Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!
di
Daniel85
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) . Scrivo questa lettera,...
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Aggiungiamoci poi il fatto non trascurabile che le facoltà di ingegneria italiane in generale fanno proprio schifo, incluse quelle che si gongolano del nome e sventolano il blasone dell’antichità della fondazione. All’estero la formazione universitaria è un’altra cosa, insegnano ad innovare e creare PRATICAMENTE. In Italia, dato che tutti son buoni a ciucciare i soldi degli altri ma hanno la manina corta quando si tratta di spendere, si fa un gran ciarlare, praticamente solo teoria. Ingegneria in Italia ormai è una fuffa, anche in Nigeria c’è gente che sa progettare tunnel, per non parlare dei cinesi e degli indiani.
Mi spiace per quanti hanno buttato soldi e tempo in una facoltà italiana: non servirà che a trovare un lavoro pagato quanto quello di un operaio PERCHE’ E’ QUELLO CHE VALE!
ATON, sono con te…
Tassazione alle stelle, tagli alla ricerca e sviluppo a partire dal 2009 sono stati il colpo di grazia per le imprese che di fatto non hanno più soldi e tempo da investire. Anni fa, i cari(e a questo punto direi fortunati per antecedenza di nascita/anno di laurea) colleghi ingegneri che uscivano da una delle qualsivoglia università italiane a mala pena si erano interfacciati con software professionalizzanti. Era l’azienda, nella quale si andava a lavorare, che provvedeva alla formazione finale e alla specializzazione della più o meno brillante mente uscita dal percorso di studi. Come detto da molti poc’anzi, è la forma mentis di chi studia igengeria che deve sapersi adattare per affrontare di volta in volta situazioni di problem solving(entro un certo range di pertinenza).
Oggi è tutto cambiato. Le aziende, appunto non hanno bisogno di crescere (ti credo!! sono in recessione o in stallo) pretendono profili altissimi o impossibili, anche per chi ha maturato già esperienza, figuriamoci per chi esce fresco di studi. E quindi giù con la pretesa di matching al 100% della propria tesi con ciò che l’azienda svolge( un decennio fa un mio amico con una tesi da strutturista si è poi ritrovato a fare l’aerodinamico e nel suo percorso di studi non ha sostenuto nessun esame in merito… misteri della fede), richieste di conoscenze di 5-6 software CAD/CAE o 5-6 linguaggi di programmazione ed affini. Se poi vi presentate con idee innovative e magari versioni beta di potenziali applicativi, magari validati scientificamente, verrete smer…ti perchè i cari imprenditori pretendono che voi l’abbiate già implementati attraverso l’x compilatore in uso presso l’azienda. Insomma la situazione a me è molto chiara. Nessuno cerca nessuno, e credo che il miglior catalizzatore per farsi assumere sia una conoscenza interna o, meglio ancora, diretta. Il problema è uno solo: nel 2009(ma credo anche prima) è suonata la campanella del “chi è dentro, è dentro… chi è fuori, è fuori”. Se avete un santo in paradiso sarete salvati, altrimenti ci si deve preparare con la valigia di cartone.
C’è anche da dire che, in alcuni campi, un buon tecnico è meglio di un ingegnere. Più pratico, più curioso, più aggiornato, e sicuramente più adatto a lavorare in squadra di un ingegnere.
@Rino
“in alcuni campi, un buon tecnico è meglio di un ingegnere”.
In Italia non si è ancora capito che un ingegnere deve ESSERE LUI un buon tecnico. Per le grandi teorie ci sono i matematici, i fisici e gli astrofisici. Non esiste il Nobel per gli ingegneri.
Con la formazione attuale, in Italia i campi dove possono eccellere gli ingegneri autoctoni sono quelli di pomodori, di meloni e di angurie, sempre che ce la facciano a strappare il lavoro agli extracomunitari.
Chi esce da una facoltà di ingegneria ha delle solide basi teoriche.
La pratica poi l’approfondisci quando vai a lavorare.
Nessuno è un tuttologo.
Le scuole superiori formano dei tecnici.
Le facoltà di ingegneria dei progettisti.
Se le facoltà di ingegneria facessero schifo, di sicuro la Germania non importerebbe (come fa) ingegneri italiani.
Serve la matematica, serve la fisica e servono tutte le materie che si studiano.
Perché sono una base indispensabile.
Le lacune del sistema produttivo sono dovute anche al fatto che ci sono pochi ingegneri nelle aziende. E se ci sono sono “utilizzati” per attività di routine, come disegnatori CAD o controllori del sistema produttivo.
Manca l’innovazione, lo sviluppo e la ricerca.
E senza una base teorica universitaria alle spalle, il tutto si traduce nel tramandare un’esperienza più artigianale che scientifica e tecnica di alto livello.
Patrick ti straquoto in toto. Io aggiungerei anche che molti degli imprenditori, made in italy, pensano di sopravvivere nel mercato globale senza la minima innovazione, riducendo al lumicino o a zero le quote di fatturato da reinvestire in R&D (se vedete nelle bacheche ormai cercano laureati jr o diplomati… a me non risulta che la ricerca e sviluppo la facciano i suddetti negli altri paesi!!). Il tempo è da sempre galantuomo. Una azienda dove lavora un mio collega, alla quale avevo proposto di aggiornare tecnologicamente il controllo qualità da loro organizzato con procedimenti obsoleti quanto il cucco (roba che in Germania li hanno abbandonato già da anni) e che aveva diniegato dicendo di “stare bene già così”, nell’ultimo mese ha già perso un paio di commesse a favore di aziende con prezzi più concorrenziali(fonte: il mio collega). Molti imprenditori, orbi, non hanno capito che se non investono in R&D prima o poi, nel mercato concorrenziale globale e senza protezionismi, verranno tagliati fuori con la rapidità di un siluro supersonico (a meno che non delocalizzino in burundi…). E non mi vengano qui con la scusa della crisi a dire che non possono investire. Francia, Germania aumentando le quote di PIL da destinare alla ricerca hanno dato una spinta irrefrenabile alla loro economia riuscendo a crescere proprio dal 2009. Infatti i suddetti paesi, come detto da Patrick, vengono letteralmente a razziare ingegneri (e non mi risulta periti)nel nostro paese.
Un ultimo appunto a coloro che continuano a screditare gli ing. italiani. Una persona che si è asfaltata il sedere con 28-30 esami, o il doppio nel caso di N.O 3+2, con connotazione chimico-fisico-matematica non avrà alcun problema ad assimilare nuovi software nel giro di poche settimane. Quanto al perito, mi rivolgo ai gentili utenti di cui sopra con un esempio: un perito che va in ospedale per coerenza si farà visitare ed operare da un infermiere? Piantiamola con il becero tentativo di appianare distanze che sono siderali. A ciascuno il suo compito.
Quanto dicono Demiurgo e Patrick e’tristemente vero.
Nel 2011-2012 sono stato responsabile vendite del Triveneto per una multinazionale del settore automazione e devo dire che la situazione e’disastrosa. Le aziende non investono nell’acquisizione di nuove tecnologie e soprattutto non investono nei dipendenti. Le tecnologie utilizzate sono obsolete e gli ingegneri ricorrono al ‘fai fa te’, senza seguire corsi adeguati ad aumentare le proprie competenze. Il risultato e’ un gap tecnologico sempre crescente rispetto ai paesi avanzati.
Ad oggi, sono impiegato in un azienda del settore elettronico in Inghilterra e la quantita’ di risorse (denaro e tempo) che abbiamo a disposizione per l’acquisizione di tecnologie e per la formazione del personale e’ di almeno 2 ordini di grandezza superiore rispetto alle aziende che seguivo in Italia.
Un altro grande problema e’ stata la proliferazione tra gli anni 70-90 di moltissime piccole aziende di ingegneria, nelle quali spesso il management e’ molto competente in termini di ingegneria, ma pecca pesantemente dal punto di vista business. Tutte queste piccole aziende non sono ad oggi in grado di competere con le corporation a livello mondiale e, ad una ad una, stanno venendo spazzate via dal mercato stesso.
Credo che nei prossimi penso che ci sara’ un cambio della generazione industriale, per cui tutte queste piccole aziende lasceranno spazio alle grandi corporation straniere. Questo non sara’ indolore, perche’ passera’ tramite fallimenti di aziende, licenziamenti e probabilmente un abbassamento dei salari e del pil. In questo il mondo politico ha la propria responsabilita’, perche’ le grandi corporazioni avranno interesse ad investire in Italia solo quando ci sara’ un regime fiscale favorevole e un apparato giuridico efficiente.
In bocca al lupo a tutti!
“C’è anche da dire che, in alcuni campi, un buon tecnico è meglio di un ingegnere. Più pratico, più curioso, più aggiornato, e sicuramente più adatto a lavorare in squadra di un ingegnere.”..
“In Italia non si è ancora capito che un ingegnere deve ESSERE LUI un buon tecnico.”
Siamo alla frutta..
Cari ingegneri. Sono un responsabile di una di quelle piccole aziende italiane che ogni giorno sfornano nuovi progetti di processi e macchinari industriali. Gli ultimi tre ingegneri che ho consultato mi hanno detto che faccio un lavoro interessante e ambizioso, ma le loro caratteristiche sono poco aderenti. ….. allora se non volete accettare la sfida del l’incognita tecnica perché avete studiato ingegneria? Vi sfido ingegneri: venite da me a fare carriera! …… è faticoso.
@responsabile piccola azienda
Se in 3 hanno rifiutato un motivo ci sara’.
Quant’e’ lo stipendio? Non sara’ mica stage o co.co.pro.
Anche gli ingegneri mangiano e non vivono di spirito santo.
Il lavoro deve essere piacevole, non faticoso.
Se e’ faticoso vuol dire che c’e’ qualcosa che non va’.
Si lavora per vivere, non il contrario.
Gentilissimo Patrik
sei partito con il piede sbagliato!
Lo stipendio di un ingegnere è la conseguenza della qualità del suo operato, non l’unico punto di partenza di un rapporto di lavoro. La fatica e il piacere non si misurano con il metro. Mi risulta che alcuni “uomini di ingegno” abbiano raggiunto i loro obbiettivi faticando un pochino, leggi la storia e magari ne trovi qualcuno anche tu, se vuoi “faticare” meno nel documentarti chiedi a qualche calciatore, giornalista, ciclista, tennista, leggi la biografia di Enzo Ferrari, vedi tu. Se non sei disposto a faticare un po per raggiungere i tuoi obbiettivi lascia perdere ti auguro tanta fortuna. Io da parte mia continuo ad andare avanti, quando arrivo il piacere che provo mi ripaga sempre delle fatiche che ho fatto. Ps. nella maggior parte dei casi mi pagano quanto giusto poi una parte del mio emolumento la sacrifico con “piacere”per chi ha meno fortuna di me. quando devo buttarla per darla a chi non è disposto a sacrificarsi allora ho faticato invano! Cordialità
Spesso mi sono trovato d’accordo con patrick, l impegno ed il lavoro non è commisurato allo stipendio… Poco lavoro e mal pagato. Sarà questa la causa dell inflazionarsi della professionalità di un ingegnere… A volte fare il passacarte ripaga di più che mettersi in gioco.Se la professionalità avesse un valore dovrebbe essere riconosciuta a prescindere, altrimenti i politici ,i medici e gli avvocati sarebbero pagati in base ai risultati ma non mi sembra sia così . Poi se parlassimo di cifre stratosferiche potrei essere d’accordo con chi antepone il merito ai guadagni derivanti.
@cerco ingegneri
“Lo stipendio di un ingegnere è la conseguenza della qualità del suo operato”
Concordo pienamente.
“nella maggior parte dei casi mi pagano quanto giusto”
così deve essere. Pagati il giusto.
Se un’azienda paga 1.000 euro un ingegnere, vuol dire che quell’azienda non ha bisogno di un ingegnere.
Ma obiettivi non si scrive con una B sola?e si che io mi sono fermato alla maturità
Angwhi non sei degno di risposta puoi giusto trovare lavoro come passacarte. Patrick sai ho un collega è ingegnere 42 anni ne alza 3000 netti piu straordinarie premi e indennità di trasferta quando ci va e auto aziendale nuova di trinca. È bravo apprezzato e rispettato. Non ha mai dovuto chiedere aumenti. A volte lo vedo affaticato allora gli consiglio una pausa.
Ah Angwhy studia un pochino…… ti consiglio il seguente link analfabeta. Spero tu sappia di chi si parla quando la Treccani cita Moravia http://www.treccani.it/enciclopedia/obiettivo-o-obbiettivo_(La_grammatica_italiana)/
@Angwhy
E si vede. Sono ammesse entrambe le forme. I meridionali usano la doppia, al nord no, al centro obiettivi non ne hanno perciò non si pongono il problema. Guarda lo Zanichelli.
Angwhy, faresti meglio ad investire di piu’ su te stesso, piuttosto che polemizzare sterilmente.
http://www.treccani.it/enciclopedia/obiettivo-o-obbiettivo_(La_grammatica_italiana)/
Tornando in tema, Patrick ha tristemente ragione. La maggior parte delle aziende italiane non ha bisogno di ingegneri, perche’ il livello tecnologico medio della produzione industriale italiana e’ormai sottozero.
Ha ragione Marco.
ma l’ingegnere, quello vero, è uomo di ingegno…… e l’Italia e diventata uno delle più potenti economie del mondo per l’ingegno non certo per le ricchezze del sottosuolo. Se vogliamo continuare ad esserlo dobbiamo riaffermare la nostra eccellenza intellettuale a fronte di tutti i competitor che hanno tutto l’interesse a soggiogarci, per comprare le nostre intuizioni per quattro soldi mentre ci fanno credere che ci stanno salvando da un inesorabile declino. Ricordatevi che il mondo intero invidia l’Italia. Bene diamogliene motivo invece di sputtanarci come degli idioti.
Ammazza che putiferio,chiedo scusa umilmente comunque il lavoro come passacarte lo accetto volentieri perche sono disoccupato,quanto a Moravia si l’ho letto e lo portai proprio alla maturità.Chissa se lei ingegnere ha fatto altrettanto oltre che guardare su wikipedia e per finire la citazione che come il mio amico Aton sa bene non puo mancare:
ingegnere,non mi faccia
questo……Assassino!
chi la conosce vince un mentino gia succhiato
Angwhy
A. Non sono laureato in ingegneria, sono uomo di ingegno.
B. Se lei è disoccupato non c’è da stupirsi: la sola cosa che sa fare è vantarsi dei putiferi che solleva.
C. Seguirò il consiglio di un grande ad un grande: non ti curar di loro ma guarda e passa.
Ps quando l’ho studiato non esistevano ne il web ne wikipedia
Persone dotate di capacità intellettive superiori sono rare. Leonardo Da Vinci o Albert Einstein ne nascono uno ogni secolo.
Poi c’è la gente comune che con impegno studiano all’università per conseguire una laurea in materie scientifiche/ingegneristiche.
Molti ingegneri si occupano di attività di routine e sono poco utilizzati per le conoscenze che possiedono (conoscenze ovviamente limitate. L’ingegnere tuttologo non esiste vista la vastità della tecnologia).
A me l’università ha dato principalmente le basi giuste per proseguire poi in ambito lavorativo. Quando non so qualcosa, vado su internet e la studio. Ma ho delle basi per comprendere. La matematica e la fisica su cui partire. Non parto da zero.
Abbiamo un grande patrimonio umano in Italia ma c’è poca voglia e scarso interesse ad investire sulle persone.
Su quelle persone che potrebbero fare il successo di un’azienda e dell’intero paese Italia.
Qualcuno se ne sta accorgendo. Meglio tardi che mai.
E questa crisi potrebbe essere di aiuto per cambiare le cose.
Quando va tutto bene, si lasciano le cose come stanno.
Quando va male, o ti adegui o affondi.
Wow sei ancora lo stesso di ieri o sei un’altra persona?
Vedila così quando va bene si consolida preparandosi per quando va male.
Quando va male si cerca di non affondare eventualmente facendo ricorso a quanto consolidato in precedenza. Ma questo non serve solo agli ingegneri. E comunque Leonardo Albert Enzo e tutti gli altri non l’hanno mica avuta facilissima e poi saranno stati dei geni? Secondo la gran parte dei loro contemporanei no!
Proprio per questo l ingegnere è una persona strategica che deve essere apprezzata e valorizzata.
Dimostri di essere all’altezza e sarà apprezzato!
@cerco ingegneri
Io credo che Leonardo&Co. abbiano fatto per gran parte della loro vita ciò che volevano.
Hanno coltivato le loro passioni che unite a delle doti naturali hanno portato a grandi successi.
Io sono favorevole al reddito di cittadinanza. Se le persone avessero un reddito minimo garantito potrebbero cercarsi un’occupazione più in linea con le proprie passioni. E quando fai un lavoro che ti appassiona, non lo fai spinto da necessità. Lo fai perché ti piace e non provi fatica.
Il lavoro diventa un hobby piacevole.
Molte persone devono adattarsi a ciò che trovano. E non lavorano con passione e dedizione, perché non è la loro strada.
Fare qualcosa perché obbligati da necessità non sarà mai qualcosa di produttivo.
Fare qualcosa che ti appassiona porta a creare qualcosa di bello.
Il lavoro deve essere piacevole e fatto con il cuore. Allora viene fuori qualcosa di bello.
Non è solo la tua situazione qui è la situazione di tutti, come per anche per me sono laureato in matematica voto 100/110 inditizzo di fisica matematica, neanche io trovo nulla e come altri 10 amici laureati tutti alla Sapienza di ROma, se guardi le statistiche il 98% dopo tre anni per matematica hanno un lavoro a tempo indeterminato, ma quando mai ?? Che noi stiamo tutti a casa. Siamo stati presi tutti per il c*** , dovevamo denunciare sia i dati delle universita’ che non sono reali e sia le informazioni dei tg, come ieri il tg incentiva ad iscriversi a bio ingegneria, ma per fare che ?? In italia forse è rimasto il lavoro del contadino e dobbiamo studiare bio ingegneria. Per quanto riguarda quel portale europeo che ti hanno consigliato, sicuramente è EURES anche lui una cazzzata, gli annunci sono nella lingua del paese, ci sono 100 posti in germani ma devi saper parlare tedesco, se mo mi metto a studiare pure il tedesco, dopo che ho gia’ fatto inglese e francese, tutta na buffonata, un continuo studiare e i frutti non ci sono mai, guarda i figli dei politici, incompetenti, hanno preso una laurea comprata alla cepu e sono tutti dirigenti. Il fatto è che è arrivato il momento di agire…come nella rivoluzione francese…”Il popolo si rese conto di essere forte e che poteva porre fine ai soprusi……”
Ma scusa non capisco,c’è il nostro uomo di ingegno che cerca ingegneri e non li trova.probabilmente è solo un problema di conciliare la domanda con l’offerta
Caspita! Mi inchino alla tua perspicacia. Ammesso che tu sappia cosa sia. comunque per tua informazione ho appena chiuso una telefonata con un ingegnere energetico con il quale ho concluso un agreement per un periodo di prova . Lui prova me e io provo lui pagandolo dignitosamente se abbiamo affinità professionali ci sarà un disoccupato in meno e io potrò far crescere la mia bottega. Saluti
”Il popolo si rese conto di essere forte e che poteva porre fine ai soprusi……”
Credo che la vostra popolazione scolastica si sia resa conto di essere debole e di doversela incartare.
Male aver studiato lingue diverse dal tedesco, l’inglese lo sanno tutti, il francese aiuta, ma il tedesco fa la differenza.
Ma ieri non era il cinese? Io mi stavo a preparare con il russo… Vabbé domani provo tedesco…
Lui prova me e io provo lui per far crescere la mia bottega?sto sforzandomi di non essere malizioso
Non sforzarti troppo. Uno sforzo eccessivo potrebbe pregiudicare l’integrità di uno dei due neuroni che ha in testa. Magari un giorno ti potrebbe servire in caso ti volessi sforzare di diventare un essere dotato di intelligenza
Scusa. Ti ho sopravvalutato. Non potrà mai accadere.
Beh ma se fossimo tutti intelligenti al mondo sà quanta gente finirebbe a spasso?nessuno fregherebbe nessuno e sarebbe una tragedia sociale che di questi tempi non possiamo permetterci.di conseguenza appurato che la persona di intelletto siete voi è bene che io ed altri dieci dementi manteniamo la situazione in equilibrio,e poi mi scusi chi mai le risponderebbe qui sopra?
sulud da Angwhy.
Sono un ragazzo di 21 anni frequentante il terzo anno di ingegneria civile.
Ok. Per ipotesi, seguo il tuo consiglio e lascio l’università. E poi… che faccio? Che ci faccio con la sola maturità scientifica?
Al vurbo del commento 137: ci fai la stessa cosa che ci farai con la laurea. Carta Regina Camomilla. Spero che i diplomi adesso li stampino su carta adatta che non graffi.
concordo in pieno con l’articolo. Purtroppo gli ingegneri civili stanno soffrendo la crisi anche più degli architetti… e soprattutto nessuno parla mai del doping agli indici occupazionali, ovvero al fatto che molti professionisti risultano come occupati perchè hanno la partita iva, ma di fatto non lavorano perchè passano il tempo a sviluppare commesse per privati od enti che poi non fanno niente e non pagano.
Io laureato con 110/110 lode stessa tua situazione. E ho avuto la sfortuna di collaborare con università e grandi aziende. Ti dico. Tutte ma proprio tutte tu sfruttano e basta. Solo se sei fortunato (non necessariamente bravo) e dopo anni e anni di sacrifici allora forse puoi avere qualcosa di soddisfacente. E questo riguarda tutte le aziende dalla Ferrari alla Fincantieri al piccolo studio di ingegneria. Non fatevi incantare. Perché è tutto lo stesso schifo. E all’estero non è così scontato. Bisogna vedere il dove e il quando. Il mondo è grande e ci sono fin troppe situazioni per banalizzarle in una sola parola. Diceva bene il tuo professore, lascia perdere di fare l’ingegnere, meglio corsi specializzanti è più sicuro.
Il mercato in campo “ingegneria civile”
è saturo da almeno 10 anni.
Conviene riconvertirsi in ambito “meccanico” per un civile.
Invece il mercato meccanico o ingegneria industriale non è saturo….
(tono ironico) Aprono ogni giorno industrie, non è vero che delocalizzano all’estero licenziando italiani!
(<,<)''
Ma perché fare ingegneria, sapete cosa andate a fare? I disegnatori cad, ci vuole l ingegnere? Oppure il progettista elettrico? Magari , ma dove … ?
Io abito nel nord-est.
E nelle agenzie di lavoro interinale mi hanno detto che gli unici ingegneri che non riescono a trovare sono i meccanici.
Non riescono a sopperire la domanda.
Pochissime richieste di civili.
Altre aziende, nel centro Italia, non riescono a trovare ingegneri elettrici (da non confondere con elettronici)
Riconvertitevi a fare gli operatori ecologici. Con la differenziata c’è un business mica da ridere. Da piangere.
…dopo laurea nel 2009, inferiore al 100, ma questo non vuol dire niente, secondo me data la mia grande preparazione e con esperienze lavorative durante ingegneriacivile facendo pratica in studi di geometri e topografi e un bel corso da tecnico di cantiere subito alla fine della laurea ho trovato stage retribuiti in ambito impiantistico. i colloqui li ho sostenuti mettendo in discussione la mia preparazione domande sulle deformate flessionali, risoluzionie telai, domande sugli impianti pneumatici e sollevavamento…unico ad essere preso per lo stege su 30 candidati. poi due anni da dipendente stipendio leggermente inferiore a 1400 come coordinatore direzione lavori sempre dopo colloquio di selezione e risposte a quesiti tecnici ed attitudinali… ma ora fine della festa e ho 32 anni…dopo vari colloqui e lavoretti le uniche proposte concrete in ing civile erano in algeria e libia ma non stato preso per mancanza di experienza sisgnificativa su cantieri estero altrimenti ce l’avrei fatta. proposta lavorat.: un mese là e 1 settimana a casa a coordinare e affiancareproject manager e DL. le prospettivive bhe stage all’estero UK per arrivare al fluent english poi lavoro in quatar o paesi arabi come freelance…. avete consigli??? l’italia ha deluso tutti anche alle superiori e all’uni figuriamoci i nostri coetanei artigiani massacrati da tassazione e vessazioni – che in UK e svizzera non esistono- non se la passano bene e ogni tre mesi le scadenze e bollette vanno pagate…. a daniel85 tieni duro studia per quello che vuoi fare 1 anno in UK ti aiuterà a capire cosa vuoi da te stesso
La verità dei fatti è che un ingegnere, anzi un dottore in ingegneria, si diventa sul campo, per quello che si fa. Il grande Enzo Ferrari ingegnere lo era sul campo senza tanti discorsi.
Quando un giovane si trova a rifiutare un posto remunerato dai 1200 ai 1500 euro mensili perchè sono pochi, allora dovrebbe solo cercare il negozio dove si vende la voglia di lavorare, l’umiltà e l’esperienza che all’università non ti possono dare. Vale in tutte le professioni. Ve lo dice chi, prima di arrivare ai 1500, é passato anche dal porta a porta a 10 euro netti al giorno per farsi esperienza e curriculum di vendita e da lì è arrivato a fare il vice direttore di catena supermercati leader ed altro. In bocca al lupo a tutti!
Bene Nicola ti stimo. A tutti quelli che odiano la fatica, se se la sono persa cerchino l’intervista della Bignardi al neo ministro del lavoro ( è comunista quindi dalla parte dei lavoratori) è stato un grande
Non so dove li vediate i lavori remunerati 1200-1500 euro mensili (forse qualche operaio con contratto di lavoro a tempo indeterminato e contratto nazionale rigido). Qui manco 3 euro all’ora per gli ingegneri.
L’Italia per 10 anni ha investito sulla flessibilità e la flessibilità è diventata perdita di capacità d’acquisto di chi è divenuto disoccupato e perdita di lavoro per i tecnici super-qualificati. Quanto alle paventate riconversioni, se veramente foste in cerca di lavoro sapreste quanto sia impossibile farlo.
Quanto al Nord-Est, dal 2008 tutti i marchi del settore della moda sono stati venduti, lasciando a casa i lavoratori italiani e delocalizzando il grosso della produzione in asia. Gli stipendi non percepiti si tramutano in case non vendute, auto non acquistate, e calo dei consumi. I 55 miliardi di un settore che era in attivo ottenuti dalla vendita dei marchi sono spariti. Non sono stati reinvestiti in nuove attività sul territorio. Probabilmente sono stati investiti in finanziario, dove produrranno un guadagno superiore a locazioni di immobili, apertura negozi, avvio startup o produzione industriale. Ed i guadagni che otterranno dal finanziario, verranno reinvestiti nel finanziario…ovvero soldi sottratti al lavoro reale che si basa su progettare, produrre, creare.
Gli ingegneri civili esperti in sismica sono stati demoliti da un terremoto finanziario.
Mi basta anche solo questo paragone che ben rende come sia stata rovinata la mia e la vostra vita per incazzarmi. Incazzatevi anche voi.
Chi ha avuto successo non è perché ha faticato molto.
Ha avuto successo perché faceva ciò che lo appassionava.
E se fai ciò che ti piace, ti documenti, leggi, ti informi, progredisci.
Non è più un lavoro faticoso, ma una grande passione.