Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) . Scrivo questa lettera,...
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Data di pubblicazione: 17 Aprile 2012
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che posso dirvi.. ovvio che uno che è senza lavoro o guadagna pochissimo, di certo la palestra non può permettersela. nè se costa 800, nè se costa 500. ultimamente mi è capitato di andare in qualche palestra, ti garantisco che di questi tempi sono mezze vuote.
sul discorso della mobilità, è vero fino a un certo punto.. chi riesce a crearsi una sua clientela e una sua nicchia anche in una piccola realtà, tante volte si trova meglio che nelle grandi città o in posti apparentemente più promettenti. dove però la concorrenza è numerosa e il costo della vita esorbitante. poi certo va da caso a caso. ma se sei in gamba in qualche modo te la cavi e trovi commissioni ovunque. se non hai alcuna capacità particolare puoi anche girare il mondo ma non emergerai comunque. sicuramente lavorare all’ estero, o in una metropoli, favorisce una partenza migliore, questo sì. ma poi il resto non è così scontato e garantito.
cosa fa un SEO? molto, ma non tutto 🙂
leggendo la tua lettera sul lavoro precario in Italia, anche in rami così alti come Ingegneria e i relativi commenti, ho notato due cose:
1) tanta cattiveria così non l’avevo mai vista, persone che racchiudono la categoria “Ingenieri uomini” tra belve sanguinarie, anche io che ho fatto l’operaio non l’avevo mai notato, si che alcuni sono molto spocchiosi, ma questo non deriva dal loro titolo di studio ma da chi sono come persone, ho lavorato anche nell’edilizia nella forma più bassa di manovalanza che esista, stando alle affermazioni prima descritte allora dovrei considerare “stronzi” tutta la categoria degli architetti o dei geometri che rompono le scatole con quei mille fogli svolazzanti sul cantiere, che poi anche loro ne avranno due palle di girare con sti fogli :), oppure tutta la categoria di medici che si avvalgono dell’ignoranza di chi si fà visitare per stamparti parcelle da 200€ per un mal di pancia, o gli avvocati\giudici che non perdono l’occasione di trovare una legge che permetta di lasciare a piede libero un delinquente, e che dire dei nostri politici, li ne potremmo commentare di cose negative su questa categoria, così via fino ad arrivare anche tra gli operai, anche qui la categoria di persone che fanno gli “stronzi” con altre persone pari rango non è da meno, questa è la vita!…ma per fortuna non tutti sono così, ci sono brave persone e ci sono gli “stronzi” e che non si pensi che questi non litighino anche tra loro, persone con la stessa esperienza e titolo di studio, quello che mi fà pensare, e che un ragazzo con una lettera ha descritto una situazione molto tragica del mondo lavorativo in Italia, che non serpeggia solo più nei “bassi fondi” tra noi disoccupati ex operai, e operai in cassa integrazione (se fortunati), ma anche nelle alte categorie di studi, e al posto di aiutarlo con i pochissimi mezzi che disponiamo, vedo partire invidie e malignità alla pari dei bambini dell’asilo, questo ragazzo ha dato un suo parere e perchè non apprezzarlo? a me ha aiutato a farmi dei punti più precisi su ciò che posso aspirare ad essere, per esempio.
2) Io, ho quasi trent’anni, ho lavorato in fabbrica, in cave di cemento e in cantieri, sempre per ultimo e sempre ad aiutare chi ne sapeva più di me, ma così si fà esperienza! un giorno per il mondo del lavoro la mia esperienza non è più valsa nulla e le agenzie del lavoro mi hanno consigliato vivamente di continuare a studiare, di giorno facevo lavori saltuari e di sera andavo a scuola così mi sono preso il diploma, sono andato in agenzia e mi hanno gentilmente detto che con il titolo da ragioniere potevo “pulirmici il sedere”, e che se volevo trovare lavoro dovevo avere 50 anni di esperienza con 1523 patenti del “super pippo so far tutto io” oppure prendermi una Laurea, alchè ho chiesto a questi gentili signori come funziona il meccanismo del “cerchiamo personale con trent’anni di esperienza ma non assumiamo nessuno per farti fare esperienza”, la risposta è stata “boh io il lavoro l’ho.”
Matteo
proprio oggi ascoltavo in televisione la storia di una donna che aveva superato un concorso per poter fare il chirurgo in un ospedale degli Abruzzi. Prima in graduatoria, alle prove di ammissione si era rivelata un’ eccellente medico e nel suo curriculum vantava una lunga e brillante esperienza lavorativa all’ estero ( in Francia, per la precisione ). Cosa ha trovato tornando in ITAGLIA ? dopo aver superato il concorso è stata ingiustamente rimpiazzata da un tizio che nelle graduatorie era arrivato dopo di lei, ma che PERO’ era raccomandato, mobbing e cattiverie continue sul posto di lavoro, mancato riconoscimento delle sue capacità e del valore del suo operato. Alla fine questa poveretta per la grande delusione si è suicidata. E’ chiaro che in questo paese il sistema è marcio alla radice. e il marcio sta AI PIANI ALTI. Non sono marci quei poveracci che per campare si adattano ad espedienti!
Soluzione?
Soluzione? In casi come quelli descritti va applicato rigorosamente il principo giuslavoristico che trova i suoi fondamenti nel teorema del Menga o, al limite, ci si deve accontentare del portato della legge di Gay-Lussac.
Mi piace che l’italiano medio denigri sempre ciò che non conosce.
Nessuno vuole vendere SEO qui sopra, raccontavo solo una esperienza perché pensavo di essere utile a qualcuno. Ingenuità.
Un giovane professionista senza nessuno che lo spinghi non ha modo di farsi conoscere nel mondo del lavoro perché è tutto già occupato dai vecchi baroni.
Qual’è allora la soluzione?
Io ci sono arrivato nel 2008: sito internet nel quale offro i miei servigi + SEO per farmi trovare.
Non riesco proprio a capire cosa ci sia da denigrare.
Tante volte ci manca un po di estro e un po d intraprendenza; è anche per questo che tanta gente è senza lavoro.
E dato che mi occupo anche di Risorse Umane, non è che è solo colpa del sistema se tanti ragazzi sono senza occupazione.
saluti
Alfa, la soluzione mi sembra chiara e ovvia: non avere più interessi pratici, di nessun tipo, in questo paese. Chi ha titoli e capacità deve cercare lavoro fuori da qui. Oppure, se ci si riesce, guadagnare tutto al nero ed essere INESISTENTE per lo Stato italiano. Questa Nazione ( ma penso a poco a poco anche il resto d’ Europa ) è destinata a sprofondare nella sua stessa melma e secondo me non c’è alcuna possibilità di ritorno. Bisogna dire comunque che questo dipende in larga parte da un popolo bue che anzichè ribellarsi a tutto questo tace, e subisce il volere dei potenti ( che faranno SEMPRE E SOLO i loro interessi ) e crede a tutto ciò che gli viene propinato dai mass media di regime ( quelli controllati dai nostri governi ). Qui in Italia ci troviamo a combattere una guerra futuristica ( la globalizzazione ) con mezzi arcaici ( la mentalità e la cultura che ci sono qui da noi ). Ti pare che chi resta legato a questo paese potrà salvarsi ?..
Soluzione?fino a un po di tempo fa era possibile lavorare gratis dal nostro amico cerco ingegneri ma dopo averlo strapazzato per benino se ne sono perse le tracce comunque un è detto se te tu provi l’è ancora li
Salve a tutti;
Beh, complimenti per l’idea! Ho trovato questa lettera aperta, così come la maggior parte dei commenti, molto interessante.
Se non faccio torto a nessuno vorrei permettermi di fare un piccolo sondaggio. Prima, però, sono costretto a tediarvi con una piccola introduzione per farvi centrare il nocciolo della questione:
Sono uno studente di 27 anni iscritto ad un corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica. Da qualche mese sto valutando l’ipotesi di ritirarmi e cercare lavoro con la Laurea triennale (sempre in Ingegneria Meccanica); ovviamente mi ritirerei dopo aver trovato qualcosa di tangibile ma cercare occupazione di per sé è già un lavoro che sottrae ulteriori ore allo studio (ne so qualcosa da esperienze lavorative pregresse).
I motivi che mi spingono al ritiro sono essenzialmente 3 (per di più collegati tra loro):
1)
Sto realizzando che, in realtà, sono maggiormente attratto dal settore gestionale (totalmente estraneo ai miei studi) o da altre attività per le quali non è strettamente richiesta una laurea magistrale. Ebbene si, un Ingegnere a cui non piace progettare e vivere davanti alle analisi FEM.
NB: Provengo da un Istituto Tecnico.
2)
Non ho più ne la freschezza, ne la voglia di studiare ore ed ore come un tempo.
Perché?
Perché non mi interessano le materie di studio;
Perché le vedo troppo teoriche;
Perché non vorrei fare quel tipo di lavoro (vedi sopra);
Perché dovendo studiare la sera e nei fine settimana non ho il tempo da dedicare ad un hobby che potrebbe divenire una fonte secondaria di reddito
3)
Sebbene non sono assolutamente l’unico (e neppure uno dei pochi) a girare ancora in Università a 27 anni suonati, mi sto convincendo che è ora di iniziare a produrre e rendersi autonomi. Per come sono fatto, finché vengo foraggiato da mamma e papà, rinuncio a tante piccole e grandi cose lasciando in famiglia i soldi che guadagno da lavori secondari. In pratica non Vivo; mi limito a sopravvivere.
Premesso questo, veniamo al sondaggio:
Quanti di voi hanno concluso la loro carriera accademica con la Laurea triennale e possono dire di aver trovato un’occupazione soddisfacente a livello personale?
Con soddisfacente intendo qualcosa riguardante i propri studi, anche se solo marginalmente, con possibilità di crescita professionale ed economica in futuro.
Tendenzialmente mi piacerebbe sentire gli Ingegneri in ambito Industriale (più affini al mio) e laureati in questi ultimi anni, dato che le dinamiche nel mondo del lavoro cambiano col passare degli anni. Essendo una scelta di vita irreversibile (o quasi), vorrei sentire il maggior numero di pareri prima di lanciarmi in una direzione piuttosto che in altre.
Mi scuso se mi sono dilungato eccessivamente; ad ogni modo l’amico qui sotto dice che mi rimarrebbero ancora 190 caratteri.
L’ingegnere che abita sotto casa mia,
gli sono caduti tutti i capelli,
Si e’ laureato a 32 anni, ma divertimento e fica = 0.
Il pizzaiolo invece e’ la 4 volvo che cambia in meno di 3 anni.
ora a 28 anni fa il gestore di 3 locali
sul lungomare, e’ pieno di fighe, e guadagna
come un nababbo.
Qualcuno dira’ allora che la laurea conta ancora qualcosa ?
Assolutamente no, perche’ troverai tante
signorine laureate 110/110 nelle waccate
piu’ assurde, tipo scienze in spaghetti
all’ amatriciana, che saranno dottoresse
in meno tempo e con voti piu alti dei tuoi.
e che otterranno un posto migliore del tuo,
con uno stipendio piu alto.
per quanto poco possa valere il mio commento, mi sentirei di esprimere due cose per chi, come me poco tempo fa, cercava di farsi un idea su internet per cosa fare dopo il diploma:
sono un perito meccanico iscritto al primo anno di Ingeneria al Politecnico di Torino (probabilmente sceglierò il ramo Meccanico) e guardando sia i miei amici in prossimità di laurea che gli ex compagni in cerca di lavoro, posso solo consigliarvi di NON ASCOLTARE NESSUNO quando si tratta di scelte così importanti e personali. Intanto non esiste nessuna formula di buona occupazione di questi tempi. Considerate i fatti e PROVATE tutto quello che vi è concesso tentare.
Nessuna laurea ti assicura un futuro (tantomeno una presa con 2 anni di ritardo) ma di sicuro se ci si laurea in tempo in un percorso come ingegneria, state pur certi che avrete buonissime probabilità di ottenerne qualcosa di buono.. magari non in italia e magari non subito.
Il problema che tratta il testo sta nel fatto che quando si parla di lavoro, tante persone credono in qualcosa che gli sia DOVUTO, SU MISURA, COMODO E BEN RETRIBUITO GIÀ AL PRIMO STIPENDIO… E CHE SOPRATTUTTO basti presentare domanda qua e la per ottenere un contratto indeterminato, aggiustati tutta la vita e con poca fatica. Ma basta ragionare sul concetto di retribuzione per capire che vieni pagato sulla base di quello che sai fare, e se non hai mai lavorato cosa ne sa chi ti assume di quello che sai fare? Ed in primis se vali la spesa?
Per il poco che ho studiato fin’ora posso confermare che ingegneria NON È FACILE, se pensate di entraci con l’idea di sgobbare un po per poi stare tranquilli dopo 5 anni, mi spiace ma ha ragione l’autore (anche perché gli anni potrebbero diventare 6 o 7 o 8 ecc..). Ma, se come nel mio caso, i vostri genitori sarebbero contenti di pagarvi gli studi… allora vi consiglierei di tentare se siete indecisi, perché non c’è altro modo di rendervi conto di cosa sia l’università. Per quanto riguarda le probabilità di un impiego nella zona in cui vivete, l’unico modo sta nel farsi conoscere prima ancora di laurearsi (o di diplomarsi nel caso dei periti).. Facendo Stage e presentando domande di tirocini nei periodi di studio. Si lavorerà gratis per un po, ma nel peggiore dei casi si guadagnerà esperienza in CV.
l’ultimo commento è di una banalità impressionante. ma che hai 15 anni
Caro ingegnere.
Le posso dire che una laurea in ingegneria
E’ un fiore all’occhiello.
Detto questo le dico che l’italia e’ un paese di trafficoni, di semianalfabeti, di falsi cattolici,di prostitute,di logorroici,
E…. di raccomandati.
Non si faccia illusioni.
In italia solo i peggiori vanno avanti.
E perche’?
Perche’ le persone piu’ limpide,piu’ umili,piu’chiare sono emarginate.
Queste sono le palme che sono venute in continente come diceva leonardo sciascia.
Io sono di torino e le dico caro ingegnmere che qui a torino,prima che arrivassero le palme contava solo il merito.
Adesso qui atorino non si parla piu’ piemontese ma si parla il linguaggio della mafiia.
Maledetto garibaldi.
In realtà non centra Garibaldi, i mali dell’Itaia contemporanea sono i mali che Piemonte aveva nell’800 e che sono stati poi esportati in tutta Italia quando lo staterello, per giochi geopolitici internazionali, ha conquistato gli altri stati autonomi italiani.
Si informi.
ritornando al tema “laurea in Ingegneria”..ho preso la laurea con non pochi sacrifici. l’ho fatto per me e anche per gli altri, pensavo potesse servire là fuori. In realtà qui non serve a nessuno e tanto meno è servita a me. Vi dico cosa conta in Italia: bella presenza (sia donne ma soprattutto uomini), conoscenze, famiglia di appartenenza. se hai tutte queste caratteristiche e poi ci metti una laurea..be poi sei dio in terra e tutti ti adorano. tutti sapranno che vali e sarai un leader. nà tristezza senza fine
Mixer, ma prima di fare i sacrifici non ti eri informato che stavi per buttare anni nel cesso? E che vuol dire che lo hai fatto “anche per gli altri”? A chi volevi che interessasse?
Innanzitutto mi complimento con l’autore della lettera: capisco sia la rabbia che lo sfogo essendo anche io, ventisettenne neolaureato, nella stessa situazione. Detto questo da buon ingegnere provo ad analizzare la situazione assieme a voi cari colleghi e non. Intanto va fatta una premessa: le opportunità occupazionali non sono le stesse per tutti gli ingegneri. Infatti chi ha una laurea in ingegneria meccanica o gestionale ha molte più opportunità, basta guardare le offerte di lavoro in giro per rendersene conto.
Io faccio parte del ramo Civile, e qui è davvero tragica la situazione.. In questi mesi ho fatto vita da inoccupato cercando di capire la situazione e come trovare sbocchi lavorativi e direi che il tutto si può riassumere in 3 punti chiave facendo riferimento a esperienze personali, racconti di amici e colleghi, girovagare su internet ecc ecc:
1) Trovare uno studio tramite parenti o conoscenti: è la via più semplice per iniziare a lavorare e fare esperienza. Non è male in previsione di concorsi futuri, ma ci sono due problemi principali.. Il primo ovviamente è che se non hai conoscenze nel giro resti fuori e il secondo è che non verrai pagato. Al massimo ti dovrai accontentare di pochi spicci perché il proprietario dello studio considera l’esperienza come merce di scambio. Quindi a meno che non si accede ad un posto lavorativo dove si può usufruire di questa esperienza, o si tiene duro anni e anni per poi mettersi in proprio, si rischia di rimanere imprigionati in un vicolo cieco;
2) Master.. Ormai in questo paese la formazione la paghi e tanto, e se si hanno i soldi e la voglia di studiare ci si può imbarcare in questa avventura. Dove però non è garantito il posto a fine corsa, rischiando di restare a mani vuote dopo un notevole impiego di soldi e tempo;
3) Restare inattivi mandando in giro CV per poi rassegnarsi e andare all’estero. Quello che sta capitando a me e tanti altri. La cosa incredibile è che ora come ora è quasi impossibile già accedere ad un colloquio o un concorso (vedi ad esempio quello della scuola), figuriamoci ad un posto di lavoro! Dopo diversi mesi dalla mia laurea farei anche uno stage gratis o scarsamente retribuito ma non se ne trovano nemmeno come dice bene anche l’autore della lettera. Alla faccia di chi dice che l’Italia sta “rialzando la testa” o che la disoccupazione scende.. Ormai la figura dell’ingegnere è sottopagata e in estinzione da noi, e prima o poi anche io come tanti altri dovrò emigrare…
Avanti avanti ….. date retta all’incapace lazzarone angwhy. Cosa vuoi strapazzare? nemmeno le uova sai strapazzare. un ingegnere l’ho trovato. E’ talmente gratuita la sua prestazione che in dieci mesi si è pure comprato l’auto nuova, ha girato il mondo, i manager dei miei clienti mi spediscono mail di encomio, e la banca gli ha concesso il mutuo che aveva chiesto, quando ha letto il nome del datore di lavoro sull busta paga, per tua somma invidia rimbambito, sopra c’è scritto contratto a tempo indeterminato. Sono molto fiducioso nelle sue competenze, ma soprattuto nelle sue qualità umane. Ora sto cercando un collega da affiancargli. tu, (la minuscola è totalmete voluta) continua pure a dare sfoggio della tua inconsistenza. Agli altri che scrivono qui sopra un’esortazione ad allontanarlo dalla discussione, rovina la vostra rispettabilissima categoria. Candidati preparati e motivati cercasi!
Ah sei tornato!si vede che non ne hai avuto abbastanza.rispettabilissima categoria..ma ti ascolti quando parli.sei ridicolo!
Come ha fatto notare giustamente qualcuno, dipende molto da quale laurea possiedi in ingegneria.
Ci sono troppi ingegneri civili-ambientali.
Gli unici che hanno vita facile sono gli industriali perché ce ne sono relativamente.
Ovvio che essendoci troppa offerta e poca richiesta nel settore edile.
Dipende poi dove vivi.
Se risiedi in una zona dove non c’è industria ma solo turismo,
poco ti servirà anche la laurea in ingegneria industriale.
Occorre sapersi riciclare al di fuori del proprio settore.
Mi ricordo un geologo che è andato a fare l’amministratore di condominio.
Bisognerebbe, prima di scegliere quale corso di laurea frequentare, prevedere cosa richiede e richiederà il mercato del lavoro.
Il detto: “bisogna scegliere ciò che piace” è da stupidi.
Puoi anche essere potenzialmente un buon ingegnere ma se non ci sono opportunità di lavoro l’ingegnere non lo farai mai
Angwhy battezzato come “rimbambito” da un ingegnere. Questo è il colmo!
255
Yog – 24 novembre 2015 15:20
Non sono affatto convinto che i cuochi, baristi e trafficoni siano più facili da governare degli ingegneri…
ahahahahahahahah bellissima e vera!
il mio ex marito è ingegggggnere… è come un prete, come un catechizzato, vedono il mondo fatto di formule e se qualquadra non cosa non riescono più a capirci un caspio!
studiano tanto per restare beoti… mah!!!!
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GG – 26 giugno 2015 11:49
cari ingegneri convertitevi al neomalthusianesimo… almeno finchè non prenderà connotazioni politiche di destra o di sinistra.
La politica italiana rovina sempre tutto quello che tocca.
Gli stessi film interstellar e Snowpiercer si basano su una storia con forti connotazioni di limite delle risorse fossili e di conseguenza impossibilità di una crescita infinita, base dell’economia moderna, specie per chi fa progettazione di nuovi mezzi per l’umanità.
bellissimo post, l’UNICO davvero LUCIDO
cosa azzo studiate a fare che le risorse minerarie sono in esaurimento e la domanda è esponenziale???
finiti i metalli possiamo tornare alla clava di pietra
non ce n’è più per NESSUNO inutile illudersi
https://it.wikipedia.org/wiki/Neo-malthusianesimo
@xyz
Verissimo ciò che dici ma va anche detto che laurearsi in ingegneria non è roba da poco, e solitamente ci si impiega un po’ di più rispetto ad altre tipologie di laurea. Quindi passano anni ed anni e quindi l’orientamento futuro del mercato del lavoro è davvero difficile da prevedere. Quando mi sono iscritto ancora non c’era la crisi, o comunque non era così forte, il settore civile-ambientale andava forte ma poi nel giro di pochi anni è cambiato tutto, e una mancata politica di rilancio sul mercato edile ha portato tutto allo sfascio… Se potessi tornare indietro sceglierei ingegneria gestionale o meccanica, perché come dici tu al giorno d’oggi è una chimera pensare di fare “ciò che ci piace”, ma bisogna tenere conto che il mondo è in continua evoluzione. E l’Italia a questa continua evoluzione risponde restando immobile… Non voglio fare (ne mi interessano) discorsi politici ma i dati sulla disoccupazione, giovanile in primis, sono chiari e sotto gli occhi di tutti. Se poi ci si aggiunge che si va in pensione sempre più tardi e quindi non c’è un adeguato ricambio allora non resta davvero che andare via dal paese!
In realtà dovrebbero dirlo quando ci si iscrive all’università in ingegneria: esistono solo due categorie di ingegneri.
Gli ingegneri che si procurano i lavori, aprono studi e guadagnano una pacca di soldi come manager, facendo come lavoro telefonate ad amici, parenti, politici, fornitori, bandi, … tutto il giorno, passando il lavoro a collaboratori sotto falsa partita IVA da spremere fino all’osso con paghe ridicole, e tempi frenetici di consegna, persone da ricattare grazie alla mancanza di diritti ed alla costante minaccia di prendere qualcun altro, e schiavi che lavoreranno come muli 12 ore al giorno, festivi inclusi per paghe ridicole, rovinando la propria salute e relazione ragazza/moglie/marito/ragazzo.
Appalti di centinaia di migliaia di euro saranno presi da grosse società che li spacchetteranno in sub appalti che verranno divisi in sub appalti che verranno dati a gente in stage o falsa partita iva, che lavorerà per un centesimo del valore dell’appalto, il tutto perchè lo schema nutre tutta la piramide, con gli schiavetti che si rompono il gulo dalle 7 della mattina a mezzanotte per consegnare entro i termini previsti.
Diciamo che l’essenza del liberismo la si vede nella progettazione ingegneristica, non che altre forme siano migliori, ma dalla crisi del 2008 ha raggiunto l’apice e chi se ne rende conto e rientra nella classe degli schiavi, ne sarà disgustato.
Prostratevi all’evidenza.
@cerco ingegneri – Mio caro nella vita biogna avere anche tanto e tanto culo.
L’università è spesso e volentieri paragonabil ad un rally dove chi ha l’auto migliore vince indipendentemente dalla bravura del guidatore.
A volte fa capolino anche il voto di laurea, io posso dire che con 97/110 ( e non perchè sono stupido ma perchè con equitalia a casa e senza essere figlio di papà tra una situazione esplosiva e na mancanza cronica di soldi dovevo combattere sia contro i baroni universiatari e sono quelli che rovinano le persone sia contro lo squallore di chi vive nella provincia del sud Italia) ebbi la fortuna di essere considerato da 2 societa del settore oil and gas 2 meravigliose multinazionali che mi hanno fatto rescere sia professionalmente che umanamente.
Purtroppo con la crisi del settore petrolifero abbiamo tutti perso il lavoro ho provato a riciclarmi in più modi ma niente, non ti chiamano, non ti considerano e se ne sbattono anche i co...... del fatto che magari hai 30 anni e hai esperienza nel settore.
La varità è ch ad oggi per poter far pure un uovo devi avere o un culo esagerato o delle buone conoscenze (e le ho apprese nel mondo del lavoro dove nipoti di e figli di avevano “il posto” per quel motivo e non per merito,
poi incontri un tuo ex collega universitario che è stato fortunato a far il master in tecnip a diventare uno start up engineer e si gira il mondo guadagnano anche bene (ma con una vita sacrificata che a lui sta bene)
La situazione è triste. Puoi essere motivato quanto ti pare ma se non ci sono persone pronte ad investire su di te e con la situazione economica di oggi, resti a casa.
Ah di grazia io parlo (perchè ho sempre puntato alla formazione) fluentemente sia francese che inglese, ad oggi l’unica speranza che ho è emigrare dai parenti all’estero ma chi non ha questa fortuna sappia che qui sarà sempre peggio e se mi permetti, invece di chiamare l’autore della lettera lazzarone ringrazia il padre eterno che per una questione di casi della vita lui è a spasso e magari tu stai lavorando.