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Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!

di Daniel85

Riferimento alla lettera: Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) . Scrivo questa lettera,...
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Data di pubblicazione: 17 Aprile 2012

L'autore ha condiviso 3 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Daniel85.

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Categorie: - Lavoro - Scuola

387 commenti

  • 76
    Leonida -

    Purtroppo è la verità ma solo in parte. Sono laureato in ingegneria a pieni voti a Padova. Ho un dottorato di ricerca. Ho 12 anni di esperienza lavorativa. Sono a casa senza lavoro. A mio nipote che tre anni fa mi chiese consiglio lo invitai a non iscriversi ad ingegneria. Domani si laurea alla triennale ma continuerà per gli altri due. Non so proprio cosa dirgli domani. L’Italia è ormai un deserto ma i soliti pochi vivono nel lusso sfrenato. Quanto ancora dovremo sopportare?

  • 77
    Paolo -

    In ingegneria non ce lavoro…peggio se liberi professionisti! L’italia è la repubblica delle banane. Oggi non vale la oena studiare se non per cultura personale. L’italia non vale nulla!!!

  • 78
    Lino -

    cari giovani colleghi, ho già detto la mia in precedenza, su questo forum, ma poiché mi è pervenuta una nuova mail sull’argomento, ho letto alcuni nuovi commenti per curiosità: è indubbiamente uno sfacelo. Ma questo è lo specchio della nazione, cari ragazzi. Siamo falliti (per dirla alla Grillo, ma purtroppo è così anche senza Grillo)e pertanto non dovete pensare che il vostro titolo vi preservi da cocenti ed atroci delusioni. Semplicemente queste qualifiche(e tante altre)non servono, non c’è tempo per “insegnare” e per far crescere i giovani ingegneri, ma non c’è neppure il denaro per farlo. Ma è così per tutte le facoltà. Un esempio? Mia figlia (ora trentenne) si è laureata 5 anni fa a Pisa in Enologia, dopo una quasi laurea in altra facoltà (Biotecnologie), bene si è accorta (a sue spese) che in Italia alle donne è difficilmente permesso fare l’enologa (salvo e forse, per qualche sporadico posto in un laboratorio di una grande azienda vinicola del nord) All’estero era molto più facile. Però doveva andar via, lontano. Lontano dalla sua casa, dagli affetti, dagli amici, dalle sue cose: non l’ha fatto, ha rinunciato ed oggi ha un negozio (comprato da mamma e papà) di articoli per party, organizza eventi, bigiotteria, bomboniere ed altro. Si è accontentata? Boh! Ma non aspettatevi molto altro da un’Italia ormai quasi deindustrializzata. Purtroppo servono idraulici (e tra un po’ neppure quelli)ma non ingegneri e neppure dottori, magari infermieri (sia pure laureati) e meglio i portantini ed autisti. E poi badanti ed assistenti: ma con una popolazione sempre più anziana, chi può servire?(sia pure con le magre entrate?) Forse un’ingegnere badante.
    Non voglio abbattervi ancora di più, ma l’amara verità è questa. La nostra laurea di 40 anni fa aveva un valore (specie se eravamo “svegli” e volenterosi ed “audaci”)ma eravamo relativamente pochi, in un’Italia in crescita, con l’industria e la “speranza tecnica” a 1000, oggi non può essere più così

  • 79
    marco m -

    Ho 30 anni e sono laureato in ingegneria. Vivo e lavoro in una cittá di un paese estero civile, dove la qualitá della vita ed i servizi sono eccezionali.
    Con 1500eur al mese mi pago vitto, alloggio, auto e spese varie di ottimo livello.
    Lavoro 35 ore alla settimana, 27gg di ferie all’anno pagate.
    Guadagno circa 3500eur al mese netti, piú un extra 10% mi viene versato in un fondo pensione privato, piú assicurazione medica, palestra e pranzi gratuiti.
    Non sono un genio ne un fortunato, sono uno dei tanti che qui ci vivono e lavorano onestamente.
    Voi restate pure in Italia a pagare I debiti creati negli ultimi 40 anni da politici, banchieri, mafiosi e corrotti.
    Auf Wiedersen

  • 80
    Nicola -

    Io ho 21 anni diplomato come meccanico con 90/100 attestato di inglese e attestato FERRARI preso a Maranello… Mi giro tutte le officine della zona anche oltre e mi sento dire io non privilegio i giovani io non o tempo per insegnare il mestiere io son felice che ai l attestato Ferrari ma quante ne vedi in mezzo alla strada o qui a riparare? Fatto sta che un officina mi tenne in prova 5 giorni e la Fiat punto 1.3 MTJ per cambiare la frizione impiegai quasi 2 ore cosa che poche persone fanno il titolare notato questo cambiò versione sei bravo meriti una paga molto più alta io non posso dartela quindi scarso non va bene bravo neanche se mi chiedono che esperienza o dovrei dire dei 6 o 7 anni che o lavorato in nero tra estate e pomeriggio dopo la scuola questa e l ITALIA

  • 81
    Andrea -

    Ragazzi!!
    Siamo ingegneri,forza e coraggio.
    Il titolo non ci offre lavoro sotto mano,troviamocelo questo lavoro,forza…crediamoci e,passatemi il termine, “ingeniamoci”.

  • 82
    vittorio -

    Una domanda: hai detto che ti sei laureato in una facoltà di ingegneria prestigiosa; ma nella tua università non c’è un ufficio che si occupa del placement?

  • 83
    Adler -

    Poca “roba” in giro per tutti….

  • 84
    nicola -

    di quale università prestigiosa parli? io mi sono laureato in ingegneria a bologna e ho trovato lavoro subito

  • 85
    Nicola -

    Carissimi,
    vi stimo e vi apprezzo per il percorso di studi da voi portato a termine e mi auguro che possiate trovare un’ occupazione consona alle vostre capacità ed attitudini.
    Un consiglio però da un semplice insegnante della scuola primaria, non laureato, che ha vinto tre concorsi in ben 12 anni di precariato prima di passare di ruolo…
    Attenti all’ortografia!
    Nelle vostre lettere vedo quello che, spero, nessuno abbia dovuto vedere nei vostri curricula.
    Se così fosse, avrei capito il perché delle mancate risposte.
    Con amicizia e stima.

  • 86
    simo88 -

    Quante cagate!
    Mi sono laureato in ingegneria al Politecnico di Milano ad aprile, ora ho un contratto di prova con una grossa azienda si sottopagato ma che probabilmente si tramuterà ad indeterminato con una retribuzione non ridicola (1500€/mese)
    Premetto che non ho mai avuto raccomandazioni nella mia vita..
    Durante le superiori l’estate non sono mai andato in ferie, anzi, il giorno dopo che finiva la scuola andavo da mio zio a fare il falegname (3€ l’ora)…questo fino alla quarta..
    Essendo elettrotecnico l’estate della quinta e il primo anno di università ho fatto l’elettricista…
    Poi mi sono reso conto che l’università occupava 12 mesi l’anno, quindi ho cominciato a fare il cameriere nel fine settimana, mentre in estate facevo quasi tutta settimana.
    Al termine dell’ultimo anno di università sono andato in Irlanda a lavorare 4 mesi. Quando sono tornato ho scritto la tesi e mi sono laureato (magistrale) come dicevo ad aprile con 107/110.
    Dopo una faticosa ricerca di 3 mesi ho avuto 3 offerte di lavoro, due delle quali mi offrivano da subito 1500 €/mese con un contratto a progetto.
    Di contorno a tutto questo ho sempre avuto la ragazza, giocato in una squadra di calcio, fondato con alcuni miei amici un associazione culturale con cui organizzo 3/4 eventi l’anno, animato ragazzi all’interno dell’oratorio….
    Se una persona nella vita si è sempre data da fare con umiltà, senza presunzione, prima o poi gli sia ripagata la fatica fatta.
    Forse è un po quella che manca ad alcuni ragazzi di oggi, che vogliono un lavoro strapagato, senza nessuna esperienza e magari senza responsabilità.

  • 87
    Marco -

    Io ho cambiato molti lavori.
    Fortunatamente non sono mai stato disoccupato a lungo.
    Posso però dire una cosa.
    Dipende che laurea in ingegneria possiedi.
    E cosa richiede il mercato in un determinato momento.
    Il settore civile ad esempio è in forte crisi.
    Ed è naturale avere una certa difficoltà ad inserirsi.
    Poi…come tutte le cose, occorre un po’ di fortuna. E sapersi “vendere”

  • 88
    Claudia -

    Io non sono d’ accordo con tutto questo. Sto per intraprendere la facoltà di Ingegneria perchè è quello che voglio fare, e mi batterò dopo la laurea per avere un lavoro che almeno si avvicini a quello che voglio. Non è bene fare corsi di specializzazione per poi intraprendere una mansione che non si desidera.. Non so, penso che dimostrando dedizione ed impegno non si possano prendere più di tante “porte in faccia”: è un pensiero molto ottimista da fare, è vero, stando qui in Italia. Però suvvia, il nostro Paese è in ginocchio, non dobbiamo arrenderci anche noi al corso degli eventi!

  • 89
    Alessandro -

    Sì è frustrante non c’è niente da dire. Dopo la laurea in ingegneria elettronica ho fatto uno stage di 6 mesi, e poi 6 mesi di ricerca lavoro. Non ho mandato 20 CV, ne ho mandati 20k, in Italia ed Europa. Niente. Sono estremamente scoraggiato, tuttavia sono felice del percorso che ho fatto e non ne sceglierei un altro perchè credo che la formazione non debba essere solo il mezzo per trovare un lavoro, ma qualcosa di molto più grande, che caratterizza la persona. Non credo che il mio ragionamento debba valere per tutti ma io la penso così. In bocca al lupo e sappiatevi vendere.

  • 90
    Giuseppe -

    Non si può parlare solo sulla base della propria situazione personale, probabilmente il ragazzo non ha saputo presentarsi. Riporto la mia esperienza: mi sono laureato a settembre in ing. Elettrica e già 3 mesi prima di laurearmi una grossa azienda, venuta a conoscenza dell’argomento di tesi che stavo svolgendo, mi ha contattato per uno stage ben retribuito con prospettive di assunzione da svolgere post laurea. Non solo, appena mi sono laureato ho inviato solo due CV a due grandi multinazionali, ricevendo risposta per un colloquio solo qualche giorno dopo. In pratica, ad un mese dalla laurea ho dovuto scegliere tra tre diverse opzioni, e tutte con buone prospettive. Attualmente sto svolgendo un tirocinio di sei mesi pre-inserimento con buona retribuzione come rimborso. Sono molto fiducioso perché l’azienda ha tanto lavoro. Per concludere, studiate ingegneria invece, ed impegnatevi! PS: il mio voto é stato 110/110 e lode

  • 91
    USE -

    Sostanzialemnte sono d’accordo con quanto espresso nella prima lettera da DAniel85.
    L’italia ormai da tempo e’ entrata in un circolo vizioso che la porta ad avere sempre meno di bisogno di lavoratori qualificati e sempre piu’ di manovalanza a basso contenuto intellettuale.
    Questo processo la sta trascinando verso il baratro ed e’ un chiaro sintomo della perdita’ di competitivita’ del paese.
    Tutta la politica di risanamento attuata dal governo in questi mesi rischia di essere un inutile salasso se non coadiuvata da una politica del lavoro volta alla valorizzazione del lavoro qualificato. L’uscita dalla crisi
    non puo’ prescindere da una riorganizzazione del lavoro volta all’impiego massimale dei talenti e delle eccellenze italiane.

  • 92
    Giulia -

    La cosa penosa é che nemmeno all’estero ci vogliono più! Io ho provato a espatriare in Brasile, ma anche li il governo imbroglione come il nostro dice che ha bisogno di stranieri ma poi non concede visti di lavoro neanche a pagarli! Adesso eccomi qua con un anno di esperienza all’estero tra Spagna e Brasile e nessuno che mi si fila… Italia di merda

  • 93
    Laureato in lettere che lavora! -

    La laurea in una cosa o nell’altra oggi ce l’hanno cani e porci… Se non ce l’hai (e non hai pretese) il lavoro manuale lo trovi di certo, sono d’accordo…
    Ma scusa caro ingegnere, sfotti chi ha una laurea in lettere, fai il bullo perché hai una laurea in ingegneria (capirai che 2 palle), pretendi di essere assunto in comodo posto fisso… tu, oltre a mandare curriculum, cosa avresti fatto?! Perché non provi ad aprirtela tu un’attività per poi assumere neolaureati? Un’attività semplice, es. una produzione di bulloni, ti compri un macchinario usato, fai un Leasing con l’aiuto di papà e cominci a vendere i tuoi bulloni ai ferramenta…
    Troppo comodo aspettare la pappa pronta, oggi come ieri la crisi c’è, ma il mondo non é finito. A proposito di meritocrazia, prima di pretendere di progettare ponti ed infrastrutture, bisognerebbe dimostrare di aver voglia di lavorare a testa bassa o di rischiare qualcosa nella vita… Troppo comodo aspettare il salvatore!

    Ma fatevi una doccia fredda di umiltà “ingegneri” senza ingegno!

  • 94
    Max -

    Buon giorno…

    Sono il responsabile in Italia per una nota azienda tedesca con sede a Stoccarda(Germania) ed avente alle sue dipendenze già 147 ingegneri.
    Ricerchiamo brillanti ingegneri elettronici,elettrici ed informatici con votazione da 105/110 in poi. Obbligatoria la conoscenza della lingua inglese in modo fluente. Inviate il vostro curriculum alla mail: paforino@tin.it. Lo valuteremo ed eventualmente sarete contattati per colloquio conoscitivo.Saluti

  • 95
    Anonimo88 -

    Anche io ho una laurea in ingegneria aerospaziale e non trovo lavoro (sono due anni ormai) nè all’estero nè in Italia. Però almeno qualche mio amico all’estero è riuscito a lavorare con una buona paga anche se solo con contratti a progetto. Quindi posso dire che la laurea continua ad avere un valore, anche se solo per qualcuno più fortunato!

  • 96
    Aton -

    Immagino dopo due anni di disoccupazione quanto possa valere una laurea in aerospaziale… tanto più che ormai i satelliti li vendono da Mediaworld e con 200 € te li mettono anche in orbita e con altri 20 € ti regalano un mese di Mediaset Premium o un buono sconto per un idraulico. Che non si trova manco a coprirlo d’oro.

  • 97
    @laureato in lettere -

    Che una laurea l’abbiano in molti, nulla da obiettare. Specie nell’area umanistica (lettere,sociologia,filosofia…)
    Nelle materie scientifiche/ingegneristiche non si ottiene una laurea così facilmente.
    E la laurea in ingegneria è quella che dovrebbe dare sviluppo al Paese.
    Proprio perché collegata all’innovazione, alla ricerca.
    Mettere da parte gli ingegneri, sottopagarli o considerarli per lavori manuali è un errore.
    L’Italia, come altri paesi europei possono essere concorrenziali solo con prodotti di alto livello tecnologico.
    Ogni ingegnere che non può esprimere le proprie potenzialità è un danno e un impoverimento per l’intero Paese.
    La mancanza di lavoro per un ingegnere…si traduce con il tempo nella perdita di lavori in campo umanistico.
    Le imprese chiudono per mancanza di innovazione e non sono più competitive con le aziende estere (e non si tratta di costo della manodopera).

  • 98
    Patrick -

    Ciò che contraddistingue un laureato in ingegneria è la “forma mentis”.
    Un modo di pensare, impostare il lavoro e l’innovazione.
    Le aziende hanno successo quando sviluppano prodotti e soluzioni innovative in grado di competere sui mercati internazionali.
    L’idea di aprire la fabbrichetta e produrre bulloni è superata. Perché converrà sempre di più aprire questo tipo di attività in stati dove la manodopera è a basso costo e il grado di formazione degli addetti mediamente basso.
    Questo è andato bene nel periodo del boom economico degli anni ’60.
    Poi le cose sono cambiate.
    Un’azienda ha successo solo se riesce a sviluppare nuovi brevetti. Nuovi sistemi di produzione. Riducendo costi di produzione, sviluppando tecnologia di alto livello.
    Dicono che in Italia ci siano pochi ingegneri. La realtà è che ce ne sono troppi per la domanda da parte delle aziende che puntano ancora a produrre beni e servizi senza innovarsi.
    La via d’uscita, la ripresa economica, ci sarà solamente quando si punterà sull’ingegneria, sulla ricerca scientifica.

  • 99
    Ciak -

    Per lavorare in campo umanistico: psicologi, professori, giornalisti, devono essere molto più bravi di altri candidati, proprio perché la concorrenza è molto elevata… E siamo d’accordo…
    Sulla “forma mentis” degli ingegneri avrei un obiezione, ci sono ingegneri si in grado di sviluppare calcoli e funzioni, ma quanti di quelli usciti dalle università hanno davvero sufficiente creatività da essere veri innovatori?!
    Pochi, troppo pochi, perché sia le facoltà italiane umanistiche che quelle ingegneristiche, lavorano fin troppo in modo astratto, appunto formando “bene” le persone, sottoponendole ad ogni genere di esame, molto meno le università lavorano sulle reali risorse umane a disposizione, così non si va da nessuna parte nemmeno se siamo di fronte ad un genio…

  • 100
    Ciak -

    …e poi ci vuole umiltà… Chi esce da ingegneria, come dimostrano i commenti qui sopra, ne ha poca… Quello che vi aspettate “non è il mondo reale” e l’estero non è la terra dell’oro; per accedere a cose importanti, in Italia o altrove, ci vogliono o ottime raccomandazioni o capacità davvero sopra la media. Non basta aver studiato molto per avere una laurea in ingegneria ed esigere di conseguenza un buon posto di lavoro, anche chi studia lettere o medicina ha studiato molto, probabilmente cose che ad un ingegnere resteranno ampiamente sconosciute, ma che siano cose più o meno utili all’umanità ed allo sviluppo è tutto da vedere…

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