Laurea. Serve o non serve?
Riferimento alla lettera:
Anche stavolta mi tocca rispondere con una lettera all'utente Suzanne, relativamente all'argomento "laurea" dibattuto in altro topic, in quanto non avrei potuto esporre adeguatamente il mio discorso per mancanza di caratteri, e comunque si stava andando fuori tema rispetto a quell'altra lettera. Secondo quanto afferma Suzanne, chi come me non...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 17 Novembre 2024
L'autore ha condiviso 19 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore maria grazia.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Scuola
426 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Se scrivo: “Fumare fa male o non fa male? Esistono fumatori che fumano tutta la vita senza ammalarsi di tumori ai polmoni e, per contro, non fumatori che si ammalano”.
Scrivendo così intendo dire che il fumo non ha grosse ripercussioni sulla salute, anche se non lo ho detto esplicitamente. Il concetto è quello. Dai, Max.
Allora, precisiamo per dovere di cronaca che la lettera in questione è stata proprio scritta in tono polemico nei miei confronti ( essendo tra l’altro esplicitamente citata in apertura) volendo svalutare i miei titoli e, per farlo, si è scritta una supercazzola farcita di banalità da una parte e falsità dall’altra.
È lapalissiano che ci siano mansioni che non richiedono la laurea (off topic) e altrettanto sciocco ribadire l’ovvietà che ci siano laureati incompetenti. Il punto è se una persona possa trarre benefici e vantaggi dal conseguimento di una laurea e la risposta è sí per molteplici motivi: umani, cognitivi, di ridimensionamento del proprio sé, capacità di critica, skills nella cooperazione con gli altri ecc… Purtroppo quando si fanno battaglie per colpire qualcuno o per autoassolversi (anche se non richiesto) si finisce colpiti e affondati.
Ciao Max.
Ehh Trader, sai quante volte si è sgamata da sola sui suoi multinick? Ormai ho perso il conto. Non è il suo.
“Il punto è se una persona possa trarre benefici e vantaggi dal conseguimento di una laurea e la risposta è sí per molteplici motivi: umani, cognitivi, di ridimensionamento del proprio sé, capacità di critica, skills nella cooperazione con gli altri”
Suzanne, direi che nel tuo caso questi benefici e vantaggi non sono pervenuti. Del resto qui non sei l’unica.
L’affermazione secondo la quale questa lettera era rivolta esclusivamente a te è l’ennesima dimostrazione del tuo narcisismo. E per quanto riguarda i fake, ne potrei elencare tanti su cui tu e Trader non avete mai avuto nulla da ridire. Perché in quel caso vi facevano comodo.
Ipocriti. Oltre che mentalmente limitati.
Piuttosto Suzanne, la maggior parte degli studenti sostengono che la scuola di oggi e il suo corpo insegnanti fanno pena. Fatti qualche domanda.
@Trader e @Suzanne, perché perdete tempo con Maria Grazia? Ha già sentenziato che se vuole scrivere, scrive sul suo blog, ed inspiegabilmente la ritroviamo a dialogare nuovamente su LaD, che lei apertamente disprezza.
Quindi sragiona, non ragiona. Ignoratela. Così si eclisserà da sola.
Anonimo, hai perfettamente ragione.
Questa MG è di coccio ed è pure poco seria, perché è tornata qua, nonostante la sua promessa di non farsi più sentire. Forum che lei disprezza tanto, ma che continua a frequentare, snobbando il suo stesso sito. L’ipocrita è lei ed è pure visionaria: vede fake dappertutto, ma qua gli unici fake sono i suoi.
Tornando al discorso laurea, è evidente che questa lettera è stata aperta per il rosicamento di Stuntman di non avere una laurea a dispetto di Suzanne, che la schiaccia continuamente (spero che con queste affermazioni MG non si convinca che lo scrivente sia Suzanne).
Questa lettera ha lo scopo di sminuire Suzanne, non chiedersi se la laurea sia utile o inutile. E’ una lettera dai contenuti banali, in certi punti lapalissiani: per certi mestieri non occorre la laurea o che ci sono laureati scarsi. Ha scoperto l’acqua calda. Non sono chiare le sue conclusioni. Ha detto che
per formarsi, cioè per diventare un medico, un avvocato o un ingegnere (l’università è finalizzata a questo, perciò stiamo parlando di questo tipo di formazione) non occorre studiare centinaia di pagine di testi universitari, frequentare laboratori, lezioni di anatomia dal vivo, perché è sufficiente leggere qualche pagina di qualche sito su internet. Stessa cosa, guarda. Che serve osservare le viscere di un cadavere, che schifo, tanto basta vedere i disegni su un libro, no? Uguale. Leggo due pagine di wikipedia e, hoplà, divento medico. L’importante è aver fatto lavori umili. Lavando i piatti in ristorante si diventa medici?
“questa non è una lettera che vuole esortare a non laurearsi. Vuole solo invitare a fare delle riflessioni e ad abbandonare certi stupidi stereotipi.”
Non è chiaro quali siano le riflessioni e quali siano questi stereotipi. Che un medico è allo stesso livello dell’OSS che distribuisce i pasti all’ospedale? Boh, opinabile. Comunque lo stipendio è diverso.
https://www.youtube.com/watch?v=iysMvxjbU1I&ab_channel=CiaoInternet-MatteoFlora
Maria Grazia, ho ascoltato il video che ci hai appena proposto e questo dato OCSE già lo conoscevo. Peraltro io stesso ho avuto occasione di imbattermi in persone che appunto si sono dimostrate incapaci di soffermarsi su un testo che fosse un po’ complesso e di una certa lunghezza. Ovviamente, se il testo di cui parliamo è molto addentro in una materia specifica e magari è redatto in un linguaggio tecnico, la cosa è più che giustificata, ma molto meno lo è se si tratta di un testo di argomento generale e scritto in un linguaggio di livello magari un po’ elevato ma comunque non specifico. Ovviamente, pur con questi limiti, una persona con una laurea è più probabile che sia almeno un po’ meno sguarnita di una che non ce l’ha, ma questo non risolve certo il problema. A mio avviso, le radici di tutto questo sono da ricondursi nella svalutazione che, da molti anni e da molte parti, si è operata nei confronti della complessità e del tempo lento dell’approccio ai saperi..
Il continuo insistere sulla trasmissione di contenuti in forma ipersintetica, che occupi non più di un certo numero di caratteri, che venga subito al sodo, fa perdere di vista l’esigenza di concentrarsi e di perdere un po’ di tempo per comprendere l’argomento nei suoi diversi aspetti. A ciò si aggiunga l’esaltazione dell’apprendimento per schemi e immagini e non per concetti, che rischia di trasformare persino un corso di filosofia in una specie di battaglia navale. E infine troppe cose in troppo poco tempo. Già alle scuole elementari si viene subissati da una marea di progetti e attività varie, che creano più confusione che altro nella testa delle persone, che sembra ridotta a un cumulo di uova strapazzate. I contenuti e le competenze “nuove” dovrebbero essere trasmessi conservando il buono del “vecchio”, cioè la capacità di soffermarsi per comprendere, privilegiando la qualità rispetto alla quantità. Infine, avere il coraggio di scoraggiare gli incapaci e indolenti.
Peraltro, quando si parla di inutilità della laurea, generalmente si intende riferirsi alle lauree “non stem”, ovvero a quelle non scientifiche e, invece, di carattere umanistico. Ben inteso, io non mi permetto certo di sminuire il sapere scientifico, poiché senza scienza, tecnologia, economia e matematica non si va da nessuna parte. Ma anzitutto il mondo richiede, che piaccia o no, anche competenze di tipo umanistico, di relazione, di comprensione e di comunicazione, tant’è che chi ostenta disprezzo verso queste cose poi, chi sa come mai, quando deve scrivere una lettera chiede aiuto a me. Inoltre è proprio il sapere umanistico, almeno secondo me, che aiuta alla riflessione e all’approfondimento, perché porta a ragionare per concetti e a occuparsi di elementi più astratti e non solo del concreto (numeri, cose, dati di fatto ecc.)
Condivido la tua analisi Max. La scuola così come la comunicazione attuale, non stimolano lo studio approfondito, il soffermarsi sui concetti. E di conseguenza non favorisce il pensiero critico. Tutto questo genera un insieme di individui che hanno una formazione di tipo nozionistico, ma quel “sapere” non lo hanno interiorizzato e fatto proprio. La ragione per cui oggi molti non comprendono un testo scritto, per me comunque sta soprattutto nella mancanza di empatia, che è sempre più dilagante e più radicata nella società narcisistica in cui viviamo. Nessuno vuole più ascoltare nessuno, a tutti interessa solo esporre ( e imporre ) il proprio punto di vista, come se ci trovassimo in una competizione perenne, e così facendo si perde quel pezzo importantissimo nell’ interscambio che è il confronto.
Non c’è apertura, e in mancanza di questo non può esserci ovviamente comprensione.
https://youtu.be/8951d2lc8Ag?si=mWWXWKOAdll3Hs9P
Maria Grazia, ho ascoltato il video che hai proposto nel quale la prosopopea del “laureato” è messa al suo giusto posto dall’esaminatore, che si era prima presentato come anch’egli candidato, così da prendere l’altro in castagna. Io come ben sai sono diplomato di Liceo Classico nonché laureato in Filosofia, ma non ho mai posto in evidenza questi obiettivi, pur innegabili, per ottenere prestigio o agevolazioni, né nella vita personale né in quella lavorativa, tant’è che mi son sempre fatto chiamare col nome di battesimo e ho accettato qualunque mansione, purché potessi materialmente svolgerla senza eccessive difficoltà pratiche. La mia cultura, se ce l’ho, si fa notare nelle diverse occasioni nelle quali ho occasione di dimostrare di sapere di cosa sto parlando e questo può guadagnarmi, e me la guadagna, la stima di chi mi circonda. Quando parlo di utilità della laurea intendo dire che: (segue)
1. Che piaccia o no, la laurea essa è ciò che si è deciso che attesti la capacità di svolgere una determinata professione (non si può, ad esempio, far curare le persone a qualcuno che non abbia seguito un determinato percorso di studi medici ecc.) e 2. L’acquisizione di una laurea e lo studio che la rende possibile, possono aiutare a maturare quelle capacità di approfondimento che nella vita costituiscono sicuramente una marcia in più, sempre che, ovviamente, il tutto sia stato fatto con la serietà e la scrupolosità necessarie. In caso contrario, assistamo sì alla nascita di un laureato incompetente, che magari è riuscito a conseguire il titolo imparando a memoria ciò che gli occorreva ma non ha avuto la necessaria maturazione personale. E soprattutto: chi ha la VERA cultura è capace di essere modesto e non guardare gli altri dall’alto in basso, consapevole che ciò che sa è molto meno rispetto a ciò che ignora (già Socrate diceva che il vero sapiente è colui che sa di non sapere).
L’ultimo messaggio che ho scritto presenta alcune imprecisioni. Spero abbiate notato che si tratta di cose puramente materiali, dovute al fatto che l’ho scritto con una certa rapidità e ho dovuto effettuare alcuni rimaneggiamenti a causa della limitazione dei caratteri utilizzabili. Spero di essermi comunque fatto comprendere. Saluti cari e a presto.
Max, l’avevo già precisato ma lo ripeto: i miei interventi sull’ argomento NON hanno il fine di negare la necessità di avere una laurea per professioni nelle quali il detenere un titolo accademico è condizione sine qua non atta a svolgerle, come ad esempio quella di medico o di avvocato.
Quel video, inoltre, non era per rispondere a te. Ma ad altri che erano intervenuti in questa lettera con la stessa arroganza che ha mostrato l’ antagonista di quel filmato. Pensavo si fosse capito.
Esulando dalle situazioni professionali di cui sopra, continuo a non capire perché si dia per scontato che chi non possiede una laurea non possa comunque aver studiato e maturato una cultura di livello accademico anche se non ha frequentato ufficialmente gli atenei.
Sto parlando di CULTURA e non di esperienza professionale, visto che hai toccato questo punto. Qui però nei commenti prima del tuo si stava dicendo che un non laureato non potrebbe svolgere nessun tipo di lavoro che non siano le mansioni più umili e meno qualificate. Cosa che è un’ enorme boiata.
Maria Grazia, quello che tu volevi dire, io, ovviamente, l’avevo capito e mi trova sostanzialmente concorde, ma ho desiderato mettere un po’ d’ordine nei diversi aspetti della questione, dato che molti interventi mi sembrava fossero andati in direzioni decisamente fuorvianti rispetto all’organicità con cui l’argomento andava affrontato. Le mie affermazioni non volevano essere pertanto essere in risposta diretta e meno che mai in polemica nei tuoi confronti.
MG, certo che ci si può fare una cultura accademica da autodidatta, ma bisogna essere dei genii praticamente, perchè come ebbi modo di dire in altri momenti, se non hai una guida autorevole che ti indirizza e corregge, non hai punti di riferimento se non la tua sensazione. Uno come me, per esempio, che non ha fatto neppure le medie, ma l’Avviamento al Lavoro, ha sempre saputo che non bastava leggere i pur tanti libri e riviste specializzate che portava in casa (per fortuna) mio padre, perchè alcuni concetti non li capivo, poichè non avevo sviluppato un senso critico adeguato attraverso un “maestro” che lo aveva maturato attraverso i suoi studi e mi indirizzava per la sua materia con letture mirate. È scontato che se non avessi frequentato anche l’università non avrei la cultura che ho oggi, che mi ha consentito -attraverso una certa “forma mentis”- di operare scelte giuste anche in ambiti che non attengono alle materie che ho studiato, ed è solo la “formazione” che dà questi strumenti.
Certo che esistono tarelli laureati, ma quello dipende dalle dotazioni personali.
Di recente è tornato in voga il complotto delle Torri Gemelle con tutte le ipotesi non dimostrate ma “intuite” da tanti esperti che non hanno mai aperto un libro di Scienza delle Costruzioni, che sono certi delle loro “sensazioni”. Io ero a Istanbul quell’11 settembre, e nel gruppo di viaggio con cui giravo la Turchia, tutti si chiedevano come fosse possibile che un aereo potesse far crollare un grattacielo di 400 metri. Io avanzai l’ipotesi che 30mila litri di kerosene in fiamme produce un calore che supera i 1000 gradi Celcius, e l’acciaio di cui sono fatte le strutture di un grattacielo, già a 5/600 gradi entra in uno stato plastico che gli fa perdere tutte le caratteristiche meccaniche di progetto, e così collassare com’è poi successo. Bè, il giorno dopo sul Corriere, che arrivava in albergo, in un intervista, Leslie Robertson, il progettista di quelle strutture, diceva la stessa cosa. Il progettista neh?
Ma malgrado questo gli esperti “di tutto” sono convinti della loro ultima “diagnosi”: è un complotto. Tu sei il progettista? Non capisci niente!
Golem, ma oggi puoi trovare un mentore, un maestro, seguendo gli opportuni canali YouTube, o seguendo le sue pagine social. Puoi confrontarti con una pletore di luminari usando internet. Io comunico regolarmente con professionisti che hanno una laurea, e oltre a questo sono anche persone lucide, persone sveglie. Ovvio che chi utilizza il web solo per vedere scemenze non impara nulla.
E puoi interagire con gli altri utenti che seguono gli stessi canali, come avverrebbe in un ateneo fisico. Ma comunque gli stessi libri tradizionali offrono sempre il punto di vista personale dell’ autore, in modo da indurre il neofita alla riflessione. Stessa cosa il cinema di qualità.
Oggi chi è ignorante è perché VUOLE esserlo. E non perché non può acculturarsi o perché non è andato all’ Università.
Intanto nessuno ha ancora saputo rispondere alla mia domanda: cosa mancherebbe a me rispetto agli utenti laureati che sono intervenuti in questa discussione? Ditemelo, no. E vedrò di migliorarmi.
Hanno il senso del rispetto verso le opinioni altrui, che possono essere differenti dalle proprie. Se qualcuno ha opinioni diverse, non gli si fa una messa alla berlina su un blog terzo, dicendo che bisognerebbe fargli le scorregge sulla faccia, né fare poesie dedicate, dando dei co...... o delle teste di c..... Oltrettutto nessuno mette confusione e zizzazia proponendo suckpuppets e multi Nick, ti mancano tutte queste cose Maria Grazia. E se vuoi migliorare, puoi farlo rimuovendo i contenuti dal tuo blog. Specialmente quelli offensivi.
In ogni caso, il sapere Universitario, ammesso che tu o altri lo abbiano appreso in modo autodidatta, difficile ma non impossibile, pone una domanda fondamentale: come mai non ti ha aperto gli orizzonti? Anche ammesso che tu abbia ragione, dovresti avere delle vedute più ampie, più apertura mentale. Invece sei chiusa, e addirittura riporti link di video, ti pare che sia una cosa tipica di chi ha una formazione culturale profonda? Io credo di no.
Maria Grazia, io non so cosa ti manchi rispetto a una persona laureata, anzitutto perché delle materie di cui ti occupi ho una conoscenza sommaria e autodidattica per cui non posso sapere quale conoscenza in più ne avrebbe un laureato e poi perché riconosco che, rispetto alla media delle persone non laureate, hai un’apertura mentale e una capacità di approfondimento notevoli. I tuoi contributi pubblicati su YouTube li ritengo dei validi spunti di riflessione, dettati appunto dai tuoi approfondimenti e dalle tue riflessioni personali. Il punto è che, se a partire da essi tu volessi proporti come terapista o qualcosa del genere, la cosa per me sarebbe assai diversa e prima di mettermi nelle tue mani ci penserei non poco. E bada bene che non ne faccio una questione riguardante la tua persona: varrebbe per chiunque.
MG, con tutto il rispetto ma perchè continui con questa disputa? Tu ti esprimi bene, hai ottime proprietà di linguaggio, non passi inosservata, ma non mi puoi prendere un ciarlatano come Mazzucco -per fare un nome trainante- come riferimento autorevole riguardo certe tematiche come il Covid, le scie chimiche, il grafene, il 5G, le piramidi fatte dagli alieni e altre amenità del genere solo perchè va in modo opportunistico contro il sistema, e per questo ritenerlo un riferimento autorevole. Ci sono limiti che la razionalità e i dati di fatto impongono se alla radice c’è quel benedetto senso critico educato che è alimentato da determinate conoscenze, e che un università ha filtrato in secoli di selezione. Ripeto, se io non avessi studiato libri di Scienza delle Costruzioni forse non sarei mai arrivato a dedurre le cause di quel crollo, e nello stesso tempo la “ragione” priva di nozioni mi avrebbe potuto convincere all’idea di un sabotaggio. Perchè nel trovare una causa, avrei potuto attingere solo alla fantasia》
Il percorso di studi codificato è quello che ti richiede di occuparti in modo ordinato non solo di ciò che sul momento è in maggior consonanza con la tua sensibilità, ma di tutti gli aspetti della materia, anche quelli che ti riescono meno graditi. Inoltre, almeno per l’esercizio di certe professioni, si prevedono momenti di tirocinio, affiancati da veterani del mestiere, con relative attestazioni. Il tuo approccio è ottimo per aprire la mente e farsi un’idea, e come tale lo accetto e anzi gli tributo il mio plauso, ma non può, almeno secondo me, porti sullo stesso piano di chi ha compiuto studi più strutturati. Io stesso, dato che amo leggere e approfondire, cerco di costruirmi una mia opinione di massima un po’ su tutto e la esprimo anche: ma sono ben consapevole che ciascuno ha il suo mestiere e la sua specializzazione e queste qualità non si acquisiscono consultando libri o siti Internet sull’onda delle proprie pur legittime ispirazioni del momento.