Mi ha lasciato dopo 8 anni di convivenza
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti ho bisogno di qualche buon consiglio e forse di sfogarmi in quanto dopo 8 anni di convivenza la mia ragazza mi ha lasciato. Nell'ultimo periodo lei ha conosciuto un'altra persona ma mi ha assicurato che non è successo nulla, lei mi dice che il vero problema è...
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Data di pubblicazione: 1 Luglio 2010
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Categorie: - Amore
78 commenti
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sergio,
spectre,
o non mi sono spiegata affatto o voi tendete a capire quello che vi pare…
siete entrambi obnubilati dal fatto di essere stati lasciati, e leggete tutto con la vostra personale lente d’ingrandimento. sputando sentenze su vissuti altrui…
dovreste tener presente che chiunque sia stato lasciato non è del tutto scevro da colpe: poco o tanto, anche lui/lei ha contribuito all’evoluzione e alla conclusione della relazione (voi esclusi, naturalmente).
vi immagino giovani, duri e puri, ma non so se augurarvi o meno di non cambiare o di non dover vivere alcune esperienze nella realtà e non soltanto nell’immaginazione che avete di voi stessi…
“dovreste tener presente che chiunque sia stato lasciato non è del tutto scevro da colpe: poco o tanto, anche lui/lei ha contribuito all’evoluzione e alla conclusione della relazione”
cazzate…
Rossana il problema è che, almeno per quel che mi riguarda, sono lucidissimo e ti dico che io la penso così… non è che prima di essere mollato la pensassi diversamente.
io le persone come te che affollano questo blog non le capisco. quando il vostro discorso prende una piega che non vi piace, allora noi siamo bravi solo a sputare sentenze su fatti che non conosciamo.
però voi i fatti vostri venite quì a raccontarli e sicuramente non ve l’abbiamo chiesto noi… ma ahimè se qualcuno giudica allora non si capisce mai niente…
Ad ogni modo rigirandoti la frittata che tu stessa hai preparato e seguendo il tuo filo logico se quando si è lasciati si hanno delle colpe, vuol dire che se tuo marito ti ha tradita per 10 anni aveva le sue buone ragioni e che tu non eri una buona moglie… perchè come hai scritto tu stessa la colpa è di entrambi quando una storia va in malora…
rossana, tutto quello che dici poteva benissimo fermarsi ad un semplice:
“nemmeno a me è mai piaciuta quella mia scelta, fatta in quel modo”
ecco. tutto qui. Mi pare un’onestissima presa di coscienza. Tra l’altro io non ho detto nulla in merito al tradimento tuo, a questo o a quello, a chi è meglio o peggio tra te e lui. ho soltanto detto che la mia ammirazione (la mia, quindi chissà chi c.... sono io se per caso non ti dovessi ammirare? nessuno) va a chi affronta il dramma di una separazione da solo. Lì vedo il vero coraggio e sinceramente tifo per chi salta il fosso da solo. Se tu hai fatto diversamente… capita. È una mia opinione.
E ho detto che fai discorsi da 4 soldi perchè hai aggiunto tanto altro che sa solo da arrampicarsi sugli specchi e cercare di rispondere colpo su colpo, quando potevamo fermarci prima. Non ho sputato sentenze. Ho espresso opinioni e quel (lo ricopio ancora)
[…] si rompono gli indugi solo quando appare all’orizzonte un’altra opportunità che ai nostri occhi “vale la pena”, ci dà la spinta necessaria per affrontare la burrasca e porci su un altro cammino, che ci sembra migliore. […]
mi ha dato ai nervi. Lo so che accade. Lo so che non è facile fare nulla, ma potrò non vederlo di buon occhio?
E nn cercare di attaccarmi su improbabili visioni “obnubilate”, “gioventù”, “purezza” e superiorità che vedi tu ecc… perchè cn me sbagli mira. Se vuoi dimmi che sono stato secco e stronzo nel dire certe cose, ed allora ti dirò: “sì, vero, ma sai anche tu, perchè l’hai ammesso, che una parte di ragione ce l’ho pure io”.
sergio,
“se tuo marito ti ha tradita per 10 anni aveva le sue buone ragioni e che tu non eri una buona moglie… perchè come hai scritto tu stessa la colpa è di entrambi quando una storia va in malora…” – certo che sì, mai affermato il contrario… forse però la sua “punizione” nei miei confronti non era proporzionata alla mia parte di colpa… brutto essere lasciati ma forse anche peggio essere ingannati e feriti reiteratamente…
spectre,
non intendevo affatto arrampicarmi sugli specchi: intendevo soltanto mettere in evidenza uno dei motivi principali, secondo me, per spiegare l’assurdo tirare avanti di certe situazioni che non sono positive per nessuno degli interessati. tra noi mi pare ci sia essenzialmente una difficoltà di comunicazione, invalidata da parte di entrambi da opposti vissuti e, probabilmente, anche da una differenza d’età e di formazione.
a qualcuno può non interessare…
ad altri può dare fastidio o sembrare fuori tema…
essendo il forum libero, posto questo concetto di Osho, che a me è stato utile, nella speranza che possa essere di aiuto a chi ha sempre interesse a capire qualcosa in più dei propri sentimenti e di se stesso:
“Continuamente, nei secoli, è stato detto e ripetuto; tutti gli uomini di religione lo hanno detto: “A questo mondo veniamo soli, e soli ce ne andiamo.” Ogni unione è illusoria. L’idea stessa di essere insieme a qualcuno è frutto del nostro essere soli, e la solitudine ferisce. Nella relazione vogliamo annegare la nostra solitudine. Ecco perché ci coinvolgiamo tanto nell’amore. Cerca di capirlo: di solito pensi di esserti innamorato di una donna, o di esserti innamorata di un uomo perché l’altro è bello, perché l’altra è meravigliosa. Non è vero. La verità è esattamente l’opposto: ti sei innamorato perché non riesci a stare solo, l’innamoramento era inevitabile: in un modo o nell’altro avresti evitato te stesso. E ci sono persone che non si innamorano di uomini o donne si innamorano del denaro. Iniziano a giocare col denaro, oppure col potere, e diventano uomini politici. Anche questo è un evitare la propria solitudine. Se osservi un uomo, se ti osservi profondamente, rimarrai sorpreso: tutte le vostre attività possono essere ridotte a un’unica fonte. La motivazione all’origine del vostro agire è questa: avete paura della vostra solitudine. Ogni altra cosa è solo una scusa. La causa reale è che vi sentite estremamente soli.”
Rossana allora se avevi la tua bella parte di colpa perchè ti sei vendicata? per il reato reiterato di tuo marito?
Posso dirti come la penso?
Fregnacce
La vostra non era una famiglia sana, siete persone volubili. Tu e tuo marito non eravate fatti per il matrimonio, non avete promesso per la vita, ma giusto per quei momenti di festa…
E questa è la norma oramai…
Io non ti giudico semplicemente per chè della tua vita non mi interessa al pari della mia nei tuoi confronti.
Quello che però ti contesto è la ricerca di un set di scuse per rendere “onesto” il tuo gesto.
Io non condivido questi atteggiamenti.
grazie a sergio e a spectre,
che mi hanno fatta star male e indotta a rivivere nei dettagli interiori un tremendo episodio del mio passato (forse mai del tutto superato), ho potuto capire che se siamo trattati male dai nostri partner spesso questo avviene perchè non ci amiamo abbastanza. sì, lo so, che sto scoprendo l’acqua calda, ma una cosa è pensarlo mentalmente, altra è sentirlo nel profondo…
ho voluto esprimere questo concetto soggettivo, nell’intento che possa essere utile a qualcuno, per evitare in futuro che il dolore dell’abbandono si ripeta aumentando il più possibile l’amore e la cura di sè, oltre che la propria autostima.
è dolore per chi è lasciato ma a volte è dolore anche per chi lascia, soprattutto dopo un lungo periodo di convivenza… in entrambe le proiezioni bisognerebbe spesso essere capaci di amarsi di più!
Credo che in questo caso Osho ci abbia visto giusto.
Rossana, hai letto Sull’amore e la solitudione di Krishnamurti?
sergio,
1) non ho AFFATTO voluto vendicarmi: anzi, ho agito prendendomi la mia parte di colpa e di dolore… se non altro per il fallimento del matrimonio in sè e per gli anni della mia vita spesi inultilmente. hai una vaga idea di come ci si possa sentire, per di più con un bimbo innocente, che paga il prezzo più alto?
2) hai perfettamente ragione: io e mio marito non eravamo fatti per stare insieme (non so quanto lui o io fossimo fatti per il matrimonio, e direi che la questione è secondaria). ma tu credi che tutti quelli che davanti a un altare dicono sì siano maturi e sappiano a fondo quello che stanno facendo? e che tutti quelli che inziano una relazione siano consapevoli dei pro e dei contro che questa comporta?
3) ribadisco per l’ennesima volta: la mia scelta non era onesta, era soltanto UMANA, con tutti i limiti che questo aggettivo racchiude. quando quello che per me era vita, per il mio compagno era morte, e viceversa, credo proprio che, se anche fatta MALAMENTE, con poca grazia e poca classe, quella fosse da tempo la miglior alternativa. peccato che non avessi il coraggio di metterla in atto se qualcuno non mi avesse teso una mano!
concludo:
in queste decisioni estreme a volte si sbaglia nella forma, raramente nella sostanza.
non avevo alcun intento, almeno consapevole, di far passare per corretto un gesto sbagliato. perchè poi? e con chi?
ho avuto soltanto la malaugurata idea di voler dare una versione pratica di come si possano fare azioni scorrette, senza volerlo ma semplicemente perchè non si è capaci in quel momento di fare altrimenti.
capisco che su questo topic resto comunque dalla parte dei cattivi. e se i buoni non vogliono accettare che chi li lascia non sempre lo fa a cuor leggero e vogliono continuare a ritenersi immuni da colpe, non sarò certo io a volerli convincere del contrario.
Vabbè Rossana, quì i problemi sono altri…
se accusi, per tre risposte in croce, due perfetti sconosciuti di aver ricordato i tuoi episodi del passato… ANNAMO BENE.
Ti vorrei solo far notare come tu abbia usato i tuoi ricordi per reggere la tua tesi, la tua vita chi la conosce?
Sei tu ad aver scritto i dettagli ben prima che io e Spectre ti dicessimo che per noi avevai sbagliato, se no come potevamo dirlo?
Li hai riciclata tu stessa i tuoi ricordi.
Quindi per favore non fare la vittima dato che non serve.
Sinceramente non ritengo valga la pena continuare a rispondere se i toni devono essere questi, però scusami ti dovevo dire che questo tuo ultimo post è di un livello allucinante.
Di reiterato in te vedo solo un estremo vittimismo…
I soldi da 4 sono diventati 1…
ok, sergio: nessuna possibilità di comunicazione tra noi.
capita… non è che ci si possa capire sempre… ma non è che tu sia più bravo di me in comunicazione. il voto te lo do anch’io: ZERO!
PS: nessuna intenzione di essere vittma… semmai lo sono da sempre ma soltanto di me stessa!
libera,
mi fa piacere che tu abbia apprezzato il concetto di Osho. si può condividerlo o meno, del tutto o in parte, ma secondo me può essere utile conoscerlo…
non ho letto il libro che citi: purtroppo per me, non leggo quasi più niente di scritti d’autore. resto solo appassionata alle storie vere, raccontate dai protagonisti stessi, come a volta capita di leggerne qui… ad eccezione di quelle davvero banali…
qual’è il messaggio di fondo di quel libro che più ti è piaciuto? sempre se ne hai tratto uno…
cmq io non ho mai detto che rossana ha SBAGLIATO. ho detto, semmai, che preferisco altri atteggiamenti che per me sono più forti del lasciare avando dell’altro. se si legge, SE SI LEGGE, ho perfino scritto che questo mio ipotetico (per me) stato dell’arte, non è per nulla facile.
ah, io nn ho nemmeno mai detto di essere buono o nel giusto.
ho detto cosa VORREI vedere in giro e che nn vedo da “rossana”, “marco”, “andrea”, “pino” o chi volete voi.
Rossana,
la questione non è che io e te non ci capiamo.
Forse non hai capito che io non giudico te in quanto tale o in quanto donna cattiva, e non giudico il tuo gesto nella sua essenza, anzi, probabilemte se ti conoscessi di persona potrei provare delle emozioni (attrazione, passione, amore, voglia di sesso estremo) nei tuoi confronti pur conoscendo il tuo passato. Questo per farti capire quanto possa essere relativo il tuo gesto rispetto al mio giudizio.
Quello che io e spectre (amico correggimi se sbaglio) indichiamo come stonato, è il fatto di dire che un’azione è necessariamente il risultato del vissuto precedente.
Io il tuo matrimonio non lo conosco, le mie risposte sono semplicemente legate ad un tuo modo di affrontare la discussione.
Dalle tue parole ho capito che alla fine, fondamentalmente, quelle che proponi come cause di rottura per te non lo sono veramente. Io ho percepito che a prescindere dal tuo ex marito tu, incontrando la stessa persona, probabilmete lo avresti lasciato lo stesso.
Le azioni di tuo marito hanno costituito più un mezzo per creare una sorta di condizione favorevole, ma la tua era una scelta legata alla voglia di un altro uomo, ed era legata esclusivamente a quella.
La violenza di tuo marito e i suoi tradimenti li vedo come un mezzo per giustificarti agli occhi degli altri.
Cosa credi che io prima di interessarmi ad una donna mi interessi del suo passato o lo spulci minuziosamente?
Se incontrassi te e mi sentissi attratto, divorzio o non divorzio, figlio o non figlio, io ti farei mia e farei di tutto per ottenere ciò che voglio. Ed è quì che la differnza tra me e te esce fuori, perchè io di fronte al fatto compiuto affermerei che se ti ho presa è perchè l’ho voluto, ho voluto te e non perchè la mia ex mi fatto questo o quello…
Secondo me questo vuol dire volersi bene, fare le cose che vogliamo fare senza cercare scuse prima per noi stessi e po per gli altri,
forse non mi sono spiegato.
Il fulcro della mie osservazioni si ferma semplicemente ad un passo che è quel che definisce per cosa “ne vale la pena” e che fa scatenare la decisione. Io dico NO, non “vale la pena” SE trovo un altro/a a cui attaccarmi. “ne vale la pena” perché è l’unica cosa da fare. Questo è il mio pensiero. Scusatemi se uso parole dure, ma è un atteggiamento debole e vigliacco. Ripeto, scusatemi se uso termini tali, ma è per chiarire. Diciamo che me la prendo con il concetto, non con la persona. Vivo pure io al giorno d’oggi, ho conosciuto persone, donne, uomini e so come funzionano le cose nella maggior parte dei casi. Che però “si faccia così” non significa che io sia d’accordo.
Per me è IL MOTIVO che guida la decisione, non un elemento di contorno rassicurante, visto che poi è pieno di gente che dice “non mi ero accorta/o di come fosse il nuovo lui veramente” e così si creano coppie su coppie di merda, tutta roba di riparazione, fondate sul bisogno (quindi non propriamente autentiche), sulla paura, sull’ansia di dimenticare, rimuovere, invece di tornarsene a casa per pensare bene, ricostruirsi e poi ripartire. E che lo zen, osho, sai baba o chi vi pare dicano che la ns. paura è la solitudine, non fornisce una “scusante” o “motivazione per…”. Che vari psicologi, maestri di vita, pensatori o personaggi molto evoluti sostengano che la solitudine ci fa avvicinare, è solo un pensiero. Una constatazione lapalissiana. L’uso di quella constatazione non mi piace, perché strumentale.
Il motivo è il rapporto che non funziona, non che non ho un altro/a, perché poi avete notato quando uno ti lascia come fa il duro? Fa quello risoluto che malgrado quello che tu dici non ti ascolta perché ormai ha deciso per “il bene della coppia”? Peccato che lo faccia col sedere al caldo. Si fa forza perché ha una spalla, magari dicendoti “nooo, ma non ci siamo lasciati perché c’è lui/lei, ma perché già non funzionavamo”.
PALLE.
IPOCRISIA.
E qui cito il mio vissuto, così come storie che ho sentito dopo. Troppe tra l’altro, che mi han fatto scadere parecchio le persone, tutte pronte a lamentarsi e frignare per il loro rapporto in crisi, lì a fare discorsoni su sentimenti, emotività, dolore, rettitudine, lacrime a puttanate varie, salvo poi tirare una bella strisciata di m…. con il successivo sorriso che ti dice, dopo una settimana “come sono felice, ho un altro, che il mio ex vada a quel paese” (qui cito altre persone a me vicine). Tutti conosciuti il giorno prima ‘sti grandi nuovi amori… ma per piasèr.
Non mi interessa se lei ha lasciato perché lui era un bastardo, o no. Non mi interessa se lei voleva o meno un altro da chissà quanto, o da quando. Se lei ha lasciato perché la misura era ormai colma, o se l’ha fatto per chissà che motivo. Sono sostanzialmente affari suoi. Non dico che ha sbagliato a lasciare, anzi probabilmente ha fatto pure bene, e cmq, ahimè, bene o meno, sentiva di doverlo fare per dei suoi motivi che non voglio star qui a sindacare se “bacati” o sensati . Questo mi pare di capire di tutto questo. Il resto sono sfumature fondamentali che solo lei conosce. Né io, né sergio, né chi vi pare.
Quello che non mi piace, nel suo discorso, così come in quello di altri, è la molla che fa scattare la decisione. Come dicevo, se lui la tradiva, il fatto d’aver trovato un altro non ha fatto emergere le corna. Queste semplicemente c’erano indipendentemente dal nuovo interesse sentimentale.
Lo so, certe volte ci vuole una spinta per decidersi, non l’ho mai negato se leggete bene quello che scrivo. Dico che trincerarsi dietro a mille spiegazioni per non fermarsi al puro e semplice NE AVEVO BISOGNO, mi pare ipocrita. Mi pare un raccontarsela bene per rendere le parole del ns. giudice interno meno amare.
Perché lo sappiamo tutti, non facciamo finta del contrario, che le illusioni, le storie che ci raccontiamo, non hanno difetti.
Cmq è tutta teoria, me ne rendo conto.
sergio,
provo ancora una volta a spiegare il mio punto di vista, soggettivo, s’intende…
a mio avviso, premesso che di mio marito non sono stata mai innamorata – semmai sono stata innamorata a poco più di vent’anni dell’amore, come quasi tutti a quell’età – che è altra cosa…
e premesso che c’erano pure parecchi fattori abbastanza importanti per noi che condividevamo alla grande (visione della vita, condivisione dei suoi valori, stupendo interscambio a livello intellettuale, figlio, ecc…)
se non mi avesse delusa con le sue ripetute infedeltà, non previste nel nostro accordo di matrimonio, e non mi avesse distrutta come donna reiterandole negli anni, quasi certamente non mi sarei innamorata dell’uomo che mi sono trovata ad incontrare per lavoro e che fin da subito ha suscitato qualcosa in me che non avevo mai conosciuto prima.
è proprio questo che vorrei affermare: ci si innamora solo quando c’è un vuoto dentro di noi e il vuoto non si crea se l’altra persona ci offre un minimo per sentirci appagati emotivamente e non solo sessualmente. tutto il resto in questo caso avviene a rimorchio, come conseguenza pressochè inevitabile…
non sto qui parlando di chi lascia per capriccio o per interesse. e non so nemmeno se mi sarei innamorata se non me ne avesse fatte passare di tutti i colori. sta di fatto che mi è successo e che, per me, volendomi anche poco bene per la verità, era un qualcosa di troppo grande e di troppo importante per non viverlo in pienezza.
le donne sono così: di rado accettano storie parallele, che nel mio caso avrei potuto portare avanti per una vita, anche solo facendo sesso nell’intervallo, come va di moda ora… e l’ho lasciato con dolore anche da parte mia…
continua post per sergio
ovviamente, nella mia decisione, hanno pesato anche altri fattori, non meno importanti, ma devo ammettere che il principale è stato l’innamoramento, che non ho nè voluto nè cercato. un qualcosa di talmente irrazionale e sconvolgente da far perdere la bussola anche alle persone più serie e responsabili (sono sempre stata entrambe, purtroppo per me…).
egoisticamente, non ho saputo resistergli. tuttavia, continuo a credere che si verifichi unicamente in condizioni di estrema solitudine interiore.
spesso è soltanto un’illusione, che ha però le connotazioni di un incantesimo. lascia sperare di non essere più soli e di poter continuare il cammino in due, cosa che poi, di fatto, si verifica sempre molto raramente, se non per brevi tratti di strada…
ero stata corteggiata anche prima, da persone interessanti, ma, finchè c’è stato in me amore per mio marito, non mi ha mai nemmeno sfiorata l’idea di prenderle in considerazione. per me, solo nel vuoto c’è spazio per altri…
Grazie per le risposte che ho avuto. Ieri sera ci siamo rivisti per decidere sulla casa, le varie divisioni e tutto quello che abbiamo in comune gli ho chiesto se la persona che ha incontrato è ancora nei suoi pensieri e mi ha risposto di no e che non è successo nulla, gli ho chiesto se prova ancora qualcosa per me e mi ha risposto di si ma che non è lo stesso sentimento che ci ha unito fin d’ora, l’ho vista molto dimagrita, anche lei come me non mangia e dorme poco, che al momento non ha nessuno stimolo per uscire o fare altro che le dispiace se sto male ma ci sta male anche lei. Ho deciso che è meglio darci un taglio, vedere di vivere la propria vita senza l’altra persona, a nessuno dei due è mai capitata una cosa simile, forse abbiamo paura ma forse dobbiamo avere il coraggio di chiudere e fare altro. Sono e penso di restare in confusione totale per un bel periodo, sperando passi presto. Vorrei starle più vicino, vedere come sta ma forse la mia presenza farebbe male a tutti. SOno in confusione. FAtemi sapere cosa pensate in merito.
Grazie
Giacomo
Ed aggiungo per concludere: quante persone si innamorano davvero, e quante invece cavalcano un’illusione che mal cela un bisogno? Cinicamente dico: quasi tutte. Possiamo parlare all’infinito del fatto che cmq i bisogni sono parte inevitabile del ns. modo d’essere, concepire e vivere le relazioni e la vita, ma tendenzialmente dissento con concetto che è il bisogno a fare l’unione.
E di contro, non vi nascondo che provo una specie di “invidia” per chi sa raccontarsela e riesce a trovare strade veloci per soddisfare le proprie ansie imminenti. Mi rendo conto che sn palliativi, ma ogni tanto servono.
@giacomo76
torniamo a te che è meglio.
brutta faccenda, ma ti sei reso conto già di cose importanti, per cui la strada è quella giusta. nn ti dico nulla, perchè siamo tutti diversi. per il mio carattere ti dico che è meglio vi stacchiate del tutto. fare altro mi pare tirare un morto che cammina.
un giorno, quando e se sarete mai pronti, potrete rivedervi e magari avere un altro rapporto, diverso. tanto, e questo te lo dico quasi con certezza totale, anche i più meschini nn dimenticano davvero, quindi estendi il ragionamento a com’è e lei e trai le tue conclusioni.
giacomo76,
innanzitutto, scusa se ho involontariamente spostato troppo la discussione su una visione personale della questione, che ha poco a che vedere con il tuo problema, in quanto ogni relazione è diversa ed è sempre abbastanza inutile sia il generalizzare che il personalizzare.
perchè non provate a stare un po’ lontani senza decidere niente sul futuro? di solito credo poco alle “pause di riflessione” ma nel vostro caso, essendo entrambi corretti ed apparentemente abbastanza maturi, forse ne potrebbe venir fuori qualcosa di buono, se non altro più chiarezza in voi stessi.
Lei ti ha lasciato e tu ti preoccupi?
E secondo te, ti diceva che ti ha tradito?
Lei vuole l’altra persona.
Fai la tua vita e stop.