Ho deciso di rinunciare ad avere figli
Riferimento alla lettera:
Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014
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Rossana,
“Estremamente interessante notare che quando un adulto, maturo e responsabile, si forma un concetto su un dato argomento non lo si può più smuovere nemmeno con le cannonate…”
Chi dovrebbe smuoversi? E per quale motivo?
Se le motivazioni tue e di chi la pensa come te, e quindi diversamente da me, sarebbero le cannonate della quale parli, ti posso dire che su di me hanno la stessa forza di un colpo sparato da una pistola giocattolo dalla quale esce la bandierina con la scritta BAAAAANG.
Così come le mie motivazioni, seppur reputate da Golem in più occasioni come inattaccabili, non servono a smuovere voi. Il mondo è bello perché vario.
La mia opinione in merito è stata costruita su anni di osservazioni, studio, esperienze personali e attività di volontariato che mi ha portato più di una volta a CONDIVIDERE TEMPO ED ATTIVITA’ con donne che soffrono i postumi di un aborto, ed insieme a donne che ne sondano il terreno prima di decidere.
Quindi c’è poco da dire fare i froci con il culo degli altri, ma è una cosa che accetto e della quale non mi importa, perché io parlo e faccio, invece molti altri parlano e fanno fare agli altri.
Parlo con donne che abortiscono con la stessa facilità con la quale comprano un vestito, altre che lo fanno e poi si pentono (e ti posso assicurare che sono situazioni strazianti, pesi di stati d’animo che anche noi, UOMINI e donne soccorritori, sentiamo e ci portiamo dentro).
Poi ci sono donne che volevano abortire, ma poi non l’hanno fatto. Alcune di queste, per la verità poche, tornassero indietro, non farebbero il bambino, altre invece che ringraziano (Dio o chi gli pare) di aver cambiato idea.
Certi figli nati in situazioni non idilliache vivono situazioni di difficoltà, altri invece sono diventati LORO un esempio per i genitori, motivo di orgoglio.
Mi sembra di averti già detto che considero tutto relativo, ma che io, in mezzo a questo mare relativo, ho bisogno, PER ME STESSO, di scegliere quali principi relativi renderli assoluti PER ME. Sempre PER ME, i MIEI principi assoluti rappresentano delle bussole che mi permettono di orientarmi nel modo di essere e nelle scelte, dalle semplici alle più complesse, che CHIUNQUE deve fare durante la propria esistenza. lo faccio per aiutare ME STESSO e non perché credo di essere Dio o Napoleone.
Se questi miei principi, assoluti PER ME, mi permettono di acquisire un po’ di sicurezza IN ME, significa che sto raggiungendo ciò che voglio.
Se poi, una persona,…
preferisce navigare in balia delle onde esistenziali, senza una bussola, ma che lo faccia, ma qual è il problema?
Io, come ho già detto, di fronte a certe cose che PER ME, per MIA SCELTA hanno un valore oltre il quale la mia volontà non può andare,se ci sono situazioni che PER ME, per MIA SCELTA vedono contrapposte un diritto, PER ME, inviolabile, e situazioni PER ME IMPENSABILI che riguardano il futuro, che io chiamo DUBBI, non avendo IO poteri di prevedere il futuro, IO, per MIA scelta, faccio un passo indietro. Io, che contrariamente a ciò che hai detto, NON SONO DIO e nemmeno gioco a mettermi al suo posto, IO non me la sento di decidere di non far venire al mondo un essere umano, per di più figlio, perché non voglio.
Io mi reputo IL SIGNOR NESSUNO di fronte a certe cose, io mi sento il SIGNOR NESSUNO davanti all’assunzione di certe scelte. Sento di non avere lo spessore morale, etico, naturale, culturale, per prendere una decisione del genere.
Io mi reputo il niente mischiato col nulla di fronte ad un “sì aborto”. Se poi al mondo ci sono persone che non sono il signor nessuno, che non hanno i dubbi che ho io, che hanno lo spessore che non ho io, che hanno tutto quello che io non ho, e quindi riescono a prendere quella decisione senza che si rompa nulla dentro di loro, che BEN VENGA. Che ben vengano questi super uomini e super donne.Io vorrei vedere lo studio dove vado io vuoto. Non vorrei mai più vedere donne (e uomini) distrutti da una loro scelta. Vorrei non vedere più cicatrici sui polsi delle donne.
Che si facciano largo le persone che non hanno tutte le mie mancanze, così ci sarà un vero PROGRESSO, si andrà avanti.
IO, sempre per MIA SCELTA, pongo fine allo spazio della mia volontà dove inizia un diritto degli altri.
Io, sempre per MIA SCELTA, sarei disposto a perdere la vita io, per mandare avanti quella di mia figlia, altri preferiscono mandare avanti la propria lasciando per strada quella che hanno in grembo. Hanno questa forza interiore enorme e vanno avanti, progrediscono. Io questa forza non ce l’ho e regredisco. Per smuovermi da questa mia condizione di uomo normale e non super uomo/donna come voi, non solo non bastano le cannonate, ma non basterebbe neanche la bomba atomica. Siete voi il progresso, i passi in avanti, andate. Io preferisco stare nel mia piccola condizione di uomo autolimitato, PER SCELTA MIA.E se ti ho detto che non sono credente, non sono credente. Non cercare nel mio inconscio. Quella è una zona off limits anche per me
Eccomi M.
No, non mi riferisco a quei casi così suggestivamente descritti da te, in maniera leggermente sessuofobica. Pensa veramente ad una brava ragazza, sui vent’anni, che ingenuamente si trova in quella situazione con una persona che riteneva affidabile fino a quel momento e questo, in preda ad un raptus ormonale diciamo, approfitta della debolezza fisica della ragazza, che non prendeva la pillola perchè non “ne aveva bisogno”, e senza il suo consenso viene abusata da chi non si aspettava. Non si sono ubriacati ma hanno solo bevuto qualche bicchiere di vino come si fa tra amici.
Magari ti sembrerà strano ma possono esistere anche persone, donne, candide e magari proprio per questo trovano dei vigliacchi che ne approfittano, e lei si ritrova incinta dopo un abuso. Che si fa? Questa è una storia vera.
Se lo chiedo a te come agli altri è perchè stimo che possiate darmi una risposta adeguata. Che attendo. Ciao e grazie.
P.S. Ho capito la provocazione verbale, tranquillo. Anch’io uso altri stili, ma mi interessano i contenuti, poco la forma, pochissimo quando è solo estetica.
Golem, non c’è paura del sesso in me né in ciò che ho scritto, in maniera cruda, istintuale, ma del resto, se non ricordo male, tu sei uno che vede nel compimento dell’atto sessuale, intenzione unica e vera, ma che viene maschera dietro a “siparietti” sentimentali, di parole sdolcinate eccetera.
In fin dei conti, ciò che guida la relazione uomo donna è quello di fare “tana”, possibilmente allegramente e con piacere, quindi non vedo il problema, così come non vedo il problema del mio modo di scrivere visto che l’Accademia della Crusca lascia fare.
Comunque: cosa dovrebbe fare una vergine che viene stuprata da un tizio, giusto?
Non è la prima volta che io ed altri, riflettiamo su un evento del genere, e questo mi ha portato, tempo fa, a raccogliere qualche informazione in merito.
Intanto gli stupri che finiscono con la fecondazione sono poco più dell’ 1% di quelli denunciati. E noi solo di questi possiamo parlare, perché di uno stupro non denunciato, non possiamo sapere.
Di questo 1% le donne che decidono di NON tenere il bambino sono meno della metà. Di figli nati da stupri, purtroppo per chi lo ha subito, ne è pieno il mondo, soprattutto nelle zone di guerra, zone dove si pratica lo stupro etnico.
Quindi qui ci si ritrova in una situazione in cui, da un lato c’è un atto violento verso la donna, e dall’altro ci potrebbe essere un atto violento verso il bambino, e in mezzo c’è l’atto violento (il secondo) che dovrebbe subire, per volontà sua, la donna.
Dico secondo atto violento per quello che ho detto prima, e cioè le conseguenze pesantissime che derivano da un aborto, sia per il fisico della donna, e sia per la salute di un futuro bambino, e sia a livello psicologico. Di questo aspetto, nessuna femminista al galoppo ha parlato.
Io il bambino lo terrei, per tutti i discorsi che ho fatto prima, che per voi saranno estetici, per me no.
Del resto farei la stessa cosa che fanno la maggior parte delle donne che si trovano in questa situazione.
La parte più debole è sempre il bambino che non può decidere di se stesso.
Altra cosa: credere che l’aborto sia un fatto solo di mamma e non di tutti e fare i froci con il culo degli altri.
Tutti noi, almeno sul piano economico, l’aborto ci riguarda, quindi non importa con che culo tu voglia fare il frocio, sta di fatto che ti infinocchiano lo stesso.
Giampaolo, ciao.
Se non sbaglio hai detto che la tua ex moglie sta ancora con il tipo, o comunque con un altro tipo.
Quindi l’unico stronzo (te lo dico bonariamente e non per insulto) sei tu, così come sono stato un povero stronzo io quando mi sono ritrovato nella situazione che ti ho detto.
Io credo che questa cosa ti faccia incazzare a più non posso, e quindi tu stai lì con questa scomodissima compagna (l’incazzatura) che ti guarda.
Tu non puoi fare altro se non incanalare questa tua incazzatura, ed usarla per fare qualcosa di buono verso te stesso. La risalita può partire solo da te, perché nessuno va a raccogliere nessuno. Quello che è successo è successo, e tu non potrai mai cambiarlo, né tantomeno capirlo in maniera totale. Anch’io ho dovuto rinunciare a capire tutto della mia ex storia, e credo che tu abbia capito quanto a me interessi riuscire a trovare una spiegazione a tutto. A volte questo mio atteggiamento va bene, a volte è deleterio. Devi avere l’umiltà di capire che certi perché non li possiamo sapere, e di accettare questa cosa. E’ così. C’è chi ti darà una spiegazione chimica (è una questione di ormoni), chi futuristica (le donne del futuro) e poi c’è chi, come me, ti dà una spiegazione fecale, ossia, al mondo esistono le persone di merda, e non c’è niente da fare. Per alcuni queste persone sono progressiste, donne nuove, per me non sono altro che persone di merda, ed a queste persone non devi offrire la tua sofferenza e la tua distruzione.
Non scordarti delle tue cicatrici, ma rimettiti in ballo e viviti tutte le situazioni sentimentali e/o sessuali che ti capitano. E se vorrai, una donna adatta a te, prima o poi salterà fuori, e magari costruirai qualcosa di duraturo, una famiglia.
La storia delle colpe dell’uno e dell’altra mettila da parte. Ha fatto il suo corso, basta.
Ciao M. Domani sarò più dettagliato nella risposta. Solo un paio di cose. Credo che non hai ben compreso la mia visione del sesso e dell’amore, fa niente. Poi un altra cosa, non mi sento affatto un super uomo ne’ un progressista. Mi sento solo me stesso e noterai che non c’è ne’ acrimonia ne’ ironia vittimistica nelle mie parole, mai, e non sono in competizione con nessuno, cosa che credo debba essere mormale in un uomo sicuro di se’ e dei propri mezzzi. Cerco di portare argomenti per far capire e capire quelli altrui, ben sapendo che ognuno in fondo farà come crede per le decisioni, anche le più gravi che dovrà affrontare nella vita. Devo dire che spesso invece in quello che dici, e come lo dici, si intravede un certo disprezzo mascherato da modestia. Parlo del post di risposta a Rossana, nel quale appunto ironizzi “controcorrente” nei confronti di chi non condivide la tua morale. Devo dirti francamente che questo atteggiamento non è diverso da quello che hai stigmatizzato verso chi ha usato una terminologia non confacente ai tuoi gusti. Si può essere maleducati in diversi modi, ma il disprezzo intellettuale per le idee altrui attraverso una falsa modestia e’ il meno elegante. Il bello delle discussioni consiste anche nelle schermaglie verbali raffinate, e a te non mancano i mezzi. Sono molto interessato alle tue idee, ma accetta che il mondo e bello perché è vario. Ma senza ironia. Ciao M. Golem.
M.,
mi dispiace che tu abbia preso “di traverso” quanto ho scritto in buona fede, non certo per aggredire nè la tua persona nè il tuo sentire.
il “progresso”, da cui è derivato che chi non se la sente di cominciare una lunga strada faticosa, dagli esiti incerti, viene da te definito progressista, è sempre stato da me citato tra parentesi. come tutti gli altri aspetti di vita foriero sia di male che di bene, a seconda del concetto che ci si fa di quanto se ne vuole evidenziare. in tema d’aborto per secoli si è girato intorno al momento in cui veniva infusa l’anima; ora, a quanto ho letto stuzzicata dal tema in discussione, si è giunti a stabilire per legge alcuni, ancor vaghi, “distinguo” sull’evoluzione della carne e a definire che un feto non è soggetto giuridico. spero che nel tempo si giunga a fare chiarezza, confermata da prove, soprattutto sulla sua sensibilizzazione al dolore, in particolare a livello embrionale, la sola che a me davvero interessa.
la constatazione che un adulto, maturo e responsabile, non cambi facilmente un concetto a cui è pervenuto con esperienze, studio e approfondimenti NON era rivolta a te soltanto ma anche a me, a Golem e a molti altri che scrivono qui con idee chiare. d’ora in avanti, avendo appreso la lezione, mi limiterò a rispondere a chi eventualmente chiede un parere e non m’impegnerò più di tanto a discutere con chi, come me, ha già i suoi concetti ben definiti e consolidati. semplice questione di risparmio di risorse…
quanto a Dio, sono convinta che puoi escluderlo del tutto dalla tua mente (sei fortunato se in grado di farlo). forse perchè io non ci sono ancora riuscita ne intravvedo radici ovunque, così come sto riprendendo coscienza che alcuni pregiudizi a favore di una cultura al maschile, che ritenevo superata, in realtà persistono, con la differenza che prima degli anni ’70 erano espressi in modo palese mentre ora affiorano qua e là in modo dubdolo: secondo me, elementi succhiati con il latte restano parte del proprio pre-pensiero. niente di male, se se ne è coscienti!
ho avuto un moto di rabbia nel percepire la tua aspirazione alla perfezione come giudizio negativo su tutti quelli, diversi da te, che reputi non soltanto imperfetti ma sbagliati. per me, nemmeno gli esseri che definisci di merda sono sbagliati, anche perchè lo siamo tutti quel tanto che, accuratamente, nascondiamo agli occhi del prossimo. soltanto la prova delle circostanze confermeranno chi siamo, soprattutto a noi stessi. ..
… apprezzo i “duri e puri” ma non li ammiro, perchè tendono a ergersi sopra gli altri, quelli che possono essere semplicemente più deboli fisicamente o più fragili psichicamente (di solito le due carenze si sommano) oppure sopra quelli che sono nati e cresciuti in modo più sfortunato e non hanno avuto le forze di reagire alla malasorte. so che è normale che sia così: nessuno può veramente comprendere quello che non ha mai vissuto. e se anche l’avesse vissuto, per lui sarebbe stato comunque diverso, essendo la sua dotazione di base diversa, ed è quella (nella quale non si ha NESSUN merito) a fare la differenza!
i simili si attraggono e si sostengono a vicenda: giusto che sia così MA… senza avere, come in passato, il diritto d’imporsi su chi non la pensa come loro. ognuno deve poter scegliere, liberamente quanto più umanamente possibile, la propria strada e il proprio destino, altrimenti si torna a essere schiavi, seppur senza catene. già lo siamo per molti versi, in quanto questa civiltà consumistica non permette quasi più a nessuno di essere se stesso nemmeno nelle banalità più evidenti. meno male che per contrappasso permette almeno di scegliere con minor pericolo aspetti determinanti di un progetto di vita!
comprendo la reazione istintiva che trapela dalla tua ultima risposta, che mi è parsa voler ribadire il tuo diritto a essere e sentire a modo tuo: questo nessuno potrà togliertelo (si potrà solo ammirarlo) ma non è sminuendo i pensieri altrui che ne potrai andar fiero. sii te stesso, più che puoi e meglio che puoi, ma fallo per te, sforzandoti a comprendere la diversità. il meglio non esiste: abbiamo tutti idee giuste e idee sbagliate; tutti, prima o poi, commettiamo errori, pur ammettendo che una chiara impostazione di vita può essere di grande aiuto ad evitarne almeno alcuni. ognuno, però, ha il dovere di rispondere con onestà delle sue azioni innanzitutto (e forse soltanto) a se stesso.
l’uomo, se presente, non può e non deve essere escluso dalla decisione di una donna in merito a una gravidanza indesiderata. mi sembra che ora, anche quando la coppia non si unisce, la presenza del padre, in rassicuranti termini economici e affettivi, sia d’aiuto per il sì. non così quando una donna resta sola a fronteggiare una grossa difficoltà, non di nove mesi soltanto. si può anche non avere abbastanza forze e coraggio per assumersi un tale tipo di responsabilità, senza essere per questo delle merde!
un abbraccio.
Golem,
“Devo dirti francamente che questo atteggiamento non è diverso da quello che hai stigmatizzato verso chi ha usato una terminologia non confacente ai tuoi gusti”.
Terminologia non confacente con i miei gusti.
Non è che la terminologia deve essere confacente ai miei GUSTI, ma, piuttosto, confacente con il reale significato delle parole. Vedi, per esempio, lo scritto di Mr x. Sono le parole il mezzo con il quale ci si confronta, ed è sempre attraverso le parole che si cerca ribattere a pensieri altrui. E’ da maleducati far notare che alcune parole che si utilizzano per “contrastare” una tesi altrui hanno un significato che non coincide con l’intenzione? E’ più maleducato ed “intellettualmente disonesto” far notare questa cosa, magari peccando di arroganza, oppure utilizzare parole senza conoscerne il vero significato? Se io ti dico che “l’acqua è asciutta” e tu mi fai notare che l’acqua è bagnata, sei un maleducato tu, oppure sono fuori strada io?
Se poi una persona non ha tempo, né voglia di approfondire la lingua che usa, poco importa, ma dal momento in cui ci si confronta, si fanno notare delle cose verso di me, posso sperare in un po’ di coerenza con ciò che viene scritto ed il significato reale? Stessa cosa dovranno fare tutti gli altri verso di me quando dirò una cosa per un’altra. In questo caso io vorrei che qualcuno mi facesse notare questa cosa, perché tanto non mi sentirei né vittima di maleducazione, né di disprezzo (cosa mai detta né presente nelle miei intenzioni). In caso contrario, in caso di silenzio sui miei errori, mi sentirei vittima di una ipocrisia inutile. Se da un confronto qualcuno mi può insegnare qualcosa in più che ben venga!
Avrei potuto disprezzare le idee intellettuali altrui, non in linea con le mie, semplicemente non rispondendo, semplicemente non considerando degni di risposta gli scritti altrui, contenete pensieri. Invece ho sempre fatto il contrario, e non a costo zero, perché alcune risposte ce le ho già di mio, altre, come i numeri, me li vado a cercare su internet.
Se chiudere gli occhi (a parer mio ipocritamente, per altri elegantemente) su inesattezze lampanti, e se dare il mio silenzio, dovesse risultare meno sprezzante, lo farò.
Io non ci vedo nulla di male nel far notare le cose. Cose che nel 99% dei casi vengono dette in buona fede. Io voglio sapere quello che dico, e se mi dovesse capitare di utilizzare una parole il cui significato cozza con quello che voglio sostenere, fatemelo notare.
Ciao
Rossana,
l’unica cosa che mi è andata di traverso è stato il tuo intravedere nel mio inconscio un Dio. Mi è andata di traverso per il semplice fatto che considero l’inconscio una zona inaccessibile anche per me che vivo con me stesso da tutta la mia vita, e quindi faccio fatica a capire come una persona che io non conosco, riesca a vedere, attraverso un blog virtuale, l’inconscio altrui, il mio in questo caso. Per me questa cosa cozza con il mio modo di pensare, ma potrei anche sbagliarmi.
Il termine “merda” io l’ho utilizzato per indicare il feto. Il mio post in merito è stato volutamente maleducato, ed infatti non è passato inosservato. Questo perché quando ci si confronta, è vero che la sostanza è più importante della forma, ma la forma ha comunque un suo rilievo, Accademia della Crusca a parte.
Ormai si è capito che per me il feto, merda non è.
E non sono io che ho sminuito pensieri altrui definendoli “stronzate” o “vuoti”.
Non è “intellettualmente onesto ed educato” fare due pesi e due misure.
Le cose che tu sottolinei a me dovresti sottolinearle anche, e soprattutto, a chi usa quei termini per propria natura.
Con ciò che ti ho scritto io, che è ciò che credo realmente, mi sembra di essermi messo ancora più in basso dell’ultimo scalino, sottolineando tutte le mie mancanze e tutti i miei limiti, riconoscendo che non tutti sono così, riconoscendo la varietà nel modo di essere di ognuno di noi.
Che male c’è? Significa imporsi?
Se poi vogliamo dire quale delle due tesi si è imposta sull’altra, beh allora, bisogna dire che in Italia è possibile abortire e quindi è questa tesi che si è imposta su chi l’aborto non lo vuole.
Quindi il progresso è giunto.
“così come sto riprendendo coscienza che alcuni pregiudizi a favore di una cultura al maschile, che ritenevo superata, in realtà persistono, con la differenza che prima degli anni ’70 erano espressi in modo palese mentre ora affiorano qua e là in modo dubdolo: secondo me, elementi succhiati con il latte restano parte del proprio pre-pensiero. niente di male, se se ne è coscienti!”
Mi spieghi questa frase?
Quali pregiudizi subdoli vedi?
Quali sono gli elementi succhiati con il latte ai quali ti riferisci?
Io i duri e puri né li apprezzo né li ammiro.
Buongiorno a tutti. Ciao M.
Intanto vedo che le risposte all’episodio di stupro che mi ha fatto porre la domanda, sono piuttosto frammentate e nessuno ha preso una posizione chiara tranne te, che avresti tenuto il bambino. La ragazza ha abortito. Sola, senza l’aiuto di nessuno e non avendo avuto il coraggio di denunciare l’aggressione, avendo tra l’altro dovuto sopportare i perversi sospetti delle amicizie maschili che ne immaginavano un suo malcelato consenso all’accaduto.
Io ho dichiarato di avere una figlia di circa ventanni, e so che se fosse capitato a lei, e io fossi venuto a saperlo, dando fondo allo stesso istinto animale che ha mosso quel vigliacco, avrei fatto altrettanto con lui, posticipando di qualche decennio l’aborto che sua madre avrebbe fatto bene a fare nei suoi confronti, anche se sarebbe apparso come un incidente.
A quella ragazza hanno ucciso l’esistenza. Il bastardo, la società e le istituzioni. Alla fine la vittima si è sentita colpevole, e, appena fuori dall’adolescenza, ha dovuto assaggiare la brutalità della vita, alla quale si stava avvicinando con il candore e la fiducia di un agnellino che stava per entrare al macello.
E secondo i fautori della “vita” a tutti i costi, quella ragazzina avrebbe dovuto attingere a un esperienza che non aveva, sola e sospettata anche di essere una svergognata, di decidere di tenere il “frutto” di una violenza? Ma non dicevamo che i bambini nascono dall’amore? Che vita è sinonimo di amore? L’ho riconosciuto io stesso attraverso l’etimologia del termine, ma siamo ancora nel campo della filologia, non della vita VERA.
Se quella ragazza fosse stata una ..., o una gatta, avrebbe partorito e dopo lo svezzamento il cucciolo avrebbe preso la sua strada. Ma era una DONNA, e quell’azione brutalmente istintuale proiettava (il progetto: quello che ci fa essere umani ricordi?) i suoi effetti per un periodo temporale sconfinato, e in una condizione di difficoltà che solo chi le ha provate può immaginare. Tutti i sogni di una giovane donna distrutti al momento della violenza. Ma si DOVREBBE accettare questa situazione, e questa disgraziata dedicare la propria vita ad allevare il figlio di un violentatore, immaginando che, a sua volta, se maschio possa compiere gli stessi gesti verso un’altra donna.
Non è neppure il caso di elencare come queste situazioni sono la VITA e il resto belle parole M.
Non ti ho posto la domanda che taglierebbe la testa al toro, ma io ho detto cosa avrei fatto se fosse stata mia figlia.
maria grazia
Sono d’accordo sull’eutanasia nei casi limite, ossia sono contro l’accanimento terapeutico, casi in cui una persona abbia gravi sofferenze fisiche, sia malato terminale, sia completamente paralizzato, o con danni cerebrali e incosciente. Per esempio credo che sia stato giusto staccare la spina a Welby, Englaro, Terri Schiavo.
Ma non stiamo parlando di questi casi, bensì tu hai parlato di sopprimere chi conduce “un’ esistenza fatta solo di sofferenze e di privazioni”. Sulla Terra ci sono miliardi di persone in queste condizioni e sicuramente non per loro scelta, perché nessuno sceglierebbe di vivere di stenti. Nessuno preferirebbe fare il barbone e dormire in strada piuttosto che essere benestante, nessuno avrebbe preferito nascere nelle favellas. Di conseguenza, stai affermando che sarebbe un atto d’amore fare una caccia al barbone per ucciderli, sarebbe un atto d’amore sterminare tutti i bambini e gli adulti poveri dell’Africa? Eliminiamo qualche miliardo di persone dal pianeta come atto d’amore verso l’umanità.
Alfonso
hai completamente frainteso il mio discorso ! e comunque, se ti prendevi la briga di leggere anche i miei post precedenti, quando mi avevano posto il tuo stesso quesito io avevo BEN SPECIFICATO che non è accettabile sopprimere la vita di un bambino già in essere, che è già nato e che si è già sviluppato. E che per cui ha già maturato in sè il desiderio di sopravvivenza e l’ attaccamento alla vita, per quanto questa sia dura; il sopprimento di un feto è una cosa del tutto diversa !
Golem,
la domanda che non mi hai fatto, ma che taglierebbe la testa al toro, POTREBBE essere “cosa farei io se mia figlia venisse violentata e rimanesse incinta”. Giusto?
Riguardo all’autore dello stupro dovrebbe marcire in galera per un bel po’ di anni. Istintivamente mi verrebbe da ammazzarlo, ma non potrei mettere mia figlia nella condizione di vedere suo padre in galera, e quindi farle venire meno tutto l’amore e la protezione che quella ragazza della quale hai parlato, non ha avuto.
Il trovarmi tra le mani un nipote che è per metà sconosciuto e per metà mia figlia, mi porterebbe ad accettarlo, e mi occuperei di lui come fanno i nonni coi nipoti.
Il trovarsi soli, in un contesto sociale come quello che hai descritto, che sembra la Sicilia degli anni ’50, sicuramente gioca in negativo, verso la ragazza e verso il bambino.
Ti ripeto che io quel bambino lo terrei, lo farei nascere, e se proprio non potrei farne a meno, lo darei in adozione, cosa sempre fatta da millenni e condizione toccata a moltissimi bambini, molti dei quali ignari della loro reale provenienza.
Sarebbe bello risalire, ma è cosa impossibile, a quante persone oggi viventi sono figli di una violenza, o figli di figli di una violenza, visto che la violenza fine a se stessa, oppure fatta per poi sposare quella donna, è stata una pratica molto diffusa in Italia, soprattutto al sud.
L’aborto non ha, purtroppo, ridato serenità ed equilibrio a questa ragazza. Con i postumi di questa violenza lei dovrà sempre fare i conti. Se poi a questa violenza si è aggiunta anche quella violenza che deriva dall’aborto e le menomazioni fisiche che ne comportano, e quindi violenza aggiunta su altra violenza, io questo non lo so.
Di ciò che potrebbe creare l’aborto sul corpo e nella mente della donna e in che modo negativo può incidere sul un nuovo feto, l’ho scritto, ma è passato sotto silenzio. Quindi ci sono alcune violenze che vengono taciute.
Per risponderti ancora in modo più dettagliato dovrei rilevare due inesattezze in ciò che hai scritto, ma non lo farò perché non vorrei fare il maleducato o mascherare qualcosa.
Mi limito a dirti che io quel bambino lo terrei.
Tu non lo terresti, e questa via è una via che in Italia è praticabile.
vorrei che gli uomini del forum ( golem escluso ) capissero una volta per tutte che la donna non può sempre e solo SACRIFICARE SE STESSA in nome di un ipotetico “amore”, nè tantomeno può dare alla luce futuri esseri infelici a cui mancherà praticamente tutto ( affetto, sostegno materiale, cure, dedizione ) in nome di un ipotetico ideale. il post 761 di golem esprime molto bene la condizione ( sopratutto psicologica ) nella quale molte di noi si vengono a trovare dopo che, appena uscite dal limbo adolescenziale, affrontano il duro impatto con la vita VERA del mondo adulto. noi donne non siamo mai messe di fronte a scelte facili ( SCEGLI: o la libertà individuale, o il rapporto coniugale – che presuppone un annichilimento di se stesse. o il lavoro, o la maternità. o l’ adattamento alle convenzioni, o l’ emarginazione. o SANTA, o PUTTANA. non puoi avere la via di mezzo ! ). Per voi uomini è tutto diverso. Voi avete il “diritto di sbagliare”, noi no ! e questo per me sarà sempre un mistero…
Tra tutte queste scelte non facili che noi donne di oggi siamo chiamate a fare, l’ aborto è senz’ altro la più difficile, la più sofferta, la più pesante in assoluto. e credo che nessuna di noi – anche la più decisa in questa scelta – lo viva con totale leggerezza. E per “aborto” io personalmente non intendo solo il liberarsi di un feto ( cioè di un futuro bambino che non potrà nascere ) ma intendo anche il NON AVERE FIGLI PERCHE’ LA SITUAZIONE IN CUI VIVI NON TE LO PERMETTE. La nascita evitata attraverso i metodi contraccettivi è – a livello psicologico e fisiologico – senz’ altro più accettabile dell’ aborto, ma PER ME il risultato non cambia: io non ho potuto avere figli perchè dal punto di vista economico e sentimentale il destino mi è stato avverso, e, date le mie qualità umane e fisiche di donna, io questo lo vivo come UN’ INGIUSTIZIA, anche se magari è frutto solo di una casualità. Proprio come giampaolo, ad esempio, vive come un’ ingiustizia l’ abbandono della sua ex moglie. ora, sentirmi anche dire che sono una specie di assassina perchè approvo l’ aborto per le donne sole, povere e senza aiuti, o per i casi di gravi malattie del feto, è come sentirsi dire che anche se hai rubato perchè avevi fame ed eri senza soldi, sei al pari di un gangster incallito ! IO NON LO ACCETTO !
M.,
considerando quanto tieni alla forma e alle espressioni linguistiche (come peraltro faccio anch’io), riprendo il commento che hai trovato offensivo:
“come loro genitore, con umilissima accettazione del ruolo, delle conseguenze e delle responsabilità che ne derivano, li avrò fortemente voluti” – perfetto, PER TE, e siccome lo è per te, che sei depositario di valori, gli STESSI valori e la stessa volontà dovrebbero essere validi e sentiti da tutti gli altri esseri umani, mentre è evidente che, in determinate circostanze, cessano di esserlo, né più né meno di numerosissimi altri principi. Non ti sembra di pretendere un po’ troppo dai tuoi simili, che vorresti forzare, come in una condanna, a VOLERE un impegno gravoso e difficile, non per un paio di settimane ma per decenni, quando non si sentono di affrontarlo, quasi tu fossi il solo a conoscere quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che è bene e quello che è male PER LORO, come un Dio. Volontà umana destinata a fallire in partenza su tutti i fronti perché non si possono imporre sentimenti!”
per sottolineare che “COME un Dio” non significa accusarti di essere Dio. ho cercato semplicemente di distinguere fra te e altri, diversi da te, reagendo d’impulso alla tua affermazione “li avrò fortemente voluti”. un moto di ribellione il mio, sfuggito dalla tastiera!
riconosco ANCORA un Dio in me MOLTO più di quanto vorrei. in passato, in aspetti di sessualità, quest’idea mi ha creato non pochi problemi, di un certo rilievo (problemi dissolti come neve al sole con il dissolvimento razionale del principio RELIGIOSO che li reggeva). forse è questo il motivo per cui lo immagino, in incognito, in altri, pur non conoscendo nè il mio nè il tuo inconscio. nel caso in discussione anche perchè questo tipo di battaglie si sono sempre svolte, con alterni risultati, fra fazioni contrapposte mediamente BEN delineate, e ancora sarà così, prima o poi, per l’eutanasia.
se così non è per te, e ne sei sicuro, mi chiedo da quale personale esperienza derivi il concetto in cui credi. argomento troppo intimo, che riguarda te solo, per poter essere messo in prima battuta, ma le opinioni hanno quasi sempre un’origine preponderante.
sulla questione femminile-maschile, superata da tempo, sto ritornando nel considerare alcune sfumature. ad es., fino a ieri l’altro ritenevo soltanto un’idea personale il pensare che le donne siano più lussuriose degli uomini. oggi, invece, ne percepisco un’ombra di negatività sessista. ..
spesso si dice che il non consentire l’aborto sia una violenza sulla donna.
Chi è a favore dell’aborto, per giustificarlo, ti dice tutte le cose negative (perché parla solo di cose negative, ovviamente) che deriverebbero da una maternità non voluta.
Se hai notato queste persone, ed è successo anche nella discussione tra di noi, non hanno MAI fatto riferimento a tutte le cose negative che l’aborto comporta.
Le più gravi sono: le emorragie molto forti, lesione degli organi interni, perforazione dell’utero, morte, future nascite premature di un nuovo figlio, incidenza tra aborto e insorgenza di un cancro al seno, più tutte quelle lesioni psicologiche e spirituali, chiamiamole così, impossibilità di avere altri figli e quindi negazione della femminilità (per alcune), problemi legati alla sfera sessuale.
Un corpo, un essere umano che deve patire tutto questo, delle pratiche che vanno ad incidere in questo modo, così forte e permanente sulla mente e sul corpo di una persona, atti che vanno a menomare l’integrità psicofisica di una persona, non sono violenza?
Oppure alcune cose sono violenza ed altre no, chiudiamo un occhio, tanto è roba da donne?
Se la violenza del negare l’aborto la si risolve consentendolo, la violenza che deriva dall’aborto, come la si risolve?
Maternità
Adozione
Prevenzione
Ciao
Ciao Golem
Inizio col farti notare che è già la seconda o terza volta che rimarchi il fatto che non sei una “fighetta”. Io non l’ho mai scritto né pensato. Fermo restando che non è che il giocare a rugby, calcio o fare il pilota aeronautico sia garanzia di non esserlo. C’è un mio caro amico che a vederlo tutto sembra meno che “fighetta”, essendo di aspetto anche piuttosto mascolino, e con due bicibiti da far paura. Ma è gay e soprattutto quando parla o gesticola si mostra piuttosto effeminato. Eppure è alto 1,90 ed è titolare fisso, centrale difensivo, in una squadra di calcio dilettantistico.
E scrivendoti che in quasi mezzo secolo non di vita non ho sentito nessun uomo ragionare in un certo modo, non mi sembra ci sia alcun riferimento alla questione “fighetta”.
E poi, non ti ho detto che non ho mai incontrato “uomini così”, (come te cioè), ma semplicemente che non ne ho mai incontrato nessuno che ragionasse come te in relazione a certe questioni. Quella in particolare in cui tu, in una eventuale situazione di abbandono da parte di tua moglie (o di un’altra donna), automaticamente escluderesti le colpe della donna qualunque essa sia.
Riporto la tua frase:
“…Per questo so anche (e vale per me) che se succedesse quello che ho appena detto, e mia moglie dovessi cercarla su ” Chi l’ha visto”, la colpa sarebbe mia, non sua, perché, per quel poco che conosco le donne, e molto mia moglie, quando mollano il colpo e’ perché proprio non ce la fanno più…”
In relazione, particolarmente a questo tuo ragionamento, ma non solo, ti confermo che nella mia vita non ho mai incontrato un uomo che ragioni in questo modo. Cioè che, basandosi solo sulla sua “conoscenza” delle donne, o della propria moglie, escluda a priori ogni colpa femminile.
No Golem, non ne ho mai incontrati. E non perché ci sia un prototipo di uomo. Ma semplicemente perché in mezzo secolo di vita non ho mai sentito un uomo fare un ragionamento del genere.
Scrivi:
“…Mia moglie sono certo che non mi rimprovererebbe più di quello che mi rimprovera oggi se si innamorasse di un’altro, e sono certo anche che se succedesse sarei il primo a saperlo. Mi devi scusare se mi sento così sicuro, ma non puoi pensare che quello che è successo a te, che conosciamo a metà, sia il ritratto della “donna”….”
Non esserne così certo Golem. E non perché quello che è successo a me sia il ritratto della “donna” !
Ti avevo invitato in uno dei miei post precedenti a leggerti una discussione quale “prototipo”…
di situazioni classiche in cui una donna lascia. Sottolineandoti il fatto che le modalità erano le stesse in decine e decine di discussioni in questo forum. Così come in gran parte delle situazioni quotidiane reali.
Proprio per farti capire che non è così solo “perché è successo a me” !
“….Giampaolo, con mia moglie oggi ho una tale e fortunata intesa che una variazione, anche minima, del suo comportamento non mi sfuggirebbe, e a lei di me ancora di più. Come sai io e lei siamo “amici”, e pochi immaginano quanto. Io nel mezzo secolo di cui parli, invece, non ho mai trovato un uomo così intelligente, spiritoso e colto come lei, e starci insieme non è mai noioso. E che fortuna ho ad essere un maschio per queste ragioni!….”
Golem, sembra una frase, o un mio pensiero di una decina di anni fa. Quando io pensavo e/o scrivevo cose “praticamente uguali” riguardo mia moglie. Identiche giuro !
Riguardo Maria Grazia, una volta ti ho fatto notare il suo modo di fare, scrivendotelo in diretta su un post a lei indirizzato.
Nel mio post n. 738, invece, ti avevo voluto solo sottolineare, per l’ennesima volta, il fatto che tu non dai mai colpe al genere femminile. Prendendo ad esempio Maria Grazia. Sei l’unico che non ha mai contestato una sua idea o un suo modo di fare.
Lo ribadisci nel post n. 745: “…..a volte attacca in modo inurbano, secondo alcuni, ma mica dice cazzate…”
Lasciando stare il discorso del “dice cazzate”, ma relativamente al suo modo inurbano di attaccare secondo te non lo è. Infatti scrivi “secondo alcuni”…..ma non secondo te !
Eppure sembra una cosa molto evidente agli occhi di tutti (non di alcuni). Ma per te no ! Libero di farlo, libero di pensarlo per carità. E se qualcuno, in questo caso io, ti dice che sei l’unico in questo forum a pensarla così non c’è da offendersi né da meravigliarsi. E’ un dato di fatto. Non per questo sei una “fighetta”. Do you understand ?
Per cui Golem, per me non è strano che un uomo possa trovarsi d’accordo con una donna. Mi pare che Rossana sia una donna e io un uomo. Sembra che ci vado molto d’accordo.
Quello che trovo “strano” te l’ho scritto prima, e nel mio precedente post.
Un caro saluto
… a torto o a ragione, per mia esperienza, ritengo che gesti, concetti e sensazioni immagazzinati a “scatola chiusa” nei primi 2-5 anni di vita restino registrati in memoria e da questa ripresi nudi e crudi, senza essere inizialmente elaborati a livello personalizzato. opinione che vale sia per la religione che per i rapporti uomo-donna, e forse anche per altri aspetti culturali (nel mio caso, ad es., timori esagerati derivanti da incontri imprevisti con semplici e inoffensive serpi)…
mi sembra scontato che la questione aborto riguardi maggiormente le donne rispetto agli uomini, che pur hanno tutti i diritti di essere coinvolti in una gravidanza indesiderata, senza però diventarne gli arbitri assoluti. già ho accennato in altro post che, secondo me, nessuno può capire a fondo qualsiasi tipo di evento se non ne ha esperienza diretta. e questo vale sia per il fisico che per l’emotivo, a maggior ragione nelle differenze di sesso. ad es., credo che una donna non potrà mai comprendere del tutto l’esigenza fisica di frequenti amplessi in alcuni uomini…
buon pomeriggio!
Golem, in merito alla questione relativa al tuo collega ti chiedo scusa perché non avevo proprio capito la domanda. La colpa è mia che non ho letto bene e non tua che non ti sei spiegato.
Mi chiedi cosa farebbe un uomo in quella situazione. Non so, a parte che non “violenterei” mai una donna, in particolare con l’inganno.
Io sono contrario all’aborto. Per cui cerco di evitare ogni rapporto che possa, potenzialmente, dar luogo ad una gravidanza indesiderata. Prendendo le dovute precauzioni.
Nel caso in cui succeda l’imponderabile, massimo che potrei fare è la cosiddetta pillola del giorno dopo. Ovviamente in accordo con la compagna.
In questo caso mi sembra ci sia un inganno di fondo. E probabilmente una volontà contraria, almeno da parte della donna che, non si sa se avrebbe voluto o meno un rapporto con questa persona.
E’ una domanda difficile. Complicato rispondere soprattutto quando in realtà non ci si trova nella situazione.
Però stiamo sempre lì. Per me per fare figli ci vogliono entrambi i genitori e in particolare l’Amore tra di loro. In questo caso sembra che non ci sia nulla di tutto questo.
Che dirti ? Non so, forse, e sottolineo forse, in una situazione come questa eviterei di portare a termine questa gravidanza.
Però c’è di mezzo il mio pensiero sulla questione. Quello relativo al massimo sulla pillola del giorno dopo.
Su un feto che si sta formando il mio pensiero è diverso. Mi sembrerebbe di uccidere un innocente.
M. Sei stato chiaro e coerente, ma naturalmente devi riconoscere che bisogna trovarsi in quelle condizioni per accertare le proprie reazioni. Che spesso non dipendono sempre dalla capacità di controllo della ragione, che è quella che avrebbe dovuto fermare l’azione “istintuale” di quell’accoppiamento, giacchè la civiltà e le regole che questa ci ha fornito, sono frutto di una “coscienza comune” che dovrebbe intervenire proprio per fermare un abuso come quello. Io ammiro la tua capacità di immaginare il carcere per uno stupratore, ma se non ci sono stati morti, nessuno finisce a marcire in galera per cose del genere, perchè le leggi le hanno fatte da maschi, e ragionano ovviamente e persino in buona fede, con la testa da maschio mettendosi nei panni di una femmina. Ho già citato, seppure con intenti opposti, il detto latino “Vis grta puellae”, la ragazza ama essere presa con la forza, che è stata usata in molti processi per violenza sessuale per far emergere “il gradimento non consensuale” ( perdona lo strano ossìmoro) al coito. Lo stesso vale, come ho già detto in altra occasione, di fronte al dramma di una gravidanza indesiderata. Per quanto io possa immedesimarmi nella situazione, non sarò mai una donna, e cercare di cpire quali sensazioni e emozioni passano dalla testa di una persona che NON sono io, sarebbe come parlare a un cieco di colori. Ecco perchè nessuno può dare una “forma” morale accettabile a questa situazione, ma si deve consentire che sia la coscienza di ognuna delle protagoniste a farlo e a decidere quale sia la cosa migliore da farsi di fronte a quel bivio. Un cordiale saluto
P.S. il “mio” marciva sotto terra, non in galera, almeno “fertilizzava” in maniera utile per quello che vale un individuo del genere. Ma ripeto, il tutto facendolo passare per un incidente. Ciao.
Giampaolo. Scusami ancora ma continui a meravigliarti che io non corrisponda a certi canoni di “maschità” (scusa il neologismo), che sono l’unico che non si scandalizza perchè MG parla in un certo modo ma lei ti ha detto il perchè. So di avere un certo rapporto con mia moglie anche in ragione di crisi che abbiamo superato e che hanno migliorato la nostra intesa. So anche che se mia moglie mi lasciasse sarebbe colpa mia, perchè so anche quante gliene ho fatte passare con la menata su quell’idiota. Vuoi che legga una storia “simile” alla tua che confermi che le donne sono così e non come le vedo io, e sono mesi che sto ripetendo che non sono LE DONNE ad essere così e cosà >>
maria grazia.
Mi sono inserito nel discorso da poco, ti pare che mi metto a leggere tutti i commenti precedenti?
perché l’uccisione di un feto dovrebbe essere diversa da quella di un bambino già nato? (La parola SOPPRIMENTO non esiste, casomai è SOPRESSIONE, ma diciamo pure chiaramente che si tratta di uccisione). Anche il feto soffre, percepisce gli stimoli dall’ambiente esterno, apprende ecc., dunque non si capisce quale sarebbe la differenza di un bambino nel grembo e un bambino già nato, che legittimerebbe l’uccisione del primo, ma non del secondo.
Tu te la cavi cambiando i nomi: “sopressione” (anzi, “sopprimento”) per non dire “uccisione”; “feto”, come se il feto fosse una cosa diversa da un essere umano.
>>> ma quelle DONNE che hanno fatto così e cosà.
Puoi immaginare che, casualmente esistano uomini che la pensano come me, anche se tu NON ne hai mai incontrato? Puoi immaginare che esistano donne che stanno con un uomo lealmente, non fingono e se ti mollano ti dicono il perchè? Quando ti dicevo che forse appari un pò “assolutista” mi riferivo proprio al fatto che quando tu osservi un NUOVO fenomeno, sembra che non lo acquisisci come una possibile nuova esperienza, ma lo confronti con quelle ormai consolidate alle quali ti riferisci per indirizzare la tua vita. E puoi farlo, chi te lo vieta. Un pò come la mia povera nonna che quando durante la guerra vide per la prima volta le pesche sciroppate portare dagli americani pensò che su trattasse di ..tuorli d’uovo. Non immaginava che le pesche si potessero sciroppare. Insomma, credo che non puoi pensare che se qualcun altro fa una cosa, anche negativa, che tu non faresti, questa NON SI DOVEVA FARE. Si fa Giampa, si fa tutto, nel bene e nel male. Potrà anche succedere che mia moglie mi molli e io resti come un fesso. Ok, penserò a te e a quello che mi hai detto, poi mi farò qualche anno a sfogarmi, con le ossa rotte, e poi mi chiederò il perchè IO NON SONO RIUSCITO a tenerla con me. E se non troverò una risposta, mi rassegnerò. Com’è successo quando un ubriaco ha ucciso la mia fidanzata con la sua automobile.
Più di qualcuno ha detto che ci sono cose che non riusciremo a capire mai e che vanno comunque accettate. Ecco, nonostante non ci insegni niente di pratico, questa è comunque un’esperienza, che va collocata nelle evenienze INCONTESTABILI. Sono così e basta. Anche se nel caso di una coppia che si sfascia ci sarà sempre una ragione, lo dico e lo ribadisco. Che poi questa ragione la si scopra è un altro paio di maniche. Ma c’è, anche se si rivelasse solo “mi sono stancato di te, non ti amo più, voglio cambiare vita, sono diventata vegana e tu sei carnivoro”
Io SO che se mia moglie mi lasciasse sarebbe colpa mia ma, come diceva Fermat quando parlò del suo teorema, lo spazio è poco per dimostrarlo (lo dimostrarono 400 anni dopo. Aveva ragione). Comunque domani cucinerò tubetti con le cozze alla tarantina, perchè mi piace. Ma se pensi che 25 anni fa portavo un aereo ma non sapevo usare una lavatrice, capisci come sono cambiato?
Però Giampa, sono incuriosito dal fatto che non ti tornano i conti riguardo al mio rapporto con le donne. Non è che per caso pensi che sia una donna che fa finta di essere un uomo?
A presto
M.,
curiosa come sono e avendo tempo a disposizione, sono andata a verificare come viene gestita la situazione aborto-pianificazione delle nascite nel Paese europeo che sempre mi è parso (come altri a maggioranza protestante) meno condizionato da substrati religiosi: l’Olanda.
Dal link http://italy.nlembassy.org/paesi-bassi/paesi-bassi%5B2%5D/questioni-etiche/politica-olandese-sullaborto.html#main-column, in cui si trattano i due temi in modo esteso e dettagliato, ho tratto l’esempio che sarebbe da seguire, per non abbandonare alla carità essenzialmente religiosa un carico immane che dovrebbe essere in gran parte dignitosamente evitato da adeguati provvedimenti di buon governo.
Dati in sintesi su cui ragionare e dai quali far ricadere tutte le attuabili risposte sulla prevenzione, che è quella a cui più tengo, da mettersi sempre per prima, se e dove possibile:
Tasso di abortività calcolato ogni mille donne (fra i 15 e i 44 anni) in diversi paesi e nello stesso anno (1996/1997)
Paesi Bassi (1997) = 6,5
Inghilterra e Galles (1997) = 15,8
Le suddette significative differenze sono spiegate dall’azione attiva e responsabile dei Paesi Bassi (legge sull’aborto 1984) rispetto a quanto messo in atto invece dal Regno Unito inglese (stessa legge 1967).
“Negli anni Sessanta i Paesi Bassi erano la nazione più densamente popolata del mondo e le previsioni sulla crescita demografica erano terrificanti. L’incidenza di questo fattore sulla pianificazione familiare si verificò solo nei Paesi Bassi. …