La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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E’ un po’ che non scrivo, spero che qualcuno abbia voglia di leggermi. L’ho lasciato, anzi l’ho allontanato per molti motivi, ora mi dice che frequenta una’ltra ed io ho una voglia pazza di riprendermelo anche se so che non e’ adatto a me, ho dei figli in casa e certamente non approverebbero ma io sto male, penso che forse non dovrei negarmi questa gioia inattesa ora che sono alle soglie della vecchiaia. Sto bene solo quando lo sento e se passa qualche giorno e non si fa vivo lo cerco io. Cosa devo fare?
LUNA: @Quello che hai detto è sacrosanto, in questo momento, anche se mi trovo con il cuore in sanguinante in mano, sto cercardo di ritrovare me stesso.
Comunque tutta questa cosa mi ha fatto capire, che forse una delle cose che può far esaurire un rapporto è proprio l’annullarsi completamente, appoggiarsi e contare completamente su un’altra persona.
PANTAREI: @il tuo nome è un aforisma che dovremmo seguire tutti quanti,tutto scorre come un fiume, e sicuramente la vita và avanti.
Grazie del libro che mi hai consigliato, ma ho trovato un’altra lettura molto interessante che analizza profondamente, sia il significato della vita, sia il significato della parola amore, ed è scritto da un illuminato indiano che si chiama OSHO.
Non è un racconto ma sono una serie di riflessioni che in questi momenti ci facciamo tutti.
E’ strano che in questo blog ho trovato solo donne, ma sono anormale io o ho perso il mio orgoglio di uomo ? puo’ essere che sono l’unico uomo che sta soffrendo come un cane?
@tere: vai al sito http://www.epac.it/, lì sapranno parlarti e darti informazioni concrete e professionali
Ciao Tere,
io non ne so molto su questo argomento, secondo me ti dovresti prima di tutto informarti, vedi il sito:
http://it.wikipedia.org/wiki/Epatite_virale_C#Trasmissione
dopo di che dovresti andare a farti le analisi, chiedere a noi non ti può aiutare, almeno parlo per me, io non sono
un medico. Cose così importanti vanno subito valutate con gli specialisti!
Ciao Andrew,
Bravo, Pantarei, l’ho scelto apposta, perchè la nostra libertà mentale inizia da questo…tutto passa ed è vero…il
tempo aiuta a fortificarci e ci allevia le sofferenze!Trovo molto bello invece che ci sia anche un uomo fra noi, vuol
dire che hai una sensibilità spiccata e che come noi hai bisogno di chiedere consiglio a chi come te ha avuto
sofferenze amorose! …ora mi vado a comprare il libro dell’indiano!
Ciao Fania,
scusa se te lo dico, ma mi sembri un pò incoerente con te stessa, non puoi lasciare una persona e quando questo
poveretto si rifà una vita tu lo vuoi indietro…o no?se hai preso una decisione e perchè ne eri convinta..in più dici
che non è adatto a te…come fà a essere una gioia riprenderselo?poi scusa…mica è un’oggetto che te l’ho
riprendi…(mi baso su quello che hai scritto e non mi sembra che tu sia innamorata, ma per noia o per gelosia rivuoi
qualcuno che non ti ha resa felice…tu ti metteresti di nuovo un paio di scarpe che sai che ti fanno venire le bolle?)
Ciao Luna,
Io penso che le relazioni partono tutte dando il meglio di entrambi, sia noi che il partner facciamo vedere il meglio
di noi stessi, a volte si finge anche di apprezzare le cose dell’altro, o che siamo ottimi cuochi, che ci piace la sua
musica, i film che piacciono all’altro, il suo modo di vita, insomma tutto di noi sembra perfetto e tutto ciò che è
dell’altro ci piace da morire…poi però dopo un pò di tempo..la vera faccia delle persone esce fuori, ovvero:
si comincia a discutere anche sul film da vedere al cinema, su come si fà l’insalata, su come spremi il dentifricio…
insomma esce l’insofferenza del nostro vero essere!
un pò come dott. Jeckil e mr.Hyde…prima si và d’amore e d’accordo e dopo si litiga per tutto…
Tornando al tuo discorso…le storie non possono iniziare già all’angolo come i pugili, iniziano perfette, ma se non si
hanno progetti da portare avanti insieme…non si và da nessuna parte!
Per tutti voi, una frase presa dal libro “Innamoramento e amore” di Francesco Alberoni
pag 67-68
<<…Chi desidera far innamorare un altro senza esserne innamorato?…persone che deisderano
innamorarsi per arricchire la loro vita quotidiana….Ma può essere qualcosa di più meschino, come il
desiderio di potere.
L'amore dà un enorme potere su chi ama e questo enorme potere può far piacere perchè lusinga la
vanità, perchè rende l'altro schiavo, disponibile, pronto ad ogni desiderio. C'è poi chi lo fa per
denaro, chi per altro ancora. Che cosa succede dopo,quando l'innamoramento è avviato, quando c'è
chi ama e chi, amato, non ama affatto perchè non ha mai amato? E' il caso estremo
dell'innamoramento unilaterale, reso spietato dall'inganno.
L'innamoramento è costituito da prove, un succedersi di prove, e chi ha fatto innamorare l'altro –
perchè voleva innamorarsi, o per gusto del potere, o perchè desiderava una persona totalmente
disponibile- ben presto si stanca di questo succedersi di prove. Se non altro si stanca del continuo
sentirsi chiedere <> in modi e forme a cui non sa dare una risposta.
…l’inganno è smascherato, ma ciò non toglie nulla al grande dolore, alla disperata perdita di chi
amava veramente. In fondo, però, il danno è tanto meno grave quanto più sfacciato, superficiale,
grossolano era l’inganno. Alla speranza subentra la certezza del nulla:<>
L’esperienza dolorosa si dissolve come una illusione….>>
FANIA: tu devi e puoi fare quello che senti. sei una persona libera. Solo che io ho l’impressione che tu ti tormenti tantissimo con questa cosa della soglia della vecchiaia mentre vecchia non sei.
Questo è un pensiero con cui ti automolesti molto, temo, e ti autolimiti?
Lo hai allontanato perché questa gioia era anche fonte di frustrazione e dolore, ma, come sempre si diceva, sai tu cosa e come mettere sulla bilancia le tue emozioni.
Tuttavia sei certa che non ci sia un po’ anche di dipendenza in questo tuo stare male quando c’è e sentire così male quando lui non c’è? Sei certa che ti manchi lui, e non ciò che lui rappresenta (ciò che quindi potrebbe essere rappresentato anche da un altro) e che lui non sia un… uomo-sigaretta?
(dico così riferendomi appunto al concetto di dipendenza, citavo la questione uomo sigaretta molto molto tempo fa su queste pagine).
Cosa cambia?
Solo che forse potresti sentirti più consapevole delle tue emozioni e delle tue necessità capendo se è così, e poi comunque liberamente scegliendo in una direzione o un’altra.
Anche perché sarebbe bello che tu riuscissi a dirti: siamo un uomo e una donna, alla pari, no che lui è la giovane vincita all’enalotto irripetibile per una donna ormai alla soglia della vecchiaia.
Ma tu percepisci quanto ti rompi i maroni da sola mettendo le cose su questo piano? o anche quando dici: se qualcuno avrà voglia di leggermi…
lo dici perché sei un educato, dolce, fiore d’acciaio, Fania, e la tua delicatezza, nel bussare alla porta, è dolce, appunto. e come ti ho sempre detto tu conosci te, quello che senti, la tua biografia, le tue priorità… se per te lui è l’enalotto che sia l’enalotto, ma se ti autolimiti tu senza renderti conto che anche tu puoi essere l’enalotto di qualcuno, indifferente quanti anni hai, allora è un peccato, tutto qui.
ANDREW: non è vero che qui scrivono solo donne, diversi uomini hanno scritto anche recentemente.
Non so, mi pare che il chiedersi se ammettere di stare male (peraltro in un blog sotto anonimato) sia antiorgoglio sia proprio un non problema, e il minore dei mali ora… 😉
se ti serve e ti fa stare meglio o ti funge da sfogo scrivi, sennò no, no? 🙂
Era osho che diceva che è chi sa stare bene da solo, e sa rispettarsi, è in grado di amare meglio, di condividere meglio anche, di chi non ne è capace? O qualcosa di simile.
Alberoni non male, lessi anni fa
TERE: non so e quindi non posso aiutarti. Guarderò anch’io il link che ti ha consigliato Angi.
Ho appena mandato un sms al mio ex, gli ho chiesto di rivederci a bere
qualcosa o a cena. non lo vedo da quest’estate e l’ultima volta che ho
sentito la sua voce era settembre. ho deciso che devo andare incontro
alla tempesta per vedere se riesco ad attraversarla. finora credo di
averla solo aggirata. non credo di essere innamorata ancora di lui,
forse sono innamorata di quello che pensavo che fosse, di quello che
pensavo fossimo noi due. ma devo vederlo in faccia, devo mettere un
discorso in croce e vedere che effetto mi fa. sempre se lui
risponderà. e se non risponde me ne frego e pazienza, c’ho provato.
voglio capire se sono davvero guarita. lo devo a me stessa prima di
tutto e anche a quel ragazzo che sto iniziando a conoscere. o dentro o
fuori. se realizzo che la ferita è ancora troppo aperta torno di corsa
in ospedale…..che sarà fatto di beata solitudine, di tempo per me,
di fermarsi…….a riflettere con me, su di me e per me.
tenete botta compagni, insieme ce la famo 🙂
Ciao a tutti
Sono nuovo, e aime’ ho lo stesso vs problema, I’ll mal d’amore.
Mi sono documentato e la psicologia definisce le sofferenze di chi ama ed e’ stato mollato come appunto mal d’amore.
Questo dolore e’ assimilabile a lutto e porta anche ripercussioni fisiche.
Non dormi non mangi, hai sensi di angoscia ecc ecc
Io mi ci sto rittrovando, ho perso 9kg in 3 settimane e dormo quando va bene 2ore a notte.
La storia la mia piu importante storia fatta di una convivenza di 2 anni e l’acquisto di una casa assieme dobve poi io rimasi solo 2 mesi.
Ora soffro come un cane essendomi aperto come un libro verso la donna che reputo o forse reputavo come la cosa piu importante della mia vita, ma passera con I’ll trmpo.
Quello che vorrei dire e’ che ognuno ama a modo suo, non c’e’ uno standared d’amore se non I gesti che lo evidenziano.
Ed e’ purtroppo questa singolarita’ nell’amare una persona che ci fa star male.
Mi sento di dare un consdiglio se mi permettete al club dei mollati : siate sempre voi stessi. Agite in base al cuore, fermatevi sentite cosa vi dice I’ll cuore e agite di conseguenza. Se l’altra persona davanti a questo non capira’ I’ll vostro gesto d’amore profondo, non e’ la persona con cui condividere I’ll vostro percorso.
Io ho fatto cosi, la persona per cui l’ho fatto non ha recepito I’ll mio segno d’amore profondo per lei.
Ora sto male tanto ma cerco di voltare pagina.
Un saluto e un abbraccio a tutti
E aggiungo ancora 2 righe.
Scusate gli errori ma scrivo da un blackberry.
La perdita della compagna-o se amati lascia in uno stato di completa desolazione.
I’ll vuoto e’ grande e’ come se si fosse perso una parte di se stessi.
La grande opportunita’ o I’ll grande lavoro secondo me sta nel colmare la parte persa con un nuovo “io” miigliore.
Lo so e’ difficile, io ci provo tutti I sacrosanti momenti e non sempre ci riesco.
Fermatevi a guardare la gente, le coppie. Guardate I loro silenzi, le frustazioni, I problemi.
Io sono stato lasciato un mese fa, mi e’ crollato tutto addosso e mi sono fermato a riflettere.
Mi sono chiesto tante cose, tra cui I’ll perche’, mi sono aperto sto prendendo la seconda grossa batosta ma sono in pace con me stesso.
E nel mentre mi sono fermato a guardare la gente, e mi sono rivosto magari in tanti atteggiamenti negativi del giorno d’oggi.
Iniziate un viaggio, I’ll piu difficile della vostra vita, quello dentro voi. Ragionate pensate e lavorate sui vostri errori, sui vostri spigoli.
Gli spigoli con I’ll tempo devono diventare angoli.
E I’ll lavoro non lo fate x I’ll vostro lui o per la vostra lei, lo fate solo ed esclusivamente per voi stessi.
Ciao a tutti e come ho letto prima, tenete botta compagni, insieme ce la famo
PANTAREI: @ io penso che le relazioni partono tutte dando il meglio di entrambi, sia noi che il partner facciamo vedere il meglio
di noi stessi, a volte si finge anche di apprezzare le cose dell’altro, o che siamo ottimi cuochi, che ci piace la sua
musica, i film che piacciono all’altro, il suo modo di vita, insomma tutto di noi sembra perfetto e tutto ciò che è
dell’altro ci piace da morire…poi però dopo un pò di tempo..la vera faccia delle persone esce fuori, ovvero:
onestamente la mia esperienza non è questa, sono sincera. Tu mi dirai che è inconscio mostrare il meglio, ma onestamente non ho mai finto di saper fare cose che non so fare, di amare una musica che non amo, un modo di vita che non mi piace. Semmai posso essere stata dichiaratamente incuriosita dalle differenze, quelle che semmai arricchiscono. Se mi è mai successo il contrario? Non credo neanche questo. Che ci sia, nella fase dell’innamoramento, un periodo in cui ti affascina anche il modo in cui l’altro spreme il dentifricio, perché ti sembra di entrare nel suo mondo da ogni piccolo particolare, ci sta certamente, mentre magari poi puoi sulla lunga distanza puoi provare insofferenza per certi atteggiamenti che inizialmente sopportavi di più… però forse (al di là di chi finge, e certo esistono anche quelli) forse il discorso è anche che è con l’andare del tempo e nel condividere esperienze, anche banali, non solo grandi, che a poco poco scopri più lati di una persona.
A me è successo tanti anni fa di avere effettivamente un moroso con cui c’è stato un grandissimo feeling immediato e poi incompatibilità, ma il feeling immediato era reale quanto l’incompatibilità seguente.
Alle volte succede anche questo, che i lati che attraggono in qualcuno, magari anche che ci compensano, possano allo stesso tempo risultare scomodi o suscitare emozioni bivalenti.
un uomo, per esempio (dico uomo perché l’ho visto succedere spesso, anche in casi di amiche, ma potrebbe essere anche l’inverso con altre sfumature, certo) può essere attirato da una donna che dimostra indipendenza, ma poi temere quella sua stessa indipendenza.
può essere attirato da una persona particolarmente socievole e solare e sentirsi gratificato dal fatto di essere “il prescelto”, ma poi temere che quella stessa socievolezza e solarità attiri altri maschi e quindi, nel caso estremo, anche cercare di contenere, persino annullare, quella stessa solarità che era stata motivo di attrazione, e che da pregio diviene difetto.
@Tornando al tuo discorso…le storie non possono iniziare già all’angolo come i pugili, iniziano perfette, ma se non si
hanno progetti da portare avanti insieme…non si và da nessuna parte
secondo me non è vero neanche che le storie iniziano perfette. non tutte. poi dipende cosa intendi per inizio, ma ci sono storie che già nei primi tempi mostrano invece dei segnali di disagio. Tanto è vero che molte persone alla fine di una storia si ritrovano ad ammetterlo. Tanto più se la fine è l’esplosione di un disagio precedente.
Tengo a sottolineare questo perché in questo forum si parla non solo di storie che hanno avuto un certo tipo di evoluzione a causa delle normali crisi che possono avvenire in qualsiasi rapporto, affrontate o meno, superate o meno, o dell’evoluzione, involuzione dei sentimenti, ma anche di storie che invece sono partite con degli evidenti segni di sbilanciamento, o altre problematiche.
Te lo dico perché è ovvio che ogni caso è a sè e dipende anche da quali siano gli eventuali conflitti o problematiche, e non è assolutamente detto che siano sempre presenti, ma in questi anni mi è capitato spesso di leggere di “paradisi artificiali”, cioè di sentir dire “era un paradiso fino a poco prima della fine” mentre non si trattava di paradisi, e a volte persino di vere e proprie gabbie. L’ammettere che non si trattava di paradisi è stato importante.
Perché può essere importante capire che erano paradisi artificiali, se è così? Non certo per serbare rancore, o per avere un pessimo rapporto con i propri ricordi, ma perché riconoscere i segnali di disagio, soprattutto in caso di certe reiterate dinamiche, può aiutare a capire ad ascoltarsi di più in futuro ed evitare quindi di incorrere in una serie di “abbagli” su cui l’istinto, magari, aveva messo bene in guardia, o una serie di atteggiamenti “automatici”.
Ciao 🙂
VALINDA: insomma il senso è voglio ascoltarmi e sintonizzarmi bene su di me indipendentemente dalla risposta che avrò dal mio ex? Qualunque sia la risposta sintonizzati su di te con affetto, sempre 🙂
bacini
http://www.letterealdirettore.it/mio-ragazzo-lasciata-piangendo/
Passate..grazie!
Ciao Valinda,
secondo me, anche se sono passati un pò di mesi, sei ancora nella tempesta della confusione,dopo che
hai elaborato quello che è successo, senti la necessità di risentirlo e rivederlo, forse per dimostrare a te
stessa che non lo ami più..ti faccio un esempio: (per te lui è come una grossa fetta di torta al cioccolato
con panna, tu sei a dieta da mesi, sai che ora stai bene, sei dimagrita, ma sei ancora tentata di
assaggiare la torta…sapendo che questo ti farà prendere dei kg e tutto lo sforzo che hai fatto sarà
vano)…se credi sia giusto riicontrarlo…forse anche io lo farei perchè almeno avrai delle risposte alle tue
domande, alle quali solo lui ti può rispondere!….tienici aggiornati!
Ciao Luca,
capisco che su questa pagina si parla di mal d’amore e di problemi, però è triste dirci che siamo il club
dei mollati!Qui noi raccontiamo le nostre esperienze, e tramite i commenti degli altri troviamo parole di
conforto, si dibatte su temi diversi, ma simili. Noi, come te siamo persone che erano davvero
innamorate, che hanno dato moltissimo, che hanno sofferto perchè la propria storia d’amore è arrivata
alla fine…ma da qui si riparte, all’inizio sarà dura per tutti, pian piano si tornerà a sorridere!
Sono d’accordo sul fatto di essere sempre noi stessi, le fasi che stai passando tu adesso sono più che
normali…(per il dormire dovresti prendere qualche goccia di erbe) anche io ho convissuto e ti posso
assicurare che quello che manca di più sono le abitudini quotidiane, ma se l’altra persona è stata capace
di farci così tanto del male gratuito, forse in fondo non ci amava…quindi io penso meglio saperlo subito
e capire che quella persona non ci rispetta e non ci renderà mai felici, sapendo questo hai una grossa
delusione, ma con il tempo guarirà e si andrà avanti!
Ciao Luna, 😉
Quando parlavo del fatto che all’inizio il rapporto è perfetto, (parlo sempre della mia esperienza) io
parlavo dell’adattamento camaleontico che il partner maschile ha nei riguardi di una donna, per
conquistarla, fà di tutto per sembrare il più simile possibile a lei..che ne so, la porta a vedere tutti i
film che le piacciono, ordina gli stessi drink…etc.
Quindi tu donna pensi che sia l’uomo dei tuoi sogni perchè è molto simile a te.
Personalmente io sono sempre stata me stessa, io non riesco a fingere, in una relazione dò sempre il
massimo, anzi forse a volte lo assecondo troppo, pensando che lo rendo ancora più felice, ma così
facendo perdo di vista la mia personalità che a poco a poco và più ad assomigliare alla sua…e questo
non è giusto!…hai ragione sulla parole abbaglio…è questo che ho preso io, pensavo che questo
ragazzo fosse l’uomo della mia vita, ma mi sono sbagliata di grosso e forse come dici tu non ho
voluto vedere le avvisaglie dei suoi atteggiamenti e comportamenti, c’è una grossa differenza tra
quello che uno dice di voler fare e quello che poi realmente fà!
@Luna….sei speciale, vai a fondo dei problemi, mi sembra sempre di parlare con mia figlia, molto brava a risolvere i problemi degli altri ma brava ad incasinarsi sempre sentimentalmente, magari cerca que padre/compagni che a perso a soli 15 anni. Direi che quello che dici e’ perfetto, calzante ora lo copio e me lo rileggo con calma vorrei pero’ riflettere “sull’uomo sigaretta”, in realta’ chiunque di noi si innamora di una persona perche’ in quel momento e’ predisposto all’amore, perche’ ha voglia d’amore, ma magari la persona e’ sbagliata e quindi l’uomo sigaretta si ripropone sempre o si parla solo di uomo sigaretta quando la persona in questione e’ sbagliata?
“”lo dici perché sei un educato, dolce, fiore d’acciaio, Fania, e la tua delicatezza, nel bussare alla porta, è dolce, appunto””mi fai sempre piangere, ma sono lacrime amare di riflessione, quanto e’ vero tutto questo…grazie
FANIA: ma prima o poi ti farò ridere? :O 😀
Il concetto di uomosigaretta era emerso in un contesto di riflessione composito, tra vari post, comunque sia la sigaretta di per sè direi, brevemente, proprio che identifica una situazione sbagliata, cioè non affine e foriera di disagio, anche se travestita da pretesto “piacere”, e compulsione o dipendenza interpretate come “bisogno” della persona in questione. Nel caso della sigaretta (e te lo dico da fumatrice, peraltro) vuoi ancora la sigaretta perché sostieni di averne bisogno, e in realtà la dipendenza fisica è il lato minore della faccenda, molto di più lo sono gli aspetti della dipendenza psicologica, dell’abitudine, della connessione sfalsata “in quel bel ricordo c’era la sigaretta”, “quando stavo male c’era però la sigaretta che mi consolava”, “io non riesco a vedermi senza”, ecc, ma il bisogno sfalsato che la sigaretta ti crea è la sigaretta stessa che lo ha creato, quindi il bisogno che l’uomo sigaretta ti crea di se stesso è creato, in situazione di evidente disagio, proprio dal malessere creato da lui stesso… mi spiego?
Quando sei nervoso (tu generico) puoi dirti:
ho bisogno della sigaretta perché sono nervoso e sto male, e se fumerò starò meglio (ma non è vero, è una falsa idea)
ho bisogno della sigaretta per concentrarmi meglio (mentre in realtà se proprio vogliamo è semmai la sigaretta, per questione fisiologica, questo non l’ho detto io, eh, a creare un abbassamento di concentrazione nelle fasi di astinenza)
senza sigarette non posso vivere (balle, vivevi anche prima, e se vivevi male anche prima non è la sigaretta a fare la differenza, anzi semmai la dipendenza fa stare peggio, perché una parte del cervello e del tempo è occupata a procurarsi/gestire la droga… è chiaro che se uno fuma due sigarette al mese e compra un pacchetto al mese il tempo per procurarsi la droga è meno invasivo, ma se uno fuma 3 pacchetti e passa il tempo a comprarli, temere di non averli, pensare a come procurarseli, uscire con meno venti, non andare in un posto perché non si può fumare, o magari pure ad avere un’idea sfalsata del denaro perché magari al supermercato guarda le offerte speciali, ma potrebbe comprarsi 10 cose con i soldi che spende in sigarette e sulle quali risparmia l’invasione è tanto maggiore…
Così (spero di non averti incasinata, è anche tardi e forse mi esprimo un po’ incasinata io) l’uomo sigaretta e la relazione con, foriera di stress più che piacere, condiziona pesantemente la vita
Perché è caratterizzato da un bisogno sfalsato (per una sfalsata percezione di sè e del bisogno di lui per essere o non essere ecc), da crisi di astinenza, dall’invasione nei vari campi della vita…
ora, a chiunque può capitare di incappare in un uomo o donna sigaretta, e una relazione soddisfacente può improvvisamente diventare sigarettosa nel momento in cui siamo traumatizzati da un abbandono che crea una sensazione improvvisa di vuoto?
forse sì.
Si potrebbe dire che ogni relazione implica una forma di condivisione e dipendenza. Se amo una persona mi manca se non c’è, ho voglia di stare con quella persona, ho voglia di guardare la vita con quella persona.
Ma il problema dell’uomo (o donna) sigaretta credo stia nel fatto che non c’è in realtà mai una certa dose di serenità reale, di parità, di soddisfazione attraverso la normalità, di una centralità sana e costruttiva del rapporto che permette quindi di ricavarne energie positive anche, o di sentire quella tranquillità (perché no, anche appassionata, certo) per cui i vari campi della vita si possono vivere con risorse e serenità… bensì ad esempio un costante stato di allerta, e botte di adrenalina in un senso o nell’altro, picchi bassissimi che vanno ad esempio colmati con un benessere… tanto che il picco positivo diventa tanto necessario proprio perché i picchi negativi sono stati sgradevoli… e non una sensazione di benessere di base (e reale) che a volte certamente può conoscere giorni migliori o peggiori.
Mi rendo conto che l’argomento è complicato, e l’ho riassunto in poche parole. E’ chiaro che possiamo essere anche noi stessi a vivere la presenza/assenza dell’altro come fosse una sigaretta,per delle false idee che ci raccontiamo su noi stessi, sulle nostre possibilità e risorse, sul nostro diritto all’autostima e ad essere amati e una vita che ci somigli, e che possiamo quindi ottenere un ulteriore rinforzo negativo che ci dimostri che abbiamo ragione ad autolimitarci.
Però in sintesi: essere aperti all’amore non dovrebbe limitare il nostro essere aperti ad amarci.
Tutto quello che ho scritto ovviamente non è un giudizio. Le sensazioni di vuoto, ed altre, che ritroviamo in queste pagine sono tutte ovviamente umanissime, e se ne parlo è perché le conosco.
E peraltro mentre scrivo sto fumando (anche se medito seriamente di darci un taglio).
spero si sia capito qualcosa di quello che ho scritto! Abbraccio grande.
PANTAREI: ciao 🙂
ci sono anche persone che viaggiano costantemente in contrasto non solo tra quello che dicono e fanno, ma anche tra quello che sentono, dicono e fanno. Così non sono mai veramente dove sono, o danno questa impressione. Anche per semplice tendenza caratteriale, visione della vita, non necessariamente perché (hai mai letto “La principessa che credeva nelle favole”?) sono dei principi che andrebbero liberati da un incantesimo e altrimenti sarebbero perfetti…
E’ anche vero che tra il dire: voglio essere amato e amare ed essere effettivamente capaci di vivere l’amore a volte c’è di mezzo il mare, così come magari tra un senso di vuoto che si traduce in “voglio l’intimità” e il non riuscire in realtà a gestire la vicinanza di quella intimità tra le persone che va molto oltre al sesso, ed è fatta di tante cose.
Ci sono persone che non cercano solo il sesso, e desiderano quella intimità più profonda, ma che trovano molto meno… rischioso fare sesso che accogliere non dico un bacio, ma persino il contatto fisico affettivo di una persona che poggia loro una mano sul braccio per empatia… che saltano tra varie storie, perennemente insoddisfatti, perché non sanno manco loro cosa stanno cercando… forse un ideale errato di completezza… forse il non dover prendere delle reali responsabilità… forse quella magia, come dici tu, del corteggiamento, in cui riescono ancora a nascondere quanto sia enorme il loro timore di essere “scoperti”, veri, non semplicemente affini e adorabili…
Persone che disfano ciò che costruiscono proprio perché hanno la percezione che stanno costruendo… che allontanano l’altro proprio perché c’è… e più c’è e più potrebbe lasciare un vuoto maggiore andandosene… alcuni possono arrivare a distruggere l’altro (certo, ora vado nell’estremo) affinché sia percepito sufficientemente come sbagliato, nemico da scacciare… per giustificare la propria incapacità di accogliere l’altro l’altro diventa insufficiente… anche se non è mai chiaro veramente in che cosa…
pure se fosse eccelso in qualcosa mancherebbe in qualcosa d’altro… sembra una maratona a trovare qualcosa in cui possa mancare… l’altro corre, cerca di essere all’altezza del giudizio, della critica, di riempire la mancanza, di dimostrare che può farcela… forse in parte coglie che chi sta cercando di distruggerlo vuole, in maniera malata, essere rassicurato e al contempo non vuole…
l’altro perde la propria personalità sotto i colpi della “spersonalizzazione” attuata da un altro…
cosificando l’altro affinché sia sempre insufficiente, motivo di nervosismo, fastidio, inadeguatezza, ottima scusa per coprire il proprio disagio…
certo, esiste anche la semplice incompatibilità, cosa peraltro anche spesso difficile da ammettere.
Incompatibilità caratteriale, o di vedute, di direzione…
L’altro giorno parlavo con una coppia fantastica, sui 65. Mi raccontavano (non per dire quanto sono belli, loro intendo, eravamo in discorso) quante cose fanno insieme. Lo raccontavano con naturalezza perché semplicemente le fanno davvero, pur avendo anche, ciascuno, degli interessi individuali, però che guardano il mondo in due è certo. Hanno due figli, e 3 nipoti piccoli, fanno i nonni, ma anche tante altre cose. Per esempio lui faceva teatro amatoriale, e lei no, poi lei un giorno è andata a dare una mano, ed è entrata con naturalezza anche in quella cosa che prima era solo di lui, e pensava non facesse per lei. Lei aveva cominciato tantissimi anni fa a fare una ginnastica cinese, da qualche anno la fa pure lui.
Io ad un certo punto ho sorriso e ho detto loro, scherzando: può capitare che due quando vanno in pensione e si ritrovano ad aversi tra i piedi tanto di più esplodano… voi fate tutte queste cose insieme, è proprio bello 😀
Lei mi ha detto: oh, beh, ma noi litighiamo anche, eh!
Lui ha detto: sì sì
Ma lo hanno detto sorridendo.
Li vedevi e notavi quanto sono complementari, non uguali. Ma neanche così diversi da non capirsi quando si dicono le cose. Hanno una loro via, comune, si sono trovati e hanno saputo, in una relazione che è dinamica, non trovare la perfezione, ma l’equilibrio. Insieme.
Anche i miei genitori sono così, mia mamma dice che strozzerebbe papà per il fatto che accumula tutto, e alle volte, ma sempre sorridendo, mi dice quanto lui in certe cose è insopportabile. Ogni tanto fanno l’imitazione l’uno dell’altra e mi sganascio dal ridere. Perché i difetti che descrivono sono veri. Ma ne parlano con amore. Però sono una squadra, veramente, anche se non esiste la perfezione. E li ho visti pure incazzati. Questione di fortuna, sì, ma anche di guardare nella stessa direzione veramente. Della stessa percentuale di impegno, senso di responsabilità, voglia di mettersi in gioco, tante variabili. Coraggio di crederci, entrambi, pure, forse. I miei sono molto diversi in tante cose. Sono rimasti se stessi pur camminando insieme.
Ciao Luna!
sai hai ragione…le persone anche se sono diverse devono imarare a essere
complementari…hai parlato di due coppie di adulti maturi, forse arrivati a quella
età sanno cosa che per convivere con l’altro devono rispettare gli spazzi
altrui…forse per persone più giovani, capire questo risulta più difficile, perchè
sono convinti che se la loro storia attuale finisce troveranno subito una
sostituzione superiore (magari una donna che non gli rompe le scatole, magari
una che non sia gelosa, una che è sempre perfetta e che non stà mai in tuta, una
che c’è ma non dà fastidio, una che non si incazza se lui esce e và a ballare con
gli amici)diciamo che in questo i giovani sono molto egoisti e pensano che quello
che hanno adesso non sia abbastanza…
ma a distanza di anni io vedo tornare i miei ex…e loro mi dicono che hanno fatto
degli errori in passato, forse perchè giovani…
Allora quello che mi dico io…ma c...., donna o uomo che tu sia…ma se hai
trovato la persona che ti rende felice…si è vero, ci sono delle diversità di
carattere, di gusti (se no sarebbe noioso) fa di tutto di più per te…ma che cavolo
vuoi di più?Penso sempre che è brutto avere dei rimpianti…ecco perchè quando
stà per finire una storia io personalmente arrivo fin infondo nelle cose…e gli
dico..”ma sei sicuro?…non vorrei che un giorno tornassi da me dicendomi: se ti
avessi conosciuta adesso forse…”
Luna, le relazioni amorose sono come un lavoro…un continuo sforzo…io parto già
dal punto che nessuno è perfetto, che noi abbiamo i nostri spazzi, e che bisogna
sempre rispettare l’altro!
La coppia di cui parli…ognuno ha i suoi spazzi e le proprie passioni, se uno vuole
entrare a far parte di quelli liberissimo…ma non si permetterebbe mai di fargli
fare delle rinunce…perchè se ci tolgono quello che a noi piace, i nostri
passatempi,la nostra religione, il nostro modo di vivere, il nostro modo di
pensare…che cosa rimane?un’ involucro vuoto…e una volta svuotata di tutte le
proprie passioni…l’altro non è più innamorato…perchè non sei più la persona
piena di vita che aveva conosciuto!
Luna, tu non parli mai della tua esperienza che ti ha portato qui..e quindi non sò
quale è il tuo background di esperienza su questo argomento…è bello perchè
parli di tutto, dai sempre buoni consigli, ma nessuno dà consigli a te…o sbaglio?
non voglio essere invadente, magari hai già scritto tipo mesi e mesi fà…ma sono
nuova del blog…
PANTAREI: sì, quello che dici sui giovani è anche vero, però io credo anche che sia questione pure di impostazione interna, a qualsiasi età, ci sono anche persone molto adulte che non si impegnano…
i miei genitori a 20 anni avevano già l’impostazione che si diceva, anche se certamente hanno avuto i loro assestamenti… stanno insieme da quando avevano 16 anni e io so di alcune loro baruffe di allora perché me le hanno raccontate, come so di quelle dei miei nonni.
Raccontate sorridendo, ma per dire che la questione non sta nella perfezione, ma come dicevi giustamente tu, nella buona base più un costante lavoro nella voglia di conoscersi e incontrarsi.
Si potrebbe dire che le epoche erano diverse, ma io credo che c’entri fino ad un certo punto, anche se pochi giorni fa, ad esempio, leggevo un libro sulla dipendenza da internet, o non necessariamente dipendenza, ma fuga in, o utilizzo di internet per manifestare il sintomo (anche in modo inconscio) di un disagio.
Il discorso è complesso, ma brevemente: la persona dei nostri anni che si chiude in internet per manifestare disagio appunto si chiude, e quindi mentre magari manifesta in realtà bisogno di attenzione, perché ha l’impressione di non trovarla all’interno della coppia, chiude l’altro fuori. Lo dico perché è successo a due miei amici. Nonostante sia passata diversa acqua sotto i ponti da quando si sono lasciati io non sono del tutto certa (sanno loro, ovviamente, io sto zitta) che un giorno non potrebbero tornare insieme. Purtroppo nel momento acuto è mancato il dialogo. Prima perché lui non è stato in grado di affrontarlo, poi perché lei è andata ulteriormente in crisi entrando in internet, e quindi chiudendolo fuori. Mentre in realtà, probabilmente, il suo messaggio inconscio era: vieni a prendermi.
Lui disorientato dalla modalità di lei, non sapeva come entrare (ovviamente lei non faceva apposta, stava male), ma di fatto da fuori posso dire: lei stava nel virtuale (dove poi ha conosciuto un’altra persona) manifestando un sintomo, lui non riusciva ad affrontare la cosa in modo diretto, ma indiretto (cioè andando a vedere cosa stava facendo lei, e controllando le cronologie, e convincendosi che lei era lontana perché l’aveva persa). Può sembrare assurdo: non bastava che si dicessero in faccia le cose? Però erano arrivati oltre. No, non riuscivano a dirsi le cose, perché il malessere di entrambi era troppo alto. La storia è più complessa di così, ma il senso è: se non ci fosse stato internet lei
avrebbe manifestato in modo diverso il suo disagio e sarebbe stata più raggiungibile? in realtà lo aveva manifestato prima in altri 30 modi che lui non aveva colto o non era stato in grado di affrontare. Probabilmente lui aveva fatto la stessa cosa, e idem. Ora vivono in due città diverse…
E’ probabile però che quel discorso che facevi sul fatto della percezione della possibilità di trovare “di meglio” sia falsamente aumentata oggi anche da una serie di stimoli che un tempo non c’erano. Il mio, attenzione, non è un discorso moralista, ma proprio sociologico. di per sè, ciascuno di noi, quando è innamorato o interessato ad una persona la vede come speciale e quindi la questione non è mai uno vale l’altro o una vale l’altra. Però oggi esistono una serie di vie di fuga anestetizzanti maggiori rispetto a ieri. E’ chiaro che vivere la quotidianità è sempre più complesso che stare con qualcuno in superficie o nella fase del corteggiamento, anche puramente narcisistico. A volte la quotidianità è proprio troppo complessa, c’è qualcosa che non va, e quindi è il fuori che ti dimostra che stai vivendo una realtà realmente malata nel tuo privato, mentre magari ti ostini ad edulcorarla, però al contempo può accadere che le persone non affrontino invece questioni risolvibili fuggendo o anestetizzandosi in un mondo molto rapido, addirittura virtuale dove la socialità sembra un supermarket, dove i disagi interiori si incontrano con l’anestesia dell’illusione rapida e incorporea di un’empatia immediata che parlerebbe di cose come “lui/lei sì che mi capisce/mi conosce/con lei rido mentre ginapina mi critica”… ecc.
La mia storia io l’ho scritta due anni fa, quando sono entrata, poi non l’ho più fatto perché per il mio modo di essere portarla in questa maniera, osservare le cose, cercando di farlo in modo costruttivo, insieme agli altri, era più utile di entrare in circolo di pensieri ed emotività sbarellata anche qui. anche perché io cosa era successo e stava succedendo l’ho capito lungo il cammino. E più che i fatti contava e conta come li ho vissuti.
Ora non ho spazio, comunque: forse per il “modello” che ho vissuto in famiglia (non un modello… modello, ma quello che ho visto) per me è sempre stato più naturale pensare “risolviamo insieme”. Il discorso è che per risolvere insieme bisogna sempre essere in due, ed è questa la cosa che a volte non si riesce a considerare, ostinandosi. Ciò in generale.
Lunetta :-), mi sono innamorata.
Non so dove mi porterà questa storia, non so se è quella che si aspetta per tutta la vita o se tra qualche tempo sarò qui a piangere centinaia di post.
Ho mille aspettative e altrettante paure. Credo sia normale per chi ha visto i propri sogni andare in frantumi più di una volta….
Ciò che so è che oggi, 20 novembre 2010, viaggio su una nuvola….. …..e mi andava di dirtelo :-).
Spero che anche tu stia su una nuvola.
E spero che non cozzeremo l’una contro l’altra 😉
Baci.
In bocca al lupo, Lilly!!! Che bello leggere questa parole…goditi la tua nuvola, vivila tutta senza paura e con fiducia. Viviti l’ amore e la speranza. Sono doni preziosissimi! Ti abbraccio forte forte.
ANNA
Ciao a tutti, le cose non vanno per niente bene…ho avuto un ritardo di 2 settimane, avevo avvisato il mio ex ragazzo perchè in parte la cosa lo riguardava anche se ora esce con un’altra ragazza, penso di avervelo già detto ma meglio ripeterlo…non mi ha chiesto nemmeno una volta come stavo, mi aveva solo detto che avremmo affrontato la cosa insieme fino alla fine, di fare il test fai da te in attesa di una visita e di fargli sapere se c’erano novità…fatto il test non gli ho detto niente perchè speravo si interessasse, invece niente, Venerdì gli ho chiesto di vederci e gli ho fatto presente il suo comportamento, ha detto di non avermi chiesto come stavo perchè lo immaginava, e di non essersifatto sentire perchè pensava volessi fare la stronza e tenerlo sulle spine e quindi ha deciso di fare lo stronzo più di me. Mentre parlava mi ha guardata molto poco. Ha detto di rendersi conto di non conoscermi molto perchè quando eravamo insieme non siamo riusciti a fare tante cose insieme e ha ripetuto che nel nostro rapporto gli sono mancate molte cose. Tornando al suo comportamento di questi giorni se fossimo rimasti insieme,gli avevo detto all’inizio del ritardo, tra qualche anno un figlio con lui magari sarebbe stato bellissimo ma non ora non così e non dopo che mi ha lasciata. ma venerdì gli ho detto di essere felice che mi abbia lasciata altrimenti tra qualche anno l’avrei fatto io perchè ha dimostrato di essere immaturo, egocentrico ed egoista(mi ha risposto “io? dopo tutto quello che ho fatto mentre stavamo insieme!”) e che un domani non vorrò uno come lui come padre dei miei figli..ha guardato per terra e ha fatto cenno con la testa come per dire “va bane”, Sabato miracolosamente mi scrive chiedendomi se ci sono novità, ma ieri di nuovo niente…
Nel frattempo la storia con questa ragazza, amici mi hanno detto che sembrava ci fosse una crisi ma ieri lei ha detto che attenderà il passaggio della pioggia per l’arcobaleno…
intanto ieri ero a comprare dei regali e tutto il tempo ho pensato a lui, hoperfino guardato le cravatte che gli avrei regalato per natale, e mentre camminavo sentivo alla mano la mancanza del contatto con le sue dita, al negozio c’è un bar e dei divanetti dove andavamo sempre…l’ultima volta mi aveva abbracciata forte ed ero felice..ieri sono tornata a cadere nella voragine.
Stamattina la bella ntizia…NON SONO INCINTA!!!! ma il vuoto della sua assenza è talmente forte che perfino la mancata gravidanza non riesce a rallegrarmi più
LILLY: :)))))))))))))))))))))))))))))
che bello, e che dolce a scrivermelo 😀
ti pensavo :DDD
tanto contenta per te :DDDDDDD
sì, sì, sono d’accordo con ANNA 🙂
Io al momento non nuvolo, e mi prendo, ti dirò, anche godendomi la libertà di farlo, questa pausa di osservazione consapevole (come direbbe Giulio Giacobbe in “Come smettere di farsi le s mentali e godersi la vita”) e di rielaborazione, per stare bene sulla mia nuvola intanto 🙂
ho un po’ di cose pratiche da risolvere, non tutte dipendono da me e devo portare pazienza… però cerco di avere pazienza più zen 😉 anche per salute mia 🙂
SYDIA: è normale che tu ti senta anche così combattuta ora tra stati d’animo differenti.
L’ansia per il test almeno è calata… e forse questo ritardo, anche se purtroppo ti ha agitata, è stato anche utile a farti comunque un po’ di chiarezza dentro.
Il consiglio che banalmente ti darei è di non cercare con lui un confronto che in questo momento ti avvilisce, perché non ottieni le risposte che vorresti e quindi diventa soltanto frustrante.
E di non informarti su come va la storia con l’altra ragazza, anche se capisco che è normale che tu abbia la tentazione di farlo o di non dire “non voglio sapere” a chi ti porta o sembra portarti delle informazioni inerenti. Però rischi di cadere a piombo per una parola su un arcobaleno o di euforizzarti per una parola su una crisi o su una pioggia. E’ chiaro che per te è rilevante come stia andando la relazione con l’altra persona, perché questa è una cosa che ti fa male, però, come tu stessa ci scrivi, il fatto che vi siete lasciati è la realtà principale, e l’osservazione semmai di come lui si comporta rispetto a te, e ti fa sentire (o meglio, come ti senti tu rispetto al suo modo di essere), intendo dire non nel momento in cui pensi a lui stando da sola, sentendo la sua mancanza, ma nel momento in cui interagisci realmente con lui e, al di là dell’idealizzazione, il senso di mancanza, ecc, lo vedi per com’è. Al di là di com’è stato. Le sensazioni che vivi, al di là di quelle connesse al passato e al senso di abbandono, sono nel presente.
Purtroppo devi cercare di coltivare un po’ uno spazio per te, dove non tutto dipenda dal buono o cattivo tempo legato a lui. Lo so che non è facile, e avergli manifestato la tua rabbia e il tuo punto di vista ti sarà stato anche utile, anche a rielaborare il tuo sentire, però tanto più ti sconvolge avere a che fare con lui, tanto più dovresti cercare di prenderti invece cura di te.
@Lilly Che bellooooo!!!!!
Sapete anche io da qualche mese ho incontrato una persona speciale e sono felice, ma devo dire che, nonostante lui sia adorabile, ora che sento che sta diventando importante inizio ad avere un pò di paura … ma forse, considerato il mio pregresso, è normale!
Cmq sono felice!!!!!! 🙂
Anche dopo il più terribile dei temporali, esce sempre il sole.
KIKKA: :)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))
bacio grande.
Ciao Sydia, capisco benissimo come ti senti…la mia storia è finita 2 mesi
fà…ancora oggi fà male, mi chiedo perchè si arrivi a lasciarsi quando c’è stato
tanto amore.. vado indietro nella storia col pensiero e mi rendo conto che forse
tutto questo amore non c’era da parte sua, mi fa male, ma forse questo pensiero
mi aiuta a superare questa delusione.
Forse in passato quando lui prendeva delle decisioni affrettate, tipo la convivenza
o l’acquisto della sua casa o un prossimo matrimonio…avrei dovuto aprire gli
occhi e capire che le cose cominciavano a prendere una brutta piega e magari lì
per lì non ho voluto vedere la realtà che mi faceva soffrire: lui non mi teneva in
considerazione per le scelte importanti…ma mi attaccavo solo ai momenti di
dolcezza che forse falsamente riusciva a farmi vivere…a volte gli uomini riescono
a farti credere delle cose pazzesche…attori nati!
Io ti dico, ringrazia di non essere incinta, perchè sarebbe stato tremendo avere un
figlio con qualcuno che non era veramente innamorato…anche io ringrazio per
questo, non c’è niente di più brutto che crescere un figlio da sole.
Sono sicura che quello giusto arriverà per te e per tutte noi…come è successo a
Lilly!
Luna, sono d’accordo con quello che hai scritto!
Speriamo che questa nuvola rosa arrivi presto!
http://www.youtube.com/watch?v=DVY-7H4gFNQ
http://www.youtube.com/watch?v=GE1MSeBSl_U
http://www.youtube.com/v/-RQMhVO_IyA
http://www.youtube.com/v/38doCzvyZpI
Ciao a tutte, Lilly che bella la tua nuvola rosa!
Luna e tutte voi ho bisogno di un vostro consiglio.
E’ tornato… dopo un anno è tornato dicendo che doveva parlarmi, che dovevamo
incontrarci che era importante. Io ho avuto la forza di dirgli che non volevo vederlo né
sentire ciò che aveva da dirmi. Da quella telefonata è passato più di un mese ed io mi
sono arrovellata il cervello… Gli ho detto di no perché non se lo meritava (gli ho già
dato troppe opportunità), perché dalla voce ho capito che ancora era in stato
confusionale ed io di ricominciare come l’anno scorso non ho più forza. Gli ho detto di
no perché in quest’anno ho fatto un lungo elenco di tutte le cose che non andavano e mi
sono resa conto che superavano di gran lunga quelle positive. Quando mi ripeto queste
cose so di aver fatto la scelta giusta.
Ma poi mi dico che forse dovrei ascoltare quello che ha da dire, che con questa persona
c’ho passato 11 anni della mia vita e volevo un figlio da lui. In più la solitudine, gli anni
che passano, il desiderio di avere qualcuno da amare. Penso all’amica di mia madre,
quella con cui ogni tanto va in vacanza, divorziata e senza figli. Quando arrivano a
destinazione una chiama la sua famiglia (per quanto imperfetta possa essere) e l’altra chi
chiama? a chi dice “sono arrivata tutto bene!” a chi dice “arrivo tardi non aspettatemi a
cena”, a nessuno perché non c’è nessuno che l’aspetta!
Luna, ragazze aiutatemi! Se lo chiamo ho paura di ricadere nel baratro e ricominciare
tutto da capo, ho paura che non mi dirà ciò che vorrei sentirmi dire e lo sforzo di
quest’anno di non aver avuto con lui alcun tipo di contatto sarebbe stato vano. Dall’altra
ho paura di perdere l’ultimo treno per poter realizzare il mio sogno di famiglia…
Sono uno dei tanti lasciati, anche la mia storia come molti fini’ da un giorno all’ altro in un venerdi di ormai diversi mesi fa.
L’ epilogo comune a tutti : incredulità, speranza…mistero e poi la reale motivazione. Un altro.
Ho sempre pensato nella vita che bisogna uscirsene da ogni situazione, specie quelle ostiche per l’ appunto, con dignità con il consenso di se stessi : da uomini. Incassare, portare a casa e non calare mai la testa.
Non l’ ho mai pregata per un ritorno, non ho fatto di più di monitorare la situazione, di capire, di dire la mia, senza esagerare con rispetto : quello di me stesso.
Tutto questo fino a quando non sono giunto alla verità, che ha definitavamente ammazzato il dolore e rassegnato ogni piccola speranza…non di un suo ritorno ma di aver avuto al fianco una persona leale e sincera.
Mi ha fatto buttare il sangue, m’ ha umiliato con le sue bugie, con i suoi “fatti”, con il suo squallido modo d’ essere, specie quando li ho visti insieme…è stato un attacco mortale alla mia persona, rimasi fermo, impassibile….e ancora oggi mi chiedo con quale forza sono rimasto in piedi. Forse è solo l’ incredibile forza che ho dentro, il coraggio, il mio essere uomo in un mondo di bestie.
Questo e tante altre belle cose avrebbero potuto abbattere un animo debole, ma non il mio che ha sofferto ma che ha mantenuto la dignità.
Pensare che ero uno dei tanti “sei tutto per me”, il più bello, il più dolce, il migliore….pensare che per me aveva smosso mezzo mondo pur di conoscermi, quando riusci a conquistarmi in un periodo di vita in cui avevo tantissime scelte a disposizione …quasi la fila.
Lei cosi’ piccola, cosi “umile” al tempo, non si sentiva all’ altezza per me…ma io da ex-cattivo, ho scoperto in me un animo buono e gentile…ottimo per diventare preda degli avvoltoi della vita.
Non l’ ho mai messa sul piano fisico, non ho mai fatto raffronti di bellezza, mai giocato, mai niente…l’ ho amata solo con tutto me stesso….e di questo mio modo d’ essere ne vado fiero. Non m’ ero mai innamorato prima di lei, solo storielle di poco conto.
Non meritavo questa sorte… inutile dire che la mia reazione alla sofferenza è stata strana ma anche per molti versi ovvia. Ho pianto, poco ma quando l’ ho fatto quelle lacrime erano come sangue, ho preso a calci e pugni di tutto, ho bevuto, mi sono allenato da massacrarmi….poi ho smesso tutto questo. …segue
Poi paradossalmente ho smesso di fare tutto questo. Ho smesso di allenarmi…a calcio e in palestra e per me fanatico del fisico … ho smesso di lavorare rifiutando di proseguire un contratto da stagista (sono neo-laureato). Mi sono chiuso in me stesso, con pochi amici e poco entusiasmo.
Oggi a distanza di mesi ho ripreso a vivere, anche se sento che la vita è cambiata e io sono cambiato. Gli eventi mi hanno scosso e il fatto che li abbia combattuti e forse vinti, mi ha causato uno spreco di energie mentali e fisiche non indifferente.
Chiaro che io lei non l’ ho cercata più, non mi interessa…anche se nel mio animo non riesco ancora a realizzare il tutto, mi sembra paradossale che la persona che mi voleva per sempre al suo fianco…non dico mi ha lasciato (perchè succede, e non c’è astio per questo) ma mi ha mentito, umiliato e deriso.
E’ tornata da me…o meglio c’ ha provato più di una volta. Logico che le abbia sbattuto la porta in faccia. L’ ho bloccata e resettata da ogni piattaforma mentale, fisica, cybernetica….ormai già da tempo. L’ ho fatto per preservarmi, ma non mi fa paura.
Sono però contento di essere stato quel che sono stato, di non aver strisciato, di non aver elemosinato nulla. Ho beccato la persona sbagliata e questo mi è costato più di 3 anni di vita, molti investimenti mentali, e un cuore che oggi rimane rotto perchè spaccato in 2.
Non basta essere bei ragazzi per raggirare queste arpie che popolano la terra…perchè se al tuo giro ne becchi una …tranquillo che ci vai sistematicamente sotto.
A livello umano sono cresciuto molto, ho preso contatto con la realtà per quella che è, ho imparato a resistere in balia della sofferenza. Sono peggiorato però nei rapporti umani, per troppo tempo e ancora oggi rimango prevenuto verso le donne…ma in 6 casi su 10 le persone oggi giorno sono tutte marce. E’ la verità. Non è pessimismo.
Sto al giorno zero della mia nuova vita, ho perso tutto e posso solo risalire. Non mi manca niente…e alla fine non ho perso niente di cosi’ importante, era tutto un bluff.
Ai ragazzi che soffrono dico di non sbattersi troppo la testa…se una persona vi ama non può fare a meno di voi, e se si sbaglia dopo 5-6 gg torna da voi, non pensateci troppo è cosi. Dovete trovare una persona che è disposta a tanto per voi, e non che sia li’ con voi quando sei grande e tutti ti vogliono e poi una volta che vi ha avuto sparisce e ti gettta come la peggior bestia.
Non smettete di lottare.
Leggenda.
Silvy: lo so… estremamente facile e banale dirti che devi fare quello che senti…
In quello che hai scritto io leggo questo, ma io, proviamo comunque a rileggerlo insieme… (anche se i pensieri e le sensazioni possono cambiare, e ovviamente non le sto fotografando…)
hai detto inizialmente di avergli detto no perché non si meritava un sì, e questo di per sè potrebbe essere qualcosa che suona come una presa di posizione… nel senso che: voglio, ma non lo faccio per farti dispetto a costo di andare contro di me, è diverso da non voglio, perché la mia sensazione è questa, che IO non ho voglia di darti un’altra possibilità, perché sento che per me è giusto così…
perché so, da degli elementi che ho avuto modo di considerare lucidamente, che non sei la persona per me e dunque mi proteggo o non me la sento…
non so si riesco a spiegarmi…
di per sè una persona potrebbe dirti: ascolta quello che ha da dire e quindi valuta, in base al tuo sentire e ai tuoi bisogni e al tuo percorso cosa farne delle carte che un’altra persona vuole mettere sul tavolo… piuttosto che macinarti nel domandarti cosa vorrebbe dire e quindi congetturare senza sapere cosa siano quelle carte…
in teoria la cosa assertiva è ascoltare e poi decidere…
però è pure vero che se il tuo istinto ti ha detto di non farlo e di proteggerti ci sarà pure un motivo, legato a quello che tu sai di lui, di voi, di te, della tua esperienza e dei tuoi stati d’animo e delle tue risposte rispetto le sue modalità ecc…
e allora il punto non è tanto, intanto, cosa lui potrebbe dire, ma come ti senti tu.
la cosa che mi colpisce, però, è quanto ricorre in quello che tu scrivi il concetto dell’ultimo treno… e forse è questo un concetto a cui devi stare attenta, guardarlo bene dentro di te…
perché se decidi di aprire la porta a LUI in quanto tale perché valuti di voler ascoltare cosa LUI ha da dirti, perché pensi che ci sia un margine che riguarda VOI DUE dopo le rielaborazioni che hai fatto anche sulla vostra esperienza passata, la vostra compatibilità ecc mi sa che è un conto, se lui invece diventa SIMBOLICAMENTE l’ultimo treno, e non importa se quel treno pensi già possa deragliare, o non ti interessa davvero salire su un treno con LUI, e sai già che su quel treno ti viene il mal di treno, ma quello che ti “frega” è il fatto che ti manca il concetto duale e ti autolimiti dicendoti che resterai sola se non sali su un treno adesso, qualunque esso sia, è diverso… perché una persona non è
un simbolo di un desiderio, è quella che è… e non è detto che pure se vuoi travestirla da ciò che sopperisce una sensazione di mancanza può portare veramente quel vestito…
io non voglio essere ipocrita, e quindi ti dico per me: io sono in una fase in cui assolutamente ascolterei cosa lui ha da dirmi e sto cercando di farlo. Perché per me è importante vedere quali sono le carte in tavola e valutare. Però non sono disposta neanche a sentire cose nebulose, o a basare tutta la mia vita su quelle carte. Io le mie basi voglio metterle lo stesso, perché ciò che voglio dalla vita e da me lo so. Un anno fa non sono stata in grado di ascoltare una sua, pare, presa di coscienza. In realtà lui ne aveva avute già altre due, che erano state solo fumo. anche perché forse io ero stata troppo pronta ad accoglierle, e quindi se c’era davvero in lui una voglia di mettersi in discussione su cose profonde il fatto che io sia stata troppo accondiscendente l’ha fatto accomodarsi su delle modalità sbagliate. Poi c’è stato ancora un anno in cui lui ha tirato troppo la corda in un anno veramente sbagliato, in cui io avevo troppo dolore di per sè, e quando è venuto a dirmi che aveva… visto la luce io non sono stata assolutamente in grado di ascoltarlo. E ti posso dire che se guardo indietro mi sembra naturale che sia stato così. Tuttavia oggi, ma con la testa e le sensazioni di oggi che mi derivano anche dal percorso di questo ultimo anno, io mi dico: avrei voluto essere in grado di ascoltare, e di valutare, e se fosse stato solo fumo di dire, in seguito, no grazie. Però mi rendo conto anche che, se non sono stata in grado di farlo allora, era perché NON ERO ASSOLUTAMENTE IN GRADO DI REGGERE ALTRO FUMO. Mi avrebbe DISTRUTTA. E il fatto che io avessi questo istinto di protezione, seppure manifestato in modo troppo confuso per me, derivava dalla mia esperienza che mi portava a non avere fiducia. Quindi rimango dell’avviso che lui avrebbe dovuto sforzarsi di più per buttare giù il mio muro, se fosse stato davvero così determinato. In realtà lui lo ha fatto in maniera assolutamente “disfunzionale” e aggressiva, che per me era insostenibile, e io da parte mia anche però non ero “centrata”, e quindi le mie modalità non riuscivano a stare dietro al mio istinto, che pure mi mandava messaggi corretti.Oggi io cerco di non fare lo stesso errore.Di centrare bene me,ascoltando le mie emozioni, paure “reali” e false perché solo “futuribili”, desideri,e osservare le carte in tavola obiettiv
Leggenda, bene cosi’ ! E storia molto toccante.
Silvy: sono stato come te, e a meno che non hai 40 anni ti assicuro che hai ancora tutto il modo di metter su casa e famiglia con uno che abbia meno seghe mentali. Anche io sono stato lasciato dopo tanti anni, ma mi sono protetto con il NoContact e grazie a Dio sono rinato con la donna giusta, e adesso sono anche papa’ di un bellissimo porcellino. Chi non ti ama non ti merita ! Butta tutte le cianfrusaglie che ti ricordano di lui, No Contact e rifatti una vita !
Buongiorno cuoricini tempestosi… ciao dolcissima Luna. solo un passaggio veloce per salutarvi.
un sorriso a tutti voi. Che il tempo vi sia d’aiuto…
BACI
Luna: grazie, quando ho bisogno ci sei sempre e centri sempre il nocciolo della
questione. Proprio come è successo a te ora so di non aver ancora raggiunto un
equilibrio e ho paura che le sue parole potrebbero destabilizzarmi ulteriormente,
innescando di nuovo quella spirale di attese, speranze, illusioni, delusioni che ho vissuto
all’inizio della nostra separazione. Gli ho detto di no per proteggermi… Ho paura che le
sue parole possano essere di nuovo confuse e che non siano chiare e risolutive dei suoi
sentimenti e delle decisioni che lui dovrebbe aver maturato in quest’anno di separazione.
Avrei voluto che, dopo un anno di quasi totale silenzio, fosse tornato con impeto, con
decisione con determinazione a buttare giù quel famoso muro di paure e sfiducia che
inevitabilmente si è creato intorno a me dopo tanto dolore. Un atto del genere compiuto
da lui che è sempre stato misurato in ogni suo gesto, avrebbe avuto un significato tale
da spingermi probabilmente ad accettare un incontro per parlare, sarebbe stato un
segnale forte di un cambiamento a cui sarei stata diciamo “aperta” a un dialogo. Invece
dalla sua voce ho percepito di nuovo incertezza, nessun cambiamento, nessun segnale
forte. Da un lato vorrei sentire quello che ha da dire, è stata una storia troppo lunga e
importante ed ora non mi riesco a immaginare con nessun uomo accanto, in realtà forse
neanche più vicina a lui … dall’altro vorrei salvaguardarmi. Lo so che il discorso
dell’ultimo treno è sbagliato, che non mi dovrei lasciar condizionare, ma nell’ammasso di
pensieri che mi turbinano nel cervello ci stanno anche queste paure… La nostra storia
negli ultimi anni faceva parecchio acqua, ed io di ricominciare da là non me la sento,
vorrei ricostruire perché in questo periodo ho anche riconosciuto i miei sbagli, i miei
errori ed ora sono pronta ad affrontare diversamente un rapporto. Ma lui dovrebbe aver
fatto un percorso analogo al mio e io non so se c’è riuscito. Luna mi capisci?
colam’s ho 35 anni… Sono stata un anno senza vederlo e sentirlo. Nocontact totale, ma
non sono riuscita a trovare un’altra persona con cui ripartire e da sola evidentemente
non mi basto… oppure non l’ho ancora del tutto archiviato. Ed è stato proprio l’anno di
silenzio a farmi indugiare se dargli o no un’altra possibilità per la serie “sei stato da solo
hai riflettuto ed ora hai fatto chiarezza e sai cosa vuoi”, ma ho paura che non sia così,
ma che siano solo altre “seghe mentali” come dici tu…
Grazie
Ciao Silvy,
secondo me hai fatto bene, sei stata molto forte!…se la tua lista dei “non fa per me” era più lunga vuol dire che
dentro di te sai che lui non era l’uomo per te…e sai bene che non vuoi neanche sentire quello che ha da dirti, perchè
sai che ti farebbe soffrire di nuovo…e dopo un anno di lavoro su di te per dimenticarlo, ora incontrarlo vorrebbe dire
aver perso tempo e ripiombare nella depressione!secondo me non devi aver paura di quello che sarà il tuo futuro…non
so perchè noi donne abbiamo questa paura folle di rimanere zitelle…e quindi ci riprendiamo i nostri ex…che tanto ci
hanno fatto soffrire…e continuiamo a sbattere la testa al muro, sapendo che quella persona non cambierà mai!e come
ci ha fatto del male in passato lo potrebbe rifare di nuovo…
Io penso che costruirsi una famiglia, viene dopo che hai conosciuto la persona giusta, con cui si fanno progetti futuri
di figli e d’amore…ma non si può partire dal fatto che noi vogliamo la famiglia a tutti i costi…e quindi ci
accontentiamo di uno che ci ha fatto già soffrire!
Ciao Leggenda, è tremendo essere innamorati e scoprire che l’altra persona per la quale abbiamo fatto follie
all’improvviso cambia…non è più lei, si trasforma in un mostro….anche io sono rimasta a bocca aperta quando il mio
ragazzo con il quale convivevo…mi ha detto “é finita!” con una freddezza assurda,fa male dover rinunciare a quella
felicità a quelle abitudini…
Più passa il tempo e più faccio un’analisi attenta di quello che è successo, ricostruisco i fatti, e capisco piano piano
che forse non c’era tutto questo amore, per i suoi gesti egoistici, per il modo in cui decideva tutto lui, non c’era
rispetto per quello che è il mio modo di vivere, ma c’era solo lui ed il suo modo di vivere…ha cercato di annientare la
mia personalità, rendendomi fragile e succube, l’opposto di ciò che sono! Io sono una persona che in amore, come in
amicizia da il massimo, tu dici che c’è molta gente marcia…verissimo…falsa soprattutto, che gioca con le debolezze
altrui e ti rende schiavo senza che tu te ne renda conto…e quando sono sicuri di questo…ti lasciano…ma ti dico che è
un processo lungo lasciare…ci vogliono mesi…piccoli gesti o fatti che noi non notiamo o forse non vogliamo
vedere…perchè siamo innamorati e non riusciamo a vedere altro!
Luna, sono d’accordo con te sulla metafora del treno, se Silvy dentro di se ha
detto istintivamente “no grazie”, non ti vogli neanche vedere…vuol dire che dentro
di lei sa che quel ragazzo non và bene per lei, è stata scottata già una volta, ma
la tentazione è forte a guardare e a toccare il fuoco anche sapendo che si può
bruciare!
sappiamo tutti che il più delle volte, quando ci si rivede con gli ex o si litiga per
motivi passati e si fa sesso o si fa sesso e poi si riinfaccia tutto quello che è
successo in passato, sappiamo tutti che questo a lungo andare può portare a non
capirsi, perchè già non ci si capiva, quindi perchè ostinarsi su qualcuno che già
non andava bene per noi?anche se ritorna, con le migliori delle intenzioni (può
anche essere che questa persona sia quella che sposeremo), ma che fiducia ci può
essere sapendo che è stato con altre donne mentre non era con noi?…ecco che
tornano le insicurezze, ed ecco che esce l’interrogatorio…era meglio di me?
oppure si è allontanato dai noi per altri motivi, si è fatto un pezzo di vita senza di
noi e all’improvviso torna…e ritorna la sensazione di abbandono,non c’eri quando
avevo bisogno di te, al mio compleanno non c’eri…!
Penso che due persone o si trovano subito perchè si amano, si stimano, si
rispettano così come sono o con il passare del tempo capiscono che non sono
fatti per stare insieme…se è così, lo sarà sempre, perchè il carattere sarà sempre
lo stesso, si si può crescere e capire i propri sbagli, ma resta sempre la stessa
persona!
Io mi sento con un mio ex, ci siamo lasciati 4 anni fa, ho sofferto come un cane,
per la distanza che ci ha allontanati, abbiamo cercato di far funzionare la cosa 2
volte, ma alla fine abbiamo visto che non andava, ogni volta durava sempre di
meno, perchè riaffioravano le cose passate…”ma tu hai fatto così” “non mi hai
rispettata”…etc…ora che è passato tutto questo tempo, strano a dirsi, ma siamo
diventati amici, è rimasto l’affetto, quando mi sono lasciata recentemente, l’ho
sentito spesso al telefono, mi è stato vicino (anche lui ha avuto un’esperienza
triste d’amore e questo ci ha avvicinato), fà piacere che una persona che ti ha
amata in passato ti stia vicina e ti mandi regali per il tuo compleanno…ma sono
sicura che non ci tornerei mai con lui, perchè lo conosco e so che il suo modo di
essere non è compatibile al mio…quindi perchè provare?
ciao sono nuova, bellina questa canzone, la conoscete?
http://www.youtube.com/watch?v=X-d0KXB_yQ4
Grazie Pantarei anche per la tua risposta. State dicendo tutte delle cose sagge e sensate. E’
vero che rivedendosi si rischia di vomitarsi addosso vecchie recriminazioni, che il carattere
non cambia e che è difficile ricominciare sapendo di aver dovuto affrontare un pezzo di vita
senza l’altro… Ma comunque dei dubbi mi vengono. Forse tutto ciò è complicato da fattori
esterni… salute, lavoro e mi sembra ora di non avere più niente di bello, sicuro e duraturo
nella mia esistenza, il classico nido caldo dove rifugiarsi quando il mondo ti prende a calci
in c… Poi però in realtà a calci in c mi ci ha (metaforicamente) presa lui un anno fa… e
quindi? non lo so… non so cosa devo fare…
Grazie a tutti attendo ancora vostra considerazioni
Un abbraccio
Silvi: @Ma lui dovrebbe aver
fatto un percorso analogo al mio e io non so se c’è riuscito. Luna mi capisci?
ti capisco sì.
Io di anni ne ho quasi 37 e quindi sai anche che non ti parlo facendola facile magari perché ho un’età diversa dalla tua.
Capisco anche molti altri pensieri che ti fai, che sono appunto solo pensieri, idee anche “castranti” che esprimono delle paure dovute al trauma dell’abbandono ecc, ma che sono molto naturali in questo momento, in cui ancora, evidentemente, stai rielaborando un presente diverso da quello che avevi immaginato. E che ti fa quindi… dubitare, passami la parola, sul futuro…
io non sto assolutamente dicendo, non vorrei essere fraintesa, che una relazione più breve di 11 o 16 anni possa essere meno intensa, meno importante, meno devastante, quando finisce, che una relazione anche poco o molto più breve. I fattori in gioco, oltre ai sentimenti, centrali, sono tanti ed importanti, tra cui l’investimento di aspettative, l’esperienza di condivisione o il trauma di non averla trovata… dipende poi da come noi viviamo le esperienze, appunto con quale intensità, il significato che hanno per noi… più una relazione è stata complicata, poi, più ci ha messo in discussione in modo violento, spesso…
però se è difficile per chiunque ricostruire/costruire la propria identità di single al termine di una relazione importante, forse (mi permetto di dire forse) chi si è “fidanzato” in giovane età e ha percorso la sua formazione di individuo vivendo in coppia (pure se non era la prima esperienza), e quindi portandosi avanti in modo duale a lungo, può sentirsi ancora più impreparato alla… singletudine, anche solo temporanea… tanto più se il suo dubbio non è tanto “resterò zitella/zitello perché nessuno mi si piglia” ma “resterò zitella/zitello perché dubito io di poter innamorarmi ancora”.
Per me ti dico che sono disorientata un po’ dal fatto che mi sembra che il mio percorso sia stato al contrario… cioè, dai 20anni in poi ho avuto una storia importante, vissuta seriamente con spontaneità, che io avrei tranquillamente proseguito fino alla vecchiaia, senza rimpianti di non aver vissuto diversamente quelle età… a 36 anni mi ritrovo a mettere su casa da sola. Come ho già avuto modo di dire non sono una che pensava al matrimonio nè ad avere figli per forza, e dalla tenera età, e quindi anche ora non è che il mio problema centrale sia “resterò zitella/non avrò figli” o che io non sappia stare da sola… ma ho vissuto il mio
percorso personale, con il mio ottismo, e anche il mio spazio (sano) di individualità, ma lui era incluso, in maniera molto spontanea e naturale, in una direzione… o semplicemente per me io e lui eravamo una famiglia. Così sono disorientata, perché so anche che, pur essendo io una persona che amava stare in coppia, e che guardava il mondo dei sentimenti in un certo modo, non era scontato che io stessi 20 anni o una vita intera con una persona, seppure avevo preso seriamente le mie relazioni, anche quelle precedenti, con un’impostazione a due anche piuttosto spontaneamente matura per ciò che riguardava l’essere/pensare in due. Io, vedi, Silvy, sono uno spirito libero, lo sono sempre stata, nel migliore senso del termine, credo. Eppure ciò non cozzava con il fatto di amare una persona e di costruire una vita insieme. Perché il mio spirito libero, sin da bambina, non riguardava il fatto di poter farmi i c.... miei, come si suol dire, e forse neanche te lo so spiegare bene… ma comunque sia con lui mi veniva naturale pensare di dividere la vita, e di costruire… oggi non penso che avrei potuto fare cose diverse da quelle che ho fatto in passato se fossi stata libera perché ho dei rimpianti di non essere stata single a 20 anni, ma mi ritrovo single a 36 e, anche se domani o dopodomani potrei sicuramente farmi una famiglia, è il disorientamento di oggi il problema, la mia identità uguale e insieme diversa, anche con le sue ferite da rielaborare. forse è così anche per te? Lilly una volta parlava di agorafobia dopo essere usciti da una storia travagliata. credo la sensazione a volte sia anche quella. La sensazione di uscire e viveve con un abito differente, cercando di ritrovare il proprio “corpo” che però sta sotto ed è il centro. e forse è così anche per te? Potrei anche non farmela una famiglia, certo, visto che non è che ti innamori trovando la persona sul postalmarket, e quindi una nuova scintilla così importante da farmi sentire come mi sentivo quando ero in un certo modo potrebbe non scattare mai. Ma non è il mai il centro. E’ ora. Ascoltarsi ora, e osservare la realtà.
@niente di bello, sicuro e duraturo
nella mia esistenza, nido caldo dove rifugiarsi quando il mondo ti prende a calci in c… Però a calci in c mi ha presa lui un anno fa… e quindi? Capisco anche ciò, e quanto! Io so pure che vivere “no nido” è stata esperienza in più. Ne avrei fatto a meno, ma ho imparato tanto, più che se fossi stata sempre nel nido. Lui lo capisce? E’ cresciuto?
Gina: ciao, no, non la conoscevo. Ha un qualcosa del primo Baglioni, d’altra parte gli anni sono quelli.
Luna, mi piacciano i tuoi commenti perchè ogni volta ci leggo concetti nuovi e sempre
molto azzeccati. E’ così vero che chi “cresce in due” poi quando si ritrova di colpo solo in
età matura fatica a ricostruirsi la sua identità da single… Sono stata sempre piuttosto
indipendente (anche quando ero in coppia) e il matrimonio o i figli non sono mai stati un
mio pensiero fisso… anzi. Però da qualche anno a questa parte le mie diciamo “esigenze”
stavano cambiando. Cercavo stabilità e serenità dalla persona con cui avrei condiviso
volentieri il resto della mia vita. Desideravo un figlio, è un bisogno che è cresciuto
spontaneamente… e che lui sin da subito non ha condiviso con me. Non rimpiango
niente delle mie scelte fatte (come dici tu la singletudine dei 20 anni!) perché si può
essere liberi (come dici tu non nel senso di farsi i caz.. propri) anche in due. Ma da un pò
di tempo mi sentivo matura e pronta per affrontare dei passi importanti con lui… Ho
sentito per la prima volta l’importanza della sicurezza affettiva che può darti una
famiglia e ho sentito il desiderio di costruirne una mia: e qui i nostri percorsi si sono
divisi. Ho traccheggiato per un bel pò pensando a sue normali paure che fra l’altro
manifestavano parecchi miei amici o fidanzati di amiche… il resto della storia la conosci.
Sicuramente l’essere stata catapultata fuori dal nido mi ha fatto diventare le spalle belle
larghe e di questo sono molto fiera. Ma sono convinta che non è pienamente vita senza
qualcuno da amare e che ti ami… quello che ho imparato dai miei errori, l’essere
diventata più autonoma sono cose che ora vorrei condividere con qualcuno che possa
capire…
Ragazzi, non so se vi ricordate di me, anche se penso Luna sì poichè le ho dato tanto da lavorare…Comunque volevo dirvi che continuo a leggere i vostri post e che mi sono molto immedesimata nei ultimi messaggi di Luna e Silvy e vi sono vicino… Per quanto mi riguarda, dopo 2 settimane ho partorito l’ULTIMA lettera da mandargli ma non ho ancora il coraggio di farlo. Baci a tutti