La sto perdendo giorno dopo giorno
Riferimento alla lettera:
Salve Direttore, ho 40 anni, sposato da 13 e la conosco da 27. Abbiamo 2 figli. E’ un periodo bruttissimo per la nostra relazione. La sto perdendo giorno dopo giorno, nonostante le sia accanto accettando di tutto (sbalzi d’umore, chisure ed aperture verso di me, facciamo l’amore con l’intesità ed...
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Data di pubblicazione: 20 Ottobre 2014
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Categorie: - Amore
372 commenti
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Rossana,
qualche post fà hai scritto che io ed Altea siamo u ANCHE della nostra gioventù.
Qual è la tua visione sull’altra parte di gioventù?
Ginsy, non devi scusarti, anzi dovrei farlo io casomai. Ma la fine di un amore è come l’Ebola: quando te ne accorgi è già troppo tardi. E con tutta la simpatia per il buon senso che hai espresso, le cose che consigli servono quanto l’uso dell’aspirina nel caso della malattia che ho preso come esempio.
Io ho portato avanti per mesi la teoria dell’istinto che ci porta ad amare una persona piuttosto che un’altra, secondo un fenomeno che noi chiamiamo “innamoramento”, che è anche definito con termini che hanno a che fare con la mancanza dell’uso della ragione. Infatti si dice “ho perso la testa per…”. Se il passaggio tra la fase istintuale e quella razionale, non ha dato i frutti che sono rappresentati dalla stabilizzazione del rapporto, con la caduta della mitizzazione dell’amato, e della relativa accettazione di quest’ultimo nella sua reale veste di “essere comune”, la storia finisce. E finisce anche per motivi più banali.
Cercare di tenere in vita una storia amorosa col buon senso… non ha senso, servono emozioni. Perchè le storie d’amore non seguono strade razionali, ma quelle meno prevedibili dell’istinto, e quando questo ti dice NO è NO. Non ci sono nè ci saranno mai ragioni che tengano.
Qualche giorno fa ho scritto che si è sicuri di amare una persona di cui sei stata innamorata, quando riesci ad annoiarti con lui continuando a volergli bene. Tutto il contrario dell’innamoramento che è ansia continua, e non tranquilla serenità.
Chi non è arrivato ancora a quella fase di “quiescenza” dopo vent’anni, non ci arriverà più. Con o senza “aspirine”.
Ciao Ginsy.
Golem,
FORSE, dopo 13 anni di matrimonio, ci può stare un momento di crisi, che si può manifestare in tanti modi diversi. se si ama, credo sia giusto fare di tutto per rimettere in sesto una relazione che risente dei segni del tempo, prima di buttare a mare un quarto di vita. tanto più che ci sono due figli di mezzo.
se fossi in Fg123, cercherei di capire cosa manca a questa donna, di parlarne con lei con calma e con serenità, ripetutamente, lasciandole spiegare il perchè e il per come è interessata a quel rapporto virtuale. non le avrei impedito il contatto ma le avrei dato una scadenza abbastanza lunga per una sua decisione in merito, ponendola di fronte alla scelta fra il giovane amico e il compagno di sempre.
una terapia di coppia potrebbe anche essere utile, se entrambi hanno interesse a seguirla. il mio motto resta sempre lo stesso: mai avere rimpianti! si fa in fretta a disfare ma in alcuni casi sarebbe preferibile provare prima a fare del proprio meglio per ricostruire…
buona serata!
M.,
per me l’attuale gioventù è essenzialmente quella che leggo qui: spaurita, delusa, fragilissima, instabile, superficiale, incapace di valorizzare quello che ha ma soprattutto incapace di stabilire veri rapporti umani (a qualsiasi livello e di qualsiasi tipo), aggressiva, rancorosa, impietosa, crudele, irresponsabile, e potrei continuare ma non voglio.
ci sono, però, anche stupende eccezioni, sia qui che nel reale (magari facenti capo a chi non scrive sui forum, non essendo incline a lamentarsi o avendo un’esistenza mediamente ben riuscita). in fondo com’è sempre stato: in pochi puoi trovare la grandezza dell’essere umano nella sua infinita complessità. e magari tutti gli altri ne conservano uno o più spicchi, che non hanno però ancora avuto modo di rivelarsi. o che non lo possono fare in ambito amoroso, argomento cruciale su LaD.
quanto, invece, ai miei e alle mie pronipoti (ne ho sei, tra i 18 e i 35 anni) oserei dire che mi relaziono un pochino meglio con i maschi, forse perché con loro sto più sul generico, mentre con le femmine proprio non c’è storia. nemmeno pagando si può avere nulla di ben fatto o puntuale da nessuno di loro, nemmeno nei confronti di chi ha loro dedicato tempo, attenzioni e affetto e ora avrebbe bisogno anche soltanto della loro saltuaria presenza. è quasi come se fossero anaffettivi, proiettati solo su loro stessi, sui loro hobby, sui loro amori e sui loro sogni… forse anch’io, alla loro età, ero simile a loro ma… non mi sembra che fossi proprio del tutto così distaccata e così poco affidabile!
buona serata!
Buongiorno Ross. Ricordi quando si parlava di quella ragazza, Fiore credo, che presa dal maturo capufficio, al di la dei rischi che amava correre, si prevedeva che tanto da lì ai 40 sarebbe cambiata due volte? Allora tanto valeva che si togliesse lo sfizio, ma intanto le dispiaceva per il quinquennale fidanzato? Ecco qui è successo lo stesso. Si conoscono da quando avevano 13 anni, e evidentemente non sono “cresciuti” allo stesso modo mentre inevitabilmente cambiavano.
Leggi cosa scrive lui di lei “…che razionalmente vuole restare con me, ma inconsciamente non sa cosa vuole”. Sai cosa significa quell'”inconsciamente non sa cosa vuole?” Che è l’istinto che gli sta sussurrando qualcosa nell’orecchio, e l’istinto sa benissimo cosa vuole, ma deve superare il filtro della coscienza, e purtroppo ci riesce sempre. Come sta succedendo a Fiore, a questa donna e altre che ho conosciuto “molto” bene. Anche se poi si sono cacciate nei guai.
La terapia di coppia è un anestetico, che ti addormenta per un pò quella vocina. Ma appena passa l’effetto…
Poi Ross, un uomo può mantenere, con fatica, il piede in due scarpe, lo leggiamo qui tutti i giorni. Una donna, per quel che mi risulta, quando ha deciso o sente la “vocina”, è già partita. Può restare il corpo fisico, ma la testa è già da un’altra parte. Ti ricordi il caso Giampaolo che esiti ha avuto?
Quali siano state le cause, ormai non serve più a far cambiare la direzione della “spinta” di quella donna, ma solo a FG123 per capire dove “eventualmente” lui possa aver sbagliato. Ma non è neanche detto che abbia sbagliato, almeno nelle intenzioni, semplicemente quella donna ha bisogno delle famose “emozioni” con le quali da sempre si identifica l’amore, anche quando non lo è.
E poi, un uomo può restare “anche” per bieca convenienza, una donna lo fa raramente, o piuttosto mai. Soprattutto quando ti viene a dire che l’amico col quale ti tradisce (anche se non ci è andata a letto, ma che non vede l’ora di fare) “le manca”.
Certo faccio gli auguri al nostro amico, non sa quanto lo capisco. I miracoli possono sempre accadere.
Salutoni Ross.
Golem,
per me ogni caso è a se stante. non sono in grado di ricavare dei denominatori comuni, anche se magari ci possono essere.
buona serata!
Altea,
perché ti è piaciuto il mio post numero 18?
Sei o vorresti essere una persona con un bassissimo grado di manipolazione altrui?
Cosa studi?
Rossana,
mamma mia che dipinto che hai fatto della MIA gioventù.
Vestito tagliato abbastanza su misura, ma ovviamente c’è dell’altro.
Non credo che la tua generazione e tutte quelle che ci hanno preceduto fosse qualcosa di più e di meno rispetto alla mia.
A livello di facciata sì. Erano ed eravate migliori di noi, nella forma…….
Forse la mia generazione deve fare molta più fatica per trovare quei punti di riferimento che ogni generazione dovrebbe avere e ritrovare in chi li ha preceduti. I genitori per esempio.
In realtà siete “giganti” che si sgretolano sempre di più ai nostri occhi, lasciando a noi il peso di “mettere a posto” i pesi che ci lasciate sulle spalle.
Bye
Rossana, come per qualunque “malattia” i sintomi si intravedono in tutte le storie che hanno un certo iter. Sicuramente le modalità con le quali si giunge a quelle conclusioni saranno le più varie. Ma, a mio parere, le dinamiche sono sempre le stesse, e legate al solito gioco a nascondino tra istinto e ragione.
Ciao, buona serata
…m., non studio niente. sono un fallimento universitario plurimo (comincio a pensare x scelta)…diciamo che butto un occhio sui libri giusto perché mi servono per risolvere problemi al lavoro…
non so cosa voglia dire la tua domanda ma la tua tattica, mi sembra abbia una buona dose di istinto di conservazione.
e forse dovrei iniziare a conservarmi, anziché…anziché.
per il resto. sarò di parte, e ormai mi sembra di dire tutto il contrario di tutto (sto combattendo contro svariate cose che mi passano dentro)…ma…io se parto con la “vocina”, parto. salvo poi tornare indietro con i sensi di colpa.
vuoi forse che la debba lasciare andare, x farla tornare?
tanto una persona insicura, è insicura sempre. di sicuro questo amore platonico (e li amo…sono sempre così perfetti, finchè si sta lontani),se mai dovesse concretizzarsi perderebbe un buon 30×100 di svalutazione “realtà” nel termine immediato, un buon 40 di svalutazione “problemi quotidiani e ipotesi di fuga/divorzio” nel brevissimo periodo, e un altro 25×100 da dividere come segue nel medio periodo:
– 10 per “senso di colpa e dubbi vari”
– 10 per “frenata ripensamento”
– 5 di “credevo fosse amore, invece era un calesse”
e un 5 a strascico per “lotta alla razionalizzazione di un amore fallimentare” da assegnare in varie misure nel medio-lungo periodo.
il lungo periodo è un’ipotesi irrealistica, lo sappiamo bene.
quasi mai si costruisce la propria felicità a scapito di quella altrui.
salvo essere ancora nella fase di conoscenza dell’altro sesso e soprattutto del sesso.
dopo 20 anni di matrimonio è un’illusione di libertà.
non si cancella tutto quel tempo insieme. di essere appartenuti per così tanto tempo ad una persona.
la prova schiacciante è che chi viene “scarcerato”, non dice mai “sono felice.”ma “sono sereno”. la serenità è roba da anziani. in un’epoca della vita in cui è ormai tardi per ricostruire qualcosa di durevole e serio.
l’innamoramento è progettualità. togli la magia di quella, ed è tutto finito.
semplice.
M.,
“Forse la mia generazione deve fare molta più fatica per trovare quei punti di riferimento che ogni generazione dovrebbe avere e ritrovare in chi li ha preceduti. I genitori per esempio.” – concordo.
a livello privato tutti i genitori, però, prima o poi si sgretolano agli occhi dei figli. a mio avviso, è un passaggio obbligato. altra cosa sono i dissesti politici e il danno che ci siamo e vi abbiamo arrecato, se non altro con l’enorme accumulo di debito pubblico. questi sì, sono imperdonabili.
buona giornata!
Golem,
la malattia può anche essere la stessa (cosa che però resta da verificare) ma, a seconda dell’età del “malato” e della sua situazione personale si può provare a trattarla con maggior o minor leggerezza.
una cosa è la fine di un’unione perchè l’uomo non aderisce al desiderio di maternità di sua moglie; altra è l’infatuazione amorosa di una giovane donna per un uomo maturo; altro ancora potrebbe essere il capriccio momentaneo di una madre di famiglia. personalmente, rifiuto di fare di tutta l’erba un fascio, anche per la diversa stoffa e storia delle persone in ballo.
ho seguito privatamente la storia di un uomo tradito cinque o sei volte per denaro; la sua famiglia si è ricomposta, perchè lui amava sua moglie, pur ammettendo di averla data per scontata. e si trattava di un uomo del sud. non ci avrei scommesso un centesimo e invece pare ce l’abbiano fatta a superare la disavventura, pagando entrambi un altissimo prezzo di sofferenza, per il bene loro e dei loro figli.
buona giornata!
Buongiorno Rossana. Nei tre esempi che mi hai citato, che dimostrano tre iter emozionali differenti, il fattore che li accomuna nella genesi decisionale io lo chiamo istinto, o inconscio se preferiamo, che è il “vaso di Pandora” che contiene “oggetti” del nostro IO di cui ignoriamo l’esistenza, ma che agiscono nell’indirizzare le nostre scelte. Ecco a me interessa l’azione di questi elementi, e il modo con il quale presentano alla coscienza le “richieste”. Come poi quest’ultima realizzi il percorso per soddisfare quelle richieste, sarà SEMPRE assolutamente personale, ed emergeranno inevitabilmente qualità e spessore, o stoffa che dir si voglia, del soggetto interessato.
Seguendo l’interessante “iter” di Altea, si nota come una personalità ricca ed intelligente come la sua, crei dei “percorsi” emozionali labirintici, estremamente complessi, che ripercorre ogni qualvolta si vengono a ricreare determinate condizioni di interattività empatica tra lei e il soggetto “amato”. La stessa istanza in una personalità più “semplice” produce un risultato più semplice, MA CHE NASCE DALLO STESSO SINTOMO.
La ricomposizione di una vicenda sentimentale come quella che auspica e auguro al nostro protagonista, o quella dell’uomo del sud che hai citato, non sarà MAI una marcia indietro rispetto a quelle istanze istintuali che hanno prodotto la frattura, ma una RAZIONALIZZAZIONE della realtà con la quale bisogna comunque fare i conti, e quindi un compromesso. Questi eventi soggettivamente caratterizzati, sono i cosiddetti epifenomeni di cui ho accennato qualche post fa. Che identificano una certa vicenda come diversa da un altra, ma NON cambiamo l’essenza della ragione che invece LE accomuna entrambe.
Un saluto.
Altea,
la serenità è per chi ha saputo guadagnarsela dopo numerose cadute, e non bisogna essere necessariamente anziani per essere sereni.
È una medaglia al valore.
Ho smesso di rincorrere la felicità.
Non perché io non voglia essere felice, ma perché credo che sia un qualcosa di talmente sottile, sfuggevole, che forse non vale la pena di subire tutto lo sbattimento per raggiungerla.
Felicità. Ma, poi, che cos’è la felicità? Quanto dura? Quando inizia? Quando finisce?
Queste sono domande che prevedono risposte multiple, tagliate sulle esperienze personali, e quindi senza una formula assoluta per raggiungerla.
Piuttosto mi sono concentrato sui miei godimenti.
Le mie passioni (le corse in macchina, moto, cavalli), la cultura sotto varie forme, i viaggi, il cibo, le serate con amici, la mia famiglia.
Insomma, sono un godereccio, e questa cosa mi dà ciò che io chiamo serenità, ed altri chiamano felicità.
Non rincorro nulla. Mi limito soltanto ad arredare il mio mondo con le cose che mi piacciono.
M.,
concordo: il “vissero felici e contenti” appartiene al mondo delle favole.
non necessariamente la serenità è appannaggio della vecchiaia, bensi di chi, come te, si limita soltanto ad arredare il suo mondo con le cose che gli piacciono.
buon pomeriggio!
Golem,
non disconosco che tu possa avere elementi di ragione. tuttavia, sai bene che per me il tuo punto di vista, se dovesse essere limitato alla sessualità e alla riproduzione – cosa a cui non hai accennato nel post 38, resterebbe troppo schematico e troppo semplicistico.
buon pomeriggio!
Rossana, replico e chiudo. Come te -anche se tu sei una veterana- sono su questi forum da tempo, e leggo sempre le stesse cose. Al di là della situazione personale che mi ha spinto a cercare certe motivazioni, noto semplicemente che l’elaborazione delle vicende emotivo sentimentale, più note col nome di come “amore”, non sortiscono nessun effetto risolutivo delle questioni. O quanto meno non risultano mai esaustive nella spiegazione di quanto accade. Io stesso ho percorso quella strada, che si rivelava sempre a fondo cieco. Le ragioni che attengono invece alla parte meno nobile di noi, che chiamo istinto, mi hanno sempre spiegato gli eventi, soprattutto quando apparivano irrazionali, e nel merito ho portato quantità notevoli di argomenti, come tu stessa hai riconosciuto.
Se le teorie istintuali che io propongo non sembrano convincenti sotto l’aspetto della “sacralità” e che molti legano al fenomeno sessuale declinato col termine amore, non si può risolvere la questione dicendo “è più complicato di come la vedi tu”, ma non spiegare il perchè, in quanto non stiamo parlando dell’esistenza di Dio, per la quale la Fede è una ragione valida, quanto quella che ne dichiara la non esistenza. Stiamo parlando di un fenomeno umano, che attiene alle esigenze BASILARI dell’individuo, e che possiamo facilmente riconoscere nella spinta sessuale e nella successiva creazione del sodalizio di mutuo soccorso tra maschio e femmina che oggi chiamiamo matrimonio o quello che si vuole per definire quell’incontro. A quelle “sensazioni”, la cultura nei secoli vi ha sovrapposto abbellimenti e orpelli, alle quali la Chiesa ha dato il “taglio” che le è congeniale, ma il “corpus” resta sempre quello arcaico, anche se non lo vediamo attraverso i paludamenti di cui ho accennato.
Non riconoscerlo significa brancolare nel buio dell’illusione. Infatti il sottoprodotto “nobile” di questo finto mistero, è tutta la cultura, la filmografia e la letteratura amorosa che alimenta il finto mistero stesso. Spesso in buona fede. Ma la faccenda, fisiologicamente, (e in questo termine comprendo anche la mente dell’uomo, che non è un ente autonomo da esso) è molto meno complicata di come la fanno apparire. Siamo noi che la “facciamo” complicata. Perchè come Alcione e Ceice siamo sempre spinti a paragonarci agli dei quando “amiamo”. E l’amore, il NOSTRO amore, che ci coinvolge anima e corpo come sappiamo, dev’essere “per forza” qualcosa di speciale. Ma poi Zeus ci riporta sempre sulla Terra.
Ciao.
Senza offesa per nessuno… ma l’amore è una cosa semplice!!!! Troppe analisi…. troppi pensieri… troppi ragionamenti sull’Io e sugli iter… troppi arredatori… siamo dei piccoli mondi perfetti con le nostre scelte… il nostro lavoro… le nostre passioni… le paure… le fragilità… i bisogni… e poi c’è l’amore che ti stravolge tutto… che perturba il sistema perfetto… l’amore è qualcosa che va contro natura… contro la natura del singolo… ti spinge a mettere al centro del tuo mondo perfetto un’altra persona diversa da te… ti spinge ad amare quelle sue imperfezioni… a scendere a compromessi perché quella persona la vuoi… è inutile fare ragionamenti sull’irrazionale, parlare di felicità o infelicità… l’amore non sempre è felice ma è pur sempre amore… l’amore è una cosa semplice ti prende e tu rivoluzioni una vita… l’amore è per i coraggiosi… per gli altri c’è il godimento… la moto…. e i cavalli… si sta parlando del nulla!!!
Golem,
anch’io replico e chiudo, per evitare il solito nostro tormentoso loop.
è vero: non so spiegare la mia visione della questione altrettanto bene quanto te. questo non significa che la tua sia giusta e la mia totalmente sbagliata.
nessuno, che io sappia, è finora mai venuto del tutto a capo con assoluta sicurezza in merito al fenomeno umano, dalle infinite sfaccettature, chiamato amore. a me basta la sintesi di M. (e non hai idea di quanto sia stata importante per me): esiste l’amore senza sesso ed esiste il sesso senza amore. PUNTO!
se poi, nel corso del tempo, mi accadrà di cambiare idea, sarò ben lieta di poterlo fare.
un caro saluto.
Ginsy,
mi trovi d’accordo quasi su tutto, ma in particolare su:
– “ti spinge a mettere al centro del tuo mondo perfetto un’altra persona diversa da te…” – questo è quanto afferma anche il filosofo russo Solov’ev, che lo ritiene la spinta emotiva più valida e spontanea atta a far abbassare il livello d’egoismo umano.
– “l’amore non sempre è felice ma è pur sempre amore…” – così la penso anch’io, e altre donne che qui l’hanno confermato, ma, com’è logico che sia, non tutti possono sempre condividere le stesse opinioni.
tieniti ben stretti i tuoi punti di vista. secondo me, non c’è niente di male nel condire il pane quotidiano con qualche brandello di sogno o di speranza.
buona serata!
Cara Ginsy,
se tu avessi letto correttamente quanto ho scritto ad Altea, non avresti concluso il tuo ultimo post in quel modo. Errato.
Le mie passioni non c’entrano nulla con l’amore, ma era un discorso legato alla felicità, o meno, di una persona.
Se per te l’amore è una cosa semplice, perché semplicemente non senti la curiosità di spostare i veli, e di guardare ciò che c’è dietro, è una tua libera scelta, ma non considerare come non coraggiosi, o come parlatori del nulla, le persone che cercano di andare un po’ più in là del loro naso.
Moto, cavalli e macchinine me le tengo tutte.
Godere delle piccole cose per essere contenti. Tagliarsi la propria esistenza sulle proprie propensioni, interessi e talenti.
Sull’amore ho la mia idea, la mia filosofia di vita, ed il mio modo di vivere, che non è esattamente il frutto di una mancanza di coraggio.
L’essere umano è un qualcosa di complesso che richiede delle riflessioni per cercare di capire certe dinamiche.
Per tutti gli altri c’è la semplicità o, forse, superficialità.
Saluti
Ginsy, quelli che hai descritto sono gli effetti, NON le cause dell’…amore. E quegli effetti NON sono stati sempre gli stessi nel tempo e nelle diverse culture, neppure nella nostra di cultura, che si è arricchita sempre di più di etica e morale che ha condizionato quella forma di espressione NATURALE, che chiamiamo solo sesso quando non è accompagnata da certi “sentimenti” educati dalle regole della civile convivenza, provenienti, per cominciare, dalle religioni.
L’amore come lo descrivi tu, e’ un’espressione della cultura occidentale. Ma se osservassimo altre culture lontane dalle nostre, ti accorgeresti che quelle regole NON valgono. Ma quello che accomuna SEMPRE l’unione maschio/femmina resta il famoso sesso legato alla riproduzione, piu o meno cosciente, e (ma non sempre) il reciproco vantaggio “economico”, nel senso piu ampio del termine, dello stare insieme. Come dire che l’unione fa la forza.
Se non vogliamo sostenere che la nostra cultura sia superiore a tutte le altre, non possiamo che riconoscere che l’amore che ci stravolge la vita è e resta la pulsione sessuale, che i più raffinati incanalano nel sentimentalismo e quelli meno nel ” limite” opposto dello stupro, al maschile.
Al femminile e’ lo struggimento romantico del desiderio di avere “quell’uomo” ( perche’ per una femmina uno NON vale l’altro come per il maschio) caratteristico della nostra cultura opulenta e lontana dallla risoluzione quotidiana dei problemi legati alla sopravvivenza FISICA dove basta la forza e il coraggio, ma un fascino in linea con i valori correnti. Oppure la necessità di avere quel maschio, aitante e coraggioso quando serve chi difenda e protegga quella femmina nella LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA, come succedeva prima della…civiltà. Ma la CAUSA di certi comportamenti così distanti tra loro È SEMPRE LA STESSA. Il tempo ne ha modificato la forma ma NON la sostanza, Ginsy.
Spero di esser stato chiaro.
Naturalmente aspetto con ansia smentite a questa elementare evidenza.
Ciao.
Ciao Golem,
condivido tutto il tuo modo di vedere l’amore che, per come l’avevo io, è il sentimento più istintivo ed egoistico che ci sia.
Si fa un qualcosa per avere altro, e lo si fa perché fa stare bene noi.
Ci sentiamo appagati dal provare un piacere o ci sentiamo appagati ed in linea con i ” doveri” della persona per bene ed innamorata che deve sempre sostenere la persona amata in un momento di difficoltà.
C’è amore quando stiamo bene noi.
Altruismo in amore………..
Esiste una persona disposta a mettere al centro del suo mondo un’altra persona, senza che questa sua azione faccia nascere delle belle sensazioni dentro di sé?
Amore e DOLORE………
Esiste una persona disposta a caricarsi di un dolore altrui senza che questo comportamento abbia un risvolto positivo come, ad esempio, l’essersi comportato/a come la buona compagna, una buona moglie o come una brava persona, e quindi senza “sentirsi a posto con la coscienza” con la morale?
C’è SEMPRE un tornaconto positivo per ogni comportamento, ma non per questo si è approfittatori.
Sono innamorato della mia compagna Elena.
La voglio al centro del mio mondo, la voglio mia, voglio starle vicino nei momenti belli, e in quelli meno belli.
E quanto MI PIACE tutto questo! E lo faccio perché mi fa stare bene, prima di tutto.
Più egoismo di così.
M. Una chiosa la tua che ha migliorato ulteriormente le mie descrizioni piuttosto ” brute ” del fenomeno amore. L’egoismo di fondo che lo caratterizza dalla genesi dell’impulso, anche quando oggi dovesse apparire struggentemente sacrificale, e’ frainteso nell’accezione che una certa cultura cattolica ha dato del termine sacrificio, legato alla figura di Cristo. Etica che ci pervade anche se fossimo atei mentre sia occidentali e soprattutto italiani.
Anche gli innamorati che soffrono su queste pagine per la “perdita” di quella persona tanto amata, stanno rimpiangendo il ” benessere ” che quella persona, in un modo o nell’altro forniva loro, anche quando quel benessere si è mostrato sotto forma di “sofferenza” come nel caso del Salvatore, (che se vogliamo un obbiettivo l’aveva a Sua volta) che ha tracciato il solco di questa visione, che NOI applichiamo spesso in maniera vagamente masochistica nel sentimento amoroso più “elaborato”, come se si debba sempre “soffrire” per guadagnarsi il “paradiso”.
Paradossalmente, se i termini con i quali viene divulgato questo “amato” sentimento fossero coerenti, l’abbandonato/a, se amasse VERAMENTE quella persona, dovrebbe gioire se questa ora sta meglio senza di lui/ lei. Ma non è così. Mai, anche quando dovesse apparire esteriormente come tale,
Ti amo perché ho bisogno di te, e ho bisogno di te perché ti amo sottintendono SEMPRE un proprio sano NATURALE egoismo, che se fosse onestamente riconoscouto, svuoterebbe questo forum e i tribunali di drammi e cause nate da un… equivoco, che non si manifesta solo quando il ” do ut des ” funziona. Come nel raro ma non eterno “amore” reciproco.
Ciao.
Rossana, spero non ti secchi e non to arrabbi se continuassi il dibattito con altri utenti mantenendo le mie teorie sino a quando non verranno smontate.
Un saluto