Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!
di
Daniel85
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) . Scrivo questa lettera,...
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Data di pubblicazione: 17 Aprile 2012
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Non esiste nessuna laurea che garantisce di trovare subito un lavoro importante perche, ve lo dovete ficcare in testa: IL LAVORO NON SI CERCA, bensì si SCEGLIE. Si passa un po’di tempo a prepararsi (scuola? università? corso professionale?) e poi si comincia: all’inizio con poche responsabilità e poi, col tempo, sempre maggiori. Se uno ha scelto di fare l’ingegnere come lavoro, la laurea ingegneria è imprescindibile! Senza questa uno non può nemmeno proporsi per quel ruolo. É fuori dubbio che firmare il primo contratto è molto difficile, ma bisogna farlo solo una volta… ci siamo passati tutti! Sono certo che l’autore di questa lettera a questo punto, dopo aver fatto le sue esperienze, se la passi bene. Quando ha scritto ha commesso due errori 1)aspettarsi che a 27 anni gli avrebbero steso i tappeti rossi solo perché aveva la laurea 2) perdere subito la speranza, dopo pochi colloqui
In merito all’ultimo commento ti posso dire che un ingegnere (civile/edile/architettura), che lavora in una azienda come dipendente (lavoro di ufficio/progettazione, acquisti, manutenzione, commerciale, ecc) anche se con 10 anni di esperienza (mia esperienza) difficilmente guadagna uno stipendio superiore ai 1700 euro al mese. Basta vedere i vari ccnl.
Tra un laureato ed un diplomato la differenza è minima o addirittura nulla.
Se poi sei un libero professionista bhe lì il discorso dipende da tantissime variabili.
Ho molti colleghi che hanno abbandonato ed hanno deciso di dedicarsi ad altro (turismo, bar, ecc).
Il mondo del lavoro è cambiato. Vale la regola benefici/costo. Se poi si aggiungono i mantra di molti direttori che dicono che gli ingegneri devono saper risolvere i problemi altrimenti che li assumo a fare… beh rimane poco da lasciare alla fortuna…
“Le storielle del CV ben scritto sono solo specchietti delle allodole, dietro cui recruiters laureati in psicologia, che non sanno nulla di ingegneria, nascondono la loro incapacità di selezione.” Frase da incorniciare! Ormai siamo a livelli di “culto del cargo” e esistono anche corsi FINANZIATI PUBBLICAMENTE in cui si insegna ai poveri disoccupati che devono usare un certo tipo di font, lasciare tot di margine, occupare max pagine….un delirio collettivo!
L’Italia non é un paese fatto per lavorare e gli Italiani (con l’esclusione di pochissime eccezioni) sono pigri e non hanno voglia di impegnarsi.
A differenza di altri paesi, dove le persone si sacrificano fin da piccole per costruirsi un futuro, l’italiano medio é abituato a vivere comodamente ed a procrastinare. La sigaretta, la pausetta, l’aperitivo, il cellulare, la mamma che ti fa da mangiare, ti lava i vestiti e ti rifà il letto, l’auto e la casa comprate con i soldi di mamma e papà.
Il mio consiglio: restate in Italia e godetevi il buon cibo, l’arte, la cultura, il paesaggio.
Se invece avete veramente voglia di lavorare, ci sono molti paesi dove cercano ingegneri volenterosi ma dovrete avere la grinta di lottare contro altri concorrenti estremamente motivati.
L’ingegneria grazie al decreto bersani che ha rimosso i minimi professionali ora è divisa in ingegneri che hanno conoscenze (politiche od in aziende), si procurano contratti, fondano studi professionali e scelgono quanto guadagnare al mese (anche 8.000-12.000 euro lordi) ed ingegneri che in realtà fanno quel lavoro e dopo 5-10 anni guadagnano ancora 1200 euro lordi al mese in regime forfettario.
No, ingegneria non ha bisogno del salario minimo o di bilanci societari in chiaro accessibili a tutti.
Siamo una categoria di colti babbei che si fott@no fra di loro.
Capisco che ci sia dello sconforto in effetti l’andamento generale non è dei migliori, da un pò di tempo a questa parte. Io da parte mia ho sempre stimato chi porta avanti una Laurea Seria, in modo serio come Ingegneria, avete un sacco di fisica, matematica, integrali doppi e tripli, equazioni differenziali del primo e secondo ordine, appartenete ad una categoria rara di popolazione, non lasciate che lo smarrimento per una crisi, vi svilisca al punto da pensare “mi pento di aver fatto ingegneria” perchè il mondo intero si regge su di Voi…
Altro punto: Capisco che le prime esperienze siano sotto l’ala di un “Anziano e navigato”, ma la prerogativa propria dell’Ingegnere, forse più dell’Architetto, sarebbe proprio quella di essere professionista alle dipendenze di sè stesso, e non stare in eterno come Ingegnere alle dipendenze di qualcuno, secondo me almeno…
Tutti gli Ingegneri che ho conosciuto, specialmente quelli italiani, sono sempre professionisti
…professionisti autonomi, non mi è mai capitato un Ingegnere che fosse dipendente, anche i più giovani sono autonomi, e naturalmente con fatica, si sono guadagnati la professione. Quindi non vedo perchè non debba capitare anche ad altri, che studiano questa Laurea Seria, in modo Serio, diventando loro stessi l’emblema della Serietà.
ma per piacere, post riforma Bersani che ha tolto i minimi professionali, trasformando la professione tecnica in una catena di montaggio, nel mondo delle professioni esistono due tipi di ingegneri: quelli con contatti (imprenditoriali o politic) che procurano contratti e di solito sono quelli in proprio che hanno page sopra 2.000 euro e gli schiavi con falsa partita iva che lavorano come dipendenti presso chi procura contratti e di fatto sono i veri ingegneri che progettano da servitù della gleba.
Anche il mondo della matematica, integrali doppi, statica grafica e parte della formazione teorica conta poco. Tutto è sostituito da software con licenze dai costi assurdi da cambiare ogni 1/2 anni con formazione/esperienza tecnica a validare che il software non spari cifre a caso.
Certo sempre meglio che vendere contratti a cottimo porta a porta per qualche società di telefonia o società privata dell’energia.
Svegliatevi, il mondo del lavoro precario ha distrutto il paese. Ingegneria inclusa.
E che, sarebbe tanta roba una paga di 2000 euro? Raga ascoltate me: LAUREATEVI IN INGEGNERIA, imparate BENE l’inglese e cominciate a viaggiare. Andate dovunque ci sia un progetto di taglia degna di nota. Il lavoro è tosto ma i problemi di soldi saranno solo un ricordo. L’idea dello studio di ingegneria aperto nella città di nascita, con il lavoro che ti viene a cercare, è inapplicabile agli anni 2000… Forse negli anni 70 si faceva la grana così! MUOVETEVI, c’è tanto da fare
Bravo Eugen, oggi i confini non sono piu quelli del paesello, e a malapena quelli europei. I pollai li fanno abusivi, non chiamano manco il “geometro”.
Se avessi avuto più palle avrei raccimolato prima i soldi per partire per la Scozia e laurearmi o li o a Londra. A Londra ho finito un MBA pagato dal governo, adesso sto restituendo i soldi perché guadagno oltre 25000 £. Adesso lavoro in un’università. Dal supporto studenti ho avuto una promozione come Resourcing Administrator, adesso sto nell’ufficio finanza come Accounts Assistant. Se supero i 6 mesi di prova, mi sponsorizzano un secondo master in Accounting & Finance. In Italia invece una volta morti i miei genitori finirei a mangiare alla Caritas. Qui in UK ci sono opportunità lavorative che in Italia sono fantascienza. Per la pensione andrò o in Croazia o in Grecia (Santorini, Creta, Mykonos). Sto studiando la lingua greca.