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Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!

di Daniel85

Riferimento alla lettera: Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) . Scrivo questa lettera,...
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Data di pubblicazione: 17 Aprile 2012.

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Categorie: - Lavoro - Scuola

387 commenti

Pagine: 1 2 3 4 8

  • 51
    Michele -

    Salve cari colleghi.
    Io credo che in Italia non servono ingegneri. Non servivano neanche 30 anni fa, non sono mai serviti. Nelle grandi aziende ne servono pochi(il 5%-10% della forza lavoro). Nelle piccole ti ritrovi a lavorare in una ditta artigiana, al cui proprietario non serve l’ingegnere e spesso non sa cosa sia, non sa cosa vuole; ma del resto in giro ci sono una marea di ingegneri pronti a dimostrare quanto valgono(sbagliato)
    Non sono d’accordo con chi sostiene che l’ingegnere dovrebbe essere più flessibile ed è montato la testa: l’ingegnere non è un artigiano, non è un montatore, non è un operaio, non è uno scriba, non è un perito e via dicendo.
    Io credo proprio che non servano. Bella fregatura!!!

  • 52
    Roberto -

    Salve Daniel,
    hai scritto una lettera,uno sfogo, molto audace. Lavoro da diversi anni e non mi è mai successo che l azienda non valutasse un buon ingegnere!
    Fai attenzione Daniel,il titolo non serve a nulla se hai un carattere pessimo e non sai lavorare con altri o se hai un buon carattere ma sei presuntuoso e arrogante. Inteso?! Rifletti anche su questo:chi ti valuta è laureato! Piccolo esempio: in un impianto dopo un guasto, un giovane ing meccanico stava facendo un ordine per sostituire una gran parte di impianto perché secondo lui vi era un difetto di progetto, cifra 45000euri. Creando un team working , un signore perito ind.le ha trovato una soluzione da 30eur. Semplicemente allargare dei fori per inserire dei pezzi più robusti. A voi le riflessioni! Molti studiano a memoria,ma un ing è perché sa usare il cervello!!!! Saluti a tutti, Ing. Rossi.

  • 53
    marco -

    Condivido l’avvertimento!

    Anch’io sono ingegnere industriale, che ha dovuto sostenere l’esame di Stato di abilitazionne alla libera professione a circa 50 anni, dopo essere stato inscrito all’albo dei periti industriali per circa un ventennio ed essere fuggito da tale albo per inciuci Massonici lì in voga.

    In questa sede, mi permetto di fare presente che per lo svolgimento di tutte le professioni intellettuali in genere e NON solo per quella di ingegnere, TUTTE LE PORTE SONO CHIUSE a chi NON si affilia alla Massoneria.

    Purtroppo, per l’ipocrisia che contraddistingue il ns POPOLO, si preferisce parlare di Lobby o di raccomandazioni per ottenere un lavoro gratificante, mentre invece occorrerebbe chiamare le cose con il loro nome, ovvero PER OTTENERE UN POSTO DI LAVORO IN LINEA CON LE PROPRIE ABILITAZIONI O CAPACITA’, bastano anche la quinta elementare o la terza media, ma solo se accompagnate da un’ADEGUATO IMPEGNO IN LOGGIA MASSONICA.

    Che schifo! Che Vergogna” ….. ed i laureati preparati e/o capaci debbono “scappare all’estero”, onde NON diventare “Bambagioni” od andare a raggogliere terracrepoli per continuare a vivere in ITALIA.

  • 54
    sicariodivita -

    Tu scrivi: “Durante tutta questa lettera non prenderò in considerazione le altre facoltà (eccettuato forse medicina) , per le quali la situazione è ancora più grave, per non dire disperata. (In particolare “Scienze della comunicazione”, “Scienze politiche” etc… che sono, a mio avviso dei “disoccupifici” veri e propri e sono da fare se e solo se le si fanno per soddisfazione personale e non certo per avere un futuro lavorativo soddisfacente.

    Caro mio (non so come definirti), se affronti il resto della società con una visione così ristretta e razzista, non lamentarti di essere senza lavoro. Te lo meriti. E sempre in riferimento a quel pezzo della tua lettera, aggiungo: pensa al tuo percorso di studi e non fare paragoni né con le altre facoltà né con chi ha intrapreso studi diversi dai tuoi. Prenditi le responsabilità delle tue scelte e non penarti per i “disoccupifici”. Io sono laureato in lettere, ho 31 anni e un dottorato meritato perché figlio di nessuno. Ora insegno in un liceo a tempo indeterminato. Quando mi iscrissi a lettere ero consapevole della disoccupazione ma ho studiato a testa bassa SENZA PARAGONARMI ad alcuno perché ero infuocato dalla passione per la letteratura (e lo sono tuttora). Se ti iscrivi all’università senza passione, solo per “i soldi”, non andrai tanto lontano. Ha detto bene un ingegnere sopra: bisogna usare il cervello non imparare a memoria.

  • 55
    Almost-Imperfect -

    La laurea serve per trovare lavoro ok… ma è anche orgoglio personale, in tanti si iscrivono e molti si perdono per la strada. Non perché siano meno capaci, ma magari hanno altre difficoltà, non hanno voglia, oppure, beati loro, trovano lavoro prima. Sono anch’io ingegnere, ma civile e dopo la laurea e l’esame di abilitazione all’ordine, ho disegnato tanti di quei ferri e di quelle travi…….. Ovviamente a ZERO euro tornando a casa la sera alle nove, se tutto andava bene.
    Però usciti dall’università si è praticamente bambini e non per l’età, ma per l’esperienza; il mondo del lavoro non è fatto solo di capacità tecniche, ma anche di rapporti umani ed esperienze; personalmente non mi cambierei mai con quella che ero quindici anni fa, fresca di laurea, si magari mi ricordavo bene le catene cinematiche, ma in cantiere a discutere con l’operaio non c’ero stata mai. E quando ti trovi davanti ad uno che sul pratico ha molta più esperienza di te, anche se non ha la laurea, è difficile mantenere la propria idea, potrebbe avere ragione lui… Sui libri si imparano tante belle cose, ma non tutte poi sono realizzabili sempre, nelle più svariate condizioni.
    Questo per dire che, a parte la crisi e i problemi della disoccupazione dilagante, trovo giusto che si debba fare anche la gavetta e non è un pezzo di carta che ci può aiutare a saltare questo passo.
    Forse questo è uno dei tanti problemi della società moderna, volere tutto e subito, senza ammettere che esistano periodi “a rimessa” nel presente, ma che diventano le basi per il futuro.

  • 56
    alberto -

    @sicariodivita

    guarda, ti rimando qui a questo link:
    http://www2.almalaurea.it/cgi-php/lau/sondaggi/intro.php?config=occupazione
    scegli lettere e filosofia e trai le tue conclusioni. Quindi sei uno di quelli che ha avuto una gran botta di fondoschiena a trovare lavoro subito, perchè io ho 3 amici laureati in lettere che dopo un anno di stage di qua e di la hanno preferito intraprendere la carriera del dottorato: almeno portano a casa 1100 € mensili.
    In ogni caso bisognaa considerare un aspetto: le lauree in “nientologia” come lettere e filosofia, sociologia, pubbliche relazioni , scienze politiche… non danno nessuno sbocco professionale in Italia, mentre lauree come ingegneria ne danno parecchi: un ingegnere è una persona molto versatile che si adatta velocemente a condizioni di lavoro variabili. Aggiungiamo anche che è risaputo che le lauree in “nientologia” sopra menzionate non sono particolarmente difficili, se paragonate a quelle più importanti come ingegneria, matematica, fisica, medicina…E difatti conosco amici usciti dalle superiori con 60 e laureati in lettere con voti superiori al 100: mentre io passavo le serate e i weekend a studiare (sono un ingegnere dei materiali), questi erano in giro a far festa e adesso che loro sono disoccupati da qualche anno, mentre io ho un lavoro stabile, sono io a far festa e loro a non dormire per i problemi.
    Tornando al post, DANIEL85, il mio consiglio è questo: quando vai a fare il colloquio di lavoro, dimostrati interessato a quello che fa l’azienda, anche se non lo sei. Dico questo perchè se ci pensi le persone che vanno a lavorare alla mattina col sorriso, le conti sulle dita di UNA mano monca. Anche se andrai a fare un lavoro che non ti soddisferà, tieni presente che sei tu che con la tua esperienza e voglia di fare che contribuisci a crearlo, quindi ricerca quelle piccole cose che ti daranno soddisfazione: se sei una persona valida che sa il fatto suo, non c’è motivo al mondo per cui un’azienda non ti voglia assumere. E ricorda che è solo la prima esperienza lavorativa: una volta che nel curriculum comparirà un’esperienza di almeno un anno, fidati che le cose cambieranno. Mi raccomando: sii umile e non partire col preconcetto che dal momento che sei laureato sai più di una persona che lavora nel settore da qualche anno: chiedi sempre pareri alle persone. Anche se ti daranno un’idea stupida, contribuiranno ad allargare i tuoi orizzonti.

  • 57
    Patrick -

    Anche per cercare lavoro occorre fare marketing di sé stessi.
    Che una persona abbia una laurea tecnica, scientifica o umanistica.
    Poi ci sono le predisposizioni soggettive.
    C’è chi è molto abile nelle materie umanistiche e pecca il quelle matematiche.
    E c’è chi è bravo in matematica ma non sa scrivere o ha difficoltà a imparare l’inglese piuttosto che il latino.
    Chiaro che se hai qualcuno che ti raccomanda parti avvantaggiato. Chiaro che se hai un bel viso e un bel corpo, parti avvantaggiato.
    Però ci sono persone che con la tenacia, la forza di volontà e la passione per ciò che fanno…riescono ad avere successo.
    Tutti ci siamo passati ai colloqui. Ai primi colloqui da sbarbatelli.

  • 58
    Nicola -

    Caro “Ingegnere”, concordo con te sul fatto che hai sprecato 7 anni della tua vita a studiare ingegneria, soprattutto perchè i risultati ottenuti sono a dir poco ridicoli: a cominciare dal livello di sintassi della lingua italiana nonchè delle regole grammaticali che tu ignori (rileggi meglio quello che hai scritto e troverai 2 errori grammaticali ed altrettanti di sintassi). Capisco benissimo che negli ultimi anni hai visto soltanto numeri s formule matematiche, ma un minimo di arte oratoria ci vuole nella vita!
    Leggendo la tua lettera risalta in maniera chiara la tua ristrettezza mentale, cosa non propria di un ingegnere! La figura professionale dell’ingegnere è quanto di più alto e complicato possa esistere su questa terra, quindi non basta il pezzo di carta: ci vuole il cervello! Bisogna avere la “forma mentis” dell’ingegnere, cosa che pochissime persone hanno.
    Per confortarti posso riportarti varie esperienze di vita di familiari, amici e conoscenti laureati in ingegneria. La frase che mi ripetono spesso queste persone (di età compresa tra i 28 ed i 35, quindi neolaureati) è che l’ingegnere non muore mai di fame. Un occupazione la trovi sempre, comunque e dovunque. Basta essere svegli ed UMILI. Ritornando alle persone chiamate in causa sopra, ti posso dire che non sono raccomandati, dato che hanno fatto tutti un paio d’anni di gavetta e sacrifici anche dopo la laurea, ma in tempi relativamente brevi hanno raggiunto una posizione lavorativa a dir poco invidiabile. L’ingegnere più sfortunato che conosco guadagna 1250€ al mese, ma con dei progetti per abitazioni private che porta a termine nelle ore in cui sta a casa e non lavora, arriva a quasi 3000€.
    Ti invito a rivedere le tue idee ed a cercare meglio un lavoro dato che si trova sempre qualcosa. Sei un tecnico, non dimenticarlo! Possiedi il più alto titolo accademico che è quello dell’ingegnere, il che non è poco.
    Sono un laureando in ingegneria civile ed ambientale che già fa pratica presso varie aziende, ovviamente percepisco soltanto un rimborso spese ma per avere 22 anni mi sembra già tanto.

  • 59
    Almost-Imperfect -

    Grande nicola!!!!!!!!!

  • 60
    alun -

    Sono perfettamente d’accordo con l’autore dell’articolo: anch’io, se tornassi indietro, non mi laurerei in ingegneria (vecchio ordinamento). Infatti l’Italia non ha mai avuto (e tantomeno ha oggi) molte grandi aziende manifatturiere per poter assorbire un gran numero di ingegneri. In passato, un certo equilibrio si raggiungeva perché gli ingegneri erano comunque pochi e l’economia in espansione. Quindi si riusciva a trovare un lavoro soddisfacente anche senza raccomandazioni. Questa situazione si è protratta più o meno fino al 2000. Con il pretesto che erano pochi, venne varata la riforma Berlinguer, al fine di inondare il mercato di ingegneri di tutti i tipi “senior” (5 anni) e “junior” (3 anni). Le Università, vedendo aumentare gli iscritti ne furono felici, ma non i malcapitati che si laurearono da lì in poi, dato che non riuscivano a trovare lavori che non fossero sottopagati o precari o che non costituissero un sottoimpiego o tutte e tre le cose insieme. Per giunta iniziò una delle più grandi crisi economiche mai viste, aggravata dall’11/9, dalla creazione dell’Euro etc. E così siamo arrivati alla situazione attuale, che è ancora di profonda crisi. Di conseguenza oggi, in Italia, un ingegnere, non può trovare un lavoro adatto alla sua laurea, a meno di non essere raccomandato: tali lavori, infatti, sono divenuti rari. Mettersi in proprio è quasi impossibile: bisogna partire almeno da associati in qualche studio esistente. Poi all’estero bisogna comunque essere chiamati (e quindi serve almeno una segnalazione) a meno di non voler fare i lavapiatti, i camerieri etc.

  • 61
    Pino -

    Secondo me fanno molto bene a non prenderti.Un ingegnere deve anche saper parlare in italiano: non puoi scrivere “glielo detto” senza “h”

  • 62
    mic -

    Sono d’accordo con l’autore.
    Il fatto è che sulla figura dell’ingegnere se ne è parlato tanto, troppo direi.Ci sono persone che scrivono per sentito dire e non sanno niente di come funzionano le realtà produttive.In queste discussioni addirittura si parla della forma grammaticale della lettera..senza avere il coraggio di dire le cose come stanno (ma del resto parlano ancora di classifiche universitarie nel 2013!!).Il succo della questione resta il fatto che oggi (ma credo anche ieri) l’università non paga più.Se io vi dico che servono persone che devono saper usare solo i cad e una infarinatura di disegno e tutto il resto non conta (soprattutto per figli di nessuno)cosa mi rispondete? Lo dico io: che un diplomato che sa usare il PC ha fatto 13 senza un minimo sforzo e nel mondo del lavoro vero vale di più di un laureato che ha studiato per 10 anni.Se io vi dico che in Italia non sono mai serviti ingegneri voi che dite? Immagino vai all’estero.Bravi.
    Ora pensate ad ex studenti fuori sede (magari del sud) che hanno studiato nelle città del nord e sono figli di nessuno e non conoscono nessuno.Ho visto persone che occupano posti di lavoro più o meno buoni e non sono certo degli Einstein, ma guarda caso erano del posto e con molte “relazioni sociali” (che di per sé non è un male assoluto, ma neanche un bene infinito). I problemi non si affrontano per i sentito dire.
    Saluti a tutti

  • 63
    Pk -

    Oh tu, uomo politico, piazza i tuoi uomini nelle società con la raccomandazione.
    Oh tu, imprenditore, assumi il perito o il letterato che di parola sa far virtù.
    Non assumete gli ingegneri. Loro sono pretenziosi.
    Emigrate impertinenti e altezzosi ingegneri. Per voi, qui non c’è posto.
    Io Germania vi apro le porte, vi pago profumatamente, vi cullerò come miei figli, perché ho molto da guadagnare dal vostro aiuto.
    Guardatemi, sono la Germania e vi vendo le auto affidabili che voi non riuscite a costruire, vi tengo in scacco con la mia tecnologia, creo abbondanza alla mia gente…mentre voi vi disfate con ignoranza delle vostre menti migliori, delle persone più istruite, di quelle che possono fare la fortuna del vostro popolo.
    Favorite i letterati, vi racconteranno una poesia quando sarete nella miseria.
    Favorite gli economisti, vi diranno in ogni momento quanto state affondando economicamente e quanto debito avrete.
    Favorite i sociologi, studieranno quanto la vostra società sia in decadenza.
    Favorite gli avvocati, nella miseria serviranno per risolvere le controversie tra poveri.
    Lasciateci a noi i vostri ingegneri. Noi sappiamo bene come tenerceli stretti.

  • 64
    Chicco -

    Sono un ingegnere con più di dieci anni di esperienza alle spalle laureato con 107/110.
    Credo che tu abbia confuso un punto di partenza con quello di arrivo (la tua laurea): devi dimostrare di saperla mettere a frutto, e non pretendere di sfruttarla pensando che bastino venti cv inviati per farti assumere. In tal senso sono d’accrodo con chi ti ha detto che la laurea non conta niente. In bocca al lupo!

  • 65
    incazziados -

    Ma vacci te a vivere in Germania scemo!! Vai te a vivere in un Paese dove gli italiani vengono considerati come il letame .. idiota che non sei altro
    Io sento sempre dire che siamo nella me**a, che non c’e’ lavoro che siamo una generazione senza futuro… che dobbiamo emigrare, emigrare emigrare e che dobbiamo andarcene da questo paese del cazz0 ma MAI MAI QUALCUNO CHE DICE DI AVERE LE PALLE PER RIMANERE QUI A METTERE A POSTO LE COSE!!! Siamo tutti pronti a lamentarci a dare la colpa a questo quell’altro l’Italia, i politici la mafia Berlusconi l’euro il vaticano, Letta Monti Dio, ma la verita’ è che non riusciamo a guardare oltre il proprio orticello del cazz0!!!

  • 66
    Michele -

    Mi fai ridere quando scrivi: “Su una ventina di aziende ai quali l’ho mandato, solo uno mi ha risposto e per dirmi che non aveva bisogno”.
    Se credi che 20 aziende siano tante, sei fuoristrada.
    Dovresti aumentare di un paio di zeri la cifra, come minimo.
    Se non ti rispondono sono aziende di basso livello, le multinazionali di un certo tipo quantomeno di mandano un’email automatica.
    E comunque le candidature spontanee vanno bene, ma non puoi certo basare la tua ricerca usando solo quelle. Anche perchè le Hr delle aziende appetibili ricevono migliaia di email ogni giorno.
    Va bene la candidatura spontanea, ma necessariamente va affiancata ad un buon cv con una bella foto (indicando anche esperienze erasmus e eventuali master), che deve essere inoltrato tempestivamente ad una ricerca attiva. Se sei tra i primi iscritti ed il profilo corrisponde in pieno ti contattano subito.

  • 67
    Michele -

    “Le altre volte in cui mi è andata “bene”, mi hanno fatto il colloquio e poi chi si è visto si è visto.”
    Eh ragazzo, qui dipende da come sei tu. Evidentemente non sei abbastanza convincente, e devi lavorare su questo. Se sei così non vai farai fatica anche con 100 lauree a pieni voti.
    Mentre un laureato in scienze della comunicazione, che si vende meglio di te, può avere opportunità di crescita maggiori di quelle che potresti avere tu se non fossi ciò che sei.
    “Potrei raccontarvi di quando ad un mio colloquio, l’ingegnere che doveva assumermi, mi ha detto papale-papale che la laurea non conta niente.”
    Questa è una sciocchezza, ragiona con la tua testa, non con quella degli altri, chiunque essi siano.
    La gente dice un mare di cagate.
    Senza laurea non si fa carriera, soprattutto al giorno d’oggi, dove il numero dei laureati è abnorme rispetto al passato.
    J.P Morgan, Boston Consulting Group, ecc, non ti considerano nemmeno se non hai una laurea a pieni voti.

  • 68
    omar -

    Il titolo: non laureatevi in ingegneria! è troppo generico, non è detto che laurearsi in ingegneria sia tempo sprecato solo perchè uno non trova subito l’occupazione sperata con un generoso stipendio. Bisogna iniziare piano piano con stage o praticantato anche non retribuito, ma almeno riesci a formarti.
    Io personalmente sarei doppiamente stupido visto che ho preso due laure triennali in ingegneria una in tlc e l’altra in infomatica, ma non ho sperato in un lavoro subito, ho fatto diversi corsi post laurea di formazione vera in aziende e poi ho trovato un impiego adeguatamente retribuito, bisogna avere pazienza, non disperare e mettersi in gioco con la giusta tenacia e al tempo stesso umiltà.

  • 69
    Patrick -

    Bravo Omar, questo modo di pensare mi piace.

  • 70
    Nicola -

    ridicolo…

  • 71
    Giuseppe -

    Anche io mi sono laureato in Ingegneria e confermo quanto detto nella suddetta lettera. Personalmente tra tirocini, stage e collaborazioni sono stato 2 anni in Terna SpA e quando era giunta l’ora dell’assunzione mi hanno lasciato in mezzo alla strada per assumere uno dei tanti raccomandati che stanno in Terna SpA che credo gli spetti il premio per azienda assolutamente non meritocratica.

  • 72
    ? -

    Per accedere a Ingegneria non è previsto un test di lingua italiana, direi.

    “mi hanno lasciato in mezzo alla strada per assumere uno dei tanti raccomandati che stanno in Terna SpA che credo gli spetti il premio per azienda assolutamente non meritocratica”.

    Che dirti….,mi viene in mente un semplice: “Tu speriamo che te la cavi…”

  • 73
    stefano -

    Sono d’accordo con l’autore dell’articolo. Io sono in possesso di laurea triennale in ingegneria meccanica o meglio il vecchio diploma universitario. Addirittura per parecchi anni prima della riforma Gelmini sull’università siamo anche stati esodati nel senso che non eravamo niente , nè laureati nè diplomati pensate un po’ voi che razza di paese è questo. Comunque, tornando al discorso voglio dire che laurearsi in igngegneria meccanica in Italia è sprecato perchè si possono rangiungere lo stesso posti di livello nelle tante piccole e piccolissime aziende esistenti anche da periti, anzi è persino meglio essere solo periti poichè si è più versatili e non ci si fascia la testa ripensando a tutti gli anni spesi a studiare cose per lo più inutili.Io in 12 anni di lavoro ho dovuto cambiare 4 aziende e non è finita qui, adesso sono in disoccupazione dopo l’ennesima chiusura aziendale. A cosa è servito ingegnereia, non sto meglio di amici miei che hanno solo la terza media ….quindi? Non dico di non andare all’università ma di scegliere facoltà che danno una carriera certa come medicina, o altre comunque con uno sbocco statale dove si è certi di fare carriera e prendere sempre lo stipendio. Saluti

  • 74
    Davide -

    …non posso che confermare ciò che Daniel 85 scrive..purtroppo sono un ing.meccanico ormai 41enne precario da 5 anni circa dopo un licenziamento inflitto nel 2008 come una gogna( vergognoso); purtroppo l’Italia è una repubblichetta delle banane, chi trova lavoro non deve necessariamente “sapere” , basta che sappia usare bene la lingua e per quanto riguarda le donne..anche altro..ahimè…italietta…

  • 75
    Marco -

    Salve, io sono ingegnere elettronico laureato nel 2006.a dire il vero, ho cambiato 5 lavori… Forse all inizio non sapevo neanche cosa cercassi veramente . Ho fatto il commerciale , ho fatto programmazione, ho fatto gestionale, e ora mi trovo a fare automazione. In ogni campo ho fatto gavetta, sudato , e i risultati sembravano arrivare… Ma non trovavo la crescita, non trovavo il riconoscimento del titolo, l l’umiltâ diventava servilismo… 7 anni di studio per svitare bulloni sono abbastanza che dite?il tempo passa ma la tua posizione è pari a chi da 20 fa le stesse cose con il diploma… Io vorrei fare di più , imparare di più … Non credo le aziende siano pronte a valorizzare il lavoro degli ingegneri soprattutto se alle prime armi, ma piuttosto a sostituire una generazione di mediocri periti con le nuove leve laureate. tristezza.

  • 76
    Leonida -

    Purtroppo è la verità ma solo in parte. Sono laureato in ingegneria a pieni voti a Padova. Ho un dottorato di ricerca. Ho 12 anni di esperienza lavorativa. Sono a casa senza lavoro. A mio nipote che tre anni fa mi chiese consiglio lo invitai a non iscriversi ad ingegneria. Domani si laurea alla triennale ma continuerà per gli altri due. Non so proprio cosa dirgli domani. L’Italia è ormai un deserto ma i soliti pochi vivono nel lusso sfrenato. Quanto ancora dovremo sopportare?

  • 77
    Paolo -

    In ingegneria non ce lavoro…peggio se liberi professionisti! L’italia è la repubblica delle banane. Oggi non vale la oena studiare se non per cultura personale. L’italia non vale nulla!!!

  • 78
    Lino -

    cari giovani colleghi, ho già detto la mia in precedenza, su questo forum, ma poiché mi è pervenuta una nuova mail sull’argomento, ho letto alcuni nuovi commenti per curiosità: è indubbiamente uno sfacelo. Ma questo è lo specchio della nazione, cari ragazzi. Siamo falliti (per dirla alla Grillo, ma purtroppo è così anche senza Grillo)e pertanto non dovete pensare che il vostro titolo vi preservi da cocenti ed atroci delusioni. Semplicemente queste qualifiche(e tante altre)non servono, non c’è tempo per “insegnare” e per far crescere i giovani ingegneri, ma non c’è neppure il denaro per farlo. Ma è così per tutte le facoltà. Un esempio? Mia figlia (ora trentenne) si è laureata 5 anni fa a Pisa in Enologia, dopo una quasi laurea in altra facoltà (Biotecnologie), bene si è accorta (a sue spese) che in Italia alle donne è difficilmente permesso fare l’enologa (salvo e forse, per qualche sporadico posto in un laboratorio di una grande azienda vinicola del nord) All’estero era molto più facile. Però doveva andar via, lontano. Lontano dalla sua casa, dagli affetti, dagli amici, dalle sue cose: non l’ha fatto, ha rinunciato ed oggi ha un negozio (comprato da mamma e papà) di articoli per party, organizza eventi, bigiotteria, bomboniere ed altro. Si è accontentata? Boh! Ma non aspettatevi molto altro da un’Italia ormai quasi deindustrializzata. Purtroppo servono idraulici (e tra un po’ neppure quelli)ma non ingegneri e neppure dottori, magari infermieri (sia pure laureati) e meglio i portantini ed autisti. E poi badanti ed assistenti: ma con una popolazione sempre più anziana, chi può servire?(sia pure con le magre entrate?) Forse un’ingegnere badante.
    Non voglio abbattervi ancora di più, ma l’amara verità è questa. La nostra laurea di 40 anni fa aveva un valore (specie se eravamo “svegli” e volenterosi ed “audaci”)ma eravamo relativamente pochi, in un’Italia in crescita, con l’industria e la “speranza tecnica” a 1000, oggi non può essere più così

  • 79
    marco m -

    Ho 30 anni e sono laureato in ingegneria. Vivo e lavoro in una cittá di un paese estero civile, dove la qualitá della vita ed i servizi sono eccezionali.
    Con 1500eur al mese mi pago vitto, alloggio, auto e spese varie di ottimo livello.
    Lavoro 35 ore alla settimana, 27gg di ferie all’anno pagate.
    Guadagno circa 3500eur al mese netti, piú un extra 10% mi viene versato in un fondo pensione privato, piú assicurazione medica, palestra e pranzi gratuiti.
    Non sono un genio ne un fortunato, sono uno dei tanti che qui ci vivono e lavorano onestamente.
    Voi restate pure in Italia a pagare I debiti creati negli ultimi 40 anni da politici, banchieri, mafiosi e corrotti.
    Auf Wiedersen

  • 80
    Nicola -

    Io ho 21 anni diplomato come meccanico con 90/100 attestato di inglese e attestato FERRARI preso a Maranello… Mi giro tutte le officine della zona anche oltre e mi sento dire io non privilegio i giovani io non o tempo per insegnare il mestiere io son felice che ai l attestato Ferrari ma quante ne vedi in mezzo alla strada o qui a riparare? Fatto sta che un officina mi tenne in prova 5 giorni e la Fiat punto 1.3 MTJ per cambiare la frizione impiegai quasi 2 ore cosa che poche persone fanno il titolare notato questo cambiò versione sei bravo meriti una paga molto più alta io non posso dartela quindi scarso non va bene bravo neanche se mi chiedono che esperienza o dovrei dire dei 6 o 7 anni che o lavorato in nero tra estate e pomeriggio dopo la scuola questa e l ITALIA

  • 81
    Andrea -

    Ragazzi!!
    Siamo ingegneri,forza e coraggio.
    Il titolo non ci offre lavoro sotto mano,troviamocelo questo lavoro,forza…crediamoci e,passatemi il termine, “ingeniamoci”.

  • 82
    vittorio -

    Una domanda: hai detto che ti sei laureato in una facoltà di ingegneria prestigiosa; ma nella tua università non c’è un ufficio che si occupa del placement?

  • 83
    Adler -

    Poca “roba” in giro per tutti….

  • 84
    nicola -

    di quale università prestigiosa parli? io mi sono laureato in ingegneria a bologna e ho trovato lavoro subito

  • 85
    Nicola -

    Carissimi,
    vi stimo e vi apprezzo per il percorso di studi da voi portato a termine e mi auguro che possiate trovare un’ occupazione consona alle vostre capacità ed attitudini.
    Un consiglio però da un semplice insegnante della scuola primaria, non laureato, che ha vinto tre concorsi in ben 12 anni di precariato prima di passare di ruolo…
    Attenti all’ortografia!
    Nelle vostre lettere vedo quello che, spero, nessuno abbia dovuto vedere nei vostri curricula.
    Se così fosse, avrei capito il perché delle mancate risposte.
    Con amicizia e stima.

  • 86
    simo88 -

    Quante cagate!
    Mi sono laureato in ingegneria al Politecnico di Milano ad aprile, ora ho un contratto di prova con una grossa azienda si sottopagato ma che probabilmente si tramuterà ad indeterminato con una retribuzione non ridicola (1500€/mese)
    Premetto che non ho mai avuto raccomandazioni nella mia vita..
    Durante le superiori l’estate non sono mai andato in ferie, anzi, il giorno dopo che finiva la scuola andavo da mio zio a fare il falegname (3€ l’ora)…questo fino alla quarta..
    Essendo elettrotecnico l’estate della quinta e il primo anno di università ho fatto l’elettricista…
    Poi mi sono reso conto che l’università occupava 12 mesi l’anno, quindi ho cominciato a fare il cameriere nel fine settimana, mentre in estate facevo quasi tutta settimana.
    Al termine dell’ultimo anno di università sono andato in Irlanda a lavorare 4 mesi. Quando sono tornato ho scritto la tesi e mi sono laureato (magistrale) come dicevo ad aprile con 107/110.
    Dopo una faticosa ricerca di 3 mesi ho avuto 3 offerte di lavoro, due delle quali mi offrivano da subito 1500 €/mese con un contratto a progetto.
    Di contorno a tutto questo ho sempre avuto la ragazza, giocato in una squadra di calcio, fondato con alcuni miei amici un associazione culturale con cui organizzo 3/4 eventi l’anno, animato ragazzi all’interno dell’oratorio….
    Se una persona nella vita si è sempre data da fare con umiltà, senza presunzione, prima o poi gli sia ripagata la fatica fatta.
    Forse è un po quella che manca ad alcuni ragazzi di oggi, che vogliono un lavoro strapagato, senza nessuna esperienza e magari senza responsabilità.

  • 87
    Marco -

    Io ho cambiato molti lavori.
    Fortunatamente non sono mai stato disoccupato a lungo.
    Posso però dire una cosa.
    Dipende che laurea in ingegneria possiedi.
    E cosa richiede il mercato in un determinato momento.
    Il settore civile ad esempio è in forte crisi.
    Ed è naturale avere una certa difficoltà ad inserirsi.
    Poi…come tutte le cose, occorre un po’ di fortuna. E sapersi “vendere”

  • 88
    Claudia -

    Io non sono d’ accordo con tutto questo. Sto per intraprendere la facoltà di Ingegneria perchè è quello che voglio fare, e mi batterò dopo la laurea per avere un lavoro che almeno si avvicini a quello che voglio. Non è bene fare corsi di specializzazione per poi intraprendere una mansione che non si desidera.. Non so, penso che dimostrando dedizione ed impegno non si possano prendere più di tante “porte in faccia”: è un pensiero molto ottimista da fare, è vero, stando qui in Italia. Però suvvia, il nostro Paese è in ginocchio, non dobbiamo arrenderci anche noi al corso degli eventi!

  • 89
    Alessandro -

    Sì è frustrante non c’è niente da dire. Dopo la laurea in ingegneria elettronica ho fatto uno stage di 6 mesi, e poi 6 mesi di ricerca lavoro. Non ho mandato 20 CV, ne ho mandati 20k, in Italia ed Europa. Niente. Sono estremamente scoraggiato, tuttavia sono felice del percorso che ho fatto e non ne sceglierei un altro perchè credo che la formazione non debba essere solo il mezzo per trovare un lavoro, ma qualcosa di molto più grande, che caratterizza la persona. Non credo che il mio ragionamento debba valere per tutti ma io la penso così. In bocca al lupo e sappiatevi vendere.

  • 90
    Giuseppe -

    Non si può parlare solo sulla base della propria situazione personale, probabilmente il ragazzo non ha saputo presentarsi. Riporto la mia esperienza: mi sono laureato a settembre in ing. Elettrica e già 3 mesi prima di laurearmi una grossa azienda, venuta a conoscenza dell’argomento di tesi che stavo svolgendo, mi ha contattato per uno stage ben retribuito con prospettive di assunzione da svolgere post laurea. Non solo, appena mi sono laureato ho inviato solo due CV a due grandi multinazionali, ricevendo risposta per un colloquio solo qualche giorno dopo. In pratica, ad un mese dalla laurea ho dovuto scegliere tra tre diverse opzioni, e tutte con buone prospettive. Attualmente sto svolgendo un tirocinio di sei mesi pre-inserimento con buona retribuzione come rimborso. Sono molto fiducioso perché l’azienda ha tanto lavoro. Per concludere, studiate ingegneria invece, ed impegnatevi! PS: il mio voto é stato 110/110 e lode

  • 91
    USE -

    Sostanzialemnte sono d’accordo con quanto espresso nella prima lettera da DAniel85.
    L’italia ormai da tempo e’ entrata in un circolo vizioso che la porta ad avere sempre meno di bisogno di lavoratori qualificati e sempre piu’ di manovalanza a basso contenuto intellettuale.
    Questo processo la sta trascinando verso il baratro ed e’ un chiaro sintomo della perdita’ di competitivita’ del paese.
    Tutta la politica di risanamento attuata dal governo in questi mesi rischia di essere un inutile salasso se non coadiuvata da una politica del lavoro volta alla valorizzazione del lavoro qualificato. L’uscita dalla crisi
    non puo’ prescindere da una riorganizzazione del lavoro volta all’impiego massimale dei talenti e delle eccellenze italiane.

  • 92
    Giulia -

    La cosa penosa é che nemmeno all’estero ci vogliono più! Io ho provato a espatriare in Brasile, ma anche li il governo imbroglione come il nostro dice che ha bisogno di stranieri ma poi non concede visti di lavoro neanche a pagarli! Adesso eccomi qua con un anno di esperienza all’estero tra Spagna e Brasile e nessuno che mi si fila… Italia di merda

  • 93
    Laureato in lettere che lavora! -

    La laurea in una cosa o nell’altra oggi ce l’hanno cani e porci… Se non ce l’hai (e non hai pretese) il lavoro manuale lo trovi di certo, sono d’accordo…
    Ma scusa caro ingegnere, sfotti chi ha una laurea in lettere, fai il bullo perché hai una laurea in ingegneria (capirai che 2 palle), pretendi di essere assunto in comodo posto fisso… tu, oltre a mandare curriculum, cosa avresti fatto?! Perché non provi ad aprirtela tu un’attività per poi assumere neolaureati? Un’attività semplice, es. una produzione di bulloni, ti compri un macchinario usato, fai un Leasing con l’aiuto di papà e cominci a vendere i tuoi bulloni ai ferramenta…
    Troppo comodo aspettare la pappa pronta, oggi come ieri la crisi c’è, ma il mondo non é finito. A proposito di meritocrazia, prima di pretendere di progettare ponti ed infrastrutture, bisognerebbe dimostrare di aver voglia di lavorare a testa bassa o di rischiare qualcosa nella vita… Troppo comodo aspettare il salvatore!

    Ma fatevi una doccia fredda di umiltà “ingegneri” senza ingegno!

  • 94
    Max -

    Buon giorno…

    Sono il responsabile in Italia per una nota azienda tedesca con sede a Stoccarda(Germania) ed avente alle sue dipendenze già 147 ingegneri.
    Ricerchiamo brillanti ingegneri elettronici,elettrici ed informatici con votazione da 105/110 in poi. Obbligatoria la conoscenza della lingua inglese in modo fluente. Inviate il vostro curriculum alla mail: paforino@tin.it. Lo valuteremo ed eventualmente sarete contattati per colloquio conoscitivo.Saluti

  • 95
    Anonimo88 -

    Anche io ho una laurea in ingegneria aerospaziale e non trovo lavoro (sono due anni ormai) nè all’estero nè in Italia. Però almeno qualche mio amico all’estero è riuscito a lavorare con una buona paga anche se solo con contratti a progetto. Quindi posso dire che la laurea continua ad avere un valore, anche se solo per qualcuno più fortunato!

  • 96
    Aton -

    Immagino dopo due anni di disoccupazione quanto possa valere una laurea in aerospaziale… tanto più che ormai i satelliti li vendono da Mediaworld e con 200 € te li mettono anche in orbita e con altri 20 € ti regalano un mese di Mediaset Premium o un buono sconto per un idraulico. Che non si trova manco a coprirlo d’oro.

  • 97
    @laureato in lettere -

    Che una laurea l’abbiano in molti, nulla da obiettare. Specie nell’area umanistica (lettere,sociologia,filosofia…)
    Nelle materie scientifiche/ingegneristiche non si ottiene una laurea così facilmente.
    E la laurea in ingegneria è quella che dovrebbe dare sviluppo al Paese.
    Proprio perché collegata all’innovazione, alla ricerca.
    Mettere da parte gli ingegneri, sottopagarli o considerarli per lavori manuali è un errore.
    L’Italia, come altri paesi europei possono essere concorrenziali solo con prodotti di alto livello tecnologico.
    Ogni ingegnere che non può esprimere le proprie potenzialità è un danno e un impoverimento per l’intero Paese.
    La mancanza di lavoro per un ingegnere…si traduce con il tempo nella perdita di lavori in campo umanistico.
    Le imprese chiudono per mancanza di innovazione e non sono più competitive con le aziende estere (e non si tratta di costo della manodopera).

  • 98
    Patrick -

    Ciò che contraddistingue un laureato in ingegneria è la “forma mentis”.
    Un modo di pensare, impostare il lavoro e l’innovazione.
    Le aziende hanno successo quando sviluppano prodotti e soluzioni innovative in grado di competere sui mercati internazionali.
    L’idea di aprire la fabbrichetta e produrre bulloni è superata. Perché converrà sempre di più aprire questo tipo di attività in stati dove la manodopera è a basso costo e il grado di formazione degli addetti mediamente basso.
    Questo è andato bene nel periodo del boom economico degli anni ’60.
    Poi le cose sono cambiate.
    Un’azienda ha successo solo se riesce a sviluppare nuovi brevetti. Nuovi sistemi di produzione. Riducendo costi di produzione, sviluppando tecnologia di alto livello.
    Dicono che in Italia ci siano pochi ingegneri. La realtà è che ce ne sono troppi per la domanda da parte delle aziende che puntano ancora a produrre beni e servizi senza innovarsi.
    La via d’uscita, la ripresa economica, ci sarà solamente quando si punterà sull’ingegneria, sulla ricerca scientifica.

  • 99
    Ciak -

    Per lavorare in campo umanistico: psicologi, professori, giornalisti, devono essere molto più bravi di altri candidati, proprio perché la concorrenza è molto elevata… E siamo d’accordo…
    Sulla “forma mentis” degli ingegneri avrei un obiezione, ci sono ingegneri si in grado di sviluppare calcoli e funzioni, ma quanti di quelli usciti dalle università hanno davvero sufficiente creatività da essere veri innovatori?!
    Pochi, troppo pochi, perché sia le facoltà italiane umanistiche che quelle ingegneristiche, lavorano fin troppo in modo astratto, appunto formando “bene” le persone, sottoponendole ad ogni genere di esame, molto meno le università lavorano sulle reali risorse umane a disposizione, così non si va da nessuna parte nemmeno se siamo di fronte ad un genio…

  • 100
    Ciak -

    …e poi ci vuole umiltà… Chi esce da ingegneria, come dimostrano i commenti qui sopra, ne ha poca… Quello che vi aspettate “non è il mondo reale” e l’estero non è la terra dell’oro; per accedere a cose importanti, in Italia o altrove, ci vogliono o ottime raccomandazioni o capacità davvero sopra la media. Non basta aver studiato molto per avere una laurea in ingegneria ed esigere di conseguenza un buon posto di lavoro, anche chi studia lettere o medicina ha studiato molto, probabilmente cose che ad un ingegnere resteranno ampiamente sconosciute, ma che siano cose più o meno utili all’umanità ed allo sviluppo è tutto da vedere…

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