Lui è sposato ed io sono un’amante
di
chillido44
Riferimento alla lettera:
Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Cara Clà ti capisco, so cosa provi, l’ansia e il disagio che genera il doverli incontrare per forza. Ma anche quella strana voglia di essere cercate, anche se in cuor nostro sappiamo che non è un bene per noi e razionalmente preghiamo che nn succeda. Ti dico quello che Luna da mesi cerca di farmi entrare in testa: il tuo valore nn si misura con il suo interesse (cioè le sue presenze fugali) o con la sua attrazione verso di te, tanto meno con i tampinamenti che ti fa o con le altre sue tattiche. Capita che ci lusinghino le loro attenzioni iniziali, per noi che siamo risultate sempre trasparenti, o che ci lusinghi il fatto che un uomo impegnato, di un’altra donna, un uomo che ha tutto cerchi proprio da noi quello che gli manca. Ma Clà ascoltami, te lo dico io che sono un puzzle in questo momento, e tremo al pensiero di incontrarlo, ma tremo ancora di più se penso di nn vederlo più, devi fermarti un secondo e riflettere bene su voi due. Perchè esiste un voi due. E pensare bene se quello che ti da ti può bastare ora e per il tempo a venire. Se ogni volta che pensi a voi due e vuoi parlarne con qualcuno ti senti a disagio perchè ti rendi conto che è un “voi” clandestino, che ti costringe a scendere a patti con valori non tuoi (come accettare che abbia una vita reale con un’altra e tu sia lì ad attendere che lui si degni di guardarti). Se pensando a lui sogni un futuro ma ogni possibilità viene annientata dalle sue parole o dai suoi gesti (come quando lo vedi con la moglie). E poi Clà pensa a te, cioè tu puoi riuscire a giustificare ogni suo insano gesto (come quello di cercarti) ma fino a che punto puoi convivere con la tua coscienza quando senti che i mille pezzi in cui ti stai frantumando sono dovuti al poco bene che tu vuoi a te stessa? puoi perdonare lui per non essere capace di amarti, ma come farai a perdonare te stessa per nn essere stata capace di tutelarti? mi capisci?io penso questo. Penso che vorrei che lui mi salvasse da questo dolore, ma poi penso come può farlo se fino ad ora è stato solo capace di calpestarmi e di conseguenza mi accorgo che è tutto nelle mie mani. Sia che io scelga di soffrire (vale a dire restare con lui) sia che io scelga di tornare a volermi bene. Se hai letto cosa ho scritto, ora che voglio far arrivare i nodi al pettine, lui si spaventa, mi abbraccia come se gli stessi scivolando dalle mani e mi dice che anche lui soffre. Potrei credergli, ma poi penso che fino ad ora nn si è preoccupato di quanto io abbia sofferto e quanta energia ho dovuto impiegare per nn impazzire difronte a una situazione per me nn normale e scendere a patti con me stessa per impormi di creder che quello che facevo poteva portarmi a qualcosa. Ho fatto un grande errore di valutazione ma nn per questo sono senza recupero. Clà bisogna iniziare da qualche parte. Tu però neanche per un momento devi pensare che lui nn ti vuole o che nn vali. Il problema sta proprio nel fatto che ti vuole, purtroppo a modo suo. E capisco che nn è il modo che intendi
tu. Purtroppo ti trovi di fronte a un gran codardo, come tutti coloro impegnati che si cercano storie esterne. La codardia sta nel fatto di nn affrontare a cuore aperto con il proprio partner i problemi interni alla coppia e di sfuggirne con storie parallele, per poi arrivare a portare avanti vite parallele. O sta nel fatto che per sentirsi ancora vivi, piacenti o nn so che altro cercano storie esterne alla coppia. Senza voler dare tutte le colpe a loro, sono del parere che chi è impegnato debba tutelare il proprio partner, e chi come me si trova a vivere storie con persone impegnate debba imparare a discernere bene i reali motivi che spingono tali persone ad avvicinarsi. Dopo di che bisogna chiedersi se è il caso di intraprendere tali tipo di storie, per la propria incolumità. Ti ripeto Clà si ci può sbagliare nella valutazione, ma questo nn giustifica il fatto di volerci rimanere dentro a sta situazione. Io te lo dico perchè ne parlo, ne parlo e ne riparlo ma pagherei per nn aver preso questa decisione. Mettici poi che lui si applica per farmi capitombolare, ma sto resistendo mio malgrado perchè nn ne posso più. Ho passato un giorno a piangere, ero irriconoscibile, ripetevo solo ti prego basta. cioè io gli chiedevo di smetterla, di darmi quello che lui chiama bene in questo modo. Ripetevo ti prego basta a lui. Ti rendi conto. Ero indifesa davanti a lui, e lui in compenso ha saputo solo dispiacersi. Quando poi l’ho rincontrato e ci siamo detti due parole mi ha detto che ancora è dispiaciuto per quella scena, ma percepisco una certa paura da parte sua. è come se mi guardasse con occhi nuovi e più preoccupati. è spaventato da me e forse ha paura che sia diventata incotrollabile, per cui preferisce allontanarmi. Nn so. Insomma, scusa il divagare, ma Clà è per dirti di nn arrivare a sto punto, dove nn senti più nulla e chiede inlacrime al tuo aguzzino di lasciarti libera. Cosa che di suo nn vorrà mai fare, perchè ormai pensa di avere molto potere su di te. Ah, questo ricordalo anche se nn ti sembrerà possibile, lui cercherà di nn lasciarti specialmente se la cosa va avanti da molto, sia perchè si è abituato a te e ormai fai parte della sua routine, sia perchè sei in un certo qual senso sua cioè sente di possederti, per tutta una serie di ragioni ovvie. Clà nn so quanto io possa esserti utile, ma pensa a te. Te lo devi. Sei tu quella che può farsi una vita, che ancora nn si è legata a una persona che tradisce. Lui invece ha una vita che nn ama e di cui abusa. Lascialo fare è la sua, nn la tua. Io ti dico questo anche come promemoria per me stessa. Ricordati,e su questa ne sono certa, che sei molte cose tutte insieme (cioè la sintesi delle tue esperienze e della tua vita) per cui ha molto più valore di quanto lui coscientemente sia in grado di riconoscertene e in più credo che tu possa essere un valore aggiunto nella vita di molte persone. Peccato che lui nn lo veda. Problemi sempre suoi, nn tuoi. Tu amati il più possibile e sappi chi sei.
MARGOT: un abbraccio gigantissimo, ma proprio di quelli enormi e stritolosi.
@ma come farai a perdonare te stessa per nn essere stata capace di tutelarti?
Puoi. Perché nel momento in cui cominci a capire dove è perché è cascato l’asino, anche dentro di te, quando hai smesso di tutelarti o non hai mai cominciato (tu generico, ovviamente) senti anche rafforzata la tua capacità naturale di tutelarti, perché te ne riconosci il diritto. Perché vedi dove stanno le false idee seguendo le quali non te lo sei concesso quel diritto.
Perché hai chiesto a qualcun altro di dirti chi eri, o perché hai permesso che te lo dicesse. E in un certo modo. Ecc. L’esperienza negativa l’hai vissuta e quindi fa parte della tua biografia. Ma c’è una grossa differenza tra stare dentro un’esperienza negativa o starne finalmente fuori. E la differenza fondamentale sta anche nel fatto di aver rimesso insieme la propria identità, magari anche avendo degli elementi positivi in più.
Io capisco questa domanda che ti fai. La capisco molto bene, credimi.
E vorrei anche dire che è vero che tu e Clà vi siete incastrate in una storia adulterina, e che tu fai molto bene a notare che i presupposti erano già di sofferenza, già solo per il ruolo, la clandestinità e le altre osservazioni che puntualmente fai. E’ vero che il vostro caso, trattandosi di un certo tipo di dinamica che ha in sè anche il fatto della presenza di un’altro contesto, ha delle caratteristiche specifiche (ad esempio il confronto con l’altra situazione ecc, come si diceva).
Ma vorrei anche dire che questi uomini che avete incontrato hanno messo in moto degli egoismi o dei modi di rapportarsi con l’altra persona, delle prevaricazioni, non chiarezze ecc che vanno al di là del fatto che il contesto fosse una storia adulterina. Lo dico perché in questo forum, Margot e Clà, anche se è a voi che dovete pensare, alla vostra specifica situazione e alle vostre individualità, al vostro sentire e al vostro voler stare bene, potete trovare storie di persone che si sono trovate in dinamiche di sofferenza in cui lui o lei non avevano neppure bisogno che ci fosse l’altro/a, la storia ufficiale o l’altra storia comunque, per mettere in moto determinate dinamiche. Ci sono anche le relazioni teoricamente libere che non sono mai esistite veramente o in modo sano pur durando persino 10 anni. Ci sono mogli in cui potreste, paradossalmente, riconoscervi. Non vorrei farvi confusione dicendo questo, ma quello che intendo dire che le persone possono non riuscire o non volere rapportarsi in modo sano e costruttivo con gli altri per infinite, loro, ragioni. possono tenere sulla corda l’altro/a per infinite loro varie ragioni. possono non rispettare l’altro/a per infinite varie loro ragioni. possono oscillare tra indifferenza e possessività idem come sopra.
La domanda che ti fai, Clà, quella che conclude il tuo post, è una domanda durissima. Durissima nei tuoi confronti. Ti incastra nella percezione che chi ti rifiuta abbia il potere
di darti o toglierti valore. E che farsi voler bene sia una battaglia, e non un incontro.
Una risposta alla tua domanda, anche banale, è che non è facendoci prendere a cazzotti emotivi o fisici o facendoci tenere sulla corda o accettando situazioni poco chiare o dimostrando una disponibilità che va oltre la nostra stessa salvaguardia che ci facciamo volere più bene. Anzi. Riusciamo semmai solo a voler meno bene a noi stessi.
In generale, il fatto di essere amabili e non egoisti e sgarbati e di avere una buona intelligenza emotiva in grado di sintonizzarsi anche fuori da sè migliora sicuramente le nostre relazioni sociali sane, se incontriamo persone che sono altrettanto disposte e capaci di intessere relazioni sane e costruttive.
E’ importante anche essere dotati di autocritica e sapersi mettere in discussione, certo. Siamo tutti umani e nessuno è perfetto.
ma possiamo essere le persone più gentili o simpatiche del mondo e trovare anche qualcuno per cui il fatto che abbiamo energia positiva è una minaccia. Può sembrare paradossale ma è così. Autocritica e sapersi mettere in discussione nell’ambito di una relazione paritaria, aperta, sana è ben diverso dal fatto di sentirsi sempre in debito con chi, in qualunque modo, anche in un pessimo modo, ci elargisce briciole di considerazione alternate a prepotenza o vuole stabilire anche le nostre regole del sentire o cerca di incastrarci in qualsiasi forma di ricatto.
Margot nota una cosa importante: è vero che chi è “bene” (si fa per dire) abituato (o dal suo punto di vista suo anche sì) ad agire un certo tipo di dinamiche e a tenere sotto controllo le cose in un certo modo resta stupito e destabilizzato nel momento in cui cambiamo il copione. E può avere le più infinite reazioni: da un eccesso di possessività, a un atteggiamento rancoroso, dal dire “non ti riconosco più, cosa sei diventato/a?” (girando un aspetto positivo in negativo), dal fare dispetti, e usare anche varie tattiche per cercare di ripristinare la situazione di partenza, evidentemente vissuta come più rassicurante (per impostare le cose in un certo modo, vissuto come il migliore possibile, ci sarà stato un motivo, indifferente quale sia). L’importante è cambiare il copione dentro di sè. rendersi conto che davvero non si è disposti più a vivere male.
E’ molto diverso da dire: ora io faccio una cosa affinché tu capisci e cambi, perché si parte da fuori, non veramente da dentro.
E quando cambi il copione, per te stesso, allora se osservi l’altro puoi anche cogliere se quello che lo spinge sia l’ansia di non avere più il controllo, se stia continuando a guardare le cose comunque da un punto di vista egoistico (anche se in forma diversa). Non sono sfumature.
Margot, sono contenta che stai recuperando il diritto di viverti in modo sano.
Grazie Luna questo abbraccio mi ci vuole proprio. Fai bene a ricordarci che la percezione distorta della realta’,di noi stesse e del nostro valore che questi soggetti vogliono imporci nn sono quelle vere. Ho da dire a proposito e soprattutto nel mio caso che io sono stata privata di ogni valore, come se proprio come persona nn avessi più in me un mio valore intrinseco. Dico che tutti siamo dotati di un valore che utilizziamo nell’interagire con gli altri, e che in questa interazione modifica la realta’di partenza. A me e’ stato tolto anche questo. Mi ha detto che nn cambio nulla nella sua vita. Cosa impossibile e nn vera,secondo me. Chiunque anche per quanto breve l’interazione, lascia qualcosa nella vita dell’altro. Lui mi ha negato anche questo. Allora ancora di più le tue parole acquistano senso. Il mio valore, quella che sono nn mi sono stati riconosciuti, ma nn per problemi miei ma per partito preso: l’amante poco di buono nn ha alcun valore di per se e nn si deve provare nulla x quest’essere inferiore. Questa e’ una delle tante cose che mi fanno svegliare con il magone e il groppo in gola. Ci metto ben 20 minuti prima di prendere coraggio e scendere dal letto ogni mattina. So che sto facendo la scelta giusta ma quando lo vedo e mi guarda come se gli abbia fatto un torto e l’abbia abbandonato mi sento ancora peggio. Mi manca nn sentirlo, e avolte mi domando dov’e’,cosa fa e se mi pensa ogni tanto. Mi dispiace anche quando so di vederlo e poi nn lo vedo. Credo che ancora sia normale ma spero che mi passi presto. Nn merita tutto questo dolore. e poi quando mi ha detto che nn sa rispondermi a cio’ che sono per lui perche’ nn si e’saputo mai dare una risposta ho capito quanto e’codardo. Ha preferito nn farsi tanti problemi x tutto questo tempo tenendo soltanto conto che gli andava di vedermi. In cuor suo pero sapeva cosa lo spingeva verso di me e nn puo’essere stato solo sesso, anche per sua stessa ammissione. E poi perche’continuare con me solo per il sesso? Volevo dire pero’che nn ha avuto il coraggiob di vedere l’ovvio cioe’che doveva prendere una decisione netta o di lasciarmi andare o di tenermi alla luce del sole. Nn ha fatto nulla xche era la via più facile,lasciandomi in questo limbo.
MARGOT mi spiace sentirti così, ti tengo davvero nel cuore! Posso immaginare il tuo dolore…penso al mio x quella storia schifosa con quello schifoso sposato e penso a quanto possa essere grande il tuo dolore vista la tua fragilità e visto il sentimento forte che senti x lui!
Te lo garantisco, lui non merita neanche una punta del tuo dolore, meriterebbe solo indifferenza!!!
Cerca di trasformare il dolore che senti in energia e reazione x te stessa, di trasformarlo in un modo x fuggire e scappare da questa situazione che ti fa male!
Non sprecare più energie x lui ma concentrati solo SU TE STESSA!!!
Xché ti odi così tanto da infliggerti questo dolore? Ti basterebbe un minimo di amor proprio in più, anche pochissimo x trovare la forza x dare un taglio a tutto!!!
Ti sono vicina!!! Forza, non sei sola!!! Siamo qui a tifare x te e ti siamo vicini!!!
la mia situazione è in miglioramento…
L’ultima volta che ho scritto lui non si faceva sentire da un po’, avevo letto un cartello al negozio della moglie dove diceva che era chiuso x problemi familiari…
Il giorno dopo mi ha chiamato ed ho risposto (non volevo farlo ma volevo sapere cosa era successo), mi ha detto che era dovuto partire e non aveva potuto chiamarmi xché era 24 ore su 24 con una persona (con la moglie immagino…ma lui non la nomina…forse ai miei occhi vuole fingere che non ci sia ???), che erano dovuti partire x la sua città di origine e che poi è dovuto tornare di corsa xché suo suocero è stato ricoverato d’urgenza x un tumore!
Mi ha un po’ raccontato e poi mi ha chiesto di vederci, ovviamente gli ho detto di no. Si è scusato x non essersi fatto sentire e mi ha chiesto se mi era mancato e gli ho risposto di no.
In quel momento ero via con una mia amica, voleva venire a prendermi ma gli ho detto che ero con la mia macchina e poi andavamo a cena con amici e in zona non ci tornavo!
X altri giorni non l’ho più sentito, mi ha scritto su fb e mi ha detto che non si è fatto né sentire né vedere xché sta male e che appena ci si vede mi spiega il xché.
Io gli ho detto che cmq nel week end partivo.
Mi ha detto che mi avrebbe chiamata prima (ma già non avevo intenzione di rispondere!)…mi ha chiamata la mattina della partenza, io ero già via…il cell squillava e vedevo il suo numero….non ho risposto.
Non ha più provato a chiamare e devo dire la verità, mi sento rinascere…non so più niente di lui e sto solo meglio!
Se mi richiama non nessuna intenzione di rispondere!! Poi magari lo farò ma x dirgli che qui va dato un taglio a tutto!!!
Ha parecchi problemi, capisco, x carità, ma io non ho nessunissima intenzione di farmi trattare così da nessuno!
Non sono l’ultima ruota del carro di nessuno, sentirlo e avere a che fare con lui mi fa solo MALE…e allora xché devo avere a che fare con lui???
Quindi ci dò un TAGLIO NETTO, x il mio bene!!!
Sono stata via 4 giorni, mi ha turbato la sua telefonata a cui non ho volutamente risposto…ma dopo mi sono sentita più FORTE!!!
Ho dei progetti x me x le prossime settimane, mi concentro su questo e spero che lui SPARISCA DEFINITIVAMENTE dalla mia vita, mi viene la nausea solo a pensare a lui, non ne voglio più sapere, non voglio che neanche più mi sfiori, il solo pensiero mi dà il voltastomaco…mi fa schifo la situazione, mi fa schifo lui e mando tutto a quel paese xché non voglio farmi schifo anch’io…
Non mi amo particolarmente, ma non mi odio neanche al punto di trovarmi in una situazione così orribile!!!
Basta, penso a ME, xché nessuno può volermi bene come posso volermene io!!
Il primo passo x questo lo faccio annullando questa persona che di buono non può portarmi niente di niente.
MARGOT: probabimente più ti renderai conto di quanto è più bello stare alla luce del sole (a partire dalla compagnia di se stessi, innanzitutto) e più le ragioni per cui LUI ha avuto bisogno di tenerti in un limbo ti sembreranno meno importanti.
EME in questo forum a suo tempo descriveva molto bene la sensazione per cui nel momento in cui cominci a tornare libero, e da troppo tempo non sai più cosa sia la libertà (di essere, esistere, percerpirsi nella propria identità, scegliere, pensare, esprimersi, provare emozioni ecc) al momento puoi provare persino qualcosa di simile all’agorafobia.
quanto spazio!
prova a stare chiusa in una stanza in cui devi stare piegata tutto il giorno per giorni e giorni e giorni.
Qualsiasi siano le ragioni per cui qualcuno ha pensato che,pensando di volerti bene o meno, fosse il caso che tu stessi lì, e pensando che puoi vivere solo se lui ti passa il rancio e che fuori c’è il nulla, nel momento in cui uscirai da lì ci vorrà un po’ prima che i tuoi muscoli ecc si abituino a camminare eretta.
Forse le risposte che più ti servono sono quelle che ti fanno incontrare con te, più che quelle sul perché lui tentava di separarti da te stessa.
Cioè, forse quello che sta nella tua testa sono caz… tuoi fino ad un certo punto.
NOn è che non capisco quello che intendi dire e provi, Margot. Quello che intendo dire è che hai passato un sacco di tempo a chiederti cosa poteva esserci nella sua testa, immagino.
E nel suo cuore, certo.
Ma così tanto tempo hai passato a cercare di capire cosa passava per la sua testa ecc che hai avuto poco tempo per stare nella tua e nel tuo di cuore, stare dentro di te come a casa tua, intendo.
Luna credo che la libertà mi spaventi al punto di desiderare ancora tutto questo dolore. Mi spavento per quello che sono in grado di farmi fare. Purtroppo lo vedo spesso, e stasera mi ha detto che lui vorrebbe continuare a vedermi ma solo per il sesso come sempre, ma nn se la sente per tutto lo stress a cui l’ho sottoposto cioè nn vuole che gli faccia alcun tipo di domanda e che pretenda nulla da lui. Mi ha detto che nn prova sentimenti per me, che se nn mi vede nn gli manco più di tanto ma sente una leggera nostalgia, per cui preferisce chiudere con me solo perchè si preoccupa per il male che mi sta facendo e soprattutto perchè ha paura che con il tempo peggiorerò. Per cui possiamo continuare a fare le nostre vite tranquillamente proprio come se nulla fosse successo. Già nel vero senso della parola come se nulla fosse successo. Come se io nn fossi mai esistita e lui neanche. Pensavo che peggio nn poteva farmi, ma mi sbagliavo. Per l’ennesima volta mi ha lasciato a bocca aperta, mi ha ferita al punto di farmi sentire deprivata di me stessa. Avrà anche dei suoi problemi perchè nn sarà in grado di amare, ma da qui a nn provare nulla per me, ma si può? Si può arrivare a punto di passare un anno e mezzo con una persona e riuscire a nn provare nIENTE?io nn posso e nn voglio crederci. nn voglio credere che sia in grado di fare tutto questo male a me, che fare del male e infierire sia normale, e che nn pensi che io meriti di meglio.
ciao a tutte,
anche se non scrivo continuo a leggere ed a riflettere su quanto viene espresso in termini di sofferenza, dubbi, riflessioni. Mi è piaciuto leggere chi come SUN che riesce finalmente a sentirsi un pò libera dalle catene..o come dice LUNA metaforicamente…….chi è stanto chiuso e piegato in una stanza ha difficoltà anche solo a muovere le gambe.
questa volta però ho pensato di rispondere, per quello che posso e per quanto possa essere utile, a MARGOT ed al suo ultimo post.
tu dici.. ultima cattiveria d parte sua? no, ulteriore dimostrazione di codardia quello di dirti che non prova senimenti, che è solo sesso , che ha nostalgia ma gli fanno paura le tue “scene” (in realtà ha paura dei tuoi sentimenti) e che quindi è meglio chiudere.
Stai attenta a non illuderti ovviamente su quello che ti ho scritto , ma anche questa volta mi sembra che lui ti abbia detto solo una bugia…è più facile non darti speranze, perchè ha paura.
Perdonami per questa mia considerazione/interpretazione della sua ultima “cattiveria” nei tuoi confronti , ma leggendo quello che hai scritto ho pensato ad un mio passato, però , la consapevolezza che forse “sei qualcosa ” per lui .. NON NON non deve certo farti pensare ad un futuro migliore per te con lui…ma come tu ben sai non ci sono i presupposti …
un abbraccio anche da parte mia
Lilly nn ti scusare ogni forma di aiuto è ben accetta. Come hai capito anche tu nn sono molto in forma, visto che oscilla da stati di lucidità in cui razionalmente mi dico che è meglio così visto che in qualche modo doveva finire a stati di desolazione assoluta dove mi assillo di domande, dove piango perchè nn lo vedo e lui nn mi cerca. Sto messa male! ti rispondo solo ora perchè nn ero in grado di formare un pensiero che avesse senso questi ultimi giorni. Questo fine settimana sono stata fuori con degli amici che nn sanno della sua esistenza, e sono stata bene, nn posso dire del tutto spensierata ma rassicurata dall’idea di un presente migliore per me. Poi torno alla vita di sempre, lo vedo e tutto crolla. Le mie difese crollano. Mi tratta con una tale indifferenza da far rabbrividire. Mi guarda risponde in maniera schifata, di uno stufo di avermi davanti agli occhi. Mi fa sentire ancora di più a disagio, ricordandomi che nn dovevo fare tante storie e soprattutto nn dovevo rendere tutto così pesante. Forse è vero sono proprio troppo pesante, visto che io ci penso e ci ripenso. Nn sopporto il suo comportamento come se tra noi nn ci fosse stato niente, e soprattutto niente di buono. Tutti i bei momenti passati insieme, la complicità e il feeling che ci univano sembra che nn siano mai esistiti. Quando mi dice che sono solo sesso i suoi occhi sono spenti e cattivi, nn li riconosco sembrano gli occhi di un altro, di una persona che mi vede per la prima volta e ascolta una pazza. Sembra proprio che tutto sia nato e cresciuto nella mia fantasia. Io ricordo tutto, le chiamate, le chiacchierate. i giorni passati insieme, le risate, le litigate e ora lo vedo smentire tutto. Lo sento dirmi che sono cose mai esistite, o che se ci sono state nn sono da interpretare così come le vedo io. NN avevano importanza perchè le ha fatte con me che nn ho importanza per lui. Ma mi sentite? so perfettamente che nn conto nulla e ne continuo a parlare come se tutta la mia vita dipendesse da lui. è così mi sento inutile. Mi sveglio senza uno scopo e pensare di nn poterlo più avere nella mia vita mi fa male. Speravo almeno che mi considerasse una persona degna di restare nella sua vita, degna di rispetto e da cui nn avrebbe voluto allontanarsi. Mi ha persino detto che me la sono cercata perchè lui inizialmente ha cercato di frenarsi, ma io ho troppo insistito. Mi ha detto che tutti questi discorsi nn hanno senso visto che il bene nn è quantificabile, ma che comunque per me nn è che ne provi molto. Io gli manco tanto quanto gli manca la sorella se nn la vede per un mese. Io mi sento priva di via d’uscita, e anche se so che il problema nn sono io che nn riesco a farmi amare ma è lui che nn lo sa fare, io mi sento priva di difese. Luna ha ragione quando dice che fa più paura tornare liberi che restare in gabbia e tu Lilly hai ragione anche quando dici che dice un mucchio di bugie. Ma le sue bugie sono l’unico dialogo che abbiamo.
Forse parlarne qya ti fa bene ma da quello che scrivi forse è anche meglio se riesci (come hai fatto nel we) a stare con persone che non sanno la tua storia così non sei costretta a parlare di lui e quindi a pensare a lui. quello che non capisco è perchè non riesci a distruggere la sua immagine attuale e vedi ancora quello che è stato e non è più. cioè ami ancora “quello che lui era con te prima” e non quello che è ora (occhi freddi e aria annoiata e cattiverie)e poi ora, dopo le”scenate” ,come fai a vederlo? lui non ti cerca ma stai continuando a cercarlo tu?
Lilly lo vedo perche lavoriamo insieme e ci siamo iscritti nella stessa palestra e abbiamo amici comuni. Una vita da coppietta capito? Vedo solo il male e mi attacco al bene di prima perche forse spero di vedere nei suoi occhi quello che nn c’e più e che nei miei invece c’e’.
accc.. allora dimenticare uno che ti sta sempre davanti agli occhi è.. veramente una impresa. Per il lavoro non puoi farci nulla ma almeno cambia palestra ed amici (se puoi) .
E’ vero che così facendo magari ti sentirai per un pò più sola ..ma almeno darai un segnale forte, e poi vedrai che sul lavoro potrai trattarlo anche freddamente. Posso chiederti se vivi in un pic colo centro o in una grande città?
Ciao a tutte,volevo solo dirvi che anch’io ho vissuto una storia con un uomo sposato ma diciamo che sono stata più fortunata….poichè lui ha lasciato sua moglie e adesso stà con me,da 2 anni e mezzo. L’unico mio dispiacere è che ai miei “TI AMO” risponde sempre con un anche io non ne capisco il vero motivo perchè in realtà mi dà dimostrazione di amarmi ogni giorno….
Ciao a tutti..ultimamente non ho più voluto aprire la pagina del blog perchè sembrava un ulteriore forma di allontanamento da questa storia.
Vi avevo lasciati con lui che aveva perso il mio num, lo rivoleva ma dopo averlo visto uscire cn la compagna l’ho mandato a quel paese..
Ora…credo di trovarmi davanti ad un soggetto psicologicamente instabile.Una mattina l’ho visto, mi ha fermata invitandomi a fare colazione. Ho rifiutato e tra un “amore” e l’altro mi ha nuovamente chiesto li num. Ho ceduto! Ma non perchè io voglia cadere nel buco nero da dove sto uscendo..anzi, da dove credo di esser ormai uscita, ma semplicemente per “dire la mia” sul suo comportamento. Gli ho fatto lo squillo e lui qnd mi ha tel la prima cosa che mi ha detto è stata “da stamattina mi fai lo squillo adesso?”..Prego??? Io posso fare quello che voglio, quando voglio…e se voglio!!!Cmq non poteva tanto parlare e ci siamo salutati. Da lunedì (giorno della prima tel dopo 1 mese) silenzio!! Io non mi stupisco più di niente! Mi disp solo ke lui possa pensare ke io gli abbai dato il mio num x vederlo o altro. Cn il suo atteggiamento non fa che confermare quello ke già pensavo e, proprio questi miei pensieri, mi davano e danno la forza di lasciarlo perdere! Cosa voleva dimostrare? Voleva sapere se mi piaceva ancora, oppure x sicurezza il mio num lo voleva, così da potermi chiamare quando non avrebbe avuto niente di meglio da fare??? Poverino!!
Io più ci penso più MI faccio schifo…ma lui!!!
L’unica cosa certa è ke non tornerò mai indietro sulla mia decisione! E’ stata dura i primi momenti, ma più vado avanti più mi rendo conto ke è la scelta migliore per ME!!! Vivo meglio, non sn angosciata..ora un pochino sì, ma una volta chiarito come stanno le cose sarò davvero in pace cn me stessa!!! E, cosa più importante, MAI PIU’!!!
Non mi interessa sapere cosa possa pensare di me, se le parole dette erano da contorno oppure veritiere…non mi interessa analizzare la sua storia x capire xk sia stato cn me. Me ne frego!!!Anke oggi l’ho visto tornare a casa cn lei. Ha guardato la mia finestra e rideva ( non so cn chi e perchè, ma, come detto prima, poco importa)!!
Si può uscire, si può andare avanti anche senza loro..e si vive meglio!!! E’ come se mi fossi tolta un peso dallo stomaco! Quindi coraggio!!
Spero, nella mia “sfortuna”, almeno di essere stata utile! Vi abbraccio molto! Ogni tanto continuerò a leggervi…anche se l’intenzione sarebbe di dimenticarmi il sito del blog!!
@cla
voleva il tuo numero forse era x vedere se lui aveva ancora potere su di te. oppure è veramente uno ..fuori di testa che non sa quello che vuole. Forse leggere e scrivere sul blog ti sarà possibile quandpo sarai “veramente ” fuori dalla sofferenze e da questa tua triste esperienza… ciaoo
mi ha ritelefonato mercoledì sera…non ho risposto (l’ha fatto suonare tanto, non è stato facile ma ce l’ho fatta!!!)
Ieri mattina è passato in ufficio…sono stata freddissima…non l’ho neanche guardato, lui ha cercato di accarezzarmi la testa in modo scherzoso e io mi sono spostata!
Diceva che è stato via, che ha avuto tanti casini…ma io non posso giustificare in nessun modo il fatto che non si sia più fatto sentire nel momento in cui invece c’eravamo avvicinati…anche dal punto di vista umano intendo!
Xò questa situazione di silenzio mi ha fatto bene !!!
Il fatto poi di essere riuscita a non rispondergli due volte mi ha dato forza!
Sto cercando di vivere la situazione in un altro modo, di sicuro non ho più quell’angoscia di tempo fa, almeno di quella mi sono liberata e ora non sentendolo e non sapendo più niente di lui mi sento più LEGGERA!!
Se mi richiamerà non risponderò…ma non mi sembra che si stia facendo in 4 x farlo…anzi…probabilmente ha ottenuto ciò che voleva, dopo anni di mia indifferenza mi ha visto sciogliermi fra le sue braccia e quindi aveva il suo “trofeo”… e per lui il giochino era finito!!!
Non so come gli esseri umani possano comportarsi in questo modo, non so perché lui possa essersi comportato così con me che mi conosce da tantissimo tempo, che mi aveva frequentata e ferita più volte anni fa quando ci siamo frequentati.
E’ vero, non c’è limite al peggio e stavolta non lo perdono.
La mia priorità è concentrarmi su me stessa, mi sento meglio essendomi liberata di questa ossessione, lui che se ne vada al diavolo…non ho nessuna intenzione di avvelenarmi ancora per lui, basta!!!
Questa situazione mi ha portato solo negatività e a sbatterci ancora la testa solo questo può portarmi…ho solo motivi per dire BASTA!!
Se mi capiterà di parlarci di nuovo non gli dirò niente, non gli dirò che ci sono stata male, che il suo atteggiamento mi ha ferita, che si è comportato da schifo…farlo sarebbe come dargli ulteriore importanza…lo tratterò con la stessa superficialità con cui lui ha trattato me.
Sapere che c’ho sofferto in questo modo renderebbe ancora lui la parte forte e questa soddisfazione non gliela dò, la mia dignità prima di tutto…già in questi mesi l’ho messa a repentaglio…ora me la riprendo e lui non deve avere più nessunissimo potere nei miei confronti!!!
CLA non so se mi leggerai…in ogni caso continua così, vai per la TUA strada, buttalo fuori dalla tua vita, dal tuo cuore, ce la puoi fare, ce la farai!!!
MARGOT le stesse cose le dico a te…metti tutto quello che ti ha dato e fatto sul piatto di una bilancia…quanto dolore e quanta gioia? Vale la pena continuare a patire, a lottare, a farsi del male per un essere del genere?
E te? a te chi ci pensa? Lui è solo una presenza negativa che contribuisce ad abbattere la tua autostima!
Allontanarsi da lui è la più grande dimostrazione di bene verso te stessa che puoi darti!
@lilly: purtroppo abito in un piccolo centro e per lo più ci conosciamo tutti.
Poi ragazze vorrei ringraziarvi tutte perche in voi ho trovato delle amiche e consigliere.
@cla: nn credo dovresti smettere di frequentare questo blog. E poi credo ke stai facendo passi da gigante. Continua cosi tu hai trovato di nuovo la tua strada.
@luna: dove sei?spero di nn averti annoiata o infastidita con tutta questa teoria.
Per il resto ci sono novita: e nn sono buone. Abbiamo fatto l’amore di nuovo, dopo tanto, e’ stato liberatorio, chiarificatore e riavvicinante. Per lo meno e’la sensazione che ho avuto. Ho sbagliato! Sono ricaduta nello stesso schema che mi tiene in balia di lui. Ma ho capito che tra noi nn e’solo sesso. E stavolta l’ha detto proprio lui. Ha ammesso di essere stato sgarbato e privo di tatto, ma l’ha fatto perche questa situazione e’insostenibile.ha detto ke vorrebbe smettere per me ma nn riesce a farlo. Ma fin qui siamo a quello ke vuole lui. Io vorrei che scegliesse me, che amasse me e che vivesse per amarmi. Ma questo nn e’possibile, e’solo una fantasia mia che lui nn condivide e nn vuole. Per cui c’e’poco da dire. Ci troviamo (finalmente) davanti a questo bivio che ci divide da sempre. Io voglio una storia reale, voglio essere amata e merito di essere adorata da un uomo che perda la testa per me e nn che mi classifichi perenemmente per ultima. Gia’ nn sono neanche la seconda.per lui andrebbe bene chiunque. Ha ricominciato a fare paragoni con le altre e a stilare classifiche. Ma questo glielo permetto sempre io. Mi fa sentire orribile, ma solo perche’ancora do troppo peso alle sue parole. Devo convincermi che e’solo la sua opinione e visione distorta della realta’. Pero’fa ancora male. Ma nn cosi’male come pensavo. Fare l’amore con lui e’stato come tornare a casa dopo tanto,ma sapendo che e’un luogo familiare ma nn e’il luogo in cui vorresti essere per tutta la vita. Nn so se mi sono spiegata,ma voglio dire che e’naturale, bello e soddisfacente ma nn e’li che mi sento al sicuro. E’come se avessi sempre saputo che nn puo’esserci nulla di più. Tutto era bello e ci ha fatto stare bene perche’entrambe sappiamo che e’limitato a noi e che questa relazione nn affrontera’mai la luce del sole. Saremo sempre e solo io e lui. E sempre e solo qualche ora la notte. Nn mi dara’mai nulla di più perche’ per lui nn lo merito e da quello che ho capito nn sono abbastanza bella come le donne dietro cui sbava. Ennesimo errore e ora ne pago le conseguenze. Ma e’un passo in più verso la consapevolezza di “noi”. E la consapevolezza di essere sola.
Ekkkkkkilaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa 🙂
MARGOT: ma ti pare? :)))) semplicemente non riesco sempre a passare nel forum, o ci passo più velocemente, o anche è il fatto che le giornate hanno solo 24 ore 😛 può darsi che io non passi, ed è possibile che prossimamente ci passerò di meno, ma non è certo perché mi tedi :)))))
Novità mi dici…
Notavo (magari sbagliando eh, ovviamente) questo in quello che hai scritto:
il no contact ti è servito, a leggerti francamente sì almeno. Comunque ti sei sperimentata (anche se con fatica) in un modo diverso rispetto a. La cosa che ti creava disagio era però il fatto che oltre alla tua decisione ti pareva di subire la sua indifferenza. Da un lato il suo avvicinamento avrebbe messo in crisi il tuo no contact (è vero che lo vedi tutti i giorni, il che non agevola le cose, ma spesso quando il no contact trova le sue ragioni interne trova anche delle strade per mantenere una distanza di difesa o per riuscire ad allargare lo sguardo oltre e per riuscire a recuperare una dimensione personale… non riesco a spiegarmi bene, mi rendo conto… ma intendo dire che succedono anche queste cose: sentire il fiato sul collo di una persona distante chilometri, riuscire a sentirsi “protetti” e di aver recuperato una indipendenza rispetto ad una persona che sta sempre lì dov’era, ma noi vediamo noi stessi e i nostri spazi in modo diverso… peraltro il consiglio di Lilia, se non erro, di coltivare intanto gli spazi su cui ti è possibile agire in maggiore autonomia mi sembrava ottimo…) scusa, parentesi gigante :O 😛 dicevo: da un lato un suo avvicinamento avrebbe messo in crisi il tuo no contact che stavi cercando di coltivare dentro di te, prima ancora che fuori, dall’altro il suo “rifiuto” come lo leggevi tu ti faceva sembrare il suo no contact più… potente del tuo. (tra parentesi, se ci pensi, la palesata, ostentata indifferenza può diventare anche un modo, per l’altro, per DIMOSTRARE che comunque ha le redini anche in una situazione in cui l’altro di fatto sta scegliendo di no. Ma tipo: gnegnegnè, tanto io non ti voglio, gnegnegnè… ciò per dire quanto alcune modalità, pur potendo avere anche dei risultati devastanti sull’altro rispondono in realtà a dei meccanismi di negazione e difesa (anche semplicemente rispetto al proprio IO) molto elementari. Peraltro oggi una mia amica diceva una cosa, interessante anche se non edificante: il concetto del “ti distruggo io prima che tu distruggi me”. E guarda, Margot, ora lo dico in generale, che chi va in difesa di se stesso così mette al primo posto la difesa di sè e spari pugni e calci, eh, non è che sta a guardare chi se li piglia. Non dico che sia il caso del tuo amico, ma teniamolo presente, in generale, che male non ci fa. Perché il senso è: magari stiamo lì a dirci perché stia tirando calci e pugni proprio a noi, che cosa abbiamo di sbagliato, ma il discorso non è questo. E’ una modalità dell’altro che si attiva, a noi sta rifiutarla. e spesso riusciamo a rigettarla nel momento
usciamo dal circolo vizioso delle domande:
perché tira calci e pugni proprio a me?
ma quando tira un calcio e un pugno cosa pensa?
ma è buono o è cattivo?
e riusciamo a considerare il fatto che un pugno e un calcio ci fanno male. Cosa elementare, che tuttavia può sfuggire. Può sfuggire per molteplici ragioni, nostre, anche. e anche perché se vivi su un ring in continuazione, rimbalzando tra le corde, cominci a dimenticarti che forse nella vita non volevi fare il pugile, e cominci ad entrare nella mentalità di come fare per reggere il ring e a pensare che l’orizzonte finisce tra le corde. Quando, ripeto, il concetto è però che la vita non è per forza un ring. e che non è che ti serve una preparazione atletica per stare sul ring.
dicevo: la novità di cui mi parli si apre (a parte le considerazioni sulla balìa) con @Ma ho capito che tra noi nn e’solo sesso. E stavolta l’ha detto proprio lui. Ha ammesso di essere stato sgarbato e privo di tatto, ma l’ha fatto perche questa situazione e’insostenibile.ha detto ke vorrebbe smettere per me ma nn riesce a farlo.
Per te, Margot, ho l’impressione, sentirti dire questo era fondamentale. Sentirti dire: ti vedo, ti riconosco, mi piaci, non sono un robot. Anche sentirti dire: io pure non riesco a smettere rispetto alla frase “tsè, io smetto quando voglio”.
Bene, ti serviva avere questa conferma? sei andata a prendertela. Di per sè quindi in quello che hai scritto non c’è solo quello che lui vuole, ma anche ciò che tu volevi per far calare una certa ansia di “non riconoscimento”, forse.
questa non è per forza balìa, dipende cosa te ne fai.
perché poi veniamo a: a fin qui siamo a quello ke vuole lui.
Infatti è vero, da quel punto di vista è quello che vuole lui, e cioè che tutto vada avanti come prima, se non erro. Mentre tu vuoi che lui sia quello che non è, non può essere e che la storia prenda una piega che non prende e, si suppone, non prenderà.
E @Gia’ nn sono neanche la seconda.per lui andrebbe bene chiunque. Ha ricominciato a fare paragoni con le altre e a stilare classifiche. Non mi dara’mai nulla di più perche’ per lui nn lo merito e da quello che ho capito nn sono abbastanza bella come le donne dietro cui sbava…
a volte mi domando come lo vedrai il giorno che ti passerà questa febbre di pensare che lui debba decidere cosa ti meriti. Secondo me ti sembrerà, con le sue classifiche, un emerito co...... (scusa la franchezza). E forse ti accorgerai che alla luce del sole ti sarebbe bastato molto poco per vedere in luce dei suoi difetti che ora non vedi.
SUN: ciao 🙂 @Non so perché lui possa essersi comportato così con me che mi conosce da tantissimo tempo, che mi aveva frequentata e ferita più volte anni fa quando ci siamo frequentati. – appunto per questo? la vedi la coerenza rispetto a se stesso nella tua frase?
@Se mi capiterà di parlarci di nuovo non gli dirò niente… più che “non dargli importanza” forse anche ti eviti un dialogo frustrante con uno che è quello che è? baci
credo che sarà così appena mi libererò da questo prosciutto che ho sugli occhi e vedrò la realtà mi sarà chiaro quanto è co....... Fino ad ora ho vissuto la realtà guardandola con gli occhi di lui, ma ora ho bisogno di riguardala con i miei. Luna ho preteso da lui chiarezza, e sai che me ne faccio? proprio niente. Forse l’ho così pretesa per convincermi che nn ero così merda come mi voleva far sentire. Ma anche così il mio valore l’ho delegato a lui. Volevo che lo dicesse perchè ammettesse a voce alta daavanti a me cosa prova e che nn continuasse a nascondersi dietro a continue bugie.
Era giusto pretenderlo. Ma ora nn so che fare. Vivo le mie giornate normalmente anhe se lo incontro e ho queste crisi quando mi paragona o mi critica. Dovrò imparare a fregarmene. Ma sul fatto che ci sono riandata a letto che mi dici? Spero di nn aver sbagiato
MARGOT: vedi, non posso certo dirtelo io. Non sono dentro di te.
Proverò a metterla così: è Margot che deve risentire cosa è bene e cosa non lo è per lei. prendere la sua responsabilità delle sue scelte, ma vissuta come una libertà di scelta.
se Margot si sente invischiata in una tela di ragno in cui non riesce a mettere a fuoco cosa vuole veramente e cosa è veramente meglio per lei allora l’essere andata a letto con lui da un certo punto di vista può sapere di: ci sono ricascata, ho fatto di nuovo una cosa che mi tiene invischiata, ho fatto una cosa che mi fa sentire male, anche se al momento mi ha fatto sentire meglio.
Ma di fatto se Margot non vuole andare a letto con lui non ci va.
Se Margot vorrebbe andare a letto con lui perché andare a letto con lui di per sè le piace ma non sa cosa farsene di una storia impostata in un certo modo che considera deleterio per se stessa, Margot valuta e sceglie di non andare a letto con lui.
Se Margot è andata a letto con lui oggi può però scegliere di non farlo domani o anche mai più.
Se Margot non vuole sentire quello che lui dice non lo ascolta.
Se Margot ha le palle piene di chiunque faccia dei confronti che comprende non portano a nulla e anzi sono di per sè solo forieri di assurdo malessere Margot decide che le persone che fanno quel genere di confronti non fanno per lei e si tiene lontana da qualcosa che non ha alcun dovere di subire.
ecc ecc.
Come dici tu, anche se con altre parole, forse ti manca di allenare il TUO punto di vista. Cosa senti tu, cos’è per te la realtà, la TUA realtà.
Il giochino dei confronti che fa, che sarà una caratteristica sua, è una roba da latte alle ginocchia. Per te, finché stai sotto l’artiglieria, non è un gioco, purtroppo. E’ molestia morale e psicologica bella e buona (si fa per dire), ma è, da fuori, una cosa che rende patetico lui, per quanto possa farlo con arroganza e possa travestire la cosa da punto suo di forza.
rimane però un meccanismo suo, e anche piuttosto patetico.
Questi meccanismi, per chi ci sta sotto, possono, mi ripeto, risultare estremamente dannosi e minare il senso di identità. E sai perché? proprio perché non si basano su un senso di realtà.
Esempio, la madre che ripete costantemente a suo figlio che gli altri (nello specifico o anche in generale) sono più bravi, più belli, più giusti, più abili, più costantemente cagione di gioia e soddisfazione per i genitori mentre lui no.
Di lui vengono esaltati i difetti, anche quelli umani, normali, gli altri sono rappresentati in una chiave ideale, idealizzata e sottolineando solo ciò che fa comodo sottolineare e nel modo in cui è comodo sottolineare. Così il figlio cresce (lo so, banalizzo) sentendosi e vivendosi molto meno, anche conoscendosi molto meno attraverso le sue emozioni, percezioni, talenti e difetti, perché ha l’impressione di essere costantamente sotto confronto. Anche quando non c’è nessuno intorno il confronto se lo crea.
tra buoni e cattivi, bravi e non bravi, entrando anche nel
meccanismo della relatività del tipo:
sì, io non sono bravo come Cirillo che sa fare questo, però non sono neanche Peppino che ha fatto una rapina.
o nel caso di una femmina, magari:
sì, ho il culo più grosso di Gina, ma ce l’ho più magro di Pina.
sì, non ho vinto la gara della torta più buona, però ho vinto quella per la migliore lasagna.
sì, non so fare questo, però so fare quello.
A volte il meccanismo è così radicato che non ci si rende neanche veramente conto che non serve per forza vincere, e che non serve per forza mettersi in relazione a cosa gli altri sanno fare meglio o peggio per capire quanto si vale.
che si può fare una torta o una lasagna semplicemente per il piacere di farlo o per la voglia di farla o anche no.
che si può avere il culo che si ha e riconoscerlo come parte di se stessi e basta.
Mi ripeto, è chiaro che ho banalizzato la cosa, però la relativizzazione costante è una tortura spesso appresa o autoinflitta, che tra l’altro tutti possiamo conoscere in momenti di crisi, ma quest’uomo che non fa altro che fare confronti, Margot, davvero non ti sta ancora scassando i maroni?
Scusa il francesismo. Non mi hai stancato tu, per niente. Mi stanca lui. Mi stanca lui perchè stanca te. Con le sue insicurezze, o in generale con il suo carattere che a lui fa comodo tenersi com’è. perché lui, alla sua identità, quella che sia, evidentemente ci tiene. Male che sia, perché comunque se io passassi la vita a dire che voglio qualcosa d’altro penso che mi sparerei io da sola nei maroni che non ho.
Tu comincia a tenere alla tua di identità, che non sbagli. a conoscerla. a riconocerla. e magari fatti un bel bagno (anche se comincia a fare caldo, in effetti… vabbè, una lunga doccia?) con tanta schiuma e a conoscere chi sei, anche nelle banalità. anche guardandoti le dita dei piedi, che ne so. o a riconoscerti, se lui o qualcosa ti ha fatto momentaneamente perdere la memoria. Più che fregartene di quello che dice forse è la TUA voce che hai bisogno di ricominciare a sentire. Non la tua voce che ti parla di lui, la tua voce che ti racconta di te. Senza confronti.
Un abbraccio, grande.
Cara Luna è tutto vero, ma ho bisogno di dire una cosa. Sono andata di nuovo a letto con lui per dimostrare a me stessa che potevo farlo senza metterci il cuore come ha sempre fatto lui (ma nn ci sono riuscita, forse perchè nn sono lui). Per dimostrare a lui che mi vuole e che conto per lui. L’ho preteso che lo dicesse, che ammettesse che mi vuole. Ma poi tutto si è trasformato in un bisogno che avevamo entrambe di toccarci e di appartenerci. E’ stato tutto bellissimo, ma nn per il sesso il se quanto per la voglia di stare insieme, tanto che nn voleva smettere di tenermi abbracciata a se. E’ stato come sempre per un certo verso. Cioè era un altro mondo mentre stavamo insieme, ma nn appena tornati alla normalità è ritornato l’incubo di sempre. Lui che mi assilla con paragoni, mi sminuisce e mi fa sentire come se si accontentasse di me. Io sempre piena di paure e di voglia di ben altro. io che nn faccio altro che lamentarmi ma che nn mi ci tolgo da questo schifo. Perchè penso ma se siamo capaci di essere così persi uno nell’altra in determinati momenti, perchè fuori è tutto così orribile??? perchè pensa che con me nn valga la pena provare alla luce del sole? perchè nn sceglie me? oppure perchè nn mi allontana definitivamente dalla sua vita? perchè, perchè…nn riesco a cambiare questa mia situazione? so che nn la cambio perchè ho paura di perderlo per sempre. Mi sembra che io butti all’aria tutto e che tolga ogni speranza a qualsiasi possibile futuro sviluppo. Ma questa è la motivazione irrazionale che al fondo di tutto. Razionalmente so che nn ci sarà mai nessun tipo di altro svolgimento se nn questo. Per cui è come se mi fossi rassegnata a essere l’ora di sesso di un uomo che si accontenta di andare a letto con una donna che nn stima e che nn preferisce rispetto alle altre. Mi sento in secondo piano. Ma questa è una sensazione normale che mi porto dietro da sempre. E’ come se nn fossi mai abbastanza, come se ogni mio sforzo nn basti e nn serva a far il modo che le persone che voglio che mi notino, che mi amino e apprezzino lo facciano. Sembra sempre che abbia qualche difetto invalicabile. Mi sento difettosa. Lui si diverte a farmi sentire difettosa sotto l’aspetto fisico, paragonandomi a donne con 20 kg meno di me o con 20 anni più di me. Per quanto riguarda la parte sentimentale sono tutta difettosa. Nn riesco e nn sono mai riuscita a sentirmi fiera per aver soddisfatto pienamente le aspettative dei miei genitori o dei miei amici. Per cui stare con lui mi fa soffire ma mi provoca anche sensazioni familiari. Nn so se mi sono spiegata. E poi razionalmente so tutto, cosa fare, cosa nn fare, ma mi sembra tutto inutile, perchè mi sembra che malgrado tutto (cioè se mi allontano o se uso le tattiche di indifferenza che le mie amiche mi consigliano) lui nn se ne accorgerà mai. Cioè lui continuerà a viveere senza di me come se nn fossi mai esistita. E la domanda è sempre la stessa? Possibile che nn abbia alcun peso nella sua esistenza?
Cara Luna, da ciò che scrivi emerge una sensibilità fuori dal comune. L’amore per sè stessi è quanto di più sano si possa coltivare, eppure è così complicato imparare a coltivarlo!! soprattutto quando hai speso una vita a cercare di farti accettare da qualcuno che in realtà voleva solo l’idea che si era fatto della donna ideale e non la donna in carne ed ossa che lo implorava di smetterla di svalutarla. Quando esci da una condizione del genere e cerchi di recuperare la capacità di valorizzarti, le trappole sono sempre dietro l’angolo ed è facile cadere di nuovo in quella condizione che ci fa credere che saremo amate per quelle che siamo solo se ci prostriamo come zerbini e cerchiamo disperatamente di guardarci con gli occhi di un’altra persona. L’amore ti tiene per mano con la voglia e la determinazione più pure e supreme, l’amore vero non lascia la tua mano non è sotto sforzo. L’amore ti guarda con gli occhi dell’universo e ti fa sentire parte di esso ma unica e insostituibile. Io sono l’amante di un uomo sposato, lui sta facendo di tutto per chiarirsi le idee rispetto alla sua famiglia e mi ripete continuamente che mi ama. Io vorrei smettere perchè leggo in giro che sono tutti uguali e che le storie vanno tutte nello stesso modo: lui non lascia la moglie. Io non voglio che lasci la moglie per me, mi auguro che riesca a capire cosa vuola dalla vita, che vita vuole vivere. Quando l’avrà capito, se mi vorrà ancora, se vorrà ME per come sono o per come sarò diventata e SOPRATTUTTO se io vorrò ancora lui per com’è e mi sentirò davvero amata, allora forse avremo un futuro assieme. Ma così io non ci sto. Io non sono una seconda scelta, sono unica ed insostituibile e fino a quando non avrò trovato il mio unico e insostituibile uomo resterò sola. Scelta difficile la solitudine, perchè riaffiora sempre quella irresistibile necessità di sentire uno sguardo dolce che indaga con tenerezza i tuoi occhi, di sentire le parole sussurrate e sentire il cuore nel petto di un uomo che batte per te…all’unisono con il tuo.
@Nn riesco e nn sono mai riuscita a sentirmi fiera per aver soddisfatto pienamente le aspettative dei miei genitori o dei miei amici. Per cui stare con lui mi fa soffire ma mi provoca anche sensazioni familiari. Nn so se mi sono spiegata. E poi razionalmente so tutto, cosa fare, cosa nn fare, ma mi sembra tutto inutile, perchè mi sembra che malgrado tutto (cioè se mi allontano o se uso le tattiche di indifferenza che le mie amiche mi consigliano) lui nn se ne accorgerà mai. Cioè lui continuerà a viveere senza di me come se nn fossi mai esistita. E la domanda è sempre la stessa? Possibile che nn abbia alcun peso nella sua esistenza?
Sei stata molto chiara. Anche sul fatto delle sensazioni familiari/famigliari. Ma proprio per questo anche, si diceva a suo tempo, che una psicoterapia può aiutare a sciogliere quei nodi e quelle false idee che stanno alla base, e di conseguenza anche a spezzare o perlomeno a rendere meno acuto quel meccanismo di familiarità/famigliarità, pure se non può darti in 5 minuti la chiave per dire: io smetto di stare con te o “come posso controllarti affinché tu faccia quello che io vorrei che tu facessi per me per riempire i miei vuoti ecc”. Nessun psicoterapeuta ti dirà mai cosa DEVI fare, ma se capisci tu che per te ci sono altre strade e non quella che automatica che fai “ogni mattina” (cioè che ti ritrovi a percorrere automaticamente ogni volta in una determinata situazione) sei tu che riesci a darti un margine di scelta più ampio.
Io capisco molto bene il meccanismo che descrivi, per quanto posso ovviamente. Ma credo di capire quella tua sensazione per cui il fatto di riuscire a conquistare lui, lasciare il segno, ti sembra un modo per cercare di raggiungere te e confermarti, mentre le sue disconferme finiscono con l’allontanarti da te. E tenerti legata a lui perché lui diventa chi ti conferma/disconferma.
Il punto è che, continuo a dirlo, il fatto di non riuscire a fare innamorare una persona di noi non significa che valiamo meno. certo, ci fa soffrire se quella è la persona che noi vogliamo, è indubbio, ma nella mia vita mi è capitato di non poter ricambiare l’amore di qualcuno che era interessato a me, e non per questo certo quelle persone avevano meno valore! e certo non pensavo che erano sceme ad essersi innamorate di me e a non essere ricambiate! Allo stesso modo però, e credo di avertelo già detto (non sono sicura) ci sono anche persone che hanno LORO un rapporto contorto con la vicinanza/distanza emotiva. E che quindi possono fare esattamente come fa lui con te: sto vicinissimo, poi mi allontano, e anzi, pure in malo modo. Le motivazioni per cui una persona può agire così sono molteplici e sue, personali. Ma, attenzione, non è detto che si possa farglielo notare, che voglia notarlo, e che voglia cambiare il SUO modo di vivere e gestire le relazioni. Quello è la strada che dentro di sè percorre. E se per i suoi motivi per lui è la migliore, qualsiasi costi possa avere per sè e per gli altri, non ci rinuncerà-
Non ci rinuncerà come succede a te che non riesci a rinunciare a stare con una persona che si avvicina moltissimo e poi si allontana alla velocità della luce lasciandoti stravolta ecc ecc.
Si capisce cosa intendo?
Margot, capisco il potere distruttivo della sensazione di dolore da… rinnegamento o di non specialità per…
purtroppo sbattendo contro certi atteggiamenti ecc la sensazione non fa che autoalimentarsi, come noti giustamente tu
@Sono andata di nuovo a letto con lui per dimostrare a me stessa che potevo farlo senza metterci il cuore come ha sempre fatto lui (ma nn ci sono riuscita, forse perchè nn sono lui)
purtroppo queste cose di tentare di dimostrarsi di non metterci il cuore ecc sono sempre un gran autobidone. Se riuscissi veramente a fare solo sesso con lui probabilmente ti cercheresti una persona con cui fare solo sesso molto più gradevole di lui negli atteggiamenti generali.
@perchè mi sembra che malgrado tutto (cioè se mi allontano o se uso le tattiche di indifferenza che le mie amiche mi consigliano) lui nn se ne accorgerà mai.
come dicevamo già il punto è che forse a te più che una tattica di indifferenza per riuscire a farti notare di più e a far cambiare lui (che magari appunto di cambiare non ci pensa nemmeno, perché come si comporta non dipende mica solo da Margot, dipende da SUOI fattori) a te servono semmai delle strategie per stare meglio tu con te.
Non sto dicendo che sia facile, Margot e comprendo le tue perplessità, i tuoi dubbi. Quella sensazione di non riuscire a lasciare il segno e di provare dolore per questo è probabilmente molto violenta per te.
@luna: nn riuscire ad averlo come lo vorrei e per tutto il tempo che lo vorrei, nn riuscire ad avere peso nella sua vita, sentirmi inutile per lui e soprattutto sentirmi “in più”, superflua questo si che per me e’ peggio di una violenza. Purtroppo per me ora e anzi da un po’ e’ cosi’. Mi sento inutile nn so che altro modo dire come mi sento. Credo che questa sera io abbia dimostrato quanto e’ bassa la mia autostima e quanto sono insicura e lui da parte sua ne ha approfittato e diciamo che mi ha scaricato. Sono arrivata al punto che lui si e’stufato di me e mi ha detto di smetterla di stargli addosso, di nn cercarlo e di nn chiamarlo più perche’gli sto rovinando la vita, lo stresso e nn gli rendo la vita facile. Mi ha detto che sono io che mi voglio far trattar male perche’lo assillo e nn sono rispettabile perche’nn mi sono fatta scrupoli a fare l’amante. Nn mi risponde più a telefono e mi ha detto di cancellare il suo numero. Poi mi ha detto che se nn la smetto di assillarlo nn fara’più sesso con me. Capito???mi ricatta per farmi stare buona. Ma ha ragione. Io lo assillo perche’voglio controllarlo, voglio sapere quando vederlo e voglio sapere se lui mi vuole. Continuo a chiedergli di rassicurarmi ottenendo l’effetto contrario. Lui si allontana e più lo fa più io cado in questo vuoto che cerco di riempire con lui. Poi mi ha resa invidiosa di tutte le donne che considera più belle e migliori di me. A volte le osservo e mi accorgo delle attenzioni che gli riserva. A me da solo indifferenza, si vede che gli do fastidio e che si irrita quando mi vede. Gli do sui nervi. Mi schifa. Fa l’indifferente e se provo a parlargli mi dice che lo stresso e mi fa sentire un’idiota perche si vede che mi considera una stupida. Mi guarda proprio scocciato come se si trovasse davanti la persona che in assoluto nn puo’digerire. Ora Luna ti dico che lui mi fa sentire come uno schifo e una stupida proprio perche’provo dei sentimenti per lui. Mi sento una nullita’e credo che sia proprio il suo pensiero. E’vero che nn dovrei dargli peso ma fa male e continuare a vederlo nn mi aiuta mi rende più paranoica, e il risultato e’stato che mi ha allontanata. Mi ha rimesso di nuovo al mio posto e cioe’ fuori dalla sua vita. Credo che cambiero’le mie abitudini anche se l’idea di nn vederlo mi preoccupa perche’sicuramente mi sostituira’con qualche altra bella idiota. Nn sopporto l’idea che per me sara’una sofferenza e per lui una liberazione. Io mi ascolto e tutto di me continua a dirmi di mettermi in salvo ma c’e’una piccola parte che si ostina a nn volersi arrendere all’idea di aver perso. Perso tempo, la mia dignita’, il mio rispetto, il suo rispetto e forse il suo amore. Ora faro’come mi ha chiesto e me ne staro’ con me stessa e riusciro’solo a pensare di averlo perso proprio perche’ sono fatta cosi’, insicura e stupida, e alui nn piaccio. A lui nn piaccio. Gli faccio schifo e lo irrito. Sono come la peste. Vado evitata.
MARGOT:
@Ora Luna ti dico che lui mi fa sentire come uno schifo e una stupida proprio perche’provo dei sentimenti per lui
no.
perdonami (se puoi) perché sono così diretta, ma @il fatto che tu provi sentimenti per lui, come dici, c’entra molto poco con questa dinamica, la sua e la tua. Tu avresti potuto perdere da mesi i sentimenti per lui e sentirti comunque così.
Lui ha una dinamica di merda, ma l’incastro avviene anche perché la lingua (le sue dinamiche) batte dove il dente duole (le tue dinamiche). Anche la tua convinzione che sia per i sentimenti che ci si fa ridurre o si riduce così.
@Gli faccio schifo e lo irrito. Sono come la peste. Vado evitata.
è questa la cosa, questa tua sensazione, su cui probabilmente (dico probabilmente, non sono una psicologa) dovresti lavorare con un terapeuta. La sensazione di temere di essere come la peste che va evitata? io ovviamente non posso sapere se questa era una tua paura prima di lui e lui l’ha fatta esplodere o se le sue modalità l’hanno generata. Ma questo:
@A lui nn piaccio. Gli faccio schifo e lo irrito. Sono come la peste. Vado evitata.
questo messaggio che ti ripeti e ti ossessiona è la cosa che ti fa sentire come ti senti e ti mette nella condizione di sentirti sempre di più così, in un circolo vizioso?
Lui fa la sua parte, ma tu fai la tua. E il fatto di essere stupida non c’entra niente. Nè il fatto di per sè di provare sentimenti.
E’ una tua idea che sia il fatto di provare sentimenti per lui ti renda debole di fronte alle sue dinamiche o al fatto che lui può che non amarti follemente o ti senti morire o al fatto che lui ti dica chi sei (se non ti ama ciò non fa di te una persona che vale di meno, semplicemente lui non ama te. Non si può controllare il fatto che gli altri ci amino o no). Puoi amare molto qualcuno, moltissimo, una persona che non ti ricambia o ha delle dinamiche moleste, ma dire no a quelle dinamiche.
Non è questione di stupidità e debolezza, la questione è un’altra.
Mi ripeto:
la molestia morale è pesante, può confonderci, anche distruggerci. Quello che ti dico non è un giudizio. Quello che ti dico è però che non è vero che è perché provi sentimenti nei suoi confronti che vivi questa situazione. Una delle cose che ti fanno stare così male è che, di fronte alle sue dinamiche e al suo rifiuto, tu ti ostini a voler esserci, ma più cerchi di imporre la tua presenza più ti senti male già solo per il fatto che ti dici: chi sono io se invece di essere accolta e voluta devo cercare di imporre la mia presenza e sentirmi dire che sono fastidiosa?
Da queste sensazioni e dinamiche PUOI uscire, Margot. Ma se non ce la fai da sola e continui anche tu (non solo lui, anche tu con te) a riempirti la testa di cazzate forse è il caso che chiedi aiuto.
ALEBA: ciao 🙂 scusa se ti rispondo solo adesso.
@L’amore per sè stessi è quanto di più sano si possa coltivare, eppure è così complicato imparare a coltivarlo!!!
io credo che alle volte la cosa difficile sia, ancora prima di coltivarlo, riuscire a capire cos’è.
Cos’è davvero l’autostima.
Perché forse si immagina che l’autostima sia dirsi: sono bella, brava, fotomodella, non avere nessuna insicurezza ecc.
Ma la base dell’autostima spesso è fare ciò che ci fa stare bene invece che ciò che ci fa stare male, per esempio.
Banale? No.
L’altro giorno una signora mi raccontava che ha lasciato il marito per anni perché, dopo quindici anni di matrimonio, non ne poteva più del fatto che lui fosse un donnaiolo. Lo amava? Sì, ma ad un certo punto ha detto: io mi voglio bene, voglio bene anche a lui ma non voglio stare male tutta la vita per questa situazione. Lui non cambierà e io non posso vivere una vita che non è la mia, perché anche se mia madre mi dice sopporta sopporta, come ha fatto lei, io non sono mia madre, e questa non è la vita che voglio.
Lui per anni, l’ha cercata, le ha detto cambierò, le ha detto sono cambiato, lei aveva perso la fiducia, in lui e nel fatto che lui cambiasse. Ma soprattutto voleva stare bene, lei, innanzitutto. Io voglio stare bene. Vuoi stare bene con me? allora parliamone. Vuoi stare male o vuoi farmi stare male con te? No grazie.
Aveva preso la sua decisione. Dopo anni è tornata con lui, ma nel frattempo ha vissuto volendosi bene. E’ chiaro che lo amava per dargli un’altra possibilità, ma è a se stessa che comunque non si è dimenticata di darla la possibilità, evidentemente. Ora stanno insieme da anni e sono felici. Lei dice: lui ha capito davvero, è cambiato davvero.
Ma non è cambiato in 5 minuti e non è cambiato per un ricatto. E’ cambiato perché lo voleva lui, lo ha sentito lui. Perché si è messo in gioco perché lui voleva una persona che non poteva avere con i ricatti. Ma per scelta. Sua e di lei.
Allora mi viene in mente cos’è l’autostima?
forse nel suo caso è stato dire basta, quando stava troppo male in una situazione, e volersi bene, e al contempo ascoltarsi e dire di sì quando la situazione poteva essere davvero positiva. Perché in un caso lo schema “sopporta” avrebbe potuto impedirle di scegliere per sè, ma anche nel secondo caso lo schema “non si torna indietro” “le persone non cambiano” avrebbe potuto impedirglielo.
Invece ha osservato la realtà, le sue sensazioni, i suoi sentimenti, ha messo sulla sua bilancia, si è ascoltata.
Non è con i ricatti che possiamo avere qualcuno vicino e io penso che sia giustissimo quello che dici: che si chiarisca lui, che chiuda la sua storia precedente, e che da uomo libero, se vuole sentirsi libero di scegliere, decida. Non è per strategia che si dice ad un uomo: io non voglio essere un’amante ma una compagna. Non è per costringerlo a scegliere. Ma perché una persona ha diritto di dire la sua verità. E che l’altra persona ne prenda atto, e quindi si ascolti.
Margot, ciao. Ho letto un po’ della tua storia e non riesco a non scrivere. La tastiera urla. Conosco bene la dinamica in cui sei dentro mani e piedi. E’ la dinamica del “avro’ valore solo se lui me lo dara’”. Sei in gabbia, prigioniera eil vostro schema e’ quello tipico della vittima-carnefice. Sta tranquilla che anche lui ha i suoi problemi, non inferiori a tuoi solo che io di lui me ne frego, al momento, perche’ sto parlando a TE. Distruggi la tua gabbia, tu puoi. Guardala bene, non e’ di acciaio. E’ fatta di “niente”. Tu la rompi in un attimo se riesci a vedere che ci sei rinchiusa. Non e’ lui ad avere la chiave, sei tu ad avere il potere di sfasciarla quando vuoi. Tu non guardi piu’ chi sei o quel che vali o quel che vuoi perche’ sei parametrata da un giudizio che e’ implacabile e pensi che solo il ribaltamento di quel giudizio ti potra’ salvare. Non e’ cosi’. Ovvero, se accadesse, saresti libera. Ma se non accadesse, non sei prigioniera per sempre. Lo sarai solo finche’ non accetterai di vedere cosa sia questa persona nei tuoi confronti. Appena lo sentirai nel cuore cio’ che e’, ti scattera’ uno step mentale in piu’ che si chiama autoconservazione e da li’ te ne andrai piu’ veloce della luce, forse con dolore ma certamente anche con speranza perche’ l’ aria che risentirai dentro i tuoi polmoni sara’ la piu’ pulita e fresca che avrai mai sentito.
In bocca al lupo! Devi solo vedere.
Ragazze io vi ringrazio di cuore per ogni consiglio che mi date. Data la situazione capite bene che nn ne posso parlare con nessuno e forse nn ne ho neanche il coraggio di dire che sono quel tipo di donna che si fa fare di tutto dal suo uomo. Mi vergogno, ma questo lo sapete pure ormai. Poi devo dire a Sunshine che io lo spero ke l’allontanarmi da lui mi porti a stare meglio, ma ora il fatto che lui mi rifiuti vince su tutto. A parte la continua sensazione di nn essere abbastanza di nn avere valore, e di nn essere apprezzata come vorrei ora c’e’anche la consapevolezza che lui fa subito a buttarmi fuori dalla sua vita senza tante remore. Insomma tutto e’più forte del mio spirito di sopravvivenza. Io ora nn capisco cosa provo x lui, razionalmente mi sembra impossibile che ami chi mi distrugge, ma ora senza di lui mi sento persa ma sono certa ke preferirebbe morire torturato no che vedermi. Luna la sensazione ke le persone nn mi amino me la porto dietro da sempre, ora lui mi ha confermato ke nn merito di essere amata visto ke in 2 anni nn ha provato nulla. Saranno cazzate pensare ke xche provo sentimenti x lui mi tengo tutte le sue cattiverie,ma se nn e’ cosi a cosa e’dovuta tutta questa soggezione ke ho di lui e il bisogno di avere rassicurazioni da lui. Mi vergogno se penso a quanto spesso gli chiedo rassicurazioni, a quanto spesso mi dilanio dai dubbi xche possa nn trovarmi più attraente e preferire altre a me, a quanto spesso lo vedo evitarmi in mezzo alla gente facendomi sentire sporca. Sto messa male! Ho passato un fine settimana a piangere xche’mi sento sola e so ke tra i due sono solo io ke ci soffro, ke ci rimetto e ke ci spreco tempo a pensarci. Ma nn so fare altro. Ora mi sento anche fallita x nn avere saputo capirlo, forse avrei potuto farmi amare in qualche modo. Nn posso pensare ke tutto finisca miseramente cosi come se il nostro noi nn ci fosse mai stato. Cosi avrebbe avuto ragione lui quando mi ha detto ke io e lui nn esistiamo, avrebbe vinto. Ha gia vinto. mi ha anche allontanata dicendomi ke nn capisco quando smetterla con tutte queste fisime mentali. Ma mi domando come puo’pensare ke io smetta di farmi domande e viva con animo leggero una storia clandestina in cui nn vengo rispettata in nessun modo? Pensa davvero che sia cosi superficiale e sgualdrina da restare in questa storia x 2 anni solo x il sesso?allora e’cosi x lui?sono solo sesso ke da un po’crea troppi problemi x cui vado allontanata? Ora saremo pieni di dinamiche sbagliate ma ditemi cosa si aspettava ke io facessi? Ke mi defilassi in punta di piedi? Gli do fastidio e nn e’un’impressione. Nn mi sopporta come persona. E poi tutte le cattiverie ke mi fa, ke mi dice, a cosa servono, come pensava ke reaggissi? Nessuno dei due chiude direttamente ma abbiamo prima io e poi lui ke e’meglio smetterla. Ma poi l’indifferenza e tutta la superbia ke usa pensa ke me le merito e secondo lui sono comportamenti da adottare verso una persona con cui hai una “storia”? Cioe in qualke modo andrei tutelata dal dolore, ma qua c’e’solo dolore. In qualche modo lui aveva detto di voler evitare di farmi del male ma come puo’se tutto quello ke fa x me e’dolore e io mi sono innamorata di colui a cui nn interessa nulla di me? Fa troppo male, e nn so come fare.
Ciao Luna, non preoccuparti per il ritardo perchè per me è sufficiente averti letto. L’autostima è proprio ciò che hai scritto, capire che quando qualcosa ci fa vivere male, ed è qualcosa che noi possiamo cambiare, abbiamo il dovere e il diritto di cambiarla. Imparare a dire “no” e “basta”. Io non sono così, purtroppo. Sto lavorando anche con un terapeuta per smettere di essere sempre accondiscendente e imparare a volermi bene. Ho vissuto tanti anni una storia dove ho dato tutto a livello economico e di sentimenti. A me non è rimasto che il vuoto di un cuore prosciugato e un portafoglio leggero. Sto uscendo da questa storia a fatica e con dolorosi strascichi. Non voglio ricascare in una situazione dove non sono al centro dei miei pensieri e delle mie capacità. L’uomo sposato che ho conosciuto da pochi mesi ha vissuto come me il suo matrimonio e la sua autostima è bassissima. Ci sta lavorando anche lui, ma deve fare i suoi passi per sè stesso…come ho fatto io. Io non voglio essere un’amante…ho deciso di volermi bene ! !
Grazie Luna.
MARGOT: mi ripeto, non solo una psicologa, e non voglio entrare con prepotenza in cose troppo personali, delicate.
Ma se lui ha incendiato una situazione emotiva preesistente, se ha dato corpo alle paure di abbandono, di sentirsi sporchi, rifiutati ecc. forse non sarebbe un’idea andare a vedere da cosa nasce veramente quella sensazione che lui, con le sue dinamiche, o indifferente questa storia con le sue dinamiche, ha incendiato?
O comunque a cercare di risolvere ciò che, fosse pure per un certo tipo di situazione che stai vivendo come un trauma, si è inceppato?
Per trovare, sperimentare nuove strategie non per conquistare lui, ma per stare meglio tu?
Di cosa hai paura andando da un terapeuta, Margot? non potrà sostituirsi alla tua capacità di scelta o di analisi di una situazione, semmai potrà guidarti a leggere la tua realtà in un modo più sereno e a scegliere tu, cosa senti davvero meglio per te.
Un terapeuta non ti giudica, Margot. Non ha dei parametri di cosa deve fare ed essere Margot per essere meglio rispetto ad uno schema.
Non potrebbe farti sentire meglio, anche se magari non immediatamente, avere un luogo dove potresti incontrarti, confrontarti con te stessa, ma non secondo dei parametri di giudizio? Anche rispettando le tue paure, se ne hai.
A me questo è stato utile, non posso essere certa che per te lo sia, nè voglio trasmetterti l’idea che ciò che è stato un bene per me debba esserlo per tutti. Ma se si sta male, se non si perde la percezione di riuscire a gestire le situazioni, emozioni, risorse, perché non cercare aiuto? Perché farsi inghiottire dall’ansia e dal circolo vizioso di pensieri angoscianti?
Forse non c’è niente sotto da vedere, tanto meglio. e non è che per forza bisogna andare a smuovere le paure o i punti deboli nella vita. finché si sta in equilibrio o si riesce a rimettersi in equilibrio non è scritto da nessuna parte che si debba fare. Non è scritto da nessuna parte che si debba fare neanche quando in equilibrio non si sente di essere, intendiamoci. Il concetto di stare in equilibrio o meno è molto individuale, così come la scelta di affrontare una cosa o no. Però tu non sei sporca, e su questo non ci piove.
Ma questa è una delle sensazioni che ti inghiottono in questo momento. E io non penso che tu debba vergognarti di nulla, ma penso Margot sta male, e mi dispiace.
Mi dispiace perché Margot è talmente severa con se stessa, pare, da credere davvero che sia un altro a poter darle o toglierle valore.
Lo so, Margot, stellina, che non è così semplice il meccanismo.
Lo so che tutto questo ti cagiona dolore. Lo so perché pensi che, se fossimo degni di amore, alle persone non verrebbe neppure in mente di farci male. Ma non è così. Non è così anche perché, e te l’ho già detto, le persone possono farci male non perché in noi vedono noi, ma perché mettono in atto quello che loro sentono giusto in quel momento per le loro dinamiche. Ciò naturalmente non significa che le parole, i gesti violenti degli altri non
non possano traumatizzarci, ferirci, metterci in confusione.
Se prendo un pugno in faccia un pugno in faccia mi fa male.
Non importa se a tirarmelo è stato uno ce l’aveva con me veramente o se sulla mia faccia ha visto suo cugino Gianfilippo.
E se io nella vita ho sempre sognato di trovare qualcuno che mi amasse provando tenerezza, senso di protezione per me, o addirittura che non alzasse le mani neanche nella situazione più tesa del mondo in cui io provocavo, per me sarà ancora più mortifero il fatto che una persona, invece di dire: “vieni qui, amore, nessuno potrà mai farti del male perché qui ci sono io, con te” ha detto, espresso, fatto l’esatto contrario.
Ecc ecc. e no che non è così semplice, perché le ragioni per cui siamo più vulnerabili in alcuni punti, e il modo stesso in cui viviamo quel senso di vulnerabilità e le associazioni emotive, di idee, e le considerazioni che ne traiamo sono dentro di noi. Cioè, io posso dirti quello che ho provato quando… e perché… e allora come… ma quei passaggi tra un pugno che viene da fuori e come si ripercuote dentro sono miei. Eppure non sei sola come pensi in quel lago in cui le sensazioni si allargano come quando lanci un sasso.
Il problema è forse che più continui con questo soliloquio di sensazioni, emozioni negative e più ti convincerai che Margot è sola. Che deve stare lì a combatterle da sola, perché provarle è una vergogna. O che lui solo può venire a salvarti, liberarti da quelle stesse cose che ti hanno fatto male.
Non è una vergogna, ma ciò non significa che sia un tuo dovere, in qualsiasi modo, stare così male. Con te. Al di là di lui. Tu ora stai male con te. Spaventoso? Sì. Abbiamo tutti bisogno di sentirsi sereni e accolti in casa nostra, innanzitutto. Cioè in noi stessi. Non di essere perfetti, senza macchia e paura, ma di poter sentirci a casa dentro di noi. Ne abbiamo tutti bisogno e non sempre ci si riesce. A volte accadono anche cose che ci mandano la casa per aria. A volte non ci è mai successo di sentirci a casa veramente. A volte è il non aver mai conosciuto serenità, altre la sensazione di una serenità rubata, di un’ingenuità violata. Ognuno ha la sua storia. E più la casa è un casino e più sembra difficile cominciare a metterla a posto e riuscire a sentirla ospitale. E credere che le crepe dal muro spariranno. Più è difficile credere: supererò e tornerò a fidarmi di me, e degli altri di conseguenza, scegliendo tra chi è affidabile davvero e chi non lo è, cogliendo la differenza. Senza proteggermi con un kalasnikov ma senza dire neanche: eccomi qua, sparatemi addosso. Non è facile, non dico che lo sia, Margot. So che non lo è. Ma questo è solo un capitolo, non è LA VITA. Puoi uscire da questa sensazione acuta di malessere. Puoi, veramente. Provaci almeno, ma davvero. Facendoti aiutare, se è necessario. Non hai una croce da portare per forza. e non è neanche che se hai diritto a vivere allora lui deve amarti, perché sennò te lo toglie
ALEBA: ciao 🙂 ho letto, grazie
Cara Luna sei in grado di togliermi le parole di bocca, e di conseguenza di rendermi chiaro cio’che si accumula nella mia testa. Ora Luna ti dico che mi e’molto di conforto parlare con te e con le altre, anche se so bene che sono monotematica e nn sono in grado di esservi di aiuto. Ma io ho provato a parlarne con delle mie amiche che all’inizio hanno ascoltato e poi inderogabilmente hanno finito per dirmi che nn ho il diritto di soffrire visto che sono solo un pezzo in più, l’amante la parte che e’stata sempre nascosta per cui nn devo parlarne: nn ne ho il diritto. Poi ho iniziato a vedere più di un terapeuta ma siccome cercavo quel luogo sicuro che tu tanto bene descrivi che puntualmente ogni volta mi deludevano. Tutti loro dopo un breve ascolto iniziale volevano che prendessi dei medicinali. Ma questa nn e’la mia idea di luogo sicuro. Io volevo poter sfogarmi, volevo un aiuto per capire da dove parte tutto questo odio che ho verso di me e nn un luogo dove farmi intorpidire i sensi. Se devo soffrire voglio farlo e nn nascondermi dietro delle robe sintetiche per nn sentirlo questo dolore. Voglio affrontarlo e sconfiggerlo e nn far finta che tutto vada bene. Per cui sara’che sono capitata nelle mani sbagliate, sara’che ho la propensione a colpevolizzarmi, sminuirmi e a caricarmi croci enormi, ma io ancora nn ce l’ho fatta a scegliere me e a volermi bene. Dico sempre che se nn mi rispetto da sola nessun altro lo fara’. Ma poi mi rendo conto che io lo faccio continuamente. Scambio sesso per avere amore e considerazione (che poi nn mi vengono dati). Sono accondiscendente con tutti per farmi amici, ma nn ne ho di veri amici. Mi affanno in palestra x dimagrire e raggiungere la forma fisica che mi renda più desiderabile. Spendo tutte le mie energie per divenire la più attraente che c’e’perche’ho capito che la mia testa, il mio animo nn interessa. La cosa che a casa mi hanno sempre ripetuto fin da piccola e’che nessuno mi avrebbe mai amata e voluta perche’ho un carattere orribile che solo i miei genitori si sforzano di sopportare. Mi sono abituata all’idea che nn sono amabile e che nn merito nulla di meglio di quello che il caso mi regala, come la sopportazione forzata che i miei genitori hanno per un debito di sangue. Per cui ogni forma di interesse e’un miracolo x me. L’essere rifiutata e’ la prassi. Ma in questa prassi pretendo che restino cosi come fanno i miei. Voglio smetterla perche’ora il mio uomo nn mi ama, nn mi vuole e sta formandosi una famiglia e una vita in cui io nn faccio parte. Credo che devo smetterla perche’nel suo futuro nn c’e’spazio per me e nn vuole un futuro con me. Io devo scegliere di nn volerlo perche’nn e’mio nn vuole esserlo e nn lo sara’mai. La parola mai in questo caso si puo’usare. Io devo smetterla perche’mi sono ridotta ad odiarmi per essere cio’che nn volevo essere. Odio pensare la mia vita senza di lui. Mi fa ancora più paura. Ma ora sono 4 giorni che nn lo vedo e nn lo sento, e per farlo mi sono assentata dal lavoro. Sento la mancanza ma nn cosi forte. Ho solo il forte impulso a tratti di sapere cosa fa e se gia sta flirtando con la preda successiva. Domani dovro’tornare a lavoro e lo rivedro’. Gia mi sono preparata alla sua indifferenza, anche cosi pero nn fara’meno male. Ma devo affrontarlo. Forse la sua indifferenza mi sara’d’aiuto. Oppure no. Sta a me darmi una mossa. Sento la mia vita scivolarmi dalle mani e mi sento di essere arrivata talmente a fondo che respiro a stento. Devo farcela. Ho solo me.
MARGOT: ciao cara 🙂
senti… allora, io non voglio fare un’apologia dei terapeuti, perché il rapporto con i terapeuti è sempre molto personale, cosa si prova ad andarci, scegliere di restare o andarsene, quale scegliere, e tantopiù non sono una fan dei farmaci…
però vorrei fare alcune riflessioni e considerazioni attraverso le quali non voglio comunque influenzarti in alcun modo, perché il tuo percorso, con o senza un terapeuta, sarà sempre solo tuo (con questo non voglio dire in accezione negativa “hai solo te” semmai in senso positivo “hai te, e puoi scegliere”).
Vorrei dirti questo però: non sono una fan dei farmaci, però l’idea che i terapeuti che hanno la facoltà di prescrivere o consigliare farmaci siano persone che pensano che tanto basta fare una ricetta e intorpidire i sensi e vabbè è un luogo comune.
A volte è vero accade che le persone si rifugino costantemente nei farmaci come sostituto e non facciano un lavoro terapeutico per risolvere il problema che sta sotto, o che le persone usino il faidatè con gli ansiolitici, i sonniferi e altre tipologie di farmaci, magari perché pensano di avere individuato il problema e pensano sia simile a quello del loro cugino e quindi prendono quello che ha preso il loro cugino, anche se il loro problema è invece diverso, prendono una dose che si prescrivono da soli, per un tempo che si prescrivono da soli e interrompono alla cazz (scusa il francesismo) o si adagiano anche in un effetto placebo, come una persona che conoscevo che da anni prendeva dosi di ansiolitico (che ormai non gli facevano più nessun effetto, a parte il fatto che se non aveva l’ansiolitico gli prendeva l’ansia, per una dipendenza psicologica) ma nella maniera più assoluta trovava mille scuse per non andare in terapia, a lungo o breve termine che fosse, mollando dopo la prima o la seconda seduta. E per inciso non sto giudicando, sto solo facendo una riflessione sul fatto che i farmaci, di per sè, non sono dei demoni, ma dipende da che uso se ne fa, se sotto controllo medico e di un medico in grado di riconoscere la loro necessità, e la posologia, e come affiancare i farmaci ad una terapia di tipo psicologico/psicanalitico o quello che è.
Con questo non sto dicendo che tu abbia torto, che tu non abbia potuto incontrare veramente delle persone sbagliate, però con questo voglio fare un esempio:
se una persona è in stato d’ansia il fatto che gli vengano prescritte delle pillole o delle goccie da un terapeuta serio non tende a fargli credere che ha risolto il suo problema, bensì semmai a far abbassare la risposta fisiologica dell’ansia in surplus in modo che possa proprio lavorare sul suo problema.
E se un terapeuta non ti permette uno sfogo fluviale non è perché non vuole ascoltarti, ma perché lo sfogarsi è solo una parte del lavoro con un terapeuta. Perché se è vero che c’è un motivo per cui si fa dal terapeuta facendo degli sfoghi fluviali del proprio dolore è anche vero che non si va dal terapeuta solo per trovare qualcuno
che sia in grado di ascoltare e di reggere degli sfoghi fluviali e dei pensieri in circolo vizioso come magari non sono in grado di fare i famigliari, o gli amici, ma per fare un lavoro.
Quindi, al di là del fatto che tu comunque puoi aver trovato dei terapeuti che hai riconosciuto non validi o non validi per te, e questo lo sai tu, volevo solo dirti che il fatto che abbiano parlato di farmaci o che non ti abbiano lasciato sfogare come volevi tu di per sè non dimostra che tu non abbia incontrato dei terapeuti capaci.
Mi ripeto: non voglio entrare nella questione tua personale sui terapeuti che tu hai incontrato e sul tuo rapporto con loro, non mi permetterei mai. Volevo solo spiegarti cosa possono cercare di fare, i terapeuti in genere, nel momento in cui prescrivono dei farmaci di supporto ad una terapia o nel momento in cui non permettono uno sfogo fluviale. Voglio comunicarti il fatto che ciò di per sè non significa che non stiano considerando la tua persona o il tuo problema con la dovuta attenzione nè che non abbiano voglia di ascoltarti nè che quello non sia un posto sicuro.
Ora dico una cosa che magari con te non c’entra assolutamente nulla, ma le persone che sono state o si sono sentite o si sentono ancora rifiutate e non accolte o “rette” dai propri affetti di riferimento più prossimi molto spesso viene naturale cercare negli amici, nel partner, nei terapeuti una capacità di contenimento e di accoglienza che possa compensare il senso quel senso di “non” che dicevo qualche riga più in su. Ma il fatto che un terapeuta non sia un amico nè un partner non rappresenta un limite, bensì rappresenta la possibilità sia di mettere in luce i propri bisogni e le proprie paure e necessità sia di poter lavorare anche sugli effetti… incontinenti o quel che è di quelle paure e necessità.
@La cosa che a casa mi hanno sempre ripetuto fin da piccola e’che nessuno mi avrebbe mai amata e voluta perche’ho un carattere orribile che solo i miei genitori si sforzano di sopportare. Mi sono abituata all’idea che nn sono amabile e che nn merito nulla di meglio di quello che il caso mi regala, come la sopportazione forzata che i miei genitori hanno per un debito di sangue. Per cui ogni forma di interesse e’un miracolo x me. L’essere rifiutata e’ la prassi. Ma in questa prassi pretendo che restino cosi come fanno i miei.
Certe frasi, lo so, ripetute soprattutto a raffica sono come lame. Si conficcano lì, e sembra di dover vivere “nonostante”. Come posso vivere nonostante io sia una persona dal carattere così orribile che pure i miei genitori mi sopportano a fatica? come posso fare a dimostrarmi/dimostrare che nonostante i miei pensino che ho un carattere orribile e che nessuno mi amerà mai invece non è così?
Sì, Margot, estremamente faticoso. E il fatto di vivere sospesi tra questi atteggiamenti interiori (o altri) non se ne va via con un bucato a mano. Però non è neanche impossibile, credimi, sentire davvero che non sta tutto lì. Baci
Luna credimi io ci ho provato e malgrado sembri che sia una che nn ama i terapeuti (ed effettivamente è così) ho trovato persone che nn si sono preoccupate di conoscere la mia storia (se avevo avuto o meno altre dipendenze) ma subito hanno decretato il mio enormissimo stato di ansia, che per loro nn permettevva di passare un giorno in più senza medicinali. Ma io ci vivo da sempre con me stessa e nn mi pare che questa ansia sia così tremenda. Invece di insegnarmi tecniche di rilassamento, di spostamento dell’attenzione dal problema si divertivano a riempirmi di schifezze senza accorgersi che sviluppo dipendenze come funghi. Già prima di lui ho sconfitto la dipendenza da altra roba. Cmq ti ripeto la fretta che hanno nel dare sentenze nn li porta ad adempiere adeguatamente ai lori doveri. Tu e tutto il resto del mondo potete decantarmi le glorie di questi professionisti, ma le mie esperienze dicono altro. Sicuramente ci riandrò da uno di questi, ma nn ora. Nn è ora il momento di nn essere lucidi e di perdersi nei meandri del passato, onde poi scoprire che nn mi sono mai sentita bene in casa mia, con la mia famiglia, i miei amici e tutto il resto. Per cui nn mi sono mai sentita al sicuro e protetta. Sento da sempre il bisogno di combattere, di prendermela da me la mia posizione ma allo stesso tempo ho sempre desiderato e avuto il bisogno di avere accanto a me una persona che mi amasse, proteggesse, una persona che tutti potevano riconoscere come la mia e io come la sua. Voglio l’amore. Lo voglio. Ho scelto male, ma sono sicura di nn aver fatto tutto da sola. Anche lui mi ha voluta e checche ne dica lui ha provato qualcosa per me. Ora ne vuole uscire nella maniera più facile che conosce, scaricandomi in malo modo perchè forse fa bene ora a nn alimentare più false speranze che nn avranno futuro. Ma io ho desiserato lui al mio fianco, come solo mio. Come colui che mi avrebbe protetto e quando le avversità sarebbero state più forti con un abbraccio mi avrebbe fatto passare tutto. Perchè è sempre stato così con lui, un suo abbraccio mi riempiva, mi faceva sentire viva e voluta, protetta e desiderata. Ora nn ha più senso, vedere in lui il mio conforto. Nn lo è più da molto o forse nn lo è stato mai. L’ho solo immaginato, ho viaggiato troppo con la fantasia. Ma mi pare strano visto che sono molto razionale e nn mi abbandono mai alle mie emozioni. Per cui quello che vi scrivo è quello che ho realmente vissuto. Ora sembra però la paginetta dorata in mezzo ad un libro nero. Oggi sono tornata a lavoro. L’ho visto ha fatto finta di nn vedermi. Poi a pranzo mi ha chiamata per sapere come sto e perchè fossi stata assente. Lì mi ha riconfermato che si vergogna di me, per cui in mezzo alla gente nn esisto. Solo quando è nascosto e solo ammette a se stesso che ha bisogno di sentirmi e di vedermi. Perchè preoccuparsi se mi allontana? Sentirlo mi fa piacere ma dopo pochi attimi mi sento peggio di prima, e ci vuole un pò per riordinarmi i pensieri. Lui questo lo sa.
Ci sono dei punti fermi in questa storia: lui è occupato, io no, insieme facciamo del gran sesso, io ho proiettato su di lui la mia voglia di amore e protezione, lui ha proiettato su di me le sue fantasie erotiche. Per cui ora aiutatemi a capire: io a vederla così nn vedo sentimenti da nessuna parte, ma io ne provo e sento che lui qualcosa prova. Cosa per la precisione nn so. Però so che 2 anni per sesso nn ce li passi con la stessa persona, soprattutto se è un’amante. Ma voi direte ci risiamo con le fisime? Si perchè nn so perchè continua questa giostra se nn mi vuole. Cosa vuole fare di più? Mi ha distrutta ora vuole continuare a giocare con il suo giocattolo rotto? Io nn riesco però a vederlo come coluti che mi vuole solo per sesso e che nn ha interesse reale verso di me. So cosa c’è quando stiamo insieme. Sento quello che c’è tra noi e quello che lui vuole dirmi con i suoi gesti, e vi giuro che con i gesti nn ha mai voluto dirmi che sono solo sesso. Ma poi le parole ci sono state e sono state come coltellate che mi hanno messa contro il muro della realtà. Una realtà in cui io e lui nn esistiamo, in cui lui sta formando una famiglia con la donna che ama, in cui io sono un’intrusa, in cui sono stata offesa, umiliata e privata delle mie fondamenta. Lo guardo vivere la vita che avrei voluto. Senza di me. Mi capite? Però ora devo attenermi alle sue parole e a questa realtà e farmi da parte. Devo capire che nn è me che vuole. Ho capito mio malgrado che mi ridurrò a essere la sua concubina a vita se nn ne esco subito, perchè lui mi si terrà a vita se nn do un taglio io. L’importante per lui è che ci sia quando lui vuole e che nn pretenda altro.Parola d’ordine:”No sentimenti”. Per me così lui dimostra di avere più paura di me dei nostri sentimenti. Perchè vi ripeto la concubina è buona regola ed è un piacere cambiarla e nn incocciarsi con la stessa per troppo. Fatto sta che la realtà dice di togliermi di mezzo se ho un pò di dignità, è questo benedetto istinto di sopravvivenza che nn si attiva. Inoltre rispetto a questi 2 anni ora nn riesco proprio più a rassenerarmi, pur inghiottendo tutto e calpestando quel poco che restava del mio amor proprio nn riesco più a far finta di nulla. Scalpito, pretendo altro. Sento le catene che ha stretto intorno a me fanno troppo male e hanno fatto i solchi. So per certo che ha una storia particolare, in cui si vedono poco e forse si cornificano a vicenda, e io ho sempre pensato di essere la scelta ovvia che lui doveva fare senza riflettere che se lui aveva scelto una donna come lui era perchè ci è comodo in quel tipo di storia. Ma di certo nn la ama e lei nn lo ama. L’amore nn ammette tradimento di alcun tipo. Mi sono tolta valore da sola a scendere a patti con un uomo immaturo, narciso e codardo. Malgrado ciò che dice quando mi stringe a se nn mi vorrebbe far andar via. Purtroppo però nn sceglierà mai me e nn perchè mi manca valore ma perchè per lui sono una sfida troppo impegnativa.
infatti si.
dovrebbe lasciarla a quella poveretta che si è sposato.
dovrebbe mettersi con te.
siete fatti l’uno per l’altro più ti leggo e più me ne convinco.
gran sesso sesso selvaggio dalla mattina alla sera. amore amore amore.
siete complementari secondo me. davvero dico.
luna.
dico a te.
potresti andare a confortare un uomo sposato che è stato lasciato dalla sua amante perchè si era stufata? C’è la lettera anche sua eh
e un sacco di gente gli sta dicendo le cose più brutte del mondo!
oltre ai giudizi che son dovuti…qualcuno gli dice che dovrebbe uccidersi per quanto fa schifo.
ora la dinamica è uguale.
perchè non spendi nemmeno una parola per lui?
Grazieeeeee Fraanz! Hai ragionissima. Se nn me l’avessi confermato tu che siamo fatti l’uno x l’altro nn so come avrei dormito stanotte. Grazie e ancora grazie genaccio sparasentenze
ciao Margot, posso dirti che continuo a leggerti e che un giorno penso “brava! ce la può fare” ma la volta dopo mi dico ” CI RICADE SEMPRE”!.
So che dare consigli è stupido, ma come spesso accade chi è all’esterno vede più facilmente..
allora prova a “leggerti” dall’inizio e cerca per un momento di vederti “dal di fuori” e poi magari scrivi cosa hai pensato… su di te.
vorrei anche fare una osservazione, così come mi è venuta in testa mentre ti stavo leggendo: per quanto riguarda il fatto che sono passati 2 anni credo che non voglia dire nulla . Non è una attestazione che oltre al sesso c’è dell’altro, non vuol dire che non possa esserci dell’altro. Ma il tempo passa… inesorabile.
un bacio e coraggio.
ps non sono una fan di psicoterapeuti ma a volte … servono 😉
@LUNA.
è sempre un piacere leggerti
@fraanz
e quindi? serve il tuo commento? a che?
MARGOT: continui ad analizzare lui in una marea di supposizioni, elucubrazioni. E anche questo continuo lavorio mentale incessante può essere una manifestazione d’ansia. Di fatto quando non sei in preda all’ansia acuta tu non scrivi così. Rileggiti se non ci credi. Leggi come i tuoi pensieri si ordinano in maniera più logica, e la tua parte non razionale (quella buona, intendo) ti viene in aiuto. Dunque quello che vogliono farti capire i terapeuti, forse (ovviamente io non ero lì) non è che devi passare dall’ansia all’essere rimbambita, ma che Margot è sempre Margot quando non è in ansia acuta, solo che quando non è in ansia acuta riesce a lavorare sui suoi problemi, conflitti e anche sulle sue dipendenze.
Non lo dico perché dico glorie dei terapeuti (ho semplicemente descritto alcuni criteri con cui possono comportarsi e che io ho avuto un’esperienza positiva).
Sono d’accordo con te che è meglio imparare una tecnica di rilassamento che prendere un ansiolitico, ma la stai imparando una tecnica di rilassamento? Se l’hai imparata in questo momento riesci a metterla in pratica?
Sei sicura che non volessero lavorare sulle dipendenze? comunque esistono terapeuti specializzati sulle dipendenze.
Non ti sto dando contro e non ti voglio smontare. Non sto dicendo che tu non sia in grado di gestire la tua ansia e le tue dipendenze. Ma sei tu che adesso stai dicendo che provi malessere e non sei in grado. Il che, se è così, non è una vergogna. La maggior parte delle persone ha sperimentato l’ansia e qualche forma di dipendenza.
Il discorso è: come te la vivi la tua forma di ansia e/o di dipendenza? Male, in questo momento male, evidentemente più male del solito.
@Perchè vi ripeto la concubina è buona regola ed è un piacere cambiarla e nn incocciarsi con la stessa per troppo.
chi lo ha detto? (che per tutti debba funzionare così)
@Purtroppo però nn sceglierà mai me e nn perchè mi manca valore ma perchè per lui sono una sfida troppo impegnativa.
chi lo ha detto? può anche darsi, ma se così comunque fosse quindi che fai?
@Però so che 2 anni per sesso nn ce li passi con la stessa persona, soprattutto se è un’amante.
chi lo ha detto? e chi lo ha detto che tra solo sesso e amore non ci siano sfumature altre, come l’affetto o la simpatia?
perché deve per forza averti usata e basta e non aver intessuto una relazione con te che però non sfocia e non sfocierà in una relazione stabile?
te lo ha detto lui? ok, allora se lui ti dice queste cose di per sè è già un motivo valido per mollare. Questa, evidentemente, non rappresenta per te nè una serena storia di sesso nè una serena storia di sentimenti.
Cos’è? qualcosa che ti crea solo disagio.
Perché non ne esci? perché non ti senti in grado di uscirne.
Cosa puoi fare per tornare in grado di uscirne? chiedere aiuto?
Non se ne parla.
Perché gli psicologi non lo sanno fare.
Quindi? quindi mi deve aiutare lui ad uscirne, solo così starò di nuovo bene? Ma se è proprio lui a cagionare il malessere come fa ad essere colui che te lo toglie? Basterebbe che lui si mettesse con te, e tutto tornerebbe dritto. Ok, non vuole, indifferente perché. Che si fa? Magari un giorno vuole. Ok, è uno che parla di farsi una famiglia ma nel frattempo ha vissuto o vive una relazione parallela.Così è lui. Ha una vita di coppia che secondo te non è d’amore di coppia perché sennò non avrebbe un’amante. Ok, ma non gli hanno puntato un kalasnikov, è lui che ha scelto, indifferente perché, questa modalità di relazione, in senso globale. Quindi lui ha un SUO concetto di cosa siano le relazioni, l’amore, la coppia, farsi una famiglia, non farsela, ecc ecc.
Mi ripeto Margot:
non sto dicendo che tu non possa soffrire di questa situazione
non sto dicendo che sia bello sentirsi dire o pensare di essere stati solo sesso per qualcuno
il fatto che ciò accada in una relazione clandestina, adultera o alla luce del sole cambia alcuni aspetti della cosa, ma non tutti
intendo dire che le cose che scrivi da amante le potrebbero scrivere persone che hanno a che fare con una persona libera
certi comportamenti non sono propri solo di chi sta tenendo il piede in due scarpe
non solo le relazioni clandestine si perdono lungo la strada o hanno un’evoluzione negativa o si assestano su un certo equilibrio ma senza mai sfociare in una vera e propria vita di coppia
il fatto che questa relazione fosse da subito clandestina ed impostata in un certo modo certo già di per sè l’ha fatta partire in un certo modo
ecc ecc
Non so cosa dirti, Margot. Non per mancanza di empatia, non per cattiveria, non per mancanza di affetto, non per giudizio, non perché non capisca che le persone non sono fatte di molti strati, paure oltre che risorse ecc, non perché non possa capire che si può vivere un periodo acuto di crisi, anche lungo, non perché non possa capire che siamo esseri umani, non perché non possa capire che il sentirsi trattati in un certo modo può fare male, mandare in confusione e tutto quello che descrivi di provare…
Non è per questo, è che non so cosa dirti non perché io penso che tu sia un caso disperato, ma perché penso che così ti stai facendo male. Ma se tu vuoi avere il completo controllo del tuo malessere anche (o tantopiù) perché soffri del tuo malessere fuori controllo, anche se la tua richiesta di aiuto, empatia sono sincere e anche se quello che analizzi di te lo fai con la volontà di stare meglio oltre che il bisogno di sfogarti, è un casino. Almeno vai a iscriverti ad un corso di training autogeno o di pittura, che ne so. Ma qualcosa che almeno un po’ di porti via “da lì”.
lillafioraia.
e il tuo commento? a cosa serve il tuo commento? hai detto qualcosa che luna non ha già spiegato con parole altisonanti e metafore e alla sfortunatissima margot?
a che serve dire che non c’è amore da parte sua (l’amante), come hai fatto tu?
a che serve consigliare uno psicoterapeuta, come hai fatto tu?
gliel’hanno scritto e riscritto a margot che di amore in questa situazione non se ne intravede…nemmeno a cercarlo dapertutto. ma serve se lo scrivi tu?
Cara Lilly hai ragione quando dici che ci ricasco sempre. Infatti è così. è anche vero che ho sempre sperato che ci fosse di più rispetto a ciò che in realtà è. è vero anche quello che dice Luna che ci sono molte sfumature tra sesso e amore, ma sempre di sentimenti si tratta. Credo che il fatto di avervi riempito di ragionamenti a volte al limite del delirio abbia solo messo in evidenza la mia scarsa autostima e come sia fuori controllo tutto questo.
Luna tu sei stata gentilissima in tutto, anche nel non mandarmi a quel paese quando tutto quello che potevi dirmi l’avevi già detto e io invece che insistevo sulle stesse cose. Mi concentro sempre su di lui perchè se mi concentrassi su di me, sarebbe troppo brutto ammettere che in fondo Fraanz ha ragione. Io sono come lui, se no nn spererei di averlo tutto per me. Di volere per me una persona che mi fa soffrire. vi ho assillate tutte con le stesse domande e con le stesse fisime perchè speravo che mi indicaste una via diversa da intraprendere che nn fosse quella di rinunciare a lui. Ma voi avete persistito nel volermi salvare. cosa che io nn faccio da me. Per cui ora raccolgo e accetto ben volentieri tutte le vostre bellissime parole e consigli e invece di passare ore a scervellirmi per lui, penserò di meno e agirò di più. Farò ancora qualcosa in più che mi occupi la mente e cercherò di aiutarmi da sola. Cara Luna nn voglio rimbambirmi con medicinali e parlare con persone a mio avviso poco preparate. Mi spiace se vi ho scocciato in qualche modo, ma siete state delle grandi amiche.
Ora vi saluto e spero che quando avrò il coraggio di scrivervi di nuovo sarà per dirvi che sono finalmente libera e mi amo.
Un abbraccio di cuore