La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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@elena, fai dire a tuo fratello che per lui sei morta. O meglio: stai frequentando altre persone e di farsi i c.... suoi (scusate il francesismo) ;d
@Anna, la gioia di dirgli MA VAI A ‘FANCULO, VA !!!! …concordo, è da provare.
L’amore può finire di punto in bianco? No!
L’assassino/a prepara attentamente il modo per colpirti, senza che tu te ne accorga. Si prepara adatte vie di fuga e luoghi dove farsi assolvere.
Così ci si ritrova un coltello piantanto tra le costole, senza nemmeno capire il perchè.
@Luna, così son troppo stringato? ;D
Ciao Anna,
il non perdonarlo è un mio stato mentale… non gli ho telefonato gridandogli “Non ti
perdono!!!”… non provo rabbia, non provo rancore solo ho preso coscienza del tipo di
persona che è e di come ha agito nei miei confronti… non mi auguro che torni per avere la
soddisfazione di mandarlo a quel paese (non ho appunto né la rabbia né il rancore per mandare a quel paese una persona che sta diventando un estraneo per me)… non voglio avere sue notizie e non voglio che lui abbia mie notizie… non ce l’ho con lui ma non fa più parte della mia vita e tanto meno dei miei affetti (che poi è quello che diceva Luna)… poi ognuno agisce come meglio crede e se tu Anna ti sei sentita di perdonarlo perché hai capito che per te era meglio agire in questo modo hai fatto benissimo.
Vi auguro un buon fine settimana!
ciao ragazze e ragazzi
un saluto speciale a luna, silvy
ma alla fine sono cosi’ prevedibili??? ho letto un sacco di frasi molto usati, comuni tipo ”sei speciale ma…”, ”non me lo so spiegare”, ”non e’ piu’ come prima, ma non so cosa non va piu”’, ”prendiamo una pausa ti chiamo io”. Quanto sono vigliacchi, io penso che sono sempre cosi’ non cambieranno mai.
LUNA si’ cerco di evitare quel maledetto FB, ma non ce la faccio. Voglio sapere le sue notizie, vedere se sta con un’altra. Ho cominciato a controllare quando mi ha lasciata, volevo capire il motivo reale, se c’e’ un’altra. Non ho mai smesso di controllare la sua bacheca. Siamo stati insieme per 1 anno e mezzo, in citta’ diverse, mi diceva sempre quanto e’ ”fortunato” di avermi vicino,che bugiardo, egoista, vigliacco. Nonostante tutto questo, ancora spero che lui torni da me, e in fondo voglio che lui soffrisse un po ora che non sto piu’. Devo dire che sono sparita subito dalla sua vita, non ho mai chiamato o pregato ecc
antony
capisco il tuo modo di vedere le cose, ma a mio modo credimi, è già tanto se lo ignoro. L’ho perdonato già un volta, e ti assicuro che il perdono non se l’aspettava!!
Come replica LUNA e ciò che io penso e mi comporto di conseguenza: mai essere in collera e farsi rapire dal rancore.
Il solo rancore, genera una guerra dentro se stessi, che ti porti addosso a tua insaputa e aspetti solo il momento giusto per tirarlo fuori.
L’indifferenza è l’arma migliore, se di guerra dobbiamo parlare.
Che prenda pure spinti per chiedere, a me personalmente non tocca anzi…ci rido sopra, di quanto sia stupido ed infantile questi suoi comportamenti.
ANTO: no, perfetto 😉
e ottimo anche il francesismo 😉
FRANCY: però, scusa se insisto, dovresti proprio cercare di impedirtelo. Proprio perché farlo ti sembra così difficile. Azzardo – e naturalmente forse sbaglio – che sia un po’ anche una compulsione. Ciò spiegherebbe anche la cosa ti pare così irrinuciabile. Ma questa “strategia del controllo” (che in realtà non controlla un bel niente) fa male a te, perché è un modo apparente per sedare l’ansia che in realtà la moltiplica.
Nessuno può dirti, in realtà, a quale stampella emotiva rinunciare. se mangiassi nutella tutto il giorno per sedare la mia ansia e qualcuno me la portasse via non mi farebbe un favore, ma se mangio nutella tutto il giorno, mi fa male e continuo a mangiare nutella perché sono triste perché ho mal di pancia, tu capirai, che la strategia forse non è così funzionale a farmi stare meglio, anche se in apparenza è un fare qualcosa…
forse è meglio guardare in faccia l’ansia, prenderne atto e cercare di calmarla con qualcosa che sia in grado di distrarre, e farti stare meglio davvero invece di un’azione che non fa che ricacciarti sott’acqua in continuazione.
@in fondo voglio che lui soffrisse un po ora che non sto piu’.
già, ma di fatto non sei padrona dei suoi pensieri e quindi vuoi una cosa che se mai fosse verrebbe da lui, ma che se non c’è ti provoca un senso di frustrazione costante, perché dipendi da ciò che vuoi ma che lui non può/intende darti. Dirai, grazie tanto, lo sapevo già. Ma quello che intendo dire che questa forma di dipendenza, come il rancore, ti tiene legata non all’amore quanto ad un bisogno di esserci, di intervenire che viene costantemente frustrato dal fatto che effettivamente non puoi controllare. Ti mantieni in uno stato costante in cui la sensazione è quella di essere alla mercé dell’esterno, delle sue decisioni. Di fatto la sua decisione è stata lasciare questa storia, ma tutto il resto, questo tenerti ancorata a ciò che lui pensa, fa, se è anche naturale, è qualcosa
sulla quale tu comunque hai un margine di intervento, come scegliere di non guardare più fb. Non è lui che ti sta facendo male direttamente in questo momento. Lui il suo male lo ha fatto lasciandoti, ma a quanto ho capito ha smesso, nel senso che è uscito dalla tua vita. E’ uscendo dalla tua vita e mostrandosi diverso da quello che era, dirai tu, che ha fatto il male peggiore, che non è cosa da poco. No, non lo è, ed è per questo che stai soffrendo. Ma intendo dire che quelli sono i fatti, e il dolore, ma inseguirlo ancora, come stai facendo tu (il fatto che sia in silenzio e che non tormenti lui non significa che tu non stia però tormentando te, l’effetto non ricade anche su di lui come se tu gli telefonassi cento volte al giorno, e in qualche maniera, guardando in silenzio, ti salvaguardi da un suo ulteriore rifiuto, ma stando davanti a fb a dialogare/monologare con un’assenza, non ti fai meno male di chi con una parrucca in testa e gli occhiali neri si apposta con la macchina sotto una casa per vedere a che ora torna, dove va e con chi… tu mi dirai che non c’è paragone. Ma io l’esempio l’ho fatto perché se c’è un effetto di malessere per te e tu stai lì davanti a fb invece di pensare a te, e di fare qualcosa per la tua vita che esula da lui, il grande assente che intanto la sua vita se la fa, lui non subisce costi per il fatto che sbirci o ti chiedi, ma chi subisce dei costi sei tu. E mi piacerebbe sapere che sei andata a farti una passeggiata e a mangiarti un gelato invece di sfracellarti i maroni – e il cuore – e perdonatemi anche il mio francescismo, davanti ad una bacheca di fb).
ELENA: forse, chissà, esistono due forme di perdono…
una è ti perdono porgendo l’altra guancia, suonamele dinuovo SAM e l’altra è guarda, ti perdono, cioè non ti auguro male perché non è da me, ma fatti la tua vita che io mi faccio la mia, bye bye.
@Silvy: cmq l’ argomento “perdono” resta sempre ostico. A me, personalmente, e’ stato chiesto di “perdonare” le bugie e la mancanza di rispetto che mi e’ stata propinata per colazione, pranzo e cena per mesi. E dire no, o dire si, francamente, non mi cambiava nulla. Ho perdonato perche’ tanto sono fatta cosi’. Inutile dire che lo odiero’ per sempre. Non sarebbe la verita’. Credetemi, e’ pesante sapere cosa ti ha fatto la persona che ami e ricordare ogni giorno quelle menzogne. Ti falciano! Ma lui non e’ qui. Ha fatto una scelta che l’ ha portato altrove rispetto a me e quindi il mio perdono puo’ trovare spazio nelle nostre parole. Certo sarebbe un attimo diverso se lui mi avesse servito lo stesso “pasto” e poi mi avesse detto di voler continuare insieme a me la strada intrapresa un anno e mezzo fa. Fiducia sepolta e rabbia a mille !!!! Ecco: quello e’ il perdono vero, quello difficile, quello che non so se riuscirei ad offrire. Perche’ richiede un’ elaborazione profonda che va al di la’ del controllo razionale. E’ quasi divino, quando e’ sincero. Ma non e’ quello che mi e’ stato chiesto quindi e’ inutile pensarci. Se ora mi soffermo a ricordare quanti sacrifici richiedesse vivere insieme a lui, gia’ mi sale un po’ di nervoso…Figuratevi farlo di nuovo per davvero! Poi la FIDUCIA…Io potrei fingere di fidarmi giusto per non sentire la solita disperazione dell’ abbandono ma FIDARSI DAVVERO “l’e’ dura” 🙂
@ Lunina : si, cara. Credo esistano due forme di perdono e sono molto diverse. Molto, molto diverse.
Buon weeky a todos
http://www.youtube.com/watch?v=9kUYD5oVKIQ
http://www.youtube.com/watch?v=B6E6t3VVyHc
Forse la forma di perdono del “lasciare andare”.
Che non so spiegare bene.
Lasciare andare l’altro, nel senso di guardarlo per quello che è, senza filtri violenti, senza filtri edulcoranti.
Ma anche lasciare andare dentro sè delle catene rispetto a.
Ma non ha a che fare con il buonismo, nè con il non sapere i torti subiti. Conoscere la propria biografia, ma non per questo strisciarci dentro sui gomiti.
Forse un tendere all’armonia che, per alcune persone, è comunque più forte della tensione allo scontro.
Forse si chiama rielaborazione. Boh.
Forse se non so bene come dirlo sarà perché è roba de panza. Il che non mi pare male di per sè.
bacini
ecco l ultimo msg della mia ex .
“Vorrei parlare con qualcuno…sei l unica persona che mi ascolta ma capisco benissimo(purtroppo)che non è possibile perchè so che non vuoi piu sentire parlare di me
Quindiiii vabbèeee
Ciao ciao”
Non ho più risposto ai suoi msg e credo che non lo farò più…Oggi l ho rivista con il suo lui ed era tanto contenta…la rabbia è tanta, mi da fastidio sapere che le cose che faceva con me ora le fa con un altro e soprattutto con una persona che lei ha sempre definita manesca, poco fedele ecc….Spero che passi questo stato di rabbia…
grazie a tutti
Luna
e’ un’ossessione, lo so che cosi’ perdo tempo, mentre lui si’, la sua vita se la fa,ma sono tormentata da tante domande e tanti dubbi, e cosi’ mentre cerco di trattenermi ci ritorno sempre, pensa che siccome siamo in citta’ diverse e’ l’unico modo per sapere come sta, cosa fa.
A distanza di 11 mesi, mi vengono i dubbi,magari non ho affrontato nel modo giusto la crisi, per orgoglio ho detto ”vabbe’ ci salutiamo” senbravo troppo fredda, mentre dentro morivo. Poi le poche volte che abbiamo parlato, sembravo indifferente e fredda. Sempre fredda. A volte basta una mossa, una parola e tutto cambia. Non ho mai pensato che quando 2 persone si amano,o vogliono stare insieme, trovano il modo per superare ostacoli, e ritornare insieme. No. Questa e’ una favola. Ci sono sempre i dubbi, i pensieri, l’orgoglio. Ho amici che hanno perso per sempre una persona cara, solo perche’ non volevano rischiare di ricevere un ”no”. E soffrono. E incontrano persone sbagliate. Rendere le cose complicate e’ cosi’ facile… Un saluto
ma quanto fa male? è domenica e mi sento un pesce fuor d’acqua… mi manca da morire e non ho nulla da fare… ma sarà vero che il dolore va preso di petto? va puntato e affrontato? dopo due anni e mezzo mi sono sentita dire che non mi ha mai voluto… e che devo essere felice? io l’ho amato da morire… non vedo luce… vorrei solo un pò di sollievo.. sentirmi cosi’ e sapere che lui è sereno mi fa sentire molto idiota… vi abbraccio!
http://www.youtube.com/watch?v=bLqPExWuzic
FRANCY: @Non ho mai pensato che quando 2 persone si amano,o vogliono stare insieme, trovano il modo per superare ostacoli, e ritornare insieme. No. Questa e’ una favola. Ci sono sempre i dubbi, i pensieri, l’orgoglio. Ho amici che hanno perso per sempre una persona cara, solo perche’ non volevano rischiare di ricevere un ”no”. E soffrono. E incontrano persone sbagliate. Rendere le cose complicate e’ cosi’ facile…
Sai, Francy, a pensare che le persone, se ci tengono, non cercano in tutti i modi di venirsi incontro, sia solo una favola si rischia di entrare nella dinamica contraria… e negare il fatto che alle volte invece le cose sono più semplici di quanto vogliamo credere e che ci sono molte persone che non si perdono o che quando si perdono, comunque, fanno davvero tutto quello che possono per rincontrarsi.
Perché esistono anche modi aperti o chiusi di allontanarsi.
A volte entrare nei se è un modo di non rassegnarci al fatto che le storie possono anche finire, i sentimenti cambiare, le persone rivelarsi diverse da come pensavamo.
E’ vero che esistono i malintesi, e che le persone si perdono anche per ragioni futili…
ma di solito non si perdono perché in un certo momento hanno detto un no o sono sembrate fredde, ma per una lunga serie di cose che si accumulano… o perché anche se fossero state calorose non sarebbe servito a niente. Allora si potrebbe andare avanti nei se e dire che quando ti ha visto fredda lui avrebbe potuto buttare giù il muro lo stesso o che conoscendoti non da un giorno avrebbe potuto pensare al perché lo eri… ma così non è mai finita…
i fatti sono che da 11 mesi non state insieme.
Ci sono persone (e non è una favola) che superano insieme grandi battaglie contro malattie, problemi economici, enormi difficoltà per avere un bambino, che rischiano di perdersi veramente e invece non si perdono, perché?
E’ vero che alle volte il nemico sta dentro di noi, o dentro l’altro, intendo il nemico interno che sembra parlare al posto della
persona, con altre parole anche per paura del rifiuto, dell’abbandono, ecc ecc. che siano parole strozzate in gola o gridate troppo forte…
Ma i se e le colpevolizzazioni che ti butti addosso non servono a niente…
come fb che non ti dà le risposte che cerchi, ti fa restare bloccata in domande che girano in tondo, non ti dice davvero come sta o cosa fa, perché se c’è una cosa, permettimi, che non dice proprio niente, è una bacheca di fb. Anche perché in una frase dello stato, in una canzone, in una foto puoi anche vedere quello che vuoi vedere, in positivo o negativo che sia.
Di fatto stai facendo la stessa cosa di allora, probabilmente. Ti senti morire, rimugini, ti tieni tutto dentro. Dici: non gli ho mai telefonato. Alla fine forse se tu facessi una cosa diretta come chiamarlo una volta staresti meglio di così, persino un vaffanculo diretto forse potrebbe farti stare meglio…
Ovviamente non lo so, dico per dire. Potrebbe farti stare anche peggio. Ma in questo momento, ho l’impressione, sei tu che stai in un limbo irreale, altro che favola.
Stai parlando da sola, tra te e te, e ti stai facendo male. Non sempre ci è data la possibilità di parlare con l’altro di come sono andate le cose, e ciò dipende da molti fattori, tra cui certamente anche la disponibilità dell’altro e il suo interesse e bisogno a chiarire quanto noi. A volte questa possibilità arriva dopo anni e anni, casualmente, quando non ce n’è neanche più bisogno, a volte non arriva mai. E magari non sarebbe come ci aspettiamo parlando da soli.
E non si può vivere in uno stato perenne d’attesa, perché l’essere umano, per vivere in maniera sana, conosce soloun tempo, il presente. Oggi sai, indipendemente dai perché: questa storia è finita/abbiamo preso due strade diverse. Dura da accettare, lo so. Ma cerca di dare un po’ più di valore al tuo presente. Ed evitati di ascoltare biografie negative altrui, es. su altri incontri sbagliati, vedendoci il tuo “futuribile”. La vita è giorno per giorno.
@Alice non gli credere certo che ti ha voluta, dice così per umiliarti- Sono dei frusrtati che quando ci vedono distanti, distaccate non lo sopportano e cercano di umiliarci per sentirsi più forti.
@RICCIO, ma lasciala perdere! Ci Stai ancora a pensare, non ti basta ancora? Sta con lui e sembra contenta, che altra prova vuoi? Vuole solo avere la conferma che tu ci sei ancora per lei, Ma intanto sta con lui. Ed io? Sono confusa. Continua giocare con me come il gatto col topo. Io come Alice sento la vita passarmi fra le dita, un senso di vuoto e di inutilità mi rendono apatica e indifferrente a tutto. Adesso conosco il topo e so come gioca, ma questo non basta a cancellare il dolore. Ciao a tutti
Nella mia stringatezza non posso che sottoscrivere quello che scrive Heidi.
E non colpevolizzatevi: non fatevi del male pensando che….”avrei dovuto, avrei potuto, non l’ho ascoltato…” e trip vari.
@Alice, non sai come ti capisco.
Dopo 7 annni mi son sentito dire che non mi amava più…per telefono.
Ero morto…ma come vedi sono ancora vivo.
E’ dura, ma rinascerai anche tu.
http://www.youtube.com/watch?v=yBr16XRQ2Ck
antony grazie…
in realtà sono tre giorni che piango… ieri sono stata sola tutto il giorno… non ho parlato con nessuno e credevo di impazzire… sono uscita a fare un giro in centro e ho visto un mare di gente… o mio dio mi parevano andassero tutti di corsa ed io mi sentivo morire… mi manca troppo… non solo lotto con la mancanza di nuovc… ma la mancanza di chi ancora dice di non avermi mai voluto.. giovedi’l’ho sentito era allegro, tranquillo e stava in un posto pieno di gente (sentivo le voci e di donne pure)… io non mangio da due settimane, fumo mille sigarette e non posso pensare di non vederlo +….
ciao LUNA
esco ogni tanto con amiche, vado a camminare, leggo libri,ma quando arriva la sera, mi collego leggo i vostri post e do un’occhiata a fb. Solo qui’ esprimo i miei pensieri per quanto riguarda lui. Per gli altri ho una vita normale, il tempo scorre come una volta. Di lui non parlo piu’. A volte qualcuno mi fa la domanda ”si e’ fatto vivo”? ed io rispondo negativamente, quasi indifferente. Di nuovo.
spero che tutti qui’molto presto potremo dire con certezza che non abbiamo perso niente
ALICE: non ti ha mai voluto è una cazzate di rare proporzioni.
Ma fa male, certo.
Se c’è una cosa che ho imparato (banale, ma ho visto quanto violenta sia) è quanto le parole al di là di quello che significano possano effetti devastanti a seconda di come e in che momento, anche nostro, vengono pronunciate. Di quanto abbiamo le difese basse e l’emotività accesa e siamo in posizione di debolezza.
Quando mi è stato detto: “Questi anni (ed erano parecchi, ndr) non sono mai esistiti” mi è quasi impossibile descrivere cosa ha significato per me. Uscivo di casa e guardavo persino le persone che si tenevano per mano in modo diverso. Mi domandavo che senso aveva, se poi le cose non esistono.
Era ovvio che erano esistiti, i nostri anni, e ovvio che lui c’era in quegli anni.
Ma non sono riuscita a fare un pensiero così razionale.
Nè a rendermi conto fino in fondo che la sua era una risposta vigliacca alla mia domanda di spiegazioni, e al mio invito alla sua responsabilità. Non responsabilità in senso non te ne puoi andare, o non puoi esprimere quello che senti, ma responsabilità di spiegare, in modo chiaro, diretto, cosa stava succedendo.
“Non ho niente da dire, ho già detto tutto”.
Cazzate, non aveva detto un bel niente. E di fatto, nel mio caso, anche quella frase non significava niente. Visto che anni dopo, altri anni che sono esistiti, ha accusato me di esserme andata e di insensibilità, menefreghismo, dicendo che tutto era colpa mia.
Che IO non lo avevo mai amato. Altro classico della vigliaccheria.
Ma in fondo, entrambi i casi non sono che due facce dello stesso atteggiamento/medaglia: “non devo spiegazioni-non sono mai esistiti”, “non ho responsabilità/è tutta colpa tua”.
Ciò non significa che sberle come queste non facciano male. Malissimo, fanno malissimo.
Il punto è che è difficilissimo considerare in quei momenti che il dato di fatto è che qualcuno ci sta facendo male, un male inutile, e che non è tanto per quello che dice, ma il fatto stesso che lo dica
a dimostrarci che in quel momento non ci vuole bene.
Non so spiegarmi bene… è ovvio che lo vediamo che non ci vuole bene, e ovvio che è questo a farci male.
Ma intendo dire: se pure ci amasse, e si fosse bevuto il cervello, se pure avessimo anche noi le nostre responsabilità, e fosse incazzato come un toro, il punto è che in quel momento non ci vuole bene. Perché chi ti vuol bene, forse, sa anche lasciarti in modo civile.
Spiegarti le cose, che pure fanno male, in un modo che faccia meno male.
Perché lo fanno? Non lo so. Per rabbia, inciviltà, egoismo, egocentrimo, bisogno di scaricare sull’altro tutte le responsabilità, anche emotive, per vigliaccheria.
Forse anche per un’ignoranza abissale nell’intelligenza emotiva, per cui esistono mille modi funzionali, più armonici anche di allontanarsi, ma alcune persone non li conoscono, e sanno andarsene soltanto così.
O forse anche perché sanno benissimo, alle volte, chi hanno di fronte. Che risponderà, a certe affermazioni, con un caos emotivo enorme, e anche fumandosi 1000 sigarette invece di riuscire a respingere un attacco emotivo con altrettanta autoreferenzialità protettiva.
Cara Alice, questa persona c’era, e colcaz che non ti ha voluta, che pure ci sia stato male o ti abbia voluta male.
Il fatto è che ora non c’è, e sta mostrando il peggio di sè. E come avviene umanamente in questi casi a farci male è la domanda: perché mi sta facendo questo? perché a me? perché?
ma il problema quando fanno questo non sta in chi riceve il danno.
come il problema non sta nel borseggiato quando viene derubato dal borseggiatore.
C’è chi dice che il concetto di fallimento non esiste. Che esiste il concetto di cambiamento e di nuovo spazio per l’opportunità.
Cerchiamo, tutte e due, su, di fumare un po’ meno, che non ci fa bene.
Bacio
Alice, tesoro, io ieri ero in piscina con le mie amiche e con mio fratello e, intorno alle 15:00, ho pensato : “Bon, adesso schiatto”. Ansia e tristezza e malinconia e rabbia e tutti li’ che stavano intorno a me senza immaginare cosa provassi io. Chi sentiva l’ i-pod, chi si era addormentato, chi leggeva La Gazzetta dello Sport…A me prende cosi’: all’ improvviso. Non che stessi BENE prima di quel momento ma mi sembrava che piu’ o meno la giornata andasse. Mi sono messa li’ in un semiangolo all’ ombra, mi sono scese due lacrime, ho tentato di far tornare il cuore a un numero di battiti decente e alle 17:00 circa ho ricominciato a parlare. Sono arrivata a casa, doccia e riposino sul letto, vestiti semiserali e pizza da un’ altra amica. Riso e lacrime e chiacchere. Pizza pochissima, un po’ di sigarette e due coca-cola. Alle 24:00 ero a casa quasi serena. Stamattina di nuovo uno schifo. Non ce l’ ho fatta nemmeno a scrivervi. Adesso e’ un po’ meglio…Va cosi’, Alice. Anche nella mia testa passano frasi che non so accettare. Il tuo “Non ti ho mai voluta” sta al passo con altre mie cento che ronzano nelle orecchie e di cui non sempre riesco a liberarmi.
Passera’, passera’, passera’ !!! DEVE PASSARE !!!!
Ciao a tutti,
Luna tu scrivi: “Perché chi ti vuol bene, forse, sa anche lasciarti in modo civile.”
Il mio ex mi ha lasciata in modo diciamo civile, e sinceramente non riesco ad immaginare
un modo che mi avrebbe fatto meno male… forse ne riesco ad immaginare alcuni che mi
avrebbero fatto più male… ha almeno avuto la delicatezza di scegliere il “male minore”?
Ciò nonostante non ho praticamente avuto spiegazioni… Mi ha lasciata perché ha un
altra? Perché ha smesso di amarmi? come si può smettere di amare? ed è forse una
spiegazione questa? e come la si dovrebbe dire? Perché si è stufato? come succede? ti
svegli una mattina e sei stufo? O forse all’improvviso si è accorto di non avermi mai
amata? non ero io la donna della sua vita con la quale condividere il futuro? Era confuso?
Aveva bisogno di stare da solo? Non era fatto per la vita di coppia? Si è accorto di essere
gay? O ha avuto la vocazione e s’è fatto prete?
Succede e basta e non è mai il momento giusto e non ci sono mai le parole giuste. Anzi
il momento giusto era quello che è passato… perché è sempre troppo tardi quando ti
lasciano, la vita è breve ed è un sacrilegio sprecarla con chi non ci vuole!
Un capitolo a parte meriterebbero quelli che lasciano per mail o per telefono… ma
questo appunto è un altro capitolo!
Cara francy: “Rendere le cose complicate è così facile”… si è vero, ma non sempre è così!
Come dice Luna ci sono coppie che hanno affrontato insieme enormi difficoltà… ma
bisogna esserne convinti in due. Io sono della filosofia spicciola “Non gli piaci
abbastanza”. Noi donne specialmente siamo portate a dare giustificazioni, scuse, colpe…
mentre spesso le cose sono più semplici di come le vogliamo far apparire. Anche io
all’inizio mi dicevo “E’ stata anche colpa mia per questo e quest’altro motivo… dovevo
capire… non ho fatto… non ho detto… e poi lui è confuso… ed è stanco…” Balle!
Mettiamoci l’anima in pace… almeno in questo!
Un abbraccio a tutti
Luna, alice
sono vigliacchi, eternamente insodisfatti, persone che forse non hanno mai affrontato problemi seri, e che scappano perche’ scappare e’ molto facile, semplicemente se ne va e i conti restano aperti
a volte un attimo basta nei loro piccoli cervelli basta x cancellare una vita, o anni di amore, di comprensione, di intimita’
sapete la frase del mio ex che mi a fatto più inkazzare di tutta stà faccenda? ma mi rimbomba proprio stà frasetta: hai superato 7 anni di convivenza, figuriamoci se non ti passano due mesetti!!!
NO MA DICO??? come se i sentimenti fossero un elastico.
E a pensarci bene ora ci rido pure sopra