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Ho deciso di rinunciare ad avere figli

di eglevittoria

Riferimento alla lettera: Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014

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Categorie: - Me Stesso

1.066 commenti

  • 651
    M. -

    Rossana,
    le risse su temi importanti non sono inevitabili. Basterebbe portare argomentazioni logiche per evitare risse, ma spesso si ricevono insulti, ma poco mi importa. Lascio le risse da bar agli stolti, accompagnati dalla mia indifferenza.

    Non devi invidiare la mia fede, per il semplice fatto che io non credo nell’esistenza di un Dio. Essendo occidentale sono cristiano per cultura, ma non credente. Quindi le mie convinzioni non nascono dai dettami della chiesa, ma per un discorso puramente naturale e logico.
    Commetti un errore quando vuoi far rientrare la non condivisione dell’aborto nella sfera religiosa, cattolica per quanto riguarda noi italiani, e ti spiego il perché.
    “…Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo…”
    Questa è una parte del giuramento di Ippocrate, vissuto tra il V e IV secolo a.C.
    Sicuramente non era cristiano, tanto meno cattolico.
    Così come si sono occupati di aborto (non condividendolo) persone laiche come Bobbio ad atee come Pasolini.
    Questo per dirti che il tema aborto tocca le coscienze di tutti, in tutto il mondo, non solo dei religiosi.
    Hai fatto riferimento alla Chiesa e all’uso dei contraccettivi, ma questo è un altro discorso, anche sul piano giuridico, infatti lo sperma in sé e gli ovuli in sé non godono di nessun diritto, mentre il feto sì. Il feto è tutelato a livello giuridico. Il feto è vita, uno spermatozoo ed un ovulo no, infatti non è nemmeno detto che in seguito ad un rapporto sessuale non protetto si arrivi alla procreazione. Lì non c’è vita. Vita che c’è sicuramente quando avviene la fecondazione.
    E non si può paragonare il feto ad un qualunque altro ammasso di cellule. Il feto ed un cumulo di cellule, come lo è una ciocca di capelli, non sono la stessa cosa, quindi non possono essere equiparate per valore.
    Su internet ci sono foto e video di feti abortiti. Guardali e dimmi se non è umano ciò che vedi. Si sono verificate situazioni in cui un feto è riuscito a sopravvivere dopo l’espulsione. Purtroppo per poco tempo, ma questo dimostra che il feto è vivente, è umano.
    Hai fatto riferimento agli omicidi. Bene. Qualcuno è disposto a giustificarli? Perché la soppressione di alcune vite deve essere accettata ed altre no?
    A questa domanda non si può rispondere che il feto non è vita.
    Il feto è sempre stato considerato vita, già nel nuovo testamento quando ci si…

  • 652
    M. -

    riferisce all’essere umano che c’è nel grembo, lo si chiamava “bambino”, ed un bambino è un essere umano.

    Domanda provocatoria però vorrei una tua risposta:
    se partiamo dal fatto che condizione economica e sociale possono giustificare la soppressione di una vita per metterlo al riparo dalla sofferenza, allora perché non si può procedere a somministrare l’eutanasia a tutti quei bambini poveri, abbandonati, infelici e che vivono una vita non dignitosa, dalla quale, probabilmente, non avranno vie di fuga?
    Se l’aborto è visto come un mezzo per mettere alcuni a riparo dalla sofferenza, perché non è possibile sopprimerli tutti, a maggior ragione quelli già nati, visto che hanno un carico di sofferenza maggiore, e che cresce sempre di più, rispetto ad un feto? Se l’aborto serve anche per un controllo demografico, perché non utilizzarlo anche per abbassare il numero di abitanti della Terra.
    Dove sta la differenza?
    C’è comunque qualcuno che decide sul destino di un’altra persona. Quindi il principio è uguale, le motivazioni identiche, e la fine pure.
    https://www.google.it/search?q=aborti&espv=2&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ei=_VIEVKjyGMXMyAODwoLADQ&ved=0CAYQ_AUoAQ&biw=1280&bih=633#facrc=_&imgdii=_&imgrc=zvlSAPZpaOsDeM%253A%3B8M6AmpmybLuEXM%3Bhttp%253A%252F%252Fwww.centrosangiorgio.com%252Faborto%252Farticoli%252Fimmagini%252Ffeto_abortito.jpg%3Bhttp%253A%252F%252Fwww.centrosangiorgio.com%252Faborto%252Farticoli%252Fpagine_articoli%252Faborto_e_coscienza.htm%3B1206%3B843

    Aspetto tue risposte.
    Buona giornata.
    ciao

  • 653
    maria grazia -

    M.
    mi scuso per i toni troppo concitati dei miei commenti prima, ma devi capire che il tema dell’ aborto è particolarmente sentito da noi donne, e la discussione in questo caso può prendere una brutta piega. Tu continui a confondere il DARE LA VITA con il DARE LA GIOIA. sono due cose diverse ! il feto può anche rappresentare una vita umana già in essere, ma questo non cambia il mio discorso. Se nel feto vengono riscontrati problemi organici per cui la vita del futuro nascituro sarebbe insopportabile, è un atto DOVEROSO verso quel bambino/a rinunciare a farlo venire al mondo. e lo stesso dicasi per casi in cui l’ aborto viene praticato perchè i genitori non si trovano nelle condizioni socio-economiche per poter allevare un figlio come conviene ! L’ etica di cui a te piace tanto parlare la applichi in senso astratto e ideologico ( tipico della mentalità maschile in generale, e non solo di quella “maschilista” ) ma qui si parla di VITA REALE, DI CONCRETEZZA PRATICA. in questa dimensione il discorso cambia, e quello che CONTA VERAMENTE è l’ EFFETTIVA soddisfazione delle persone rispetto all’ essere venuti al mondo.

  • 654
    M. -

    Rossana, anche i miei scritti sono pieni di “secondo me” e non a caso. La storia che hai riportato ci riconduce sempre al solito punto: far pagare agli altri i nostri conti, le nostre mancanze. Agganciare la vita a teorie basate sui numeri può essere pericoloso, perché se capita di dover impersonare quel numero in più, allora nascono i problemi. I problemi nascono quando non si considera la vita come tale, gli esseri umani come tali, ma come numeri, come scarti. Se si riuscisse, invece, a capire che certi valori non possono e non devono essere accostati a numeri, allora anche quel figlio/numero in più avrebbe potuto ricevere la considerazione come essere umano, e non come qualcosa di barattabile. Dare un valore altissimo, non negoziabile, a certe cose, è follia?

    Ciao

  • 655
    Golem -

    Posso? Vorrei sottolineare un dettaglio che ritengo intressante e che attiene al modo con il quale le “culture” trattano il valore della vita. Mentre Ippocrate ad Atene pronunciava quella frase che diventò la base del giuramento omonimo, gli spartani operavano una selezione eugenetica assolutamente coerente con la loro morale. Poche decine di chilometri separavano le due città, ma la maniera con la quale le due popolazioni vivevano la loro etica differiva già nei principi fondamentali. Si può affermare che una era giusta e l’altra sbagliata? Io ritengo di no, in quanto entrambe le etiche erano funzionali ad una cultura che era stata scelta o comunque condivisa da quella popolazione.
    Oggi siamo nelle stesse condizioni, e naturalmente tendiamo a riferirci ai principi con i quali siamo stati allevati, abbiamo convissuto e siamo immersi nostro malgrado. Siamo cattolici anche se ci definiamo atei o agnostici e, seppure inconsapevolmente, i nostri principi e le nostre decisioni attingono ad un retroterra che, volenti o nolenti, ci appartiene.
    La diatriba su cosa sia l’embrione non sarà mai risolta, perché nell’embrione coesistono entrambi i principi etici occidentali che creano il dibattito pertanto la questione è irrisolvibile dal punto di vista puramente intellettuale. In questi casi L’UNICO soggetto che dovrebbe poter decidere al riguardo e sul destino del nascituro e’ chi ha l’onere della gestazione, e nessun altro, almeno fintanto il feto dipende “completamente” dalla madre e non ci si può aspettare che possa sopravvivere senza di questa. Solo da quel momento in poi entriamo nel campo delle regole dell’etica e della morale della cultura nella quale si presenta il problema dell’aborto, non prima.
    Saluti a tutti.

  • 656
    rossana -

    M.,
    sto preparando una risposta alle tue due domande precedenti ma non è finita, perchè la questione è complessa e io mi perdo rincorrendo vari cani sull’aia… Inoltre, ora desidero andarmene un po’ in giro, in cerca di caprifoglio… ma, punta sul vivo, sperando di aver capito correttamente anche quello che accenni soltanto, non posso fare a meno di replicare subito al tuo post 654.

    Credimi, NON avrei MAI voluto far pagare a mio figlio il conto che ho dovuto saldare io, per riprendere a vivere. Purtroppo però, a mio avviso, se non si è stati amati e non ci è stato insegnato nella pratica ad amare, non è che non ci si arrivi mai ma costa senz’altro tempo, tentativi vari a vuoto e sforzi immani, che non tutti hanno la fortuna di essere aiutati a compiere.

    A poco più di 25 anni il senso materno in termini di tenerezza in me era quasi nullo; il mio compagno, discutibile finchè vuoi, mi ha lasciata sola meno di due mesi dopo la nascita del piccolo, che ha pagato e ancora sta pagando un conto salatissimo, per colpa nostra.

    Non è una questione di numeri. Capisco molto bene il tuo ragionamento. Sembri essere tu a non conoscere altre realtà che quella che spero sia la tua, com’è giusto che sia. Così come si può negare persino l’esistenza di qualcosa d’imperfetto quando si sta godendo di una quasi perfezione…

    Non è follia dare un valore altissimo, ineguagliabile, a certe cose. Bisogna soltanto distinguere, se possibile, i diversi valori che possono essere dominanti in una vita per ogni singola persona. Per me, a costo di diventare patetica, questo valore è uno soltanto: l’amore. Senza di esso non esistono non soltanto persone serene ma nemmeno relazioni umane di coppia gratificanti, le sole che possano aderire con gioia alla vita e al dare la vita, nella speranza di gioia.

    scusa la franchezza. a presto!

  • 657
    maria grazia -

    “se partiamo dal fatto che condizione economica e sociale possono giustificare la soppressione di una vita per metterlo al riparo dalla sofferenza, allora perché non si può procedere a somministrare l’eutanasia a tutti quei bambini poveri, abbandonati, infelici e che vivono una vita non dignitosa, dalla quale, probabilmente, non avranno vie di fuga?”

    non puoi paragonare un feto con un bambino già cresciuto. il feto è un organismo primordiale privo di sensibilità e di coscienza ( cioè il cuore dell’ essenza dell’ essere umano ), un bambino già nato e sviluppato porta invece in sè la consapevolezza di essere vivo e ha già maturato L’ ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA, tale per cui VUOLE continuare a vivere, paradossalmente e nonostante tutto. L’ omicidio e il sopprimento di un embrione sono due cose totalmente differenti.

  • 658
    maria grazia -

    “Non è una questione di numeri. Capisco molto bene il tuo ragionamento. Sembri essere tu a non conoscere altre realtà che quella che spero sia la tua, com’è giusto che sia. Così come si può negare persino l’esistenza di qualcosa d’imperfetto quando si sta godendo di una quasi perfezione…”

    com’è vero rossana… com’è vero !! … e questo si può osservare in tutti gli ambiti della vita e con molte persone che incontriamo. e non solo relativamente alle gravidanze mancate !….

    “Per me, a costo di diventare patetica, questo valore è uno soltanto: l’amore. Senza di esso non esistono non soltanto persone serene ma nemmeno relazioni umane di coppia gratificanti, le sole che possano aderire con gioia alla vita e al dare la vita, nella speranza di gioia.”

    no rossana non sei patetica, SEI UMANA, è diverso ! le vere relazioni ( siano esse convenzionali o più “piratesche” ) sono quelle che in qualche modo portano a una crescita interiore dell’ individuo, a un’ empatia verso l’ altro, alla condivisione di aspetti umani e spirituali e non solo materiali ( come il sesso e altri appagamenti fugaci ed effimeri ). ma non tutti hanno sviluppato la maturità e la consapevolezza necessaria per riuscire a vivere con serenità e con coraggio, senza preclusioni, la nascita di un sentimento o anche semplicemente di una grande passione.
    anche la nascita di una nuova vita è qualcosa che merita attenzioni speciali, coraggio, dedizione, serenità, ma sopratutto DESIDERIO E AMORE. venendo a mancare questi presupposti, il bambino che nasce sarà infelice e porterà con sè ricordi traumatici e difficilmente rielaborabili.

  • 659
    M. -

    Golem, gli Spartani operavano la selezione eugenetica, mentre ad Atene nasceva la consapevolezza di un diritto assoluto che andava salvaguardato. Tra queste due visioni, qual è che è passata ed è andata a costituire uno degli elementi della cultura occidentale? Le pratiche eugenetiche (le stesse rincorse dalla Germania nazista, è vietate dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea) o quelle di tutela e valorizzazione? A livello puramente istintivo, ci sentiamo più affini a ciò che facevano gli spartani o gli ateniesi?
    In Italia l’aborto si può praticare entro i primi 90 giorni, quindi 12 settimane. A 12 settimane il feto è in grado di effettuare i primi movimenti di riflesso, ha le unghie, iniziano a crescere i capelli, ha un cuore che batte ed un cervello e sistema nervoso già abbozzato, e questo gli permette di percepire alcuni dolori e fastidi.
    Che il feto non sia considerato come vita, non è vero, e l’ho scritto prima a Rossana. Gli antichi ed antichissimi indicavano il feto come bimbo, come dono, ma questo non impediva certe culture di buttare in pasto ad animali feti e bambini nati difettati.
    Quello che io vorrei sapere è se si può manipolare la vita altrui in base alla propria volontà. Se la volontà ha più valore dei diritti assoluti, e se la risposta è sì, vorrei sapere quali sono i confini di questa super volontà, perché io faccio fatica a trovarli questi paletti.
    Cosa ne pensi di persone, universalmente riconosciuti come grandissimi e capacissimi pensatori, come il papa, Bobbio, Pasolini e tanti altri, contrari all’aborto?
    Si sbagliano? Non sono in grado, in base alle loro conoscenze etiche, filosofiche, giuridiche, storiche, di creare un percorso logico assolutamente valido e coerente con ciò che la natura fa?
    Ciao

  • 660
    Alfonso -

    “il feto è un organismo primordiale privo di sensibilità e di coscienza”

    Questo forum è letto da tante persone, quindi è doverso smentire subito una falsità del genere.
    Non è assolutamente vero, è scientificamente dimostrato che il feto sente i suoni provenienti dall’ambiente, che reagisce agli stimoli, che apprende, che sente il dolore. Il suo sviluppo intellettivo è già condizionato dagli stimoli che riceve nella pancia della madre. Per esempio situazioni di stress da parte della madre in gravidanza sono trasmesse al feto.
    Credi che fino all’istante in cui nasce il feto non sia cosciente e poi si accende improvvisamente?

  • 661
    M. -

    Rossana, non mi riferivo alla storia di tuo figlio, per due motivi:
    1. Non mi sarei permesso
    2. Non la conosco

    Io non vorrei scriverlo, ma lo scrivo lo stesso.
    Le situazioni imperfette (per usare termini che hai usato tu) le realtà che sono diverse dalla mia personale realtà, ossia quelle realtà che, secondo te, io non riesco a capire perché opposte alla mia, fanno parte almeno 3 volte a settimana, della mia quotidianità.
    Da anni ormai dedico un po’ del mio tempo ad attività di volontariato, e queste mie attività mi portano proprio in queste realtà imperfette. Bambini malati di tumore, bambini che muoiono, genitori distrutti, bambini con mezza famiglia alle spalle oppure senza una famiglia, ma che riescono a trovare in certe associazioni, una sponda, un aiuto. Che sia una struttura di accoglienza, che sia il regalare loro dei giochi, che sia l’aiutarli a fare i compiti eccetera.
    Questi bambini hanno vissuto sulla loro pelle la mancanza di amore, l’abbandono, le conseguenza delle ristrettezze economiche, violenze di tutti i tipi.
    Ebbene, in questi bambini qui non c’è l’ombra di indegnità. Nessuno di loro avrebbe meritato di non nascere. Tutti loro meritano una opportunità, e ci sono eserciti di persone che si occupano di bambini che non sono loro figli.
    Fortunatamente io, né adesso, e spero mai, devo fare i conti con il dolore di una morte di un figlio, ma a me capita di partecipare, come spalla, a questa realtà imperfetta opposta a quella che vivo io.
    Purtroppo o per fortuna conosco anche realtà diverse dalla mia, e me le porto dentro come se fossero delle lacerazioni. Ci sono madri e padri che hanno situazioni terribili alle spalle, ma che non sarebbero mai e poi mai disposti ad uccidere un proprio bambino.
    Si chiama mutuo soccorso. E qui di egoismo, o di realtà perfette che ti permettono di girare la faccia dall’altra parte, o tapparsi il naso di fronte a situazioni orribili che emanano il puzzo della violenza, non ce ne sono.
    Ho un buon lavoro, una bella famiglia, e potrei vivere nella mia sfera d’oro, ma ho deciso di non farlo.
    Capisco quindi. Capisco anche quelle realta, quelle tragedie di fronte capire è quasi impossibile.

  • 662
    rossana -

    M.,
    premesso ancora una volta che la mia opinione in materia è condizionata, come quasi tutte le altre, più dal sentire che dal ragionare, non è che il fatto che tu abbia dichiarato di non essere un cristiano fervente cambi di molto i termini della questione. Infatti, ritengo che tutti gli europei, io compresa, siano imbevuti di substrati mentali che, se già esistenti, come hai riportato, molto prima della nascita di Cristo, sono stati rafforzati, non tanto dalla sua predicazione quanto dalla costruzione teologica che è stata fatta in seguito sui suoi fondamentali concetti d’amore ad ampissimo raggio. Sant’Agostino, già li interpretava nel modo più sintetico e semplice con il detto: “Ama e fa ciò che vuoi”. Per me, è amore dare la vita, se ci si sente di farlo, così come può essere amore negarla, quando si ritiene di non essere in grado di reggere con successo una tale responsabilità. Anche la sintesi evangelica per eccellenza: “Ama il prossimo tuo come te stesso” non mette del tutto al riparo dal suicidio, quando non ci si ama più abbastanza per continuare a “godere” della vita… Ci si può ridurre in questo stato quando si rischia di affogare in condizioni esistenziali in cui si finisce con il perdere se stessi e, in tali situazioni, cosa si può dare di positivo a un figlio? Ne ho purtroppo fatto esperienza e so bene sia cosa sono stati più di cinque anni di malattia, condita da solitudine, così come so altrettanto bene come in quel contesto mi sia stato impossibile proteggere mio figlio da eventi che hanno contribuito a distruggergli ogni reale futura possibilità di serenità.

    Ci sono medici che, indipendentemente dal giuramento di Ippocrate, hanno nel tempo “aiutato a morire” senza far rumore, semplicemente prendendo atto di una sofferenza difficile da attutire e di una quasi certa impossibilità di proseguire la vita in modo dignitoso. La differenza in questi “uomini di cuore” è identificabile quasi soltanto nel fatto che si sa che la loro comprensione si è manifestata a favore di uomini celebri o facoltosi; molto meno noti gli stessi tipi di aiuto a beneficio di poveri, privi di risorse economiche o di aure sociali. La pietà e i limiti di capacità umani sono altra cosa dalla giustizia di un principio, anche se questo è sacrosanto. …

  • 663
    rossana -

    … Credo che NESSUNA donna decida di sottoporsi ad aborto senza soffrire, prima, durante e dopo, le pene dell’inferno (se gli esseri umani la giudicano negativamente, la Chiesa fino a ieri la condannava all’inferno vero nell’aldilà). Hai mai visitato in ospedale una persona che ha tentato il suicidio o una donna che ha abortito? Il DISPREZZO si potrebbe tagliare con un coltello tutto intorno al loro letto, senza la minima pietà!

    Accantonato il problema metafisico, di rispetto della volontà divina, sul quale non cesso però d’interrogarmi, resta la parte biologica, simile, a quanto so, in tutto e per tutto al resto del mondo animale, a cui apparteniamo. Non ho mai approfondito i tempi di crescita di un embrione, né intendo farlo ora. Per me, resterebbe preferibile la pillola del giorno dopo, quando “l’omicidio”, se così lo vogliamo chiamare, non è certo o si distruggono pochissime cellule, ancora non portatrici di riconosciuta sensibilità fisica o psichica. A mio avviso, se non si permette a ovuli e spermatozoi d’incontrarsi, questi non lo faranno mai e possono, magari, averlo fatto per un “incidente” che può capitare a tutti, anche a chi guida nel più prudente dei modi. Accetto che si possa affermare che se i due elementi non si uniscono, non esiste proiezione di un possibile nascituro ma non rinuncio all’idea che resta espressione di volontà d’impedire la vita, a proprio indiretto beneficio, sia l’uso di anticoncezionali che l’astensione dagli amplessi nei momenti di prevista ovulazione.

    Ecco le mie risposte:
    1) anche se le condizioni d’insieme in cui ci si viene a trovare quando si cade nell’imprevisto di essere in attesa di un figlio hanno la loro importanza, per me, come già scritto, la SOLA cosa veramente importante è la capacità d’amare, che finisce con l’includere la capacità di assumersi davvero la responsabilità di un cucciolo, al Polo Nord come al Polo Sud, in Paesti d’abbondanza di cibo come in Paesi di perdurante carestia.
    2) per la risposta alla seconda domanda, mi rifaccio a quanto scritto da Maria Grazia. Così come il mio pensiero, espresso prima di leggere il contributo di Golem, ricalca il suo concetto di radici cattoliche, ben salde in Europa.

    Ti auguro di cuore di non doverti trovare mai a scegliere fra un principio, luminoso quanto difficile da realizzare, sia nell’inizio che nella sua proiezione futura, e una realtà che contiene quasi soltanto rischi forieri di scacco, sia per te che per il nuovo essere.

    buona serata!

  • 664
    rossana -

    M.,
    mi vengono in mente le persone che nemmeno provano a cercare aiuto, certe come sono in partenza di non trovarne, quasi sicuramente quelle che più ne avrebbero bisogno…

    fermo restando che apprendere, immaginare e immedesimarsi, per quanto lodevole e empatico possa essere, è diverso dallo sperimentare alcuni aspetti di vita sulla propria pelle (non solo quelli legati a gravidanze indesiderate). non tutti, poi, hanno le stesse forze psico-fisiche e sono sorretti dalle stesse speranze o convinzioni…

    avendo espresso il mio pensiero, senza esimermi dall’accennare alla mia esperienza in merito anche più di quanto avrei voluto (abbastanza lontana nel tempo e immersa in condizioni generali di vita in gran parte superate), d’ora in avanti cercherò di limitarmi a seguire il resto della discussione sul tema senza più intervenire.

    buona notte a tutti!

  • 665
    maria grazia -

    “Per me, è amore dare la vita, se ci si sente di farlo, così come può essere amore negarla, quando si ritiene di non essere in grado di reggere con successo una tale responsabilità.”

    io e tutte le donne che come me hanno dovuto rinunciare ad essere madri a causa di circostanze contingenti, ti ringraziamo rossana per queste tue meravigliose parole. MILLE VOLTE GRAZIE.

  • 666
    Golem -

    M, naturalmente quella ateniese. Ma la stessa ha consentito anche l’applicazione della pena di morte, che sotto il profilo strettamente epistemologico, e’ pur sempre la soppressione di una vita.
    Il fatto e’ che mentre la pena di morte si poteva applicare con le conoscenze e la tecnologia di sempre, la questione aborto invece e’ cresciuta in maniera direttamente proporzionale alle nuove tecniche diagnostiche e abortive, di pari passo con l’emersione della figura femminile come soggetto indipendente e non più mero “contenitore” di proprietà altrui: marito e… Chiesa.
    Nello specifico, se la Chiesa ha sempre tenuto alla gestione della “produzione” di fedeli, da istituzionalizzare pro domo sua, possiamo comprendere perché sia stata comprensibilmente favorevole all’eliminazione delle ” vite” non gradite con un’interpretazione dell’etica che non si fa fatica a vedere come strumentale, tanto quanto quanto lo e’ strumentale quando si dimostra ostile alla soppressione di un potenziale fedele, soprattutto se MEDIANTE L’ATTO D’IMPERIO di una donna. Soggetto da sempre demonizzato dalla Chiesa e vista solo come funzionale a servire “un padrone”, temporale e spirituale e’ il caso di dire.
    E’ abbastanta ragionevole immaginare che se questa cosa fosse stata ammessa, avrebbe fatto perdere un grande pezzo della credibilità del Potere spirituale (e non solo) del Seggio di Pietro. M, possiamo ipotizzare che se mi nonna paterna avesse avuto i mezzi che ha avuto mia moglie avrebbe abortito il settimo figlio nato con un deficit cerebrale? Io pensi di si, anche se è morta quando io avevo otto anni e lei cinquantotto,
    Il dibattito e’ veramente difficile e di non facile soluzione, ma una cosa e’ certa, che se io fossi una donna mai e poi mai vorrei che fossero degli uomini a decidere del mio corpo e della mia identità, decidendo in mia vece cosa sia giusto o non lo sia di qualcosa che mi vede come attore protagonista in prima persona di questo drammatico film che è una gravidanza, ma essere considerata come attore non protagonista da certi critici, che NON hanno mai “recitato”.

    Alfonso, il feto dipende completamente dalla fisiologia materna, emozioni comprese. Si può dire che fino al settimo mese, l’uno e l’altra sono la stessa cosa. Il problema non è cosa sia o meno il feto, ma quale sia il valore di una vita, indipendentemente che sia innocente come quella del feto o colpevole come quella di un assassino. Deve valere lo stesso metro di giudizio o no? This is the question.

  • 667
    M. -

    Rossana, però continui a non rispondermi, ma a questo punto va bene così.
    Comunque dire che le radici cattoliche siano ben piantate in Europa o da qualsiasi altra parte è un errore.
    È il cristianesimo, con tutte le sue varianti, che fanno parte della cultura occidentale, ma ci sono elementi, principi, che sono nati molto prima dell’anno Zero e che ci portiamo dietro da millenni.
    Di persone che hanno tentato il suicidio (polsi tagliati, dosi massicce di medicine, lanci da finestre ecc…) e donne che aveva abortito, ne ho viste e ne vedo perché sono un volontario della Croce Rossa e quindi queste realtà le vedo, più di una volta, e ti posso assicurare che spesso trovano considerazione, una chiacchierata, cosa che magari non avevano da tempo, e non disprezzo, né tanto meno giudizi. Persone disposte a dare una mano ci sono. Persona disposte ad occuparsi della crescita di figli che i loro genitori avrebbero preferito non avere, ci sono. E ci sono anche una marea di giovani. Persone tutte d’un pezzo che certe cose non le barattano. A volte basta soltanto avere l’umiltà di accettare l’aiuto che viene offerto.
    Se poi un giorno dovessi ritrovarmi a fare la scelta che non mi auguri, saprei cosa scegliere. Senza ombra di dubbio e senza tentennamenti. I miei figli potranno avere tutto come niente, ma sicuramente avranno la certezza di sapere che io, come loro genitore, con umilissima accettazione del ruolo, delle conseguenze e delle responsabilità che ne derivano, li avrò fortemente voluti, dando a loro la dignità ed il rispetto che meritano, ancora prima di presentarsi al mondo.
    I nostri nonni e bisnonni di certo non navigavano nell’oro, e di certo i bimbi di 50 anni fa non avevano tutte le opportunità che hanno quelli di oggi, eppure ci sono lo stesso, ed hanno fatto in modo di far nascere noi.
    Ripeto che non vedo nulla di indegno in chi deve lottare più di altri, anzi, spesso da questa gente arrivano lezioni di vita, insegnamenti.
    Di chi affronta le cose e non scappa.
    Io ho avuto uno zio che ha tentato il suicidio, conosco il suo calvario e quello della famiglia che ha dovuto stargli vicino.
    Zero disprezzo.

  • 668
    M. -

    Ci sono teorie mediche che attribuiscono ad un feto di 8 settimane la capacità di percepire il dolore.
    Fino agli ’80 questa capacità si credeva possibile solo alla 20ª settimana.

    ” Nel maggio 2013 in una testimonianza giurata alla Commissione di Giustizia degli Stati Uniti, Maureen L. Condic, neurologo del dipartimento di Neurologia e Medicina della University of Utah, ha affermato: «C’è una forte evidenza scientifica che la comunicazione tra i neuroni del cervello è stabilito nella settima settimana. I circuiti neurali responsabili della risposta più primitivo al dolore, il riflesso spinale, sono in posizione dopo 8 settimane di sviluppo. Questo è il primo momento in cui il feto sperimenta il dolore», tant’è che risponde ad esso spostandosi dallo stimolo doloroso. «E’del tutto pacifico che un feto sperimenta il dolore in qualche modo, già a partire dalle 8 settimane di sviluppo».

  • 669
    M. -

    Golem, è vero che la cultura ateniese prevedeva anche la pena di morte, pena di morte che ancora oggi, in certi Stati, viene applicata. Personalmente la trovo una pratica assurda, sia da un punto di vista di valori che da un punto di vista di coerenza. Se tu uccidi ed io Stato vengo da te a dirti “hai ucciso, e questa cosa non si fa. Non dovevi farla. Quindi adesso ti uccido io”, capisci che non ha senso. È come un cane che si morte la coda.
    Tua nonna avrebbe abortito? Può darsi di sì e può darsi di no. Dipende da che tipo di principi e valori aveva. Principi e valori sono l’ossatura di una persona. Ci differenziamo, solo in questo, dagli animali. Anzi, anche gli animali seguono dei principi loro, delle regole loro.
    Sicuramente il tema dell’aborto è un tema spinosissimo, ma per questo appassionante.
    In qualche scritto precedente avevo fatto presente che capito l’esistenza di una legge sull’aborto, pur non condividendola per questioni legate a valori mie personali, che trovano radici nella filosofia e nelle regole della natura, e non tanto sfera religiosa, perché dubito fortemente nell’esistenza di un Dio. Né tanto meno si può pensare di imporre con la forza delle mani una gravidanza, ma, semmai, si può usare la forza della ragione, non per imporre, ma per dare un futuro, delle opportunità a chi rischia di non venire al mondo, in nome della volontà.
    Provo a fare anche a te una domanda sulla quale non ho ricevuto risposta:

    se ammettiamo che un diritto altissimo (non per tutti, ma tant’è) come quello della vita può essere superato dalla volontà, questa super volontà, che confini deve avere? Quali paletti? A rigor di logica questi paletti dovrebbero avere più forza del diritto alla vita. Esiste qualcosa di più alto? Di più forte?
    È questo che non riesco a capire. Della sfera religiosa se vuoi ne possiamo parlare, ma ci sono questioni che non appartengono solo alla religione, ma appartengono a tutte le sfere dell’umano.
    È vero che la donna partorisce il bambino, ma quel bambino ha il 50% del suo patrimonio genetico e 50% del patrimonio del padre. Non conta nulla il volere del padre? Conta soltanto quando è nato e si presentano i problemi economici ed educativi?
    Ci sono tante persone e tante associazioni che si occupano degli ULTIMI, di quelli che alcuni non ne vorrebbero neanche l’esistenza.
    Madre Teresa di Calcutta è un esempio. Ci sono persone che parlano ed ascoltano donne che vorrebbero abortire, e offrono aiuti.
    Posso dire, per esperienza personale, che

  • 670
    M. -

    Nel mondo di questi ultimi, c’è una dignità enorme!
    Racconti di vite dure, a volte durissime, che ti segnano profondamente.
    Ebbene, sarò uno che fa discorsi vuoti, sarò un pazzo farneticante, sarò uno incapace di capire, sarò uno che merita gli insulti ricevuti, ma io, nel mezzo di queste mie incapacità NEL CAPIRE, non ho mai sentito UNA sola persona dirmi “guarda Max, era meglio non nascere”. Mai! Anzi, spesso, da queste persone arriva anche una parola di incoraggiamento, frasi del tipo “caro mio, i problemi sono altri, forza e coraggio”.
    Non vale niente la vita di queste persone? Non dovevano nascere? E allora sono tutte fulminate quelle persone che si occupano di far sentire utili questi sfortunati.
    L’atto di amore può coincidere con la morte?
    Quando si fa un bambino si dice fare l’amore e non fare la morte?
    L’amore genera vita o genera morte?

    Tante domande, complicate, ma confido in una tua risposta.
    Ciao e buona serata

  • 671
    maria grazia -

    M.
    non è che per fare un figlio bisogna necessariamente navigare nell’ oro, ma ci devono però essere i presupposti perchè quel bambino possa crescere sereno. una ragazza madre con una situazione di vita oggettivamente difficile e senza l’ aiuto e l’ amore dell’ uomo che l’ ha ingravidata, non può sperare di dare a suo figlio un’ esistenza tranquilla e normale ( come ogni bambino meriterebbe ). così come da un feto malato o malformato si otterrà un essere umano la cui vita sarebbe caratterizzata in maniera permanente dalla sofferenza. e io, sinceramente, non riesco a immaginare un supplizio più atroce… tu porti l’ esempio dei bambini africani. ok.. nel loro paese ci può anche stare il vivere nelle capanne e il vestirsi di stracci, andando in giro a piedi nudi. ma qui siamo IN EUROPA OCCIDENTALE, in un contesto totalmente diverso, e non solo per questioni di clima. qui da noi bisogna poter garantire a un bambino che viene al mondo tutto il necessario per un adeguato sostentamento e per un’ educazione e formazione appropriata. i genitori ( in special modo le donne ) devono inoltre poter garantire ai loro piccoli una sufficiente e adeguata presenza, specie nei primi anni di vita. presenza che senz’ altro non potrebbe garantire una ragazza madre che, ad esempio, è costretta a lavorare 12 ore al giorno per problemi economici. nel caso di una malattia o malformazione congenita, poi, il discorso si infittisce ancora di più ! perchè io dovrei mettere al mondo un bambino che passerà la vita facendo la spola tra casa e ospedale ? che verrà deriso ed emarginato da tutti i suoi coetanei ? che una volta cresciuto non riuscirà nemmeno a trovare un lavoro e sarà ripudiato dall’ altro sesso ( o comunque da coloro di cui cerca la compagnia anche sessuale ) ? PERCHE’ DOVREI INFLIGGERE A UN PICCOLO ESSERE TUTTE QUESTE FUTURE QUANTO INUTILI SOFFERENZE ?? AVANTI SPIEGAMELO !!!!!! e non tirare fuori disquisizioni teologiche o dogmi religiosi di sta minkia !! dammi motivazioni FONDATE per cui questi bambini colpiti dalla sorte o che si sono formati nell’ utero di una donna sola, povera e disgraziata, dovrebbero nascere A OGNI COSTO !!!!!

  • 672
    rossana -

    M.,
    mi dispiace di non avere opinioni nette e sicure come le tue. Le mie sono quasi tutte relative, soprattutto su questo tema, basandosi su un SOLO aspetto per giungere al sì e su parecchi altri, invece, per avallare l’esigenza di un no. Non mi sembra di non averti risposto. Credo di averlo fatto, implicitamente, quasi su tutto ma se desideri qualcosa di più tranciante mi sforzerò di farlo in un un’ultima battuta, perchè la maternità è stata, e continua a essere, la parte più tragica della mia vita, da più di quarant’anni, sulla quale non posso soffermarmi senza sofferenza.

    “come loro genitore, con umilissima accettazione del ruolo, delle conseguenze e delle responsabilità che ne derivano, li avrò fortemente voluti” – perfetto, PER TE, e siccome lo è per te, che sei depositario di valori, gli STESSI valori e la stessa volontà dovrebbero essere validi e sentiti da tutti gli altri esseri umani, mentre è evidente che, in determinate circostanze, cessano di esserlo, né più né meno di numerosissimi altri principi. Non ti sembra di pretendere un po’ troppo dai tuoi simili, che vorresti forzare, come in una condanna, a VOLERE un impegno gravoso e difficile, non per un paio di settimane ma per decenni, quando non si sentono di affrontarlo, quasi tu fossi il solo a conoscere quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che è bene e quello che è male PER LORO, come un Dio. Volontà umana destinata a fallire in partenza su tutti i fronti perché non si possono imporre sentimenti!

    Mi auguro che, coerente con i tuoi principi, tu non stia mettendo in atto azioni anticoncezionali, che hanno risolto gran parte di questo spinosissimo problema e che potrebbero ridurlo quasi a zero (più o meno come la sopravvivenza della pena di morte nei Paesi più progrediti), se fossero maggiormente pubblicizzati, e magari pure regalati, attraverso anonimi distributori automatici. Perché non ti batti per una maggior informazione attraverso i media o per un’adeguata formazione scolastica sul tema anziché criminalizzare chi, non conoscendo abbastanza a fondo cause ed effetti, si mette nei guai?

    Non v’è dubbio che, se non ci fossero troppi medici antiabortisti, portatori dei tuoi valori, l’interruzione di una gravidanza potrebbe avvenire in tempi brevissimi, come più che auspicabile, non tanto per l’embrione in formazione quanto per la psiche della donna che inaspettatamente lo porta in grembo. …

  • 673
    Golem -

    Buongiorno a tutti. Ciao M.
    “Essere, o non essere, questo è il dilemma:
    se sia più nobile nella mente soffrire
    i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna
    o prendere le armi contro un mare di affanni
    e, contrastandoli, porre loro fine?… Thats is the question”

    Ho chiuso il mio ultimo intervento con le parole finali del dubbio di Amleto, per comunicare come l’esistenza umana si trovi spesso di fronte ad un bivo, e qualunque decisione su quale via si debba percorrere diventa motivo di angoscia e rimpianti, non riuscendo MAI a risolvere il dilemma che la vita ci ha posto di fronte. Quello dell’aborto è un dubbio amletico che non ha una soluzione “pulita” che non lasci una traccia, un rimpianto, una sofferenza in chi è costretto o sente di doverlo fare. Ancora una volta intravedo in questo enigma la dicotomia che ha caratterizzato i miei interventi sui rapporti amorosi, quella tra istinto e ragione, e ancora una volta mi convinco che la soluzione che dovesse sortire in questi casi sarà sempre un compromesso che ci lascerà insoddisfatti.
    Ieri dicevo che il dramma dell’uomo è quello di possedere una coscienza, frutto dell’intelligenza e della cultura che ci accompagna nello sviluppo della personalità di ognuno di noi. Noi non riflettiamo abbastanza sul fatto che l’intelligenza e la coscienza sono entità “non naturali”. La libertà è l’autodeterminazione che queste ultime ci offrono le paghiamo con l’angoscia che ci proviene dall’essere consapevoli della morte, come già ho sostenuto, e che la Bibbia ci ricorda con l’allegoria che vede Adamo ed Eva scacciati dal “Paradiso”, che altro non è che il mondo degli istinti e della Natura. Madre che nutre tutti in propri figli che ne seguono le regole, ma che sa anche essere “crudele” facendo emergere i più adatti a scapito di chi non lo è, col sovrano scopo di migliorare la qualità della vita, secondo il suo imperio.
    Questa logica, come ho sostenuto in altri momenti, non è nè buona nè cattiva, in quanto le leggi dell’istinto non possono essere giudicati con gli strumenti della cultura, di NESSUNA cultura.
    Quella crudeltà di cui ho accennato è in realta un giudizio morale che noi, esseri senzienti, diamo ad un fenomeno naturale nel momento in cui la la realtà ci mostra una “morte” che la nostra etica giudica “ingiusta”.
    Escludendo per ovvi motivi le ragioni più banali per i quali si ricorre all’aborto, che oggi con i mezzi contraccetivi a disposizione sono sempre frutto dell’ignoranza, >>>

  • 674
    rossana -

    … Stabilire quando la soppressione di un gruppo di cellule è omicidio, e quando non lo è, non può che derivare da una nostra convenzione. Non diversamente dallo stabilire a che età si è abbastanza maturi per votare.

    Temi che l’uomo possa ergersi a Dio, più o meno come ha fatto finora la Chiesa. Non credo che con l’avanzare della scienza lo si possa impedire. Forse l’uomo raggiungerà nei prossimi millenni un sempre maggior arbitrio, nel bene e nel male, sulle sue possibilità di autodeterminazione. Come tutti i mezzi messi via via a disposizione dal “progresso” (che sempre progresso poi non è – vedi bomba atomica), spetterà al buon senso e alla responsabilità dell’uomo medio farne buon o cattivo uso, né più né meno di come avviene ora, dove il singolo può mediamente regnare su se stesso e unirsi, secondo il suo sentire, ora a questa, ora a quella corrente di pensiero, in un’ottica che, giusta o sbagliata che si riveli a posteriori, spesso parte da un ideale politico mai del tutto negativo, che lo diventa, invece, quando imbocca sentieri assoluti e prevaricanti, imponendo magari, o purtroppo quasi sempre, quanto di peggio esisteva in esso. Essendo gli esseri umani TUTTI imperfetti, chi più chi meno, chi un un aspetto chi in un altro, NON è loro possibile evitare errori, dai quali spetta, poi, ancora a loro stessi porre freni o rimedi (vedi il banale esempio del disboscamento del pianeta).

    “era meglio non nascere” – questa frase te la dico io, e non l’ho soltanto pensata. Ovviamente tendo a non dirla nella vita reale, non tanto per orgoglio ma per non mettere cattive idee in testa a chi mi conosce (l’ipotesi di squilibrio mentale spaventa tutti). Non ti sei mai trovato a scegliere fra la tua libertà e quello che consideri un enorme sacrificio? Oppure fra il tuo benessere psico-fisico e il benessere psico-fisico di un altro? Hai mai notato quanti “crimini bianchi” esistono intorno a te? Forse chi è positivo vede di preferenza la positività mentre la clessidra si presenta all’opposto per chi fatica ogni giorno ad assistere al sorgere del sole. Si uccide saltuariamente con spargimento di sangue. Ma si uccide anche più spesso in molti altri modi, il più delle volte pure consapevolmente e crudelmente, esseri umani adulti senza sfiorarli con un dito, e non c’è peggior morte di quella che “si sconta vivendo”.

    spero di essere stata abbastanza chiara ed esaustiva, da non essere considerata renitente al confronto, nel massimo rispetto del tuo sentire.

    cordialità.

  • 675
    Golem -

    >>> restano quelli di stupro, malattie genetiche e condizioni economiche, sintetizzando al massimo. Le ultime due in fondo sono sinonimi l’una dell’altra.
    Cosa fa la differenza tra una donna (e un uomo) che posti di fonte all’amletico dubbio debbono operare una scelta per quel figlio che si porterà con sè “i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna” tra “L’essere e il non essere”? La loro esperienza personale. Si immedesimano in “quell’anima” ritenendo che il loro gesto sarà la “cosa migliore” in quel momento per quella creatura. Per quanto possa apparire paradossale, questo tipo di scelte hanno come fattore comune L’AMORE, anche se questo amore non darà la vita nel caso dell’aborto. Vita che per antonomasia, nella nostra cultura è sinonomo di amore, (a mors, in latino).
    Caro M alla tua domanda sulla supervolontà, nessuno potrà mai fornire una risposta adeguata, per il semplice motivo che non esiste NIENTE di più prezioso della vita, senza la quale non saremmo qui a scrivere e non avremmo potuto assistere alle meraviglie o alle atrocità che l’azione dell’uomo ha prodotto in quanto “vivo”. Tuttavia esistono delle logiche inconciliabili che come ho detto convivono in noi, quella della natura e quella della coscienza e intelligenza umana, che NON dimentichiamolo, NON è naturale, ponendosi, come possiamo osservare nella storia umana, come sfida alla Natura e non come semplice miglioramento dell’applicazione delle leggi di quest’ultima. Le stesse contraddizioni convivono nell’embrione di cui parlavo nel precedente post, dove se si applicassero le leggi della natura tout court questo potrebbe venire al mondo per poi perire, per inadeguatezza, e quindi “per la cinica bellezza delle leggi naturali” non essere adatto alla vita “naturale”. Oppure vivere supportato dai presidi scientifici che l’intelligenza ha creato per sfidare e vincere la crudeltà di cui parlavo prima e che proviamo da quando Adamo ha morso la mela, ma condurre una vita che non sarà mai, COME IL GENITORE AVREBBE VOLUTO CHE FOSSE,in ragione di quell’amore chesi immagina sia alla radice di quel concepimento.

    Tu hai espresso chiaramentela tua opinione, rispettabile e umana, e anche toccante nella testimonianza dell’anelito alla vita, ma ci sentiamo di condannare un genitore che decide di non farti nascere per non farti soffrire? Io non me la sento, come non me la sento di condannare chi ha fatto nascere un figlio decerebrato sperando che percepisca qualche soffio di bellezza della…vita

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