Lui è sposato ed io sono un’amante
di
chillido44
Riferimento alla lettera:
Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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ciao luna sono barbara ho letto la tua risposta e ti ringrazio.sono daccordo per molti aspetti su quello che dici ma per il fatto che in questo caso io di non essere mai stata amata posso dirti che ti sbagli di grosso. si e vero non sono mai stata amata dal mio ex marito ma da quest’uomo con il quale adesso sto no. tu non puoi neanche immaginare che persona meravigliosa sia. mi ha dato talmente tanto amore e tante dimostrazioni dove molto spesso per errori da me commessi poteva mandarmi anzi doveva mandarmi a quel paese. è proprio per questo chenon riesco a rinunciare a lui.ti chiederai allora perche non ha continuato a starti vicino e ad amare solo te. lo so ma neanche lo giudico avvolte si puo avere paura di fronte ad una situazione complicata come la mia per una persona che comunque non si trova dentro. ma posso garantirti che ha molti sforzi per adeguarsi per molto tempo e lha fatto col cuore. io non so come andra a finire lho lasciato tante di quelle volte ma dopo un po ci cerchiamo a vicenda. io so che mi ama lo so. e poi io non ho paura di stare da sola ci sto anche bene e non si muore senza uomini o senza amore ci sono passata col mio ex marito. con questo uomo io ho toccato il cielo e anche se finira’ posso dire a voce alta e ne sono fiera perche so quanti sacrifici ha fattto per me e quanto mi ha dimostrato che ho conosciuto lamore con la A maiuscola quell’amore che ti prende ti travolge in tutti i sensi quell’amore dove basta guardarci per dirci quanto ci amiamo e che anche se finira’ sara’ per altre circostanze ma non perche’ sara’ l’amore il sentimento a morire.
Lui fa quello che è meglio per sè,non per me! Verissimo!” Ogni volta che vede un mio allontanamento (anke a seguito di alcuni suoi atteggiamenti),diventa ruffiano e premuroso,decendomi che mi vuole tanto bene,che un giorno mi farà contenta!Ma un giorno quando?E in che modo?Poi quando capisce che con quelle 2 belle parole ha sistemato la situazione ritorna a essere come prima.
Ma poi davvero dovrei credere quando mi dice che mi vuole bene,dopo averlo sentito dire che la compagna non la ama (“altrimenti non la tradirei”).
Quello che non capisco è perchè alcune di noi, pur sapendo benissimo il meccanismo di questa situazione,sapendo che non si può trattare di vero amore,ma di dipendenza,di ossessione,ec…non agiamo di conseguenza…Con questo non dico di staccarci,ma di vivere il tutto con un altro stato d’animo.Proprio xk ne siamo consapevoli dovremmo giocare questa carta,che potrebbe essere a nostro vantaggio…Invece no!Forse è egoismo,in parte?”Usare” una persona perchè colmi le nostre carenze?A questo punto entrambi ci usiamo a vicenda.Loro per motivi sessuali,per combattere la noia,per aumentare il loro ego maschile,per rimettersi in gioco e dimostrare di saper essere ancora cacciatore…Noi per le nostre paure,carenze,lacune,disagi e insicurezza..Non si arriverà mai da nessuna parte.I presupposti sono sbagliati.In tutte le storie che ho letto non ho ancora trovato del VERO amore.Quello che può capitare anche a chi è già impegnato,che lotta per non perdere la nuova compagna.
Maurizio,grazie per il sostegno morale,ma non credo ke le cose stiano esattamente come le ha sintetizzate tu!
Quanto a Luna..credo che lei davvero abbia tutto ciò che desidera.Io sn stata tradita dal mio ex compagno.Dopo averlo perdonato quello che più mi faceva soffrire non era l’atto sessuale in sè,ma l’intimità che aveva creato cn qst altra ragazza..Il fatto dormire insieme,di andare a fare la spesa,di lui che si confidava cn lei.Quindi,vista la situazione dalla mia parte,lei non potrebbe mai invidiare me,xk tra me e iol suo compagno così tanta intimità non c’è!
Ammetto che lui mi parla di alcuni suoi problemi,ma non a tal punto da avermi sostituita cn la compagna.Credi davvero che una compagna,dopo 5 anni di convivenza,un figlio piccolo,mandi a monte tutto per sesso?Dice di volermi bene,ma ank’io posso volr bene al mio cane..capisci?
Ci sono le telefonate,le parole dolci..ma può darsi ke lui non dia peso a quello che dice.
Buona giornata a tutti/e
@Luna
mi chiedi perchè lo definisca “non amore” . perchè romanticamente per me l’amore è esclusivo, non ammette cadute nè tanto meno ..tradidimenti.
Però come ho detto rispondendo a Margot mi piacerebbe sentire il parere di altre donne che – come me- hanno vissuto storie ed amori.. normali(diciamo così) ma che poi sono cmq finiti . Allora mi chiedo perchè troncare o no questo “pseudo”rapporto visto che cmq prosegue?
mi chiedi luna se e quanto questa storia mi renda felice…
la verità? eccola, moltissimo ma soffro anche moltissimo in serate come quella di ieri che SENTO (CHE SIA VERO O NO è POCO IMPORTANTE) che lui sta con un’altra e non con me.!
quindi da un lato c’è la voglia ed il piacere di “noi” dall’altra c’è la mia solitudine (sentimentale) quando lo sento..lontano o distratto o realemete assente x me (non risponde al cell nè mi chiama)..salvo poi dirmi una bugia (IN QUESTO COGLIEVO LA DIFFERENZA con margot, lui nega sempre) !!!
Fra pochi giorni sarà – se così può chiamarsi- il nostro terzo anniversario… e vorrei (sono fatta così) capire se chiudere…. o meno.
molto lucidamente ho analizzato i pro ed i contro.. ed è per questo che volevo condividere l’analisi.. magari non servirà alla mia decisione ..ma può essere di aiuto ad altri.
Lillilafioraia vorrei semplicemente dirti che,parlo per me ovviamente,prima di essere amante ho avuto una storia importantissima durata 3 anni.Sn stata malissimo quando è finita,anche perchè con questa persona ho vissute delle esperienze tali che mi hanno segnata. Ti dico qst perchè sembra che tu voglia ricevere consigli SOLO da determinate persone,non immaginando che amanti non si nasce! Forse leggendo quello che scrivo non ti è sfiorata l’idea che anch’io avrei potuto avere una storia normale, finita per vari motivi..ed ora,per la prima(e ultima) volta ,mi ritrovo in un limbo. Può capitare,magari non a tutti succede,ma ci sono fasi della vita che ti fanno commettere questi errori. Ma non per questo dobbiamo venire etichettate!
Tra l’altro la tua storia,così come descritta nell’ultimo post,non sembrerebbe tanto diversa dalle altre o come dalla mia! Dici che soffri moltissimo,che lui a volte si nega al telefono( io ad es. aspetto che sia sempre lui a chiamare)..addirittura tu non saresti l’unica donna con la quale passa le giornate.Ma soprattutto ti poni la stessa identica domanda che ci poniamo io e Margot,ovvero : è giusto continuare,sapendo che per il momento di meglio non posso avere,oppure è più giusto starsene da sola piuttosto che vivere continuamente ricevendo sempre e solo “carota e bastone”?
LILIA: sono un po’ stanca, quindi spero di non inciampare tra concetti e parole. Di base, banalmente, penso che siamo noi che ci ascoltiamo e mettiamo sulla nostra bilancia il nostro sentire, tra appagamento e frustrazione, in una relazione, che sia “normale” o anticonvenzionale.
Tu, mi sembra, sottolinei il valore di un rapporto che, comunque, dura nel tempo, con una certa complicità che tu giudichi di alto livello (dico tu giudichi nel senso che tu la conosci la vostra complicità) e che, mi pare di capire, se c’è una cosa che non ti fa provare è la noia, mentre hai provato noia in una relazione di lungo corso…
può darsi però anche che io non abbia capito bene cosa intendi.
A me sembra che tu stia dicendo: ho vissuto una relazione “convenzionale”, io e te siamo insieme e non ci sono altre donne di mezzo nè bugie ma comunque è finita, mentre qui non posso vivermela secondo i miei canoni romantici però prosegue… perché dovrei lasciare una relazione che comunque da questo punto di vista non mi ha stancato, calcolando che altre, più convenzionali, si sono esaurite comunque?
Ti confesso che (ma può darsi che io appunto non abbia capito), fuori da ogni giudizio, non capisco bene il paragone tra la relazione convenzionale e questa… mi spiego, mi sembra che il concetto base sia: come mi sento in questa relazione? indipendemente da come mi sono sentita in un’altra.
se una relazione non mi appaga o se ci sono delle cose che mi fanno stare male e che trovo particolarmente frustranti, o mi mettono a disagio, se, per dire, io ho comunque un’idea di progetti comuni o di espressione che mi piacerebbe poter vivere in pieno e invece è strozzata da un certo tipo di modalità che se fosse per me vivrei in un altro modo ecc ecc è nel presente di questa relazione che io non sto bene, e su questa rifletto.
Ciò che non capivo fino in fondo, però, è se anche a te va bene così.
Cioè, può darsi che anche a te vada bene una relazione più aperta, diciamo pure libera, per entrambi voi, e che tu per prima non abbia voglia di un vincolo che oltre ad essere maggiormente romantico implica delle regole che forse anche tu non senti. Nel senso: neppure tu, dopo esperienze di relazioni convenzionali che ti hanno delusa o che ne so, hai voglia di avere una relazione stabile, classica con un uomo e quindi il fatto che lui ti proponga una storia di questo tipo in questa fase della tua vita ti sta bene. Può darsi che neppure tu vorresti averlo esclusivamente intorno 24 su 24 e 365 giorn
o perlomeno non in modo convenzionale (visto che dici che comunque siete sempre in contatto). Allora il vostro è un patto alla pari e ciascuno di voi ne conosce i vantaggi emotivi, pratici, ecc.
Io non ti posso essere di grande aiuto in una riflessione a riguardo, e ti spiego perché. Fermo restando il mai dire mai (e cioè che non posso escludere in senso assoluto il fatto che potrei un giorno anche trovarmi in una situazione come la tua, nel senso che la vita anche ci sorprende) io, di base, non riuscirei a reggere il fatto di pensare che un uomo vede altre, sparisce, mente ecc. Non se abbiamo una relazione. Per me il rispetto di quel tipo è alla base della complicità. Non lo reggerei perché, chiamami pure egocentrica, ma un uomo che fa così mi raggela l’interesse e mi perde. Potrei perdonare un tradimento di un uomo con cui ho una relazione romantica, concreta, stabile? Dipende dai casi, forse sì. Non posso affermare in senso assoluto di no, perché ho amiche a cui è successo e comprendo perché hanno perdonato e dato una possibilità ad una relazione importante che aveva vissuto un momento di crisi ma che aveva delle buone prospettive persino di crescere dopo una crisi. Allo stesso tempo non mi sento di giudicare le dinamiche per cui una persona può decidere di tenersi un donnaiolo o una uomaiola, ciascuno sa per sè. Giovanissima ho avuto un fidanzato che, per indole, per insicurezza (era geloso di me e non lo ammetteva) o perché era un donnaiolo e un bugiardo e basta mi ha messo alle volte in dubbio e in situazione imbarazzanti. La nostra storia era seria, credo fosse pure innamorato, ma la sua modalità ci ha mandati in crisi. Ci siamo lasciati, e per quanto all’epoca fossi innamorata non mi sono mai pentita. Prove che mi abbia tradita non le ho, nè mi interessa, ma riconosco che quel lato di lui mi aveva sempre allontanato nel profondo. In seguito ho saputo, senza informarmi, intendiamoci, che per 20anni ha sempre tradito sua moglie, pur avendo due figli, e da poco l’ha lasciata per un’altra. Ha amato sua moglie? Penso di sì, a modo suo però, così.Le altre mie relazioni importanti non sono finite o andate in crisi per noia, nè perché erano lunghe, convenzionali, normali e esclusive. Si sono incasinate, no esaurite. E io stessa mi sono incasinata parecchio. Ma più che mai oggi riconosco, per me, che l’ambiguità se ci sono di mezzo i sentimenti ha dei costi altissimi e insopportabili, per quanto esistano capacità di adattamento. Ma andarsi contro costa.
CLA’: magari sbaglio e scusa se mi intrometto, ma io non ho letto la domanda di LILIA come: oltre all’opinioni delle amanti vorrei la opinioni di altre donne…
io l’ho letto come: vorrei l’opinioni di altre donne, oltre a me stessa (cioè lei, Lilia).
Non credo che abbia dato per scontato che amanti o con situazioni meno convenzionali si nasce. Credo che il suo fosse un discorso più ampio nel territorio delle relazioni, che possano chiamarsi più o meno convenzionali, che lì fosse il suo punto di riflessione.
Poi è possibile che il suo bisogno di riflessione (Lilia, dico, ovviamente non so) sia tra queste due “forme”: relazione convenzionale stabile/relazione meno convenzionale, perché ciò rientra nella sua riflessione personale/confronto in questo momento.
Clà, posso capire comunque che tu ti senta a disagio con le etichettature, e che quindi possa essere più sensibile laddove percepisci che potrebbero essercene. Non ho avuto l’impressione che ci fossero in questo caso.
Scusami per l’intromissione, mi ripeto. Trovo interessante ciò che dici nelle ultime righe del tuo post. Lo trovo interessante perché credo appunto che il punto sia questo, non per Lilia, ma in generale, e di qualsiasi forma la relazione sia: come sto? questa relazione mi fa stare bene o male? davvero vivo bene la realtà di questa relazione o mi imbroglio, anestetizzo, per andare avanti? mi sono incastrata nell’idea che mi devo accontentare? percepisco questa relazione come uno scambio/impegno alla pari oppure colgo una disparità? ecc.
Il rispondersi sinceramente a queste domande, ascoltarsi bene è importante. E quindi fare una scelta, consapevole.
Più importante di ciò che possiamo dire a lui o lei, a genitori, cugini, fratelli, amici, giudicanti ed etichettatori, gente che può comprenderci come se vivesse la stessa storia nostra, persone che dicono nei tuoi panni non potrei starci mai o che il mondo è uno sfacelo e che vergogna qua e che squallora là…
Il confronto, nel senso di dialogo, nel senso di parlare con esperienze simili, di ricevere consigli, opinioni, è utile. Anche ricevere qualche opionione assolutamente contraria, nel momento in cui una persona ci può far notare che quello che viviamo non è un paradiso… che parliamo di ferite patite per egoismo e violenza come se fossero stigmate di un giusto martirio in nome dell’amore…
E’ indubbio che il confronto (non in senso di paragone, in senso di scambio di esperienze e opinioni) con gli altri può essere utile. anche perché, nel caso specifico dell’amore clandestino, molto spesso le persone si ritrovano a vivere le loro emozioni e riflessioni in silenzio, non potendo dire pubblicamente come vanno le cose, le sensazioni ecc. Ciò detto è vero anche che ci sono persone che hanno relazioni più alla luce del sole ma che nascondono chissà quali problemi e turbamenti e non ne parlano o sentono di non poterlo fare e ci macerano il cuore e la testa in solitudine… quindi ben venga un luogo in cui si può parlare.
Anche perché a volte può farci riflettere, vedere cose che non avevamo visto, valutato, considerato, notare dinamiche comuni che prima davamo per scontate come nostre e basta… disgrazie emotive o mancanza e incastri che, ci siamo detti, toccano in sorte a noi proprio a noi perché così è e dev’essere, in base a false idee come “io non posso meritare di più” ecc ecc.
Tuttavia, torno a dire, è la verità che riusciamo ad ammettere tra noi stessi quella più importante, perché quella ci può dire se ci sentiamo in un punto morto e in una vita di relazione che non ci somiglia e se sentiamo che l’altra persona, volente o nolente, ci sta facendo magari del male.
grazie Cla e grazie Luna per le risposte.
Chiarisco subito che era mia intenzione (come magnificamente compreso da Luna) solo di aprire una riflessione tra persone che hanno vissuto vari tipi di esperienze sperimentando di fatto sia le relazioni di tipo esclusivo, sia quelle a tre… ma (sempre come ha detto luna) non era mia intenzione nè etichettare nessuno nè tanto meno voler risposte “solo” da alcune e non da altre.
Devo dire Luna che hai centrato anche la questione fondamentale che ponevo quando hai detto:
@Allora il vostro è un patto alla pari e ciascuno di voi ne conosce i vantaggi emotivi, pratici
vorrei cercare solo di capire se è veramente così oppure se sono solo vigliacca e mi ” accontento” di questa situazione pseudo rapporto-convenzionale…ho infatti esaminato con lucidità le due mie precedenti storie diciamo così “eslusive” (marito e poi una convivenza)ed alla fine non sentivo più mordente, mi annoiavo, non avevo neanche più tanta voglia di fare sesso, e cmq per altri versi queste relazioni non avevano più nulla per me di “passionale”.
tralaltro per un breve periodo ho avuto una relazione posso dire “da classica amante” (spero che nessuno si offenda, è sempre solo per intenderci) dove lui era sposato, non aveva intenzione di lasciare la moglie e magari non mi telefonava se era a casa o nelle feste comandate…;) ma neanche questo mi è andato bene e sono fuggita a gambe levate…. ;))
ecco tutto..
@vorrei cercare solo di capire se è veramente così oppure se sono solo vigliacca e mi ” accontento” di questa situazione pseudo rapporto-convenzionale…
e come noti tu la risposta puoi cercarla solo dentro di te, molto sinceramente.
Potrei dirti, tornando al discorso generale, che alle volte è utile in effetti riflettere non in un confronto tra relazioni ma sul nostro sentire, sul perché abbiamo provato noia o non ne abbiamo provata in talune circostanze o talaltre.
Essere in effetti più sinceri possibile con noi stessi. Le relazioni scomode (sempre in generale, dico) a volte “ci servono”… non nel senso che ci fanno stare bene, sereni, ma che in un periodo della vita possono servirci, inconsciamente, a qualcosa. A cosa? La domanda è molto personale. L’autrice del libro “Donne che amano troppo” parla ad esempio del fatto che ci sono persone che non riescono a credere che una relazione serena possa essere appagante, quasi in un assioma tipo: relazione normale uguale noia, relazione incasinata o poco soddisfacente uguale adrenalina.
Che una relazione incasinata ecc produca adrenalina e ormoni di adattamento e ansie e frustrazione e quindi non sia tranquilla non ci piove, il fatto è che alle volte è un altro il convincimento “speculare” che bisogna sradicare, e cioè il fatto che senza quel tipo di adrenalina negativa si viva nel piattume. Anche perché la relazione incasinata produce di solito altre dinamiche, interne, connesse (nel caso della vera e propria molestia morale e della violenza, poi, non ne parliamo!) o va a combaciare con altre dinamiche interne ecc, mentre, paradossalmente, la noia attribuita ad una relazione serena può derivare dal fatto di non conoscersi realmente in una situazione serena (di non essere mai riusciti a lasciarsi veramente andare in una situazione serena), di avere paura della serenità (se sto bene e poi qualcosa finisce male? mentre se sto già male conosco il “pericolo” quotidiano) o per esempio ancora la paura dell’intimità. Paradossalmente ci sono persone che sono disperate per il fatto di non poter raggiungere una vera intimità emotiva e vicinanza con un partner sfuggente, difficile, gelido, ecc, ma non riescono a concedersi di reggere l’intimità emotiva laddove potrebbe esserci. Cioè in una relazione più serena. Ecco allora che entrano in gioco meccanismi inconsci per rifiutarla, noia, fastidio, ecc. Ovviamente ora sto parlando assolutamente in generale, come riflessione, anche di estremi, approfittando del tema che tu
hai sollevato, e che trovo interessante, per non viaggiare a circolo chiuso. In fondo, qualsiasi relazione viviamo, anche se le sue prerogative, circostanze, sono appunto contingenti, e quindi proviamo sensazioni nel presente e operiamo scelte o non scelte nel presente, siamo noi che la stiamo vivendo, la stessa persona affronta ogni volta… dei diversi presenti. Certo, una persona che cresce, evolve, passa attraverso varie esperienze e le assimila in un modo o in un altro, e anche si confronta con altre esperienze contingenti (lavoro, famiglia, luogo in cui vive ecc ecc).
Ora, tornando a quello che dicevi, sempre in generale, ovviamente non conosco te e le tue storie, quindi non posso certo sapere perché ti sei annoiata ecc ad un certo punto. Se la noia è nata da dentro, da fuori, nell’incontro tra più fattori. se non trovavi quello che veramente cercavi, se il fatto di averlo trovato ti annoiava ecc.
dico, appunto, le variabili sono talmente tante! personalmente non credo alla famosa cosa che la passione debba durare 36 mesi. Può durare 2 mesi o decenni. Il fatto è appunto che le variabili sono tante, che conosciamo le persone e le persone ci conoscono anche strada facendo. Che, certo, una buona base di interesse fa la differenza, ma poi ogni relazione vive il suo corso, e gli individui all’interno della relazione. A volte è vero è la passione a scemare, ma talvolta la passione scema anche per delle altre cose, fastidi, non detti, mancanza di incontro su altri piani. A volte il sesso può diventare il punto di incontro quando gli altri piani mancano o sembrano viaggiare su binari distinti, allora magari diviene territorio di energia, riappacificazione, a volte anche di controllo del territorio, rivalsa, rassicurazionedi ricerca di altre intimità affettive, di abitudine ad incontrarsi lì, a volte il sesso sparisce perché mancano gli altri piani, allora anche inconsciamente passa la voglia… insomma, non ti sono di grande aiuto in questa riflessione, ah? 😛 Le ragioni per cui le persone ci piacciono o non ci piacciono più sono tante. Sai che altre persone nella quotidianità alla fine ti hanno stufato. Ma ora la questione è il presente. Quest’uomo, mi pare di capire, ti piace molto, per la complicità che avete. Ti avrebbe stufato in una vera quotidianità esclusiva? chi lo sa. Quello che sai però è che non è stato permesso e non lo è viverla.
E forse è questo che ti stanca ora? Il centro, come noti tu, mi pare siano i bisogni e lo stato d’animo di adesso
@Luna..può darsi ke tu abbia ragione.Sn io ke parto prevenuta.D’altronde in qst terribile situazione non mi fido di nessuno,do peso ad ogni singola parola e parto aramata.Mentre non è così cn lui.Stamattina (doop ke non l’ho sentito per 2 giorni)mi ha chiamata 5volte ma non ho rsp.Mi gratifica vedere la sua insistenza,ma sembro sempre incontentabile.Continuo a chiedermi perchè invece di allontanarmi dalla famosa stanza dei veleni,non divento un’esperta di veleni?!Tutto sarebbe più semplice,non mi obbligherebbe a fare una scelta che può nuocermi in futuro,ovvero stare senza di lui.Prenderei quello che capita,con più leggerezza,senza troppi film in testa e senza troppa sofferenza.D’altra parte l’alternativa che mi si presenta è : stare da sola!DA questa parte ho qualcuno,seppur inaffidabile,ma c’è!Dalla’ltra il vuoto,il nulla..Forse tutto accade perchè sn io che inconsapevolmente o meno lo sto facendo accadere (profezia che si autoadempie).
Una cosa che ho letto e mi sconvolge è però sapere che gli uomini mentre tradiscono diventano molto più attenti e premurosi verso la propria compagna/moglie.Sarà davvero così?
L’idea di non mandarlo all’inferno mi solleva,esattamente come quando muori dalla voglia di fumare una sigaretta..la accendi e provi piacere!
Forse se avessi un’alternativa più valida qst passo lo avrei già fatto.Oppure sn io che pretendo molto da lui?Perchè anche di questo mi sto rendendo conto.Quando mi ha detto che mi voleva bene ho toccato il cielo cn un dito.Me lo ha ripetuto anke prima di interrompere la chiamata..Ma poi 2 giorni consecutivi di silenzio.Solo stamattina(ora no).Mi rendo conto che a chi legge di ciò che mi accade nei minimi dettagli non può fregar di meno…Ma mi sembra di impazzire.Invade la mia mente in maniera ossessiva,violenta!Forse sto facendo tutto da sola,come sempre…
Luna,ultima domanda (non che quelle che ho elencato prima fossero per te…nel caso sai che i tuoi consigli li accetto più che volentieri) : cosa ti spinge a scrivere righe e righe di consigli a persone che non li seguono?E come sei arrivata su qst blog non essendo mai stata amante?
Grzie di cuore per l’attenzione
CLA: @Continuo a chiedermi perchè invece di allontanarmi dalla famosa stanza dei veleni,non divento un’esperta di veleni?!Tutto sarebbe più semplice,non mi obbligherebbe a fare una scelta che può nuocermi in futuro,ovvero stare senza di lui.Prenderei quello che capita,con più leggerezza,senza troppi film in testa e senza troppa sofferenza.D’altra parte l’alternativa che mi si presenta è : stare da sola!DA questa parte ho qualcuno,seppur inaffidabile,ma c’è!Dalla’ltra il vuoto,il nulla..Forse tutto accade perchè sn io che inconsapevolmente o meno lo sto facendo accadere (profezia che si autoadempie).
Non sono sicura di aver capito bene. Ma se ho capito bene vorrei dirti questo, non come consiglio, come semplice riflessione:
la questione non è conoscere il veleno per controllarlo, magari con i guanti, e magari prendendo una specie di antidoto (ma funziona?) dicendo: non frega neanche a me o sono capace di essere velenosa anch’io o posso maneggiare il veleno…
la questione non sarà non avere a che fare con il veleno?
ho capito, credo, quello che dici: ma se io non volessi farne a meno? non potrei qualcosa tipo: se io fossi in grado di riconoscere il tipo di veleno, capire a quali dosi mi fa male, riuscire a farmi degli anticorpi ecc non dovrei rinunciare a lui…
ma questo si chiama tentare di controllare una situazione che comunque viviamo come frustrante, un rapporto di forza, un qualcosa che sentiamo come insufficiente e inconcludente (così ne hai parlato tu, non è un giudizio generale, è la percezione che ho avuto: malessere… e d’altra parte se la sensazione fosse di benessere forse non saresti qui a parlarne, immagino, ma a vivertela) e non stare bene. controllo, appunto. Se riuscissi a controllare me stessa al punto da essere capace di non soffrire, di accontentarmi, di non desiderare, di non pretendere (troppo… forse il giusto, ma non dalla persona che non può dare, più che pretendere troppo)… visto che ho capito che non posso controllare lui, forse potrei controllare me e di conseguenza anche lui in questo modo, per impedirgli di nuocermi… allora io potrei tenermelo com’è, ma alla fine le cose potrebbero magari andare come voglio io…
ma non è così. Non è così per il fatto che se ci snaturiamo per maneggiare il veleno, se cerchiamo di travestirci da qualcosa d’altro, da qualcun altro (più cinici per esempio) siamo sicuri che non ci stiamo facendo del male? In fondo non è comunque una situazione negativa che ci controlla, facendoci
snaturare? In un caso proviamo disperazione e nell’altra (controllare il veleno) ci pare di stare meglio perché ci illudiamo di sentirci più forti perché quando l’altro magari sparisce o ci tratta di merda restiamo impassibili o pensiamo di restare impassibili? Oppure perché possiamo metterci a fare il suo stesso meccanismo? tipo, oggi sparisci tu e domani sparisco io?
Ma… dove sarebbe la figata, perdonami, in tutto ciò???
Ah, nel fatto che non devo rinunciare a lui. Però, visto che dici che dall’altra parte non c’è nessuno… ma non sarà che tutto questo casino, questo impegno a tentare di contenere, controllare, fare braccio di ferro non lascia manco lo spazio per fare entrare qualcosa di bello e pulito e vero?
Non è vero che non mi può fregar di meno leggere i dettagli… anche perché ti servono a trasmettere quel senso di lavorio mentale, ossessione e opressione… opressione, sì, anche quando lo chiami vuoto. Il fatto è che non ti serve un’altra storia che sia un antidoto a lui, è questo uno dei presupposti sbagliati, come quello che lui, pure con la sua inaffidabilità sia indispensabile. Hai bisogno di stare bene tu. di sentirti libera anche di lasciare spazio a qualcosa di buono. che magari non arriverà domani. Ma le storie che fanno male non sono mai qualcosa che… ammazza l’attesa di qualcosa di bello, sono qualcosa che ci ammazza.
Grazie a te per l’attenzione: ho sorriso, affettuosamente, si intenda, per le tue lecitissime curiosità finali. Rispondo, come so e come posso, nel senso che è anche per un fatto istintivo che sono nel forum, e non con uno scopo preciso, codificato.
Credo che il buono, per me, sia questo.
@cosa ti spinge a scrivere righe e righe di consigli a persone che non li seguono? – non un bisogno mio che le persone scelgano in un modo o in un altro, anche se umanamente mi dispiace, è ovvio, se le persone stanno o si fanno male. le persone sono libere, anche quelle che si sentono incatenate. Semmai mi piacerebbe comunicare quel senso di libertà, ma di farsi del bene, non del male, che a volte sembra perso, soprattutto in dinamiche che trasudano violenza, angoscia e circoli viziosi. e non li chiamerei consigli. Le chiamerei riflessioni, da fare insieme, scambio, e se vuoi, passami la parola, fare informazione, insieme. Quando sono capitata nel forum anni fa, durante il mio “viaggio” è andata così. ho sentito, de “panza”, che questo tipo di scambio una sua utilità poteva averla, liberamente.
Buongiorno … ho letto i msg successivi al mio intervento e …..volevo fare i miei complimenti a Luna. I tuoi commenti sono molto incisivi e precisi. Le dinamiche da te descritte di azione-reazione sono una costante nella maggior parte dei rapporti personali di ogni livello che si possono riscontrare intorno a noi. Questo senza alcun giudizio per nessuno ma un totale rispetto della persone. Un saluto e buona fortuna a tutti.
@Semmai mi piacerebbe comunicare quel senso di libertà, ma di farsi del bene, non del male, che a volte sembra perso, soprattutto in dinamiche che trasudano violenza, angoscia e circoli viziosi. e non li chiamerei consigli. Le chiamerei riflessioni, da fare insieme, scambio, e se vuoi, passami la parola, fare informazione, insieme.
Sono d’accordo su quello che hai scritto, spesso però chi scrive sul forum lo fa per esprimere il proprio disagio, per ricevere conforto o per trovare soluzioni attraverso gli altri: quello che mi colpisce è invece il fatto che tu inveci ascolti (rectius leggi)gli altri. Lo trovo molto bello.
Se tutti riuscissero a leggere in se stessi con lucidità ovvero con la pacatezza di chi si trova fuori dal contingente nessuno di noi avrebbe bisogno di confrontarsi.. invece il bello :)) è proprio questo e cioè che in genere ciascuno di noi riesce ad essere obiettivo sugli altri ma non su noi stessi (magari la situazione che si “osserva ” è la medesima ..eppure non ce ne rendiamo conto).
Ed ecco il motivo che ispirava la mia richiesta iniziale di affrontare un tema che mi “avviluppava” al punto da rendere per me difficile guardarlo dal di fuori.,,,;)
@ Quest’uomo, mi pare di capire, ti piace molto, per la complicità che avete. Ti avrebbe stufato in una vera quotidianità esclusiva? chi lo sa. Quello che sai però è che non è stato permesso e non lo è viverla.
Cerco di interrogarmi e la risposta è: penso che anche con lui la quotidianità mi stancherebe a lungo andare… ma purtroppo non ‘ho provata e non la proverò..per sua scelta, non mia.
La storia con i ma e con i se……
@cla
prendo in prestito le parole di luna, perchè non sono altrettanto brava:) a rendere chiari i concetti:
@Non è così per il fatto che se ci snaturiamo per maneggiare il veleno, se cerchiamo di travestirci da qualcosa d’altro, da qualcun altro (più cinici per esempio) siamo sicuri che non ci stiamo facendo del male?
Noi siamo ciò che siamo, certo con gli anni e l’esperienza possiqamo modificare i nostri comportamenti ed evitare di cadere in circoli viziosi ed in ripetizioni di comportamenti….. ma non possiamo snaturarci. Quel veleno farebbe male per prima a te.
@natan
grazie per gli auguri…ma perchè non ti inserisci anche tu nella riflessione 😉
ero partita da questo post scriptum :
@….. ovviamente mi piacerebbe anche sentire il parere …..delle altre donne che come me hanno provato sia l’esperienza di essere coppia ufficiale sia amante con funzioni “ridotte”
questo per capire le dinamiche che ci spingono a scegliere una o l’altro dei fronti.
Come moglie/convivente/fidanzata ufficiale (diciamo tradizional) sentivo ad esempio il peso delle feste comandate, delle telefonate-visite di circostanzza ma sopratuututto quello che più mi faceva soffrire era quando mi trovavo in quei momenti in cui si discuteva con astio oppure ci si sopportava “nella stessa casa” mentre si desiderava mollar tutto e fuggir via..
Come amante di uomo sposato/impegnato o come partner di un rapporto un pò free senza impegno ( diciamo casual) ho spesso sentito (anche nella mia attuale) il malessere determinato appunto da non avere un posto “chiaro” nella mente e nel cuoredell’altro.. non conoscere il proprio ruolo sentimentale ovvero sentirsi esclusa da circostanze importanti della vita dell’uomo che si ama.
(vi faccio un esempio molto triste.. lo scorso anno ho raccolto le lacrime del mio per la perdita del genitore…stando in macchina sotto casa sua perchè non si voleva far vedere in tale circostanza dagli altri familiari mentre piangeva…. e nello stesso tempo non poter andare al funerale del suo congiunto) non ricoprendo ruolo alcuno, neanche amica, nella sua vita.
NATHAN: ciao 🙂 ho letto il tuo commmento 1116.
@Se domandassi cosa sia l’amore tanti mi risponderebbero che l’amore non è possesso, non è ricatto, non è menzogna, non è mancanza di rispetto, non è far pena, non è un rifugio ….. in due parole non è paura e sofferenza.
Credo che queste tue parole siano incisive perché dicono molto dicendo cosa NON E’ è l’amore e in quali false idee, anche in assoluta buona fede, si può cadere. L’amore non è ricatto e non è possesso significa anche che noi per primi non dobbiamo sentirci ricattati e posseduti da qualcuno che, in nome della sua libertà, in realtà ci ricatta emotivamente. Significa che sentiamo anche la NOSTRA libertà di vivere una relazione alla pari o di rifiutarla nel momento in cui sentiamo che non è così.
dici ancora:
@Ma talvolta giustifichiamo i comportamenti degli altri o ce ne lamentiamo, a volte diamo la colpa a noi stessi solo perchè crediamo alle parole “dell’Amato”, a volte facciamo supposizioni mentali al 99% non corrispondenti con la verita e non vediamo i fatti.
Forse non vogliamo o riusciamo, a vedere la realtà e non ci acccorgiamo che questi soggetti hanno un solo fine, il nostro controllo e uno sfruttamento per un solo scopo egoistico di dominio.
Non so se qualcuno di voi ha avuto questo senso di ribellione e rabbia, frustazione, impotenza di fronte a loro ma sono il risultato di quella schiavitù.
@Amore non è controllo ma libertà.
Se questo è perchè non riprendere le redini in mano della ns vita e cominciare a rispettare noi stessi, ad amare solo chi ama con i fatti?
Perchè cedere a certe dipendenze affettive scambiate per “amore” che in realtà ci fanno solo soffrire?
@Dobbiamo essere consapevoli che non c’è niente di personale da parte di questi soggetti, loro applicano cio che sono e sanno, ma detto questo via, allontanarse ed anche a gambe levate.
@Non dico che sia facile anzi ma ognuno può farcela se veramente lo vuole. Garantisco che arrivati lì la vita cambia come noi la vogliamo. Poi se un rapporto non va, non va. Accettiamolo senza sminuirci e andiamo avanti ricordiamoci che prima di amare gli altri dobbiamo prima amare noi stessi (autostima) e per un solo ed unico motivo, se mi amo non permetto a nessuno di farmi del male.
Scusa se ho riportato il tuo post, ma mi sembrava utile farlo.
Un mio amico un giorno ha detto: se devi ragionare troppo e farti troppe troppe domande e analisi continue di dettagli forse c’è qualcosa che non va, già questo, al di là di ogni analisi ecc, lo dimostra.
E’ ovvio che siamo esseri che pensano, non fatti solo d’istinto, e che il pensiero ci serve, ma se il tempo di puro pensiero, angoscia, supposizione, difesa, senso di colpa, vuoto, malessere, senso di inadeguatezza, sensazione di non vivere il presente e analisi implosiva che una relazione di qualsiasi tipo ci ruba è tanto superiore al fatto di viverla, di avere dei fatti realmente costruttivi e esperienze realmente positive e sensazioni di benessere ecc… beh, sì, c’è effettivamente qualcosa che non quadra e molto. Molto spesso, poi, le storie di cui parliamo sono in realtà storie che parlano molto più di solitudine alla fine che d’amore, anche laddove si pensa di tenerle come antidoto alla solitudine.
LILLILA: …a parte che mi scuso perché ti ho cambiato nome 😛 posso continuare a chiamarti LILIA? 😛
Tu dici: scegliere su quale fronte stare… in realtà però molto dipende anche dal fatto di sentire di averla fatta davvero quella scelta, e di non sentire di subirla. che sia una scelta casual o scelta più “formalizzata”. Ascoltarsi. E, esempio scemo, se la persona con cui sto ha una serie di conflitti con la sua famiglia, che si riflettono anche su me, palesi o comunque l’atmosfera è tesa che si taglia con un coltello anche tra sorrisi, forse non è il fatto di andare a cena dai suoceri che mi pesa come concetto universale, ma è andare a cena da quei suoceri. E magari preferirei essere su una spiaggia la domenica in relax. E forse è diverso se sento complicità con il mio partner a quelle riunioni famigliari o se invece no ecc. Inoltre mi pare abbastanza evidente che se in una stanza c’è un conflitto l’istinto dica: mi sposterei. Lo sentirebbe anche un gatto. Quindi forse la questione sta sempre lì: nel rapporto che sto vivendo in quel momento, di qualsiasi “forma” sia. – Non ho capito perché dici: @non ricoprendo alcun ruolo, neanche di amica@. Stavo pensando al concetto “casual” applicato ad anni e anni. Alle “regole” emotive del casual… una specie di emotività ad interruttore? Ma il limite chi lo decide? Posso comprendere, onestamente, se dentro quella macchina, o subito dopo o anche a distanza ti sei fatta delle domande o hai provato disagio.
@luna, certo ok per LILIA… 🙂
il mio pseudonimo è solo un modo con cui mi ha appellata il mio “free” quando ci siamo conosciuti!!
Devo dirti che hai ragione (come sempre) nell’affermare che le situazioni possono pesare non in quanto tali, ma per la loro intinseca natura.. cioè : non necessariamente la cena dai suoceri pesa, dipende dai suoceri… :)) et cetera..
però quello che volevo intendere era che l’insieme di queste circostanze, ne ho citate alcune, mi facevano sentire “non felice” e forse ho erroneamente attribuito ciò al mo STATUS di moglie….
..quindi .. voglio riflettere su quanto hai detto e provare ad applicare una nuova regola “quella di che cosa mi rende infelice ” in questo rapporto free per vedere se è possibile cambiarne ..i risultati.
Ieri il mio cell… (affogato ..in acqua 🙂 mi ha fatto capire , per un solo giorno, quanto molto dei nostri rapporti, anche quelli sentimentali, dipendono oramai da questo “mostro” di tecnologia…Nel caso specifico ho detto al mio free che ero senza cell chiamamdolo io da casa alle otto di mattina e gli ho detto che avrebbe potuto chiamarmi lui la sera a casa (cosa che ovviamente ha fattO) ma ..posso essere sincera?? mi sono sentita libera di non chiamarlo durante tutto il giorno (mattina tardi- ore pranzo pomeriggio) anche se avrei potuto farlo agevolmente da un telefono fisso…. Diciamo che ho preso la scusa .. per non sentirmi “obbligata” a farlo… (ma beninteso lui non mi obbliga affatto anzi in certe occasioni le mie telefonate sono state anche eccessive) In compenso lui mi ha cercata squillando più del solito (per sua ammissione e per messaggini ricevuti poi) perchè il non sentirmi (come di consueto) gli mancava…
insomma amor insegue chi fugge??? :))
LILIA 🙂 La cosa del cellulare è interessante e molto vera al di là del caso specifico… esula dal contesto specifico del nostro dialogo, scusa, ma pensavo al fatto che raramente la maggior parte di noi sta senza il cellulare acceso. Magari la notte, ma alcuni neanche la notte. E non ci rendiamo conto che un po’ di tensione la crea quel telefono sempre acceso. Anche quando non squilla, non arrivano messaggi. A parte che la maggior parte di noi ha un’abitudine automatica a contollare il telefono, per vedere se è sfuggito qualche messaggio, o qualche chiamata. Non parliamo poi di quando il nostro privato è più incasinato, o meno rassicurante in qualche modo, più ansiogeno… credo che la compulsione riguardante il telefono possa essere, inconsapevolmente, ancora più forte.
In realtà siamo così abituati ad essere reperibili che può certamente farci ansia anche il fatto di non esserlo, mentre il fatto di averlo acceso ci dà la sensazione di poter essere avvertiti, informati, cercati, trovati in ogni caso se è necessario. Di esserci, in contesto… globale. Ma c’è anche il rovescio della medaglia.
Mi ricordo per esempio di un periodo in cui ero “tartassata” e preoccupata su più fronti, sempre di corsa ecc ecc, e peraltro dovevo prendere anche una decisione piuttosto importante, ma non riuscivo a sintonizzarmi benissimo sulla “pancia” e a mettere in ordine i pensieri. Sono andata a farmi una passeggiata. Ne facevo spesso, ma quella sera ho fatto una lunga passeggiata con il telefono spento. Ammetto che, per il fatto che avevo anche delle preoccupazioni di salute per un famigliare, mi sono dovuta dire: se spegni per un po’ non succede niente. Ma ho cercato di vincere questa ansia e di spegnerlo. Ne sentivo il bisogno.
E la sensazione di avere il telefono spento mi ha rilassato tremila volte in più che se avessi avuto il telefono acceso che non squilla.
Veramente la passeggiata è stata mille volte più rilassante, la riflessione “libera” mille volte più pulita.
Probabilmente chi ha due, persino tre telefoni (conoscevo una che per un periodo, non scherzo, ne aveva quattro), anche se non squillano tutti sente quella tensione moltiplicata?
Forse sì.
Tornando a bolla, scusa, capisco che la sensazione del non cellulare possa comunque “vacanziera”, meno ansiogena e di maggiore leggerezza, per più aspetti. Più libera.
Non so se in amore vince chi fugge, mi verrebbe da dire (ma in generale, ora non sto dicendo a te, eh) che sarebbe bello che nei sentimenti ci si
venisse incontro (cosa che peraltro, racconti, avete anche fatto nella giornata non cellulifera). Diciamo che alle volte però, comunque, uscire da certe dinamiche consolidate, dell’esserci sempre e comunque, anche in piccole cose, però può permetterci di osservare, osservarci, ascoltarci meglio. forse anche restituirci un po’ del nostro senso di libertà di scelta. tanto più se non è una cosa che facciamo a scopo dimostrativo nei confronti dell’altro, ma una cosa che sentiamo noi, di cui sentiamo di avere bisogno.
LILIA, io conosco anche persone che sono sposate e vivono in due case diverse. conosco persone che mi dicono sono entrambe soddisfatte di questa soluzione, davvero, magari ad un piano di distanza. Ma tempo fa ho anche scoperto che una mia amica che in realtà tutti pensano sia lei ad aver scelto di essere sposati così, perché in apparenza quella più “anticonformista” è lei, ad un certo punto oggi vorrebbe anche vivere nella stessa casa con il marito, ma è lui che preferisce stare in due case diverse. Tutti danno per scontato che lei non abbia mai voluto avere figli e che su questo si siano trovati d’accordo, e invece lei mi ha confessato che lui ha messo questa postilla al loro rapporto sin dall’inizio e lei ha detto ok, ma che nel corso degli anni questa cosa le è anche pesata. Litigano per cose trasversali, hanno malumori trasversali, ma probabilmente in realtà è per questo che litigano, per il fatto che hanno fatto un “contratto” che nel tempo non è stato possibile rinegoziare, e neanche discutere. Ma non ammettendo le frustrazioni dell’uno e dell’altra (anche lui ha le sue) le hanno proiettate su altre cose, più banali, o semplicemente si sono anche fatti i dispetti.
In realtà non è che ci sia una regola precisa se sia meglio essere sposati, free, vivere in una casa o due ecc, e essendo le relazioni una cosa dinamica e non essendo gli individui esseri statici, spesso le relazioni vivono, oltre a delle basi consolidate, anche il bisogno di momenti di rinegoziazione su piccole o grandi questioni. Ma proprio per questo appunto credo che il discorso “relazione presente” e “come mi sento veramente ora” e “di cosa ho bisogno/mi somiglia” ecc sia abbastanza centrale.
Ho spento il cellulare. Leggendo qst argomento mi rendo conto che quando lo spengo sono molto meno ansiosa rispetto a quando è acceso e non squilla. Vedrò pre quanto riuscirò a rimanere irreperibile. Staccare non sarebbe male, parlo anke fisicamente. Io e lui abitiamo nello stesso cortile e mi rendo conto che se vivesse in un’altra città,anche non troppo lontana,sarebbe tutto più semplice. Quando esco di casa non posso far a meno di guardare la sua finestra,oppure,quando sono io a casa e non vedo la sua macchina mi incollo alla finestra della mia camera x vederlo e salutarlo.Ieri sera ad es. è arrivato tardi.Mentre parcheggiava l’ho visto.Lui probabilmente avrà visto la luce e forse si aspettava di vedermi.Ma mi sn sforzata e sn rimasta seduta,così non ho potuto/voluto salutarlo.
Ormai qst situazione sta diventando soffocante.Verissimo il discorso @”se devi ragionare troppo e farti troppe troppe domande e analisi continue di dettagli forse c’è qualcosa che non va, già questo, al di là di ogni analisi ecc, lo dimostra.”
Mi do sempre delle scadenze per poter fare questo passo,ma per una serie di motivi non l’ho ancora fatto.Ora,proprio xk ho il tel spento,mi sento più tranquilla sulla mia decisione.Nel senso che so cosa devo fare,ma non so come.Non saprei da dove iniziare,anche se non vorrei fare un gran discorso (che molto probabilmente lui non capirebbe e a cui non interesserebbe minimamente).
Vorrei fare la distaccata,la stronza insomma. Ma è più giusto farlo x telefono,cn il rischio che di colpo interrompa la telefonata,oppure di persona (che avrei modo,purtoppo,di vedere la sua espressione menefreghista)?
E quali parole usare? Per la prima volta mi trovo ad essere io a “scaricare” qualcuno. Di certo non lo faccio per mancanza di interesse,anche se cn il suo atteggiamento lo ha fatto diminuire e non poco.
Mi ripeto ke non avrei mai dovuto iniziare,mi sento un’intrusa,la terza incomoda.Forse queste sensazioni fanno parte del mio carattere..Mi sento sempre fuori luogo!
Mi fa tutto così schifo adesso!
Per quanto riguarda i canoni della coppia (ovvero sposarsi,convivere,far figli) credo si possa renderli più personali (non convivenza,nessun matrimonio)..Anche le relazioni free vanno bene,perchè no?
L’unica cosa da capire quando ci si guarda allo specchio è “sono davvero felice”?
Buona giornata
Ciao Lillilafioraia … ti ringrazio per l’invito ma già ho lasciato una mia riflessione (1117 o 1116) … e ….. in quanto uomo che concentra la mia attenzione più sulla causa, che non sugli effetti quando non ho vissuto l’esperienza, non credo di voler/poter entrare nel merito di dinamiche in modo approfondito che non mi appartengono per natura.
Non per vigliaccheria o menefreghismo, ma al contrario nell’assoluta pienezza del rispetto delle persone …. questo in quanto credo che ognuno di noi deve fare le proprie esperienze per una crescita personale, che affermo, siano una delle cose fondamentali e primarie, nonchè più belle della vita … inoltre, consapevole che ogni mia possibile riflessione articolata, potrebbe modificare una situazione non vissuta in prima persona, ritengo più giusto che ognuno debba viverla come una scoperta, che se già svelata, a mio avviso toglierebbe anche il vero senso dell’esperienza che l’individuo deve vivere.
Quanto ho scritto prima ed ora credo racchiuda ogni mio possibile e miglior consiglio che io possa dare.
Per Luna …
Ti ringrazio per aver ripreso la mia riflessione e sono felice di essere in sintonia con te al riguardo del concetto Amore.
Ringrazio e rinnovo buona fortuna a tutti.
CLA’: @Mi sento sempre fuori luogo!
E allora forse ciò potrebbe anche spiegare perché una situazione come questa, in cui chiunque si sentirebbe a disagio, acuisce il tuo senso di disagio, e ti incasina la testa e ti mette ansia, confondendo cause e conseguenze. Ma in realtà forse, paradossalmente, questa tua affermazione: fa parte del mio carattere, mi sento sempre fuori luogo!
potrebbe essere la chiave della tua libertà.
Perché? perché forse potresti cominciare a pensare che non è costui a essere così eccezionale, ma che parte della sua apparente importanza per te sta proprio nel fatto che è come un martello che batte dove il dente duole. Ma invece la questione è molto più tra Clà e Clà, e nel curare il dente che duole, di suo (perché non ti piace la tua sensazione di sentirti fuori luogo, in generale, e te la vuoi togliere) perché hai voglia di sentirti più libera, consapevole di quanto vali. E di scoprire, forse, anche una maggiore serenità interiore. Certo è che un uomo-martello in questo non ti aiuta. semmai ti distoglie.
@Mi do sempre delle scadenze per poter fare questo passo,ma per una serie di motivi non l’ho ancora fatto.Ora,proprio xk ho il tel spento,mi sento più tranquilla sulla mia decisione.Nel senso che so cosa devo fare,ma non so come.Non saprei da dove iniziare,anche se non vorrei fare un gran discorso (che molto probabilmente lui non capirebbe e a cui non interesserebbe minimamente)
Forse perché cogli che la questione non sta appunto nel fare un lungo discorso a lui, e di andare in ansia per la sua probabile reazione, ma nel discorso che devi fare a te, dentro di te. Se dentro di te decidi che è finita il fatto di come glielo farai capire diventerà molto accessorio. Si vedrà che è finita, perché sarai una persona che non ci sta più a vivere queste dinamiche.
Ma forse la base è girare la questione:
voglio stare bene
quando ho spento il telefono non l’ho fatto per rendermi irreperibile da lui, ma perché faceva stare meglio me. mi sentivo più serena perché potevo parlare con me con maggiore chiarezza, rilassarmi di più, capire cosa voglio IO per me dalla vita.
Il fatto è che nel momento in cui prendi una direzione per il tuo benessere molte cose non c’è bisogno nemmeno di dirle. Tu le senti e lei sai già. Non serve fare proclami mettere manifesti chiamare tutte le persone per informarle che hai deciso di vivere meglio. Il fatto stesso di vivere meglio allontana il pensiero la centralità di persone che risulterebbero sgradevoli.
Delle dinamiche di un certo tipo, degli altri, che prima sembravano avere tanta presa (o effettivamente avevano tanta presa) non ne hanno più, perché non trovano più spazio dentro di te dove attaccarsi. Le persone che vampirizzano, si comportano come parassiti che si nutrono delle incertezze, delle paure, dei sensi di inadeguatezza non riescono a succhiare sangue, energie.
Può accadere allora che se prima ti sembrava di restare senza parole di fronte all’aggressività di qualcuno o davanti ai giochi di parole riguardanti la realtà che negano la TUA realtà emotiva o ne danno un’altra versione, se prima ti sentivi inadeguato nel dare una risposta, scopri che non ti va neppure di stare a discutere. Ma non per debolezza. Ma perché pensi: puoi vederla come ti pare, non starò neanche qui a cercare a combattere contro i mulini a vento.
Su questo concetto, che in altro modo aveva espresso anche Nathan, sul fatto cioè che una volta che prendiamo una direzione diversa dentro di noi diverse cose cambiano, sono assolutamente d’accordo con lui.
@NATHAN: @questo in quanto credo che ognuno di noi deve fare le proprie esperienze per una crescita personale, che affermo, siano una delle cose fondamentali e primarie, nonchè più belle della vita … inoltre, consapevole che ogni mia possibile riflessione articolata, potrebbe modificare una situazione non vissuta in prima persona, ritengo più giusto che ognuno debba viverla come una scoperta, che se già svelata, a mio avviso toglierebbe anche il vero senso dell’esperienza che l’individuo deve vivere.
Sono d’accordissimo sul percorso personale, individuale. E penso che per tutti rimanga sempre il senso della scoperta. Penso però a differenza di te, soprattutto nel caso della molestia morale (subita o persino agita a noi stessi) che a volte quando usciamo dai soliloqui ponendo delle domande agli altri le stiamo ponendo a noi stessi, ma forse finalmente in un modo un po’ più aperto, come se parti anestetizzate avessero voglia di risvegliarsi. Comunque opereremo una scelta personale nell’accogliere o meno una riflessione, un pensiero, un’idea che viene da fuori, a seconda se ci piacerà o no, se sarà il momento o no, ecc, ed è vero che è un rischio chiedere/dare/confrontare opinioni. Ma forse accettare questo rischio fa parte anche del fatto di riconoscersi di nuovo una volontà di un’autodeterminazione, e non solo un senso di chiusura e balìa?
@nathan comprendo bene quello che scrivi e concordo…ma la riflessione su se stessi è quasi un gioco di parole .. a me piace ri-flettere con altre persone 🙂 e cmq le esperienze “insegnano” secondo me, sia a chi le vive sia a chi le osserva..dal di fuori..
@luna in questa settimana ho visto per ben due volte 😉 il film il discorso del re.. ad un certo punto il re afferma che i suoi sono solo problemi di natura “meccanica” – era cioè balbuziente- ma questo difetto invece nascondeva una insicurezza .. psicologica.
Ecco, voglio dire, che a volte non basta curare i comportamenti esterni – anche se questo può aiutare moltissimo a rafforzarsi intimamente e sentimentalmente- il problema è che bisogna convincersi realmente… Nel mio caso, la giornata non cellulifera è stata del tutto casuale ma ne ho tratto gran piacere, …ben diverso è chiudere il cell “per non aspettare” una telefonata che potrebbe non arrivare. insomma per soffrire di meno .. Peraltro ,in alcuni momemte della mia vita , e mi rivolgo anche a @ cla,
questo comportamento l’ho adottato in passato e mi è stato molto di aiuto.. Infatti quando mi sentivo “meno forte” e non avevo voglia di soffrire.. mi ha aiutata tantissimo a ritrovare serenità….
diciamo che se convincersi intimamente di qualcosa è molto difficile adottare dei comportamenti “difensivi” è più facile.
Faccio un esempio per chiarire la mia riflessione: sono per lui solo un amica oppure solo una comoda avventura-
questa situazione è dolorosa e quindi dovrò adottare dei comportamenti esteriori idonei ache aiutano moltissimo a ritrovare il nostro equilibrio (per esempio se penso ” lui mi tratta come una amica ” devo adottare un atteggiamento consono a questo pensiero, cioè lo vedo ma mi sforzo di considerarlo solo un amico e lo tratto come un altro qualsiasi amico. Se penso invece (ragiono semrpre per esempi ed in generale) CHE invece lui mi tratti solo come una amante, allora se ci incontriamo non gli chiedo, come sta, cosa ha fatto.. cosa pensa e che farà domani..
😉
LILIA: ciao cara 🙂
Non ho ancora visto il film, me lo consigli quindi, è bello?
Una volta avevo una “cotta” per il protagonista del film, di cui so il nome ma adesso ho un lapsus e non mi viene!
@diciamo che se convincersi intimamente di qualcosa è molto difficile adottare dei comportamenti “difensivi” è più facile.
però a volte, secondo me, non è questione di convincersi intimimamente di una cosa, ma del fatto che, una volta “rotti” certi meccanismi, il convincimento è sincero e naturale.
Esempio: vivo magari una situazione di lavoro e passo il tempo a dirmi che è una situazione che mi stressa e non mi piace, che i colleghi sono odiosi, che mi pagano poco e che mi trattano a calci in culo. ma la mia bassa autostima fa sì che di fatto io non credo di meritare un lavoro migliore. Posso persino non concepire il pensiero, non solo non riuscire a convincermi che sia così. esiste solo quel lavoro, che mi distrugge, e il modo di reggere. E le mie resistenze possono essere: tanto un lavoro migliore, per me, non esiste.
Ma di fatto non mando nemmeno un curriculum. Quando mandare un curriculm di per sè può creare un’opportunità senza scontrarsi con il fatto che in effetti son tempi di crisi. Ma non arrivo neanche al punto di dire: mi tengo il lavoro, perché mi serve, ma nel frattempo ho il diritto di guardarmi intorno. Non mi guardo nemmeno intorno.
E, se qualcuno me lo fa notare, ho milioni di scuse per cui non posso. Che sia pure il fatto che non ho tempo. Quando per mandare un cv basterebbero 2 minuti. Ma di fatto non ho quei due minuti. Non li ho davvero. Non li vedrei neanche se li ho. e pur di non averli sono disposto a fare qualsiasi altra cosa. anche martellarmi un dito per sbaglio.
Ma se si spezza il meccanismo che regge il fatto che io non credo di meritare un lavoro migliore, alla base, non come convincimento razionale, la prospettiva cambia da dentro. e vedrò me stesso e il posto di lavoro in modo diverso. Cambierà la mia visione di me e d’insieme. Non è detto che troverò un lavoro dopo 5 minuti, ma comunque la realtà che percepisco sarà diversa, e la mia sensazione di dover subirla. Non è una cazzata, è verità, solo che bisogna averlo provato (e molti di noi l’hanno provato nella vita, anche senza farci troppo caso a volte, in cose e situazioni meno eclatanti)
Ecco perché non credo, per quanto sia d’accordissimo che il convincimento interiore e che gli atteggiamenti esterni, che pure aiutano, siano due cose diverse, sul fatto che
tratti di mero convincimento razionale. Anche se sono convinta che comunque certi atteggiamenti esterni abbiano un loro valore, perché a volte da loro parte anche una visione di noi stessi e complessiva diversa. Perché se non ci ricordiamo cosa significa non sentirci alla mercè sentire per qualche ora che differenza fa comunque ce lo ricorda, seppure in modo non così potente e ancora vago. e ci permette di osservare noi stessi, l’altro o una situazione con un minimo minimo di distacco in più che a qualcosa può servire, ecc.
Peraltro quando ci sentiamo in balia di una situazione spesso siamo stati anche più vittime di un condizionamento anche razionale di quanto crediamo, se per razionale intendiamo il fatto che, oltre all’emotività, siamo stati convinti di qualcosa che a livello anche razionale riguarda noi stessi. esempio banale: il tabagismo è una dipendenza, quindi è un fatto anche emotivo e psicologico, ognuno ha la sua e non basta dire, senza pensarlo, smetto, per smettere, mentre di solito lo smettere parte da dentro. Tuttavia per anni il condizionamento “fumare è bello”, “fumare è figo” è stato veicolato attraverso messaggi verbali e immagini, quindi in maniera sia subliminale che molto razionale. Allo stesso modo una persona a voce può girarci la frittata così bene (in un contratto di lavoro, come nel patto di una relazione) al punto da convincerci razionalmente che anche se abbiamo ragione abbiamo torto o che anche se ha torto ha ragione. Non so se sono riuscita a spiegarmi bene. Ma a volte quel bisogno di convincimento che sentiamo e che ci pare difficile nasce anche dal fatto che sentiamo il bisogno di un controconvincimento che ripulisca dei convincimenti del cazz, che noi chiamiamo romanticamente passione e amore.
Venendo alla fine del tuo post, senza giudizio, con affetto, e per dire “io come la vedo” (che può essere giusto o sbagliato, utile o inutile) nelle tue riflessioni hai parlato di adattamento.
@se penso ” lui mi tratta come una amica ” devo adottare un atteggiamento consono a questo pensiero, cioè lo vedo ma mi sforzo di considerarlo solo un amico e lo tratto come un altro qualsiasi amico. Se penso invece CHE invece lui mi tratti solo come una amante, allora se ci incontriamo non gli chiedo…
è chiaro che volendo tenerti quest’uomo pensi all’adattamento. Ma hai descritto adattamenti al disagio emotivo, snaturalizzazione della spontaneità, dover vestire dei ruoli e razionalmente adattarti. così almeno sembra leggendo.In generale
@luna cara, il film è……….bellissimo 😉
mentre gli esempi che ho portato (soprattutto pensando a Cla) non riguardano la mia attuale storia… :))
a presto
ci risono! sto provando a stargli lontano, a non sentirlo, a non vederlo ma non sto riuscendo benissimo nel mio intento. Ancora le sue parole hanno un effetto deleterio su di me. Sono in balia del suo giudizio e degli eventi. Ci sto provando, sto riflettendo su tutta questa storia, ci sto provando ma continuo a cadere nella trappola del controllo. Ogni volta che ho voglia di controllarlo ci rifletto e mi fermo, ma mi costa fatica non farlo. Ogni volta che ho troppa voglia di vederlo, rifiuto, ma non sempre ci riesco. Ogni volta che mi offende, ogni sua dichiarazione di amore nei confronti della sua donna, ogni volta che mi ricorda che ha paura di perdere lei ma che è ovvio che tra noi dovrà finire mi fa ripiombare nel baratro del dolore e della solitudine. Mi sento inutile e malgrado sia completamente d’accordo con Luna, condivido completamente la sua posizione non riesco, non riesco proprio a uscirne. Piango come una disperata al pensiero che sono anni che mi trovo in questa situazione da me voluta. Ma come si fa a volersi così poco bene? Ho paura a lasciarlo andare, ne ho troppa. Sono certa che non starò meglio dopo, fa troppo male tutto questo e vorrei che fosse lui ad alleviare il mio dolore e non a provocarlo. Non si rende neanche conto del male che mi fa quando si fa vedere spaventato all’idea di poter perdere la sua donna e non si scompone per niente se pensa di non avermi più accanto. Come ho dovuto imparare per alcuni come lui ci sono persone di serie a e di serie b. So che non è una lotta con le altre donne e che come mi ha detto Luna vincessi il confronto con altre 100 donne e usassi il sesso come mezzo per controllarlo, non cambierebbe mai nulla, perchè lui è così ama in questa maniera, per lui trattarmi come un essere inanimato e come un bersaglio contro cui scagliare tutto è normale. Ho confuso tante cose. Sapete ho anche cercato aiuto nella psicoterapia ma per l’ennesima volta ho trovato dottori spocchiosi e poco preparati. Credo che sia meglio confrontarsi con chi può capirmi e se succede su un blog per me va bene. Per chè grazie a queste chiacchierate ho deciso di fare il primo e piccolo passo di allontanarmi da lui, cosa che per due anni non ho fatto. Ora però sono spaventata e infelice. Mi manca perchè avevamo fatto progetti insieme. Ma posso essere più idiota a credere a uno che tradisce la fiducia e l’amore della sua compagna? e credere che con me sia sincero? voglio l’amore vero quello che cerco. Perchè non riesco a farmi amare?
MARGOT: 🙂
@Come ho dovuto imparare per alcuni come lui ci sono persone di serie a e di serie b.
Ma poiché le persone di serie a e serie b non esistono, capirai bene che il problema sarà di chi guarda il mondo pensando che ci siano persone di serie a e persone di serie b.
Io credo che il fatto che tu noti delle cose e ci rifletta su, Margot, non è poca cosa. Anche se poi non riesci del tutto ad interrompere degli automatisti il fatto che tu li osservi diversamente non mi pare poco, intanto. e anche che tu osservi le tue paure in modo diverso.
Per la psicoterapia non so, a volte può accadere anche che non siamo pronti ad affrontarla in un certo modo o che si sembra che prenda le cose troppo alla lontana, perché noi vorremo risolvere tutto presto. Quando magari però, quel predere la cosa… più alla lontana ha invece senso. Come però, è vero, possiamo anche sentire di panza che una persona non va bene per noi, o accorgerci che effettivamente non è preparata.
Hai provato (non per dare etichette, ovviamente, ma perché magari può tornare utile) a vedere se nella tua zona ci sono degli psicoterapeuti più specializzati in dipendenza affettiva e molestia morale? Essendo tematiche comuni in realtà (può molestarci moralmente anche il vicino di casa per cinque minuti al mese quando passiamo nel suo parcheggio, per esempio) in generale andando dallo psicologo ecc ci si lavora su, seppure con approcci diversi (forse non hai trovato un tipo di modalità di approccio che ti sconfinferava, anche) però esistono credo anche degli psicoterapeuti più preparati in modo specifico sulla violenza psicologica ecc e determinate dinamiche.
@perché non riesco a farmi amare?
nel caso di uno che non sa amare o che ha un’idea di amore che è non è quella che per te è il vero amore forse perché è come lottare contro i mulini a vento.
Ma se interiorizzi il fatto che non ti ama o ti tratta male perché sei tu che non sei una persona d’amare o che riesce a farsi amare ovviamente è un casino, anche se hai davanti una persona anafettiva e molesta di suo.
La domanda forse è: perché pretendo da me di riuscire a farmi amare a tutti i costi anche da chi non è capace/proprio da chi non è capace?
LILIA: ciao 🙂
infatti ho concluso dicendo in generale e il tu era generico perché non avevo capito se era un esempio specifico o generale, ma comunque era utile a capire la questione “adattamento” 🙂
psicoterapeuti spocchiosi e poco preparati…fare progetti insieme, credere all’amore…usare il sesso per questo e quello…
ma vi rendete conto o no?
ma vogliamo continuare a prenderci in giro o volete cose serie e spassionate?
Ma secondo voi un uomo sposato, che ha una famiglia, e che viene a letto con voi cerca l’amore?
EE voi, sapendo che lui è sposato ed ha la famiglia, pretendete di essere amate?
Andiamo…
io non giudico mai le persone…
però è molto squallido prendersi quello che è di altri…
e poi è molto stupido andare in psicoterapia e farsi cadere il mondo addosso perchè la verità è così grande ed evidente e non la si vuole accettare!
Non è giusto comportarsi come vi comportate voi.
Una mia amica, io sono giovane, è cresciuta senza il padre perchè lui cercava l’amore da altre donne..donne come voi!Sfaciate le famiglie e pretendete di essere amate!
Anche l’uomo è colpevole quanto voi, non sto dicendo che siete le uniche colpevoli…
però almeno guardarsi dentro ed essere sinceri con se stessi credo sia doveroso.
C’è gente che soffre e che non è stata mai amata…e che medita il suicidio ogni giorno.
E nonostante tutto si fa coraggio e cerca di andare avanti!
Voi mi fate pena.
Potete dire quello che volete…non mi interessa!
E mi fate pena non per l’atto in se e per se…ma proprio perchè poi soffrite e volete essere amate.
Di solito non sono duro e mi sforzo di capire le ragioni di tutti…
..ma un po’ di luce a chi sceglie di mettersi le mani davanti agli occhi un po’ bisogna darla.
…e può essere accecante…può farvi male…ma se vi è rimasto un briciolo di materia grigia sapete che un po’ di verità nelle mie parole c’è!
sai pure io sono un amante lui è sposato e mi ha mentito perke sapeva ke lo avrei lasciato se avrei saputo ma poi alla fine la verita è uscita allo scoperto ma lui continua a negare io lo amo ancora anke se è sposato ma però non
ci potra mai essere quacosa tra noi e sposato puno e fine ed ha anke un figlio sarei lui ha solo una cotta per me e secondo me vuole solo perdere tempo con me visto ke la moglie è in marocco ma io non continuerò basta la realta la devi accettare non ci puoi fare nulla soffri molto si lo so ma poi cerchi di dimenticare anke se non è facile
@24 sei uomo o donna? in ogni caso troppo giovane…. per capire l’animo umano (qualunque sia la tua età anagrafica) Spero nn ti serva mai una parola gentile e caritatevole dal tuo prossimo, potresti nn riceverla.
@24ore: sai fino ad ora non sapevo come vivere se non arrivava un geniaccio come te su un blog a dirmi che quello che faccio non è giusto? ma dove sei stato fino ad ora? la mia vita non sarà più la stessa da ora in poi…ahahahahhahah!!!ti dico solo una cosa: a prescindere se in una coppia uno è impegnato e l’altro no, si ci trova lo stesso in una relazione. Già! Forse non ti hanno spiegato bene che a prescindere da tutto quando due persone iniziano una relazione, indipendentemente dal tipo, ne sono responsabili entrambe e la vogliono entrambe. Sia per motivi diversi (cioè per svago, perchè si è donnaioli, o perchè si è delle sfasciafamiglie) ciò non cambia il fatto che in una relazione i motivi che spingono i soggetti a restare in tale situazione siano proprio la ricerca d’amore e la voglia di essere accettati per ciò che si è, anche se si è delle sfasciafamiglie o dei donnaioli. Come in tutte le storie che si intrattengono normalmente, sia esse d’amicizia che d’amore. Già il primo passo è il sesso quello dopo voglio scoprire cosa è. Ma di certo non me lo faccio dire da un bambino che pretende di avere in mano tutte le verità del mondo perchè ha vissuto la storia di una sua amica. E’ bello ergersi a moralizzatori. Ah e poi soffrire perchè non si viene accettati o amati come si vorrebbe è una paura comune, ma le sfasciafamiglie non la devono avere? Spero tanto che la vita non ti metta davanti a situazione che non sono tutte o bianche o nere, per come sei ottusamente pieno di te daresti di matto.
guarda che io di botte ne ho ricevute tante fioraia.
E ho deciso di scrivere quel post perchè state continuando co questa tiritera.
La verità è quella che ti ho scritto sopra.
Se vuoi una parola caritatevole eccola:
Tu sei una donna buona, sensibile e altruista…sfortunatamente hai conosciuto un uomo stuopendo sposato!quell’arpia della moglie si è messa in mezzo.
ahhh che vita ingiusta che è questa.
mi tocca recitare il ruolo dell’amante.
ohhh dio mio che ingiustizia.
sei contenta ora?
io l’animo umano lo conosco meglio di te…è per questo che mal sopporto il frignare di persone che pensano solo alle loro “sofferenze” dimenticando di essere al contempo causa delle sofferenze altrui….
e tu cosa sai dell’animo di persone troppe volte ingannate, prese a pesci in faccia, umiliate dalla natura dalla sfortuna e dalle persone “normali”?..normali solo perchè si definiscono tali…
continua ad ignorare…e a pensare a quanto ingiusta è stata la vita con te perchè quella maledetta si mette in mezzo ad un amore così radioso come il tuo!
Preferisci ipocrisia e chiacchiere sofisticate perche’ la verita’ non ti piace!
margot
vedi io non sono ottusamente pieno di me…sono la persona più complessata del mondo e figurati se mi ergo a moralizzatore…io che con quello che ho passato sono stato sulla bocca di tutti dalle mie parti!
amorale, poco di buono, traffichino, immaturo…guarda di cose me ne hanno dette e tante volte avevano anche ragione nel dirmele!e la cattiveria e il perbenismo io li ho provati sulla mia pellaccia!la cattiveria degli adulti la conosco da quando avevo 12 anni e non la dimeticherò più!e le etichette me le porterò sempre con me!
e sono stato lì per lì per appendermi al primo albero che trovavo! (avrrò fatto male a desistere chi lo sa…)
non faccio il moralizzatore cara margot…non ti offendere se ti dico cara!
è che proprio mi da fastidio chi pensa unicamente alle proprie pene amorose…chi non ci ha pensato due volte a fare la cosa più semplice e vantaggiosa, magarui facendo soffrire altri, e poi si lamenta della spocchia dello psicoterapeuta!
quello che mi fa pena e ripeto – PENA! – non è il tradimento in se e per se..siamo umani e la carne è carne!mi da fastidio chi si ostina a pretendere cose giuste e mette in mezzo paroloni come AMORE quando il tutto è nato da cose che niente hanno ache fare con il rispetto della vita e dei sentimenti altrui.
e posso essere anche un bambino io….ma tu non sei certamente adulta se poi ci rimani male per le conseguenze del tuo agire. una persona adulta accetta le conseguenze del proprio agire e non va dallo psicoterapeuta spocchioso per rimediare.
menomale che sei responsabile tu.
forse se leggevi meglio trovavi due righe dove dicevo che la colpa non è solo della donna o dell’uomo…non ne faccio un discorso di sessi!
ci si trova entrambi.
e si sbaglia entrambi.
gli adulti – UNA PERSONA CHE SI DEFINISCE TALE – si rende conto e non si illude…e cerca di non fare del male chi non c’entra niente e vorrebbe solo una famiglia decente!
ora il geniaccio bambino moralizzatore se ne va…e potete giudicarmi come volete!
non mi tocca!
potete anche continuare fino all’infinito questa discussione….dando le colpe sempre agli altri e al mondo infame!
se qualcuno di voi conserva un barlume di buon senso sa che nelle mie parole ci può essere un minimo di verità…mischiata al perbenismo, alla moralità, immaturità, stupidaggine e quant’altro!
@24 mi ricredo, forse non sai leggere: la mia relazione è solo un po’ free (lui non è spoasto, non è fidanzato e non è convivente) ! a parte questo … la parola caritatevole era per te, a me non serve 🙂 grazie.
Non importa come inizino queste storie, non contano le persone che ne prendono parte o le ragioni che spingono a comportarsi in un determinato modo o le parole non dette, i sussulti non espressi. Queste storie portano solo un infinito dolore, ti lacerano dentro.
“Ho imparato che il contrario dell’amore non è l’odio. L’odio è assenza d’amore, così come il buio è assenza di luce. L’opposto dell’amore è la paura [cit.]” ..ed è proprio così. La paura ti devasta, ti fa perdere il lume della ragione: paura di decidere, di recidere, di scegliere, di scappare, di restare, di tornare. Hai paura di tutto, ma soprattutto ciò che più ti spaventa sei TU, diventi il nemico di te stesso. La mia storia ha inizio, più o meno, nel ’97.. praticamente 15 anni fa. Amici già da tempo, da sempre. Lei, un’amica, più grande di noi (e di lui), così lontana da tutto ciò che apparteneva al nostro mondo. Eppure lui si incaponisce. Sta con lei ed ama me. Da subito. E poi la vita ci porta a compiere scelte diverse, ad imboccare strade che difficilmente possono incrociarsi ed io decido che non è lui l’uomo per me, non potrebbe mai esserlo per svariati motivi. Di lui mi resta una ferita sempre aperta. La sposa. Io nel frattempo sono fidanzata da anni. Lei è in dolce attesa ed io convolo a nozze. Negli anni lui ha sempre provato ad avvicinarmi, a manifestarmi i suoi sentimenti, a dirmi che non sarebbe mai riuscito a dimenticarmi e che sono spesso causa della sua ansia, della sua insoddisfazione. E’ sempre stato un codardo ed un insicuro, lo so. Non ha scelto me percè sarebbe stato tutto meno scontato. A settembre scoppia il mondo. A settembre… io non lo so cosa sia successo, ma questo amore, questa passione si è concretizzata. Siamo andati avanti per 6 mesi tra discussioni, timori, dubbi, rimorsi e soprattutto rimpianti. E tanto tanto amore.
Sapete qual è la cosa più triste oltre al fatto che ora sto piangendo? E’ terribile quando in un istante ti ritrovi a mettere in discussione tutta la tua vita, tutti i percorsi che hai intrapreso e ti domandi: oddio, chi sono? Ho sbagliato tutto? Era lui l’uomo che avrei dovuto avere al mio fianco? Una casa, un bimbo, l’amore solo con lui? Questa cosa mi devasta e non può essere compresa perchè i più sentenzieranno che non amo mio marito e che la mia vita è una farsa, ma così non è. Perchè non rinuncerei mai a ciò che ho…
Mi piacerebbe vedermi tra, non so, un anno e scoprire che magari ci starò ridendo su ripensandoci, che mi renderò conto della follia. Intanto sto male. Abbiamo chiuso, è ovvio. E chiudere quando ci sono in ballo dei sentimenti è la cosa più straziante e difficile, chi si ama non si dovrebbe mai lasciare.
Queste storie, a prescindere da tutto, graffiano per non far guarire i segni. Ti graffiano l’anima. Queste storie sono iniezioni di aria nelle vene. Queste storie stravolgono. Queste storie ti fanno abituare all’assurdo, all’inconcepibile.
Queste non sono storie, sono scorie.
Ps. Grazie per lo sfogo.
ma sai quanto me ne frega della tua storia free o come la definisci tu?
io ho letto la prima letterea, quella iniziale del post!poi ho visto il numero degli interventi…poi ho leggiucchiato tutte le spiegazioni stratosferiche di luna!
poi ho letto quella di margot…
…e pensavo certe cose e le ho dette!
tu sei libera di avere storie free, storie busy, storie extra e storie 2per3 e 4per4!
e mi dispiace e mi scuso se qualcuno si offende però bisogna aprirli gli occhi.
la parola caritatevole serve anche a te mi sa, dammi retta fioraia.
ti servono pure le preghiere ma quelle non fanno per me, sono poco credibile, se no te la direi una.
grazie anche a te per la tua parola caritatevole.
buona storia free ihihiih storia free…good bye storia free, hace a nice life!
addio!
@24ore. allora grazie di esistere…. AHAHAH
24: non ho voglia di discussioni sterili, sorry. solo un inciso, perché mi hai tirato tu in ballo:
@una persona adulta accetta le conseguenze del proprio agire e non va dallo psicoterapeuta spocchioso per rimediare.
Forse, sai, si va dallo psicoterapeuta proprio per guardare in modo più consapevole il proprio agire e il proprio rapportarsi con gli altri.
TUSEI: uh… che nick notevole che ti sei trovata! dico notevole nel senso che è alquanto espressivo, visto che, se non erro, l’aria nella vene ammazza.
Queste storie sono scorie, poi, è uno slogan mica male da tenere in mente!
Non sono ironica, eh, proprio per niente.
Credo che la domanda “Ma questa è una storia o una scoria?” dovrebbe essere brevettata. E che riuscire a rispondersi con onestà, con un sì o un no, al di là di tutti i possibili ma e se potrebbe essere utile alquanto…
Tusei, ho letto la tua storia e mi vengono delle considerazioni piuttosto banali (mentre i sentimenti delle persone, le loro lacerazioni, emozioni ovviamente non lo sono mai)… ma non giudicanti, beninteso, eh! Per esempio il fatto che tu e lui non siete stati separati da uno spostamento delle zolle terrestri che ha fatto sì che, mentre volevate abbracciarvi e costruire insieme, siate stati irrangiungibili l’uno per l’altra perché in mezzo c’era una crepa della crosta terrestre… insomma, se volevate, davvero, entrambi, dal 97 in poi, mettervi realmente insieme, avreste potuto farlo… attenzione, lo so che possono esserci mille motivi e incastri e tempistiche sbagliate peggio che nelle telenovelas per cui lui entra quando lui esce, lei si sposa quando lui ha bucato una gomma e quindi non riesce a correre a fermarla, lei parte quando lui arriva… lui ama quando lei no e viceversa… e so anche che, oltre al fatto che prendiamo delle decisioni, anche in quel presente passato che è il passato, lo facciamo con i mezzi che abbiamo in quel momento, le considerazioni che facciamo, i pro e i contro messi sulla bilancia… e che nel tempo poi possiamo scoprire che il nostro matrimonio non è felice come avevamo creduto, che ciò che doveva essere stabile e quindi teoricamente più facile è noioso o che l’uomo o la donna che sembravano così rassicuranti in realtà sono dei sadici… ma anche banalmente si cresce e si cambia, cambiano le priorità, magari i sogni… e avere un sogno a volte è ciò che aiuta simbolicamente a dire: forse, io, sono insoddisfatto di qualcosa, in un campo delle mia vita… ok… Da dentro il tuo rapporto con lui sembra romantico, lo so… quel grande amore che non è mai riuscito a concretizzarsi… e ti chiedi: ho sbagliato tutto?
Ma, scusa, mi pare che hai fatto quello che potevi fare, nel famoso 97 e poi… nel senso che lui ha scelto già allora un’altra vita. “Stava con lei, ma amava me – ha sposato lei ma amava me”… allora cos’è, un masochista? E poi andava avanti a venire da te a dirti che eri il suo rimpianto… beh, mi sembra che tu abbia fatto bene anche a dirgli di no, e che
si..ehmm scusami…cioè yes, thank you for the flowers.
la vita si fa attraverso le scelte, e non attraverso il concetto del rimpianto, in differita o in visione condizionale.
Sai cosa c’è di imbroglio nella domanda: cosa saremmo potuti essere?
che non ci si rende conto che si è stati. Altro, ma si è stati.
E forse c’è pure un motivo. forse se il suo matrimonio è stato insoddisfacente magari c’entra anche il fatto che ha sposato una donna in base non si sa a quali motivazioni che in quel momento per lui erano le migliori… ma magari a lei non fregava una cippa di essere più stabile e rassicurante, forse lei voleva essere amata e forse avere, invece che un uomo insicuro e che va in giro a dire all’amica di sempre che è insoddisfatto, un uomo che rassicurasse lei…
Voglio dire, ma cosa ti dà la certezza che con te sarebbe stato diverso? Certo, sarebbe stato diverso nel senso che tu sei un’altra persona… ma l’insicuro con te sarebbe diventato concreto? In fondo, quando potevate concretizzare, lui, dici, ha detto: amo te, ma sposo un’altra.
una coerenza geniale, emotivamente parlando.
In fondo con te, appunto, non è stato diverso.
“Non ha scelto me perché con me sarebbe stato tutto meno scontato”…
ma cosa c’è di scontato nelle relazioni, Tusei?
tu sei una creativa, si vede, anche dal nick che ti sei trovata e da come scrivi, e forse lei apparentemente, che ne so, o realmente, sarà uno schemino vivente… ma nessuno è veramente scontato. E le relazioni, tanto più, continuano ad evolvere e costruirsi giorno dopo giorno, sempre. anche dopo 60anni.
Guarda, non voglio giudicare neanche lui, ma nel momento in cui ti domandi se hai sbagliato tutto, nel non vivere concretamente una storia dal 97 con costui, io ho letto che tu dicevi che questa base concreta lui non te l’ha mai data. anche se tu l’avessi voluta. C’era sempre un motivo per cui non si poteva?
E la vostra è una lunga vicenda fatta del non stare insieme, con la tesione emotiva e di curiosità che ciò anche può comportare…
come siete veramente come coppia, nella buona e nella cattiva sorte non lo sai…
Lasciando perdere il passato, che pure, certo, ha influenzato la condizione attuale per cui siete impegnati, adesso, nel presente, ti confronti con il fatto che vorresti stare con lui concretamente? Cosa vi impedisce di farlo adesso? Razionalità, paura? Il rispetto per gli altri? dici che il tuo matrimonio non è stato una farsa. Ti credo. Forse è adesso che sta un po’ male, o stai un po’ male tu.
Ma lui ti ha proposto, esattamente come 14 anni fa, una storia a metà?
sei tu che non te la sentiresti di mollare tutto per vivere con lui una storia “intera”?
Ma, dico, ci sarà forse un motivo, interno, istintuale, e non solo contingente, per cui in 15 anni non avete mai… concretizzato DAVVERO? (veramente senza giudizio, chiedo).
Chi si ama non dovrebbe lasciarsi, ok. ma forse la gente che si ama si mette insieme,e non sposa gli altri. non mi sembra una relazione perseguitata dagli eventi, ma piuttosto autoincasinante sin dall’inizio.
luna
si scusami…veramente faccio polemiche inutili a volte.
e mi dispiace averti tirato in ballo.
volevo solo dire, nella frase che hai riportato, che chi si ritiene persona adulta e giudica gli altri bambini dovrebbe almeno accettare le conseguenze del suo agire…senza che lo spocchioso psicoterapeuta magari gliele sbatte in faccia e magari sbaglia perchè le dice la verità.
Poi si…ovvio che dallo psico possono andarci tutti…e può far bene come far male. e non sono nessuno per dire se sia sbagliato o no.
volevo solo replicare alla personcina adulta e responsabile.
tutto qui.
scusami tu e scusatemi tutte e tutti…ma quando sto nervoso certe cose non le posso leggere che sono tremendamente sincero e quindi polemico.
allora qui le cose peggiorano. A prescindere da tutti i buoni propositi che ho e da tutti gli ottimi consigli che ho ricevuto non riesco a non soffrire. Soffro quando sto con lui e quando l’allontano, quando parlo con lui e quando non lo sento. Ormai non sono più in me, sono la trasfigurazione di me stessa. So cosa devo fare, ma la paura è troppa. Non so neanche spiegarvi quanto dolore mi provoca non essere voluta. Si è vero che è un mio problema accanirmi a chiedere amore a chi è inadatto e non interessato a darmene, ma fa male sentirsi eternamente seconda. Penso continuamente a cosa mi manca per essere la sua prima scelta, cosa non sono, e capisco che sono solo sesso per lui. Ma poi mi domando un essere umano può intrattenere rapporti continui di più anni con la stessa persona e non considerarla parte della propria vita, ma solo come un quinto arto marcio che sa che prima o poi dovrà amputare? mi sento come il disavanzo che c’è nella sua vita. mi sento in più e più mi sento più mi accanisco nel cercare di ricavarmi un posticino nella sua vita. ma va sempre peggio. io mi accanisco lui a noi nn ci pensa per niente, l’unica storia che per lui ha ragione di esistere è quella ufficiale. Io nn so niente. Poi mi continua a mostrare come sa esseere un bravo donnaiolo, cioè come è bravo a flirtare. ora poi sono stata assente una settimana per lavoro e nn ci siamo ne visti e ne sentiti (anche se lui mi aveva chiesto di almeno inviargli un sms per comunicargli che andava tutto bene)e prima di partire mi ha raccomandato di divertirmi così come avrebbe fatto lui in mia assenza. Credo che mi abbia proprio detto di fare sesso con chi voglio perchè lui avrebbe fatto lo stesso. mi sento uno schifo per volere accanitamente un uomo così…sento di volerlo e di nn volerlo. ma ogni volta che sto con lui poi sto sempre peggio, perchè mi aspetto sempre che lui provi qualche sorta di sentimento per me qualcosa che lo spinga a non ridurmi uno straccio, che lo spinga a tutelarmi in qualche modo, a pensare a me come una donna che valga la pena di conoscere e che può renderlo felice. Mi sento senza speranze. così vuota da non sapere più come fare a sopravvivere a tutto questo orrore. nn posso parlarne con nessuno e solo per aver incominciato a raccontare a una mia amica questa situazione mi sono sentita scagliare contro una marea di rimproveri fino a sentirmi rinfacciare questa storia ogni volta che apro bocca. mi sento uno schifo e ancora di più dopo essermi fatta ridurre così male come questa sera. So che dopo l’iniziale paura il dolore dovrebbe alleviarsi, ma non sono pronta per questo dolore. nn lo sono più da tanto e la consapevolezza di nn avere nessuno mi fa sentire ancora più fallita.io nn sono capace di farmi volere da nessuno.
ah poi mi ha detto che non ha altre storie solo perchè nn deve assolutamente capitargli ma nn perchè io sono importante o perchè pè tutto sbagliato? ma con che razza di persona ho a che fare? ha rimandato le sue nozze dopo che mi ha conosciuta ma poi è andato a convivere: ma secondo voi avrò mai peso nella sua vita?
Margot cara, spesso mi chiedo ank’io perchè nn riesco a farmi amare (non solo da lui, lo dico x evitare di essere attaccata).Qst credo derivi dal fatto ke fin da qnd ero bambina cercavo di compiacere mia madre per sentirmi accettata, anke se non era mai abbastanza! Mi fermo qua perchè non è il caso…Però crescendo ritroviamo degli atteggiamenti ke avevamo visto da piccoli in altre persone (della famiglia specialmente) e ci leghiamo a loro quasi per una sorta di riscatto o proprio xk siamo stati abituati a stare cn persone di quel “tipo”.
Più semplicemente è capitato in un momento della vita particolarmente delicato che non siamo riuscite a gestire al meglio! Noi andiamo in giro con delle “etichette” (di ciò ke siamo interiormente, delle insicurezze e fragilità) che a noi sn invisibili, ma agli altri no. Quindi più ci vogliamo bene,più attireremo persone ke faranno altrettanto cn loro stessi e di riflesso cn noi. Altrimenti avverrà il contrario.
Più passano i giorno più mi rendo conto di aver fatto un errore enorme!! Domenica ci siamo visti ed è stato tutto davvero perfetto (ha notato il mio distacco, mi ha ripetuto che mi vuole bene, che con me è sempre serio xk ha capito ke sn una brava persona, mi ha parlato di alcune sue difficoltà lavorative)…Poi tutta settimana silenzio. Ieri l’ho incrociato e non l’ho degnato di uno sguadro. Credo proprio se ne sia accorto. Mi vuole così bene ke non si fa proprio sentire. Quindi ho deciso davvero ke questa è la strada da seguire, perchè non posso più permettermi di svegliarmi ogni mattina cn ansia, insofferenza, chiedendomi se sto facendo la cosa giusta oppure no e guardare il cellulare ogni 10 minuti.
Oppure ha già deciso lui che non mi vuole più…meglio ancora! Dico così xk nel caso decidessi io ,la paura di un pentimento sarebbe troppa. Fa parte del “gioco”..ok! Accetto quello ke viene. Soffro, ma queste cose devono avere una scadenza.
Mi chiedo xk allora si sia comportato quasi da fidanzato domenica , scherzando ogni vlta sul “nostro matrimonio”. Siamo anche passati cn la macchina vicino a casa nostra e ha rischiato 2 volte di farsi vedere dai conoscenti.
Cmq di persone inaffidabili ce ne sn a migliaia!! L’importante è riconoscerle e prendere le debite distanze, in tempo! Meglio tardi ke mai!
Buona giornata
la storia di cla e quella di margot..cmq mi appaiono sembre moolto differenti e sopratutto mi sembra che anche il vostro modo di pensare:
@ cla
Oppure ha già deciso lui che non mi vuole più…meglio ancora! Dico così xk nel caso decidessi io ,la paura di un pentimento sarebbe troppa. Fa parte del “gioco”..ok! Accetto quello ke viene. Soffro, ma queste cose devono avere una scadenza.
Mi chiedo xk allora si sia comportato quasi da fidanzato domenica , scherzando ogni vlta sul “nostro matrimonio”. Siamo anche passati cn la macchina vicino a casa nostra e ha rischiato 2 volte di farsi vedere dai conoscenti.
Temo che nessuno di voi due abbia le idee chiare.. magari provare a riparlare?
@margot
Soffro quando sto con lui e quando l’allontano, quando parlo con lui e quando non lo sento. Ormai non sono più in me, sono la trasfigurazione di me stessa. So cosa devo fare, ma la paura è troppa. Non so neanche spiegarvi quanto dolore mi provoca non essere voluta.
ho l’impressione – come tu stessa hai detto un poò dopo nel tuo post- che il problema non sia lui e quello che ti dice e quello che pensa…..hanno in fondo poca importanza.
@ luna
TUSEI: uh… che nick notevole che ti sei trovata! dico notevole nel senso che è alquanto espressivo, visto che, se non erro, l’aria nella vene ammazza.
.. non ci sarei mai arrivata … 🙂
buona domenica a tutti
lilli