La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Ciao a tutte,
grazie Naty, Lilly e Luna per aver accolto la mia richiesta di aiuto!!
Ho letto con attenzione i vostri post e come sempre le vostre parole sono un dolce balsamo per l’ anima.
Sì, sono incastrata, imbottigliata nel mio passato e nelle parole che mi ripeto continuamente nella mia mente, parole di vittimismo e di sconfitta. In questo momento ho bisogno di “arieggiare”infatti mi attanaglia spesso un senso di soffocamento.
Cara Luna,la tua idea di fuga come incontro con noi stessi, come consapevolezza dei nostri bisogni credo che sia alquanto giusta e ti sei spiegata benissimo sia a tal proposito sia riportando l’ episodio relativo alla tua amica.
Cara Lilly,col tuo “vestire i defunti”,dar loro vita ,ancora una volta hai dimostrato la tua profonda sensibilità.
“Trovare il lato buono”, crearlo come una favola poichè esiste anche se ben nascosto:quello che dovrei fare è guardare il tutto da altre prospettive.
Navigare come mi sa sosteneva Luna in qualche post precedente, navigare e non girarmi, contorcermi , avvilupparmi su me stessa come una trattola poichè è così che sto facendo.
Giro e rigiro su me stessa come se attorno non vi fosse altro, nessun “pianeta”, niente che riesca a distogliere la mia attenzione da “me”.
Vi ringrazio di cuore e mi auguro che anch’ io possa trovare quella serenità di cui ho veramente bisogno.
Buona giornata a voi tutte care.
MAX: ciao 🙂
ho presente… piuttosto bene, purtroppo.
e anche se nessuna storia è uguale, nel massimo rispetto della tua sofferenza, mi viene da dirti: secondo me hai fatto la cosa migliore scegliendo di vivere e non di stare appeso a quel filo della “sfera di cristallo”. Sono cose che logorano, veramente.
Logorano anche l’amore che si prova, pure se si continua a provarlo.
E, soprattutto, logorano lo spazio che possiamo dedicare alla vita, al nostro amore sano per noi stessi.
Lei è in crisi, da tanto. Ma anche tu lo sei. Lo sei fin dal primo momento. Io me lo ricordo benissimo quel giorno in cui lui, come lei a te, ha detto di essere in crisi.
Quello in crisi era lui, ma anche a me era scoppiata una bomba dentro. Anche se io ero quella che sentiva la forza per capire che cosa stava succedendo, per avere pazienza, per aiutarlo a capire e a superare la crisi.
Oh, certo, una una forza così ce l’ha perché ama, e perché non vuole perdere quello che ha avuto e che vuole avere ancora, non vuole perdere il suo sogno, non vuole perdere una parte di sè che per tot anni ha guardato il presente e il futuro in un certo modo.
Non vuole che qualcuno se ne vada perché non vuole andarsene, lei per prima.
Sono tante le cose che entrano in circolo in situazioni come la tua.
Ma in crisi c’eri anche tu. Quotidiana. Dolore misto alla pazienza e alla perseveranza.
Lo eri perché di conseguenza questa situazione in cui ti eri ritrovato a vivere non ha potuto che minare il tuo equilibrio, nel quotidiano.
Di cuore, Max, mi dispiace tantissimo che tu stia soffrendo, e comprendo molto anche cosa ti ha spinto a rimanere. Ma non posso che essere contenta per te (anche se la parola “contenta” ora non potrà che sembrarti impropria) per il fatto che tu abbia finalmente trovato la spinta per allontanarti da una situazione come quella in cui ti eri trovato a vivere. Queste si chiamano fughe sì, da un forte pericolo per l’equilibrio. Il tuo è un sano spostarti, anche se ora fa così male.
JOE: un saluto anche a te 🙂
dici che avresti dato la vita per lei, che la daresti.
Se scoppiasse un incendio entreresti in una casa a salvarla, guarda, ti credo.
Ma il punto è che non è scoppiato un incendio, lei ti ha lasciato.
E il dare la vita per è eccessivo.
No, non fraintendermi, ho capito quello che vuoi dire.
Capisco il senso profondo che dai a queste parole, credimi.
Il punto è che non è necessario dare la vita per qualcuno in una storia d’amore. Si vive con qualcuno, semmai. Si vive la propria vita accanto a qualcuno che vive la propria vita, e insieme si costruisce una vita a due.
La morte con l’amore che c’entra?
L’amore non ha bisogno di questi estremi, pure se sembrano così romantici perché assoluti.
Qui non si tratta più di una vita da costruire insieme, nell’amore.
E’ orribile per te, lo so. Ma lei ha deciso di prendere un’altra strada, e l’ha fatto con la caparbietà di chi quando decide decide.
Parli di dipendenza, un tema che in questa lettera, con varie sfumature, ricorre spesso.
La sua dichiarazione di indipendenza pare non abbia proprio sconti, da quel che dici. Lei si è staccata. E ora lo ha fatto di netto. Perché? Lo sa lei. Ma è caparbia in questa sua scelta. E non puoi farci niente. Mente pure. Anzi, forse il fatto che tu parli di dare la vita, che è dipendenza, non fa che farle pensare che ha fatto bene.
Al di là del perché lei non abbia avuto una sua personalità o abbia sentito di non averla nella vostra storia.
Ovviamente io non posso sapere quanto questa situazione di dipendenza (di interdipendenza, mi pare, dalle tue parole) sia stata creata da una persona tra i due, magari più forte di carattere, quanto nella situazione stessa. Ma sicuramente mi viene da dirti: invece di pensare che daresti la vita per lei dalla a te.
E la prossima volta vivi una storia d’amore con qualcuno che non abbia bisogno di te per crescere o che si affidi totalmente o quasi totalmente a te. Perché sai spesso queste situazioni vanno a finire così.
Luna grazie per le tue parole, so che mi aspetta un periodo della mia non certamente entusiasmante fatto di soffernza solitudine senso di vuoto, ho lasciato tutto quello in cui credevo, ma so anche che il tempo guarirà le ferite lasciando le cicatrici ma quelle saranno molto meno dolorose.
Lei mi diceva che mi voleva un bene dell’anima e che ero e sono partte della sua vita, ma da quando me ne sono amdato lasciando tutto non si è mai fatta sentire, neanche per sincerarsi se sia ancora vivo.
Che strano modo di voler bene alle persone, io sono una persona molto sensibile e buona d’animo e vedere che esiste gente al mondo così fredda e cinica e che una di questa e la donna nel quale avevo riposto la mia vita per più di 20 anni e nel quale sino a qulache mese credevo nel futuro, be fa un male che non auguro nenanche al mio peggior nemico.
Grazie ancora pre la tua comprensione ciao Max
Ciao Max. La crisi dell’altro ti scoppia entro come una bomba. Ti trovi davanti ad un muro in cemento armato e non c’è dinamite che riesca a buttarlo giù. Anzi il muro cresce di giorno in giorno. Come in quel giochino in cui i pezzi cadono dall’alto e tu devi girarli per il verso giusto, incastrarli altrimenti si accatastano e….. ……game over! Ti sembra di schiacciare tutti i tasti possibili ma i pezzi non si girano e cadono giù veloci, alla rinfusa ed il game over è inevitabile. Nonostante tutti i tuoi sforzi.
La riposta ai tuoi perché resta al di là di quel muro. Insieme a lei, agli anni passati insieme, a tutte le belle promesse e le bellissime speranze.
Ma al di qua di quel muro ci sei tu.
Tu che non vali meno di lei
Tu che non sei perso anche se resti senza di lei.
Non c’è niente di peggio dell’omissione, lo so.
Non dirmi solo “non ti amo più” caz…..dimmi anche il perché.
Però a volte il perché non esiste. Non c’è colpa, non c’è ragione, non c’è motivo. L’amore finisce e stop.
(Io mi sono sentita dire una frase memorabile anni fa……”E’ la Nemesi che ha voluto così”…….)
A volte il perché non sembra così importante da……
A volte il perché perde importanza con il tempo. Ad un certo punto vince la vita.
Non si può morire per un “perché domanda” rimasto senza un “perché risposta”.
O meglio, non si dovrebbe morire….ma a volte capita. Uccisi da un grosso punto interrogativo cascato sulla testa all’improvviso…
Ma che storia è una storia in cui lei c’è ma è dall’altra parte di un vetro infrangibile?
Chi merita di subire una storia così?
Chi merita una dedizione di questo genere?
Tu non sei “fuggito”, Max. Tu hai semplicemente voluto bene e scelto te stesso.
E hai voluto bene e rispettato lei e le sue necessità. L’hai lasciata libera. Non molti ci riescono.
Io non ci sono riuscita. Mi sono fatta buttare fuori ed il “perché domanda” si è mangiata un anno della mia vita.
Ti sei messo avanti tirandoti indietro. Ti sei mosso all’interno di un equilibrio che hai sentito giusto in quel momento.
Non sei rimasto fermo sotto il pelo dell’acqua facendo finta di niente, senza quasi respirare per non fare rumore e restare ad ogni costo. Inosservato ma presente.
Ti ha fatto male questa scelta, lo so, lo posso immaginare molto bene.
Però è una scelta importante, coraggiosa.
Contraddizioni dell’amore….
Ti sei fatto del male per salvarti da una situazione che poteva logorarti.
Hai fatto bene Max.
Joe: “Io darei la mia vita per lei, anche adesso…”.
L’hai divisa insieme a lei per il tempo in cui siete stati uniti. Ora sarebbe un regalo inutile.
Lei, in questo momento, lo sottovaluterebbe.
Ci sono momenti (sporadici o definitivi) in cui anche il sacrificio più grande (promesso, garantito o realizzato) non viene viene percepito dall’altro nella dimensione che si vorrebbe. Tipo il “mi ucciderei per te…..” che ha come risposta un “vabbè” indifferente con un firulì firulà di sottofondo segno di estrema indifferenza alla drammatica affermazione.
In questi momenti qualsiasi sforzo per trattenerli, “svegliarli” dall’incubo che però solo tu stai vivendo, riaverli in versione “come eravamo” è tragicamente destinato a precitare nel vuoto.
Lei ha preso un’altra strada. Tu devi cercare di trovare la tua. Non è detto che prima o poi le due strade tornino ad affiancarsi.
Affiancarsi, però. Non sovrapporsi al punto in cui la tua non esiste più (daresti la vita per lei) e la sua si srotola senza intoppi come una superstrada rettilinea negli spazi sconfinati degli States.
E’ una questione di amore per sè stessi ed autotutela.
Amare un altro + amare sè stessi non è inconciliabile, non è egoistico e non è sintomo di diffidenza.
Nessun “sacrificio umano” (per quanto a parole…..), please.
Luna:”Quello che possiamo fare, per esempio, è arieggiare. ”
Bellissimo: arieggiare. Rende l’idea e da un senso di liberazione irresistibile!
ciaociao!
Vado troppo a fasi alterne. Cert giorni sto decentemente, altri (come oggi) mi sembra di non poter respirare. Passerà prima o poi questa sensazione? che diritto ha lei di farmi così del male? non può, non deve, non a me. Mi sento così giù…ho come la sensazione di essere in bilico nel bordo di un burrone. Quanto darei solo per vederla 10 minuti, sono ridotto uno straccio. Ieri mi ha mandato un sms, dicendomi che sa che quello che provo è bruttissimo e che si augura che io possa riprendere la mia vita, non ho risposto. Ma che discorsi sono? ma vieni qui e stammi vicino, che sono 4 anni che lei passa l’inferno ed io mi sono fatto in 4, in tutti i sensi. Che merda la vita, che merda le persone.
Ciao Joe.In questo momento se lei venisse da te potrebbe (il condizionale è d’obbligo)essere per pena tardiva e tu ti deprimeresti ancora di più.
Lo dico perchè ho vissuto e anche a lungo la fase che hai sintenticamente ma intensamente descritto.
Mesi, anni passati ad essere forte per aiutarlo nelle sue crisi per poi finire piegata sulle mie stesse gambe a mendicare un pò di pena pur di poterlo avere di fronte per pochi minuti.
Nella mia confusione ciò che ora chiamo pena era amore…..ma ero così confusa, così all’orlo del baratro, così giù per il baratro che qualsiasi gesto, anche una randellata, l’avrei letto come un gesto di presenza, di non distacco quindi di amore.
Se potessi realizzare un desiderio vorrei tornare indietro, tornare al giorno prima dell'”atto finale”, andarmene e lasciarlo andare con la dignità che invece ho perso, con la mente abbastanza lucida da capire ed agire di conseguenza, e con la stessa forza e la stessa energia di quando io ero la persona che sosteneva e lui la persona da indirizzare verso la serenità mentale.
Quando aiuti un altra persona corri un grande rischio…..
Tu sai di farlo con e per amore. Per te è un gesto naturale, un gesto che non fai pesare.
Di certo non gli dici “vieni qua, povero scemo, che ti assisto, ti rassicuro e ti faccio riprendere il controllo dei nervi e di quel poco cervello che hai”.
Lo fai con tutta l’energia, la forza, l’amore che hai.
Butti nella fornace delle loro crisi tutto ciò che hai, non hai nemmeno il tempo di rimpinguare le risorse, butti butti butti e alla fine ti ritrovi ad essere uno straccio, ad avere bisogno di solidarietà ed invece che ti arriva????? Pena (se ti va “bene”), abbandono (se ti va male), abbandono prima pena poi e calcione nel sedere alla fine (nella peggiore delle peggiori delle ipotesi).
Se ne vanno con una forza, una decisione, una freddezza ed una stabilità che non sei in grado di riconoscere perchè non sono mai stati così quando erano con te…..
E se tornano è per accertarsi di non aver fatto troppi danni con la tua povera mente. Per “scaricarsi” la coscienza.
E tu vai ancora più in palla. Ti attacchi a tutto…..”mi ha cercato, quindi mi pensa ancora, quindi mi vuole, quindi se le provo tutte torna….”. E giù a sbanattare come un dannato nel personalissimo vortice di confusione, crisi, depressione, sconcerto, stanchezza……Ti attacchi a loro….e loro se ne vanno ancora più in là. Quasi incazzati come se ti dicessero “ma guarda te la gente…..la vuoi aiutare….le porgi una mano e loro si prendono tre braccia, quattro gambe ed un etto di culo…..via via via”.
Joe. Questa è la mia storia, non la tua….lo so. Ma a volte ci sono spunti che si possono prendere. In tutte le storie c’è uno spunto a cui attaccarsi per risalire verso la vita.
“Ma vieni qui e stammi vicino, che sono 4 anni che lei passa l’inferno ed io mi sono fatto in 4, in tutti i sensi.”
Non ti attaccare troppo a lei. Hai dentro di te tutto ciò che ti occorre per uscire dallo stato in cui ti trovi.
Quante volte l’hai aiutata in questi 4 anni?
Ora fai lo stesso. Le stesse cose, gli identici gesti ed aiuta te stesso. E’ un percorso lungo, è un percorso duro.
Ma è un percorso che puoi fare.
Non ti dico di pensare, che ne so, che il cielo è sempre più blu e che domattina mattina…tadàààà…la bua non c’è più!!!
Ma intanto avrai passato un secondo su 24 ore a pensare a qualcosa che non sia lei. Il giorno dopo due, poi tre. Poi pian piano riprenderai il controllo della tua vita e allora si che che … tadààààà….ti renderai conto che hai ancora una vita. Anche senza di lei.
E anche se lei tornasse o quando arriverà un’altra donna ricordati sempre che tu esisti perchè esisti e non perchè sei una loro proiezione, una loro ombra destinata a scomparire se loro se ne vanno….
Ciao Joe. Ciao a tutte/i quanti…….tutto bene sotto il sole d’Agosto?
Cari Ragazzi vi scrivo perchè stò afforntando veramente un periodo difficile, ho 18 anni e 2 settimane fà la mia ragazza mi ha lasciato, un motivo valido non c’era. so solo che lei ultimamente aveva Gravi problemi familiari, io sono stato sempre bravo con lei, mai mancata di rispetto, mai fatto corna, non sono mai stato oppressivo, le dicevo che gli sarei stato vicino nei momenti del bisogno, ma non ero il suo zerbino… ci rispettavamo a vicenda. Sono sicuro che lei non aveva nella testa qualche ragazzo sicuro al 100%. Dopo che mi ha lasciato il girono dopo voleva ritornare con me, ma io non le risposi per 3 giorni consecutivi, cancellai i suoi contatti di facebook e di msn.. e sapete perchè? mi lasciò con un sms di poche parole senza specificare il motivo per la quale lei mi ha lasciato un messaggio motlo confuso! Poche sono le spiegazioni forse il periodo che stava affrontando ha portato lei a fare decisione che non avrebbe voluto veramente? non capisco non si lascia senza una spiegazione forse ho sbagliato a rifiutare il giorno dopo a non rimettermi con lei ma l’ho fatto perchè mi sembrava ridicolo essere lasciati con uno squallido sms e il giorno dopo stare di nuovo insieme non me la sono sentito di fare quel passo. Magari adesso me ne pento ma ci sto male veramente e penso anche lei.L’ho sempre trattata bene non sono stato mai il suo zerbino e neanche lei era il mio zerbino ci rispettavamo a vicenda un rapporto molto bello però non capisco perchè lei ha preso questa decisione… sono sicuro che non aveva in testa ragazzi al 100% perchè ogni volta che usciva sapevo con quali sue amiche si vedeva e che cosa facevano. Sarà forse il brutto periodo che stava passando? Non so darmi una risposta aiutatemi voi per favore Grazie.
JOE:
@che diritto ha lei di farmi così male?
Il diritto che le concedi tu.
Una frase, la mia, che può sembrare anche “qualunquista”, banale, quando si sta come stai tu. Come se, ancora una volta, sembrasse che non capisco cosa voleva dire la tua di frase…
lo capisco, sì.
Male si sta male. Se qualcuno in cui abbiamo creduto, qualcuno che amiamo ci fa male, come possiamo stare? di m…
e chiederci tutte le cose che ti stai chiedendo tu è inevitabile.
le emozioni cariche di dolore che provi sono naturali.
distacco,e pure brusco.
che torni, che ti dica ti amo, che tutto torni come prima, ripristino delle impostazioni: questo sembra ciò che può calmare il dolore.
Oh, be’, certo, lo sarebbe.
Ma siamo nel condizionale. Di fatto non è.
Di fatto questa soluzione non è possibile.
Di fatto la controparte non ci sta.
Non può, non sa, non vuole darti quello che per te farebbe andare via il dolore.
Allora giustamente dici quello che dici.
Ma il problema è che, se la soluzione numero uno non è possibile bisogna perlomeno cercare di non causarsi altro dolore.
E sentirla, mentre lei non può, non sa, non vuole, ti fa solo più male.
La vorresti lì, lo so. Come?
Pensare che ti tratti da estraneo ti fa malissimo, naturale.
Il contatto con lei da un punto di vista significa: per lei ancora esisto.
Ma se lei viene da te a ripeterti che è finita ti giova, davvero?
Joe, devi tutelarti.
E tutelarti adesso significa pensare a te.
Ad una mia amica sta capitando che lui sia tornato alla carica.
“Ho bisogno di vederti” le dice.
Lo sa già come va a finire se lo vede. Sa soprattutto cosa provoca in lei il fatto che lui chiami o scriva o dica: ci vediamo?
A parte che probabilmente lui la chiama perché ha bisogno dell’amica che c’è in lei, magari ha bisogno di lei per compilare la schedina.
Magari perché lei gli piace, come persona…
Ma lei è riuscita a tenere a bada il bisogno di un lui che non sa, non può, non vuole.
Ora lui torna. Come se fosse niente.
che cosa ha dentro lei lo sa lei, neppure una radiografia perfetta riuscirebbe a rendere tutto. E lui comunque non vede, non sa vedere.
Come può farle questo? di fatto lo fa. Quindi può.
Non deve… eppure lui lo fa.
Quindi tocca a lei tutelarsi.
Gli ha detto: per me è meglio di no.
“Solo un attimo, che ti costa?” scrive lui.
Che le costa? Potrebbe scriverci un romanzo su quanto le costa un sì.
Anche su quanto le costa un no, certo. Ma lei sa che si deve tutelare, perché lui non cambierebbe modo di essere neanche con una radiografia messa su una lavagna luminosa. Non la ama, lei lo sa. Ed era il suo amore che voleva. Non c’è. C’è altro, ma quello no.
Lui entrerebbe nella sua vita, fosse anche per un’ora, facendo quello che ora sa, vuole, può. Lei? Andrebbe via da quell’ora con le ossa rotte. Che ti costa? Le sue ossa intere. Sono sue, indipendentemente da lui.
Non resta che tutelarsi.
Non chiedere fuori: “non farmi male”, qd dirlo non funziona, ma non lasciarselo fare.
Spostandosi.
Facile? No. Chi lo dice? Anche se lei dice che ora è più facile. Perché ha arieggiato. Perché è andata verso le “impostazioni iniziali”, oltre alle impostazioni “lei con lui”, a quelle prima: chi ero e sono io, al di là.
E’ stata a chiedersi come fa uno ad essere così, uno a cui lei ha dato tanto, certo. Ma soprattutto a chiedere, lei a lei stessa, cosa vuole dalla vita. Non vuole qualcuno che non vede, non sa, non vuole, perché ora non ama. E’ stato qualcuno con cui è stata anche bene, ma oggi non lo è. Nostalgia dei tempi buoni? Con la nostalgia dei tempi buoni quando qualcuno ci sta facendo male non ci si fa niente. Anzi no, ci si fa più male. C’è bisogno di rielaborare il dolore, soffrire anche di nostalgia. Ma anche di tutelarsi, spostandosi e arieggiando. Prendersi cura di sè.
Lei non fugge, si sposta.
“Andiamo a fare una camminata, dai” mi ha detto oggi. Arieggiare. Per non dire che la vita e le persone sono una merda. Anche se le strade si separano. E male.
Mi ha chiamato 2 volte ieri. Mi ha chiesto come sto, è preoccupata per me, mi ha detto che ormai vede noi 2 come il passato ed è convinta della sua decisione. Io apprezzo questa sincerità, ma è davvero una cosa lacerante. No riesco a darmi pace, dov’è la ragazza che amo? mi dice che sono perfetto, che avrebbe voluto incontrarmi ora e non 4 anni fa, che senso ha? dice che gli sono servito per crescere, per questo l’amore è finito, non capisco. Abbiamo parlato con cortesia del più e del meno, sentirla o no per me è lo stesso, cambia poco. Avrei preferito un tradimento che frasi del tipo “ti auguro il meglio”, sono delle frasi per me almeno distruttive. La amo tantissimo, ma so che devo andare avanti, lo devo fare per me, per la brava persona che sono.
Lilly, grazie per le tue parole e la tua comprensione, oggi è una settimana che vivo da solo nel mio appartamento, è stata dura, molto dura, non che ora non lo sia, ma sto riniziando a vivere, ho ricominciato a farmi da mangiare, lavarmi i panni pulirmi casa, cose che facevo anche prima e che per qualche mese avevo smesso di fare.
Piango, si piango ancora e lo faccio soprautto nei momenti topici delle gironate quelli nei quali stavamo insieme, la sera, il w.e., la notte.
In quei momenti mi sento male, un male sordo che ti scava dentro e che non ti lascia in pace, i ricordi di lei e della mia casa dove ho lasciato tutta la mia vita sono soffernze seconde solo alla perdita di un prorpio caro, ma si deve andare avanti, si perchè abbiamo avuto la fortuna di avere un bene prezioso, la vita.
Questo bene ci è stato donato a noi e solo a noi, non è giusto buttarlo via per altri, non è giusto che un altra persona si prenda questo dono.
Forza di volontà, coraggio, speranza e credere nel futuro sono le medicine che mi servono oggi, e sto cercando di assumerle in dosi più o meno adeguate tutti i giorni.
Lotto quotidianamente con i miei sentimenti ed è una lotta che ti risucchia tutte le energie mentali, ma non mollo, no non mollo, perchè, perchè non è giusto verso me stesso e verso tutte quelle persone che ti vogliono veramente bene e che stanno soffrendo nel vederti soffrire.
Non molliamo, no non diamo a le persone che non lo meritano anche questa soddisfazione.
Ciao Max
Ciao Emanuele. Scusa, ti scrivo un pò di corsa e sicuramente non riuscirò a dire tutte le cose che vorrei.
Abbandono….A voltre sembra che non ci siano spiegazioni o che le spiegazioni siano ben poche ed insufficienti.
In realtà, poi, esistono magari centomila spiegazioni tutte valide.
Ma tu ora stai soffrendo e non puoi vederle nè, tantomeno, capirle.
Ed è per questo che è importante non lasciarsi andare e stare a galla.
Tutto ciò che provi è nella normalità.
Ciò che mi impressiona è quel continuo ripetere che non eri il suo zerbino.
Non è che essere zerbini comporti automaticamente l’essere lasciati.
Così come l’essere sempre all’erta in atteggiamento di difesa non salvaguarda dall’abbandono.
Forse c’era tanto rispetto ma poco dialogo?
Cacchio se io sto con uno nell’ambito di un rapporto normale (intendo dire senza prevaricazione, paura, stato di confusione…..situazioni che alterano la normalità dei comportamenti e che tanti qui hanno vissuto) e questo all’improvviso mi molla in modo confusionario lo vado ad acchiappare ovunque e cerco, con calma, un pò di chiarezza. Poi lo posso lasciare bollire nel suo brodo, se ne sente la necessità, senza soffocarlo ma prima, azz…, un minimo di chiarezza.
Non è che mi impettisco, mi indegno, lo spedisco, sparisco, cancello tutto, cancello lui.
Per orgoglio. Per non essere uno zerbino. Per poi, però sentirmi, come se tutte le scarpe del mondo mi stessero ballando il cha cha cha sulla schiena….
Comprensione e solidarietà non sono zerbinaggio.
Saper ascoltare anche una sfuriata o un “ti lascio” detto senza convinzione o per disperazione o per stress o perchè “oggi è così e domani è già diverso” non sono segni di debolezza.
Anzi…….
Ciao, scappo!
Ciaociaociao a tutti.
Ciao ragazze e ragazzi,
E’ da da um pò che non mi faccio sentire ma vi ho sempre nel mio cuore!
Finalmente posso dire che sto cominciando a vivere!!!
o Non dico che dopo 5 mesi ho già passato tutto ma posso dire che grazie a voi ..i vostri consigli, mio figlio e sopratutto grazie alla mia forza di volontà,sto vedendo che anche senza di lui posso farcela!!!
IL
tempo è poco ma a tutti sopratutto quelli che sono entrati in questo blog da poco,auguro di di trovare dentro di loro la forza e sopratutto la voglia di farcela…ci saranno sicuramente momenti duri ancora anche per me…Ma sono sicura che passeranno…xke la mia vita e quella di mio figlio è molto importante e non permetterò più che una persona a cui per 20 anni ho dato tutta me stessa di entrarci !!!neanche per un solo momento!!!!
Un abbraccio a tutti Mary
cmq la fine di un amore non è mai improvvisa. Dentro la persona che lascia c’è sempre qualcosa che non va che si perpetua per molto tempo. Per esempio con la mia EX mi sono accorto di questa cosa mesi prima, speravo fosse passeggera però. Lei è andata pure da uno psicologo per quanto stava male e non credeva che le stesse succedendo questo (il non amarmi più). Adesso prende antidepressivi, è anche lei distrutta, per questo non le voglio male. Ce l’ho col mondo più che con lei.
Cara Lilly ti ringrazio per avermi risposto, cmq volevo dirti che ho ripetuto troppe volte il discorso dello zerbino perchè non mi ero accorto di averne già parlato quindi l’ho ripetuto. Cmq pensandoci bene io e la mia ex vedendoci 1 volta a settimana (il sabato) forse come hai detto tu c’era poco dialogo, però quelle volte che parlavamo a telefono o ci vedevamo il sabato parlavamo e scherzavamo normalmente.Adesso è Agosto e lei è partita tornerà a settembre tu cosa mi consiglieresti di fare, parlargli per cercare il vero motivo di questa sua reazione nei miei confronti? questo lo avevo pensato ma non sapevo se era la cosa giusta da fare tu che dici devo fare cosi? cmq ti dico che la maggior parte delle volte che ci sono state piccole discussioni tra me e lei, cercavo di incontrarla per parlarne ma lei e come se faccia a faccia non riesce a parlare infatti risolvevamo le faccende sempre su msn o qualche volta per telefono. Dammi qualche bel consiglio siccome non c’è una spiegazione valida per la quale lei mi abbia lasciato mi consigli di parlarle da vicino a settembre? Ti ringrazio per avermi risposto spero continuerai a consigliarmi grazie mille Ciao Lilly.
JOE: ecco, arieggia un po’, così fai pace con il mondo 🙂
Esatto joe, lei mi disse qualche mese fà che era in crisi e che non spaeva più cosa provava per me, ma era già da mesi prima che dentro aveva questa senszione, quando non è più arrivata a tenerla dentro allora l’ha esternata, dicendomi che l’aveva fatto prima che fosse troppo tardi, invece er agià troppo tardi, basti guardare come è finita, io vivo lontano da quello che era il mio sogno realizzato, casa mia, e lei invece sta vivendo in modo molto più tranquillo uscendo con le sua amicizie e fregandosene di me, si 23 anni non sono bastati per lasciare almeno il sentimento di rispetto e di affetto, no oggi io sono per lei solo un ombra nella sua mente che è riuscita a confinare nel angolo più remoto dei ricordi, si quel angolo dove non ti può fare ne male e tanto meno pensare.
Quello che mi chiedo tutti i giorni è, perchè pur avendo la consapevolezza di questo io ancora soffro per lei.
Ciao Emanuele.
Magari sapessi cosa consigliarti…..me lo sarei consigliata da sola……sai com’è….visto che ho fatto “la fine” degli oggetti che pendono dall’albero della cuccagna qualche mese fa….
Comunque!Ti “consiglio” di fare un passo alla volta. Di fare per primo chiarezza in te stesso. Di arieggiare, come dice Luna, di ascoltare la panza (sempre come dice Luna……ciao Luna!!):
Il che non significa passare 24 ore su 24 a concentrarti su di lei e su di voi. Anzi. significa pensare anche al milione di miliardi di cose che ci sono al mondo oltre lei.
O magari pensare al niente, all’aria, alla luce del sole.
Spaparanzato all’aria aperta, con la musica nelle orecchie, gli occhi chiusi e la mente libera.
Poi, alla luce di ciò che uscirà fuori da questa “pensata” decidere se prendere o meno il telefono e riprendere quel discorso bruscamente interrotto quando lei voleva tornare con te e tu, probabilmente per un mega attacco di orgoglio, hai chiuso con fermezza i rubinetti del dialogo.
……Ah!….Piuttosto. Magari durante questo periodo di stacco avvisala che ci sono i lavori mentali in corso e che non sei scappato in Brasile a goderti la movida locale.
Ed invitala fare altrettanto. A riflettere, a fare chiarezza, a staccare la spina, a rilassarsi. A starsene a panza all’aria per un pò senza buttare stress su stress.
Altrimenti il rischio è di ribeccarvi a settembre con l’adrenalina ai livelli di guardia per l’ansia dell’attesa, del non sapere cosa stava succedendo e di tutte quelle “belle” cose che fracassano il cuore degli innamorati battibeccanti.
Scusami Emanuele, forse il tono ti sembrerà un pò troppo “leggero” rispetto al dramma che sicuramente stai vivendo.
Ma con la tragedia, la disperazione, il pessimismo, la morte nel cuore non ottieni altro che stare peggio.
Ho scritto spesso che, secondo me, è importante vivere il dolore.
Ma è il dolore che ti piomba addosso, quello contro cui ogni lotta si rivela inutile, quello che ti sfinisce.
E devi viverlo per trasformarlo da nemico ad una tappa importante del tuo viaggio, ad una tessera del puzzle che diventi nel corso degli anni, con l’esperienza.
Parlo del dolore che rischia di fare grossi danni dentro di te se dopo non lo riaffronti con armi “alla pari” rivivendolo a mente fredda. E per “dopo” intendo dopo che hai visto l’uscita del tunnel.
Mentre sei nel tunnel smanetti & smanetti ma non risolvi nulla, stai male, stai peggio, non ne esci, ti rotoli dentro una coperta di dolore, vedi tutto nero, non dai più retta a nessuno, solo al tuo star male che vedi come l’unica realtà possibile…. E poi “la luce”….a volte scelta, a volte imposta.
Le strade prendono direzioni diverse. Tu realizzi che il tuo bene è nel lasciarlo andare via….E poi (nella migliore delle ipotesi) ritorni a vivere. Con le ossa un pò rotte, i muscoli indolenziti, ma pian piano riparti.
Nel tuo caso mi sembra che gli incontri del sabato vi abbiano dato l’occasione di un dialogo…come dire… limitato, interrotto, circoscritto.
Un dialogo nano.
La miniatura di un dialogo, ecco qua!
E’ come quando uno ha il tempo di chiederti “ciao come va” ma non il tempo di non ascoltare la risposta. O di approfondire la risposta.
Se al tuo “ciao come va” lei ti risponde “male, malissimo, di mer….” ma non c’è il tempo di approfondire il rischio è che capiti ciò che è capitato.
Sai di lei quel tanto che ti permette di dire che ha un problema ma poi non conosci il come quel problema si sta manifestando dentro di lei. Le sue emozioni, le sue paure, le sue ansie.
Tranquillo Emanuele….esiste un rimedio……semplicissimo……
Trovare il tempo, la pazienza, la voglia, il coraggio di ascoltare…….
Ciao A TUTTI!!!
Cara Lilly come và? comunque quindi secondo te adesso è far passare questo mese per poi vedere a settembre se magari si può trovare una soluzione? solo che c’è un piccolo problema come ti ho scritto prima, la mia ex ragazza non è una che sa affrontare le situazioni faccia a faccia quindi se ci parlo è capace di non riuscire a darmi una risposta specifica al nostro problema, secondo me è ancora un pò immatura, e penso che lei col tempo debba capire come si affrontano le situazioni crescendo, di certo non posso imporgli come deve come deve pensare quindi come posso fare per riaprire un dialogo? a settembre alcuni miei amici di scuola mi hanno chiesto di andarli a trovare spesso in quella scuola c’è anche lei, magari quando aspetterò giu scuola e vedrò quando esce magari come mi guarda, per capire se c’è ancora interesse, magari e li che capirò se c’è ancora qualche interesse per me. Sono sicuro lilly che se lei capirà gli sbagli che ha fatto con me si farà viva lei perchè da parte mia non c’è stato un addio, ma un ”arrivederci” perchè lei molte delle volte quando capiva che sbagliava era sempre lei a cercare le persone con cui aveva fatto errori. Che dirti lilly non mi resta che aspettare per adesso posso solo godermi le vacanze e rilassarmi è inutile pensarci adesso, ti ringrazio come sempre per avermi risposto cara lilly.
MAX: perché l’hai amata, perché 23 anni non sono 5 minuti (anche se si soffre anche dopo due mesi, ma 23 anni sono una bella fetta di vita, ovviamente, fatta anche di abitudini, e di famigliarità e di immagine che abbiamo di noi stessi come “insieme a…”. Di buono c’è che sono una fetta, non la vita), per tutto quello che lei, e anche quella casa, rappresentavano per te. Perché non sei stato tu a decidere di dire basta, ma lo ha fatto qualcuno da cui, tra l’altro, non te lo aspettavi. Perché la guardavi in un modo, anche per via del filtro dei suoi sentimenti, e lei ti ha in qualche modo costretto a guardarla diversamente, e quindi forse ti pare anche di aver perso dei punti di riferimento. Perché vivendo quotidianamente dentro quella situazione, dentro una fine ma a moto perpetuo e insieme immobile, da un lato hai sofferto, ma dall’altro hai stoppato una sana rielaborazione, di cui una parte sta cominciando adesso. Adesso che, finalmente, ti sei staccato e guardi la fine da fuori e non da dentro.
Questi, anche no, e anche altri sono i motivi per cui soffri per lei. O forse, sarebbe meglio dire, chissà, soffri per te stesso. Vedendoti stare male quando avevi anche deciso (in senso buono) che lei per te era fonte di gioia e non di dolore. Anche quando era comunque fonte di dolore.
Un bacio, saluti a tutti.
Ciao Lillina :DDDDDDDDDDDDD
Luna, si credo che tu abbia ragione, molto probabilemte oggi soffro di più per i ricordi, se mi fermo a riflettere sugli ultimi mesi nei quali lei non ha fatto altro che prendermi in giro e “giocare” con i miei sentimennti allora esce la rabbia che ho dentro.
Due parti del mio cervello che lavorano andando in due direzioni diametralmente opposte, per il momento prevale quella dei ricordi, ma arriverà il giorno che non riuscirà più a prevalere, alloroa da li si che rinizierà veramente la mia nuova vita.
Sto lavorando mentalmente su questo, sono sempre stato un inguaribile ottimista sino a che lei non si è portata via quella parte di persone determinata e sicura che ero.
Ma stanne certa, giorno dopo giorno mi riprenderò cio che è mio!
Un bacio e grazie per le tue parole, sono sempre di grande aiuto.
Ciao MAx