Ho deciso di rinunciare ad avere figli
Riferimento alla lettera:
Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014
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Ma Maria Grazia,
ho fatto un esempio paradossale !!!
Ho portato avanti un esempio estremo solo per far capire che chiunque può accampare le proprie ragioni. In qualsiasi situazione !
Vedi Maria Grazia, citandomi l’esempio del tuo ex che cercavi di fare felice hai notato che c’era insofferenza.
Quindi la situazione era evidente. C’è una logica Maria Grazia, capisci cosa voglio dire ?
Era insofferente
Mia moglie non era insofferente.
Mia moglie ha “falsato” di fronte ai miei occhi !
Comprendi la differenza Maria Grazia ?
Io non posso dire che lei fosse insofferente.
Mi spiego ????
Rossana,
ho intuito fin dal tuo primo post in merito, il tuo essertela presa sul piano personale. Ma non è così, perché qui si riportano opinioni, e, come più volte mi hai riconosciuto, non tendo a prevalere sull’opinione degli altri.
Il tuo essertela presa, senza ragione, ti ha portato a parlare di disboscamenti, pene di morte e bombe atomiche, ma non si sono mai toccati questi temi, così come non ho capito perché mi paragoni ad un Dio che sa cosa è giusto e sbagliato. Di quale Dio parli se ho scritto che sono ateo? Come fa un ateo anche solo tentare di ergersi ad un Dio? A quali riferimenti religiosi mi accosti se ti ho detto che sono ateo e che, non io, ma la storia, ci dice che questo argomento è stato sentito e trattato secoli PRIMA della nascita del cristianesimo?
Fai riferimento agli obiettori di coscienza. Negli ultimi anni il loro numero cresce sempre di più. Si accostano a Dio anche loro solo perché non sono disposti ad aspirare un feto umano, oppure a recidere la placenta per poi aspettare che il cuore di quello che molti considerano un ammasso di niente e nulla, cessi di battere?
Io lo so come funziona l’aborto, perché io, ripeto, frequento realtà che sono tutt’altro che perfette, ci parlo con quei ginecologi. Non credere che io viva sulla luna o nell’alto dei cieli. Quando tu mi dici che sono solo io il depositario di valori tanto da ergermi a Dio, non solo mi offendi, ma dici cose non corrette.
In quanti dei miei scritti sono presenti le frasi “secondo me/io penso/io credo questo piuttosto che quello”?
Vuoi sfilarti dalla conversazione? Liberissima di farlo, ci mancherebbe. Mi dici che ci sono principi interscambiabili o scartabili? Benissimo. È la realtà che stiamo vivendo ora.
È tutto relativo (e qualche furbastro potrebbe dire che tutto è relativo, quindi anche la relatività)? Benissimo.
Posso decidere di rendere assoluti dei principi che valgono per ME, senza essere insultato e paragonato a cose che non conosco?
Rossana, guarda che io nelle realtà di sofferenza, ci sguazzo da anni, per scelta mia, consapevole, forse anche più di qualche personaggio che, con insulti ignoranza imbarazzante ed aggressività, crede di sapere tutto.
“Non ti sei mai trovato a scegliere fra la tua libertà e quello che consideri un enorme sacrificio? Oppure fra il tuo benessere psico-fisico e il benessere psico-fisico di un altro? Hai mai notato quanti “crimini bianchi” esistono intorno a te?”
Semmai la vita mi chiamerà a fare certe scelte,…
sceglierò, e saprò cosa scegliere.
Crimini bianchi? Cioè?
“Stabilire quando la soppressione di un gruppo di cellule è omicidio, e quando non lo è, non può che derivare da una nostra convenzione. Non diversamente dallo stabilire a che età si è abbastanza maturi per votare”.
Hai usato un termine che la dice tutta “convenzione”. Si basa un omicidio su una convenzione, e non su una certezza. Questo perché, per chi la pensa in maniera diversa da chi vede nel momento della fecondazione la nascita di una vita, stabilire con CERTEZZA il momento PRECISO in cui un embrione smette di essere un mero ammasso, per diventare un essere umano, è impossibile da stabilire.
Per CONVENZIONE la legge italiane pone come limite massimo il 90º giorno. Dal 91º giorno in poi non è più possibile liberarsi dell’ammasso, se non per determinati e ristrettissimi motivi. Quindi, la legge, dal 91º giorno in poi, negando la possibilità di ricorrere all’aborto, IMPONE il parto. E visto che nessuno può imporre niente a nessuno, perché non c’è stata una levata di scudi verso questa legge? Perché dal 91º giorno il parto deve essere imposto? Dove sono le persone del “il corpo è mio e decido io”?
Poi paragoni la convenzione legata all’aborto e quella per l’età del voto. Sono atti che hanno conseguenze imparagonabili.
E comunque non hai risposto alla domanda alla quale, invece, ha risposto Golem. Ma sei libera di non farlo.
Ciao Golem!
Ho letto i tuoi scritti.
Innanzitutto ti ringrazio per il modo in li hai scritti, non da assatanato insultatore.
Ti risponderò tra qualche ora.
Comunque ci sono vari punti sui quali è possibile dibattere.
P.s. Il tuo Leopardi era notoriamente brutto. Ad alcuni salta in mente il criterio della bellezza come criterio per giustificare una nascita oppure no. Pensa cosa ci saremmo persi se questo criterio fosse stato applicato a Leopardi, piuttosto che ad altri brutti della storia, come Giuseppe Verdi, Garibaldi o Einstein?
P.p.s. Non far nascere per non far soffrire. Chi ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro di una vita? E contrariamente, si può avere la certezza che chi non nasce in una situazione precaria, in futuro sia al riparo da sofferenze?
Quanti personaggi grandiosi sono nati nel nulla, per poi essere ricordati nei secoli? Perché basare la vita degli altri su previsioni personali? Negare la vita in base a previsioni?
Un grandissimo poeta scrisse “I figli non sono vostri figli, sono figli e figlie della stessa forza della Vita………”
A dopo
Ciao
Golem, no, non c’è una legge che dica cos’è giusto e cos’è sbagliato. O forse si: I dieci Comandamenti ad esempio. Sono tavole della legge no ?
Comunque a prescindere dalle leggi, esistono degli elementi che ci possono far capire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.
Golem, da quanto tu scrivi, sembra che il rapporto con tua moglie se non è “idilliaco” poco ci manca.
Almeno questo io percepisco dai tuoi scritti.
Quindi, presumo, che non ci siano elementi che, a tutt’oggi, possano farti pensare al fatto che tua moglie possa lasciarti.
Or bene, domattina, 3 settembre, tua moglie si alza e decide di andarsene.
Tu, credo, rimarrai allibito e cadrai dalle nuvole.
Cercherai di darti delle spiegazioni.
Magari lei non te le darà.
Oppure ti dirà che l’hai stressata con la storia del portoghese (faccio per dire).
Oppure, ti dirà che si è stancata del tuo modo di fare l’amore.
Qualsiasi cosa lei ti dirà, qualsiasi ragione, potrà essere plausibile (per lei).
Ma agli occhi tuoi, e degli altri, plausibile non lo sarà mai, perchè non te lo ha comunicato. Non ti ha mai detto chiaramente che c’era qualcosa che stava minando il vostro rapporto.
E in un rapporto come il vostro, e come il mio, e come di altri, certe cose non possono e non devono accadere.
Se accadono c’è qualcuno che sbaglia. E in questo caso SBAGLIA chi lascia.
In queste condizioni SBAGLIEREBBE tua moglie. Senza se e senza ma.
A prescindere dalle ragioni. Che guarda caso sono quasi essenzialmente tirate fuori per la presenza di un elemento esterno.
Perchè se mosconi attorno non ci sono, una donna fa di tutto per mantenere o cercare di salvare il proprio rapporto.
Altrimenti ti cancella, come se non fossi mai esistito.
Le ragioni per giustificare i propri comportamenti (sbagliati), si tirano fuori in ogni caso. Tu potrai essere l’uomo perfetto Golem, ma se tua moglie volesse coprirti di fango lo farebbe comunque.
Quindi tu, come io, in questo caso, non devi imparare nulla di come muoverti nel futuro perchè non hai sbagliato nulla. Oppure hai sbagliato come chiunque essere umano può sbagliare in ogni fase della propria vita.
Te l’ho scritto più volte: non troviamo sempre giustificazioni a tutto.
Giampaolo, non aver sbagliato “nulla” non significa niente nei rapporti sentimentali, perchè come dice la parola stessa, il sentimento è qualcosa che “sente”, percepisce, e a volte le percezioni possono essere “alterate” da cento fattori, di cui l’innamoramento o quello che ci pare che sia ci fornisce,come ho scritto all’infinito su queste pagine. Si sente una persona in un modo che un’altra non sente, eppure è sempre la stessa persona, mi spiego? Questa sensazione può lentamente far posto ad un’altra più obiettiva, quando gli effetti che hanno creato la prima, per mille motivi, anche sconosciuti alla stessa protagonista, si affievoliscono o scompaiono.
Nella migliore della ipotesi mia moglie potrebbe fare come la tua e scomparire per motivi che mi sfuggono, ma che certo non sfuggono a lei, e a quel punto, a meno che non si sia volatilizzata come nelle storie di chi “L’ha visto”, le chiederei: “perchè?”, e immagino che qualcosa mi direbbe, come immagino sia successo anche a te. Insomma ti avrà detto quello che direbbe a me l’inglesina: “Golem, me ne vado perchè non ti amo più, mi piace un’altro portoghese e inoltre scopi che fai pietà”. E io che farei? Le direi: “e me lo dici adesso?” No risponde lei, “ho cercato di fartelo capire in tanti modi ma tu facevi finta di non capire o proprio non capivi, adesso non ce la faccio più. Ciao e stammi bene, vado a cercare di essere felice da un’altra parte”.
Di solito succede così, e io sinceramente non credo che lei non ti abbia “segnalato” qualcosa che potesse far pensare ad una sua sofferenza, anche se tu puoi non averla valutata “maligna” per gli esiti che ha avuto.
Se analizzando tutto il film della vostra storia, non trovi niente, ma proprio niente che faccia pensare ad un segnale come quelli che ho citato, devo dirti che hai avuto a che fare con un mostro di finzione, che meriterebbe l’oscar per la recitazione più lunga della storia dell’umanità: oltre vent’anni. Ma non si riesce a recitare per tutto quel tempo, e poi, a quale prò? Ma soprattutto non è possibile che chi sta accanto ad una persona del genere non percepisca a sua volta che si tratta di finzione. Perchè se si è amata una persona, un momento, anche UN solo momento di sincerità tra voi deve esserci stato. Ed è su quello che si fanno i confronti per capire cosa siamo o siamo stati per lei.
“E in un rapporto come il vostro, e come il mio, e come di altri, certe cose NON POSSONO E NON DEVONO ACCADERE.”
E’ QUI SBAGLI: ACCADONO E COME GIAMPA. Ciao
Giampaolo
io non so proprio che altro dirti, non conoscendo da vicino la tua situazione. dico solo che quando una storia sta per finire IN QUALCHE MODO L’ ALTRO CI LANCIA SEMPRE DEI SEGNALI, chi più palesemente ( come il mio ex ) chi magari più velatamente ( come tua moglie ). Ma sono sicura che se tu fossi stato più attento ti saresti accorto di qualcosa, perchè o tua moglie è la più grande attrice della terra ( IPOTESI ALQUANTO IMPROBABILE ), o altrimenti ( scusa se te lo dico ) è una pazza schizofrenica ! diversamente il suo comportamento non si spiega. Un abbandono di solito E’ SEMPRE ANNUNCIATO, e bisogna osservare IL COMPORTAMENTO DELL’ ALTRO, più che quello che dice. Un partner non ti verrà mai a dire: “sai, ti sto per lasciare. e sto per farlo nel peggiore dei modi!”
No ! non funziona così. Uno – a parole – può anche mostrarsi amorevole fino al giorno prima, MA SONO I SUOI COMPORTAMENTI EFFETTIVI E IL SUO LINGUAGGIO NON VERBALE a dare l’ esito del rapporto!
ovviamente, come giustamente hai detto tu, l’ altro ci può umiliare e/o abbandonare semplicemente perchè non ci vuole più, e non necessariamente perchè noi abbiamo fatto qualcosa di OGGETTIVAMENTE sbagliato.
M.,
mi dispiace MOLTO se mi hai percepita come prevaricante, e me ne scuso. forse l’ho fatto, involontariamente, perchè così sei parso a me, stavolta, più convinto del tuo essere dalla parte della ragione di quanto non mi senta dalla parte del torto.
non so a cosa non ti ho risposto (spesso poni domande e raramente rispondi a quelle che ti sono poste) ma mi sembra chiaro che non sono disposta facilmente ad accettare concetti assoluti: tutto per me è quasi sempre relativo: è l’uomo singolo ad esserne unico arbitro, a seconda di quanto ha e porta in sè. sono molti i costumi e i valori che mutano nel tempo, a seconda di chi li vive o di chi li interpreta. non sono riuscita a spiegarmi nei miei tentativi di non ridurre il discorso a un solo aspetto controverso, preso per di più di punta…
inoltre, già ho fatto presente che per me questo è un argomento doloroso, per esperienza vissuta e non per intenti e ragionamenti a tavolino. è il solo motivo per cui non intendo continuare a discuterne oltre.
buon proseguimento con il resto del gruppo!
Rossana, infatti non ci sono obblighi a raccontare fatti dolorosi, soprattutto su internet.
Se ti riferisci alle mie mancate risposte alle domande di Maria Grazia, posso dirti che la mia indifferenza nei suoi confronti è voluta e sarà definitiva. Io non mi dedico a chi usa l’insulto. Se una persona esprime il proprio essere attraverso l’insulto, faccia pure, ma io sono libero di non occuparmene.
Alle domande di Golem risponderò appena posso.
La tua risposta mancata riguarda la stessa domanda che ho fatto a Golem ieri, sulla volontà oltre ogni limite. Ma non importa Rossana, se non te la senti di rispondere, va bene così.
Alle tue domande credo di aver risposto. Se ho tralasciato qualcosa, dimmi e ti risponderò.
Io, come anche tu hai notato e sottolineato, sono uno che sta molto attento alle parole, e non ho paura di dire la mia. Nei miei scritti non c’è traccia di parole o volontà collegabili alla prevaricazione.
Ci vuole attenzione nello scrivere, ma anche nel leggere.
Non ti ho trovata prevaricatrice (cosa che, sinceramente, neanche mi importerebbe), ma piuttosto ti ho trovata imprecisa nell’attribuire a me tendenze che non ho, soprattutto quelle divine o di chi è incapace di capire certe cose, come invece ti ho scritto che io, queste certe cose, ho scelto di viverle. Come aiutante, diciamo così, e non come diretto protagonista di tragedie. C’è chi non vive né in un modo né in un altro, ma parla e straparla. Se poi mi capiteranno tutte le tragedie che vuoi e che esistono al mondo, reagirò e mi farò aiutare da persona che, in silenzio, si dedicano a chi sta ai margini.
Buona giornata
So che è sul principio che si sta discutendo, e che forse non è facile per nessuno avere opinioni avulse da vissuti, conoscenze o esperienze personali.
Aggiungo soltanto un paio di dati forniti dal Ministero della Salute sugli aborti chirurgici eseguiti in Italia nel periodo 1978-2007 (http://it.wikipedia.org/wiki/Aborto):
– picco più elevato: 1982 = 234.593
– 2007 = 126.562
quindi, indipendentemente dalla maggior libertà sessuale a tutte le età degli ultimi anni, la formazione culturale sul tema sembra orientare nel senso giusto, com’era auspicabile e come sarebbe ora ampiamente possibile.
buona serata a tutti!
maria grazia, ti chiedo una cosa che non c’entra niente, ma te la devo chiedere.
I piedi nella foto che hai messo su facebook sono i tuoi?
Ciao Golem!
Tutto il discorso si potrebbe chiudere con questa tua frase “Caro M alla tua domanda sulla supervolontà, nessuno potrà mai fornire una risposta adeguata, per il semplice motivo che non esiste NIENTE di più prezioso della vita”, ma certe realtà e certe correnti di pensiero, non la pensano così.
Per alcuni questo “più prezioso” viene superati da quelli che possono essere definite le macroragioni che dichiarano i pro-aborto.
Queste macoragioni si possono spacchettare in due categorie:
1. QUESTIONI SANITARIE legate alla salute della madre e del bambino.
2. QUESTIONI ECONOMICHE legate alla disponibilità.
Ora, accettiamo che questi due criteri siano i controllori (chiamiamoli così) delle nascite. Che siano i criteri di scelta alla quale agganciare le nascite.
Ora facciamo una analisi. Prendiamo in considerazione lo stato sanitario, economico e di istruzione (visto che una percentuale di aborti sono l’epilogo di un atto di ignoranza) di inizio ‘900 (puro esempio).
Se facciamo il confronto con la società di oggi, una società nella quale c’è un benessere maggiore, un grado di ricchezza maggiore, un grado di istruzione maggiore, ed un livello di cure mediche e scoperte scientifiche maggiore, si nota immediatamente una discrepanza: in una società più ricca, più istruita e più sana, si fanno meno figli.
Un secolo fa nascevano più figli rispetto ad adesso, eppure l’aborto è una pratica millenaria, praticata sempre.
Quindi non è che all’epoca si facevano più figli perché non era possibile abortire.
Se con l’andare degli anni il benessere è aumentato, perché il numero di figli nati è diminuito? Perché in Italia i figli nati sono di meno rispetto a quelli lasciati andare o quelli non messi neanche in cantiere?
Fermo restando che le difficoltà economiche di una società dipendono da scelte politiche, e lo smembramento di un feto non è la soluzione.
Questa valutazione dimostra che con l’aumento del benessere, non aumenta il numero delle nascite.
Quindi se volgiamo basare sul benessere la legittimità di una persona di venire al mondo, bisogna capire perché, con l’aumentare del benessere, non sono aumentate anche le nascite, anzi, in Italia ci sono più vecchi che giovani.
Poi c’è un’altra questione dibattuta: non si può imporre ad una donna di portare avanti una gravidanza e di partorire.
In parole più generali possiamo dire che non si può disporre di un corpo altrui.
Come accennavo prima, in Italia è possibile abortire fino al 90° giorno…
dal 91° giorno in poi l’aborto è vietato se non si presentano pochi e specifiche condizioni.
Quindi se dal giorno 0 al giorno 90 io posso decidere di abortire per questioni economiche, per questioni di volontà, per questioni sociali, da 91° giorno, queste motivazioni saranno irrilevanti, e quindi la legge impone alla donna di portare avanti la gravidanza, anche se povera, anche se sola, anche se non ne ha voglia.
A questo punto perché si accetta di dare una scadenza al principio “il corpo è mio e decido io”? Non è un principio che va rispettato sempre e non solo in 90 giorni?
Altra questione: l’autodeterminazione.
Se ammettiamo che ormai la volontà non può più essere contenuta all’interno di un area stabilita da confini di valori, perché tanto sono relativi e sacrificabili, e si cerca di estendere il principio dell’autodeterminazione su tutto, a questo punto, come si fa a stabilire, non tanto dove inizia un diritto, ma piuttosto dove finisce il confine di un diritto?
Se accettiamo che un proprio diritto finisca dove inizia quello degli altri, bisogna tener presente che il feto ha dei diritti, ed è presente il diritto alla vita. Nel nostro sistema legislativo NON esiste il diritto all’aborto.
Si dice spesso che la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri. A questo punto dove sta la fine della libertà figlia dell’autodeterminazione?
Hai poi fatto riferimento all’amore come comune denominatore tra chi lascia nascere e chi no, ma poi hai specificato che noi, occidentali, per nostra cultura facciamo combaciare l’amore con la vita. Quindi un atto d’amore che coincida con la morte, è fuori dalla nostra cultura.
Come al solito faccio tante domande, alcune impegnative, ma confido in te, anche perché tempo fa avevi accennato alla filosofia, quindi credo che ti piaccia, e conversare sarà piacevole.
Ciao e buona serata
si mariolino, perchè ?….
“buon proseguimento con il resto del gruppo!”
rossana, spero che tu non voglia abbandonare il forum ! un caro abbraccio.
no, Maria Grazia,
evitando il più possibile d’intervenire sul tema, continuerò a leggere per apprendere come e dove andrà a finire questa conversazione filosofica… questo forum è la mia finestra sul mondo!
buona notte!
No Golem, non trovo niente che possa far pensare ad un “segnale” (sapessi quanto mi da fastidio questa parola) in grado di scatenare quello che é successo.
Si puoi tranquillamente pensare, come per forza debbo farlo anche io, che da un certo punto in poi (non so da quanto) mia moglie abbia finto.
E si, posso tranquillamente affermare con certezza che, da un certo punto in poi, sia stata una grande attrice.
E infatti non credo che abbia recitato per venti anni, ma forse almeno per due.
E comunque no, io che le sono stato accanto non sono riuscito a percepirla questa finzione.
Adesso che tu voglia credermi o meno non so cosa dirti o farti. Ma le cose sono andate come ti sto dicendo.
Sono passati più di sei anni. E a tutt’oggi, ripensando ad allora, non riesco a trovare nulla che, all’epoca, avrebbe potuto farmi pensare alla catastrofe che di lì a poco si sarebbe verificata.
Questo é ciò che ho da dirti al riguardo Golem.
Poi parlando delle tue ipotesi caro Golem quando, in particolare una donna, ti dice “ho cercato di fartelo capire in tanti modi ma tu proprio non capivo o facevi finta di non capire” be’ é evidente la gran CAZZATA che ti sta dicendo.
Una donna, ma anche un uomo, che tiene veramente ad una persona e al relativo rapporto si INCAZZA, SBRAITA, TI MANDA A QUEL PAESE, URLA, MAGARI TI TIRA UN PIATTO IN TESTA ma cerca di RISOLVERE LA QUESTIONE.
Se ti dice quelle parole vuol dire che da tempo non gliene frega un c…. di te. Molto probabilmente perché c’e’ una terza persona. E tu ormai sei diventato secondo.
Così come li ero diventato io.
Che poi mi vieni a dire che in un rapporto come il nostro certe cose ACCADONO ECCONE cosa significa Golem?
Nella vita, nel quotidiano accade di tutto. Ed é come scoprire che esiste l’acqua calda. Perdonami Golem ma che senso ha quella frase?
Che ci veniamo a fare in questo forum a discutere di tutto se certe cose accadono eccome.
A chiunque scrive qui, e non solo, per esporre un problema basterebbe dirgli solo due parole: Ma qual é il problema? Certe cose accadono. Punto.
Tua moglie ti ha lasciato ed é scappata con i vostri bambini? Be? Certe cose accadono, che problema c’e’?
Invece no Golem. Se tua moglie di punto in bianco ti dice che “scopi da far pietà” e che ha cercato di fartelo capire ma tu non lo capivi
Be…tu in quel caso Golem…altro che certe cose possono accadere. Meglio che sto zitto che altrimenti altro che censura. Mi radiano a vita.
Maria Grazia
Non posso risponderti niente di diverso da ciò che ho scritto a Golem
No Maria Grazia nessun segnale che la storia stava per finire.
E non é che sono stato disattento.
Quei “segnali” che dici tu, ammesso che ci possono essere stati, li ho notati in 15/20 giorni capisci Maria Grazia?
Prima di quelli nulla di nulla.
Ci credi? Non ci credi? Anche con te non posso fare nulla.
Ti dico le stesse cose dette a Golem: riavvolgo il nastro all’indietro…non ci sono intoppi.
Niente!
Qualsiasi eventuale “problema” poteva essere ascrivibile a tante altre cose.
Ma non a segnali di un amore che sta per finire.
Ha recitato una parte Maria Grazia. Da oscar come dice Golem.
Si!
Non avrebbe senso che oggi, a distanza di più di sei anni, tutti, o quasi, senza che io proferisca parola al riguardo mi vengano a dire, ancora increduli, come sia potuta accadere una cosa del genere a noi.
E ti parlo di gente che conosceva e frequentava entrambi anche da soli.
Giampaolo,
forse già te lo scritto: secondo me, quando si decide d’impegnarsi in una relazione, si fa di tutto perchè questa dia i risultati sperati. quando, magari, ci si rende conto che questi sono inferiori alle proprie aspettative, si cerca di adattarvicisi e di far proseguire al meglio la vita di coppia instaurata. non c’è l’intento di fingere per ingannare l’altro ma piuttosto un impegno comportamentale per illudere se stessi, che prima o poi, anche se prolungato a lungo, sfocia in un’improvvisa, quasi inspiegabile rottura, nella quale esplode tutto quello che si cercava di accettare. non è un buon modo per affrontare piccole o grandi problematiche, pur essendo abbastanza frequente. questione di carattere e, forse, anche di un certo tipo di formazione.
dovresti convincerti che hai avuto a che fare con un particolare temperamento di donna. non è che la situazione che hai sperimentato si possa ripetere facilmente, soprattutto se farai attenzione a non ricadere nella stessa topologia di persone, cosa purtroppo abbastanza frequente…
può essersi trattato anche di un lento cambiamento, possibile in un arco di tempo dai 20 ai 40 anni circa. a questo ben poco si può opporre se non rendersi conto che è avvenuto.
sforzati più che puoi a dimenticare. credo sia per te la via migliore per uscirne.
un abbraccio.
Maria Grazia,
una donna che segue saltuariamente il forum mi ha appena scritto in privato allineandosi alle nostre comuni idee in tema di aborto.
ancora una volta, sensibilità e opinioni differiscono parecchio nei due sessi (Golem escluso, come sempre!).
buona giornata!
Buongiorno. M, arrivo.
Giampaolo, ricapitolando. Tu non ti fai capace, come dicono dalle mie parti, dell’attacco proditorio di tua moglie al vostro rapporto, e NON accetti che abbia usato una forma che per te è impensabile. Cioè a dire, “se stai con me non mi devi… tradire”. Lo deduco dalla tua reazione alla scontata dichiarazione con la quale ho chiuso il mio intervento.
Purtroppo caro amico, il fatto che tu ti scandalizzi non cambia la situazione, è dall’inizio del mondo che il tradimento fa parte del comportamento umano “razionale”. Anche gli americani si scandalizzarono quando i giapponesi attaccarono senza preavviso Pearl Harbour, distruggendo metà della flotta navale che vi era ancorata. Succede, succede tutto nella vita, nel momento in cui la mente produce “una soluzione” per raggiungere un obiettivo.
Se mi permetti, tu continui a sbattere come una mosca contro il vetro per un fatto acclarato: “l’ha fatto ma come si è permessa”, ma sembra interessarti meno il PERCHE’ quel fatto è accaduto. Le cause insomma.
E qui, chi più chi meno, sta cercando di capirlo, come un medico che di fronte a dei sintomi cerca di capire l’origine di una malattia, che sembra rara a sentire la tua versione. E quali mezzi si usano per cercare di capire di che malattia si tratta? Le proprie esperienze, come diceva Rossana per altre ragioni. Non si hanno altri mezzi, se non questi per giudicare un fatto.
Io non sono affatto convinto che si tratti di una “malattia rara” anzi, è la più banale che si possa verificare in un organismo come quello della coppia, che porta alla morte della stessa per mancanza di “nutrimento”, per i motivi che ormai mi sono stancato di spiegare, e che non necessariamente dipendono da “colpe” dell’uno o dell’altro, ma dall’interruzione, anche casuale, di quel flusso che è la solita comunicazione tra i due.
Io ho persino un’ipotesi per lo stile che ha utilizzato tua moglie, senza poter capire i motivi che hanno motivato quel suo gesto.
Tu sei così “sicuro” del tuo modo di vivere che non immagini neppure lontanamente che un’altro possa vederne uno diverso. E immagino anche, vedendolo applicato su queste pagine con noi, che una persona ad un certo punto dica: ” qua non c’è niente da fare, con Giampaolo non ci cavo un ragno dal buco. Appena possibile annodo le lenzuola e dopo aver segato zitta zitta le sbarre…evado”.
E’ possibile che la vostra relazione fosse diventata una prigione per lei? Mah, tu ritieni di no. Però sembra la fuga da Alcatraz Giampa.
Giampaolo,
forse, anzi, sicuramente un motivo del comportamento della tua ex moglie è contenuto nella frase che hai scritto riguardo alla vostra compatibilità sessuale.
Io non conosco molto bene la tua storia perché non l’ho letta, ma lei, come tante, avrà covato per molto tempo un malessere dentro di sé, aveva già deciso dentro di sé, ma ti teneva caro fino a quando non le sarà capitata una opportunità.
M, buongiorno. Certamente amo la filosofia, che come dice l’etimologia della parola è l’amore per la sapienza, e di “sapere” non se ne ha mai abbastanza. Noi viviamo la vita “fatti della stessa sostanza dei sogni, mentre la nostra breve vita è circondata dal sonno” come dice Shakespeare, nella “Tempesta”. Vale a dire che ci dibattiamo in una realtà “finita”, “mortale”, pieni di ideali e sogni senza tempo, che collidono quasi sempre con la prima. Anzi: sempre.
Il rapporto con la Vita, per l’aspetto che stiamo trattando, segue gli stessi parametri ideali su questa terra. E’ la cosa più preziosa che abbia l’uomo, ma anche la più bistrattata. Mentre noi dibattiamo per il diritto a nascere dell’embrione o del feto, c’è chi decapita un uomo come fosse la testa di un sedano, chi si suicida con un’overdose e chi pensa di farlo a vent’anni perchè si sente inutile. Troveremo mille modi di constatare che la visione che sia ha della propria e della vita altrui non segue dei principi univoci, neppure dal punto di vista istintuale, principi questi che avrai capito quanto mi interessano.
Le tue considerazioni sono ASSOLUTAMENTE condivisibili, ma solo ipoteticamente applicabili. E neppure una legge severa impedirebbe che chi decidesse di interrompere una gravidanza possa farlo. E lo farà per le ragioni che a te appariranno comunque ingiustificate, mentre non lo saranno per chi lo ha deciso. Anche se si tratterà di “sbarazzarsi” di un problema intervenuto a causa di un imprudente rapporto sessuale, quanto alla luce del dilemma che si presenta nella coscienza di una coppia quando fosse accertato che quel futuro bambino sarà un “disgraziato”. Il giudizio sul valore di quella vita è nelle mani di chi ne ha il destino. Vale per il decapitatore quanto per chi aspetta un bambino. E come vedi le motivazioni posso essere diametralmente opposte. Odio nel primo o “amore” nel secondo, anche se interpretato in maniera non ortodossa, secondo i canoni latini “a mors”, ma pure incoscienza o semplice immaturità per chi si sbarazza di un “problema” non gradito. La vita è “sacra” per la natura, come obiettivo evolutivo ma non lo è mai stata per l’uomo “cosciente”, neppure la propria in certi casi, superando persino l’istinto di sopravvivenza.
La sacralità morale della vita è una conquista della civiltà, quindi delle “mores” di una certa cultura, e questa è in continuo “aggiornamento”, oltre ad essere vittima della dittatura degli istinti, come ho avuto modo di dire più volte. >>>
Giampaolo, non poteva leggere nessun segnale, semplicemente perchè non c’era nessun segnale da leggere! I famosi segnali che le donne dicono di lanciare prima di pugnalarti, altro non sono che una scusa per giustificarsi dal fatto che ormai hanno in testa un’altra persona. Su questo fatto non si discute, è un principio assoluto. Le donne inventano la storia dei segnali per coprire il tradimento (sia pure anche solo mentale). Quando un altro gli entra in testa, non c’è più nulla che possiamo fare, è finita, ma loro non possono ammetterlo, sarebbe troppo “sporco”, quindi inventano mille scuse per giustificarsi davanti a all’uomo e davanti agli altri….credo che questo comportamento derivi da un retaggio culturale bigotto e puritano che nel nostro paese è dominante.
Per quanto riguarda gli aborti, è vero che sono calati, ma solo perchè sono calate anche le gravidanze, è una conseguenza fisiologica, non un cambio di mentalità, secondo me l’aborto è un grande progresso di civiltà.
Giampaolo,
credo che in fondo non ti riesca a capacitare di non aver capito, nè intuito, NULLA di quanto si stava evolvendo in tua moglie fino a pochi anni prima della sua decisione finale, cioè quando lei stessa ha cominciato a rendere traballanti le basi della tua assoluta sicurezza. hai pensato che lei, come te, fosse granitica nella sua scelta di coppia, ma evidentemente così non era… il buono immagina che tutti gli altri lo siano…
forse temi più questa “incapacità di seguire l’altro” che non tutto il resto. mettila in conto, e se puoi, lasciatela alle spalle. le esperienze insegnano sempre qualcosa…
buon pomeriggio!
>>> Quando giustamente parli dell’autodeterminazione come agente conflittuale per quelli che sarebbero dei “diritti” umani, individui la causa che ha reso necessaria la presenza delle “mores”, che a loro volta hanno dato luogo alle leggi e al famoso Diritto Romano che regola la maggior parte delle nostre società occidentali. La nostra in particolare. Ma le norme, morali e sociali, caro M, sono UN COMPROMESSO, che una società si dà per consentire la convivenza CIVILE, quella cioè che attiene alla “civitas”, il grande condominio nel qual viviamo. E così come succede nei falansteri, ci sara sempre chi le infrangerà o le interpreterà per il proprio benessere. Ci sarà chi occuperà spazi comuni, chi bagnerà la biancheria di chi vive al piano di sotto e chi non è contento dell’amministratore.
Quello che succede all’embrione o al feto dipende da questa logica, che in fondo è frutto di quella “maledizione” che appunto si chiama autodeterminazione. Figlia di quell’intelligenza che ci rende “autonomi” rispetto alla natura, che in mancanza di questo “avversario” farebbe il suo corso senza ostacoli, dalla fecondazione alla nascita della nuova vita, che però, come sappiamo, verrebbe gettata nell’agone della sopravvivenza con i mezzi più o meno fortunati che il destino le ha concesso.
La ragione invece NON lo consente, per via del cocktail emotivo/educativo di cui è composta una personalità. Per opportunismo immaturo, o per eccesso di quell’amore che tu ritieni distorto, si può DECIDERE del destino di chi NON può decidere. Ecco perchè le norme fissano dei paletti, che – se interrogassi mille persone – verranno sempre criticati, in ragione di quel cocktail di cui parlavo, esattamente come succede nelle riunioni condominiali.
Dobbiamo accettare che nel rapporto tra la nostra volontà e quella degli altri, non si potrà mai trovare la quadratura del cerchio, ma solo un compromesso, e questo compromesso, frutto della decisione che si è presentata di fronte a quel metaforico bivio di cui parlavo ieri, è possibile che crei dei rimpianti se non dei pentimenti, come sappiamo nei casi di aborto. Ma nonostante questo nessuno di noi rinuncerà mai all’autodeterminazione, che significa libertà, sia che in quel momento si tratti non consentire ad un embrione o ad un feto di nascere, ritenendo in buona fede di fare il suo bene, come per te di batterti perchè questo avvenga.
La libertà è “una condanna della quale non POSSIAMO fare a meno”. Sin da quando ci hanno cacciati dall’Eden. Ciao.
Va bene Golem ti aspetto!
Rossana,
come fai a dire che la differenza di sensibilità in merito al tema dell’aborto, sia basata sull’essere uomo o donna?
Mi spiego meglio: bisognerebbe riuscire a capire se, ed in che modo, l’opinione (favorevole) di un uomo riesca ad influenzare una donna a non tenere il bambino.
Ci sono tanti uomini che non vogliono figli e che spingono la propria donna ad abortire, anche quando lei sarebbe tentata di tenere il bambino, ma cede di fronte al rischio che corre lei nel vedere la propria storia finita.
Quindi non è vero che un uomo non sia favorevole all’aborto perché tanto non è una cosa che viene fatta su di lui.
Comunque, dai dati del Ministero della Salute e dati Istat, si può recuperare il numero di aborti, sia per intervento chirurgico che attraverso l’assunzione della RU486, riferiti all’anno 2011. Per i successivi tre anni i dati definitivi non li ho trovati, ma poco cambia perché sono numeri in calo, di poco, e quindi abbastanza livellati.
Fermo restando che l’obiettivo principale del Sistema Sanitario Nazionale è quello di prevenire l’aborto, i dati sono questi, riferiti al 2011:
Numero di aborti: 111.415
Numero aborti con RU486: 11.268
Numero nascite: 556.000 circa
Quindi, abbiamo avuto 122.683 aborti e 556.000 nascite.
Questi 556.000 figli sono nati perché la madre era favorevole a portare avanti la gravidanza. A questi numeri bisognerebbe aggiungere tutte quelle gravidanze che per motivi naturali non sono giunte a termine.
Questi dati dimostrano che le donne che non piegano il valore del diritto alla vita, ad altri motivi, sono circa 5 volte in più di quelle che, per tanti motivi, decidono di non far nascere il proprio figli.
L’Italia è il paese europeo con meno nascite e meno aborti. Il numero di nascite è stato fortemente incrementato dai figli nati da mamme straniere. Stesso contributo di straniere è contenuto nel numero di aborti.
La domanda che ho fatto a Golem, sul discorso dell’imposizione della gravidanza dal 91º giorno in poi (esclusi casi particolarissimi) la faccio anche a te.
Cosa ne pensi?
Altra cosa: ti sei augurata di un mio comportamento sessuale coerente (ma la coerenza non c’è) con questo mia idea sull’aborto.
Sottolineo che PER ME la vita nasce con la fecondazione, non prima, tant’è che è il feto che gode di diritti, non lo sperma in sé, non l’ovulo, ma detto questo, siamo davvero sicuri che un comportamento coerente con la linea che suggerivi tu, Rossana, debba essere ….