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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 11551
    luca76 -

    “…mi son fatta le stesse domande, domande che forse anche altri si son fatte, si fanno, si faranno. La verità è che ognuno alla fine si da risposte diverse.”
    Un tempo avevo le risposte alle mie domande @Silvia. Ero riuscito a darmele, man mano che crescendo acquisivo esperienze e mi fissavo obbiettivi. “Una vita normale, semplicemente normale”. Delle migliaia di commenti letti (non esagero, avrò scorso più del 60% delle pagine qui presenti) da quando sono entrato per la prima volta in questo blog 3 mesi fa, nessuno più di questo è riuscito a sintetizzare al meglio ciò che noi, così stanchi di essa, avremmo voluto. E rendo omaggio all’amica @E per questa frase che può anche apparire banale e ovvia, ma che ha dietro un significato più profondo, che la gente che ha la fortuna di viverla troppo spesso non riesce a cogliere. Una vita normale, in fondo anche pallosa nello suo scorrere. Era questo il motivo per cui ho combattuto fin da bambino. Non ho mai sentito la necessità del macchinone sotto al culo, dell’ultimo modello di iPhone, delle cento amanti sparse per il Paese. Sentivo il bisogno di qualcosa di concreto, di veramente concreto. L’Amore, il lavoro, l’amicizia (quella vera), era tutto quello su cui abbia mai puntato. E non mi è rimasto più niente, se non qualche briciola, insufficiente per sfamare quell’ingorda voglia di vita che mi porto dentro…Una vita normale, quella da cui riesci a spremere delle risposte alle proprie domande, ai propri dubbi, alle proprie incertezze. Per un periodo sono riuscito a viverla quella vita. E in quel periodo ero forte, felice, sicuro di me come non sono mai stato in tutto il resto di questa esistenza. Ma le cose belle e positive, per qualcuno, passano troppo velocemente, tanto che non riesci nemmeno a gustartele appieno. Quelle brutte e negative, invece, quando arrivano rimangono, non se ne vanno. Le puoi ignorare, metterle da parte, ma sono sempre lì, compagni assidui e fedeli, pronte a venir fuori, a trasformarsi in mostri che difficilmente riuscirai a sconfiggere. “Se guardi troppo nell’abisso, l’abisso alla fine guarderà in te”. Quando parli di fiducia e di fidarsi, mi accorgo che non riesco ad averne più nemmeno di me stesso. Sugli altri non ho mai fatto grande affidamento, escluse rare eccezioni (puntualmente deluse), contando sempre e solo su di me. E ormai mi sono abbandonato anche io. Mi sono lasciato solo. Quando mi capita di stare davanti a uno specchio, butto un sguardo frettoloso all’immagine riflessa, perché non voglio guardarmi in quegli occhi ormai spenti e vuoti, non voglio vedere ciò che sono diventato. Mi porto dietro la spiacevole sensazione, che se anche per una botta di culo mi riuscissi a rimettere in carreggiata, vedrei un film già visto, di cui so già il finale. Conosci la storia di Sisifo, condannato dagli Dei a spingere un masso dalla base alla cima di un monte? Ogni volta che raggiunge la cima, il masso ricade a valle e lui deve ricominciare. Ancora e ancora. Per sempre…..

  • 11552
    E -

    Luca76: “Mi sono lasciato solo”. La frase che mi mancava per completare il quadro.

  • 11553
    E -

    Potrei dire, come ho già detto in passato, che ho sbagliato terapeuta e terapia.
    Potrei scrivere per cercare (non trovare) conforto o per cercare di creare un gruppo di aiuto.
    In realtà scrivo perchè il conforto che proviene da una tastiera che scrive tutto ciò che mi pare e da un forum che, al limite, trasforma in puntini le parole volgari è l’unico conforto che ho.
    Spero che la necessità di un conforto mi serva sempre di meno fino a sparire del tutto.
    Spero che, quando avrò finito le cose in sospeso , quelle che mi tengono qui, io sia arrivata ad un punto di straniamento tale da potermene andare senza neppure ricordarmi di salutare.
    Di tutti i progetti, di tutti gli obbiettivi prefissi, di tutti i sogni e le speranze mi è rimasto solo questo.
    Resta un mistero il perchè di questo ridicolo passaggio su questa terra. Resta un mistero il perchè un microscopico spermatozoo si è fatto un mazzo incredibile per arrivare “primo” .

  • 11554
    Beppino -

    Cara Mamma,

    Mi hai detto ieri che la vita non è fare sempre quello che ci piace. E’ altro. Sono certo che volevi dire che la vita è dura, pesante, e insomma oggi vorrei risponderti e dirti quello che io penso:
    Anzittutto, vorrei ricordarti che sono curato per una depressione, e che certe frasi non devi dirle se vuoi ch’io guarisca. Ieri, dopo qualche parola che mi hai detto, mi sono rifugiato con disperazione nell’idea del suicidio, e una mia amica mi ha telefonato tanto ero disperato.
    Vorrei dirti questo: Esistono i cavalli. Esistono i cani. Esistono gli animali. Esiste la musica bella. Esiste il sole. Esistono i sorrisi. Esistono le stelle e la luna. Esistono i sogni. Esistono i bei libri. Esistono ancora i fiori e gli alberi. Esiste un lavoro in cui stare a proprio agio. Esiste la fortuna. Esiste la primavera. Esiste l’estate. Esistono le vacanze. Esiste la neve. Esistono le passioni. Esiste la montagna e le cime coperte di neve. Esiste il solletico. Esistono le barzellette. Esiste un buon film da qualche parte. Esiste una bella canzone. Esiste il riposo. E tante altre cose belle cui non penso adesso. Esiste ancora l’amore. Esiste l’amicizia.
    Adesso, ascoltami bene: Finché esisteranno queste cose, io crederò che la vita può essere bella. Finché esisteranno queste cose, io non perderò la speranza, non perderò la speranza di poter vivere ancora degli attimi di pace. Non puoi e non potrai mai fare di me una copia di quello che desideri tu, perché io non vedo la vita come tu la vedi. Vivrò diversamente da te. Non vivrò seguendo i tuoi principi ma i miei. E non crederò alla tua visione pessimistica del mondo e della vita.

    Adesso l’ho scritto. Ieri volevo suicidarmi, e oggi ho deciso…di vivere. Spero che la mia speranza non si spegnerà mai, perché la mia felicità è in un luoghi che solo io posso raggiungere.

  • 11555
    luca76 -

    @E…un abbraccio…Solo questo….Un semplice abbraccio, seppur virtuale…Vorrei poter trovare qualche bella frase da scrivere, che possa essere di conforto in qualche modo, di quelle ad effetto…ma non ci non crederei nemmeno io nel dirle….Arrivi a un punto che certe cose non le senti più…Ho sempre letto con attenzione ciò che lasci scritto, apprezzandone spesso i contenuti e il tuo modo così diretto e schietto di esporli, senza ipocrisie. Spero di continuare a leggerti, finchè ce ne sarà la possibilità…

  • 11556
    david -

    Ma voi lavorate?,mi dareste un consiglio,purtroppo il livello di concentrazione non è altissimo.ciao,allontanate i pensieri cattivi,io dormo quasi tutto il giorno e la notte.altrimenti tenterò una cat.prot.Buonaserata

  • 11557
    Beppino -

    E per sopravvivere…mi autorizzo in segreto di ridiventare un bambino: Non esito, anche se i miei genitori mi potrebbero disprezzare o canzonare; oggi stesso mi sono comprato un coniglio di peluche. Dormirà con me. L’ho chiamato Pat. Ho deciso di non tener conto del parere altrui. Penso a me, e basta.

  • 11558
    E -

    Grazie per l’abbraccio, Luca. Per me

  • 11559
    E -

    Post interrotto. Un abbraccio, anche se virtuale, per me

  • 11560
    E -

    Questo forum sta cominciando a funzionare come la mia vita. Spezzettato e disconnesso. In realtà non avevo scritto chissà quale discorso. Si trattava di due semplici righe. Grazie, LUCA76, per un abbraccio che seppur virtuale è importante per me. Lo ricambio di cuore.
    Le parole le lascio ai predicaori e chi ne ha bisogno perchè può ancora crederci. Fase ormai superata. Per sempre.
    Questa mattina ho rivissuto, “grazie” a luoghi e persone, le sensazioni provate, ormai, 25 ani fa. Quando la vita era all’inizio e, per quanto fossero già chiari i segni della diversità dagli altri, tutto sembrava ancora possibile.
    Ho provato una gran pena per me stessa. E tanta, tantissima voglia di scappare e lasciare me stessa alle spalle pur di non dover prendere atto di ogni singolo fallimento.

  • 11561
    david -

    Io non credo al “conto alla rovescia”,non vedo alcun senso in questo.Il suicidio secondo me è un momento di immensa angoscia,disperazione,il suicidio è l’unica cosa a questo mondo ad essere bianco o nero,sì oppure no.”L’eleganza del riccio”è un libro noioso che a dire il vero non ho neppure finito. non esaltare il gesto,dove ho lavorato per 10 anni le persone si suicidavano quasi tutti i giorni,in certi casi tentavano e non ci riuscivano,altri volevano attirare l’attenzione,altri ci andavano a botta sicura…sotto il treno,in Arno.tanti.Le poesie malinconiche secondo me,purtroppo avvicinano all’idea di suicidarsi,aumentano la malinconia,i rimpianti,favoriscono le arrendevolezze,i propri sensi di colpa,Io sono stato bene 15 anni dopo ma prima,stavo così male non riuscivo a scrivere due righe,addirittura guardare la luce mi portava a vomitare per l’effetto di farmaci.Penso sia meglio ricoverarsi(anche se gli ospedali sono tipo Midnight Express),o meglio ancora cercare di guarire,consiglia mica sarò la mosca bianca.Finchè si è vivi si è vivi,così mi sembra quasi un idolatrare la morte,creare un totem,”E’ un bel giorno per morire”,”Nessuna speranza nessuna paura”,frasi solenni,frasi forti,ma sono frasi che compaiono spesso nelle vicende di guerra,sapendo che molto facilmente si andrà a morire, in ,Questo esaltare il suicidio mi sembra controproducente.E’inutile dire ormai è tutto finito(io sono andato avanti così per un anno)Che senso ha dire la vita è solo merda,tutto andrà male sicuramente.Io sono nella merda,sono peggiorato però annaspo.non voglio suicidarmi se accadrà sarà per cause di forza maggiore(che purtroppo ci sono).ciao a tutti,quello che ho scritto è soltanto un idea personale,nessuno si senta “tirato in ballo”.

  • 11562
    E -

    Il “conto alla rovescia”, per me, ha senso.
    Per alcuni potrebbe essere propositivo per altri di commiato ma ha,comunque, un senso.
    C’è chi si da un tempo massimo per realizzare un progetto e chi si da un tempo per sistemare le cose che non vuole lasciare in sospeso quando se ne andrà.
    Poi, è logico, c’è chi fa un gesto d’impeto e chi, invece, arriva ad ammazzarsi dopo un lungo travaglio.
    Ma il bianco e nero sono solo nel momento finale, quello in cui si sceglie tra la vita e la morte.
    Prima ci sono talmente tante sfumature di grigio che non si potrebbero neppure contare.
    Una sfumatura diversa per ogni singolo essere umano.
    E’ da queste sfumature che nasce l’incomunicabilità persino tra chi sta male e pensa alla medesima soluzione.
    Nessuno potrà mai capire fino in fondo un’altra persona perchè nessuno potrà viverne la storia, seguirne i percorsi mentali e arrivare alle medesime conclusioni.

  • 11563
    david -

    Sì,del resto anch’io vorrei suicidarmi,in questo momento non posso abbandonare i miei sofferenti e malati…ma credo che neppure dopo,se mai ci sarà un dopo non ci riuscirò.La religione.ciao E e tutti

  • 11564
    conto alla rovescia -

    Chi ha preso la decisione di morire (ed ha iniziato il suo conto alla rovescia) si trova suo malgrado in una posizione privilegiata.
    La perdita della speranza può rendere un individuo straordinariamente lucido. La speranza acceca; l’attaccamento alla vita è uno specchio deformante. Autosuggestioni, mistificazioni, autoinganni … sono tutti strumenti che ci permettono di tirare avanti e che ci impediscono di guardarci allo specchio.
    Chi è giunto al capolinea può concedersi il lusso di fare ciò che vuole. Può permettersi perfino di essere sincero con sé stesso. Voi che siete ancora attaccati alla vita, e che siete infastiditi perfino da una piccola poesia, lasciateci godere in pace questo piccolo privilegio.

  • 11565
    Sweetly -

    Beppino: bellissimo! Il tuo penultimo post, è bellissimo. E anche l’ultimo: ecco la tenerezza che manca al mondo…
    Hai aperto una lettera che parlava di suicidio, e sei arrivato a scrivere di un uomo-bambino che sogna dietro ai fiori e il sole, gli animali e le stagioni.
    “ieri volevo suicidarmi e oggi ho deciso di vivere”: è emozionante leggerti, credimi, per me lo è. Spero che la dolcezza che c’è in te ti accompagni per un cammino ridente, o almeno migliore : )
    Grazie per aver scritto. Davvero, ti ringrazio.
    Buonanotte… anche a Pat!

  • 11566
    E -

    Si, lo so. Le parole come quell di Beppino sono più belle da leggere. Ottimiste, speranzose.
    Ma capita che ti svegli, hai vent’anni, e stai sperando, ti risvegli, hai trent’anni e stai ancora sperando, ti risvegli ancora, hai quarant’anni. E ti sei rotto le scatole di sperare.
    Come in una vigntta di Willy il Coyote che circola per internet “mi sono rotto le palle di rompermi le palle”.
    Fa ridere. Ma c’è chi si ammazza quando arriva a pensare, oltre che a pronunciare, questa frase.
    A volte, dietro alla perdita della speranza, c’è un arrovellamento mentale che chiama in causa filosofia, psicologia, psichiatria, sociologia.
    A volte ci si limita a fare due più due.
    Per cosa?
    Per rendersi conto che nulla si ha avuto, che ciò che si ha avuto, nei limiti in cui si ha avuto, non c’è più e che nulla si ha.
    Compresa la voglia, che diventa follia, di sperare che, forse, domani si avrà un risultato diverso dal fallimento di ogni singola inizitiva.
    Ti guardi intorno e capisci che sei solo.
    E, come dice Luca76, ti rendi conto di esserti lasciato solo.
    Non trovi più conforto in nulla, perdi ogni voglia, diventi egoista ma in senso strano.
    Non hai occhi solo per te stesso.
    Semplicemente non hai più occhi. Nemmeno per te stesso.
    Anche io vorrei citare Cesare Pavese, morto suicida:
    “non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversadola”.
    Quella cosa, per me, è la vita.
    Se attraverso la mia vita con gli occhi della mente mi rendo conto che ho ben poco di cui liberarmi.
    Un sacco di immondizia dimenticato in un angolo buio. Lì dentro ci sono 40, quasi 41, anni di vita.
    Violenze, disagi, depressione, perdita dell’orgoglio, della dignità, suggestioni, illusioni, cadute libere veso il basso, ricatti abbandoni, sfortuna, scelte sbagliate, mani legate, testa abbassata.
    Perchè continuare?
    Perchè?
    Ho solo un bel ricordo di tutta una vita. Ma è un ricordo e sarei idiota ad attaccarmici pe guardare il futuro con gli occhi della speranza.
    E allora basta.
    Vorrei solo avere il tempo e dami il tempo di mettere tutto in ordine, tutto a posto in modo che la mia dipartita sia dimenticata velocemente come la mia vita.

  • 11567
    luca76 -

    Mi accodo a quello che hanno detto @E e @Conto alla rovescia sul “conto alla rovescia” che molti di noi intimamente scandiscono. Non c’è nient’altro da aggiungere alle loro parole. Chi vuole continuare a vivere che viva, chi ha deciso per motivi suoi di andarsene venga lasciato libero di farlo. Senza ipocrisie. Da parte mia non ho nessuna intenzione di esaltarne il gesto, anzi tutt’altro. Non voglio idolatrare la morte, ma ormai fa parte del mio essere, allo stesso modo in cui la vita fa parte dell’essere degli “altri”, dei “normali”. Si è sedimentata in me nel corso degli anni. L’aver perso tutto non ha fatto altro che mettermi davanti agli occhi ciò che è, ed è sempre stata, la mia condizione di disagio per questa esistenza che, in fondo, non ho mai voluto. Ho odiato spesso la vita, a volte l’ho amata. Sia in un caso che nell’altro, l’ho vissuta. Sempre. Ora non ci riesco più. Per tanti motivi. Tutto qui. Ho già detto che l’unica cosa che mi tiene legato a questo mondo è solo l’orgoglio. L’aver combattuto da quando ero bambino, per poi finire così…Mi lascia un’immenso senso di amarezza. Di un qualcosa di inutile. Di incompiuto. Vorrei vivere. Come tutti. Ma non ho più la speranza di poterlo fare. O meglio, non la vedo. Forse c’è, non so. Ma è una cosa che sento lontanissima in questo periodo. Quasi inesistente. Un giorno, un mese, un’anno. Non so quando scadrà il mio personale “conto”. Non mi sono dato una scadenza. Ma arriverà il momento in cui le lancette compiranno l’ultimo giro e si fermeranno sull’ultima ora. Non ho scelto io di vivere, mi arrogo il diritto di andarmene quando voglio, prima che malattia e vecchiaia lo facciano al posto mio. Io, e solo io, sono padrone di me stesso. Niente e nessun’altro. Piacciono le frasi dei film? Eccone una: “Il giorno della propria morte, è l’unico che valga la pena vivere”.
    Buona domenica a tutti, un’abbraccio a chi ne ha bisogno, e un saluto agli altri.

    “E’ da queste sfumature che nasce l’incomunicabilità persino tra chi sta male e pensa alla medesima soluzione.”
    L’ho pensato a volte anche io, aprendo il web su questa pagina…
    E’ sempre un piacere leggerti, amica mia…

  • 11568
    david -

    No per carità nessun fastidio,se va bene a te,già che ci sei sottoponiti a prove disumane…aspettare il treno fino all’ultimo-quasi- mare molto mosso- precipizi,io a volte l’ho fatto…prova dell’ordalia medievale,fanno parte del PTSD.

  • 11569
    david -

    tanto la morte arriverà cmq,anche in un suicidio dove ti schianta il cervello,dove i pensieri si annebbiano,in pratica pieno lato psicotico.Potrà arrivare in molti modi,magari in giorno nel quale pensate di essere usciti dal tunnel.Da quello che mi sembra decidere di suicidarsi i una certa data vi rassicura,vi coccola nell’ovatta.Spero che quando arriverà il momento (per adesso rimanda-Battiato)vi concederete una proroga,ci sarà qualcosa che vi rende felici,se non siete in botta piena,allora vi comprendo,quei momenti sono terribili,ma perchè non provate Cassano è il migliore in Italia dicono è a Pisa.Questo andare a braccetto con la morte mi sembra molto deprimente,tanto più che deve essere decrepita e le puzza anche il fiato.

  • 11570
    conto alla rovescia -

    Ti è mai venuto in mente che il suicidio può essere un atto perfettamente razionale ? Ti è mai venuto in mente che la morte può essere pianificata sulla base di fatti e di scadenze assolutamente oggettivi ? Pensi che tutti i potenziali suicidi siano soggetti psicotici o depressi ? Pensi che tutti i potenziali suicidi debbano essere curati ?
    Vabbé; lasciamo perdere che è meglio.

  • 11571
    E -

    David, qui non si tratta di una partitella scapoli contro ammogliati, pro-vita contro pro-morte.
    Si tratta di approccio al domani.
    C’è chi ci si butta con ottimismo, chi mosso dalla speranza, chi dalla speranza/disperazione.
    E poi c’è chi rotola nel domani per orgoglio, chi per motivi legati alla vita altrui, chi perchè si pone una scadenza pur non trovando un motivo per pensare che domani sarà meglio di un oggi che, sicuramente, non è stato meglio di ieri.
    E’ che la morte, ad un certo punto, ti entra dentro. Volente o nolente lei c’è.
    Come dice Luca con questa frase :”Non voglio idolatrare la morte, ma ormai fa parte del mio essere, allo stesso modo in cui la vita fa parte dell’essere degli “altri”, dei “normali”. Si è sedimentata in me nel corso degli anni”.
    Sarà brutta, vecchia, puzzerà ma è lì.
    Un Cassano, per quanto bravo, che può fare?
    Darti tutto di un colpo ciò che la vita non ti ha dato oppure ti ha dato e strappato via quasi volesse prendersi gioco di te?
    E’ vero, c’è chi non vede ciò che ha perhè la depressione se lo sta mangiando. E forse un Cassano può fare miracoli.
    Ma c’è chi non vede perchè non c’è una benemerita cippa da vedere e allora si, allora si deprime.
    Ma la depressione non è la causa. E’ l’effetto.
    Depressione o malinconia o razionalità che porta al disappunto, chiamala come credi.
    Mancano i motivi oggettivi, pratici, per continuare a sperare.
    Mancano sia la qualità che la quantità di vita.

    Mando anche io un abbraccio chi ne ha bisogno ed un saluto a chi legge.

  • 11572
    david -

    no per carità,se per te va bene è giusto così.ciao

  • 11573
    david -

    Sì è un gran casino questa vita,l’unica cosa che nei momenti tristi del passato potrebbero aiutarti sono le cose belle del passato,ma finiscono spesso col tirarti più giù.Pensare (non parlare)sempre più spesso del suicidio ti porta al suicidio,diventa un ossessione,un odio,una convinzione.Io vorrei suicidarmi adesso,ora senza aspettare il TIC-TAC,ma non trovo la forza,il coraggio per farlo,purtroppo penso che la mia vita arrivi in fondo naturalmente e temo che la mia vita sarà particolarmente lunga.Condannato a vivere.Ciao E,ciao a tutti

  • 11574
    anto -

    Luca 76,quante volte ho ribadito a me stessa i tuoi concetti:non avendo scelto divenire al mondo,appropiarsi della facoltà di lasciarlo il mondo..ci vuole coraggio però anke sd esercitare questo diritto..abbraccio solidale.Mi ritrovo nello sforzo sovraumano di Sisifo…

  • 11575
    luce -

    Anche io sono giunta alla conclusione che la vita appartiene ad ognuno di noi e trovo giusto la libertà di scelta. Sono stanca di essere sola di vedere buio attorno a me,le difficoltà non riesco piu . Tutti dicono che la vita è ma occhi come ieri e.i giorni Passati mi danno ragione. No non voglio piu esistere

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