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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 14751
    DWW -

    Ora io odio esprimermi come sto facendo, ossia parlare di Beppino e non con Beppino. Quindi parlo a te, Beppino.
    Il succo del 90% dei tuoi post è “Io voglio sfogarmi, non mi importa un tubo dei vostri consigli”.
    E allora sfogati, Beppino. Ma non ti scazzare se qui non troverai quello che cerchi. E logico che le persone ti dicano di uscire di casa e andare al bar a farti un aperitivo, magari sbronzarti un pò e agganciare una ragazza.
    E di non stare lì concentrato su Dio, che manco Cristo lo era….pure lui andava a pranzo e a cena fuori ed era amico della Maddalena. Non stava tappato nel Tempio a fare la fame per parlare con i Dottori. E sulla Croce pure lui se l’è fatta sotto e si è posto il dubbio di aver sbagliato per 33 anni a pensare di avere un padre diverso da quel poveraccio di Giuseppe….
    E che cavolo Beppino. Tuo padre non cambierà mai. Ma mai mai mai, è assicurato. Non ti darà l’affetto che cerchi. E non lo troverai in giro. Fidati. Se non pillole, che non ti basteranno, e ti incazzerai ancora di più. Prima ti convincerai di questa cosa e prima inforcherai la strada della rassegnazione. Che, secondo me, che sono NULLA, è l’unica che ti porterà verso un minimo di pace.
    Un saluto.

  • 14752
    Golem -

    Guarda DWW, conosco bene quel tipo di ambienti “tirannici”, non li ho vissuti direttamente, ma so quanto condizionino gente col carattere di Beppino. Perchè il suo problema è proprio quel carattere, che non trova la forza di ribellarsi, oltre che per i sensi di colpa comportamentali che i “tiranni” instillano nel “suddito”, anche per ricatti di natura morale che i primi utilizzano per gestire il rapporto con i “sottoposti” in quanto “genitori”. Cosa dice Bep: “A volte…sogno di vivere lontano da loro, in pace. Mi rovinano la salute”. E perchè non lo fa malgrado un impiego, un appartamento proprio e i bei 36 anni? Per quelle inibizioni e paure di cui accennavo, e perchè pensa al suicidio? Perchè si sente schiavo ma sente anche che, pur potendolo fare, non trova la forza per togliersi quelle manette, per quella “castrazione” di cui ho parlato, e ovviamente non può immaginare un futuro in quelle condizioni. Tuttavia Beppino da che si è presentato qui ha fatto un buon passo avanti nella ricerca delle cause del suo malessere, perche mai aveva affrontato il discorso “genitori”, pur essendo intuibile sin da subito, almeno per me, che risiedesse in quell’ambito la genesi della sua sofferenza.
    Se si sta interrogando sulla situazione grazie>>>

  • 14753
    Golem -

    >>>alle pur pittoresche discussioni che si svolgono sul forum, una volta tanto questo sta facendo un buon servizio. Però avere casa propria e fare colazione pranzo e cena da mamma e papà e come vivere ancora con loro’, con tutte le conseguenze del caso, compresa quella di ritrovarsi in una specie di “arresti domiciliari” psicologici.
    Comunque il Professor Yog ha ragione, meglio ringraziare dopo pranzo. Ingurgitare aria prima dei pasti produce conseguenze facilmente immaginabili.

  • 14754
    Beppino -

    DWW, grazie: mi hai capito.

    Il suicidio…mi attira, come una bella musica. Sarebbe un riposo totale, dopo tante lotte. Non esisterei più, non avrei più da sopportare mio padre, né mio fratello, né il mondo, né la società, né gli stupidi insensibili e maleducati, né la violenza sparsa attorno a me…Lascerei il mondo, con l’inquinamento, la corruzione, gli amici falsi, l’impurità, l’amore falso, l’incredulità, le angosce, lo stress…Sarei finalmente morto…E tanto meglio. Tanto non c’ho un posto per me in questa maledetta società.

  • 14755
    Beppino -

    Yog, non scrivermi più. Sei leggiero, e sei offensivo. Non sopporto la gente come te.

    Rossana, grazie mille per il tuo commento, che mi ha toccato. Ti auguro molto coraggio.
    Ti abbraccio.

    Stasera sono depresso e sto male. Non fatemi arrabbiare con dei propositi stupidi, sono già arrabbiato con mio padre.

  • 14756
    Beppino -

    Bestemmiate contro Dio, Gesù…

    Ora lascio la lettera. Non sopporto la vostra mentalità.

    Rossana, mi dispiace…non scriverò più sulla lettera.

    Addio.

  • 14757
    Golem -

    Ma figurati Beppo, Gesù si sarà fatto una risata leggendo la tua risposta. Purtroppo confermi continuanente che ti hanno installato una visione punitiva della religione. Esattamente quello che serve per “controllare” i “fedeli”.
    Secondo me dovresti scivere a Rossana. Lei potrebbe risolvere le tue ambasce.
    Ciavò le moko.

  • 14758
    rossana -

    DWW,
    la tua analisi potrebbe essere valida, benchè non la condivida del tutto. in alcuni casi, c’è molta differenza fra volere e potere, fra raziocinio ed emozioni. non sempre si riesce ad attuare quello che si vorrebbe, in tutti i contesti.

    secondo me, nessuno che si trovi in SERIE difficoltà esistenziali si salva da solo. chi, in tarda età, dopo aver lavorato per molti anni e aver accumulato ottime esperienze in vari settori, oggi non trova lavoro, dopo l’invio di centinaia di curricula, si lascerebbe andare alla disperazione, se non fosse sostenuto da qualcuno che gli vuole bene e che l’incoraggia a non perdere la speranza di trovarlo. soprattutto se non ha già in sè una robusta struttura portante, e se è stato da sempre “prigioniero”, giudicato negativamente, non soltanto in famiglia.

    Beppino ha in sua madre e in Filù i suoi unici punti fermi affettivi. FORSE, sua madre non è abbastanza forte per essere in grado di difenderlo dal padre, uomo privo di capacità d’amare. non è nemmeno giusto che il peso del fratello ricada fisicamente su un figlio già in difficoltà per se stesso.

    l’intera situazione è MOLTO complessa, difficilmente risolvibile con suggerimenti corretti ma ardui da attuare da solo e a tempi brevi.

  • 14759
    Beppino -

    Mia madre…ha un problema alla schiena. Spesso non può rimanere seduta a lungo. Non può portare delle cose pesanti.
    Il mio fratello minore… è handicappato. Vive nel mio appartamento dalla domenica sera al venerdì, anche se ha l’alloggio a quarantacinque minuti da dove abito. Io…l’ho visto correre, fare sport, ha sempre avuto un’energia enorme…e ora quasi non può più camminare. Non lavora, da due anni.
    Mi sono trasferito nel mio appartamento, appunto per scappare a mio padre. Solo per questo. Ed è stata mia madre a volere ch’io pranzi e ceni da loro ogni giorno.
    Quando viene mio fratello, a casa mia, spesso lui è depresso. Io devo sopportare il suo umore cupo…mentre mi affanno per i problemi miei.
    Inoltre, io posso camminare…e mi sento in colpa, è ingiusto ch’io cammini mentre lui non può farlo.
    Quindi, ecco, la situazione non è facile.
    Mio fratello dorme fino alle dieci, poi fa colazione, e poi si isola in camera a leggere la Bibbia, fino a pranzo. Io mi annoio… perché non oso uscire, quando lui c’è, non voglio lasciarlo da solo, anche se si isola.
    In quanto a mia madre…cerco di aiutarla. Mio padre è sempre impegnato…e non capisce i problemi di salute di mamma. Poco fa le ha fatto dei…

  • 14760
    Beppino -

    …rimproveri, perché lei andava troppo lenta per preparare i pasti…Prende medicine, per la schiena, che la stordiscono…

    Ecco, io vivo fra delle persone “malate”, e io stesso lo sono.
    Ovviamente voi…avete tutte le risposte, tra cui, le bestemmie, la volgarità, la cattiveria, e i consigli ripetitivi.

    Ora non vi sopporto più.
    Scrivo…a chi sappia darmi altri consigli dei vostri.
    O scrivo perché ne ho bisogno.

  • 14761
    rossana -

    Beppino,
    scrivi se e quando ti va di farlo. questo sito ha anche scopi di sfogo e di confronto, soprattutto fra utenti che stanno affrontando le stesse difficoltà.

    nessuno risolve niente per nessuno: spesso non ci riescono nemmeno gli psicologi più preparati e meno arroganti. i vari suggerimenti si possono sia cogliere che rifiutare.

    a volte può bastare la possibilità di esprimersi o d’interagire. non per altro la tua lettera è stata, negli anni, fra quelle che hanno ricevuto più commenti…

    non ti devi giustificare di niente: vivi al meglio delle tue possibilità e capacità.

    buona settimana!

  • 14762
    Beppino -

    Grazie tante, Rossana.
    Mi fido dei tuoi consigli.

    Un abbraccio.

    Beppino.

  • 14763
    Beppino -

    Io evoco il suicidio con agevolezza nei momenti bui… però in realtà, non accetterei mai che qualcuno, fra le mie conoscenze, si suicidasse. Farei di tutto perché l’idea stessa del suicidio fosse rimossa dall’anima di chi volesse compiere l’atto.
    Solo che io…mi considero un fallimento, quindi sì, mi riservo il diritto di farla finita.
    Eppure so bene che suicidarsi è commettere un errore. Perché non c’è rimedio, al suicidio. Non si può tornare indietro.
    Eccetto quando il tentativo fallisce.
    Io… nonostante i vari tentativi fatti, non ho mai conosciuto la rianimazione. Ho provato ad impiccarmi, ho ingerito medicine…Ho bevuto dei prodotti domestici abrasivi…e me la sono sempre cavata, con più o meno difficoltà. Non mi sono mai buttato sotto un treno, e non ho mai saltato da un ponte, ecc… perché in fondo preferivo tentare il suicidio a casaccio, lasciandomi una chance di sopravvivere. Non ho mai voluto “morire”…Volevo solo non soffrire più. Mi autolesionavo…Bevevo…e tentavo di farla finita a modo mio. A volte…che strani effetti sono emersi dalle medicine che avevo ingerite! Allucinazioni ad occhi aperti…febbre enorme…poi stavo meglio.

  • 14764
    rossana -

    Beppino,
    prova a riflettere quanti danni ha creato a una miriade di esseri umani il concetto di “successo o fallimento” in tutti i settori dell’esistenza?

    non potrebbe bastare vivere per se stessi, senza attendersi cose o risultati che non sono alla propria portata oppure anche solo, semplicemente, non così facili da raggiungere in determinate situazioni o circostanze?

    basta con questa ASSURDA aspirazione a essere “meglio e di più”! a quali fini, poi, se non si è dei veri e propri geni, degni di passare alla storia, nemmeno sempre in positivo?

    scusa se su questo argomento finisco sempre con l’arrabbiarmi…

    un abbraccio.

  • 14765
    Beppino -

    Ho tentato di impiccarmi varie volte. Nei momenti di disperazione, quando ero stressato. Ogni volta, ho chiamato quegli atti “tentativi di suicidio”, perché volevo sinceramente non soffrire più. Avevo troppa pressione sulle spalle, e sono anti-pressione, non posso vivere con nessun tipo di stress. Al lavoro, ad esempio, non ne ho: lavoro a mio ritmo, senza nessuna pressione.
    L’anno scorso, prima di passare un concorso, ho fatto un tentativo…e una persona è stata presente…per soccorrermi virtualmente. Sono stato in comunicazione con quella persona, mentre tentavo di impiccarmi.
    La mia amica migliore non era disponibile, né volevo parlare con i miei. Cercavo disperatamente di scappare da una pressione troppo forte.
    Quest’anno, ho ingerito un’ overdose di medicine. Ero in una fase depressiva. Non mi ricordo se fosse per lo stress o altro.
    Poco fa, sono stato in una fase depressiva: ero stressato, stanco, e ansioso.
    Non faccio “depressione”… però attraverso dei periodi bui, che io chiamo “fasi depressive”, perché sono corte. Durano due o tre giorni, forse di più.
    Sono spesso generate dall’ansia.

  • 14766
    Beppino -

    Poco spesso, ho delle crisi di “super-energia”. Durano due o tre ore. Mi sento…invincibile, sovraeccitato, alle stelle, e con un’energia decuplata, che mi va nelle vene. Vado matto per quei momenti! Non so perché mi vengono, non ci sono motivi precisi. Succedono a caso, come se il mio cervello andasse in tilt.
    Sono dei momenti esaltanti, euforici, magnifici! Però non durano.
    In genere ho un umore “normale”, poi arriva lo stress, e entro in fase depressiva. Poi risalgo.

    Fino ad oggi nessuno psichiatra mi ha potuto diagnosticare correttamente. Sembra ch’io abbia sintomi provenienti da varie patologie, però in modo attenuato. I doc…boh, è la diagnosi più recente, però non mi convince. Se ho dei doc, sono minimi, non è che influenzino molto il mio umore. Non ci credo molto.
    Io penso di avere un disturbo dell’ansia, e un disturbo dell’umore, tipo ciclotimia.
    Ho sempre delle emozioni troppo forti.

  • 14767
    Golem -

    Squilibri di produzioni endocrine. Comunque con te si dimostra che siamo macchine biologiche elettro-chimiche. Forse dovresti andare da un carburatorista.

  • 14768
    Beppino -

    Ho sempre avuto l’impressione di non essere “normale”. Rispetto a tutti. E stamattina, sono andato con mia madre dalla psichiatra. Mia madre le ha detto che da bambino ero andato a consultare uno psichiatra. Quello aveva detto a mia madre : “Suo figlio non è normale”. Io non mi ricordo di quell’episodio, però mia madre ha aggiunto che lei e mio padre hanno sempre fatto di tutto perché io mi sentissi “normale”.
    Eppure fatto sta che…incoscientemente, forse ho conservato il ricordo della frase dello psichiatra “non è normale”…e poi mi sono sempre visto attraverso quella frase. Oppure, effettivamente: “non sono normale”. Ma allora, che cosa mi differenzia dagli altri? Ho sempre intuito che…i miei mi nascondessero “qualcosa”. L’ho pensato. Però non sapevo cosa fosse. Ora lo so a metà.
    Sono sempre stato fragile, sul piano nervoso…Da bambino lo ero già, e questo non ha niente a che vedere con la religione.
    Mia madre ha anche detto che ho una psicologia particolare…e perché mai? Quale psicologia? è ancora una “differenza”, un’anomalia…Che c’è che non va, in me ?!

  • 14769
    Beppino -

    Mi sono sempre sentito “inadatto”, rispetto alla società, al mondo. Negli studi, nella vita…non ho mai trovato un posto fatto per me.
    Spesso ho immaginato che i miei non mi avessero detto tutta la verità. Ho pensato di essere “deficiente” sul piano intellettuale, e che i miei non me l’avessero detto, per non farmi male. Così sarei vissuto credendomi “normale”, mentre in realtà non lo fossi…perché ho sempre sentito un “décalage”, un fossato, tra la gente in gamba psichicamente, ed io. Il fossato si è fatto più profondo quando ho cominciato gli studi.
    Però l’ho anche sentito riguardo a Dio : per me leggere la Bibbia ogni giorno è sempre stato…un problema. Avrei voluto fare come i miei, o mio fratello, ma non ci riuscivo.

    Io…da inadatto, ho bisogno di vivere nella calma, in un ambiente protetto, senza pressione, e circondato da persone comprensivi e gentili.
    La mia amica migliore fa parte della “cerchia delle Persone Essenziali” che ho creata.

  • 14770
    Golem -

    Beppo, sei normalissimo, anzi, più smart della media. E’ che sei troppo ed inutilmente sensibile verso il mondo e la gente, che nella maggior parte dei casi serve solo a digerire il cibo che ingurgita per vegetare, e in più ogni alterazione della armonia che sogni come ideale di vita ti “offende”, non capendo che la vita è come la scala di un pollaio: corta e piena di merda. Inoltre tendi ad essere troppo severo nei tuoi stessi confronti, sei portato ad accentuare il valore degli sbagli che fai ma non capitalizzi i tuoi successi, come quello di essere bravo nelle lingue, saper suonare il piano e scrivere in maniera superiore alla media anche in una lingua che non è la tua, e poi sei onesto, e non fingi di essere quello che non sei. Insomma, hai un complesso di inferiorità ingiustificato alla luce di come ti ho conosciuto su queste fosche pagine. Ci sono tanti co...... che scrivono qui che non sanno costruire una frase di senso compiuto o che si danno arie di intellettuali e vivono immaginando di essere dei “padri e madreterne”, anche se si fingono umili. Dovresti essere più tollerante verso te stesso, e vederti come ti vede il tuo cane Filucciò. Cià

  • 14771
    DSLP-devosmaltirelapancetta -

    beppino, hai provato con un tiramisù fatto bene coi savoiardi sardi e il mascarpone buono?

  • 14772
    Beppino -

    Grazie, Golem…
    Io amo la vita. Se voi mi conosceste, nella vita quotidiana, vedreste che ad esempio, quando mi preparo il caffè, sto già rallegrandomi, ed al limite, salto per la gioia. Per un semplice caffè…Quando vado in città, il mio rituale è andare in un caffè a bermi o mangiarmi qualcosa. Funziono così, con i piccoli piaceri quotidiani…e quando sono con mio fratello, mi rifiuto il piacere, spesso, perché lui non vuole ch’io spenda denaro “inutilmente”. Però da solo…un tiramisù me lo mangio, eccome! Inoltre c’è un negozietto asiatico dove compro le bevande che mi piacciono un sacco…
    Sì, sono un buontempone, quando voglio. Festeggio ogni piccola scintilla di vita…
    Ho imparato a farlo. Forse più dei miei, o di mio fratello, perché sono passato ad un capello della morte, nel 2010. Questo…lo dimenticano tutti. Io amo intensamente quello che ho, quasi in modo eccessivo, perché ho visto la morte da vicino, e ho rifiutato di arrendermi. Ho combattuto per vivere…e ho vinto, grazie a Dio.
    I miei, la mia famiglia, non vogliono ricordarsi del 2010. Si sono dimenticati di…tutti i miei tentativi, del giorno in cui ho visto degli scoiattoli, e dei sorci, in camera…

  • 14773
    Beppino -

    Loro non mi parlano mai di quei momenti. Li ignorano, mentre io ricordo tutto, come se fosse successo ieri. Ero sotto il piumone, avevo la febbre, e appena aprivo gli occhi vedevo dei sorci, una libellula enorme, degli scoiattoli, lì in camera…Per tre ore li ho visti agitarsi, rodere le tendine, girovagare attorno al sacchetto delle immondizie, o svolazzare per la camera…Ero terrorizzato, poi mi sono addormentato.
    Quella notte nessuno se la ricorda. Nessuno me ne parla, mentre io avrei bisogno di parlarne. Bisogno di essere ascoltato.
    Nel 2010 mi sono impiccato in foresta.
    La cassetta su cui stavo si è ripiegata sotto di me… sicché mi sono ritrovato quasi impiccato. Ho messo tutto il peso sulla parte della cassetta che reggeva ancora…e ho pregato perché non si ripiegasse del tutto. Ero già mezzo impiccato, la corda mi stringeva tanto il collo…Perdevo le forze. Sono riuscito a snodare la corda, attorno al mio collo, e sono caduto sul suolo. Poi sono stato ricoverato al manicomio per la prima volta. Ho visto la morte da vicino…e tutti lo vogliono dimenticare, eccetto io, che non posso.
    Non posso neanche parlarne, con la famiglia.

  • 14774
    Beppino -

    Al giorno d’oggi, e anche prima, quando ti buttavi sotto il treno, e sopravvivevi, ti bastava fare pubblicità, scrivere un libro…e diventavi una star. A casa, ho due libri che raccontano la stessa storia: in uno c’è un’adolescente che si butta sotto il treno, perde le gambe, sopravvive, e racconta della propria vita trasformata perché Dio le ha toccato il cuore…e nel secondo, è un’adolescente giapponese che fa lo stesso, dopo aver perso le gambe sotto il treno. Tutte e due: un libro, per provare al mondo che è un miracolo, sono state salvate, e ora possono parlare di Dio, ecc.
    Quei libri sembrano fiabe, favole…tanto finiscono con un “Happy end”. Quasi mi viene voglia di buttarmi anch’io sotto un treno, per poter, dopo, attirare i proiettori su di me, fare pubblicità, e essere valorizzato…
    Invidio chi si è buttato sotto il treno ed è sopravvissuto. Almeno sono sincero. Invidio quelle persone perché hanno un Destino. Hanno un obiettivo, nella vita. La loro vita ha un senso. Sono delle persone che agiscono, pur sapendo perché agiscono. Sono appassionate, la loro vita è trasformata. Ed per me, dov’è il mio Destino? Che obiettivo ho, nella vita? Dov’è il senso del mio vivere? Ho provato a suicidarmi, e poi, niente è…

  • 14775
    Beppino -

    cambiato.
    Non ho scritto un libro. Non sono apparso su YouTube, non ho creato un’associazione di prevenzione contro il suicidio…Sono rimasto anonimo.
    E la mia storia viene ignorata da quasi tutti.
    Chi si prende cura dei deficienti? Chi si prende cura degli anonimi?
    Chi si occupa dei deboli e dei fragili? Ora tutti vogliono scrivere un libro, quando hanno subito bullismo, o quando hanno tentato il suicidio…E chi non scrive un libro…viene piantato in asso, nel buio più completo. Così funziona il mondo.

    Perciò…buttarsi sotto il treno…spesso mi balena per la mente.
    Però non voglio fare pubblicità.

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