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Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!

di Daniel85

Riferimento alla lettera: Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) . Scrivo questa lettera,...
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Data di pubblicazione: 17 Aprile 2012

L'autore ha condiviso 3 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Daniel85.

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Categorie: - Lavoro - Scuola

387 commenti

  • 101
    Aton -

    Aggiungiamoci poi il fatto non trascurabile che le facoltà di ingegneria italiane in generale fanno proprio schifo, incluse quelle che si gongolano del nome e sventolano il blasone dell’antichità della fondazione. All’estero la formazione universitaria è un’altra cosa, insegnano ad innovare e creare PRATICAMENTE. In Italia, dato che tutti son buoni a ciucciare i soldi degli altri ma hanno la manina corta quando si tratta di spendere, si fa un gran ciarlare, praticamente solo teoria. Ingegneria in Italia ormai è una fuffa, anche in Nigeria c’è gente che sa progettare tunnel, per non parlare dei cinesi e degli indiani.
    Mi spiace per quanti hanno buttato soldi e tempo in una facoltà italiana: non servirà che a trovare un lavoro pagato quanto quello di un operaio PERCHE’ E’ QUELLO CHE VALE!

  • 102
    Ciack -

    ATON, sono con te…

  • 103
    Demiurgo -

    Tassazione alle stelle, tagli alla ricerca e sviluppo a partire dal 2009 sono stati il colpo di grazia per le imprese che di fatto non hanno più soldi e tempo da investire. Anni fa, i cari(e a questo punto direi fortunati per antecedenza di nascita/anno di laurea) colleghi ingegneri che uscivano da una delle qualsivoglia università italiane a mala pena si erano interfacciati con software professionalizzanti. Era l’azienda, nella quale si andava a lavorare, che provvedeva alla formazione finale e alla specializzazione della più o meno brillante mente uscita dal percorso di studi. Come detto da molti poc’anzi, è la forma mentis di chi studia igengeria che deve sapersi adattare per affrontare di volta in volta situazioni di problem solving(entro un certo range di pertinenza).
    Oggi è tutto cambiato. Le aziende, appunto non hanno bisogno di crescere (ti credo!! sono in recessione o in stallo) pretendono profili altissimi o impossibili, anche per chi ha maturato già esperienza, figuriamoci per chi esce fresco di studi. E quindi giù con la pretesa di matching al 100% della propria tesi con ciò che l’azienda svolge( un decennio fa un mio amico con una tesi da strutturista si è poi ritrovato a fare l’aerodinamico e nel suo percorso di studi non ha sostenuto nessun esame in merito… misteri della fede), richieste di conoscenze di 5-6 software CAD/CAE o 5-6 linguaggi di programmazione ed affini. Se poi vi presentate con idee innovative e magari versioni beta di potenziali applicativi, magari validati scientificamente, verrete smer…ti perchè i cari imprenditori pretendono che voi l’abbiate già implementati attraverso l’x compilatore in uso presso l’azienda. Insomma la situazione a me è molto chiara. Nessuno cerca nessuno, e credo che il miglior catalizzatore per farsi assumere sia una conoscenza interna o, meglio ancora, diretta. Il problema è uno solo: nel 2009(ma credo anche prima) è suonata la campanella del “chi è dentro, è dentro… chi è fuori, è fuori”. Se avete un santo in paradiso sarete salvati, altrimenti ci si deve preparare con la valigia di cartone.

  • 104
    Rino -

    C’è anche da dire che, in alcuni campi, un buon tecnico è meglio di un ingegnere. Più pratico, più curioso, più aggiornato, e sicuramente più adatto a lavorare in squadra di un ingegnere.

  • 105
    Aton -

    @Rino
    “in alcuni campi, un buon tecnico è meglio di un ingegnere”.

    In Italia non si è ancora capito che un ingegnere deve ESSERE LUI un buon tecnico. Per le grandi teorie ci sono i matematici, i fisici e gli astrofisici. Non esiste il Nobel per gli ingegneri.

    Con la formazione attuale, in Italia i campi dove possono eccellere gli ingegneri autoctoni sono quelli di pomodori, di meloni e di angurie, sempre che ce la facciano a strappare il lavoro agli extracomunitari.

  • 106
    Patrick -

    Chi esce da una facoltà di ingegneria ha delle solide basi teoriche.
    La pratica poi l’approfondisci quando vai a lavorare.
    Nessuno è un tuttologo.
    Le scuole superiori formano dei tecnici.
    Le facoltà di ingegneria dei progettisti.
    Se le facoltà di ingegneria facessero schifo, di sicuro la Germania non importerebbe (come fa) ingegneri italiani.
    Serve la matematica, serve la fisica e servono tutte le materie che si studiano.
    Perché sono una base indispensabile.
    Le lacune del sistema produttivo sono dovute anche al fatto che ci sono pochi ingegneri nelle aziende. E se ci sono sono “utilizzati” per attività di routine, come disegnatori CAD o controllori del sistema produttivo.
    Manca l’innovazione, lo sviluppo e la ricerca.
    E senza una base teorica universitaria alle spalle, il tutto si traduce nel tramandare un’esperienza più artigianale che scientifica e tecnica di alto livello.

  • 107
    Demiurgo -

    Patrick ti straquoto in toto. Io aggiungerei anche che molti degli imprenditori, made in italy, pensano di sopravvivere nel mercato globale senza la minima innovazione, riducendo al lumicino o a zero le quote di fatturato da reinvestire in R&D (se vedete nelle bacheche ormai cercano laureati jr o diplomati… a me non risulta che la ricerca e sviluppo la facciano i suddetti negli altri paesi!!). Il tempo è da sempre galantuomo. Una azienda dove lavora un mio collega, alla quale avevo proposto di aggiornare tecnologicamente il controllo qualità da loro organizzato con procedimenti obsoleti quanto il cucco (roba che in Germania li hanno abbandonato già da anni) e che aveva diniegato dicendo di “stare bene già così”, nell’ultimo mese ha già perso un paio di commesse a favore di aziende con prezzi più concorrenziali(fonte: il mio collega). Molti imprenditori, orbi, non hanno capito che se non investono in R&D prima o poi, nel mercato concorrenziale globale e senza protezionismi, verranno tagliati fuori con la rapidità di un siluro supersonico (a meno che non delocalizzino in burundi…). E non mi vengano qui con la scusa della crisi a dire che non possono investire. Francia, Germania aumentando le quote di PIL da destinare alla ricerca hanno dato una spinta irrefrenabile alla loro economia riuscendo a crescere proprio dal 2009. Infatti i suddetti paesi, come detto da Patrick, vengono letteralmente a razziare ingegneri (e non mi risulta periti)nel nostro paese.
    Un ultimo appunto a coloro che continuano a screditare gli ing. italiani. Una persona che si è asfaltata il sedere con 28-30 esami, o il doppio nel caso di N.O 3+2, con connotazione chimico-fisico-matematica non avrà alcun problema ad assimilare nuovi software nel giro di poche settimane. Quanto al perito, mi rivolgo ai gentili utenti di cui sopra con un esempio: un perito che va in ospedale per coerenza si farà visitare ed operare da un infermiere? Piantiamola con il becero tentativo di appianare distanze che sono siderali. A ciascuno il suo compito.

  • 108
    MARCO Mariani -

    Quanto dicono Demiurgo e Patrick e’tristemente vero.
    Nel 2011-2012 sono stato responsabile vendite del Triveneto per una multinazionale del settore automazione e devo dire che la situazione e’disastrosa. Le aziende non investono nell’acquisizione di nuove tecnologie e soprattutto non investono nei dipendenti. Le tecnologie utilizzate sono obsolete e gli ingegneri ricorrono al ‘fai fa te’, senza seguire corsi adeguati ad aumentare le proprie competenze. Il risultato e’ un gap tecnologico sempre crescente rispetto ai paesi avanzati.

    Ad oggi, sono impiegato in un azienda del settore elettronico in Inghilterra e la quantita’ di risorse (denaro e tempo) che abbiamo a disposizione per l’acquisizione di tecnologie e per la formazione del personale e’ di almeno 2 ordini di grandezza superiore rispetto alle aziende che seguivo in Italia.

    Un altro grande problema e’ stata la proliferazione tra gli anni 70-90 di moltissime piccole aziende di ingegneria, nelle quali spesso il management e’ molto competente in termini di ingegneria, ma pecca pesantemente dal punto di vista business. Tutte queste piccole aziende non sono ad oggi in grado di competere con le corporation a livello mondiale e, ad una ad una, stanno venendo spazzate via dal mercato stesso.

    Credo che nei prossimi penso che ci sara’ un cambio della generazione industriale, per cui tutte queste piccole aziende lasceranno spazio alle grandi corporation straniere. Questo non sara’ indolore, perche’ passera’ tramite fallimenti di aziende, licenziamenti e probabilmente un abbassamento dei salari e del pil. In questo il mondo politico ha la propria responsabilita’, perche’ le grandi corporazioni avranno interesse ad investire in Italia solo quando ci sara’ un regime fiscale favorevole e un apparato giuridico efficiente.

    In bocca al lupo a tutti!

  • 109
    Mix -

    “C’è anche da dire che, in alcuni campi, un buon tecnico è meglio di un ingegnere. Più pratico, più curioso, più aggiornato, e sicuramente più adatto a lavorare in squadra di un ingegnere.”..
    “In Italia non si è ancora capito che un ingegnere deve ESSERE LUI un buon tecnico.”
    Siamo alla frutta..

  • 110
    cerco ingegneri -

    Cari ingegneri. Sono un responsabile di una di quelle piccole aziende italiane che ogni giorno sfornano nuovi progetti di processi e macchinari industriali. Gli ultimi tre ingegneri che ho consultato mi hanno detto che faccio un lavoro interessante e ambizioso, ma le loro caratteristiche sono poco aderenti. ….. allora se non volete accettare la sfida del l’incognita tecnica perché avete studiato ingegneria? Vi sfido ingegneri: venite da me a fare carriera! …… è faticoso.

  • 111
    Patrick -

    @responsabile piccola azienda

    Se in 3 hanno rifiutato un motivo ci sara’.
    Quant’e’ lo stipendio? Non sara’ mica stage o co.co.pro.
    Anche gli ingegneri mangiano e non vivono di spirito santo.
    Il lavoro deve essere piacevole, non faticoso.
    Se e’ faticoso vuol dire che c’e’ qualcosa che non va’.
    Si lavora per vivere, non il contrario.

  • 112
    cerco ingegneri -

    Gentilissimo Patrik
    sei partito con il piede sbagliato!
    Lo stipendio di un ingegnere è la conseguenza della qualità del suo operato, non l’unico punto di partenza di un rapporto di lavoro. La fatica e il piacere non si misurano con il metro. Mi risulta che alcuni “uomini di ingegno” abbiano raggiunto i loro obbiettivi faticando un pochino, leggi la storia e magari ne trovi qualcuno anche tu, se vuoi “faticare” meno nel documentarti chiedi a qualche calciatore, giornalista, ciclista, tennista, leggi la biografia di Enzo Ferrari, vedi tu. Se non sei disposto a faticare un po per raggiungere i tuoi obbiettivi lascia perdere ti auguro tanta fortuna. Io da parte mia continuo ad andare avanti, quando arrivo il piacere che provo mi ripaga sempre delle fatiche che ho fatto. Ps. nella maggior parte dei casi mi pagano quanto giusto poi una parte del mio emolumento la sacrifico con “piacere”per chi ha meno fortuna di me. quando devo buttarla per darla a chi non è disposto a sacrificarsi allora ho faticato invano! Cordialità

  • 113
    Alfa -

    Spesso mi sono trovato d’accordo con patrick, l impegno ed il lavoro non è commisurato allo stipendio… Poco lavoro e mal pagato. Sarà questa la causa dell inflazionarsi della professionalità di un ingegnere… A volte fare il passacarte ripaga di più che mettersi in gioco.Se la professionalità avesse un valore dovrebbe essere riconosciuta a prescindere, altrimenti i politici ,i medici e gli avvocati sarebbero pagati in base ai risultati ma non mi sembra sia così . Poi se parlassimo di cifre stratosferiche potrei essere d’accordo con chi antepone il merito ai guadagni derivanti.

  • 114
    Patrick -

    @cerco ingegneri

    “Lo stipendio di un ingegnere è la conseguenza della qualità del suo operato”

    Concordo pienamente.

    “nella maggior parte dei casi mi pagano quanto giusto”

    così deve essere. Pagati il giusto.
    Se un’azienda paga 1.000 euro un ingegnere, vuol dire che quell’azienda non ha bisogno di un ingegnere.

  • 115
    Angwhy -

    Ma obiettivi non si scrive con una B sola?e si che io mi sono fermato alla maturità

  • 116
    cerco ingegneri -

    Angwhi non sei degno di risposta puoi giusto trovare lavoro come passacarte. Patrick sai ho un collega è ingegnere 42 anni ne alza 3000 netti piu straordinarie premi e indennità di trasferta quando ci va e auto aziendale nuova di trinca. È bravo apprezzato e rispettato. Non ha mai dovuto chiedere aumenti. A volte lo vedo affaticato allora gli consiglio una pausa.

  • 117
    cerco ingegneri -

    Ah Angwhy studia un pochino…… ti consiglio il seguente link analfabeta. Spero tu sappia di chi si parla quando la Treccani cita Moravia http://www.treccani.it/enciclopedia/obiettivo-o-obbiettivo_(La_grammatica_italiana)/

  • 118
    Aton -

    @Angwhy
    E si vede. Sono ammesse entrambe le forme. I meridionali usano la doppia, al nord no, al centro obiettivi non ne hanno perciò non si pongono il problema. Guarda lo Zanichelli.

  • 119
    MARCO Mariani -

    Angwhy, faresti meglio ad investire di piu’ su te stesso, piuttosto che polemizzare sterilmente.

    http://www.treccani.it/enciclopedia/obiettivo-o-obbiettivo_(La_grammatica_italiana)/

    Tornando in tema, Patrick ha tristemente ragione. La maggior parte delle aziende italiane non ha bisogno di ingegneri, perche’ il livello tecnologico medio della produzione industriale italiana e’ormai sottozero.

  • 120
    cerco ingegneri -

    Ha ragione Marco.
    ma l’ingegnere, quello vero, è uomo di ingegno…… e l’Italia e diventata uno delle più potenti economie del mondo per l’ingegno non certo per le ricchezze del sottosuolo. Se vogliamo continuare ad esserlo dobbiamo riaffermare la nostra eccellenza intellettuale a fronte di tutti i competitor che hanno tutto l’interesse a soggiogarci, per comprare le nostre intuizioni per quattro soldi mentre ci fanno credere che ci stanno salvando da un inesorabile declino. Ricordatevi che il mondo intero invidia l’Italia. Bene diamogliene motivo invece di sputtanarci come degli idioti.

  • 121
    Angwhy -

    Ammazza che putiferio,chiedo scusa umilmente comunque il lavoro come passacarte lo accetto volentieri perche sono disoccupato,quanto a Moravia si l’ho letto e lo portai proprio alla maturità.Chissa se lei ingegnere ha fatto altrettanto oltre che guardare su wikipedia e per finire la citazione che come il mio amico Aton sa bene non puo mancare:
    ingegnere,non mi faccia
    questo……Assassino!
    chi la conosce vince un mentino gia succhiato
    Angwhy

  • 122
    cerco ingegneri -

    A. Non sono laureato in ingegneria, sono uomo di ingegno.
    B. Se lei è disoccupato non c’è da stupirsi: la sola cosa che sa fare è vantarsi dei putiferi che solleva.
    C. Seguirò il consiglio di un grande ad un grande: non ti curar di loro ma guarda e passa.
    Ps quando l’ho studiato non esistevano ne il web ne wikipedia

  • 123
    Patrick -

    Persone dotate di capacità intellettive superiori sono rare. Leonardo Da Vinci o Albert Einstein ne nascono uno ogni secolo.
    Poi c’è la gente comune che con impegno studiano all’università per conseguire una laurea in materie scientifiche/ingegneristiche.
    Molti ingegneri si occupano di attività di routine e sono poco utilizzati per le conoscenze che possiedono (conoscenze ovviamente limitate. L’ingegnere tuttologo non esiste vista la vastità della tecnologia).
    A me l’università ha dato principalmente le basi giuste per proseguire poi in ambito lavorativo. Quando non so qualcosa, vado su internet e la studio. Ma ho delle basi per comprendere. La matematica e la fisica su cui partire. Non parto da zero.
    Abbiamo un grande patrimonio umano in Italia ma c’è poca voglia e scarso interesse ad investire sulle persone.
    Su quelle persone che potrebbero fare il successo di un’azienda e dell’intero paese Italia.
    Qualcuno se ne sta accorgendo. Meglio tardi che mai.
    E questa crisi potrebbe essere di aiuto per cambiare le cose.
    Quando va tutto bene, si lasciano le cose come stanno.
    Quando va male, o ti adegui o affondi.

  • 124
    cerco ingegneri -

    Wow sei ancora lo stesso di ieri o sei un’altra persona?
    Vedila così quando va bene si consolida preparandosi per quando va male.
    Quando va male si cerca di non affondare eventualmente facendo ricorso a quanto consolidato in precedenza. Ma questo non serve solo agli ingegneri. E comunque Leonardo Albert Enzo e tutti gli altri non l’hanno mica avuta facilissima e poi saranno stati dei geni? Secondo la gran parte dei loro contemporanei no!

  • 125
    Alfa -

    Proprio per questo l ingegnere è una persona strategica che deve essere apprezzata e valorizzata.

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