Anni passati programmando la mia fine, ma un giorno arriva lei
Riferimento alla lettera:
Anni ed anni passati solo desiderando e vivendo, programmando la mia fine. Un giorno arriva lei e mi stravolge la mente ed i desideri cambiano. Ma lei mi allontana dicendomi solo di aver scelto la persona sbagliata, che fa qualcosa che non mi piacerebbe, che devo tornare alla mia vita....
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Data di pubblicazione: 30 Maggio 2010
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maledettoio,
sono contenta che tu abbia intorno “animaletti”. sono quanto più bello e di più sincero esista al mondo, nel loro genere, s’intende, e almeno mi confermano che non sei del tutto solo. e che sei minimamente capace di provare tenerezza.
la morte di tuo padre con una malattia così dolorosa è recente, per cui è logico che tu possa, anche inconsciamente, risentirne…
dammi retta, cerca un supporto psicologico e torna a concentrarti su di te, per capirti e accettarti. credimi, costa impegno e fatica ma ne vale la pena.
ognuno di noi e unico e meraviglioso, nato per partecipare alla bellezza e all’armonia del mondo. basta ritrovare il proprio nucleo centrale e lasciarsi andare alla semplicità dell’esistenza, come per i fiori, che non sbocciano per nessuno in particolare e che sanno spesso vivere meglio di noi, senza troppe pretese…
lasciati andare alla vita, anzichè ai desideri di morte! e solo una questione di scelta soggettiva!
Il fatto che ci siano i miei animaletti intorno non mi e’ oramai comunque di conforto, come ti dicevo oramai trascuro anche loro, comunque condivido cio’ che hai detto sugli animali.
Sai qual’e’ il problema sul discorso di mio padre?
Che mi dispiace per lui perche’ sapevo che non voleva andarsene, ma io sia consciamente che inconsciamente l’unica cosa che provo a riguardo e’ che so che comunque ha smesso di soffrire, ed e’ cio’ che voglio pure io.
Per il resto vederlo morto, saperlo morto, fidati non mi ha provocato proprio nulla, ripeto ne cosciamente ne incosciamente.
No non voglio nessun aiuto psicologico, fidati non mi servirebbe a nulla. perche’ non voglio cambiare idea su nulla. Le persone a cui giova davvero quel tipo di supporto sono quelle che in fondo in fondo non si sono ancora arrese e che in qualche modo ancora tengono a se stessi, e non e’ il mio caso.
Non voglio partecipare a nulla, non ho nessuna pretesa e non voglio piu’ nulla, son cocciuto lo so.
Beh la morte indissolubilmente fa parte della vita, si puo’ dire che comunque mi lascero’ andare ad una parte di essa, forse a quella piu’ profonda.
maledettoio,
capisco che sapere morto qualcuno che ami, quando in vita soffre molto, sia fisicamente che psicologicamente, possa essere quasi consolatorio. ma spero tu provi almeno un po’ di dolore per la perdita di tuo padre. e questo può incidere su un umore già instabile…
hai ragione: l’aiuto psicologico giova a chi non si è ancora arreso o a chi NON può permettersi il lusso di arrendersi.
allora, la sintesi di qualcuno che ha come nick “maledettoio” non può che essere questa: ognuno ha diritto di vivere e di morire come gli pare, e va rispettato nella sua sovrana volontà.
anche se spesso ci vuole più coraggio per vivere che per morire e se,
comunque, andandosene, quando non si è proprio soli soli al mondo, si ricambia con lacrime e sensi di colpa chi ha dato poco o tanto, generosamente, senza chiedere compensi… se ti piace così…
Razzionalmente parlando nessupo può definirs solo c’è comuneue troppa gente al mondo per poteri definire tali.
Ma essere realmente soli è diverso, una persona per quanto non sia fisicamente sola lo può essere lo stesso anche tra milioni di persone, questa è la disgraziata verità.
Mi dispiace deluderti sul discorso di mio padre, ma non provo e non ho provato proprio nulla per la perdita, non sto neppure a spiegare le cose, non servirebbe a nulla, e con questo non dico che non lo rispettassi come persona, ma sinceramente la realtà è che per come la vedo io anche lui ha contribuito, certamente senza volere, ad far si che io sia come sia, e con questo non intendo che gli volessi male o che non mi “dispiaccia” per come sia morto o per quanto abbia sofferto. So che in fondo non se lo meritava, gli sbagli li facciamo tutti, ma sono anche dell’idea che prima o poi in un modo o nell’altro ne paghiamo sempre le conseguenze. Ed io pago le conseguenze per come ho reagito a certe cose, le pago essendo come sono, ma la colpa è chiaro è solo mia e di nessun altro. Non ho provato nulla neppure per mia nonna 1 anno fa.
Non concordo che ci voglia più coraggio a vivere o morire, credo che il coraggio non c’entri proprio nulla, solo due cose ti spingono alla morte secondo me, o un dolore insostenibile, o una lucida e fredda decisione dettata del sentirsi totalmente e completamente inutili agli altri ma sopratutto a se stessi. Io per inciso mi vedo nella seconda, è inutile che io possa pensare anche solo di cambire idea, perchè comunque non cambierei il mio modo di vivere e quindi il mio futuro è certo ed inesorabile e quindi è inutile viverlo. Che poi possa essere o meno utile ad altri, scusa ma entra in gioco l’egoismo che ho imparato ad apprezzare, voglio morire, e non mi importa di nient’altro. Lo so magari sbaglio, ma tanto ho comunque imparato che comunque io scelga alla fine sbaglio, quindi non fa molta differenza. E poi che io sbagli o meno non farà differenza, sarò morto.
E poi giusto come mi rispondevi tu qualche post fa, ogniuno di noi ha i suoi problemi ed avvolte non si sente di farsi carico di quelli degli altri.
Ti chiedo…perche dovrei promi io il problema di pensare alle sofferenze od eventuali tali che potrei causare?
Perche’ mai io dovrei essere diverso dagli altri?
Io come tutti voglio risolvere i miei problemi come posso, e c’e’ solo un modo per risolverli tutti ed una volta per tutte.
E poi c’e’ da dire che voi ve la “prendete” tanto per me perche’ sapete cosa ho intenzione di fare.
Ma nella realta’ di ogni giorno, se ci conoscessimo in reale, e quindi non sapreste nulla, sarei per tutti invisibile come lo sono per chi mi conosce. Pensereste a me come, bravo ragazzo, ingenuo, disponibile all’occorrenza, responsabile, e basta.
Quel che mi divora dentro comunque non interesserebbe neppure a voi.
So che esistono le eccezioni al mondo, ma so anche che sarebbe cosi’ se mi conosceste.
maledettoio,
dipenderebbe quasi esclusivamente dall’interesse che tu avresti per me rispetto all’interesse che potresti suscitare in me…
non ci si può interessare a tutti: è una questione di affinità e di interscambio.
io, ad esempio, lascio spesso “cadere” le persone che tendono a succhiare linfa vitale non dando in cambio nemmeno un briciolo d’ascolto. non è una questione egoistica, è un semplice bisogno di parità… e di sopravvivenza emotiva!
Rossana, io non succhio via nulla alla gente che conosco, anzi se per quello mi faccio persino, anzi no mi facevo persino il problema se chiamarla o no nel periodo che ancora “provavo” (pensando sempre “chissa se rompo?”, e spesso non chiamavo, consapevole che ogniuno ha la sua vita) ma comunque non fa differenza.
Sempre premesso che ora non voglio piu’ nulla da nessuno, la realta’ resta che la gente si ricordava di me solo quando aveva bisogno (anche solo per compagnia), ma ammetto anche una cosa, anche io di mio ci ho messo qualcosa, perche’ quando ero troppo giu’ e mi si chiamava anche solo per andare al mare dicevo di no, consapevole che avrei rovinato la giornata a tutti essendo io il primo di malumore.
L’unica vita, forse, in vira mia, nella quale ho cercato, credo, di entrare a “forza” (si fa per dire, se cosi’ si puo’ dire), e’ stata la tipa che mi ha fatto sperare davvero che qualcosa potesse cambiare, e ne ho pagato le conseguenze, e le paghero fino a che non chiudero’ con tutto(continuando fino l’ultimo momento a pensansare a lei ed a continuare a pensare e forse avrei potuto fare qualcosa in piu’ per riavvicinarmi a lei, lo so e’ solo una stupida idea la mia). Si vede che era destino cosi’.
Comunque sia, ieri sitemati finalmente i documenti della pensione per mia madre.
Oggi l’assicurazione della macchina.
Restano il mutuo soccorso e le pratiche dell’assicurazione del mutuo, entro una decina di giorni dovrei avere le cartelle cliniche.
E sistemate queste ultime due cose dovrei essere finalmente libero di andarmene affanc….
maledettoio,
capisco soltanto una cosa: che sulla tua situazione esistenziale di base davvero non ci sarebbe voluto questo spiraglio d’apertura, che si è subito chiuso, lasciandoti il grande dolore di un’infatuazione o di un innamoramento non corrisposti.
questo lo comprendo a fondo e ti sono vicina.
ti faccio presente, anche, in risposta a un tuo post, che una cosa è non essere in grado di condividere qualcosa di spiacevole, altra cosa è ripagare con una sofferenza a vita chi ti ha voluto bene, sia pure a modo suo…
non so e non posso aiutarti oltre, se non provando per te una grande tenerezza.
ti abbraccio
Rossana sono consapevole che chi, insomma, “tiene” a me, non meriterebbe un dolore cosi’, ma sinceramente non c’e’ modo per me di continuare cosi’ per diversi motivi(gia’ detti per altro), quindi non c’e’ modo di evitare che soffrano.
Avrei anche potuto evitarlo a mia madre, ma chissa quanti anni dovrei tirare avanti cosi’, e non ne ho nessuna voglia ne intenzione.
E poi comunque se mi cominciassi a preoccupare di lei, poi dovrei preoccuparmi di altri, e non sarei mai libero di fare cio’ che voglio, e quindi me ne andrei proprio come non voglio andarmene, cioe’ lentamente e creando anche problemi ad altri.
Si, sarebbe stato meglio per me non lasciarmi andare con lei, quando ho realizzato cosa stava per capitare avrei dovuto solamente allontanarmi, ma non ci sono riuscito, pazienza.
Sarebbe stato meglio per lei di certo, ed anche per me che come ho gia’ detto, me ne sarei andato almeno in pace con me stesso invece che con la voglia di dare testate al muro.
Sai per lei mi dispiace davvero. La mia preoccupazione e’ che non capira’ che lei non c’entra nulla con questa mia cosa e che era una cosa che avevo dentro da molti anni prima di incontrare lei.
Ed anche se lo capisse non credo cambierebbe molto.
Penserebbe comunque che, forse, avrebbe potuto gestire le cose diversamente.
O magari non gli e ne freghera’ nulla, e sinceramente lo spero per lei.
Sai qual’e’ la cosa ironica, se cosi’ si puo’ dire, che non faceva altro che ripetermi che se l’avessi conosciuta meglio non mi sarebbe piaciuta, che era sbagliata per me, e mi teneva lontano, ed alla fine, cosi’ facendo, dalla persona giusta che era, e’ diventata davvero quella sbagliata.
maledettoio,
dimenticavo di precisare che la tenerezza che provo per te è motivata essenzialmente dal fatto che alla tua età ancora non hai imparato ad incassare.
è la prima cosa che dovremmo saper fare fin da piccoli… per abituarci a fronteggiare le difficoltà, soprattutto quelle emotive ed esistenziali…
Rossana, mi hai fatto sorridere sinceramente, e ti assicuro che non e’ cosa facile, di solito al massimo mi parte il classico sorriso di circostanza(forse sarebbe meglio dire partiva).
Io son abituato ad “incassare” cose di ogni genere.
Del discorso di lei, non mi creo ne mi creavo nessun problema tranne il dispiacere che non avesse capito quanto fosse speciale ed importante per me, per il resto come ho gia’ detto non mi aspettavo potesse accadere nulla di diverso da cio’ che e’ accaduto anche se avessi incontrato una persona che fosse speciale per me.
Riuscire a ferirmi e’ praticamente quasi impossibile, ci sono troppo abituato ad incassare delusioni(enormi), ho imparato da molto giovane anche che non si puo’ avere fiducia in nessuno, neppure nei propri genitori. Non scambiare dei rimpianti con altre emozioni.
Quando qualcuno mi delude non me la prendo mai con lui, lei o loro, ma solo con me stesso per aver abbassato, anche se di poco, la guardia ed aver dato anche quella poca fiducia che gia’ difficilmente concedo.
Per quel che riguarda lei in particolare non ho nulla da recriminargli, tranne non avermi voluto dire certe cose di lei, ma certo non era obbligata, quindi il problema e’ mio, per il resto lei ha la sua vita ed e’ giusto la gestisca come meglio gli pare. Pensa, tanto per dire una cazzata, che non ricordo neppure quando sia stata l’ultima volta che qualcuno che conosco mi abbia visto piangere, ed intendo fin da piccolo.
Comunque credo di capire che idea ti sei fatta di me, ma ti ripeto, se mi conoscessi in reale, innvece che avermi conosciuto qui su, cio’ che pensi di me sarebbe tutto diverso.
E non mi riferisco solo al fatto che qui mostro questa parte di me che nessuno conosce.
maledettoio,
credimi, mi dispiace TANTO di non aver più argomenti per convincerti, se non che c’è tanta bellezza intorno a te. io vivo essenzialmente di questa e di poesia… perché non potrebbe essere così anche per te?
ci sono passata e ricordo tutto, nei più piccoli particolari. anche il tremendo sgomento del “giorno dopo”, vedendo sorgere una nuova alba dal mio letto d’ospedale, e sentendo “a pelle” il disprezzo di infermieri e medici…
NON farlo! non è così facile, nè tecnicamente, nè psicologicamente.
con gli anni, subentrerà la comprensione e la rassegnazione, e troverai un tuo equilibrio, nè più e nè meno di tutti gli altri.
ti stringo forte.
E’ facile da fare, dimentichi che ho la casa piena di medicinali al quanto potenti e pericolosi, ed anche se non li avessi non cambierebbe nulla, c’e’ il mare, ci sono i treni, i ponti dell’autostrada, i semplici sonniferi presi con un sacchetto in testa, la corda, di modi semplici e sicuri, basta fare 2 ricerche per essere certi di non sbagliare.
Io non aspetto piu’ nulla e nessuno, non voglio vivere cosi’ e non voglio abituarmi all’idea di doverci vivere, e non voglio smetttere di farmi “del bene o del male” che sia(dipende dai punti di vista) smettendo di bere e di fumare(ma cosi’ non posso e non voglio continuare. Piu’ rassegnato di cosi’ mi sa che saro’ gia’ morto, forse e’ proprio la troppa rassegnazione il male peggiore. Concordo solo che psicologicamente potrebbe non essere facile da fare, ma il problema si risolve facilmente bevendo qualcosa di forte e i freni ed i pensieri saltteranno. Male che vada se dovessi riscontrare(ma non credo dato che ho gia’ provato piccole dosi) una tendenza a non riuscire a mandare giu’ tutto …be sciogliero tutto in un bicchiere di quello che staro’ bevendo e sara’ tutto piu’ semplice.
Ma comunque, che ti posso dire, come dici tu nella vita non si sa mai, ancora un po di giorni mancano, magari domani esco mi investe una macchina e resto paralizzato e non potro’ fare piu’ nulla neppure la finita. O sbatto la testa e perdo la memoria e buonanotte al piffero, non mi ricordero’ piu’ nulla.
Rossana, pensa la cosa e’ buffa o no!!
Riguardo ai medicinali (circa 12 scatole di effentora e 4 siringhe di morfina), mia madre se ne voleva liberare, in farmacia non le han volute, idem carabinieri e croce rossa, dicono tutti che non possono prenderli.
Quasi la sorte che li lascia li per me, il destino inesorabile, mi viene da ridere.
In quei momenti dove la morte ha fallito e non e’ riuscita a prendermi da sola, la vita ha fatto si che facessi da solo.
Sai Rossana, mi chiedo davvero se riesci a capirmi o se solo immaggini cio’ che provo,
Sai davvero cosa vuol dire crescere fin da piccoli, pregando dio di farti morire e sperando che cio’ possa avvenire prima possibile? E vedere giorno dopo giorno che stai solo perdemdo tempo? E quando ormai sei totalmente rassegnato spunta qualcuno che ti fa desiderare di vivere e di non averlo fatto prima, per poi perderlo!
Non so se davvero in tanti lo capiscono.
Mi viene in mente che e’ la seconda volta in 2 anni che racconto tutto questo, la prima e’ stata in un forum di “aspiranti suicidi” che aime’ e’ stato chiuso perche’ una stupidella ha interpellato un mod del sito per interrompere una discussione con un altra ragazza, ovviamente i mod han chiuso tutto dato il tipo di argomento.
Che poi trovo sia un comportamento stupido, anche se lo capisco. Chiudere un forum dove gente sola che sta male si incontra e racconta cio’ che li fa soffrire, e’ come dire tornate nella vostra solitudine non c’e’ posto per voi. Mi mancano un po anche se non scrivevo da un bel po. Li c’era gente che son certo sapesse cosa volesse dire vivere anni odiando profondamente se stessi, e non solo passare un brutto periodo, come capita a tutti(e ne e’ passata di gente che passava solo butti periodi). Spero solo non finisca anche qui in quel modo e che tutto cio’ che ho raccontato di me vada perso ancora una volta. Anche se non me ne stupirei. Sai che comunque non riesco ancora a trovare la forza di cancellare lei dal mio vecchio msn, ma lei si.
maledettoio,
ma PERCHE’ odi così tanto te stesso? qui sta il nocciolo del tuo malessere, che non vuoi affrontare in modo serio.
ti farebbe soffrire, lo so, ma ti aiuterebbe anche a voltar pagina.
quanto a lei, e al suo cancellare il tuo sms, questo può significare tutto e niente. perchè non continui a starle dietro e a dimostarle il tuo interesse? perchè ti arrendi così facilmente?
conosco persone che hanno corteggiato una donna per anni, fino a farla innamorare di loro. ci vuole impegno, fantasia e costanza. volere spesso diventa potere… ma bisogna volere davvero, non solo a parole…
riguardati e non bistrattarti troppo…
PS: attenzione ai cocktail strani: potrebbero farti più male che bene, e lasciarti in condizioni peggiori di quelle attuali. non c’è mai limite al peggio e certe azioni, effettuate da principianti, possono essere MOLTO pericolose…
maledettoio,
dimenticavo… quanto alla comprensione altrui del proprio dolore, a mio avviso, solo gran parte delle madri possono davvero “sentire” la sofferenza dei loro figli, in quanto, forse, carne della propria carne e sangue del proprio sangue.
tutti gli altri, se va bene, ascoltano, si dispiacciono per qualche minuto e poi tornano, egoisticamente o sanamente, a pensare ai fatti loro e a considerare le loro difficoltà le peggiori che esistono al mondo, indipendentemente dalla loro effettiva portata, che è SEMPRE soggettiva.
eccezion fatta, forse, per i VERI amici, che sono rari almeno quanto i VERI amori…
Rossana non devo affrontare nulla di me stesso, io so i motivi per cui mi odio, ho cominciato ad affrontare me stesso tanto ma tanto tempo fa.
E disgrazatamente le scelte e le azioni del passato non si possono cancellare, per quanto ce ne si faccia una raggione, per quanto le si accetti, per quanto ci si impari a convivere, loro comunque sono li e non vanno da nessuna parte.
E poi di cambiare Rossana non mi importa piu’, non credo piu’ sia possibile per me cambiare certe cose di me, ed anche se lo fosse, sinceramente non me ne importa piu’ di cambiarle.
Per quel che riguarda Lei, non posso dimostrarle proprio nulla non ho modo di starle vicino senza che lei lo voglia e lei e’ stata chiara sul fatto che di me non gli importa nulla e che non vuole essere contattata, e comunque no, non mi interessa vivere attaccato ad una stupida speranza, ci ho vissuto per troppo tempo attaccato alla speranza che un giorno potesse cambiare qualcosa, e come avevo sempre pensato(anche sperandocci), si e’ rivelata una mia stupida illusione.
Quindi ripeto no grazie non fa per me, sono stanco di sperare.
Per quel che riguarda i cocktail, nulla di strano i primi sono derivati di oppiacei la seconda semplice morfina, gia con mezza pillola ho dormito quasi 11 ore(cosa che non facevo da anni ormai, la mia media e’ di 3, 4, ore per notte. E comunque per come mi sono organizzato, anche se entrassi solo in coma o anche solo se mi facessero dormire per n giorni andrebbe comunque a finire come voglio io, dato che nessuno mi potra’ trovare. E poi gia’ son forti di loro sti medicinali mettendocci anche l’alcol su non corro di certo rischi di fallire. E per finire anche se dopo n giorni mi dovessi risvegliare ancora vivo, come dicevo ci sono valide alternative, in primis la corda che portero’ con me(procedura della quale mi son documentato abbastanza, sia se avessi intenzione di finire soffocato, col collo spezzato o la testa staccata(basta scegliere la lunghezza e si ottine un risultato preciso)).
maledettoio,
non ho più nè parole nè argomenti: sei troppo testardo, e convinto di fare il meglio per te.
ti auguro, comunque, buona sorte!
Rossana, si sono decisamente testardo.
Ma non sono scemo, non sono certo convinto che sia la cosa migliore.
Non ho mai detto che mi piaccia l’idea di fare la finita.
Ma resta l’unica soluzione per smettere di essere cosi’ e di sentirmi cosi’, e’ l’unica soluzione per non creare altri mille problemi che causerei sopratutto a me stesso, ma anche l’unico modo per limitare gli n danni che causerei ad altri(almeno si limiteranno ad uno solo), e’ l’unica cosa possibile da fare non ci sono altre vie.
Tu per uno come me e per chi mi conosce che futuro vedresti, sapendo che non intendo cambiare “vita”, che non lavoro(e non mi frega nulla di trovarne uno), fumo come una ciminiera, bevo ogni sera fino a crollare, che all’occasione mi faccio di quel che capita, che praticamente non esco piu’ se non per fare certe cose tipo comprare le sigarette e sbronzarmi su una panchina, che non faccio praticamente nessuna vita sociale e non mi importa di farne, che in pratica oltre che parlare con mia madre su cosa vuole mangiare oggi non parlo con nessuno (ovviamente oltre che qui) e non mi interessa neppure cominciare a farlo che futuro potrei mai avere? che futuro avrebbe mai chi mi sta “vicino”? Meglio far la finita subito che aspettaqre che mi parta il fegato o che spunti fuori qualche tumore o che possa diventare vecchio cosi. La scelta che mi piaccia o no e’ e resta e resterebbe obbligata.
E’ vero che non miimporta di nulla e di nessuno, ma e’ altrettanto vero che non voglio diventare un peso per nessuno.
La verità è che sei un pigro e un vigliacco. la vita è un dono meraviglioso, almeno per noi che non siamo nati in una baracca africana tra la sete e le zanzare. La vita è un’esperienza fantastica, che duri un giorno o 90 anni; ma per viverla bisogna essere responsabili di se stessi. Lavorare per manternersi, dare agli altri, amare… essere una persona completa e strutturata. Tu sei rimasto bambino. Non lavori (ma i soldi per le sigarette e le birre sono di mammà?), non fai assolutamente niente. e ti piangi addosso perchè qualcuna non ti ha voluto. Mi fai rabbia. Non ho nessuna intenzione di dirti “no, ti prego non farlo”. Ma almeno che tu lo faccia sapendo bene perchè. Perchè è la strada più facile. Perchè la strada più difficile sarebbe quella di alzarsi domani mattina, farsi una doccia e andare ai mercati generali a scaricare cassette di frutta… troppa fatica vero?? E’ piùsemplice e mooolto meno faticoso fumare e ubriacarsi e cianciare sul voler morire. Mio marito aveva la tua stessa età cinque anni fa: un giorno di primavera un medico gli ha detto che gli restavano sei mesi scarsi di vita. Avevamo appena comprato casa, avevamo due bimbi piccolissimi… immagina lo strazio di quei sei mesi in cui lui mi chiedeva di aiutarlo a vivere….. Poi il coma e la morte. E immagina il mio di strazio: non solo quello di averlo visto morire, non solo quello di essere rimasta sola, ma anche con due figli piccoli e una montagna di debiti… una montagna… con debitori che spuntavano ovunque, come funghi e nessuno, ma proprio nessuno, a cui rivolgermi…Ci sono state mattine in cui non avrei mai voluto alzarmi dal letto; ci sono stati giorni in cui attraversando la strada mi veniva voglia di gettarmi sotto il primo camion che passava, evitavo di uscire sul balcone perchè il vuoto mi attirava come una calamita: era la scelta più semplice, rispetto a quella di lavorare 14 ore al giorno e di convivere con questo strazio nell’anima, ma era la scelta di una codarda….
…e io codarda non sono. Cinque anni dopo, eccomi qui. Continuo a lavorare tanto, cerco di crescere al meglio i miei figli, alla solitudine mi sono abituata e a volte non è neanche tanto male… E poi leggo di te, più meno mio coetaneo mantenuto da mammà, che vuole morire… e ripenso agli occhi di mio marito…. e scusami se non sento nessuna comprensione e nessuna partecipazione per te.
maledettoio,
stavolta non so da che parte cominciare, visto che i pensieri che ho in testa mi ricordano un gatto che si morde la coda…
mah… iniziamo dal carattere, che, secondo alcuni, è quello che più determina il nostro destino. come definiresti il tuo, con non più di tre aggettivi, in ordine di importanza?
ribatto il chiodo del senso di colpa che indirettamente, secondo me, ti porta all’autodistruzione. il passato è passato. come tutto cambia, anche noi mutiamo: a quarant’anni siamo, bene o male, ben diversi di come eravamo a 20. nemmeno chi uccide è tenuto a pagare per tutta la vita…
secondo me, se non affronti e superi questo blocco, non puoi procedere oltre. sì, lo so, mi scriverai che NON lo vuoi superare, che non ti interessa farlo (questione di carattere?) e allora, continua a rigirare su te stesso e a morderti la coda…
qualcuno ha scritto che i giorni d’interesse in una vita sono 5 o 6, e che il resto fa solo volume. se mi ricordo questo aforisma, è perchè sono perfettamente d’accordo con il suo autore.
credi di fare eccezione, tu? credi che tutti gli altri abbiano una vita sempre piena di emozioni e di soddisfazioni?
so che risponderai che non sei così stupido. e allora abbandona anche tu la pretesa di proseguire e cavallo e continua a piedi, come tutti gli altri, con quanto ti ha fornito la sorte per il tuo viaggio su questa terra…
maledettoio e maledettame,
che ti penso senz’altro più di quello che sarebbe normale fare!
lei non ti consente di starle vicino e tu pensi valga ugualmente la pena di provare a conquistarla?
falle recapitare un mazzolino di fiori ogni sabato oppure
un messaggio scritto per posta quasi ogni giorno
(due versi di una poesia, un aforisma centrato, una frase tua…)
ma TUTTO in forma strettamente anonima (almeno per ora).
le donne apprezzano la costanza!