Lui è sposato ed io sono un’amante
Riferimento alla lettera:
Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Data di pubblicazione: 24 Settembre 2007
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parole sante ema ” e magari finisco pure per essere quella che ha salvato il loro matrimonio”…mi dispiace ma è la verità …. sono solo degli egoisti di m…a che costruisco la loro felicità sulla infelicità di chi gli ama… l’ho odio !!!!!!!!!!!
EMA: mi dispiace molto per il momento che stai vivendo e per il fatto che stai male. davvero.
Se da un lato questa frase ci sta:
@vuole prendere le decisioni giuste senza doversene pentire un giorno/dice che sarebbe assurdo gettarsi in una nuova storia senza aver chiarito la vecchia, senza aver prima chiarito le cose con lei…
nel senso che è chiaro che tu non vorresti mai accanto un uomo che sta lì ancora a chiedersi se ha preso una decisione giusta, ma che ha deciso, ha scelto, consapevolmente, serenamente, un’altra vita
le tue osservazioni (chiamarle così, lo so, è improprio… non rende, perché non sono osservazioni, è dolore) mi sembrano giuste…
perché se è vero che un matrimonio – una relazione, comunque, anche senza il sì davanti al prete o al sindaco – è una faccenda seria, lo è l’amore, lo è il vissuto insieme, e che prima di andarsene da un matrimonio bisognerebbe sì tentare di capire, dialogare, sviscerare, cercare di trovare un punto di incontro se è possibile, e che non è facile chiudere, e anche la crisi ci sta, e la voglia di guardarsi dentro veramente, per come la vedo io (e per come la vedi tu, mi pare, nel senso dei rapporti, del senso di responsabilità che tu hai nei confronti dei rapporti), è anche vero che di fatto, in qualche modo, e non poco, lui si è già gettato in una nuova storia, vi siete gettati insieme in una nuova storia, frequentandovi. Parlando d’amore. di futuro. di progetti.
Perché questi chiarimenti non sono stati fatti prima?
Perché parlano adesso, e non hanno parlato prima, prima che una terza persona fosse coinvolta in un dialogo tra loro?
perché un’altra donna tu attende di sapere non cosa pensa lui – cioè sì – ma cosa pensa lei?
a te di cosa pensa lei non importa, a te importa cosa pensa lui.
e lui attende di sapere cosa è disposta a fare lei per la loro storia.
Quello che lui dice è comprensibile. è umano.
umano non vuol dire giusto o sbagliato, vuol dire umano e basta.
nel senso che tu sei entrata in scena nel momento in cui lui era in crisi con lei. l
e lui ha manifestato il fatto di essere confuso, per tutto il tempo, se ben ricordo.
e tu hai compreso che potesse essere confuso.
tu il tuo lo hai fatto, ma hai anche chiesto la cosa che vuoi sapere, che interessa a te: sei qui o lì? e come sei qui se ci sei?
ma ora ti sembra che tutto sia centrato sul rapporto precedente.
se è salvabile o no.
se è salvabile resto.
se non è salvabile me ne vado.
capita, capita che questo sia il ragionamento.
ma il punto è che la questione per te non era basata sul fatto che un rapporto precedente fosse utile, salvabile, possibile, soddisfacente o no. Questa poteva anche essere la sua questione, il suo dilemma. di cui ti ha resa partecipe.
ma per te il punto è un altro, lo è sempre stato. l’amore. vostro.
un nuovo amore.
sul presente. sul futuro.
e forse il tuo pensiero è:
chi ami tu, tu che mi dici che vuoi chiarire le cose e chiarirti le idee?
ami me o ami lei?
perché la questione sta qui.
non in quello che lei è disposta a fare.
non in quanto sia salvabile un rapporto.
non se la via vecchia possa essere meglio della nuova o la nuova della vecchia.
questi sono pensieri che possono capitare.
nella paura di lasciare qualcosa di intentato.
nella paura di sbagliare.
e allora sì, uno si deve fare un bel po’ di chiarezza dentro, perché in gioco, dice giusto, c’è che per quanto può, con la buona fede, no, lui non può permettersi di sbagliare con una o l’altra, visto che l’una e l’altra sono persona coinvolte, che vogliono sapere se lui c’è, e come, come lui vuole sapere se le altre persone ci sono, e come.
ma questa è la sua crisi, la sua parte.
a te importa di sapere se lui c’è, e come, in una nuova vita.
il resto è cosa sua, che deve risolvere lui.
Lo dice.
Bene.
Ma tu vuoi sapere solo se è qui, con te. veramente.
questa è la risposta che vuoi. Il resto è crisi sua.
meno male che qsto mese di pausa ha sollevato i nodi.
Cara Luna, non è più un mese di pausa…è lo star lontani fin quando (e se) lui non capisce tutto di sè e delle sua situazione.
Lui ora non si sente di saltare, non è pronto per farlo, non lo vuole fare in mezzo a tutta questa confusione che lo circonda…non lo vuole fare perchè sarebbe una decisione presa senza una certezza assoluta e non vuole mai doversi pentire un giorno di qualcosa, che sia con lei o con me…
Ha un infinito bisogno di capire e per quanto faccia male questa lontananza non vuole tenermi lì appesa, non è giusto e non può permettersi di farlo, perchè non sa se e quando quella forza la troverà…ora non ce l’ha…che sia perchè forse ciò che prova per me non gli da quel coraggio così forte, che sia perchè vuole capire il suo matrimonio a che punto è arrivato, che sia per i sensi di colpa nei confronti di lei o per la paura di perdere le certezze…qualunque motivo sia ora non ce la fa.
Gli ripeto di essere convinta che dentro di sè lui l’abbia già presa una decisione e mi giura di no, mi giura che ora deve solo capire ma non vuole che io soffra ancora così per lui.
Dice che i sentimenti per me ci sono sempre e non sono cambiati anche se negli ultimi giorni non ha voluto dimostrarmeli, ma li ha dentro di sè e li vuole ascoltare insieme a tutto il resto.
Sta affrontando i problemi del suo matrimonio con lei, hanno iniziato a parare domenica e lunedì ma lei piange, poi si arrabbia e non gli parla più per il resto della serata…lei dice che evidentemente sono diversi, che lui è diverso da lei (quasi come se fosse una colpa), che lui le trova sempre da dire ma che lei è fatta così e non può farci nulla…che lui è impulsivo nell’averle chiesto l’ultima volta 1anno fa di provare ad avere un figlio, perchè lei su quelle cose ci deve pensare bene (sono sposati da 10 anni) e lui invece si aspettava di vederla scoppiare di gioia…
Ma cmq lui la giustifica, dice che è fatta realmente così e non uò dirle più di tanto…si sente in colpa ed ha un senso
di protezione nei suoi confronti perchè sa che starebbe male se lui mollasse tutto perchè anche mentre parlano vedde che lei si chiude a riccio col terrore che lui le dica che la lascia…allora si domanda cos’è questa protezione nei confronti di lei…amore? bene? cos’è? Non lo sa e deve capire…
E dall’altra parte ci sono io, tutto quello che non è lei (e non per sminuirla ma solo perchè siamo opposte), la dolcezza, le coccole, il parlare per ore anche litigando ma cmq parlando, le attenzioni, il fatto di sapere che con me avrebbe ciò che ha sempre desiderato, ma? Ma così ora non ce la fa… e credo non ce la farà mai…
Dice che non sta accontonando niente di noi, che non mette da parte ciò che prova per me, che ascolterà tutto e deciderà…ma non ora su due piedi…
Starò lontana, mi sforzerò di farlo anche se fa davvero male, ma probabilmente è l’ultima spiaggia perchè lui capisca realmente ciò che desidera…
Anzi dice che forse dovrebbe andare via da casa e stare lontano da entrambi ma in fondo non lo sta facendo…
Beh che dirti…i miei pensieri sono solo negativi, so che accantonerà quello che è stato tra noi, so che cercherà di rimettere le cose a posto con lei, so che non ascolterà più i suoi sentimenti per me, perchè cmq è più facile così o forse solo ciò che ha adesso è più importante…ne sono convinta…
Dice di no, mi giura che non ha ancora deciso niente e ha una gran paura che se capirà di volere solo me arriverà troppo tardi ed io non ci sarò più, ma non può scegliermi adesso se non ne è sicuro con la massima certezza.
Non so cos’altro aggiungere…sto lontana e cerco di andare avanti per la mia strada, ma fa male arrendersi a questa evidenza xchè sappiamo entrambi che saremmo felici insieme…avrei preferito sentirmi dire che sceglie lei, che l’ama ancora e invece queste cose non me le ha volute dire pur avendolo pregato di farlo perchè volevo sbatterci il naso contro…ma niente…lui ora deve solo capire e io nn devo stare appesa
EMA: ho riletto i tuoi post di marzo.
Il mio ultimo msg di stamattina…e per una volta nella vita sono stata anche presuntuosa…
“Forse è proprio ciò che vuoi ed è un bel modo per uscire di scena ma lo sai che così mi stai solo perdendo vero? Lo sai che la lontananza ci farà solo perdere…perche per quanto si dicano mille parole sugli amori e per quanto un amore possa essere grande, la lontananza farà così male da dissolverlo… Lo sai che butti via qualcosa di grande, perchè tra noi lo sarebbe stato e per quanto sia grande anche il tuo matrimonio, sai che sarebbe stato diverso con me… Ora ho fatto io ciò che non dovevo, ti ho cercato come facevi tu quando mi allontanavo, ma non lo farò più, per me la tua scelta l’hai fatta e non ti scriverò nè ti cercherò più, te lo giuro”
E fa male…ma non c’è altra soluzione…
quando si iniziano storie di questo genere in fondo a noi stesse sappiamo già come andranno a finire lo immaginiamo,eppure in noi c’è sempre quella speranza ke venga da noi e resti solo con noi e nessun’altra…Ema,Luna mi scrisse una cosa tempo fa “lui se ne può andare, Marta, e anzi probabilmente ti fa pure un favore se lo fa, un favore che in questo momento non ti sembra tale, ma che con il senno di poi…” ed è stato cosi…la volta che siamo stati insieme x parlre e lasciarci,ero come una bambina insistenze,lo abbracciavo e riabraccavo non volevo staccarmi da lui,non volevo perderlo,no…ma ora anche se adolora il finale è stato giusto cosi,una persona se ti ama non si divide con un’altra,non ci pensa due volte a stare con te,per quato li amiamo non possiamo tenerci le conseguenze dei loro sbagli,nessuno li obliga a stare con noi o con l’altra,loro decido eppure non sono contenti voglio sempre di piu,poi quando le cose non vanno bene e si vedono stretti allora lasciano perdere tutto e vogliono ritornare sui loro passi…per quanto ora non ti sembra giusto x te e x quel ke vuoi ma forse la cosa migliore è lasciarlo andare e senza di lui con il tempo riuscirai a vadere nuovi orizonti…tanti baci
abbraccione a Marta e Ema 🙂
http://www.youtube.com/watch?v=bWbCPgt5a9g
Eh già…l’ho ascoltata tante volte…
Sai Luna, a volte riesci a farmi sentire così “piccola” e in colpa…ma so che è il mio orgoglio a farlo e non tu…
E so anche che fin quando non lo si capisce da soli le parole degli altri non hanno molto effetto, purtroppo
EMA: mi dispiace molto che tu abbia la sensazione che io ti faccia sentire piccola e in colpa.
Non è quello che sento io nei tuoi confronti. Mi dispiace per la sensazione che provi, al di là del fatto di esserne la causa reale oppure no.
Non ti vedo assolutamente nè piccola nè in colpa.
Manco un po’.
Ti leggo sofferente semmai. Ma ciò esula da qualsiasi giudizio.
Sicura che sia il tuo orgoglio a darti questa sensazione e non il tuo salvavita interno?
Quel qualcosa che ti dice che non ti piace ballare il minuetto?
Se ho pubblicato il link di quella canzone è perché la trovo bellissima, ed espressiva di uno, anzi di una serie, di stati d’animo. Umanissimi. Proprio anche della consapevolezza che sembra non bastare.
E mi piace proprio questa versione, della canzone, con quei rallentamenti e quelle accelerazioni… come quelli delle sensazioni e dei pensieri, dei dubbi che abbiamo.
Non so, credo che a poche persone al mondo sia capitato di non sentirsi “in un minuetto”, almeno una volta nella vita.
E di soffrirne.
E trovo “sintomatico” che a cantarla, questa canzone, sia una donna grandissima quale era Mia Martini. Una donna con un talento pazzesco, e una sensibilità pazzesca.
Che anche in questa canzone eprime forza e fragilità insieme.
Esprime una verità.
E le verità, le proprie, le sensazioni, non sono questioni di giudizio.
Il senso è: come vorrei sentirmi, invece?
semmai.
Qualsiasi scelta fai vanne fiera, non sentirti in colpa nè piccola, che queste so’ cazzate. Il punto non sta nel giudizio, ma nello stare bene, con se stessi, nei panni che si scelgono.
Esci dalle etichette, di amante, di stupida se lui ti pianta o ti tiene in bilico. Chiediti come vuoi stare tu. Cos’è per te sentirti bene, dentro di te.
Non è l’orgoglio o il giudizio a proteggerci. E’ l’amore che abbiamo per noi stessi, e il diritto che ci diamo a stare bene, con noi stessi.
Lui può restare o essere di passaggio. Chi resta sempre sei tu.
Bacioni.
http://www.youtube.com/watch?v=bJSOHdWiZlc&feature=related
Cara Luna, ti scrivo con le lacrime che stanno per scoppiarmi fuori dagli occhi perchè non ne posso più, perchè mi sento esausta, perchè ci ho creduto davvero e per ora potrei solo aspettare, ma ti giuro non ce la faccio più, non è ciò che mi rende felice e non voglio continuare a dire il contrario…sono svuotata e incazzata da morire, con lui, con me, con la mia vita, con le cose che intanto “vanno a finire così” e in fondo lo sapevo!
Non ce la faccio più, ultimamente ho solo voglia di litigare, di discutere con lui, di tirare fuori tutte le cose negative che mi scoppiano nel cuore e nella mente, e per quanto per sms sia riduttivo l’ho fatto…ho cercato di “urlare” tutta la mia rabbia, gli ho detto che mi sono rotta i co...... di uno come lui, di uno che non sa prendere una decisione e trova mille scuse per rinviarla, solo perchè in fondo non deve decidere nulla, perchè non VUOLE decidere nulla! Mi sono rotta delle sue mille parole, sei suoi mille vorrei, del suo dirmi ciò che prova per me, ma alla fine di nessuna conclusione e dimostrazione! Mi sono rotta di stare lì ad aspettare qualcosa che non verrà mai e alla fine gli ho scritto di andare a fanculo! Ed è come se mi sentissi più leggera, ma non è così…devo piangere, far uscire le lacrime per sfogarmi del tutto, ma non posso perchè sono in ufficio!
E’ una delusione, ci ho sperato davvero e sono ancora convinta che lui ed io insieme saremmo stati felici, ma…ma ci sono mille ma e a volte bisogna semplicemente accettare che certi amori finiscono e certi neppure iniziano per qualunque tipo di causa…eppure mi resta lì sullo stomaco, l’amaro in bocca, il nodo alla gola, il fatto di non essere “riuscita” in ciò che desideravo (e ora mi dirai che spesso si desidera così tanto proprio ciò che non si può avere).
E poi ripenso alla mia vecchia relazione, al fatto che ho mollato tutto per lui, al fatto che io ho avuto finalmente il coraggio di staccarmi dalla mia certezza per lui e invece lui non l’ha fatto!
Forse perchè non mi ama davvero come dice, forse perchè è solo un cagasotto, forse per qualunque altro motivo, ma comunque non l’ha fatto! Non credo mi abbia preso in giro, non penso fossero false le sue parole e lo dico perchè ne ho avuto diverse dimostrazioni e ho sentito che era sincero (certo non posso esserne certa e forse volevo solo credermelo), ma coomunque non ho avuto quella decisiva, quella davvero importante, e lì è crollato tutto…
Ti dicevo, ripenso alla mia vecchia relazione e mi domando se ho fatto bene a lasciare tutto o se è stata solo una crisi che avrei potuto superare, ma poi con calma ricordo tutto ciò che abbiamo passato, ricordo i miei brutti momenti, le mie tristezze, i miei pianti, le sue bugie, il suo trascurarmi e non riesco a dire che ho sbagliato a lasciarlo…solo forse adesso mi domando se potrebbe essere possibile ricominciare, ora che lui sembra davvero cambiato, ma so che sarebbe un errore, sarebbe un rifugiarsi lì per sentire meno il dolore del resto…un errore troppo grande da commettere, per lui e per me.
E poi forse dentro di me, in fondo, c’è ancora una piccola speranza che il cagasotto ora si renda conto di qualcosa, si renda conto che lì non ci sono più davvero e magari capisca qualcosa…lo spero e non sono capace di negarlo…ma intanto io cerco di voltare pagina e poi quel che sarà sarà.
Beh, è stato così anche stavolta…finchè non ti senti scoppiare dentro da sola, le parole e i consigli degli altri è un po’ come se entrassero ed uscissero senza fare alcun effetto…solo quando ti senti davvero troppo stretta il quel guscio, riesci finalmente ad uscirne.
Non so se ne sto davvero uscendo, non so se sono già così forte, e ho un po’ paura di me stessa, ma per ora è come se mi sentissi di farcela e lo spero.
Non so se mi risponderà qualcosa o se sarà più facile per lui sparire…non lo so…forse vorrei una risposta per poter continuare ad attaccarlo e sfogarmi, per poter continuare ad “urlare” la mia rabbia.
Chissà
EMA: ammettere di essere incazzati a volte non è poco, sai?
Ammetterlo con te stessa, come hai appena fatto.
@e ora mi dirai che spesso si desidera così tanto proprio ciò che non si può avere
no, non te lo dico. E sai perché? perché so che funziona anche così, ma quando ci penso, almeno per me, mi dico che non è così.
e perché penso che ci sono persone che forse, è vero, vengono attirate da ciò che è difficile avere e si stufano e si annoiano quando le cose sembrano facili, ma mi chiedo che vita sia, allora. Una vita da eterni insoddisfatti e scontenti.
Mi piace pinco perché non mi mi caga, non mi interessa più pinco nel momento in cui mi caga? uè, che tristezza.
e se pinco mi guarda negli occhi e mi dice che mi ama e che la nostra vita può essere semplice da subito mi rompo le palle? uè che tristezza ancora.
Ne conosco persone così, che mi hanno anche ammesso che le cose stanno così. Bene, io ho difficoltà a capire il meccanismo. Perché non è il mio.
Persone che dicono: mi interesso ad un progetto perché mi pare difficile, quando scopro che è facile mi rompo le palle e voglio passare oltre, cambio.
Un giorno una mia amica mi fa: tu sei come me, vero? quando finisci di fare una cosa non ti senti svuotata? una cosa non ti affascina solo finché è sconosciuta?
No. Perché mi affascina conoscere, non che la cosa sia sconosciuta. E non si finisce mai di conoscere. Perché mi piace la famigliarità che si acquista con le cose, non mi annoia. E se mi sento svuotata quando finisco un progetto è un svuotata stanchezza soddisfazione non un svuotata vuoto-noia.
quando un progetto mi interessa mi intrippa, mi intrippa entrarci, e quando ci entro dentro, e quello che mi era sconosciuto mi diventa più famigliare, comincio a padroneggiarlo di più, be’, amo di più quello che faccio, non di meno, e mi viene voglia di saperne di più, ma non perché mi sono annoiata di quello che so, ma perché mi innamoro sempre di più.
Che c’entra questo con gli uomini e le relazioni?
Centra. Perché non mi sono innamorata di più di chi mi faceva tribolare perché mi faceva tribolare. Ho sofferto perché qualcuno che amavo e che avrei voluto amare di più e meglio e conoscere meglio e con cui condividere di più era diventato una persona che mi faceva soffrire. E forse facevo fatica ad ammettere che quella persona, la persona con cui mi ero scelta a vicenda, con tutte quelle ottime premesse (e non di un giorno o due, ma di anni) fosse la persona che mi faceva soffrire. Facevo fatica ad ammettere che chi avevo creduto meraviglioso fosse arrogante, molesto, egoista, prepotente, e invece di volere anche la mia felicità, oltre alla sua, insieme, mi facesse star male, chissà perché.
Per me questo è un punto nodale, perché quando sento dire: a voi donne piacciono le situazione complicate e vi piacciono gli stronzi a me vengono i brividi e mi incazzo pure. Perché in vita mia non mi è mai piaciuto uno stronzo. Chi aveva l’aria da stronzo, da impossibile non mi ha attirato manco un po’ nella vita. Ho detestato semmai lo stronzo che era entrato nel corpo e nei pensieri e nei sentimenti di chi amavo o avevo amato e che non avevo conosciuto stronzo. Non mi ha mai attirato il fatto che qualcuno fosse difficile, o che mi trattasse male. Ho amato la dolcezza che avevo visto e conosciuto e che non c’era più. Ho amato la serenità che avrei voluto avere ancora, e sofferto perché non c’era. Non ho saputo difendermi dal destabilizzamento causato dal cambiamento. Non ho saputo difendermi perché continuavo ad amare ciò che eravamo stati e che avremmo potuto essere.
@poi ripenso alla mia vecchia relazione, al fatto che ho mollato tutto per lui, al fatto che io ho avuto finalmente il coraggio di staccarmi dalla mia certezza per lui e invece lui non l’ha fatto!
Ci hai detto che non avevi mollato per lui, ma perché non eri più felice dov’eri, indipendentemente da lui.
@sono ancora convinta che lui ed io insieme saremmo stati felici
Nel presente però non siete felici.
Mi ritrovo in quello che sei tu…non sono attratta dagli stronzi, non sono attratta da ciò che “non si può avere”, non mi annoio di ciò in cui sono riuscita, non mi annoio di aver raggiunto “l’obiettivo”, non mi rompo le palle di una vita semplice, non mi rompo di ciò che ho conosciuto…non mi rompo di nulla, anzi mi piace viverlo, mi piace assaporarlo, mi piace godere delle emozioni di ciò che ho realizzato, che sia stato semplice o difficile, mi piace rimepirmene l’anima, soprattutto quando si parla di amore…mi piace lottare per essere felice e una volta che lo sono mi piace continuare a far di tutto per alimentare questa felicità per me e soprattutto per chi la vive con me.
Mi sono innamorata di lui per la sua dolcezza, per ciò che mi faceva provare, per le emozioni che sentivo esplodere dentro di me e non certo perchè è sposato e ho deciso di rubare un uomo alla propria moglie…
Mi sono innamorata di tante cose di lui, tante cose che non avevo mai ricevuto prima in 11 anni di relazione, tante cose che mi hanno fatto sentire viva, tante cose che mi facevano sentire dentro una voglia infinita di dare, di donare amore, di donare dolcezza, di donare me stessa…e ora soffro perchè vorrei dargli tutto quell’amore che mi porto dentro, vorrei amarlo sempre di più perchè so che c’è ancora tantissimo dentro di me, vorrei quella felicità che so avremmo avuto insieme, sì perchè sono convinta sarebbe così, ma non posso farlo, non posso perchè probabilmente lui non la vuole.
Ho lasciato il mio ex per lui…sì perchè se non l’avessi conosciuto sono convinta sarei ancora nella nostra casa, ma con tutti i miei dubbi, le incertezze/certezze, la mia infelicità…perchè non avevo il coraggio, avevo paura di restare sola, credevo che mollare tutto al punto in cui eravamo arrivati sarebbe stato una bella mattonata per tutti, e allora continuavo sperando che un giorno le cose sarebbero migliorate, ma non ero felice, non lo ero e lo sapevo benissimo.
Forse non è stato indipendentemente da lui, forse è proprio dipeso da lui, ma se sono arrivata alla situazione in cui ero è perchè di fondo col mio ex c’erano dei grossi problemi e di ciò ne sono convinta…come sono convinta che probabilmente ora sia realmente cambiato e sia ancora lì per me, ma adesso sarebbe solo un “materasso” morbido su cui crollare ed attutire il colpo…un qualcosa che tanta gente fa, l’ho fatto anche io in passato ed è stato un grosso errore cheadesso non voglio ripetere.
E’ vero, nel presente non siamo felici…per lo meno io non lo sono
@Mi sono innamorata di tante cose di lui, tante cose che non avevo mai ricevuto prima in 11 anni di relazione, tante cose che mi hanno fatto sentire viva, tante cose che mi facevano sentire dentro una voglia infinita di dare, di donare amore, di donare dolcezza, di donare me stessa.
La voglia infinita di dare, donare amore, dolcezza, te stessa è una cosa tua. Soprattutto dopo una storia di undici anni con il freno a mano.
Chiaro, non vuoi darle a chiunque, non ti interessa, ma la voglia di dare è nata dentro di te ed è una tua energia da spendere.
Le cose che non avevi mai ricevuto prima in undici anni sei sicura che solo lui possa dartele?
Che tu non ti sia innamorata di quelle cose, oltre che di lui.
Non sto banalizzando la specialità dell’amore.
Le sue misteriore alchimie, come quelle dell’attrazione, per cui una persona, in mezzo a tante tante tante persone, che incontriamo tutti i giorni, ci fa dire/sentire: è LUI.
E allora ci sono momenti leggendari da ricordare.
Da celebrare quando va bene.
Da sentire come spilli quando va male.
Perché in amore la leggenda dovrebbe fondersi con la realtà, la quotidianità. Il momento leggendario (dico leggendario nel senso della sua “specialità”, non nel senso di non reale) dovrebbe essere quello che mia nonna mi raccontava. Ma mio nonno era lì. Leggendari momenti e quotidianità erano una cosa sola.
Leggendario è il momento in cui quel giorno, magari, in cui neppure dovevi essere lì, ad un certo punto lui è entrato da quella porta. E un abisso tra il prima e il dopo quel momento.
Non ti parlo di te, perché ovviamente non conosco il tuo/vostro momento, conosco il mio/nostro.
E allora perché ti dico quella cosa sul dare e sul fatto che forse amavi quelle cose che non avevi avuto, oltre che lui, che in quel momento le incarnava?
perché so cosa vuol dire uscire da una storia lunga come la tua, quella degli undici anni.
Lo so a modo mio, non tuo, ovviamente. Ma quando dici certe cose, descrivi certe sensazioni
credo di poter capire (credo, e a modo mio) quello che intendi.
Anche se le nostre storie sono diverse, sicuramente.
E io e te lo siamo, perché nessuno è uguale.
Magari domani o tra un mese lui verrà da te e ti dirà: eccomi, sono qui per cominciare una vita con te.
Io questo non lo so.
Ovviamente spero che le cose vadano come desideri. Ma se posso dirti una cosa di cuore è che, in ogni caso, stai attenta che la tua voglia di essere felice corrisponda a stare bene, nel presente, e non ad una voglia di essere felice che ti renda disposta a lottare, ogni giorno, contro i mulini a vento, per la voglia di essere felice, e di dare, e di dolcezza, più forte di tutto il resto.
Costruire sempre. Mettendo mattoni, insieme. Ma lottare… a volte ci tocca combattere dentro una storia, perché “sappiamo che potremmo essere felici”. Perché dentro di noi c’è un seme che ha voglia si sbocciare. Ma lo siamo felici? Perché allora le cose non vanno? Perché non si va l’uno verso l’altro con due semi che diventano uno?
Quel giorno, il mio giorno “leggendario” di colpo sono stata così consapevole di quanto avessi voglia di essere felice, finalmente, di quanto avessi da dare (che stava compresso), di quanto avessi compresso la mia voglia di ricevere dolcezza, di quanto mi fossi dimenticata di cosa fosse, che è stata una vera botta.
Ci hanno separati per tre minuti.
Ho pensato: mi manca.
Sono tornata e mi ha detto: mi sei mancata.
Praticamente eravamo pure telepatici.
Gemelli siamesi. Quella sera quando sono tornata a casa mi sono detta: è vero, ho incontrato lui. E l’irrazionalità di quel momento leggendario era meravigliosa. Perché era con il razionale che ero stata a galla fino al giorno prima. Ma siamo carne, sangue, e voglia di vivere.
Ma io sapevo che prima di tutto quel giorno io mi ero innamorata… di me. Perché quella che era lì ero io. Una me, in potenza, vitale, che avevo dimenticato.
La mia voglia di vivere, ricevere, dare era predisposta.
Cmq sia andata poi.
Cara Luna, a volte non trovo parole per rispondere ai tuoi messaggi…non so il motivo e questo è uno di quei momenti…so solo che mi sono innamorata di lui e certamente anche di quelle cose che mi ha dato e che non ricevevo prima, ma proprio perchè me le ha date lui e non chiunque altro.
Le tue parole mi hanno spesso aiutata, soprattutto a sforzarmi di vedere le cose negative, e non sono mai riuscita a capire se per tua esperienza personale, se per esperienza lavorativa (spesso credo tu sia una psicologa che sta aiutando anche noi sul forum) o cos’altro…non ti ho mai letta “spingere” qualcuno nel continuare a credere ed illudersi in ciò che stava facendo, ma quasi sempre nel cercare di fagli vedere e capire il lato della medaglia “oscuro”…non mi fraintendere, forse non riesco a spiegarmi e non voglio che tu capisca qualcosa di negativo anzi…intendo dire che hai sempre aiutato chi ti chiedeva consigli nel cercare di lavorare su se stesso, sulle proprie debolezze, le proprie forze e la propria personalità (spero di averti fatto capire cosa intendo).
Non ho letto quasi mai niente di tuo personale tranne nel messaggio sopra e questo mi ha sempre fatto pensare ad un non voler mettere in campo la tua esperienza di vita bensì le tue capacità professionali (magari ora ti stai facendo una bella risata perchè non ho capito nulla, o magari invece ho azzeccato in pieno!…beh qualunque cosa sia mi piace un sacco confrontarmi con te forse proprio perchè mi fai guardare quel lato della medaglia oscuro che a volte non vogliamo vedere!)
Non mi hai mai detto cosa pensi di lui, della nostra situazione, ed è ciò che a volte speravo, invece sei sempre rimasta distaccata da ciò e ti sei sempre esposta su ciò che sono io, il mio modo di affrontare e vivere questa situazione, e forse è giusto proprio così…
Beh ora che ti racconto? Che sono giù, che credo siamo arrivati alla fine anche se non riesco a far morire la mia speranza e non faccio altro che domandarmi se le cose
sono così realmente o se sono io a non aver voluto guardare la presa in giro.
Come si fa a stare in una situazione quando dici di non starci bene, di non provare più amore, di desiderare quello che non hai, come si fa? Io l’ho fatto per anni ma sono sempre rimasta perchè non avevo altro in cui rifugiarmi (e non è bello da dire)…io invece per lui ci sarei stata ma lui ora non ci riesce, ha i sensi di colpa, non sa cosa fare…ti racconto…
Giovedì,come già ti ho detto, ho sfogato la mia rabbia e subito mi dice che allora tutto ciò che dice o prova per me adesso non serve più dirmelo perchè io comuqnue lo attacco e lo aggredisco e la cosa che più gli dispiace è di avermi portato all’esasperazione e farmi del male. Io rincaro la dose e mi urla che non mi ha mai preso in giro, che sta male, non sa dove sbattere la testa e mi dice di stare un po’ bravi prima che saltino i nervi ad entrambi. Dopo poco mi dice che non ce l’ha con me, che non ne ha motivo, ce l’ha solo con se stesso e tutto il resto.
Venerdì il silenzio da parte di entrambi…
Sabato sbaglio e gli mando un msg…lui era già sotto la mia futura casa credendo che stessi andando avanti coi lavori, mi aveva fatto una sorpresa e mi dice se possiamo andare al mare da qualche parte insieme per poter ancora parlare…accetto…parliamo di noi, di lui, di sua moglie, di sua cognata (sorella di sua moglie) che è appena tornata a casa dai genitori perchè si vuole separare, dicutiamo, alla fine litighiamo…lui piange, io sono parecchio dura, lui dice che non sa come fare, che tutto ciò che vuole sono io, ma non sa come mollare tutto perchè lei soffrirebbe e poi ora la separazione della sorella è una bella tegola in più! Io mi arrabbio, gli dico che non ne posso più, che qualunque cosa sembra una scusa per rinviare un qualcosa che evidentemente lui non vuole, che lui sembra nato per far del bene agli altri, il Padre Pio della situazione, che lui pensa a lei, alla cognata, ai suoceri, e al mio male non ci pensa e
me ne vado…mi dice che è un idiota a pensare agli altri e sa che quando riuscirà a pensare a sè sarà troppo tardi perchè mi avrà perso…e gli ho risp che ha proprio ragione.
Sabto non lo sento più, domenica neppure e non sto bene ma mi sono distratta e il tempo più o meno è passato…
Domenica sera mi scrive…so che non sei mai uscita dalla mia testa e sopratt dal mio cuore, so che sei quella che non “conosco” ma sei tutto quello che vorrei veramente, non ho mai ricevutocosì tante dimostrazioni d’amore da nessuna e so che stai rinunciando a aprte della tua vita perchè la vorresti con me..io non so di preciso perchè mi trovo ancora qui ti giuro, è quello che sto cercando di capire senza farmi influenzare dagli altrieventi anche se non è facile..oggi ho parlato con mia moglie del ns matrimonio, le sue erano lacrime d’amore e le mie di tristezza perchè è come se mi sentissi obbligato dalla mia coscienza a provarci ancora con lei..non voglio scappare da nessuna realtà e la mia realtà è che il mio cuore batte con il tuo..notte
A notte fonda gli rispondo e tra le mille parole gli dico che probabilmente è giusto che io mi tiri indietro e lo lasci libero di riprovare in tutto ciò che vuole, forse proprio perchè lo amo e se la sua coscienza è più forte dell’amore per me va bene così.
Ieri mattina il suo msg…vorrei tanto che i venissero dal cuore gesti ed attenzioni per lei, così avrebbe più senso stare qui, ma non mi vengono, ti giuro proprio non mi vengono e mi fa triste vedere lei che magari non vedrebbe l’ora.
Mi chiama, mi racconta delle loro parole, le loro lacrime…lei gli dice di amarlo molto anche se sa di non dimostrarglielo come magari vorrebbe, sa che lui è diverso, sa che tra loro ci sono problemi ma ha sempre paura di affrontarli per paura delle conseguenze. Lei dice di poter cambiare, di modifcare, lui dice che lei è fatta così e nn si può cambiare il proprio carattere per far felici gli altri…loro sono semplicemente diversi…piangono…
Lei non vuole che il matrimonio vada come quello della sorella, ha paura…lui dice che i sentimenti non sono più quelli di prima, lei se ne è accorta ma sperava che le cose tornassero a posto come era già successo anni fa…
Al tel mi dice che gli dispiace vederla così, che gli fa male ma sa di non esserne più innamorato…a volte pensa che si può anche continuare facendo finta di nulla m poi in ogni istante si ritrova a pensare a me come un chiodo fisso, un qualcosa che non riesce a far uscire dalle testa e sa che con me avrebbe ciò che desidera e sarebbe felice, ma non sa che fare…sta male (quando sabato l’ho visto ho cmq capito che è così perchè è dimagrito, sciupato, con l’erpes sulle labbra)…
Gli ho detto che se non riesce a staccarsi da lei e gli dispiace così tanto farla soffrire forse un motivo ci sarà, forse in fondo al suo cuore qualcosa per lei ancora c’è e allora deve iniziare a togliersi il mio braccialetto dal polso, togliersi me dalla testa e dal cuore e se è ciò che lo rende felice deve riprovare con lei senza più cercarmi.
Più tardi gli ho mandato ancora un mess, ero giù da morire, piangevo e gli ho scritto che avevo riposto un mare di speranze in noi, che gli avevo davvero creduto quando diceva che non avrebbe fatto scivolare via ciò che era nato tra noi, che non capivo perchè lui non lo volesse così tanto come lo volevo io, perchè lui non provasse quel vuoto che mi stava schiacciando e perchè mi lasciava andare via così dalla sua vita…tante parole accompagnate da altrettante lacrime….parole di una con la dignità sotto piedi, una che aveva capito di doversi arrendere perchè quel seme di cui parlavi tu Luna forse era solo il mio…
Mi risp…ti prego ti prego basta non ce la faccio più a piangere oggi, ogni tua parola ogni tuo mess mi fanno venire la pelle d’oca, non voglio perderti, non voglio, ma ora non posso venire via così, proprio ora non ci riesco…TI PREGO CAPISCIMI
No ho risposto…e da lì il silezio…
DIMMI QUALCOSA LUNA..