Lui è sposato ed io sono un’amante
di
chillido44
Riferimento alla lettera:
Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Sun non ti devi scusare. Però a questo proposito ho fatto delle ricerche su internet e ho letto un sacco di statistiche che affermano questa teoria, ovvero “il tradimento fa bene alla coppia”. Questo è quello ke dicono gli statistici, poi però c’erano una serie di commenti e non tutti la pensavano allo stesso modo.
Da quello ke racconti sulla tua amica mi ritrovo moltissimo. Anke lui mi vedeva una volta a settimana, quando era al lavoro mi telefonava (nell’ora della noia)…E anke lui non vuole lasciare la famiglia. Bè…di “brutte coppie” di qst uomo in giro ce ne sono parecchie..
Tanto sanno ke siamo subito disponibili (io gli ho prestato anke dei soldi), sanno ke se anke decidessimo di non vederli più a loro non cambierebbe più di tanto..Sono egoisti, ma un pò lo siamo anke noi, in modo diverso. Tu Margot lo “””usi””” per sentirti apprezzata, per avere delle conferme ke non trovi in altri contesti e cn altre persone. Lui conosce benissimo le tue fragilità, come credo anke l’uomo di Sun. Fanno leva su quello sapendo ke se non oggi, domani ci ricadiamo..
Entrambi ci usiamo, ma cn scopi diversi ed in modo doverso. Già l’avevo scritto in un altro post..
Margot, fino a quando non interromperai dei meccanismi tuoi interni sbagliati (xk ammetterai ke sn sbagliati) non ne uscirai mai!! Come ti vedi fra 5 anni? Ancora in qst situazione? Ti piace davvero? Oppure hai paura??? PAURA! Paura di interrompere un legame insano pur di non restare da sola. Anke io adesso sn sola, sto male…ma l’alternativa quale potrebbe essere? Fissare il tel ogni minuto, avere ansia, tachicardia, paranoie varie, insoddisfazione emotiva? E soprattutto SOLITUDINE! Perchè anke se sei “insieme a lui” sei sola” Pensaci!! Se tu dovessi star male credi ke verrebbe da te? Tu davvero ti vedi in in-probabile futuro cn lui? Vorresti ke fosse lui il padre dei tuoi figli? Lascia stare il luogo comune “se ha tradito la compagna potrà tradire anke te”..ma per il resto?? Andresti cn lui all’altare?
E tu Sun? Perchè quando ti chiama non fai rsp ad un tuo amico (uomo possibilmente), oppure riagganci? O meglio ancora lo tratti veramente male, quasi da sfiorare gl iinsulti? Denuncialo per stalking!!!
Tutte le tattiche provate fino ad ora non sembra abbiano funzionato (parlo per tutte NOI): si passa al piano B!!!
Più cattive che mai!!! Sembre ke si voglia uscirne, altrimenti si rimanderà all’infinito, si butteranno nel cesso mesi e mesi di vita non vissuta (che nessuno restituisce)…
E fare un bel corso di autostima? Di yoga? Di balli di gruppo? Di volontariato?
Le idee ci sono, di gente come noi pure (purtroppo)…se alcuni ce l’hanno fatta, xk noi no???? Non cerchiamo a tutti i costi di esere inferiori agli altri cavolo!! Altrimenti non verremo mai trattate in altro modo.
Crediamo solo a quello ke vediamo…Cosa vedete in loro? Cosa dimostrano con i fatti? Ci si regola di conseguenza!!
Io faccio sforzi enormi, ma non sempre riesco, a non guardare se è in casa. Sn vere e proprie dipendenze
e dalle dipendenze non se ne esce solo con le belle parole, cn i buoni propositi..Ci vuole forza di volontà!!
La “sfortuna” (xk io me la sono andata a cercare) ha voluto ke queste carenze affettive le riversassimo su persone sbagliatissime..Ma credo ke questo meccanismo perverso funzioni proprio in questo modo.
Si cercano storie autolesive, impossibili..Ma cn l’aiuto di qualcuno si possa uscirne!
Un mio amico ha avuto una storia simile. Dove lavora è arrivata una ragazza (fidanzata) ke ha iniziato subito a corteggiarlo, anke in maniera esplicita! Lui, uomo single con la propensione per il sesso, ha accettato le avances…ma cn la brutta sorpresa di essersi innamorato. Lei non lasciava il suo compagno ufficiale, a lui non piaceva dividere la donna cn qualcun altro. E’ dimagrito tantissimo, ha fatto un tatuaggio cn l’iniziale di lei. Ma l’allontanata e non ne ha più voluto sapere. Ora convive cn un altra (ke, il destino, si chiama cn lo stesso nome dell’altra..almeno il tatuaggio non ha dovuto cancellarlo) 😉
Questo a dimostrazione del fatto ke il distacco è l’unica via d’uscita. Come quando si decide di smettere di fumare. NOn si fa per gradi, oggi ne accendo solo 3, domani 2, dopodomani 1…
Si butta l’intero pacchetto.
Ora, cn questo non dico ke io ci sia riuscita…ho già l’ansia pensando a sabato sera, domenica, Pasqua…
Vorrei ank’io fare un viaggetto, da sola. Ci penserò seriamente!
Vi sono vicina
non si è fatto sentire neanche oggi, solo ieri un sms dove mi diceva di essere incasinato…
Io non ho parole…x 5 anni sono stata distaccata e gli ho detto di no …negli ultimi periodi ho un po’ ceduto, mercoledì scorso siamo stati insieme e abbiamo parlato tanto (io ho fatto anche l’amica!!!) e poi è quasi sparito…abbiamo riparlato solo sabato 5 minuti al telefono…
Mercoledì cercavo di arrivare ad un punto con lui, parlare è servito…ma lui già mi diceva “ci vediamo sabato? così continuiamo a parlare”…
Non ho parole… PREMETTO che x me è solo MEGLIO se non si fa sentire, che anzi se sparisce (ma purtroppo causa lavoro è impossibile) mi fa solo un piacere!!!
E’ il principio che mi dà terribilmente fastidio…come se il “gioco” (magari lo fosse!!!) lo volesse condurre lui…mi ha tartassata x anni, ha fatto anche l’amico, è stato costante nel cercarmi, gli dicevo di no e mi richiamava lo stesso anche solo x chiacchierare e questa cosa l’ho anche apprezzata!
Poi sto cedendo e scappa lui… So già che fra qualche giorno chiamerà come se niente fosse dicendo che è stato impegnato e indaffarato…e questa cosa non si può sentire xché x fare una telefonata servono anche meno di due minuti!!!
Il “giochino” ora non gli piace più…gli piaceva chiamarmi, beccarsi i miei no e sperare ogni tanto di trovarmi in qualche serata buona x sfogarsi in tutti i sensi…
C’eravamo visti la vigilia di Natale (mi sentivo terribilmente sola e mi sono “appoggiata” a lui non cercare il mio ex che mi mancava tanto…), mi ha portato il regalo, siamo stati insieme, mi ha detto cose bellissime…anche troppo, del tipo che io e lui siamo una persona sola e altre cose che cmq non mi facevano nessuno effetto!
Appena andato via da casa mia mi ha telefonato e ne avrei fatto a meno (mi ha telefonato anche a Natale) xché in quel momento x me la cosa iniziava e finiva…anche xché nelle altre due volte che l’avevo visto durante l’anno avevo avuto forti sensi di colpa (io eh…) !!!
Mi prenderei a schiaffi x la fragilità che ho mostrato nell’ultimo periodo, in questi anni ho sofferto solo quando si è sposato…solo quel giorno…anche grazie a lui che mi stressò all’inverosimile x vedermi una settimana prima del matrimonio…
Io ho una fragilità che non si può spiegare, ma con lui sono sempre stata forte e irremovibile, ho sempre avuto i miei obiettivi davanti, il crollo dell’ultimo periodo non me lo so perdonare!
Non perdonerò mai lui x avermi voluto infilare a tutti i costi in questa situazione x solo e puro EGOISMO…e anche ora si sta comportando da egoista…xché a quanto pare di come sto io, di come vivo io la piccola “svolta” di mercoledì, di come ho affrontato le cose che ci siamo detti non gliene frega niente!!!
Che schifo, ma xché non se ne stanno a casa loro, nei loro matrimonio patetici e frustranti???
Cmq ho deciso di NON rispondergli più, se pensa
che x il fatto che sia più coinvolta sia diventata anche la sua bambolina, il suo giocattolino se lo scorda!!!
Ripenso al male che mi ha fatto mettendomi in questa situazione e ho tanta Rabbia nei suoi confronti!!!
Gli posso anche voler bene ma voglio più bene a ME STESSA!!!
Essere schifo ed egoista… mi diceva proprio mercoledì che lui non mi ha mai sfruttata…invece è quello che ha fatto…mi ha sempre usata x uscire dalla sua patetica routine, x sfogarsi x i suoi sbagli, x la sua mancanza di spina dorsale, x trovare un appoggio che lo aiutasse a distrarsi dalle beghe in cui si è cacciato!!!
La cosa tremenda è che io quando penso a lui penso a tutta la sua famiglia…non riesco ad avere un’immagine singola di lui, ma ho tutto il “pacchetto” in mente e questo mi logora lo stomaco, mi mette un’ansia incredibile!
Non lo sento da sabato e oggi mi sono sentita rinascere…avevo intenzione di non rispondere se mi avesse chiamata…beh, non l’ha fatto…ma nel caso lo facesse domani di sicuro non risponderò…
Sarà dura passare questo week end, spero di essere FORTE questo week end xché dal prossimo ho varie prospettive!
Con una mia amica stiamo organizzando un viaggio x Pasqua, il we dopo mi vedo con delle amiche lontane a metà strada, poi inizio i week end al mare con la casa con altri amici!
In settimana dopo il lavoro vado ad un corso e poi palestra…mi tengo sempre impegnatissima!!!
Devo tener duro questo week end (sabato sarò tutto il giorno sola e inventerò qualcosa x andare via nel caso insista x vedersi xché temo potrebbe convincermi) poi spero che sia meno dura e spero e prego che dedicarmi a me stessa totalmente mi faccia cancellare questo periodo e torni x lui il vero sentimento che merita…l’indifferenza!!!
In questi anni di “amicizia” l’avevo un pochino rivalutato…ma niente da fare…è egoista, opportunista e insensibile e non devo farmi più incantare dai suoi discorsi, ogni cosa x lui ha solo un obiettivo…e io non ho più intenzione di sopperire alle sue frustrazioni.
MARGOT CLA’ dobbiamo essere FORTI e pensare x noi, dobbiamo ripetercelo all’infinito, questa gente ci trascina solo nei loro vortici di insoddisfazione e insensibilità.
Non abbiamo bisogno di questo!
Storie del genere ci fanno sentire sempre più sole che mai…io non mi sono mai sentita tanto solo come in questi due mesi angoscianti in cui lui è stato quasi ogni giorno nella mia vita!
Non ho bisogno di lui x sentirmi peggio, ho già abbastanza problemi senza aggiungere lui e soprattutto i suoi!!!
Ci mandano al manicomio…x qualche ora fra le loro braccia (false) vale la pena poi patire così?
La risposta è no!
Io voglio essere amata totalmente, alla luce del sole, non voglio le briciole delle briciole, non voglio essere un punto di appoggio, voglio io qualcuno su cui poter contare, voglio dare ma anche ricevere ciò che merito!
FORZA RAGAZZE, loro non meritano niente, di sicuro noi non meritiamo quello ci infliggono con il loro Egoismo!
“Molto spesso il rapporto che avete con gli altri rispecchia il vostro rapporto con voi stessi. Se non siete sicuri di voi, vi innamorerete di chi non vi ama. Se non vi credete degni di essere amati, non sarete attratti da chi vi ama. Vi attrea ciò che pensate di meritare : se credete di meritare una punizione (anche a livello inconscio), troverete una persona che vi farà soffrire. Ciò che pensate di voi stessi si rifletterà nei legami che creerete.
Ognuno raccoglie ciò che ha seminato.”
Forse va un pò oltre il titolo del blog, ma credo che in questo momento ci sia qualcuno (me inclusa) che abbia bisogno di leggere e rileggere queste parole!!!
cla è vero quello che dici me lo devo ricordare ogni volta che mi trovo in presenza dello stronzo. stasera l’ho visto e mi sono tenuta alla larga il più possibile vedendolo flirtare con l’ennesima 40enne divorziata-dinibita-con prole-superappariscente che giocava a fare la gatta morta con lui. tanto che poi lui è venuto a decantarmi le qualità della super quarantenne, dicendomi quanto gli piace quanto è bella e simpatica. mi ha detto persino che ha un corpo migliore del mio anche se ha dei figli. capite mi paragona in tutto e per tutto ad altre donne che sono agli antipodi rispetto a me?capite i paragoni li fa lui continuamente.cosa vuole da me vuole distruggermi più di quanto non abbia fatto? in più mi ha detto come una donna di quel genere è più propensa e meglio preparata a una relazione come la nostra visto che ha più esperienza sessuale e psicologia (cioè nn se la prende per i matrattamenti, le umiliazioni e le denigrazioni che le fa) e poi nn si affeziona tanto come invece ho fatto. mi ha detto che ho fatto male a far entrare i sentimenti tra di noi. capite?io ce li ho messi i sentimenti? ho fatto tutto da sola nn che anche lui ci abbia messo del suo?no sono io che sono una ragazzina che si è cotta di uno impegnato che fin dall’inizio le aveva ribadito che nn avrebbe mai cambiato vita per lei. poi mi ha fatto sentire bruttissima, a disagio e fuori posto quando mi ha detto che fisicamente non sono bella quanto la quarantenne (capite disprezza il corpo che fino ad ora ha usato). Poi se aggiungete il tutto alla bugia dell’altro giorno dove mi diceva che aveva già un’altra solo per vedere come il dolore spaccava il mio cuore, la mia dignità e umiliavo fino a piangere, capirete che sono a pezzi. in più mi ha detto che questa bugia è per farmi capire che è un anno e mezzo che vede solo me (dice lui) e che si sta guardando intorno perchè ci sono molte ragazze che gli piacciono e che al momento nn ha ancora concluso con nessuna. ma nel momento in cui lo farà potrò restare ad attendere il mio turno.per cui il mio contratto sta per essere reciso. abreve credo. gli ho chiesto se mi stesse dicendo di togliermi già di mezzo e lui mi ha detto di no e che quando sarà stufo me lo dirà direttamente. per ora si limita a farmi vedere come sa conquistare nuove prede, e come si approccia a persone volgari e lontane dai limiti del buon vivere ma solo dedite all’apparire e al conquistare prede sessuali per sentirsi giovani. mi ha spiegato bene cosa non va nel mio aspetto dicendomi che devo dimagrire e arrivare allo stesso peso della bomba sexy 40enne. poi mi ha detto che una vera donna si abbiglia come la 40enne cioè con jeans a vita bassa, perizoma di fuori e tatuaggio in bella vista. purtroppo io sono lontanissima da essere così per cui capirete bene che ho perso. anche se dice di no per me tutto questo mi sa di allontanamento. purtroppo lo devo vedere e nn voglio cambiare la mia vita per evitare di incontrarlo, per cui queste cose saranno all’ordine del giorno
Salve a tutti, sono una ragazza di 25 anni e ho una relazione da 6 mesi con un uomo di 37 anni sposato con due figli di 8 e 3 anni che vive a 500 km da casa mia..la situazione come potete leggere nonè facile ma io mi sono innamorata e anche lui di me. Ho tanta paura perchè un sentimento così forte non l’avevo mai provato, io faccio di tutto per poterlo vedere, difatti vado sempre io da lui almeno tre volte al mese, ma sto male perchè ho tanti dubbi, tante paure e sensi di colpa.Io cerco di vivere il presente ma non posso non pensare al futuro, ad una storia stabile con lui, ad un mio eventuale traferimento, per ora sento un senso d’impotenza che mi distrugge perchè io vorrei stargli vicino e vorrei che lui stesse vicino a me, vorrei poterlo sentire uando voglio e invece siamo rilegati agli orari del suo lavoro, per il resto se io sto male o a lui succede qualcosa io non so niente…oddio mi sembra d’impazzire !! Certe volte se ne esce con delle frasi del tipo rimarrai sempre nel mio cuore, quando ti stufi dimmelo!! Queste frasi mi fanno pensare molto, lui è legato ai suoi figli più di qualsiasi altra cosa al mondo e non penso che rinuncerebbe a vivere con loro…chissà, io so solo che mi sento sola e che la lontananza di certo non aiuta, ma sono innamorata e non voglio rinunciare a lui anche se so che la cosa più giusta sarebbe lasciarlo andare!!
le cose procedono così con me che cerco in ogni modo di convincermi che questo allontamento da lui è la cosa migliore che sto facendo. ma poi compongo il suo numero nella speranza che squilli il telefono e mi risponda, invece lo ha spento, per sempre credo. a differenza di quello che dice lui, nn ha avuto nemmeno il coraggio di dirmelo direttamente di togliermi dalle scatole ma ho dovuto dedurlo da tutti i suoi segnali. credo che questo suo comportamento dipenda dal fatto che pensi che qualsiasi cosa faccia (o qualsiasi altra si faccia) io sia sempre qui nn appena si decida a tornare. mi ha detto qualche giorno fa di stare tranquilla perchè per ora nn ha tempo ma presto potrà tornare a passare un pò di tempo con me. ormai nn so se quando parla di nn avere tempo intende la sua ragazza o qualcun’altra. visto che per lui andare in cerca di nuove fiamme è fondamentale quanto respirare. e la cosa che mi toglie il fiato è che io dipendo da lui più di quanto mi faccia piacere ammmettere. mi sento in balia di lui, anche ora che mi sto allontanando. so che è normale che ancora lo desideri, che ancora mi venga voglia di sentirlo, di vederlo e che ancora le sue parole abbiano così tanto peso nella mia vita. ma nn capisco perchè nn mi basta tutto quello ke mi ha fatto (ridurmi a mero oggetto, farmi sentire inferiore a tutto e a tutti, farmi sentire orribile, denigrarmi in ogni modo possibile, offendermi, paragonarmi a altre donne, scherzare sulle mie insicurezze, informarmi che può avere altre donne e che fa continuamente sesso con la sua donna) per scappare a gambe levate per mettere in salvo quel poco che resta di quella che ero? mi faccio schifo, sono la fautrice della mia distruzione. ci penso e mi faccio schifo perchè nn trovo freno al male che mi sto facendo e che gli permetto di farmi. lui ovviamente credo si renda conto di tutto e che lo usi per tenermi in uno stato di eterna insoddisfazione che mi porta a cercare di farmi salvare proprio da lui. passerà? forse si con il tempo, ma la mia paura è che questa voglia di autodistruzione che ho nn si esaurisca con lui. ora mi sento brutta in ogni modo possibile.
Il silenzio da una parte fa malissimo, ma alla fine mi sta aiutando ad allontanarmi da lui (non sapere più niente della sua vita x me è quasi un sollievo, mi tolgo un macigno che mi stava schiacciando…), lui non si fa sentire da sabato (eccetto quel messaggio di lunedì mattina x lavoro)…non è mai successo che lui si allontanasse così!
Ci sono stata male forse più x orgoglio, x un discorso di rivalsa che non posso avere (xché x me è fondamentale essere io quella che chiude questo “rapporto”…gli ho detto no x quasi 5 anni…crollo un mese e tutto deve andare in suo potere???non lo posso sopportare!!!) … cmq non farò niente, non lo cercherò.
Se mi chiamerà non risponderò, se lo farà ancora lo farò x dirgli di non chiamarmi più.
La cosa che mi fa incavolare è che lui non pensa minimamente a come vivo io questo suo silenzio…oggi ho visto che al negozio della moglie c’è un cartello dove è scritto che è chiuso x motivi familiari… ecco, non può pensare che io possa preoccuparmi???
Che cosa è successo??? Cavolo basta una chiamata di 30 secondi…ma niente…qua non c’è verso di sapere…io all’improvviso non merito più neanche mezza telefonata…niente di niente…
Questa cosa x me doveva finire xché mi ci sono invischiata anche troppo quando era l’ultima cosa che volevo!!!
X rendere degna conclusione a questo rapporto “umano”, non amoroso o passionale, dico semplicemente UMANO penso che un chiarimento e un minimo di rispetto fosse d’obbligo anche da parte sua…invece niente, dopo avermi stressato x 5 anni è sparito!
Dopo aver visto quel cartello mi sono un po’ preoccupata, xò se lui non si degna neanche di farmi sapere cosa è successo vuol dire che davvero sono l’ultimo dei miei pensieri…e prego che presto lui non ci sia neanche più lontanamente nella mia mente !!!
Devo essere forte e resistere…il fatto di non sentirlo devo prenderlo come un vantaggio, mettere da parte la voglia di rivalsa, la delusione e dare spazio solo alla mia Dignità di donna!
Il prossimo week end parto, andarmene mi aiuterà…spero di passare in modo decente questo week end e la settimana prossima…se non lo sentirò e starò meglio sarò già a buon punto…
Poi dovrò rivederlo x lavoro e a quel punto mi troverà gelida e non lo guarderò neanche in faccia…spero che la cosa un po’ lo ferisca…intanto lo voglio cancellare e dimenticare…e x il resto …mi siedo sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere del mio nemico…
FRANCY ti posso dire x esperienza che queste situazioni non fanno che accentuare il senso di solitudine!!!
Quando ho permesso a lui di avere questo peso nella mia vita il mio senso di solitudine si è triplicato!!!
Non solo penso a lui, ma a lui con moglie e figlia, a tutto il pacchetto e questo x me è un macigno troppo pesante, qualcosa che non posso sopportare e mi ha sempre dato la forza di scappare e me ne dà tanta anche adesso!!!
Capisco il tuo sentimento, il mio per fortuna non è così forte…xò non “mitizzarlo” troppo…si diche che gli amori impossibili sono sempre i più belli…il tuo lo è e x questo diventa ancora più “magico”….ma se analizzi alla fine è proprio questo casino che lo rende così…!!
Dici che vorresti…ma purtroppo non puoi averle… devi trovare la Forza di cercarle in qualcuno che possa darti tutto questo, alla luce del sole e senza nasconderti!!!
Ti prego fatti forza, fai il possibile, ma non dimenticare mai i tuoi obiettivi e la tua voglia di un amore libero, pulito e rispettoso!!!
MARGOT mi piange il cuore a leggere le tue parole! Arrivare a questo stato di dipendenza è tremendo!!! Lui è veramente cattivo…xché gli permetti di farti così del male? xché lo permetti a te stessa??
Ti prego liberati da questa ossessione…xché è di questo che si tratta, non puoi amare uno schifoso del genere, uno così non può darti niente di buono!
Già in questi rapporti ti danno le briciole…se devono darti le briciole delle briciole e in questo modo che te ne fai???
Ti prego cerca di volerti più bene, fai le cose x te, pensa al tuo bene…fai qualsiasi cosa ma non mettere un mostro del genere al centro della tua vita, non fartela gestire dal suo egoismo e dalla sua cattiveria!
Liberati da quest’autodistruzione, amati un minimo, un pochino e liberati da questo inferno, da questo strazio, ti prego, fallo x te e x chi ti vuole bene, ti prego…
Basta un po’ di forza iniziale, passato il trauma dell’inizio poi è un pochino meno difficile!
Forza, non sei sola !!!
MARGOT: hai descritto un molestatore morale allucinante. Mi dispiace infinitamente che tu sia capitata nella sua rete. Il fatto che tu ti senta in colpa per esserci cascata e che non riesca a liberartene sono due sintomi frequenti in chi cade vittima della violenza psicologica e morale. Le vittime delle molestie morali e psicologiche non sono tutte autolesioniste, anzi, molto spesso non lo sono.
Secondo te le donne che vanno in giro con gli occhiali scuri per coprire un livido e guardano basso anche quando fanno la spesa al supermercato sono tutte masochiste e autolesioniste? O hanno paura? O hanno finito con l’interiorizzare il concetto che se loro vanno in giro con un occhio nero ci sarà pure un motivo?
La sto riassumendo semplicisticamente, lo so, ma è così che (anche) funziona. Lui ti tira un cazzotto in faccia ogni volta che ti fa quei discorsi. Lui si nutre delle tue debolezze? tutti ne abbiamo.
Il dicorso è che non tutti vanno avanti nella vita cercando le debolezze degli altri per colpire. I molestatori morali hanno una prerogativa eccezionale nel fare lo scanner e trovare dove sta anche un minimo punto debole e usarlo contro le persone. In seguito sono bravissimi a creare altre debolezze, sensi di inadeguatezza e sensi di colpa ecc.
Margot, i sensi di colpa su come dovresti essere invece di così per difenderti da questa SUA modalità adesso non ti servono a niente. Nel senso che ti serve una reale strategia di difesa. Se davvero senti che da sola non ci riesci (e non è incredibile, è piuttosto normale invece, vista l’entità della sua violenza verbale) ti serve qualcuno che veramente sia in grado di aiutarti a trovarla. Qualcuno, preparato, che da fuori sia in grado di aiutarti.
Proprio perché sta fuori. Qualcuno che sappia cosa vuol dire starci dentro, conosca le dinamiche di questo schifo di dinamiche violente, ma sia abbastanza fuori da aiutarti a vedere dove si inceppa l’autodifesa e perché.
Che sia pure un centro antiviolenza. Questa è violenza e basta, e la questione non sta tra chi ha il corpo più tonico tra te o la quarantenne in perizoma. Non sta nel fatto che l’altra quarantenne in perizoma sia una mangiauomini superficiale o che sia semplicemente una donna che ha il perizoma. Lui ti sta propinando una visione distorta di te e del femminile circostante, usandola a suo uso e consumo, e non intendo dire uso e consumo sessuale. Un uomo sano non ha nessun bisogno, anche per cambiare partner ogni giorno, di queste dinamiche. Può comunque rispettare le donne. Quest’uomo ha dei grossi problemi. Ma in questo momento i suoi grossi problemi sono diventati i tuoi, finché non ti sposti da lì. Lo sai? Bene, quello che non sai è come. Abbi l’umiltà di chiedere aiuto. Queste cose possono capitare a chiunque. Se ci sono ragioni tue pregresse perché puoi esserci cascata potrai lavorarci su. Ma ora l’emergenza è chiedere aiuto per quello che stai vivendo ORA. Un pericolo serio per la tua incolumità emotiva e psicologica.
Non è mia intenzione spaventarti. Al contrario cerco di dirti che da queste cose si esce, e che la sensazioni che uscirne sia impossibile fa parte del gioco perverso che viene a crearsi per via della violenza psicologica. Ci sono milioni di donne che possono dirti che si sentivano esattamente come te, ma che sono uscite da queste situazioni.
Il fatto è che lui ti darà sempre la sensazione che da questo malessere non si può uscire. Non è certo a lui che puoi chiedere la chiave che può liberarti da questa orrenda prigione, in cui hai la sensazione di vedere la tua identità disintegrarsi. Chiederla a te stessa, se ci sei troppo dentro, è troppo. Puoi chiederla a te nel momento in cui riesci a spostarti. Ce l’hai tu la chiave, certo. Ma è umanissimo anche che tu possa avere dimenticato dove sta.
Perché, perché una molestia morale funzioni, è necessario che si crei una realtà alternativa, in cui le emozioni preponderanti sono il senso di paura, ansia, angoscia, senso di inadeguatezza ecc.
Confronti basati su concetti assurdi che però finiscono con il sembrare verosimili nella realtà alternativa fantascientifica della molestia psicologica. Anche quando si ha la percezione chiara che sono assurdi.
Se una persona non ha paura, ansia, angoscia, senso di inadeguatezza anche ad Alain Delon da giovane che ha un comportamento di merda dice bye bye. Ho visto donne (ma non succede solo alle donne, può accadere anche agli uomini) sentirsi inadeguate per il loro persecutore proprio a causa delle cose che riuscivano loro. Pregi girati come difetti. Un esempio? Una mia amica, persona bella, dotata, intelligente, che parlava quattro lingue, aveva viaggiato in lungo e in largo il mondo ed era una persona solare un giorno ha incontrato LUI. Disgraziatamente lo ha incontrato in un momento di debolezza sua di lei. Ma attenzione, lui è andato a nozze su quel momento. Un altro lo avrebbe visto sotto altri aspetti. Lei aveva il diabete da qualche tempo e si domandava se non fosse il caso di regolare di più la sua vita. Le era venuta voglia di tornare nella sua città anche per affrontare il suo passato, le problematiche della sua famiglia, ma con calma, non in guerra. era un desiderio che neppure aveva del tutto decodificato. Voleva mettere nuove radici. Incontra lui e lui per sei mesi opera una strategia di distruzione sistematica. Lo scopriamo dopo 5 mesi di quel delirio, il giorno che lei, seduta su un divano, piange dicendoci perché LEI non vale nulla, e come lui glielo ha fatto capire. Lei parla di se stessa come se parlasse di un’altra persona. La persona che lui ha inventato e che le ha propinato con violenza morale costante, da come lei metteva lo spazzolino da denti a come faceva sesso. In modo strisciante e poi evidente. Lei adesso è tornata ad essere chi era, e in più ha capito anche delle cose che non sapeva. Ha affrontato anche una molestia che ha subito da bambina. Lui è solo passato, remoto. Un brutto ricordo e basta.
Luna: sei forse la seconda persona che ha capito in che trappola sono caduta, subito dopo una mia cara amica che mi sta molto vicina e mi consiglia e molto spesso mi obbliga a vedermi con occhi diversi per ritrovare la voglia di volermi bene di nuovo. Questa mia amica anni fa si e’trovata in una situazione simile e ne e’uscita nn senza poche difficolta ma ce l’ha fatta. Purtroppo nella cittadina in cui vivo nn ci sono centri antiviolenza e poi gli psicologici a cui mi sono rivolta si sono rivelati del tutto impreparati e molto spesso mi sono parsi disinteressati e pieni di preconcetti, come se davanti a loro si fosse presentata una giovane donna stupida che come un idiota era caduta vittima di un uomo più grande. Mi hanno fatta sentire ancora peggio di come stessi inizialmente, come se fossi in cerca di compassione. E nn voglio più tutto questo. Luna grazie per confermarmi che se ne puo uscire e che posso tornare a nn avere più l’angoscia di svegliarmi la mattina e la continua paura e il senso di inadeguatezza. Forse sono ancora lontana dal tornare chi ero prima ma rispetto a poco tempo fa ho deciso di farlo. Ne sento il bisogno anche se il continuo dolore che provo mi demoralizzano specialmente quando constato il disinteresse di lui. Vorrei solo sapere se questo da parte mia e’amore o solo sudditanza. Spero,cioe’ho sempre pensato che l’amore si basasse sulla stima, sul rispetto e sull’esclusivita’. Per cui nn credo che questo tipo di relazioni nn si basino su questo tipo di amore ma su altro, cioe’sulla paura e sul senso di inadeguatezza. Io ho continuato ad andare a letto con lui proprio perche’mi sento brutta, nn degna di essere amata, un fallimento nei rapporti, una poco di buono, un relitto che paragonato ad altre donne (con vite opposte e a cui nn ha senso paragonarmi visto che siamo anagraficamente lontane) e’da scartare per chiunque ma che invece lui si fa per pieta’. Mi sento nn attraente ma in nessun senso, mi sento priva di qualsiasi attrattiva, stupida ed e’come se lui fosse l’unico in grado di nn farmi sentire cosi quando mi da due ore del suo tempo. Per cui ora mi rendo conto di quello ke tu mi dici e di quello ke vuole dirmi la mia amica: io mi sto guardando attraverso i suoi occhi, cioe’come lui vuole che io mi veda. Ma perche’mi vuole cosi nella sua vita? Nn poteva semplicemente dirmi che nn mi apprezza? Nn capisco da cosa nasce la sua voglia di distruggermi.
IL testo Molestie morali di Marie-France Hirigoyen, spiega molto bene queste dinamiche. E’ a tratti duro, ma lo è perché il fenomeno della molestia morale è in realtà molto più specifico nelle sue dinamiche di quanto comunemente si creda, e nel suo stesso svolgimento per cui le persone si sentono ad un certo punto come chiuse in un bozzolo in una rete da cui credono di non poter uscire e finiscono con il rigirarsi nel bozzolo avendo la sensazione di imprigionarsi da sole, a loro volta.
Spesso una base masochista non c’entra proprio nulla, e anche allorché centrasse è la sensazione del bozzolo che va affrontata per prima cosa. Comprendendo anche che non si sta assistendo ad un attacco personale (io ho qualcosa che non va e quindi sto pagando la mia inadeguatezza) ma ad un attacco cieco e sistematico.
Una delle fregature fetenti della vittima della molestia morale è che cerca di mettersi in rapporto di empatia con il suo persecutore, cercando di ragionare sul perché costui (o anche costei) stia attuando una serie di comportamenti. In realtà i comportamenti dipendono molto poco dalla persona che li subisce. Sono strategie personali di chi agisce violenza che si attaccano ad una vittima. E una delle ragioni per cui si attaccano alla vittima, in modo paralizzante e parassitario ecc, è che la vittima non è in grado di decodificare una logica in quei comportamenti.
A meno di non ammettere che la logica è una forma di violenza. Ma il problema è chi agisce la violenza prima ancora di chi la subisce. Ma chi agisce la violenza in modo cieco di discriminatorio non è una persona che la vittima può salvare, curare, guarire, conquistare. La vittima deve salvare innanzitutto se stessa, riuscendo a spostarsi dal teatro della violenza.
Capisco che tu non voglia, per privacy, dirmi in che zona ti trovi. Se per caso tu cambiassi idea a tale proposito posso vedere se una persona più informata di me sui vari centri antiviolenza o punti di contatto specifici o psicologi preparati in modo specifico sulla violenza psicologica e morale è in grado di darti qualche informazione.
Assolutamente sì che puoi superare questo problema, però va affrontato.
No, mi dispiace, credo che l’amore non c’entri proprio nulla o comunque lo stato di violenza, malessere, disagio è certamente prevalente.
Non dico queste cose per spaventarti: fa male pensare di essere oggetto di molestie psicologiche e di qualsiasi forma di vessazione. Ed è anche per questo che nel caso in cui queste dinamiche si verificano le persone tendono a proteggersi negando, cioè dicendosi: forse dopotutto non è vero che mi sta accadendo quello che mi sta accadendo.
O prendendo su di sè tutta la responsabilità.
Istinto vendicatorio, di rivalsa, di compensazione, di conquista, di riconciliazione restando nel teatro della violenza servono di solito soltanto a mantenere/aumentare la sensazione di stare nel bozzolo. Non risolvono nulla purtroppo.
In realtà la vittima di violenza morale ha molta difficoltà a dover etichettare il suo persecutore come una persona negativa, poiché c’è stato – anche se non c’è più ed è rimasta solo la sensazione di… – un legame emotivo, reale o idealizzato, quindi la persona soffre nel dover pensare che quella persona le stia facendo realmente del male.
In realtà la vera liberazione consiste nel rendersi conto che recuperare la propria identità non significa necessariamente etichettare gli altri.
Le “etichette” servono nel momento in cui è necessario VEDERE la violenza (ciò che in realtà viene percepito come tale)per comprendere la necessità di spostarsi da dinamiche malate e percepite come vessatorie o destabilizzanti.
Per farti un esempio “banale” di ciò che voglio dire:
mettiamo che una persona subisce violenza morale da un proprio genitore.
e’ difficilissimo riuscire ad ammettere che una figura così centrale possa essere molesta e provocare disagio, che possa avere degli attacchi cieci e violenti e distruttivi.
Poiché la domanda sembra essere: dunque devo odiare mio padre/mia madre/mia sorella? dunque essi mi odiano?
la persona può finire dunque con l’oscillare tra la percezione di subire ingiustizia e violenza e negare quella sensazione, minimizzando o prendendosi la responsabilità della violenza per scaricare l’altro delle sue responsabilità.
In realtà la domanda non è quella, non riguarda l’odio, ma il centro è: chiunque sia colui o colei che mi pesta un piede, che pensa che la strategia corretta di vita affettiva o sociale sia pestare piedi io ho il diritto di pensare che il pestare piedi (o insultare, denigrare, mettere in difficoltà, scaricare il proprio nervosismo o le proprie proiezioni di insicurezza in modo violento ecc) sia sbagliato secondo le mie sensazioni, e di spostare il mio piede (il mio cuore, il mio fisico, la mia emotività, la mia autostima ecc) dalla violenza.
Nel momento in cui comprendo questo, nel momento in cui comincio un percorso che mi permette di ricostruire la mia identità, di sentire la mia identità e di non percepirla soltanto attraverso l’accoglienza o il rifiuto altrui, automaticamente sono in grado di vedere, di vedere chi si comporta male o bene con me, e di scegliere i miei affetti non in base a sentimenti come la paura, la negazione, la giustificazione ecc.
Riconosco la violenza e so dire no. Se qualcuno vuole avvicinarsi a me dovrà fare la sua parte per essere accolto e dovrà stabilire anche lui un incontro. Se una persona non è capace di fare questo mi verrà automatico non cercare l’impossibile, non cercare di trasformare il piombo in oro, non convincermi che il motivo per cui il piombo è piombo è che è per me che non sa diventare oro ma che il suo essere piombo o essere oro è una sua qualità specifica, personale, fa parte della sua identità.
A quel punto sarò anche in grado vedere le persone per come sono, scegliere a che distanza tenerle, a che livello affettivo dentro di me, se perdonarle o no
come se davanti a loro si fosse presentata una giovane donna stupida che come un idiota era caduta vittima di un uomo più grande.
lo sai cosa ti è successo…non continuare a prenderti in giro.
Non è amore questo e lo sai. Sei sua suddita e ti piace anche esserlo direi. Amarsi significa tutt’altro ovviamente. E già lo sai, non devi aspettare altro tempo per capirlo.
Cosa vuoi fare?farti qualche tatuaggio, metterti il tanga e continuare a essere il suo oggetto? o vuoi cominciare ad avere un po’ di dignità?
Violenza psicologia e morale…
cosa vuoi fare?vuoi denunciarlo? denunciarlo perchè tu gli hai permesso di trattarti come il suo oggetto?
Lui può essere anche un bastardo ma sei tu che gli hai permesso di trattarti così e di instaurare questo tipo di rapporto di sudditanza.
Non fare la vittima…perchè sei stata consapevole e accondiscendente dall’inizio.
Se ti ponevi diversamente le cose non sarebbero andate così.
Insomma…dare le colpe agli altri va bene ma fino a un certo punto.
Se si incolpano solo gli altri e ci si guarda solo come vittime non si va da nessuna parte.
Coraggio. Non hai niente che non va. Non hai problemi di salute. Hai le gambe, le mani. Non esiste solo il tuo “violentatore” psicologico. eddai!
luna fa solo discorsi e teorie e questo e quell’altro….si..tutto questo è molto bello…ma bisogna anche definirle le situazione se si vuole uscirne. Avere il coraggio di essere sinceri con se stessi è fondamentale per uscire da situazioni spiacevoli come questa.
ma se non incominci ad aiutarti tu e a volerti bene tu per prima nessuno lo fa al posto tuo.
Dico queste cose perchè voglio esserti utile anche se sono brutale.
Devi lavorare su di te e cominciare a volerti bene e a circondarti di persone che stanno con te non per come sei esteticamente o perchè vai a letto con loro.
24ore da come scrivi sembri un maschio, maschilista!!!
Spero tu nn abbia figlie….femmine!!!
Nel caso le avessi spero non cadano mai in una trappola del genere di violenza morale, ma anche sessuale!!
Sei il classico esempio di uomo maschilista ke colpevolizza la donna anche se sta morendo dissanguata perchè il proprio uomo la picchia!! NEL 2011!!!
Sei tu la scema ke ha permesso che ciò accadesse, quindi ti meriti tutto quello ke ne consegue!!!
A quest'”uomo” hai dedicato solo un piccolissimo aggettivo, ovvero bastardo!!
Il tuo ragionamento allora vale anke x le donne cornute, colpevoli di non essere state in grado di tenersi il marito…così pure delle amanti ke hanno scelto di proposito un uomo ke le maltrattasse!! (maltrattamento verbale)
Ti consiglio di fare un giro nei centri anti-violenza!! E se hai il coraggio ripeti in faccia a tutte quelle Donne che, come Margot, se la sono cercata e meritata!!
Senza parole!
@Margot, non è che per caso….24ore è lo stesso uomo cn il quale stai uscendo?
24 ore, non voglio contraddirti e non lo farò :-), però sento l’esigenza di mettere un puntino su una piccola i.
Ciò che scrivi è vero, è giusto, è sacrosanto. Però implica una lucida percezione della realtà, un controllo dei nervi, un’autostima, un coraggio, una forza ed un’energia che la molestia stessa impedisce nel momento in cui è in corso e fino a che esercita influenza.
Insomma….concordo con ciò che scrivi ma è come se saltassi una tappa e corressi a quella successiva.
E’ come se ipotizzassi che alla demolizione (o distruzione, autodistruzione, rimbambimento, rincoglionimento, chiamalo come vuoi 🙂 segua in automatico la ricostruzione (correggimi se sbaglio).
Tra la demolizione e la ricostruzione, in realtà, c’è una fase intermedia: quella della presa di coscienza.
Una fase che richiede tanta energia (che non si ha perchè si è e ci si sente sfiancati), una visione obiettiva della realtà (che non si può avere perchè la polvere della demolizione annebbia) ed una notevole forza d’animo (che magari si ha ma che è difficile da direzionare perchè non è chiaro da che parte andare).
Insomma…..una fase difficilissima da vivere, da percepire, da affrontare e da gestire.
Quando si è in balia dei molestatori morali la percezione della realtà è completamente sfalsata.
E’ come guardare il mondo attraverso uno specchio deformante, è come vivere nel castello delle streghe e delle fate e non sapere mai in che stanza ci si trova, non capire dov’è il bene e dov’è il male, non riuscire (più) ad avere un pensiero proprio, non riuscire (più) a prendere decisioni in autonomia.
Quando la molestia cessa resta la paura retroattiva, resta lo stupore terrorizzato dell’essersi infilato in una bruttissima situazione in modo inconsapevole, dell’aver scambiato delle randellate per dei mazzi di rose con un’orchidea in centro.
Tu dici: “la colpa è anche tua che hai permesso una situazione del genere”.
Il problema è che la “situazione del genere” nel momento in cui viene vissuta non viene percepita come pessima ma come necessaria per la vita stessa.
E, dopo, scattano mille seghe mentali per cui la situazione in realtà era, si, pessima…… ma per colpa nostra, dei nostri limiti, delle nostre carenze e comincia l’autoflagellazione….
Restano dei momenti, indescrivibili, in cui, in assenza di direttive, non sai cosa pensare e se pensi qualcosa non sai se sei autorizzata a pensare in quei dati termini.
Purtroppo non basta schioccare le dita, canticchiare “lo stronzo non c’è più”, dare un colpo di reni, togliersi la polvere dai vestiti, ridere della propria imbecillaggine, non sentirsi vittima, non vedere carnefici, ripartire con passo di marcia verso il futuro.
Spesso bisogna ripartire da zero. Domandarsi perchè si è arrivati a quel punto, fare un passo alla volta in una ricostruzione che è tutto tranne che facile.
LUNA non fa solo ipotesi e teorie.
LUNA, secondo me, dice la verità nuda e cruda.
Ps. Ciao LUNA, ti voglio bene 🙂
si capisco quello che dici eme!ed hai ragione…non ti dico di no!io son brutale..ma prospetto a margot la verità!
e margot è qualche tempo che si sta crogiolando su questo “amore” che amore non è…io spero che margot riesca a volersi bene e a guardare a chi la sta “molestando” con distacco e consapevolezza.
già qualche settimana fa la esortavo a farlo.
lei ancora non sa se è amore o altre cose…
credo che margot vada aiutata anche con questi bruschi richiami alla realtà.
perchè luna ha perfettamente ragione tuttavia parlando da settimane sullo stesso argomento si rischia di fare solo chiacchiere sterili.
centri anti-violenza…maddai eme.
eme io dico che la colpa è di quello che la molesta ma anche sua che continua a fare il suo gioco. e perde tempo alla ricerca di capire…capire cosa???
margot ancora non sa se è amore o sudditanza…quando quello lì le dice che è grassa e che una donna che si definisca tale deve farsi il tatuaggio e mettersi il tanga.
suvvia eme.
nel mio intervento ho detto chiaramente che la colpa è anche di chi permette certe cose…e una volta che le capisce continua a farsi del male. non ho detto che è solo sua. le colpe di quell’ “uomo” le do per scontate.
@cla
a te non dovrei proprio rispondere….ma ti rendi conto delle cose che scrivi?il classico uomo che picchia a sangue….i giri nei centri anti-violenza…ma cosa farnetichi?
rileggiti le mie parole…da insomma alla fine!e interpretale come un’incitazione a margot che esca da questo stato e dia quello che merita a quello lì….ma fammi il piacere clà…..che esagerazione!
Una precisazione perchè una parte di ciò che ho scritto può sembrare una bestemmia e far saltare i nervi (a me salterebbero….) e mi riferisco al mio: “24 ore….Ciò che scrivi è vero, è giusto, è sacrosanto”.
Mi riferivo a QUESTO inciso (di 24 ore) : “Avere il coraggio di essere sinceri con se stessi è fondamentale per uscire da situazioni spiacevoli come questa.ma se non incominci ad aiutarti tu e a volerti bene tu per prima nessuno lo fa al posto tuo”.
Sulle altre opinioni (di 24 ore) non mi pronuncio.
Credo che 24 ore non volesse essere cattivo, malvagio, probabilmente la sua intenzione era di sdrammatizzare e di dare una terapeutica pedata nel sedere….
Scelta discutibile, però, in un contesto di violenza in mezzo a persone molestate….
e poi…
caspita hai ragione eme…ci vuole tempo per ricostruirsi!non basta far tic con le dita!
però bisogna partire dalla realtà!se nò cosa vuoi costruire?
la realtà è che margot ha perso la testa per uno che la sta usando e lei ne è succube.
Vogliamo dircelo?
Oppure vogliamo continuare con questa serie di astrazioni infinite?
una volta che abbiamo messo nero su bianco la realtà, possiamo anche cominciare la ricostruzione…però la cara margot ancora pensa a come fare per stare con lui…ancora non sa se è amore o altro…
andiamo!
oddio…mi son riletto l’intervento di cla..femmine cornute, maschilista, spero che non avrai figlie femmine, nel 2011….madò sono senza parole!
margot..non offenderti!…ma devi dimenticare quella persona che non ti farà che del male!non pensare di capire altre cose…e se…e se….niente se!non fa per te!se vuoi ricominciare a vivere!
altrimenti fai come credi e gira tutti i centri antiviolenza del mondo ma torna sempre ad aspettare che ti chiami!
ultima cosa!
non ho la proprietà di linguaggio di eme nè la sua esperienza di vita e so che quello che dice è giusto!
ci vuole tempo.
ma nella fase che dicevi tu, cara e stimata eme, quella della fase intermedia che può durare tanto, ci vuole obiettività e lucida percezione della realtà…lo dici tu, giusto?
e io cerco di comunicare questo a margot!cerco di darle la realtà anche se fa male!
poi sono pessimo di mio e tutte le esperienze che ho fatto mi portano a essere schifosamente cinico.
però se margot inserisce le parole di questo matto nella fase che dici tu forse può trovarsi bene.
e può smettere di avere dubbi sulla persona che la fa soffrire.
perchè lei ancora ha dubbi.
c’è già luna che parla e dice un sacco di cose giustissime e vere per carità…io voglio avere un ruolo più scomodo e brutto perchè meglio non so essere.
Ma il mio ruolo serve come quello di luna.
non do colpe per far sentire schiappe le persone….se faccio sentire così le persone mi dispiace!non voglio esprimere giudizi e quando ferisco gli altri sono triste.
però cerco di essere onesto…e non si può fare a meno di essere un po’ caustici se si vuole essere sinceri!
torno nella mia fogna.
EME: anch’io ti voglio bene 🙂
24ore: vedo la tua buona fede. Le persone provano indignazione e senso di impotenza anche nel leggere queste dinamiche.
Il problema non sta nell’evidenza dei fatti, però, in ciò che si vede da fuori, ma in quello che sta dentro. e quello che sta dentro è un minestrone pazzesco, una sorta di lavaggio del cervello.
24 ore, credi che io non esprima le cose come hai fatto tu perché mi piace scrivere sempre le stesse cose e fare teoria invece di dire la verità nuda e cruda?
credi che sia perché sono buonista o non penso che sia importante che le persone abbiano la percezione del loro valore o dell’importanza dell’autodeterminazione?
soprattutto, ti pare che io abbia detto cose consolatorie e leggere o abbia invitato Margot a restare lì dove sta o le abbia detto che lei non ha alcun potere di cambiare la sua vita?
Scrivendoti questo io non difendo i miei post, o il mio modo di esprimere le cose. Però mi preoccupa la contro informazione, anche quando è inconsapevole.
Ed è per questo che quando leggo “centri antiviolenza, ma per favore!” mi vengono i brividi.
Io mi rendo conto che è difficilissimo entrare nei meccanismi di queste brutte faccende. Anche perché pure se ci sono dei punti in comune in tutte queste brutte faccende parliamo di individui e quindi ciascuno ha la sua storia, la sua storia prima, durante e dopo una violenza morale. Ci sono violenze morali che durano pochi giorni, pochi mesi ma anche dei decenni. Ci sono persone che passano da una violenza morale ad un’altra, ci sono persone che ne hanno vissuta una sola, ma che si sono sentite schiacciate come un rullo e non erano più loro stesse.
Credimi, 24ore, non ti parlo con supponenza quando ti dico:
che contatti hai avuto con la violenza morale? quanto hai avuto modo di conoscere da vicino le dinamiche della violenza morale? sei mai stato vicino, ma veramente vicino, ad una persona che ha fatto un percorso per uscirne? hai mai sentito le testimonianze di persone che ne sono uscite?
Se tu andassi veramente vicino alla violenza morale resteresti sconvolto nel renderti conto del perché “dire la verità” non è sufficiente. Se bastasse dire la verità la violenza morale non esisterebbe. Se bastasse dire ai vecchietti di non aprire la porta agli sconosciuti perché non vengano derubati non esisterebbero vecchietti truffati.
Provo a farti un esempio: la differenza tra disagio lavorativo e mobbing vero e proprio.
Molte persone sanno cosa sia il disagio lavorativo. Lavori troppo, ti pagano poco, non hai le ferie quando vorresti, la collega ha un carattere di merda, il capo alle volte è sgarbato. Riesci a raccontare agli amici e ai parenti come stanno le cose e quando la gente ti dice: ma non ti converrebbe cambiare lavoro? riesci a razionalizzare il fatto che effettivamente potresti mandare dei curriculum in giro, perché sei una persona che vale. Se sei insicuro forse avrai paura di trovare un altro lavoro ma non parli di te stesso e della situazione come se ti
avessero rapito gli alieni. Il mobbing è un’altra cosa. E’ una serie di vessazioni sistematiche operate sul lungo termine (anche se esiste anche il mobbing sul breve termine), che producono effettivi disagi alla salute, psicologica e fisica, e all’autostima in senso più ampio.
Se un tuo amico è veramente sottoposto al mobbing dirgli la verità, e cioè che i suoi capi sono stronzi o dirgli che è anche colpa sua perché si fa trattare così, non è sufficiente. La sua autostima è già sotto i tacchi e già si sente prigioniero di una situazione dalla quale non si sente in grado di uscire e quindi metterla su questi termini può essere persino controproducente. Il suo disagio psicologico temporaneo (non è pazzo, è esaurito) è il problema, quanto la situazione che genera lo stress. Vanno affrontati entrambi. E’ chiaro che deve togliersi da lì, prima possibile e nel miglior modo possibile, ma è anche vero che il suo malessere psicologico ed emotivo non è un aspetto accessorio, ma altrettanto centrale.
Tanto è vero che c’è un motivo se esiste il doppio-mobbing…
la famiglia all’inizio sostiene comprende le dinamiche psicologiche del parente, fratello, marito, moglie che subisce il mobbing. Ad un certo punto la pressione psicologica subita dal parente è talmente forte che neanche la famiglia la regge più.
Ed è per questo che esistono (non ovunque purtroppo) dei centri di ascolto in cui persone preparate riescano a guardare la situazione non solo da un punto di vista di evidenza, ma anche guardando il sottotesto, di cause e conseguenze. Così nella persona che subisce violenza morale ecc è chiaro che la situazione causa il malessere psicologico, ma il malessere psicologico è un problema. Se la persona non riesce a percepire del tutto quello che le stai dicendo non è perché è scema, perché non vuole, ma anche perché oggettivamente NON PUO’. Tra le tue parole e la possibilità di una piena, attiva consapevolezza c’è un filtro, grosso. Ecco perché io ripeto le stesse cose. E non mi stanco di ripeterle. Perché so che in molti casi quello che dico entra, ma entra sbiadito, entra combattuto da anticorpi che in realtà sono il virus. Poi magari, quando quel filtro malefico cede, entra una frase casuale, letta da un contesto che non c’entra niente. ma che rappresenta una svolta. capita. L’importante è che la svolta ci sia, dentro. Ma il filtro è potente, 24ore.
Non può non significa dire che chi è sottoposto alla violenza morale non abbia nessuna corresponsabilità in quello che sta succedendo, che non possa/debba fare qualcosa per uscirne… certo che è importante che la persona si renda conto che può fare qualcosa per uscirne, e che tutte le assurde convinzioni con cui si sta massacrando cadano. Ma appunto per questo a volte c’è bisogno di qualcuno che sappia come scardinare quei meccanismi, senza parlare di colpe o di mancanza di autostima. Quel qualcuno non sono io, ovviamente. Ma, fidati, che non parlo per astrazione o per teoria.
Certo…non parli per astrazioni e teorie e ripeto: dici cose giustissime! non fraintendermi luna.
Ho parlato di ruoli.
Io voglio avere un altro ruolo, un ruolo diverso dal tuo.
Il tuo è utilissimo…il mio lo è di meno ma credo sia comunque importante.
Io ho voluto dare il mio punto di vista…che sicuramente non risolve la situazione perchè è intempestivo e frenetico. E’ una doccia fredda.
Ma boh certe volte non ce la faccio a stare zitto.
Ma ci riuscirò.
Quando ero piccolo l’ho vista la violenza sulle donne…ma quella reale. Mami non se li metteva li occhiali da sole in casa, li usava solo fuori. E sono cresciuto rispettando ogni fanciulla e preferirei buttarmi dal quinto piano anzichè dare una spinta a una ragazza.
Invece con gli uomini non ho problemi a imbestialirmi quando li vedo prevaricatori…o quando vedo le ingiustizie. Perchè io proprio non le tollero le ingiustizie. Tremo per l’indignazione.
Credo di essere stato vittima della violenza che dici tu quando mi sono innamorato.Non si trattava di mobbing o di ste cose che dici tu ma erano comunque comportamenti pericolosi. Non sai quante me ne ha fatte…però non la odio. Perchè se facevo l’uomo lei non si sarebbe comportata come ha fatto. Ma non la stimo…perchè se lei era una donna come si deve non avrebbe avuto quei comportamenti.
A chi mi dice che son maschilista rispondo che io amo e rispetto le donne. Ma bisogna comportarsi da donne.
Perchè uomini del genere si sentono forti e virili e potenti fino a che trovano donne che li assecondano e fanno il loro gioco.
Sarei proprio curioso di sapere cosa penserebbe cla di margot se lei stessa fosse l’altra donna…quella cioè sposata con quell’uomo di m….sarebbe interessante.
bene. Buona fortuna margot e scusa se son stato duro. Luna tu scusami se nelle mie parole hai colto qualche cosa di negativo nei tuoi confronti. Un po’ ti leggo di qui e di là e ho capito che sei una gran signora e che non te la prendi per qualche frase fuori posto.
@Clà: non è 24ore il mio uomo.
@24ore: se solo avessi letto tutto ho sempre ripetuto che per molto mi sono sentita la colpevole, colei che ha volutamente scelto di farsi fare del male. ma eri troppo preso dal dovermi dispensare queste specie di consigli/offese in cui mi ricordi che me lo merito. Me lo meriterò pure, ma nn so cosa ha in serbo la vita per rettili di uomini come quel poverino che chiami bastardo. Ah, poi la verità se nn te ne fossi accorto, la conosco molto bene. Forse il mio processo di consapevolezza è iniziato da poco, ma la realtà nn mi è mai sfuggita di vista. E sull’amore che amore nn è, forse sapevo anche questo, ma sai quando hai la polvere negli occhi (EME) non è che sia così facile vedere bene davanti a se. Scusami se sono una piccola donnina fragile. Credimi non volevo proprio esserlo. Volevo essere quel tipo di donna che non permette a nessuno di renderla inutile, ma nn ci sono riuscita, e concordo con te quando dici che le vere donne queste cose nn se le fanno fare.
@Luna: nn me la sento qui di dire il luogo in cui mi trovo, scusami. ma ho paura che quello che dici sulle molestie psicologiche sia il mio caso. Ti ringrazio per tutto. Forse ha ragione 24ore vi scrivo e riscrivo da giorni e ci sto ragionando troppo su, forse proprio perchè la paura di uscirne mi attanaglia. ma a differenza di settimane fa la paura è sopportabile come il senso di vuoto. Sarà che ci sto facendo l’abitudine o nn so che altro, ma mi sento anestetizzata. Se penso, se mi soffermo a riflettere è tutto un gran pasticcio nella mia testa. Ci sono molte cose nn dette, nn fatte, nn vissute e tante altre fatte e sbagliate. Ieri c’è stata l’ennesima discussione. Ne ho approfittato per mettere un punto a tutto: mi ha ribadito che la sua donna nn la lascia, che è stato chiaro fin dall’inizio, che se esco dalla sua vita potrà rimanerci un pò male ma nn gli cambia nulla, che ha portato avanti questa nostra storia perchè all’inizio era mosso da una forte attrazione fisica che poi con il tempo si è modificata. Ha detto che se fosse stato solo sesso si sarebbe stufato da parecchio e che sta bene con me, che si è affezionato a me (dice lui “mica sono un animale”)ma che nn sa proprio che ruolo ho io nella sua vita, visto che nn se l’è mai domandato (dice sempre lui “come faccio a dirlo a te se ancora nn mi sono dato una risposta”).
Date tutte queste ripetizioni, sempre le stesse, mio malgrado gli ho detto che poteva bastare così, che nn che la faccio più, che l’avrei voluto nella mia vita in maniera pulita e nn così, che questa situazione mi distrugge e che mi ha fatto bene sentirmi sbattere in faccia la sua verità. Ha cercato di confortarmi, di confortarsi anche, mi ha detto che si sentiva uno scarto umano per il dolore che mi vedeva scritto in faccia e ha continuato a dire che gli dispiace. Così è finita. Nn mi sento bene ma nn sono nervosa e irrazionale come le altre volte. Sto pensando a me. Anche se fa male.
Cmq grazie a tutti mi siete di grande aiuto.
margot
scusami. mi dispiace tanto. forse volevi sfogarti e hai trovato chi è pieno di rabbia e non tollera malumori altrui.
se vuoi continuare a sfogarti io non ti rinfaccerò più nulla, va bene?
mi spiace se sono un fondamentalista a volte…spero comunque di essere stato un po’ utile nonostante tutto.
Pensa solo a te.
per me questo forum in passato è stato anche un valvola di sfogo…e ho trovato persone che non hanno risposto così bruscamente come ti ho risposto io.
non si fa…se può servire accetta le mie scuse.
24 ore: a me non importa di avere un ruolo e che sia importante.
se posso veicolo delle informazioni, che però io evidentemente ho raccolto da qualche parte, seppure nel momento in cui scrivo passano attraverso la mia rielaborazione e formulazione e comunicazione. Così è per gli altri. Tutti portano la loro parte in un forum, e ciascuno lo fa a modo suo.
Il problema non era del tuo ruolo o del fatto che quello che dici tu possa essere più o meno importante di ciò che dico io.
Il motivo per cui ti ho scritto è che ci sono dei luoghi comuni che sembrano niente ma che non sono solo opinioni. O meglio, cerco di spiegarmi:
se una persona ha visto la violenza fisica sa che è una cosa terribile.
ma anche la violenza psicologica e morale è una violenza REALE
La violenza fisica si accompagna sempre alla violenza psicologica e morale, sempre, è inevitabile che questi due aspetti siano connessi.
Ma uno dei luoghi comuni duri a morire è che la violenza psicologica non sia una violenza reale. Lo è.
Nel suo estremo produce anche violenza fisica. produce violenza fisica per esempio tramutandosi in problemi di salute, anche seri, sul lungo termine.
produce violenza fisica perché la persona che la subisce perde il senso della propria persona e della protezione della propria persona e della cura della propria persona.
produce violenza fisica perché le persone sottoposte sul lungotermine a violenza psicologica e morale vivono in uno stato di tensione ed ansia perenne, perché non dormono o dormono male, perché non mangiano, perché fumano 100 sigarette al giorno, perché possono finire con il bere, con il trascurare delle visite mediche necessarie, fare uso di sostanze per restare in piedi comunque o per sostenere lo stress.
E non è questione di autolesionismo.
Tempo fa (e non so che fine abbia fatto, ma spero stia bene) una ragazza scriveva che il suo compagno la chiudeva in casa. e non aveva neppure bisogno di alzare le mani, pare, per chiuderla in casa. Ma lo faceva. Lei non usciva, aveva paura di uscire. Da fuori uno avrebbe potuto dire: ma che fa, scusa, ti lega? ti spranga la porta?
Può sembrare assurdo che non potesse uscire?
Eppure lui non aveva bisogno di legarla o di sprangare la porta. Era talmente entrato nella sua testa che lui aveva le chiavi.
Inoltre ho conosciuto persone che avevano subito violenza psicologica e dicevano: però non mi ha mai messo le mani addosso o ricordavano “1 sberla sola”. In realtà poi cominciavano a ricordare, ricordare forme di violenza fisica come quella volta che erano state spostate di peso ecc, quella volta che lui aveva lanciato un oggetto, quella volta che avevano avuto paura, quella volta che le loro cose erano state gettate via, che erano state chiuse fuori al freddo, quella volta che avevano dormito per terra ecc.
Costringere una donna all’aborto, facendole pensare che non ha alcuna possibilità, alimentando il suo stato d’ansia, è violenza fisica.
A volte la violenza fisica è l’atto finale, estremo, di una tensione crescente di violenza morale. Io sono andata a recuperare una persona che aveva subito quell’atto estremo.
E il motivo era mille volte più banale di altri per cui sino a quel momento la violenza era stata (salvo rimozioni nel ricordarla) solo verbale.
Certo, 24ore, come dici tu esistono vari livelli di molestia morale e psicologica. Può molestarci moralmente anche la tipa dietro di noi alla cassa del supermercato che comincia a urlarci come una pazza per cinque minuti che l’abbiamo superata (senza volerlo) e che se la prende con noi perché istintivamente le sembriamo più miti e quindi sembriamo un ottimale capro espiatorio. Ci spostiamo o sediamo la pazza alla cassa con tre paroline ben assestate e la cosa finisce lì.
Può molestarci moralmente quel professore che anche se studiamo come matti e sappiamo quanto sa Gigetto a noi da 5 dicendoci che saremo sempre degli asini patentati. Può molestarci moralmente nostra madre, anche se ci vuol bene, perché, anche senza rendersene conto, ogni volta che parliamo di qualcosa ci mette in mezzo il senso di colpa, per modalità sua. Anche se ci siamo semplicemente dimenticati di comprare lo yogurt. E per il resto può essere un tesoro di persona.
Diciamo che in generale riconoscere delle modalità e sapersene difendere non significa, come giustamente dici tu, odiare le persone. Significa solo ammettere che certe modalità non sono funzionali.
E sentirci in diritto e in grado di difenderci. Il che non significa per forza spartire cazzotti. A volte basta spostarsi e dire: no grazie.
Tutti possiamo attuare delle piccole azioni moleste nei confronti degli altri. Io mi rendo conto che è difficile spiegare in poche parole il concetto che non si tratta di vedere molestie morali dappertutto o di dare eccessiva enfasi al fatto che uno può essere un attimino scortese o che può nascere un malinteso (EME, se mi leggi, saresti in grado di dirglo meglio tu?). Si tratta però del fatto che rendersi conto di una serie di meccanismi male non fa. Se non li incontri tanto meglio, se li incontri li vedrai. e a seconda ti saprai regolare. Vorrei dire, scusami, anche: la violenza morale non conosce sesso. I molestatori morali così come le vittime possono essere sia uomini che donne, come notavi tu. Tu non l’hai detto da maschilista, ma l’affermazione vero uomo o vera donna non significa nulla. e non solo non significa nulla, ma molto spesso nella violenza psicologica sono concetti astratti, quelli sì, usati per distruggere l’identità dell’altro/a o per “spiegare” perché sta subendo ed è giusto: “se tu fossi così o colà io ti potrei rispettare, ma…”. Un astratto modello viene usato come arma letale. La violenza inoltre è democratica: colpisce ricchi e poveri, colti e meno colti, sposati, conviventi, fidanzati,adulteri, amanti.
ho capito di cosa parli.
l’avevo già capito…ce li ho impressi i meccanismi che dici tu, non sono privo di intuito non preoccuparti.
Ma se la mia ragazza mi tratta come un oggetto una volta, due volte tre e quattro…e mi fa perdere la stima di me stesso la colpa è sua che è una poveraccia ma è anche mia che non mi ribello e non dico quello che non va.
Uomini del genere esisteranno sempre se si fa finta di niente perchè fa comodo.
A margot, nal caso specifico, faceva comodo. caspita.
Era (è) la sua amante. Non facciamo passare per dettagli cose che in realtà sono importanti.
Mi sembra proprio che invece tu stia facendo troppa enfasi e troppo sensazionalismo su questa situazione.
Si…ci sta che lui cerca di farla sentire più debole per tenerssela sempre più vicino e questa è violenza per carità.
Però non deviare, con tutti i discorsi che fai, dalla realtà delle cose.
Non ho bisogno che eme mi spieghi cosa vuoi farmi intendere…e nemmeno mi importa dare ruoli.
mi importa che margot, o chiunque si trovi nella sua situazione, dia un taglio netto a certe situazioni.
E per dare tagli netti bisogna anche essere sinceri con se stessi e ammettere i propri sbagli, dopo le violenze subite.
mi importa aiutare a mio modo. non mi importa scriver scrivere e scrivere…ognuno dice il suo.
e, cara luna, te lo ripeto: lei può frequentare tutti i centri anti-violenza che le suggerisci ma se poi dopo torna ad aspettare che lui la chiami non risolve nulla.
Deve darci un taglio netto.
e stop.
Non è questione di dare ruoli. E’ questione che ogni parere può aiutare..perchè qui si tratta di aiutare, dico bene?
E il mio parere aiuta…forse meno del tuo ma fidati che aiuta.
Perchè se margot trova solo chi le dice che è una vittima, che non ha sbagliato in nulla, che qui e là (sipotrebbe continuare ancora per decenni)…insomma se lei trova solo chi la capisce e la consola e nessuno che le dica chiaro e tondo come la pensa poi è ancora più difficile per lei uscirne. Detto questo scompaio. Ho capito quello che vuoi dire, non preoccuparti. E vado di fretta e non posso spiegarmi meglio quindi spero che si capisca che voglio dire
@24ore: nn ti devi scusare. Figurati! Ma nn mi attaccare credendo che sono una povera sciocca, illusa che ora ha perso il giocattolino che voleva togliere ad un’altra e si lamenta su un blog volendo passare da carnefice a vittima. Nn sono questa. Io mi sono trovata in una relazione, che relazione non è, mettendoci tutto il cuore e anche di più. Per sbattere continuamente contro un muro di gomma. Che mi sbatte indietro ma che nn mi lascia mai andare. Sai 24 ore nn puoi neanche lontanamente immaginare quanto mi dispiaccia a me di essere così fragile di fronte a lui, e di essere quel tipo di donna che ho sempre disprezzato. Cmq anche il tuo spronarmi male nn fa. L’unica cosa che ti chiedo è di nn giudicarmi a priori, se puoi.
Sai cosa mi servirebbe? Nn pensarci più tanto. Continuo a pensare continuamente alle sue parole contraddittorie, al suo disagio e al dolore che manifestava nel vedermi ormai scoraggiata e distrutta. Dovrei pensare a me, a come mi sento al dolore che provo, al fatto che inizio a piangere senza motivo e che veramente nn ricordo più da quando nn singhiozzavo così. Ma fa parte di questo gioco perverso in cui mi sono infilata. Il fatto di essersi mostrato vulnerabile e dispiaciuto forse fa parte sempre della sua tattica, oppure nn ha tattica è solo ke è così. Niente di più. E io nn posso volere chi mi fa questo. Nn posso continuare a farmi questo. Ma fa talmente male stare senza lui, e vederlo preoccupato. Perchè è così che l’ho visto. Ma gli passerà presto visto che mi ha ribadito che se ci sono o meno per lui nn cambia granchè. Questo è stato l’apice dell’umiliazione. Nn vedermi neanche riconosciuto quel minimo di valore ke ho avuto per lui. In termini matematici se una variabile entra a far parte di un’ equazione,inevitabilmente ne provoca un cambiamento. Io sono una variabile a cui nn è stato attribuito alcun valore. Sono stata privata della mia identità per poi sentirmi dire che nn ho avuto alcun impatto su di lui. Lui nn sa che funzione abbia mai avuto perchè nn si è mai posto il problema di domandarselo. Quando io per un anno e mezzo nn ho fatto altro. Vedete che disparità che c’è tra me e lui. Ho perso. Tutto. E ora da questa tabula rasa devo ripartire. A ricostruire una nuova me. Senza di lui.
@luna: grazie. Sei una grande amica. E nn ho usato questa parola a caso. Grazie.
grazie margot per la comprensione.
Io non volevo giudicarti o offenderti…cioè sicuramente le mie parole tradiscono una velata…come dire…sottovalutazione della tua persona e della tua situazione.
E mi dispiace tanto, davvero. Scusami ancora.
Ma non volevo farti sentire una sciocca…mi farebbe piacere solo se riuscissi a capire che lui non ti ama nè ti vuole bene altrimenti non ti avrebbe fatto soffrire come soffri adesso.
Non pensarci alle sue parole o ai suoi atteggiamenti…non perder tempo a valutare il perchè o la genuinità di quello che dice. probabilmente non voleva nemmeno distruggerti o farti così male…e nemmeno se ne è reso conto.
probabilmente per lui era un gioco e basta, invece tu via via ti sei innamorata.
Quando si instaurano queste relazioni che cominciano col sesso poi inevitabilemente uno dei due ci rimane sempre…e si innamora e perde la testa.
Ora è capitato a te.
hai un debole per lui e per questo sei così debole nei suoi confronti.
E’ capitato anche a me cara margot, per questo ti scrivo ste cose.
Anche io ci son rimasto come sei rimasta tu.
Devi tagliare con lui se vuoi uscirne..altrimenti ti mangerà altro tempo. E già un anno e mezzo è tanto.
Ma mi sembra proprio esagerato rivolgersi a centri anti-violenza e via dicendo…andiamo!
O le parole femministe di quell’altra!
@ luna
io credo che, invece, il vero uomo e la vera donna abbiano significato come espressione. Ma non nel senso che intendi tu! Un uomo deve accettare i proprio limiti e saper accontentarsi essendo se stesso.
Una donna deve amare un uomo..ma non amarlo perchè offuscata dall’attrazione fisica. deve ricercare altre qualità perchè si possa parlare di amore.
Uomo e donna io credo che abbiano tanto significato invece.
E a tutti capita di non comportarsi da uomini…anche quando si nasconde un sentimento, oppure si evita di prendere le difese di qualcuno!…e a tutte capita di non comportarsi da donne!
Ma occorre imparare dai proprio sbagli ed evitare di farli in seguito…se possibile. Io quando non mi comporto da uomo non ci dormo la notte! Ed è un mio giudizio…non dipende da quello che dicono gli altri per sminuirmi! per me questo significa ed ha senso! ciao luna!
24ore, non si tratta nè di ruoli più o meno importanti, nè di maggiore o minore validità degli interventi, nè di entrare nella fragilità altrui a gamba tesa oppure chiedendo “scusa posso?”
Comprendo appieno il tuo punto di vista.
E capisco che dare uno scrollone possa sortire effetto quanto un pò di umana comprensione e consolazione.
Il mio recente ritorno al mondo dei vivi dipende da uno scrollone emotivo di forza 8…. pensa un pò se non ti capisco!!!
Essere impetuosi, però, rischia di vanificare lo sforzo.
Non è il caso di Margot, ok.
Lei ha compreso il tuo sforzo ed apprezzato il tuo impegno!
Ma non tutti/e sono Margot.
Qualcun’altro potrebbe incazzarsi. Ed anteporre il tono usato al contenuto mandando affanculo il tuo intento!
E tu ne sei consapevole!!!
Lo dimostra il fatto che un post si e un post no ti profondi in scuse. Con Margot, con LUNA…..
Se esprimessi il tuo validissimo pensiero in modo meno irruento (e lo sai fare!!!!) probabilmente le scuse sarebbero superflue.
Lo so…. ti parlo da “vecchia zia” ed il tono aggressivo di certi miei post in altre lettere, probabilmente, ti farà pensare che mi ha dato di volta il cervello o, peggio, che sono una falsa ipocrita.
Il fatto è che ho la presunzione di aver capito qualcuna (QUALCUNA) delle positivissime dinamiche che ti muovono ed il fatto che il tuo tono ROAR GRRRR SGRUNT possa portare al totale fraintendimento (ed è successo) mi fa girare le scatole!
Ps. peace & love. Vengo in pace (e tu lo sai 🙂
24ore: forse tu ti sei perso una serie di post nei quali io parlavo con margot. e si è parlato del fatto che lui è una persona impegnata ecc ecc ecc ecc ecc ecc ecc.
e continui a non capire che io non le sto dicendo che deve restare lì dov’è, che lui è brutto e cattivo e lei è solo una vittima passiva ecc ecc.
Io non le sto dicendo questo. Io le sto dicendo il contrario.
e sono stufa. Non delle opinioni degli altri o del modo diverso di dire opinioni, ma sono stufa di frasi, non solo tue come:
@Ma mi sembra proprio esagerato rivolgersi a centri anti-violenza e via dicendo…andiamo!
e ti posso anche dire che per quanto ti scusi tu stai dicendo ripetutamente che io uso enfasi, e che io non c’entro il problema e che io parlo di centriantiviolenzamaperfavoreeeedai.
Cioè in sintesi non dici solo la tua opinione, smonti l’informazione che io cerco di fare o ne cambi la sostanza e il fatto che tu lo faccia dicendo che sono bella e cara non cambia.
Io non le ho detto di andare a denunciarlo in un centro antiviolenza, e tu non sopporti forse l’idea che una donna possa sentirsi vittima, andare in un centro antiviolenza e parlare con delle persone che siano in grado di spiegarle come stanno le cose, e quindi di aiutarla a capire perché non è una vittima passiva e di aiutarla anche a non tornare indietro.
Io e te stiamo dicendo in un certo senso le stesse cose, solo che tu la fai facile e io no. e io non la faccio facile perché mi piace complicare le cose, ma perché so benissimo che non basta dire a una persona l’OVVIO perché questi meccanismi si rompano. Altrimenti mesi fa alla prima volta che è stato detto a Margot l’ovvio avrebbe avuto l’illuminazione.
E comincio un po’ a stancarmi del fatto che ore e ore e ore di dialogo tra le persone vengano riassunte in: tu giri intorno alla realtà. Mi stanco perché è della realtà che sto parlando.
Anch’io sono capace di dare due facili giudizi, di entrare in un forum e di dire: ti do una bella scrollata e poi vado a farmi un uovo al tegamino. E se la scrollata non ti basta vuol dire che tu non vuoi cambiare.
Se io do una scrollata ad una persona e non basta forse mi domando se magari le cose non sono così lapalissiane come mi possono sembrare.
forse so che esistono delle resistenze nelle persone in determinate situazioni.
Io non faccio enfasi e sensazionalismo su questa situazione, io cerco anche di fare informazione. E ti assicuro che c’è bisogno di farne su queste cose.
Sei tu forse che non ti rendi conto inoltre che è possibile che non solo io, te, Eme o Margot stiamo leggendo queste pagine, ma anche altre persone che non commentano, ma leggono. Magari non sta succedendo adesso, in questo preciso momento, ma altrove è successo.
Quando io avevo bisogno di capire certe cose c’erano due problemi:
io non sapevo esattamente su cosa cercare le informazioni, il che non è poco, e non c’era nessuno intorno a me che potesse darmi quelle informazioni.
24ore, Margot non vede una serie di cose, ma nemmeno tu vedi una serie di cose. Forse anche tu hai bisogno di una scrollata, che ti faccia capire che forse se i centri antiviolenza esistono o comunque esistono persone che cercano di fare informazione e ascolto su certe dinamiche una ragione c’è. E non sta solo nel fatto che alla gente piace fare la vittima e essere presa a calci in culo.
Non sono incazzata con te, anche se ti ho ripetuto, gentilmente, più volte, di dire quello che pensi, e anche di dire che non sei d’accordo con me, ma di non sminuire dei concetti che vengono svolti in una certa maniera da me per delle ragioni.
Ma a te dà fastidio pensare che io stia dicendo a Margot che è una vittima passiva e che lei non ha scelto.
Ma questo è quello che tu vuoi vedere nelle mie parole.
Non c’è questo nelle mie parole. nel frattempo però sei anche contradittorio. Sei come quello che dice: ti droghi e sbagli! Non ti vergogni di non accorgerti che ti stai facendo del male???
“Hai ragione, voglio smettere, e magari domani vado in un centro a cercare di capire perché mi drogo e perché mi siano di supporto per smettere o vado da uno psicologo per conoscermi meglio…”.
“Ma che stai dicendo! Parli come se tu avessi un problema. Ma il solo problema è che ti droghi. A cosa ti serve parlarne con qualcuno? Tutte scuse per non smettere! Smetti e basta!”.
E quando sento queste cose mi viene il latte alle ginocchia.
Io non sto dicendo che Margot DEVE andare in un centro antiviolenza o che DEVE andare da uno psicologo. Io sto dicendo però che voler smettere è già un passo. e quando qualcuno comincia a concepire che vuole smettere, qualsiasi sia il suo problema o la sua dipendenza, può cercare da sè il suo modo per perseguire la sua strada per il benessere. Ma l’importante è che quel modo lo cerchi. Veramente. Allora se sei aperto una scrollata arriva eccome. Ma, fidati, 24ore, che se ci sei dentro fino al collo la scrollata arriva, ma non arriva come pensi tu. Magari hai dato una scrollata fantastica a Margot e le sei stato di enorme aiuto, non sto dicendo di no. Ma ti sto dicendo che se ti capitasse nella vita di incontrare una persona che ha queste problematiche di cui, secondo te, io parlo con enfasi, cerca di valutare bene la situazione prima di credere che una scrollata basti o che una scrollata possa fare solo bene.
Questo in generale.
Magari domani Margot lo lascia e la guerra è finita. Non è impossibile. Anche perché, Margot, è vero che scrivi diversamente da tempo fa, e ne sono felice. Molto.
EME: non mi sono infervorata perché 24ore è in disaccordo con le mie parole o perché penso che le scrollate non abbiano valore o perché penso che IO ho ragione. Ma vedo da vicino queste cose, anche in sostegno ad altre persone, e non su un forum, nella realtà. Sono come case, in disordine. C’è lo tsunami fuori, ma ci si guarda e si dice: ok, ma dentro qual è la mia parte? Ognuno ha la sua, e cerca e trova la sua chiave.
si…secondo me hai fatto troppa enfasi. Hai spostato l’attenzione su tante informazioni che si, sicuramente sono importanti e conosci, ma ritengo non siano così fondamentali in questa storia.
E’ un’opinione mia.
E lo penso.
Credo che Margot possa visitare tutti i centri anti-violenza che dici tu ma se dopo torna ad aspettare che il suo amico la chiami, e continuano a vedersi, non fa che peggiorare la sua situazione.
Ci vogliono tagli netti in queste storie. punto.
Ribadisco: credo che centri anti-violenza, di cui tu vieni a veicolare fondamentali informazioni, non c’entrino un tubo in questa storia. Niente di niente nel caso specifico.
E’una mia opinione.
Come tu pensi che i miei interventi siano solo burrascosi e inefficaci io penso che tu faccia troppa enfasi.
Cosa vuoi farci..punti di vista. C’est la vie…
Tu nella vita reale non mi conosci.
E ti assicuro che se posso aiutare aiuto. Ed aiuto senza burrasche e non ho paura di sporcarmi le mani…cerco di capire chi ho di fronte e quale può essere il modo più giusto di aiutare.
Perchè non c’è mai il modo giusto in assoluto.
Non ho mai detto che la gente che frequenta i centri che dici tu sbagli.
Non ho mai detto che non servono.
Non sai nulla di nulla del mio modo aiutare nella vita reale…ne sto qui a vantarmi di quello che faccio oppure ho fatto.
Semplicemente, secondo me, hai spostato il fulcro dell’argomento. Smonto la tua teoria…e non posso per caso? Quello che dico e penso non dipende dalla bibbia o dalla costituzione…sono mie opinioni.
E se ritengo sbagliate le opinioni altrui le smonto.
Come altri possono smontare le mie.
Cerco di essere educato mentre lo faccio.
Con margot ho sbagliato nel pormi. Ma quel che è fatto è fatto. Ma, nella sostanza, non rinnego le mie opinioni. Non vedo cosa c’entrino i centri anti-violenza che dici tu in questo caso specifico. Non c’entrano secondo me va bene? Non ho detto che sono inutili in assoluto…ho detto che in questo caso non risolverebbero un tubo perchè non c’entrano un tubo. Potrebbero servire per parlare..come valvola di sfogo ma non risolvono la questione. anche io sono stufo e figurati se sto incazzz…se me la prendo per così poco allora nella vita reale ?
Si LUNA, c’è tanta gente che legge in silenzio queste ed altre pagine.
Tanta gente a cui le tue parole possono fare bene.
E a volte non conta un tubo uscire un attimo dal caso di specie quando si tratta di mandare un messaggio che può valere per tante persone.
Fermo restando che, a mio giudizio, il caso di Margot è un caso di molestia morale. Perchè la sensazione di sbattere contro pareti di gomma, rimbalzare sempre e non riuscire a fermarsi non nasce dal nulla.
E non si risolve con poco.
A meno che non si pensi che Margot non può stare male perchè “se l’è andata a cercare”.
Ma, questo, non lo voglio neppure pensare.
E la mia non è una semplice opinione o una teoria.
E’ esperienza diretta ed indiretta.
E l’esperienza non è “smontabile” come un’opinione.
e invece per me non è molestia morale. e credo sia una opinione smontabile. credo. penso. suppongo.
Non credo che l’amico di margot sia pienamente consapevole di fare tutto questo male a margot stessa.
I muri di gomma ci sono nella vita di tutti i giorni e se ci rivolgiamo a centri anti-violenza per tutti quelli che troviamo allora non ne usciamo più.
Io credo che margot si sia semplicemente innamorata di uno che sta giocando con lei.
credo.
che vuoi farci.
sono mie opinioni.
E non dico che sono giuste per forza. E, appunto, nemmeno sbrano le persone quando la pensano diversamente da me.
Posso fare tutti i discorsi del mondo…ma se mi riferisco alla situazione di margot cerco di dire cose che secondo me afferiscono a questa situazione.
Perchè poi altrmimenti la margot della situazione è sommersa di notizie.
E’ diventata famosa suo malgrado margot.
Io la penso così.
E non mi arrabbio con chi la pensa diversamente perchè sono consapevole di non essere il portatore universale delle verità del mondo.
24ore: prima di tutto appunto mi fa piacere spostare questo discorso, cioè la questione per cui mi sono trovata in disaccordo con te, dal particolare al generale, perché sennò qui si finisce con il far sembrare l’emotività di Margot come un tiro alla fune.
Cosa che non voglio assolutamente, perché qualunque sia la ragione del suo malessere mi sembra che centrale sia quello e non chi ha ragione o torto. Immagino che su questo sarai d’accordo con me. Ed è per questo che sto meditando di uscire da questa lettera. Credo di aver detto a Margot quello che ero in grado di dirle in questi mesi in cui abbiamo parlato.
Margot è una persona libera, più di quanto ne abbia ora la percezione, e questo è il suo spazio libero. E se per qualche ragione questo suo spazio libero diviene una fonte di stress a causa mia, diretta o indiretta che sia, io mi tolgo 🙂
tornando a noi, 24ore:
quello che forse non ti è chiaro, però, è che io non ne faccio una questione MIA personale. A me non frega una cippa di dimostrare teorie e di continuare con le mie teorie per un motivo personale. Non sto cercando di dimostrare che io ne so di più o sono più brava a dare consigli più belli, e sicuramente non mi disturba il fatto che una persona dia consigli diversi dai miei.
Non scrivo in questo forum per dimostrare qualcosa a me e neanche perché ho l’istinto della crocerossina. Non scrivo perché le persona facciano come dico io. Soprattutto perché penso che una delle cose che possono dare pienezza alla vita sia scoprire e riscoprire il vero significato del proprio libero arbitrio e un sano senso di indipendenza (che non significa non interazione con gli altri).
A volte può capitare per esempio di fare delle scelte non verso se stessi, ma in opposizione, verso qualcosa d’altro, di farsi male per questo. Ma, tornando a bolla:
perché scrivo allora? perché mi piace interagire con le persone e nel forum peraltro ho trovato dei ricchissimi scambi 🙂 e perché mi piace la sua valenza di punto di ascolto, seppure nella rete.
nel caso specifico delle molestie morali scrivo perché sono consapevole del fatto che se ne sa troppo poco. Un po’ come, per esempio dell’endometriosi. Oggi se ne parla, e si cura. Ma per anni quando le donne ce l’avevano, ed erano piegate in due dal dolore, se lo tenevano pensando che è normale avere male durante le mestruazioni. Anche per dei retaggi culturali nonché per il fatto che non potevano sapere di avere qualcosa di cui ignoravano l’esistenza. sentivano dolore ma non erano in grado di decodificarne la reale causa.
Conosco casi di donne che sono andate avanti decenni con gli antidolorofici, anche flebo, durante quei giorni. E che dicevano: è che io ho le mestruzioni più dolorose e me le tengo. Chissà se quelle mie compagne di università, che parlavano così negli anni ’90, nel tempo hanno trovato differenti riscontri. Io spero di sì.
Il paragone è più che una metafora: nasce dal fatto che sentendo la frase “violenze psicologiche” o “molestie morali” in teoria probabilmente tutti pensano di sapere di cosa si sta parlando. Però è più facile che le persone, anche in assoluta buona fede, non siano in grado di riconoscerle.
Non sono in grado di riconoscerle quando le subiscono (anche perché, purtroppo, alcune forme di aggressività sono socialmente minimizzate, o perché hanno subito gli stessi atteggiamenti in famiglia e quindi hanno un parametro di eccessivo contenimento dell’altrui aggressività o persino riconoscono come “famigliare” una modalità aggressiva), o non riescono a trovare riscontro all’esterno nel momento in cui cominciano a prenderne consapevolezza. Non trovano riscontro perché anche persone vicinissime e animate da buona fede non riescono a capire l’entità del problema, che non sta solo nella dinamica esterna (non vedi che è l’uomo sbagliato? non vedi che in questa situazione ti butti via? ma cos’è, non hai orgoglio? ecc) ma nella dinamiche interna, che ha diverse radici ed effetti a seconda della situazione. In realtà il ragionamento basico dovrebbe essere: se stai male e ti senti in un labirinto, che ci sia qualcosa che non va in te, nell’altro, nella relazione, al di là di chi siano i buoni e i cattivi e ammeso che ci siano considera che c’è un problema e che va fatto qualcosa per risolverlo.
Il percorso è sempre personale, perché poiché non possiamo cambiare gli altri possiano solo lavorare su noi stessi per essere in grado di ascoltarci meglio, conoscere le nostre necessità e i nostri limiti autoimposti, imparare a proteggerci adeguatamente di fronte al pericolo, a lasciarci andare in una situazione di effettivo benessere. Mi pare fosse Raymond Carver che diceva: di cosa parliamo quando parliamo d’amore. Ecco, a volte un individuo ha bisogno di scoprire cos’è per lui l’amore per capire anche perché certe scelte gli vanno contro.
Certo, il centro è: spostati da lì. Ma le ragioni per cui le persone non si spostano stanno dentro le persone e nel riflesso anche delle situazioni. Io ho parlato con Margot di una dinamica di “molestie morali” non solo per certe dinamiche e affermazioni di lui (la consapevolezza o meno del molestatore è ininfuente, non è un processo a lui, contano gli effetti. Il discorso è che si tende a difendere la situazione pur di restarci pur morendoci dentro) ma per lo stato d’animo di lei, che comunque si sente molestata moralmente. Ho parlato di centri antiviolenza perché Margot ha detto di non aver trovato una risposta sufficiente in psicoterapeuti non specializzati. Quindi le ho parlato di realtà in cui più facilmente avrebbe potuto partire da un maggiore concetto di empatia e di conoscenza di un problema di disagio che lei, comunque, percepiva come fortemente destabilizzante. La mia affermazione non era provocatoria nel senso di dire una cosa fuori luogo ma nel senso di dire: Margot se tu hai il dubbio che una situazione ti faccia stare
male per delle molestie morali da parte di qualcuno nei tuoi confronti hai il diritto, sano, di toglierti questo dubbio, e di confrontarti con qualcuno che può essere in grado realmente di guardare con te fatti e sensazioni, in un’atmosfera di maggiore obiettività, e di aiutarti a dipanare la matassa.
Margot, quando io ho parlato di centri antiviolenza (intendendo in questo senso anche qualsiasi centro o associazione che sia in grado di affrontare i problemi di relazione anche più estremi – se poi si scopre che non sono estremi tanto meglio – e anche semplicemente chiamando un numero verde), era in forte sofferenza, o perlomeno questo traspariva dalle sue parole.
Mi rendo conto, 24ore, che a te questa può sembrare enfasi. In realtà il mio, dal mio punto di vista, è un discorso molto pratico.
Se stai male togliti da lì/risolvi il problema.
Se non riesci a toglierti da lì e intanto hai tutta una serie di sintomi qualcosa devi fare. Anche perché forse non sei più in grado di centrare il problema reale e quindi di mettere in gioco le risorse per risolverlo.
Se non sei in grado di fare qualcosa chiedi aiuto.
Male che ti vada avrai degli elementi in più per trovare le tue risorse.
Ciò vale, secondo me, per ogni tipo di problema.
Nel momento in cui una persona comincia ad AFFRONTARE REALMENTE il proprio malessere se deve togliersi da lì si toglie da lì. Questo è il concetto che tento di esprimere.
Che l’altro sia un molestatore morale consapevole o inconsapevole, che la dinamiche sia di ruoli ora incarnati dall’uno ora dall’altro, che la relazione sia disfunzionale per una ragione o per l’altra è possibile rendersene conto e operare una scelta. La verità è che nel momento in cui si è cominciato ad AFFRONTARE il problema del proprio malessere si sta già facendo una scelta, quella principale, da cui derivano poi tutte le altre. Forse non riesco ad esprimere bene questo concetto ma quel primo passo, reale, muove tutti gli altri. E a volte il primo passo non è andarsene, ma andarsene è il passo di mezzo o il passo finale, anche se razionalmente dovrebbe certamente essere il primo. E anche se dopo dirai, magari: perché non me ne sono andato prima? era così facile?
Ma le persone hanno anche paura di andarsene, per ragioni loro. E quindi a volte è l’idea che forse affrontando la cosa riusciranno finalmente ad andarsene che muove il primo passo, a volte è invece la rassicurazione che se ne andranno perché lo vorranno loro, veramente, e non perché uno psicoterapeuta, l’amico, o la madre cercherà di convincerli che è la cosa migliore.
Io non ti ho detto (o mi sono spiegata male) quanto bene ho fatto. Io intendevo dire che il mio percorso si è incrociato a quello di altre persone e che questo è stato uno scambio di esperienze fruttuoso, costruito sul sostegno e sulla libertà. Verso il concetto di tornare a stare bene. Perché queste cose non succedono solo agli autolesionisti o alle persone con poco carattere. Ma se capitano vanno affrontate. Ciao!
Non scrivo in questo forum per dimostrare qualcosa a me e neanche perché ho l’istinto della crocerossina. Non scrivo perché le persona facciano come dico io. Soprattutto perché penso che una delle cose che possono dare pienezza alla vita sia scoprire e riscoprire il vero significato del proprio libero arbitrio e un sano senso di indipendenza (che non significa non interazione con gli altri).
Scrivi e pensi cose belle. Lo penso davvero. E le tue metafore (vedi il tiro alla fune) mi piacciono un sacco e mi ricordano Eme.
Scusa se fino ad ora ho scritto il tuo nick in minuscolo, LUNA.
Ah ufff ci risiamo…ho detto un’altra volta scusa 🙁
lo faccio sempre.
E non so cos’è l’endometriosi. ora vado ad informarmi. Su san google, come diceva una mia cara amica.
Io mi tolgo da qui perchè ho fatto tanto rumore però boh credo comunque di aver detto la mia e di aver rimediato a miei errori.
E poi si…hai ragione, qui stiamo (sto!!!) occupando la pagina di altri.
Beh…alle tante persone che leggono e scrivono su questo forum servono persone come voi e come te.
Buona giornata e buona pasqua.
ciao ciao a tutti!
cara Luna ti prego nn smettere di parlarmi. Di aiutarmi. Nn lo fare te ne prego. Nn considero le tue opinioni fonti di stress anzi. Forse avrai capito che sono una persona che ama molto confrntarsi,anche con chi nn vuole assolutamente capirmi (24ore). Lascia stare tutte queste divagazioni su come parlare o meno con me. Accetto qualsiasi intervento, a patto che serva a spronarmi.
Se hai letto il mio ultimo intervento ti ho definita mia amica, perchè è quello che hai fatto sei stata un’amica.
Con lui abbiamo messo un punto, o per lo meno abbiamo fatto il punto della situazione. Te l’ho detto mi ha confessato che nn sa cosa sono io nella sua vita e che sicuramente una mia uscita di scena gli dispiacrebbe ma nn gli cambierebbe nulla.
Così abbasso la testa davanti a chi, come 24ore, riduce la mia storia a mero sesso e a me che provo sentimenti inappropriati per un uomo chiaro e nn innamorato di me: avevano tutti ragione.
Mi ha chiamata ieri per dirmi che si sente ancora dispiaciuto per quell’ultima discussione che abbiamo avuto, ma nn capisco il perchè, visto che ha avuto la possibilità di ribadire che nn prova nulla. nn è che per lui cambi parecchio dopo quest’ultima crocefissione che ho subito. cosa lo turba così tanto stavolta? mi è rimasto impresso il suo modo di sentirsi a disagio, continuava a ripetere che lui nn è un animale, il suo modo di cercare di toccarmi ancora, di avvicinarsi, come se sentisse che tra di noi qualcosa si è rotto. mi fa strano perchè a differenza di ciò che ha percepito lui, la rottura io l’ho sentita molto prima. mi fa pensare che poi nn ha mai sprecato molto tempo a pensare a noi. questo ipotetico noi esisteva solo nella mia testa. il suo noi era invece con la sua donna. è vero vivo ancora in un mondo parallelo. che nn è quello reale. a volte scorgo pezzi di realtà che mi feriscono. ho passato un’intera mattinata a piangere, restavo senza fiato. la cosa mi ha sconvolta. mi sono sentita impotente, distrutta ma anche in un certo senso leggera, come se nn mi potesse far più male di come ne ha fatto. come se il culmine del dolore sia arrivato. e vi devo dire in un certo qual modo lo aspettavo. mi ha frantumato in mille pezzi, credo difficilmente ricomponibili, ma è come se mi avesse plasmata in acciaio. sento dolore ma so che posso affrontarlo.
a tutti grazie mille, siete stati tutti infinitamente cari con me, e soprattutto a te cara Luna sei stata speciale.
24ore: a parte che non serve che tu lo scriva maiuscolo onestamente non me n’ero manco accorta 🙂
Non è questione di occupare pagine ecc, e lo scambio positivo è generale, ti ho spiegato dove stava il punto per me e in che senso 🙂
Io ogni tanto ho la sindrome scusarella 😛
adesso però, rispetto al passato, quando ce l’ho ci faccio più caso, “sento” le mie ragioni scusarelle.
in particolare c’è stato un periodo nella mia vita in cui mi scusavo spesso, anche troppo, e non me ne rendevo nemmeno conto. Me lo fece notare una persona, in modo affettuoso. E mi servii anche.
In parte era, credo, perché vivevo un periodo di grande entusiasmo, scoperta di cose nuove, conoscevo tanta gente nuova, confrontandomi con realtà nuove.
Così, a volte, quando mi sembrava di uscire dalle righe, magari di essere involontariamente invadente, mi scusavo.
Anche se in realtà mi piaceva essere un vulcano. E non mi scusavo pensando di fare un vero torto (sapevo di non essere stata scortese, per esempio), ma piuttosto di avere avuto forse troppa energia, di non aver rispettato qualche galateo astratto.
Questa persona diceva: vi presento Luna, che si scusa sempre.
A lui faceva sorridere perché ero magari un vulcano di entusiasmo, di socialità e poi mi scusavo tipo il ragionier Fantozzi. (esagero, ma per capire).
A volte le scuse ci servono mentre valutiamo con che marcia procedere, ci scusiamo scalando le marce in curva. Ci stiamo davvero scusando con gli altri o ci stiamo giudicando troppo severamente? Una mia amica dice, d’altra parte, che detesta quando le persone le dicono: scusa, però… Mi dispiace, però…
Non le piace quell’avversativa dopo le scuse.
Io non ci faccio caso, ma ho capito cosa intende lei. Lei ci legge (chiaro non sempre): scusa, ma comunque non sono del tutto convinto/a di dovermi scusare con te.
Dice che le piacciono le scuse con il punto.
Il riconoscimento delle emozioni dell’altro.
Poi parliamone, certo.
Forse non ha neanche torto.
io credo al valore delle scuse, quelle vere.
Anche quando una persona ci urta per strada senza volerlo. Ci fa tutto un altro effetto se poi si volta e ci dice “mi scusi!” o se ne va senza neanche voltarsi.
Ci sono persone che non sono veramente capaci di scusarsi. Anche quando basterebbe una parola, così semplice, per ristabilire un’empatia o un contatto. ed è un vero peccato. Persone che non si rendono conto che l’altro non la prenderebbe come una caduta di orgoglio, ma che prende invece il fatto di non scusarsi come un non riconoscimento della sua sensibilità. Ci sono le scuse stile lacrime di coccodrillo. E le scuse però non posso farci niente e resterò uguale.
D’altra parte “scusa”, così come “ti amo”, “ti voglio bene” o anche delle parole dure, hanno un significato profondo, che non andrebbe mai abusato o gettato al vento.
Perché tutto sto pistolotto sul concetto di scuse?
Perché la tua frase, anche se assolutamente non aveva questo senso, mi ha fatto pensare, anche per le tante lettere che si leggono nel forum:
Nessuno dovrebbe mai pensare di dover scusarsi di esistere.
E purtroppo invece alcune persone interiorizzano questa modalità, l’hanno assimilata, loro malgrado. Sono più gradevoli di coloro che passano sopra agli altri come un rullo, e che urtano senza mai chiedere scusa davvero, ma al contempo interiorizzano un timore di essere fuori posto, ed è un peccato. Alla fine anche loro finiscono con lo sprecare le scuse, con loro stessi.
Mi scuso a mia volta se hai interpretato i miei interventi come un freno al tuo esprimere te stesso. Dove, per me, stava il punto, spero di essere riuscita a comunicartelo.
MARGOT: anche tu ti sei comportata da amica nei miei confronti, e ti ringrazio a mia volta.
Perché ho divagato l’ho ampiamente espresso.
Io ho l’impressione che (posso ovviamente sbagliarmi) che il fatto che questa relazione fosse inappropriata dal punto di vista emotivo, e che non rispondesse ai tuoi reali bisogni e desideri e non gratificasse la tua identità tu l’abbia sempre saputo. Ma che tu sia rimasta incastrata, oltre che per uno stimolo tuo emotivo che ti portava a desiderare che andasse oltre le effettive possibilità, nel considerare il fatto di non avere una centralità per lui come una TUA MANCANZA. Anche perché lui comunque ha avuto un atteggiamento che ha contribuito ad alimentare questo tuo tarlo. La sua disonestà non è stata nel trasmetterti una centralità che non c’era (che non c’era era probabilmente piuttosto evidente) ma nell’usare con prepotenza una sua posizione di forza anche verbale. In fondo ti ha trasmesso in realtà forse l’ansia delle sue insicurezze o del suo bisogno di controllare le relazioni in un certo modo, ma facendolo con aggressività (parlare di altre donne, sminuirti, confrontarti, battere dove il dente ti duoleva in nome di una presunta sincerità che però era anche aprofittarsi del tuo dente dolente) ti ha destabilizzata ancora di più. Non è il diavolo, ma mi pare un essere umano che ha delle dinamiche molto sgradevoli e aggressive per i suoi problemi di relazione e di identità rapportandosi con l’altro sesso, perché hai riportato anche delle frasi dense di misoginia e perché comunque, che la vostra fosse una relazione emotiva o sessuale, non l’ha gestita in maniera funzionale. Non aveva bisogno, come noti tu, di agire così. Ma evidentemente lui ha funzionato così. E spero che tu riesca a renderti conto che è vero che una relazione disfunzionale si fa in due, perché c’è chi pone delle condizioni e chi le accetta, ma che il fatto che tu non abbia conquistato una centralità impossibile con lui nn dipende dal fatto che tu sia troppo mancante per ottenerl
Margot,
@mi sono sentita impotente, distrutta ma anche in un certo senso leggera, come se nn mi potesse far più male di come ne ha fatto. come se il culmine del dolore sia arrivato. e vi devo dire in un certo qual modo lo aspettavo. mi ha frantumato in mille pezzi, credo difficilmente ricomponibili, ma è come se mi avesse plasmata in acciaio. sento dolore ma so che posso affrontarlo.
I mille pezzi sono assolutamente ricomponibili, Margot, tantopiù se ti sei liberata di questa relazione o te ne stai liberando.
Il fatto di uscire da una relazione in cui hai sempre avuto un ruolo (sentito anche come passivo, cioè non poter sentirti veramente alla pari anche nella costruizione di un progetto, oltre che a livello emotivo e di dipendenza) che ti era pesante e limitativo e ti causava frustrazione non potrà che alleggerirti. In questo momento è normale che tu provi dolore, anche perché non riesci a considerare il fatto che tu possa liberarti di lui, e di una situazione sgradevole, e tornare a respirare importante quanto l’aspetto che tu interpreti come: lui si è liberato di me (o qualcosa del genere).
Lui non ti ha plasmato un tubo… scusa la mia franchezza.
Lui non ti ha plasmato un tubo perché non è che le persone ci insegnano qualcosa prendendoci a calci nei denti. Ci possono portare a provare sensazioni negative che non credevamo di poter provare e quindi noi siamo costretti a tirare fuori delle difese supplementari e a conoscere il fatto che al mondo non ci sono solo biancaneve e il principe azzurro, il che nella vita può anche tornarci utile. Ma non è che di per sè LORO ci hanno forgiato. Se tu sei capace di affrontare quel dolore è perché quella risorsa è TUA. Perché è il tuo volerti bene, il tuo istinto di sopravvivenza che ti fa tirare fuori le tue risorse per affrontare/superare il dolore in un modo che sia venirti incontro (e non adattarti e basta a subire dolore, cosa che richiede delle energie pazzesche, ma male investite. O meglio: se ci capita un lutto o una malattia investiamo energie enormi e necessarie, ma sopportare ingiurie o adattarci ad una situazione da cui possiamo uscire non lo è. E’ adattamento spreco).
Nella mia vita le esperienze negative mi hanno insegnato molto, anche su di me, fanno parte della mia biografia e sono rielaborate nel mio percorso, tentando di riconoscere sia le mie debolezze/disfunzioni sia le difese/risorse grazie a cui sono riuscita a superarle, o perlomeno a integrarle accettandole come una parte del mio percorso (se ci sono state ci sono state, così è) pure se sarebbe stato meglio di no. Siamo quelli che siamo, lungo il percorso, per l’insieme delle esperienze che abbiamo attraversato. Ma se posso perdonare, scegliere di farlo, non mi sento di dare un ruolo di “coach” a chi ha cercato di invadermi con le sue tempeste. Perché comunque sia la sua parte di errore, qualunque sia la mia, l’ha fatta. E non con un intento pedagogico.
Tvb, Margot.
BUONA PASQUA a te,EME,24ore, Clà, Sun e Lilia, di cuore
Mi associo a LUNA negli auguri :-)!
Luna grazie. Devo farlo per forza perche’mi hai aiutata e lo stai facendo ancora.Inoltre devo dire grazie a tutti voi, Cla, Eme, 24ore, Sun e Lilia sei stati magnifici. E soprattutto sinceri. Nn avete girato intorno al problema ma me l’avete posto davanti agli occhi e mi avete presentato delle soluzioni. Anche grazie a voi tutti posso dire di aver preso un po’ di coraggio per ammetere a me stessa che lui nn e’quello ke mi rende felice anche se continuo a volerlo.
Grazie ragazzi grazie di cuore a tutti e mi raccomando passate una buona pasqua con le persone ke contano veramente per voi e ke vi amano x quello ke siete.
Un caro abbraccio
leggo solo ora e ricambio gli auguri..per tutti
a presto
lilli
Mi associo a tutti voi nel farvi gli auguri.
Tu Margot leggi bene quello che ti viene detto, magari stampalo, così, nei momenti più duri, se non avrai nessuno al tuo fianco, puoi rileggere e trovare almeno un attimo di pace!
Ci sn state diverse “teorie” sulla tua situazione..le hai lette tutte..ora sta a te decidere quali di queste versioni rispecchia la tua situazione!Lo capisci mentre leggi parola dopo parola, riga dopo riga. A me capitava così! Luna toccava delle le corde giuste e dentro di me avvertivo un colpo al cuore, perchè sembrava che leggesse dentro di me!
Ovvio ke non basta scrivere, leggere, assimilare..bisogna anche agire! E poi reagire!
Non sono all’altezza di Luna e Eme nel linguaggio e neanche nella preparazione di certi argomenti delicati come il tuo. Però ci sono dei principi di base che credo valgano in qualsiasi situazione! Tu cerca tra le persone ke ti stanno vicino chi reputi all’altezza di affrontare insieme a te questo cammino.E’ difficile anke stare vicino ad una persona che ha problemi, per questo hai bisogno di un VERO sostegno!! Vedrai ke i pesi, se si è in 2 a portarli, pesano meno!!
Io invece non ho più voluto scrivere x molti motivi. NOn voglio ricominciare, ma vorrei solo sapere che cavolo devo fare?! Ce l’ho a pochi mentri di distanza. Vedo lui e mi ripete di aver cancellato il mio num e ke lo rivuole. Ma poi è isieme alla sua famiglia…io passo ed è come se neanche esistessi!Torno a casa e parla tranquillamente cn la moglie (mi fa molto più male vederlo parlare piuttosto ke immaginarlo a letto cn lei). Mi guarda un attimo ma poi toglie lo sguardo! Lo vedo dalla finestra e mi saluta..lo fa xk è in macchina, al buio mentre aspetta ke lei lo raggiunga. Mi sento male, male!! Lo mando a f*****o in modo esplicito.Credo abbia capito, xk non mi toglieva gli occhi di dosso.Non se l’aspettava credo! Certo, credeva ke io mi precipitassi a fare dinuovo la ruota di scorta, la valvola di sfogo..il suo passatempo!
Ho un grande rimorso! Lui procede cn la sua vita come se niente fosse..ke io ci sia o meno a lui non cambia nulla.
A casa sto malissimo. Quando devo tornarci lungo la strada ho già l’ansia, il batticuore! Spero di non vederlo, ma una piccolissima parte di me lo spera. Sento la sua voce e accendo la radio..vedo ke è a casa e abbasso le tapparelle x non cadere in tentazione! La mattina abbiamo gli stessi orari di lavoro. Nel scendere le scale mi tremano le gambe. Mi obbligo a non guardare la sua finestra ma è una cosa incontrollabile. Sembra ke (IO)voglia farmi del male a tutti i costi! Non la reggo più questa situazione. Lei un giorno mi ha salutata! Ho fatto finta di non sentirla. Questo mi fa capire quanto sia stato bravo a nascondere il tradimento!
Come hai detto tu Luna, certi “ti voglio bene” non andrebbero detti a caso!! Lui l’ha fatto però!
Mi chiedo cos’altro divrei fare per farmi voler bene da qualcuno. All’inizio mi sembrava incredibile ke si interessasse a me! Non valgo niente quindi!?!