La sto perdendo giorno dopo giorno
Salve Direttore, ho 40 anni, sposato da 13 e la conosco da 27. Abbiamo 2 figli. E’ un periodo bruttissimo per la nostra relazione. La sto perdendo giorno dopo giorno, nonostante le sia accanto accettando di tutto (sbalzi d’umore, chisure ed aperture verso di me, facciamo l’amore con l’intesità ed il trasporto dei bei tempi e dopo ci chiudiamo e/o litighiamo). La cosa più brutta che ho accettato, ed ancora non riesco a spiegarmi come abbia fatto ad accettarlo, è stato il contatto (nient’altro e ne sono sicuro), per 4 mesi tramite WhatApp con un ragazzo di 10 anni meno di lei, troncato per mio volere qualche giorno fa, ma … appunto ieri mi ha detto che ci sta male, che vuole sentirlo, che avrebbe preferito arrivarci da sola a troncare. La cosa mi ha fatto andare su tutte le furie e le ho detto parole brutte e stavo andando via di casa, ma lei mi ha fermato ed implorato di non andare, dicendomi che lei ci tiene a me, che vuole provare ad uscirne, che razionalmente vuole restare con me, ma inconsciamente non sa cosa vuole.
Sono disperato perchè innamorato, non la voglio perdere. A volte penso che sono “malato” di lei, più che innamorato, perchè non riesco a vedermi senza di lei, non vedo futuro. So che la soluzione migliore sarebbe quella di separarci, ognuno per i fatti suoi, ma non riesco nemmeno ad immaginarlo, figuriamoci a farlo. Che fare? Che atteggiamento tenere? Pensa che se (in coppia o singolarmente) ci rivolgiamo a qualche esperto, possa aiutarci a mettere ordine (nel bene o nel male) nelle notre vite?
Sono disposto ad aspettare ancora, a dedicarle tutto il tempo di cui ha bisogno per capire cosa sente realmente per me e cosa per l’altro, convinto che la coabitazione è dura (su 4 giorni che ha troncato, abbiamo litigato tutti e 4 i giorni) e con la coscienza che potrebbe anche non “scegliere” me.
Grazie per il tempo che vorrà dedicarmi e tanti saluti.
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Categorie: - Amore
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E’ indubbiamente una situazione difficile da sostenere. Poiché io personalmente non sono esperta in materia (non sono sposata e non ho figli), mi sento di suggerirle una terapia di coppia presso una persona competente. Tentar non nuoce, magari qualche seduta da uno psicologo, psicoterapeuta o psicoanalista potrebbe esservi utile e fare al caso vostro in un momento cosi ostile e di grande confusione.
Un caro saluto, spero di esserle stata utile
Ciao fg123.
Il mio consiglio è di sforzarti di diventare autonomo rispetto a tua moglie. Sei troppo dipendente e questa dipendenza ti acceca. Capisco che ti senti innamorato, ma non puoi nemmeno restare inerme di fronte al suo comportamento.
Come ho già detto, sono convinto che ci saranno sempre più donne con atteggiamenti al maschile, cioè che tenderanno ad accompagnarsi a uomini anche molto più giovani di loro.
Tua moglie probabilmente, pur essendo molto affezionata a te è in una fase in cui vorrebbe andare fino in fondo con qualcun altro. Per l’altro proverà sicuramente una forte attrazione sessuale. Non puoi forzarla a restare con te o a desiderarti se non parte da lei. Lasciala andare, con tutta probabilità ci picchierà una bella testata e a quel punto starà a te decidere se riprenderla o no. Nel frattempo guardati intorno, ci sono tante occasioni, soprattutto con donne straniere.
Allora, partiamo dal fatto che dovete entrambi tenere conto che avete 2 figli, e che dovrebbero venire prima di tutto e tutti. Poi, provate a mettervi tranquillamente a tavolino e a parlarne, chiarendo le cose, possibilmente senza scannarvi, altrimenti è come niente. Provate a prendervi anche del tempo per voi, magari affidando i figli ai nonni per una notte. Se proprio non funziona, temo che lasciarvi sia la cosa più sensata da fare, ma fatelo bene, perché anche lasciarsi è un arte, cioè siate d’accordo, e spiegatelo bene anche ai bimbi. Per il resto, si tratta di “buona fortuna”
In un rapporto come il tuo (siete cresciuti insieme) è facile non vedere con estrema obiettività le cose. Una persona esterna, uno totalmente fuori dalla vostra vita invece la può giudicare più freddamente e quindi in maniera più oggettiva.
Premesso questo ti dico che il comportamento di tua moglie è inqualificabile, mettere in crisi un matrimonio con figli per una chat con uno di 10 anni più giovane (che magari cerca solo sesso…).
L’andare via di casa è la reazione istintiva e magari la più giusta, ma tu sei innamorato… Hai condiviso una vita intera con questa ragazza ormai diventata donna (anagraficamente soltanto). Credo che non ci possa essere nessun consiglio o direttore che tenga che possa essere valido. È una cosa troppo importante e troppo personale…
Cerca di non fare scenate, cerca di mostrarti tranquillo, se proprio non puoi fare a meno di lei e vuoi cercare di salvare il matrimonio e sopratutto i figli … Cerca di farla ragionare… Cerca di avere tu il cervello anche per lei.
Mi dispiace per quello che stai passando.
Lo so che quanto sto per scrivere non sarà di aiuto al nostro amico, ma leggo queste lettere, e ringrazio il cielo di non essere sposato…
Io invece temo che risolvere la questione tra di loro sia improponibile… Litigano, non c’è dialogo, purtroppo a volte un aiuto esterno, una persona estranea ai fatti ma competente e che si occupa di rapporti di coppia potrebbe essere l’ultima spiaggia… Non ha senso lasciarla andare, i problemi vanno affrontati, poi se proprio non c’è nulla da fare allora ok. Si possono fare sedute tramite Asl, non è necessario dover pagare per forza, basta domandare al medico di base. E poi ci sono dei bambini di mezzo. Questo e’ il mio pensiero e il mio sentito consiglio. Un caro saluto.
scusa ma tua moglie si fa trombare ? ti fa le pompe ? cucina e tiene pulita la casa ?
se si’ sei un uomo fortunato, chettefrega se messaggia con un pivello , anzi meglio, cosi’ puoi sfruttare i suoi sensi di colpa per punirla goduriosamente con giochetti sadomaso (faccina demoniaca)
concordo con Anonima81. e anche, un pochino, con Gaudente, sempre che per Fg123 sia possibile un relativo, momentaneo allontanamento emotivo, senza giochetti sadomaso ma con pazienza e tenerezza. chi ama lascia libere le persone di essere se stesse, nel bene e nel male.
inoltre, con gli immaturi impuntarsi sul no equivale a spingerli al sì, anche più di quanto farebbero da soli.
Ciao fg123,
innanzitutto hai tutta la mia solidarietà. Da uomo a uomo.
Purtroppo tua moglie è partita per la tangente e sicuramente non riuscirai a tenerla stretta a te.
Quando una persona si accende per qualcun altro significa che noi non eravamo più la sua miccia.
Dovresti cercare di capire dove e perché ci sono delle falle nel vostro rapporto.
Spesso la mancanza di comunicazione e di condivisione, crea delle esigenze che, se non si trovano soddisfazioni in famiglia, si cercano altrove.
La cosa più saggia da fare sarebbe allontanarla.
Lei deve andare via di casa, non tu.
Dovresti lasciarla un po’ nel suo brodo.
E tu soffrire. Da questo non scappi.
Mandala via, e metti in conto di non rivederla più tornare indietro in veste di moglie innamorata di te.
Sono discorsi durissimi i miei, forse precoci per te, ma 99 volte su 100 la storia va così.
In bocca al lupo, Uomo.
incomincia a tutelarti!!! vai da un avvocato,fatti spiegare come devi fare per non darle un centesimo e uscirne a testa alta!! pensa ai tuoi figli e alla tua dignità di uomo!……intanto tieni botta e falla ragionare…ma tutelati che non si sa mai! lei sta male perche vuole sentirlo?????? CRISTO!!!!! tira fuori i co...... E CALPESTA IL CUORE! mi fermo qui,buona fortuna
la mia posizione di amante sarà anche scomoda e il mio giudizio troppo di parte ma:
– sono stata fidanzata in passato e con lui parlavo 24 ore su 24 e in comune avevamo tanto. nonostante questo è capitato di sentire altri e una volta anche di invaghirmi di un altro (tutto virtuale eh). li sentivo solo per parlare, quello stimolo in più, mentale e culturale e “nuovo”. diciamo ‘fuori’ dalla nostra vita di coppia, uno spazio solo x me. necessario, visto che eravamo sempre insieme. me ne sono anche andata, per poi tornare x il suo bene e non il mio. ma dopo pochi mesi ci siamo lasciati lo stesso. nonostante gli sforzi di entrambi di farla funzionare. giuro che ci siamo amati come i pazzi. e lo amerò a modo mio per sempre come lui ama me. ma era arrivato il momento di crescere e maturare da soli (io 22 anni e lui 29) come individui. e siamo rimasti buoni amici.
non è amore, né comunicazione. dopo tutti quegli anni penso che più che recuperare il rapporto con lei, devi sistemare il rapporto con te stesso e la dipendenza (se c’è) da tua moglie.
in generale, penso che in tutte le coppie prima o poi ci si arrivi a stare stretti.
lei, che evidentemente ha una bassa autostima, vorrebbe staccarsi un po’ dalla morbosità di questo rapporto. tu, sei rimasto alla morbosità di questo rapporto, che se è pressante, significa che da qualche parte la sicurezza manca anche a te.
per me troppo spesso, a diventare coppia, ci si dimentica dell’individuo.
il bisogno di avere stima di sè esiste in quanto esseri umani, non in quanto coppia e dovreste intraprendere un percorso individuale per fiorire voi come uomo e donna, non come coppia, perché nella vita non si finisce mai di crescere. dovreste iniziare a capire che la coppia non crolla se smettete di abbracciarvi. si può stare anche fianco a fianco. la volontà di stare insieme c’è, sennò vi sareste lasciati. quindi la coppia funziona. rimettetela in circolo rimettendovi in gioco con la vita. 🙂
Altea,
condivido moltissimo il tuo scritto.
Spesso l'”io” viene portato a fondo da un “noi”; lo spinge sempre più giù, ma capita, prima o poi, che questo io ritorni a galla per rifiatare.
lo capisco…ma una coppia dovrebbe essere un luogo in cui si cresce insieme, in cui si fiorisce, in cui si dà il meglio di sé. ma se non ci si ama prima come individui, difficile anche capire l’altro. sennò non è una coppia, è paura di stare soli! finché c’è vita, si può cambiare, crescere e imparare. quindi bisogna rimboccarsi le maniche e credere di poter fare qualcosa di bello e migliore. a volte i problemi di coppia non sono in coppia ma in noi stessi.
Si cresce insieme, sì, ma non bisogna dimenticarsi che crescere insieme non significa diventare una cosa sola.
Bisogna ricordarsi di essere individui, unici, e coltivarsi anche da soli.
C’è gente che una volta fidanzata o sposata, attacca se stessa al chiodo, e non si occupa più di se stessa, del proprio io, ma del noi.
Così facendo si perde la propria identità, ci si perde di vista.
Non lo trovo corretto, né molto rispettoso verso se stessi, ed intelligente.
L’egoismo, se non è portato all’estremo, è un toccasana.
infatti. ma più che egoismo, la stima di sé. le coppie di cui parli, sono coppie formate da due individui terrorizzati di stare da soli. allora si prendono la copertina.di linus e poi spesso capita che mettano un piede fuori dalla porta a cogliere fiori in un altro giardino. se c’è stima di se stessi, allora non si è egoisti nelle proprie scelte, ma sicuri delle proprie scelte e così nascono le sfide e le passioni e la voglia di fare. e stare con gli altri non è più un dovere ma un piacere. così dovrebbero scegliersi le persone.
M., Altea,
è bellissimo leggere di come può ANCHE essere l’odierna gioventù!
M.,
il tuo giusto pensiero sul coltivare se stessi mi riporta ai numerosissimi anni, più di un terzo della mia vita, in cui non ho potuto coltivare che il lavoro in ufficio e quello in casa, per essere una mamma che aveva tutto sulle sue spalle.
spesso, a fine settimana, quando tornavo alla casa da rimettere in ordine e programmare per i sei giorni seguenti, pensavo che sarebbe stato meglio per me essere in prigione, perchè così avrei potuto riposare. proprio vero che per capire il perchè di alcune opinioni bisognerebbe aver vissuto anche solo per una manciata di anni le circostanze che le hanno fatte maturare… stanchezza fisica quasi permanente, terra bruciata nella mente: quasi un automa, da cui si sarebbe dovuto poter spremere tenerezza, positività e serenità!
se non avessi avuto un amante, non ce l’avrei fatta. e anche così non è che ce l’abbia fatta molto bene…
buon pomeriggio a tutti e due!
grazie rossana.
m., i problemi si risolvono ma non bisogna avere la foga. un vaso rotto è rotto, dicono che anche ad incollarne i pezzi non sarà mai più lo stesso vaso di prima. ma….chi se ne importa? ho visto pezzi da museo massacrati dal tempo ma meravigliosi e affascinanti proprio per quello. se fossimo stati programmati come un prodotto industriale usa e getta, la nostra vita non sarebbe scandita dall’usura del tempo bensì dal riciclo. ma non si comprano gli esseri umani al supermercato. teniamoci per ciò che siamo e diamo ciò che possiamo darci. a volte più che risolvere con la foga e la disperazione un problema, bisognerebbe sospendere il giudizio fino a data da destinarsi. il nostro istinto di sopravvivenza farà il resto. 🙂 ma devi credere in te stesso.
Rossana hai avuto un amante?
Come vivevi questa storia? Come ti sentivi? Che fine ha fatto il tipo?
Perché io è Altea siamo un ANCHE? Come te la immagini l’altra parte di gioventù?
Altea,
se a me una cosa piace, e ci tengo, non la butto a mare perché ha bisogno di essere aggiustata, e questo richiede forze gigantesche, dolori e sacrificio.
Queste cose non mi spaventano perché ho dovuto attraversarle tutte.
Per alcuni versi mi è andata male perché la storia è finita, ma per altri versi la fine di questa mia ex storia è stata un’occasione enormemente positiva per me.
Però…..però…..se c’è una cosa che ho imparato è che sono capace a lottare, ma soprattutto sono capace a sopravvivere senza la persona dalla quale dipendevo.
Non è una consapevolezza da poco.
Io so che qualsiasi cosa mi capiterà, saprò combatterla.
Concentrarsi su se stessi, evolversi, crescersi, la trovo una pratica funzionale prima di tutti per se stessi, ma di riflesso anche per chi mi sta vicino.
Per i miei amici, per la mia compagna, io rappresento l’approdo sicuro, un rifugio sicuro dove trovare sicurezza.
Sono molto indipendente.
Una indipendenza (materiale e intellettuale) spiccata può essere un’arma a doppio taglio per chi mi sta vicino, perché significa avere:
1. Un margine di “manovra” su di me molto limitato (e quante donne vorrebbero avere la bacchetta magica per cambiare i propri uomini)
2. una altissima probabilità (vorrei dire 101%, ma mi tengo un margine di dubbio) di non essere disposto a tenere in piedi situazioni che non mi corrispondono più, indipendentemente dal dolore altrui. Che prima o poi passa.
Per quanto riguarda il mio modo di vedere un rapporto clandestino, il fatto di VEDERE ciò che c’è, di non sminuirlo, è il frutto di una persona che è stata tradita.
Io ho subito gli effetti del terzo incomodo.
Ciao…
Molto probabilmente ciò che dico non ti piacerà perché quando si condivide tanto con una persona si dà per scontato che sia per sempre… evidentemente se tua moglie si sta comportando in questo modo è sintomo di un qualche problema tra di voi, di una qualche mancanza che lei avverte… in primo luogo dovete capire se c’è un sentimento di amore oppure se questo è finito ed è rimasto un profondo affetto tra voi… in questo caso parlare può aiutare ma non risolve il problema… la confusione dovete risolverla da voi… unun terapeuta può solo farvi vedere la cosa sotto una prospettiva diversa… secondo me dovreste separarvi per un po’ nel rispetto l’uno dell’altro… l’assenza a volte ci fa capire davvero il valore che diamo a quella persona… purtroppo non possiamo tenere le persone legate a noi… sono loro che decidono di rimanere o meno…. per quanto riguarda i figli… un giorno loro saranno grandi e avranno le loro vite, io credo che lo stare insieme per forza per loro non faccia bene ne a loro e ne a voi… i figli hanno bisogno di genitori sereni, che gli mostrano come affrontare la vita, come reagire ai problemi e anche al dolore, alle separazioni, la vita è fatta anche di questo… siete una famiglia e lo sarete sempre e comunque… a prescindere che viviate sotto lo stesso tetto o meno… l’amore non è eterno…inizia e a volte si trasforma in altro a volte finisce… rimane il bene… ma ricorda che c’è qualcosa di più importante dell’amore ed è il rispetto, la fiducia, la sincerità… quelli non li perdete mai… perché persi quelli i rapporti degradano… a volte si arriva ad odiare nonostante si abbia amato e condiviso tanto non perché finisce l’amore ma perché si perdono altri valori… buona fortuna per tutto e ricorda che tutto può essere superato nel bene e nel male anche se non è facile!!!!
Ginsy? Ma è uno scherzo? Mancava solo “non ci sono
piu’ le mezze stagioni” e il quadro sarebbe stato perfetto. Ma sicuramente è uno scherzo, e anche molto raffinato. Pazzesco, mai vista una sequenza così lunga di luoghi comuni. Ogni frase una sentenza.
m., mi è piaciuto un sacco quello che hai scritto. specie la storia del margine di manovra e il punto seguente.
sì. mi piace la tua prospettiva. non so che aggiungere perché mi si stanno chiudendo gli occhi, ma stanotte sognerò una prospettiva così e i cavalli. ecco. notte. baci a tutti. domani me la rileggo e mi motivo un po’
M.,
sì, ho avuto un amante per una dozzina d’anni. se, giovanissima, avevo amato mio marito, a cui sono rimasta poi sempre legata da profondo affetto, senza esserne forse riamata, per lo meno nel modo in cui l’avrei desiderato (non avevo capito prima di sposarlo che un creativo ama l’arte prima di amare una donna e che i suoi figli erano le sue opere e non quelli nati, inopportunamente, dalla sua carne), è stato il mio amante a farmi conoscere l’amore e a darmi tutto il bene possibile.
grazie al fatto che mio marito venne di fronte all’uscita dell’azienda in cui entrambi lavoravamo con dei cartelli eroticamente osceni, tanto che dovette essere allontanato dalla forza pubblica, più di mille persone erano al corrente della nostra relazione. ero stata io a dire a mio marito, un paio di mesi dopo aver conosciuto l’uomo di cui mi ero (stavolta davvero) innamorata, che mi riprendevo la mia libertà e che avrei comunque vissuto la storia appena iniziata. altrimenti, avrebbe potuto non venirne mai a conoscenza.
dopo meno di sei mesi dall’inizio del mio nuovo rapporto mio marito ed io eravamo legalmente separati. ed è in quel periodo che l’uomo sensibile e tenero divenne violento. avevo presentato il mio amante a mio figlio e ai miei famigliari. anche sua moglie lo venne quasi subito a sapere: dapprima cercò di ribellarsi alla situazione; in seguito, poi, adottò l’ottima tecnica della vittima silenziosa, che paga molto di più in termini di conservazione del proprio coniuge in casa. d’altronde, era una donna mentalmente molto limitata, che però aveva fatto vedere al marito, ricercatore noto a livello internazionale, più o meno gli stessi sorci verdi che il mio aveva fatto vedere a me. tutta brava gente, guidata più dagli istinti che dall’amore!
avrei potuto convolare quasi subito a nuove nozze ma ne avevo timore e, soprattutto, non volevo imporre a un bambino, che amava teneramente il padre, un uomo che potesse farne le veci in casa. […]
[…] senza contare che il padre non perdeva occasione di metterlo contro sia al mio amante che a me, tacciandomi di tutti i peggiori epiteti adeguati alla circostanza.
sono stata felice come si può esserlo un’amante (sola nelle feste e nei fine settimana), e lo sarei stata anche di più se la morale corrente, che ancora agiva in me, non fosse stata così castrante e soffocante. se oggi sono quella che sono lo devo al medico che mi ha curata quando avevo deciso di mollare ma soprattutto, credo, all’amore di quest’uomo.
purtroppo, sempre per colpa della morale e del giudizio che mio figlio, ormai adulto, poteva avere su di noi, sono stata io a lasciarlo, ponendogli l’alternativa: o lei o me. scelse lei, credo per senso del dovere nei confronti di una donna ormai ultrasessantenne e per il timore, avendo più o meno la stessa età della moglie, di trovarsi a interagire in casa con un giovane uomo, tendenzialmente ostile, che non aveva cresciuto.
è tornato sempre nei venti anni che sono seguiti a cercarmi, di tanto in tanto. a volte l’accoglievo a braccia aperte; altre, lo respingevo, con dolore. questa è la parte più stupida della mia vita, che però so motivata dalla doppia delusione che portavo in me, non per carenza d’amore ma per l’impossibilità di dargli una veste ufficiale, che lo rendesse vero anche agli occhi degli altri. ora non agirei più così ma all’epoca non ho potuto fare altrimenti.
oltre ai regali, spesso consistenti, che faticavo ad accettare, durante la relazione, mi ha lasciato il pied-à-terre che era la nostra casa e un’ingente somma in denaro, chiedendomi di usarla per la mia vecchiaia. se non avessi avuto da lui quanto sopra, ora la mia sola pensione potrebbe cominciare a crearmi qualche preoccupazione, invece ancora in lui è la mia serenità.
ma il dono più grande sono i ricordi, la gioia che gli ho dato, il mare di fiori che mi ha offerto, spesso cogliendoli dal suo giardino, e tutta la tenerezza che ha saputo lasciarmi nel cuore.
buona giornata!
Ginsy,
ho apprezzato il tuo post n. 19, che contiene attenzione, rispetto e buon senso.
è possibile che Fg123 già sia al corrente di tutto quanto ma, a mio avviso, una parola di sintesi e di sostegno non può che essergli gradita. meglio dedicarsi a lui che sfrangiarsi, come sto facendo, su tutt’altri temi…
buona giornata!
Golem…. non è uno scherzo…. sono cose che penso veramente… non capisco perché sei così scioccato da quanto ho scritto… ho espresso la mia opinione… frutto di una mia esperienza… se ho espresso sentenze chiedo scusa non era mia intenzione… per quanto riguarda i luoghi comuni ci sarà una ragione se sono chiamati cosi.. che le mezze stagioni non ci sono più non è un luogo comune ma una realtà dei fatti!!!
Rossana,
qualche post fà hai scritto che io ed Altea siamo u ANCHE della nostra gioventù.
Qual è la tua visione sull’altra parte di gioventù?
Ginsy, non devi scusarti, anzi dovrei farlo io casomai. Ma la fine di un amore è come l’Ebola: quando te ne accorgi è già troppo tardi. E con tutta la simpatia per il buon senso che hai espresso, le cose che consigli servono quanto l’uso dell’aspirina nel caso della malattia che ho preso come esempio.
Io ho portato avanti per mesi la teoria dell’istinto che ci porta ad amare una persona piuttosto che un’altra, secondo un fenomeno che noi chiamiamo “innamoramento”, che è anche definito con termini che hanno a che fare con la mancanza dell’uso della ragione. Infatti si dice “ho perso la testa per…”. Se il passaggio tra la fase istintuale e quella razionale, non ha dato i frutti che sono rappresentati dalla stabilizzazione del rapporto, con la caduta della mitizzazione dell’amato, e della relativa accettazione di quest’ultimo nella sua reale veste di “essere comune”, la storia finisce. E finisce anche per motivi più banali.
Cercare di tenere in vita una storia amorosa col buon senso… non ha senso, servono emozioni. Perchè le storie d’amore non seguono strade razionali, ma quelle meno prevedibili dell’istinto, e quando questo ti dice NO è NO. Non ci sono nè ci saranno mai ragioni che tengano.
Qualche giorno fa ho scritto che si è sicuri di amare una persona di cui sei stata innamorata, quando riesci ad annoiarti con lui continuando a volergli bene. Tutto il contrario dell’innamoramento che è ansia continua, e non tranquilla serenità.
Chi non è arrivato ancora a quella fase di “quiescenza” dopo vent’anni, non ci arriverà più. Con o senza “aspirine”.
Ciao Ginsy.
Golem,
FORSE, dopo 13 anni di matrimonio, ci può stare un momento di crisi, che si può manifestare in tanti modi diversi. se si ama, credo sia giusto fare di tutto per rimettere in sesto una relazione che risente dei segni del tempo, prima di buttare a mare un quarto di vita. tanto più che ci sono due figli di mezzo.
se fossi in Fg123, cercherei di capire cosa manca a questa donna, di parlarne con lei con calma e con serenità, ripetutamente, lasciandole spiegare il perchè e il per come è interessata a quel rapporto virtuale. non le avrei impedito il contatto ma le avrei dato una scadenza abbastanza lunga per una sua decisione in merito, ponendola di fronte alla scelta fra il giovane amico e il compagno di sempre.
una terapia di coppia potrebbe anche essere utile, se entrambi hanno interesse a seguirla. il mio motto resta sempre lo stesso: mai avere rimpianti! si fa in fretta a disfare ma in alcuni casi sarebbe preferibile provare prima a fare del proprio meglio per ricostruire…
buona serata!
M.,
per me l’attuale gioventù è essenzialmente quella che leggo qui: spaurita, delusa, fragilissima, instabile, superficiale, incapace di valorizzare quello che ha ma soprattutto incapace di stabilire veri rapporti umani (a qualsiasi livello e di qualsiasi tipo), aggressiva, rancorosa, impietosa, crudele, irresponsabile, e potrei continuare ma non voglio.
ci sono, però, anche stupende eccezioni, sia qui che nel reale (magari facenti capo a chi non scrive sui forum, non essendo incline a lamentarsi o avendo un’esistenza mediamente ben riuscita). in fondo com’è sempre stato: in pochi puoi trovare la grandezza dell’essere umano nella sua infinita complessità. e magari tutti gli altri ne conservano uno o più spicchi, che non hanno però ancora avuto modo di rivelarsi. o che non lo possono fare in ambito amoroso, argomento cruciale su LaD.
quanto, invece, ai miei e alle mie pronipoti (ne ho sei, tra i 18 e i 35 anni) oserei dire che mi relaziono un pochino meglio con i maschi, forse perché con loro sto più sul generico, mentre con le femmine proprio non c’è storia. nemmeno pagando si può avere nulla di ben fatto o puntuale da nessuno di loro, nemmeno nei confronti di chi ha loro dedicato tempo, attenzioni e affetto e ora avrebbe bisogno anche soltanto della loro saltuaria presenza. è quasi come se fossero anaffettivi, proiettati solo su loro stessi, sui loro hobby, sui loro amori e sui loro sogni… forse anch’io, alla loro età, ero simile a loro ma… non mi sembra che fossi proprio del tutto così distaccata e così poco affidabile!
buona serata!
Buongiorno Ross. Ricordi quando si parlava di quella ragazza, Fiore credo, che presa dal maturo capufficio, al di la dei rischi che amava correre, si prevedeva che tanto da lì ai 40 sarebbe cambiata due volte? Allora tanto valeva che si togliesse lo sfizio, ma intanto le dispiaceva per il quinquennale fidanzato? Ecco qui è successo lo stesso. Si conoscono da quando avevano 13 anni, e evidentemente non sono “cresciuti” allo stesso modo mentre inevitabilmente cambiavano.
Leggi cosa scrive lui di lei “…che razionalmente vuole restare con me, ma inconsciamente non sa cosa vuole”. Sai cosa significa quell'”inconsciamente non sa cosa vuole?” Che è l’istinto che gli sta sussurrando qualcosa nell’orecchio, e l’istinto sa benissimo cosa vuole, ma deve superare il filtro della coscienza, e purtroppo ci riesce sempre. Come sta succedendo a Fiore, a questa donna e altre che ho conosciuto “molto” bene. Anche se poi si sono cacciate nei guai.
La terapia di coppia è un anestetico, che ti addormenta per un pò quella vocina. Ma appena passa l’effetto…
Poi Ross, un uomo può mantenere, con fatica, il piede in due scarpe, lo leggiamo qui tutti i giorni. Una donna, per quel che mi risulta, quando ha deciso o sente la “vocina”, è già partita. Può restare il corpo fisico, ma la testa è già da un’altra parte. Ti ricordi il caso Giampaolo che esiti ha avuto?
Quali siano state le cause, ormai non serve più a far cambiare la direzione della “spinta” di quella donna, ma solo a FG123 per capire dove “eventualmente” lui possa aver sbagliato. Ma non è neanche detto che abbia sbagliato, almeno nelle intenzioni, semplicemente quella donna ha bisogno delle famose “emozioni” con le quali da sempre si identifica l’amore, anche quando non lo è.
E poi, un uomo può restare “anche” per bieca convenienza, una donna lo fa raramente, o piuttosto mai. Soprattutto quando ti viene a dire che l’amico col quale ti tradisce (anche se non ci è andata a letto, ma che non vede l’ora di fare) “le manca”.
Certo faccio gli auguri al nostro amico, non sa quanto lo capisco. I miracoli possono sempre accadere.
Salutoni Ross.
Golem,
per me ogni caso è a se stante. non sono in grado di ricavare dei denominatori comuni, anche se magari ci possono essere.
buona serata!
Altea,
perché ti è piaciuto il mio post numero 18?
Sei o vorresti essere una persona con un bassissimo grado di manipolazione altrui?
Cosa studi?
Rossana,
mamma mia che dipinto che hai fatto della MIA gioventù.
Vestito tagliato abbastanza su misura, ma ovviamente c’è dell’altro.
Non credo che la tua generazione e tutte quelle che ci hanno preceduto fosse qualcosa di più e di meno rispetto alla mia.
A livello di facciata sì. Erano ed eravate migliori di noi, nella forma…….
Forse la mia generazione deve fare molta più fatica per trovare quei punti di riferimento che ogni generazione dovrebbe avere e ritrovare in chi li ha preceduti. I genitori per esempio.
In realtà siete “giganti” che si sgretolano sempre di più ai nostri occhi, lasciando a noi il peso di “mettere a posto” i pesi che ci lasciate sulle spalle.
Bye
Rossana, come per qualunque “malattia” i sintomi si intravedono in tutte le storie che hanno un certo iter. Sicuramente le modalità con le quali si giunge a quelle conclusioni saranno le più varie. Ma, a mio parere, le dinamiche sono sempre le stesse, e legate al solito gioco a nascondino tra istinto e ragione.
Ciao, buona serata
…m., non studio niente. sono un fallimento universitario plurimo (comincio a pensare x scelta)…diciamo che butto un occhio sui libri giusto perché mi servono per risolvere problemi al lavoro…
non so cosa voglia dire la tua domanda ma la tua tattica, mi sembra abbia una buona dose di istinto di conservazione.
e forse dovrei iniziare a conservarmi, anziché…anziché.
per il resto. sarò di parte, e ormai mi sembra di dire tutto il contrario di tutto (sto combattendo contro svariate cose che mi passano dentro)…ma…io se parto con la “vocina”, parto. salvo poi tornare indietro con i sensi di colpa.
vuoi forse che la debba lasciare andare, x farla tornare?
tanto una persona insicura, è insicura sempre. di sicuro questo amore platonico (e li amo…sono sempre così perfetti, finchè si sta lontani),se mai dovesse concretizzarsi perderebbe un buon 30×100 di svalutazione “realtà” nel termine immediato, un buon 40 di svalutazione “problemi quotidiani e ipotesi di fuga/divorzio” nel brevissimo periodo, e un altro 25×100 da dividere come segue nel medio periodo:
– 10 per “senso di colpa e dubbi vari”
– 10 per “frenata ripensamento”
– 5 di “credevo fosse amore, invece era un calesse”
e un 5 a strascico per “lotta alla razionalizzazione di un amore fallimentare” da assegnare in varie misure nel medio-lungo periodo.
il lungo periodo è un’ipotesi irrealistica, lo sappiamo bene.
quasi mai si costruisce la propria felicità a scapito di quella altrui.
salvo essere ancora nella fase di conoscenza dell’altro sesso e soprattutto del sesso.
dopo 20 anni di matrimonio è un’illusione di libertà.
non si cancella tutto quel tempo insieme. di essere appartenuti per così tanto tempo ad una persona.
la prova schiacciante è che chi viene “scarcerato”, non dice mai “sono felice.”ma “sono sereno”. la serenità è roba da anziani. in un’epoca della vita in cui è ormai tardi per ricostruire qualcosa di durevole e serio.
l’innamoramento è progettualità. togli la magia di quella, ed è tutto finito.
semplice.
M.,
“Forse la mia generazione deve fare molta più fatica per trovare quei punti di riferimento che ogni generazione dovrebbe avere e ritrovare in chi li ha preceduti. I genitori per esempio.” – concordo.
a livello privato tutti i genitori, però, prima o poi si sgretolano agli occhi dei figli. a mio avviso, è un passaggio obbligato. altra cosa sono i dissesti politici e il danno che ci siamo e vi abbiamo arrecato, se non altro con l’enorme accumulo di debito pubblico. questi sì, sono imperdonabili.
buona giornata!
Golem,
la malattia può anche essere la stessa (cosa che però resta da verificare) ma, a seconda dell’età del “malato” e della sua situazione personale si può provare a trattarla con maggior o minor leggerezza.
una cosa è la fine di un’unione perchè l’uomo non aderisce al desiderio di maternità di sua moglie; altra è l’infatuazione amorosa di una giovane donna per un uomo maturo; altro ancora potrebbe essere il capriccio momentaneo di una madre di famiglia. personalmente, rifiuto di fare di tutta l’erba un fascio, anche per la diversa stoffa e storia delle persone in ballo.
ho seguito privatamente la storia di un uomo tradito cinque o sei volte per denaro; la sua famiglia si è ricomposta, perchè lui amava sua moglie, pur ammettendo di averla data per scontata. e si trattava di un uomo del sud. non ci avrei scommesso un centesimo e invece pare ce l’abbiano fatta a superare la disavventura, pagando entrambi un altissimo prezzo di sofferenza, per il bene loro e dei loro figli.
buona giornata!
Buongiorno Rossana. Nei tre esempi che mi hai citato, che dimostrano tre iter emozionali differenti, il fattore che li accomuna nella genesi decisionale io lo chiamo istinto, o inconscio se preferiamo, che è il “vaso di Pandora” che contiene “oggetti” del nostro IO di cui ignoriamo l’esistenza, ma che agiscono nell’indirizzare le nostre scelte. Ecco a me interessa l’azione di questi elementi, e il modo con il quale presentano alla coscienza le “richieste”. Come poi quest’ultima realizzi il percorso per soddisfare quelle richieste, sarà SEMPRE assolutamente personale, ed emergeranno inevitabilmente qualità e spessore, o stoffa che dir si voglia, del soggetto interessato.
Seguendo l’interessante “iter” di Altea, si nota come una personalità ricca ed intelligente come la sua, crei dei “percorsi” emozionali labirintici, estremamente complessi, che ripercorre ogni qualvolta si vengono a ricreare determinate condizioni di interattività empatica tra lei e il soggetto “amato”. La stessa istanza in una personalità più “semplice” produce un risultato più semplice, MA CHE NASCE DALLO STESSO SINTOMO.
La ricomposizione di una vicenda sentimentale come quella che auspica e auguro al nostro protagonista, o quella dell’uomo del sud che hai citato, non sarà MAI una marcia indietro rispetto a quelle istanze istintuali che hanno prodotto la frattura, ma una RAZIONALIZZAZIONE della realtà con la quale bisogna comunque fare i conti, e quindi un compromesso. Questi eventi soggettivamente caratterizzati, sono i cosiddetti epifenomeni di cui ho accennato qualche post fa. Che identificano una certa vicenda come diversa da un altra, ma NON cambiamo l’essenza della ragione che invece LE accomuna entrambe.
Un saluto.
Altea,
la serenità è per chi ha saputo guadagnarsela dopo numerose cadute, e non bisogna essere necessariamente anziani per essere sereni.
È una medaglia al valore.
Ho smesso di rincorrere la felicità.
Non perché io non voglia essere felice, ma perché credo che sia un qualcosa di talmente sottile, sfuggevole, che forse non vale la pena di subire tutto lo sbattimento per raggiungerla.
Felicità. Ma, poi, che cos’è la felicità? Quanto dura? Quando inizia? Quando finisce?
Queste sono domande che prevedono risposte multiple, tagliate sulle esperienze personali, e quindi senza una formula assoluta per raggiungerla.
Piuttosto mi sono concentrato sui miei godimenti.
Le mie passioni (le corse in macchina, moto, cavalli), la cultura sotto varie forme, i viaggi, il cibo, le serate con amici, la mia famiglia.
Insomma, sono un godereccio, e questa cosa mi dà ciò che io chiamo serenità, ed altri chiamano felicità.
Non rincorro nulla. Mi limito soltanto ad arredare il mio mondo con le cose che mi piacciono.
M.,
concordo: il “vissero felici e contenti” appartiene al mondo delle favole.
non necessariamente la serenità è appannaggio della vecchiaia, bensi di chi, come te, si limita soltanto ad arredare il suo mondo con le cose che gli piacciono.
buon pomeriggio!
Golem,
non disconosco che tu possa avere elementi di ragione. tuttavia, sai bene che per me il tuo punto di vista, se dovesse essere limitato alla sessualità e alla riproduzione – cosa a cui non hai accennato nel post 38, resterebbe troppo schematico e troppo semplicistico.
buon pomeriggio!
Rossana, replico e chiudo. Come te -anche se tu sei una veterana- sono su questi forum da tempo, e leggo sempre le stesse cose. Al di là della situazione personale che mi ha spinto a cercare certe motivazioni, noto semplicemente che l’elaborazione delle vicende emotivo sentimentale, più note col nome di come “amore”, non sortiscono nessun effetto risolutivo delle questioni. O quanto meno non risultano mai esaustive nella spiegazione di quanto accade. Io stesso ho percorso quella strada, che si rivelava sempre a fondo cieco. Le ragioni che attengono invece alla parte meno nobile di noi, che chiamo istinto, mi hanno sempre spiegato gli eventi, soprattutto quando apparivano irrazionali, e nel merito ho portato quantità notevoli di argomenti, come tu stessa hai riconosciuto.
Se le teorie istintuali che io propongo non sembrano convincenti sotto l’aspetto della “sacralità” e che molti legano al fenomeno sessuale declinato col termine amore, non si può risolvere la questione dicendo “è più complicato di come la vedi tu”, ma non spiegare il perchè, in quanto non stiamo parlando dell’esistenza di Dio, per la quale la Fede è una ragione valida, quanto quella che ne dichiara la non esistenza. Stiamo parlando di un fenomeno umano, che attiene alle esigenze BASILARI dell’individuo, e che possiamo facilmente riconoscere nella spinta sessuale e nella successiva creazione del sodalizio di mutuo soccorso tra maschio e femmina che oggi chiamiamo matrimonio o quello che si vuole per definire quell’incontro. A quelle “sensazioni”, la cultura nei secoli vi ha sovrapposto abbellimenti e orpelli, alle quali la Chiesa ha dato il “taglio” che le è congeniale, ma il “corpus” resta sempre quello arcaico, anche se non lo vediamo attraverso i paludamenti di cui ho accennato.
Non riconoscerlo significa brancolare nel buio dell’illusione. Infatti il sottoprodotto “nobile” di questo finto mistero, è tutta la cultura, la filmografia e la letteratura amorosa che alimenta il finto mistero stesso. Spesso in buona fede. Ma la faccenda, fisiologicamente, (e in questo termine comprendo anche la mente dell’uomo, che non è un ente autonomo da esso) è molto meno complicata di come la fanno apparire. Siamo noi che la “facciamo” complicata. Perchè come Alcione e Ceice siamo sempre spinti a paragonarci agli dei quando “amiamo”. E l’amore, il NOSTRO amore, che ci coinvolge anima e corpo come sappiamo, dev’essere “per forza” qualcosa di speciale. Ma poi Zeus ci riporta sempre sulla Terra.
Ciao.
Senza offesa per nessuno… ma l’amore è una cosa semplice!!!! Troppe analisi…. troppi pensieri… troppi ragionamenti sull’Io e sugli iter… troppi arredatori… siamo dei piccoli mondi perfetti con le nostre scelte… il nostro lavoro… le nostre passioni… le paure… le fragilità… i bisogni… e poi c’è l’amore che ti stravolge tutto… che perturba il sistema perfetto… l’amore è qualcosa che va contro natura… contro la natura del singolo… ti spinge a mettere al centro del tuo mondo perfetto un’altra persona diversa da te… ti spinge ad amare quelle sue imperfezioni… a scendere a compromessi perché quella persona la vuoi… è inutile fare ragionamenti sull’irrazionale, parlare di felicità o infelicità… l’amore non sempre è felice ma è pur sempre amore… l’amore è una cosa semplice ti prende e tu rivoluzioni una vita… l’amore è per i coraggiosi… per gli altri c’è il godimento… la moto…. e i cavalli… si sta parlando del nulla!!!
Golem,
anch’io replico e chiudo, per evitare il solito nostro tormentoso loop.
è vero: non so spiegare la mia visione della questione altrettanto bene quanto te. questo non significa che la tua sia giusta e la mia totalmente sbagliata.
nessuno, che io sappia, è finora mai venuto del tutto a capo con assoluta sicurezza in merito al fenomeno umano, dalle infinite sfaccettature, chiamato amore. a me basta la sintesi di M. (e non hai idea di quanto sia stata importante per me): esiste l’amore senza sesso ed esiste il sesso senza amore. PUNTO!
se poi, nel corso del tempo, mi accadrà di cambiare idea, sarò ben lieta di poterlo fare.
un caro saluto.
Ginsy,
mi trovi d’accordo quasi su tutto, ma in particolare su:
– “ti spinge a mettere al centro del tuo mondo perfetto un’altra persona diversa da te…” – questo è quanto afferma anche il filosofo russo Solov’ev, che lo ritiene la spinta emotiva più valida e spontanea atta a far abbassare il livello d’egoismo umano.
– “l’amore non sempre è felice ma è pur sempre amore…” – così la penso anch’io, e altre donne che qui l’hanno confermato, ma, com’è logico che sia, non tutti possono sempre condividere le stesse opinioni.
tieniti ben stretti i tuoi punti di vista. secondo me, non c’è niente di male nel condire il pane quotidiano con qualche brandello di sogno o di speranza.
buona serata!
Cara Ginsy,
se tu avessi letto correttamente quanto ho scritto ad Altea, non avresti concluso il tuo ultimo post in quel modo. Errato.
Le mie passioni non c’entrano nulla con l’amore, ma era un discorso legato alla felicità, o meno, di una persona.
Se per te l’amore è una cosa semplice, perché semplicemente non senti la curiosità di spostare i veli, e di guardare ciò che c’è dietro, è una tua libera scelta, ma non considerare come non coraggiosi, o come parlatori del nulla, le persone che cercano di andare un po’ più in là del loro naso.
Moto, cavalli e macchinine me le tengo tutte.
Godere delle piccole cose per essere contenti. Tagliarsi la propria esistenza sulle proprie propensioni, interessi e talenti.
Sull’amore ho la mia idea, la mia filosofia di vita, ed il mio modo di vivere, che non è esattamente il frutto di una mancanza di coraggio.
L’essere umano è un qualcosa di complesso che richiede delle riflessioni per cercare di capire certe dinamiche.
Per tutti gli altri c’è la semplicità o, forse, superficialità.
Saluti
Ginsy, quelli che hai descritto sono gli effetti, NON le cause dell’…amore. E quegli effetti NON sono stati sempre gli stessi nel tempo e nelle diverse culture, neppure nella nostra di cultura, che si è arricchita sempre di più di etica e morale che ha condizionato quella forma di espressione NATURALE, che chiamiamo solo sesso quando non è accompagnata da certi “sentimenti” educati dalle regole della civile convivenza, provenienti, per cominciare, dalle religioni.
L’amore come lo descrivi tu, e’ un’espressione della cultura occidentale. Ma se osservassimo altre culture lontane dalle nostre, ti accorgeresti che quelle regole NON valgono. Ma quello che accomuna SEMPRE l’unione maschio/femmina resta il famoso sesso legato alla riproduzione, piu o meno cosciente, e (ma non sempre) il reciproco vantaggio “economico”, nel senso piu ampio del termine, dello stare insieme. Come dire che l’unione fa la forza.
Se non vogliamo sostenere che la nostra cultura sia superiore a tutte le altre, non possiamo che riconoscere che l’amore che ci stravolge la vita è e resta la pulsione sessuale, che i più raffinati incanalano nel sentimentalismo e quelli meno nel ” limite” opposto dello stupro, al maschile.
Al femminile e’ lo struggimento romantico del desiderio di avere “quell’uomo” ( perche’ per una femmina uno NON vale l’altro come per il maschio) caratteristico della nostra cultura opulenta e lontana dallla risoluzione quotidiana dei problemi legati alla sopravvivenza FISICA dove basta la forza e il coraggio, ma un fascino in linea con i valori correnti. Oppure la necessità di avere quel maschio, aitante e coraggioso quando serve chi difenda e protegga quella femmina nella LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA, come succedeva prima della…civiltà. Ma la CAUSA di certi comportamenti così distanti tra loro È SEMPRE LA STESSA. Il tempo ne ha modificato la forma ma NON la sostanza, Ginsy.
Spero di esser stato chiaro.
Naturalmente aspetto con ansia smentite a questa elementare evidenza.
Ciao.
Ciao Golem,
condivido tutto il tuo modo di vedere l’amore che, per come l’avevo io, è il sentimento più istintivo ed egoistico che ci sia.
Si fa un qualcosa per avere altro, e lo si fa perché fa stare bene noi.
Ci sentiamo appagati dal provare un piacere o ci sentiamo appagati ed in linea con i ” doveri” della persona per bene ed innamorata che deve sempre sostenere la persona amata in un momento di difficoltà.
C’è amore quando stiamo bene noi.
Altruismo in amore………..
Esiste una persona disposta a mettere al centro del suo mondo un’altra persona, senza che questa sua azione faccia nascere delle belle sensazioni dentro di sé?
Amore e DOLORE………
Esiste una persona disposta a caricarsi di un dolore altrui senza che questo comportamento abbia un risvolto positivo come, ad esempio, l’essersi comportato/a come la buona compagna, una buona moglie o come una brava persona, e quindi senza “sentirsi a posto con la coscienza” con la morale?
C’è SEMPRE un tornaconto positivo per ogni comportamento, ma non per questo si è approfittatori.
Sono innamorato della mia compagna Elena.
La voglio al centro del mio mondo, la voglio mia, voglio starle vicino nei momenti belli, e in quelli meno belli.
E quanto MI PIACE tutto questo! E lo faccio perché mi fa stare bene, prima di tutto.
Più egoismo di così.
M. Una chiosa la tua che ha migliorato ulteriormente le mie descrizioni piuttosto ” brute ” del fenomeno amore. L’egoismo di fondo che lo caratterizza dalla genesi dell’impulso, anche quando oggi dovesse apparire struggentemente sacrificale, e’ frainteso nell’accezione che una certa cultura cattolica ha dato del termine sacrificio, legato alla figura di Cristo. Etica che ci pervade anche se fossimo atei mentre sia occidentali e soprattutto italiani.
Anche gli innamorati che soffrono su queste pagine per la “perdita” di quella persona tanto amata, stanno rimpiangendo il ” benessere ” che quella persona, in un modo o nell’altro forniva loro, anche quando quel benessere si è mostrato sotto forma di “sofferenza” come nel caso del Salvatore, (che se vogliamo un obbiettivo l’aveva a Sua volta) che ha tracciato il solco di questa visione, che NOI applichiamo spesso in maniera vagamente masochistica nel sentimento amoroso più “elaborato”, come se si debba sempre “soffrire” per guadagnarsi il “paradiso”.
Paradossalmente, se i termini con i quali viene divulgato questo “amato” sentimento fossero coerenti, l’abbandonato/a, se amasse VERAMENTE quella persona, dovrebbe gioire se questa ora sta meglio senza di lui/ lei. Ma non è così. Mai, anche quando dovesse apparire esteriormente come tale,
Ti amo perché ho bisogno di te, e ho bisogno di te perché ti amo sottintendono SEMPRE un proprio sano NATURALE egoismo, che se fosse onestamente riconoscouto, svuoterebbe questo forum e i tribunali di drammi e cause nate da un… equivoco, che non si manifesta solo quando il ” do ut des ” funziona. Come nel raro ma non eterno “amore” reciproco.
Ciao.
Rossana, spero non ti secchi e non to arrabbi se continuassi il dibattito con altri utenti mantenendo le mie teorie sino a quando non verranno smontate.
Un saluto