Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Ti sento cresciuto, leggo quello che scrivi, ormai sarai alla soglia dei 40 o poco meno, io come te sono un musicista, e sfogo le mie rabbie e le mie visioni nella composizione. Ho un canale su You Tube di cui non me ne frega niente, posto la mia musica per sentirla in qualsiasi luogo mi trovo. Pochi possono capirla, sono esternazioni oniriche di un pentapolare! Forse non esiste questo termine, la potenza della musica, nella fase creativa è la mia medicina, la mia voglia di fissare in una elaborazione notturna quello che mi nasce dentro.
Quindi secondo me hai sbagliato direzione, non suonare Mozart, Beethoven,suona sul tuo piano quello che sicuramente ti nasce dentro, e volerai alto, molto in alto, lo spirito è più potente delle convenzioni, le medicine ti bloccano, ti fanno restare al primo piano, senza di esse sfonderai un grattacielo! Da vero amico mi viene di dirti che sento in te una potenzialità creativa superiore alla mia! Ti voglio bene, e tu? Ti vuoi ancora bene? Ciao
Ma no, Toroseduto, ma no…Ho già creato musica, però sono un vero fallimento, per la composizione. Solo che, in certi momenti, mi viene voglia di comporre qualcosa, tutto qui…però onestamente, non vale niente. Se mi sforzassi, forse il risultato sarebbe all’altezza delle mie speranze, ma…non mi sforzo, perché considero che debba rimanere un piacere comporre…secondo la propria ispirazione. Non suono Mozart. A dire il vero, non suono più niente…perché non sono più capace di suonare. Tuttavia, certi giorni, mi siedo al pianoforte, e suono quello che mi viene in mente. Mi sfogo. Non posso comporre improvvisando. Per comporre devo…beh non lo so, in certi momenti ci riesco, e in altri no. Ma non sono mai stato formato, non ho le basi, scrivo solo quanto mi passa per la mente…
Siamo tutti “bipolari”, però stamattina io sono in fase up. Troppa energia, senza aver bevuto niente caffè. Forse il “fuoco” si spegnerà da sé, fra qualche ora…e comincio già a calmarmi. Però stamattina ero dinamite. E penso di esserlo ancora adesso.
Ho composto una “fiaba musicale” per bambini, al pianoforte. Cioè ho raccontato il brutto anatroccolo mediante la musica. Però lo spartito è ancora in brutta copia, e non è che sia rifinito. Sai, mi sono alzato, una notte, e ho voluto comporre. È funzionato.
Non mi chiamo “Alma Deutscher”…né sono il “Mozart” degli anni 2000…:D
Per me, la musica dovrebbe essere dappertutto. Quando passeggiamo, al lavoro, a casa, quando dormiamo…perché la musica si adatta a tutto, è poesia. Bisogna solo imparare a “capirla”, e molte persone non fanno lo sforzo per questo.
https://www.youtube.com/watch?v=BM9qdGj4RuE
Hai ragione Bepi, con la musica tutto è possibile!
Ti ho mandato il Link di un mio brano “VIAGGIO NELL’INFINITO”(con la musica tutto è possibile).Ci ho lavorato un mese sopra, ho il mio personale studio di registrazione, come puoi ascoltare ho lavorato su 24 tracce.
Noterai che non c’è pubblicità, non chiedo la monetizzazione, come ti ho detto in precedenza mi piace riascoltarla in qualsiasi parte del mondo mi trovi. Per te che sei un musicista risulteranno evidenti alcune melodie che si sovrappongono, poi cambio strumento e il brano allarga le ali e si accosta a quello che è un titolo un po ambizioso, viaggio nell’infinito. Ho giocato anche con la grafica, se puoi guardalo a tutto schermo, è in HD.
E’ nato da una semplice frase che mi girava per la testa: Con la fantasia è possibile raggiungere l’infinito? In molti mi hanno detto di si. Per altri è un pastrocchio, non mi interessa, mi sono divertito!
Ho apprezzato la tua musica. Mi fa viaggiare, aiuta a passare il tempo…Io ho proprio voglia, adesso, di vedere pecore, mucche, asini, cavalli… perché si sprigiona da loro una certa pacatezza, una dolcezza, che mancano al mio cuore triste e stanco. Ieri sono stato troppo nervoso, e oggi sono esausto. Ho mal di testa. Quando sono andato in Italia, l’estate scorsa, ho osservato il pastore, con le pecore, e ho sognato di poterlo fare un giorno, il pastore. Cammino molto, e mi appassiono per gli animali…ma anche per la musica, e per tutto ciò che rappresenta la Vita. Nonostante ciò, penso spesso alla morte…dato che la felicità la ricevo frammentata, è breve, sono attimi da respirare, e vorrei sempre di più, non mi accontento di niente…Vorrei tanto trovare la via della felicità…una volta per tutte.
Oggi devo riposarmi. Certo, vorrei suicidarmi, tanto in questa vita non ce la faccio per niente…Non tiro avanti, vado indietro. Sono proprio stanco. Mia madre mi dà dei consigli fuori luogo, non si accorge della profondità del mio male…Non vivo più, sono una frana.
C’è troppo stress, ci sono troppi eventi stressanti, io calo le braccia…Non voglio sentire parlare del futuro, perché mi fa tremare. Non ho un futuro. Ho solo un passato pesante, e un presente…impossibile da gestire. Un presente davvero “ammazzante”. Perciò…per sopravvivere devo vivere tutto con intensità: l’attimo presente, con passione ed amore…rimpinzandomi di dolcezza, di tenerezza, mentre ho una fifa matta del futuro. Forse dovrei andare in ospedale psichiatrico a farmi curare…ma non voglio lasciare il mio cane, che amo sperdutamente. Il futuro mi ucciderà…e anche lo psichiatra, che sembra una lumaca tant’è smidollato e inerte. Non reagisce eppure: penso al suicidio…
Beppino,
non é detto che un giorno tu non possa occuparti di animali, come pensi che potrebbe esserti di sostegno. da qualche parte potrebbe esserci una comunitá in grado di ospitarti, in cambio di aiuto nel coltivare orti o nell’accudire magari anche soltanto galline!
la felicitá é la ricerca di tutti gli esseri umani ma… obiettivamente, quanti immagini possano averla trovata? di fatto, credo siano pochissimi a essere sereni, e neppure per periodi troppo lunghi. sono aliti di vento, che vanno e vengono, spesso sempre troppo rapidamente, persino per rendersene conto e assaporarli appieno.
mi rendo conto molto bene di quanto possa essere difficile comprendere malesseri che non si sono mai provati. spesso mi comporto anch’io come tua mamma: ci si sforza di immedesimarsi nell’altro e di essergli d’aiuto ma, soprattutto in alcuni casi piú complessi, spesso si finisce col peggiorare la situazione per quanto l’altro é irritato da carenza di intuizione.
un caro saluto.
Beppino io non do consigli, spesso sono fuori luogo, hai l’esempio di tua madre. E’ come se viveste su due pianeti diversi. Rassegnati, hai una natura troppo vulnerabile. Solo mi domando perché continui con il tuo psichiatra che a tuo dire non ha messo a fuoco il tuo malessere. Su questo mi permetto di insistere, hai bisogno di essere capito, io non ci riesco. Al tuo posto mi rivolgerei ad un’altro psichiatra. Cerca di trovare il migliore, non sono tutti uguali, alcuni si limitano alle prescrizioni di rito, incapaci come sono di focalizzare su un singolo soggetto. Anni fa ho conosciuto uno psicoterapeuta che ha tenuto in cura per due anni un mio parente. Gli dava le medicine, ma lo teneva in terapia analitica due volte la settimana, ci sono voluti in tutto 4 anni, ora è perfettamente guarito. Conduce una vita normale e si è buttato alle spalle tutto il marcio. Provaci, cerca di trovare la tua strada,ti auguro di trovare il medico giusto. Questa è la chiave da cercare. Ciao
Grazie mille per i vostri messaggi. Mi riscaldano il cuore.
Un abbraccio a voi.
Forse in Dio… c’è felicità. In una vita dedicata a Lui…non come i monaci o le suore, ma in una relazione di fiducia quotidiana, pacata…mentre all’infuori si sta rovinando tutto. Stamattina ero terrorizzato, non so perché, ero in panico…e ho pregato, affidando a Dio tutti i miei giorni. Io prego in modo speciale: scrivo le mie preghiere sul mio diario. E ci credo forte…alla presenza di Dio che vede tutto, che legge tutto.
Ho anche letto un salmo, nella mia Bibbia. E ho trovato un po’ di pace. Non so perché mi angoscio per tutto e niente…Forse sono colpevoli i farmaci…supposti placare l’ansia. Chissà…Se avessi bevuto un caffè, saprei perché sono angosciato, ma non l’ho bevuto, quindi…rimane un mistero. Non mi sento bene. Devo trovare un rimedio, ed aggrapparmici con tutte le forze. Comunque, sono stufo di vivere nell’ansia e nell’angoscia.
Ogni giorno ho in mente la solita parola: “suicidio”, eppure so di amare la vita.
Mi sto preparando un buon caffeuccio…e coccolo il cane, che mi sta accanto. Sono stato un fallimento, e solo Dio può raddrizzare quanto è andato storto, in una vita. Non voglio sposarmi, per paura di perdere questa mia originalità, e quest’imprevedibilità che mi caratterizza…Con una moglie, che cosa condividerei…Le parlerei del senso della vita, di cose profonde, andrei ad accarezzare delle pecore, e lei non capirebbe ciò che provo di essenziale nel farlo. Penso fin troppo, e funziono con l’intuito, più che con la ragione. Sono così. Ho bisogno di scrivere, quindi lo faccio. Quando frequento delle persone, cerco sempre di conoscere le loro profondità, non solo la superficie. Non mi interessano le persone superficiali. A volte…mi chiedo perché sono così: atipico…Lo siamo tutti, in realtà. Però mi sento in disparte, rispetto alla massa.
Spesso stringo amicizia con delle persone atipiche. Percepisco…l’ipocrisia, l’incoerenza, di certi, e faccio finta di niente: sono sempre “gentile”, anche quando queste persone hanno un atteggiamento duplice, falso…Faccio finta di non accorgermene, mentre analizzo tutto.
Mi ferisce vedere che certe persone non si accorgono delle proprie incoerenze. E alla fine mi dico…: Non fidarti di nessuno, altrimenti ti calpesteranno, con i loro propositi cattivi, e la loro mancanza di sensibilità. Non approvo l’atteggiamento di certi, ma non glielo dico, per non offenderli. A volte…questo tacere mi pesa sulle spalle. Mi prendono per una persona ingenua, un po’ sciocca, mentre ho sempre capito tutto…E recito una parte, sono un personaggio, mentre sotto sotto analizzo tutto, e faccio il possibile perché gli altri non lo sappiano. Così mi vogliono bene…pensando che sono stupido.
Beppino, quello di cui parli nel commento n. 14437 è esattamente ciò che anche tutti noi altri, chi più chi meno, dobbiamo affrontare. Si chiama “società”, e purtroppo è impostata in quella maniera. Ma dentro di noi rimarremo sempre gli individui “unici” che siamo, con le nostre BELLISSIME diversità, con le nostre particolarità, e con le NOSTRE idee ( non quelle di costoro ). Tieni inoltre presente che anche loro con te potrebbero fingere una parte, proprio perchè la vita in generale si regge sulle finzioni. L’ importante è non snaturarsi del tutto solo per farsi accettare in certi contesti ( non ne vale proprio la pena ). Dobbiamo invece lavorare su quelli che sono i nostri punti di forza, e questi spesso risiedono proprio in quello che crediamo che gli altri considerino strano.
Beh come mio padre mi tratta come un cane, e si accanisce sempre…io penso al suicidio, e trovo che i cani vagliano meglio degli uomini. Io sono una frana, un fallimento, tipo quelli che incontri per strada, e non ti piacciono, non hanno apparenza, sono comuni, e peggio, sono da disprezzare… perché sì, mio padre mi disprezza, e credo che sono nato per essere così, sempre disprezzato. Sono un cane morto, un detrito, disprezzato dal proprio padre, e non sono degno di vivere. Se è così, stasera provo a suicidarmi. Così tranquillizzo tutti, e nessuno potrà più ferirmi. Mio padre mi ha mandato in bestia…e preferisco stare da solo, suicidarmi, finirla, e ciao a tutti.
Non so perché sono venuto al lavoro. Sono esausto, e stufo di vivere. Farei meglio ad andare a dormire, o ad impiccarmi.
Ciao…
Basta, piantala con queste minacce. Un sacco di gente si spaventa e diventa ansiosa. Fatti un giro nel bosco. E cambia medico.
Fa male impiccarsi…? Sì, evoco la mia prossima morte…e mi auguro che sia l’ultima volta ch’io ne parlo. Adesso : agisco. Non scrivo più.
Ciao.
Un ultimo ( speriamo ) abbraccio a chi ha provato a capirmi dal 2005 a oggi.
Hai pure un lavoro! Beppì, la tua vita ha più senso di quella di tanti altri e tu pensi alla cassetta di Ferarele? Sei ingiusto, te ne rendi conto? Domani cambia neurologo e vedrai che la vita ti sorriderà.
Molti anni fa (ero un ragazzino di 18 anni) durante le vacanze estive in Puglia soffrivo da oltre tre mesi di una congiuntivite, fastidiosa quanto refrattaria ad ogni cura, questo malgrado diverse visite ospedaliere e da costosi oculisti privati. Mi rassegnai a portare perennemente gli occhiali da sole anche di sera, per quanto ormai pensavo di non risolvere più il problema. Tornato a casa, al nord, passai in farmacia per chiedere un collirio che mi alleviasse almeno il bruciore che mi infastidiva. Il farmacista mi guarda gli occhi e mi dà un collirio di cui non ricordo il nome. Due gocce per occhio tre volte al giorno. Cominciai subito, poi in serata e infine prima di dormire. Il giorno dopo era passato tutto. Il paragone non calza? No calza, si tratta solo di trovare la pillola giusta. Cercala invece di scrivere che ti vuoi suicidare.
Non voglio minacciare nessuno.
Scrivo solo qua quello che provo.
Ciao.
Beppi, ma se proprio devi scegli qualcosa di più esaltante dell’ impiccagione. Per esempio un bell infarto mentre trombi con una sventolona ( per questo mi sa però che devi aspettare qualche annetto ) oppure una roba “eversiva”, tipo un’ esplosione dentro l’ agenzia delle entrate. Quando è chiuso e non c’è nessuno però. così otterrai non due piccioni, ma tre:
– morirai nell’ esplosione
– eviterai di ammazzare altre persone
– distruggerai tutti i loro fottuti archivi e terminali che contengono i dati dei contribuenti.
Mi dispiace, mi sto impiccando. Da due ore sto discutendo con una persona comprensiva e simpatica che cerca di convincermi a togliere la sciarpa che ho attorno al collo. Verrà il momento in cui sarò stufo e morirò. Inoltre, no, la mia vita non ha nessun senso.
Addio.
Uhahah MG, con quello spirito gli farai passare tutta la voglia di suicidarsi a Beppi, e così resta tra noi: sei una strega.
Dai Beppino, piantala e goditi la vita che del doman non v’è certezza. Al limite se proprio non ce la fai, segui le istruzioni del punto uno di MG. E all’acme…addio. Io ci metterei la firma.
Beppino,
per un figlio sensibile é qualcosa di quasi insopportabile non essere accolto e accettato dal proprio padre. Negativitá gratuita, che spesso perdura per l’intera vita. Eppure, sono molti i padri a valorizzare unicamente i figli che rientrano nelle loro aspettative. E´uno dei crimini bianchi, per cui questi uomini non saranno mai puniti. Gran parte di loro non si rende nemmeno conto del male che fa. Un tempo persino con il netto ed evidente rifuto di figlie femmine. Come nel mio caso, terza “delusione”, per di piú imprevista, e pessima sorpresa in un periodo di grave difficoltá economica, a fine guerra.
Non dargli retta: non hai bisogno della sua approvazione per essere te stesso. E non sei affatto un fallimento: nessuno che si comporti correttamente e onestamente lo é. Il giudizio di chi non sa niente di te non ti dovrebbe nemmeno sfiorare. Non permettere che ti arrechi danno la considerazione altrui, basata sul raggiungimento di denaro e potere.
un abbraccio.
Sono vivo. E non so per quanto tempo. Tentativo fallito, sono un fifone. Mi dispiace.
@ Rossana,
Sono un fallimento agli occhi della società. In quanto a mio padre, non ha mai voluto accettare il fatto ch’io fossi depressivo.
Ho dovuto trasferirmi altrove, lasciare la casa dei miei, tre anni fa, perché mio padre aveva dato i numeri e mi stava trattando come un cane, mentre ero in depressione.
Ieri sera ho provato a suicidarmi, e non c’era nessuno, proprio nessuno per parlarmi, per sostenermi. La mia amica migliore ( o perlomeno, quella che “era” la mia amica migliore ) non c’era, ero veramente SOLO…e oggi sono spossato, solo, e alcuni trovano ancora utile di canzonarmi…tramite dei commenti sciocchi e privi di senso.