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Ho deciso di rinunciare ad avere figli

di eglevittoria

Riferimento alla lettera: Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014

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Categorie: - Me Stesso

1.066 commenti

  • 726
    maria grazia -

    M.
    per quanto mi riguarda ignorare circostanze OGGETTIVAMENTE OSTILI nelle quali far nascere un bambino, significa essere avulsi dalla realtà, qualsiasi siano i principi, i dogmi o le filosofie alle quali ci si appella. ecco perchè non mi sono dilungata sul discorso dei filosofi e dei pensatori, perchè in questo caso lo ritengo inutile. come ritengo inutile commentare dati numerici e statistici se parliamo di aborto. per me il fatto che le donne che partoriscono superino di gran lunga quelle che abortiscono, non significa nulla. La decisione di abortire non è una questione “numerica” e statistica, ma un qualcosa che tocca la volontà e la coscienza della singola persona direttamente coinvolta in queste vicende, ed ogni donna, in questo caso, deve guardare unicamente ALLA SUA PERSONALE SITUAZIONE E IN CHE MISURA E’ IN GRADO DI OFFRIRE UN FUTURO SERENO AL NASCITURO. le donne che decidono di non abortire sono la maggioranza, ma NON E’ DETTO CHE SIANO NEL GIUSTO. come dico sempre, un comportamento comune ai più, non è necessariamente è un comportamento corretto.non dico questo per incitare all’ aborto, ma per invitare le donne che non sono nelle condizioni di poter allevare un figlio, a usare validi metodi contraccettivi o ( quando l’ “incidente” sia già avvenuto ) di limitare il danno astendendosi dal mettere al mondo una futura persona INFELICE , che accuserà sua madre proprio di averlo fatto/a nascere ! se avessi deciso di avere figli nonostante la mia condizione di donna single e con una situazione lavorativa precaria, so bene che i miei figli non me lo avrebbero perdonato, e la loro voglia di vivere sarebbe stata INQUINATA da un perenne senso di inferiorità, risentimento verso il “destino avverso” e di inadeguatezza rispetto ai loro coetanei, che invece godono di maggiori privilegi e sono affrancati dalla presenza DI ENTRAMBI i genitori. Io non posso permettere che mio figlio/a si sentano umiliati perchè io non posso dare loro quello che ricevono gli altri bambini. Non posso permettere che la loro infanzia e adolescenza sia caratterizzata dalle rinunce e dalle sofferenze ! MAI AVREI PERMESSO CHE I MIEI FIGLI PATISSERO TUTTO QUESTO per motivi di cui loro non sono stati e non sarebbero mai stati responsabili ! a me importa di questo ! dei vari principi filosofici sul valore della vita non mi frega nulla ! IO RAGIONO DA MADRE !
    semmai avrò dei figli, non dovrà mancargli nulla, dovranno essere bambini allegri e spensierati e avere anche l’ affetto DEL PADRE !

  • 727
    maria grazia -

    M.
    anch’ io sono SOLLEVATA di distinguermi dal tuo pensiero, perchè non ho interesse alcuno ad accomunarmi a chi vive con il paraocchi e non vuole sentire ragioni ! rimani pure nelle tue galassie ! a me interessa unicamente la felicità delle creature che metterò ( O NON METTERO’ ) al mondo !!

  • 728
    maria grazia -

    “mariolino – 3 settembre 2014 22:05
    Va bene, maria grazia.
    Ciao e un bacio ai tuoi meravigliosi piedini!”

    🙂

  • 729
    rossana -

    Giampaolo,
    fino a poco tempo fa ritenevo che la fine di una relazione rivelasse a nudo il tipo di LEGAME in cui era consistita. adesso, invece, sono più propensa a pensare che il modo in cui una delle due persone mette fine all’unione denoti piuttosto il tipo di PERSONA con cui si ha a che fare.

    poco importa se è sempre stata come si sta dimostrando e non ha dato modo di conoscerla davvero, oppure se così è diventata nel tempo: quella adesso è, e con quella si deve fare i conti, quasi sempre, purtroppo, a modo suo.

    in tal senso mi ritengo fortunata di aver potuto concludere le mie storie in attitudini civili e vicendevolmente comprensive, tanto da potere conservare un buon ricordo delle persone che mi sono state compagne.

    quando qualcuno, uomo o donna, si allontana per seguire un altro partner, riconsegnandoti a te stesso, già era lontano/a da tempo, con la mente e con il cuore, per cui è sì un bene cercare di comprenderne le ragioni (soprattutto per evitare di ricascare in seguito negli stessi eventuali errori) ma nello stesso tempo è quasi sempre del tutto inutile ai fini di ricompattare l’unione.

    NON ho mai chiesto all’uomo che mi ha dichiarato amore per poi ritrarsi perchè l’ha fatto. ne immagino le ragioni ma mi sembra che chiedergliele sarebbe dargli più importanza di quella che merita…

    apprezza, se puoi, il benessere e la serenità che hai avuto e lascia perdere tutto il resto.

    un caro saluto.

    Mr x,
    “Per quanto riguarda gli aborti, è vero che sono calati, ma solo perchè sono calate anche le gravidanze, è una conseguenza fisiologica, non un cambio di mentalità” – giusta osservazione! peccato, avrei preferito che non fosse così!

    ci siamo già trovati allineati sul tema in un altro thread. forse il tuo concetto deriva da esperienze dirette, come il mio…

    cordialità

    Maria Grazia,
    sto imparando da te a distinguere “a muzzo” l’inclinazione degli uomini nei confronti delle donne. pensa, persino l’uomo che sto coccolando ha qualche sfumatura che lo rivela non del tutto esente da pregiudizi!

    tu, però, pur portando avanti le battaglie che ritieni giuste, secondo me, dovresti in ogni essere umano cercare il punto d’incontro piuttosto che quello di contrasto. le relazioni umane normali e relativamente superficiali non possono quasi mai avere accordi su tutto. siamo esseri complessi ed è quasi scontato che sia così, anche se sul momento gli scontri possono far arrabbiare (o patire) non poco…

    un abbraccio.

  • 730
    maria grazia -

    rossana
    che tu ci creda o no, sono sempre più incline a trovare PUNTI DI INCONTRO che non PUNTI DI CONTRASTO con le persone con cui mi rapporto, con gli uomini in particolare ( desiderando io relazioni UMANE OLTRE CHE SESSUALI ). è chiaro però che se certe mie attitudini e certi miei comportamenti sono incompatibili con il modo di essere e di pensare dell’ altro, è meglio capirlo subito, per il bene di entrambi ! Le relazioni con l’ altro sesso devono essere un qualcosa attraverso cui l’ essere umano si realizza, esprimendo la sua VERA personalità e condividendo con l’ altro esperienze AUTENTICHE, e non un qualcosa per il quale dobbiamo in qualche modo REPRIMERCI e operare delle forzature su noi stessi. in quest’ ultimo caso non parliamo più di attrazione e sentimenti spontanei, ma di FINZIONE E COSTRIZIONE, e – a mio modesto avviso – non è su questo che si devono basare le relazioni umane ( sia di amore/passione che di amicizia ). per quanto riguarda i pregiudizi – di qualsiasi tipo – verso le donne, penso siano qualcosa di profondamente radicato nella nostra cultura italiana e che siano difficilmente estirpabili dal pensiero collettivo. queste convinzioni si riflettono poi, purtroppo, anche nelle relazioni interpersonali tra i due sessi. Ci sono donne che si adattano meglio a questa situazione e la sopportano, e donne che ( come me ) proprio non ci riescono.
    se invece parliamo di semplice confronto in un forum, io rispetto solo chi mi rispetta ! è semplicissimo !

    un abbraccio anche a te!

  • 731
    rossana -

    M.,
    “i dati sono questi, riferiti al 2011:
    Numero di aborti: 111.415
    Numero aborti con RU486: 11.268
    Numero nascite: 556.000 circa
    Quindi, abbiamo avuto 122.683 aborti e 556.000 nascite.”
    Grazie per questo approfondimento d’indagine, che stavo cercando di appurare in rete, non avendo più seguito da decenni, se non a grandi linee, gli argomenti relativi a concepimenti e affini. La percentuale macro di 5 donne di buona volontà contro 1 neghittosa mi fa piacere ma non cambia la mia visione d’insieme.

    Temo che ti si potrebbe scrivere QUALSIASI ragionamento, dal più dotto al più superficiale, senza spostare la tua sensibilità, che apprezzo ma non condivido del tutto, di una infinitesima unità di pensiero.

    Secondo me, la possibilità d’abortire entro i 90 giorni nei modi, relativamente facili, previsti da una legge, deriva da una richiesta di massa di dare alle donne una possibilità di fare quanto comunque farebbero ugualmente in modo meno pericoloso per la loro salute quando non per la loro stessa vita, mentre il divieto di abortire dal 91 giorno in avanti dà ragione al principio, sacrosanto, di non fare del male a un insieme di cellule che già hanno dato origine a una creatura maggiormente strutturata che può patire, più di prima, dolore fisico e/o psichico. Non so e non m’interessa d’indagare a che punto è arrivata e quanto è affidabile la scienza medica nell’ipotizzare il momento in cui l’embrione, che mi sembra cosa diversa dal feto, acquisisce quel tipo di sensibilizzazione.

    Credo che l’aborto, come la prostituzione, non piaccia a nessuno ma temo, anche, che, come la seconda, sia sempre esistito, per lo meno nei casi in cui le donne sono state in grado di accedervi e hanno avuto il CORAGGIO della DISPERAZIONE di sottoporvicisi, nelle condizioni in cui l’hanno fatto in passato. Questa constatazione dovrebbe darti un’idea della difficoltà con cui esse sono state in grado di esprimere la loro volontà sulla loro vita e su quella che immaginavano possibile per un loro nascituro.

    Sono esistite donne che hanno superato l’oscurantismo storico degli uomini per mettere in luce le loro intuizioni o costruzioni filosofiche ma non sono ritenute abbastanza importanti perché citarne il nome possa essere di un qualche rilievo. Mi sa la gran massa di esse non è stata fino a qualche tempo fa molto versata in pensieri quanto piuttosto trascinata da millenni a elemosinare le attenzioni di un maschio per poter sopravvivere e far sopravvivere i suoi cuccioli. …

  • 732
    rossana -

    … Se ti sconcerta il potere di una donna, che, non accettando PIU’ di essere soltanto femmina, ha acquisito il parziale diritto di disporre di sè, spero sia stato altrettanto sconcertato dalle leggi a cui è stata sottoposta per l’intera esistenza della civilissima Roma antica, quando, moglie, concubina o schiava, era tenuta a deporre il/la NEONATO/A “ai piedi” dell’uomo che l’aveva ingravidata per avere il SUO responso di vita o di morte, variabile per sesso.

    Anche se non lo ritieni pertinente, gli uomini non uccidono più con la clava per un nonnulla ma si minacciano a vicenda con la bomba atomica. Non vivono più di soli istinti ma continuano a esercitare i peggiori (dal 1820 al 1945, 59 milioni di uomini sono stati uccisi in guerre e altri conflitti mortali – J.D. Carty e F.J. Ebling “The natural history of aggression. Prologue and epilogue”). Il « progresso » non si può fermare, in nessun senso. Se disponessimo dei dati sugli aborti clandestini potremmo vedere nello stesso periodo di tempo, chi ha ucciso di più, con ragioni maggiormente condivisibili e chi lo ha fatto su esseri più “affamati” di vita di altri. Un’idea più ampia si potrebbe avere con qualche dato sulla mortalità infantile in India e in Africa ma non mi sembra il caso, visto che è sul principio, e sull’invitare le donne a rispettarlo, che sembri fondare il tuo sentire.

    In una causa LEGALE spesso la spunta il più intelligente, più preparato e dialetticamente più bravo. In questo caso la legge è chiara. E con la mia scarsa formazione scolastica non provo nemmeno a metterla in discussione con te, anche perché continuo a ritenere che nel tuo inconscio persista l’idea di un Dio. Scusa se non demordo da questa supposizione.

    Mi limito a citarti Gesù, quando ha affermato che l’uomo non è stato fatto per il sabato ma il sabato per l’uomo, a cui Kant ha fatto eco ribadendo che l’uomo non è stato fatto per la morale ma la morale per l’uomo. Da parte mia, poi, credo fermamente che in ognuno di noi esista una capacità di distinguere il bene dal male in base alla propria coscienza, che ha visioni soggettive in relazione a personali conoscenze ed esperienze. Per alcune donne un aborto può diventare devastante, se indotto da terzi oppure se così giudicato dalla religione in cui credono con fede. Può lasciare invece altre abbastanza tranquille, pur essendo negazione di vita, se messo in atto di propria scelta, in base a propri ponderati convincimenti.

    risposta esaustiva sul tema, spero… ciao!

  • 733
    Golem -

    Buongiorno a tutti. Eccomi M.
    Ti riporto questa dichiarazione di Elvira Bonetti del 1971, anni di fuoco per il
    dibattito sull’aborto e per le rivendicazioni femministe in Italia, edito da De Donato (Bari) dal titolo La sfida femminile – maternità e aborto:

    “E’ importante notare come, indipendentemente dalle strutture sociali,
    dai modi culturali e dalle tradizioni etico religiose nelle quali la donna si è svolta anche nel corso dei secoli, l’aborto è sempre stata l’unica soluzione che ha permesso alla donna di rifiutare a posteriori
    una maternità non voluta. Ciò dimostra in un certo senso che l’aborto è altrettanto naturale quanto la stessa maternità, giacché esso ne è un aspetto complementare. Si tratta di vedere l’aborto non più come qualcosa di paragonabile all’omicidio premeditato e quindi vietabile, punibile e peccaminoso, ma come un fenomeno che deve essere istituzionalizzato perchè diventi uno strumento di diritto concreto della donna. Il divieto d’aborto è l’ultimo anello della sottomissione giuridico-politica della donna in quelle società che assegnano all’universo femminile una sola funzione: quella della procreazione.”
    La posizione chiaramente abortista, quindi opinabile, comunica però un dettaglio che sembra essere stato frainteso, quello che l’aborto è una pratica più antica e consolitata di quello che si poteva pensare. Naturalmente con i mezzi e le tecniche che i tempi consentivano.
    Il dibattito tra le due “fazioni” è pressochè inconciliabile M, poichè non intravede una soluzione che “accontenti”, seppure parzialmente, entrambe le ideologie. I novanta giorni sono una soluzione cerchiobottistica che ha cercato di dare una risposta a quelle istanze che ormai non potevano più essere ignorate, e con le quali, come sostenevo quando a suo tempo parlavo della “donna nuova”, bisognerà fare i conti.
    I tre punti che citi sono valutati e valutabili solo dalla donna, la quale ha la prerogativa di possedere la prelazione sul valore che quella maternità porta con sè, in quanto protagonista diretta, essendo la parte maschile protagonista indiretto dello “sviluppo” di quell’embrione. Per assurdo oggi sappiamo che una femmina attraverso la manipolazione genetica potrebbe persino autofecondarsi per partenogenesi, cosa che in natura già accade, mentre è impossibile a livello maschile, ovviamente. I suoi giudizi su questo valore sono quindi “cassazione” dal punto di vista della natura, molto meno dal punto di vista sociale, e in questo senso non possiamo non>

  • 734
    Golem -

    >>> tenere presente il ruolo gregario che la figura femminile ha svolto sino a pochi anni fa, e quanto questa sua mancanza di “autorità” nel merito indirizzi le ideologie (non le filosofie ) nella direzione di un controllo dell’identità di un soggetto “sociale”, in funzione della “salvaguardia” di una società eminentemente patriarcale come la nostra.
    Il ragionamento che proponi circa il parallelismo tra amore e vita è filologicamente inattaccabile. Ma la filologia è una pratica teorica che cozza (sempre) contro la “pragma”, che non è altro che l’applicazione delle teorie alla pratica. E questa purtroppo è quella con cui in realtà ci confrontiamo, e che è condizionata non già dalle alate parole dei filosofi, ma dalla tangibile necessità di vivere “fisicamente” prima che ideologicamente.
    Se il tema dell’aborto porta con sè il peso del valore della vita “in nuce”, considerando che questa è tale per l’uomo solo quando è cosciente, potremmo riconoscere nella diminuzione esponenziale delle nascite in proporzione alla ricchezza economica, degli “aborti virtuali”. Anche se non è frutto di una riflesssione come quella che stiamo conducendo sul forum, il motivo per il quale i miei nonni hanno fatto sei figli, i miei genitoi due e io una, sono legati a due fattori principali: gli anticoncezionali e l’economia. Contrariamente a quello che si pensa, le famiglie patriarcali e rurali dell’Italia prebellica, (la maggioranza della popolazione) vedevano nel numero dei figli un patrimonio di forza lavoro, e non una semplice benedizione del cielo. Le condizioni nelle quali queste creature avrebbero vissuto erano irrilevanti, e la morte di uno o più bambini era accettata come un evento probabile. Tanto che molti padri si “sforzavano” di non affezionarsi per evitare continui dolori in quel senso.
    Come possiamo osservare la discussione su questo delicato tema spesso non tiene conto che una madre, che per qualche motivo si trova intrappolata in una gravidanza “non desiderata”, non può dimenticare le condizioni con le quali dovrà confrontarsi quel figlio, e non posso escludere che il gesto di non farlo nascere non si possa assimilare ad una atto d’amore, anche se non filologicamente ortodosso. Una vita è soprattutto un progetto di vita che qualcuno deve fare al posto del nascituro. Con tutti i limiti che l’animo umano possiede.
    Un’ultima cosa. Questo è un dibattito che dovrebbe essere condotto solo dalle donne, perchè “un’eschimese non può sapere come si deve vivere all’equatore”.

  • 735
    rossana -

    Nell’ultimo post per M. non sono riuscita a includere questa “coda”, di scarso rilievo in linea generale ma, a mio avviso, necessaria per completare il puzzle dal mio punto di vista.

    Fino alla metà del ‘900, era bene (e talvolta inevitabile) mettere al mondo molti figli perché una buona parte finiva con il perdersi per strada a tutte le età; perché c’era bisogno di braccia-lavoro nei campi e nell’industria per poter trarre il minimo sostentamento in famiglia ma soprattutto, forse, perchè era sentita la necessità che qualcuno dei figli potesse restare a prendersi cura dei genitori anziani o che portasse avanti un casato. Oggi la situazione si presenta quasi all’opposto…

    Mi sorprende che, avendo dimostrato una particolare sensibilità per l’anima, lo spirito, la psiche che dir si voglia (radici cristiane pure le mie in tal senso), tu sia più coinvolto dalla vita materiale che da quella emotiva. Ho in casa un libro sulla storia della felicità, che non ho mai avuto voglia di leggere più di tanto, essendo tendenzialmente infelice, ma mi sa che prima o poi lo dovrò fare, almeno per comprendere la cronistoria dell’aspirazione nei tempi al benessere e alla serenità…

    Anche a me piace discutere a ruota persa, magari arrampicandomi sugli specchi nell’intento di convincere qualche giovane mente, ma poi, a un certo punto, è quasi inevitabile ricadere sul 1+1 che fa 2, e non 3!

    Comunque, a parte tutto il resto, sempre al singolo miro e credo, se in purezza di cuore! Gli errori restano errori ma andrebbero prevenuti, cosa che non sempre è umanamente possibile… E’ bello avere principi saldi e sarebbe ancora più bello poterli conservare intatti fino alla fine del proprio percorso esistenziale!

    Cordialità.

    PS: incoraggiata dalla chiosa di Golem, che ho appena letto, oso anch’io: “Se gli uomini restassero incinti, potresti avere un aborto anche dal barbiere” (Daniele Luttazzi) – pensiero-freddura rilevato da una rapida scorsa in rete…

  • 736
    maria grazia -

    “Questo è un dibattito che dovrebbe essere condotto solo dalle donne, perchè “un’eschimese non può sapere come si deve vivere all’equatore”.”

    @M.
    Concludendo il suo bellissimo post con questa massima, golem ha mantenuto sino alla fine uno stile impeccabile, consono alla sua personalità e alla sua scrittura. io esprimerò lo stesso concetto, in maniera però molto meno elegante: NON SI PUO’ FARE I FROCI COL CULO DEGLI ALTRI !

  • 737
    Golem -

    Hahahahaha. M.G. sei fantastica! Io ho scritto due pagine e tu in due righe una sintesi straordinariamente efficace, che mi alleggerisce almeno un pò lo spirito dal peso del delicato tema che stiamo discutendo.

    In questo senso inviterei tutti ad essere meno permalosi, anche in presenza di stili non ritenuti adeguati, ai quali, se si desidera, si può replicare con il proprio, ottenendo gli stessi risultati del primo. In fondo quello che conta sono gli argomenti, a prescindere da come questi vengono espressi. E mi permetto di dire anche che questo forum, non mancando di ottime intelligenze, è ricco di “vita” proprio per le esperienze e le idee che vi leggiamo e anche, perchè no, per come vengono raccontate. Per questo penso che nessuno vorrebbe farlo “abortire” per un semplice… vaffanculo. “Invito” ormai sdoganato anche dall’Accademia della Crusca a tutti i livelli espressivi e culturali. Da decenni.
    Un saluto a tutti.

    P.S. Io non ho ancora posto domande sull’argomento, ma ne avrei una, per tutti, già immaginando qual’è la posizione femminile, che però vorrei sentire in maniera articolata. La domanda è questa: Qual’è la vostra posizione di fronte ad una gravidanza dovuta ad uno “stupro pilotato”?. Diciamo che una specie di amico/collega che, con l’inganno e sfruttando la sua presunta posizione di fiducia, approfitta di una donna dopo averla ammorbidita con l’alcol e la “violenta”, mettendola incinta? Uomini e donne, come vedete questa situazione?

  • 738
    Giampaolo -

    Ciao Golem
    Si sono fermamente convinto che se anche a tua moglie capitasse di innamorarsi di un altro ti accuserebbe di mille difetti. Che tu ignori o meno non è importante. Ti ingigantirebbe quelli che hai e ne inventerebbe altri, che magari fino a qualche tempo prima venivano considerati come tuoi pregi.
    Che tu faccia un consuntivo cosa cambia ?
    Sapessi in quante situazioni mi sono adattato con mia moglie. Eppure è andata come è andata.

    Resto un po’ allibito (ma non troppo) quando ti leggo sostenere che se a tua moglie dovesse accadere una cosa del genere, la colpa sarebbe tua ma non sua.
    E questo perché pensi che quando le donne mollano il colpo è perché non ce la fanno più.

    Quindi se una donna “non ce la fa più”, a tuo parere, è automaticamente colpa del proprio compagno.

    Hai una “venerazione” estrema delle donne. Ti invidio credimi !
    Quasi fossero delle Dee. Il “Dio Donna” !!!!

    A questo punto sono quasi certo che tua moglie, o una qualsiasi altra donna che ti fosse accanto, non ti abbandonerà mai.
    Perché, da quello che scrivi sei incredibilmente adattabile al mondo femminile. Tanto da non calcolare nemmeno la probabilità che in una eventuale situazione di abbandono da parte di tua moglie (o di un’altra donna) la colpa non possa essere la sua.

    Quasi mezzo secolo di vita ed è la prima volta che mi capita di sentire un uomo ragionare in questo modo.
    D’altra parte sei l’unico che non ha avuto mai a che ridire con Maria Grazia. Perché tu non dai mai colpe al genere femminile.

    Non sono accuse ben inteso Golem. Ma pensieri che vengono automatici leggendo ciò che scrivi.
    Mi pare, d’altronde, di non essere l’unico che, nel tempo, da questo forum, ti ha fatto notare cose simili a quelle che ti sto dicendo.

    M., sono invece totalmente d’accordo con quanto scrivi nel tuo post n. 724. C’è poco da dire su quanto esponi

    E anche se amaramente, devo dar ragione anche a Rossana, in merito a quanto scrive nel suo post n. 729.
    Mi chiedo solo come si può apprezzare il benessere e la serenità che ho avuto. Quale benessere e quale serenità Rossana se con certi comportamenti queste cose sono state totalmente spazzate via ?

  • 739
    M. -

    Golem,
    “Un’ultima cosa. Questo è un dibattito che dovrebbe essere condotto solo dalle donne, perchè “un’eschimese non può sapere come si deve vivere all’equatore”.
    Io credo che rilegare il tema nascite-aborto solo alle donne, escludendo l’uomo, solo perché è la donna che partorirà, lo trovo un po’ uno scarica barile.
    Sia che si proceda per una via che per un’altra, l’uomo è chiamato dalla propria moglie o compagna a costruire la strada che prenderà il bambino. A volte influenza la donna in senso negativo e a volte positivo.
    Quindi non è mai una questione solo femminile, anche perché se tu escludi l’intera categoria dell’uomo perché non è toccato dal parto, allora dobbiamo escludere anche la categoria di donne che non hanno mai concepito, ma occuparci SOLO delle mamme, anche se a tempo.
    Invece vedi bene che a questo dibattito tocca uomini, donne, padri, madri e chi non è né padre né madre.
    Se non sbaglio tu hai una figlia. Credo che tua moglie, ai tempi, ti abbia reso partecipe nell’assunzione di una decisione, proprio perché tua figlia, anche quando era solo un embrione, era metà di te, uomo.
    Quindi rilegare la questione aborto solo alle mamma (e non tutte le donne) non è corretto, anche perché l’uomo condividerà tutto ciò che deriverà da una scelta. Anche su di lui peserà il sì o il no.
    Tutti noi, nel momento i cui siamo stati concepiti, ci siamo trovati nel limbo, questo proprio perché l’aborto ha alle spalle una storia millenaria.
    Per questi motivi io non considero l’aborto una questione solo femminile. Tutti noi partecipiamo. Partecipiamo da mariti, compagni, fratelli, soccorritori, psicologi, anche solo da semplici cittadini che pagano le tasse del SSN nelle cui spese rientrano anche quelle dell’aborto.
    Quindi, in un modo o nell’altro, tocca tutti.
    Che la filologia sia lontana dalla pragmatica, è vero, ma fino ad un certo punto.
    Per definizione non esiste cosa più pragmatica del pragmatica stessa. La filologia è la spiegazione degli eventi. La filologia risponde alla domanda PERCHE’, mentre la filosofia ti dice il PERCHE’ DI QUEL PERCHE’ e non un altro.
    Se noi immaginiamo una retta, avremo da una parte la FILOSOFIA, dall’altra avremo la PRATICITA’ (e non pragmatismo, perché il pragmatismo è una corrente filosofica, e quindi ci ricondurrebbe al punto di partenza), al centro sta la FILOLOGIA che, a questo punto, sta più vicino alla praticità, di quanto non lo sia la filosofia.
    Per quanto riguarda la condizione dei…

  • 740
    Alfonso -

    maria grazia
    “se il nascere presuppone un’ esistenza fatta solo di sofferenze e di privazioni, a quel punto colui che “ti sopprime” ti sta offrendo UN ATTO D’ AMORE, e non il contrario !”

    Sopprimere una persona che è ancora nel ventre della madre sarebbe un atto d’amore e sopprimerla quando ne è uscita sarebbe un omicidio? Ma che ragionamento è?
    Allora anche uccidere un barbone sarebbe un atto d’amore.

  • 741
    M. -

    bambini usati in età precoce come forza lavoro, era per la cultura dell’epoca, una cosa normale.
    Le condizioni dei nostri nonni era vissuta come normale. Il maschio lavorava nei campi e la femmina tesseva.
    Questa visione ha iniziato a cambiare (in Italia) grazie ad una politica legislativa rivolta alla tutela dell’infanzia, e più in generale, del minore. Se i nostri bisnonni e chi prima di loro, avessero usato la storia della disponibilità economica per decidere chi nasceva e chi no, probabilmente adesso l’Italia sarebbe abitata solo da qualche migliaio di persone, e di sicuro per migliorare una condizione umana, come fatto per i bambini italiani, è necessario che questi bambini vengano al mondo. Molti bambini nati in povertà o dopo molti altri fratelli venivano dati in adozione a chi non poteva avere figli o a chi poteva occuparsene.
    Il progresso, parola che piace molto, è fatto dalle persone NATE. Non ci sarà mai un PROGRESSO rivolto agli abortiti, perché non esistono.
    Se abbiamo detto che le motivazioni che portano all’aborto sono 3:
    1. condizione sociale
    2. condizione economica
    3. volontà

    Nello scritto che mi hai riportato, le prime due condizioni, più quella religiosa, vengono giudicate INDIPENDENTI all’aborto, cioè alla fine della fiera aborto e le 2 condizioni non possono essere la reale motivazione.
    E allora a questo punto non rimane che la VOLONTA’.E visto che, pur dicendo che non esiste qualcosa di più grande del valore della vita, ma in realtà non è per tutti così, perché c’è chi piega i DIRITTI ALTRUI a propria immagine e somiglianza e volontà, e sono dotati di ferree certezze sul futuro, e brillanti capacità nel prevedere distruzione e carestia per i propri figli il cui volto non vedranno mai, io tutti questi super poteri non ce li ho.Sono un tipo più semplice e meno dotato.
    Io sono sempre a favore della vita e sto dalla parte di chi non è nella condizione di poter decidere per se stesso, e quindi si trova in una posizione in cui è incapace di proteggersi, e visto che di fronte alle mie incertezze e a ciò in cui credo, io faccio un passo indietro e non uno in avanti.Se poi l’ABORTO PER MANO UMANA è qualcosa di assolutamente naturale, assolutamente in linea con la morale di una civiltà, allora chi decide di farlo, sicuramente non avrà rimorsi, pesi, rimpianti, e tutto quello che si attacca alla coscienza personale.Le cose fisiologiche, naturali,non portano a moti di coscienza. Quando si va in bagno alla mattina, poi si è a posto con se stessi

  • 742
    Giampaolo -

    Golem
    In merito alla tua domanda del post n. 737 ti rispondo subito.

    C’è di mezzo l’inganno.

    Il tuo collega sta “ingannando” quella donna.

    Il tuo collega è nel torto perché inganna.

    Chi inganna è sempre nel torto.

  • 743
    Golem -

    Ciao Giampaolo, comincio da te. Venerare le donne mi sembra eccessivo. Cerco di capirle, visto che mi piacciono. Naturalmente non sono arrivato a questo punto per grazia ricevuta, ma attraverso le esperienze tipiche del maschio italiano, allevato come sappiamo e adorato da tutta la parte femminile della mia grande famiglia, quindi viziato. Viziato anche dalla relativa facilità di rapporti che una certa immeritata avvenenza giovanile mi ha concesso. Ma anche nei rapporti più superficiali con le donne, dovuti soprattuto all’inesperienza e all’immaturità, la mia sensibilità mi portava a stare meglio con loro che con i maschi. Mi sono lureato con tre ragazze perchè si sono dimostrate più efficienti e affidabili dei maschi, e io non avevo tempo da perdere visto che lavoravo mentre studiavo. Questo non vuol dire che sono una fighetta, anzi sono piuttosto maschile nelle mie manifestazioni di virilità classica. Come sai ho fatto calcio, rugby e sono anche pilota aeronautico se può servire, e non di aeroplanini da 8o cavalli. Quindi non capisco cosa vuoi dire quando in mezzo secolo non hai mai incontrato uomini così. Perchè, come devono essere gli uomini? C’è un prototipo?
    Mia moglie sono certo che non mi rimprovererebbe più di quello che mi rimprovera oggi se si innamorasse di un’altro, e sono certo anche che se succedesse sarei il primo a saperlo. Mi devi scusare se mi sento così sicuro, ma non puoi pensare che quello che è successo a te, che conosciamo a metà, sia il ritratto della “donna”. Anzi, ti consiglio proprio di non pensarlo, e di considerare le persone come tali, altrimenti a luogo comune ti verrà risposto con luogo comune.
    Giampaolo, con mia moglie oggi ho una tale e fortunata intesa che una variazione, anche minima, del suo comportamento non mi sfuggirebbe, e a lei di me ancora di più. Come sai io e lei siamo “amici”, e pochi immaginano quanto. Io nel mezzo secolo di cui parli, invece, non ho mai trovato un uomo così intelligente, spiritoso e colto come lei, e starci insieme non è mai noioso. E che fortuna ho ad essere un maschio per queste ragioni! Caso mai è capitato a me di perdere la trebisonda durante la crisi di qualche anno fa, non lei, lei è sempre stata coerente, compreso il patetico ricordo di quell’idiota di cui si era innamorata senza esito, che non trova strano, come capita a me. Ed è per capire il perchè sono entrato in questi forum. Ma qui si tratta di differenze maschio/femmina: due mondi diversi e non compatibili se non a…letto.>

  • 744
    rossana -

    Estremamente interessante notare che quando un adulto, maturo e responsabile, si forma un concetto su un dato argomento non lo si può più smuovere nemmeno con le cannonate…

    Seguire una discussione per iscritto è quasi come leggere un libro: si assume quello che già è parte del proprio mondo mentale oppure in sovrappiù quello che era prima ignoto e che si è pronti a incamerare.

    Forse è anche per queste differenziazioni di schemi pietrificati che nascono e s’ingigantiscono conflitti ben più seri di quelli da forum!

    Buona serata a tutti!

  • 745
    Golem -

    >> E perchè dovrei bacchettare MG? Cosa mi ha fatto? Ha le sue idee, le esprime in maniera pirotecnica, a volte attacca in modo “inurbano” secondo alcuni, ma mica dice cazzate,anzi, personalmente preferisco una persona che non nasconde quello che è piuttosto che una “elegantemente” ipocrita. Ma questo non significa che se dicesse delle cose che non condivido non replichi adeguatamente. Ma non mi offendo se uno o una ha delle idee che non coincidono con le mie. Io mi tengo la mia opinione e continuo a vivere. Mica si può piacere a tutti, che dici.
    Tu forse non ti accorgi di quanto sei “assolutista” (in buona fede intendiamoci, che però è persino più “grave” nel rapporto con gli altri) nella visione delle cose. Ti ho suggerito l’ipotesi che per tua moglie fosse difficile “parlare” con te, perchè a volte parti da presupposti che per la tua visuale sembano assurdi, come quella che un uomo è strano che possa trovarsi d’accordo con una donna. Ma non trovi invece che sia strano che questo non debba succedere? Uomini e donne, lo ripeto, non maschi e femmine, questi non andranno mai d’accordo, non serve, è sufficiente che svolgano il compito che gli ha assegnato la natura. Per andare d’accordo bisogna rivolgersi gli uni alle altre da uomini o da donne. Differenza abissale tra i due “momenti”. Bye

    M. possiamo passare le notti a disquisire sull’argomento, cavillare su dettagli minuti, argomentare dottamente su tracce filosofiche e non che possano dimostrare o smentire che l’embrione sia o meno un essere umano, sta di fatto che chi vorrà abortire per i mille, anzi milioni, di motivi che non potremo mai ascoltare, lo farà. E questa evidenza va accettata come un dato di fatto, perchè è cosi da sempre. Se vogliamo considerarlo un omicidio facciamolo, ma come sai anche quelli classici, nonostante le leggi divine ed umane li condannino, avvengono, a milioni nel mondo, e non con gli scrupoli e i drammi che posso immaginare in una donna. E’ del tutto inutile filosofeggiare su qualcosa che avviene in tutte le civiltà e culture di questo mondo. Una legge punitiva farà solo sentire ancora più in colpa chi sarà costretta ad abortire, ma non eliminerà l’aborto.
    Quando dicevo che a mio avviso le decisioni in merito dovrebbero essere solo della donna, è perchè mi aspetto che l’eventuale gravidanza non desiderata non vede la presenza di un partner, che se presente ovviamente dirà la sua. Ma se questo non c’è, nessun Solone in Parlamento può sostituire la coscienza di quella donna.

  • 746
    M. -

    Alfredo,
    devi capire che chi la pensa come te e me non sono abbastanza progressisti. Dobbiamo evolverci.

    Golem,
    ti riferisci a tutti quei figli fatti dopo aver deciso CONSAPEVOLMENTE di ubriacarsi talmente tanto fino a non capire che c.... (l’italiano è lingua volgare e l’Accademia della Crusca permette linguaggi pesanti) si andava a fare, ma soprattutto senza accorgersi di prendere un c....?
    Beh non so. Se una donna beve talmente tanto da non rendersi neanche conto di farsi infradiciare la fi.. a più non posso, ed un uomo che sperma in giro senza rendersene conto, io propongo di scaricare giù nel cesso il malefico ammasso di cellule, proprio come si fa con un stronzo, e poi tirare l’acqua, perché un po’ di educazione non guasta mai.
    Adesso non è che in seguito ad una sana sco.... e sborrata due persone debbano vedere la loro vita rovinata da un cancro di bambino che si azzarda a mettersi di traverso nel proseguimento della vita di due persone.
    La gente ha da fare, deve vivere, divertirsi, mica ha tempo per fare i bigotti. E poi, comunque, una volta fatto il guaio si può sempre compiere l’atto d’amore più grande che ci sia al mondo. Vuoi mica togliere la possibilità alle persone di sco.... e compere atti amorosi? Pillolina oppure un’aspirapolvere in mezzo alle gambe, un po’ di pazienza per meno di un’ora e poi viaaaaa, verso altre chiavate libere da costrizioni mentali e fisiche, tipo preservativi o cose simili. Tanto mica si uccide nessuno con l’aborto. In fondo è un po’ come tagliarsi le unghie. Le cellule sono uguali.
    E poi fa nulla delle conseguenze fisiche e psichiche che l’aborto comporta sulla donna, tipo il triplo di mortalità della madre in caso di parto, sterilità, depressioni, suicidi.
    In fondo l’aborto è solo una questione di donne. c.... loro.
    Noi uomini non dobbiamo pensarci. Sono fatti loro, e poi è meglio usare il corpo della donna solo come mezzo da coito, vederlo anche come custode della vita, è ormai una cosa da bigotti e fuori moda.

    L’Accademia della Crusca scuserebbe i toni che ho usato, ma Golem…..preferisco altre formule.

  • 747
    maria grazia -

    “Hahahahaha. M.G. sei fantastica! Io ho scritto due pagine e tu in due righe una sintesi straordinariamente efficace”

    anche questo evidentemente fa parte della mia VENA ISTRIONICA golem 🙂
    un abbraccio !

    “D’altra parte sei l’unico che non ha avuto mai a che ridire con Maria Grazia. Perché tu non dai mai colpe al genere femminile.”

    giampaolo, sei fuori strada… non di rado io e golem abbiamo avuto idee molto divergenti, per esempio sugli amori non ricambiati. ma con lui, non so perchè, il confronto non assume mai il tono della polemica. golem non cerca mai di prevaricare nessuno, illustrando sempre in toni pacati e rispettosi il suo pensiero. evidentemente voi altri utenti – sopratutto maschili – deficitate di questa capacità, e non potete fare a meno ( il più delle volte ) di tentare di imporre con forza e con toni accesi la vostra opinione. a mio avviso però il modo più adeguato di porsi in una discussione è quello di golem ( con tutto il rispetto per te, per M., e per tutti gli altri utenti uomini ). ecco perchè io non ho mai a che dire con lui, anche quando non ci troviamo d’ accordo.

    “Allora anche uccidere un barbone sarebbe un atto d’amore.”

    Alfonso, dipende !… se il barbone HA SCELTO LUI di vivere così è un conto. ma se si è trovato in quella condizione suo malgrado, magari dopo aver perso tutto quello che si era costruito, il suo stato d’ animo potrebbe portarlo a desiderare la morte, piuttosto che continuare a condurre un’ esistenza per lui atroce. paradossalmente, molti aspiranti suicidi danno addosso a chi cerca di sottrarli alla morte, e si sentono invece solidali con chi comprende questa loro decisione. significa, caro Alfonso, che l’ idea di “atto d’ amore” è tutto sommato soggettiva, e può diversificare in ognuno di noi a seconda della propria esperienza personale. Quando Moana Pozzi ( la famosa ex attrice porno deceduta per un cancro nel 1994 ) scoprì di essere malata gravemente, implorò suo marito di praticarle l’ eutanasia una volta che fosse diventata un “vegetale”. Questa donna pose la sua richiesta come si chiede un ATTO D’ AMORE E DI ALTRUISMO, e al suo posto io avrei fatto ai miei cari la stessa identica richiesta.
    Come sono sicura che molti figli infelici cresciuti in famiglie con seri problemi, avrebbero senz’ altro preferito non nascere.

  • 748
    Golem -

    M. ora ho poco tempo, ma risponderò.

    Giampaolo, forse non sono riuscito a spiegarmi. La storia è che una ragazza, fidandosi della relativa sicurezza che le veniva dal frequentare un collega che conosceva, tratta in inganno da questo viene “violentata” mentre si trova in uno stato di alterazione per aver bevuto con lui amichevolmente. Questo ne approfitta e contro la volontà della ragazza ha con questa rapporti sessuali durante i quali la ragazza resta incinta. Che si fa con quell’embrione? Deve nascere, non deve nascere, è un’omicidio. Cosa farebe un uomo che si trovasse in quella situazione?

  • 749
    maria grazia -

    “Qual’è la vostra posizione di fronte ad una gravidanza dovuta ad uno “stupro pilotato”?. Diciamo che una specie di amico/collega che, con l’inganno e sfruttando la sua presunta posizione di fiducia, approfitta di una donna dopo averla ammorbidita con l’alcol e la “violenta”, mettendola incinta? Uomini e donne, come vedete questa situazione?”

    golem
    prima ho tralasciato di rispondere a questa tua domanda. Direi che il gesto di questo tuo amico/collega è senza dubbio discutibile, mi sembra strano però che la controparte fosse ubriaca e stordita al punto da non rendersi conto minimamente di ciò che stava succedendo. Bisognerebbe valutare anche questo aspetto, secondo me…. di norma, una persona talmente ubriaca da non essere padrona delle sue azioni ( e quindi tale da essere totalmente in balìa dell’ altro ) non è nemmeno in condizioni di praticare un rapporto sessuale, perchè fisicamente sta talmente male da non riuscire a reggersi in piedi, e probabilmente ha anche un continuo stimolo a vomitare. mi viene il dubbio ( E’ SOLO UN’ IPOTESI OVVIAMENTE ) che anche questa donna possa aver agito con leggerezza.

    “La gente ha da fare, deve vivere, divertirsi, mica ha tempo per fare i bigotti. E poi, comunque, una volta fatto il guaio si può sempre compiere l’atto d’amore più grande che ci sia al mondo. Vuoi mica togliere la possibilità alle persone di sco.... e compere atti amorosi? ”

    scusa M. ma questa ironia da quattro soldi te la potresti anche risparmiare. Il mio discorso sugli atti d’ amore era su di un livello molto più elevato e mi pare di aver illustrato con argomentazioni adeguate ( come da tua richiesta ) il mio punto di vista. è inutile che poi vi meravigliate che noi FEMMINE DEL FORUM non abbiamo mai da ridire con golem.

  • 750
    rossana -

    Giampaolo,
    secondo me, hai due strade soltanto:

    1) salvare il salvabile, perchè hai pur avuto parecchi anni sereni, che avrebbero potuto essere molto più futili o solitari, oppure molto più tormentati, ad esempio, dalla nascita di un figlio che ti venisse imposto (capita purtroppo più spesso di quanto si immagini);

    2) dimenticare tutto e ripartire da zero ma, possibilmente, con la stessa apertura mentale sui rapporti di coppia che avevi a vent’anni.

    te lo suggerisce una che, come sai, ha impiegato moltissimi anni a lasciarsi alle spalle un amore, per mancanza di fiducia in se stessa e negli uomini in genere. quelli sì che sono stati davvero ANNI SPRECATI!

    dalla rabbia e dalla delusione non nasce niente di buono: bisogna sforzarsi a ristabilire se stessi e i propri orizzonti in proiezioni di positività, altrimenti non si troverà altro che la negatività che ci portiamo dentro.

    un abbraccio.

    Alfonso,
    se hai sofferto per colpa di una donna, non hai idea di quanto ti comprendo. mi dispiace: a volte si fanno pessimi incontri!

    cordialità.

    Golem,
    non so rispondere in modo concreto alla tua domanda, che per me ha troppi aspetti astratti.

    credo che dipenda dall’inclinanzione alla maternità della donna in questione, dal tipo di supporto che può ricevere o meno da chi l’ha messa in uno dei più difficili impasse che si possano vivere al femminile ma che dipenda, soprattutto, da come “sente” la vita che sta prendendo corpo in lei. questo, a mio avviso, resta il punto fondamentale. non c’è sacrificio che non si possa fare, se si desidera farlo; così come non c’è peso, leggero come una piuma, che non si percepisca come un macigno, se non si è disposti a farsene carico…

    un caro saluto.

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