile e sicuro; ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso; perché una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile. La facoltà d’illuderci che la realtà d’oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall’altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d’oggi è destinata a scoprirsi illusione di domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita.”
    Personalmente non so se sia meglio essere concordi con la moltitudine della gente o se sia più utile esserlo con le menti eccelse che costituiscono il nostro futuro in quanto meno legate ad un sentire di pancia. Io trovo più interessante la seconda modalità, anche se essa può essere più rischiosa, e se contiene in sé la necessità ad un maggiore impegno.

  • 2814
    dott50 -

    X CB: Vorrei esprimere qualche commento, se mi consentite:
    1) Non ci voleva Pirandello per definire la “relatività del pensiero” consistente nell’evoluzione dinamica dello stesso in rapporto al tempo ed al luogo.
    2) Sia ben chiara una cosa IL TRADIZIONALISTA non necessariamente accetta la regola costituita senza analizzarla e criticarla, ma può farla propria, seguendo un iter logico di pensiero ed in piena libertà condividerla.
    3) La tendenza alla trasgressione e tipica di quei sogggetti emotivo-dipendenti; ossia di quei soggetti che hanno bisogno di eccitazione emotiva, hanno bisogno di esplorare e sperimentare situazioni che diano loro una carica emotiva. Quì si parla solo di trasgressioni sessuali; ma il vero trasgressore sperimenta emozioni che gli possano derivare anche da latre situazioni, mi viene in mente l’eccitazione che ti provoca il gioco d’azzardo; oppure partecipare con dei delinquenti ad una rapina od altro evento criminoso; così come pilotare una automobile a 300 Km orari. Cosa ne pensi di queste trasgressioni? Sono espressione di una libertà, come la chiami Tu, oppure riguardo al gioco d’azzardo sei un tradizionalista?

  • 2815
    dott50 -

    Sarebbe interessante scegliere una data in cui tutti gli interessati a questa discussione potrebbero incontrarsi, magari in un bar o ristorante, per poter disquisire in maniera più esaustiva rispetto a quanto abbiamo fatto fin ora

  • 2816
    Allegra Matta -

    A questo punto allora mettiamoci anche le droghe come trasgressione, e ce ne potrei aggiungere di cose che mi vengono in mente da non fingere più ma mi ripeto io non vedo lo scambismo come una trasgressione ma come un piacevolissimo stile di vita che non causa danni a nessuno e credo sia stato ampiamente accettato visto che nessuno a saputo dare delle risposte per smentirmi ma chi è’ che dice che lo scambismo e’ una trasgressione, quale regola si trasgredisce? Per me trasgredisce chi tradisce la moglie visto che ha fatto una certa promessa sull altare….. (Ma a cosa pensava in quel momento? Boh…) ti amerò ti sarò fedele per sempre bla bla bla altroché se trasgredisce. Lo scambista e’ sincero fin dall inizio o ti va bene o cercati qual con altro!

  • 2817
    LUNA -

    CB, io non sono mai stata dipendente dal concetto tradizionalista o dall’anticonformismo quindi, a parte che non mi interessa granche’ leggere le mie emozioni e scelte ecc in queste chiavi il termine tradionalista (che poi non vuol dire una cosa sola) non mi richiama ne’ l’idea di noia, tunnel e piattume ne’ di rassicurazione rispetto l’accetazione altrui o il controllo sulla realta’, idem trasgressione non mi sembra di per se’ un termine sinonimo assoluto di liberta’ e apertura mentale o soddisfazione.

  • 2818
    luna -

    Perche` nella tua vita sino a qualche anno fa non ti trovavi a tuo agio per te lo sai o puoi saperlo solo tu. Non ho idea di cosa ti sei perso o non perso. Non so chi intendi per menti eccelse visto che pensi che non siano state in contatto con la loro pancia, cosa abbastanza improbabile. Personalmente non considerando e non vivendo la vita in dipendenza dai concetti sopracitati non leggo le scelte di relazione o sessuali in queste chiavi, ne’ le altre scelte

  • 2819
    CoppiaBiricchina -

    Cara Allegra, non importa a chi interessa ciò che scrivi. La cosa importante è il pensare, poi da cosa nasce cosa e si può anche addivenire a qualche riflessione interessante. A me la frutta candita piace ed il panettone anche, ed anche se non ne vado matto mi piace comunque più del pandoro. Una volta la frutta candita piaceva da morire ma… oggi non più, chi sa perché. Forse c’entra la società, i mass media, gli interessi aziendali. Chi lo sa, comunque è avvenuto un cambiamento e non credo sia legato a libere scelte individuali. Penso che esista un potere fortissimo che c’impone anche i gusti, e fino a quando non capiremo questo, esso potrà pascere e crescere ed a me questo fa impressione. Quando uno, facendo le cose più infamanti, può controllarci fino al punto d’imporci un gusto personale, convincendoci nel contempo di essere artefici delle nostre scelte, allora non c’è modo di fermarlo, costringendoci ad un totale annientamento.
    Stavo rileggendo SAM, divertendomi molto. Certo che commentarlo sarebbe non soltanto inutile, ma alimenterebbe ancor più le sue convinzioni. Già; è evidente che il suo ego non gli permette di avvedersi delle assurdità delle sue convinzioni. Voglio evitare ogni commento in quanto ritengo gli altri adeguatamente capaci di comprendere da soli l’assurdità di tali affermazioni.
    Riflettevo invece sul senso tradizionale di concepire la coppia. Due persone di sesso opposto unite dall’amore eterno. Due cuori ed una capanna per intenderci. In verità una condizione irreale, in particolar modo fino a non molti anni fa, dove un’unione tra uomo e donna era dominata da considerazioni economiche più che emotive. Retaggi di questa concezione si ritrovano ancora oggi presenti in alcune comunità del nostro territorio nazionale e non solo, come la dote, il chiedere la mano ecc. Considerare la donna come un bene personale da parte dell’uomo non è ancora del tutto estinto. Anche se la donna ha conquistato posizioni in parte più paritetiche, non è difficile imbattersi in cognizioni di subalternità come ancora esistono sui posti di lavoro, o anche quelli espressi dai vari tradizionalisti.
    Un’immagine trasmessa dai romanzetti rosa o più subdolamente da una cognizione socialmente malata, dove l’uomo espone i suoi beni materiali o fisici, ed a cui la donna può cedere qualora ne consideri il valore. Non si ritiene neppure possibile che una donna possa possedere una personalità in grado di decretare una propria scelta personale indipendente da ciò che le si offre. Se mi lascio affascinare dalla bellezza di una donna e cedo alla tentazione possedendola, non ha la stessa valenza se a fare altrettanto è la mia compagna. Consideriamo ad esempio ciò che scrive SAM: “ti piace che ti trombano la moglie? E fattela trombare!”, mi chiedo; avrà considerato l’aspetto opposto?

  • 2820
    CoppiaBiricchina -

    Caro dott50, siamo qui proprio per fare e ricevere commenti al fine di migliorare la nostra comprensione del mondo, altrimenti non vedo quale altra ragione potrebbe esserci a questo nostro disquisire.
    Ciò che ci appare incomprensibile è l’astrazione da se medesimi, in pratica reimparare ad imparare, riconoscere l’errore dei nostri gesti e delle nostre intenzioni. Conquistare la chiara distinzione fra mezzo e fine. Riuscire a sperimentare una totale immersione nella realtà, liberi da costrizioni che inconsapevolmente ci reprimono proponendoci una concretezza dissimile da quella che ci circonda. Ritornare a quella ingenuità infantile per osservare il mondo in un modo del tutto nuovo, per reinventarlo fuori dagli schemi tradizionali.
    Cosa significa: ‘Non ci voleva Pirandello per definire la “relatività del pensiero”…’. A me pare evidente quanto ciò sia riduttivo, quello che sottolineavo è la potenza immane della restrizione a cui siamo assoggettati e che c’imprigiona su un percorso obbligato senza possibilità di fuga. Rendendo addirittura invisibile la verità alla nostra cognizione.
    Mi sono più volte impegnato a chiedere lumi sul presunto iter logico seguito per accettare la regola costituita, ma ne ho ricevuto solo invettive per essermi permesso di chiedere giustificazioni. Se si è seguito un percorso logico senza assoggettamenti di sorta, ma attraverso il proprio libero arbitrio, perché non mi si vuol rendere partecipe di una così importante rivelazione.
    Scusa dott50 ma questa è proprio bella: “La tendenza alla trasgressione e tipica di quei sogggetti emotivo-dipendenti”. Ma la trasgressione, nel senso di trasgredire una regola tradizionale, è dovuta proprio al fatto che quei soggetti tendono a rendersi indipendenti dalla costrizione emotiva. Nel nostro caso la trasgressione ha valore di opposizione al modo di concepire tradizionalmente il sesso all’interno della coppia e non ha un senso universalizzante. Non vedo cioè attinente il fattore adrenalinico che prova il giocatore d’azzardo con quello che prova il delinquente in una rapina o il pilota di F1, e men che meno con quanto prova uno scambista. Il valore adrenalinico-sessuale può semmai essere comparato tra scambisti e non, ma anche questo è poco significativo, in quanto potrei avere situazioni stressogene differenti anche nello stesso individuo con attivazioni difformi del sistema simpatico.
    Mi permetto di suggerirti uno stupendo libricino della Adelphi, scritto da Eugen Herrigel dal titolo: “Lo zen e il tiro con l’arco”. Si tratta di un illuminante, lucido e utile resoconto scritto da un professore tedesco di filosofia che andando in Giappone per tenere un corso di filosofia occidentale, decide di intraprendere lo studio dello Zen.

  • 2821
    LUNA -

    CB, “iter logico per seguire la regola costituita” ecc: siamo sempre li, quando ne parli tu, in un tuo preconcetto, certe scelte personali (per te) corrispondono ad un’aderenza passiva e inconsapevole e hanno (per te) un preciso significato, altre corrispondono (per te) al contrario e hanno (per te) un altro preciso significato. una dialettica tra schemi tua. ignoro ovviamente per quali ragioni proietti sul prossimo una tua “fobia del conservatorismo” ecc per cui tra l’altro neghi l’

  • 2822
    luna -

    la varieta’ di scelte che le persone operano all’interno di quello che per te e’ invece uno schema fisso. persino una domanda su panettone e frutta candita e pandoro rientra in un tuo schema fisso e pensi di avere gia’ la risposta indipendentemente da quale sia. perche’ non puo’ uscire da una tesi parziale da cui parti. non e’ che non interessa la risposta di allegra ma e’ come e’ posta la domanda. e non perche’, come tu ti convinci nel tuo schema, mette in crisi l’interlocutore perche’ si scopre pilotato da pandoro o panettone, ecc, ma perche^ e` in realta’ una domanda chiusa e non aperta. non una domanda di conoscenza reciproca o reale riflessione, ma pilotata perche’ parte da una tua “fissa” riguardante i tuoi interlocutori in toto. qualsiasi siano i loro gusti e percorsi di vita. l’idea di una passivita’ versus apertura ecc ben precisa e’ una tua proiezione allorche’ tantopiu’ si muove tra due concetti (non scambismo uguale a/scambismo uguale a) in cui non esistono variabili e in cui lo scambismo o meno diventano una tua (tua) precisa e univoca cartina di tornasole. anche qd nn nomini lo scambismo ma parli di panettone sempre li’ sei. la cosa curiosa e’ quanto tu appaia dipendente dai concetti tradizionale/trasgressivo, a cui tu dai un tuo univoco significato leggendo le parole altrui sempre secondo questi criteri e come trasgressione di una regola abbia di per se” per te un valore positivo sempre e come pero’ anche tu decida l’aderenza altrui a una regola e non al proprio sentire e a una propria indole e liberta’ se non fa o e’ come dici tu. a me non cambia nulla che tu ti ponga cosi nei cfr della tua o altrui realta’, beninteso. cio’ che emerge pero’ e’ l’impossibilta’ di un dialogo. che con allegra e’ invece possibile perche’ mi pare che alla fine lei se la viva piu’ serenamente e spontaneamente di te, per quanto a volte si lasci trascinare nelle tue categorizzazioni che pero’, infine, forse.le appaiono.anche un po’ soffocanti allorche’ lo scambismo diviene un eccesso di identificazione o una corrente filosofica. boh. .

  • 2823
    Allegra matta -

    Scusatemi ma penso di avere (almeno fino a oggi) un cervello pensante e non mi pare di farmi trascinare da nessuno….io non catalogo niente e nessuno, credo di non poter/dover cambiare modo di pensare/agire a nessuno, son qui per raccontare e sentire storie di scambisti….. Mi da fastidio quando sento qualcuno che parla dello scambismo come fosse una cosa sbagliata…da condannare….un peccato..alle volte sono d accordo con Cb e alle volte un po’ meno, quando parla ad esempio di quella strana macchina sono totalmente in disaccordo in quanto le persone non son palline ma hanno cervello, esperienze e sentimenti e quando la società inclina la macchina per farti andare in quella direzione c e chi con fatica cammina contro vento perche non si lascia condizionare, perche segue il cuore, l istinto e non fa il pecorone…Luna non mi lascio trascinare….a meno che non ci sia una festa…uff ritiriamo fuori il discorso delle porta borse? scusa Luna ma dai per certo che trovo soffocanti le categorizzazioni di Cb, ma guarda Io sono molto serena e rimango delle mie idee….io vedo lo scambismo come uno stile di vita come un modo d essere perché io ORA e’ così che sono….e Sto alla grande.
    Buona notte…sempre con allegria.

  • 2824
    CoppiaBiricchina -

    Cara LUNA proprio non capisco, tu hai fatto una scelta di gusto per un’idea di rapporto di coppia di tipo tradizionalistico, io invece di tipo scambistico punto. Non c’è bisogno di discutere, andiamo tutti a casa felici e contenti. Se siamo qui a dibattere è perché interessa capire, e per far ciò bisogna provare a smembrare ogni cosa per addivenire ai segreti più nascosti.
    Dici che il mio è uno schema fisso, tutto ciò che dico, penso, scrivo, provo, leggo, riporto ecc… è conseguenza di una fobia sul conservatorismo. SAM del resto ha scritto: “Fondamentalmente qui sei l’unico che non accetta il parere degli altri. Forse sei un monogamicofobico?”. Tutto ciò mi ha spinto a riflettere su questo aspetto e mi sono chiesto cosa differenzia il mio modo di argomentare rispetto a quello altrui?
    Sinceramente ho rivisitato un po’ tutti gli ultimi interventi ed ho notato che in pratica la questione si può ridurre ad un solo elemento differenziante. Il mio dibattere verte tendenzialmente ad esprimere diversi aspetti giustificativi di una posizione rispetto all’altra. Il dibattere avverso invece si fonda su un unico elemento di fede o gusto per una scelta. Ora è chiaro che la scelta presuppone una parte esclusa che non gode di gradimento. L’elemento che quindi reputo responsabile di questa mia presunta posizione fobica sia imputabile ad una mancanza, che ritengo peraltro ovvia, di una qualità giustificatrice della posizione di gusto che appare quindi come pietra angolare del dibattito. Il fatto che invece io non riconosca un’abiura rispetto a questa unicità mi pone in una posizione di condanna.
    Il 22 giugno 1633 Galileo Galilei veniva condannato dal Sant’Uffizio perché concepiva cose come: « La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »
    Ancor prima, il 17 febbraio 1600. Giordano Bruno veniva messo al rogo per esprimere idee come: «Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo».
    Sono trascorsi solo 400 anni da quei tragici momenti, un’inezia rispetto alla vita dell’uomo sulla terra, ma ero convinto che in questo lasso di tempo si fossero evolute nuove modalità d’intendere le cose, ma ohimè devo avvedermi che non molto è cambiato, chi si oppone al principio sancito subisce ancora violenta avversione.
    — Continua —

  • 2825
    CoppiaBiricchina -

    Nel post 2817 esprimi che provi sensazioni diverse da quelle da me espresse in alcuni termini, suggerendomi che hai attuato una trasformazione a ciò che io tentavo d’esprimere. Non credi che questo comporti un problema? Se tu sei interessata a comprendere, dovresti sforzarti a raccogliere ciò che io cerco di trasmettere, evitando di soffermarti ad analizzare ogni singolo passaggio, cogliendo invece l’idea che ne è fondamento. Nel successivo post, quando scrivi: “Non so chi intendi per menti eccelse visto che pensi che non siano state in contatto con la loro pancia”, non credo tu non abbia compreso. In verità lo hai compreso molto bene, tanto che sottolinei la cosa proprio per evidenziare quanta importanza abbia per te il sentire di pancia.
    Se ricordo bene, hai scritto che sei interessata all’arte, non so in quali termini si esprime questo tuo interesse ma, non pensi che essa sia l’espressione di una ricerca omnicomprensiva dell’essenza umana?. L’arte necessita prima di tutto di aprire la mente verso tutto ciò che è espresso. Intendiamoci, ciò non significa provare realmente ogni cosa. Non credo che Dante abbia dovuto girare tra l’inferno ed il paradiso per scrivere la Divina Commedia. Il suo viaggio è avvenuto nella sua mente, aperta a tutte le realtà e da essa raccolte. Si tratta della summa meditata di infinite emozioni che l’hanno condotto al suo fantastico viaggio, non un suo sentire solitario e privato. Questo percorso accomuna tutti i grandi nomi del progresso umano, dall’arte alla scienza. Percorrendo i loro cammini, troviamo contrasti, ricredute, potenziamenti e depotenziamenti, ma è loro comune, la curiosità, la voglia di capire, ma soprattutto una grande apertura mentale, capace di cogliere ogni aspetto che gli venga offerto, arricchendoli.
    Ciò di cui possiamo essere sicuri è che la visione di rapporto di coppia che noi intendiamo come tradizionale, è soltanto un’idea formatasi nell’ultimo scorcio di secolo nella cultura occidentale e che presenta nella sua stessa natura gravi valori di crisi, perciò è sbagliato considerarla come universalistica e globalizzante. Tutto qui.
    Se riesco a cogliere questa verità posso essere libero di guardarmi intorno, posso essere quell’uomo che Giordano Bruno auspicava. Uno scambista non è libero perché scambista, ma lo è perché non è più assoggettato ad un’idea espressione di un valore restrittivo di un momento e di uno spazio definito e limitato. Gibran Kahlil Gibran scrive: “… Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore… riempitevi la coppa a vicenda, ma non bevete da una coppa sola… scambiatevi il vostro pane, ma non mangiate dallo stesso pane… cantate e danzate insieme, ma che ognuno sia solo come sole sono le corde del liuto benché vibrino di una musica uguale… e state insieme ma non troppo vicini: poiché le colonne del tempio sono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”

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