Si può perdonare un tradimento?
Riferimento alla lettera:
La mia storia con la donna che amo finisce qui oggi ho scoperto che mi ha tradito. Il nostro rapporto era in crisi lei ha messo in discussione molte cose stiamo andando in terapia di coppia avevo qualche speranza mi ha sempre detto di volermi bene ma non trovava più...
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Data di pubblicazione: 10 Maggio 2008
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Categorie: - Amore
317 commenti
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in qualsiasi percentuale si possano dividere le responsabilità della crisi di una storia, di un matrimonio, rimane comunque una sostanziale differenza tra il cercare di risolvere le cose tra due persone, nel bene e nel male che sia, o mettere in mezzo altre persone, nel dire: “sono in crisi ed esco da questa casa, perché non ti amo più e non ce la faccio più” e dire “sai, sono quattro anni che ho un’altra relazione”.
E guarda che non ti parlo da persona che vive nel paradiso dei non errori, nè suoi nè degli altri, o dove le crisi e debolezze umane non esistono o anche le scelte sbagliate o compensative.
Ma mi pare oggettivo che una differenza c’è tra affrontare le cose in un modo o in un altro. E che se per 4 anni porti avanti una relazione parallela per stare in equilibrio in un certo modo prima o poi quella cosa esploderà.
Esistono delle situazioni di vera e acuta sofferenza nelle relazioni ufficiali, esistono davvero. L’ho vissuta. Situazioni in cui il fatto che ci sia qualcuno che ti voglia bene e con cui poter condivivere delle cose una differenza la fa.
Da parte mia posso dirti però che se non ho varcato quella soglia è stato perché IO volevo restare. Per quanto io fossi ferita, confusa, incasinata, in crisi, in tilt sono rimasta perché amavo la persona con cui cercavo di salvare le cose. Compensavo (e non con tradimenti sessuali) perché volevo restare. Compensavo stando vicino a chi aveva il padre che stava morendo di cancro e che stava vicino a me quando dicevo non ne posso più, e perché la mia relazione, che tentavo di risolvere al suo interno, aveva dei casini inenarrabili. Ma dicevo anche: spero che le cose si risolvano.
Certo, la mia storia è veramente particolare, perché in quelle condizioni mi aveva messo lui stesso. Perç se avessi voluto avere un’altra vita semplicemente avrei varcato la porta, indipendentemente che ci fosse qualcuno ad aspettarmi dall’altra parte o no. Lo so perché mi conosco. E perché non ho mai cercato qualcuno che “mi salvasse” in tal senso, risolvendo i MIEI guai.
E se mi fossi innamorata davvero ma davvero, anche se io non cercavo un amore che mi portasse via, con maggiori garanzie (non era per niente difficile avere delle maggiori garanzie di quelle che io avevo) probabilmente quel passo lo avrei fatto. Quindi io non ci credo (ma questa ovviamente è la mia opinione) che se vogliamo andarcene perché AMIAMO FOLLEMENTE e vogliamo davvero un’altra vita qualcuno o qualcosa ci impedisce di farlo. La spinta è troppo forte. Parlo di AMORE, quell’amore per cui senti l’esigenza di ricominciare daccapo. Non di un rapporto che può comunque essere intenso. E credo che il cercare di salvare capra e cavoli SOLO per la paura di perdere uno status e di affrontare le proprie responsabilità (cosa che lui ti dice, pare) sia una forma di vigliaccheria e immaturità. Con la quale non mi piacerebbe avere a che fare, in nessun ruolo. e’ quasi meglio pensare che, in qualche modo, lui non vuole lasciare lei che le comodità.
Non so ancora se è vero che si possa perdonare un tradimento. La mia ragazza è venuta a me giá dall’inizio con un sacco di bugie sulla sua vita ed io, che avevo voglia di una relazione intensa, ho cercato di essere aperto, di aver fiducia, di credere. Le sue richieste di conferma mi sfiancavano, era un continuo richiedere attenzioni, esasperare gelosie, peró stavo al gioco e portavo avanti la relazione. Avevamo cominciato in un modo difficile da credere, lo so, via internet. Dal suo paese di origine mi scriveva dicendomi un sacco di cose non vere, ed io le credevo, avevo voglia di crederle. La sua bellezza, mischiata ad una certa dolcezza mi faceva sperare che tutto sarebbe potuto andar bene… non ci si conosceva, peró pensavo ad un segno del destino. Mi venne a trovare a Maggio, e da li cominciammo a conoscerci meglio… lei mi parlava di una famiglia piú o meno agiata, una situazione economica stabile, cose che poi ho verificato non vere. Non è cattiva, peró ha fatto delle cose che non riesco a perdonarle. Dopo un paio di mesi in cui è stata mia ospite, con tutti gli annessi della situazione, è tornata a casa. Mi son trovato a desiderare di vederla ancora di sentirla, e passavo giorni interi a cercarla… chiunque potrá dire che parlarle per chat… non aveva senso, lo so: le relazioni si vivono, ed io la stavo solo idealizzando. Il suo modo di fare poi si trasformava in capriccioso spesso, e piú di una volta chiudeva la conversazione senza lasciar spazio a ulteriori interventi. Avevo la sua password per entrar nelle mail, la usai. Leggevo, capivo. Fino al giorno in cui lei stessa, messa alle strette, ha confessato. Mi tradiva con un suo ex… se cosí si puó definire un uomo sposato, con figlio a carico. Lei non aveva mai abbandonato questa relazione, pur stando con me. Ed insisteva dicendo che lo considerava un amico, che le faceva bene parlar con lui, anche quando c’era giá stata insieme ed io le chiedevo di non cercarlo piú.
Ho fatto l’ulteriore passo, a Novembre son venuto nel suo paese. Il suo carattere instabile aveva un effetto nocivo su di me, perché mi manteneva sul filo del rasoio promettendomi amore sconfinato… la sua famiglia mi affittó una stanza in casa loro per 150 euro (la casa la pagano 200), e stando li ho visto che, ad un certo punto, cominció ad evitarmi. Aveva cominciato a lavorare, e la sera quando tornava preferiva guardare la televisione piuttosto che venire a stare con me. Mi sentivo in carcere, ma il peggio è che tutti quei mesi a pagar per due, per me in europa e per lei nella sua terra, mi avevan messo a terra economicamente. Ero arrivato con l’illusione di poter lavorare qui in campo universitario, adesso ho capito che ci vuol tempo. E soprattutto lei, ancora una volta, ha ricominciato a parlar con questo suo ex… ho scoperto cose… ha detto che la nostra relazione l’ha annoiata. Ed ora che ho perso il biglietto di ritorno, e sto in un albergo senza un soldo, adesso che ho preso le distanze… dice che mi ama.
ciao,ieri è stato un giorno veramente brutto,non riuscivo levarmi dalla mente il tradimento che ho subito, è stato durissimo x fortuna che ho portato la mia piccola a milano-marittima e un po la giornata è migliorata. la mia compagna non c’era xche era a lavorare ma l’avrei voluta li con me, e non riesco a dirgli che sono molto in difficolta.
LUNA
So che il suo comportamento, dettato da una ragione,non si può chiamare nobile, sono d’accordo con te se @AMIAMO FOLLEMENTE e vogliamo davvero un’altra vita qualcuno o qualcosa ci impedisce di farlo@ . Ma non vedo nemmeno la LORO VITA da altra parte, felice, non c’è più nè amore, nè fiducia, nè momenti intimi… non sfociano in rottura definitiva, ma vivono come cosiddetti “separati in casa”, come coinquilini nello stesso appartamento solo per non dover affrontare una separazione, per i figli. Si, ammetto, lui è debole, fa male a 2 donne, e lei? Perchè lo tiene a casa se non c’è più il sentimento, non c’è più una cosa sola? per un’abitudine? per stessa paura di rimanere da sola a 40 anni con i 2 figli e per non perdere la faccia davanti agli altri? far finta e soffrire dentro tutta la vita? ((( e solo una domanda…cerco di capire IL PERCHE’
ANDREA: forse però dovresti dirglielo. Ma sai tu, ovviamente. ALESSIA: chi lo sa. Forse non lo sa neanche lei. Forse lo ama ancora. Forse averlo accanto così per lei è comunque averlo accanto. Forse non ha smesso di condividere maggiormente se stessa con lui perché non lo amava più, ma perché in qualche modo si sentiva delusa da lui pur amandolo ancora. Da fuori è facile ipotizzare, ma nel cuore di lei non sei e non sono. Forse quella distanza tra loro non l’ha creata solo lei, per quanto sia facile da fuori dire ‘lei si trascurava’. Ammesso che sia vero, ci si può trascurare anche perché si sta male e si è tristi, e perché si è tristi? A volte perché ci si sente soli in due, anche se si ama ancora. Ma ci vuole anche una buona dose di sensibilità e attenzione per comprendere perché la persona che hai accanto si è chiusa in sè, per cercare di capire, sostenere, andare incontro, prima di dire ‘non c’è e mi fa un torto’. Ricominciare una nuova vita a 40anni e con due figli può fare paura. Ma non è scontato che la ragione sia questa. Io ho ‘retto’ il mio infelice amore per anni perché era l’amore della mia vita, no perché avevo paura della solitudine. Vagavo per ore la sera, pensando. Riassestavo la mia vita per stare in equilibrio. Ma non perché avevo paura. Davo il tempo alla mia vita di tornare ad essere la mia vita con lui che avevo amato perché amavo lui. La mia storia è stata molto molto complicata, ma non è per cieca caparbietà o dipendenza o paura che sono rimasta e tornata. Certo, ognuno sa per sè, e c’è anche chi ha paura e basta. Ma penso ad un’amica che, tradita senza saperlo, a pochi mesi dal matrimonio, senza neanche rendersene conto, poiché stava male, non amava più tenere bene la casa, cucinare. Era un’espressione del suo malessere. Lui aveva espresso un suo malessere che non riguardava nemmeno lei ad un’altra donna, vicina a loro. Che gli diceva ‘è lei che è così che ti fa stare male. E’ lei che non sa valorizzarti e darti importanza. E’ lei che non sa capirti quanto ti capisco io. Etc’. Ma si amavano ancora. E per inciso sono felici. E nessuno trascura nè se stesso nè l’altro. Certo, alessia, quella è un’altra storia, non è la tua. Però voglio dire che non è così semplice sempre individuare cause e conseguenze. Se fosse arrivata un’altra donna quando io e lui eravamo in crisi sarebbe stato facile dire da fuori ‘tanto non si amano piú. Che stanno insieme a fare?’ ma non era così.
quello che sto cercando di dirti (anche se ovviamente io non conosco le persona e la storia) e forse ti diceva anche Zucchero è che tu, volens o nolens, stai valutando (non voglio dire giudicando) il loro matrimonio, ma soprattutto le ragioni valide o non valide di lei e cosa non ci sarebbe o no nel suo cuore dal punto di vista tuo e di lui, gli elementi che lui ha visto e ti ha dato. Voglio dire che ognuno di noi di una situazione ha la sua versione, emotiva. Io capisco che tu la veda come: ma perché lei non lo lascia, se lo vuole tenere a tutti costi così? – ok, è chiaro che da fuori una persona (e non solo l’altra donna) può dire ‘ma che senso ha? Non è meglio farla finita e cercare alternative di serenità e felicità? Vero. Ma lei lo ha sposato, ha avuto due figli insieme a lui. Con lui, non con un altro. Lo ha scelto, per sempre. Pensare che non sia più per sempre o non concepire alternative non è solo questione di paura. Poi, mi ripeto, c’è anche chi spudoratamente dice ‘non lascio mio marito (o moglie) per ragioni razionali’ ‘l’amante non mi dà suff garanzie, quindi tergiverso’ ‘se l’amante lascia la moglie lascio mio marito, altrimenti no. Nn voglio ritrovarmi con un pugno di mosche’. Ma per chi in effetti ragiona così c’è chi invece non lo fa affatto. – io comprendo che a te sembri che l’ ‘ostacolo’ sia lei (ma, perdonami alessia, che tu sei capitata nel suo territorio anche emotivo rimane un fatto, anche se è lui che ti ha fatto entrare e che per sue ragioni non ha chiarito la sua precedente posizione, con rispetto di un impegno suo di lui anche emotivamente preso. Non è che ha vissuto passivamente la scelta di amare una donna o comunque sposarla e avere dei figli e una mattina ha visto un’ostacolo intruso -lei- materializzarsi di colpo al suo fianco. Ci son arrivati insieme lì dove sono, mantenendo o mancando reciproche promesse) ma mi verrebbe da dire, credimi in senso buono, prima di pensare cosa hanno in testa lei e lui guarda in te stessa. E’ stata veramente accettabile per te la tua posizione? Gratificante? Al di là delle sue giustificaz, dei suoi punti di vista, del fatto che non sai fino in fondo cosa sino ad oggi li ha tenuti insieme, male o bene che fosse, perché è la loro questione, cmq, tu di te e la tua questione che ne pensi? Non parlo di miseria o nobiltà. Ma di equilibri. Tu per stare in equilibrio quanto hai adattato te stessa e il tuo modo di vedere?
LUNA. Non hai idea quanto ho pensato su di me, il mio modo di vivere, la mia posizione.
Pensavo se fossi stata una trentenne senza i figli, sarebbe una cosa inaccettabile per me, sarebbe troppo doloroso vedere come sta godendo dei figli. Invece ho un figlio cresciuto e la situazione non mi sembrava così tragica (verso me stessa). Poi certo che dall’inizio abbiamo litigato tantissimo, vedevo la moglie come dici tu, “un ostacolo”, e lui a farmi capire che non sia Lei unico problema, che ci sono i figli che danno più importanza e non si fa nulla. E col tempo, paradossalmente, quella ragione ha cancellato quasi tutti i pensieri su di moglie al suo fianco. Ho capito, che anche Lei a casa possiede la metà del suo marito, ha solo il padre dei suoi figli… e il suo uomo mentalmente e fisicamente ormai il mio… Ed ora vedo, che non si può riconquistare il sentimento…
alessia, in tutta franchezza (certo, è il mio punto di vista) la tua situazione non mi sembra per niente più accettabile della sua. Con o senza figli, a 30, 50, 70anni una vita a metà, comunque tu voglia vedere quella metà tua rispetto la sua, non fa una vita completa. Anche se puoi restarci una vita intera. A te sembra assurdo che lei se lo sia tenuto in un certo modo, a me non sembra meno assurdo che tu te lo sia tenuto in quel modo. Anzi, tenuta te stessa in quel modo. Comunque la giri o l’abbia girata lui io vedo un egoista. Una persona egoista, e non c’entra nulla che sia un uomo. Non giudico l’assurdità, ho vissuto anch’io in un altro genere di assurdità. Ma resta assurdo ciò che lo è, comunque decidiamo di chiamare un nostro ‘sacrificio’ e lo giustifichiamo e giustifichiamo l’egoismo altrui. Lui comunque ha amato più se stesso, punto. Le sue ragioni rispetto i suoi figli, ok. E quelle di sua moglie? E le tue? Per quale ragione i suoi figli devono avere due genitori ma lui può avere un’amante e tuo figlio è corretto che abbia una madre che ha una vita a metà e non un nuovo vero reale completo compagno che in quel caso sarebbe anche per lui un altro tipo di figura? Perché tuo figlio, per quanto tu possa reggere l’amarezza di una vita a metà, non sarebbe più felice con una mamma veramente più serena? Ho girato la questione su tuo figlio, scusami, solo per dirti quanto comunque costui ha messo in primo piano le SUE priorità vere o autogiustificanti, mentre TU hai adattato le tue. E ancora ne fai una questione tra due donne e di ‘frazioni’, possesso vero o presunto, senza guardare LUI. Lui per come ragiona e si comporta. Per cosa non dà e esige. Scusa Alessia ma mi dispiace che tu ne faccia una vittima degli eventi, tra due donne. Sua moglie può avere le sue ragioni, ma esistono il divorzio e l’affido condiviso. Un mio amico ha lasciato anni fa, e non per un’altra, la donna con cui stava male. Lei gli ha fatto anche la stalker e sul fatto che lui ADORI suo figlio dubbi non ce ne sono. Ma pur sentendosi in colpa per suo figlio (che comunque ha SEMPRE seguito) ha fatto la sua scelta. E’ tornato a vivere dai suoi, lasciando vacanze, casa col giardino. Ha accettato di prendere da stronzo, ma ha fatto la sua scelta. Oggi ha una compagna, alla luce del sole. Suo figlio e il figlio di lei si conoscono. Lui per anni diceva: io non voglio dare a mio figlio lo shock di avere un altro bambino e per questo, oltre che perché non ho più niente e una ex che mi fa tremila casini, non voglio che una donna che può avere una vita serena e felice stia male con me o a causa mia. E no ‘parole parole parole’, realtà. Oggi ha una compagna, e probabilmente pensa anche di poter avere un altro figlio. Forse nei suoi scrupoli si è dato troppo addosso, ma non ha usato le sue debolezze, ragioni e giustificazioni. Alessia, io non voglio farti male e mi rendo conto che chi è stato tradito può non gradire emotivamente la nostra conversazione, e mi scuso.
tanto più perché, in parte inconsapevolmente, tu continui a vedere lui la vittima giustificata per il suo amore e onore verso la prole e lui in mezzo al tiro alla fune tra il vero amore ostacolato e una vita senza senso. Ma la vita è una, mi segui? E’ una anche quando ne viviamo due parallele o una a metà. E’ un’interezza, bella, serena, appagante, frustrante, vera, bugiarda anche quando si sceglie di fare l’amante o il traditore o ci si chiede se tenersi ancora un marito o una moglie. Indipendentemente da in che letto ci svegliamo la mattina o in che specchio ci guardiamo alle 5 di pomeriggio o ceniamo la sera LA VITA CHE STIAMO VIVENDO UNA E’ in quel momento. Quindi invece di pensare alle frazioni migliori o peggiori pensa che è in questa sua vita comunque intera pure se sembra un puzzle scomposto che ti ha fatto entrare e che anche la tua è stata (è?) un puzzle scomposto. Che al di là dei sè e di che ci fa ancora con lei e lui con lei LUI NON HA ANCORA SCELTO o meglio lo ha fatto, per quanto si lagni. Ma non è lì con te. – anche tu hai scelto, certo. Ma se tu smantellassi tutte le giustificazioni e pensassi “la mia vita io la voglio diversa” ci sarebbe ancora posto per lui? Per lui così? O per un uomo molto diverso anche nel modo in cui affronta innanzitutto la sua vita? In cosa sarebbe stato più onesto con te? Nell’averti detto ‘se mi vuoi io non cambio niente della mia vita, ma tu fatti monca in modo ‘consapevole’? Tra la vita che dici fa lei e quella che hai fatto tu io non vedo una più bella o più ricca, mi dispiace.
LUNA…ti sento veramente una donna saggia, con cui si può dialogare. E tutto quello che dici mi fa pensare e ripensare tantissimo. Ma posso contattarti in qualche modo, evitando il blog, via mail o altro?
Alessia, mi dispiace, ma ho scelto di utilizzare il forum solo “in chiaro”, anche perché penso che il dialogo aperto sia più utile al confronto tra le esperienze e i punti di vista.
… Il mio caso forse è piú insignificante di quelli che si stanno esponendo, a giudicare dal fatto che non ho ricevuto neanche il minimo commento. Ma l’anonimato mi permette di scrivere ancora: mi da il coraggio, mi permette di esser chiaro come non mai. E parlare mi serve a riflettere, sento meglio i miei pensieri, forse mi aiuta a reagire.
Io ho amato questa donna di cui parlavo. L’ho amata, nella folle maniera in cui ci si è conosciuti son riuscito a sentire vibrazioni per lei. E non mi capita spesso, nonostante abbia un nugolo di ragazze che mi cerchino, mi apprezzino, o semplicemente mi dimostrino consensi. Il punto per me non è la mancanza di possibilitá, bensí la sensazione che QUESTA era la possibilitá. In fondo cosa è innamorarsi? Pensare, condividere, progettare insieme sogni che si facciano realtá. E con lei avevo immaginato che questo si potesse fare… e che dolore ho sentito nel rendermi conto del gioco a cui giocava; mi dice che non lo fa piú, che non lo sente, che non interagisce con quest’uomo che ha una sua vita, una sua famiglia, ma a quanto pare ha anche il dono dei modi gentili che l’affascinano… perché lo continua a cercare, mettendo a repentaglio la nostra relazione? Come se parlare con lui possa risolverle qualcosa, le possa dar una forza in piú per affrontare la sua vita. Ma, ammesso che lei non faccia nulla di male, che solo gli parli, perché non rispetta la mia richiesta di non cercarlo piú? Mi ha giá tradito, ed in qualche modo anche solo parlandogli sento che “mi tradisca”… perché la fiducia che ho riposto in lei, quella fiducia che mi ha dato la forza di venir qui e metter tutto a repentaglio per un sogno, quella fiducia, dicevo, si alimenta anche di questo: di conferme. Lei parlando, cercandolo, fa appunto questo: mi nega conferme.
Io non sono uno psicologo, evidentemente, peró mi chiedo il perché delle cose; di certi atteggiamenti. E nel mio metodo empirico mi do delle risposte. Vedo che lei viene da una famiglia in cui la madre, quando lei era piccola, ha cominciato a tradire il marito. La sua nascita giá era dovuta al fatto che la madre era rimasta in attesa di lei; e forse per questo, come reputandola colpevole della vita che ha dovuto seguire, ha sempre avuto un’avversione nei suoi confronti. Il padre poi, a quanto pare, ha accettato questo tradimento perdonando la moglie, ed in questo modo han vissuto sempre.
Questa è una piccola analisi retrospettiva, in modo da tenere chiaro di chi si sta parlando. Io temo che lei abbia maturato un modo comportamentale doppio, con una maschera dietro cui nasconda la sua vera essenza.
POLDO: nessuna storia è insignificante o più di altre. Forse però questa non è la lettera più attinente? Non lo so eh…
magari trovandone una più attinente o scrivendona una tua potresti trovare maggiori occasioni di confronto.
Mi sembra che i problemi con questa ragazza ci siano stati sin dall’inizio, e che non siano inerenti al tradimento o alla tua paura di un tradimento soltanto.
Internet di per sè può essere anche un “luogo” come mille altri in cui incontrare una persona, però poi in ogni relazione le persone, al di là delle prime battute, via via si conoscono e possono trovarsi affini o meno, per svariate ragioni.
La cosa particolare è che sembra di conoscersi moltissimo prima di vedersi realmente. Si formano delle aspettative e delle empatie prima di conoscere molti aspetti della persona.
Anche nella vita quotidiana capita certamente di restare affascinati dall’interiorità di una persona, da certe informazioni che dà di sè e dal modo in cui si rapporta con noi. Però mancano alcuni elementi.
Con ciò non sto assolutamente giudicando o demonizzando internet come veicolo di incontro, però è oggettivo che spesso il primo vero appuntamento arriva dopo, rispetto alla realtà.
Dico una banalità, ovvio, ma ho l’impressione che non appena hai “toccato per mano” un po’ questa relazione i problemi e le sensazioni negative ci sono sempre state.
Dici che questa relazione ti ha fatto stare male.
Parli di esserti sentito solo mentre le eri vicino, più di quanto ti sentissi quando c’era una distanza fisica a dividervi.
Internet può essere un luogo come gli altri, ma al contempo non lo è, e non solo perché in internet può sembrare più facile mostrarsi diversi da ciò che si è, fantasticando nel momento stesso in cui si racconta se stessi, per un proprio bisogno di evadere da se stessi e dalla propria quotidianità, non di sentirsi per forza migliori, ma differenti o per portare in evidenza solo alcune parti di sè, ma anche perché anche chi legge può mettere molto di suo e anche nelle sensazioni che prova. Inoltre, perdonami, non è che sia sempre così, ma di solito è più facile che una persona passi più tempo in internet che fuori di casa, in quel preciso momento della sua vita, per qualche sua ragione. Voglio dire che anche tu forse potevi essere in un particolare stato d’animo.
Con ciò voglio soltanto dire che forse hai cominciato a conoscere questa persona dopo aver pensato di conoscerla già più di quanto tu in effetti non la conoscessi.
Anche questo può averti destabilizzato.
Una cosa penso sia certa, al di là di chiederti le sue ragioni cerca di dare un peso adeguato alle tue sensazioni positive o negative. Al tuo stare bene o no in una determinata situazione.
Da questo punto di vista che una relazione sia nata in rete o in un bar del centro non fa alcuna differenza, credo. ciao.
Cara LUNA,
a rileggere quel che ho scritto effettivamente penso che sia tutto molto piú complesso rispetto al “perdonare un tradimento”. La sensazione che ho è che sento questa relazione come “tradita in partenza”. Come se la ragazza che sta con me deve necessariamente stare in una relazione ambigua… e perché devo insistere in questo stato di cose? E’ questo il punto che mi ha fatto credere che fosse comunque il post adeguato: io mi sento tradito, e mi sento tradito costantemente.
Ma, forse, la veritá è un po piú semplice di quello che cerco di credere… forse il suo non è vero amore, anche se si illude di averlo. Se cosí fosse mi spiegherei il perché desidera incontrarmi ma poi rimane lontana quando è con me; per cui avresti ragione, non è il post adeguato. Ma anche quando è molto affettuosa e delicata, io comunque ho questo campanello d’allarme che mi fa stare “attento”… probabilmente non l’ho del tutto perdonata.
Nonostante tutto son contento che tu mi abbia dedicato dei pensieri, e ti ringrazio perché hai detto delle cose verissime; e, come ha scritto precedentemente Alessia, sagge. Mi rendo conto che per me saranno considerazioni utili; dell’ultima, in particolare, faró tesoro.
Magari scriveró di più stasera, adesso vado di fretta.
Grazie,
ciao
POLDO
Volevo aggiungere la mia…dopo aver letto le tue parole: “Mi tradiva con un suo ex… se cosí si puó definire un uomo sposato, con figlio a carico. Lei non aveva mai abbandonato questa relazione, pur stando con me..”
Io trovandomi nella stessa situazione, cioè avendo il mio ex sposato con i figli, non riesco neanche a stabilire una nuova relazione. Anche se vedo gli uomini che mi corteggiano, anche se la persona mi sta simpatica, anzi, se mi sembra di provare qualcosa di più di una semplice amicizia e cerco di portare avanti la storia ad un certo punto capisco che non voglio approfondire e fare del male a nessuno, perchè so, qualsiasi cosa succederà, appena sarà un’occasione o cambierà la situazione del mio “ex” (visto che non tutte le mogli “vincitrici” riescono a vivere felicemente dopo il tradimento) , non potrò garantire più la fiducia…perchè finora sento che il mio cuore appartiene a lui.
Nella storia con uno sposato lui si può solo chiamarsi “ex”, ma nella realta può essere una storia interrotta per una ragione sola. E così nonostante lui sia lontano (ho capito che la tua ragazza viene da altro paese) potrebbe essere un problema seria e ci vorrebbe molto tempo per farglielo dimenticare definitamente.
Ciao Alessia,
lei è latino americana, ed io son venuto a visitarla qui nella sua terra da circa 4 mesi. Ho avuto momenti difficili nel mio viaggio, mi ero illuso di far collaborazioni di lavoro che poi son sfumate, ma ero venuto comunque per lei e nonostante le difficoltá economiche in cui mi sono trovato (capirai, 4 mesi in hotel senza produrre…) ho cercato di andare al di lá e capire quale fosse il senso del mio viaggio. Mi è servito tantissimo parlare con voi, ascoltare i consigli e comunque espormi senza veli né metafore.
Il rapporto che lei ha con questo suo “ex” non mi va. Lo reputo ambiguo, mi ha tradito con lui mentre io ero ad un ritiro di meditazione, non è qualcosa di… sano, cosí lo interpreto. Per di piú lei ha quest’esigenza di confrontarsi con lui constantemente, mettendo a rischio comunque la nostra relazione perché sa che non sopporto che stia tra i piedi. Quando è deceduto un suo amico che era malato di sclerosi, è arrivata a chiedermi di non andare al funerale per non farmi incrociare con lui… e sua moglie. E giusto lei, ti ammetto, che mi fa tanta pena. Lei vive nell’ignoranza, immaginando di aver accanto l’uomo dei suoi sogni, quello che è da 9 anni che conosce solo in un determinato modo. Hanno un figlio, e mi chiedo che tipo di insegnamenti gli potrá dare una volta cresciuto. Non condanno la fine di un amore, ma l’ambiguitá e l’ipocrisia mi fanno schifo. Ed è questo quello che succede in questo caso. Quella donna vive nell’ignoranza, una beata ignoranza che le fa veder la sua vita perfetta, probabilmente.
Ho chiesto alla mia lei, di fare ammenda e dimostrare la sua colpa andando a spiegare tutto alla moglie di lui. A volte ho il dubbio che sia troppo difficile e distruttivo per la sua personalitá, anche se dal mio punto di vista sarebbe riconoscere che si vuol cambiare. Ho le mail che si intercambiavano, le ho chiesto di stamparle e portarle come documento. E se fosse il caso, di portarle ad un ufficio notarile per attestarne l’autenticitá. Il punto è che lei ha “paura” di una risposta isterica da parte della moglie di lui. E oltretutto sa, perché ne han parlato, che lui userebbe la tattica del negare fino alla fine, adducendo che si tratta di fantasie da parte di una donna che si era innamorata di lui e che non aveva potuto averlo. Ma i documenti parlan chiaro, credo che togliendo un po di nebbia dai suoi occhi chiunque si renderebbe conto della veridicitá degli argomenti.
Sono arrabbiato nei confronti di lui, chiaro: ma non so se questa misura adottabile avrebbe il sapore dell’ “obbligo di redenzione” degli antichi colonizzatori.
Ancora una volta, guardando da questo punto di vista, non credo di aver perdonato.
Buongiorno a tutti, sono di nuovo qui a scivere perche’ ho bisogno di un aiuto.
Come al solito sto incominciando di nuovo a star male, a piangere continuamente, a pensare, pensare, pensare a lui che mi ha tradita.
Ma un giorno riusciro’ a dimenticare tutto?
Sono stufa ne ho piene le ….. cosa devo fare?
LORY. non saro di molto aiuto ma sono messo come te, ogni giorno ho dei dubbi su tutto la testa e il cuore vanno in contrasto, la testa mi dice basta cosi, soffrire x un errore che ha fatto la mia compagna è troppo pesante, il mio cuore invece vuole riprovare. io non so come guarire da tutto cio si spera ne tempo di scordarselo, ma ho la certezza che mi farà sempre compagnia. adesso ogni sms che gli arriva penso che sia l’uomo con cui è stata ogni ritardo che fa idem e vivere cosi è dura. forse chi tradisce non sa quanto male rechi al proprio/a cmpagno/a, mi verrebbe vogli di fargli sentire le stesse senzazioni anche a lei ma non è nel mio carattere e mi sentirei una mer…Adesso mi sono messo a uscire e fare un giro quando non c’è lei x non pensare a quello che è successo ma mi è contato solo a perdere qualche kg, quindi lory non voglio fare il pessimista ma mi sa che questa cosa ce la porteremo sempre dietro, mi auguro di sbagliare anzi lo spero. ciao ciao
Ciao Andrea, a quanto pare proviamo tutti le stesse cose, gli sms chi sara’. potrebbe essere con lei, ome mai ritarda,…..
Abbiamo tutti lo stesso dubbio, ed io sono fortemente del parere che tutto questo finira’ quando moriro’, solo li’ non ricordero’ piu nulla, solo li non avro’ piu’ dubbi.
Anche io sono arrivata alla stessa conclusione, non è possibile dimenticare il tradimento della persona che è la tua compagna di vita.
Puoi cercare di distrarti ma alla fine il pensiero torna sempre lì e la vita ormai siè trasformata in un tormento. Forse troncando la relazione (nel mio caso un matrimonio durato 20anni)riusciremo a riacquistare un pò di serenità, ma la fiducia nel prossimo? Chi mi garantisce che in una eventuale nuova relazione io riesca a superare il senso di sfiducia ceh mi pervade l’anima e la mente? In altri termini ammesso che io riesca a stabilire una nuova relazione, l’amore sarà tale da farmi dimenticare il passato o questo continuerà a tormentarmi? Lory, solo la morte metterà fine a tutto?!Forse è così.
O forse occorre una terapia psicologica che ci sostenga? Nel mio caso non vi è stato un solo tradimento. Lui ha trovato conforto con varie donne che hanno creduto alla sua infelicità coniugale. Ma la realtà è che lui non vuole troncare con me. I motivi sono di difficile individuazione. Comunque una di queste donne che non voleva mollarlo ha tentato il suicidio, da questa esperienza ne è uscito con le ossa rotte e con la consapevolezza che dopo tutto io non ero la peggiore delle compagne che potessero capitargli. Ciò non toglie che resta un put….iere convinto! Spaventato dalla vecchiaia e dalla prospettiva di solitudine…!
CIAO oggi volevo raccontarvi una cosa che mi è successo stanotte, ma ho i min contati xche devo andare al lavoro. in breve ieri era un giorno difficile con i soliti dubbi e angoscie, alla sera sono andato a letto e nella notte mi sono sognato tutti voi eravamo in un locale a parlare ridere e scherzare, naturalmente visto che non vi conosco vi ho inventati fisicamente, non mi ricordo del tutto cosa ci siamo detti ma oggi sono in forma grazie a voi spero che duri. GRAZIE. pero sarebbe bello se capitasse ma sara inpossibile visto le nostre allontananze peccato. grazie ancora.
Andrea,
che bello quello che hai scritto…
Sai, io sono “entrata qui” circa un anno e mezzo fa… Ero davvero a pezzi! E’ stato bello potermi sfogare, potermi confrontare….”parlare” con persone che, avendo vissuto la mia stessa esperienza, potevano perfettamente capire quello che avevo dentro…Ed altrettanto importante è stato rendermi conto che non ero “un’esagerata pazza paranoica disperata”, ero semplicemente una donna provata dal dolore..
Auguro a tutti voi che questo sole meraviglioso che oggi splende illumini la vostra giornata!
ciao amici sarebbe davvero bello incontrarvi.un forte abbraccio a tutti.
POLDO: quello che ho capito è @La sensazione che ho è che sento questa relazione come “tradita in partenza”.
E più che altro si percepisce, scusa, leggendoti, che questa relazione sia in generale ambigua, incasinata, partita già in forte disagio.
Non ho capito bene invece la questione dell’ex, della moglie di lui, eccetera. Non ho capito, Poldo, sei capitato tu in un già triangolo? Ti stai caricando tu di una questione già parecchio arzigogolata e complessa che riguarda altre tre (quattro, con il figlio di lei) persone? E la tua “funzione”, il tuo ruolo, esattamente in questo casino quale sarebbe?
ALESSIA: mi dispiace che tu dica “mogli “vincitrici” anche se posso intuire in che senso lo dici. Ma, come più volte mi pare di aver già sottolineato, non mi pare che la questione sia in una battaglia tra donne.
@visto che non tutte le mogli “vincitrici” riescono a vivere felicemente dopo il tradimento
Quando parli così sembra davvero che tu ne faccia una questione di un braccio di ferro tra donne, o che lui sia una specie di pedina inconsapevole, una specie di fune tirata da una parte o dall’altra.
Le persone che “tornano a casa” dopo un tradimento scelgono di farlo, Alessia, che ciò sia per ragioni nobili o ragioni meschine, ragioni di cuore o ragioni di comodo. Tuttavia scelgono. Non è che la persona che ha tradito è una specie di premio alla lotteria e che all’amante e alla moglie sono stati dati due biglietti, e uno è vincente e l’altro no.
“Ho io il numero giustoooo, datemi il mio premio!”.
Le persone che “tornano a casa” scelgono. Pensare che sia la moglie o il marito a costringerli a tornare a casa forse fa meno male che pensare che abbiano scelto, per ragioni di cuore, o che siano dei rammolliti che non amano davvero nè la moglie nè l’amante, o non hanno le palle per seguire la via della sincerità, anche con se stessi, ma così è. Ma penso sia anche fuorviante, Alessia, non amettere che le cose stanno così.
Le ragioni per cui @non tutte le mogli “vincitrici” riescono a vivere felicemente dopo il tradimento
non stanno solo nel fatto che un lui in realtà ami l’amante e quindi non sia veramente presente. Scusa, Alessia, ma mi pare che tu non te ne renda conto.
Perché la persona tradita può non riuscire a vivere felicemente anche dopo un tradimento occasionale mentre lui o lei era ubriaco di tequila e mentre il traditore o la traditrice non fanno altro che ripetere TI AMO.
La ragione per cui una persona sta male dopo aver scoperto un tradimento è che, di qualunque natura o durata esso sia stato (ed è chiaro che più + durato e peggio è) si sente come se gli fosse passato sopra e dentro l’esistenza, la visione del partner e della vita un tir con rimorchio.
Tu te lo sei tenuta per quattro anni a certe condizioni, che sapevi. e hai scelto di tenertelo così. e ancora lo aspetti. Anche questa è una tua scelta, sai tu. Ma il punto è che mi stupisce quanto veramente sembri guardarlo anche come una passiva vittima di qualcosa di più grande di
lui e parli, scusami, come se lui fosse qualcosa che magari la moglie, speriamo, se si renderà conto di essere infelice nonostante sia apparentemente la vincitrice, magari sarà stufa e quindi ti sarà restituita. Ma la mia domanda è: chi è che è realmente padrone della sua propria libertà, e di scegliere la sua libertà? Sua moglie, secondo te?
E’ lei che decide per lui o è lui che decide in base alle sue proprie valutazioni?
Sai quanti uomini ci sono che anche in assenza di un’amante, di un posto in cui planare una volta divorziati, si separano da una moglie con cui sentono davvero di non riuscire più a vivere e di non amare più?
E lottano per mantenere comunque un rapporto con i propri figli, nel caso in cui la moglie faccia loro una guerra. Lottano con i loro sensi di colpa e l’empatia nei confronti dei figli, ricordandosi sempre che sono anche dei padri, pure se magari rischiano di vivere in una macchina o di dover chiedere aiuto ad una struttura per i padri separati?
Scusa, Alessia, ma io ho l’impressione che tu idealizzi un po’ troppo quest’uomo, o che perlomeno lo giustifichi in continuazione, e che pensare che tutto dipenda da sua moglie sia il tuo modo per non riflettere sul carattere, comunque, della persona di cui ti sei innamorata. Un carattere che può piacerti o no, sul quale puoi indulgere o no. Ma sei sicura di guardarlo con una certa obiettività?
Io ovviamente non lo conosco e non so la sua storia, ma fino a prova contraria comunque colei che tu chiami “vincitrice” è una donna che lui ha voluto sposare (non credo gli abbiano puntato una pistola alla tempia) e una persona con cui lui ha voluto mettere al mondo dei figli (non credo gli abbia rubato il seme mentre dormiva) e che è stata comunque tradita per quattro anni di fila, perché lui così compensava il fatto di restare dov’era ma anche di tirarsi su, mentre comunque gli andava bene però, per sue ragioni, di rimanere sposato, mantenere delle sicurezze, tenere nascosta la sua doppia vita in modo che parenti e amici lo considerassero un marito e un padre esemplare. Insomma, la botte piena, la moglie ubriaca, e l’amante in attesa.
Ora, con tutto il rispetto, perché dovrebbe farmi pena? perché è stato scoperto e quindi IL SUO equilibrio basato sulla doppia vita e sulla tua pazienza e sulle sue menzogne o non verità palesate che gli permetteva di sentirsi meglio come se avesse preso le vitamine è saltato? perché ha dovuto rinunciare a quello che per LUI era una specie di equilibrio perfetto e non importa che costi aveva per gli altri?
Cosa avrebbe dovuto fare sua moglie quando lo ha saputo, dargli una medaglia?
O avrebbe dovuto liberarlo in modo che lui venisse finalmente da te?
La verità è che lui avrebbe continuato a fare così fino ai 93 anni se la cosa non fosse venuta fuori?
La vittima, perdonami, sarebbe lui di un sistema cattivone e meschino in cui se ti sposi hai delle responsabilità e se vuoi scioglierle devi prendertene le responsabilità?
MAH.