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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 12626
    lan -

    LILLY il percorso è lungo e tortuoso , ma solo per il fatto che tu stessa lo stai ammettendo è gia un gran passo lo scatto successivo sara’ quello della consapevolezza in te stessa …. tutto insegna , tutto dopo viene preso con le molle , ma tutto cambia con il tempo .. stimati , amati , fai qualunque cosa che alzi la tua autostima .. essere equilibrati è difficile , ogni giorno è difficile . si chiama equlibrio propio per quello , basta un piede in fallo è si crolla , adesso sei libera anche se non ti sembra , quando avrai le forze ti tornera la voglia di lottare ed incasinarti il cuore … ma adesso cercati .. prima di pensare a sottostimarci a farci prendere da ansie e menate varie , vediamo prima se magari non siamo circondati da un branco di idioti … ciao

  • 12627
    LUNA -

    IAN, a me sembra che a LILLY invece percepisca di essere libera. Libera da una serie di cose, perlomeno. Ma che ti risponda lei per sè! 🙂 Io devo dire che non ho mai vissuto pensando che fosse necessario avere una storia sentimentale. E può sembrare un controsenso visto che non ne ho avute molte, ma molto ravvicinate. Eppure non ho mai pensato ‘mi devo innamorare!’ o ‘non voglio/non posso restare da sola’ e forse, dico forse, paradossalmente, se son riuscita a reggere una storia quando vi ero molto sola è stato, a parte perché amavo molto la persona, l’amavo da anni, prima che l’andazzo mutasse e entrassero in gioco altre dinamiche, l’ho retta proprio per una mia parte di autonomia e indipendenza molto spiccata. Mi son chiesta quanto ci fosse di dipendenza affettiva nel mio combattere-sopportare-reggere e in un mio attaccamento viscerale. Beh, una parte ci sarà stata, certamente. Ma la veritá è che io quell’uomo l’ho amato a lungo nella buona sorte,

  • 12628
    LUNA -

    quando tra noi c’erano sentimenti, passione, condivisione spontanea a unirci. Ma l’ho amato anche per quel nostro essere anche autonomi, indipendenti, che non vuol dire egoisti, menefreghisti, freddi, scostanti. Nè vuol dire il venerdì sera sempre libero per farsi gli affari propri. Per me il concetto di libertà è un altro. E’ qualcosa che mi son portada dentro sempre. E quando ero impegnata dai 20 ai 30anni, nella fase positiva, non mi son mai sentita meno libera. Dopo sì. Ma non perché ero in coppia, che neanche si capiva se c’ero e quanto. Per altre modalità e ragioni. Quando qualcuno dice che le relazioni sono ‘necessarie’ per avere un senso, di per sè, in sè, nella vita, così come qualcuno dice che la coppia, di per sè, è una trappola io non mi rivedo in nessuna delle due cose. Io, di per sè, quando son stata in coppia, dove avevo sentito realmente di stare, non l’ho mai vista come un qualcosa che mi toglieva possibilità e quando son stata sola non son stata peggio con me stessa. Il mio errore, anche se la faccenda è stata davvero alquanto complicata, è stato vivere un complesso ibrido. Che ho retto però, appunto, anche se con dolore e frustrazione, perché desideravo una vita normale -non una, la nostra- ho retto anche per la mia capacità di autonomia interiore. Perchè anche quando stavo male con me, in fondo, riuscivo a starci con me. Anche se si dilatava pure troppo la mia capacità di stare sola, fino a diventare un gorgo. E dimenticare perché la gente sta veramente insieme, su cosa sente anche di poter contare etc. Oggi, anche se ho le mie ferite in guarigione e son forse un po’ una che ha dimenticato certe modalità da fidanzatini, e son pure troppo autonoma per certi versi per cui per una persona fortemente dipendente risulterei un”aliena indipendentista e separatista in realtà mi sento più serena e libera perchë mi sento molto piú vicina ad un mio modo di essere. Per cui sto bene con me e non penso che una storia sia necessaria. Nè sia per forza un tragico cappio che distrugge e invade il tuo equilibrio. Anche perchè l’amore è raro. Non mi sento una fuggitiva perché dopotutto so che per quanto non sia mai stato così facile accalappiarmi veramente sin da quando ero ragazzina quando sentivo di amare e mi sentivo realmente amata non é mai servito il laccio. C’ero.

  • 12629
    Lilly -

    Si LUNA, hai percepito bene. Percepisco di essere libera, di essermi sempre comportata in modo da non poterlo, fisicamente e mentalmente esserlo ma di avere sufficienti “armi” per poter stare da sola sulle mie gambe.
    Non vorrei tirare in ballo l’ultima storia, quella che, in qualche modo, hai “conosciuto”, tramite questa ed altre lettere del sito, anche tu. Ma devo farlo….perchè da quella fine ha avuto inizio il mio inizio (scusa il gioco di parole).
    A parte un’evidente scemenza acuta che mi ha perseguitato per alcune settimane, ho retto discretamente alla fine della storia che per me è stata la più importante della mia vita.
    E questo reggere bene potrebbe essere (ed è) interpretato, dai più, come menefreghismo o non amore.
    In realtà, con quella fine, mi sono liberata di un fardello.
    Un fardello incarnato non dalla storia in sè ma dal mio modo di vivere una storia.
    Un modo che mi apparteneva tanti anni fa e che ora non è più mio.
    Un modo viscerale contraddistinto da un senso di appartenenza reciproca al limite della prigionia amorosa. Un modo tipicamente adolescenziale (quantomeno la mia adolescenza).
    Anch’io, come te, LUNA, ho vissuto poche storie ma le ho vissute in tempi così ravvinati da coprire un ventennio della mia esistenza.
    Non sempre ho amato, devo essere sincera, ma finchè la soria è stata up sono stata bene, quando i problemi hanno fatto capolino ho avuto, negli anni, delle reazioni che mi avrebbero dovuto aprire gli occhi su come stavo diventando. Crisi di panico, fame d’aria, reazioni spropositate.
    Ora respiro e, come te, ho voglia.
    E non parlo di voglia di avere una storia. Ho una voglia generica. Voglia di vivere e di essere al centro del mio mondo a modo mio.
    Il che non significa nè comandare nè fregarsene. Significa essere autonomi e, se capita, se merita, accompagnarsi. Senza prevaricare, senza soccombere. Senza autocondannarsi, come ho fatto io (e ancora oggi non so il perchè visto che questa sensazione mi faceva un gran male) ad una dipendenza mentale che, a volte, è stata sfruttata, a volte è stata rifiutata.
    Voglia di godermi l’aria che mi entra nei polmoni. E voglio farlo ora.
    Non sono riuscita a diventare cinica e misandrica come mi auguravo i primi tempi, non sono caduta nel tunnel come mi è successo anni fa.
    Ho cambiato la pelle, come i serpenti.
    Sono uscita dal passato per entrare nel presente.
    E voglio starci, finalmente.
    Da sola? Va bene così.
    In compagnia? Ok.
    Ma io sono io, non sono nulla di particolare ma ho il mio spazio ed il mio tempo e me li voglio tenere, godere, piangere.
    Certo, ho i miei attimi bui. Attimi in cui il galleggiare nel caos non è affatto divertente e si vorrebbe tanto un abbraccio come punto di riferimento.
    A volte, quell’abbraccio, (morale ed amicale)c’è. A volte non lo trovo o non lo sento, piango un pò e me ne faccio una ragione.
    Ho anche i miei attimi allegri, che mi piacerebbe condividere ma ho imparato a ridere tra me e me. E non è affatto male.

  • 12630
    Lilly -

    L’amore non è un dono divino la cui assenza priva l’esistenza di significato nè una prigione da evitare con cura.
    E’ un “qualcosa” che può capitare di incontrare come no. E’ un “qualcosa” che, a volte c’è ma non è corrisposto, un “qualcosa” che può finire o che può aumentare in modo esponenziale.Ma è, comunque, un “qualcosa” che nasce da e tra singoli individui. Individui che esistono e che hanno diritto di vivere e di vivere bene con sè stessi.
    Quando sono capitata qui, nel lontano 2009, uscivo da una storia marcia che mi aveva distrutta. Una storia in cui io non ero io, non ero nulla. Ero una bocca che non sapeva più come e cosa replicare, come difendersi da attacchi violenti e gratuiti.
    Ecco, se c’è qualcosa che stento a perdonarmi è proprio quel periodo. La gabbia in cui avevo scelto di rinchiudermi e cui stavo letteralmente attanagliata nonostante stessi male, nonostante mi sentissi distrutta.
    Il perchè mi sia condannata in quel modo è e resterà un mistero.
    Ma mi perdonerò, prima o poi, perchè quella brutta storia non ha lasciato vittime sul campo.
    Non lui che se l’è goduta, non io che bene o male sono sopravissuta a quel raid.
    Ora sono qui, viva e sopravissuta a quegli eventi grazie, anche, alla storia successiva. Una storia che è finita ma che mi ha dato tanto, finchè c’è stata e mi sta dando ancora adesso, sotto altre forme (non è vero che non si possono mantenere buoni rapporti).

    Se c’è un augurio che posso fare a tutti coloro che scrivono qui e in lettere simili è di riuscire a respirare. A respirare il presente e a sentirsi polmoni pieni di qualcoso di buono.

    Un saluto a tutti.

  • 12631
    LUNA -

    LILLY, assolutamente d’accordo, si possono mantenere buoni, sereni rapporti. Nè per dipendenza, nè per buonismo, ma perché può, spontaneamente e serenamente accadere. Di per sè la fine di una storia non è sinonimo di perdita di stima nè del rinnegare il positivo di un vissuto reciproco. Della persona a cui ti riferisci non so. Intendo dire che non la conosco personalmente ed è ovvio che sulle vostre vicende e ragioni non metto bocca! Posso solo, sinceramente dire che ho sempre apprezzato il suo modo di porsi qui negli interventi. – ‘individui che esistono e hanno il diritto di vivere bene con se stessi’: verissimo!!! E’ un aspetto che sento molto. In questa fase della vita tanto. E che riguarda l’individuo me, sicuramente. Ma anche l’altro. Non vedo la cosa in chiave meramente egocentrica, tuttaltro. di vero c’è che son stata anche ‘pressata’ parecchio e ho vissuto difficoltà varie per cui la sensazione di serenità, quando la provo, mi sembra impagabile. Anche in cose che ad alcuni

  • 12632
    LUNA -

    potrebbero sembrare di uno scontato e banale lapalissiano. Idem la libertà. La libertà non è fatta di cose eclatante a volte, ma di ‘fluidità’ in se stessi, anche nel non programmare, nello stare nel presente. Non mi dilungo, penso mi puoi capire. Ma c’è anche un altro tipo di libertà. Ho una forte personalità? Guarda, non so, può darsi. Ma mi è capitato nella vita di non essere per niente prepotente, di non pensare minimamente che si dovesse essere e fare come dicevo io, l’altro e di sentirmi dire ‘no, infatti non sei prepotente, però io son più debole di carattere di te e quindi…’ e magari di sentirmi rinfacciare cose che non avevo chiesto, e quindi di ritrovarmi pressata da un ‘ricatto’ che non avevo mai pensato di agire, nè di voler subire. Tanto più perché io non credo per nulla nello ‘snaturarsi’ delle persone. E non ci ho mai creduto. Credo all’evolversi semmai. Ma non è che la direzione la fissa un altro. Inoltre mi è capitato di soffrire di più, per mentre avevo dolori grandi, perché chi in teoria doveva esserci non c’era. E che fosse pure non per volontà di dolo accadeva questo: che non mi aspettavo cose pazzesche, semmai di condividere un mio lato salvavita positivo. Invece mi succedeva di stressarmi il quadruplo. Quando se fossi stata sola mi sarei, a quel punto, stressata meno. Invece dovevo anche ‘combattere’ di più. E’ una cosa che ho osservato. E mi ha anche ‘liberata’

  • 12633
    giulia59 -

    LIDIAAAAAAAAAAAAAAAAAA
    dove sei? non ti sei fatta sentire più
    aspetto con ansia tue notizie e ti dico anche che cè Ulisse che aspetta tue notizie e cerca di leggere ciò che scrive e vedi che riceverai una forza che ti fà sentire bene con te stessa .tvbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb ti aspetto con ansia

  • 12634
    david -

    Moooohhhhh……

  • 12635
    LUNA -

    LlLLY: ciao cara 🙂 belle foto sulla neve oggi e tante coccole al (e dal) gatto davanti alla stufa. Giornata anche un po’ pensierifera, inventario. – ho incontrato uno che conosco. credo sia almeno la decima volta che torna con lei, e ha ricambiato casa. ero rimasta che lei stava con l’ennesimo altro. hanno un figlio di dieci anni che lui adora. oggi era tutto contento di dirmi che stanno di nuovo insieme anche perche il bambino e’ tanto felice. quello “regolare” tra i due e’ lui che ci spera anche stavolta. Con una luce negli occhi disarmante su un volto es

  • 12636
    LUNA -

    Esaurito. Ovviamente spero che le sue speranze siano ben riposte e non ho fatto commenti. Lei e’ devastante pero’… Constatazione. La conosco e cmq dela sua… indole non ha mai fatto mistero. Sanno loro. Il figlio non so come puo reagire davvero a sti tira e molla… Anche se passa piu tempo con lui e i nonni paterni in ogni caso. Non sono affari miei ma lo sapevo trasferito definitivamente e mi ha colpito come mi ha detto che stanno insieme. Quel mix di definitiva speme di un happy end e al contempo l`assuefazione allo yo yo. Sara` che pur non avendo avuto figli ho capito purtroppo la sua speranza che questo sia il vero sereno che porta via tutti i temporali, che porta via definitivamente il dolore e la tensione costante dei temporali, come chi approda finalmente. Penso anche che non ci si abitua mai veramente agli yo yo. Ha sofferto ogni volta, e credo di piu non di meno. Cio che si impara e’ che lo yo yo diventa parte della vita. Si integra lo yo yo e un senso di spaesamento. Si integra quante energie costa. E non dovrebbe essere cosi’. Sanno loro e sinceri auguri, anche per quel figlio che lui cmq ha sempre tentato di proteggere, anche tornando indietro, anche se lo fa per se stesso. Oggi senza che io gli chiedessi nulla mi ha detto “anche per lui, sai. Senno’ forse ci saremmo gia’ lasciati per sempre”. Sanno loro perche’ yoyano e perche’ tornano. Pero’ mi ha fatto tristezza come hanno vissuto gli ultimi dieci anni. Forse perche’ pure se con dinamiche e ragionu totalmente

  • 12637
    Lilly -

    LUNINA, ciao tesora 🙂
    Anche io, a volte, incontro persone le cui esperienze di vita mi fanno pensare.
    Incontro, sempre più spesso, figli del dramma della solitudine. Persone che, alla fine, adeguano sentimenti e persino il senso estetico a ciò che la solitudine (paura o realtà) gli detta.
    Il giudizio sull’altro/a, alla fin fine, è una gran, spesso bonaria, critica a 360 gradi. Ma la paura di restare soli sembra offuscare tutto.
    Giorni fa ho conosciuto una persona che, nell’arco di tre minuti, ha deciso che sono sicuramente dolce, affettuosa, la sua agognata mezza mela. Ha cominciato a chiamarmi amore, tesoro e quant’altro, a mandarmi baci via sms e a interpretare il mio atteggiamento come paura da cui, naturalmente, mi vuole salvare. Ovvio…..
    Si chiama solitudine, lo so. Ed è una gran brutta bestia, perchè ti porta a vedere l’anima gemella nella prima persona che ti rivolge la parola o, meglio/peggio, non te la nega.
    Io sono stata spesso una figlia del dramma della solitudine. In forma passiva. Nel senso che sono stata stravista e eletta a qualcosa che, poi, non sono riuscita ad incarnare.
    Non dico sempre. Dico spesso perchè ciascuna storia è una storia a sè ed io, per lo meno, ho mantenuto il “dono” della lucidità, dell’obbiettività che impedisce di fare di tutt’erba un fascio.
    Parlo di storie vecchie, di una vita fa. Gli eventi recenti fanno storia a sè, non catalogabile, non “scandagliabile”.
    Un tempo mi esaltavo per questi innamoramenti improvvisi e, per lo più, del tutto immotivati che sembravano mossi da una mano invisibile, quella del Destino, che gli regalava un’ombra di magia ed eternità.
    Ora mi sono veramente rotta di essere stravista, di essere adorata sulla fiducia e non sulla conoscenza, di esaltarmi di amori che non possono essere perchè “ma chi mi conosce?” 🙂
    Provo fastidio, provo un senso di soffocamento, provo la sensazione di voler essere veramente libera. Libera non da un legame ma da un legame fasullo, figlio della solitudine, appunto.
    Forse assurdamente credo di meritare qualcosa di più. Un amore magari non spassionato ma proprozionato a chi sono e non a chi mi si fa assomigliare per combattere la paura di restare soli.
    Credo che lo yo yo di cui hai parlato, sia l’accettazione dello yo yo che l’imposizione, spesso, non sia altro che un modo per allontanare uno spauracchio, quello della solitudine, non sia altro che scarsa stima di sè e delle proprie capacità di ricominciare o di non ricominciare se non se ne ha veramente voglia.
    Il porto sicuro a cui approdare mille volte, da cui prendere le distanze mille volte con la certezza che lo si troverà sempre e comunque.
    Il porto sicuro che non spegnerà mai il faro in attesa ch la nave (e solo quella nave) torni a fare rifornimento.
    E i figli…..i figli assistono e subiscono uno scempio. E, chi lo sa, forse vorrebbero essere altrove e vivere altre situazioni.
    Un bacio al micio e un bacio dai miei 17 mici 🙂

  • 12638
    LUNA -

    LILLY: ciao 🙂 😀

    17 mici? wow! 🙂

    Tocchi tasti interessanti, come sempre 😉
    Mi sono vista la scena del tipo meravigliameraviglio’ e, anche se c’è poco da ridere, ho sorriso, perché ho presente.
    E capisco bene il tuo pensiero.
    Io, ti dico la verità, ho sempre avuto un’allergia a quel tipo di approccio idealizzato da 0 a 6.000.000 in 3 secondi e mezzo.
    L’avevo, l’allergia, sin da ragazzina. E non è questione di poca stima. E neanche di troppa.
    E’, come dici tu, che se una persona non ti conosce ti sta cucendo un film addosso. E può essere un grosso guaio, per le ragioni che tu giustamente dici. Oltre al fatto che non mi piace proprio che una persona mi cucia un film addosso. Nè cucire films addosso agli altri.
    Che è una cosa diversa da provare un sincero interesse e la voglia di scoprire che film possiamo girare insieme.
    Non sto dicendo che due persone non possano piacersi o trovare delle affinità immediate, anche di pelle, e in seguito ricostruire anche la leggenda di quel primo incontro. Che può essere anche stato effettivamente, in qualche modo, veramente particolare.
    Personalmente credo anche che di per sè il colpo di fulmine possa esistere, anche perché l’ho provato: il punto è che il colpo di fulmine di per sè non ti dice chi hai davanti, anche nel caso in cui “veda”, riconosca qualcosa nell’altro che ti colpisce fortissimamente non ti sta raccontando la biografia autorizzata e soprattutto non autorizzata della persona che hai davanti, non ti sta dicendo con preveggenza come saranno i prossimi cinque minuti o sessantacinque anni.
    Chi mi fa una dichiarazione meravigliàmeravigliò con me si sega le gambe da solo. Penso o che è uno che si innamora ogni cinque minuti e mezzo o quello che dici tu. Non mi lusinga una dichiarazione meravigliàmeravigliò. E non perché io sia str…za o perché penso che uno me la stia menando per forza (ci sono anche quelli… uno tempo fa, giuro, è riuscito a dirmi, dopo venti minuti, pensando di lusingarmi all’ennesima potenza e che io ci cascassi come un pero: “normalmente non do il mio indirizzo email, ma tu sei un’amica, di te mi fido”… MY GOD ;))))), può anche crederci… il punto però è che puoi avere anche una grande voglia di conoscermi, può esserci anche un’affinità elettiva immediata (capita), ma appunto non mi conosci. E ci sono alcune persone che ti manifestano una dipendenza immediata dicendo certe cose… una dipendenza immediata da delle sensazioni che pensano tu abbia provocato in loro. Sei stata/o davvero tu o altro? Insomma ti do ragione. Detto ciò, però, ciò non significa che io una bestiaccia iper-razionale. Un mio ex, che di fatto poi è stato un vero amore, tanti anni fa ha cominciato meravigliàmeravigliò e io l’ho stroncato subito riguardo a sviolinate. Mi sembrava innamorato dell’idea di essere innamorato. Il dubbio era lecito. In quel momento poteva essere “innamorato” solo della mia faccia e, ok, di un mio certo modo di pormi, ma?
    Io stavo bene da sola, amavo la mia libertà

  • 12639
    LUNA -

    intesa anche come svegliarmi la mattina e senza programmare niente fare quello che mi pareva, ora dopo ora. L’idea di essere chi mi veniva di essere, punto. Ero anche uscita da un piccolo disastro sentimentale, che in proporzione all’età mi sembrava più grande di quello che era. Ma più che leccarmi le ferite stavo bene con me. Non stavo cercando l’amore, non stavo cercando un fidanzato. Non sentivo bisogno di qualcuno che mi dicesse meraviglie. Lui mi aveva colpito. Ma non per meravigliàmeravigliò. Con quello, in realtà, aveva tentato il “suicidio”. Mi aveva colpito tempo prima perché un giorno mi aveva dato un passaggio mentre stavo andando a fare una cosa bizzarra e importante per me. Mi aveva colpito per come mi aveva seguito in quella piccola avventura bizzarra, e dopo ci eravamo fermati a chiacchierare. Mi aveva colpito lui, e non il fatto che stessimo chiacchierando. In quella estate che a ripensarci pare sia durata cinque anni e mezzo avevo conosciuto un sacco di gente, come succede in particolare quando si è molto giovani, e avevo parlato con un sacco di gente. Quindi non era la questione del fatto di fermarsi a parlare con qualcuno. Mi aveva colpito, de panza, mi aveva lasciato una sensazione piacevole, ma non da prenotare una chiesa per la domenica dopo, pensare ai nomi dei nostri sei figli e come avremmo fatto se avessero deciso di studiare fuori sede. Non mi ero fatta film e per quanto ne sapevo avrei potuto anche non incontrarlo mai più. Può sembrare poco romantico, ma credo sia il contrario, positivo, di ciò che dicevi tu. Quando fu maravigliò lo stroncai, e non perché me la stavo tirando. Non lo stroncai con scortesia, lo stroncai per meravigliàmeravigliò nun se poteva proprio sentì.
    E lui che era davvero meravigliò (ci credeva sul serio, qualunque fossero le sue ragioni) ebbe la panza o l’intelligenza di capire che con me non avrebbe funzionato. E non perché volevo farmi inseguire e volevo alzasse la posta noleggiando un aereo che scrivesse in cielo “io e te forever”. E fece quei passi indietro necessari, evidentemente, per fare capire a una che stava bene da sola che potevamo anche conoscerci. Senza farmi scappare, anche dall’allergia maravigliàmeravigliò. E infatti tempo dopo mi feci diverse ore di treno, in comitiva, per andare a trovarlo fuori città…
    Le amicizie più importanti e grandi e durature che ho non sono nate certo da un’indifferenza reciproca, ma neanche da “sei la mia migliore amica meravigliò” detto al primo tortino di terra “cucinato” in giardino o il primo scambio di appunti all’università. Sin da piccola, forse, sono una vecchia sentimentale, e al contempo, evidentemente, un diesel 😉

    PS: RIDO! Il sistema automatico di censura del forum mi ha censurato “sega le gambe da solo”? non era mica pipp.. le gambe da solo! :PPPPPPPPPPPPPPPPPP Ciao direttore 😀 (str… za invece fu puntini opera mia :P)

    MIAU MIAU MIAO’ MERAVIGLIO’AIGATTISIPUO’ 😉 😀 cri-cri-crì 😉 😀

  • 12640
    Lilly -

    🙂
    Censura anche l’imperfetto di picchiare e la parola “altro ieri” se scritta tutta attaccata.
    Poi passano dei post che sarebbero da galera ma “essi picchiavano ” e “l’altroieri” vade retro….mah
    Concordo su tutto LUNINA. Anche sui colpi di fulmine e sulle affinità intellettive.
    Con un grosso rammarico che le coinvolge entrambe.
    E’ difficile ammetterlo ma la vita può cambiare le persone. E la vita, in effetti, mi ha cambiata
    Ed ora? Mah…. di fronte ad un colpo di fulmine o ad una evidente affinità intellettiva, so già che accadrebbe (per ora è pura ipotesi).
    99,99% mi salterebbero davanti agli occhi due immagini.
    Una del 2007 ed una del 2012.
    Non starò qui a descriverle.
    Non importano a nessuno.
    Ma quelle due immagini, se da un lato mi hanno restituito orgoglio, dall’altro hanno minato irreversibilmente la mia capacità di fidarmi dell persone, delle loro affermazioni, della “validità” dei colpi di fulmine e del valore delle affinità.
    Credo che questo atteggiamento guardingo potrebbe accoppare qualsiasi rapporto, anche quelli nati sotto una buona stella 🙂
    Anche perchè ho scoperto che, a volte, dire una bugia non significa essere bugiardi o essere consapevolmente non sinceri.
    Ho scoperto che, a volte, dietro una grandissima verità c’è una gigantesca bugia raccontata prima di tutto a sè stessi e, poi, raccontata alla propria compagna, al proprio compagno.
    Il che complica tutto.
    Perchè non basta imparare a conoscere e difendersi dai bugiardi, occorre pure stare all’occhio ai sinceri.
    Non è diffidenza nè misandria.
    E’ autotutela, almeno credo.
    E’ mettersi in sedere sotto al cuscino aspettando la sederata.
    Ma quanto può far bene ad una coppia un continuo mettere le mani avanti?
    E quanto può essere saggio il non mettere le mani avanti quando si è sbattuto ripetutamente il grugno contro certe, dure, verità?
    E tutto ciò, inevitabilmente, butta nel tritacarne della razionalità gli emblemi (a mio giudizio)dell’emotività, dell’irrazionalità: colpo di fulmine e le affinità intellettive….

  • 12641
    LUNA -

    Si’, penso di capire cosa intendi. Anche sul discorso sincerita’. Alla fine non credo.di.avere amato dei bugiardi. Anche un mio ex ex di secoli fa che e’ un bugiardo cronico imbarazzante persino per se stesso, beh, l’ho conosciuto sncero. Guarda, all’inizio penso proprio di si. Anche perche c era poco da mentire, veramente dicevsmi le cose in coro, ci scompisciavamo letterakmente dalle ridate insieme e per qualche misterioso motivo, pur essendo diversi, nel primo periodo ci somigliavsmo pure. Cosa avevamo veramente in comune? Hsi presente il enulla? Ma e’ indiscutibile chebquella affinita iniziale fu reale. Non puoi fingere di ridere senza riuscire a fermarti per ore e senza uso di stupefaciiienti :p e ancgebsenfidicamente ci piacevamo molto no, quello non era stato il la, visto che ad una mia amica che mi aveva detto guarda quello che figo io avevo detto sinceramente “starai mica scherzando???”.

  • 12642
    LUNA -

    Pardon, ho qualche problem con la tastiera. Vero, cmq, che importa l aneddotica 😉 e’ che veramente si’, pure la sincerita’ puo’ lasciare il tempo che trova. Torno con tastiera non arzigogola! Bacioooo

  • 12643
    Valinda -

    ..è un po’che non passavo da queste parti ma è sempre bello leggervi. Ho imparato tanto su queste pagine virtuali e ho imparato anche a volermi più bene.
    LILLY, LUNA mi ritrovo molto nei vostri racconti e nelle vostre idee..ma davvero 🙂 e anch’io come voi diffido quasi sempre di chi si spergola in mille paroloni edulcorati, dichiarazioni d’amore e simili dopo cinque minuti che mi conosce…sia in amicizia che in amore. Sarò rigida o troppo antica ma credo che chi è amico di tutti non è amico di nessuno e chi dice “ti amo” come se dicesse “voglio un caffè” dà all’amore lo stesso valore appunto di una tazzina di caffè.. e l’amore a mio avviso è un qualcosa di molto più grande, elevato e puro. Per pochi, non per tutti, forse per quasi nessuno. E io, a costo di invecchiare sola come un cane, preferisco far parte dei pochi 🙂 Di quelli che – e qui LILLY ti comprendo bene – sono sempre additati, criticati e giudicati per questa loro scelta che forse al mondo di oggi può apparire strana, snob o anacronistica.

    Ma io me ne frego, nel senso che quello che è giusto per me ho il diritto di sceglierlo sempre e solo io…perché il primo giudice di me stessa me lo faccio già abbastanza da sola, perché sono io che guardo la mia faccia nello specchio la mattina. E non è per moralismo, bigottismo o simili…anzi…è semplicemente essere se stessi fino in fondo e rifiutarsi di diventare squali in un mare di squali pur essendo pesci rossi 🙂 LILLY tu parli di critica bonaria e ti comprendo bene..io vivendo in una piccola realtà ci sono abbastanza abituata…però anche qui ci sono dei limiti, io a quasi 31 anni ho imparato a lasciar perdere, a non ascoltare più nemmeno per gentilezza o educazione. Perché se una persona mi ferisce io ho il diritto di oppormi magari anche girando i tacchi.

    Io per certi comportamenti molesti del prossimo ci ho sofferto tanto, ma tanto…mi sono fatta del male sbagliando anch’io certo, per sofferenza, bisogno d’affetto, insicurezza e scarsa autostima. Però c’è cmq una bella differenza tra chi pugnala e chi si fa pugnalare. Quindi meglio troncare tutti i rapporti malsani, logori perché la vita è troppo bella e breve per disperdere energie contro i mulini a vento.

    Nel frattempo ho avuto una bella soddisfazione sul lavoro che aspettavo da tanto tempo…è solo l’inizio ma spero proceda tutto per il meglio step by step. E sto frequentando un ragazzo a cui voglio molto bene, non è perfetto esattamente come me 🙂 ma mi capisce, mi sa prendere per quella che sono, mi tratta bene, è gentile e insieme ridiamo tantissimo 🙂 cosa che dovrebbe essere la normalità in un rapporto no? e invece sappiamo bene come va….ma forse certe esperienze e certe sofferenze insegnano a vivere meglio.

    buone feste a tutti.

  • 12644
    LUNA -

    Valinda 🙂 per il lavoro 🙂 e anche per la frequentazione positiva. sul girare i tacchi concordo. quale sara` mai la via d`uscita? spesso semplicemente la porta 😉 –

  • 12645
    LUNA -

    LILLY: MAH!

    Vado a cena con amici. A che ora è la fine del mondo? ah, no, è domani…

    baciiiiiiiiiiiiiiii

  • 12646
    Lilly -

    Eh si, Valinda, farsi compagnia e ridere (ma anche piangere) insieme in un rapporto dovrebbe essere la normalità.
    Stare insieme, condividere tutto, il bene ed il male. Esserci oltre a dire “io ci sono”.
    Ti auguro di essere felice con questa persona “difettosa” il cui più grosso pregio, forse, è proprio l’aver messo in luce le proprie imperfezioni consentendoti di valutare prima di essere eccessivamente coinvolta.
    LUNINA, hai visto che il mondo non è finito? Ieri, verso le 11, a dire la verità, ho ricevuto due notizie di stampo economico per cui ho seriamente pensato di finire il MIO mondo.
    Ero a Genova su un cavalcavia in Corso Europa. Un cavalcavia che non lascia scampo. Ho pensato “è questione di un attimo”. Sono stata lì, a gelare, per più di un’ora, guardando il traffico sottostante.
    Poi mi ha telefonato mio padre, con la sua voce da ottantenne, che mi chiedeva se gli portavo un pò di focaccia. Il sottofondo sentivo Castore, uno dei 17 mici, che miagolava come un forsennato con mia madre che gli diceva “saluta forte la zia”. Il televisore, i rumori di casa, mia sorella che sbraitava perchè Pinco si stava facendo le unghie sul suo giaccone.
    Mi sono abbracciata da sola, ho pianto un pò e, poi, sono tornata a casa. Con il sorriso tipico del “va tutto benissimo jingle bells jingle bells” ad ascoltare il menù di Natale, solennemente enunciato da papà, nonostante sia lo stesso da (che mi ricordi) quarant’anni.
    E così sono ancora qui, sola con i miei immensi problemi pratici, con l’ennesimo innamorato che mi canta “La cura” di Battiato, forse in totale buona fede forse no, questo non lo so, non lo posso sapere e, sinceramente, manco mi importa più di tanto.
    E no….il fusse che fusse la volta bona, questa volta, non mi fotte 😉
    E poi sarebbe troppo presto, quella storia, l’ultima, per me è stata troppo importante per poter essere accantonata “avanti un altro, mò proviamo poi si vedrà”.
    E devo pensare a me stessa, ora. Devo farlo da sola. Avrei dovuto farlo anche prima.

  • 12647
    Eloare -

    Io, pur di non stare sola (e sono 29 anni che sto sola), sto pensando di ingannare una persona. Non stiamo ancora insieme, ma è l’unico che c’è sempre per me e che mi sostiene nella mia disperazione quotidiana. Si può imparare o imporci di amare qualcuno? Spero di sì, perchè lo vedo come la mia unica speranza di salvezza.

  • 12648
    Lilly -

    Si Eloare, c’è un metodo perfetto.
    Ti armi di clava, gli dai una sonora randellata e poi lo trascini nella tua grotta tirandolo per i capelli.
    Subito dopo, naturalmente, descrivi tutta la storia con dei graffiti a vantaggio dei posteri.
    Scusa l’ironia ma qualsiasi sentimento è frutto della spontaneità.
    Non c’è nulla di più avvilente dell’ingannare per scroccare amore.
    Non c’è nulla di più doloroso dell’imporsi di amare qualcuno.
    Lo è per chi “ama”, quando si autosuggestiona inconsapevolmente, e per chi si crede amato.
    Io ci sono passata attraverso l’esperienza di essere una svista o, meglio, il parto di un’autosuggestione inconsapevole, e, te lo giuro, quando te ne rendi conto arrivi al punto di raccogliere i tuoi pezzi di autostima ed orgoglio con il cucchiaino.
    Fossi in te lascerei perdere inganni, imposizioni ed autoimposizioni.
    Sii spontanea. Il resto, se verrà, verrà da se.

  • 12649
    LUNA -

    Lilly, ciao tesora. Ho presente….il senso di essere attoniti sovrastati… E anche la vita che ti riconnette e ti riporta a casa… Anche metaforicamente parlando. Sui problemi (non solo) pratici potrei scrivere alquanto e sul fatto che se lo scorso natale ero economicamente :0 :s aaaagh questo natale e’ peggio. E non parlo della tredicesima che non basta e sembra volare via… A parte che una tredicesima non l’ho mai vista manco quando stavo bene. Pero’ son cose di cui non parlo e a cui penso il pratico stretto necessario un file per volta anche qualcosa ho imparato da altri tempi variamente bui. Non a fregarmene – e’ impossibile – ma almeno per quanto e’ possibile a non buttare via ancora piu’ energie. Che piu’ c’e’ casino e piu

  • 12650
    LUNA -

    le energie servono e non solo per reggere e affrontare i problemi ma vivere. cosa di cui non si dovrebbe dimenticarsi mai e che e’ facile ti sembri di dover mettere da parte qdo sei nella drek. non son mai stata una gran consumista quindi la normalita’ di consumo che mi preoccupa e mi manca e’ una cosa che, mi rendo conto, mi porta su un piano essenziale che rasenta talvolta il panico. pero’ ci son anche tante cose belle che danno serenita’ come cucire pastrocchi di natale per persone a cui voglio bene, cosa che mi fa star bene nel farla (anche perche’ e’ una parte creativa di per se’ totalmente nuova e quindi per me ha un lato ludico e sperimentale…). la canzone di battiato e’ splendida, anni fa per un periodo l’ascoltavo sessanta volte camminando con le cuffiette. mentre ero piu’ rambo che si suturava le ferite sul campo di varia battaglia… in teoria il mio pensiero e’ di avere una relazione solo nel momento in cui -semmai- avro’ un conto in banca, io, con i giusti zeri e che non vi sia il minimo margine per nessuno anche solo minimamente affetto da una sindrome di crocerossino o dipendente o che. cosa peraltro che non ho mai voluto in vita mia. neanche nella supermegadrek qdo e’ oggettivo che dei sostegni morali che fossero mi e’ capitato di riceverli e anche pratici qd qualcuno mi ha ospitata. pero’ ho sempre vissuto le difficolta’ contingenti come un limite alla liberta’ nei rapporti umani, cioe’ mi spiego non nel senso di una vergogna o un demerito alla reciproca empatia o solidarieta’ ma parlo della serenita’ di rapporti cmq non basati sul fatto che ci si cura o che qualcuno salvera’ qualcun altro. anche se poi quando ci si vuol bene cio’ avviene; reciprocamente e al di la’ delle parole. mi spiego? forse no. Eloare: non conosco te, la tua storia, i tuoi perche’ e le tue disperazioni. alla tua domanda risponderei per me un assoluto no. e non dandosi tali presupposti. si puo’ voler bene a qualcuno per chi e’ al di la” di cosa rappresenta e potrebbe rappresentare. fuori da ogni retorica temo pero’ che la vera ancora di salvezza duratura su cui contare siamo noi stessi. e non pensare che gli altri possano rappresentare una soluzione

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