Reprimere il desiderio di un altro
Riferimento alla lettera:
Ciao, sono una ragazza di 24 anni, vi racconto brevemente la mia storia: fidanzata da qualche anno con un ragazzo bello, premuroso, dolce, un po’ noioso ma senza difetti troppo marcati; insomma, è diventata una relazione un po’ piatta ma si va avanti. Conosco da più di un anno questo...
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Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2013
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Categorie: - Amore
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Tu sei veramente convinto che io scriva dei post sull`argomento perche` portando esempi voglio fare una teoria da due esempi? E che non abbia una visione su piu’ piani del fenomeno? E anche nelle sue interazioni con storia, societa’, cultura di massa? Non so che dirti. In realta’ riassumo dei concetti che sono complessi (cioe’, per me non lo sono per la famigliarita’ con i concetti) portando esempi per rendere piu’ agevole la comprensione di caratteristiche del fenomeno e dinamiche. Il fatto che a te sembri che io mi esprima in modo complicato e la faccia “difficile” quando sto semplificando (d’altra parte quando l’espressione e il concetto e’ semplificato al massimo mi si accusa di pressapochismo e sogettivita’) forse potrebbe farti intuire che il fenomeno non e’ cosi semplice e 2+2. E` chiaro che la tua amica vive un suo rapporto di costi/benefici in base ad una serie di cose. Se dico “una serie di cose” immagino che non ho detto niente. Se spiego quali possono essere quelle cose (non in senso “possiamo dire qualsiasi cosa” ma in termini di dinamiche e caratteristiche proprie del fenomeno ecc) mi starei perdendo in un oceano astratto perche’ ho un sacco di tempo 😉 a parte che per mia fortuna e vostra sfortuna leggo e scrivo alla velocita’ di Rainman e ti sto .rispondendo nella pausa caffe’ 😉 con tutto rispetto, Samuel, al di la’ dell’esempio su un uomo in particolare o una donna in particolare di cui cmq ho conosciuto il percorso, i concetti generali che ho espresso a volerlo sono abbastanza facilmente riscontrabili. Sulle statistiche: proprio ieri, per lavoro, una persona mi spiegava perche’ una statistica sull’occupazione dava dati in realta’ “fittizi” per i criteri di analisi. Fittizi per chi la legge e basta, non per chi la legge sapendo i criteri E parlando di un .esempio concreto. Semplificando in generale (ma il discorso e’ piu’ ampio ancge a secobda del tipo di indagine) per esempio nella maggioranza dei casi chi fa una ricerca dice: su un determinatpcampione con queste caratteristiche oggetto della mia indagine il 90% del campione ha risposto cosi ma cio’ si inserisce bla bla. E NON “IL 90% degli esseri umani…”.
Mi sembra che il discorso si sia spostato da Hopeful e dal conflitto tra lasciare la persona con cui si sta – o tradirla – e iniziare una nuova relazione al parlare di situazioni più complicate e sofferte e con rapporti di prevaricazione e sottomissione, manipolazione, dipendenza affettiva e violenza.
Non ci è dato sapere mi sembra se Hopeful si trovi oltre a avere un suo personale conflitto sentimentale o di attrazione o esistenziale con le caratteristiche però anche di quelle situazioni più sofferte e dolorose.
Mi pareva che al momento il problema fosse solo cosa vuole fare lei e non che qualcuno la sta maltrattando o la sta costringendo a fare delle scelte.
Risolto il suo conflitto una donna nella situazione dell’autrice della lettera potrebbe anche restare soddisfatta nella relazione che ha, decidere di essere single o chiudere la relazione precedente e iniziarne una nuova con una persona con cui bene o male che vada non ci saranno situazioni limite come quelle della tua amica. Potrebbe anche scoprire che tradire non le risulta tanto complicato e fastidioso e farlo per anni con lo stesso uomo o con vari uomini.
Samuel, ti ringrazio di avermi risposto. Non mi è del tutto chiaro quale sia la tua situazione personale che ti ha portato a fare le tue ricerche. Credo di avere capito che stai con una persona che ha avuto in passato una relazione di un certo tipo… o sei stato lasciato per una relazione di un certo tipo? Se vuoi parlarne ovviamente altrimenti no!
Non è che l’idea degli istinti molto rilevanti quasi ineluttabili ha un forte significato personale per te?
Ringrazio Nadir per la segnalazione. Mi chiedo se ricerche di questo genere non siano per esempio sul perché le donne poco alte possono preferire degli uomini alti e non una ricerca che dice che le donne basse scelgono uomini alti. Anche perché se mi guardo intorno anche tra colleghe e parenti e amiche o anche alla fermata dell’autobus non mi pare proprio.
Magari una ricerca è del genere: Pensate che mettervi con uomo più alto possa far sì che ci siano più possibilità di avere figli più alti?
Leggerò appena ho tempo.
Se si parlasse del mobbing invece che di relazioni tra uomo e donna di un certo tipo e si facessero delle considerazioni generali anche di natura psicologica e emotiva e fisica e sul vissuto della persona e esempi vi sembrerebbe altrettanto strano e fuori luogo?
Buon pomeriggio a tutti!
Hopeful,
poichè mi pare che si sia arrivati all’insalata mista (oppure anche alla frutta o al passepartout “manipolazione”, dipende dai punti d’interesse), divago un po’ anch’io…
ho appena visto in tv (Rai Movie) il film “Fine di una storia”, (1999 – quindi abbastanza recente): se lo riprogrammano in altro orario, cosa che succede spesso, e ti capita di poterlo vedere, potresti trovare spunti d’interesse per la difficoltà di scelta che hai esposto qui.
a me è piaciuto per la visione recente ed equilibrata della situazione d’insieme! tratta di due tipi d’amore: quello legato all’abitudine e quello legato alla felicità. divisione arbitraria, ovviamente, ma con conclusione a sorpresa…
NADIR, sinceramente non mi e’ neanche passato per la mente che i reali fossero delle teste incoronate o_O , delle altezze reali 😛 – Continua a sfuggirmi per quale ragione dire che ci sono dei passaggi tra ricerca e mass media e che le statistiche hanno un senso in un contesto e a seconda del campione ecc viene vissuto come una sorta di insulto o a una sorta di prevaricazione ideologica. Veramente mi sfugge. Anche perche’ tale considerazione per me vale qualsiasi sia l’argomento e non rispetto a questo preciso argomento. Devo dire sei atti di dolore e pentirmi perche’ e` una delle prime cose che ti insegnano quando fai qualsiasi lavoro di ricerca? Devo sentirmi in colpa perche’ tra fonti primarie, secondarie e via dicendo c’e’ una differenza? Manco l’avessi inventato io… Ecc. MAH 🙂
Solo una piccola precisazione riguardo quanto dichiarato da Nadir, circa il fatto che i ricercatori di Groningen avrebbero espresso un parere diverso rispetto a quanto comunicato dai media.
Riporto di seguito parte della sua traduzione dove si dovrebbe capire che i media hanno riportato la corretta interpretazione, che parte, evidentemente, dalla richiesta fatta alla donna di bassa statura: “come lo vorresti il tuo partner? Cioè quale sarebbe la tua preferenza potendo scegliere? .
“… Notiamo, tuttavia, che rispetto all’ accoppiamento casuale l’entità di questi effetti è stata generalmente scarsa, il che suggerisce che le PREFERENZE di accoppiamento sono state solo parzialmente realizzate. Questi risultati sono in linea con un recente studio che ha dimostrato che i tratti considerati fortemente legati alla attrattiva, come l’altezza, non sono necessariamente fortemente legati all’accoppiamento reale”.
Ho messo in maiuscolo PREFERENZE perchè non c’è bisogno dell’esegesi per capire che le “trottoline”, potendo, avrebbero scelto un partner molto più alto di loro (per i motivi istintuali che ho comunicato) ma i casi della vita hanno impedito a molte di loro di realizzare il sogno di avere un fusto di un metro e novanta, per mille motivi che non possiamo conoscere, compreso il fatto che se lei preferisce il bisteccone non è detto che a questo piaccia la nana. Ecco perchè “… le PREFERENZE di accoppiamento sono state solo parzialmente realizzate”. Perchè, visto che l’accoppiamento si realizza solo in due, bisogna vedere cosa ne pensa l’altro al riguardo. E’ così o no? Vedete altre interpretazioni “logiche”?
Immagino che lo scopo della ricerca fosse anche quello di dimostrare, statisticamente, quanto possa incidere un inconscio bisogno di avere il meglio dall’eventuale riproduzione che dovesse derivare dalla scelta di un partner, e in questo caso si è scelto un campione di donne molto più basse della media, alle quali si sarà mostrato un campione di uomini di varie altezze, che non conoscevano evidentemente, quindi avranno espresso una preferenza eminentemente estetica, dove l’altezza, altrettanto evidentemente, aveva una preferenza rispetto ad altro, proprio per compensare la bassa statura della femmina e tentare di avere, istintivamente, figli più alti, quindi con più “chance” per affermarsi, in considerazione che l’altezza, istintivamente, è vista come una dotazione di qualità genetica. Poi come si sia potuta accoppiare questa tipologia femminile è chiaramente tutt’altra cosa. Anche a me piacerebbe Sharon Stone, ma non è detto che lei sia d’accordo.
Insomma, cerchiamo di leggere (sempre) le cose come stanno, perchè spesso mi è sembrato che più di qualcuno si comporti come quei ricercatori che osservando le reazioni di una pulce ammaestrata, alla quale venivano tolte mano a mano le zampette, al momento in cui non ne aveva più e non poteva saltare al comando, hanno concluso che era diventata sorda.
Per il resto, no comment.
Un saluto a tutti
Sì Roberto, la questione personale riguarda una donna, per me importante, che ha palesato comportamenti che non si potevano spiegare razionalmente e che hanno sorpreso essa stessa, a fronte, invece, di chiare qualità intellettive e di equilibrio comportamentale. In questo senso capire quali altri fattori hanno agito nel giustificare certe scelte, è importante per me e forse per lei. E poichè la parte razionale è stata esclusa, non resta che cercare in quella irrazionale.
Gli istinti ineluttabili non hanno una rilevanza fondamentale solo per me, ce l’hanno per tutti, che lo si voglia riconoscere o meno.
Un saluto
In questo periodo non ho molto tempo da dedicare al forum e vedo che i commenti si sussegguono lunghi e numerosi, per cui sto leggendo a mozzichi. Mi pare però, come già avevo detto, che si continui a battere e ribattere sull’argomento senza giungere ad un punto di svolta.
Luna scrivi: “in realta’ riassumo dei concetti che sono complessi (cioe’, per me non lo sono per la famigliarita’ con i concetti) portando esempi per rendere piu’ agevole la comprensione di caratteristiche del fenomeno e dinamiche”. Mi pare che tu ti voglia porre da un punto di vista privilegiato, superiore, quasi come se dicessi: “io capisco perchè so, voi non potete capire perchè non sapete. Io ho ragione ma non posso spiegarvi nulla perchè non siete in grado di capire” E allora che ci stiamo a fare tutti quanti? Non avrebbe alcun senso discutere.
Eppure nell’altra lettera, quando ti sembrava lo facessero gli altri, parevi anche abbastanza infastidita e non credo che sia un buon modo di porsi nei confronti dell’ argomento.
Tra l’altro tu stessa hai ammesso di sapere poco o nulla di biologia e in questa discussione biologia, chimica e genetica sono materie fondamentali.
Per lo stesso ragionamento quindi, bisognerebbe sentirsi “superiori” a te che sai poco di biologia?
Dovresti tentare anche di di scendere dal “piedistallo” di sapienti o convinti tali.
Tranne Samuel, che mi sembra davvero l’unico con la ferrea volontà di voler ampliare le proprie vedute e mettersi in discussione, gli altri mi sembrano fare troppo quelli “nati imparati”.
Probabilmente do questa impressione anche io o lo sto facendo anche io, ma per quanto mi riguarda la penso come Samuel, per ora non ho trovato nulla che riesca a mettere in discussione la mia opinione, anzi, semmai viene di volta in volta rafforzata dagli esempi e dalle considerazioni riportate anche da chi non la pensa come me.
Per aggangiarmi ad un concetto che mi pare abbia espresso Samuel, è ovvio che ci debba essere un substrano comune a tutti, perchè osservando il tutto dal punto di vista opposto, se così non fosse, saremmo tutti confinati dentro un’immensa torre di babele, nella quale ognuno parlerebbe la propria lingua senza poter capire nulla dell’altro.
Andrea, a dire il vero e’ successo il contrario. C’era chi partiva da una verita’ “evidente e inconfutabile”, a seconda dei casi, cioe’ a seconda di chi manifestasse questa “verita’” tacciando gli altri di ritardo mentale, ignoranza popolana (come se il popolo dovesse essere manchevole per forza anche di intelligenza e capacita’ di ragionamento, e la frase era dispregiativa), imprinting, essere imbottiti di telenovelas, incapacita’ di vedere la realta’ o negarla, non dire la verita’ per non ammettere di non essere santarellini, moralismo, pochezza di contenuti e incapacita’ di analisi, superficialita’ di argomentazioni e pure critiche sulla formulazione scritta… Chi si e’ messo in cattedra? Personalmente se qualcuno sa effettivamente delle cose che non so, in generale, non ho complessi di inferiorita’ e dunque se sta semplicemente parlando di un argomento non penso che si ponga su un piano di superiorita’. Certo che se lo avessi anche se il termoidraulico mi dice come funzia una caldaia potrei sentirmi irritata. Diverso e’ se qualcuno mi sforna epiteti a casaccio perche’ chiunque non condivide una assoluta e evidente verita’ e’ un idiota, ignorante ecc. E questo atteggiamento va oltre l’argomento. E questo e’ stato l’atteggiamento altrui, ne’ mio, ne’ di Nadir, ne’ di altri che comunque lo hanno colto e lo hanno fatto presente, che pure lo abbiano detto una volta e poi se ne siano andati. Non sono una biologa e non ho studiato genetica, ma basta aver fatto scienze a scuola per riconoscere la cosa del respiro che ho scritto. Anzi, basta solo respirare. Eppure anche la’ era negato pure quello. Per il resto la cosa sulle statistiche che ho scritto e’ vera ed e’ anche molto banale, non serve avere una laurea specifica di un tipo o di un altro e neanche un diploma specifico per un concetto come quello che ho espresso. Per il resto il discorso non sta nel: io ne so di piu”
Qui semmai e’ successo il contrario. Quando la cosa poteva essere su un piano di dialogo aperto e sereno in cui ognuno diceva la sua c’era chi affermava di avere la verita’ avendo osservato dati certi e assoluti sul mondo, avendo tratto le sue conclusioni leggendo una statistica che era lo specchio di quelle verita’ ecc e gli altri parlavano a vanvera, o dicevano opinioni personali e soggettive campate sul nulla o parlavano per dare aria alla bocca. E il fatto di non dire quali sono le basi culturali o di esperienza personale per fare un’affermazione o avere un’idea o dare un’opinione o proporre una riflessione comunque poneva alcuni a essere oggetto di sarcasmi, sberleffi, di “dai un’opinione soggettiva e manco sai di cosa parli” ecc ecc. A me sta bene che uno mi dica “basta vedere le veline e i calciatori” e io dico “non e’ proprio cosi, anche i media da quel punto di vista funzionano in un certo modo” e in due righe (non 43) motivo la mia affermazione. A quel punto pero’ sto dicendo una cagata per non ammettere. Ecc. Chi si pone in un certo modo verso chi? E cosi e’ stato con mille altre cose. Si sarebbe potuto anche viaggiare su binari separati. Tu (o altri) dici sulla societa’ o ad Hopeful la tua, io dico la mia. Peccato pero’ che se io parlavo sulla societa’ o ad Hopeful sotto c’era un post: Luna non ammette/Luna dice che conta la volonta’/si nega l’esistenza degli istinti/notiamo come Luna appoggia Sarah in chiave moralistica… scripta manent, eh… Io trovo curioso che una persona debba “giustificare” il fatto che non sta facendo un’affermazione o esprime un’opinione perche” gira coi paraocchi o non ha mai letto niente sull”argomento a parte la guida telefonica, e non senso che si debbano sciorinare titoli e competenze et similia, zero, appunto. Ma siamo nel paradosso per cui mentre dici: secondo me… “tse’, soggettiva/pressapochista ecc”.Siamo nel paradosso per cui mentre dici una cosa sulla cultura di massa (e hai fatto ricerca sulla cultura di massa, per esempio) prendi di chi parla a vanvera perche’ non si rende conto di cosa dicono i giornali o di cio’ che si vede alla tv. Allora non ti frega una fava di fare “il tecnico” e non e’ la sede. Pero’ e’ anche paradossale, rispetto questa o altre cose,che in continuazione ogni volta che scrivi una cosa (e parlando con altri) c’e’ il commento: “ancora queste considerazioni soggettive e eccezioni per non ammettere che” quando semmai le considerazioni nascono dall’opposto. Questo e’ quanto, e riguarda anche il discorso su certi fenomeni individuali/sociali.Si puo’ non essere d’accordo ma cio’non toglie che non sto dicendo cose che ho immaginato o dedotto guardando “Un posto al sole”. Dell`istinto parlo anche in questo forum da anni, connesso anche all’intelligenza intuitiva. Quindi non nego la sua esistenza ne’ la sua rilevanza.
?
Alcune considerazioni/riflessioni generali e dopo gli ultimi post: 1) ricorre il termine convincere nella forma “non mi ha convinto”. Come se chi esprime un’opinione o dice delle cose stesse vendendo una specie di prodotto e dovesse convincere qualcuno. O ci fosse una specie di sdegnoso principe (rifacendosi ad un’immagine nota) che dice: questo no/questo non basta/questo non mi convince, avanti il prossimo… E la cosa non avviene nei due sensi. Nel caso ad esempio della citazione della ricerca il punto non e’: nonostante la ricerca che mi hai citato non mi convinci. – E’ a monte una considerazione come quella che avevo fatto riguardo l’ambito della ricerca e i media (che vale per qualsiasi argomento), in secondo luogo la ricerca (quanto e” stato posto in oggetto) non dimostra che esista un’ineluttabilita’ degli istinti, si riferisce ad un aspetto specifico ma non pone una gerarchia di istinti ne’ nega la conflittualita’ tra istinti ne’ nega il fatto che l’uomo non sia un sistema composto da molte parti che interagiscono, non prende in esame (la parte in oggetto, dovrei leggere tutto, ma poiche’ non lo ha fatto nessuno di quella stiamo mi pare parlando) il concetto “istinto” in senso esteso e tutti gli istinti e le loro manifestazioni. E soprattutto piu’ banalmente domani possiamo sentire di una ricerca sul fatto che le donne basse scelgono uomini alti uguali istintivamente per quest’altra ragione e scelgono uomini piu’ bassi per quest’altra ragione. Che la donna sceglie l’uomo con la barba per questa istintiva ragione e senza barba per un’altra istintiva ragione ecc
Cosa che infatti puntualmente avviene. Per tutte le considerazioni che si erano fatte a monte (in altri post). E comunque in forma molto stringata perche’ per ogni aspetto di tutta la carne al fuoco che e’ stata messa da tutti noi servirebbe aprire un approfondimento. E cio’ perche’ non si sta parlando di 2+2. E tanto piu’ su cosa sono e come si manifestano gli istinti e non solo per il fatto che vengono bloccati dalla ragione, morale, istanze culturali. Il discorso sull’istinto e’ interessantissimo e complesso ma non e’ 2+2. E non e’ che dico: non mi convincete, avanti il prossimo. Perche’ da parte mia non nego gli istinti, ne’ che li usiamo. Ma Ho gia’ detto e non mi ripetero’. 2) Ho gia’ detto anche sul capitolo “relazioni disfunzionali” ecc. Quando Samuel ha citato la Norwood parlando di istinti io gli ho chiesto cosa ne pensasse del fatto che la Norwood mette in luce le vicende biografiche e famigliari delle donne di cui parla, parlando di incesto, di codipendenza, adattamento, il ruolo avuto in famiglia, la famigliarita’ con determinate situazioni ecc, cioe’ mettendo in relazione questi aspetti con il loro amare troppo. Forse ho perso il post ma ho l’impressione che Samuel non mi abbia mai risposto. Eppure parlavamo di qualcosa che entrambi avevamo letto. E di un libro che anche lui aveva trovato molto interessante tanto da consigliarlo agli altri sul fenomeno in oggetto e di suo interesse. Chiudo. Ho trovato un link interessante l’altro giorno. Se mi ricapita di beccarlo (devo ricostruire il percorso per cui mi e’ capitato davanti gli occhi) magari lo posto. Se. Mi sembrava contenesse felle considerazioni interessanti sui temi emersi.- Visto che anche questo e’ un tema wmerso a chi possa interessare segbalo sul concetto ricerca/divulgazione il lavoro (credo ancora in corsolln internet, un tempo aceva un blg) di Silvia Bianconcini. Psicologa e autrice di “Psicobufale” anxhe simpatico volume in cui sgata alcuni luoghi comuni sulla sua professione, ma il suo interesse e’ anche rivolto a sgamare banalizzazioni o strafalcioni nei media ecc. Non perche’ ce l’abbia coi media, che fanno un onestissimo lavoro, ma perche’ a volte queste banalizzazioni ecc ci sono. E se ci sono e le sgama aiuta a capire perche’ ecc.
Andrea,
anche stavolta mi sa che è meglio lasciar perdere: con alcune persone non è possibile nemmeno raggiungere un “pareggio”! i toni già si stanno di nuovo alzando, e non per colpa mia. difficile dimenticare quando ci si è messi in gioco… non soltanto per me.
come ho più volte ripetuto, e come studiosi ben più colti e più saggi di noi abitualmente fanno, non sarebbe indecoroso da parte di nessuno ammettere che si tratta di due diverse concezioni di pensare e vivere la vita, degne entrambe di rispetto. parole al vento!
qualcuno mi ha accusata di fomentare la polemica mentre il mio intento primario su questo thread è stato sempre soltanto quello di tentare di mantenere un minimo equilibrio nel confronto (impari nel numero di parole spese) e di salvaguardare un briciolo di dignità, dovuta a chi è destinato a comparire sulla scena come messo a tacere. semplici dinamiche da forum, dove prevale la maggioranza, come in democrazia, oppure chi ha più tempo e voglia di dedicarsi a far prevalere (anche indirettamente) la propria opinione.
—
Samuel,
poichè noto che stai percependo uno sbalzo d’aggressività negli ultimi post di Andrea e di Luna, posto il secondo link in cui si è svolta la parte più aspra della precedente discussione sul tema, affinchè ti sia possibile, se ti va, comprenderne qui il seguito e la conclusione :
http://www.letterealdirettore.it/io-amo-mia-moglie/comment-page-20/#comments
la parte in questione inizia più o meno dal post 340 alla fine (quasi 500), pur essendo stati interessanti anche tutti i post precedenti.
l’avvio delle “ostilità” ha però avuto luogo in un post precedente, che ha saggiamente indotto Realtà dei Fatti a non proseguire più di tanto la difesa delle sue idee, espresse dapprima in modo verbalmente aggressivo, che ha giustamente offeso Luna.
a un’osservazione superficiale poteva infatti sembrare che fossero stati i modi scorretti a destare la sua reazione mentre, invece, in seguito si è ampiamente manifestata anche la sua netta avversione non solo della persona ma anche delle idee di Realtà dei Fatti, riprese da me e da Andrea, e ora riproposte da te, nel modo più chiaro, più semplice, più conciso e più paziente che si possa immaginare.
altri thread sono stati ammorbati dall’interscambio di insulti, battute varie e da strascichi del discorso. si tratta comunque di parti di minor importanza…
colgo l’occasione per complimentarmi di nuovo con te per la tua calma e la tua lucidità mentale (sviolinata n. 3).
cordialità.
@ Samuel
Concordo pienamente con quanto hai scritto sulle preferenze. ( del resto il mio post era incentrato sul rappporto ricerca-mass media, (a mio avviso se avessi voluto essere fazioso non avrei segnalato ne il link ne tantomeno trascritto l’intera conclusione)
Sul resto che dire… Fortunatamente stavolta non stiamo parlando di concetti ampi e complessi, e quindi e’ infinitamente semplice rendersi conto di un certo atteggiamento :
Ovvero, da due minuti di ascolto alla radio tu hai concluso che lo studio : “parte, evidentemente, dalla richiesta fatta alla donna di bassa statura: “come lo vorresti il tuo partner?” ” e mi hai richiamato all’ordine “Insomma, cerchiamo di leggere (sempre) le cose come stanno,”
EVIDENTEMENTE? Ecco almeno il campione utilizzato dallo studio dovrebbe essere un dato oggettivo. La ricerca e’ stata fatta su 10mila coppie inglesi (donne e UOMINI) quindi assolutamente eterogeno e SENZA NESSUN filtro sulla statura alla fonte.
La vedi la discrepanza vero?? Tu che hai “immaginato” come e’ stato scelto il campione (solo donne molto piu’ basse della media) mi inviti a leggere le cose come stanno ………. peccato che non e’ proprio cosi…….
E lasciami dire che ho riso dell’esempio (e l’indiretto paragone) con ricercatori della pulce ammaestrata, ma non tanto per l’ ironia dell’esempio bensi per quanto stonasse il tuo sarcasmo confrontato alla tua stradichiarata volonta che qualcuno ti faccia cambiare idea……
E’ normale sostenere le proprie idee, un po meno sbeffeggiare gli altri.
Buongiorno. Rispondo a Luna in merito all’accenno al libro della Norwood cui lei si riferisce, e al fatto che non avrei risposto.
Rispondere a cosa? Ho citato il libro “Donne che amano troppo” come descrittivo di un atteggiamento femminile che ha portato agli effetti che conosciamo, e che sinteticamente possiamo riassumere in maltrattamenti subiti e sopportati, dovuti probabilmente a tutta una serie di componenti istintuali, ambientali, culturali, caratteriali, contingenti, epocali e chi più ne ha più ne metta. Lo citavo solo come contrappunto ad una tesi non come indicatore assoluto di una teoria.
La Norwood cita degli esempi per descivere le condizioni di alcune donne e DENUNCIARE un fenomeno taciuto, specialmente all’epoca della pubblicazione; lo ha fatto al posto delle vittime, che al contrario di quello che si potrebbe pensare, spessissimo si vergonano di denunciare.
Entrare nel merito di questi esiti, relativamete alle variegate dinamiche che, SINGOLARMENTE, li hanno prodotti, significa ancora una volta esulare dal tema di questo forum. Forum che si stava semplicemende occupando di capire cosa succedeva nel cuore, nella testa e, io aggiungo, nelle ghiandole endocrine della povera Hopeful.
Non sono in grado, io, di affrontare nessun discorso di natura psicoanalitica o di psicodinamica, non voglio farlo nè si potrebbe farlo, soprattutto utilizzando mezzi impropri come letture o esempi di terza mano.
Abbiamo cercato di non uscire dal seminato, ma sembra di non esserci riusciti, si doveva discutere di un fenomeno generale e si è andati a finire nel particolare, e Hopeful, giustamente non si è fatta più sentire per dirci cosa e come ha deciso.
Era l’unica “cavia” attendibile e reale, dalla quale attingere una risposta alle nostre dibattute questioni, cosa che a me francamente interessava, ma abbiamo fatto in modo di perderla per mettere in evidenza il nostro “presunto” sapere.
Thank you.
Saluti
Nadir, il campione era eterogeneo? Bene, anzi meglio, visto che COMUNQUE si è scoperto che le donne basse, statisticamente, preferirebbero accoppiarsi con uomini alti, chissà perchè. Quindi ho immaginato male? Dimmelo, e spiegami ora dov’è la contraddizione. Se scivevo “probabilmente” cambiava il risultato della ricerca e la sua oggettività?
Non sono andato a guardare il link, perchè non era importante capire come era organizzata l’indagine. Era un’altra mia semplice indicazione per sottolineare che esistono metodi di indagine che leggono comportamenti e atteggiamenti su base statistica; cioè comportamenti che possono essere visti in termini generali come un atteggiamento che nasce, dico io, da standard istintuali, conditi, poi, dalle mille variabili X, e pertanto con un substrato decisionale COMUNE che è leggibile nella MASSA. Tu non sei daccordo? Ok. Ma devi farti una ragione del fatto che ci sono questi stupidi personaggi che buttano via migliaia di euro per fare queste indagini che danno risultati statistici, che sono anche ricercatori universitari, e poi magari li pubblicano pure su Lancet. Probabilmente sono gli stessi della pulce.
Nadir, la discrepanza la vedi tu perchè la vuoi vedere, come la pagliuzza nel famoso occhio; ma non voglio indagare sul perchè, non ce nè bisogno, è abbastanza chiara la ragione del cavillo.
Spiace che questa discussione sia degenerata in questo braccio di ferro pseudo intellettuale e un pò patetico; ma se vuoi rintuzzare quello che hai ritenuto uno sbeffeggiamento, e non lo era, cerca di essere meno risentito, così potresti trovare argomenti più convincenti per attaccare l’avversario. Nessuno ce l’ha con voi. Io, assieme a quegli altri disgraziati che la pensano come me, abbiamo fornito dei dati noti scientificamente riguardanti l’esistenza di certi fattori del carattere umano che agiscono di default (ripeto il brutto termine), con esempi comportamentali riconoscibili nella massa; ci è stato detto da altri che, “no, non è proprio così”. Ho chiesto: “va bene, e com’è?”, Io e altre persone non l’abbiamo ancora capito, forse per nostre lacune culturali? Ok, ma qualche esempio elementare? Anche Einstein ha spiegato la teoria della Relatività con l’esempio della stufa bollente e della bella ragazza; dove seduti sulla prima un minuto sembrava infinito e con la seconda sulle ginocchia un’ora sembrava un minuto. E si tratta della legge fisica più importante di tutti i tempi se non sbaglio.
Insomma Nadir, visto che riesci a trovare le discrepanze nella logica dei tuoi interlocutori, vuoi, almeno tu, chiarire la posizione che sostieni e dare la botta finale a questi sprovveduti quali siamo noi filo istintuali? Non aspetto altro, sinceramente.
Io nel mio precedente post ho parlato in termini generali di esserci allontanati dal nocciolo della questione. Quest’ultima inutile polemica tra me e te ne è la dimostrazione
Parliamo delle nostre tesi invece, e non di quanto siamo bravi a difenderle, ma a dimostrarle
SAMUEL: riguardo la vicenda di Hopeful (di cui in realta’ sappiamo ben poco) e’ stata presa (non da me o da Sarah) come esempio di una certa “dinamica”, istinto/ragione, a dimostrazione di come funzionerebbero gli istinti “e’ evidente che anche in questo caso…”. Personalmente non mi sono rivolta ad Hopeful come ad un esempio, ma ad un individuo, non dando per scontate le sue “ragioni” o sensazioni o contingenti situazioni, ma domandandole, se trovasse opportuno parlarne, quali valutava che fossero e come si poneva lei rispetto a cio’. Un piano di dialogo e scambio 1:1 piuttosto usuale nel forum, che, trovo, sia stato anche quello di Sarah. Il passaggio dal particolare al generale e’ stato fatto da altri. Pur non pensando (per come la vedo io ma degustibus) che sia piacevole per l’autore di una lettera trovarsi preso ad esempio di teorie ecc anche con involontarie strumentalizzazioni di una vicenda personale (che per l’autore ovviamente non ha valore “scientifico” quanto piuttosto “emotivo”), cosa che avvenne anche nel tread postato da Rossana e molti altri da parte sua e di Rdf (alla fine chi raccontava la sua storia diventava solo un pretesto per parlare delle proprie teorie (verita’, non opinioni) sul “generale” ho partecipato al topic. Continuo a non capire perche’ Rossana insista da mesi e non piu’ tardi di due post fa con storie di vittorie e pareggi (quoto Roberto a questo proposito) e sfugge se fa apposta a voler leggere ogni cosa in una certa chiave (duelli ideologici a punteggi/persecuzione ideologica) e a non cogliere che le osservazioni ad esempio su statistiche/ricerca e media/metodologia di analisi valgono sia che si parli di questo argomento che di argomenti che con l’istinto non c’entrano un tubo. E non perche’ c’e’ una squadra di cattivoni che vuole smontare la sua idea per vincere l’Ideino d’oro come miglior ideologo protagonista, ma perche’non lo abbiamo inventato io e Nadir come funziona una ricerca a campione ecc ecc. E il piano non e’ stato posto come una “visione della vita” (che ognuno ha la sua e giustamente se la tiene da qualsiasi considerazione nasca)ma su un piano “scientifico” dicendo che gli altri negavano la realta’ per partito preso, per ciecita’ sociologica, per ritardo mentale e imprinting e ignoranza (cit Rdf) ecc. Qualsiasi sia la mia personale visione della vita il fatto che l’essere umano sia un “sistema” non l’ho inventato io. E tra l’altro ogni “sistema uomo” ha le sue idee e agisce nella sua vita come crede opportuno. Quindi di per se’ la visione che io proporrei non di comprende come sarebbe “antidemocratica”, visto che tanto piu” se leggo Hopeful o Ginopino io non do per scontato di sapere chi e’ e cosa vuole. Ma cio’ sarebbe “soggettivo”. O sarebbe soggettivo leggere una ricerca come ha appena scritto Nadir. Cosa che non c’entra con la soggettivita’ di chi legge ma con cosa sta scritto. E il fatto che uno psicologo pur orientandosi nei funzionamenti e nelle dinamiche piu’ varie ascolti le ragioni di un utente
E l’intrapsichismo ecc e in relazione all’esterno e non dica (pur sapendo che gli istinti esistono): “sono gli istinti e la sua morale. Fanno 100 euro” o che i sociologi o gli storici non considerino tutta una serie di cose e fenomeni accessori rispetto un aspetto ha delle ragioni. Che non abbiamo inventato io e Nadir. La Noorwood non fa affatto quello che dici, Samuel, ne’ in quel suo libro ne’ in altri: non racconta singoli casi come dici tu, singole cause che generano un fenomeno divodendo il fenomeno dalle cause. L’hai portata come contrappunto ad una tesi sugli “istinti ineluttabili”, lo dici tu stesso. MA LA Norwood non dice questo, anzi nel descrivere il fenomeno anche attraverso le storie che raccomta dice esattamente il contrario. Parla di dinamiche e da cosa si generano e perche’ permangono, ma non parla affatto degli istintii nella chiave che tu dai. Che puoi tenerti assolutamente, ma la Nooood fa cio’ che “rimproveri” a me, e cioe’ la considerazionedei fenomeni in un certo modo che a te sembra “esulare” dall’argomento. Hai tirato fuori tu, oltre agli istimti, un preciso febomeno individuale e sociale, connettendolo ad un discorso sugli istinti in una certa chiave. M. a e’ la tua e non trova quel riscontro nella letteratura della Norwood e negli studi sull’argomento. Non nella chiave che tu proponi. Con tutro il rispetto le considerazioni che faccio su quel preciso argomento non partono da presunte conoscenze. Levgi questa frase se vuoi nella chiave del SAPERE. Ma non e’un problema mio. Semplicemente delle affermazioni o riflessioni che faccio sull’argpmento,che poi tu le condicida o no,si basano comunque su una rixerca sull’aento npn aolo teori.ca che vaavanti da anni. Se il tuo interesse da abbi fosse rivolto ai rappi di bottiglie o alla colticaziobe delle banane ne avreati una cisione un po’ piu’ ampia di un fenomeno di chi ha letto un libro e meno ampia di cho ne conosce di piu’ancora.Non xomprenso per quale ragione se sei intwressato ad un fenomeno nel momwnto in xui dialpghi cob qualcuno che ha il tuo stesso o anche maggiore interesse per un fenomeno e ci si puo’confrontare non duellando per l’Ideaibo d’oro ma anche in uno scambii di informazioni la tua reazionw e'”la tua teoria non mi convince”. Quando non ho una teoria,ma si sta parlando di un fenoneno e ti dico: sull’argomento puoi trovare anche questo e questo. Ti sta sulke scatole perche’ non riebtra nelka tua teoriadegli istinti ineluttabili? Ed e’ colpa mia se non e’ cosi? E’ colpa della Hirigoyen o di cio’ che si appura nei centroli antiviolenza? Sareiuna che vuole l’ideino d’oro perche’ rispetto ad un febomeno e non la tua visione della vita ti dici cio’ che ho scriito anche in quel post sulla carena di violenza? Dici di avere avuto un pregresso interesse per la psicologia ma parli di soggettivita’ qd si parla di dinamiche. Sarebbe colpamia se l’approccio integrato anche alla sociologia che e’ proprio della sociologia non ti convince e vuoi una spuegazione in 3 righ
Samuel ti ringrazio di avermi risposto.
Dici: In questo senso capire quali altri fattori hanno agito nel giustificare certe scelte, è importante per me e forse per lei. E poichè la parte razionale è stata esclusa, non resta che cercare in quella irrazionale.
Gli istinti ineluttabili non hanno una rilevanza fondamentale solo per me, ce l’hanno per tutti, che lo si voglia riconoscere o meno.
Non capisco bene perché sia così importante per te capire quali fattori hanno agito nel giustificare le sue scelte (temi che possa rifarlo? avresti voluto poter proteggerla?) ma se è così importante per te ovviamente non discuto su questo.
Dici forse per lei. Forse se fosse importante per lei parlarne con uno psicologo per esempio le chiarirebbe quali sono state le sue ragioni che l’hanno portata a vivere quella relazione e a sentirsi in un certo modo eccetera.
Naturalmente non possiamo costringere una persona a andare a analizzare qualcosa che la riguarda se a riguardo sta bene come sta o comunque non sente la spinta a farlo ma solo perché noi sentiamo il bisogno che lo faccia
Ti risparmieresti molta fatica e teoria se lei avesse queste risposte! Sempre che lei volesse parlartene e tu fossi disposto a dare loro valore non pensando che non ti convincono abbastanza anche sentendoti coinvolto
Non capisco perché si continui a parlare di vittorie e pareggi e a me sembra che tolta questa idea di base di certi sulle vittorie e pareggi i punti di vista emersi avrebbero potuto anche integrarsi in molti casi a favore anche della tua ricerca ma sai tu…
A me pare che Luna e Nadir dicono che per esempio in psicologia – che studia i comportamenti ma anche le emozioni umane eccetera – non esistono solo la ragione/razionalità e l’irrazionalità che viene da istinti ineluttabili e che le persone funzionano in un certo modo dandosi dei loro perché – anche quelli che non riescono a vedere – che non sono solo razionali e nemmeno solo istintuali
Da un sito di psicologia: La crocerossina solitamente trova le sue origini in situazioni familiari svantaggiate (un genitore morto o sempre malato, ad esempio), in cui si è trovata costretta ad assumere le responsabilità degli adulti di casa. D’altra parte potrebbe essere anche colei che è vissuta con la mancanza di affetto da parte dei genitori che hanno avuto delle attese troppo alte nei suoi confronti e la sua svalorizzazione era l’anello caratterizzante della relazione . Per questo motivo la crocerossina ha una scarsa autostima e un estremo bisogno di avere sempre il consenso dell’altro. Vuole inoltre avere un partner che assomigli ad un uomo del suo modello familiare (spesso problematico), così da avere la possibilità di salvare almeno il nuovo arrivato, dato che non è riuscita a farlo con quello del nucleo di origine.
(continua) L’estremo investimento di energie e tempo e il proprio trascurarsi, non è altro che necessità di riempire il vuoto che è stato lasciato a queste donne durante l’età infantile e/o adolescenziale da figure familiari inadeguate che richiedevano, in un modo o nell’altro di essere accudite, anziché accudire.
“Ci si sente infelici anche quando non si crea un vero rapporto con il partner per ciò che è veramente ma con la sua immagine ideale a cui si aspira prendendosi cura di lui. Vi è mai capitato di essere attirati dalle caratteristiche di un altro che poi avete provato a cambiare? Questo è un ottimo stratagemma (seppure inconscio), di non mettersi veramente alla prova all’interno di una relazione. Ed è un’ottima strategia per non stare veramente in contatto con se stessi, i bisogni, i desideri perché troppo concentrati sull’altro per cercare di cambiarlo. Se non di salvarlo quando è una persona problematica.
Non è un caso che spesso mi venga chiesta una consulenza da compagni disperati che pretendono che io “metta a posto” il partner senza voler parlare di se stessi. E’ un po’ come andare dal meccanico perché ripari la nostra macchina dato che noi non sappiamo come fare!
Ma nelle relazioni umane questo non accade, anche perché spesso, “riparare il compagno” significherebbe consegnare una persona che non piace più al partner. Infatti, mentre prima la relazione veniva “riempita” dalle cure verso l’altro, se esso guarisce gli equilibri della coppia vengono del tutto cambiati e chi “curava”, prendiamo il caso di una crocerossina, non saprebbe più che farsene di un compagno “guarito”. Dove verrebbero incanalate tutte le energie spese a cambiarlo? Sarebbe una tragedia perdere il ruolo di salvatore della coppia! Si potrebbe essere costretti a fare i conti con il vuoto che lascia la guarigione dell’altro”.
Mi sembra interessante questo passaggio: Vi è mai capitato di essere attirati dalle caratteristiche di un altro che poi avete provato a cambiare? Questo è un ottimo stratagemma (seppure inconscio), di non mettersi veramente alla prova all’interno di una relazione
Sono cose di cui parlava anche Luna sulla Norwood e sulle relazioni no?
…comunque riflettevo sul fatto che da ogni esperienza si puo’ trarre qualcosa di utile. Tornando indietro, anche avendo il quadro delle dinamiche dopo e infinite penso proprio che, per il modo stesso in cui poneva e che avevo, appunto, colto mi sposterei direttamente da chi aveva mesi fa portato nel forum la sua aggressivita’ (anche se a dire il vero di quella faceva parte anche insistere pure con chi si era spostato e altrove… Perche’ infatti mi spostai) e comunque direi no ad una certa, altra modalita’ di qualcun altro, che ha cavalcato l’onda del suo (di lui) modo di porsi e in modo talmente plateale da oltrepassare l’evidenza e il senso del ridicolo… Pero’ mi rendo comunque conto che proprio perche` ho sempre colto tutto l`andazzo e sento ripetere da mesi le stesse boiate (non idee o argomenti, ma the winner is ecc) e agire lo stesso schema e sono ancora qui a vederlo e a parlarne in qualche modo comunque proprio perche’ avevo di meglio da fare e cose piu” importanti e anche piacevoli a cui pensare la’ fuori
Ed ero interessata agli argomenti e non.alle polemiche devo non aver prestato comunque sufficiente attenzione all’aspetto stressante di certe modalita’. Che nulla hanno a che vedere con opinioni e scambi di opinioni. Nel senso che sarebbero state agite da qualcuno con qualsiasi pretesto. Infatti cosi era a che prima fi trovare dei topic pretesto. Come puntualmente e” avvenuto da mesi fa. E’ lampante proprio per come si e’ svolta la dinamica da mesi fa che era impossibile vivere anche uno scambio di opinioni come comunemente si fa in LAD. Per inciso volevo togliere il precedemte post e non perche` non pemsi cio` che sto scrivendo ma perche` mi basta sapeho rlo. M ma un errore di databasee lo h a impedito e quindi ho terminato il concetto. La «tattica della tensione» e il porre la questione sempre in certi termini di fazioni serve avqualcuno. Che infatti non manca di porre ogni cosa in questi termini sin dall`inizio di questa dinamicata. Infatti son mesi che va avanti tanto piu`perche^..quando inicond queste storie senza una conceeta ragione le fu detto “non e’ cosi. Ci lssci in pace?”..t E puregentilmente all’inizio sebvene ci si trovasse ??? di fronte ad una invenzione di sana pianta.Non su un argomento ma su cio’ che stava avvenendo. Mesi e sottolineo mesi che sta roba va avanti, sto film. A nulla e’ valso dire “sta nella tua testa, basta!”…e non solo da parte dei diretti interessati dal “film” ma anche da altee numerose persone… Cosa si puo’ fare quando si incontra un’ossessione? Spostarsi.
Buongiorno Luna. Ho letto l’orario antelucano durante il quale stavi scrivendo. Oltre a sorpendermi il fatto in sè, mi chiedo dove trovi tutta quella energia, e se valga la pena stressarsi per cose che nessuno di noi potrà cambiare, a prescindere dalle idee e dalla visione di quelle cose che abbiamo riversato in questo forum. Quelle cose di cui stiamo dibattendo, continueranno a manifestarsi “secondo le leggi di natura che noi, macchine biologiche intelligenti, subiamo e interpretiamo secondo un nosto punto di vista, che chiamiamo libero arbitrio. Ma cos’è il libero arbitrio? Quanto è frutto di una decisione che riteniamo intimamente collegata alla nostra mente e quanto la mente è frutto delle nostre esperienze?”.
Quello che leggi tra virgolette lo ha detto Steven Hawking, lo scopritore dei Buchi Neri, che hanno rivoluzionato le leggi della fisica più di quanto abbia fatto Einstein.
Cosa dice in parole povere questo inattaccabile quanto geniale fisico? Quello che dici tu e che non ho mai negato io, cioè che l’uomo è un sistema biologico intelligente, che si auto programma attraverso le informazioni che gli provengono dalle esperienze, e attraverso queste modula mano a mano il proprio comportamento e le proprie scelte ottimizzandole in vista del raggiungimento di uno scopo o della soddisfazione di un desiderio. Sto semplificando per rendere chiara la dinamica, e faccio lo stesso esempio esempio che ha fatto lui per spiegare come si manifesta il “libero arbitrio” di fronte ad una scelta. Libero arbitrio che forse è un pò lo spartiacque tra le due visioni del comportamento umano che ha diviso le fazioni di questo forum.
Un uomo ha sete, si alza dal letto e apre il frigorifero, si trova davanti due succhi di frutta, uno di arancia e uno di mele, è indeciso, li annusa entrambe ma opta per quello di mele. I suoi neuroni si sono scatenati, ricordandogli in maniera subliminale quella esperienza trascrsa con la sua ragazza proprio in un campo di alberi di mele. L’esperienza piacevole ha prodotto un segnale positivo a livello inconscio è ha fatto propendere la scelta per il succo di mele. Si tratta di una scelta elementare, ma non diversa da quanto accade quando ci piace una donna o un uomo, dove certamente entrano in gioco una miriade di altri input, anche contingenti, che sommati, ci fanno “scegliere” quella persona. Lo stesso Hawking si chiedeva se la sua scelta di fare il fisico piuttosto che il medico, come voleva il padre, non fosse legata ad esperienze analoghe che la sua “coscienza” leggeva nei termini che ho comunicato attraverso le sue parole. E’ stato mostrato (si trattava di un documentario scientifico) un operazione al cervello dove, immettendo una corrente elettrica in punti specifici del cervello, si avevano delle risposte meccaniche involontarie del paziente, che era cosciente nello specifico.
Ora, capisco che è difficile immaginare che la nostra mente possa essere vista come qualcosa di manipolabile, ma è proprio quello..
segue
..meravigliosa, dove la manipolazione può essere positiva o negativa secondo il tipo di esperienze che si vivono.
Le esperienze sono vissute attraverso le informazioni che il cervello riceve, lette in termini di buono o cattivo in ragione, dico io, (ma non solo io) dei valori di buono o cattivo che la base istintuale della natura ci impone per farci sopravvivere meglio possibile su questo pianeta. La somma di tutto questo bagaglio di informazioni modifica continuamente la visione che noi, singoli soggetti, abbiamo del mondo, ma le modalità con le quali questo avviene sono uguali per tutti. E’ il risultato che è diverso per tutti.
L’idea che tu hai della situazione che stiamo faticosamente discutendo, nasce dalle tue esperienze, letture, conoscenze, traumi e gioie,e giustamente sei convinta di quello che pensi, ma se non si riconosce che siamo quelle macchine biologiche di cui non solo io parlo, non si potranno comprendere appieno molti fenomeni della mente umana che spesso vengono definiti inspiegabili. E’ proprio perchè non si vuole riconoscere la semplicità di base della nostra fisiologia psicologica che si è incorsi in tanti equivoci nell’interpretare il senso della nostra vita. Ciò nontoglie il fatto che l’essere umano sia un’entità meravigliosa, ma è pur sempre la vetta più alta di uno sviluppo animale, dove l’intelligenza è frutto di una fortunata coincidenza di fattori, che ci ha portati fin sulla luna e a scoprire la particella di Dio, o bosone che dir si voglia, ma sempre grazie a quel meraviglioso prodotto della Natura che è il nostro cervello, fatto di acqua e proteine.
La psicologia avanzata a cui tu fai riferimento non fa altro che “cercare” di derimere la matassa, spesso ingarbugliata, di quelle esperienze che possono portare anche a comportamenti innaturali, suicidio compreso. Ma un suicida, quando compie quel gesto, paradossalmente non lo fa per danneggiarsi, ma perchè pensa di… stare meglio. Per quanto innaturale possa apparire quel gesto, esso segue le cieche leggi dell’istinto, alterate, in questo caso, dalle esperienze di quell’individuo che lo hanno portato a compiere quel gesto, a prendere quella decisione.
Per quanto ho detto, discutere sulle finalità del libro della Norwood è superfluo, sia che esse stiano nei termini che hai citato tu che quello di denuncia di un fenomeno esecrabile come ho letto io.
Ti saluto e ti invito a dormire di più. (Le tre di notte!!!)
Ciao
Ciao Roberto, grazie a te per la tua lunga lettera.
Leggerai il post che ho inviato a Luna, dal quale comprenderai quali sono le basi di questo mio interesse per quelle che sono le modalità con le quali l’essere umano manifesta la propria personalità.
Gli importanti dettagli comportamentali di cui correttamente parli tu, sono solo le tessere di un puzzle più complesso e articolato, osservando le quali non possiamo intuire l’immagine completa della composizione che è una personalità. Non di meno, come ho già sostenuto nel mio precedente post, la creazione di quella composizione segue regole di base uguali per tutti, attraverso quelli che io chiamo istinti, secondo le modalità che più volte ho cercato di descrivere su questo forum.
La storia di Hopeful mi interessava proprio perchè era paradigmatica del fenomeno di scelta che si opera nel momento in cui si presenta un’emozione indotta da un desiderio. Noi tendiamo a vedere le emozioni come un fenomeno trascendentale, e non è del tutto sbagliato, poichè, quando è buona, come nel caso di Hopeful, fa immaginare un seguito di gioie e di piaceri, perciò quanto di più vicino all’idea di paradiso (quante volte l’abbiamo detto al’innamorata: con te mi sento in paradiso).
Pensare che il desiderio di Hopeful nasca da un esigenza sessuale naturale, soprattutto alla sua età, non invalida la sua capacità di libero arbitrio di cui ho accennato nel post precedente, ma è come questa epistemologia decisionale venga a crearsi che è interessante. D’altro canto, con quali criteri secondo te si può formare una decisione? Nel caso di Hopeful, perchè le piace proprio quel ragazzo? Perchè le da quelle emozioni che altri, il suo fidanzato compreso, non le danno? Quali sono gli elementi che le fanno immaginare che quel tipo la potrebbe fare star bene, darle quei piaceri che desidera? E’ ragionevole pensare che, data la sua giovane età, debba riferirsi a esperienze dirette o indirette che le indicano quel tipo come un possibile soddisfattore (che brutto termine) dei suoi bisogni. Probabilmente se Hopeful avesse non 24 ma 44 anni, avrebbe accumulato altre esperienze che non avrebbero prodotto la stessa scelta. Probabile dico, ma plausibile.
Detto ciò, visto che hai accennato alla genesi del mio interesse, relativamente ad una mia questione personale che però non voglio esporre completamente, a me interessa conoscere quanto si “è” la persona che il partner voleva, tutto considerato. Cioè contemplando le variabili di cui ho accennato, da quelle più “brute” come l’attrazione animale di Hopeful a quelle intellettuali, comunque anche queste formatesi secondo i criteri buono o cattivo di cui dicevo nell’altro post. E quanto, invece, le circostanze, le necessità e le opportunità in buona fede abbiano formato la decisione di scegliere questo piuttosto che un altro partner.
Non per mettere in discussione un rapporto, ma solo per capire di cosa è fatta “veramente” quella che riteniamo essere la scelta più importante della vita.