Anni passati programmando la mia fine, ma un giorno arriva lei
Riferimento alla lettera:
Anni ed anni passati solo desiderando e vivendo, programmando la mia fine. Un giorno arriva lei e mi stravolge la mente ed i desideri cambiano. Ma lei mi allontana dicendomi solo di aver scelto la persona sbagliata, che fa qualcosa che non mi piacerebbe, che devo tornare alla mia vita....
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Data di pubblicazione: 30 Maggio 2010
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maledettoio,
tranquillo: non sapevo che porti gli occhiali, mi riferivo semplicemente al fatto che, secondo me, la tua visione del mondo fa pensare a occhiali grigi mentre avrei voluto che tu ne potessi portare altri, magari tendenti a un bel giallo solare…
comunque, non è vero che non dai nulla a nessuno. per me il confronto con te è stato un modo di sentirmi meno sola e di distrarmi dai miei dispiaceri, soprattutto dall’ultimo treno perduto, quello che davvero riguardava me soltanto e che mi ha fatto sognare una vita più ricca.
un abbraccio
La mia visione del mondo, e’ piu’ ampia di quel che credi mi sa. Si e’ vero porto degli “occhiali”(come intendi tu metaforicamente) direi tendenti al nero, ma non credere che non riesca a vedere cio’ che di bello’ c’e’ al mondo, e’ solo che sapere che c’e’ di meglio e che non me ne importa nulla di viverlo da solo, invece di aiutare, mi fa stare solo ancora peggio. Il caldo sulla pelle, il sole, il mare, l’aria fresca della sera, un tramonto o un bel panorama tutte cose bellissime, che val la pena di vivere come dici anche tu, ma a me viverle da solo non danno piu’ nulla tranne che ancor piu’ tristezza e voglia di andarmene, da solo le ho vissute ora mi han stancato.
Son contento per te se ti sono stato in qualche modo di aiuto, ma vedi per me risponderti o scrivere da solo qui senza aver nessuna risposta sarebbe stato lo stesso, non mi aspettavo ad essere sincero di dover scrivere cosi’ tanto per rispondere. Ma non pensare male non mi ha dato fastidio farlo, non e’ stato un disturbo o altro, ne in negativo ne in positivo. Pensavo che sarebbe stato solo un modo per lasciare diciamo un ricordo di me ed un modo per fare un piccolo resoconto dei miei ultimi giorni. Non ho nessuna intenzione, oggi come quando ho cominciato a scrivere, di cambiare idea come non ho intenzione di far passare anche questo mese. Ho deciso che se finisco di sistemare tutto entro il mese bene, senno’ amen i problemi son di chi resta non di chi se ne va. E poi comunque come ho gia detto il fatto di dare qualcosa a qualcuno e’ ormai irrilevante per me, ho detto gia’ che non val la pena vivere per gli altri, se la pensassi in modo diverso su questa cosa pur odiandomi probabilmente come qualcuno in passato mi ha suggerito andrei a fare volontariato a chi ne ha bisogno. Ho dato cio’ che potevo e che mi sentivo di dare, credo che le persone davvero “care” e “vicine” a me non abbiano molto da lamentarsi, ma ora non mi basta piu’, e’ bastato fino a qualche tempo fa perche’ ancora credevo in qualche modo nelle/alle persone ora sinceramente non ci credo piu’ e forse perche’ ancora credevo e speravo che qualcosa potesse cambiare, ora invece sara’ stupido ridirlo anche in questo caso, non me ne frega piu’ nulla neppure di crederci o sperarci. E comunque sia fosse anche che mi balenasse l’idea di restare vivo, mi basta ripensare a tutti i vari motivi, che se anche su uno potessi sorvolare, ne resterebbero troppi validi per andarmene. Uno tra gli altri, non faccio classifiche perche’ per me son tutti altrettanto validi che sto finendo i soldi e non intendo per nessun motivo ne smettere di bere e fumare o farmi di qualcosa ogni tanto, e non intendo cominciare a lavorare per pagarmi queste cose, ed ovviamente non voglio neppure dover chiedere i soldi a mia madre.
Mi sa che ho bevuto troppo anche stasera, ma pare non abbastanza sono le 4 e 30 e sono ancora sveglio.
Il problema(forse tu lo chiameresti cosi’) e’ che la decisione oramai e’ presa e non ho neppure voglia di ripensare e rianalizzare tutto.
Ho vissuto cio’ che volevo vivere, e non ho rimpianti in merito.
Mi porto i miei errori dietro e non posso fare nulla di nulla per cambiarli.
L’unico rammarico e’ quella parte della mia vita che ho rifiutato e che fino a qualche tempo fa non consideravo di aver sbagliato, poi come dici tu ho visto passare quell’ultimo treno e volevo prenderlo con tutte le forze che avevo, ma non ero pronto(per colpa mia indubbiamente) e me lo son lasciato sfuggire.
Tu mi diresti aspettane un altro, probabilmente, ed intanto preparati a prenderlo.
Io ti risponderei che non e’ possibile, e che comunque non voglio.
In fondo ad essere onesti io uno come me non lo augurerei mai a nessuna.
Tratte le somme resta ben poco da discutere su questa cosa andra’ come deve andare, cioe’ come io voglio che vada. Poi che ti posso dire ci si potra’ mettere il destino di mezzo, te l’ho detto, magri domani esco a fare qualcosa cade un pezzo di cornicione ed addio memoria, e si ricomincia da zero. Staremo a vedere.
caro maledettoio,
sono molto contenta di apprendere che qualche “fiorellino” sei riuscito a raccoglierlo anche tu! capisco che in due diventerebbe molto più profumato ma, credimi, per bene che potesse andare l’incontro di due anime (bada, non di corpi sto parlando), la sua durata avrebbe comunque un limite (umano o divino), con il risultato che il vuoto che adesso provi risulterebbe ampliato più e più volte, a seconda della pienezza che saresti riuscito a sperimentare e del tempo in cui ne avresti goduto.
tutto passa o finisce, anche l’amore. concordo con Tagore (se non ricordo male) che la tua gioia di oggi sarà il tuo dolore domani, e il dolore di oggi, prima o poi, sfocerà nella gioia di domani. tutto sta a capire e interiorizzare questo perenne alternarsi. certo che, sei stai tappato in casa, hai paura di soffrire e chiudi te stesso al mondo, non è che qualcuna venga a bussare alla tua porta per conoscerti…
passiamo ai soldi, che sono sì un problema. anch’io sto avendo guai in questo contesto, per qualcosa che non ho capito o che non mi è stato evidenziato in modo chiaro. quasi certamente questa svirgolatura, non solo darà grande dispiacere a chi mi è caro, ma mi penalizzerà economicamente in misura per me non indifferente. e pensa che, pur avendo sempre lavorato molto e aver guadagnato abbastanza bene, in tutta la mia vita mi sono potuta concedere sì e no una mezza dozzina di vacanze, quasi sempre a livello più che economico.
credo che tua madre non avrebbe difficoltà a venirti in aiuto, pur salvaguardando tua sorella. ti conosce da sempre e quindi può perfettamente capire i tuoi bisogni e le tue difficoltà. se ha qualcosa, mica lo porta con sè nella tomba: quindi, dartelo prima o dartelo dopo, che differenza fa? è così che si pensa nei confronti dei figli, se li si ama. d’altra parte, se vuoi guardare a lei seriamente, prova a immaginare il dolore che ne avrebbe non dovendoti dare più nulla ma non vedendoti più e sapendo che non è stata capace di aiutarti a sopravvivere, dopo aver avuto la responsabilità di metterti al mondo… a te la scelta: il suo destino è nelle tue mani.
continua per maledettoio
credo che il volontariato possa essere una grande risorsa per chi dispone di un minimo equilibrio psico-fisico, che può essere rafforzato da un confronto con l’esterno che consenta di dare. non è il mio caso, e temo non sia nemmeno il caso di chi vive uno stato di disagio emotivo al di sotto della norma. come si fa ad aiutare gli altri se si fatica a campare psicologicamente parlando? da un benessere psichico troppo carente non si possono trarre risorse fisiche abbondanti, quindi, in queste circostanze è giocoforza pensare prima a se stessi.
vivere per se stessi o per gli altri? equilibrio difficile da stabilire e da raggiungere. come sempre, il bene sta nel mezzo ma non dipende soltanto da noi identificare questo punto ottimale e mantenerlo. nel tuo percorso, però, hai raggiunto un qualcosa di molto utile per relazionarti con il prossimo: ti sei spogliato di tutti gli orpelli suggeriti dal contesto sociale e sei rimasto a nudo, con occhi disincantati sul mondo.
questa, se messa in positivo, è una qualità preziosa. so che non sarebbe facile per te trovare qualcuno a questo stesso livello di sensibilizzazione ma, se dovesse mai succedere, e se ti dovessi decidere ad aprirti un po’ di più, rivelandoti esattamente come sei, da questa base relazionale potrebbero scaturire repporti rari ma molto forti e genuini.
dovresti provare a lasciarti alle spalle, almeno per un po’, la tua attuale realtà e provarne un’altra in un altro continente, dove la vita e la gente potessero essere più semplici. credo ti ci potresti trovare meglio. già ti avevo suggerito un viaggio ma era per la ragione di poter confrontare quanto altri popoli fatichino a soddisfare le esigenze primarie. adesso è con un altro spirito: quello di darti modo di incontrare persone che cercano l’essenziale in un altro essere umano, essenziale che tu potresti mettere a disposizione senza fatica.
il “meglio” si deve VOLERE con forza (senza essere rinunciatari – come l’evitare di chiedere a lei perchè non ha voluto stare con te) e costruire mattone su mattone, giorno per giorno. a me, differenza d’età a parte, uno come te andrebbe benissimo. sono sicura che potrebbe dare molto amore (la sola cosa che conti davvero) e che non sarebbe poi nemmeno troppo difficile capire e accettare il suo carattere. tutti ne abbiamo uno…
abiti vicino al mare? se sì, salutalo per me e nota com’è tenace lui: sempre le onde si infrangono sugli scogli o si disperdono sulla sabbia ma non smette mai di baciare la terra, pur non avendo la pretesa di fondersi in lei…
Rossana si abito vicino al mare ed in pratica non lo vedo da circa due anni, ora mi mette solo tristezza ed il pensiero di immergermii nuovamente in esso son certo che mi darebbe solo la voglia di nuotare al largo sempre piu’ al largo, tanto da perdermi in lui per sempre, quiindi non posso esaudire il tuo desiderio. Non hai capito mi sa come sono fatto, se pensi non le abbia chiesto nulla, ho provato e riprovato a parlarle in merito senza ottenere nulla. Se ci conoscessimo in reale Rossana neppure tu mi avresti visto a prescindere dall’eta’.Come ti ho gia’ detto una volta non credo che tutto finisca cosi’ facilmente, credo che le cose finiscano solo se le lasciamo andare o se le diamo per scontate. Sara’, ba, forse, anche vero che tutto finisce come credi tu ma meglio aver avuto e perso che non aver mai avuto. Comunque forse non mi sono spiegato, io volevo solo morire ed evitare di tirare in mezzo altre persone e non cercavo nessuna, ho voluto “ascoltare” gli altri e mi son dato delle possibilita’ il tutto mi ha portato tra le altre persone a conoscere lei e mi ha fatto sperare che qualcosa potesse cambiare, andata lei e’ semplicemente tornata la voglia di andarmene con ancora piu’ la certezza che era giusto cio’ che pensavo prima, quindi di incontrare qualcuno non mi importa nulla voglio solo andarmene e prima possibile. Per quel che riguarda i soldi non si puo’ fare e comunque io non vorrei, mia madre ha altro a cui pensare con i soldi suoi, non dimenticare che ci sono i piccolini da accudire, e non son neppure pochi. E comunque io di farmi del male con i soldi degli altri non ho nessuna intenzione. Sarebbe come dirgli dammi i soldi che cosi’ mi posso rovinare la vita grazie a te. Che lei lo farebbe pur di vedermi vivo ne son convinto, ma io non voglio che sia cosi. E comunque io non voglio nulla ne prima ne poi. Figurati, la macchina e tutto il resto che voleva far mettere sotto il mio nome, gli ho detto che se li doveva mettere sotto il suo e basta, che non volevo nulla sotto il mio nome e non c’era da discutere, se non gli stava bene che li mettesse sotto il nome di mia sorella. APRIRMI DI PIU’??!? Ma non ci penso proprio, per quanto mi sia aperto dicendo ad una a cui tenevo e che sembrava avere qualche interesse per me ho preso una porta corazzata in faccia… NON CI PENSO PROPRIO, non sono fatto per sta terra ne riguardo tante cose, ne riguardo l’amore, desiderare l’amore non conta nulla se non sei portato all’amore.
IO DEVO SOLO MORIRE, MORIRE PRESTO, E MORIRE SOLO, E BASTA, che poi mi ripetero’, ma e’ solo cio’ che, a prescindere da tutto, merito. PEr farti capire io penso ancora, sempre, a lei, e vederla o credere di vederla mi fa sempre un certo effetto, ma oggi non so se riuscirebbe piu’ a farmi sentire come mi faceva sentire. Per il discorso morire o meno possiamo anche parlarne, tanto per parlarne, ma non esiste ne che io cambi piu’ qualcosa di me, ne che ripensi su effetti postumi della mia morte, ne che se sto sbagliando o meno.
Io Rossana devo solo aspettare qualche altro giorno cercare di risolvere ste 2 cose e poi andarmene. Non devo piu’ nulla a nessuno, e se anche fosse non me ne frega nulla. Noon so se riesco a farti capire, mettiamola cosi’, forse maglio non lo potrei spiegare.
Faccio un esempio a parer mio pieno di assurdita’, ma lo faccio cosi’ forse ti faccio capire il mio stato d’animo.
Se ora stesso o nel momento che sto per fare la finita mi apparisse dio e mi dicesse, non lo fare vivi che un giorno sarai ricco e felice e perdutamente innamorato, vivi che dopo la ta morte naturale verrai vicino a me, vivi o sarai condannato all’inferno per l’eternita’,…. gli sputerei in faccia e continuerei a fare cio che stavo facendo, e fanc… pure lui. E se succedesse che subito dopo apparisse il diavolo e mi dicesse non lo fare vivi e fa piu’ male che puoi e ti daro’ tutto cio’ che vuoi… be in quel caso…sputerei in faccia pure a lui e tornerei a fare cio’ che stavo facendo. Non mi importa piu’ nulla di nulla, niente di niente, voglio solo smettere di pensare, e dato che non credo in nulla compreso il fatto che ci sia una “vita” dopo la morte, be fare la finita resta il modo migliore, economico, e rapido per farlo. Ripensavo ad un vecchio film, La vita e’ meravigliosa diretto da Frank Capra, film del 1946, dove George sull’astrico decide di fare la finita quando un angelo lo ferma ed esaudisce il suo desiderio, ovvero non essere mai nato, e gli fa vedere come sarebbe stata la vita degli altri se non fosse mai nato, a prescindere dal fatto che io son certo che sarebbe stata meglio per tutti se fossi stato io, George poi alla fine fa di tutto per tornare indietro, io invece non tornerei mai per nessun motivo e non guarderei proprio nulla, al massimo in quel caso si che mi infilerei in fondo al mare per sempre. Ora mi vado a fare un bel bicchiere di menta corretta che oggi e una giornata di merda, una delle peggiori, sara’ che ho messo un po di musica e che mi sta buttando giu’. Alla salute di tutti.
Che cavolo le due meno un quarto e sono ancora sveglio, la dose di alcol serale comincia di nuovo a fare poco effetto, o forse son solo io che sono troppo agitato. Basta faccio un bicchiere di alcol e menta, ma prima mi devo fare del male, sono indeciso se buciatura da sigaretta o se levarmi un po di sangue. Stasera mi ispira di piu’ la seconda.
maledettoio,
mi dispiace che la musica ti “tiri giù”. c’è anche quella adatta a migliorare l’umore… se ho un momento in cui possa essere un po’ più tranquilla di adesso, te la cerco…
ok, ho capito il concetto: niente e nessuno potrà più farti cambiare idea. il film di Capra è uno dei migliori antidoti indiretti all’idea del suicidio. mi piace sempre, anche se anch’io non è che l’abbia mai trovato del tutto convincente.
spesso essere qui senza averlo voluto ha il sapore amaro della condanna e della costrizione, in barba al libero arbitrio. che ci vuoi fare? è questo il mistero della vita ed è questa, anche, la doppia condanna della donna, che è a volte costretta, materialmente, a mettere al mondo creature che poi, nella migliore delle ipotesi, non ne sono per niente soddisfatte… pur restando a vita carne della sua carne…
mah! sei riuscito a far intristire anche me, stanotte. quando non mi risponderai più mi mancherai e non potrò mai sapere com’è andata a finire, a meno che tu non lasci il link del forum a tua sorella, chiedendole di farci sapere di te…
un abbraccio
No Rossana non lascero’ il link a nessuno, anzi cancellero’ anche ogni traccia dal pc, ma la notte prima di uscire postero’ un ultima volta, che tanto il messaggio appare il giorno dopo.
Mi hai fatto nuovamente sorridere, la tragicita’ della cosa e’ quasi ironica… “in barba al libero arbitrio”…. “che ci vuoi fare?”…. be ovvio cio’ che ci faccio… decido di andarmene, alla faccia del destino(o chi per lui) che qui mi ci ha messo.
A ho dimenticato di scrivere una cosa perche’ mi chiamava mia madre.
No non e’ che niente e nessuno potra’ mai farmi cambiare idea, non credo all’assoluto, secondo me una persona che dice una frase assoluto, non e’ ne onesta con se stessa ne obiettiva, o stupida, mai dire mai nella vita. Ma per quel che riguarda me e’ al quanto improbabile.
Il senso era piu’ al fatto che comunque non mi fiderei ne delle promesse di uno ne dell’altro, ne tantomeno avrei la voglia di aspettare per vedere come, quando e se succedesse davvero.
no, caro maledettoio,
per quanto mi riguarda, preferirei rammaricarmi per non avere più tue notizie piuttosto che star male al pensiero dei tuoi ultimi momenti (che sono terribili) mentre magari qualcuno arriva in tempo a portarti in ospedale, con esiti pesanti, che non ti consentano più di scrivere… tutto può succedere in questi casi e… non c’è mai limite al peggio!
concordo sulla frase orientata all’assoluto, e questo mi dà modo di dialogare ancora con te. ti va di dirmi qualcosa sui tuoi progetti irrealizzati, al di là di quello di avere una compagna?
a mio avviso, due cose sono prioritarie nella vita:
1) realizzare le proprie potenzialità operative (che non significa essere, ad esempio un navigatore spaziale – anche spazzare le strade può andar benissimo, se fatto con equilibrio e amore al lavoro, facendolo cioè molto bene, meglio della media degli spazzini, salvaguardando anche del tempo per se stessi). questo significa far fruttificare ed espandere la ghianda che c’è in ognuno di noi, non in relazione al resto del mondo, ma semplicemente in relazione a noi stessi…
2) realizzare le proprie potenzialità affettive, che significa dare una compiutezza al nostro essere creature bisognose di dare e di ricevere amore. personalmente, alla fine dei miei tormentati vissuti amorosi, ho riconosciuto nella madre (che mi aveva rifiutata) il solo essere che mi abbia voluto bene veramente, in modo forse non del tutto disinteressato ma, comunque, in modo meno interessato dei miei compagni di vita. nella peggiore delle ipotesi, può bastare anche amare una gattina, se questa è in sintonia con te e completa con la sua compagnia l’armonia dei tuoi giorni…
tutto sta a prefiggersi obiettivi alla nostra portata e al realizzarli a poco a poco, magari in crescendo, ma sempre comunque essendo gratificati dai risultati raggiunti. MAI in relazione al prossimo ma soltanto in base al nostro io interiore.
quanto sopra presuppone, però, un paio di cosette indispensabili come bagaglio di base: un minimo di autostima e un minimo di amore, da riceversi nell’infanzia, da chi ci accoglie e ci guida alla scoperta del mondo. se questi ferri del mestiere non ci sono regalati, allora diventa davvero faticoso procurarseli da sè. non se ne può comunque fare a meno perchè, senza questi, non si va da nessuna parte.
un abbraccio
No rossana ti sbagli, non arrivera’ nessuno a portarmi via all’ultimo momento, perche’ saro’ in un posto dove se va qualcuno 1 volta l’anno e’ gia tanto, e poi comunque una notte di tempo gia’ sarebbe sufficente, quindi la possibilita’ di esser trovato ancora in vita sono moooltooo ma moooltooo scarse. E sbagli anche sul soffrire, per quel che ho visto con i miei occhi gia’ con una pillola non soffriva neppure mio padre, figuriamocci n scatole, penso proprio che andro’ nel mondo dei sogno e buonanotte o comunque di certo non saro’ neppure un po lucido. Per il punto 1, non mi e’ mai importato molto di quele sarebbe stato il mio mestiere, un lavoro e’ un lavoro quel che capita capita, certo potendo scegliere, che ti posso dire avrei preferito un lavoro tranquillo(intendo dove non sa da litigare con la gente) per il resto poco iporta. Fino qualche anno fa lavoravo coi PC, poi ho lavorato per una ditta che si occupava di manutenzione e costruzioni, avrei fatto volentieri devo ammettere qualunque lavoro notturno, tanto ho sempre dormito poco ed come dicevo amo la tranquillita’, anche prendere un edicola non mi sarebbe dispiaciuto, da piu’ giovane ho provato ad entrare nella forestale(sarebbe stato bello lavorar per boschi), ma erano altri tempi, quando pur volendo morire ancora speravo che qualcosa potesse cambiare, ora non farei nulla di tutto questo, neppure se me lo venissero a proporre fino a casa, ti ho gia’ detto perche’. Comunque mai avuto grandi aspirazioni nel lavoro, non mi crederai ma se avessi vinto un superenalotto serio comunque optato per fare un lavoro come quello che ti ho descritto, non ci penserei proprio a sbattermi per combattere con la gente, ma non capire male non e’ che non sia capace di combatterci ma e’ che mi rompe proprio, e poi quando qualcuno mi attacca, da buon ariete contrattacco, ma per me e’ difficile stabilire limiti se sbrocco quindi meglio evitare. Comunque per lo piu’ ho sempre lavorato coi PC, ma non avrei mai aperto un negozio di PC. Per il punto 2 be credo di averti gia’ detto la situazione. Sai di cosa sento la mancanza pur sapendo di non meritare nulla e sai che l’amore della gatta, o di mia madre ora non mi basta piu’ son piccoli “piaceri” del momento ma non aiutano a stare meglio. Alla fine quando ti ritrovi solo e ti senti solo dentro tutto il resto non conta piu’ nulla. Almeno per me e’ cosi’.
maledettoio,
il suicidio, come la morte di un figlio prima dei genitori, è qualcosa di innaturale. la sofferenza a cui mi riferivo non è quella che soppraggiunge dopo aver ingoiato la pillola ma bensì i momenti che precedono quel semplice gesto: è lì che si concentra tutta la sconfitta, l’inadeguatezza e, comunque, il dolore di essere tanto solo da essere portato a farti del male senza che nessuno ti abbia potuto aiutare, a essere tu a voler fermare il tuo respiro…
soli dentro, per lo meno a tratti, credo si sentano quasi tutti. ci si illude e si fanno tutti i giorni i salti mortali per non sentire questa morsa o per sentirla un tantino attenuata. basta imparare a conviverci, come con tutto il resto che ci riguarda…
Rossana son cose che gia’ provo ora, non credo che le sentiro’ piu’ intensamente al momento finale, oltretutto saro’ anche abbastanza ubbriaco. L’idea comunque di essere io a dire basta, non mi dispiace, almeno saro’ io a dire basta e non sara’ nessun altro a decidere per me quando, che sia il destino o dio o qualcun altro.
Anzi devo ricordarmi, ora che ci penso che entro fine settimana devo fare una cosa importante, anche se tra parentesi fara’ si che io mi possa odiare ancora un pochino di piu’, dato che non sarei mai voluto arrivare al punto di farla cosi, ma devo farla assolutamente prima di dire basta a tutto.
“essere soli significa essere indifesi, incapaci di penetrare attivamente nel mondo che ci circonda, significa che il mondo può accerchiarci senza che abbiamo la possibilità di reagire. Il bisogno più profondo dell’uomo è quello di fuggire dalla prigione della propria solitudine” (Fromm)
maledettoio,
per favore, o scrivi le cose o non le scrivi. perchè mai dovresti fare qualcosa che farà sì che ti possa odiare di più?
non farla, allora, o per lo meno non farla nel modo in cui non vorresti farla…
Rossana bella frase anche se a parer mio non mi si adatta completamente.
Comincia con “essere soli” e si sono solo non ho molti “amici”, ma non scordare che anche quelli che ho sono io a non volerli piu’ frequentare, ma per me non e’ tanto l’essere solo che fa male, ma sentirmi solo(a parer mio e’ diverso), una persona puo’ benissimo vivere sola a patto che non si senta sola(ovvero che comunque sta bene con se stessa). Sul fatto di “penetrare nel mondo” non mi sento(tutto sommato) incapace di farvi parte e’ solo che non mi interessa farvi parte cosi’. Sul fatto di reagire o meno be’ provasse pure il mondo, in qualche modo, a rompermi le ….., e vedrebbe se ho forza per reagire o meno. Sull’ultima frase sono completamente d’accordo, l’uomo fa di tutto per sentirsi meno solo, anche sbagliando avvolte, peccato io non riesca a comportarmi in certi modi, ma vabbe’ pazienza(ecco forse su questo mio modo di non essere la colpa, indirettamente, e’ dei miei). Comunque quando non si e’ proprio adatti a realizzare cio’ che si desidera, l’unica cosa e’ smettere di desiderare e di pensare. E cosi’ faro’ io.
A proposito lo so che c’e’ musica che puo’ tirar su(in teoria), io h osmesso di ascoltare le mie playlist o era un casino che non facevo che piangere e bere, e quelle diciamo troppo allegre non sono dell’umore e non le reggo proprio, quindi tendo il pc su radio italia ed ascolto quel che manda. L’unica cosa di “mio” che andora ascolto(e guardo) e’ elisir d’amore la versione col grande Pavarotti.
caro maledettoio,
quando ho scritto di valorizzare il proprio talento, non intendevo un lavoro tanto per far qualcosa ma darsi un po’ da fare per trovare, prima o poi, l’attività che fa per te, che ti possa dare un minimo di soddisfazione oltre allo stipendio a fine mese.
se non ti hanno voluto al primo giro per il lavoro nei boschi, avresti dovuto insistere, magari presso qualche privato. e anche per la sorveglianza notturna di una qualche villa o magazzino avresti forse potuto, con il tempo, trovare una collocazione dignitosa. possibile che l’essere economicamente autosufficiente in modo non del tutto sgradevole non ti abbia allettato per niente?
quanto alla formazione del carattere, invece, alla tua età non ha più senso addossare responsabilità ai genitori: sei “grande” ormai e devi poterti anche modificare, almeno un po’, se lo ritieni utile o necessario.
non amo la musica classica. a quello che ho capito tu invece sì. perchè ti piace elisir d’amore? Pavarotti piace molto anche a me, in interpretazioni meno impegnative. sono dischi di classica quelli consigliati per incidere sull’umore. proverò a cercare per vedere se ti posso suggerire qualcosa…
un abbraccio
questa l’adoro: è uno dei più bei ricordi della mia infanzia, benchè mi facesse piangere… ma non era la sola cosa che mi faceva piangere e, in compenso, la trovo ancora bellissima, proprio come allora:
Una furtiva lagrima
negli occhi suoi spuntò:
Quelle festose giovani
invidiar sembrò.
Che più cercando io vò?
M’ama! Sì, m’ama, lo vedo.
Un solo istante i palpiti
del suo bel cor sentir!
I miei sospir, confondere
per poco a’ suoi sospir!
Cielo! Si può morir!
Di più non chiedo, non chiedo.
Ah, cielo!Si può morir d’amor.
Grazie di avermela riportata in memoria…
Rossana io no nprendo soldi dai miei da moltoo ma moltooo tempo.
Come ho detto ho lavorato in passato ed essere economicamente indipendente non mi provocava nessuna sensazione particolare, ed il fatto di non avere, al tempo, nessun vizio tipo bere o fumare quello che spendevo era per qualche fumetto, ma neppure troppi e quando uscivo, per il resto mettevo tutto da parte, Fino qualche tempo fa avevo quasi 10.000€ da parte (soldi miei), a e se te lo chiedi non guidavo prendere la patente per fare il comodo degli altri non mi interessava ed a me guidare non piaceva, come non mi piace ora che l’ho dovuta prendere per forza(2 anni fa), si capisce il perche’ no?!? In 2 anni che ho la patente fa un po il conto tu avro’ guidato si e no 1 volta ogni 15 giorni di media, tranne negli ultimi 2 mesi di vita di mio padre che facevo va e vieni dall’ospedale, ora in pratica non la prendo mai, l’accendo solo per la batteria. Non addosso ai miei nulla, infatti ho detto indirettamente, se non riesco a fare lo “stronzo” con le donne la colpa alla fine e’ solo mia e di nessun altro, e disgraziatamente che lo voglia o meno non riesco a cambiare questo lato del mio carattere. A me la musica non interessa di che tipo sia, basta che mi faccia provare qualcosa, be come tutto, e non per sbattere sempre da na parte, ma anche per questo Lei era speciale per me, perche’ mi faceva provare delle emozioni che nessuna mai mi aveva fatto provare. Bellissima una furtiva lagrima, bello tutto elisir d’amore, che comunque non e’ molto impegnativa a tratti pure divertente, se cerchi col mulo dovresti trovare anche la versione coi sottotitoli in italiano(registrata dalla tv), l’unica pecca e’ il finale poco realistico, nella realta’ nemorino partirebbe.
A pensavo una cosa, dato che bene o male sei l’unica con cui parlo e dato che hai detto che preferiresti non sapere, scrivero’ qui fino a sabato sera, poi non scrivero’ piu’ comunque. Anche se mi sa che mi daranno per disperso, quindi probabile, anche se preferirei di no, si parli di me.
maledettoio,
peccato! sono sicura che mi mancherai ma rispetto la tua decisione, come rispetto le decisioni di tutti gli altri. avrei voluto averti come amico, scrivendoci privatamente tutte le volte che avessimo pensato di avere qualcosa da dirci. il confronto con te è per me piacevole e interessante.
contrariamente a te, io sono molto estroversa e quasi non vivo se non comunico. purtroppo, le persone con cui ho potuto avere un dialogo stimolante sono state sì e no un paio, in tutta la vita. per il resto, parole gradevoli ma ben poco arricchenti.
sono stata sola interiormente abbastanza spesso: soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza, in famiglia. i miei anni in coppia, invece, sono stati solitari sotto il profilo fisico, in quanto ho convissuto solo per quattro anni. negli anni in cui le responsabilità di madre si sommavano a quelle di portare a casa la pagnotta, credo di non aver avuto il tempo di sentirmi sola…
in sintesi, credo che percepire una solitudine interiore sia una specie di lusso doloroso, in quanto fa più male quando si ha più tempo a disposizione. ora che non lavoro più e vivo sola da circa 6 anni, mi sento molto peggio psichicamente di quando ero presa da mille incombenze faticose da mattino a sera.
cerco di tenere sempre la mente impegnata e spesso non so stare se non ho la radio o la tv che chiaccherano per conto loro in sottofondo. affronto me stessa quasi soltanto quando sono costretta a viaggiare in auto. l’occhio alla strada non basta a distrarmi da me. no, ancora non mi sono abituata del tutto, e non so se mai riuscirò ad essere davvero a mio agio. credo che una cosa sia star soli di tanto in tanto, altra esserlo sempre.
a me piace questo aforisma di Jim Morrison: “La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno”. tu, come la trovi?
so di aver fatto parecchia confusione fra i termini isolamento e solitudine. per me l’isolamento è volontario, la solitudine, no. ma, per non sentirmi sola, ho bisogno di relazionarmi con persone particolari, che non trovo facilmente. oppure di stare anche in silenzio, con una persona altrettanto silenziosa nella camera accanto, come quando mio figlio era bambino…
l’auto è un accessorio utile, come tanti altri, se hai la necessità di usarla, come il cellulare. per quanto mi riguarda, amo lo stile francescano: cerco di non farmi mancare quanto mi è necessario o piacevole, niente di superfluo, ad eccezione, forse, di qualche libro…
un abbraccio
per maledettoio:
Gitanjali e il Giardiniere
Murato in te
È solo notte.
Apri gli occhi,
fuori di te
troverai luce infinita. (R. Tagore)
—
anche questo mi piace abbastanza:
Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio, dice Aristotele. Manca il terzo caso: bisogna essere l’uno e l’altro, un filosofo.
(F. Nietzsche, Crepuscolo degli idoli)
questa me la autodedico:
Nessuno è veramente solo a questo mondo: ognuno ha il proprio dio, il proprio dolore o il proprio orgoglio a fargli compagnia.
(Giovanni Soriano, Maldetti, 2007)
Rossana a me la macchina fa venir solo, ancor di piu’ la voglia di andarmene, quando guido avvolte il piede sull’accelleratore preme quasi senza che me ne accorga, sopratutto in autostrada. Guido da poco e poco l’ho gia’ detto e mia madre mi chiama pie’ veloce. Le unichc cose che mi fan mantenere un pochino il controllo sono: il sapere di non essere solo in macchina(di solito), il sapere che ci potrebbe andar di mezzo qualche poveraccio che al quale magari la vita piace ed l’indicatore di velocita’ che controllo piu’ spesso che posso(per evitare le due cose dette prima) o sarebbe gia’ da tempo che sarei finito spiaccicato da qualche parte. Si forse e’ vero che tenendo la mente e contemporaneamente il corpo impegnati si evita di pensare avvolte, ma per quel che riguarda me e’ inutile, tanto prima o dopo ti ritrovi un momento fermo e da solo a pensare a te, e se non ci fosse un momento simile durante il giorno a fine serata comunque e’ inevitabile che arrivi, prima o poi a letto ci mettiamo tutti(o quasi) e li i pensieri volenti o nolenti arrivano comunque. Non conosco R.tagone, non leggo molto a dire il vero, non so perche ma mi da fastidio farlo a casa, solo 1 estate e’ successo che ogni libro che mi capitava a tiro lo divorassi, mi alzavo la mattina alle 8, mi lavavo, mi mettevo sulla bici e mi sparavo 15km per arrivare ad una spiaggia che mi piaceva particolarmente e restavo li fino le 17, avvolte la mattina veniva qualche amico, avvolte il pomeriggio qualche altro, su quella spiaggio ho letto tantissimo(ma comunque parlo di tanti ma tanti anni fa). Bella l’ultima frase ma mi chiedevo che succede se l’orgoglio non lo hai piu’ e neppure un dio al quale credere? Bella anche la frase di J.Morrison la condivido, la cosa peggiore e sapere di poter dare qualcosa di particolare e sentire di non aver nessuno a cui darla. Ma forse ripensandocci, no, la cosa peggiore e’ sapere che avresti potuto dare qualcosa di particolare e non te ne importa piu’ nulla di darla a qualcuno(ma forse questa si riferisce di piu’ alla voglia di morire che alla solitudine).