Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Certo , con una filosofia del tipo meglio ricco sano e giovane , che povero , malato e vecchio…Ma siete proprio sicuri che nulla dipenda da noi ; siamo dunque gli attori di un film gia’ scritto? La stupidita’ e’ sinonimo di assoluta insensibilita’?Nel mezzo non vi e’ nessuna mediazione? Non pensate che occorra corazzarsi un poco senza cadere in un egoismo sfrenato? Sinceramente. , non riuscite a godervi un buon cibo , un bel libro , una bella giornata , ( ovviamente non avete un cancro , non siete su una sedia a rotelle , avete comunque di che sfamarvi e coprirvi ..) perche’ vi vengono in mente tutte le ingiustizie di questo mondo? Siete cosi ‘ ipersensibili che scansate le formiche? Siate sinceri perche’ , insomma , …io non ci credo!
Ma va là. La differenza la fa essere ricchi o meno, che vuoi che c’entri il senso di realtà. E poi, di solito, i ricchi sono più sani e meno stupidi dei poveri.
E’ una cosa che non si può scegliere. O si è sensibili oppure no. O si è ricchi o no. O si alti o no. O si è belli o no. Noi siamo ciò che siamo e ci comportiamo in base a ciò che siamo. Il punto non è scansare le formiche, il punto è interrogarsi sul perchè non ci scansiamo e capire che il mondo ha regole feroci. Io non sono migliore degli altri, in senso morale. Ma comprendo che noi siamo davvero attori di un palcoscenico che ci dà solo la sensazione di essere liberi. Ma noi siamo ciò che siamo e non possiamo farci niente se non scegliere di essere ciò che si è.
@buck,la nostra vita dipenderebbe esclusivamente da noi solo nel caso vivessimo su una sperduta isoletta in pieno oceano atlantico in totale solitudine. Visto che non è il nostro caso, la nostra intera esistenza non verrà influenzata solo dalle nostre scelte, ma anche (e a volte soprattutto) da quelle di chi ci sta attorno. È il classico serpente che si morde la coda.
Caro Luca76 , la vita e’ un compromesso , dove , quando va bene , riusciamo a far valere in parte le nostre aspirazioni . Sottolineo quando va bene . Ti faccio presente , poi che stare su una isoletta , sperduta in pieno oceano atlantico , da solo , sarebbe una esperienza da brivido , che si concluderebbe rapidamente con la dipartita da questo mondo- tanto per stare in tema- . Nel 1990 rimasi con un gruppo di 15 persone su una isoletta dell’ oceano indiano , e non era esattamente un Club Mediterranee; la natura non e’ ne ‘ buona ne’ cattiva ,semplicemente e’ … e basta! In quel caso ho avuto fortuna ( ce ne vuole molta ,sempre) che i miei compagni di avventura erano molto collaboranti ,disponibili e simpatici , ed hanno contribuito , tutti , a creare una avventura indimenticabile , che poteva trasformarsi rapidamente in qualcosa da dimenticare.
La capacita’ di adattarsi alle situazioni , cercando , magari , di modificarne la rotta anche solo di pochi gradi ,e’ il tam tam che scandisce la nostra esperienza . Qualcuno ci riesce spesso , qualcuno ci riesce qualche volta , qualcuno non ci riesce mai. Il lasciarsi andare supinamente agli eventi , alle cose , agli altri , perche’ tanto non servirebbe a nulla , non e’ una buona politica , credete ad un vecchio. Avere una esistenza non influenzata da nulla e da nessuno e’ pura utopia , non e’ mai riuscito a nessuno
Il suicidio non è forse l’unico atto di libertà che ci rimane? Anche chi vive “bene” in realtà si trova in un’illusione di libertà. È libera una persona che gran parte della vita la passa a lavorare per guadagnare soldi che serviranno a tirare avanti per… continuare a lavorare? È libera una persona che, se perde il lavoro, rimane solo come un cane perché abbandonato da tutti, in primis dal partner? Si può ritenere libera una persona “diversa” che viene messa da parte nel momento in cui non si comporta e non pensa secondo i canoni? In verità ogni nostra minima azione è obbligata dalla società e dallo status che questa esige. Chi vuole fare l’alternativo finisce inesorabilmente relegato ai confini, emarginato e considerato disadattato. Quindi per stare dentro DEVI fare ciò che la società ti impone. È così con tutte le scelte, anche le più personali: preferenze sessuali, credenze religiose, procreazione, ecc. È così anche per il suicidio, che è una delle poche vere scelte che potremmo fare nella nostra vita in gabbia e a cui si arriva per tante motivazioni diverse e secondo me tutte “giuste” (in realtà non esiste il giusto e lo sbagliato in una cosa così, proprio perché personale al massimo). Perché quando uno vuole suicidarsi, gli altri fanno di tutto per impedirlo? Perché viene considerata come una scelta sbagliata? Chi lo decide, il tizio con il culo al caldo che non ha la benché minima idea dell’inferno passato dal suicida? Oppure ci sono suicidi accettabili (eutanasia clinica) e altri meno (per depressione o delusione amorosa)? Dopo una vita di sofferenza nasce il desiderio di un po’ di pace. Se siamo consapevoli che in questa vita non potrà mai esserci la pace, perché dover aspettare di morire naturalmente chissà quando? Perché continuare a soffrire?
Il suicidio è l’unica vera libertà che abbiamo, anzi forse è la massima espressione del libero arbitrio. Non abbiamo deciso di entrare in questo mondo, nessuno ce lo ha chiesto, ma possiamo decidere come e quando uscirne.
Sandro, uso una formula che mi è cara: “La libertà è uno stato dell’anima”. E per chi ci crede, il suicidio è la libertà dell’anima.
(Sono in vena di filosofia spiccia stanotte, dopo la carnazza alla brace e un mezzo Negramaro)
Sandro, penso che anch’ io che non abbia molto senso che un aspirante suicida dia retta al parere di chi sta meglio di lui e non si è mai trovato in una condizione di reale mancanza, sotto tutti i punti di vista. sarebbe una vera e propria beffa. penso anche però che sia interessante, per chi sta meditando di farla finita, considerare l’ opinione di chi ha attraversato le stesse sue vicissitudini ma che poi ha deciso di continuare a VIVERE e di non darsi per vinto.
Oppure sandro82 te lo può dire una persona che ha avuto l’inferno nella vita e ha deciso di farla finita….è andata di la e ha capito grazie anche ad altre tante persone che chi si toglie la vita non va’ a stare bene e ne va’ nella pace! Con tutti i suoi desideri di voler star bene o ricerca di tranquillità o con tutte le sue buone ragioni..ma le cose invece stanno cosi! Se poi tu Sandro 82 senza offesa, ma dopo tutto quello che hai letto qui sul suicidio non hai capito totalmente un c.... così e vai ancora a pensare che sia una cosa positiva! Stai proprio indietro ragazzo mio!!
Ma pensa la come vuoi…rischia..le conseguenze sono poi tue!
Solo che poi potrai non essere fortunato e tornare indietro come ho fatto io….c.... tuoi poi!
E buck scusa ma non ho capito… Sei rimasto su un isoletta dell oceano indiano perché? …era un viaggio organizzato o non siete riusciti a partire ?
Una libertà che sei libero di esercitare una volta sola non è affatto una libertà. Ne consegue che l’uomo non è libero tout court. Perciò è assolutamente irresponsabile delle sue azioni. Quest’ ultimo è però il presupposto ontologico della libertà, quindi l’uomo è l’essere libero per eccellenza. E quindi la libertà dell’uomo esiste in quanto contraddizione in termini. Aloa.
Buck,
“La capacita’ di adattarsi alle situazioni , cercando , magari , di modificarne la rotta anche solo di pochi gradi ,e’ il tam tam che scandisce la nostra esperienza .” – dal mio punto di vista, è anche la sola alternativa fra il vivere e il morire, fra il sopravvivere e il cercare di trarre il meglio da quanto ci è dato (o siamo costretti) a sperimentare.
la sensibilità fa di certo una grande differenza, e il suo grado d’intensità non può essere scelto. in tal caso la fatica di “adattamento” è senza dubbio molto maggiore e inevitabile.
grazie per la testimonianza sulla permanenza in quella lontana isoletta, favorita dalla fortuna, sempre necessaria e mai scontata.
Sofia capisco la presa per i fondelli …. comunque era una cosa che andava molto in quegli anni , Rimanere in un isola dove non c’ era assolutamente nulla , con degli sconosciuti , venendo sbarcati con il minimo necessario , erano le cosiddette vacanze avventura …
Comunque , lasciamo stare , che’ i ricordi non servono a nulla
Buck nessuno voleva prenderti per i fondelli..ti ho solo chiesto…perché mi sembra che hai avuto una vita forse avventurosa o sbaglio?
Non era una presa per i fondelli..solo una domanda.
Non so se il suicidio sia una libertà che abbiamo oppure, semplicemente, il compimento di ciò che alcuni sono e hanno vissuto. Nella pratica non cambia, dal momento che la nostra libertà è poi la sensazione di essere liberi. Il mistero è perché si è costretti dalla vita a soffocare la vita e il senso di tutto questo soffrire. Soffrire è stupido.
Magari ,Sofia , avessi avuto una vita veramente avventurosa , ho solo viaggiato molto quando la gioventu’ , la salute me lo permettevano , ed essendo per natura curioso , le mie mete erano spesso insolite.Tutto qui.
“…Il mistero è perché si è costretti dalla vita a soffocare la vita e il senso di tutto questo soffrire. Soffrire è stupido…”
Sono d’ACCORDO. Quando e’ arrivato il momento bisogna farsene una ragione…..
ciao Buck.
Vorrei esserci io al posto della Solesin. E siccome qui si aspettano un attentato, ho deciso di frequentare luoghi affollati in modo da aumentare le possibilita’…. Quanto vorrei che succedesse a me. Una raffica di mitra ed e’ tutto finito…..
Qui dove, cosi vedo di evitare quei posti, visto che io ci tengo a campare più che posso.
LEA, ma ti rendi conto della bestialità che hai scritto??? Valeria era una ragazza piena di vita, impegnata nella ricerca e nel sociale, che faceva DAVVERO del volontariato ( non come quelli che vengono a scrivere qui ). la sua esistenza, attraverso la quale dava tanto al resto del mondo, è stata brutalmente spezzata da quattro pazzi fanatici, esseri completamente inutili per l’ umanità! Il suo fidanzato la piange non perchè ha perso la compagnia per il week, ma perchè era una donna di grandissimo valore. e tu stai qui a dire che avresti voluto essere al suo posto e fare quella fine ingiusta e atroce. MA VERGOGNATI! sei una stupida, che oltretutto si vuole suicidare per un assurdo amore IMMAGINARIO. spero che nel frattempo fondino un’ associazione in onore di Valeria, per aiutare tutti i giovani disadattati e svantaggiati ( e preferibilmente ITALIANI E VENETI ) che si vogliono dedicare agli studi ma che non hanno le possibilità materiali e circostanziali per poterlo fare. Giovani tra i quali a suo tempo mi sono ritrovata anch’ io. spero di non dover più leggere altre idiozie in questo forum, perchè ce n’è veramente abbastanza.
Cara Lea, ti prometto che questa sera ti scrivero in privato come si deve. Attendo solo di avere il tempo che meriti.
Qui mi preme dirti, tuttavia, che il suicidio è un atto tremendamente personale e io non sto cercando persone per “andarmene”. Io qui sto discutendo sul significato della vita e della morte. Se e quendo deciderò di suicidarmi sarà una risoluzione che prenderò in piena solitudine, come d’altronde si fa con tutte le decisioni importanti della vita.
Mi piacerà però comunicare con te senza censure e senza gente che commenta a sproposito. Un bacio, a stasera.
Guarda Lea che basta che vai a fare la cooperante in Siria, un missile fa ancora meglio del mitra. Se poi hai un colpo di c*** magari all’andata abbattono il tuo aereo sopra il Mediterraneo.
“Cari fratelli dell’altra sponda, cantammo in coro giù sulla Terra, amammo in cento l’identica donna, partimmo in mille per la stessa guerra. Questo ricordo non vi consoli, quando si muore….si muore soli”.
F. De André.
Lea, soli si vive, soli si muore, altro che suicidio collettivo…..
Quanto al farsi fuori non è il caso di scomodare l’ISIS. Pare basti mettere candeggina in lavatrice al posto del detersivo. Vrum vrum, boooooom, pax.
Eclatante e da prima pagina del giornale di quartiere si si….per il condominio sicuramente, se abiti in condominio, ovvio.
Questa lettera periodicamente pullula di segaioli mentali che, il giorno in cui vedessero una motoretta in lontananza nella loro stessa traiettoria, balzerebbero come capretti pur di salvare la ghirba.
Altro che accopparsi individualmente o collettivamente.
Un po’ come tutti noi, d’altronde.
Perché, ammettiamolo…..chi vuole veramente morire ci mette tre secondi a diventare pasto per i vermi.
Però…….
Però ho imparato a distinguere tra massacrati dalla vita per motivi REALI, superstiti per forza d’animo o umana vigliaccheria (legittima e comprensibile)
e massacrati di filosofie, cazzeggi mentali, vittimismo cronico, affetti da mania di protagonismo, superstiti perché “col c.... che mi accoppo, voglio solo attenzione e stare sul palco da diva\divo”.
I secondi mi fanno schifo.
Ed io faccio schifo a loro. Ma me ne frego.
Un saluto a chi vive realmente male.