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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

14.073 commenti

Pagine: 1 163 164 165 166 167 282

  • 8201
    LUNA -

    in questo momento della vita avevi bisogno di sentire un legame lineare tra nel concetto “volere è potere”, “le difficoltà si possono superare”, “in due si supera tutto”, “se io metto in ordine determinati fattori le cose appunto possono filare in maniera più ordinata” o cose del genere, anche tipo “stavolta io ho fatto più che mai tutto per bene: perché quindi non ha funzionato?”.
    Ovviamente io faccio delle ipotesi, magari “cacao”, le lancio nel caso possano esserti utili.
    perché faccio queste ipotesi?
    perché ho l’impressione che tu non riesca ad arrenderti all’evidenza che come tu hai preso la cosa, per te, non è sbagliato, non hai funzionato male tu nel sentire cosa puoi desiderare tu in questo momento, o nel passare, in un modo che ha soddisfatto te per come hai funzionato, nel passare dall’astratto alla ricerca di informazioni ecc, ma che la persona dall’altra parte forse non è quella giusta (non sto dicendo che lui è universalmente sbagliato, sto dicendo che non collima ora con quello che desideri tu) o non lo è comunque in questo momento e che può accadere che noi facciamo le cose in una certa maniera ma che comunque dall’altra parte incontriamo un muro.
    La cosa che mi colpisce sai qual è? che è vero che voi non vi conoscevate. Non vi conoscevate perché vi conoscete comunque da poco, e perché comunque la conoscenza a distanza vi ha permesso di conoscervi lungo questo periodo sotto vari aspetti, in modo preponderante su alcuni rispetto a chi magari si conosce dal vivo e parla di meno perché vive, nella quotidianità, anche dei silenzi fatti di altre cose e di altri elementi, ma con un ritmo diverso forse proprio delle relazioni a distanza. E che è vero che la progettualità è stata antecedente ad una più profonda conoscenza. A me quindi da fuori (ma è ovvio che io non conosco la storia e l’intensità delle conoscenza) sorprende molto meno che a te, al di là del coinvolgimento emotivo che io ovviamente non sento, che ci possa essere questa differenza tra l’inizio con il botto e il confrontarsi con la realtà. Ove per realtà intendo dire anche lo scoprire lati di lui che non conoscevi.
    Se è di esserti lasciata andare all’inizio che ti rimproveri perché non provi a pensare che forse è quello di cui in quel momento avevi bisogno? e a smettere di sentirti quella fregata. Hai vissuto la cosa e hai osservato cosa non ti convince e piace lungo il percorso. Stai scegliendo anche tu. Stai scegliendo di no, con gli elementi che hai raccolto?

  • 8202
    fania -

    @Luna…che persona acuta e intelligente che sei..grazie, e’ vero dovrei lasciar perdere, ma sono sempre col telefono in mano sperando in una sua telefonata! E’ da aprile ormai che non lo frequento, lui magari mi chiama solo per fare tre chiacchiere ma il mio cuore vola…vorrei tornare da lui ma essere un giocattolo nelle mani di un uomo mi frena, io che nella vita da vent’anni sono padrona delle mie decisioni, in mano ad un uomo che in qualche modo riesce a manipolarmi, mi sento in balia delle onde ma mi manca terribilmente

  • 8203
    LUNA -

    TERESA: ciao 🙂
    che bella la cosa del corso di teatro 🙂 dico che bella perché a me piace, ma ovviamente degustibus. Magari con il tempo ti intripperà di più…
    uno sforzo di volontà, per stare nella vita, ci vuole, per arieggiare, anche gli stimoli, nei momenti down, e per non rischiare un’eccessiva chiusura, e un corso di teatro può essere anche un modo di socializzare oltre che di aprirsi un po’ di più su alcune proprie corde… però se hai bisogno di dormire forse non sarà anche il tuo corpo che lo chiede o la tua mente per riposare?

    In che senso non capisci i miei meccanismi di difesa? Scusa non ho capito bene cosa intendi. Se mi vuoi spiegare mi fa piacere 🙂
    Io citavo l’esempio della malattia di mio nonno, con la quale mi confronto ogni giorno, per scelta anche in maniera diretta (cioè vado a trovarlo… ci sono vari modi di affrontare cose come queste e ognuno giustamente cerca/trova il suo, non è che ci sia un modo migliore o peggiore in assoluto, questo è il mio, sul quale sto in equilibrio io o cerco di starci) perché per me è un esempio di come i nostri meccanismi di difesa ci permettono anche di sostenere lo stress, soprattutto sul lungo termine, e il dolore, oltre ad essere dolore, è anche uno stress emotivo. Però quando parlavo di emozioni buone e cattive, al di là di una selezione, ne parlavo anche per dire come, appunto, la nostra emotività è più… variegata, e rispondevo in tal senso a chi, semplificando il concetto, diceva che non sa se quando prova delle emozioni positive in un contesto di emozioni preponderanti negative, può credere in quelle emozioni positive.
    Io non dicevo di non affrontare le proprie paure.
    Che però, secondo me, ora dico in generale, vanno affrontate andando loro incontro in un certo modo, positivo, costruttivo e anche ascoltando bene come sia possibile alzare il proprio limite, magari di una tacca in più per volta o se sia effettivamente meglio, in taluni casi, fare dei passi più “eclatanti” o addirittura accettarle e basta. Peraltro possiamo anche avere delle ansie che sono momentanee, legate a determinati periodi, a rielaborazioni da fare ecc, anche solo sintomi di stress, che sono uno scarico di emotività in circolo.
    La sensazione di sentirsi improvvisamente più soli, per esempio, avendo gli affetti lontani è umanissima e naturale.
    E’ giusto anche ascoltarla, prenderne atto.
    Le strade poi sono molteplici. Dall’imploderci dentro, a trovare il proprio modo per andare incontro a quella sensazione

  • 8204
    LUNA -

    (incontro, no contro) trovando una propria via, costruttiva, per aprirsi a nuove conoscenze etcc.
    Se per farsi violenza intendiamo il fatto che alle volte abbiamo bisogno di un surplus di forza di volontà per andarci incontro e no contro, per andare verso il nostro benessere e sentire ciò che è bene per noi invece di lasciarsi andare a stati d’animo come l’autocommiserazione e lo stare con le tapparelle giù ecc, allora ok, può darsi che sia un po’ farsi violenza, anche se il termine non è… stimolante. Se per farci violenza intendiamo farci effettivamente violenza facendo qualcosa che in realtà non è per noi,ma che secondo qualche schema dovrebbe essere giusto sulla carta allora è un’altra cosa…
    Io sulle mie insicurezze (chi non le ha?) lavoro, e le “analizzo” nel senso che dici tu. Un certo lavoro io l’ho già fatto a monte, è vero anche questo, che mi ha permesso di ascoltarmi meglio, forse, e di capire meglio, quando non vado in tilt (a chi non capita?) di pensieri anche negativi, o ho più paura, quali sono i pensieri in libera associazione negativa dovuti all’ansia, per esempio…
    Io ho imparato, per me (ognuno è a sè, e impara a conoscere le proprie risorse, le proprie paure, e non è mai finita, probabilmente, perché cambiano anche le situazioni contingenti) che quando entro in una certa modalità mi devo fermare, perché mi sto facendo solo male. Ciò non significa che io non possa anche lasciarmi andare a piangere come un vitello per 5 ore se lo scarico della mia emotività lo richiede. Io continuo, per varie ragioni, a dover stare sotto stress, anche stress che io mi toglierei all’istante, e quindi devo stare attenta a come gestisco lo stress.
    E le paure… Alcune sono contingenti, altre probabilmente fanno parte di me. Ci sono delle cose che ho fatto che altri avrebbero paura di fare, ci sono cose che altre persone fanno senza battere ciglio che io non farei mai. Ci sono alcune cose che pensavo che non avrei mai fatto che però avevo voglia di fare, e quindi ho provato ad alzare il mio limite, di altre non me ne può fregar di meno. Ci sono ansie che mi voglio togliere, perché mi rendo conto che anche se sto in equilibrio lo stesso, comunque un po’ mi limitano. Quindi potrei lavorare per togliermele, se è possibile. Sennò vuol dire che fanno parte di me, e me le terrò. Ci sono cose su cui ora non posso permettermi di tirare il motore, sento che è così…
    Ognuno si ascolta, Teresa, fa quel che può. Tanto più in un periodo di merda (il mio lo è).

  • 8205
    LUNA -

    FANIA: ciao 🙂
    sì capisco…
    Ma una pausa drastica (per te)? cioè cambiare numero di telefono in modo di sapere che non può chiamarti e quindi non stare in perenne attesa?
    Solo se ti aiuta a distanziarti un po’ e a liberarti un po’, chiaro, no se ti fa stare troppo male.

  • 8206
    elena -

    ciao LUNa e grazie,

    non volevo analizzare la situazione e lui, ma mi ci sono ritrovata a farlo porcazza zozza.
    Per ciò che ho studiato, la situazione analizzata favorisce una personalità borderline.
    Non posso descrivere qui, le situazioni vissute per privacy.
    Me ne stò tirando fuori, piano piano.
    Grazie per i tuoi consigli, sempre preziosi e che fanno riflettere.

  • 8207
    teresa -

    Grazie LUNA sei stata molto chiara..effettivamente a volte non accetto i miei limiti,i miei fallimenti non perdono me stessa è questo è un male poichè non mi permette di andare avanti.
    Oggi ho avuto la brillante idea di chiamarlo..era meglio che non lo facevo non mi ha proprio considerata. Forse è stato meglio cosi, poichè ho capito quanto sia superficiale ed egoista, ma come può una persona cancellare nove anni di storia? Non mi interessa neanche la risposta..è uno str…sono moloto arrabbaita ed il pensiero che un’altra abbia preso il mio posto non mi va proprio giù. Notte a domani..

  • 8208
    sun -

    Ciao a tutti…avevo scritto qualcosa dopo le ferie…poi non ci sono stati grossi cambiamenti…ho avuto qualche momento di crisi ma mi sono fatta forza anche leggendo le vostre storie ed i vostri commenti!!!
    In ferie ho conosciuto un ragazzo adorabile…lui è stato da queste parti la scorsa settimana a trovare degli amici e ci siamo visti…o meglio…mi ha fatto una sorpresa presentandosi direttamente a casa mia!!!
    Credo che cmq sia venuto qui soprattutto x rivedere me…
    Lui non si è sbilanciato troppo, io so i suoi sentimenti tramite altre persone…e anche lui cmq mi ha fatto capire che ci tiene veramente tanto a me…e io lo sento il bene immenso che mi vuole!
    So che vorrebbe davvero rendermi felice, è Uomo, sa corteggiare, è profondo, ha mille pregi, ha un lavoro davvero di prestigio e coraggio…non mi prende molto fisicamente, non voglio passare x superficiale ma sento che manca la “scintilla”…
    Cmq non escludo niente…gli voglio bene e ce lo siamo detti pochissimi giorni fa, quando è ripartito…
    Non so che succederà, vorrei tanto xò che il Signore mi facesse la grazia di farmi innamorare di una persona del genere, non saprei come ringraziarlo!!!
    Stasera intanto si è rifatto vivo “lui”…prima di partire x le ferie, ad agosto, gli avevo scritto una mail dicendogli che l’unica soluzione era non sentirsi più… lui si è fatto risentire ora, si è scusato, ha detto un sacco di cose, ma soprattutto ha parlato di sé, delle sue decisioni, delle ultime cose che gli sono capitate… Non gli rispondo, voglio avere la FORZA di non farlo!
    Ho visto la sua mail…me lo sentivo, avevo questa sensazione che qualcosa avrebbe fatto…ho visto il suo nome, ho iniziato a tremare come una foglia e a piangere ancor prima di leggerla…
    Conclude dicendo che mi vuole bene…io il suo bene in questi due mesi non l’ho sentito e ho dubitato che me ne avesse mai voluto…in ogni caso non mi ama e io non voglio fare la sua amica…ma non fare niente mi fa male…ma è l’unica cosa che devo fare se voglio uscirne.
    Non ne va mai una dritta, se mi fossi innamorata di quel ragazzo siciliano avrei risolto il 99% dei miei problemi…invece niente…non c’è verso e io sono qui a piangere da sola, invasa dalla mia solitudine, sofferente x un passato che non dimentico e terrorizzata da un futuro di solitudine…

    PS: ho scritto di getto senza rileggere, sfogandomi… perdonatemi gli errori

  • 8209
    LUNA -

    SUN: ovviamente chi se ne strafrega degli errori se pure ci fossero.
    Qua si scrive di pancia, mica per fare un tema :DDDDDDDDD

    Sono contenta per il tuo incontro di affinità con questo ragazzo.
    Te lo dico o non te lo dico?
    Te lo dico…
    Sun,

    @Non ne va mai una dritta, se mi fossi innamorata di quel ragazzo siciliano avrei risolto il 99% dei miei problemi…invece niente…non c’è verso e io sono qui a piangere da sola, invasa dalla mia solitudine, sofferente x un passato che non dimentico e terrorizzata da un futuro di solitudine…

    è chiaro, non raccontiamoci palle, che provare un nuovo amore è bellissimo ecc ecc, però lo sai anche tu che non è così che funziona, vero?
    Il 99% della questione sta dentro di te, non nel fatto che speri che un altro riesca a farti innamorare.
    Magari succederà, cerca di viverti con sincerità le sensazioni del presente, e non romperti le palle da sola dicendoti: uh, che guaio, sto ragazzo è una meraviglia ma io non riesco ad innamorarmi di lui e quindi risolvere la mia crisi…

    potresti non innamorarti del migliore dei partiti sulla piazza anche se tu non fossi in crisi. e non vorrebbe dire per forza che è perché sei ancora innamorata di un altro, ma anche solo che non sei innamorata del buon partito.
    e potresti stare meglio anche senza innamorarti e innamorarti nel momento in cui stai già meglio.
    potresti vivere le sensazioni belle e le situazioni e sentire e vedere in che direzione portano… via via.

    è ovvio che le sensazioni buone ci fanno bene ecc.
    ma nessuno ci impedisce di innamorarci, nessuno ci impedisce di farlo. non so come dire. mettiamo che la mia stanza sia in disordine e al buio, arriva una persona che mi conquista perché sta illuminando la stanza, il fatto che lui la illumini diventa superiore al fatto che la stanza sia in disordine. se con quella persona vivo un rapporto paritario, anche emotivo (non gli delego di illuminarmi) può essere che la stanza si rimetta a posto vivendo… ma se il centro della questione è che questa persona è venuta solo a illuminare il mio disordine, e gli delego la mia… salvezza emotiva, che succede se ad un certo punto se ne va, stacca la luce un’altra volta? che mi ritroverò nel disordine ad aspettare un’altra persone che porti la luce? e se invece provassi a considerare che lo stare bene con me è importante, indipendentemente che gli altri decidano di accendere gli spot o di spegnerli?

  • 8210
    LUNA -

    E’ naturale che se teniamo a qualcuno che ci sia o no, che ci ami o o, e la natura serena o meno del rapporto che viviamo con questa persona sia importante. Quello che dico è che non ci credo che basti l’amore, o il principe azzurro a risolvere tutti i nostri problemi,
    credo al fatto che una situazione positiva possa creare un maggior entusiasmo e serenità per vivere con più serenità e risorse tutta la nostra quotidianità, così come una situazione negativa invece ci porta via risorse, pace…
    però quando affidiamo tutta la nostra luce ad un’altra persona dobbiamo incrociare veramente le dita che non la tolga mai, perché altrimenti ci mettiamo in balìa del fatto che se una persona meravigliosa decide di cambiare registro o si rivela diversa dalla nostra idealizzazione siamo fottuti…
    Guarda che io non sto dicendo che non esistono delle belle persone, coerenti, positive, oneste, capaci di una progettualità a lungo termine ecc… quello che sto dicendo però è che siamo esseri umani che hanno a che fare con altri esseri umani, e che alle volte conoscendo le persone scopriamo via a via anche aspetti che non conoscevamo, che possono piacerci moltissimo, e avvicinarci, o poco o pochissimo…
    quindi il problema non sta nel decidere di restare da soli per non rischiare, nè di non credere al futuro, ma di ricordarsi sempre che non è poco romantico volersi bene, comunque, da soli o in compagnia, e imparare anche a volersi bene quando si è soli.
    L’interazione con gli altri può darci moltissimo.
    A più livelli.
    L’errore alle volte è saltare i livelli. Cioè, pensare che tra la solitudine e l’amore non ci siano altri livelli per cominciare a riaprirsi al mondo, alle emozioni, per imparare delle cose nuove, positive, su di sè.
    Sarà pure vero che io magari parlo così perché non penso assolutamente che sia l’arrivo di qualcuno che mi faccia innamorare che possa risolvere i miei problemi. E che semmai, rispetto ad una cosa del genere, in mezzo a tanti problemi, mi sento molto più serena ad avere l’istintiva capacità ora di non considerare nemmeno l’idea.
    Non nel senso che penso di farmi suora, ma che penso che non è una cosa al mio ordine del giorno. Boh.

  • 8211
    LUNA -

    PS: anch’io ho scritto di getto, e mi sono accorta ora di un errore, che correggo perché è di senso:

    ho scritto:
    @ma nessuno ci impedisce di innamorarci, nessuno ci impedisce di farlo. non so come dire.

    e volevo scrivere:
    @nessuno ci impedisce di innamorarci, nessuno ci COSTRINGE a farlo.

    Non possiamo guardare ad una situazione, presunta, IDEALE (l’ideale non esiste) con frustrazione perché non siamo capaci di afferrarla e basta.
    Se effettivamente ci sentiamo impediti da delle nostre crisi o dinamiche ad amare qualcuno pienamente, a lasciarci andare all’amore con fiducia, di nuovo, possiamo lavorare per tentare di liberarci di un limite che viviamo come tale alla nostra “pienezza” emozionale, o possiamo renderci conto che in quel momento abbiamo bisogno di altro, di stare… a riposo.
    Ma se non scatta qualcosa per una persona, pure presunta ideale che sia, forse vuol dire che razionalmente la consideriamo ideale, ma per qualcosa dentro di noi non è ciò che vogliamo davvero, sentiamo affine.
    Oggi un mio amico mi ha detto che tra tre possibilità di scelta di lavoro, tra le due possibilità che erano (metaforicamente) l’Inter, il Milan o una squadra della serie B ha scelto la terza opzione, d’istinto, per delle sue ragioni, che pure agli altri potrebbero sembrare insufficienti, perché le altre due opzioni in teoria, sarebbero potute essere IDEALI.
    Io lo vedo così entusiasta e sereno per la sua scelta che non mi verrebbe mai in mente di dirgli: ma sei fuori? dovevi scegliere l’INTER o il MILAN.
    Peraltro, conoscendolo, so che davvero la sua è stata una scelta di pancia e consapevole, non perché aveva paura di affrontare, per esempio, delle maggiori responsabilità o cose del genere.

    Se l’ideale come concetto non esiste, ideale può essere però ciò che sentiamo buono, realmente, per noi.
    La vita è dinamica, ed è fatta di scelte sul lungo termine, ma anche di scelte sul breve termine. Come dicevo a @ELENA, puoi scegliere che vale la pena di approfondire la conoscenza con una persona, puoi approfondire la conoscenza e vedere che non fa per te.
    L’importante è stare nel presente, mi sa, con le emozioni del presente, le sensazioni, buone o non buone, rispetto alla realtà.
    E’ ovvio che il mio non è un invito a dire: che me frega, oggi mi sposo e domani pianto il marito perché ho cambiato idea. Le grandi decisioni dovrebbero muoversi su piani emotivi di una certa portata, per cui non basta una brezza a far cadere tutto. Però, se mi sposo e mio marito si

  • 8212
    LUNA -

    si rivela un sadico, o mi ritrovo in una situazione che mi sta facendo venire un ulcera perforata, nonostante io sia ancora coerente con i miei sentimenti e la mia promessa fatta, forse oltre a ricordarmi cosa sono i principi e la coerenza e gli schemi in cui comunque mi riconosco, è anche un dato incontrovertibile che c’è qualcosa, nella situazione che vivo, che mi sta facendo venire un’ulcera. E che parta da me o dall’altra persona, o da quel che è, forse è il caso che mi fermo ad ascoltare i miei bruciori di stomaco.

    A volte prendere atto di provare dei sentimenti per qualcuno, ma che quel qualcuno non è la persona giusta, serve molto di più che negare i propri sentimenti o non riconoscere un desiderio che però è impossibile, e la frustrazione anche del desiderio impossibile.
    Forse, chissà, se riconosciamo il desiderio, la sua impossibilità concreta, la frustrazione, possiamo anche lasciare lo spazio ad un corso naturale delle cose per cui un nuovo desiderio può nascere.
    Il difficile a volte è avere pazienza, anche di accettare la frustrazione. Allora tutto sembra poter essere solo frustrazione.

    Mai più… nessuno mai… nessun luogo mai… niente più…

    Persino chi ha vissuto uno tsunami, sul niente ad un certo punto ha ricominciato a ricostruire.
    Chi vede travolta la sua identità alle volte deve ricominciare a ricostuirsi da un infinitesimale particolare per poi tornare al tutto.

    Poiché la vita è una sola è solo in quella che si può ricostruire. L’identità, luoghi, abitudini, relazioni.

    Ci si può riuscire o no, certo.
    Ma l’unica via rimane sana rimane comunque provarci.

    Come diceva, mi pare, Pascal:
    io credo in Dio. Se Dio esiste ho vinto la mia scommessa, se non esiste non ho perso niente. E comunque avrò vissuto sorretto dalla fede.
    Sostituendo Dio con io: se tento di ricostruirmi e ci riesco avrò vinto la mia scommessa, perché tornerò intero. Se non ci riesco ci avrò almeno provato. E una fede più positiva in me almeno mi avrà sorretto.
    Ho detto mi pare. Non so se era Pascal e non so se era proprio così. Però mi suonava bene così. Buona notte. Un bacio.

  • 8213
    sun -

    LUNA capisco benissimo le tue parole e so che anch’io ho sbagliato a spiegarmi !!! Io alla fine sono sola da anni, da anni non ho una storia normale, un compagno “vero” accanto, uno su cui potermi anche solo un minimo appoggiare!
    Nelle storie d’amore non ho mai avuto fortuna.
    Sono stata e lo sono tutt’ora, lunghissimi periodi da sola… spessissimo sono da sola nel vero senso della parola!
    Ho delle amiche ma non sono troppo attive, quindi spesso me ne vado in giro da sola, faccio anche dei piccoli viaggi, la solitudine non mi spaventa, so cavarmela bene da sola…anzi tante volte penso di essere così abituata a fare le cose senza nessuno, che avere qualcuno accanto mi “scombinerebbe” tutto!
    Ho detto di quel ragazzo, del fatto di innamorarmi di lui xché mi sta dimostrando tantissimo, mi sta dando tantissimo come amico e so che se potesse, se gli dessi la possibilità lui farebbe ancora molto di più x me!
    Nel periodo con lui (sempre da amico) è stato e lo è tuttora molto premuroso, affettuoso, di una gentilezza unica, mi fa sentire tanto importante, amata, coccolata…sono cose che inevitabilmente ad una donna fanno piacere, ancora di più se una ha il cuore spezzato e incerottato come il mio!
    Ecco…lui potrebbe veramente darmi tanto e questa cosa sarebbe quasi un che di “irreale” dopo dei periodi, troppi, a soffrire e stare male x chi invece non teneva davvero a me, ma anzi a quanto pare mi prendeva in giro…dopo la sofferenza e la solitudine (che cmq non mi è mai pesata xché ho sfruttato e sfrutto appieno tutti i momenti x me) un uomo così x me sarebbe una grande conquista!
    Farei davvero qualcosa di bello x me stessa…xché dopo tante batoste sentimentali sono davvero stanca, esausta di ritrovarmi ancora il cuore a pezzi!
    Poi x carità, magari mi ferirebbe anche lui, xò si vede che la partenza sarebbe diversa…vediamo se mai riuscirò ad aprirgli il cuore…forse dovrei permettergli e permettermi almeno questo…

  • 8214
    sun -

    intanto devo essere FORTE nel non rispondere niente a “lui”… che delusione tremenda, nonostante le incomprensioni degli ultimi periodi io ero davvero sicurissima del suo bene, magari non era amore ma che mi volesse bene, che ci tenesse alla mia serenità…invece niente…
    Dopo 2 mesi, dopo che gli avevo scritto una mail dicendogli di non sentirci più, dopo avergli detto che io non voglio essergli amica dato che i miei sentimenti sono ben altri, lui mi ha risposto.
    Mi ha lasciato davvero senza parole…un presuntuoso megalomane, “tronfio” a sapere che gli muoio dietro, si è messo a parlarmi di sé, ha fatto illazioni sulle mie emozioni, poi mi ha parlato di cose che sa benissimo che non voglio sapere (dicendo che in questi due mesi non si è innamorato di nessuna in particolare)!!
    Ha detto che si ricorda di me x l’ultima sera insieme e x il tempo che io gli ho “contribuito a far trascorrere da quando ci siamo conosciuti” … sono sconvolta!!!
    Alla fine sono diventata questo per lui???una che gli ha fatto trascorrere il tempo???
    Mi ha scritto poi di sé in stile amichevole e ha concluso chiedendomi come sto, come ho trascorso l’estate.
    Non ho parole, un mail in cui non traspare neanche una minima emozioni, parole fredde, “calcolate” x mantenere la distanza…lui che poi mi dice che mi vuole bene anche se non sembra ma sa che io lo so che me ne vuole…
    Una mail che non mi sembra neanche lontanamente scritta da lui…invece lui è anche questo.
    Sembra che non abbia capito NIENTE di quello che gli ho scritto ad agosto, niente!!!
    In tanti ci troviamo a chiedere come le persone possano mostrarsi tanto diverse…eppure è così, possono farlo eccome…non penso che siano l’uno o l’altro…penso che dentro abbiano entrambi i lati.
    Io sono rimasta malissimo, ieri notte ho pianto tanto e anche oggi.
    Non gli risponderò niente, vorrei avere la forza di scrivergli solo una riga “sparisci”, ma non ce la faccio ad essere così drastica e dura xché io a quel ragazzo di bene gliene ho voluto tanto e davvero.
    Su di lui invece riesco a dubitare su tantissime cose, ha rovinato anche il passato, anche i bei ricordi del nostro anno insieme.
    Forse tutto questo mi aiuterà davvero a mettere la parola FINE…anche xché se è davvero così non voglio averci più niente a che fare (e io proprio quello gli avevo chiesto x “guarire” dal mio mald’amore x lui). Opto x il silenzio, non farò niente, fa male, ma mi fa peggio continuare a parlarne con lui, niente serve più a niente ormai.

  • 8215
    LUNA -

    SUN: il mio era un discorso generale, a parte la partenza in particolare.
    @Non gli risponderò niente, vorrei avere la forza di scrivergli solo una riga “sparisci”, ma non ce la faccio ad essere così drastica e dura xché io a quel ragazzo di bene gliene ho voluto tanto e davvero.

    A me raramente è capitato di dire “sparisci” a qualcuno. Può essere anche un gesto doveroso e necessario in alcuni casi, e pure catartico, e necessario appunto per mettere un paletto chiaro e la parola fine…
    però in realtà è il nostro atteggiamento interno la cosa più importante. E’… da dentro che parte la protezione, la consapevolezza.
    Che tu non gli abbia risposto – tanto più se non te la sentivi e senti – mi pare un’ottima cosa, soprattutto se il tuo istinto in fondo ti dice che rispondendogli, oltre a farti male per ragioni sentimentali ed emotive, potresti dare vita ad un botta e risposta, o peggio un botta e non risposta, che potrebbe solo farti stare peggio.
    Il rischio è di scrivergli sperando che lui colga delle cose o dia determinate risposte che ti possano fare stare meglio, e nel caso di non riscontro da questo punto di vista stare invece sempre peggio.
    La cosa drastica è cancellare le sue email come arrivano, se veramente ti portano tanto scompenso.
    Però mi rendo conto che poi si può rimanere con il dubbio di non sapere cosa c’era scritto e stare male… però puoi anche rimandare la lettura di un’email, se ci riesci, o alzare le tue difese nel leggerle… ricordando che, per una serie di ragioni e stati d’animo, lui può essere, anche involontariamente, aggressivo o credere di dire cose che non feriscono mentre vanno a toccare dei tuoi punti deboli.
    Dici che gli hai chiesto di aiutarti a stare meglio rispetto a questa cosa, ma purtroppo è sempre da dentro di noi che parte il vero aiuto, anche se è vero che l’atteggiamento può fare la differenza.
    Poiché riconosci il fatto che lui non è in grado di avere un atteggiamento che ti aiuta effettivamente ancora di più è il caso che vivi questa cosa, che è il pensare per te e non più per noi (il che non significa non poter provare per lui affetto o stima se fosse ancora il caso) come una cosa tua, in cui TU devi trovare il modo per stare meglio e anche per proteggerti da atteggiamenti e parole che bene non ti fanno.

    Ho capito che hai capito 😉 quello su cui però mi sono spiegata male è questo: io non dicevo che non stai bene da sola, parlavo appunto di… disordine nella stanza, e non riguardo a te, ma come concett

  • 8216
    LUNA -

    generale… ove disordine può essere anche una fase, come la tua, di rielaborazione.

    Mi dici che sai stare da sola, e lo capisco. Mi dici anche che sei stata da sola pure avendo una relazione, se ho capito bene, che è molto peggio che stare effettivamente da soli. Posso dirti anche che conosco il meccanismo, perché essendo io una persona, come te, mi pare di capire, capace di una grande autonomia, e capace di sfruttare in modo positivo gli spazi di solitudine, penso di poter capire cosa intendi dire.
    può darsi anche – forse hai fatto un cenno a ciò- che tu ti senta come chi è così capace di vivere da sola anche stando insieme a qualcuno da non sapere più se è in grado di stare insieme effettivamente a qualcuno in modo “normale”? (passami il termine, che non mi piace, ma non me ne viene uno migliore).
    Qualcosa tipo: sono così abituata ad avere relazioni in cui di fatto mi sento comunque sola… non è ora di vivere una diversa dimensione affettiva?
    Allora, torniamo sempre lì, parte da dentro però il comprendere perché c’è stata una serialità nel non concedersi di aspirare ad una condivisione maggiore, anche se è vero che nella vita incontriamo chi incontriamo. Però è anche possibile rifiutare chi ci presenta/offre una visione della vita troppo lontana dai nostri desideri e bisogni, o accogliere chi invece sembra collimare di più, e poi lungo il cammino, certo, realizzare se ciò è vero, sempre ricordando quali sono i nostri desideri e bisogni.
    Questa cosa invece è molto meno automatica di quanto si pensi.
    Uno perché la vicinanza emotiva spaventa spesso più di quanto siamo consapevoli, pure se ne sentiamo il bisogno, ora dico in generale, e allora può accadere che, mentre pure cerchiamo una vicinanza e una maggiore condivisione con l’altro, finiamo con l’accogliere persone che invece, per svariate ragioni, ci permettono di mantenere una distanza. Che da un lato ci fa soffrire, ma dall’altro ci permette in realtà di coinvolgerci molto a livello interno, anche attraverso la sofferenza, ma non esterno. Ecco perché alcune persone, forse, si scelgono persone ruvide, o distanti. O accolgono persone dalla facile ubriacatura iniziale, come un’overdose di vicinanza, che poi si rivelano in realtà, sulla lunga distanza, dei fuochi di paglia. Discorso complesso però, e, ripeto, solo uno spunto, una riflessione generale. Non mi riferisco a te.
    Bacino

  • 8217
    teresa -

    CIao SUN, al mio ex gli sono totalmente indifferente (nonostante sia stato lui a comportarsi male, da premettere che l amore può finire ma ci sono modi e modi di dire le cose) quando ho cercato di parlargli cè stato un botta e non risposta da parte suo, ti dirò oggi mi ha inviato un sms chiedendomi delle cose burocratiche questo mi ha scombussolata un bel pò, però mi sono promessa di non innescare pù quel meccanismo ti dirò sto meglio..mi manca ma sò che è una trafila che si deve fare, mi hanno detto che poi passa con il tempo però..a pensare che lui stia con l’altra mi manda giù di testa, allora mi chiedo a che pro tentare di avere un dialogo con lui? Anche io ho paura della solitudine, non sò se faccio male ma cerco di stare da sola il meno possibile, questo comporta anche a sfuggire dalla realtà. ciao a tutte

  • 8218
    fania -

    Il sabato e la domenica sono i momenti peggiori, acci! Si sentono i buchi, i vuoti le mancanze! Aspetti qualcosa che sai che non arrivera’ed e’ triste

  • 8219
    sun -

    @LUNA mi dici…” finiamo con l’accogliere persone che invece, per svariate ragioni, ci permettono di mantenere una distanza. Che da un lato ci fa soffrire, ma dall’altro ci permette in realtà di coinvolgerci molto a livello interno, anche attraverso la sofferenza, ma non esterno” …

    hai colto il segno… Anche con quest’ultimo ragazzo la storia è andata avanti xché si era mantenuta una certa distanza tra me e lui…alla fine sembra davvero che io cerchi questo…x quanto sento di avere bisogno di amore, di qualcuno vicino mi rendo conto quasi di non essere neanche pronta o capace di vivere qualcosa del genere!!!
    Io in effetti sono sempre stata sola…anche nella mia storia più importante mi sentivo così, lui c’era fisicamente, ma non riusciva a darmi la vicinanza “morale” di cui avevo un bisogno estremo!
    E’ vero che forse nelle storie tendo a mantenere le distanze…che mi cerco situazioni dove non ci si può avvicinare più di tanto… pensa che l’amore più grande l’ho provato x un ragazzo che abita in Sardegna (io sono toscana)…ci siamo amati tanto ma anche qui c’era la distanza a non “farci avvicinare” troppo!!!
    Non lo so LUNA, sono tanto confusa su tutto…tante volte mi sono legata alle persone nel momento in cui le perdevo…durante la storia faccio la “spavalda”, quella forte, quella che ce la fa da sola, quella che non chiede niente, quella che lascia spazio, libertà e se la prende anche x sé … poi la storia finisce e crollo, tutte le mie barriere precipitano e mi accorgo veramente di quanto ho tenuto a quella persona…e tante volte è troppo tardi!
    Ho sempre incontrato uomini sbagliati, forse io li ho avuti e voluti nella mia vita x questo…non lo so…sono confusa, ma so di sicuro di avere amato e di avere sofferto x questo, x questo e x le mie debolezze interiori che nessuno che mi è stato accanto è riuscito a capire.

    LUNA alla fine credo che tu mi abbia capita e sia riuscita a cogliere degli aspetti più di qualunque altra persona che mi conosce davvero..mi hai capita da queste mie parole, da quello che vi sto raccontanto e ti ringrazio, hai davvero un grande dono, di capire, di riuscire a spiegare al meglio quello che senti, quello che riesci a capire di tutti noi e sai analizzarlo al meglio!!! Grazie davvero!

  • 8220
    sun -

    al mio ex, dopo una serata passata insieme, ho solo scritto che non ce la facevo ad essergli amica, che il mio sentimento era troppo forte e che non c’erano altre soluzioni se non non sentirci più…era l’unico modo e l’unica cosa che gli chiedevo x riuscire a “stare meglio”…l’unica via d’uscita x me!
    Mi ha risposto dopo 2 mesi dicendomi che si scusava x essere sparito (cavolo, gliel’avevo chiesto io…e io che pensavo l’avesse fatto x il mio bene…povera illusa!!!) e mi ha raccontato di sé, anche accennando (x fortuna ha evitato di approfondire) di cose (ossia “altre”) che sa che mi danno fastidio e gli ho detto più volte di non dirmi…
    Io mi chiedo “xché?”, xché riapparire facendo il contrario di quello che gli ho chiesto???
    Gli ho detto quelle cose soffrendo, gli ho chiesto di interrompere qualsiasi rapporto xché mi faceva stare male andare avanti in quella situazione di pseudo amicizia…non ce la facevo, avevo scelto il male minore e l’unico modo x andare avanti!
    Quella sera lui mi aveva detto che aveva ancora delle speranze x noi, che da parte sua il sentimento c’era, che magari potevamo provare a frequentarci…e allo stesso tempo mi ha detto di “innamorarmi” di altri, di fare la mia vita…
    A quel punto, x il mio Bene, x non impazzire e logorarmi ancora, gli ho detto che era meglio interrompere qualsiasi rapporto…e lui si rifà vivo dopo due mesi e mi fa capire con le sue parole di non aver capito un emerito cavolo di quello che gli ho scritto!!!
    Non capisco il motivo, non posso immaginare che non abbia capito…sembra invece che abbia fatto finta di non aver capito…mi sembra troppo assurdo, sono stata chiara…ma non capisco il motivo del suo fare il finto tonto !!!
    Non gli rispondo xché darei vita a botte e risposte che sarebbero solo botte x me…xché fra i due quella che ci mette il CUORE sono io.
    Non gli rispondo ma così ho ancora l’ansia che si rifaccia vivo…e io non ne posso più di queste mazzate psicologiche…3 mesi fa mi aveva fatto ricredere in noi x poi deludermi subito dopo…basta, io queste cose non le reggo più, va avanti così da un anno e non ne posso più, non voglio più piangere x lui.
    LUNA penso che non devo dirgli altro, lo “sparisci” mi farebbe male, lo “sparisci”(riferito a lui) lo devo imprimere in me stessa, la fine la devo sviluppare dentro di me, solo così sarò forte nel caso capiti di risentirlo ancora (ma se sparisco io non credo si rifarà vivo) !

  • 8221
    LUNA -

    FANIA: sì, lo capisco. Ma hai scelto tu di “spostarti”, perché quella cosa che non arriva, per come per te sarebbe stata bella, sana, non c’era già. C’era già un vuoto, una mancanza, mi pare…
    ora è una mancanza diversa, ma hai scelto tu, perché non volevi stare male. Questo, credo, è un male che passa. E’ un male che ora c’è, ma che apre, non chiude.
    Quello chiudeva, con tutti i suoi limiti e il tuo chiederti di vivere le cose come non riuscivi a viverle più, perché le vivevi, forse, come un imbroglio, l’imbroglio di doversi adattare, ma senza riuscirci veramente.
    Questo male fa male, ma hai dinuovo la libertà di aprirti a te, e qualcosa che ti permetta di non raccontarti bugie, di scendere a compromesse di regole di cui tu non hai nessun bisogno.
    Poi, vedi, è chiaro che la scelta è tua, e sai tu qual è il male peggiore (ma bisogna anche saper far passare la tempesta?), però io quando ti leggo continuo a pensare che tu meriti molto di più.
    E’ proprio per la vita che hai fatto, per tutte le cose che sei stata in grado di affrontare, attraversare, che ti sei ancora più preziosa, secondo me.
    Non fare, per favore, invece, che quelle cose che hai attraversato, che ti avranno resa ancora più sensibile, più ricca di te, anche nell’averti derubato di tante tranquillità, diventino qualcosa che ti fa pensare, giovane come sei, che devi ringraziare per poco…
    Fania, non cadere in questo imbroglio, di ringraziare chi ti sceglie part-time, con regole che non ti somigliano, quando sei tu che puoi scegliere…
    Non lo so se sto dicendo le cose giuste, forse sono tutte sbagliate, credimi che non c’è giudizio nelle mie parole. Se tu ti senti più in equilibrio a vivere una storia con quell’uomo, qualsiasi siano le regole, è giusto che tu lo faccia, perché la vita è tua, e solo tu sai.
    La cosa che mi dispiace è che tu scelga perché credi che quello, pure se è scassato, se ti è scomodo, sia il solo treno, la sola possibilità… perché questa è una cazzata…
    io non ci credo.
    Lo so che non conosco il futuro, e non conosco neanche te.
    Ma non ci credo lo stesso. O di sicuro credo che i limiti che noi mettiamo a noi stessi a volte sono i peggiori…

    quello che senti lo sai tu, e quello che vuoi e che credi giusto per te.
    Nessuno più di te può sapere.

    La sola cosa su cui davvero ti rompo le scatole è: non smettere di credere che tu per te meriti il meglio, quello che per te è il meglio, ma che il meglio sia.

    Un abbraccio grande

  • 8222
    teresa -

    Ciao Fania come ti capisco ..specialmente quando piove..stasera vado al cinema però con le mie colleghe, che bello ..mi devo convincere che lui non è più mio.
    E’veramente dura,ma con l’aiuto di Dio devo superare questo momento.

  • 8223
    sun -

    @Teresa fai benissimo a non rispondergli, io farò lo stesso…lui nella mail mi ha chiesto come stavo ed altre cose…ma alla fine penso che non gli importi niente…non gli risponderò niente…so che lui invece mi risponderebbe, ma sempre nel suo modo freddo e razionale…io invece parlo con il cuore…due mondi diversi…quindi meglio non parlarsi xché tanto alla fine ci rimetto solo io!!!
    Non lo sentivo da due mesi…pensavo di esserne uscita…poi è arrivata la sua mail e sono di nuovo crollata…xò se lascio stare e non mi faccio viva è un altro tassello x andare avanti!
    Prima o poi passerà…io sono così da un anno e basta niente x ritrovarmici dentro fino al collo…ma ora reagisco di più, il dolore c’è sempre ma è meno forte, ossia invece di piangere x una settimana piango x due giorni…piano piano smetterò di piangere x lui anche xché io non ho rimpianti e non ho colpe, se non di avergli aperto totalmente il mio cuore!!!

    @Fania lascia perdere guarda…i week end sono tremendi…i buchi diventano voragini!!! Io poi vorrei uscire di più, fare cose diverse, svagarsi, ma le mie amiche sono talmente depresse che non c’è verso di portarle fuori…quindi ovunque mi giri qua è un mezzo disastro!!!
    Va beh…andiamo avanti…prima o poi un po’ di “sole” arriverà…

  • 8224
    fania -

    @luna Sai mi sembra che tu mi legga nel pensiero, dici delle cose verissime emi hai fatto piangere, di prima mattina…comunque sono lacrime liberatorie, direi che a lui ci penso e molto, ma se mi sono allontanata e’ perche’ cio’ che mi dava e’ troppo lontano dal mio stile di vita da quello che per me rappresenta un rapporto a due, mi dicono che sono un po’ Alice nel paese delle meraviglie, sempre piena di sogni e di ideali nonostante il passare del tempo e allora stringero’ i denti poi passera’, la mia vita negli ultimi 20 anni e’ mancante di un rapporto amoroso vero, ma non mi devo accontentare!@Teresa amici colleghi e cinema aiutano…tornera’ il lunedi’…io domani vado ad prova di pilates..magari mi rilassa! Baci a tutte le belle persone che ho incontrato qui…so per certo che le pene d’ amore passano e torna il sole

  • 8225
    teresa -

    Ciao a tutte,non mi è mai capitato nella vita di stare cosi’ male,non riesco a gestire questa siuazione ovvero mi sento confusa, ho una gran paura di restare sola mi vergogno quasi a scrivere questo, mi fà capire che non sono una ragazza indipendente forse perchè sono trascorse solo 2 settimana, ma la sofferenza era già inziata a fine luglio.Non riesco ad elebaorare ancora quello che mi sta succedendo, ho un gran peso nel cuore e non mi scende neanche una lacrima,mi chedo sè è normale quello che provo, sono del tutto ferma anche se faccio mille cose fisicamente ma la mente è li’.

  • 8226
    LUNA -

    FANIA: @mi dicono che sono un po’ Alice nel paese delle meraviglie, sempre piena di sogni e di ideali nonostante il passare del tempo

    che bello :DDDDDDD
    grande ricchezza :DDDD
    dal mio punto di vista non posso che dirti che, a essere così, sei una persona molto fortunata 😀 ed è un vero peccato allora sprecare questa ricchezza interiore e anche nel guardare il mondo con una sana e grintosamente positiva progettualità 😀

    TERESA: anche la persona più indipendente del mondo sarebbe shokkata ora. Ecco una cosa su cui non darti addosso.
    Nessuna delle tue reazioni emotive mi sembra strana. Però devi prenderti cura di te, questo sì.
    Accettare il fatto che ora non stai bene, volerti bene di più perché non stai bene, e non prendertela con te con concetti come “non sono una ragazza indipendente”.
    Se hai vissuto una relazione è chiaro che, indipendente o no, sei passata da una situazione in qualche modo di “fusione” ad un piano diverso, ed è normale che tu ti senta confusa.
    dici poi che la crisi era iniziata a luglio… quindi è ancora più normale che ora, a mesi di distanza, ti possa essere arrivato addosso anche lo stress, emotivo pure, pure dei mesi scorsi.
    Se veramente puoi essere più indipendente lo scoprirai strada facendo, hai certamente tutti i mezzi per essere più indipendente, e via via che ti abituerai ad una nuova realtà scoprirai anche nuove risorse dentro di te, anche quelle che adesso ti sembrano impossibili.
    Ora non hai una lucida percezione (è normale) neanche delle risorse che abitualmente, è probabile, dai per scontate.
    Puoi certamente “lavorare” su quello che per te significa essere dipendente/indipendente, ma in questo momento all’ordine del giorno non mi pare ci sia questo, ma un dolore acuto, una confusione acuta che si esprime in vari modi.
    Non vergognarti assolutamente di esprimere che hai paura di restare da sola. E’ sano che tu lo abbia fatto. Se hai letto le cose che scrivevo a SUN, che comunque erano generali, posso dirti che siete anche in due momento diversi (come la stessa SUN sottolinea nel suo post). I tempi sono personali, sempre, però intendo dire che la tua è proprio una… botta fresca. E’ anche normale che stiano venendo fuori lividi, come dopo una botta, che se ne andranno, ma è normale persino se stai peggio ora rispetto a qualche giorno fa.

    Sei una ragazza intelligente: mi pare riconosci il tuo bisogno di un confronto con lui per cercare delle risposte di un certo tipo e il dolore e la confusione aggiuntiva

  • 8227
    LUNA -

    che ricavi invece da una comunicazione diversa, ad un livello diverso da quello che vorresti, non rassicurante ma il contrario ecc.

    Tu hai già capito che spostandoti da queste cose ti rimane il dolore del distacco ecc, ma che ti risparmi degli stress aggiuntivi.
    Quando resti da sola con il tuo dolore e il tuo disorientamento ti spaventi, e anche che ti spaventi è normale, perché il dolore emotivo che provi è acuto e anche la situazione ora è in forma acuta.
    la cosa che posso consigliarti è di attraversare questa fase prendendoti il più possibile cura di te, avendo affetto per i tuoi cedimenti e il tuo disorientamento, chiedere effettivamente aiuto quando ne senti il bisogno (ma aiuto a chi è in grado di accogliere le tue richieste di aiuto, per non aggiungerti frustrazione) e di credere che la fase acuta passa, veramente.
    Non so quanto ti possa aiutare ora, effettivamente, ma qui hai una serie di testimonianze di persone che, ciascuna con tempi diversi, ti confermano che ci sono delle fasi, e ciascuna è il superamento di quella precedente. E’ possibile che tu legga anche :S il fatto che ci siano delle persone che non ti dicono sto benone yeyeyè ma “sono contenta che ora rispetto a prima sto meglio e riesco a fare questo o quello”, ma invece credimi che quello che leggi è positivo.
    in realtà queste persone ti dicono che in percentuale stanno tornando nella quotidianità, sono tornate ad avere i sensi aperti rispetto al circostante e rispetto a se stessi mentre prima, come ti senti tu ora, “erano sempre lì”. Stanno recuperando lo spazio. E quando comincerai a recuperare lo spazio capirai cosa ti stanno dicendo adesso.
    Ma adesso sei in fase acuta, per cui anche il senso di solitudine e la paura della solitudine (anche perché non ti senti del tutto insieme a te) sono esponenziali. Ti invito solo a considerare che è come se tu ora avessi la febbre alta, ma tu non sei la febbre alta e la vita non è una febbre alta.
    Qualunque cosa ti passi per la testa, senza vergogna scrivila qui se credi ti possa servire, anche in minima parte.

    Ti abbraccio virtualmente, perché dal vero non posso, ma sinceramente.
    Una mia amica che ne ha passate veramente di tutti i colori, cose per cui poteva essere, ora, a dire “salve, sono Napoleone!” dopo tante tempeste, ora ha trovato un nuovo amore, ed è contenta e serena. Il domani non si conosce, ma certamente in questo momento sta bene. E questo incontro per lei è arrivato quando era pronta ad accoglierlo.

  • 8228
    elena -

    SUN
    se posso permettermi di dirti una cosa che sento: principalmente lui ti cerca per email e già questo è un distacco. Le email servono per creare distacco, emotivo, empatico di non avvicinamento.
    Puoi permetterti di rispondere, di solo lettura oppure cestinarla.
    Lo sò, me ne rendo partecipe, quando il mio ex diceva di voler chiarire determinate situazioni, ma creando lo stesso ed estrema necessità di ottenere il distacco. Ora: se due persone consapevoli e maggiorenni cercano e desiderano dialogo, sicuramente non lo si proporrà per email. Così come per messaggini e via dicendo.
    Si può permettersi a se stessi di scegliere. Scegliere se ci và di rispondere, scegliere se cercare un dialogo, scegliere di non rispondere e stare ad osservare.
    Il mio ultimo consiglio è di cercare di desistere da tale frustazione, che non ci permette di vivere nella consapevolezza che fuori cè la VITA

  • 8229
    sun -

    @Elena dopo l’ultima serata insieme gli ho scritto io una mail proprio x dirlgi che non dovevamo sentirci più in nessun modo.
    La sera prima quando ero lì davanti a lui non sono riuscita a farlo, le emozioni erano troppo forti, avevo il nodo in gola e rischiavo di piangere da un momento all’altro.
    Una volta lasciata casa sua ho pianto x 2 giorni poi ho deciso di scrivergli dicendo quello che avevo provato, che vederci ancora così in quel modo non aveva senso, che non potevo neanche fargli da amica.
    Gli ho detto quello che sentivo x lui e poi gli ho detto che non vedevo altra soluzione se non il non vederci né sentirci più.
    Purtroppo se l’avessi fatto faccia a faccia avrei sofferto il doppio, sono stata vigliacca, ma altrimenti non ci sarei riuscita, dire addio a qualcuno che invece vorresti ogni giorno nella tua vita è tremendo.
    X 2 mesi è stato così, non mi ha risposto, speravo che l’avesse fatto x non ferirmi, che avesse capito quello che volevo dirgli e avesse capito quanto x me fosse difficile.
    Invece niente…non ha capito niente e si è addirittura scusato x il suo silenzio.
    E’ vero, se avesse tenuto a me mi avrebbe chiamata, l’avrebbe fatto prima…avrebbe voluto vedermi…parlarmi, invece ormai è strapalese che di me non gli importa più niente…allora tanto valeva non farsi più sentire (non penso gli costi sacrificio)….forse l’ha fatto xché sperava che fossi ancora lì ai suoi piedi, a lustrare il suo ego e il suo narcisismo…
    Se mi volesse veramente saprebbe davvero cosa e come fare…non gli importa niente di me, l’ho capito da tante cose, quindi è inutile anche continuare a parlarne e riaprire tutte le ferite che da mesi cerco di rimarginare.
    Purtroppo in amore ci vuole o tutto o niente…vie di mezzo non esistono, di sicuro non ne esistono x me…io a fare la specie di amica non ce la faccio.
    O tutto o niente…e mai in questo caso la scelta cade autamaticamente sul niente.

  • 8230
    teresa -

    Luna ciao,hai perfettamente ragione io ho accumulato talmente tanto stress che mi ci vorrà un bel pò di tempo per smartirlo,è vero cerco un dialogo con lui solo per capire il perchè della scusa così stupida quando poi più volte gli avevo chiesto di lasciarci se non provava più nulla, questo pensiero mi logora la mente. Oggi un mio collega mi ha detto cerca di vivere, perchè il tempo che stai perdendo non te lo restituirà nessuno,inizia a volere il bene per il tuo ex solo cambiando modo di vedere le cose riesci a proporti nei confronti della vita in maniera diversa,cioè più positiva,lho guardato come se mi stesse dicendo un’eresia, però oggi nel letto stavo pensando che non ha tutti i torti,il mio volto è diventato più disteso.

    SUN lui non mi cerca, però è meglio perchè se deve farmi delle chiamate di circostanza è meglio che non lo faccia.Ti dirò che è talmente egosita, pensa un pò ha trovato casa nella zona in cui abito io, perchè gli piace il quartiere e la palesta, infatti ho dovuto cambiare palestra per non incontrarlo,per lui è indifferente.Però alla faccia sua la mia ha anche un centro termale..spendendo di meno rispetto alla sua..

  • 8231
    LUNA -

    ELENA: sono d’accordo.

    Desistere dalla frustrazione… non sempre facile, ma sempre sano. Non possiamo cambiare/controllare la realtà che gli altri ci pongono, quel che è, brutale che sia, ma desistere dalla frustrazione sì.
    Non è assolutamente un aspetto di poco conto, anche se, soprattutto nei momenti di crisi, possiamo dimenticarcene.
    Dimenticare questo nostro… potere d’azione.
    Molto più concreta di quanto si pensi.
    E molto più importante di quanto si pensi, agendola in un primo momento, nella via verso un ripristino di un equilibrio.

    Ed è vero e uno spunto interessante anche quello che dici sul contatto reale… distanziato/negato.

    Non solo gli altri possono modulare queste distanze, a loro piacere e bisogno, ma anche noi.
    Anche noi possiamo spostarci, anche noi possiamo rispondere o non rispondere, cancellare un messaggio ecc.
    Soprattutto quando, come noti tu, percepiamo che la via di (non)comunicazione scelta, oltre che i toni, le parole, le regole imposte ecc, non ci somiglia.

    A volte chi ci cerca in un certo modo, hai ragione, in realtà sta solo mettendo in scena un suo monologo. Fosse pure un suo bisogno di esserci… ok, ma per chi? Per sè?

    E se di silenzio si tratta, diamo peso e valore anche al nostro silenzio, non solo a quello dell’altro/a.
    Non carichiamo l’altrui silenzio di un esponenziale potere, denso di tutte le cose che nascono anche dalla nostra frustrazione e paura, dal nostro senso di essere rifiutati, senza accorgerci che, magari, anche noi, in quel momento siamo in silenzio. Con tutto il peso, positivo, anche di rinascita e vita, arieggiamento, e distanziamento dalla frustrazione, per noi, che ha.

    Buona notte, un abbraccio a tutti/

  • 8232
    Alice -

    TERESA ciao,
    un dialogo con il tuo ex… cosa cambierebbe? se ti desse delle giustificazioni, se ti dicesse mi dispiace oppure che ha fatto il cretino ed è mortificato.
    io ho cercato dialoghi per mesi. cercavo sempre di capire, di sapere, di parlarne ancora ancora e ancora. con il risultato amaro che mi sono distrutta per altri tre mesi. perchè ad ogni incontro, ad ogni parola, ad ogni messaggio, telefonata, email o contatto in generale interrompevo i tempi di distacco e di guarigione.
    lo so che per te adesso trovarsi di fronte, dopo tanto tempo di vita assieme, una persona che ti ha deluso profondamente, non è facile. anzi, è difficilissimo, lo capisco benissimo perchè esco pure io da una cosa simile. io ho avuto il dispiacere o l’onore di incontrare il mio ex questa estate e mi ha trattato in un modo che ancora oggi faccio fatica a decifrare. ha fatto il fico, il bello, il superficiale, il cretino passami il termine. con me.
    questo per dirti che le persone cambiano putroppo, perchè cambiano i sentimenti e di conseguenza gli atteggiamenti. e che ciò che di più bello prima preservavano per noi oggi non ci può essere perchè è indirizzato ad un’altra per cui non potrebbe farlo pure con te.
    io mi auguro davvero che tu possa ascoltare i miei consigli e distaccarti il prima possibile.
    ricorda cara teresa, che sei tu l’unica padrona della tua vita.
    un abbraccio

  • 8233
    elena -

    chi lascia è sempre dalla parte del più forte. Se volete, potete anche considerarla una sfida. Stà a noi cercare le modalità per non far si che usino contro di noi questo potere, scegliendo quello che più ci fà stare bene, rispetto ed in funzione di una determinata situazione.
    Mi viene in mente l’ultimo episodio con il mio siciliano. Ho mandato un semplice sms con scritto: ciao come và? Mi ha risposto il giorno dopo. Ed ero li che mi sfraciullavo i maroni, per capire come mai rispondesse così in ritardo, con cognizione di causa che, più passavano le ore e più sentivo crescere l’ansia.
    Ora, dal momento che sò benissimo quale siano i suoi problemi, per una serie di risvolti che non stò a spiegarvi, mi sono spostata. Ho iniziato da me. Sò perfettamente che il circolo vizioso, potrebbe ricadere, ma sicuramente saprò come affrontarlo.
    Un abbraccione a tutte ed un sorriso

  • 8234
    LUNA -

    ELENA: quello che hai scritto è (anche) molto vero, hai lanciato un messaggio importante, ed è bene saperlo.
    Anche perché possiamo tutti trovarci in una situazione di proiezione del tipo che dici tu, per una serie di circostanze e forti pressioni. E perché tutti possiamo avere anche dei lati autolesionisti, risvegliati da un qualcosa…
    ho detto possiamo, però, non che li abbiamo per forza o che per forza debbano scattare.
    Io credo che quello che hai scritto (che sia farina del tuo sacco o tratto da qualche testo) sia importante, perché è un punto di vista diverso, che può essere utile conoscere, vedere, al caso anche individuare, certo.
    dunque non ti sto dando torto a quell’aspetto della cosa, possibile, nè penso che tu abbia sbagliato a pubblicarlo.
    soprattutto perché, al centro del discorso c’è un pezzo importantissimo, un messaggio da assilimilare:

    @Il carnefice ha altrettanto bisogno della vittima per illudersi di essere importante, è lei che fornisce attribuzione di significato al suo ruolo. Senza la vittima il carnefice non esiste, non è nessuno.

    E’ vero, se ti sposti le strategia aggressive non possono trovare terreno. se hai la possibilità di spostarti spostati.
    che queste strategie siano consapevoli, così evidenti, o in minor tono, abbiamo SEMPRE il diritto di spostarci dall’aggressività. da chiunque sia agita.
    e riconoscere/riconoscerci questo diritto è sempre fondamentale, e tanto più fondamentale nelle apparenti situazioni senza uscita.
    più le situazioni appaiono senza uscita (mi riferisco alle situazioni molto forti, in cui per ragioni logistiche, economiche, di legami famigliari ecc, e di violenza sotto varie forme, sottili o manifestate senza alcun filtro) e più la sofferenza della sopprafazione causa dolore e frustrazione. Ma la reale ricerca della soluzione di spostamento, il fatto di riuscire a recuperare delle risorse per la liberazione, passa tanto più per la consapevolezza del diritto… cheché ne dicano gli altri, il partner, i parenti, il datore di lavoro..
    esistono soluzioni per liberarsi? se esistono la consapevolezza del diritto a non subire aprirà le risorse e gli occhi, e potrà mettere sulla strada per darsi un diritto concreto.
    se si è in una situazione (per esempio di lavoro) da cui non è possibile spostarsi, almeno nell’immediato, la consapevolezza del diritto potrà forse creare delle strategie interne diverse, una manifestazione di protezione diversa, l’accesso mentale intanto a delle possibilità di “soccorso” e

  • 8235
    LUNA -

    sostegno. Ci sono delle persone che si fanno portare via delle cose, allorché una separazione si verifica, perché non è possibile altrimenti. Alcune preferisco realmente la rinuncia a dei beni materiali perché mettono sulla bilancia il fatto che la lotta non merita, è meglio la serenità, e ricominciare fosse pure da quasi zero.
    c’entra anche il carattere, c’è chi si impunta sino all’ossessione, c’è chi rinuncia, appunto, in modo sano…
    ma anche in questo caso mi sembra fondamentale il riconoscimento del proprio diritto.
    Io ho diritto ad avere, chiedere, e scelgo di no.
    è diverso da:
    Io non ho diritto, non me lo concedo, di base, e quindi scelgo di no
    o ancora:
    Io non sento realmente il mio diritto, con me stesso, e quindi ho bisogno di andare avanti per 15 anni a combattere, per principio, anche per metà tostapane…

    ho divagato, ma forse anche no.
    quello che dici sul fatto che delle relazioni si mantengono vive sullo scontro e sulla rabbia ecc è verissimo,

    quello che volevo dire, a parte la questione del diritto con se stessi, diritto base al benessere, rispetto, libertà di pensiero e di essere, che mi pare fondamentale (anche nel concetto di spostamento sano) è che in molti casi però persone che si sono trovate ad avere a che fare con la violenza psicologica e morale o anche fisica non avevano prima manifestato delle tendenze masochiste e non erano andate a cercare un carnefice per poter fare la vittima. Per qualche ragione, mi dirai, erano state ancorate però da una certa modalità e da un carnefice, senza riuscire a stoppare quella modalità, senza riuscire a spostarsi in tempo. La questione è complessa, impossibile da riassumere in poche righe. Forse a volte è importante in quei casi lavorare piuttosto sul “non riconoscimento” di certe modalità che sulla ricerca di quelle modalità. Il non riconoscimento può derivare da diversi fattori, tra cui anche una debolezza momentanea delle difese, e non costituzionale, dal fatto di aver già incontrato delle modalità affini, e per una serie di ragioni, non averne potuto cogliere la gravità e il peso, una non suff consapevolezza del diritto (che non assimilerei x forza xò ad una tendenza masochista) ecc.
    Complesso, dicevo. ma ti ringrazio per lo spunto. Stamattina l’infermiera della mia dott che ha un carattere del caz ha tentato di scaricarmi aggressività, perché è fatta così. Capito bene che non era cosa ha cambiato tono. L’aggressività non è prerogativa solo dei “carnefici”, spostarsi sempre 1 diritto

  • 8236
    teresa -

    Alice lo so che non cambirebbe nulla,anzi comportandomi in questo modo gli do solo tanta importanza, infatti ieri lho telefonato nessuna risposta da parte suo mi ha richiamata ma nonho avuto il coraggio di rispondergli,mi faccio solo del male. Sarò stupida ma a te capitava di pensare a lui che faceva effusioni con l’altra? A me questa cosa mi manda fuori a volte passo delle ore a rimurginare. Non riesco proprio ad andare avanti.

    Luna ciao, sono un pò corta di mente, in che senso devo prendermi cura dei miei cedimenti?Non ho proprio le forze per farlo.

    Ciao a tutte

  • 8237
    elena -

    felice di averti servito come spnto riflessionale LUNA
    Quand’è che ci facciamo una cenetta a base di spunti riflessivi io e te?
    In effetti riflettevo anch’io, sul perchè e sul come quando di risposta ho ribadito al siciliano: io non provo e non mi rimane, ne rabbia e ne rancore per te. Sono neutrale.
    Si è sentito male, giuro 🙂
    Finchè si alimenta, tutto ha una durata. L’ho capito a distanza di tempo e con altri soggetti più tosti. Ma se tu ti permetti una sosta e il non alimentare quotidianamente le emozioni, il tutto si raffredda e non ha più alcuna ragione di essere o di esistere, facendo pace non solo con chi ti ha lasciato, ma anche con te stessa.

    Troverò altri spunti di riflessione, per ora ti/vi auguro una buona notte serena

  • 8238
    LUNA -

    TERESA: Luna ciao, sono un pò corta di mente, in che senso devo prendermi cura dei miei cedimenti?Non ho proprio le forze per farlo.

    No, nel senso che anche se “sono un po’ corta di mente” è una frase magari ironica, potresti cominciare a pensare che sei stanca, per esempio, e non corta di mente.

    Non ce la fai a prenderti cura dei tuoi cedimenti? Puoi intanto non giudicarli. Mica sei fatta di pietra. che tu ora stia male è normale.

    ELENA: @Ma se tu ti permetti una sosta e il non alimentare quotidianamente le emozioni, il tutto si raffredda e non ha più alcuna ragione di essere o di esistere, facendo pace non solo con chi ti ha lasciato, ma anche con te stessa.

    diciamo che se una relazione è basata sul conflitto o su dinamiche di un certo tipo sì, si raffredda, perché viene meno non solo l’aspetto che citavi tu nei tuoi post precedenti, ma viene meno anche un anche inconsapevole patto alla… belligeranza o alla pippa mentale o allo sbilanciamento o al conflitto o a tutto ciò che gira intorno senza centrare la questione.
    alle volte si tratta anche di alimentazione mentale più che emotiva.
    diciamo che se c’è un eccesso di lavorio mentale sopra le emozioni e di una serie di meccanismi che inevitabilmente scattano 24 su 24 per adattarsi ad una situazione che in realtà da una parte o da entrambe le parti viene vissuta con disagio, lo stop può permettere un distacco che invece fa percepire meglio le emozioni sotto quel casino, e sentirle per quello che sono, a volte non più per quello che credevamo/davamo per scontato che fossero.
    possiamo capire, per esempio, che il centro non era un innamoramento grandissimo ma il terrore del rifiuto o dell’abbandono-ecc
    o da dove nasce realmente il disagio per certi comportamenti, ecc
    e capire perché abbiamo tutto il diritto di non accettare una modalità di relazione che non fa per noi
    ecc

  • 8239
    cati -

    Care Luna, Alice, Teresa, Elena…e chiunque legga: mi potete dare un consiglio? Sono 2 mesi che non mi sento col mio ex…marito. Purtoppo mi manca tantissimo e non so se sto facendo bene nel perseverare col silenzio. E questo lo dico non solo per una (im)possibile riappacificazione con lui ma anche perchè io possa stare meglio in questo lunghissimo periodo di sconforto.
    Avete un pò di tempo da dedicarmi? La storia è lunga, spero di essere in grado di essere esaustiva ma sintetica per non annoiarvi troppo. Lui è stato il mio primo e unico fidanzato. E non perchè non abbia avuto altri corteggiatori, tutt’altro, ma perchè sono sempre stata molto selettiva e ho sempre preferito stare da sola piuttosto che accontentarmi. Figuriamoci ora che ho 40 anni (anche se ne dimostro molti meno). Avevo 22 anni e siamo stati insieme per 11 anni prima di sposarci. Questi anni sono stati favolosi, mai uno screzio, lui pendeva letteralmente dalle mie labbra (anche troppo) e tutti ci consideravano la coppia ideale. I miei lo adoravano. Qualunque cosa facessimo era bella, purchè stessimo assieme. L’unica pecca era che io sono stata sempre un passo più indietro di lui (me lo ha rinfacciato quando mi ha lasciato) probabilmente perchè ero un po’ introversa e non gli dimostravo apertamente quanto tenessi a lui (non gli dissi mai ‘ti amo’,mi vergognavo). Inoltre mi chiese di sposarlo e di avere dei figli tre anni prima che io mi decidessi, ma non perchè non fossi convinta, ma perchè temevo di lasciare i miei genitori che si appoggiavano molto a me. Finalmente nel 2004 decisi il grande passo e facemmo un matrimonio da favola, in tutti i sensi. Mi chiese un figlio ma io temporeggiai perchè non mi sentivo bene e ero in attesa di una visita medica, che rimandavo, che mi fugasse tutti i dubbi. Qualche anno prima che ci sposassimo lui, dopo la laurea, venne trasferito in un’altra città e, udite udite, me ne vergogno indicibilmente, continuai a stare con i miei anche dopo il matrimonio. Sì, l’ho lasciato solo per stare a lavorare nella mia città e fare compagnia ai miei e al mio cane malato al quale ero legatissima. CHE DEFICIENTE!! Me lo dico da sola per non farvi infierire contro di me. Lui ci stava male ma non me l’ha mai detto perchè pensava che certe cose si dovessero capire da soli, altrimenti l’avrei fatto controvoglia.

  • 8240
    cati -

    continua…
    In realtà io, a mia discolpa, pensavo che non mi volesse tra i piedi perchè lavorava giorno e notte come un forsennato e temevo di essergli d’impiccio ed inoltre pensavo ingenuamente che se avessimo evitato la routine saremmo stati sempre insieme con lo stesso entusiasmo. Figuratevi che quando il fine settimana lo raggiungevo, la nostra felicità era alle stelle ma ci vedevamo solo per i pasti, la sera qualche volta e non tutte le notti.
    Non esistevano nè domeniche nè orari anche se la qualità del tempo passato assieme era alta. Quando mi decisi ad avere figli incominciai a preoccuparmi del tempo che passava e a lamentarmi del suo lavoro. Inoltre proprio in quel periodo lui riuscì a entrare nel reparto tanto agognato che però gli tolse la serenità per lo stress eccessivo. Lo vidi cambiato nei miei confronti, più distante, gli chiesi più volte cosa non andasse e lui mi rispondeva sempre che era a causa del lavoro. Dopo qualche mese (nel 2007), sotto mia insistenza, mi disse che non era più sicuro di volere stare con me perchè si erano scontrate le 2 sue più grandi passioni della sua vita, il lavoro e me, e non riusciva a conciliarle, viste anche le grandi responsabilità lavorative. Tra un vomito e l’altro mi disse che ho delle qualità fuori dal comune e che sarei l’unica persona con cui farebbe un figlio, ma che si era accorto di essere diventato più cinico e che non era fatto per vivere in coppia. L’avevo lasciato solo, mi aveva rispettato ma si era abituato a stare solo. Sicuramente voi sapete come ci si sente in quei frangenti. Il mondo crolla letteralmente addosso e tutti i punti fermi della propria vita e i progetti che io ingenuamente avevo continuato a fare fino al giorno prima si sfaldarono miseramente. Che incubo. Tutt’oggi non riesco a farmene una ragione e piango spesso. Tutto avrei creduto che potesse succedermi nella mia vita, tranne questo ‘tradimento’ da lui, la persona per me più virtuosa tra tutte. Sara, so quanto tu mi possa capire… Ma non è finita! Lui volle immediatamente separarsi da me (fino alla settimana prima eravamo stati assieme…) e dopo 4 mesi di silenzio, prima che ci separassimo legalmente, lo volli vedere per l’ultima volta.

  • 8241
    cati -

    continua…
    Abbiamo passato un bellissimo pomeriggio assieme a passeggiare e chiacchierare come una volta e fu esattamente il giorno prima che andassimo al tribunale che volle vedermi dicendomi, con le lacrime agli occhi, che il passo dell’indomani sarebbe potuto non essere definitivo. Dopo neanche un mese l’ho chiamato, è venuto ed abbiamo passato il suo compleanno assieme. Per farla breve (!) dopo pochi giorni mi ha detto che non si sentiva bene nè fisicamente nè psicologicamente, che si sentiva un vaso di cristallo ma che voleva tornare con me. Che felicità! Non dormii tutta la notte! In realtà non ritornò a essere quello di prima, aveva perso il buonumore e la spensieratezza. Mi sentivo sempre in bilico. Dopo 2 mesi fu trasferit
    in un’altra città e mi disse che voleva ricominciare una nuova vita lì con me. Si fece accompagnare lì il primo giorno, mi presentò ai colleghi come la moglie, prese in affitto una casa grande per noi e mi disse di finire l’anno nella mia città per poi trasferirmi da lui, anche col lavoro. Mi disse inoltre che avrei però dovuto accettare i suoi ritmi perchè non avrebbe potuto allentarli. Ci andavo ogni 15 giorni, poi, all’improvviso, mi disse che non voleva fare il passo più lungo della gamba, ke la separazione era stata devastante, ke non voleva soffrire + e che se fossimo tornati assieme sarebbe stato per tutta la vita. Lì il lavoro gli piaceva molto, rischiava la vita ogni giorno, stava giorni e giorni fuori e il lavoro era l’unica cosa che lo faceva stare bene, che io non c’entravo e che non riusciva a stare in compagnia di nessuno se non dei colleghi. Un suo caro amico (al quale lui aveva confidato di amarmi ancora, a lui ma non a me!) mi disse che non rispondeva al telefono più a nessuno e che era diventato dipendente dall’adrenalina. Nonostante tutto continuavamo a sentirci ogni giorno e dopo qualche mese (siamo fine estate 2008) dopo un mio sms mi disse di raggiungerlo per qualche giorno, Così abbiamo ripreso a vederci, ad avere rapporti, ma senza parlare del futuro. Lui mi sembrava Dr Jekill e Mr Hyde, di notte quando facevo finta di dormire mi accarezzava e durante il giorno mi portava, se poteva, nel suo ufficio ma non mi mostrava l’affetto a cui io ero abituata, salvo poi farsi prendere da raptus di passione.

  • 8242
    cati -

    continua…
    Tutto (non vi preoccupate sto finendo)è precipitato come al solito dallì’oggi al domani dopo che tramite lettera (una delle tantissime in cui sono riuscita a dirgli finalmente che l’amavo e che ero consapevole di avere sbagliato e che lui pareva apprezzare anche se non me lo diceva espressamente)gli chiesi qualche punto fermo in più. Incominciò a farsi sentire sempre più raramente (il giorno prima della lettera mi aveva detto che la volta successiva mi avrebbe preparato una bella cena) e infine mi disse che non poteva darmi quello che chiedevo, almeno non a breve termine. Aggiunse che non sapeva quanto gli sarebbe durata e se ne sarebbe mai uscito…Da allora (in 1 anno e mezzo)ci siamo visti solo tre volte nella mia città e di sfuggita, quando scendeva, sempre per lavoro. Ha rotto i ponti con gli amici di qua e non va a trovare neanche i suoi genitori anziani e fratelli.
    Nell’ultima lettera che gli ho scritto gli ho detto che sarei disposta ad aspettarlo per sempre, forse per provocarlo, e che avrei voluto vederlo anche a metà strada. Lui mi ha chiamato l’indomani tutto contento dicendomi che lavorava come un pazzo ma che se avesse trovato tempo avremmo potuto vederci anche se per poco… Ora ho deciso di non farmi più sentire, ma lui ha l’abilità di farmi ricredere perchè dopo circa un mese che non mi faccio sentire o mi chiama o mi manda un sms…Dimenticavo di dirvi che l’ultima volta che l’ho visto per un caffè era ingrassato 10 Kg (e dire che è sempre stato atletico) ed aveva perso tanti capelli. E’ lo stress o perchè sta bene senza di me?
    Lo so cosa pensate, che devo rifarmi una vita, ma come si fa a 40 anni? Ormai ho perso anche l’opportunità di avere figli, per non parlare del fatto che non sono più interessata al sesso maschile, anzi al sesso in genere…Mi sento asessuata. Certo ho ripreso a coltivare i miei hobbies, a viaggiare tanto e sono molto più aperta al prossimo tanto da riceverel’affetto di molte amiche, ma ogni cosa che mi sforzo di fare non ha più lo stesso sapore
    Scusatemi, non so neanche se qualcuno di voi ha avuto la pazienza di leggere il mio sfogo. Mi piacerebbe tanto se mi aiutaste a capire. Non ditemi per favore che mi ha lasciato per un’altra perchè ho la certezza matematica che non è così. Ora non so, magari essendo un maschietto avrà cercato uno sfogo, ma sono sicura che solo di sfogo si tratterebbe.

  • 8243
    Alice -

    TERESA ciao cara,
    ti rispondo subito: si mi capitava. Mi capitava spesso di immaginarlo con lei che non so neanche come è fatta. Mi capitava tutti i giorni. Quando l’ho saputo non ho dormito una settimana intera. Ero imbalsamata nel mio nervosismo nel mio rimuginare. Guarda non so se può esserti di aiuto, ma prima o poi ti abituerai anche a questo ed arriverà un giorno in cui ti renderai conto che finalmente stai pensando alla tua vita. E’ che per arrivarci bisogna passare un sacco di cose. La delusione, il dolore, la stanchezza fisica e mentale e l’assenza. Per me l’assenza è stata tremenda. Vivermi i giorni senza lui era indicibile. Poi col passare del tempo vedi che ci farai l’abitudine ed il pensiero dell’altra ci sarà ma un pochino di meno. Devi cercare un pò di pace e per farlo devi prenderti del tempo. Non avere fretta. Purtroppo lasciare andare una persona è difficilissimo, io lo ripeto sempre. Lasciare andare poi con quella persona quella parte di te che era con lui. Io mi manco molto. Mi manca quello che provavo, quello che sentivo, le emozioni, la dolcezza che non riesco più a provare in generale per nessuno. Io non ne sono ancora fuori. Ci penso spesso. Certo non mi manca l’aria, sto bene e sono andata un sacco avanti ripartendo da zero, ma ci penso ancora. Credo sia comprensibile. Devi cercare però di distaccarti, come se partissi e mollassi tutto. Staccare la spina da lui. All’inizio sarà difficilissimo, passerà una settimana e ti sembrerà una vita ma è l’unica soluzione. Inutile cercare di rimanere nella vita di chi ti ha voltato le spalle. Ormai la tua vita è senza lui e prenditene cura.
    Buonanotte

  • 8244
    LUNA -

    CATI: immagino che il tuo racconto non sia finito.
    Premetto intanto che non è nostra abitudine dire alle persone che sono deficienti.
    E, parolaccia a parte che ti sei rivolta… a scopo preventivo, mi piace pensare invece che l’analisi che fai, delle tue motivazioni, riconoscendole per quello che sono, sia una sana autocritica e un guardare indietro in modo oggi costruttivo.
    Intendo dire che quando guardiamo indietro, oltre a poter riconoscere dei nostri “peccati”, che siano pure di egoismo, dipendenza, bisogno di stare in equilibrio in un certo modo, dare un certo ordine di priorità, quel che è, se allora abbiamo agito in un certo modo, per i nostri punti a noi visibili, come per i nostri… punti ciechi, possiamo anche avere la consapevolezza che, al di là del bene e del male, (cioè fuori da un giudizio morale) abbiamo fatto ciò che in quel momento consideravamo “migliore”. che fosse perché in effetti ci sentivamo di scegliere in libertà e con decisione ciò che ci sembrava effettivamente l’opzione migliore, che sia perché in quel momento la nostra consapevolezza o non consapevolezza ci portava a scegliere in un modo, sia perché non sentivamo la libertà (non c’era, non sapevamo concedercela) di scegliere diversamente…
    questo lo dico in generale.
    Tu ora leggi, a posteriori, la tua storia in questo modo.
    Se ne avessi parlato nel 2001, 2003, 2007 come avresti guardato le cose?

    Tu hai raccontato il tuo punto di vista sulle cose, a noi, in un dato momento. Quello che posso dirti è ciò che mi è saltato agli occhi, ma premettendo che considero il vissuto altrui, comunque filtrato da un racconto, una cosa talmente più complessa e personale…
    questo, comunque, è il taglio del racconto che tu dai, e quindi che in qualche modo ti senti “vicino” scegliendo di esporlo, e ti posso dire ciò che, appunto, leggendo mi è venuto in mente:
    il pensiero che mi viene è:

    ogni relazione si basa su degli equilibri, che possono pendere anche più da una parte o dell’altra.
    è comunque dinamica.
    nella vita di due persone, a livello individuale, succedono cose, come succedono nella coppia, come all’esterno. le variabili che fanno sì che una relazione sia comunque dinamica sono moltissime.

    tu dici di non avergli mai detto ti amo, cosa che salta agli occhi, come no, d’altra parte lui si è scelto una donna che non diceva ti amo.
    ciò può avergli causato anche un disagio, che però era evidentemente compensato da altro. idem per te.
    intendo dire

  • 8245
    LUNA -

    (banalmente, e una relazione invece non è mai banale, è di sentimenti che parliamo) che tu ammetti di aver trovato un equilibrio nel fatto di stare con una persona che era per ragioni di lavoro a lungo distante, cosa che (dico velocemente, perdonami, magari sbaglio di grosso) ti permetteva sia di tenere il cordone ombelicale con i tuoi genitori in modo da sedare una certa ansia nell’allontanarti da loro per prendere la tua strada (o per ragioni per cui volevi mantenere la posizione, che ti fosse richiesto da loro, che fosse un bisogno tuo, che ci fosse un tacito accordo “informale” in un certo rapporto di protezione, anche reciproca) sia di vivere una relazione.
    Quello è stato un tuo compromesso.
    Lui ha accettato questo compromesso, o ha vissuto il suo (non ci è dato sapere perché lui potesse/volesse accettare di vivere un rapporto coniugale in questa forma… intendo dire che pure lui avràà avuto le sue ragioni per dire di sì o di no, che fossero la paura di perderti, o che fosse anche una sua esigenza di vivere una relazione “non convenzionale”, ecc ecc… non lo so, ovviamente).
    Ci sono stati delle fasi in cui vi siete ritrovati a rinegoziare l’equilibrio generale: la sua richiesta di matrimonio, la tua richiesta di non raggiungerlo ecc.
    Queste fasi sono state superate attraverso nuove rinegoziazioni, mi pare, finché ad un certo punto però l’equilibrio è saltato…
    un’altra cosa che salta agli occhi é la mancanza di comunicazione, di espressione diretta. Non so se saltuaria, non so se contingente a determinati momenti, o una caratteristica della vostra relazione.
    Le ragioni per cui due persone non comunicano possono essere molteplici. Per cui non comunicano un ti amo, perché non comunicano il fatto che si stanno abituando a vivere troppo da soli… L’uno e l’altra, a parte credere di indovinare cosa pensasse l’altro, ve lo dicevate?
    Anch’io ho avuto una relazione molto lunga, che ha vissuto diverse fasi e riequilibrature. Dal mio punto di vista, io so per esempio di avere fatto dei sacrifici di compensazione nei primi anni. Quando sono arrivati gli anni in cui ho dovuto concentrarmi molto sul lavoro, e io pensavo fossimo comunque una squadra e di esserci, lui alla fine mi ha manifestato frustrazione e solitudine. Dando inizio ad una lunga crisi. Da introverso lo ha detto dopo. Se lo avesse detto durante invece di essere introverso e frustrato e farsi le domande e darsi le risposte forse non avrebbe permesso anche a me una nuova rinegoziazione?

  • 8246
    Valinda -

    Ciao a tutti vecchi e nuovi..eccomi qua è un po’che non scrivo ma ogni
    tanto vi ho letto e di certo vi ho pensato. pian piano terrò il passo
    coi nuovi post. un saluto alle care Alice, Luna, Marianna, heidi, kate
    e anche Giorgio! come state? io ho arieggiato come dice la mitica
    Luna. sono stata in vacanza e mi sono fatta un altro weekend. e nel
    frattempo ho lavorato molto. ho conosciuto nuove persone, riscoperto
    l’affetto di amici e colleghi e sono stata bene. ho conosciuto anche
    nuovi ragazzi. baci e poco più. da spiegare sarebbe troppo lunga
    ma…ho conosciuto un ragazzo in vacanza. all’inizio non mi ha colpito
    per niente, fisicamente non era il mio tipo. poi con lui in gruppo mi
    sono trovata benissimo, simpatico, divertente, pieno di argomenti. ho
    riso di cuore come non facevo da mesi. sapevo di piacergli me lo aveva
    detto la sua amica ma io niente…però eravamo come calamite. in una
    serata alcolica lui bacia la mia amica che era in vacanza con me. (lo
    so sembra beautiful) io cerco di farmi da parte ma…non ci riesco.
    lui con lei è distaccato e le spiega che è stata solo la storia di una
    sera. così tra noi succede qualcosa ma io non ho il coraggio di dirlo
    alla mia amica. ci siamo rivisti ma lei ancora non sa niente. lei
    sapeva dall’inizio che io a lui piacevo ma tutto il resto non ho
    trovato il coraggio di dirglielo. sono una m…. lo so, mi sono
    comportata come il mio ex. e adesso, quasi quasi lo capisco. è dura
    dire certe cose a chi vuoi bene. sembra proprio una ruota che gira. in
    più sono confusa, non so se lui mi piace davvero, ho paura una fottuta
    paura di soffrire, non mi fido di me e non mi fido di lui. cmq lui sa
    la mia situazione. sa che mi sento ancora bruciata, delusa, incapace
    di credere all’amore, incapace di credere in una storia vera, in una
    coppia. al momento non mi vedo in coppia con nessuno…ci sono solo
    io, con un’armatura. che forse mi toglierò o forse no. però in tutto
    questo mi sento viva. non l’avrei mai detto mesi fa ma da quando lui
    mi ha lasciato mi sono riscoperta forte, simpatica, interessante,
    creativa, in grado di attirare simpatie, affetto e amicizia. mi sono
    sentita apprezzata ecco, cosa che lui non faceva più. non ne sono
    fuori del tutto e non lo nego ma credetemi si può andare avanti e
    scoprire che quella storia così perfetta non era tale, che eravamo
    farfalle dentro una cornice e ora invece voliamo. con tutti i pericoli
    e gli sbagli del caso, ma voliamo.

    un abbraccio a tutti!

  • 8247
    cati -

    continua…
    Sono divorata dai sensi di colpa, non capisco come ho fatto a sprecare un’occasione così bella che la vita mi aveva dato, come non sentissi il bisogno di stare con lui sempre. E’ per questo che non riesco a provare rabbia verso di lui e quindi forse, a voltare pagina. Pensate che la sua delusione nei miei confronti abbia potuto causare tutto ciò? In realtà mi ha detto di avere fatto anche lui tanti sbagli e che entrambi abbiamo sbagliato in buona fede. Un caro abbraccio a tutti. Confido in un consiglio sincero visto che ho condiviso parecchie vostre opinioni e che non riesco ad andare avanti.

  • 8248
    maya -

    ciao a tt, e da un pò che nn scrivo ma leggo spesso i post
    cati mi dispiace per quello che stai pasando, ma posso dirti arche se la mia opinione non sarà accolta da tutti che gli uomini sono solo dei grandi bambini, lui aveva bisogno di punti fermi e quei punti fermi dovevi essere tu, tu che gli preparavi la cena, tu che gli stiravi le camicie, etc. etc. questo da parte tua nn c’è stato almeno questo ho decifrato leggendoti, e quindi per quanto passione ci poteva essere quella non bastava a farlo tornare nella tua barca scusa se uso questa metafora della barca ma lo faccio solamente pechè le barche hanno l’ancora e per quanto il mare può essere aggitato loro nonostante i vari giri che fanno alla fine non si allontanano mai dal loro punto fermo.

  • 8249
    cati -

    Grazie Luna per il tempo che mi hai dedicato. Hai fatto una lucida analisi della mia storia, a mio parere. Non so se si tratti solo di esperienza personale o anche di sensibilità e acutezza… Hai ragione: difettavamo in comunicazione. Ma non nel senso che non si parlasse, perchè avevamo sempre qualcosa di cui parlare (soprattutto il suo lavoro, però), ma che non si dicessero le cose veramente importanti, forse per paura di turbare l’equilibrio (evidentemente instabile) che si era creato tra noi. Quando mi lasciò mi disse che non mi aveva parlato dei suoi problemi perchè non voleva che io cambiassi solo per questo, avrei rischiato di diventare la caricatura di me stessa. Si era limitato a mandarmi indizi che ovviamente non ho colto.
    Ti (vi) sarei grata se mi poteste consigliare il da farsi. Ho paura che il mio lungo silenzio ci faccia allontanare irrimediabilmente. Lo dico perchè comunque so che si sente in colpa. Purtroppo non sto riuscendo a reagire come una persona equilibrata dovrebbe fare e sono anche delusa da me stessa. Pensavo di essere una donna forte e mi sono riscoperta solo molto caparbia Un bacione

  • 8250
    teresa -

    CATY ciao sarò brevissima,in questi giorni ho capito una cosa che se un uomo vuole stare con una donna non ci sono impegni,lavoro, o qualsasi altro motivo che lo faccia stare lontano dall’amore.
    In fondo parlo per me, sono solo una donna delusa, ferita da un uomo,mi servo di questo blog perchè leggendo le vostre esperienze capisco che ci sono tante donne che soffrono per un amore finito, chi in una maniera chi nell’altro reagiamo in modi diversi..Analizziamo ogni singolo comportamento della storia vissuta, cercando i motivi della rottura,ma anche se li trovassimo comunque loro non ci sono.

    ELENA grazie per il consiglio, ma sono come il prete predico bene e razzolo male, oggi pome l ho chiamato volevo capre il perchè ma la sua risposta è stata ora non me la sento di parlare, allora un’altra porta in faccia, sto meglio quando non lo sento, oggi mi passavano strane idee in testa..devo lasciare andare una parte di me anche senza chiarimenti, lui non so come definirlo bambino, egoista boh..perchè è proprio insensibile alla mia situazone. Scusa se a volte sono un pò ripetitiva.notte

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