Anni passati programmando la mia fine, ma un giorno arriva lei
Riferimento alla lettera:
Anni ed anni passati solo desiderando e vivendo, programmando la mia fine. Un giorno arriva lei e mi stravolge la mente ed i desideri cambiano. Ma lei mi allontana dicendomi solo di aver scelto la persona sbagliata, che fa qualcosa che non mi piacerebbe, che devo tornare alla mia vita....
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Data di pubblicazione: 30 Maggio 2010
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continua per lo “stramaledetto” pure da me…
la lingua batte dove il dente duole: non ti vuoi bene perchè ti senti in colpa per quel qualcosa che affiora sempre qua e là, che avresti fatto per meritarti giustamente tutto il male del mondo… le auto-condanne sono le peggiori: NON se ne esce MAI!
se non vuoi scriverlo qui, puoi anche mandarmelo in privato o, meglio ancora, discuterlo con un professionista del settore, ma se non lo sputi, ti resterà sullo stomaco ancora per chissà quanto tempo. ma forse è proprio questo che vuoi, fa parte del tuo percorso di autopunizione… che impedisce a chiunque di provare ad aiutarti.
vero è che lasci, per così dire, la porta aperta al destino, andando a procurarti da bere ma, secondo me, se veramente si vuol qualcosa, si dovrebbe sforzarsi a fare un tantinello di più… accolgliendo positivamente almeno tutte le minime occasioni di vario genere (compresa quella di fare due chiacchere con il postino) che la vita ci offre per espanderci, se ancora cerchiamo una qualche possibilità di vivere e non soltanto di vegetare.
non vale ovviamente per me, che le mie occasioni le ho avute e ne ho tratto tutto il male possibile. tu hai solo 40 anni e non è ancora tempo per te di tirare i remi in barca. sforzati almeno un poco a vivere, nonostante tutto!
spero
Rossana non credo che davvero qualcuno decida di essere solo per scelta, al massimo lo si decide per non farsi fare piu’ del male, che siano troppe delusioni o altro, io volevo solo andarmene e stavo lontano il piu’ possibile da certe situazioni, e quando ho davvero desiderato di non essere piu’ solo, ci sono restato comunque(e ribadisco e’ giusto cosi’).
Non stavo, e non sto, bene con me stesso e ti ho gia’ detto che e’ a causa di troppi sbagli e voglio trovare nessun interesse, ma solo smettere di pensare a tutto.
Humm, mio padre, lasciamo perdere che lavoro faceva(troppi dettagli…ricordi…paranoico) fa condo che di pensione prendeva circa 2000€ al mese, e per tanti anni a casa ci stava poco perche’ viaggiava. Comunque non c’entra il mio lato rinunciatario con loro, credo che si sia sviluppato da giovane perdendo la fiducia in certe persone e sopratutto quanto ho capito quanto valevo. Non mi voglio bene perche’ non valgo nulla, perche’ non mi piaccio come sono e non posso cambiare(parlo di carattere). Coso’ fatto, lo so io ed un altra persona e gia’ siamo in troppi, e anche dicendolo non cambierebbe nulla cio’ che e’ fatto e’ fatto. Il fatto che io ironicamente abbia detto che una porta al destin oe’ sempre aperta non vuol dire che io voglia che succeda qualcosa e’ solo un dato di fatto. Che fai predichi bene e razzoli male? Non dipende certo dall’eta’ il fatto di tiraare i remi in barca, come dicevi prima tu, se vuoi qualcosa e se vuoi darti una possibilita’ esci e valla a cercare non piangerti addosso e se ritieni di aver fatto degli sbagli in passato cerca ora di non rifarli …lo so so cattivo vero? Sai che quella tua ultima frase tempo fa l’ho detta anche io ad uno di poco piu’ di 20 anni conosciuto su quel forum di cui parlavo qualche sisposta fa… e’ una frase senza senso a pensarci bene. MA resta valida per chi la dice sentendola..lo so.. e’ lo stesso per me.
maledettoio,
concordo: difficilmente si sta soli per scelta. anch’io, come te, lo faccio essenzialmente per evitare ulteriori sofferenze. so, comunque, che l’isolamento è sbagliato e cerco di non chiudermi del tutto, sia pure in modo indiretto. so anche che la mia sensibilità è eccessiva e che è per questa mia connotazione di carattere che patisco più di altri.
quanto alle delusioni da parte del prossimo, anche quello più caro in cui si riponeva maggior fiducia, chi non ne ha avute? ho dato complessivamente 24 anni della mia vita, con tutta me stessa, a due uomini che mi hanno entrambi tradita e lasciata sola. una nipote, che amavo come una figlia, mi ha voltato le spalle, in modo atroce, nel momento in cui ho avuto più bisogno di lei…
il fatto che a te sia successo in giovane età è un’aggravante, ma tutti dobbiamo recuperare la forza di capire le debolezze altrui, prima o poi. non è che noi siamo poi tanto diversi da loro, essendo anche noi esseri umani che, a loro volta, hanno deluso.
continua per maledettoio
quanto alla tua famiglia, mi sembra di aver capito che sta nella media e che pertanto non ha inciso molto sulla tua formazione, anche se, alcune note caratteriali singole, potrebbero far capire la tua sensazione di non valere nulla. come dovresti essere per “valere qualcosa”?
il nostro procedere nel tempo è fatto di cose giuste, di cui nemmeno ci accorgiamo, e di sbagli. anzi, si potrebbe dire che, visto che le cose buone non fanno notizia, la vita diventi quasi per tutti il rimpianto ossessivo di scelte che, a nostro avviso, avrebbero dovuto essere diverse, senza tener conto che, se non avessimo sbagliato in quel frangente, avremmo di certo sbagliato in uno degli snodi successivi. maledizione, perchè mai dovremmo essere perfetti visto che NESSUNO lo è?
non sono stata una buona madre e ne pagherò le conseguenze, dolorosamente, per tutto il resto della mia vita. e allora? sono forse la sola che dovrà pagare così? forse che l’ho fatto apposta a comportarmi male?
non ti va di dirmi cosa ti fa più male e rispetto la tua scelta. di conseguenza non potrò mai avere ua completa idea di te e delle tue difficoltà. se non lo ritieni utile tu…
l’età conta e non conta. ma in certi momenti incide parecchio. dopo i 40-45 anni, di solito è meno frequente che una psicanalisi dia buoni risultati. può fare la differenza se a 40 anni ancora non si è cominciato davvero a vivere mentre, alla soglia della terza età, se si è vissuto una vita che vale per 3 in termini di intensità, può anche essere accettabile decidere di non mettersi più in gioco e limitarsi a contemplare… vengono a mancare anche le forze fisiche…
non sei cattivo e mi ha fatto piacere questo confronto con te. sei persona di rara intelligenza e sensibilità. mi dispiace soltanto di non saper trovare la corda che potrebbe cominciare a farti reagire…
Ba non so, non importa piu’ nulla.
So solo cio’ che voglio fare, so che devo farlo, perche’ non voglio piu’ altro, e perche’ non viglio piu’ seguire inutilmente nessuna altra strada, non mi importa se mi perdo una qualche tipo di esperienza, non mi importa di nulla di nulla, so solo che non voglio piu’ pensare a niente.
Mi sono rotto di tutto in primis di me stesso, e tutto il resto conta poco o nulla. Si pou’ anche vivere e continuare a vivere anche se si sta male con gli altri, ma se si sta male con se stessi secondo me non ci sono altre vie d’uscita.
La corda… so io che ci faro’ con la corda(se non bastassero i medicinali), comunque non puoi trovarla perche non c’e’ ed anche se ce ne fossero cento sarebbe uguale perche tu potresti anche tenerne un capo ma io non afferrerei mai l’altro.
E non e’ colpa di nessuno, solo mia, che oltre, si, ad essere ostinato(forse) sono troppo realista e troppo consapevole di come sono io e com’e’ la mia vita(come la vedo e vivo io), e di come sarei in futuro e del futuro che mi aspetterebbe. E quello che vedo ora e so del domani non mi piace e non lo accetto e non intendo viverlo, ne per me, ne per gli altri. Rossana, convincitene, sono una causa persa.
Non vale la pena che stai a pensarci su. L’unica cosa davvero ma davvero di cui mi dispiace e’ di non aver fatto la finita a 35 anni come avevo deciso, tutta colpa mia anche quello che ho deciso di ascoltare gli altri e di tentare di trovare qualcosa di diverso. Ed anche quello sbagli oggi lo pago in vari modi. Ci sono due modi di sbagliare nella vita, a modo proprio o ascoltando gli altri..meglio sbagliare a modo proprio per non dover anche incolpare oltre a se stessi anche altre persone.
maledettoio,
concordo con quanto hai affermato con queste due frasi:
1)Si pou’ anche vivere e continuare a vivere anche se si sta male con gli altri, ma se si sta male con se stessi secondo me non ci sono altre vie d’uscita.
2)Ci sono due modi di sbagliare nella vita, a modo proprio o ascoltando gli altri..meglio sbagliare a modo proprio per non dover anche incolpare oltre a se stessi anche altre persone.
non ho mai avuto il serio intento di convincerti in qualsivoglia aspetto della vita. ho voluto soltanto confrontarmi con te e avere il piacere della tua compagnia. sapevo a priori che non sarebbe servito ma ero contenta lo stesso di questo interscambio.
il nostro mondo E’ esclusivamente nella nostra mente: solo tu puoi cambiare il tuo, se vuoi… cominciando dall’essere MENO esigente con te stesso.
a modo mio ti ho capito abbastanza a fondo e ti ho affettuosamente apprezzato in alcuni aspetti delle tue potenzialità, che avrebbero dovuto darti molto di più, almeno in qualcosa di speciale e di specificamente tuo.
un grande abbraccio
Rossana, mi sa che forse non ho capito in cosa o in che modo dovrei essere meno esigente, io non voglio nulla tranne che andarmene. In che dovrei esigere di meno, nel voler fare la finita, nello smettere Di sentirmi cosi, nello smettere di sentirmi una merda?
maledettoio,
sì, dovresti smettere di sentirti una m…., innanzitutto perchè NON lo sei. in secondo luogo perchè NESSUN essere umano lo è, per quanto possa essere insignificante e perverso. e tu non sei nessuna delle due cose…
ma, se ti vuoi fare del male e ti vuoi distruggere, nessuno te lo può impedire…
PS: non hai risposto alla mia domanda di come dovresti essere per essere più contento di te o almeno in pace con te stesso? mi sa che era un’omissione voluta e non freudiana…
Humm non si tratta di come vorrei diventare, perche’ non ci voglio diventare, quindi non c’e’ via d’uscita.
Comunque a parer mio quelli che stan meglio sono quelli che fan cio’ che gli pare fregandosene di tutto e tutti, conseguenze comprese.
Magari poi sbaglio anche su questo ma a me par cosi’.
Insomma non ci pensano neppure a cio’ che fanno lo fanno e basta, ma in quel modo non ci si diventa se hai un carattere come il mio.
E per come la vedo io non ci vorrei neppure diventare cosi’, ma sarebbe stato bello o almeno interessante poterlo essere, credo.
E fidati… non so gli altri… ma io una, come dici tu “m….”, o come dico io merda, ci sono.
Comunque, secondo me, sbagli a giudicarmi.
Insignificante lo sono di certo, in quanto a perverso se prendiamo il significato, tendente al male… malvagio, direi che se non lo sono mi ci avvicino molto, e’ solo che riesco sempre a tenere sotto controllo me stesso ed i miei istinti(quasi sempre).
E poi se e’ vera la frase “io penso, quindi esisto” e’ altrettanto vera “il penso di esserlo quindi lo sono”.
maledettoio,
anche a me è parso per molto tempo che stessero meglio quelli che vivevano in modo più “leggero” e decisamente meno responsabile. non credo, però, che questo sia sempre vero; in effetti non è raro che l’apparenza inganni.
comunque, la testa al toro in questo contesto si taglia rapidamente, in quanto nè tu nè io vorremmo essere così. quindi, 1 punto a NOSTRO vantaggio per essere come siamo… d’altronde il carattere non è un qualcosa che sia soltanto determinato dalla formazione o dalle attenzioni ricevute in famiglia nell’infanzia.
può darsi benissimo che abbia sbagliato a considerarti. l’ho fatto solo leggendoti e non disponendo nemmeno di tutte le informazioni che avrei voluto avere per una visione più completa. resterò con il dubbio sulla gravità della nefandezza da te compiuta. la metterò comunque insieme alla mia, cercando di giustificarle entrambe, in quanto hanno il parallelo di aver rovinato un’esistenza, più o meno cara.
sei il primo e l’unico a sapere veramente di te. sei anche il primo a l’unico deputato a valutarti a fondo, quindi… dove giunge un superiore, l’inferiore lascia il campo…
con l’ormai consueto abbraccio
PS: tutti controlliamo i nostri istinti, altrimenti saremmo animali!
Che io sia meledetto 1000 volte 1000. Dopo una giornata di merda, mi mancava solo questo. Sono uscito a buttare la spazzatura con mia madre e forse l’ho vista, forse era lei, che ci faceva qui, cosi’ lontana da casa. Era lei o e’ colpa dell’alcol o e’ colpa del fatto che ho voglia di lei? Non sono riuscito a fermarla, a chiamarla, sono tornato a casa mi sono cambiato e sono uscito per bere e non sono riuscito a non fare un giro per vedere se fosse ancora in zona. Era lei? Era li per me? Era li per caso? Era li per qualche altro suo amico? Era li per un altro motivo? Maledetto il mio cuore che e’ impazzito ancora una volta, maledetta la mia mente che ha sperato. Maledetto io, che se un inferno possa esistere che io ci possa bruciare per l’eternita’.
Unica cosa positiva e’ che anche le pratiche per la macchina sono sitemate, passaggio di proprieta’ a nome di mia madre fatto, assicurazione pagata, un passo verso sta agognata e schifosa fine.
Restano solo ste maledette cartelle cliniche da ritirare per il mutuo e poi finalmente non ci sara’ piu’ un maledettoio. Finalmente il nulla.
maledettoio,
mi dispiace, sinceramente.
so come si sta quando si è perso quello che consideriamo l’ultimo treno e so anche come si sta quando si è innamorati e si desidera qualcuno fisicamente.
un abbraccio
Non ho mai maledetto nessuno di cuore tranne me stesso, ma un MALEDETTI va a tutti quelli che stan lavorando sulle cartelle cliniche di mio padre, quasi 2 mesi per stampare du2 ca220 di fogli. Ed ancora piu’ sentita per quelli dell’ospedale dove mia madre non potrebbe andare da sola che han rinviato a dopo giorno 20, gli auguro che gli possano capitare le peggio cose che ci possano essere e che debbano restare vivi per sentire ogni giorno il peso su di loro. MALEDETTI E maledetto io “capo” se esiste o il destino o quel che sia che fa di tutto per non farmi concludere, ho tutto pronto da giorni, finira’ che me ne freghero’ anche di ste 4 minchiate da sistemare e fanculo al mondo.
Rossana, lo so e’ stupido dirlo, e’ una classica frase fatta, che chi la sente non puo’ fare a meno di pensare quanto sia stupida, ma “fidati, non lo sai cosa possa voler dire per me perdere una cosa che considero cosi’ importante ne come sto desiderando lei accanto”. Lo so che tutti ci passano, lo so che cio’ che si prova, forse, e’ molto simile a tutti, ma so che non puoi davvero capire cio’ che provo. perche’ anche se ho piu’ o meno detto come mi sono sempre visto, considerato, e tutto il resto, non credo tu possa capire. Tu pensi davvero cosa fosse lei per uno come me che si e’ sempre odiato cosi’ tanto? E veder andar via un ultimo treno senza poter fare nulla, quando un ultimo treno non lo stavi neppure cercando anzi giravi al largo dalle stazioni credi davvero cosa si senta? Io non credo perche’ comunque tu hai vissuto la vita in una maniera normale, desiderando, amando, anche piangendo e soffrendo, ma l’hai vissuta, anche se a quanto pare ora forse ti sei un po arresa. Comunque non importa ho sedato cio’ che provavo ancora una volta, mi e’ toccato dar fondo alla bottiglia di gin oggi ma ora sono quasi dinuovo in me stesso. Se fosse li, perche’ fosse qui in zona, se avesse bisogno di aiuto, non importa, non fa differenza, anzi meglio che sia andata cosi.
Se era lei ho avuto il piacere di rivederla, ma in fondo meglio sia andata cosi, tanto io devo andarmene ora anche se suonasse qui non credo potrei comunque tornare indietro su certe cose degli ultimi anni quindi meglio stia lontana, non le farei del bene. L’unico problema del bere e’ che come riesce a calmarmi in alcuni casi mi fa l’effetto opposto ed ecco il perche’ di questi ultimi post. Ma tutto e’ rientrato, tutto finira ed a modo mio.
maledettoio,
hai ragione: posso solo avvicinarmi a quello che provi, non potrò mai percepirlo come lo senti tu. qualcosa di molto simile al tuo ultimo treno perduto ce l’ho comunque pure io sul cuore, di recente, e so già che, anche se volessi, neppure tu potresti avvicinarti più di tanto…
umanamente possiamo SOLO starci vicini così: nessuno potrebbe far meglio e di più…
ho cercato in rete un aforisma per te:
“Nulla viene per caso, c’è una ragione per ogni cosa, anche se non ce ne rendiamo conto. Se cerchi il positivo e lo chiedi, arriva.”
(Hans Küng)
un abbraccio
PS: pure io eccedo spesso con i liquorini dolci ma non mi sono mai ubriacata. non mi piace non essere più me stessa, anche se questo significa provare sofferenza, come mi accade tutti i giorni da almeno una decina d’anni…
Rossana, certo neppure io posso minimamente capire come tu ti senta.
E si vero nessuno potrebbe fare di piu’, comunque ammiro la tenacia che hai nel voler continuare a vivere a prescindere da tutto.
Si lo penso pure io che nulla accade per caso. ma oramai sono stanco, come ho detto, anche solo di aspettare che qualcosa possa accadere. SAi quante volte mi son detto che forse dovrei asppettarla, o che dovrei aspettare che ricapiti, o che dovrei aspettare che capiti qualcosa che mi faccia tornare anche solo un piccolo sorriso!?! Ma so che per come mi vedo oggi e come vedo la mia vita e quello che mi sto facendo non potra’ mai succedere, e il problema grosso(se vogliamo definirlo cosi’) e’ che non succedera’ mai perche’ come ho detto non permetterei mai che possa ricapitare.
Si anche io preferisco generalmente quelli dolci(spero ci riferiamo allo stesso genere, e di non sbagliare anche in questo), ne ho provati tanti, ma molti proprio non mi piacciono, anche un solo sorso mi fa venire letteralmente da vomitare, non tanto mentre li mando giu’ ma il retrogusto che lasciano lo trovo orrendo. Il vino(che con i liquori non so se c’entra ma credo di no) tollero quello bianco, cosi’ cosi’ il rose’, il rosso non lo sopporto proprio massimo un bicchiere al secondo mi si rivolta il palato. Whisky neppure a parlarne, neppure grappa o wodka(questa cosi’ cosi’), buono un liquore che ho trovato al pistacchio o al limone, ma son bassi come gradazione, gin con un po di sciroppo di menta non e’ niente male, le uniche cose davvero forti che tollero sono centerbe e fuoco di russia.
Ma quando voglio proprio sbattermi giu’ niente e’ meglio che un po di alcol puro a 95gradi con 2 dita di acqua fredda e un po di sciroppo a piacere, con un paio di bicchieri dormo a prescindere da tutto non ho modo di restare sveglio. Avevo pure io diciamo la preoccupazone di non volermi ubbriacare per non perdere il controllo di me stesso tempo fa, idem capitava all’idea di usare robba illegale, ma ci ho voluto provare e sinceramente non so che effetto faccia agli altri ma a me non fa molta differenza mi sembra di essere comunque “lucido” cio’ non perdo il controllo sulle cose principali, tranne che ovviamente non riesco a tenere gli occhi aperti e che non cammino dritto, per il resto non mi cambia molto tutto resta come prima tranne che tutto sembra piu’ distante… una sensazione forse discutibile l’ho provata solo mentre ascoltavo della musica(che mi rende triste gia’ da sobrio), cioe’ mi faceva piangere e desiderare ancor di piu’ far la finita. E diciamo che poi sara’ il modo che usero’ per avviarmi al mio destino la sera che me ne andro’, accentuero’ il piu’ possibile cio’ che provo per permettermi di avviarmi senza nessun ripensamento. Oggi mi son fatto un bagno …erano quasi due mesi, lo so faccio schifo, ma non mi importa piu’ neppure di questo, mi sono addormentato nella vasca bevendo, e’ stato quasi piacevole.
Sai Rossana a pensarci mi fai una gran rabbia. Sara’ che io sono giusto un po estremista nelle mie cose, ma l’idea che ti sei rassegnata al tuo destino mi fa rabbia.
O sara’ che non capisco proprio come una persona possa rassegnarsi a vivere in un limbo, non lo so.
Vuoi vivere ma hai paura di vivere davvero.
Tu dirai che potresti dire lo stesso di me, ma in realta’ non e’ cosi’, io non riuscirei mai e non riesco a vederrmi tra n anni come sei tu, anche questo e’ uno dei motivi per cui voglio fare la finita. Solo e rassegnato ad esserlo, non fa per me. Cosa sarebbe un aspettare che dio o il destino decida quando e’ il caso che tutto finisca? Non ci sto, preferisco decidere io come e quando. Secondo me se la gente del tuo paese non ti da stimoli dovresti cercare altrove, tu parli di eta’ ed invece l’eta’ non vuol dire nulla, parli di mancanza di forze fisiche ed anche questo non vuol dire nulla, c’e’ gente di parecchi anni piu’ dei tuoi che si fa miglia correndo. So, capisco come ti senti la forza ti manca perche non credi, ma non e’ giusto trovare certe giustificazioni, la vita e’ tua se vuoi vegeare, o se vuoi conoscere gente piu’ stimolante dipende solo da te. Se davvero tieni a te ed in qualche modo alla tua vita dovresti solo darti e dare ad altri delle possibilita’ per quanto sia difficile o doloroso farlo.
Saro’ io a parlare o sara’ che oggi ho bevuto troppo ed al contrario del solito tutto il giorno invece che solo la sera…non lo so ma in questo istante e’ quello che penso e pur pensando di correre il rischio di sembrare un deficente che spara giudizi ho deciso comunque di scrivere cio’ che penso. Potrei sbagliarmi ma credo tu ancora di forza per vivere ne abbia parecchia, ed anche di voglia, ma ti fai dominare dalla paura e ti dai giustificazioni discutibili come l’eta’.
o come il fatto di aver gia’ vssuto cio’ che gia’ dovevi o volevi.
Spiegami perche’ allora, perche vuoi ancora andare avanti? per cosa? per vegetare(ma non dicevi di non sopportare l’idea)? O aspetti che accada qualcosa? O solo per portare avanti degli hobby che alla fine quando resti sola con te stessa non ti lasciano nulla? Io non capisco, veramente non ci arrivo. Devo ammettere che anche l’idea di arrivare ad una certa eta’ ed avere solo rimpianti non mi piace perche’ mai dovrei decider di fare una cosa simile? Perche’ la vita e’ un dono? Perche’ far la finita non e’ giusto? Perche’ c’e’ chi “soffre di piu'”, tipo i malati terminali che vorrebbero vivere ma non possno? Perche’ ho la “salute”? Porca putt. eva stasera mi fa di nuovo male il fianco destro mi sa che il fegato si lamenta di nuovo, fanculo pure lui.
Rassegnati per quel che riguarda me e cerda di dare un senso alla tua vita se vuoi viverla. Sai che mi hai dato modo di pensare… forse dovrei dire sia a lei che a mi ma madre cio’ che ho intenzione di fare. Forse dovrei lasciar decidere loro sul mio e loro destino. Ma non credo proprio che lo faro’, mi sembra una forzatura stupida, in entrambi i casi.
maledettoio,
concordo: mai avrai un’occasione di sorridere se non solo non la vuoi ma, anzi, la rifiuti. con questa frase ti precludi (lo sai anche tu) TUTTE le sia pur MINIME possibilità: “non succedera’ mai perche’ come ho detto non permetterei mai che possa ricapitare.”
personalmente, invece, sono d’accordo con questa: “Anche la vita piu’ infelice ha le sue ore di sole e i suoi fiorellini in mezzo alla sabbia e alle pietraie” (H.Hesse) – certo che ci vuole un po’ di coraggio e un po’ meno paura di farsi male… ma di sicuro ci sono stati (o ci potrebbero essere) anche i tuoi piccoli fiori, che non ti ostinassi a non volerli vedere.
so che di quanto sopra non te ne potrebbe importare di meno, ma ho voluto scriverlo lo stesso… adoro perdere tempo e continuare a suggerirti di provare a invertire la tendenza della tua mente distruttiva, cominciando magari dalle piccolissime cose che possono dare piacere senza costare grandi sforzi, come ad esempio un bagno caldo o fresco, a seconda della stagione… coccolati, almeno qualche volta…
quanto a me, il mio percorso è per certi versi opposto al tuo. ho vissuto intensamente e ho dato tutto quello che avevo da dare. c’è stato un intoppo, intorno ai 30 anni, molto serio e molto grave, almeno per me, che mi ha indotta a star male e a volermi fare del male. ci sono voluti 5 o 6 anni per rimettermi in piedi e devo ammettere che, in particolare all’inizio dell’analisi psicanalitica, mi sono sottoposta a quella grande fatica soprattutto per mio figlio.
poi, ci ho messo altri 25 anni ad accettare la vita e le persone per quallo che sono, ed ora, che ho raggiunto quella che era da sempre la mia aspirazione più sentita, la libertà, mi sembra assurdo non fare di tutto per godermela il più possibile. avrei ancora molta voglia di vivere, anche perchè in passato mi sono spesso sentita un’anima morta, nel fare ogni giorno, con grande impegno e fatica, un lavoro che si era pure andato deteriorando negli ultimi anni…
purtroppo per me, come già ho scritto, da una decina d’anni il dolore si è insinuato in modo permanente nella mia quotidianità, un dolore privo di speranza, che mi impone indirettamente di continuare a vivere e a essere di sostegno in tutti i sensi. è questo che mi risucchia le forze e la vitalità, ma non posso farci NIENTE.
tutto quello che mi è capitato e che continua a capitarmi me lo sono cercato, con la sola attenuante di aver avuto una partenza emotivamente svantaggiata. essere amati nell’infanzia è la più grande eredità che la famiglia possa dare, quando ne è capace…
continuazione per maledettoio
a farla breve, se esco e mi confronto con il prossimo che appare felice, sento anche di più il peso di questa mia ultima sconfitta. e non mi va di far pesare la mia tristezza sugli altri. se invece mi incontro con persone sfortunate o che faticano a campare come me, finisco con il sommare il loro disagio al mio, e sto peggio. spesso, poi, mi annoio quasi subito, in tutti e due i casi. per me o è tutto o è niente, specialmente negli affetti.
ecco perchè ho finito con l’isolarmi e il costruirmi un mondo tutto mio. la bellezza e la poesia mi sono di sostegno. fino a qualche mese fa avevo anche la compagnia di una deliziosa gattina…la vita contemplativa non è affatto negativa: non fa del male, non riceve del male e arreca pace.
la sostengo anche, nei momenti di sconforto che capitano più spesso al calar del sole, con un po’ di porto, di limoncello o di mirto. nei casi disperati anch’io faccio intrugli di alcool puro diluito in acqua e arricchito da sciroppi vari. il cioccolato e i dolci, poi, non mancano mai, ed sono quelli che mi colpevolizzano di più, per vari versi…
non mi sono ancora del tutto rassegnata: ho semplicemente imparato ad accettare il destino che mi sono costruita. credo che, se sono ancora qui, è di certo per un motivo, e a poco a poco, guardando il mio passato, mi sembra anche di intuire quale possa essere.
in ogni caso la sorte o la divinità, a seconda dei modi di sentire, una sola volta nella mia vita mi ha dato un peso che sono stata incapace di reggere. ma mi ha dato, poi, anche le persone giuste per aiutarmi a ricominciare. quindi, chi sono io per ostinarmi a voler fare diversamente, a continuare a distruggermi anzichè imparare ad accettarmi, e ad accettare, con me, tutto il resto che da me deriva?
se persisti nel tuo intento, non dire nulla a nessuno. lascia soltanto un biglietto che scagioni chi ti è più caro dal non averti capito e dal non essere stato capace di percepire di più il tuo male di vivere, soprattutto nei confronti di tua sorella, anche se pure lei dovrebbe sapere che gli psicologi possono far molto per gli estranei e quasi niente per chi è loro affettivamente vicino. dall’interno queste cose non si vedono quasi mai e, se anche si percepissero, non si potrebbero gestire.
sai cosa ho trovato di recente di molto bello? sto prendendo più gusto a dare del piacere che posso trarre dal ricevere. ho dato anche prima ma in modo diverso, non così consapevole e gratificante.
buona domenica e, se puoi, limitati un poco nel bere.
Rossana io capisco cio’ che dici, ma sinceramente non ti capisco, io come te in molte cose sono per il bianco o nero, le vie di mezzo non mi piacciono, e proprio per questo che non mi potrei mai(al contrario di te) rassegnare ad una morte lenta ed una vita rassegnato a cio’ che come te non posso far altro che dire che e’ colpa mia.
Ma comunque sia chiaro ammiro che tu voglia combattere per te stessa, ma non e’ una cosa che fa per me.
Coccolarmi… si… certo…vabbe’ lasciamo stare… anzi no lo dico… tanto fare un po piu’ schifo o un po meno cambia poco…. altro che bagno se me ne inportasse qualcosa dovrei quantomeno ricominciare a lavarmi… oltra al bagno di ieri era come dicevo 2 mesi, che oltre che lavarmi le mani ogni tanto e bagnarmi il viso, non toccavo l’acqua(e si fa schifo persino a me sta cosa, ma manca la voglia anche solo di fare quello), lasciamo perdere il radersi o altro che non ci penso neppure se non quando mi rompono dicendomi di farmela. Gli psicologi comunque non possono psicanalizzare parenti o familiari, vero, sono troppo coinvolti per poter giudicare. Non so se lei creda che sia utile il suo mestiere o meno ma credo che pensi di si, ba anche io penso di si. Ma non per me, perche’ come dicevo a me di restare o di me non mi importa proprio nulla.
maledettoio,
la differenza fra me e te sta essenzialmente in tre aspetti:
1) io ho provato quasi tutto; tu, poco o niente. – io anche ora e nonostante le pesanti scottature, non ho paura dei sentimenti, tanto che sono riuscita (si fa per dire) a innamorarmi alla soglia della terza età, dopo quasi vent’anni di lutto emotivo e di solitudine.
2)io ho DOVUTO soppravvivere a me stessa in quanto avevo delle responsabilità nei confronti di un bambino – tu, puoi tranquillamente scrollarti dalle spalle la vecchiaia di tua madre, in quanto pensi che ci sarà tua sorella a farsene carico.
3) quello che per me è stato un peso, che ha gravato su tanti aspetti della mia vita, alla fine dei conti è stato il lievito che mi ha permesso di conoscermi meglio, di accettarmi e accettare tutto il resto che sono stata capace (anche qui si fa per dire) di mettere insieme. la libertà dagli impegni di lavoro, per me, è stata una faticosissima conquista. infatti, ora, non è poi che stia tanto peggio di come sono stata in precedenza, con un diverso bilancio di positivo e negativo, s’intende.
quello che invece tu hai avuto da sempre, incluso l’affetto della tua famiglia, probabilmente è stato troppo in senso contrario, in quanto ti ha permesso di “sederti” e di lasciarti andare. ti è rimasta la paura di soffrire, che ti impedisce di goderti anche quel poco di buono che, prima o poi, c’è per tutti.
ma… c’è sempre un fiore o una bacca sulla mia finestra, così come c’è sempre l’affetto di un figlio e della sua compagna, anche se vivono malissimo pure loro, dall’altra parte del mondo. e questo quasi certamente ha un gran peso nella necessità di andare avanti.
forse che non vedi quante altre persone vivono come noi? io, le donne rimaste sole le fiuto a distanza di decine di metri. nel mio paese, poi, ci sono anche parecchi uomini celibi, spesso pure molto ricchi, che trascinano la loro esistenza barcamendondosi non si sa come… e le coppie infelici, dove le metti? questo per stare nella cosiddetta normalità… eppure ben pochi di loro hanno in mente di fare quello che stai programmando tu. perchè?
per il resto, spesso anch’io tralascio di prendermi cura di me a volte per giorni e giorni, quando sono depressa. esco di casa si e no una volta alla settimana e, spesso, resto anche senza latte, nonostante che basti una telefonata per averlo sul cancello di casa, con il pane e la guida tv… le notti, poi, sono da almeno metà della mia vita un vero tormentone. e c’è anche la vecchiaia che avanza e mi porterà via il poco che ancora mi resta… cerco di non pensarci mai e di vivere il presente: solo questo è importante, come godersi un tramonto o un’alba, ascoltare gli uccellini e non riuscire a capire se cantano per la gioia o per la fame…
mi lascio semplicemente dondolare, pronta ad accogliere nel miglior modo possibile tutto quello che verrà. grata anche di questo ultimo amore, che mi ha respinta, ma non ha potuto privarmi di un sogno, durato qualche mese…
Rossana che posso dirti, sono contento che tu vivi la tua vita con questo spirito.
Io ripeto non fa per me. Quel poco di buono non c’e’ sempre per tutti. Da me si e’ solo affacciato e forse, anzi certamente e’ stata una cosa solo mia. Ba comunque inutile discuterne, io resto dell’idea che per tot anni ho provato ad “adeguarmi” al modi di vedere e vivere le cose come le hai descritte tu, risultato ho preso un altra pigna in testa.
Ora a parer mio e’ ora di dire basta, come ho gia’ detto continuare cosi’ non mi portera’ da nessuna parte, anzi peggiorera’ le cose per me e non solo per me. La cosa megliore quindi che possa fare, dato che non intendo cambiare, sia per me che per gli altri e’ andarmene. Ci sono mille motivi per cui una persona nello “stato” in cui siamo, no meglio dire sono io, puo’ non pensarla come me, c’e’ chi come te ha dei figli, c’e’ chi non vuole far soffrire qualcuno a cui tiene, c’e’ chi comunque anche se non ha una vita come la vorrebbe comunque riesce a riempirla in qualche modo, c’e’ chi crede in dio e non accetta neppure l’idea di fare la finita sperando in un qualcosa di migliore dopo, c’e’ chi magari ha trovato una valvola di sfogo, chi magari ancora spera in qualcosa e mille altre possibilita’, ma alla base di tutte c’e’ sempre e solo il fatto che non ci si odia fino in fondo, ed un pochino, anche un minimo, di bene se ne vuole. Io mi voglio cosi’ bene che invece se lo si potesse fare senza soffrire e senza sporcare, mi pianterei un coltello nel petto per strapparmi via il cuore e se non bastasse anche altre tre o quattro cose. Tutta qui la differenza, credo. A me comunque allontanarmi da lei senza poterle chiedere certe cose, senza poter capirne altre, senza sapere, mi fa l’effetto opposto, fa si solo che io mi ponga mille domande che non avranno mai una risposta. Sai la cosa che mi da piu’ sui nervi di tutte sul fatto di averla conosciuta? Che sia successo proprio un un dato momento, se non l’avessi conosciuta probabilmente non ci sarei piu’ e me ne sarei andato senza alcun rimpianto. Ora invece dovro’ affrontare questa cosa pur sempre col rimpianto di non sapere e di non capirla, ma pazienza. Quanto meno dopo non fara’ parte neppure lei piu’ dei miei pensieri fissi.
maledettoio,
RIBADISCO che NON può NON esserci almeno un poco di buono anche per te. NIENTE è tutto nero o tutto bianco. forse devi metterti altri occhiali per vederlo e cambiare attitudine mentale per assaporarlo. abbastanza facile la prima, difficilissima e pure lunga e faticosa la seconda…
ad esempio, sai apprezzare la presenza di tua madre, anche solo nel saluto del mattino e della sera? sai godere del mangiare in compagnia di qualcuno, anche solo un pasto o uno spuntino di tanto in tanto? sai dar valore all’essere accudito, se non altro per i panni puliti e qualcosa da mettere sotto i denti in frigo? sei contento del poco dialogo che hai in casa, rispetto ad altri, come me, che trascorrono intere settimane senza rivolgere parola ad anima viva?
NO, tu non sai vedere nè apprezzare proprio NIENTE. prendi tutto per dovuto e scontato! come un ragazzino viziato…
ti sei chiesto, qualche volta, cosa dai anche solo a tua madre e a tua sorella? dai abbastanza per aspettarti di avere da loro qualcosa in cambio? emotivamente, eh, non soltanto per la riparazione del rubinetto che perde, che dovresti comunque fare anche solo per te…
a mio avviso, non ti sei impegnato abbastanza ad “adeguarti”. ci riescono quasi tutti, prima o poi, alla meglio o alla peggio, a seconda delle risorse e dei caratteri. e tu, di risorse, ne hai da vendere…
e la tua analisi essenziale è perfetta: “alla base di tutte c’e’ sempre e solo il fatto che non ci si odia fino in fondo”. perchè mai dovresti volerti piantare un coltello nel petto? si, lo so, torniamo alla tua INFAME colpa, come il gatto che si morde la coda ma, se non si va oltre questo, NON c’è proprio modo di cominciare a invertire la rotta.
sei almeno sicuro di essere stato pienamente consapevole del delitto che stavi commettendo e di aver voluto, fermamente, portarlo a termine con desiderio di fare del male? perchè, se questi due presupposti non ci sono, ti stai solo nascondendo dietro un dito…
inoltre, se non ami almeno un po’ te stesso, come puoi pensare di riuscire ad amare decentemente qualcun altro, che non sia legato a te dalla convivenza di anni?
continua…
maledettoio,
quanto a LEI, avevi e ancora hai tutto il diritto di sapere le motivazioni del suo rifiuto, poteva anche mentire, indorare la pillola, se così preferiva, ma non depone affatto a suo favore la scelta di non farlo. se fossi in te, proverei a insistere, con i modi e i tempi più opportuni, che tu sai di certo individuare meglio di me. cavolo, chiunque ha diritto a conoscere le ragioni di un NO!!!
invece, ti suggerirei di cominciare a forzare un po’ il tuo carattere chiuso con tua sorella. chissà che non te ne possa venire in ritorno qualcosa di buono…
sono contraria all’idea di mettere indirettamente sulle spalle di tua madre e di tua sorella la responsabilità del tuo intento. quella è una responsabilità soltanto tua, e, se loro ne fossero informate, patirebbero un’ansia senza fine, a cui non potrebbero mettere di punto in bianco alcun rimedio. ma non sono affatto contraria al chiedere, sia pure blandamente, aiuto a chi ti è più vicino, almeno discutendo con loro il tuo disagio, nei termini che riterrai di volta in volta più opportuni.
alzati e cammina! hai tanta strada davanti a te e un viaggio lunghissimo all’interno di te stesso, il viaggio più bello, più ricco e più appassionante che ognuno di noi possa immaginare. non siamo fiori che, se nascono sul letame, lì devono restare per il resto dei loro giorni. a noi è stato dato di più, molto di più, e ci è stata data pure la possibilità di autogestirci, nei limiti delle nostre capacità e della nostra volontà. possibile che le tue sia soltanto quelle di farla finita?
Rossana, comincio dalla fine stavolta.
Infatti so che comunque Lei ha fatto bene a non volermi, e’ stata la scelta migliore per lei e per la sua vita, perche’ probabilmente avrei fallito anche provando. Si ero consapevole di star facendo un errore ma ero troppo stupido, ma comunque non importa i miei errori fanno parte di me non credere che io non li accetti come parte di me, l’unica cosa che dico io e’ che comunque non ho nessun motivo per volerci convivere ancora, e comunque la mia scelta e’ dovuta non solo a questo o a quello, ma all’insieme che proprio non va. No la colpa col cuore non c’entra nulla in caso avrei detto che mi sarebbe piaciuto sbattermi la testa al muro per farci uscire quel po di cervello che ci sta dentro.
Io non do piu’ nulla a nessuno e non voglio piu’ nulla da nessuno, e se fosse per me fosse anche il tubbo del gas a perdere potrebbe continuare fino a far saltare in aria tutto, non mi frega nulla di prendermi la minima cura di me stesso sai quanto mi possa importare di un rubinetto che perde. Aprezzare il saluto di mia madre o i pasti…..? Hai detto bene NO, odio sentir chiamare il mio nome e mangio ancora solo perche’ se io non mangiassi sarebbe solo una scusa epr mia madre per non mangiare, prima che morisse mio padre io non mangiavo neppure piu’ con loro ne mangiavo cio’ che mangiavano loro, mangiavo in camenra mia, per lo piu’ qualche scatoletta con un pezzetto di pane o del riso di quelli pronti, che mi andavo a comprare io, sul fatto del bucato, mi sa che no mi credi sul discorso del lavarmi o avresti immagginato che anche il cambiarmi i vestiti e’ al quanto raro, tra parentesi son vestiti che uso solo in casa che si e no cambio quando mia madre mi comincia a stressare troppo sul fatto di levarmeli, per essere preciso, e farti capire meglio, non mi cambio neppure piu’ la notte per dormire, ne tanto meno mi metto a letto, qui la mia sedia e’ dove vivo, dormo, fumo e via discorrendo, prima ci bevevo anche. Sai il dialogo di cui parli tu che affronto tutti i santi giorni qual’e’? mia madre che ad una certa ora entra e fa, alzati che passo lo straccio…ed io mi alzo ed esco in balcone…poi ora di pranzo… cosa faccio da mangiare? ed io fai quello che vuoi per me fa uguale. Poi ci si rivede la sera per risentire la stessa domanda. Due chiecchiere le fa lei, si diciamo con me quando andiamo a buttare la spazzatura. Per il resto sono solo.. si deve andare a prendere questo o si deve andare a prendere quello… Per quel che rigarda mia sorella ci si sente al tel solo se ha qualche problema che posso risolvergli o quando scende a casa per il resto nulla. Non amo parlare al telefono… e mi viene un sorriso amaro se penso a quanto tempo ho passato al telefono con Lei, io che odio il telefono. Tu mi dici che prendo tutto per dovuto e scontato, ma non capisci che io non voglio proprio nulla di nulla da nessuno, non piu’, non do nulla per scontato o dovuto quindi.
Rossana, questa tua frase mi lascia perplesso “forse devi metterti altri occhiali per vederlo…”, in che senso altri occhiali? come mai non hai scritto solo “devi metterti gli occhiali”? Sembra quasi tu dia per certo che porto gli occhiali e dato che li porto… bah mi viene da pensare, sara’ il mio aspetto paranoico, o che tu pensi di sapere chi io sia e di conoscermi o che mi conosci e sai davvero chi io sia.
Questa cosa mi lascia perplesso. Ho anche ricontrollato i post precedenti per vedere se acccennavo agli occhiali, ma non mi pare di averlo fatto.