La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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LUNA e LILLY,
grazie per le vostre risposte…. E’ che ho 29 anni e sono sempre stata sola, rifiutata, giudicata, emarginata… E non ce la faccio più.
Bisognerebbe dedicare un forum al revisionismo e al negazionismo che caratterizzano, spesso e volentieri, la conclusione e l’archiviazione di una relazione sentimentale.
La vita di coppia si gioca su molteplici piani, che sono parzialmente interconnessi ma che conservano pur sempre una certa autonomia. Ci sono delle coppie che sono legate da un’attrazione fisica travolgente ma che hanno poco a che spartire dal punto di vista delle affinità emotive, intellettive e caratteriali. Ce ne sono altre che si trovano nella situazione opposta: sono straordinariamente affini dal punto di vista mentale, si comprendono al volo come due anime gemelle, ma sono estremamente deficitarie per quanto riguarda la passione e il desiderio sessuale. E’ difficilissimo trovare due persone che interagiscano in modo armonioso a tutti i livelli, sebbene questa (almeno dal mio punto di vista) sia una condizione imprescindibile per potere progettare e realizzare un futuro in comune.
Quando una relazione finisce anche le persone più equilibrate tendono a commettere dei banali errori di prospettiva. Il più comune è quello di gettare tutto in un calderone indistinto e di liquidare come un miraggio tutto quello che è accaduto. Tutto diventa illusione, auto-inganno, sogno a occhi aperti … anche quelle affinità intellettive (o sessuali o caratteriali) che sono assolutamente innegabili e che sarebbero evidenti anche a un cieco.
Per valutare a posteriori una relazione sentimentale occorrono tantissima obiettività e tantissimo equilibrio, ma soprattutto è necessario che sia trascorso un po’ di tempo. Fino ad allora fioccheranno le interpretazioni unilaterali, assolutistiche e qualche volta anche riduzionistiche. Non c’è niente di male; fa parte della vita, ma è bene che tutti quanti ne siamo consapevoli.
Hopper; vero. Vero pero’ che le fasi che descrivi sono anche fasi necessarie nella rielaborazione, tipo tutto con il segno piu’, tutto col segno meno, recupero dell’invidualita’. Vero che alcuni si cristallizzano di piu in una fase o certi aspetti faticando di piu a passare a quella successiva o le fasi si intersecano. Che a volte una rabbia se pure possibilmente non distruttiva o autodistruttiva e’ fisiologicamente necessaria anche per poi non provare rancore. Che molto dipende
Vertical Hopper, le tue considerazioni sono perfettamente logiche. Ma chi vive certe situazioni ci mette quel che di umano che supera la logica. A parità di fine di una storia c’è una profonda differenza tra il non essere piu’ amato e il non essere mai stato amato. L’inconsapevolezza di chi non ha mai amato salva i bei ricordi, la stima e l’affetto. Ma la sensazione di aver sbagliato, e tanto, nel giudicare il proprio ruolo (non quello altrui) resta.
E viene spontaneo domandarsi quante altre volte si sbaglierà.
Non si tratta di stabilire chi ha torto o ragione o quanto torto e quanta ragione. Non si tratta di piangersi addosso, di darsi addosso o gridare dagli all’autore. Ma la pelle che vive l’autogestione la vive come può. La vive per come è. Per come è diventato.
Per concludere, non credo faccia piacere a nessuno essere amato per autogestione. Il che non significa ” mi hai preso in giro a 360 gradi brutto bastardo” , non significa fregarsene dei drammi che, in certi casi, hanno portato l’altro a autosuggestionarsi. Significa, molto semplicemente, non entusiasmanti nel cambiare ruolo, nel ritornare a ciò che si era tanto tempo prima, un’amica, significa fare i conti con autostima ed orgoglio, significa archiviare progetti, abitudini e nomignoli affettuosi che, volte, rischiano di scappare di bocca con effetto bomba sia per il ricordo che per la vetvogna. Significa stare male per il male sofferto da chi è dovuto ricorrere, senza neppure rendersene conto, come nel caso della mia storia, all’autosuggestione. Insomma, tanti aspetti, umani, infallibili, che bisticciano
con logica ed equilibrio.
e’ sempre difficile collocare un concetto tipo ti ho amato assai ma ho.smesso. ma frasi tipo “credevo ma.mi sbagliavo” “non ti ho mai amato” “hai ragione, forse in realta’ il.mio solo amore e: stato pinturicchio venticinque anni fa” ecc possono spappolare una persona a livello pure “percettivo”.i ricordi sono soggettivi e di chi li ha ma sentirli revisionati di senso anche retroattivo e’
.. un colpo basso pure cognitivo. che alcuni tirano senxa manco sapere qllo che dicono. personalmente penso che i peggiori forse son quelli che revisionano con se stessi o non sanno manco qllo che orovano ma dicendo di provarlo. –
eloare, inganno e autoinganno tanto piu prodotto a tavolino son fetenti.la persona che vuoi ingannare si merita la solitudine di un imbroglio? perche se a qsta persona vuoi bene non dirle la verita? carte in tavola.
@ LUNA:
“I peggiori forse sono quelli che revisionano con sé stessi”
Una persona che alle soglie dei 40 anni deve affrontare una grave crisi esistenziale e che, seppure con colpevole ritardo, riesce a tirar fuori la testa dalla sabbia, facendo i conti con la propria vera identità sessuale, con il proprio vero carattere, con le proprie vere esigenze, con i propri veri bisogni, tu in quale senso la consideri “peggiore” ? Questa persona ha dovuto compiere uno sforzo sovrumano, ha visto crollare ad una ad una le sue poche certezze, ha dovuto prendere atto che certe aspirazioni non facevano parte del proprio DNA … ti pare così biasimevole tutto ciò ? Tu ritieni perfettamente naturale che una persona neghi l’evidenza e che bolli come “finzione” anche tutti i sentimenti più autentici che hanno caratterizzato il rapporto di coppia … Allora perché sei così dura con chi compie una revisione veritiera, sicuramente coraggiosa ma anche dolorosa ? Con chi trova il coraggio di guardare in faccia la realtà pur sapendo che gli toccherà pagare un prezzo salatissimo ?
E visto che siamo in argomento:
Sono totalmente in disaccordo con l’interpretazione della mia ex, quella che potremmo definire “dell’amore non corrisposto”. La ritengo a dir poco unilaterale, nel senso che questa grande passione/attrazione fisica non c’è mai stata neppure da parte sua, cosa che lei stessa ha riconosciuto nel corso della nostra lunga corrispondenza epistolare (non farmi dire altro perché sarebbe indelicato). Vedi, LUNA, bisognerebbe sempre ascoltare anche l’altra campana … Mi assumo pienamente le mie responsabilità, ho chiesto ripetutamente perdono alla mia ex per i gravi errori commessi, ma non accetto questa versione di comodo secondo cui soltanto io avrei praticato l’auto-inganno e l’auto-suggestione. Queste dinamiche perverse si sono verificate su ambo i fronti; siamo stati entrambi vittime e carnefici. Sono profondamente amareggiato per le affermazioni sibilline contenute in certi post. Mi chiedo a quali “immagini” si riferisca la mia ex, perché io sono assolutamente sicuro di non avere mai tenuto dei comportamenti volti a umiliarla o a ledere il suo orgoglio e la sua dignità. Caso mai sarebbe vero il contrario. Ti piacerebbe, cara LUNA, sentirti definire “una carotina” dal tuo fidanzato ? Ti piacerebbe sentirti rivolgere delle frasi crudeli e altamente distruttive, che la dicono lunga sui reali sentimenti di colei che li pronuncia ? Ti pare credibile che un sentimento profondo come l’amore venga tranquillamente archiviato nel giro di pochissime settimane ?
La nostra relazione ha avuto un grande pregio: quello di mettere a nudo tutti i nostri problemi irrisolti. Io ho avuto il coraggio di trarne le conseguenze e di avviare un lungo e faticoso percorso di ricostruzione; lei, a giudicare da ciò che ha scritto di recente, probabilmente non è ancora pronta per farlo.
Scusate il disturbo.
Archiviato dopo poche settimane? A volte si confonde il digerire ciò su cui non di puoe in alcun modo intervenire con l’ accettare magari con sollievo. Ciò che provo e proverò per sempre lo so solamente io. Io che non avrei saputo essere all’altezza dei miei stessi sogni, dei miei progetti. Perché la vita mi ha cambiata e resa inidonea alla convivenza. Ma non per
Ma non permetto a nessuno di leggere i miei sentimenti attraverso le mie, discutibili, azioni. Io so per me e non voler crepare nel tunnel non significa aver archiviato. Ho dato la precedenza ad altri sentimenti. Gli unici che sarebbero stati ricambiato. Resta il fatto che io so per me e non mi sembra di aver preteso nulla in questi ultimi mesi. Ne’ di essermi lamentata qui. Ho semplicemente scritto la verità. Di autosuggestione non ho parlato io. L’ho letto in una e mail, in più e mail. Ma non ho mai messo in discussione l’affetto. MAI!
Hopper, io non ho ascoltato una sola campana, non so nulla di piu’ di cio’ che leggo qui e non ho mai preso le parole come un’offesa nei riguardi dell’altro semmai come un riflettere per rielaborare. Con quella persona abbiamo spesso parlato cosi empatizzando ma anche senza troppi particolari. Mi dispiace di cuore se hai interpretato quella frase mia come diretta e personale. Inseguivo un mio pensiero, mio, miei rimandi e semmai il codice era tra me e me. E’ che con lilly mi sembra di poterlo fare, ci e’ capitato di farlo gia’. Se mi hai gia’ letta sai che alla revisione di se nel senso che dici tu io do valore e importanza. Ne abbiamo gia’ parlato, credo. Percorsi, ricentrature,
Equilibri, intuizioni. Ok hai ragione la mia frase poteva suonare sibillina o incoerente jn tal senso ed e’ vero che solo vivendo la relazione dinamica con se’ e il circostante, e non in maniera statica, si scoprono anche tasselli ecc ecc. Mi riferivo ad altro anche se le cose parlando di umani si intersecano, mi riferivo ad una revisione retroattiva di altro genere. Se vuoi mi spieghero’ meglio ma mi riferivo agli innamorati dell’amore, piuttosto o di chi come l’ex di una mia amica le chiese lui di sposarla, la sposo’ sorriso e gioia e dopo anni la distrusse dicendo “non ero convinto”. La distrusse a gratis con qsta frase che riguardava piu lui che lei e una sua e loro crisi nel presente non nel passato. Si stavano lasciando e lui lancio’ bombe per una sua confusione. Umano? Si. Ma pensa lei. Con il senno di poi quella frase non era neppure una reale presa di coscienza. Per anni poi lui ha amato lei e di recente quando anche lui si e^ rifatto una vita le ha detto:mi son deciso ad affrontare quel problema, che creava disagio a me e a te. Ok, qdo si e’ in crisi o ci si lascia si dicono tante cose e le campane sono sempre due. Ma allora lui le disse in pratica: non e’ che e’ stato amore ed e’ finita, non e’ che ero convinto ma purtroppo non ha funzionato. Disse hai vissuto una farsa. E nn era neppure vero. Si son amati molto e si vogliono bene. Ora a parte che son caxxi loro io voglio bene anche a lui. Ma qdo disse non ero convinto pensa l’effetto… Peggiori non in senso di giudizio morale. Peggiori da rielaborare. Poi qdo lilly diceva che a volte neppure verita’ e bugia hanno a volte confini.cosi netti io ho preso uno spunto ler me astratto nel senso che non necessariamente per me parlava di se e rispetto una precisa storia ne la frase era stampata su una lastra di marmo. Pensieri. Anche che vanno e vengono. Io ho detto: un mio ex bugiardo patologico l’ho visto crederci davvero. Zero rimpianti ma tutto sommato, se ci penso oggiz, lilly, credo che nessuno.dei due mentisse all’inizio di quella storia anche se poi era piu un calesse che un amore. Anke perche c’entravamo zero l’uno con l’altra. Niente di personale hopper. Ognuno sa per se’. Buon natale
“Ad un certo punto i miei progetti, la realizzazione dei miei progetti, è diventato un incubo di promesse da mantenere (a tutti i costi, anche quando la sfiga materialmente lo impediva),di aspettative da non deludere, di scadenze da rispettare, di sensi di colpa, imbarazzo, vergogna, terrore sfociati in quella nevrastenia che ti mangia la carne di dosso””
Non vorrei tirare in ballo l’ultima storia, quella che, in qualche modo, hai “conosciuto”, tramite questa ed altre lettere del sito, anche tu. Ma devo farlo….perchè da quella fine ha avuto inizio il mio inizio (scusa il gioco di parole).
A parte un’evidente scemenza acuta che mi ha perseguitato per alcune settimane, ho retto discretamente alla fine della storia che per me è stata la più importante della mia vita.
E questo reggere bene potrebbe essere (ed è) interpretato, dai più, come menefreghismo o non amore.
In realtà, con quella fine, mi sono liberata di un fardello.
Un fardello incarnato non dalla storia in sè ma dal mio modo di vivere una storia.
Un modo che mi apparteneva tanti anni fa e che ora non è più mio.
Un modo viscerale contraddistinto da un senso di appartenenza reciproca al limite della prigionia amorosa. Un modo tipicamente adolescenziale (quantomeno la mia adolescenza)”.
“Ora sono qui, viva e sopravissuta a quegli eventi grazie, anche, alla storia successiva. Una storia che è finita ma che mi ha dato tanto, finchè c’è stata e mi sta dando ancora adesso, sotto altre forme (non è vero che non si possono mantenere buoni rapporti)”.
“Io sono stata spesso una figlia del dramma della solitudine. In forma passiva. Nel senso che sono stata stravista e eletta a qualcosa che, poi, non sono riuscita ad incarnare.
Non dico sempre. Dico spesso perchè ciascuna storia è una storia a sè ed io, per lo meno, ho mantenuto il “dono” della lucidità, dell’obbiettività che impedisce di fare di tutt’erba un fascio.
Parlo di storie vecchie, di una vita fa. Gli eventi recenti fanno storia a sè, non catalogabile, non “scandagliabile””.
“Ho scoperto che, a volte, dietro una grandissima verità c’è una gigantesca bugia raccontata prima di tutto a sè stessi e, poi, raccontata alla propria compagna, al proprio compagno.
Il che complica tutto.
Perchè non basta imparare a conoscere e difendersi dai bugiardi, occorre pure stare all’occhio ai sinceri”.
“E no….il fusse che fusse la volta bona, questa volta, non mi fotte 😉
E poi sarebbe troppo presto, quella storia, l’ultima, per me è stata troppo importante per poter essere accantonata “avanti un altro, mò proviamo poi si vedrà””.
“Non c’è nulla di più doloroso dell’imporsi di amare qualcuno.
Lo è per chi “ama”, quando si autosuggestiona inconsapevolmente, e per chi si crede amato.
Io ci sono passata attraverso l’esperienza di essere una svista o, meglio, il parto di un’autosuggestione inconsapevole, e, te lo giuro, quando te ne rendi conto arri
@ LUNA:
Ciao. Mi fa piacere avere chiarito subito questo malinteso. Ho sempre apprezzato i tuoi interventi e mi ero un po’ meravigliato che tu formulassi dei giudizi così drastici sulle persone che vivono una crisi esistenziale e che rimettono in discussione sé stesse, il proprio presente e il proprio passato. In effetti il tuo discorso suonava un po’ ambiguo e anche a causa del contesto in cui era inserito avevo interpretato la parola “peggiore” in un’accezione morale. Buon Natale anche a te.
@ Lilly:
E’ ovvio che questa non è la sede adatta per affrontare certe tematiche. Per farlo dovrei tirare in ballo delle questioni delicatissime e molto personali e questo, eventualmente, potrà avvenire soltanto in privato. Comunque, se non possiamo valutare i sentimenti di una persona sulla base dei suoi comportamenti, mi domando su quale altra base possiamo farcene un’idea.
So già che pubblicherai un altro post perché hai avuto la correttezza di farmelo sapere. Io preferisco che ci chiariamo di persona perché non ho nessuna intenzione di innescare delle inutili polemiche. Dico soltanto che certi accostamenti mi sono sembrati fuori luogo e che alcuni tuoi atteggiamenti mi sono parsi un tantino vittimistici. Tu citerai un lungo elenco di frasi ma nella tua lista sono stati omessi proprio quei passaggi che hanno suscitato la mia irritazione (rileggiti con calma il post 12640). Anche su alcuni passi che hai citato ci sarebbe da fare un discorso approfondito, ma temo che si tratterebbe di una discussione inutile perché ognuno resterebbe saldamente abbarbicato alle proprie opinioni. Comunque, te lo ripeto ancora una volta, secondo me sarebbe meglio se ci chiarissimo in privato. Sai bene che questo sito pullula di sciacalli. Quando hai messo in piazza la fine della nostra relazione si è subito scatenata una sarabanda infernale. Io non posso impedirti di parlare della nostra storia all’interno di un forum, ma se ritengo che siano state scritte delle cose inesatte (o poco chiare, o decisamente discutibili) mi riservo comunque la facoltà di intervenire.
Basta. Stop. Non dico più niente, mi ritiro nella mia tana insieme alla mia gatta e auguro a tutti quanti di trascorrere dei giorni sereni.
arrivi al punto di raccogliere i tuoi pezzi di autostima ed orgoglio con il cucchiaino”.
Ecco, ho appena elencato i post in cui ho fatto riferimento alla mia ultima storia e non sono affatto sibillini e neppure, almeno credo, testimonianza di non coraggio nel voler ricostruire. Non una storia ma me stessa.
Per motivi vari, da una violenza carnale, un aborto da botte, storie sbagliate (fino al settembre 2010, preciso) sono cambiata. Sono rimasta attaccata ai miei sogni senza rendermi conto che non sarei stata in grado di realizzarli perchè ho i nervi fragili, vivo sulla difensiva, vedo aggressioni in qualsiasi atteggiamento che non sia di solidarietà al 100% e ho un’autostima inesistente.
Bene, ho deciso di ripartire da lì, lo sto facendo, con i miei tempi e i miei modi, e non mi pare di aver offeso nessuno. Nè di essere stata sibillina.
Il sesso, per me, non è fondamentale. E’ bello, è tutto ciò che si vuole ma per me, e parlo di me, solo di me, l’affinità mentale, la complicità sono più importanti.
Ma dato che non voglio imporre un concetto assoluto di amore non contesto che per altri il sesso sia una componente fondamentale.
Mi girano le palle se si mette in dubbio la portata dei MIEI sentimenti sulla base di parametri non MIEI.
Quanto a ciò che ho scritto nei primi giorni dopo la rottura, bè, è logico che sia da prendere con le pinze.
Già stavo male prima, poi ero palesemente rincoglionita dall’accaduto, parecchio incazzata e alla ricerca di un appiglio per rimettere in piedi quella storia.
Quando ho capito che non poteva essere rimessa in piedi credo di aver assunto e mantenuto un atteggiamento più che dignitoso senza secondi fini.
Ognuno ricostruisce sè stesso come può. Forse sbaglio a voler, ogni tanto, parlare di eventi che mi hanno segnata e non necessariamente in negativo.
Anch’io , nel tempo, mi sono raccontata tante bugie, anche per me sono state inconsapevoli ma non hanno riguardato i sentimenti ma la capacità di portarne (non sopportarne) il peso.
Quanto all’autostima, mi limito a sottolineare la differenza tra “si è comportato in modo da distruggere ogni forma di autostima”, frase che ho ripetuto spesso (perchè vera) con riferimento al tizio che mi ha portato a conoscere questo forum, nel 2009, e “quando capitano certi eventi l’autostima va a puttane”. Nel primo caso c’è un soggetto ed un’accusa a quel soggeto, nel secondo l’ammissione della propria predisposizione ad essere uccisi nell’orgoglio anche da eventi che non dovrebbero uccidere l’orgoglio. Ossia l’anello debole da rinforzare non lanciando accuse a destra e a manca ma riflettendo, parecchio e bene.
Per buona pace di tutti non tornerò mai più su questo argomento anche se, a volte, è bello sia confrontarsi che potersi sfogare.
Comunque, chiedo scusa per quelle aggressioni verbali di mesi fa che, lo so, non mi verranno mai perdonate anche se hanno avuto il pregio di far chiarezza e a dare la giusta direzione.
Mamma mia fin dove può arrivare l’egoismo!
Eloare, tanti complimenti!
Prenditela con chi ti ha lasciato sola ed emarginata in questi 29 anni, non con quel poveretto che vuoi ingannare!
Ma non ti vergogni ad aver pensato una cosa così abbietta?!?
Per fortuna che a Natale siamo tutti più buoni!
Che schifo di umanità.
E io che ci contavo tanto per il 21.
Saluti a tutti e Buone Feste
hopper: anch’io ho apprezzato molti tuoi interventi e lo sai. non entro ovviamente nel merito dei fatti.vostri. peraltro io manco stavolta ho minimamente collegato che fossi tu e, mi ripeto, quando interagisco con lilly che si sfoga non parteggio e non commento.certo nello specifico i cavoli vostri di cui nulla so ne’ penso a santi o demoni. io interagisco sul concetto espresso non su qualcosa di specifico che ignoro. capisco la sensibilita` e che se io dico una cosa sul concetto magari involontariamente pare io dica “oh che stronzo” ma non e’ cosi. io a lily sono affezionata. abbiamo interagito per anni in fondo. pero’ per quel che ne so potrebbe essere uno coi baffi o mia zia. non me lo chiedo poi tanto. interagisco sul piano che.conosco. cmq e’ un incontro qui a bilancio positivo anche se magari domani ci manderemo a ca..re. Non so se si sfoga qua sapendo che leggi o se lo fa e basta. son cmq cose vostre. ora torno a cucire e fare un dolce per domani. zzzzzz un po’ stanca. buon natale ciao 🙂
..Passo un po’ di fretta ed a ora tarda, scusate ma ancora sono indietro con gli ultimi post.. però vorrei mandare un abbraccio virtuale a LILLY prima di tutto di comprensione ed empatia, senza il solito giudizio che spesso troppi sputasentenze da quattro soldi sparano in questa società (non mi riferisco a questo forum ovviamente 🙂 ) mi permetto di dirtelo cara Lilly perché io in altri modi e altre modalità su quel cavalcavia ci sono stata e mi ci sento spesso anche se solo in senso figurato o col pensiero..e quando si hanno purtroppo reali problemi pratici ed economici la cosa si fa veramente più difficile per un essere umano. appunto UMANO.
anche stasera a tavola ho discusso con mio padre perché lui sostiene da una vita che chi ha certi disagi/malesseri psicologici, sociali ecc se li è andati a cercare..perché è un debole di carattere. e non pensa minimamente che tra quei deboli – e lui lo sa bene – ci sono stata e c’ero anch’io..coi miei problemi di depressione avuti in passato ecc che non sto qui a raccontare perché sono cose molto private che mi fanno molto male ancora oggi a distanza di tanti anni. A mio padre io voglio un gran bene è ovvio ma questi giudizi sommari io non li condivido e me ne dissocio totalmente. Forse perché anch’io sono tra quei deboli e vi dico che tutto sommato non me ne dispiaccio. Certo, avrei sicuramente preferito soffrire di meno nella vita ed essere meno sensibile e ipersensibile….
Ma non credo che sia debole quello che soffre, non credo sia un debole quello che cade perché magari non regge alla spietata legge del pesce grosso mangia pesce piccolo, del freghiamocene del prossimo perché tanto l’importante è pensare a se stessi, del meglio pararsi il sedere stando con la maggioranza più forte e adeguarsi..plasmarsi sempre ad ogni situazione/contesto/persona pur di fare il proprio tornaconto. Perché magari dietro a una sofferenza e a un disagio ci sono altre mille sofferenze e abusi e soprusi…perché dietro ogni disagio c’è comunque una persona con la sua storia magari difficile, triste e complicata.
Chi mai potrebbe cercarsi un malessere psicologico/disagio/sofferenza che sia stando male sulla propria pelle??? chi mai potrebbe cercarsi alcolismo, tossicodipendenza ed ergo emarginazione e disprezzo sociale? Chi mai potrebbe fare così tanto male a se stesso volendolo e scegliendolo? Sono uscita fuori dal seminato forse ma questo era per dire che tu LILLY non sei responsabile di tutti quelli che magari tu (e sai tu) consideri fallimenti e sbagli…che non sei sempre e solo tu la colpevole. E che sei troppo intelligente e sensibile per stare su quel cavalcavia..sul quale forse dovrebbero fermarsi a riflettere quelli – e ce ne sono tanti purtroppo – che stanno sempre a sputare sentenze manco fossero la Santa Inquisizione e che mai nella vita provano anche solo a mettersi nei panni degli altri…sporchi, lindi o rattoppati che siano…. insomma se questi sono i forti, io sto coi deboli tutta la vita.
buon natale.
No Luna, non ho baffi, non ho nipoti 🙂 e scrivo quando mi sento di farlo indipendentemente da chi legge. A volte è per sfogo, altre (piu’ spesso) è per interagire su argomenti che possono esserne comuni. Questo forum è come una borsa in cui si prende e si mette. Io metto ciò che sono e come vivo certe situazioni. E lo faccio senza rancore e senza doppi fini. Le esperienze vissute in tutta la vita mi hanno portata a capire, in ritardo, che per poter stare con chiunque bisogna saper stare da soli, sulle proprie gambe, stimarsi, volersi bene e interpretare un colpo di fulmine per ciò che è: il semplice segnale che una storia potrebbe reggere non la certezza che la storia reggerà perché è scritto nel libro del Destino alla pagina “come noi nessuno”. Insomma, bisogna essere pronti e in forma. Non sempre lo si è e cadono bombe. Dalle incomprensioni alle liti, dalla chiusura ermetica alla violenza verbale, dalla prese di posizione alle reciproche recriminazioni.
Non commettere’ mai più l’errore di iniziare una relazione in uno stato tale da essere sorretta dai palloncini della fiaba avendo gambe di mer.da che non mi sorreggono. E, possibilmente, se capiterà, cercherò di accertarmi che anche la controparte sia in forma ed in pace con sé stesso.
Occorre distinguere tra chi mente sapendo di mentire e chi mente perché non sta bene in propria compagnia e si racconta una bugia senza neppure rendersene conto, credendo di sopravvivere e, invece, condannandosi a morte. La bugia inconsapevole, se spiegata, se ammessa, può salvare stima, affetto ed amicizia. Io ammetto le mie, di bugie. Non ero pronta ad affrontare i lati problematici di un rapporto e mi ci sono voluta lanciare a tutti i costi, cadendo, fallendo, facendo un male di cui chiedo scusa. Ma sul sentimento provato, questo no. Non ho mai né mentito né preso cantonate. L’ho trasformato in profondo affetto perché, come cantava De Andrè, è meglio essersi lasciati che non esserci mai incontrati. E perché il tunnel è una gran brutta bestia. Hopper mi spiace per le incomprensioni. Tutto il resto lo chiariro’ altrove.
Valenza, ti ringrazio tanto per le tue parole. Sei una persona meravigliosa.
Buon Natale a tutti voi. E un bacino.
Valinda Buon Natale 🙂 quei disagi sono “democratici”… A volte le persone hanno bisogno di razionalizzare cosi la questione anche per rassicurarsi.con l’idea di poter controllare un certo tipo di disagio, cioe’ nel senso “basta la volonta ecc e non puo’ capitarti se”.. ..a volte chi e’ piu vicino nega perche non regge. Non necessariamente la persona ma il proprio senso di impotenza e o inadeguatezza verso il malessere dell’altro. Vado a nannaaaaaaa 🙂 O:-)baci
Scusami Valinda, il T9 ti ha trasformata in Valenza 🙂
LILLY grazie 🙂 anche Valenza è carino come nick…!! 🙂
LUNA verissimo quello che dici però io mi chiedo da tutta la vita perché suddette persone che magari hanno proprie e legittime inadeguatezze e impotenze non se le gestiscono in proprio. Ossia perché non provano ad analizzare loro stesse e a risolvere certe inadeguatezze-impotenze in modo costruttivo invece di infangare ancora di più chi già è nel fango fino ai capelli? perché dare una spinta a chi è sul ciglio del burrone (che magari certo ha commesso errori-sbagli-cose sue ma CHI non li ha commessi o li commette?) invece di tendergli una mano e spostarlo verso un tiepido raggio di sole? non condividerò mai la denigrazione gratuita del prossimo, dell’individuo, della persona…che magari ha fatto del male prima di tutto a se stesso e ha pagato caro sulla propria pelle le proprie “scelte”. che poi mi ripeto…non mi sento di definire “scelte consapevoli” certe devastanti sofferenze della vita…che sono imputabili magari a sfortuna, disagi pregressi, rapporti malsani, bivi purtroppo drammatici ai quali la vita ha fatto girare. è sempre troppo facile stare col sedere caldo sulla poltrona col conto in banca lauto e prendersela coi cosiddetti “rifiuti-errori-pesi” della società.
Certa gente (parlo in generale non riferito agli utenti di questo spazio) prima di dare fiato alle trombe dovrebbe viverla davvero la società, “sporcarsi le mani” e capirli con l’empatia i dolori del prossimo. Con raziocinio e lucidità ma sempre con empatia. Credo che – per esempio – un bambino abbandonato dai genitori, in gravi condizioni economiche e che abbia magari anche subito abusi vari ecc forse e purtroppo potrebbe diventare un adolescente-giovane-adulto problematico (non è questa un’etichetta né un pregiudizio ma solo una sorta di analisi pseudo-sociologica ecco). quindi perché non provare a capirlo questo giovane-adulto invece di metterlo subito alla gogna con la lettera scarlatta? non dico assistere-giustificare tutto come manna dal cielo ma almeno PROVARE a capirlo..
Oggi una persona per me speciale mi ha definito “comprensiva” per farmi un complimento…l’ho trovato bellissimo.
buone feste a tutti *********