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Ho deciso di rinunciare ad avere figli

di eglevittoria

Riferimento alla lettera: Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014

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Categorie: - Me Stesso

1.066 commenti

  • 776
    Valinda -

    Ciao a tutti,
    Quando posso vi seguo con interesse 🙂
    MARIAGRAZIA complimenti per il post 765 per me è la pura e dura verità.

    Un caro saluto a golem e Rossana.

    Gianpaolo scusa se mi permetto di intervenire ma mi sembri una brava persona che ha sicuramente molto da offrire. Sicuramente tua moglie ha sbagliato, tu hai fatto del tuo meglio ma è andata così. Capisco ciò che provi ma non logorarti più, non ne vale la pena..davvero. e ti auguro di trovare presto una donna adatta a te e che sappia farti stare bene con dolcezza…quella dolcezza e tenerezza alla quale in fondo noi tutti aspiriamo…

  • 777
    rossana -

    … Vi era poi un gruppo di pressione molto influente, l’Associazione Olandese per la Riforma Sessuale (NVSH), che propugnava vigorosamente la modifica della legislazione nell’ambito della pianificazione familiare. A metà degli anni Sessanta questa organizzazione contava già più di 200.000 associati e aveva un organico di 100 collaboratori nella sede centrale a L’Aia. La NVSH non mirava solo a convincere l’autorità governativa a introdurre l’educazione sessuale nei programmi scolastici, ma voleva anche influenzare i media e sosteneva inoltre i centri di pianificazione familiare sorti in tutto il paese. Anche il movimento femminile appoggiò la pianificazione familiare con la campagna “padrone del proprio ventre”.

    Inoltre, verso la fine degli anni Sessanta, l’Associazione Olandese dei Medici di Famiglia (NHG) riconobbe la pianificazione familiare quale importante componente dell’attività professionale dei propri soci. Di conseguenza quasi tutti i medici di famiglia iniziarono immediatamente a erogare la propria assistenza in questo campo. Si tratta di un dato importante, in quanto i pazienti interessati alla pianificazione familiare venivano così assistiti da persone di fiducia, vicino a casa propria, senza doversi rivolgere a cliniche speciali o a ginecologi, come avveniva in molti altri paesi. Entro breve tempo la contraccezione diventò in tal modo parte integrante dell’assistenza sanitaria primaria.
    La quarta ragione che spiega l’improvviso successo della pianificazione familiare è il fatto che, a partire dal 1971, i prodotti anticoncezionali furono rimborsati. Nel 1969 l’autorità governativa aveva abrogato il divieto legale dei prodotti anticoncezionali, inserendoli nel 1971 nel pacchetto di prestazioni della sicurezza sociale, al quale si aggiunse due anni dopo anche l’intervento di sterilizzazione. Vennero inoltre sovvenzionate le cliniche dell’Ente Rutger, specializzate nella pianificazione familiare. Dette misure non avevano solo conseguenze finanziarie positive per i consumatori dei prodotti anticoncezionali, ma costituivano anche uno stimolo morale per l’accettazione degli stessi. La pianificazione familiare non era più un problema meramente individuale, era diventata anche una questione pubblica.”

    Perchè qui da noi non si fa nulla di tutto questo?

  • 778
    rossana -

    ciao Valinda!

    hai perfettamente ragione: il post 765 di Maria Grazia è una vera opera d’arte FEMMINILE!

    c’è quasi di peggio a quanto ha descritto: essere nello stesso tempo santa e puttana, che porta allo squilibrio mentale… 🙂

    grazie soprattutto a lei mi sono convinta che i contenuti validi sono da preferirsi alle forme poco ortodosse o poco gradevoli. questione di temperamenti e di consuetudini! ero caduta in questo conflitto un anno e mezzo fa; adesso, invece, l’ho felicemente risolto! ed è bellissimo quando si riesce a fare anche soltanto un mezzo passetto in più!!!

    un abbraccio.

    M.,
    ci sono dati statistici comprovati sui danni al corpo femminile, immediati e futuri, che possono essere ascritti ad aborti medicalmente assistiti? se sì, mi piacerebbe conoscerli. se no, evitiamo, per favore, l’aria fritta perchè, a parità di carenza di dati, mi sa che sarebbero di gran lunga più numerosi, nonchè mortali, quelli derivanti da azioni, non solo violente ma violentissime, provocate da aborti clandestini, privi di qualsiasi norma igienica e di attutimento anestetico.

    quanto all’adozione, ho conosciuto nell’intimo una collega che aveva adottato una bimba indiana di pochi mesi. mal gliene incolse, non solo perchè mani “amiche” le avevano fracassato le anche, per costringerla a strisciare nel chiedere l’elemosina, ma soprattutto perchè questa bimba, cresciuta come una piccola principessa, fece vedere i sorci verdi ai suoi genitori. a dodici anni, nell’età in cui puoi soltanto più “calvalcare la tigre” se un figlio si rivela “difficile”, andava tranquillamente a letto con chi le pareva. e alle rimostranze dei suoi genitori, che giustamente l’avevano informata di non essere loro figlia biologica nell’età e nei modi giusti, rispondeva: “ma tu chi sei per me? cosa vuoi da me?”…

    non è che, per fortuna, vada sempre così, nè che si conoscano a priori i risvolti genetici e caratteriali dei propri figli ma, se non si è disposti ad “amare ad oltranza” e non ci si ritiene capaci di fronteggiare situazioni fuori dalla norma, forse è meglio non imbarcarsi in un’adozione. così come non è facile cedere il proprio figlio ad altri. come per l’aborto, ci sarà sempre chi non riesce a superare del tutto la liceità di quella scelta e si tormenterà a vita non sapendo dove e come il suo piccolo è trattato dai genitori adottivi.
    a me è toccato scegliere fra un compagno e un figlio ma so che c’è di peggio a questo mondo…

    buon pomeriggio!

  • 779
    M. -

    Rossana,
    Negli USA esiste una organizzazione che si chiama Planned Parenthood; organizzazione che è favorevole ad una legislazione abortista, di pianificazione familiare e combatte anche contro l’obiezione di coscienza.
    Per un po’ di anni al vertice di questa organizzazione ci fu una donna di nome Faye Wattleton, che, sul tema omicidio del feto sì, omicidio del feto no, dichiarò quanto segue:
    «Io penso che ci stiamo illudendo se crediamo che la gente non sappia che l’aborto è un omicidio. Qualsiasi pretesa di dire che l’aborto non uccide è sempre un segno di una nostra ambivalenza. L’aborto uccide il feto, ma il corpo è della donna. E’ lei che decide».
    Quindi non sono io, Massimiliano, sfavorevole all’aborto e uomo, che dice quanto ho detto, ma una donna, per di più attivista pro aborto.
    Lei parla di OMICIDIO.
    Nei paesi dove l’aborto è stato consentito solo l’anno scorso, come l’Irlanda, in merito a tutte le conseguenze fisiche e psichiche che derivano dall’aborto, che ho riportato prima, ma ancora si è silenti su quella constatazione, si è rilevato come esiste una condizione psico fisica della donna irlandese migliore, bassa incidenza di tumori al seno collegabili all’aborto e meno casi di malformazioni al feto, o malattia che nascono nei bambini dopo la loro nascita.
    Sui tumori al seno bisognerebbe aprire un altro discorso e notare come, in questi ultimi 30/40 anni, in cui è entrata in commercio la pillola anticoncezionale, ci sia stato un aumento esponenziale di donne con cancro al seno. Mi riferisco a ragazze e donne tra i 30/45 anni, cioè le prime che hanno assunto per anni la pillola anticoncezionale. Siamo fatti anche di chimica, e tutto ciò che va ad alterare la chimica umana, prima o poi si paga. Ma questa è un’altra storia.
    In Olanda si può abortire fino alla 24ª settimana, in Inghilterra, se non ricordo male, si arriva, o comunque si arrivava ben oltre la 30ª settimana.
    Per questo furono istituite commissioni di studio e ricerca sul dolore percepito dal feto, e da questi studi sono derivati i risultati più disparati.
    C’è chi nega il dolore del bambino fino alla nascita, chi lo fa iniziare già dalla 5ª settimana di gravidanza.
    Questo dato non si sa ancora con precisione, ma il dato di fatto è che, di fronte ad un dubbio, si agisce comunque.
    Riguardo ala tua prima frase dell’ultimo post: anche il protestantesimo è una religione. Quindi i substrati religiosi ci sono sempre.

  • 780
    maria grazia -

    “(La parola SOPPRIMENTO non esiste, casomai è SOPRESSIONE, ma diciamo pure chiaramente che si tratta di uccisione).”

    Alfonso, ti ringrazio per la precisazione grammaticale. ma la mia idea non cambia. ABORTO e OMICIDIO sono due cose diverse, che non centrano nulla l’ una con l’ altra. L’ aborto, quando viene compiuto, lo si pratica per evitare alla madre e al bambino sofferenze inutili. L’ omicidio è puramente un atto di malvagità e di disprezzo per la vita altrui. Le due cose non sono ETICAMENTE E FISIOLOGICAMENTE paragonabili.

    ciao Valinda ! sono felice che sei tornata 🙂 spero avremo modo di interagire spesso.

    Appena ho più tempo risponderò anche agli altri post.

    Un saluto a tutti.

    https://www.youtube.com/watch?v=LHbfWBdB45c

  • 781
    M. -

    Golem,
    ovviamente per capire IN MANIERA TOTALE una situazione, bisogna viverla sulla propria pelle, ma ciò non toglie il fatto che per propria cultura, conoscenza, sensibilità, si possa e riesca a capire anche quelle cose che non ci cadono addosso. Non in maniera tolta, ok, ma non per questo i fortunati, chiamiamoli così, devono essere intesi come dei cerebrolesi incapaci di capire.
    Se così fosse nessuno potrebbe dire più nulla, perché un fatto si ripete simile a se stesso, e mai uguale, quindi solo 1 persona potrebbe capire realmente ciò che ha subito, mentre un’altra persona che ha subito una cosa simile, ma non uguale, non potrebbe capire. Mi sembra impossibile. Per questo ti dico che anche un uomo, in quanto essere umano,possa capire un altro essere umano, donna. Altrimenti solo le mamme, le donne fecondate, e non quelle mai fecondate, avrebbero il diritto di dire la loro, ma così non è. Il tema aborto tocca tutti e credo che questo sia un bene. La vita appartiene a tutti, maschi e femmine.
    Per lo stupratore ho parlato di un bel po’ di anni di galera, e non di marcire a vita, perché, come giustamente hai detto tu, neanche gli assassini marciscono nelle celle.
    Il discorso di leggi maschili fatte per le donne, è un vero ed un po’ no. Nel senso che nel parlamento italiano ci sono uomini e donne, ed entrambi concorrono nella formazione delle leggi, quindi raccolgono le necessità di entrambe le metà del cielo, ed infatti esistono leggi che tutelano e perseguono vicende prettamente femminili, quindi non vedo il problema.
    Anche perché le leggi sono il volto dello Stato, ed uno Stato non è né uomo, né donna, ma tutte e due.
    Poi, tornando al discorso del marcire in galera, la galera serve, anche se è meglio dire servirebbe, visto il loro stato, come mezzo rieducativo e non punitivo.
    Vedi che istintivamente tu sei portato ad uccidere chi ucciso non ha, ma “salvi” chi sopprime una vita.
    Lo stupratore che cosa fa? Impone la sua volontà su chi non è in grado di contrastarla. Gli atti dello stupratore violano la sfera umana, giuridica, di un altro essere che non ha la forza di evitarlo.
    Se questo non lo trovi giusto, devi non trovarlo giusto sempre, anche se non potrai mai essere tu la donna violentata, visto che sei uomo. Un principio è un principio, stesso peso, stessa misura per tutto, altrimenti non è più un principio, ma altra cosa.
    L’aborto è omicidio. Lo dice anche Faye Wattleton.

    Ciao a tutti

  • 782
    M. -

    Rossana,
    eccola qui la mia aria fritta
    http://www.lastampa.it/2010/10/19/blogs/san-pietro-e-dintorni/aborto-e-cancro-cinque-studi-RLTKX12UouhAyGTzJGkk9O/pagina.html

    L’aborto farmacologico, in particolare, può compromettere future gravidanze a causa dell’aumento del rischio di gravidanze extrauterine, chiusura di una tuba, aborti spontanei, sterilità e endometriosi. La compromissione della futura capacità riproduttiva è associata ad infezioni pelviche o genitali, molto frequenti nell’interruzione di gravidanza con la pillola abortiva. I ricercatori hanno, infatti, scoperto che “La RU486 ha anche un effetto immunosoppressore in quanto aumenta la produzione di cortisolo. Il cortisolo, è un ormone glicocorticoide, che agisce sia sul sistema immunitario facendo diminuire la capacità dei leucociti di migrare verso le zone dei tessuti infetti e di sopprimere l’espressione genica dei linfociti, sia sulla capacità dei neutrofili di uccidere le cellule batteriche. Tutti questi effetti impediscono al sistema immunitario di combattere l’aggressione batterica. Questo spiega come mai uno degli effetti più comuni della RU486 siano le infezioni pelviche o genitali, come la clamidiosi e la gonorrea”
    http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/12/la-194-ha-fallito-anche-l%E2%80%99aborto-legale-fa-male-alla-salute-delle-donne/

    Chi se ne fotte se ci sono medici e ricercatori sul cancro che hanno reputato non proprio aria fritta, le cose che ho detto, giusto? Tanto nel post 765 è contenuta la RAGIONE.
    Ha ragione Golem nel dire che questa è una questione da donne, e per dirla in stile Accademia della Crusca, c.... ce ne frega a noi uomini di preoccuparci di quello che succede a voi? Tanto è “roba da femmine”.
    E visto che tanto è una cosa solo vostra, tenete per voi anche tutto ciò che ne deriva.
    I figli e semi figli sono delle madri.
    Rossana per me è aria fritta ciò che scrivi tu, non io.

    Ad majoram progressiste.

  • 783
    rossana -

    M.,
    secondo me, non è che una persona sensibile e dotata di capacità di empatia non possa comprendere un altro essere umano, uomo o donna, in eventualità emotivamente abbastanza comuni, di cui può avere un’esperienza parziale o affine. temo non lo possa fare nel vero senso della parola quando si tratta di comprendere la paura, la sensazione di totale incapacità, fisica o psichica, e/o la disperazione. quando cioè ti trovi davanti al dilemma: premo questo grilletto oppure attendo di essere lasciato morire dissanguato? puoi, anche lontanamente, immaginare che si debba agire COME in una specie anomala di legittima difesa? oppure che ti trovi nel momento in cui stai per mettere in atto un serio tentativo di suicidio? queste sono alcune sensazioni che devono essere sperimentate nella loro equivalente entità per essere comprese.

    se il tuo approccio deriva dall’attività di volontariato soltanto, ti sei calato benissimo in molti degli aspetti più significativi della questione.

    buona serata!

    PS1: potevi davvero supporre che non sapessi che il protestantesimo è una religione? non essere così attento a ogni minima svirgolatura, per favore, soprattutto se questa riguarda un credo, e se appositamente ho avuto l’intento di tenermi “sul leggero”…

    PS2: spero tu sia a conoscenza di come si applicano le leggi di sostegno alla maternità in Italia (non tutti amano elemosinare…). questo articolo ne dà una vaga idea: http://www.repubblica.it/politica/2014/08/12/news/cara_madia_la_mia_odissea_di_mamma_precaria_alla_ricerca

  • 784
    Golem -

    M. Io lo stupratore di mia figlia lo faccio fuori, forse non era chiaro. È come lui tutti quelli che commettono delitti efferati. Tempo fa parlai del film ” dead man walking” con l’immenso Sean Penn e Susan Sarandon nella veste di una suora laica che ne “segue” il percorso sino alla sedia elettrica dimostrandogli un “amore” che commuoveva ma non mi faceva dimenticare lo stupro e l’assassinio di una giovane coppia di innamorati. Il film sottolineava la tragedia che rappresenta la pena di morte, ed era la trama più adatta per colpire il pubblico, più di quella che avesse riguardato i genitori delle vittime. Ma io pensavo a loro, immedesimandomi nella loro tragedia, non in quella di uno sbandato e neanche nella carità della suora laica, che mi ricordava una delle tante “crocerossine” alle quali di aggrappano tanti parassiti di cui ho avuto modo di parlate su queste pagine. Gente che ci marcia con il disco rotto della sfortuna e della mancanza di attenzioni. Io sono uno di quelli che dall’età di dieci anni in poi non ha avuto una famiglia, praticamente, e ho vissuto in condizioni di indigenza difficili da capire. Ma non sono andato a rapinare le vecchiette, e mi sono fatto una vita e una carriera studiando e lavorando allo stesso tempo, e credo di sapere quale sia il valore e il senso della vita. Scusa questo sfogo personale.
    Caro M, la questione dell’aborto non sarà mai risolta, ma permettimi di dire che NESSUNA DONNA, degna di questo nome, rinuncerà ad una maternità se NON VI È O SI SENTE COSTRETTA dalle circostanze. Ma lasciami dire anche che se come uomo potrei intuire le ragioni morali di cui parli tu, in ogni caso non saprò mai cosa SI PROVA avere nel corpo una gravidanza imprevista e non desiderata. Ecco perché sostengo che dovrebbe essere la protagonista ad interrogarsi sul destino di quell’evento che sta vivendo. Decidere quali delle DUE LIBERTA’ debba essere sacrificata non puo deciderlo chi non sta vivendo quel dramma.
    Tu citi fonti autorevoli che reputano l’aborto un omicidio, e lo capisco, ma se parliamo di omicidio dobbiamo intenderci sul significato di questa parola, che significa ovviamente uccisione di UN UOMO. Perché qui si che può dire la sua la filosofia. Dove comincia UN UOMO? Un saluto.

  • 785
    rossana -

    M.,
    d’accordo: la mia aria è più fritta della tua!

    comunque, interessanti i dati che hai segnalato e che non conoscevo. purtroppo per me, ai tempi del mio periodo fertile era quasi impossibile procurarsi la normalissima pillola anticoncezionale, con tutto quello che ne poteva derivare… fra l’altro, con i dosaggi dei primi cinque-sei anni da quando l’uso era diventato comune in Italia, non avrei potuto assumerla senza arrecarmi danni alla salute, danni che, a quanto riporto dall’articolo che hai evidenziato pare continui a provocare anche ora: – Nella ricerca statunitense, Louise Brinton, capo settore del National Cancer Institute, coautrice, ha ammesso che “l’aborto indotto e l’uso di contraccettivi orali sono associati un maggior rischio di cancro al seno” -.

    lasciamo perdere le controverse percentuali ma, se è vero che anche i contraccettivi orali possono essere ancora pericolosi per la salute, mi rallegro ancor di più di essere “fuor di peste”. non così per le giovani donne. non per altro ti avevo chiesto come mai gli uomini non si adattano al pillolo, mentre da sempre lo devono fare le donne…

    non mi ritengo una progressista e non approvo tutti i nuovi ritrovati della tecnica o della scienza. ho vissuto e continuo soltanto a vivere in una realtà “al femminile” diversa dalla tua e da quella che senza ombra di dubbio farai di tutto per offrire alla tua compagna…

    avrei anch’io almeno una persona o due da ammazzare, di genere incrociato, ma non avrei mai il coraggio nemmeno di pensarlo. il male, a volte, può essere davvero banale!

    un caro saluto.

  • 786
    M. -

    Golem,
    sei sicuro che di fronte ad un accadimento come quello che hai descritto, tu lasceresti il peso di tutti gli strascichi che lascia, sulle spalle di tua moglie e di tua figlia, mettendoti nelle condizioni di non poterle aiutare per via del cambio di domicilio, da casa a galera?
    E per fare cosa poi? Uccidere.
    Il tuo principio di responsabilità di padre e marito non ti metterebbero nella condizione di far “cedere” la tua volontà omicida?
    Tra principio e volontà faresti vincere la tua volontà personale?
    Non credo, dai.Se così fosse perderesti 3 volte: come padre,come marito,come uomo.
    Dove comincia un uomo.
    Se per uomo intendi essere umano, per me inizia sempre dal concepimento, per alcuni inizia dalla nascita, per altri non inizierà mai, infatti la storia è piena di accadimenti che hanno visto da fondale la negazione della condizione di uomo.
    Ne parlava benissimo Primo Levi nel suo libro “Se questo è un uomo”. Vediamo la stessa cosa in questi giorni ai Tg.
    L’uomo finisce naturalmente con la morte, ed inizia naturalmente con la vita.
    Poi, potrebbe vedersi tolta, con l’omicidio, la sua condizione.
    Riguardo al tuo racconto personale, visto che ti sei trovato a fare i conti con una condizione economica precaria, e visto che la questione economica rientra nelle giustificazioni per l’aborto, tu, alla luce di tutto quello che hai fatto fino adesso, avresti preferito non nascere? Tu non sei la dimostrazione che quelle che alcuni chiamano certezze sul futuro altrui, così certe non sono?

    Ti aspettavi che una come Faye Wattleton arrivasse a dire ciò che ha detto sull’aborto?
    In una società in cui l’omicidio viene perseguito, quello che ha detto Faye non dovrebbe bastare?
    Si è accennato alla legittima difesa che è accettata quando di fronte a due diritti alla vita, se ne conserva solo uno. Abbiamo detto che non esistono cose più importanti del diritto alla vita.
    Indigenza, un imprevisto (che poi è prevedibile se si hanno rapporti sessuali senza ruota libera),…

  • 787
    M. -

    mancanza di volontà, svista, mettono in serissima discussione quel diritto alla vita che dovrebbe prevaricare?
    La risposta è ovviamente no.
    Poi, la legge sull’aborto è stata fatta, non per usare l’aborto come contraccettivo, ma per azzerare gli aborti clandestini e tutelare la salute della donna.
    Gli aborti clandestini continuano. Per esempio, in Italia siamo pieni di cinesi. Ne hai mai visto 1 in un ospedale? Possiamo pensare che questi cinesi non si accoppiano mai, o sono tutti sterili o super responsabili? Non credo, quindi c’è qualcosa che non torna.
    Se tu hai letto i link che ho riportato a Rossana, oppure se tu non reputavi “aria fritta” i miei scritti sulle conseguenze che si riversano sulla salute psico fisica della donna che abortisce, è fatta così la tutela della salute della donna? Quella roba lì si chiama tutela? Ne siamo sicuri? Io ho i miei dubbi.

    Definire l’aborto come omicidio, non dovrebbe bastare per fermarci?
    Dove dobbiamo arrivare se neanche l’omicidio ci ferma più?

    Ritornando un attimo alla tua storia: qualcuno ha scritto qui che la condizione di indigenza rappresenta una condizione che rende un uomo non degno. Tu ti senti indegno alla vita per quella tua condizione che hai raccontato?
    Per indegno intendo proprio negazione della dignità umana. Cosa pesantissima, ma è questo ciò che è stato scritto.
    Sarebbe stato giusto toglierti ciò che ti sei guadagnato, una famiglia, gli studi, gli aerei, gioie e dolori?

    Non ho visto il film che mi hai detto, ma lo guarderò. Un Sean Penn non si rifiuta mai.
    Tu guardati Giustizia privata.
    Da vittime a carnefici a vittime di se stessi.
    Ciao!

    Rossana cosa ne pensi delle parole di Faye?

  • 788
    rossana -

    M.,
    ho scritto tutto quello che avevo da mettere nero su bianco. lascio volentieri sia a te che alla signora Faye le vostre convinzioni.

    buona serata!

  • 789
    M. -

    Rossana,
    non solo il cancro, ma anche tutte le altre complicazioni che ne derivano e che hai potuto leggere nei link.
    Ripeto la domanda: è un atto di violenza contro la condizione fisica e psichica femminile tutte le menomazioni che derivano dall’aborto?
    Io voglio che tu risponda alle miei domande, perché vedi nell’aborto un atto di tutela della donna. Alla luce di tutto quello che hai letto, ne sei ancora convinta?
    Per te l’aborto è un omicidio? Se non lo è, perché una come Faye arriva a dire quello che ha detto, visto il ruolo che ricopriva?
    Oltretutto, una associazione legata alla Planned Parenthood, ha dichiarato di aver gonfiato i numeri degli aborti clandestini per spingere i paesi occidentali emergenti, ad approvare la legge sull’aborto, e infatti qual è una delle motivazioni che ha portato ad approvarla? Il contrasto agli aborti clandestini!
    Invece, dietro ad allarmi creati a tavolino, ci sono le case farmaceutiche che devono produrre medicinali appositi, produrre e VENDERE i loro prodotti, creando allarmi che allarmi non sono.
    Lo stesso meccanismo allarmante è stato messo in piedi in Italia per i femminicidi, ma poi, dati alla mano, credo che si sia capito che tutto questo allarmismo era ed è fuori luogo.
    Infatti mi hai scritto, (allarmata) “ci sono dati statistici comprovati sui danni al corpo femminile, immediati e futuri, che possono essere ascritti ad aborti medicalmente assistiti? se sì, mi piacerebbe conoscerli. se no, evitiamo, per favore, l’aria fritta perchè, a parità di carenza di dati, mi sa che sarebbero di gran lunga più numerosi, nonchè mortali, quelli derivanti da azioni, non solo violente ma violentissime, provocate da aborti clandestini, privi di qualsiasi norma igienica e di attutimento anestetico”.
    Di gran lunga più numerosi gli aborti clandestini…….

    Ricordati le domande che ti ho fatto.

    Ciao

  • 790
    maria grazia -

    “Inoltre, verso la fine degli anni Sessanta, l’Associazione Olandese dei Medici di Famiglia (NHG) riconobbe la pianificazione familiare quale importante componente dell’attività professionale dei propri soci”

    “Perchè qui da noi non si fa nulla di tutto questo?”

    rossana
    forse perchè, come dice giampaolo, in Italia non si avrà mai il grado di civiltà e di intelligenza pratica che caratterizza i paesi nordici, e forse resteremo sempre una località “oscurantista” rispetto ad altri paesi occidentali.

    “il post 765 di Maria Grazia è una vera opera d’arte FEMMINILE!

    c’è quasi di peggio a quanto ha descritto: essere nello stesso tempo santa e puttana, che porta allo squilibrio mentale… :)”

    esprimendoti il mio ringraziamento per i tuoi elogi, ti devo anche dire rossana che il conflitto tra il dover essere “santa”, quando si è “puttana”, è un conflitto che TUTTE LE DONNE vivono quasi quotidianamente nella nostra odierna società. La “santa” in questo caso sta per la donna dedita unicamente alla casa, alla chiesa e alla famiglia. la “puttana” è invece la donna emancipata dell’ era attuale e che, GIUSTAMENTE, rivendica il suo diritto al piacere personale e all’ autoaffermazione, come gli uomini hanno sempre fatto in tutte le epoche. direi quindi che vi è una “psicosi collettiva” in atto ! 😉 basterebbe solo che a noi donne ROMPESSERO MENO LE PALLE. SEMPLICE, NO ??

    “grazie soprattutto a lei mi sono convinta che i contenuti validi sono da preferirsi alle forme poco ortodosse o poco gradevoli. questione di temperamenti e di consuetudini! ero caduta in questo conflitto un anno e mezzo fa; adesso, invece, l’ho felicemente risolto! ed è bellissimo quando si riesce a fare anche soltanto un mezzo passetto in più!!!”

    mi auguro anch’ io rossana di riuscire a fare quel famoso passetto in avanti, imparando a esprimere il mio verbo con toni più pacati e concilianti. e, se ci riuscirò, spererei che anche tanti altri seguano la stessa linea. non mi è mai piaciuto essere granitica e assolutista in merito alle mie posizioni !

    un abbraccio 🙂

  • 791
    Golem -

    M, ci puoi giurare. Mentre voi di me conoscete la parte razionale, io conosco anche quella irrazionale, istintiva, per citare un termine che mi è caro, ben sapendo quanto e come questo aspetto del nostro essere agisce nei nostri comportamenti. E io mi sono visto all’opera quando si dice “reagire in maniera istintiva”. Anni fa ho schiantato conto il muri uno scippatore che aveva appena strappato la borsa ad un’anziana signora che usciva dalla chiesa vicino casa mia. Sono intervenuto senza pensare, attraversando di corsa la strada e ” placcando lo” come nel rugby. Tanto che l’ho stordito. Alcuni clienti di una pizzeria, che aspettavano di entrare nel locale, una volta calmate si le acque mi hanno detto “chi te lo ha fatto fare. Hai rischiato”. Era vero, ma ho reagito ad un impulso ” che non era mio”, e lo farei certamente ogni volta che vedessi un abuso fisico su una persona piu debole. Ne sa qualcosa il tizio che quando avevo circa 22 anni stava importunando la fidanzatina dell’ epoca dall’ interno della macchina, che vedendomi arrivare di corsa alzo’ il vetro. L’ho attraversato con un pugno che lo ha steso sul sedile di fianco, e ho ancora le cicatrici dei tagli del vetro sulla mano. Quindi, stai certo che chi dovesse fare una cosa del genere come quella che e’ capitata alla ragazza di cui ho parlato, a mia figlia, a mia moglie o a mia sorella e’ un morto. Poi si vedrà il proseguio della storia. Mia moglie sa che sono così, e sa anche che succederebbe quello che ho detto.
    M, io faccio fatica a considerare omicidio quello un organismo che per diventare “uomo” deve essere cosciente di esserlo. Non voglio offendere la tua sensibilità, ma non possiamo dimenticare che un embrion, o un feto e’ un progetto di uomo, e non solo perché non può autodeterminarsi, è dipendente da un altro essere, cosciente e dovrà aspettare molti anni perché possa considerarsi diverso persino da certi… animali. Qualche giorno fa leggevo( ma lo sapevo) che il corvo…

  • 792
    maria grazia -

    M.
    le tue argomentazioni anti-aborto sono lunghe
    e articolate. e ormai tutti abbiamo capito che non riusciremo mai a farti cambiare opinione sull’ argomento, del resto non è nostro interesse farlo. non mi dilungo oltre sulla questione. vorrei solo farti in merito un’ ultima domanda: dal momento che molte ragazze e donne incinte decidono di sottoporsi all’ aborto perchè vivono in condizioni economiche sfavorevoli e anche perchè l’ uomo che le ha ingravidate ha deciso di abbandonarle al loro destino, che ne diresti di istituire la GALERA per questi uomini ? dal momento che come dici tu la vita di un bambino che sta per nascere è un diritto inviolabile, mi pare che anche il padre biologico, in questo caso, sta venendo meno a un suo preciso dovere ( quello di salvaguardare questo SACRO DIRITTO ), e quindi sarebbe giusto, stando a quello che tu dici, obbligarlo per legge ad assumersi le sue responsabilità, invece di lasciare al suo esclusivo libero arbitrio la decisione se riconoscere o no il bambino. perchè vedi, caro M., la donna che decide di abortire sarà pure responsabile di un’ “uccisione” a danni di un’ innocente, ma l’ ingravidatore non è certo meno responsabile in questo, se poi decide di abbandonare al suo destino la donna che porta in grembo suo figlio, non ti pare ??
    è ovvio che in questo caso mi riferisco a donne che sarebbero intenzionate a portare avanti la gravidanza, a patto di avere l’ aiuto e il sostegno del padre biologico.

    anch’io sono sempre stata contraria alla pillola, direi che come metodo contraccettivo il profilattico va più che bene, conoscendo anche l’ attitudine degli uomini a tradire ( e quindi il rischio, per noi donne, di contrarre una malattia infettiva anche dal nostro partner abituale ).

    golem, anch’ io adoro la pasta alla tarantina 🙂

  • 793
    Golem -

    >>> ha un intelligenza paragonabile a quella di un bambino di sei anni. Non parliamo dei cani, degli elefanti, dei delfini, tutti i mammiferi hanno comportamenti e atteggiamenti che sono riconducibili all’affettivita’ umana. Ma noi siamo ” superiori”, li dominiamo e li mangiamo anche, come il famoso agnellino del parallelismo fatto nel raccontare la violenza su quella ragazza.
    Se noi non fossimo antropocentrici, e giudicassimo i “cuccioli” per quello che sono, quelli umani non si distinguerebbero dagli altri. Ma ovviamente anche per il più insensibile essere umano istintivamente non è così. L’istinto ” mammifero” ( ma non solo) reagisce alle forme tipiche dei cuccioli, testa grande, forme tondeggianti e movimenti incerti, abbassando l’aggressivita’, soprattutto nel maschio.
    Ma se il cucciolo di un Labrador o di un elefante si ” ferma” ad un certo punto, quello umano cresce, attraverso una dotazione che la selezione naturale, per caso, gli ha assegnato: l’intelligenza. È attraverso questa che diventa un uomo a mio avviso.
    Il rispetto della vita come lo stai prospettando tu, ha seguito un andamento altalenante nella storia, e sono state le religioni monoteiste che ne hanno “codificato” i termini, inculcandoci una sacralità della stessa che allegoricamente possiamo rivedere, per quanto riguarda quella cattolica, nell’immagine di Maria e del bambin Gesù.
    L’Eucarestia tradizionale del pane e del vino, come allegoria del corpo e del sangue di Cristo, riporta invece alla sacralità dell vita, che per la Chiesa ci proviene dalla divinità, anche quando questa NON È RICONOSCILE come tale. Non dobbiamo dimenticare che OGNUNO DI NOI, credente o meno, e’ cresciuto nel brodo di coltura morale di cui ho appena accennato, che agisce sul grande dibattito tra i pro e i contro l’aborto, si dibatte tra questi paradigmi, e il giudizi di cosa sia la vita umana è modulata dalle diverse sensibilità. Io è te abbiamo lo stesso rispetto e’ il punto di partenza ( e di arrivo, per me) che è diverso.
    Un saluto.

    P. S. M, ho avuto momenti così difficili da ragazzo, tra i dieci e i vent’anni, che ho pensato che sarebbe stato meglio non nascere, piuttosto che vivere in un quel modo. Ma non volevo far soffrire più di quanto già non soffrisse mia madre. Il resto e’ stata fortuna.

  • 794
    Golem -

    MG. Acuta riflessione, che farebbe riflettere gli “ingravidatori” impuniti.
    Per i tubetti con le cozze sei invitata, assieme al resto del club. Ma si parla solo di cazzate. Ok?

  • 795
    maria grazia -

    “Per i tubetti con le cozze sei invitata, assieme al resto del club. Ma si parla solo di cazzate. Ok?”

    CI PUOI GIURARE ! 🙂
    io magari porto il vino. mi sa che qui una “ciuccatina” ci farebbe bene a tutti 😀

  • 796
    M. -

    MG,
    “dal momento che molte ragazze e donne incinte decidono di sottoporsi all’ aborto perchè vivono in condizioni economiche sfavorevoli e anche perchè l’ uomo che le ha ingravidate ha deciso di abbandonarle al loro destino, che ne diresti di istituire la GALERA per questi uomini ? dal momento che come dici tu la vita di un bambino che sta per nascere è un diritto inviolabile, mi pare che anche il padre biologico, in questo caso, sta venendo meno a un suo preciso dovere ( quello di salvaguardare questo SACRO DIRITTO ), e quindi sarebbe giusto, stando a quello che tu dici, obbligarlo per legge ad assumersi le sue responsabilità, invece di lasciare al suo esclusivo libero arbitrio la decisione se riconoscere o no il bambino”.
    Quando nasce un bambino, madre e padre possono decidere di non riconoscerlo, e quindi non avendo in capo a loro gli obblighi e diritti che discendono dal riconoscimento, non occupandosi di loro figlio, non violano nessun obbligo e quindi non sono punibili.
    La legge dice che la maternità o la paternità possono essere provate con ogni mezzo (testimonianze, sms, eccetera), ma la prova regina è il test del DNA.
    A questo punto potrebbe nascere un “problema”: il presunto padre o la presunta madre non vuole sottoporsi a questo esame.
    Una sentenza della Cassazione del 2012 ha stabilito che un rifiuto immotivato in tal senso, può essere giudicato come un atto che va ad avvalorare la tesi di una effettiva maternità o paternità che il soggetto intende negare.
    È una sorta di confessione, ossia dichiarazione contro se stessi.
    In questo caso, una volta attribuita per legge la paternità o la maternità, tramite sentenza del Tribunale, la mamma o il papà diventano titolari di tutti quei diritti e doveri che spettano ai genitori nei confronti dei figli, ed in caso di inadempimento, sono punibili.
    Come vedi i mezzi per inchiodare le persone alle proprie responsabilità, e tutelare il più debole, ci sono, e la galera non c’entra nulla.
    Lascia fare il manettaro a Di Pietro.

  • 797
    M. -

    Golem,
    non prendermi per maleducato ma…
    “Il rispetto della vita come lo stai prospettando tu, ha seguito un andamento altalenante nella storia, e sono state le religioni monoteiste che ne hanno “codificato” i termini, inculcandoci una sacralità della stessa che allegoricamente possiamo rivedere, per quanto riguarda quella cattolica, nell’immagine di Maria e del bambin Gesù”.
    Il rispetto della vita nasce nella filosofia greca che era impregnata dalla loro religione politeista. Che poi molte questioni filosofiche greche, siano confluite nel Cristianesimo è vero, ma non sono NATE nel Cristianesimo.
    “ho avuto momenti così difficili da ragazzo, tra i dieci e i vent’anni, che ho pensato che sarebbe stato meglio non nascere, piuttosto che vivere in un quel modo. Ma non volevo far soffrire più di quanto già non soffrisse mia madre”.
    Se in un momento difficile tu non saresti i grado di rimettere in pratica quella forma di protezione che hai avuto nei confronti di tua madre, ma questa volta nei confronti di tua figlia, tua moglie, o altra parte della tua famiglia, va bene. In fin dei conti faresti una scelta, sceglieresti di non esserci, negheresti il tuo aiuto e la presenza paterna per tua figlia, le consegneresti un padre assassino.
    Secondo me andresti ad aggiungere un carico da novanta fatto di sofferenza sulle spalle di chi, invece, avrebbe bisogno anche delle tue spalle di padre (e marito) per liberarsi un po’ del peso che deve sopportare.
    A me non sembra corretto ed utile aggiungere sofferenza ad altra sofferenza, appoggiare le mani sulle sbarre della galera, anziché usarle per accarezzare tua figlia o altre donne della tua famiglia.
    Istintivamente penseresti di più al delinquente e non alla tua famiglia? Puoi anche farlo, ma io non lo trovo giusto.
    Lo trovo un gesto vigliacco, perché ti metteresti nella condizione di scappare dalla parte di aiuto e supporto che tu, per lil ruolo che hai, dovresti SEMPRE garantire, soprattutto quando ce n’è più bisogno…

  • 798
    M. -

    il tuo sarebbe un omicidio volontario premeditato, e tra sconti e bonus, non credere di cavartela con meno di 10/15 anni.
    E 10/15 anni passate nelle nostre galere, nel modo in cui sono conciate, che fanno più danni che recuperi, non credere che siano una passeggiata di salute o una lunga vacanza alle terme di Ischia.
    Se io dovessi ritrovarmi con padre assassino proverei molta pena per lui, e mi vergognerei io al suo posto.
    Di pugni in faccia alla gente li ho tirati anch’io, anche per sport (ormai sono quasi 20 anni che pratico il pugilato), ho anche una cicatrice sul fianco causatami da una bottiglia di vetro rotta, usata durante una rissa anni fa.
    Ai tempi picchiavo a più non posso, ma ero giovane e solo.
    Ora che sono più vecchio ed ho sulle spalle la responsabilità di altre persone, non posso più permettermi di fare il Rambo della situazione.

    Ovviamente tutto questo non accadrà mai perché sono solo ipotesi, e nel mondo delle ipotesi, devono rimanere.
    Ciao

  • 799
    rossana -

    M.,
    è evidente che non hai mai provato la differenza fra un dolore fisico e un dolore psichico. raramente ci si suicida per dolore fisico, che ora è possibile tenere sotto controllo molto più di cent’anni fa. al dolore psichico, invece, non c’è quasi rimedio, perchè da una certa entità in avanti le parole d’incoraggiamento non producono più alcun effetto concreto duraturo. la differenza fra i due è che si può vedere un braccio ingessato mentre si tende a non rendere evidente quanto di spezzato c’è in un cuore o in una mente.

    spero che tu sia a conoscenza che in certe circostanze ci si fa del male fisico (ad es. premendo le mani su bicchieri fragilissimi fino a romperli) per concentrarsi su quello e allontanare la mente da quello psichico.

    la scelta di una donna in difficoltà perchè non si sente di assumersi la responsabilità di mettere al mondo un figlio è fra un dolore, e FORSE una menomazione, fisici e un’incertezza emotiva che si avvicina alla paura e che può renderle difficilissima l’intera vita. mai sentito parlare di eventi che si possono accettare, magari con sforzo, e di altri che si sa a priori che non potrebbero essere che subiti? eppure dovresti pur aver avuto modo di constatare, almeno al cinema, che da una madre che cresce un figlio non potendo fare a meno di essere infelice è alquanto difficile che ne venga fuori un figlio con possibilità di serenità…

    dimostri grande sensibilità per un essere in divenire ma quasi nessuna PIETA’ per chi già è e sta patendo. da Socrate in poi (felicità della virtù) non è che i filosofi non si siano mai occupati del benessere psichico dell’uomo. il libro che ho già citato ne racconta per più di 300 pagine…

    hai condotto benissimo la tua opera di sensibilizzazione. di certo potrai convincere qualche donna molto incerta, e questo potrebbe essere un bene per lei e per la sua creatura. non basterebbero, invece, diecimila parole e la snocciolatura di cento possibili danni in più a convincere chi proprio non ce la fa a vedersi madre.

    scusa se in alcuni momenti mi sono lasciata sedurre da parole forti, come snocciolatura: ognuno ha un suo modo di reagire, non tanto a te quanto alla sensazione violenta che le tue argomentazioni mi hanno fatto provare. se ho continuato a interagire, anche constatando che percorrevamo corsie separate con inversa tendenza di marcia, l’ho fatto quasi soltanto con l’intento di alleggerire il peso a donne che hanno sofferto o soffrono per gravidanze indesiderate.

    un caro saluto.

  • 800
    rossana -

    M.,
    proprio NON avrei voluto ma… mi sento come trascinata per i capelli.

    Il passaggio da embrione a feto nella specie umana avviene intorno al 60º-70º giorno dal concepimento.

    Dopo 12 settimane (90 giorni) misura 6 centimetri e pesa 18 grammi circa, pur avendo già acquisito tutte le ipotizzate e confermate sensibilità e contenendo in nuce tutti gli elementi necessari all’esistenza autonoma di un essere umano.

    da: http://www.my-personaltrainer.it/salute/sviluppo-feto.html

    concordo sull’interesse economico delle case farmaceutiche alla creazione e vendita di sempre nuovi medicinali. anche quelli, come quasi tutto il resto, con valenze positive e negative. dipende dal singolo decidere al meglio per sè (ho parenti costretti da anni ad assumerne anche 8-10 diversi ogni giorno, incluso uno, con effetti collaterali devastanti, che resta imprescindibile, essendo un “salvavita” – “salvavita” che personalmente non accetterei mai di prendere).

    spero, adesso, di potermi davvero staccare da questo tema, anche se magari tu dovessi continuare a volermi tirare in ballo. già ho ballato, volente o nolente, quasi tutti i tipi di musica e ti assicuro che non è stato per niente facile per me raggiungere la serenità che una buona madre dovrebbe poter garantire ai suoi figli fin dal concepimento.

    buona sorte!

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