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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11851
    E -

    Quanti motori può avere una nave?
    Uno solo, che regola tutto?
    Uno per ciascun settore?
    Forse uno per ciascun settore….
    Chi, in fondo in fondo, vorrebbe vivere aspetta che ciascun motore si rompa, si fonda, si inabissi prima di staccare la spina.
    Un motore si spacca e ci si attacca all’altro e poi all’altro e poi all’altro ancora finchè, un giorno, ci si rende conto che non c’è più nessun motore a cui aggrapparsi, che la nave è rimasta una gigantesca scatola vuota e leggera.
    Priva di tutto o di troppo.
    Lavoro, affetti, salute, soldi.
    Tutto sputtanato, tutto a fanculo.
    Tutto giù in fondo all’oceano a tenere compagnia ad altri relitti irrecuperabili.
    Ci si domanda che senso ha tenere in piedi una baracca del genere.
    Qualcuno dirà che basta pregare ed avere fiducia e un motore nuovo apparirà, come per magia.
    Altri diranno che esistono pezzi di ricambio formidabili se ci si affida ai meccanici giusti.
    Altri diranno di bombardare la nave e di spedirla in fondo all’oceano, insieme ai suoi motori.
    Ognuno accoglierà la risposta che sente propria in quell’attimo e solo in quell’attimo.
    E non è affatto detto che la risposta di ieri sia la risposta di oggi o di domani, se c’è un domani.
    Cosa tiene in piedi la nave?
    Orgoglio e, nel mio caso, un misto di codardia e di quell’idiozia che alcuni chiamano speranza e che tanti, me compresa, talvolta spacciano per forza. A seconda dell’umore.
    Questa è una di quelle mattine in cui la caffettiera, Luca, sembra la cima del K2 e in cui vorrei tanto poter dire di essere depressa se non fossi certa di essere, molto più semplicemente, consapevole.
    Guardo i miei gatti e vedo che si aspettano qualcosa da me.
    Cibo, acqua e lettiera e già so che, domani, mi alzerò dal letto perchè glieli devo procurare.
    E’ una scusa per mascherare la non voglia o la paura di salire su un ponte e buttarmi di sotto?
    Si, 99 su 100 è così.
    Perchè dovrei mentire?
    Perchè dovrei spacciarmi per qualcuno (qualcosa?) di diverso da quella che sono? Per fare bella figura in un forum in cui in pochissimi sanno dare un volto alle mie parole? No…..non c’è nessun motivo per indossare una maschera anche qui. Proprio nessuno.

  • 11852
    E -

    Un abbraccio a Luca, a David, Beppino, Marina, Ele e chiunque ne abbia bisogno.
    Un abbraccio malandato ma sincero.
    Io, i vostri, li prendo tutti.

  • 11853
    david -

    Ciao E,stato qualche giorno senza farmaci,quasi un collasso.Resto spesso senza.Forse una forma di rifiuto,di esasperazione,tutte le sofferenza come uno sciame di calabroni.Se fossi un pover’uomo che si deve sottoporre a dialisi fuggirei in un bosco ed aspetterei la fine.Ciao scrivi sono molto belli i tuoi commenti.ciao

  • 11854
    Beppino -

    Il mio Dio ( non quello dei miei o di mio fratello ) è quello che mi ha permesso negli anni in cui toccavo il fondo di avere un contatto con gli animali, o di poter ascoltare la musica che mi piace senza limiti. Ogni giorno. Questo Dio qua mi rispetta, rispetta il mio ritmo, si adatta ai miei bisogni particolari. Il mio Dio lo vedo negli incontri che faccio: Stamani ho guardato dentro un nido per vedere se ci fossero degli uccellini…e ho scorto tre becchi ampiamente aperti…Che bello!!!! Tre uccellini affamati, il becco spalancato teso verso il cielo…Era la prima volta ch’io vedevo questo. Per me, Dio è qui, in queste cose. Nella natura e nella musica. Non è un Dio-religione, comandamenti, precetti, ordini…Non è un Dio che ti incarcera in un modo di pensare particolare, riduttore…Non è un Dio che ti fa lunghi discorsi morali, noiosi, e schiaccianti. Dio rispetta la tua personalità e i bisogni vitali che hai dentro te.
    È questo Dio qua che voglio.
    Ho un’anima che rifiuta di essere bloccato in una cornice, o brigliata. Non mi piace la disciplina, la preghiera quotidiana, ecc…Però credo che Dio sappia come raggiungere le anime-farfalle, quelle che si ribellano, e non entrano in nessun quadro…
    I miei e mio fratello mi impongono una disciplina, e la rifiuto. Non sono mai riuscito a leggere la Bibbia ogni giorno ed a pregare ugualmente. Io no!!! Invece, Dio mi ha permesso di dare erba ad un elefante in libertà…mi ha permesso di accarezzare tanti cani, di vedere dei caprioli, una faina, degli ermellini, ecc…perché era vitale, per me.
    Ecco come percepisco Dio. Rifiuto un Dio che cerca di imporsi, che ti forza a fare quello che non vuoi fare. Lui si adatta alle tue difficoltà, non ti obbliga a pregare se non ci riesci più…provvede solo ai tuoi bisogni intimi attraverso i piccoli episodi belli che vivi in giornata…

  • 11855
    Piergiorgio -

    @Beppino, è commovente quello che hai scritto; sembra di sentir parlare San Francesco D’Assisi…

  • 11856
    E -

    Beppino, Il Dio che ti sei costruito a tua immagine e somiglianza ti fa stare bene?
    Allora tienilo stretto e fai presente ai tuoi parenti che nessuno di loro l’ha conosciuto personalmente, che fanno riferimento a testi scritti da UOMINI e che hai sufficiente cervello da farti una tua idea senza andare a rubacchiare quelle altrui di millenni fa, quando la fame e gli stenti facevano vedere di tutto e di più.
    E se ti criticano, bacchettano, redarguiscono non perdere tempo a discutere.
    E’ inutile,
    Mandali a fare in culo che un vaffanculo ben piazzato non ha mai ammazzato nessuno.
    Non dirglielo, mi sa, porterà alla tomba te.

    David, stai attento all’uso a capocchia dei farmaci.
    La voglia di rifiutarli, lo so,può assalire ma smettere, riprendere, smettere fa stare peggio.
    Io l’ho fatto e te lo sconsiglio di cuore.
    Qualche posts fa hai scritto una frase in cui mi ritrovo: “mi ricordo tanto tempo fa quando sarei voluto entrare in una crepa nel muro e sparire”.
    Quando ero ragazzina sognavo (a volte ad occhi aperti) di entrare in un’altro mondo passando da una fessura.
    Negli ultimi 7 anni il disastro è stato totale ma certi disagi hanno origini lontane e, probabilmente, spiegano in parte i fallimenti più recenti.
    E quelli più dolorosi indipendentemente da quando siano capitati.

  • 11857
    david -

    Beppino ciao ma riesci a trovare qualche lavoretto,è riuscito a me…Dato che hai trovato il Dio dei tuoi sogni,non pensi di darti una mossa?Perchè io credo tu stia rimuginando troppo.Forse Dio vuole rivelarsi a te in questo modo,che ti renda più sereno e felice,ma forse dovresti fare un passo anche tu,non puoi passare tutta la vita a parlare di cose religiose.Anch’io ho passato un periodo simile al tuo,almeno credo.ciao

  • 11858
    luca76 -

    …Lavoro…Lavoretti…Io sono 1 anno e passa che vado avanti a fare lavoretti saltuari per pagarmi vitto e alloggio…Stamattina mi sono girato un paio di cantieri in città e provincia alla disperata ricerca di qualcuno che mi assumesse anche solo per questo periodo estivo. Ancora e sempre risposte negative trovo…Forse il mio approccio è sbagliato, chi lo sa…Magari mi dovrei creare anche io un Dio tutto personale da pregare prima di uscire di casa e consumarmi la suola delle scarpe cercando lavoro. Un Dio che mi sollevi, che mi rinfranchi, che mi rincuori. Un Dio che mi faccia apprezzare la vita, i doni del Signore, il sole che sorge, i bambini che ridono, gli uccellini che cinguettano. Un Dio che non c’è e che mai ci sarà, ma a cui è bello credere perché, che come un novello San Francesco mi fa godere di una frugale e povera (ma gioiosa) esistenza. Un Dio che si prende cura della mia anima, non del mio stomaco che brontola per i morsi della fame. Eh già. D’altronde vogliamo mettere a confronto la goduria di essere avvolto dalla Gloria del Signore piuttosto da che riuscire a procurarsi un tozzo di pane da cacciarsi nello stomaco? Un Dio che mi accoglierà a braccia aperte dopo tutti gli stenti passati nella vita. Un Dio che mi metterà nel firmamento celeste, in mezzo agli angioletti e ai santi, e io sarò contento di questo, sarò felice per l’eternità, gli sarò grato di avermi fatto percorrere questa via di tribolazioni per innalzarmi alla sua soglia. Già lo ringrazierò. Prima però lo mando a fare in culo 33 volte. Perché a me non interessa proprio niente di un’eternità di gioia e felicità. Anzi, la prospettiva la trovo alquanto pallosa. Io sono un essere umano, in carne e ossa, non cerco la salvezza della mia anima. Mi accontento di una vita appena normale, nient’altro. Ed è quello che ho sempre cercato. Se ho mai creduto in qualche ideologia, questa è stata quella del Comunismo, quello delle origini, quello dei Lenin e dei Trotsky e (in minima parte) degli Stalin. Un ideologia spinta dal fermento sociale che sfociò nella rivoluzione di ottobre. Un ideologia fatta da gente affamata e vogliosa di libertà. Un ideologia fatta da uomini per gli uomini, non creata da caste sacerdotali per servire e riverire fantomatici esseri celesti. Mi ritengo una persona intelligente (e una delle poche qualità che mi ascrivo), rispetto, anche se non sembra, certe credenze legate ai culti religiosi. Ma per quanto mi sia sforzato in vita mia, non sono mai, mai, riuscito a capire come un essere umano possa arrivare ad accettare l’esistenza di una qualche entità superiore, onnisciente, che tutto vede e tutto sente…Per me questa è follia pura…
    Uhmmm…No, non credo riuscirei mai ad essere un adepto di qualsivoglia religione… Domani mattina, quando uscirò di nuovo a cercare lavoro, non credo che intonerò un “Laudato sii o mi Signore”, sostituendolo con un più umano “Avanti o popolo, alla riscossa….”
    Un abbraccio a David, Marina, Ele, a @E e ai suoi gatti.

  • 11859
    silvia -

    Dopo il primo maggio 2013 …
    … dopo il suicidio di mio fratello tutto è cambiato… Io non mi sento più io, non sono più io.
    Ho scritto qui tempo fa, vi leggevo e.. in un certo senso vi “sentivo vicini” nel pensiero.
    Con alcuni avvertivo l’esistenza di quella forma di rispetto del dolore che vieta alle coscienze il farsi del male.
    Ma ora, ora… io farei una domanda diversa …
    David, E , Ele, Luca, Marina, Piergiorgio, Beppino, e altri…
    avete mai pensato o solo immaginato d’ incontrarvi ?
    Incontrarvi come un gruppo di persone che s’incontrano e passano un pomeriggio insieme, senza aspettative.
    Magari in un parco si siederà sull’erba, si mangerà un panino o un gelato e si parlerà… oppure si starà semplicemente lì INSIEME a scrutarsi in silenzio.
    Perché in fondo siete un gruppo unito da nulla forse… ma unito da qualcosa che spinge a ritornare su questa pagina.

  • 11860
    david -

    Cara Silvia,sarebbe bello conoscervi…io però penso che non farebbe bene almeno a me.Credo che dopo pochissimo saremmo di nuovo tristezza e sgomento.Una volta ho provato,ma non mi ha aiutato,anzi penso di esserne uscito con la coda fra le gambe.Oltretutto credo che parleremomo più del nostre tragico passato e poche briciole di un futuro radioso.Io cerco di dimenticare,da mesi e mesi non parlo più di quel tempo con nessuno e non voglio più farlo in vita mia.Dormo con la luce accesa c’è troppo dolore in noi.Ho provato con un gruppo,ma non è servito a molto,ci vorrebbe un gruppo di sostegno di sofferenti di PTSD.Grazie Silvia,non voglio più pensare a niente,nè al passato e neppure al futuro,ti abbraccio grazie,mi dispiace per la scomparsa di tuo fratello,ciao cara amica.Ciao a tutti

  • 11861
    luca76 -

    @Silvia, spero che tornerai di nuovo a scrivere e leggere su questo blog come facevi tempo fa, ogni volta che ne sentirai il bisogno. Non potrà alleviarti dalla tua perdita, non potrà rispondere al perché sia successo. Ma forse, il sentirsi vicini, anche solo con il pensiero, a qualcuno con cui hai un qualcosa da condividere può essere un modo per risentirti te stessa, anche solo in parte. Non può che fare bene a te e a molti di noi. Sai, io frequento questo blog da poco più di 7 mesi…Mi è capitato, a volte, di pensare (l’ho anche scritto qualche mese fa) di come potrebbe essere utile incontrarsi tra di noi…Mi piacerebbe prendere un caffè con Marina, chiacchierando con lei del più e del meno. Mi piacerebbe bere un buon bicchiere di vino delle campagne toscane con David, parlando di cinema e sport. Mi piacerebbe stringere forte Ele, specie in quei momenti in cui si sente così tanto sbagliata. Mi piacerebbe tenere stretta la mano di E, concretamente, non solo in una maniera virtuale…
    Già, sarebbe tutto molto bello e piacevole…Ma realisticamente mi chiedo quanto potrebbe servirci tutto questo…In fondo, pur viaggiando su binari paralleli, siamo lontani tra di noi. La nostra forza, la nostra unione è data proprio dal fatto che non ci conosciamo personalmente. Probabilmente arriveremmo anche a detestarci reciprocamente se ci frequentassimo. Ci lega un profondo disagio per questa vita, scaturita da eventi simili, ma non uguali. Temo, ahimè, che incontrandoci verrebbero fuori le parti peggiori di noi, non le migliori, quelle che possediamo, e che ci fanno apprezzare l’uno con l’altro/a. Scherzando, scrissi in quel commento che il nostro incontrarsi si trasformerebbe in una comitiva di pellegrini diretti a Lourdes (si scriverà così? muah, il dubbio mi è rimasto) in attesa di una qualche grazia ricevuta. E in parte lo penso veramente. Anche se, credimi, mi piacerebbe essere smentito. Mi rispose bene @E scrivendo che i vari Luca76, David, Ele, Marina e altri, ce li ritroviamo fisicamente ogni giorno davanti, in una metro affollata, mentre siamo in coda dal panettiere, mentre pigliamo un caffè al bar. Forse dovremmo solo avvicinarci a loro e chiedergli un semplice “come stai?”…Ma sicuramente ci prenderebbero per pazzi.
    Un forte abbraccio Silvia.

  • 11862
    silvia -

    Ora più che mai, comprendo. Il “senza aspettative” non l’ho scritto a caso. Peccato, troppo spesso, si riesce a cogliere negli altri solo quel tanto che siamo anche noi stessi.

    Grazie delle risposte, non mi erano dovute.

  • 11863
    E -

    Silva, ognuno di noi ha un proprio motivo per evitare un incontro.
    Il mio si chiama semplicemente paura.
    Paura di perdere un posto che, per me, è importante e persone che, per me, sono importanti.
    Quando arrivano gli aerei, cominciano a bombardare e tu puoi solo correre strisciando contro un muro che non ha aperture, non ha crepe, non ha pertugi in cui nascondersi provi paura.
    Questo è il mio rifugio.
    E lo è da quasi 4 anni.
    C’è qualcosa di malato sia nello stare qui che nella paura che il virtuale si trasformi in reale.
    Ma è la vita stessa ad essere malata, tutto il resto è una mera conseguenza.
    Quando, con diversi sistemi e diversi toni, grido aiuto qualcuno, qui, per me, c’è sempre.
    Se quel qualcuno diventasse reale ci sarebbe comunque?
    Concordo con Luca “Temo, ahimè, che incontrandoci verrebbero fuori le parti peggiori di noi, non le migliori, quelle che possediamo, e che ci fanno apprezzare l’uno con l’altro/a”
    E anche a me piacerebbe sbagliarmi.

  • 11864
    Ele -

    Ciao a tutti, non sto passando un buon periodo, sono sulle mie, silenziosa e triste. Vi leggo sempre e mi tenete compagnia. E mi prendo i vostri abbracci virtuali. Anche io ho pensato a come sarebbe incontrarsi, ma ha ragione E, ne avrei paura. Paura di perdervi perchè magari non vi piaccio, o non ci capiamo al volo come invece succede sul forum. E se vi perdo come faccio? Sono sommersa dalla solitudine e dalla sensazione che non riuscirò davvero mai ad essere serena. Non rido di cuore da non so quanti anni ormai. Che strano, prima ridevo spessissimo, era quando tenevo nascosti agli altri ma soprattutto a me stessa tutti i miei problemi. Poi sono venuti fuori, spaccando letteralmente il mio essere, e adesso non c’è davvero più niente da ridere. Nè da sorridere. Ma neanche stare sul presente, non riesco neanche a fare questo, a concentrarmi sulle piccole azioni quotidiane, perchè il dolore che sento dentro mi sovrasta così spesso, che è già un successo se non passo tutta la giornata a singhiozzare.. Puah, che schifo che mi faccio.
    Vi mando un grosso abbraccio. Teniamoci forte.

  • 11865
    david -

    Silvia,in vita mia sono stato vicino alla morte più di 10 volte,il soffocamento più volte,una peritonite,farmaci troppi e sbagliati dai medici e una volta annegamento e per fermarsi qua,voglio essere sincero,un uomo che resta a questo mondo per paura del suicidio e relativo inferno non credo che abbia molto da raccontare,nè consigli vari.Ogni notte prego per non svegliarmi “domattina”.Noi (credo)che stiamo arrancando in un mare in tempesta,non potremmo aiutarti.Io soffro di un problema detto “sindrome”,sindrome del Vietnam,puoi trovare su internet,il fatto è che la mia vita si è fermata a 14 anni.Io sono morto da tanti anni.La mia anima è morta.Io sono pieno di cicatrici sul corpo,non bastano neppure i tatuaggi a coprirle.Un abbraccio.david

  • 11866
    Piergiorgio -

    E’ piacevole ritrovarsi in allegria tra amici quando si sono risolti tutti i propri problemi personali, altrimenti si va in depressione.
    Tra qualche anno quando avremo risolto tutti i nostri problemi, forse ci incontreremo. Ciao a tutti.

  • 11867
    Beppino -

    A volte quando si incontra una persona che vive un po’ la stessa cosa di sé…ci si capisce bene, a vicenda. Però sarebbe anche difficile per me ritrovarvi nel mondo “reale”. Per adesso sono troppo fragile e non abbiamo gli stessi problemi: Io sono schizofrenico distimico…Ho dei disturbi dell’umore e vivo in un mondo tutto mio, evitando la società, il mondo del lavoro, ecc…Oltre a questi aspetti di una patologia, sono spesso depresso e propenso alle idee suicide…Alcuni di voi sono in depressione, e altri non lo so…
    Ma forse un giorno sarò in grado di andare in Italia per incontrare tutti voi…:-) Chissà…

    Ciao a tutti.

  • 11868
    luca76 -

    Cara @Silvia, io spero che tu possa comprendere veramente il senso delle nostre risposte, che non erano cose dovute, perché qui, in questo blog nessuno deve niente a nessuno, e se abbiamo risposto al tuo quesito era perché avevamo il desiderio di farlo semplicemente. Per un qualunque gruppo di persone sarebbe facile avere un incontro tra loro “senza aspettative”. Incontrarsi, amici e conoscenti, e partire per un’escursione in montagna o per una visita a qualche località balneare, con l’animo leggero e il solo pensiero in testa di divertirsi passando una bella giornata insieme. Per noi è tutto molto più complicato. Perché, anche se provassimo a imporci il contrario, in cuor nostro ognuno di noi si porterebbe dietro delle aspettative. E di queste aspettative ci ritroveremmo a farne carico anche agli altri, e se non ne ritrovassimo riscontro ne rimarremmo delusi. Leggendo le risposte che ti hanno lasciato gli altri amici, avrai visto che il filo conduttore che le lega è la paura. Paura di non piacere, paura di sentirsi a disagio con gli altri, di passare per un disadattato tra gli stessi disadattati. E una paura del dopo…Già, perché a quell’incontro seguirà anche un dopo, che forse spaventa più dello stesso incontro. Paura di tornarsene a casa con la coda fra le gambe, paura di perdere quel rifugio che ci siamo creati. Chi, fra noi, rischierebbe così tanto? Calandomi nella parte dello spaccone di turno, non mi viene difficile dirti che io sarei pronto nel farlo, vada come vada. Ma, per quanto possa essere deciso nel compiere quel passo, al momento di recarmi a quell’appuntamento, sarai assalito da dubbi e incertezze. A volte, non riesco nemmeno a trovare la voglia e la forza di mettere il piede fuori di casa per andarmi a comprare qualcosa da mangiare figurati. Io spero che un giorno, quando avremmo risolto almeno in parte i nostri problemi, potremmo incontrarci veramente, e passare del tempo assieme. Fino ad allora, per me e per altri, vuol dire già molto aver potuto trovare qualcuno, pur solo attraverso lo schermo di un pc, che “riesca a cogliere negli altri quel tanto che siamo anche noi stessi”, perché, spesso, anche nella vita reale è più difficile di quello che sembra trovarlo.
    Un forte abbraccio.
    @Ele, che succede, come mai sei di nuovo giù?
    Coraggio, dai…

  • 11869
    fredrik -

    Ciao a tutti.

    Sono fredrik, un vecchio membro del forum, di questa sezione.
    Scrivo per sapere che fine ha fatto Nobody, una ragazza che è sempre stata nei miei pensieri.
    Non so se c’è ancora, ma se qualcuno ha sue notizie, prego di farle sapere che la cerco.

    Scrivevo quando c’erano dago44, tancamala, marina, gilda..etc..etc

    Non mi fermerò a questo messaggio fino a che non saprò che fine ha fatto.

    Grazie.

    Ciao.

  • 11870
    david -

    Fredrick cercherò nobody,stai tranquillo io sono un vecchio topo da blog.e poi io credo di avere i giorni davvero contati.Luca 76 stai tranquillo gli animi più nobili come te resistono e vincono sempre,da quando è mondo (anche se è un mondo che fa schifo)coraggio!!!!!!Io adesso devo cecrcare nobody.vado in apnea nel blog.Saluti cari

  • 11871
    david -

    Mi spiace Fredrick da 400 nobody non cè più io arrivai più o meno a 400.mi spiace,buona fortuna

  • 11872
    marina -

    Silvia concordo pienamente con gli altri ,la paura qui fà da padrone ,a me piacerebbe tantissimo incontrare tutti tutti ,ma …….Qui è come se ci fossimo gia incontrati ed è meglio così,la voglia è tanta ,ma la paura è di più, e del resto cosa ci potremmo dire,saremmo tutti imbarazzati. Ele coraggio ce la fai è soltanto un altro momento giù ,rialzati e prosegui la tua strada ,non pensare agli altri pensa soltanto a te stessa .@Fredrik …..ciao io sono stata sempre qui ,ma non ne ho saputo più nulla non ha più scritto qui!un abbraccio forte ,forte Ele ciao a tutti

  • 11873
    E -

    Ma sei Kevin?
    Nobody e Tancamala non scrivono più da anni,ormai.
    Ele, cara, che succede?
    Un abbraccio.

  • 11874
    fredrik -

    Ciao a tutti.

    Grazie per l’interessamento. Ci tengo molto a lei.
    Nobody…se ci sei fatti sentire.

    Ciao.

  • 11875
    Piergiorgio -

    @Ele, tu non fai schifo, sei molto importante invece. Se hai i genitori e dei fratelli sei importante per loro. Cerca di vivere per te stessa e per loro. Fai quello che riesci senza voler eagerare. Molte persone al mondo hanno più bisogno di altre; non fartene una colpa. Chiedi aiuto a chi ti ama, i tuoi genitori e i tuoi fratelli. Se puoi cerca di stare serena e quando senti il bisogno, sfogati pure su questo forum tutte le volte che ti serve. Ciao cara, se ti serve un’amica c’è Marina. Insieme ce la possiamo fare, ciao

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