La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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fermarsi chiedersi chi è e che cosa sta cercando, deve assolutamente mettersi in discussione, ma purtroppo per noi è la cosa piu’ difficile da accettare e fare,e finchè scappera’ in questo modo da chi avrebbe voluto darti una mano, da chi ti ama, da chi ti vuole bene, non arrivera’ mai ad un dunque.
Luna grazie mille per le piacevoli chiacchere, e per le tue parole di conforto e riflessione, è un piacere averti incontrato in questo forum, ma non potevo incontrare una come te nella vita reale, .AZZ!
Ciao
I giorni passano, tutto anche se apparentemente sembra fermo cambia, si sta trasformando. Coltivo nuove amicizie,elimino quelle nocive, rafforzo quelle più importanti, mi preparo il terreno per le nuove sfide sul lavoro, pianifico con metodo lo studio. Le ultime botte e le ultime scaramuccie della mia storia sono li, ancora dietro l’angolo, sento qualcosa di subdolo strisciare nel sottobosco delle mie relazioni sociali ma il nemico, se esiste, per adesso è celato dal velo della sorpresa, io mi alleno, picchio ogni giorno il mio sacco con sempre maggiore rabbia, e per non farlo spostare, aggiungo sempre più sabbia. Sento il profumo del cambiamento in arrivo, ma presto sento il nemico finale avvicinarsi, e io, del mio istinto, ho imparato a fidarmi. C’è puzza di complotto alle mie spalle, c’è la mia ex che aleggia ancora nella mia vita, addestrata da me stesso al culto dell’odio e della vendetta adesso anche lei chiama le sue ragioni. Chi o cosa sia questo nemico finale, che sento di dover affrontare prima di voltare pagina a tutto campo non lo capisco però, il mio ragionamento, il mio pensiero, non arriva a formare congetture plausibili. Lo sento e basta. Durante questo periodo attraverso la forza cieca di una rabbia che non ha sentito ragioni ho smosso, ho calpestato, e con le mie grida ho richiamato troppe attenzioni attorno a me. Per me, che di solito, nella vita, adotto strategie più raccolte, io che mi mimetizzo, che colpisco spesso i miei nemici con rapidità lavorando nell’ombra, mi sento esposto, troppo visibile. Unica cosa da fare in questo periodo, raccogliere le forze, cambiare schemi di pensiero, prepararsi, la lotta presto deve iniziare. Il futuro è appannato, non riesco più a vedere dove tutto questo mi sta portando. Il rapporto con la ragazza che sto frequentando adesso, rispetta i rigidi canoni della freddezza che mi sono imposto, e fredda pure lei, calcolatrice quanto me, mi aiuta ogni volta che la vedo a ricordarmi chi sono. I sentimenti che provo adesso, sono rabbia che diminuisce, sostituita da un rancore lucido e raziocinante, paura, tensione, autodeterminaione, consapevolezza, sensibilità elevata all’ennesima potenza rispetto al mondo che mi circonda. Sto cercando la mia arena e la mia sfida, non tarderà ad arrivare e io sarò pronto. La mia ex ha provato a colpirmi ancora, da lontano, in modi sempre più subdoli, attrvaerso terze persone scelte non a caso, getta ancora la sua ombra nella mia esistenza, e io mi meraviglio sempre di più, è possibile allora, diventare nemici, che l’amore si possa trasformare in odio, e la concreta prova della sua inesistenza o nel migliore dei casi, della sua relatività, inconsistenza. Quali allora i valori e le credenze a cui aggrapparsi per non cedere? semplice, bisognerà costruirle da capo. Inventarle se necessario. Ridare un senso a tutto quanto. Costruisco ogni giorno, una nuova identità, realtà.
Se c’è un motivo per non cedere io lo sto cercando. Quello che sò è che non voglio, istintivamente coltivare maggiore odio per la mia ex. Vorrei liberarmi di lei, della macchia che oggi mi appare indelebile, lasciata all’interno della mia mente. Lei non c’è, da giorni ormai, eppure, la sua presenza mi assilla. Ogni notte sogno cimiteri, lei che scappa, scene confuse, spesso mi sveglio e mi manca il respiro, l’aria, quelle che una volta erano notti di piacevole riposo sono diventate notti di incubi, pensieri ripetuti, nel mio film in bianco e nero cara Luna, il colore della paura è nitido e sovrasta tutto. Le mie giornate sono estremi, che da una ingiustificata allegria passano ad un estremo tedio, accidia, un continuo rincorrere luci e ombre di cui non riesco a imprigionare un significato. Nella mia vita, inaspettatamente, improvvisamente, è entrato il male, parola che uso per descrivere brevemente, un esercito di cattivi pensieri che marcia, disciplinato, alla conquista del mio equilibrio precario. Vorrei avere la possibilità di azzerare la mia memoria, e cancellando ogni ricordo, continuare ad andare avanti. A volte, come oggi, cado in un apatia testarda, genero pensieri negativi e so di farlo, ma come in una sorta di complesso masochismo non riesco a fare a meno di farmi del male. Che cosa sta succedendo? non ricordo che l’elaboraione del lutto, dovuto ad una perdita, fosse così doloroso e destrutturante. Vorrei colpire con decisione il cancro che mi sta divorando la mente, eleminarlo, e tornare a respirare. In fondo so che posso farlo, ma è come se prendessi volutamente tempo, prima di distruggere l’ultimo sentimento (l’odio) che seppur negativo, rappresenta pur sempre un tipo di rapporto rispetto al nulla, con il mio amore passato. Riprendersi significa dimenticare e cominciare a vivere veramente, e dimenticare per vivere significa superare, andare oltre, e forse io non sono ancora pronto per farlo. E’ come se pensassi, che con l’ultima goccia della mia storia, andrà via l’ultima vana illusione di potere ancora credere, avere fede, che esista quel sentimento chiamato amore e che in esso, io possa trovare il mio compimento. Voltando pagina ci saranno altre cose, che mi stuzzicheranno, altre forme di amore diverso, più consapevole, non idealizzato, però mi ero affezionato a idealizzare, era bello vivere pensando di stare accanto ad una gioia, a un amorino, peccato. La dolcezza è finita, adesso c’è solo spazio per crescere e per lottare, dove prenderò queste forze ancora nn lo so, e a volte ho paura di cadere a terra e morire, senza alcun apparente motivo. Ha odiato e amato scriveranno di me sulla mia tomba, senza mai comprendere, fino alla fine, il perchè dell’uno e dell’altro. Adesso vado, ho un cane da fare uscire, qui piove da 2 giorni, e lei è così piccola che se l’avessi fatta uscire con queste pozzanghere ci sarebbe annegata dentro. Ciao Luna, un bacino, ciao Gatto, ciao Guerriero, cercate di stare bene.
…parole bellissime!
Complimenti!
Mi ritrovo nella tua stessa barca.. con gli stessi fantasmi, con le stesse paure…
Sperando nella nostra rivincita!!
bah…ma quanto siete complicati ragà 🙂
tutti questi fiumi di parole per dire semplicemente che state voltando pagina…:D
LUNA: ciao 🙂
credo si chiami convalescenza, sai? o, come dico, io, periodo di inventario… cosa tenere, cosa buttare… quando si fanno le… pulizie di questo tipo “in casa” è naturale che ci sia confusione.
E spesso il nostro cervello elabora sogni terribili o pieni di cose, come minestroni, che in realtà servono a scaricare via immagini, sensazioni e informazioni in esubero. Come una specie di pulitura del disco…
a me almeno succede… non sarò mica l’unica? 😉
…è vero, è difficile staccarsi dalle idealizzazioni… anche perché, chiudendo con il passato, si teme di perdere una parte di sè… ma se si fa… tutto il percorso di convalescenza non avviene. Si può persino recuperare qualche pezzo di sè.
Si può scoprire che quello da cui si ha avuto la sensazione di essere stati cacciati non era proprio il paradiso…
Non ho capito bene la faccenda di lei che “trama”.
comunque sia lei dovrà lasciarti in pace, Luca. Perché se tu lo vorrai, se tu vuoi, dirai che non vuoi più sentir parlare di lei (e potrà sembrarti impossibile… ma non per rabbia, persino per noia, semplicemente perché nella tua nuova vita non ci sarà più spazio per lei, ma non per rabbia, non perché avrai perso della cose, ma perché avrai ricchezze nuove da vivere), e le persone intelligenti e sensibili di cui ti circonderai avranno rispetto di questo.
E non ti servirà arrabbiarti, nel dirlo. Ti basterà essere serio, fermo, nella tua verità. Quando l’avrai raggiunta, quando ti sarà chiara, sarà così ferma, che non avrai probabilmente neanche bisogno di dirtela, la saprai e basta.
@I giorni passano, tutto anche se apparentemente sembra fermo cambia, si sta trasformando. Coltivo nuove amicizie,elimino quelle nocive, rafforzo quelle più importanti, mi preparo il terreno per le nuove sfide sul lavoro, pianifico con metodo lo studio.
conosco eccome questa sensazione.
è quell’investimento di energie di cui a suo tempo ti parlavo. Non ricordo se esattamente in questi termini.
E comunque la dolcezza tornerà. Anzi, direi proprio che non è morta. Magari un po’ addormentata. Ma alla fine io credo che si è quel che si è. Per qualcuno purtroppo, per altri per fortuna.
Tienti il tuo bene.
GATTO: …non sapevo la cosa del disordine eccetera (che fa un po’ parte del concetto della pillola della felicità dall’esterno, dell’accudimento da parte degli altri, eccetera) però, vedi, Gatto, forse hai incontrato una persona che non è capace di essere felice. E con questo non voglio dire che avresti dovuto fare di più per insegnarglielo, per entrare dentro il suo cuore, o il suo modo di vedere la vita e i sentimenti… sto dicendo una cosa più dura: sto dicendo che non potevi fare niente, per questa sua incapacità, e che ti saresti consumato nel tentare di darle qualcosa che non sa darsi da sola. L’incontro con la superficialità è deleterio per chi non è superficiale, perché la persona non superficiale tende sempre a misurare le persone attraverso il suo metro. A non riuscire a capire certe impermeabilità. Ma si impara, sai, a distinguere…
Ci sono persone che sembrano e anche sono, certo, dei cuccioli, ma che non crescono mai, come dei bonsai emotivi, affettivi, relazionali, che non diventeranno mai veri alberi. E che arrivano spesso a dire che è colpa degli altri, che non li hanno annaffiati abbastanza, rinvasati quando era necessario, non hanno garantito loro un sole costante.
Apparentemente hanno tutto degli alberi veri, così che uno dice: potenzialmente sarebbero stati dei compagni fantastici… sì, ma non lo sono stati. Non lo sono stati perché, quando il tempo passa, dopo il distacco, ci si rende conto che prendevano molto più di quanto davano. e la fregatura è che mentre loro avevano sempre bisogno di mille attenzioni, rassicurazioni, chi avevano vicino (che magari era abituato a consolarsi, a darsi forza da solo fin da bambino) si accontentava di dieci. Senza neppure rendersene conto. Spesso hanno sofferto nella vita quanto coloro che li hanno amati, solo che questi bonsai non diventeranno mai alberi finché continueranno a dare all’esterno la responsabilità completa del loro benessere. Riuscendo a fare molte delle cose che fanno quasi per interposta persona. Cioè, se tu mi sproni io posso, se tu mi nutri io vivo, se tu… se tu… se tu…
Per loro che l’altra persona abbia bisogno di nutrirsi a sua volta, di spronarsi a sua volta (figuriamoci poi di essere spronato) è alto tradimento. Come se la mamma li avesse abbandonati al supermercato per andare a divertirsi. Non fanno differenza tra un abbandono dovuto a motivi superficiali o profondi. La mamma non può stare male. La mamma è la mamma.
Queste pagine sono piene piene piene di persone che hanno sofferto perché hanno incontrato bonsai scambiandoli per alberi, e che, quando vengono lasciati, si sentono a pezzi, traditi, non capiscono cosa sia successo. Si chiedono dove hanno sbagliato. E magari hanno anche sbagliato, perché c’è sempre una divisione di responsabilità. Ma se incontrate un bonsai affettivo (non me ne vogliano, per la metafora, i veri coltivatori di bonsai!!! ndr) state attenti: mai, e dico mai, potrete curare delle ferite che lui non voglia curarsi da solo. Mai potreste essere per lui o lei la pillola della felicità che esige voi siate.
Mentre vi parlerà di coppia starà parlando di se stesso, perché tutto è proiettato all’io, non al noi. E chi sarà proiettato tantissimo al noi e al tu non capirà come mai non sia mai riuscito a rassicurare o a rendere qualcuno che, magari, gli avrà solo gridato piangendo: è colpa tua! io volevo solo essere felice! Ma tu non mi hai resa felice!
Luca, ti ho chiamato Luna, non sono niente niente autoreferenziale, ah???
errore ortografico 😉
Raganella: ognuno dà voce alla sua voce a modo suo 🙂
se tutti la pensassero come te (oggi) non esisterebbero i libri, nè i film, nè le canzoni.
saltando subito alle conclusioni “Giulietta e Romeo” sarebbe: “due che xe morti” (per sbajo)” 😉
raganella scusa se non tutti abbiamo il cervello di un cricieto. Si siamo complessi.
Lo avevo capito che mi avevi chiamato Luna invece che Luca, è mi è piaciuto, non sò perchè.
Che bello, Luna, finalmente, dopo tanti post, tante domande e tante risposte, condivido pienamente quello che dici, la tua estrema sensibilità ha colto l’essenza di una situazione complessa. Ovviamente, tra i bonsai affettivi e la persona capace di autogestire la propria vita, c’è una vasta gamma di varietà, che rende ancora più difficile la classificazione, ma nella frase che hai scritto nell’ultimo post: è colpa tua! io volevo solo essere felice! Ma tu non mi hai resa felice! , ci siamo finalmente incontrati, e hai dato voce e sembianza fisica a quella vigliaccheria di cui tanto ho parlato ultimamente. Si vigliaccheria. Quella di accusare qualcuno della nostra infelicità, di cui siamo gli unici garanti e responsabili, e poi abbandonare la persona accusata, lasciandola con decine di sensi di colpa assurdi, e un gran vuoto interiore: Non c’è l’ho fatta, ho fallito, non ho saputo proteggere il mio bonsai. Adesso che partendo da un discorso diverso e opposto, le nostre tesi si sono incontrate in un punto specifico mi sento più vicino a te. Ma resta ancora, un incolmabile distanza. Tu reagisci a tutto questo, usando un giusto equilibrio di responsabilità, dici, è tizio non il mondo che mi ha fatto questo, quindi nel mondo può ancora esserci qualcuno che non è un bonsai, che è diverso eccetera eccetera. Io invece, più fifone di te, più danneggiato forse, dico, è vero, il mondo è grande ed è stata tizia a farmi questo, potrebbe esserci qualcuna diversa, che non è un bonsai, ma. Ed è in questo ma che la nostra diversità si manifesta, e si condensa. Ma io devo, a me stesso, una promessa a cui con onore non posso più tirarmi indietro, io ndevo a me stesso di evitare tutto ciò nel futuro, io non posso, cosciente dei miei limiti subire di nuovo tutto questo perchè so, con matematica certezza, che ne morirei. Per istinto di sopravvivenza devo razionalizzare e pian piano eliminare, dalla mia psiche, ogni forma di inclinazione amorosa, almeno fino a come adesso io ho vissuto l’amore che poi coincide in fondo, con l’amore. Ho dato ecco, non ho più qualcosa da dare, ne pretendo di prendere, io mi voglio punire, perchè così impari che in questo mondo l’ingenuità costa parecchio, più della carne nelle macellerie, più del sangue e degli ideali. Consacrare me stesso a me stesso e in un certo senso alla materialità delle cose, per fuggire da una immaterialità che mi ha deluso, mi ha rovinato, mi ha distrutto. Non voglio rendermi mai più così debole, dare il potere ad un altra persona di gioare così con la mia vita, l’unica fottutissima vita che ho, e nessuno mi restituirà questi giorni, settimane, mesi, passati a piangere lacrime amare, che sanno di sconfitta e di rabbia. No, la mia anima non è più sul mercato, la domanda non è affidabile, il prezzo è troppo basso, io voglio vivere per Dio, voglio vivere.
se non fosse per tutti questi fiumi di parole io starei ancora qui a disperarmi, invece grazie a voi ho preso visione della realtà e anche se ancora nn ci ho messo una pietra sopra, vedo le cose in modo diverso: continuavo a tartassarlo,continuavo a sperare in un suo ritorno,continuavo a sognare che tornasse da me dicendomi che nn poteva vivere senza di me. Ora penso invece a rifarmi una vita senza di lui, a vivere le mie giornate guardandomi intorno e non con la faccia per terra, è che si vive in un mondo dove queste cose capitano anche senza volerlo, anche se abbiamo fatto di tuuto per evitarlo e bisogna essere più che fortunati per riuscire a dimenticare il passato senza che questo ti trascini in un vortice di confronti perchè nessuno sarà come il mio ex ma qualcuno potrebbe essere migliore di lui, e se la fortuna, il fato o il destino si accorgono che esisto devono fare in modo che se mi ricapiterà d’innamorarmi dovrà essere per sempre, è un utopia lo so ma bisogna credere in qualcosa e nn posso vivere ancorata al passato oppure con la speranza di…
La vita che abbiamo è una sola e dobbiamo vivera in pieno anche con i dolori e le sofferenze ma viverla per capire perchè esistiamo altrimenti non avrebbe senzo parlare di noi
Quanto è dura!
Cerco di nascondere i miei ricordi, i miei sentimenti, di capire i motivi, di comprendere che la persona che ho amato non era quell’essere celestiale che avevo costruito nella mia mente, di guardare avanti senza voltarmi, ma non è per nulla facile.
Non rimpiango nulla di cio’ che ho fatto per lei, e soprattutto so beneissimo di non aver avuto “colpe” che abbiano causato la fine della nostra storia, eppure il mio cervello non smette piu’ di cercare, di capire, di analizzare la nostra storia, non vuole darsi pace.
Probabilmente è proprio cosi’, lei era un “bonsai affettivo” con un bisogno infinito di amore da parter mia, che appena stacco la spina per un secondo, scoppia il disastro.
Un bonsai che dovevas crescere, che doveva compiere un cammino, ma perchè non farlo insieme quel cammino? Ovvio, deve metterci del suo, perchè se non è lei per prima a volerlo fare, a mettersi in discussione, è tutto tempo perso.
Avrei dato l’anima per poterla aiutare, ed invece, non ha voluto nemmeno parlarne, ha preferito scasppare dicendo che non avrebbe mai funzionato in un fututo tra noi 2, causa i miei gesti e modi, “siamo troppo diversi”. Mah?!
Oggi è la giornata dei fantasmi, dove tutto ti torna alla mente ed hai voglia di farti un gran male ricordandoti i bei momenti, i luoghi, i gesti, le parole, l’amore.
Che ti abbia lanciato addosso tanta m…. non mi interessa, non mi interessa come mi ha trattato, come mi ha ferito, avrei solo quell’irrazionale e stupida voglia di vederla, parlarle e stringerla a me per trasmetterle il mio amore profondo nei suoi confronti. Non ho voglia di razionalizzare le mie emozioni, non ho piu’ voglia di star male, di dormire 2 ore ogni notte, di piangerla, di capire per cercare un motivo, non ho piu’ voglia di niente.
Vorrei solo fosse tutto come prima.
Poi mi asciugo le lacrime, e torno in me, lei non c’è piu’, mi ha trattato come fossi un calzino usato,gettato via con disprezzo. Faccio un nodo al cuore, cerco di allontanare i ricodi, mio dico che arrivera’ anche per me il momento di star bene, un respiro profondo e si riparte a lottare con la vita di tutti i giorni.
Sono sicuro, arrivera’ anche per me e potro’ riprendere a costruire i miei sogni.
Grazie Luna, Lucact, e tutti voi
un abbraccio
@LUCACT, MAYA, GATTO… Ciao Luna 😉
Ho letto i vs post nei quali mi ci trovo pienamente… Da ieri sera sera sto molto male, credevo di essere riuscita a trovare il “canale” giusto per poter reagire, ma purtroppo mi rendo conto che la strada è ancora maledettamente lunga.
Dicono che di passi avanti se ne fanno ogni giorno e che non c’è da allarmarsi se si ha l’impressione di farne anche indietro…. Ciò che mi rimprovero è il fatto di continuare ad amare (anche se non so più se si tratta di amore o della solita dipendenza affettiva) un uomo che mi ha fatto e mi sta facendo ancora soffrire tanto da impazzire…. a volte sono ossessionata da pensieri autolesionistici dai quali non riesco a liberarmene, così mi autodistruggo sempre più, mi annichilisco tanto da non riuscire a vedere nulla di buono di me….. ho delle figlie da crescere che stanno vivendo momenti difficili con me… non riesco a trattenere le lacrime, il nervosismo… e se penso che tutto qs è a causa di una persona che credevo mi amasse davvero, mi viene una rabbia!!! Non riesco a darmi pace… voglio impormi di amare chi mi ama e non chi non mi ama più e non riesco a capacitarmi dell’idea che il cervello e il cuore siano così incoerenti con la realtà….Lui ha scelto di iniziare una nuova vita con un’altra donna, ha scelto, in primis, di staccarsi dalla sua “vecchia” vita, dalla sua famiglia… Dio mio quanto dolore, quanto tempo impiegato per farlo tornare indietro, a convincerlo che avremmo potuto ritentare.. partendo da zero… e invece niente, tutto sembra che gli sia scivolato via, tutto sembra che sia servito solo ad alimentare il suo narcisismo… basta ragazzi/e sofferenti!! Basta che vadano a quel paese e che si cuociano nel loro brodo (come disse una volta Luna)…. noi alla mattina ci guardiamo allo specchio e ci vediamo puliti nella ns coscienza, loro non so…. forse per loro adesso è troppo presto rendersi conto di ciò che hanno gettato via, perchè sono così presi dalla novità che è come se avessero la vista annebbiata e gli occhi a forma di cuoricino, un domani non si sa…..solo il domani darà loro la risposta, se sarà positiva, per loro ovviamente, vorrà dire che è giusto che è accaduto tutto ciò….
Un abbraccio a tutti
dopo 2 mesi l’ho rivisto:carregiate opposte i nostri sguardi si sono incrociati ma nessuno dei 2 ha salutato, mi è sembrato che il tempo si fosse fermato quando sono ritornata in me circa 2 secondi dopo stavo tamponando un altra macchina.
La verità e che sono felice di averlo visto ma nn è stato un trauma come l’avevo pensato so di provare ancora qualcosa per lui il mio cuore andava a mille ma non mi sono messa a piangere o a commiserarmi ho solo pensato peccato che non sei più mio
passerà anche questo
AGATA R: credo che ciò che sto per dirti non ti piacerà, e spero di non darti un dolore, ma… non sono ipocrita e quindi voglio dirti che in un’altra lettera una donna parla del fatto che, dopo che lei e il suo nuovo compagno avevano lasciato le rispettive famiglie, lui è tornato indietro, sapendo di non amare la moglie (e dicendolo alla moglie) e per non fare soffrire i figli, ma che nessuno, in sintesi, è felice.
Queste storie, la sua e la tua, naturalmente sono diverse, non sono due punti di vista sulla stessa storia, non c’entrano nulla,se non per il tema, ma come ho detto a lei che queste rivoluzioni possono capitare, purtroppo (anche se, certo, sarebbe meglio per tutti se non avvenissero mai), e che sta anche nel modo in cui le persone le gestiscono, lo dico a te.
A me dispiace infinitamente per il tuo dolore, ma io credo che se tu fossi rimasta ancora nel calderone del limbo, se tu avessi letto anche solo un po’ negli occhi di lui il fatto che era lì, ma si chiedeva se non avrebbe voluto essere da un’altra parte, quel dolore lì ti avrebbe macerata dentro, e ti avrebbe davvero impedito di vivere. La sua confusione avrebbe continuato a travolgerti, Agata. se non come una tempesta come una goccia che batte sulla testa ogni giorno, come una tortura.
Avresti combattuto, certo, perché sei combattiva, ma ti avrebbe tolto ogni giorno la voglia di vivere nel presente, l’amore per te stessa, l’autostima e la fiducia in te stessa e negli altri.
Ti avrebbe invecchiato l’anima e il cuore.
Perché tu, Agata, avresti voluto vicino un lui che ti ama e ti rende felice, non un lui indeciso, apatico, o che sorride solo con la bocca. Lo so, lo so che il punto non è questo, che il punto è che tutto ciò non sarebbe mai dovuto succedere. Ma purtroppo è successo.
Vedi, lo so che lei mie sembrano sterili razionalizzazioni, ma non lo sono. Non sto dicendo che a te ora queste parole possano dire veramente qualcosa. Ma il punto è che alle volte quel dover voltare pagina che sembra solo una morte di un qualcosa è sul serio in realtà una rinascita. Ma capirlo mentre ancora si è nella disperazione del lutto non è così automatico, è ovvio. Adesso il tuo dolore è immenso, acuto, concentrato in una disperazione che sembra insostenibile. Anzi, mi dirai, non sembra: è insostenibile. E non si tratta di non sentire il dolore, non si tratta di “IMPORSI” di amare qualcuno che ci ama invece di qualcuno che non ci ama. Il fatto è che quel muscolo, quello del tuo benessere, si è atrofizzato, a forza di vivere nel malessere. Gli esseri umani hanno una capacità incredibile di adattamento di fronte una nuova realtà, e un’infinità di risorse, che neanche sanno di avere, alle volte. Una volta che individuano una realtà da cui ripartire le energie si mettono in moto in una direzione, e allora il corpo e l’anima cominciano a lavorare verso una ricostruzione. Il punto è forse, a parte il naturale dolore che provi per la separazione e il resto, che le tue energie sino a poco tempo fa
erano tutte concentrate in un’altra direzione, opposta a quella di cui avresti bisogno oggi.
A parte questo
@a volte sono ossessionata da pensieri autolesionistici dai quali non riesco a liberarmene, così mi autodistruggo sempre più, mi annichilisco tanto da non riuscire a vedere nulla di buono di me….
questa è la cosa che mi preoccupa di più nella tua lettera, sono sincera, quel tuo accenno all’autolesionismo e alla autodistruzione. Questo tuo cercare o trovare (anche se non c’è) un nemico dentro di te.
Non avresti potuto fare di più di quello che hai fatto, e anzi hai fatto anche troppo. Le persone intorno ti hanno fatto male (che siano “cattivi” o no non importa, perché alle volte gli interessi degli altri non collimano con i nostri, e quindi ciò provoca dolore… e questo lo dico in generale), e questo è un dato di fatto, ma proprio per questo dovresti prenderti più cura di te.
Parole, parole, parole…
Il fatto è forse che è vero che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e che tra dirsi le cose o viverle pure. Tra dirsi “sto qua, ferma, e fuori c’è il sole. Ma io sto male, e che mi importa del sole” e uscire fuori e piano piano sentire di nuovo il calore del sole sulla pelle. Tra dirsi che si è una bella persona (lo sei) e piena di cose belle e buone (le hai) e riscoprirsi una persone bella e piena di cose belle e buona attrabervo le cose che si fanno (per sè, innanzitutto) e che mettono in moto le energie in un’altra direzione, lontana dall’elucubrazione e dall’annichilimento dovuto al continuo ripercorrere sempre gli stessi fatti, sempre la stessa desolazione che dà un presente che non avremmo voluto. Ma quella è solo una parte del presente, che non puoi cambiare. E allora io spero, di tutto cuore, che tu riesca a lavorare in modo positivo intanto sulle piccole altre cose del presente, a distoglierti anche dalla te stessa abbandonata stando con te stessa e basta. Lo so che non riesco a spiegarmi bene, ma da qualche parte bisogna pur cominciare (ricominciare) e spero che tu riesca a trovare delle piccole cose che non hanno nulla a che vedere con lui nelle quali ritrovare te. Quella che sei, e che si vuol bene, al di là di tutto questo.
LUCA: @Tu reagisci a tutto questo, usando un giusto equilibrio di responsabilità, dici, è tizio non il mondo che mi ha fatto questo, quindi nel mondo può ancora esserci qualcuno che non è un bonsai, che è diverso eccetera eccetera. Io invece, più fifone di te, più danneggiato forse…
Luca, quel giusto equilibrio di responsabilità ho dovuto scoprirlo e trovarlo perché altrimenti, come individuo, “sarei morta”. So cosa sia lo squilibrio di responsabilità e cosa significhi essere ed esserne danneggiati. Non sono più corraggiosa di te, è che la spinta a vivere è stata più forte. E non riesco a concepire una vita… in cui aggirarmi automutilandomi delle cose più vere di me. Che avevo rischiato di perdere. Se dovessi girare mutilandomi allora tanto valeva che non scoprissi delle cose che prima ignoravo. Potevo restare a farmi ammazzare. cmq sia, e lo ripeto a scanso di equivoci, dico a voi le cose che dico a me stessa, per non dimenticarle. Perché sono ancora in viaggio e non voglio perdere le cose che ho capito, anche facendomi male.
Luca, Gatto, Maya, Agata e gli altri, anch’io ringrazio voi. Bacini 🙂
@ Luna :”ognuno dà voce alla sua voce a modo suo 🙂
se tutti la pensassero come te (oggi) non esisterebbero i libri, nè i film, nè le canzoni.
saltando subito alle conclusioni “Giulietta e Romeo” sarebbe: “due che xe morti” (per sbajo)” ;)”
Sì Luna ok ma la vita, quella di tutti i giorni, non è nè in un libro nè in un film nè in una canzone…
la vita dovrebbe essere un po’ piu’ concreta, almeno secondo me.
E così l’amore che, secondo me, è molto piu’ semplice di quello che l’uomo pensi…a volte ci facciamo tante pippe mentali inutili e ci perdiamo in fiumi di parole che non fanno altro che confonderci ulteriormente.
Questo è quello che penso oggi, dopo mesi in cui anch’io mi sono lasciata prendere dai pensieri e dalle lunghe riflessioni…
Alla fine sono arrivata alla conclusione che la vita è quella che abbiamo davanti gli occhi ogni giorno e che dobbiamo prenderla per come viene, senza tante elucubrazioni mentali sul come potrebbe essere, sul come è stato il passato e su come sarà il futuro.
Sì, vi potrà sembrare a tutti banale quello che sto dicendo ma…io la penso così.
RAGANELLA: parlando di libri e di canzoni ecc intendevo dire che ci sono sensibilità diverse, modi di esprimersi diversi, esigenze diverse. La vita non starà tutta nelle canzoni e nei libri e nei film (e potremmo discorrere per giorni sui diversi generi, messaggi, livelli ecc ecc di canzoni, libri e film,ma non è ciò di cui sto parlando), ma le canzoni, i libri e i film sono stati scritti da persone, se non erro. L’esempio era quindi per dire che ci sono persone che hanno esigenza di esprimere la loro visione della vita, o di ciò che hanno dentro, in un modo diverso da altre. Perlomeno in certi momenti nella vita. Non significa che chi lo fa in modo diverso sia meno sensibile, può aver scelto un veicolo diverso per dare voce alle proprie emozioni.
Comunque sia un forum, ma soprattutto una lettera come questa, è di per sé un territorio in cui le persone si sfogano, ciascuna a suo modo.
Quando una persona apre il suo cuore, in un momento di dolore (e la sofferenza, la paura e il disorientamento sono tra le cose più concrete che ci siano, perché le provi e basta, non è che te la stai inventando facendoti una pippa mentale) e dice quello che sente, sentirsi dire che è complicato perché eprime a proprio modo i suoi pensieri o le sue difficoltà del momento non è il massimo della vita.
Magari, persone che qui scrivono pagine e pagine nella vita si esprimono poco, e invece qui, grazie all’anonimato, tirano fuori quello che hanno dentro.
Ovviamente rispetto il tuo pensiero, però non vedo nessuno, in queste pagine, che stia complicando il pane, per il gusto di farlo. Poi, certo, ci sono anche troppi pensieri in circolo, alle volte. Nel senso che alle volte i pensieri prendono il sopravvento sull’ascolto delle sensazioni. Perché i pensieri sono la razionalizzazione di un dolore percepito come troppo forte.Ma cercare una chiave per entrare nel marasma dei pensieri non è farsi le pippe. E’ semmai un modo per tornare a sentire la pancia.
La vita è quella che hai davanti agli occhi, ma se la vedi appannata, o con mezzo occhio chiuso, forse hai bisogno di confrontare il tuo sguardo…
Io vedo persone che, presa una tranvata in faccia (un abbandono è concreto, qualcuno ti lascia) cercano di capire cosa sia successo.Anzi, cosa sta succedendo dentro di loro. Spesso sono costretti a parlare da soli, perché non è stato concesso loro un confronto.E anche se le proiezioni possono essere passate o future, o legate ad un’altra persona che si sta facendo magari allegramente i caz suoi, lo stato d’animo che esprimono è assolutamente presente.
E molto, troppo spesso, chi scrive se la sta prendendo con se stesso.
Anche tu a suo tempo hai avuto bisogno di darti delle risposte. Ora, probabilmente, hai aggiunto nuovamente un equilibrio, proprio perchè ti sei data quelle risposte. Ma non credo che allora, quando la tranvata era calda, te la saresti cavata con un’alzata di spalle.
Soprattutto la prima grande tranvata della vita (si spera l’unica) è difficile da rielaborare immediatamente con tanta lucidità. E meglio, forse, perderci un po’ di riflessione in più che in meno, per andare poi avanti più leggeri…
Credo anche che spesso si verifichi un percorso per cui uno parla parla parla, sviscera sviscera sviscera, poi si nausea anche di quello, e passa oltre. Ma sono dei passaggi che ciascuno vive con i propri tempi.
…dici che sei arrivata alle tue conclusioni dopo mesi e mesi, appunto, non dopo due giorni, quindi forse ognuno hai i suoi tempi.
sei stata anche tu tra coloro che scrivevano fiumi di parole (e non mesi fa, settimane fa) e comunque e sempre quando una persona esprime il proprio dolore o i propri pensieri in un certo modo, in un forum, evidentemente ha bisogno di farlo come lo fa. Soprattutto quando il suo post è molto intimo.
(e comunque io ho trovato le lettere di Luca e Gatto molto intense, e mi sono arrivate più le sensazioni, le emozioni che delle pippe mentali).
Se poi ti riferivi ai miei post chilometrici… bhe, so che ti sembrerà incredibile 🙂 ma sono una persona piuttosto concreta 🙂 una cosa non eclude l’altra 🙂 🙂
baci 🙂
@ Luna Leggo un tono un po’ risentito nelle tue parole.
Non avercela con me, io non volevo giudicare nessuno: ho semplicemente detto che a volte si vede la realtà piu’ complicata di quello che è. Poi a volte leggo su questo forum dei toni melodrammatici, alla fine ci si prende troppo sul serio…sarebbe bene avere un po’ di distacco: una persona che va via dalla nostra vita è sì un dolore ma NON è la fine del mondo. Voglio dire: la nostra felicità non deve dipendere da un altro ma dobbiamo costruirla da soli e cercando ciò che ci fa stare bene.
Probabilmente hai ragione tu: io ho superato quella fase in cui ci si abbandona al dolore e all’amarezza e sono in quella fase in cui cominci a fartene una ragione e vai avanti.
Forse è per questo che ora trovo difficoltà a leggere le storie che si scrivono qui…perchè io sono in una fase diversa dove cominci a maturare il distacco e a capire che quella persona non era nel tuo destino e che ciò che ti manca ora è soltanto l’amore in sè, piu’ che quella persona.
Sbagli a dire che io mi sono data delle risposte: in realtà i dubbi che avevo ce li ho ancora. E nessuno me li ha tolti.
In realtà ho deciso semplicemente di smettere di farmi domande e di andare avanti e basta.
A volte la risposta ce la da’ la vita stessa quando, nel continuo fluire dei giorni, ci invita a vivere e a continuare i nostri progetti.
Comunque hai ragione, probabilmente la mia presenza qui ormai è fuori luogo…questo forum nasce per chi si sfoga e si dispera della propria infelicità…
Io ho passato quella fase…sì, ancora ho qualche momento di nostalgia ma ormai capita raramente. Predomina la prospettiva, il guardare lontano e oltre il passato.
Tempo fa, ho aperto un nuovo forum che ho intitolato “dopo la fine, l’inizio”, proprio perchè volevo aprire una nuova pagina e condividere riflessioni positive. Sentire le storie di chi dopo aver concluso una storia, va avanti e come va avanti. Cosa succede DOPO.
In realtà quel forum ha avuto poco successo…ho notato che molti preferiscono stare a lamentarsi delle proprie sventure o a struggersi per un ritorno, piuttosto che impegnarsi a ricostruire una vita.
Proprio per questo mi sento fuori luogo qui, probabilmente non è piu’ il mio posto.
In questo momento della mia vita ho bisogno di leggere testimonianze positive, percorsi di vita, orizzonti nuovi…
qui mi sembra tutto così immobile.
L’abbandono…e poi? in questo sito non esiste il poi.
Non giudico nessuno, che nessuno si senta toccato da queste parole…ognuno è libero di vivere il proprio dolore.
Soltanto dico che non è piu’ il mio posto e ciò che sento e posso scrivere non è piu’ in linea con l’atmosfera generale.
Un abbraccio a tutti e buona vita.
Ps. questo post che ho appena scritto voleva essere un saluto.
Un saluto doveroso perchè comunque per qualche tempo vi ho letto e avete fatto parte anche della mia vita…siete stati dei compagni di traversata : Luna, Suny, Anna, Guerriero, Ant062 e altri che ora non ricordo…
Ho preferito scrivere piuttosto che eclissarmi da qui come hanno fatto altri che sono spariti da un giorno all’altro senza neanche una parola. Probabilmente perchè quando si guarisce dalle pene d’amore, ci si sente superiori e si snobbano siti come questo. .. è un errore.
Alla fine siamo un po’ tutti sulla stessa barca. Sarebbe anche bello che chi guarisce ritornasse qui a dire cose positive, invece che usare questo sito solo nei momenti di rabbia e tristezza.:)
Dunque, cari amici di lettere al direttore, un grande saluto a tutti.
Un giorno magari tornerò a raccontarvi il mio “dopo” che adesso sto costruendo giorno per giorno.
Per Gatto) Gatto ascolta, ti capisco gioia ma devi cercare anche di arrabbiarti un pò, mettici un po di energia presa da rabbia e rancore che se presi a piccole dosi non fanno male a nessuno a volte. Al primo posto adesso devi mettere il tuo benessere e il tuo percorso di recupero, che va affrontato si gradualmente, ma se non ci metti un pò di grinta iniziale non te ne esci più. Usa la forza ti direbbe un maestro yoda di guerre stellari, in sintesi, arrabbiati. Se proprio vuoi farti del male, quando guardi il passato cerca di vedere le cose brutte, non quelle belle, quelle belle riservale per un domani, quando potrai rivederle senza stare male.
Per Raganella) Quanto vorrei non sprecare più parole per qualcuno che non mi caga più, però purtroppo il dolore va elaborato, se non si vuole evitare che del marcio ti resti sempre addosso a vita.
Per Luna) Ciao, ti voglio chiedere un consiglio. Dato che mi sembri la più lucida per adesso qui dentro. Perchè secondo te la mia ex ha chiamato la donna che sto frequentando adesso per chiederle come sto e non per esempio un amico comune? non riesco a decifrare questa sua scelta. E poi un altra cosa, provo terribili sensi di colpa per averle detto cose orribili per sms dopo l’ultimo suo squillo, perchè trovavo ipocrita uno squillo dopo tante assenze e abbandoni, e soprattutto perchè lei mi ha allontanato categoricamente dalla sua vita, dice lei, per paura di non essere ferma nella sua decisione vedendomi (premetto che io non sono il tipo che perseguita nessuno, il mio piccolo tentativo di tornare da lei, spinto più da orgoglio maschile che altro, è durato una settimana in cui tra l’altro lei ha fatto sesso con me 2 volte, sesso che sapeva molto d’amore più che semplice sesso). Insomma perchè una che prima ti allontana con brutalità poi tempo 3 giorni, chiama la tipa con cui esci, ti fa gli squilli e invece di rispondere con indifferenza ai tuoi sms “cattivi” controbatte continuamente. Non lo so, questo suo modo di fare mi ha fatto male e mi ha ricatapultato cento passi indietro nel mio percorso di recupero.
Quanto mi piacerebbe ragazzi, uscire fuori pure dall’odio o dalla rabbia che mi lega a lei, vorrei non provare più niente. Riguardo le mie idee sull’amore, per adesso restano invariate. Amare per poi soffrire o soffrire per non amare più? sempre soffrire è, con la differenza che il male invece che qualcun altro c’è lo facciamo noi, in fondo preferibile. Il problema è sco....? condividere un letto o dei momenti con qualcuno? bo, mi sembrano cose rimediabili anche senza ricadere in questa trappola mortale. Un bacino a tutti, vi voglio bene.
Raganella,
concordo pienamente con Luna.
Ho vissuto il mio rapporto nel modo piu’ semplice possibile, essendo me stesso, donando amore e senza nascondermi dietro a pensieri o gesti costruiti per un fine.
Mi sono esposto, ho aperto la mia anima alla persona che ho amato, ma purtroppo bisogna essere in un due a far cio’.
Solo ora mi sono reso conto di aver commesso degli errori, non nel modo in cui mi sono proposto, ma nel giudizio dell’altra persona. Ho fatto si che l’enorme voglia di amare mi annebbiasse la capacita’ di giudicare obbiettivamente la persona con cui stavo. Un rapporto completamente sbilanciato, io davo e lei si nutriva del mio amore.
Io ero felice, perchè nel momento in cui riesci a far star bene l’altra persona
ti senti appagato, ma appena ti fermi un attimo…
Mai fatte, seghe mentali, sono sempre stato me stesso, senza nascondermi dietro nulla.
Ovvio, quando finisce una storia a cui tenevi, ti metti in discussione, pensi e ripensi e probabilmente il dolore, il non volere accettare la ralta’ ti porta a fare dei bei viaggi con la mente, ma penso sia tutto normale in fondo.
Raganella sarebbe bello che ragionassimo tutti allo stesso modo, ma non è cosi’, ognuno ha i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue reazioni, che come nel mio caso, coincidevano ad un livello teorico ma nella pratica erano distanti anni luci. Quindi non si tratta di seghe mentali, si tratta di capire la persona che hai difronte, per quanto possibile, di conoscerla.
Raganella, non sono venuto su questo forum per piangere e lamentarmi(non nascondo che è il dolore per la perdita che mi ha portato qui)ma per capire, per confrontarmi, per ampliare il modo di ragionare e vedere le cose da un punto di vista differente.
Non sono qui per piangere e lamentarmi della mia condizione, ma per confrontarmi con persone che ho trovato interessanti e stimolanti per i loro ragionamenti, per capire come ognuno di noi interpreta e reagisce in modi diversi alle medesime situazioni. Sicuramente non posso dire di aver superato la fine della mia storia, ma la sto rielaborando guardandomi nel frattempo avanti e lasciandomi tutto alle spalle in maniera intelligente, senza “sputare” sul passato rinnegandolo, ma cercando di capire gli errori di entrambi.
Vero, c’è chi ancora porta dentro di se molto rancore e lo manifesta con le sue parole, ma non c’è nulla di male, è anche quello un modo di reagire che con il tempo mutera’, a mio parere. Dici che non si parla del dopo? Secondo me sbagli, questo è l’inizio del dopo, stiamo voltando pagina, ognuno con i suoi tempi e i suoi modi, ma è un inizio.
In questo momento non mi sto lagnando, non sto piangendo, ma mi confronto con persone piacevoli che hanno voglia di mettersi in gioco. Certo, c’è anche chi scrive solo per parlare e raccontare la propira storia, ma è normale, e comunque credo che passati i primi brutti momenti poi si passa ad interagire con le altre persone per approfondire i propri pensieri.
Luna, Guerriero, Lucact e tu stessa, siete persone valide, ognuna con il proprio passato, esperienze, emozioni e ragionamenti con il quale piace confrontarmi e capire. Qui non si piange solo, si espone, si consiglia, si confronta.
Lucact, ti rangrazio, ci sto mettendo anche della sana rabbia, ma come sai a volte la testa a voglia di farsi dei bei tuffi nel passato e torturarsi per bene fino a quando non ti scorrono le lacrime a fiumi, poi riprendi il controllo e via, si avanti, un pizzico di rabbia, tanto ragionamento e autocritica, stima in te stesso e pensare positivo.
Ciao tutti
@LUNA: …. no, cara, non mi hanno fatto male le tue parole, assolutamente…. sono a pezzi ma, fortunatamente, ancora molto razionale….già in altri commenti ho espresso il mio dolore così come la mia grande voglia di rinascere, perchè ho ancora tanto da dare e desiderio di ricevere. Ciò che fa tremendamente male e l’accettare il fatto che LUI, non mi ami più, punto… tutto il resto: le bugie, i tradimenti, la nuova relazione, il fatto di considerarmi incapace di dargli passioni (?) (anche se sottoinea sempre che io non ho colpe) sono da considerarsi solo come delle conseguenze a questa originaria situazione, appunto, che non mi ama più…. Forse ricordi le volte in cui ho scritto di come in qs anno si è comportato con me (mi cercava in tutti i sensi), forse è stata qs lunga agonia (della quale lui sapeva già come sarebbe finita… che ingenua io!!)a ridurmi in qs stato….. Ieri poi, quindi situazione fresca fresca, ci siamo visti per le figlie, ci siamo isolati per discutere su un suo comportamento che non mi è piaciuto… cosa è successo? dopo un po’ mi abbraccia, mi bacia…. ero in trans, ci credi??? Non sono riuscita a respingerlo… in trans!!! Ho sentito i brividi in tutto il corpo!! Maledizione…. E così è successo per due volte, in occasioni nelle quali ci ritrovavamo soli…. Fa niente, non è successo niente, mi sono detta ieri sera tra me e me..non è cambiato niente, la ns storia è finita comunque.
Grazie per le tue parole, Luna…
@RAGANELLA, hai ragione a dire che ad un certo punto bisogna avere la forza di dire BASTA! Tu ne sei fuori e mi fa piacere, spero di seguirti a breve…. La tua lettera dopo la fine, l’inizio, ha un titolo eccezionale, voglio seguirti, voglio trovare anche io un appiglio che mi proietti nel futuro, nella mia nuova vita, la mia prima, indimenticabile, eccezionale vita ha chiuso il suo sipario…. atto II si rinizia..
Un abbraccio