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Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!

di Daniel85

Riferimento alla lettera: Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) . Scrivo questa lettera,...
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Data di pubblicazione: 17 Aprile 2012.

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Categorie: - Lavoro - Scuola

387 commenti

Pagine: 1 3 4 5 6 7 8

  • 201
    110 e lode x niente -

    Condivido il tuo stesso stato d’animo. Con quello che ho studiato (qualità e livello di approfondimento) mi ritrovo a fare disegni cad 2D. Per come lavorano gli studi qui, quello che studi non serve a un ca…
    Ma che rivedessero allora i programmi dei corsi, almeno non creassero spiacevoli illusioni, o che venisse specificato “Se volete studiare bene, andatevi a cercare lavoro fuori Italia”.

  • 202
    vale -

    L’unica cosa che potrei consigliarti e’…vai all’estero!
    La mia personale esperienza e’ completamente diversa dalla tua e molto particolare , ma mi sento di consigliarti di uscire fuori da questo mondo malato italiano, anche se forse non lo vorresti . Io ho due anni meno di te. Non ho neanche finito il liceo, pensa. Licenza media. In realtà’ in passato una brava studentessa che non trovava motivazioni . Una passione sfrenata per le lingue, curiosità’ di scoprire cosa c’e fuori.. , sono partita e andata a lavorare come cameriera in US con un primo contratto di un anno, in mezzo a tanti neolaureati italiani che non sapendo che pesci pigliare erano li’, insieme a me, a cercare di costruirsi un futuro. In seguito ho lavorato in Australia, ho conseguito il diploma superiore all’estero ed altre qualifiche (poco m’importa che probabilmente non sia ritenuto valido in Italia : se a breve deciderò’ di portare la mia istruzione ad un livello superiore , sicuramente non lo faro’ in Italia) , lavorato su navi da crociera americane. Il mio lavoro mi piace , recentemente tornata da un imbarco ho fatto un colloquio come hostess di volo, ed e’ andato a buon fine, quindi proverò’ anche questa nuova esperienza, sempre inerente ai viaggi. Questo per dirti, per qualsiasi tipo di lavoro che sia da semplice operaio o laureato , di renderti conto che all’estero ti viene quasi naturale la voglia di metterti in gioco, perché’ sai che pur faticando avrai dei risultati, . Nel mio caso ho una semplicissima passione che con gli anni e’ diventata lavoro. Quindi, tornando in Italia per vacanza, pur non avendoci mai lavorato, vedevo le immense lacune organizzative e la vecchiaia di questo paese che rendono impossibile viverci dignitosamente , a meno che non si abbia una bella botta di culo. Nel tuo campo OVVIAMENTE dopo anni di studi ti aspetti di trovare un impiego decente, e proprio per questo ti prego di andar via……Anche io sono stata al centro dell’impiego , quando in realtà’ avevo già’ trovato all’estero, ma ero curiosa di vedere come funzionasse. BEH, mi chiedevo cosa stessi facendo li’, in quella farsa di ufficio. Mi dispiace essere così’ categorica e disdegnare il mio paese in questo modo , anche perché’ può’ darsi che se mi fossi diplomata e laureata in Italia, magari avrei trovato un impiego subito dopo , chissà’. Ma per come la vedo, secondo me qui i pochi che assumono sfruttano, senza darti possibilità’ di emergere.

  • 203
    Angwhy -

    @Vale
    è ammirevole quello che hai scritto ti faccio i complimenti davvero.forse potresti raccontare piu dettagli sulla tua esperienza all’estero,non tanto x me che ho i capelli bianchi ma per chi vorrebbe provare ma non sa effettivamente come muoversi in concreto.
    auguri
    A.

  • 204
    vale -

    @Angwhy
    Il mio era solo uno sfogo personale, avendo percepito chiaramente tra le righe di questo articolo l’insoddisfazione e la frustrazione di un mio coetaneo che non trova lavoro.Poi mi rendo conto che nel mio campo e tutte le professioni in ambito turistico, ci sia una maggiore elasticita’ e capacita’ di adattarsi a ruoli, paesi e ambienti differenti; inoltre avendo un buon inglese e voglia di lavorare non e’ difficile trovare buoni impieghi ed in seguito salire di grado.Se ti interessa sapere come abbia iniziato, ho sfruttato risorse in internet per mandare il mio cv ad agenzie straniere che si occupano di assumere personale all’estero,o in altri casi mandandolo direttamente alla compagnia che mi interessava che avrebbe a sua volta in caso di responso positivo, fatto da sponsor. Comunque l’autore sottolinea anche lui come vi siano tante richieste di lavori semplici manuali “anche senza esperienza” mentre per ingegneri poco e niente oppure sfruttamenti sottopagati. Il problema si pone quindi per chi, grazie ad anni di studi ha una specializzazione e alla fine dell’universita’ si aspetta di trovare un lavoro “alla sua altezza”. Secondo me pur partendo da un certo livello un po’ di gavetta la deve fare anche lui , ed il punto e’ proprio QUESTO : in Italia, in cui ormai cio’ che ci si aspetta e’ di fregare il prossimo o paura di essere fregati, spesso neolaureati non sono disposti a fare gavetta proprio per paura di non arrivare a nulla in futuro.E hanno ragione, perche’ probabilmente continueranno a sfruttarti come il primo giorno in cui ti hanno assunto! All’estero tu ingegnere, anche se decidessi di iniziare dai disegni di Autocad , non appena l’azienda si accorge delle tue capacita’, tranquillo che in breve tempo non rimani a fare i disegnini di autocad….e ti prendi il posto di lavoro che ti meriti!! Meritocrazia, quella sconosciuta..

  • 205
    Angwhy -

    E non è l’unico a sentirsi frustrato.questo paese fa vomitare,tu l’hai capito e hai fatto bene ad andartene.del resto una volta non era granchè diverso,se non avevi la spintarella non entravi manco a far l’operaio in una fabbrica di alzacristalli.io che pure un diploma l’ho preso mi son salvato facendo i classici lavori che nessuno voleva fare fino a quando non son diventati ambiti da altri morti di fame peggio di noi che ovviamente hanno fatto incetta di tutto.oggi infatti non trovo piu nulla e lo stato non mi passa neanche i soldi per comprare il latte.in compenso pretende da me ogni tassa possibile e immaginabile ma lo capisco con tutti i barboni che deve sistemare in albergo per far contento il papa.cos’altro dire.viva l’italia

  • 206
    Alfonso -

    Angwhy, perché non vai a lavorare in Cina sedici ore al giorno per uno stipendio da fame? Così quando hai messo da parte un po’ di soldi vai in un centro massaggio a farti masturbare, visto che non lo sapevi.
    Svegliati, tutti sanno che nei centri massaggi praticano la prostituzione, leggi i giornali ogni tanto.

  • 207
    tony -

    all’estero ce n’è, è qui che si scarseggia e si entra solo con una raccomandazione perchè i costi per assumere un lavoratore sono alti. solo se si conosce il ragazzo o comunque la famiglia del ragazzo uno ti assume perchè il rischio è ormai finito. e così come è venuta meno la fiducia delle banche di concedere prestiti causando questa crisi immobiliare così l’imprenditore non si sente incentivato a mettersi uno a tempo indet. se non lo conosce.

  • 208
    Angwhy -

    perchè non mi piacciono gli involtini primavera

  • 209
    Alfonso -

    Forse ti piace un altro tipo di involtino?
    Ma non ti preoccupare, con il loro stipendio non ti puoi permettere da mangiare.

  • 210
    Angwhy -

    Allora tanto ne vale che sto qui almeno la domenica la me mama la me fa il risot cun la cutuleta te par?

  • 211
    Alfoso -

    Angwhy, sei una macchietta!

  • 212
    Shiva -

    Io devo ancora incominciare l’università e stavo pensando di fare ingegneria elettronica. Quindi non c’è nessuno che mi consiglierebbe di farla?
    Altrimenti quali sarebbero le lauree che garantiscono più probabilità di trovare un lavoro? Mi sembra che nessuno se la passi bene… Forse è solo questione di fortuna/destino perchè tra le storie tristi come quella di Daniel si trovano anche storie a lieto fine… e allora uno dovrebbe studiare quello che lo appassiona senza pensare al lavoro futuro…

  • 213
    Stinto -

    Falla pure, basta che poi non rompi che il gommista sotto casa guadagna otto volte tanto.

  • 214
    Vinoveritas -

    @shiva
    L università la fai per te, non è semplice , ingegneria è difficile. Se ce la fai finirai in 6-7 anni , e se poi sei fortunata , cambierai città per un lavoro che paga poco, che ti da la possibilità di pagare l affitto e toglierti qualche sfizio ma non di diventare ricca e affermata. Se fai il medico guadagni 3-4 volte di più . Io l avrei fatto. Ho lavorato anche gratis per fare l ingegnere, ma poi dopo un po’ mi chiedo, ma vivo per lavorare o lavoro per vivere ? 1500 € se va bene, non so se ne vale la pena . L operaio prende 100€ meno , ma guai a chiedergli 1 ora di più , io anzi non torno prima di aver fatto almeno 10 ore e non è una passeggiata. Sono fortunato a lavorare? Ma scherziamo…. ? 5 anni v.o. Fortunato .

  • 215
    Miami85 -

    Caro Daniel85,
    nel Luglio di qualche anno fa appena conseguito il diploma di Perito Informatico nella mia città, sentivo che la cosa che volevo più di tutte,era capire come fosse possibile trasmettere l’informazione a km di distanza su cavi/etere ecc. Insomma per me due persone che dall’altra parte del mondo potevano parlarsi al cellulare era pura magia.Di qui ho capito che per raggiungere il mio scopo avrei dovuto iscrivermi ad Ing. delle Telecomunicazioni.E così a 18 anni pieno di entusiasmo mi sono trasferito a Napoli dove il mio percorso accademico ebbe inizio. Organizzazione inesistente ma i migliori prof. in circolazione.Difficoltà tante ma proprio qui mi sono preso le soddisfazioni più belle. Morale ce ne metto 5 per farne 3.Decido di darmi una mossa,non ne potevo più di un’organizzazione inesistente,problemi di segreteria infiniti ecc,ecc,ecc. Decisi che il mio sogno era studiare e conseguire la specializzazione al Politecnico di Torino.Detto fatto, laureato a Marzo qualche mese dopo ero lì.Una nuova esperienza iniziava ed ero consapevole che non sarebbe stata una passeggiata.Devo dire che fin dall’inizio rimasi sorpreso da quanta disponibilità riscontrai nei docenti.No
    n erano prof.soltanto ma persone che avevano a cuore il tuo futuro.Così quasi incredulo e con un entusiasmo da vendere, nel giro di 2 anni e qualche mese ero laureato.Quando pensi che il più è fatto la vita ti insegna che ti stai sbagliando.Inizio in realtà già da alcuni mesi prima, a mandare cv mirati e a sostenere ormai neanche ricordo piu quanti colloqui.Qualcuno ti chiamava dicendoti che non eri la persona giusta, qualche altro neanche questo.A distanza di un paio di mesi dalla laurea arriva la mia prima opportunità:stage retribuito a 300 euro presso una società di consulenza informatica.Ambiente di lavoro pessimo, orari dei dipendenti massacranti,lavoro lontano anni luce dal mio indirizzo di laurea nonchè da ciò che sognavo…deluso abbattuto e amareggiato non smetto mai di cercare finchè un giorno mi chiamano per un colloquio ad Ivrea.Neanche sapevo dove fosse e per cosa sarei dovuto andare.Una sola cosa ricordo perfettamente quando sono uscito di lì a fine colloquio:ho alzato gli occhi al cielo e ho pregato perché era lì che avrei voluto lavorare…ed oggi a distanza
    di anni sono ancora qui(si chiama VODAFONE).Morale della storia sperando non ti abbia annoiato troppo è che ho conosciuto solo 2cose nella vita IngradoDiCambiarmela davvero eSiChiamano ENTUSIASMOeDETERMINAZIONE

  • 216
    Aziz -

    @miami85
    sicuramente bravo e fortunato. 1 su 1000 c’è la fa….Qual è il tuo stipendio?

  • 217
    Patrick -

    Io ho lavorato in diversi ambiti.
    Anche completamente diversi.
    Mi sono adattato.
    Adesso lavoro in ambito termotecnico (in cui sarebbe richiesto un meccanico).
    Cosa ho fatto? Ho assimilato tutto l’assimilabile da chi lavora con me.
    E poi mi sono messo a studiare.
    Posso dire che tranne elettronica e elettrotecnica, ho lavorato in tutti gli altri campi dell’ingegneria.
    Non sarò un massimo esperto come chi ha lavorato 20 anni in un solo settore ma so destreggiarmi con competenze trasversali.
    Domani non ci sarà più lavoro in campo termotecnico ma solo in quello elettronico?
    Prenderò fuori i libri e mi metterò a studiare.
    Le aziende ricercano persone che “sanno fare”.
    Occorre adattarsi e cambiare secondo le esigenze del mercato.
    Quando mi chiedono, te cosa sei?
    Io rispondo: “sono ingegnere”.

  • 218
    Fabio -

    Io non metterei tutto sul puro piano della remunerazione, dopo 9 anni di esperienza di cui 4 in Italia e 5 all´estero ti posso tranquillamente dire che la cosa fondamentale sta nel fatto che il lavoro che raggiungi possa soddisfare le tue caratteristiche. Mi spiego: purtroppo con la riforma e l´introduzione di molti corsi di laurea oggi tra ing con laurea breve e corsi vari di specializzzione il numero di persone che si affacciano al mercato e´enorme, questo vuol dire che le aziende pescano esattamente i profili di cui hanno bisogno e chi inizia con un compito non verra´successivamente formato per task diverse perche´questo vuol dire costi aggiuntivi per i datori di lavoro. Se sei una persona dinamica e pratica evita di cominciare con la progettazione ma cerca il piu´possibile di far cantiere (io sono un navale) o nel mio caso navigazione ed ispezione a bordo, il passo da qui all´ufficio e´possibile, il contrario no. Per essere chiaro, se nasci davanti ad un PC muori davanti ad un PC. Questo a mio parere e´cio´che realmente ti deve spaventare, la mancanza di dinamicita´ della tua posizione. Oggi e´pieno di giovani senza esperienza che aspirano a ruoli di gestione senza essersi fatti le ossa sul campo o aver mai sporcato la tuta nei cantieri e non e´sempre colpa loro. Il mio consiglio finale e´quindi studia ma appena puoi e finche´sei giovane passa tempo imbarcandoti se sei un ing navale, andando in cantiere se sei un civile, in officina se sei un meccanico e via dicendo ma sviluppa il senso della praticita´a parte mangiarti il cervello davanti ad un PC. Ciao

  • 219
    Fabio -

    Io non metterei tutto sul puro piano della remunerazione, dopo 9 anni di esperienza di cui 4 in Italia e 5 all´estero dove ancora risiedo ti posso tranquillamente dire che la cosa fondamentale sta nel fatto che il lavoro che raggiungi possa soddisfare le tue caratteristiche. Mi spiego: purtroppo con la riforma e l´introduzione di molti corsi di laurea oggi tra ing con laurea breve e corsi vari di specializzzione il numero di persone che si affacciano al mercato e´enorme, questo vuol dire che le aziende pescano esattamente i profili di cui hanno bisogno e chi inizia con un compito non verra´successivamente formato per task diverse perche´questo vuol dire costi aggiuntivi per i datori di lavoro. Se sei una persona dinamica e pratica evita di cominciare con la progettazione ma cerca il piu´possibile di far cantiere (io sono un navale) o nel mio caso navigazione ed ispezione a bordo, il passo da qui all´ufficio e´possibile, il contrario no. Per essere chiaro, se nasci davanti ad un PC muori davanti ad un PC. Questo a mio parere e´cio´che realmente ti deve spaventare, la mancanza di dinamicita´ della tua posizione. Oggi e´pieno di giovani senza esperienza che aspirano a ruoli di gestione senza essersi fatti le ossa sul campo o aver mai sporcato la tuta nei cantieri e non e´sempre colpa loro. Il mio consiglio finale e´quindi studia ma appena puoi e finche´sei giovane passa tempo imbarcandoti se sei un ing navale, andando in cantiere se sei un civile, in officina se sei un meccanico e via dicendo ma sviluppa il senso della praticita´a parte mangiarti il cervello davanti ad un PC. Ciao

  • 220
    Mix -

    ..la gavetta a stringere viti, al tornio a fare il disegnatore e poi potrai gestire il team di chi gira le viti in una ditta famigliare. La gestione si impara gestendo. Ma nessuno vuole farti gestire. specie se tu sei nessuno. Tutti richiedono le lingue ma nessuno in realtà vuole fartele parlare, guarda caso i figli dei padroni parlano le lingue. Dopo aver studiato inglese fino alla nausea dopo un mese di pratica diventi americano. Tutti vogliono essere pratici..e tutti non vogliono stare 10 ore davanti al pc. L’Italia é una merda.Fine.

  • 221
    Angwhy -

    Io si,sono abituato a lavorare per essere pagato non il contrario.tenetevi lucidi.

  • 222
    simo -

    Prestigiosa facoltà??? Voto superiore a…???? Noi studenti, noi che stiamo scegliendo in che facoltà andare, vogliamo numeri, fatti e certezze. Dicono che ormai un ingegnere non sia altro che un operaio specializzato. Sai di quanti operai ha bisogno l’Italia? Poi vuoi mettere la carriera di un ingegnere che tra l’altro potrebbe essere libero professionista? Da quello che ho letto sembra che tu ti sia laureato in ingegneria solo per trovare lavoro… Un vero ingegnere il lavoro lo trova! e se non lo trova, se lo inventa!!! se inizia da “operaio specializzato” inizia con umiltà come tutti i neolaureati. Da lì verranno le prime esperienze, da lì, da quell’umiltà gli altri vedranno se l’ingegnere ha veramente voglia di lavorare.

  • 223
    Emiliano -

    La mia storia in breve: cresciuto nel Bresciano, iniziato a lavorare come magazziniere dopo la terza media. Dopo il servizio militare mi sono diplomato in Elettrotecnica lavorando di giorno in magazzino e frequentando un corso serale per 4 anni. Qualche tempo dopo mi sono trasferito a Londra dove mi sono laureato in ingegneria aerospaziale sempre lavorando part-time in un negozio. Pochi mesi prima di laurearmi ho mandato 12 domande a grosse aziende per programmi di inserimento e formazione per laureati, il che e’ risultato (scusate non ho la e accentata nella tastiera) in 2 colloqui e un’ assunzione in una multinazionale (Cummins Turbo Technologies). Ho fatto 18 mesi di “apprendistato” (pagati bene) conclusi lo scorso Febbraio e ora sono assunto a tempo indeterminato. Da magazziniere a ingegnere di prodotto in un’azienda con 42000 dipendenti e’ stato un bel salto. Ora, dopo 7 anni in Regno Unito do una sbirciata alla situazione Italiana (non mi dispiacerebbe stare piu vicino alla mia famiglia…) ed e’ difficile tirare due somme in modo obiettivo. Il web e’ pieno di lamentele di gente frustrata che non trova lavoro ma significa meno di zero visto che il campione non e’ significativo. Chi ha la pancia piena e un lavoro dignitoso, raramente ha il tempo e/o la voglia di commentare su Internet a riguardo. Quindi e’ chiaro che si trovano quasi esclusivamente lamentele. Secondo me il problema e’ semplice: 1) L’Italia in termini di spesa in Ricerca e Sviluppo e’ fra le piu’ basse in europa, quindi ruoli eccessivamente tecnici e accademici non sono particolarmente richiesti 2) Il metodo di formazione universitario in Italia e’ basato sulla pura astrazione ed e’ completamente fuori dalle realta’ aziendali italiane. Qui in UK ho usato molto il tornio durante il primo anno di universita’ eh eh 3) La famigerata arroganza degli ingegneri italiani neo laureati nasce da una sorta di lavaggio del cervello che parte dai reparti “marketing” delle universita’…

  • 224
    Max -

    C’è di peggio.
    L’Italia è in una morsa terribile, da un lato non ci sono soldi , mercato, margini ed utili e dunque gli imprenditori che non se ne vanno, riducono gli staff ed il personale per ridurre i costi.
    Dall’altro abbiamo aderito ad un set di norme sulla sicurezza, ambiente, qualità, etc.. degni di una superpotenza ricca, ma che necessiterebbero ovviamente di risorse interne per essere fatte bene (non bastano certo i consulenti).
    Lo Stato ha dunque creato un sistema di leggi e di sanzioni per i datori di lavoro, sperando di costringerli a fare tutto per bene.
    Gli ingegneri industriali direttori di stabilimento si ritrovano in mezzo all’imprenditore che non ha i mezzi o la vera volontà e lo Stato che cerca colpevoli appena un operaio si rompe un unghia.
    Risultato, i colleghi ingegneri nelle aziende vengono chiamati a prendersi la DELEGA della 81/08 , procure notarili pesantissime, dova c’è scritto che tutte le responsabilità penali sono loro, il budget è illimitato, etc etc..quando nella realtà non contano quasi nulla e devono stare zitti per prendersi lo stipendio tanto necessario ed impossibile da ritrovare fuori.
    Inoltre, per raggirare le leggi sul lavoro (se ne fregano dell’art. 18) , gli imprenditori stranieri che vogliono lasciare l’italia senza troppi problemi creano ad arte perdite e bilanci in rosso, amplificando le difficoltà economiche tramite prezzi bassi, trinagolazioni internazionali, etc..(perchè se anche in italia si guadagna SONO LIBERI DI ANDARE A GUADAGNARE DI PIU’ DA UN’ALTRA PARTE). Ciò gli consente di poter andare davanti ai sindacati dicendo che per GRAVI RAGIONI ECONOMICHE oggettive devono licenziare, ed il gioco è fatto…Lo Stato indebitato cosa fa?
    1) Legifera e contemporaneamente sanziona per raccattare soldi dovunque
    2) Fa da sponsor creando tavoli dove cerca di far parlare imprenditori e sindacati (dai ragazzi…trovate un accordo…vi guardo con benedizione)
    3) Promette di creare le condizioni per convincere le aziende a non partire o a tornare…ma nel frattempo i poveri ed i disoccupati sono MILIONI…
    4) Non ha più nessun potere REALE, essendo ormai l’Italia una regione meridionale povera dell’Europa, senza sovranità, però siamo liberi di votare..
    5) Il Presidente del consiglio è come un General Manager di una multinazionale, che deve inviare report alla casa madre e farsi autorizzare per fare pipì…..promosso, bacchettato, silurato a secondo di come rispetta e fa rispettare le linee guida della casa madre..

  • 225
    doom -

    Max ha fornito un’analisi piuttosto verosimile, si vede che l’esperienza lavorativa c’è.

  • 226
    TheQ. -

    @Emiliano
    Mi spiace dirtelo, ma una nazione decente darebbe lavoro a tutti, il che vuol dire in Analisi limite tendente a “zero lamentele” di chiunque in internet per mancanza di lavoro.
    Così non è, ed anzi la situazione peggior di anno in anno, almeno dal 2000 con due picchi assoluti nel 2008 e nel 2011.
    Negli ultimi 20 anni il governo ha creato le condizioni per perdere il 25% dell’industria italiana. Dallla caduta del muro di Berlino e fine della guerra fredda fra blocco liberista e blocco comunista le nazioni europee hanno visto i paesi liberisti anglosassoni fottersi le nostre sedi fiscali di aziende desiderose di evadere (paradisi fiscali di Londra, Irlanda, USA, san marino, …) e il blocco orientale (paesi ex-urss, e asiatici) fotterci la produzione (da PC Olivetti, a cellulari, alla produzione acciaio oggi spostatasi in Vietnam!!!). A noi che siamo in mezzo cosa resta? risposta: il catering. Non hai idea di quanti ingegneri conosco che per vivere fanno i camerieri… almeno quelli che hanno iniziato prima di 30 anni… chi ha più di 30 anni in questo paese non ha nessun incentivo all’assunzione (solo recentemente over 50), chi ha falsa partita iva anche meno. Quest’ultimi sono tagliati fuori da tutto. Possono solo avere il capitale per avviare un’attività con le loro conoscenze e sperare che produca profitto sostenibile per crearsi una famiglia e vivere in una Repubblica fondata sul lavoro (di chi?!).

  • 227
    Mauro -

    E’ inutile frignare e riempire pagine di qualunquismi, arrabbiarsi e pestare i piedi non ti farà trovare lavoro. Cerca piuttosto di essere positivo, viaggia, fatti conoscere, dimostra che sei disposto a metterci del tuo, che hai veramente passione per questo lavoro. Tutto fa curriculum, proponiti per un periodo in collaborazione a basso prezzo ad uno studio, in fondo sei appena laureato, ergo non sai fare quasi niente in realtà, renditene conto. L’umiltà paga sempre. Lascia perdere le favolette dei senza palle che non ce l’hanno fatta perché il mondo è cattivo, ti svelo un segreto: per loro la crisi c’è sempre stata. oggi più che mai devi sbatterti e dimostrare che tu vuoi fare quel lavoro perchè lo ami, solo così sarai convincente, ma se t’aspetti che dal niente ti mettano in un ufficio a progettare….scordatelo pure e francamente hanno ragione, vista la preparazione di molti ingegneri di oggi, tanto bravi sulla carta, master di qui, specializzazioni di là e poi poca capacità d’astrazione e di problem solving! E’ il prezzo che pagate per frequentare scuole decadute, dove si laureano anche quelli così così.

  • 228
    TheQ. -

    certa gente pur di non ammettere la realtà attacca chi fa notare che iscriversi ad ingegneria non garantisce un posto di lavoro, come invece spacciano giornali, servizi almalaurea, università, ecc…
    Quindi ben venga la critica ai bamboccioni frignoni e qualunquisti hahahaha…
    Vabbè torno a quel bel paese mafioso governato dalla versione PD del Trota.

  • 229
    Emiliano -

    In risposta al commento di TheQ.
    “@Emiliano
    Mi spiace dirtelo, ma una nazione decente darebbe lavoro a tutti, il che vuol dire in Analisi limite tendente a “zero lamentele” di chiunque in internet per mancanza di lavoro”.
    Con tutto il rispetto mi sembra una visione un po’ idealista, puoi fare un esempio di “nazione decente” che da lavoro a tutti – in particolare gli ingegneri? Qui in UK e in USA la domanda di ingegneri e’ abbastanza alta ma circa la meta’ dei miei ex-colleghi universitari non ha ancora trovato un lavoro a poco piu’ di 2 anni dalla laurea. E di lamentele su internet ce ne sono a tonnellate, non credo ci sia bisogno che ti mandi i link, sai sicuramente usare Google. Con questo non voglio dire che la situazione Italiana sia rosea ma ho la forte impressione che molti tendano a scaricare la responsabilita’ delle le proprie mancanze sulla societa’, i politici, le imprese ecc.
    La mia paura e’ che una persona volenterosa, intelligente e capace decida di non studiare dopo aver letto commenti negativi e frustrati su internet, nella maggior parte dei casi scritti da persone che poi cosi’ tanto non valgono…

  • 230
    TheQ. -

    Allo stato attuale in Italia chi si presenta senza laurea, gli dicono che non l’assumono perchè non ha la laurea, chi ha la laurea non l’assumono perchè dicono essere troppo qualificato. Un’indagine di Unioncamere afferma che solo il 2,6% delle aziende usa i centri per l’impiego per assumere temporaneamente con stage e tirocini, il 2,9% con agenzie interinali private e il 62% di coloro che trovano lavoro lo trovano con segnalazione o raccomandazione. In Germania si ha oltre il 30% di probabilità di essere assunti a tempo determinato dopo uno stage. In Italia meno del 10%, ovvero servono 10 stage per incappare in quello buono + tempo perso di stage in stage per trovarne un’altro. Questo interessa relativamente agli ingegneri che per molte delle loro facoltà vengono assunti come collaboratori (ovvero falsa partita iva) per cui dovrebbero informarsi sull’aumento delle tasse per i superminimi. Certo una situazione ben distante dai dati aulici di Almalaurea o simili, il cui scopo è promuovere l’iscrizione all’università. Dal punto di vista del lavoro oggi si viene sfruttati con laurea e senza laurea, ma forse ci sono più possibilità come sottoqualidficato (panettiere, macelllaio, banconista, cuoco…) che magari si paga gli studi col lavoro, specie se si considera che under 30 esistono varie forme di incentivo, ed over 30 vi sono zero forme di incentivo (a meno che non si venga licenziati da un posto da dipendente). Gli USA sono presi malissimo e stanno per fare esplodere l’ennesima crisi speculativa sui mutui concessi per studiare… basti vedere il documentario Ivory Tower che ben descrive 1) come le università stiano per fottersi i loro insegnanti riducendo ad 1/10 il personale e licenziando gli altri. 2) come i laureati non trovino lavoro manco come addetto alle pulizie (molto simile all’Italia che per 20 anni ha seguito la filosofia politica USA con PD, UDC e PDL). Per il resto finchè gli edge fund investiranno solo in silicon valley, altri altri resta…

  • 231
    TheQ. -

    resta poco o niente

  • 232
    maria grazia -

    TheQ
    grazie per la tua analisi lucida e veritiera! finalmente qualcuno che dice le cose COME STANNO, e non come VORREBBE CHE FOSSERO!

  • 233
    rocha -

    Ciao Ho una testimonianza si fanno su ogni forum si parla solo della signora Rocha Dassilva un particolare prestatore e ho deciso di andare da lei. In un primo momento ho pensato che fosse come gli altri finanziatori falsi, ma questa signora è eccezionale, onesto e serio. Con esso ho ottenuto il mio prestito € 18.000 in meno di 72 ore dopo le procedure di finitura. Così ho deciso di condividere questa opportunità con voi che non hanno il vantaggio di banche o avevano avuto a che fare con i prestatori disonesti che non abusano la personalità degli altri. Quindi, per favore contattarla se avete bisogno di un prestito da una persona onesta e seria è la sua e-mail:

    E-mail: rochadassilva01@gmail.com

    Ho fatto il mio prestito rapidamente la bella casa i soldi rapidamente ricevuto senza problemi nel mio conto c è perfetto molto felice, molto felice mi raccomando

  • 234
    Sam -

    Il problema è di natura generale, ancora prima del settore ingegneristico. Ed è che in fase di recessione se bussi alle porte difficilmente ti verranno aperte. Recessione frutto di politiche sbagliate, frutto di un sistema finanziario globale marcio che continuando a stampare denaro per calmare il debito tiene in vita le imprese “morte” che altrimenti sarebbero state spazzate via da quelle meritevoli che creerebbero posti e sviluppo. E invece si viene a creare solo disoccupazione e viene anche svalutato il lavoro (degli ormai pochi) dipendenti. Quando la BCE continua a mettere denaro in circolazione sappiate che le probabilità di avere il posto dei vostri sogni si abbassa. Denaro poi perde di valore e se vi siete posti di guadagnare 3000€ al mese, tra 20 anni non arriverete a fine mese nemmeno col posto fisso. Questo per dire che chi fa ingegneria per questioni economiche ha sbagliato in partenza a meno che non risieda negli USA ed esca dal MIT…
    Si in Europa i primi a crollare sono stati i paesi deboli della catena europea: Grecia, Spagna, Italia. E anche la Germania terra tanto decantata per gli ingegneri europei, vedrete verrà tirata giù.
    Alla fine non importa quanto siamo dotati, se vogliamo sopravvivere economicamente dobbiamo creare valore. Le aziende in Italia questo non lo fanno e si è creato un tappo.
    E’ lecito chiedersi: quando ci stapperemo? Secondo me quando la maggioranza dei Paesi in Europa supererà il 50% di disoccupazione, cioè tra poco più di 10 anni. C’è da soffrire ancora, tuttavia IMHO una laurea di tipo tecnico-scientifico non è una cattiva opzione se vista come un’opportunità di crescita e non di futuro garantito. Quegli anni devono essere come fieno messo in cascina per la mente, non i chiodi con cui sigillarla in una bara.

  • 235
    merovingio -

    perchè la gente segue le teorie complottiste dello stampare denaro quando la crisi del 2008 ha mostrato che basta creare debiti per speculare sui debiti con i derivati e ricavare bilanci positivi da nulla. veramente non me lo spiego come teorie da leghisti/signoraggio/M5S/MSI facciano così presa.
    Guardatevi Inside Job (2010) il documentario che mostra come le banche americane con i subprime abbiano creato il substrato di debito che ha foraggiato la speculazione dei derivati bancari (ivi compresi i credit default swap a terzi) scaricati grazie alla finanza creativa (finanziaria 2001 di Tremonti) in bilanci di comuni e di enti previdenziali in cambio di soldi di tasse contanti. E’ un documentario difficile da comprendere. L’inizio lo si capisce se si vede la fine e viceversa. Bisogna guardarlo più e più volte.

  • 236
    Giovanni Silvestri -

    Ma favvanculo!

    Laureato in Ingegneria informatica V.O..
    Esperienza all’estero.

    Mi rompo “i cognlioni” per quante richieste di lavoro ho ogni giorno.

    Sinceramente… vai a fare in culo te e la tua poca voglia di lavorare.

  • 237
    merovingio -

    1) sei all’estero dove gli stipendi sono da 1200 in su, mentre in Italia da 1200 in giù.
    2) informatica nell’apice del boom del settore ITC.
    Caro pirla, auguri per quando esplode la bolla speculativa del settore informatica/ITC, come la crisi dei dot com del 200.
    Riderò della tua tracottanza quando te la prenderai in culo pure tu.

  • 238
    Patrick -

    I problemi dell’Italia sono molti:
    1) raccomandazione
    2) poca ricerca e sviluppo
    3) politica pessima
    4) tasse troppo alte
    5) spesa pubblica elevata nei decenni passati
    e molto altro

    Le facoltà di ingegneria in Italia sono buone, per diversi aspetti superiori a livello di insegnamento a molti paesi europei (in cui si fa molta pratica e vero. Ma la teoria è a livello di istituto tecnico o poco più).

    L’altro giorno alla radio sento: “da un’indagine di xxx gli ingegneri a 2 anni dalla laurea sono tutti occupati”.

    Se uno esce con la laurea in ingegneria e va a fare il magazziniere per 5 anni impara a fare il magazziniere e non l’ingegnere.

    Quindi la balla che gli ingegneri sono molto richiesti trova il tempo che trova.
    Nel settore edile poi la domanda si può dire che è pressochè inesistente (visto che il settore edile è letteralmente a pezzi).

    Servono pochi ingegneri perche il settore produttivo è artigianale per lo più e quindi che senso ha assumere un ingegnere?

    Se cambierà il tessuto produttivo e si risolleverà l’economia allora ci sarà lavoro per molti ingegneri.
    Nel frattempo cercate di fare qualcosa, qualsiasi cosa.
    Magari teovate e imparate un lavoro che vi rende di più che vi soddisfa sia come persone che economicamente.

    Con l’augurio che tutti voi possiate trovare un’occupazione dignitosa e in linea con le vostre aspettative

  • 239
    Giovanni Silvestri -

    In culo la si prende ogni giorno.

    E’ la difficolta’ di lavorare.

    Questo intendevo quando ho detto: “vai a fare in culo te e la tua poca voglia di lavorare.”

  • 240
    Angwhy -

    ah!adesso capisco perchè hai tante richieste

  • 241
    Fabio -

    Ciao,
    sono studente al terzo anno di ingegneria e passando per questo sito ho letto un commento assai sgradevole e davvero mi sento di rispondere a nome di tutti gli ingegneri o futuri tali (ovviamente il messaggio va alla MANOVALANZA):
    la cosa che dovete capire e mettervi in testa è che 1) noi MERITIAMO di esigere e comandare
    2) noi il culo da giovani ce lo siamo fatto (altro che filoni e marinate a scuola)
    3) di conoscenze ne abbiamo a bizzeffe
    4) ok, molti degli ingegneri sono tutta teoria e nessuna pratica, ma tolto quelli voi meritate di fare quello che fate e noi meritiamo di fare quello che facciamo.
    E questo lo dico con il massimo rispetto per tutti, perchè io stesso provengo da una famiglia umile, tutt’altro che agiata. Anzi, a voi che giudicate gli ingegneri dico:
    venite a fare ingegneria, magari in un Politecnico come Milano o Torino, e poi vediamo quanti anni impiegate solo per finire la triennale. Il problema di questo Paese è l’ignoranza e la superficialità. Tutto quì.

  • 242
    xmmm -

    L’importante se fate ingegneria è che fate indirizzi specialistici:informatica,meccanica,elettronica,civile,chimica.Chi più o chi meno, prima o poi il lavoro lo trova con guadagni che possono essere più o meno buoni.Ma non fate gestionale.Una ragazza che si era laureata in un’Università del sud(Università di tavatata) con 110 e lode (e ripeto 110 e lode in poco tempo) si è uccisa perché non trovava lavoro.Ha lasciato anche una bambina piccola.Cercate su internet se non credete.

  • 243
    Giovanni Scianna -

    Sono laureato in Ingegneria Elettrica a Palermo con 110 e Lode e faccio il libero professionista. Sono senza padre da quando ho 23 anni. Non guadagno tantissimo ho avuto ed ho diverse difficoltà ma il lavoro non manca. La realtà è che la nostra scuola ti forma bene ma quando finisci non sai fare nulla di nulla e le nostre aziende non hanno le risorse per investire su una persona per diversi anni. Quindi o si va fuori, oppure si impara a fare bene qualcisa, sfruttati come le bestie per poi dopo qualche anno cominciare a rivedersi. Alternative non c’è nè.

  • 244
    Mero -

    la realtà è che in ingegneria lavori se hai conoscenze, non necessariamente per raccomandazioni, ma semplice riferimento. Spesso capita che l’azienda abbia saltuariamente bisogno di un lavoro e faccia domande a fornitori o personale per avere un professionista. Questi non mettono fuori un bando e non chiedono nemmeno ad un’agenzia interinale. Semplicemente chiamano gli amici degli amici.
    Quindi se non avete una rete di contatti non lavorate, oppure farete uno sforzo immane a crearvela, specie durante anni di crisi prolungata. Ingegneria gestiale trova lavoro nelle aziende, come ingegneria industriale… in un paese che in 20 anni ha perso il 25% della sua industria, l’unica soluzione è avere i soldi per emigrare inseguendo il lavoro.
    Di fatto ingegneria gestionale ha tolto lavoro da manager a chi studiava economia e commercio, tagliati fuori dagli ingegneri perchè in teoria hanno una preparazione che va oltre l’aspetto economico gestionale e possono firmare varie carte.

    Le agenzie interinali servono solo per creare posti di lavoro agli psicologi.

  • 245
    Andrea -

    Maverick2011: concordo con te al 100%. La tua mia pare una analisi lucida e sensata. Per qualunque ingegnere trentenne sfiduciato (come me del resto), consiglio di prendere anche il buono dalle proprie giornate e non diventare schiavi di progetti personali di anni passati. Qualcosa nella vita si combina sempre, ma è un peccato passare la giovinezza con il cruccio del lavoro (che purtroppo è una questione indipendente dal volere personale).

  • 246
    GG -

    cari ingegneri convertitevi al neomalthusianesimo… almeno finchè non prenderà connotazioni politiche di destra o di sinistra.
    La politica italiana rovina sempre tutto quello che tocca.

    Gli stessi film interstellar e Snowpiercer si basano su una storia con forti connotazioni di limite delle risorse fossili e di conseguenza impossibilità di una crescita infinita, base dell’economia moderna, specie per chi fa progettazione di nuovi mezzi per l’umanità.

  • 247
    Massimiliano -

    Il motivo di questa situazione sta nel “piano kalergi” . Cercate su internet!!!

  • 248
    Giuseppe -

    Meno male che c’è internet, almeno ci possiamo confrontare da un capo all’altro dello stivale e oltre e capire come stanno realmente le cose per non cadere in inutili trappole; mi sarebbe piaciuto mettere un “mi piace” o un “non mi piace” per valutare qualche commento.

  • 249
    Giuseppe -

    Mi chiedo perché nonostante le industrie chiudano, al nord vi siano ancora richieste di ingegneri meccanici

  • 250
    Alfa -

    Forse perché fanno il lavoro di periti come disegnatori al cad. X 4 soldi

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