La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore
14.073 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Io mi rendo conto, in generale, anche nell’amicizia, che non avrei più pazienza per nature chiuse, permalose, diffidenti… di atteggiamenti (che io in realtà ho sempre trovato piuttosto patetici, più che fighi, sin dalla tenera età) da denim, l’uomo che non deve chiedere mai, e cose del genere…
attenzione: per chiuso non intendo timido
per anafettivo non intendo il fatto che esistono certamente persone più calorose nel dimostrare l’affettività anche in mezzo ad una piazza e altre che sono meno eclatanti, ma comunque affettuose, realmente, a modo loro, nella dimensione privata (mio nonno per esempio è uno super affettuoso che corre dietro a mia nonna per la casa per sbaciucchiarla, dopo 60 anni che stanno insieme, e mia nonna dice: sei una tarma! ridendo, perché lei ha un altro carattere, ma sul fatto che si vogliano bene non ci sono dubbi. E dopo 60 anni anche se esce torna a casa all’ora di pranzo perché amano pranzare insieme, e ti dice: no, no, prendo quest’autobus, perché non voglio arrivare tardi! Ma non lo dice per dovere, per prassi, o perché altrimenti lui si incazza, lo dice per amore).
per permaloso non intendo il giusto fatto di dire “vorrei dirti che così facendo mi ferisci”, quindi semmai sensibilità
per diffidenza, rispetto alle persone e al rapporto, non intendo il fatto che se due persone non si conoscono hanno bisogno di conoscersi e di fidarsi, attraverso l’esperienza, l’una dell’altra, anche perché, appunto, magari in passato hanno avuto esperienze negative, e quindi magari lecito (ma forse sempre, in senso più ampio) non essere mi fido ciecamente da 0 a cento in un secondo, tipo una lamborghini diablo in accelerazione…
e non sto sindacando sul fatto che tutti possono avere paura, dopo una o più esperienze negative, e quindi chiedere all’altro un po’ di pazienza, ma in senso positivo, o il fatto di venire incontro…
ma forse, ecco, riassumerei il concetto dicendo: credo di non avere più pazienza per l’aggressività, l’aggressività travestita in diverse e varie forme, anche sottili, ma considerate quasi un modo di essere normale e un diritto. Non il normale essere nervosi magari se ti si è bucata una gomma e quindi sei concentrato/a sul fatto e rispondi, sporadicamente, in maniera un po’ brusca, ovvio che nessuno è perfetto, ma discorsi che nascondono (o palesano) qualcosa tipo:
e sai, sei una cara persona, però io in questo momento non so amare.
Bene, allora risolviti un attimo la questione tra te e te, perché non metto in
dubbio che una persona dopo un’esperienza negativa (ma dopo subito dopo o dopo 20 anni?) possa non sentirsi capace di amare, o pensare di essersi disimparato o essere fottuto di paura… però c’è un piccolo problema se stiamo parlando di una relazione di amore e tu mi stai dicendo che non sai/vuoi/puoi amare.
Allora magari è meglio che piuttosto mettiamo su un torneo di briscola e tresette…
anche perché a volte, parlamoci chiaro, se l’avere muri nei confronti dei sentimenti non è cosa congenita ma temporanea, non sarà che forse, al di là della paura, la questione è che non è la persona?
O che non è il momento?
Sfiga se non è il momento, che magari se ci si incontrava tra due anni era tutto diverso, ma se il momento è quello invece che si fa?
uno/a che non sa amare e dall’altra parte una persona che cerca di costruire una relazione sentimentale con presupposti angoscianti o castranti sin da subito?
ma poi appunto c’è l’altro caso. In cui Gina o Gino sanno amare, non dicono di no, e hanno voglia di amare. Però siccome quando stavo con Piero lo aspettavo tutti i giorni per tre ore e lui arrivava sempre tardi allora io adesso arrivo sempre tardi per primo.
siccome quando stavo con Marzia le facevo sempre dei regali e poi mi sono sentito un cretino allora a te non regalerò niente neanche per i 50 anni di matrimonio, tu mi capisci vero?
siccome quando stavo con lui/lei ho rinunciato per anni a giocare a tennis o a stare con gli amici adesso io vado a giocare a tennis anche se ti stanno facendo un’appendicectomia e se provi a dirmi che non devo uscire con miei amici quando mi pare io capirò che tu in realtà vuoi solo vedere quanto potere hai su di me… e mi sentirò soffocare…
sì, è vero, ho un altarino della mia ex in salotto, ma so che puoi capire… e magari con il tuo amore riuscirai a farmi capire che in fondo sbaglio a tenermelo…
quante persone raccontano esperienze così?
ora tutte queste sono cose che si possono provare, e atteggiamenti che si possono avere dopo una batosta. dico che potrei averli anch’io, non dico tutti, magari una parte, e inconsciamente. Ma rimane il fatto che forse nel momento in cui sei così forse, anche se una relazione può aiutarti anche a credere di nuovo, se non sei/siamo proprio in grado di viverla, forse è meglio che per un po’ cerchi di capire come stai e cosa vuoi e cosa non vuoi da una relazione, cosa sei disposto a dare, indipendentemente dal passato, nel presente, e magari ti iscrivi davvero ad un torneo di 3-7
LUNA, NATY correggetemi se sbaglio, non vorrei peccare di presunzione ma mi sono
fatta l’idea che gli uomini, in genere, funzionano in maniera molto più semplice di noi.
Insomma se noi siamo elettronica loro sono meccanica. Del tipo che se gli piaci si fanno
capire per quanto possano essere timidi, se tu sei gentile e carina con loro pensano che
siano loro a piacere a te altrimenti non capirebbero lo sforzo che fai per essere piacente
ai loro occhi. Se vogliono stare con te trovano quasi sempre il modo, non esiste partita,
o stanchezza, o altro. Per cui ormai, forse sbagliando, tendo a non fare troppi pensieri
del tipo “ha paura dei suoi sentimenti” o “non vuole esternare le sue emozioni perché
timido” “non mi chiama perché si vuol far desiderare” “è colpa mia ho sbagliato a dire e
fare” “è un momento difficile ha bisogno di tempo” “sono io che non ho capito”. Poi è
vero che più si va avanti e più le cose si complicano, esperienze negative, fattori
esterni… casa, lavoro, famiglia, salute, responsabilità… e se ci sono i figli di mezzo è
ancora più complicato.
Ma due esempi pescati sempre dalle mie amiche: una sta con un uomo divorziato con
due figlie. All’inizio non è stato facile, quando hanno iniziato a frequentarsi lui era
separato in attesa di divorzio. Hanno dovuto organizzare i tempi, lei si è fatta ben volere
dalle figlie e gradualmente è entrata nel nuovo menage familiare. Poi lui ha avuto
problemi di lavoro, lei di logistica. Si sono aiutati e sostenuti a vicenda e quando uno
cedeva l’altro tirava per tutti e due. Ora hanno un lavoro, una casa e lei aspetta un
bimbo!
Un’altra invece frequentava un ragazzo separato senza figli in prossimità di ottenere il
divorzio. All’inizio le cose sembravano andare a gonfie vele, grande intesa, tanti progetti.
Ma su di loro incombeva sempre la presenza della ex-moglie. Poi sono cominciati i
comportamenti strani, ambigui. Le sparizioni, le ricomparse finché lui ha confessato di
sentrisi ancora confuso e di non essere pronto per una nuova storia. Ma dico io (come
dice LUNA), fai chiarezza prima, magari hai bisogno di stare un pò da solo prima di
buttarti in un’altra storia. Voleva solo compagnia. Appena hanno smesso di frequentarsi
si è buttato a pesce su un’altra… ma complimenti.
Più si va avanti e più le cose si complicano ma se c’è l’intenzione, la voglia e ovviamento
il sentimento tutto si può affrontare e risolvere o no? sono un’ingenua?
LUNA, ti bacerei sulle guance per le cose che hai scritto. Esempio: “Io mi rendo conto, in generale, anche nell’amicizia, che non avrei più pazienza per nature chiuse, permalose, diffidenti… di atteggiamenti (che io in realtà ho sempre trovato piuttosto patetici, più che fighi, sin dalla tenera età) da denim, l’uomo che non deve chiedere mai, e cose del genere…
attenzione: per chiuso non intendo timido”.
Eh, appunto.
Ma poi, quest’uomo, per esempio, ma dico io…Ma è possibile a cinquanta anni, gettare subito in confusione una? LUNA, prima mi fa il passionale, anche troppo. E poi sbalzi. Mi sbatacchiava da una parte all’altra, e sì che sa che ho una situazione difficile (lui no). Freddezze assurde (come quella che mi vedi, dopo 10 giorni, e nemmeno mi abbracci, e lungamente, dico io, avresti dovuto abbracciarmi; come quella che prima messaggi teneri, e improvvisamente manco rispondi, salvo poi riprendere come prima: che era?) e ritorni di dolcezze, frasi esagerate. Insomma: a me uno così mi manderebbe al manicomio. Resisto un po’, proprio per quello che dici tu LUNA, sostanzialmente: insomma, ci stiamo conoscendo, come posso sapere se lui è timido, o sensibile (si definiva tale, oltre che “dolce” e “gentile”: sarà, io risponderei sempre, e al più presto, a un messaggio di uno con cui penso di essermi messa, che mi dà una dolce buonanotte), o diffidente, o permaloso, o ha problemi con la famiglia? Non parlava. Ha parlato più appena conosciuti, che non dopo che – teoria, evidentemente – dovevamo essere più “intimi”. Ci stiamo conoscendo, e quindi aspetto. Se qualcosa non mi torna, come è stato, fin dall’inizio, te lo faccio capire. Ma insomma: non è che posso andare avanti sei mesi così, a capire se sei sensibile o piuttosto incasinato, o sfarfallone, o se ci sei per me o no. Eh. Vorrei dirgli: ma se io mi considero una persona sensibile, gentile e dolce e inoltre interessata a te, mi comporto in modo freddo, o caldo o come? In tale confusione, con me vai poco lontano. Infatti ci siamo incasinati: perché io – ma non nel senso degli esempi simpaticissimi che hai fatto tu di Marzia, Gino e Gina – per conseguenza, adattandomi a un TUO modo di rapportarti, mi sono RITRATTA, RAFFREDDATA, DISTACCATA. Certo, non ci metto subito una pietra sopra, su qualcuno che mi aveva colpito. Aspetto di vedere che fa, se ha qualcosa da dire. Ma non sto a fare quello che ho fatto (fare come lui) per fare i dispettucci: solo per o aprire un chiarimento, o chiudere, ma sul serio.
ciao a tutti.
che strano…son tornato a leggere questo “forum” dopo 5 anni…diciamo che sono stato uno di quelli che ha fatto più volte capolino raccontando qui la propria storia, che è anche la vostra, ben 5 anni fa. storia di dolore immenso…di quelle sensazioni laceranti che “solo chi vive in prima persona può comprendere”.
Questo mio messaggio vuol essere un messaggio di speranza per VOI…che vi possa in qualche modo far pensare che…tutto passerà! sarà duro…più o meno faticoso e lungo…ma passerà!
Sapete…da 5 anni fà le cose sono cambiate molto…la vita è andata avanti…ci sono state tante rivoluzioni.
La più bella rivoluzione è una creatura meravigliosa di quasi 19 mesi…la nostra gioia….MIA FIGLIA!
Solo se la osservo mentre mi sorride e allunga le sue braccia perchè vuole le mie coccole…i 5 anni mi sembra 5 millenni.
coraggio ragazze e ragazzi!
tutto passa…
un abbraccio
Dopo 5 anni: :)))))))))))))))))))))))))))))))
SILVY: io ogni tanto ci penso (anche se non ho mai visto il film, ma prima o poi lo guardo, che mi incuriosisce) alla faccenda del “non gli piaci abbastanza”.Non so se gli uomini sono più meccanici e noi più elettroniche. Dovremmo chiederlo a loro. Forse in generale per entrambi i sessi vale di base la questione “gli piaci/non gli piaci abbastanza”. Poi, certo, ci sono tutte le altre questioni pure… cioè, di come uno (uno/una) riesce a vivere le relazioni anche quando è interessato, di quanto uno (idem come sopra) sa per sè stesso capire se sta provando attrazione/simpatia/amore/giochiamo a ramino? (sembra impossibile che 1 non sappia la differenza, ma siccome c’è gente che parte a 5000 e poi dice: ops, mi sono sbagliato, viene da pensare che c’è anche gente che non lo sa, che si innamora più delle sensazioni di esaltazione della cotta che delle persone) e quanto, di base, una persona sa anche reagire alle difficoltà, o magari vuole la pappa pronta o è egoista, o quanto poco/molto/abbastanza sa ragionare in 2… e poi possono anche esserci effettivamente questioni che scatenano malintesi/crisi… però di base mi sa che se vuoi una persona vicino devi fare in modo di tenertela vicino. E se stai facendo l’inverso per le tue pare/crisi/modalità forse è il caso che ti dai un regolata in tempo o ci lavori su. Perché c’è sconnessione tra ciò che senti e dimostri. e se uno chiedesse un randello in salumeria o un’arancia in farmacia credo che penserebbe: ho qualcosa che non va. Perché in amore no?
Però, tornando alla questione del non gli piaci/gli piaci abbastanza anche a me viene in mente un es., stimolata dal tuo post…
NOTA: mi rendo perfettamente conto che sto parlando di esempio che PRECEDE una relazione e in cui la persona non ha detto qualcosa e poi cambiato modo di fare. Mi rifaccio solo ad un discorso sulla possibilità di cercare delle interpretazioni “parapendiopsicologiche” in caso nocciolo questione molto più semplice/diretto.
Una tipa che conosco dice che le piace moltissimo tizio. Lei e Tizio si vedono per questioni di lavoro, capita che bevano un paio di caffè insieme, che scambino battute spiritose. Entrano in maggiore confidenza. Lui, quando vengono in discorso che a lei piace tale gruppo musicale, le dice per es che lui è grande fan e le farà avere canzoni.
Insomma, a lui lei come persona di per sè non dispiace, è chiaro, ed ha atteggiamento gentile. Ma gli piace abbastanza? No.
Lei, attenzione, ovviamente non è una mitomane, ma provando interesse si chiede se dietro il fatto che lui sia gentile ecc ci sia un interesse. Normale. Il problema è che lei tende ad enfatizzare, anche quando lui non manifesta interesse. Cioè quando lui dopo uno scambio di sms sulla questione di lavoro, pur ringraziando e salutando cordialmente, non prosegue con gli sms. Quando invece di fare il cd dopo tre giorni, ma chiamando quando è pronto, diverso tempo più avanti. Lei in realtà ha ricevuto una brutta batosta anni prima, e probabilmente, dopo varie avventure mordi e fuggi (nelle quali si è sentita però di “gestire” la situazione) per la prima volta prova un interesse più serio e si sente più esposta. Quindi finisce con il caricare di significato non solo il fatto che lui risponda o no, e chiedersi cosa c’è dietro, ma anche a immaginare che lui la immagini scema perché gli ha scritto e lui ha risposto invece con tre ore di ritardo. Probabilmente, almeno all’inizio, lui tutte queste congetture non se le fa. Poi forse si spaventa anche perché percepisce il carico di aspettative emotive e di conferma di una persona che non l’ha colpito, non ancora almeno, così tanto. Lei a volte rimane male in realtà per una non centralità da parte di lui che tra conoscenti/colleghi è normale. E a quel punto è possibile che lui non sappia come comportarsi. Il fatto che lui non sappia come comportarsi perché è imbarazzato, anche dal farla rimanere male (quando è gentile lei si fa aspettative, quando è distaccato lei lo prende come un rifiuto e si offende) comincia a venire interpretato da lei come:
1. è timido?
2. come fa a non capire?
3. sarà perché la ex lo ha ferito?
4. perché non riesce a lasciarsi andare?
5. che giochetti idioti non rispondere a sms! mi prende per scema? La prossima volta al bar lo ignorerò pure io!
6. perché gli uomini sono così complicati (…)
fino a:
secondo te è gay? Perché una sera, che lui va a consegnarle un fascicolo, e lei lo invita a salire, lui dice, seppure gentilmente: no, scusa, devo proprio andare. – dire che lui è gay perché dice di no ad un incontro da soli è il suo modo per proteggersi dalla frustrazione di un rifiuto. entrando nel luogo comune per cui ogni uomo dovrebbe dire di sì ad ogni donna piacente come una specie di robottino. Come se lui non potesse provare magari anche un disagio empatico, per suoi approcci… Di fatto che lui sia etero o gay cosa cambia? NON è interessato a LEI. E’ la risposta più ovvia :S
DOPO5ANNI, chiunque tu sia, sono contenta per te e la tua creatura meravigliosa che ti sorride. SILVY, io non penso e non voglio pensare che uomini e donne siano diversi e cerco, voglio, essere gentile con tutti. E’ naturale, le attenzioni che si rivolgono al proprio compagno sono diverse, ma io diffido di chi è gentile solo con il/la proprio/a compagno/a, per dire, e con altre persone è in tutt’altra maniera. Se poi percepisco, e dopo ne ho conferme ripetute, che la persona cui riservo attenzioni particolari, e con cui “credevo” di avere iniziato a stare insieme, non mi pare attenta né gentile, be’, la cosa mi pare grave (esiste anche il caso contrario: persone gentilissime CON GLI ALTRI, poi tornano a casa e il/la compagno/a, e i figli, li trattano malissimo). Bisogna vedere meglio (con la frequentazione) di come, quanto e perché uno/una è gentile. Di che pasta è fatta, la sua gentilezza. Nel mio caso: si vede che mi ero sbagliata. O che avevo creduto alle cose che questa persona (cinquanta anni) diceva e voleva far intendere, relativamente a me, e relativamente a noi. Pazienza. Come ho detto all’inizio: come questa persona – se così davvero fosse – ne trovo mille, non ho bisogno di impegnarmi per cercarla. E se (sottolineo se) lui, invece, credeva già di non doversi impegnare per “avermi”, di potersi concedere tutti gli orari, gli impegni, nonché gli SBALZI, che voleva, se credeva che siccome, come tu dici SILVY, lui mi piaceva e GLIELO DIMOSTRAVO, non ci fosse allora bisogno di essere “gentili” e “carini”, e anzi proprio in quei momenti che ci fosse il bisogno di mostrare a me il contrario o quasi (che non sarebbe stato così reciproco) be’, sarebbero problemi suoi. Io non comunico IL CONTRARIO di quello che voglio e sento. Ergo: lui per me non vuole e non sente. Ma se lui invece ha solo una modalità comunicativa diversa dalla mia, ossia gradisce MOSTRARE il contrario di quello che vuole e sente, si accomodi pure, eh? Con un’altra. Non è che io, essendo una cui piace avere cura nelle cose e delle persone, sono ora qua a buttare via tutto, dimenticarmi cosa sono per un NONCURANTE (se fosse, e qualsiasi sia la ragione: QUESTA è l’impressione che mi ha dato di essere; magari con un’altra è fantastico) qualsiasi. La sciatteria – la mancanza di attenzione, che spesso, per me, coincidono con la presunzione, con un “sono un grande: non si vede?”, o con un “tiriamo a campare”, o con un “intanto arraffo, poi vediamo…” – la detesto, e gliela lascio.
LUNA cara, non ti avevo ancora letta e mi pare che abbiamo detto la stessa cosa: “… e poi possono anche esserci effettivamente questioni che scatenano malintesi/crisi… però di base mi sa che se vuoi una persona vicino devi fare in modo di tenertela vicino. E se stai facendo l’inverso per le tue pare/crisi/modalità forse è il caso che ti dai un regolata in tempo o ci lavori su. Perché c’è sconnessione tra ciò che senti e dimostri”.
Eh sì, pare proprio anche a me che “di base mi sa che se vuoi una persona vicino devi fare in modo di tenertela vicino”, e ancor più se all’inizio temevi di non piacerle… (questo suo – leggero, mi pareva – timore me lo aveva esplicitato proprio) e che invece hai ottenuto di poter frequentare. E: di potertici mettere insieme. Forse troppo facile, semplice: per i suoi gusti. Chissà. In ogni caso, non escludo di avere sbagliato anch’io. Forse sembro “disponibile”, quando “conquistarmi”, avermi, non è scontato, dietro la mia “disponibilità”. Devo dire di avere provato un certo disagio: ho visto subito, poco dopo, che la comunicazione non era per niente LISCIA, con questa persona. Poi, quegli SBALZI, così, subito, poco dopo, sono stati mazzate, per me. Tu pensa, LUNA, che dopo una vera ferita mia per il suo modo di fare, mi ero imposta di non scrivergli più messaggi. Mica posso stare lì a soffrire, pensavo già, perché (o se) lui non risponde. Ma già mi privavo di un piccolo e normalissimo piacere: dare (e ricevere) un buongiorno, una buonanotte, chessò. E mica è normale tutto questo, eh. Come si può cominciare bene, in un rapporto sentimentale, così? Io non posso, davvero.
“e se uno chiedesse un randello in salumeria o un’arancia in farmacia credo che penserebbe: ho qualcosa che non va. Perché in amore no?”.
Uhahahahah! LUNA, mi fai morire.
Anche il resto che hai scritto mi trova molto d’accordo. Aggiungo che, almeno per come sono io, la FRETTA è nemica dei rapporti. E bisogna avere un po’ di pazienza, di ascolto, di voglia di semplice scoperta dell’altro (mi riferisco al tuo esempio: lei che, secondo me assurdamente, definisce lui gay, solo perché NON FA CIO’ CHE VUOLE LEI, e subito). Nel mio caso è stato lui a scoprirsi molto, e a essere molto CHIARO, e da subito: mi voleva eccome.
Ora è li, che non parla, dopo il mio allontanamento. E io pure non parlo, ma non parlo dicendogli però – implicitamente – una cosa: “Mi hai stancato, macchemmefregaame, se non parli. Non hai niente da dire? E non dire niente. Tanti saluti”.
NATY io invece credo che, senza troppo generalizzare, uomini e donne sono diversi per
taluni aspetti ed agiscono diversamente nella dinamiche dell’amore/attrazione. Che
c’entra tutti soffriamo, tutti amiamo, tutti commettiamo degli errori nella gestione dei
rapporti. Ma ad esempio nella prima fase quella del piacersi già vedi comportamenti
diversi, l’uomo è principalmente attratto dall’aspetto fisico, insomma quella è la base. Per
la donna no, un uomo carismatico, intelligente, simpatico va oltre l’aspetto fisico.
Inoltre quando parlavo di gentilezza mi riferivo esclusivamente alle attenzioni che si
rivolgono ad una persona che ti piace. E ti dirò di più queste attenzioni dovrebbero
rimanere… mi spiego meglio con un esempio. L’ex di una mia cara amica era un ragazzo
gentile e disponibile, ma questo suo modo di essere gli si è ritorto contro. A furia di fare
cortesie e piccoli piaceri agli altri si era iniziato a innervosire perché considerato troppo
accondiscendente e quando era la fidanzata a chiedergli un favore o un pò di pazienza
lui sbottava. Visto che l’essere sempre a disposizione era una cosa che ad un certo
punto gli è venuta a pesare, mi sono chiesta: se fosse stato un pò meno disponibile
verso gli altri e più nei confronti della compagna non sarebbe stato meglio?
LUNA si esatto l’esempio del film calza a pennello con quello che volevo dire. Non l’ho
visto neanche io ma mi ripropongo di farlo… “però di base mi sa che se vuoi una
persona vicino devi fare in modo di tenertela vicino.” Esatto causa, effetto!
DOPO5ANNI: bella notizia!!!
IL RISOLUTORE: la cosa del risveglio è geniale!
Dopo5anni:Sicuramente ci siamo incrociati 5 anni or sono ed è bellissimo leggere di te e della tua bella famiglia!!
E’ trascorso un po’ di tempo dal mio ultimo post ma questo “luogo”sebbene metaforico è un posto dove ritorno sempre; vi leggo e ogni volta tra i vostri scritti di vita vissuta ritrovo momenti di vita,riflessioni che appartengono anche al mio vissuto.
…Non ci sono stravolgimenti eclatanti nella mia vita ma quella serenità che 5 anni fa non pensavo di poter più conoscere e vivere.
Ho impiegato molto tempo e di questo ne sono consapevole ma era un viaggio obbligato per me, un viaggio con varie fermate, a volte un viaggio apparentemente “statico” ma un viaggio che oggi mi ha fatto scoprire una Giusy più forte, più consapevole di quella che sono e di quello che vorrei per me.
Un abbraccio affettuoso a Luna, Anna 2010,Valinda, Naty, Silvy, Angy e a coloro che qui scrivono raccontando vissuti ,sentimenti ,vita.
Un abbraccio a te Giusy! Penso che la serenità interiore sia una base importantissima per tutto, e che non sia facile raggiungerla. Non conosco la tua storia, io sono capitata qui molto più di recente, ma sono contenta di sapere che tu abbia raggiunto uno stato interiore così importante. Ti lascio qui una canzone che mi piace. Anche a te DOPO5ANNI, anzi, voi che vi amate. 🙂 E a tutti di qui.
http://www.youtube.com/watch?v=n5KUuuFzGSc
PS: LUNA, chissà LULU come sta…
SILVY: @era un ragazzo
gentile e disponibile, ma questo suo modo di essere gli si è ritorto contro. A furia di fare
cortesie e piccoli piaceri agli altri si era iniziato a innervosire perché considerato troppo
accondiscendente e quando era la fidanzata a chiedergli un favore o un pò di pazienza
lui sbottava. Visto che l’essere sempre a disposizione era una cosa che ad un certo
punto gli è venuta a pesare, mi sono chiesta: se fosse stato un pò meno disponibile
verso gli altri e più nei confronti della compagna non sarebbe stato meglio?
Ragionamento non fa una grinza… però alle volte, mi sa, quando una persona ha un (anche momentaneo) eccesso di disponibilità spesso le motivazioni sono un po’ più ampie e diverse delle sola gentilezza.intendo dire, ovvio il nervosismo, ma perché una persona finisce con il sentirsi “quello troppo accondiscendente” o permette che gli altri effettivamente lo considerino così?
qd per varie ragioni non si riesce a mettere un limite nella propria disponibilità, non si riesce a dire di no, ci si ritaglia un ruolo da “disponibile conclamato” (pur lamentandosi del fatto che tutti danno per scontato e cose del genere), quando non si riesce a modulare equilibrio tra spazi/tempi centrali e privati e eccessive richieste “esterne”… a volte (faccio ovviamente esempi a caso…) innanzitutto non si riesce per sè? lo spostare l’attenzione all’esterno è un modo per non affrontare per esempio magari delle tensioni nel privato? 1 scusa per scappare un po’ dall’intimità (generale, non fisica) del rapporto più “esclusivo”? il timore del rifiuto se si dice di no? il senso di colpa se si dice di no, senza riuscire ad individuare una scala di confidenza/centralità in chi chiede, la ricerca di conferma da parte dell’altro attraverso il mettersi a disposizione? ecc…
Partner (a torto o ragione) di fronte a una modalità come questa magari dice: fai tutto per gli altri ma per noi/me non fai un tubo!
Lecitissima rimostranza… ma se una persona in quel momento fa così e lo crede funzionale o si vive già invaso e non capace tenere confini è possibile che vada in difesa rispetto a una critica, magari anche costruttiva, che mette il dito nella piaga. E se è buonissimo farglielo notare può darsi che al momento reagisca male. Anche perché magari in quel momento sta cercando- anche inconsciamente – di tenere TUTTO sotto controllo, attraverso i molti sì, facendo troppo, ma sentendo frustrazione, e la richiesta viene percepita come: non fai abbastanza!
NATY: naturalmente io non conosco questa persona e gli “incastri” delle vostre modalità. Quindi prendi queste mie parole assolutamente come riflessione “generale” se pure spunto da comunicazione non liscia o del privarsi: il fatto che 2 persone si piacciano e provino interesse a vicenda, e che ci sia una magia iniziale, dovuta ad un riconoscersi, scegliersi, piacersi e trovare punti in comune, purtoppo e di per sè, non assicura che ci sia una completa compatibilità. Le persone si scoprono man mano, al di là dell’interesse, nel modo di vivere e interpretare la dimensione della comunicazione, dell’affettività ecc. Qdo qualcuno ci interessa, credo, siamo insieme attenti/esposti/curiosi dell’altro/interessati a dire cosa significano per noi certe cose/attenti a scoprire cosa significano per l’altro. Possiamo modulare verso un NOI i singoli modi di essere ecc, possiamo creare un sempre maggiore incontro, xò se a me piace un certo tipo di comunicazione affettiva e l’altro la intende in un altro modo e per me la gioia nasce anche dalla spontaneità e io invece mi sento “privato” di una parte di me o “costretto”, al di là di quali siano i perché, probabilmente comincio a ragionare molto/troppo invece che sentire una dimensione spontanea. Ciò non significa che ci sia un giusto e sbagliato. Posso chiedermi cosa riesco ad accettare, cosa riesco a modulare, cosa a dare o non chiedere, e l’altro può anche mostrarci “i nostri eccessi” se ci rendiamo conto che in effetti sono eccessi, anche per noi… ma se io per stare bene ho bisogno di un certo tipo di comunicazione e di scambio e l’altro ha bisogno di un tipo di comunicazione e di scambio completamente diverso? A volte all’inizio gli scontri/incontri servono proprio a conoscersi, a trovare un linguaggio comune, a volte mostrano una palese incompatibilità. Forse la risposta sta nell’ascoltare se sentiamo disagio e di che genere è?
Osservazione interessantissima la tua sulla tipa che dicevo e il “controllo”. In effetti lei è così ad ampio raggio. Ha un’amicizia simbiotica con una ragazza che si basa molto su queste modalità. Lei si lamenta, ma sono anche SUE.Capita che litighi con le altre persone con la stessa modalità “voglio da te ciò che voglio io adesso”,tra ricatto e vittimismo da frustrazione. In effetti, anche se il “settore” era amicizia, lo ha fatto anche con me. Era bella conoscenza,ma qd più vicina lei scene madri e films accusatori x un sms a cui ho risposto tardi semplicemente x lavoro. Mi sono spostata
Vedi? Quella tua amica FA SEMPRE così. Tendenzialmente. E’ una sua caratteristica. E poi, scusa, mi colpisce un’altra cosa (sempre parlando anche in generale, non solo di lei in particolare): non appena io non faccio, SUBITO, quello che tu vuoi (che io sia disponibile alla tale ora, esempio, o che ti risponda subito, o che risponda – tipo nell’approccio erotico, come per la tua amica – come vuoi tu, SUBITO, per dire), ma devo essere per forza giudicata/o? Gay, o stronzo/a, o che so io? Ma se non mi conosci, scusa. Le ragioni possono essere mille. Compreso che ho il ciclo o mi girano, o non mi piace il posto, o non ho dietro con me il preservativo stasera e non lo faccio mai senza, o pensavo che tu fossi più romantica, o non lo so mica se mi piaci così tanto, per ora. Insomma, aspetta un momento, mi verrebbe da dire. Sai con quanti ho chiuso sul nascere, LUNA, perché facevano più o meno come la tua amica. Ti senti un oggetto: o così o pomì. Subito. Ah bello, oh bella, mi verrebbe da dire, e mi viene: ciao a tante belle cose. Tornando a LUI: e manco io lo conosco, LUNA. 🙂
Però ti posso fare degli esempi, fatti, puri e semplici, per dirti la confusione che si è generata tra noi. Prima dice paroloni, SUBITO, cosa che mi insospettisce, ma sono ugualmente disponibile. Gli faccio capire, semplicemente, che io non sono il suo AMORE: non ancora, mi pare. Tutto lì. Ma ci vediamo lo stesso, io sono uguale a prima, ci sono, sono DISPONIBILE a conoscerti, a dimostrarti, e te lo dimostro, in effetti, che MI PIACI. Ora, ma se io ti vedo un pomeriggio, e siamo stati bene, e me lo dici, e poi la sera tardi ti mando un “gentile” messaggio, e tu mi rispondi freddissimo e io ti dico “ma come mai, scusa, passi da messaggi dolcissimi a freddissimi?”. Mi risponde, il giorno dopo, che era STANCO. Cioè, scrivere A o B, se sei stanco o riposato, cambia? Mah. Poi. Parti (e già vedo che SOLITAMENTE sei impegnatissimo), VIA 10 giorni. Stai TRE giorni in silenzio, dopo saluti carini ecc. Ti mando una sera un messaggio di buonanotte. Non risponde, LUNA, per 24 ore, cioè fino a quando io sono sbottata. Gli dico, semplicemente, che uno che dimostra di volere un certo rapporto con me, ma quando è DISTANTE NON SI FA SENTIRE VICINO, non fa per me. Lo evito un giorno, mi cerca, si fa sentire, e si ricomincia. Insomma: tutto così. E mi sono stancata. Ma chi l’ha cercato la prima volta? Chi ha pronunziato certe parole? Detto certe cose? Lui.
Poi. Ti trovo che sei a “interoquire” con altre. Cioè, ti guardi intorno? Fammi capire. La prima volta sbottai. Quando mi rivide buttava la cosa un po’ sullo scherzo, io mi scusai che in effetti ci conoscevamo da pochissimo. Però, insomma… Gli dissi: non devo essere gelosa? Ma devi avere fiducia, fa lui. Ah beh… Risultato: non sento gelosia. Faccia un po’ cosa vuole. Chiaro che mi sono raffreddata, però. Poi. Gli appuntamenti. In modo diverso, per esempio, dalla tua amica. Lui si faceva sempre i cavoli suoi (“impegni”), TUTTI i nostri appuntamenti sono consistiti in una sua chiamata all’ultimo momento, più o meno. E non gli ho detto mai di no. Forse una volta. Gli raccontai, per puro caso, quando ci conoscemmo, che detesto chi mi chiama all’ultimo momento, e pretende che io sia disponibile. Be’, mi sembra però, di avere dimostrato elasticità: non mi piace una cosa, ma per te va bene, so che sei impegnato. Ma ora BASTA, non puoi impostarlo così. Non può diventare una regola. Tra l’altro, non mi piace per niente. Sai, capitavo da queste parti… Sai, dovevo fare una cosa da queste parti… Poi era evidente che lui CERCAVA di capitare qui APPOSTA, essendo molto impegnato. Ma ti è così difficile AMMETTERE che vieni qui per me? Dirmi: ci vediamo domani alla tale ora? All’inizio lo ha fatto, un pochino, ma se guardo l’insieme la cosa era così. E non mi piace. Altra cosa. Quando io ti dico una cosa che mi fa male, m’infastidisce ecc. GRADIREI che se ne parlasse: e non che fai finta di nulla e continui a fare quel che cavolo ti pare. Ancora: ieri mi ha cercato. A modo suo. In maniera insufficiente. Ha fatto finta di nulla, di nuovo, sul fatto che mentre c’erano tensioni tra noi, lui andasse a cercare altre (per far cosa non so, ma io ho chiuso dopo quello). Mi fa ciao come nulla fosse. Io non ho risposto. Se tu fai finta che io non esista (ti ho appena detto delle cose e tu fai finta di niente) farò come te. Ti ignoro, semplicemente. Io non lo conosco, LUNA, lui. So solo che mi era piaciuto molto e che è stato una continua delusione, dopo. Aspettare ho aspettato (a differenza della tua amica), ascoltare le sue esigenze (implicite) pure. Ma lui ha ascoltato me? Dov’era, poi, quando stavo male? Mentre lui era in vacanza io corteggiatori, inviti, ne avevo. Io non li cercavo loro e non accettavo gli inviti. Però pensavo: ma perché mi cercano loro e LUI no? Forse mi cercava quando aveva da passare un po’ di tempo, quando lo decideva lui. Be’, ora ho deciso io.
NATY: a leggere così mi pare che sia uno stress continuo, anche di ambiguità. Però… però ti dico anche subito che potrei essere proiettiva… nel senso che se una persona mi dice AMORE dopo 10 secondi già mi indispone, ma se dice AMORE e poi però fa lo scemo con le altre ecc per me è kaput.
E non è questione di gelosia, ma prima già di coerenza. Non sto ad ascoltare cazzate. E anche di coltivare i rapporti per quello che sono. Ti possono piacere le donne? A me piacciono gli uomini. Ma interesse serio non è catalogo postalmarket. C’è qualcosa che differenzia o no?
1 volta ho conosciuto 1 parolaio che invitava me a bere il caffè e poi, per paranoie sue, faceva finta di essere concentrato su altro (e ti giuro che faceva finta), aveva aria “denim”, o uscendo diceva: “però, mica male la barista”.
Allora il mio problema non era che ero gelosa della barista, ma che mi domandavo: ma questo qui è scemo?
No, perché se 1 mio amico/a mi invita a bere un caffè si presume che ha voglia di berlo con me, e io con lui/lei. E magari ci possiamo dire: scusa, ho un casino di cose per la testa, oggi! però c’è il contatto, lo sguardo, magari un sorriso, e il senso di avere preso quel caffè insieme. Magari il logorio della vita moderna è tremendo per cui si riescono a ritagliare 10 minuti, ma quei 10 sono preziosi. e nessuno dei 2 si sogna di avere l’aria di: ti concedo un caffè o mi sono sentito costretto a chiamarti.
anche perché, se io non ho balle di bere un caffè con qualcuno, non ci vado. e mi aspetto la stessa spontaneità negli altri.
per cui nel momento in cui una persona mi dice: ci vediamo? o mi chiama o mi sms mi è naturale pensare che lo fa perché lo considera un piacere, non certo un dovere.
Mi è capitato di stare nella stessa stanza con amici/che e di fare cose diverse e anche di fare passeggiate in silenzio, ma per il piacere di stare comunque insieme (anche con il mio ex). ed era tempo speso insieme cmq di ottima qualità.
A paroloni seguiti da ambiguità certo preferisco sensazioni positive “tangibili”. E se entro in un posto non è che ho terrore che c’è Frizzi con televoto Miss Italia perché mi metto in competizione anche con manichino della rinascente. Anche perché, se un uomo che corteggia o sta insieme con interesse è intelligente, anche se gli scapperà un’occhiata a una non sarà così deficiente (e non è ipocrisia) secondo me da fare scene collo da film esorcista o spogliatoio maschile. se cerca ingelosirmi malissimo. Se ci riesce è peggio no meglio!
Ciò non significa che non si possa uscire dal bar insieme e dire: che bella donna la barista.
Ma forse non mi spiego bene, perché è chiaro che ci sono mille sfumature, anche… credo che sia pure una questione di sicurezze e di complicità e dialogo che stanno alla base.
ma insomma, io intendevo dire quello che ti fa sentire a disagio, sembra quasi che a volte che lo faccia apposta, o per paranoie che sono sue, e tu ti chiedi: ma a che pro?
ma che ci guadagni?
Ma, voglio dire, abbiamo passato da un bel po’ l’età puberale, e si presume che non sia così difficile dire e manifestare: mi interessa e quanto/non mi interessa. incomprensibile invece il tipo che è o sembra recitare la parte “denim”. E chi recita la parte denim mi indispone ancora di più di chi lo è. Tanto più se poi quando glielo fai notare casca dalle nuvole. Che pare sei tu che sei scema/gelosa/visionaria. Mentre senti stonatura. Non c’è? meglio, spiegami allora.
In realtà poi magari scopri che quel giorno sei arrivata con 5 minuti di ritardo, lui non si è sentito cagato e allora in maniera trasversale ti ha fatto capire non si sa che cosa facendo colì e colà…
peccato che tu sei arrivata 5 minuti in ritardo perché l’autobus era in ritardo e tutte ste pippe mentali ecc non te le sei fatte, lui invece ha tirato su una serie di comportamenti del piffero strategici. Allora ti domandi: ma ce fa o ce è? e allora ti viene da dire: forse devo fare uguale? Ma pensare di dover fare o non fare uguale già ti stressa. Perché non ti interessa giocare a risiko.
Perché se arrivi con 5 minuti di ritardo c’è un motivo, non una strategia. se sei stanca o per qualche motivo sei stata scorbutica te ne accorgi e spieghi, e se è il caso ti scusi. se non te ne sei accorta ti è fatto notare spieghi e se è il caso ti scusi. Perché, proprio perché c’è il logorio della vita moderna, ti piacerebbe invece che nel privato le cose fossero spontanee, coerenti. Che è chiaro che uno può essere impegnatissimo, anche tu puoi esserlo. Ma si può essere impegnati e tenere il filo, o essere impegnati e avere l’aria di chi deve mostrare quanto è impegnato per difendere uno spazio vitale che tu non hai nessuna intenzione di invadere, proprio per il rispetto che hai per il tuo spazio vitale.Non vuoi chiamare? fanne a meno. Non mi frega del “dovere”. Mi interessa che sia un piacere. Reciproco. Naturale.
Ovvio, dal mio ex storico ne ho sopportate. Dopo 10 anni. Se avesse fatto così dopo qualche mese? avrebbe ucciso il mio interesse.
è tardi e sono un po’assonnata, scusate se il mio post risulterà un
po’confuso. ma voglio scrivere proprio ora per immortalare al meglio i
miei pensieri in diretta diciamo… quello che mi sento di consigliare
a tutti è di non chiudervi in voi stessi, di uscire, fare, andare
avanti. non deve essere una cosa esagerata né forzata ci mancherebbe
altro..ma bisogna permettere alla vita di scorrere, di fare in qualche
modo il suo corso. e questo può verificarsi solo se resta dentro di
noi un minimo di apertura, spiraglio…alla vita che va avanti,
nonostante gli ex, nonostante noi, nonostante le nostre ferite. quello
che dico può sembrare banale me ne rendo conto ma è un consiglio
basato sulla mia esperienza.
e ve lo dice una che cmq col dolore, rimpianto, nostalgia, paura,
delusione, rabbia, amarezza ci mangia a pranzo e a cena. ancora oggi
dopo 8 mesi mi scendono le lacrime pensando al mio ex, a quanto
l’amavo, le cose che facevamo insieme, la sua voce, il suo viso, la
sua solarità, il modo speciale che aveva di parlarmi, tutte le belle
parole che mi diceva svanite nel nulla nel peggiore dei modi… e
vorrei che qualcuno rispondesse a tutte le mie domande, che annullasse
tutti i miei sensi di colpa, rimpianti..che con un colpo di spugna
lavasse via tutto, tutto il mio star male, tutti i ricordi che mi
rispuntano tipo flashback nei momenti più impensati solo ascoltando
una canzone, o andando in un posto e che mi riportano a LUI.
purtroppo la bacchetta magica non esiste, ma esiste un percorso da
fare tutt’altro che facile. sto cercando di accettarlo per quello che
è con i suoi alti e bassi, senza pretendere di accorciare i tempi di
“guarigione”. però sono contenta perché in questi mesi ho fatto nuove
conoscenze e rincontrato vecchi amici, parlato, riso, condiviso
momenti e serate divertenti. ho lavorato tanto con buoni risultati e
l’affetto e la stima di preziosi colleghi. ho avuto corteggiatori e
nuove simpatie che mi hanno lusingato, perché perdersi negli occhi di
qualcuno (che si perde nei tuoi) è la cosa più bella del mondo. e io
tutto questo (non nel senso di chissàcosa ma intendendo il mio
percorso) non credevo di poterlo fare. perché sentivo insicura,
colpevole, sbagliata, triste, sfigata, inadeguata…non dò la colpa
all’ex ma era così, forse anche perché mi ha sostituito subito con
un’altra:il colpo di grazia all’autostima. però la vita va e in
qualche modo mi è venuta a trovare, mi ha sorpreso, mi ha reso ancora
un po’felice..lo auguro anche a voi 🙂
Ciao tutt*. LUNA, a parte che tu mi fai morire: ti vengono fuori delle espressioni che riescono a farmi ridere. I randelli in farmacia, l’aria “denim” ehheheh. Grazie…
“Ovvio, dal mio ex storico ne ho sopportate. Dopo 10 anni. Se avesse fatto così dopo qualche mese? avrebbe ucciso il mio interesse.”
Eh. E lui lo ha fatto dopo GIORNI, nemmeno “qualche mese”. Si comincia male con me, cioè si finisce subito.
Questo è un punto importante per me: è per questo che non riesco più ad “avviare”, diciamo così, una relazione stabile. Per me, da un po’ di tempo, più che “la fine improvvisa di un amore”, si tratta di “la fine improvvisa di una storia appena iniziata”.
La gelosia. Vedi, io parlo con te e mi sento capita. Parlo con altre/i qui e sento uno scambio, umano. Ma è possibile, dico? Com’è possibile che io senta così tanta freddezza, dal vivo, con questi uomini che mi capitano di recente e che si dimostravano “tanto” interessati a me? Davvero, qualcosa non torna.
Per esempio, dicevo, la gelosia. Tu hai capito perfettamente quello che provavo. Non è gelosia precisamente (ma chi le conosce le altre? Chi conosce lui ancora?): è grandissimo FASTIDIO, per una – potenziale, da verificare – SLEALTA’. Io poi, nella mia vita, ho conosciuto l’amore, ripeto, la corrispondenza, in passato. Sarò abituata male. Non avevo avuto di questi problemi, fino al “separato con figli infedele” di cui ho accennato. Di lì un disastro. Io che ero, si può dire, una bella tonta, invece. A parte la considerazione, la pienezza che sentivo, in passato (non avevo ragione di fare controlli). Ero così tonta che mi è capitato che mi abbia cercato una compagna di un ex, per verificare, lei, quando è che ci eravamo lasciati… Venendo così a conoscenza, mio malgrado, che uno, stando ancora con me, si guardava già intorno, in un momento di crisi, mentre io ero in crisi e affrontavo la crisi. Per dire. Dopo l’ex separato con figli sfarfallone, la patologia sua ho dovuto purtroppo appurare che sia oltremodo diffusa. Ho dovuto “verificare” subito, i successivi corteggiatori che combinavano, mentre corteggiavano me, mentre volevano baciare me: ebbene, si guardavano intorno eccome. Quindi: a tutti un bel servito. Così stanno andando, purtroppo, le cose.
Certo, io ora faccio una cosa che mai avrei fatto in passato (in passato mi fidanzavo e fine, ma ora? tutto è cambiato): verificare se lui fa sul serio, da subito.
Mica posso scoprire dopo mesi, già coinvolta, già “fidanzata”, che tu sfarfalli a destra e a manca, che continuavi a farlo, beato, candido candido, fin dall’inizio. La fiducia, mi disse quella sera. Giusto. D’accordo. Peccato che ognuno si porta dietro i suoi problemi, guarda un po’. Tu hai figli, sei superimpegnato, sei lunatico, sei “un carattere difficile” (si definì così, quando un giorno, dopo suoi sbalzi e poi, dopo mio allontanamento, cercò di recuperare; gli dissi, un po’ sconfortata, ma di nuovo pronta al confronto, che io davvero non lo capivo, non sapevo come prenderlo, che come io mi avvicinavo a lui – cioè mostravo interesse, coinvolgimento – lui si allontanava, senza ragione, gli dissi proprio così, pacatamente, “senza ragione” e lui mi rispose in quel modo per me senza senso, di nuovo: ma che significa “ho un carattere difficile”? Per me non significa assolutamente nulla, e non perlomeno in quel momento, in quel chiarimento; al limite dimmi: guarda cara, sono fatto così, preparati perché io sai, non ho il ciclo mestruale, però un giorno sì uno no, un’ora sì una no, sono un po’ così, un momento “amore mio”, un momento a malapena “ti saluto”) e io, guarda un po’, ho preso una mazzata micidiale da uno che stava con me e dopo mesi ho scoperto che, candidamente, “interloquiva” con altre. Ergo: come io ho pazienza con te e le tue esigenze, pazienta un momentino anche tu, eh? Vedi di non fare troppo il “candido”, pretendendo fiducia così. Anzi, guarda, rassicurami un pochino anche tu, invece di agitarmi. Vedi di non fare sciocchezze. Creare problemi dove non dovrebbero, almeno, esserci. Ma se vuoi continuare fai pure eh? Dopo una, due, fai pure eh? Che io non mi ripeterò. Le cose che mi davano fastidio le ho dette e fatte capire, quando accadevano. Dopo non mi ripeto più. Fai come credi e ciao.
VALINDA ciao… Io mi sono chiusa al mondo esterno, per tante ragioni che non sto a raccontarti. Però non sono (credo) una natura chiusa. Se un’amica, o il mio compagno, viene qui e mi chiede (veramente) come sto, io rispondo quello che è. Non è che vado al bar, facendo la brillante, se non mi va, se non mi sento così. E uno che è giù, ma va al bar a fare il brillante e “vede gente”, per me mica è “aperto”. Magari è chiuso. Ecco, a me capita un po’ così: che sto chiusa perché mi tediano e deprimono false “aperture al mondo”. Non le ho mai volute e mai le vorrò. Però penso di avere inteso che cosa volevi dire… E ti ringrazio dell’augurio, che ricambio.
@luna riesco a forzarmi non lo cerco e lui non mi chiama del resto gli ho detto io di lasciarmi perdere…mi chiedo pero’ visto che non faccio che pensare a lui..perche’ si e'<dato tanto da fare per conquistarmi, farmi innamorare quando lui e' innamorato della sua ex e comunqu non certo di me?? perche' ? E da quanto conosco di lui o da quello che leggo su facebook lui e' uno che fa innamorare le ragazze, ha amicizie telefoniche, ragazze a cui da' attenzione, interesse, ma perche' …tutto questo solo per una misera ora di sesso?. Ore a parlare..io che non lo volevo, buttavo giu' il telefono e lui…via..di nuovo…telefonate su telefonate…perche' cercar di far innamorare una donna se tu per primo non ami?
FANIA: è chiaro che la tua domanda che ti fai riguarda te… nel senso, che tu ti chiedi a livello tuo personale perché lui lo abbia fatto con te, se così è stato…
Faccio questa ovvia premessa perché altrimenti la risposta sarebbe:
i suoi perché forse potrebbe spiegarglieli il suo psicologo o psicanalista in genere se lui volesse capire perché si comporta così.
Sono insomma meno c.... tuoi (scusa il francesismo) del fatto, che ti riguarda più da vicino, e su cui puoi effettivamente intervenire, che toglierti da questa sua modalità, seriale che sia o no, riguarda il tuo benessere e la tua salute…
ciò resta come cosa centrale. Ma è ovvio che ti domandi, per le emozioni che tu senti, quello che ti domandi, immagino, ovvero: gli è mai importato realmente di me o no? se non è così perché ha tentato di avermi o tenermi, comunque attraverso le sue (per me lesive) modalità?
che ci guadagna? a che pro? Perché – in sintesi – fare del male o agire con superficialità? ecc…
Cara Fania, lo so che per te fa un’enorme differenza in questo momento domandarti se lui è ancora innamorato della ex ecc… però il punto è che comunque e in ogni caso la sua modalità, qualunque sia l’orgine della sua modalità, qualunque sia il grado che può avere lui di consapevolezza, volontà di dolo, semplice superficialità, ti lede, evidentemente.
Che comunque la questione è che tu vuoi un tipo di rapporto con lui, e che lui ne vuole uno completamente diverso con te.
Che tu, mi pare di capire, al di là di quanto il sesso con costui possa essere anche bellerrimo, non ti senti rispettata da lui nella globalità della vostra relazione, perché mancano, alla vostra relazione, dei punti che per te sono centrali. Altrimenti non staremmo qui a parlarne.
che per quanto la sua lontananza ti faccia stare male, e tu debba fare uno sforzo per non sentirlo ecc, nel momento in cui lo senti e vedi però comunque stai male perché le regole di questo rapporto sono per te insoddisfacenti, vanno contro i tuoi bisogni e desideri che vanno al di là del fatto di averlo e basta, pure part time (per quanto tu spesso ti sia anche detta: meglio part time che niente, meglio in multiproprietà che niente… ma alla fine hai sempre sofferto troppo del part-time, dell’atteggiamento, della multiproprietà, dell’ambiguità o ancora di più di quella, però, tirannica chiarezza: si fa come dico io, che alla fine è il messaggio che, con il miele o con il cianuro che sia, lui ti dà
Ora faccio degli esempi scemi, ma proviamo, fermo restando che alle volte è più utile l’immediatezza di pensare, terra terra: costui, in ogni caso, mi fa stare male o pure “volens o nolens che sia costui finisce con il risultare uno stronzo” che stare lì a fare un gioco dei perché ai quali possiamo anche non riuscire a dare una risposta perché magari ce la farebbe il suo strizzacervelli se ne avesse uno (fermo restando però che se una persona pensa di stare in equilibrio così com’è, anche se squilibria te, dallo strizza non ci va e semmai rischia di farci finire te… cosa che a volte – tu generico – non è neppure un male… non nel senso che è bello che uno/una ci finisca mentre pensa di vedere la madonna di mejugorie a causa di una storia sentimentale allucinante, ma perché magari alla fine, credendo di andarci per difendersi/guarire da Tizio o Caio scopre invece delle graziose vie per venirsi incontro, in futuro, al di là di tizio e caio).
tornando a bolla (scusa, che sono pure le 3 e sono un po’ cotta di sonno):
mettiamo che ginetto (ipotetico personaggio) sia ancora innamorato della ex e combatta la sua frustrazione saltando di fiore in fiore perché così si sente anche macho man… perché il sesso o la conquista lo anestetizzano…. perché è un insicuro che ha bisogno di tenere alta la sua conferma di esistere attraverso il narcisismo… perché di fatto non è pronto ad amare e quindi vive una dimensione superficiale… perché ha molto più bisogno di ricevere disponibilità, affetto, considerazione che di darne…
magari non vuole neanche male ai fiori, magari lui pensa anche di volere loro del bene, e che, dopotutto i fiori sono pure adulti e vaccinati e quindi se lui è molto chiaro non gli si può rimproverare di non avere messo le carte in tavola… è possibile che sia così preso dalle sue motivazioni da non rendersi conto che il mondo non è una serra e che i fiori non sono stati messi là per compiacere il suo ego o riparare alle sue frustrazioni o pare di abbandono, che risalgano pure a quando sua madre ha lasciato suo padre nel 1984…
mettiamo che ginetto semplicemente sia uno che, pure con tutta la più buona volontà ipotetica, non sa vivere una relazione una, essere costruttivo, ma che sappia solo vivere così, ora o sempre…
mettiamo pure che lui sia semplicemente quello che dimostra, senza sconti
ma in ogni caso se lui, mettiamo, non ama o ama di merda il problema è di chi non è amato? sì, finché non si sposta.
Ciao Giusy cara, l’aver raggiunto una condizione di serenità è un traguardo importante. così
come l’esserti riscoperta più forte e consapevole. Il tuo viaggio è lo stesso viaggio che molti
di noi stanno conducendo, ognuno con i propri tempi e modalità.
Lilly è su una nuvola rosa, Lulu non so… spero sia felice anche lei.
Un abbraccio.