Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me Stesso
14.956 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Esatto Maria Grazia .. non potevi descrivere tale realtà con parole migliori .. i fortunati però li considero non tanto gli eredi ma quelli a cui è andata bene in tutti i campi .. ora ovviamente non mi ritengo un santo perché di errori ne ho fatti e non pochi .. ma di sicuro la fortuna non mi ha mai realmente baciato.
La vera domanda non sta nel perchè abbiamo commesso certi errori, ma nel perchè li abbiamo DOVUTI commettere. Se fossi nato ricco, bello come il sole e sufficientemente stupido, certo ora non stare qui a scrivere. E’ colpa nostra se la vita ci ha calpestato i desideri?
Secondo me in una società “ideale” non avremmo nemmeno certi desideri perchè ognuno sarebbe libero di essere CIO’ CHE E’, senza dover cambiare per essere accettato e benvoluto. in un mondo ideale non fregherebbe nulla a nessuno se non guidi una macchina fiammante, non somigli ad un attore o ad un attrice del cinema e non sei paraculato dall’ esistenza. abbiamo certi desideri proprio perchè la società in cui viviamo induce ad averli. questo è il punto. e chi non li realizza si sente frustrato perchè avverte l’ isolamento che si crea intorno a lui.
Buck è proprio come dici tu e posso solo immaginare cosa sia stato quel periodo.noi lo abbiamo vissuto 20 anni dopo ed è stata comunque un altra primavera,viziata,edonistica, superficiale ma maledettamente bella e colorata.w gli 80 w i Rockets
Smerdjiakov,
“E’ colpa nostra se la vita ci ha calpestato i desideri?” – no, ammesso che si trattasse di desideri adeguati all’ambiente e alle proprie possibilità di realizzarli, almeno in parte. mai pretendere l’irragiungibile!
inoltre, la buona o la cattiva sorte, derivante dall’esterno o anche da semplici connotazioni naturali impossibili da governare, può fare la differenza, indipendentemente da ogni miglior buona volontà.
personalmente, sono incline al determinismo, e quindi alla privazione di reali possibilità di orientamento di fondo della propria vita ma non respingo nemmeno del tutto la visione di un’adeguata via di mezzo: in alcuni aspetti non esiste libero arbitrio; in altri, di solito di minor portata, sì. soprattutto nell’interpretazione di quanto accade, sforzandosi di accettarlo e di comprenderlo anche quando ci è ostile.
è facendo delle proprie scelte un percorso soggettivo, assunto con responsabilità e consapevolezza, senza farsi troppo influenzare dalla cultura di massa, che si può realizzare qualcosa di buono e di valido per sé. nella tolleranza in senso lato risiede la radice della serenità, sempre più gradevole della disperazione o della rassegnazione.
opinioni personali, valide per me, e conquistate dopo un momento gravissimo, di totale rinuncia all’esistere.
“la buona o la cattiva sorte, derivante dall’esterno o anche da semplici connotazioni naturali impossibili da governare, può fare la differenza, indipendentemente da ogni miglior buona volontà.”
Questa è la frase più giusta che si possa scrivere .. infatti per contro va a demolire la classica frase fatta “sei l’artefice del tuo destino” .. balle .. se ognuno potesse scegliere il proprio futuro, NESSUNO al mondo sceglierebbe di star male
Si può immaginare che si nasca con una predisposizione al pessimismo e a vedere il lato tragico della vita, che non quello ridicolo, che è poi quello più frequente?
Anni fa sistemando le cartacce dell’ufficio mi capitano sotto gli occhi le statistiche del Sole 24 ore. Abitanti per chilometro quadrato e suicidi. Al primo posto per l’affollamento Napoli e all’ultimo Aosta. Possiamo immaginare la qualità della vita di Napoli e quella della civile Aosta, no? Invece per i suicidi era il contrario, al primo posto Aosta e all’ultimo Napoli.
La gioia di vivere è una condizione dello spirito, ed è indipendente dalle condizioni e dalle circostanze con le quali si vive questa vita.
Guarda Rossana che il Libero Arbitrio o è assoluto o non è. Tu confondi Libero Arbitrio con libera scelta, che è possibile solo all’interno del LA e solo come nostra convinzione. Esempio: se ti innamori di qualcuno o desideri qualcosa sembra che sia stata tu a decidere di chi o di che cosa ti sei fatta attrarre, e questa si chiama libera scelta. Il Libero Arbitrio è ciò che sta dietro a tutto questo e fa sì che noi abbiamo certi bisogni anziché altri, e questo NON dipende da noi.
Basti pensare alle cause prime ovvero a come nasciamo, e subito ti dà l’idea di quanto poco possiamo decidere noi. In realtà noi non siamo liberi, ed è questo il vero mistero della vita.
Alessandro: se si potesse scegliere, forse qualcuno sceglierebbe perfino di non nascere, come probabilmente farei io.
I sacerdoti del “basta impegnarsi” sono semplicemente dei depensanti. Proprio per questo sono avvantaggiati nella vita.
La verità è che noi non abbiamo nè meriti nè colpe. Noi viviamo nostro malgrado in un gigantesco e perverso gioco dell’oca di cui siamo pedine. Il solo fatto di nascere ovvero di partecipare a questo sadico gioco, è una catastrofe.
secondo me ha ragione Golem. tutto dipende da come noi vediamo le cose. in una stessa situazione, alcuni reagiscono in un modo, e altri in un altro. è la diversa capacità di reazione agli eventi e la diversa mentalità, secondo me, a determinare in gran parte il destino di ognuno di noi. poi è ovvio che, se non sono predestinata ad essere Angelina Jolie ( o Franca Leosini – che per me è molto meglio ) non lo sarò mai!
Maria Grazia: una domanda; ma tu, almeno una volta nella vita, ti sei elevata dalla banalità e dalla retorica?
Provane l’ebbrezza. Sforzati.
Smerdjiakov,
hai ragione: ho sbagliato il vocabolo ma, se anche avessi scritto libera scelta, il concetto cozzerebbe comunque con la tua visione assoluta che, per quanto MI riguarda, condivido soltanto in parte.
non mi rifaccio alle teorie di nessuno, soltanto a un’imperfetta e soggettiva elaborazione sulla base delle possibilità di scelta che hanno riguardato i miei vissuti, oscillando fra il caso esteriore e la necessità interiore. avendo così raggiunto un equilibrio abbastanza soddisfacente, non sento il bisogno di indagare oltre o di modificare le convinzioni raggiunte.
MG, è stata meno banale di quel che la supponenza farebbe supporre se si leggesse a fondo il messaggio.
Non ha gravi schizofrenie tra quello che è e quello che suppone di essere, madre queste di molte delle ferali insoddisfazioni che si leggono su queste amene pagine.
va bene smerd, mi sforzerò! 🙂
Che nascere è di per se una catastrofe sarà una delle rare rare cose giuste…che hai detto smerdyakov… L’odio che hai verso la vita e ‘odio che hai di vivere è l’unica cosa che ci accomuna tra me e te!
Molte volte il sapere aiuta fino a un certo punto…altre volte sarebbe meglio essere come voi e andare a supposizioni non sapendo nulla della verità e di tante altre cose….molte volte vorrei essere cosi..il sapere non aiuta ad accettare…accettare è tutta un altra cosa!
Cmq senza nessuna offesa smerdyakov ma solo per pura giustizia…se c’è una che non è banale è Maria grazia! Ha il suo modo di pensare come tu hai il tuo …ma Maria grazia non fa mai ragionamenti banali o superficiali..
E ricordati…tanto so che non capirai nulla come sempre ma voglio dirtelo lo stesso …se tu sei così in questa vita se hai avuto brutte esperienze o se stai male fisicamente e non …non è un caso! Nulla è un caso…e non è il destino.. Sei cosi perché questa vita è la conseguenza di quella passata..la tua ultima.ogni cosa dell ultima ha determinato ogni cosa di questa ( OVVIAMENTE PER TUTTI È COSI..NON SOLO PER TE).. tutti noi abbiamo colpe e meriti..e tutti noi abbiamo questa vita con i nostri dolori delusioni e sofferenze in base a cosa abbiamo fatto nell ultima!
Anche se non lo capirai… E a me come sempre non me ne potrà fregare di meno..però saprai che è cosi.!
No Rossana, tu non hai sbagliato il vocabolo. E’ che proprio non hai compreso minimamente cosa volevo dire. Il tuo lessico involuto ha avuto un solo guizzo di clarità: quando hai detto che non vuoi indagare oltre. Ecco, appunto, non puoi indagare oltre, perchè non ne hai le capacità. Ed è per questo che ti rifai a tesi confuse e malcomprese, quali sono le tue.
Smedjakov , tu citi un filosofo greco , o Nitche : meglio sarebber non essere mai nati , e , in caso contrario , morir subito. Roboanti , e , a mio parere , eccessivi. Non mi considero un depensante , e credo che il sentirsi dire basta impegnarsi sia , quantomeno ,irritante. Nonostante questo , ho sempre accettato le sfide ,piccole o grandi che fossero perche’ chi si ritira prima di combattere ha gia’ perso , e nel modo peggiore . Certo che tanti fattori agiscono sull’ esito della sfida , ma non sono sempre e solo negativi e predefiniti , come non e’ vero che non abbiamo meriti o colpe. Altrimenti diventa una eterna scusa per le nostre sconfitte , ed una misera foglia di fico per i nostri difetti od errate valutazioni . Il negativismo assoluto e’ come l’ ottimismo a tutti i costi.: genera una visione distorta della realta’ seguita da decisioni basate su false percezioni . Con risultati, in genere , deludenti. Sono forse banalita’ dovute all’ eta’ ( oramai ho fatto outing) , ma credo che il buon senso sia una bussola preziosa.
Sì Buck, sono banalità. E non credo dovute all’età.
Sofia, da brava fai nanna e lascia parlare i grandi.
Credo che molti siano un perfetto esempio di iato tra ciò che si è e ciò che si pretende di essere.
Sofia, in fondo la banalità è un concetto molto relativo. così come anche la “genuinità”.. ( termine, questo, usato IMPROPRIAMENTE da qualcuno in un altro thread ). forse se Smerdjiakov mi trova scontata avrà le sue ragioni. grazie comunque per l’ apprezzamento. ciao
Golem, in realtà sono affetta dalla più grave delle patologie: la brama di giustizia.
fissa assolutamente nefasta e deleteria ( e anche un pò perversa ), specie per l’ equilibrio intestinale. altro che disturbo borderline e bipolarismo..
e poi l’ unica cosa che mi dà veramente un’ insopportabile senso di repulsione, tanto da star male, è la violenza sugli animali. quella sugli uomini – per quanto deplorevole – non mi fa lo stesso effetto. quindi è acclarato: sono pazza e pericolosa per il genere umano!
Me lo ricordo! Nitche giocava nel Borussia Dortmund nella seconda metà degli anni ’70. Era famoso per il suo soggettivismo offensivo. Arrivava sotto porta dopo due o tre dribbling asfissianti, faceva sedere il portiere con una finta di corpo, (oppure indicando improvvisamente con l’indice sinistro qualcuno tra il pubblico) e poi, solo davanti alla rete, intenzionalmente si rifiutava di calciare, ritenendo inutile concludere un’azione che aveva un epilogo prevedibile. Venne soprannominato il nichilista del gol per questa sua caratteristica irritante ma nello stesso tempo aristocratica.
Lasció il calcio al culmine della carriera dopo NON aver segnato 127 gol nella Bundesliga, classificandosi al primo posto dei NON cannonieri di tutti i tempi.
Ritiratosi a vita privata scrisse il suo più famoso saggio “il Superomo”, frutto della attenta osservazione del comportamento di molti suoi compagni di spogliatoio durante la doccia post partita.
Divenne anche un virtuoso suonatore di corno inglese, quello usato per la caccia alla volpe, oggetto di culto dei suoi fans più accesi che dopo la sua prematura scomparsa cercarono di aggiudicarsela come una reliquia, inutilmente
Riposa al cimitero di Pere Lachaise a Parigi, ma nessuno è mai riuscito a trovare la sua tromba.
Buck,
– “ho sempre accettato le sfide ,piccole o grandi che fossero”
– “tanti fattori agiscono sull’ esito della sfida , ma non sono sempre e solo negativi e predefiniti”
– “credo che il buon senso sia una bussola preziosa.”
nella mia ignoranza e nei miei limiti mentali mi associo al tuo pensiero, ritenendo comunque più che giusto che ognuno ne abbia uno suo, mutuato o meno da quanto espresso da famosi pensatori.
Maria Grazia, sulla violenza sugli animali siam perfettamente d’accordo. Una volta tanto.
Va bene , uno e’ Sofocle , l’ altro e’ Nietsche , il sifilitico. Comunque ci siam capiti. ( e comunque non e’ un caso che il secondo , con le sue affermazioni roboanti , ha generato molti malintesi nello scorso secolo)
Rossana: bè se uno nasce sano, ricco e stupido vive felicissimo. Purtroppo è molto raro e basta anche solo che uno abbia un po’ di senso della Realtà per comprendere le pene del mondo e farle sue. E’ una questione di sensibilità.
Nietzsche. Questa è l ‘ultima versione conosciuta.
Comunque io preferisco essere nato, e la vita me la godo tutta. Sono epicureo.
Stasera c’era un tramonto sullo Jonio che non si può descrivere. Mi basta questo per star bene, anche dopo una giornata di merda, e oggi non lo era per giunta.