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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 9876
    carlo -

    Alessandro è stata molto affascinante la tua requisitoria spietata contro la chiesa.
    La condivido in tutto!

  • 9877
    Ele -

    Ciao a tutti, leggo ora di fila tutti i post del we. Ringrazio Eme per i suoi post che mi fanno sentire meno “sbagliata” e credetemi che questo mi aiuta tanto, specialmente per ora che mi sento un’ aliena.. Invece sui psicofarmaci volevo raccontarvi la mia esperienza: durante il mio primo ciclo di psicoterapia cognitiva (durato un paio d’anni) c’è stato un momento in cui ero diventata tristissima, andando a smuovere certe cose del passato e in seguito ad una concomitante delusione. Piangevo sempre, da mattina a sera, non riuscivo a vedere via d’uscita, non avevo alcuna forza perché tutte le mie energie andavano via per disperarmi. La mia dottoressa mi diede un antidepressivo. Smisi di piangere, ma anche di ridere, sorridere, ascoltare e interessarmi di altro. Però era quello che ci voleva per superare quel momento di grande dolore. Toglierli però è stato difficilissimo, mal di testa, vertigini.. Ci ho messo un sacco, con dosi sempre più piccole, comunque con un tempo superiore a qualsiasi statistica.. In questo attuale secondo ciclo di terapia ci sono momenti in cui sto anche peggio del 2007, e quindi avevo chiesto alla dottoressa di ridarmi i farmaci. Li ho presi per due giorni, mi sono sentita immediatamente stanca e senza voglia di fare nulla e ho deciso di provare a fare senza. Vi dirò la verità.. Avevo paura che questa spossatezza mi potesse far allontanare dalla piscina, luogo in cui sto bene (non sono affatto un master, ma mi rilassa), e quindi ho lasciato perdere. Ho fatto bene? Boh.. La mia terapista non è proprio portata verso i farmaci, quindi se le chiedo di darmeli, cerca di convincermi del contrario o comunque cerca di capire se è veramente necessario. Se le chiedo di smettere, mi dice subito ok. Però il mese scorso sono finita in ospedale per un tentativo fallito di farla finita, e lo psichiatra quando mi ha dimesso, mi ha dato degli antidepressivi da prendere. Non lo sto facendo,principalmente perché mi hanno tolto qualsiasi medicina da casa, nessuno si fida più di me e non vogliono che io abbia neanche un’aspirina.. Ma anche perché la mia dottoressa dice che possiamo farcela con la terapia. Io non ne ho idea. Comunque finchè riesco a contenere la mia tristezza e le mie manifestazioni di disperazione dentro il mio mondo, magari ne faccio a meno. Ma se comincio a piangere in mezzo alla gente o a disperarmi come una matta in luoghi diversi dalla mia casa, allora forse dovrei prendermli, quanto meno per annullare tutti i miei picchi e per salvare il salvabile (penso al lavoro…). Non so se il mio racconto sia servito a nulla.. Mi pare di aver detto (e quindi fatto) tutto e il suo contrario.. Una buonanotte a tutti.

  • 9878
    Eme -

    Hai ragione Piergiorgio, è il clero che pecca. Peccato, però, che l’unico Dio a disposizione (comunque lo si chiami) passa attraverso gli esseri umani e non colloqui direttamente con noi. Io non riesco a credere in qualcuno o qualcosa che mi pare faccia ben poco per dimostrare la propria esistenza. Ma è una mia personale presa di posizione. Infatti rispetto chi ha fede. Con un’eccezione: quelli che con la scusa dei miracoli si riempiono le tasche e quelli che, con i gruppi di preghiera, fagocitano, manipolani e spennano disperati e disadattati.

  • 9879
    gio -

    Io nn credo in nessun dio sopra elencato.Se tanta gente se ne servita per abusare e commettere porcherie lui lascia fare altrimenti saremmo tutti suoi burattini. Sta nell’animo di ogni singolo uomo la scelta di fare bene o male.Credo in un dio che sta al di sopra delle nostre piccole menti e che governa tutte le leggi dell’universo,perchè il caso nn esiste.Spogliarsi delle debolezze vuol dire aprire la porta a colui che ci ha creato e nn davanti a nessun alro, perchè ci faccia vedere le cose sotto una luce nuova. ma meglio credere alla scienza che prima avvelena la tua mente e poi ti vende l’antidoto

  • 9880
    Marquito -

    @ Ele:
    Ciao Ele. Se hai dato un’occhiata ai miei post saprai già come la penso su questo argomento. Gli antidepressivi non devono essere mitizzati ma neppure demonizzati. In linea teorica dovrebbero servire a sbloccare certe situazioni di stallo particolarmente dolorose e particolarmente invalidanti, innescando quel proverbiale “circolo virtuoso” di cui parlavamo io ed Eme nei nostri precedenti interventi. Io non so quale sia la terapia più appropriata alla tua situazione. Posso solo consigliarti di rifuggire dai due estremi e di ascoltare anche qualche altro parere. Io per individuare la terapia giusta ci ho messo circa tre anni e di psichiatri e psicoterapeuti ne ho dovuti consultare tantissimi.

  • 9881
    Rosella lopes -

    non so bene xkè mi ritrovo in questa triste pagina..o forse..è xkè cerco ancora delle risposte ad un dolore ke avrà fine solo quando nn avrò piu vita.. ho perso un dolcissimo fratello,il quale ha deciso di porre fine alla sua esistenza,vorrei dire a BETTINO,e a tutti coloro ke condividono il suo pensiero,banali parole che spero arrivino a loro..”dici di essere una persona sensibile..bene,hai mai pensato al dolore,al trauma,a quello che provokeresti cn un gesto cosi estremo..riesco a capire quanto sia difficile trovare un posto in questo mondo..ma credimi,il “bagaglio”ke lasceresti è la pena più grande ke puoi infliggere a coloro ke in qualke modo ti amano..la mia vita è cambiata,il cuore ti si spezza,la notte è piena di domande..e l’incubo di quei momenti rimane vivo insieme a te.hai mai pensato,all atroce visione di chi troverà il tuo corpo senza vita..ora,se davvero sei sensibile affronta il tuo percorso,se sei cosi egoista da pensare invece ke nessuno soffrirebbe x te allora,queste mie parole rimarranno tali..forse,nonostante tutto,vale la pena di vivere..credimi..ti abbraccio.

  • 9882
    Nik -

    @ Ele:
    Ciao Ele; dal modo in cui esponi e scrivi il tuo pensiero capisco subito che sei una persona speciale. La tua terapeuta fa benissimo a limitarti i farmaci che, a mio avviso, sono utili nello stretto necessario dell’emergenza. E’ vero anche ciò che asserisce Marquito, della difficile scelta dello psichiatra o terapeuta adatto per ciascuno di noi. Non è assolutamente semplice trovare il supporto migliore per ciascuno, proprio per un discorso di “empatia” ma credo che la terapeuta sia per te adesso una guida corretta ed importante. Noi tutti abbiamo un istinto di sopravvivenza che ci porta ad alzare la testa nei momenti di difficoltà, ma è anche vero che possiamo avere quelli di depressione che ci trascinano verso il fondo. Sono sicuro anche che il fondo tu lo abbia già toccato da parecchio tempo e quindi non ti rimane che dare, come in piscina, un bel colpo di reni e spiccare su verso l’alto.
    Sono sicurissimo che ce la puoi fare, hai una mente lucida ed una razionalita invidiabile e se sarai circondata da persone positive e estroverse in un ambiente sano e propositivo arriverai presto ad una rinascita che Tu stessa, adesso, non ti immagini neanche.
    In bocca al Lupo Ele, conto su di Te!

  • 9883
    steve -

    @Rosella: certo, sapere che le persone che ti vogliono bene troveranno il tuo corpo esanime ti fa sentire egoista e vigliacco.
    Credo però che quando si perde la speranza ci sia ben poco da fare, tutto passa in secondo piano.
    Si andrebbe avanti per inerzia, per gli affetti, ma anche per loro credi che non sarebbe triste vederti costantemente depresso, inadeguato, sofferente?
    Allora anche le persone che ti amano sono egoiste, non vogliono perderti, anche a costo di soffire e vederti soffrire una vita intera…
    IO queste domande me le faccio 1000 volte al giorno, ma credo non ci sia una risposta giusta o sbagliata. Poi una mattina ti svegli e non hai più voglia di farti domande, non phai più tempo per pensare. Desideri solamente non soffrire più.

  • 9884
    Piergiorgio -

    @ Eme
    Ciao Eme vorrei rispondere al tuo ultimo post. Le prove dell’esistenza di Dio ci sono. Per gli antichi c’era l’antico testamento, per noi uomini moderni ci sono i vangeli.
    Non si può pretendere che Dio mandi un messia ad ogni nuova generazione. Comunque se non ti basta non gettare la spugna, chiedi in preghiera a Dio un segno, vedrai che non tarderà ad arrivare.
    Ciao

  • 9885
    Buck -

    Signori , ma ci sono risposte giuste o sbagliate , intendo , in assoluto ( o ci sono tentativi individuali andati a buon fine/ cattivo fine?)
    Verità , o mezze bugie , o bugie intere anche su questioni più “banali” ( per favore , guardate le virgolette) :
    farmaci si o non , psicoterapia si o no ( per quel che vale, comunque ,vi è la Medicina Basata sulla Evidenza , …giusto , Alessandro? Ma l’anima , il mio dolore , le mie aspirazioni e delusioni si possono misurare? e’ proprio solo una questione di chimica ? Mi rivolgo a Marquito ( se vuole ,racconterò a lui , ed a voi , delle mie remote fobie di auto , traffico … ma forse non serve , non può interessare, è meglio di no).
    Ma parlare di Dio ( e quindi del significato sacrale della Vita , e quindi della Vita Eterna)… no , credo non sia il caso. Rspettiamoci a vicenda , Credenti e non.
    Perchè poi …Dio , quale Dio , esiste? Beh per favore, non imbarchiamoci in questo Argomento : l’Argomento per eccellenza. Chi Crede ( ho già ribadito : io no ) non puo’ , non dovrebbe avere i dubbi che qui tanti esprimono , perchè la Risposta la ha già dentro , immutata , adamantina. Un Vero Credente non dovrebbe addentrarsi , se non con molta umiltà , quasi per un momento dimentico della sua Fede , in un forum come questo. Risparmiateci la Madonna , Marjugorie ( o come si scrive)…(condivido in pieno quanto espresso da Alessandro , sottoscrivo ogni riga).Non credo in Dio , e credo molto poco nel genere Umano.
    Ele: vai avanti cosi’ ( per quel che vale il mio consiglio): spero solo del Bene per te.
    Rosella: hai (ri)sollevato un grande argomento… e chi resta? E il loro egoismo? Non è che un poco è sacro , che è dovuto , questo egoismo?
    Ho grandi dubbi , sempre di più , e sempre meno certezze ( non su quest’ultimo argomento…per me non piangerà nessuno , è una delle poche certezze rimastemi).
    Beh , signori , vi abbraccio tutti e scusate la particolare sgangheratura di questo mio post ( ma ora mi gira cosi’)

  • 9886
    Marquito -

    @ Buck:
    Scusa Buck; ma sei sicuro di avere letto bene i miei post ? Te lo chiedo perché leggendo il tuo ultimo messaggio sembra quasi che io abbia sostenuto la superiorità dell’approccio chimico-materialistico, mentre io ho sempre affermato che gli stessi psichiatri sono in disaccordo fra di loro e che non esistono ricette universali valide per tutti. Quando sono entrato in polemica con altri utenti l’ho fatto in nome del relativismo e della tolleranza reciproca, proprio perché sono allergico a ogni forma di dogmatismo. Siccome tanta gente afferma che gli psicofarmaci sono veleno, e che non servono assolutamente a nulla, ho portato il mio personale esempio per dimostrare che non si deve mai generalizzare … Ma l’ho fatto in modo serio e equilibrato, avendo cura di precisare che ogni singolo malato deve essere considerato un caso a sé stante. Ho ripetuto fino alla noia che ogni paziente necessita di una terapia personalizzata, che tenga conto delle sue peculiarità e delle sue specificità individuali … Non solo … Ho anche sostenuto che l’approccio materialistico comporta alcuni gravissimi rischi, perché tende a sottovalutare il disagio esistenziale del paziente e a deresponsabilizzare i genitori e i familiari … Premesso che il tuo messaggio mi è sembrato molto criptico (e costellato di alcune strane allusioni ), temo proprio che tu ti sia rivolto alla persona sbagliata.

  • 9887
    Eme -

    Piergiorgio, ciao.
    La spugna l’ho gettata a terra tempo fa.
    Ora l’ho rialzata e sto ben attenta a non farla cadere di nuovo. Anche senza Dio a reggermi la mano 🙂
    Ho letto i Vangeli. O meglio, sono stata costretta a leggerli durante gli otto anni trascorsi in un lussuosissimo istituto privato gestito da suore (dove l’unica cosa religiosa era il Vangelo, appunto).
    Ma se non li avessi letti durante l’adolescenza li avrei comunque letti in età adulta perchè, ad essere sincera, non mi piace “criticare” a vanvera.
    Li ho letti e riletti e non ne ho tratto conforto. Che ci posso fare?
    Li trovo farciti di contraddizioni, tendenzialmente intimidatori e per nulla rassicuranti.
    L’Apocalisse….angosciante. Per non parlare di praticamente tutto il vecchio Testamento, pauroso.
    Sai cos’è che mi fa paura, Piergiorgio?
    E’ che le persone, quando stanno male, si attaccano a qualsiasi cosa. E se quel qualcosa non appare, non interviene, non risolve a quelle stesse persone crolla il mondo sotto ai piedi.
    uindi, per la Fede, va fatto lo stesso discorso che per gli psicofarmaci.
    Può aiutare come può portare ad un laicissimo inferno. Quello della delusione e della totale disillusione.
    Quindi andiamoci cauti nello strombazzare la capacità terapeutica della Fede.
    E, soprattutto, occhio ai Predicatori. Anche Mamma Ebe era (è) religiossima, così come la maggior parte di cartomanti e veggenti vari.
    Non dimentichiamolo ok?

  • 9888
    Eme -

    ” Ma se comincio a piangere in mezzo alla gente o a disperarmi come una matta in luoghi diversi dalla mia casa, allora forse dovrei prendermli, quanto meno per annullare tutti i miei picchi e per salvare il salvabile (penso al lavoro…)”.

    Ele, non devi prendere medicine per contenere le manifestazioni più roboanti del tuo malessere.
    Devi (dovresti) andare alla ricerca del perchè di certe, roboanti, manifestazioni.
    Devi curarti, non sedarti.
    Devi cercare di stare meglio, non di “stare”.
    Devi trovare il tuo spazio ed occuparlo. Perchè quello spazio c’è, esite e nessuno te lo può portare via.
    Altrimenti qualsiasi medicinale diventa una droga e non porta a nulla di buono. Solo a dipendenza. Ed un nuovo disagio si sovrappone a quello vecchio. Senza risolvere nulla.
    Un abbraccio.

  • 9889
    gio -

    in un forum come questo chi è a decidere cosa si deve dire e cosa no, quali argomenti toccare e quali no altrimenti la libertà dov’è.Sarà poi chi riceve il consiglio a decidere se ascoltarlo o meno..Qualcuno proporrà antidepressivi e altri un aiuto spirituale nn c’è nessuno che decide qual’è piu’ efficace.

  • 9890
    Marquito -

    L’errore di fondo, secondo me, è dare scontato che tutti siano credenti. Si entra qui dentro e si parla di Dio senza nemmeno porsi il problema che gli altri possano essere atei, agnostici o buddisti. In passato ci sono state delle discussioni molto accese. Io ho soltanto espresso la mia legittima opinione, condivisa, a quanto vedo, da moltissimi altri utenti. Se qualcuno non è d’accordo con me me ne farò una ragione.

  • 9891
    Rosella lopes -

    Ho letto e riletto le vostre parole..già,ki può dire se è più egoista ki ti ama o ki si annulla della propria esistenza..Ho provato sulla mia pelle la sofferenza,il disagio,l’agonia..di una persona ke ha provato con tutte le sue forze a sopravvivere alla vita,e se dapprima ho reagito con rabbia a questa scelta,con il passar del tempo,ho capito ke nessuno col proprio affetto può determinare o indurti a fare delle scelte,nessuno è padrone della nostra vita,anke se ki ti ama ti vorrebbe nel bene e nel male sempre presente..non condivido questa scelta,ma voglio comprenderla.forse ora ha trovato la pace dell’anima, e se lui è felice,io cercherò di esserlo per lui..di una cosa sola sono certa..NESSUNO,nessuno può ritenersi tanto solo da pensare ke dietro di sè nn lascerà lacrime..molto spesso il buio dell’anima toglie lo sguardo sull’amore ke ci circonda… CON AFFETTO..

  • 9892
    alessandro -

    Per quanto mi riguarda, Gio, sono d’accordo con te: ognuno porta il suo apporto, esprime in piena libertà e, si spera, sincerità il suo pensiero.
    Io non condivido il tuo, ma lo rispetto, e mi sembra che mai ti ho detto di non esprimerlo. Ho espresso il mio anche in modo crudo ma non pretendo di tacitare quello degli altri.
    Ciao Buck, siamo medici noi due, e seppure con specializzazioni diverse sappiamo bene di cosa parliamo quando parliamo di ‘evidenze’, ‘prove’, ‘basi certe’…tuttavia in psichiatria non c’è niente di certo, mai…gli psicofarmaci, non è dogmatico dire che non curano nulla (quale scoperta delle neuroscienze ha dato risposte certe sull’origine dei disagi mentali? L’approccio organicistico è appiattito, ancora, su questa sentenza dello psichiatra positivista Griesinger: ‘le malattie mentali sono malattie del cervello’, prove da allora? Nessuna!), sedano, eliminano il sintomo, lo sopprimono, ma non curano, per il semplice fatto che non si conosce la causa, organica, da curare, se anche ci fosse.
    Ritornando a Griesinger, lui stesso, però, prese a dubitare della sua ipotesi là dover scrisse: ‘a che servirebbe se conoscessimo tutto ciò che accade nel cervello durante la sua attività, se potessimo penetrare tutti i processi chimici, elettrici e così viva fino all’ultimo dettaglio? Qualsiasi oscillazione e vibrazione, qualsiasi evento chimico e meccanico, non è mai uno stato d’animo, un’idea, un umore. Comunque vadano le cose, quest’enigma resterà insoluto fino alla fine dei tempi, e io credo che se oggi venisse un angelo dal cielo e ci spiegasse tutto, il nostro intelletto non sarebbe nemmeno capace di comprenderlo’. E lo ha detto Griesinger, provate a chiedere ad uno psichiatra organicista, appiattito sulla farmacologia chi sia per lui Wilhelm Griesinger, è la sua Bibbia! Ma forse gli torna comodo dimenticarsi di queste sue parole, forse è più comodo trincerarsi dietro una sentenza che, per chi incappa nei suoi fanatici, non lascia scampo: ‘le malattie mentali sono malattie del cervello’.
    No, non è così, assolutamente, i nostri sentimenti non sono chimica, processi elettrici, sinapsi, giunture neuronali.
    Certo, entra in gioco tutto questo, ma nel modo e nel senso di ci ho già parlato e che è inutile ripetere.
    Si smette di assumere psicofarmaci, e questo gesto cosa vuol dire? Come va inteso? Io, tu, noi che siamo medici Buck, come dobbiamo interpretarlo? Ma mia umile e modesta risposta è che si tratta di un linguaggio estremo e di una disperata richiesta di essere ascoltati anche al di là del proprio sistema neuroendocrino (e se ti parlo di PNEI, psiconeuroendrocrino immunologia sai bene di cosa ti parlo e perché te ne parlo).
    L’appiattirsi sulla farmacologia in psichiatria significa ridurre la persona che soffre a cosa, a mera e vile materia, su cui fare esperimenti magari, come ha fatto una degna discepola del Cassano a Pisa, che ha sperimentato un farmaco su una ragazzina di 13 anni (e già sul dare psicofarmaci a quest’età…).

  • 9893
    alessandro -

    Assurdità per la quale, questa ‘psichiatra’, questa ‘dottoressa’ è stata giustamente e doverosamente condannata.
    L’appiattirsi sulla farmacologia in psichiatria tende a privare il sofferente della sua soggettività, e quando questa è compromessa, non è certo il sistema neuroendocrino e l’apporto degli psicofarmaci a poterla restaurare.
    Se la follia e la sofferenza psichica sono la destrutturazione della soggettività come si può pensare di vincere questa sofferenza attraverso un agire medico che assume come logica proprio la negazione della soggettività? E questo succede, negli Spdc e in tutte le strutture psichiatriche questo accade, ed è proprio davanti a questa negazione che si ribellano quanti rifiutano l’assunzione di farmaci, perché in questa negazione stanno peggio che nella pazzia e nella sofferenza, che con uno psicofarmaco non scompare.
    Detto questo, torno a ripetere che è chiaro che per superare atroci sofferenze l’aiuto chimico può rendersi necessario, ma nel senso del contenimento non certo della cura, la cura in psichiatria è tutt’altra cosa.
    I dogmatici sono loro, sono gli psichiatri – sacerdoti del litio per i bipolari, della fluoxetina per i depressi, del depakin per i destabilizzati umorali, delle benzodiazepine per gli ansiosi ecc…i dogmatici e fanatici sono gli psichiatri che non riconoscono questa semplice evidenza, l’unica certa in psichiatria, che poi è un incertezza: che non c’è nessuna origine organica alla base di tutti i disturbi psichici. Almeno allo stato delle attuali conoscenze!

  • 9894
    Buck -

    Marquito , mi spiace , ma sono stato talmente crptico che non sono riuscito a far capire che ero totalmente d’accordo con te.
    Cosi’ come sono in totale accordo sulla problematica riguardo a Dio con Alessandro.
    Le Allusioni erano per dare accordo , non erano in disaccordo.
    Mi fa piacere di non aver “colpito” negativamente Rosella , anche perchè il problema da lei sollevato e’ tutt’altro che marginale.
    Ciao Alessandro.
    Ma forse è meglio che mi ritiri dal forum ( e forse non solo da quello).

  • 9895
    Marquito -

    Mi limito a rilevare che i signori medici non sono necessariamente più competenti dei non-medici in materia di suicidio. Il suicidio è un problema che può essere affrontato da varie angolazioni. La prospettiva di un antropologo, o di un psicologo, o di una persona che ha tentato materialmente il suicidio, è altrettanto feconda e degna di rispetto di quella di un medico … Secondo me nessuno ha scritto un’opera sul suicidio migliore di quella di James Hillman, che è “solamente” uno psicologo di formazione junghiana.
    Un mio zio si è tirato una revolverata; io ho tentato il suicidio ingerendo 2OO compresse di sonnifero sciolte nella vodka e in seguito a questo evento drammatico sono stato in coma per più di due giorni ; eppure non vengo qui a rivendicare il mio status di “sopravvissuto” per dimostrarmi più bravo e competente degli altri…. né tanto meno vengo a dirvi in cosa sono laureato … Certo; porto la mia personale esperienza e come tutti gli esseri umani sono condizionato dalla mia storia e dal mio background esistenziale, sociale e culturale … Gli antidepressivi mi hanno salvato la vita e non si può pretendere che io abbia una posizione pregiudizialmente ostile nei confronti degli psicofarmaci … ma per favore; evitiamo di stabilire graduatorie fra chi è più competente e chi è meno competente.
    Detto ciò; io sono sempre più perplesso dalla piega che sta prendendo questo forum e mi vedo costretto a condividere il pensiero di Dago e di tanti vecchi utenti, che un tempo lo frequentavano assiduamente e poi si sono allontanati. Penso proprio che entro breve seguirò il loro esempio.

  • 9896
    Nik -

    Desidero semplicemente tornare sul tema del forum annontandoVi una scritta che vidi tempo fa in un lenzuolo attaccato su di un luogo dove c’era stato un incidente stradale, mortale per un motociclista.

    “Ciao Paolo, da oggi saremo tutti un pò più soli”

    Riflessione:
    Non importa legittimare o meno la scelta di “andare via” quando si vuole; ma ricolmare il vuoto che si viene a creare in chi ti conosce (e non), che sicuramente, rimarrà per sempre insostituibile.

  • 9897
    buck -

    @Marquito . mi domando se la brutta piega che questo forum sta prendendo non sia anche , magari in minima parte ,conseguenza della mia presenza. Forse è meglio che mi limiti a leggere, e che continuino a porsi domande e a cercare risposte altri come te.
    Meglio che abbandoni io piuttosto che tu.

  • 9898
    alessandro -

    Ma perchè hai sempre il bisogno di far polemica, di attaccare, provocare? Prima leggi con intetresse e chiedi il confronto, e se uno accetta e parla con tutto l’insieme del suo essere poi te ne risenti? Mah…
    Laurea, competenza, verità, risentimenti, ritiri, ma di che parli?
    Io non ho nessuna verità da imporre, esattamente come te porto la mia esperienza e sensibilità, senza voler imporre nulla a nessuno, ti è chiaro questo?
    Hai preso psicofarmaci e sei stato meglio, anzi ti hanno salvato la vita? Bene, ne sono felice, e mi fa piacere che partecipi questo agli altri, ma ti chiedo troppo di permettere anche agli altri, anche a me di fare lo stesso? Di dire il mio pensiero, di esprimere le mie idee, di riferire le mie esperienze umane e professionali, che sono la stessa cosa poi, si uniscono inscindibilmente insieme? Ti chiedo troppo davvero?
    Anch’io ho una storia che mi condiziona, un passato che mi tormenta, un presente che mi spaventa, e un futuro che non ho perchè non vivrò a lungo, e parlo sulla scia delle emozioni, ferite, sì emozioni ferite e delle sensazioni spesso atroci che dalla consapevolezza di tutto ciò me ne vengono, posso farlo o ti disturba troppo?
    Anch’io soffro amico, anch’io alle volte vorrei prendermi una boccetta intera di xanax per non pensare, delle stilnox per dormire almeno 2 o 3 ore. Anch’io ho i miei casini, le mie difficoltà, i miei entusiasmi castrati, i tanti problemi, di ogni genere e non solo di salute e non solo di abbattimento psicologico, da affrontare quotidianamente, dovendomi anche far carico dei miei disastri familiari, di mia madre, mia nonna, mia sorella ecc…
    Mi sembra che stai lì col fucile puntato pronto a colpire come uno si azzarda a dire cose che ti farebbe piacere non sentir dire, e poi chiami gli altri intolleranti e dogmatici?
    Quando mai ho detto o lasciato intendere che di suicidio siano autorizzati a parlarne solo medici e psichiatri (magari solo loro, insieme agli psicologi anche, a ‘curare’ chi lo ha tentato, ma quanto a parlarne…)? Ma lo fai apposta a distorcere il mio pensiero per non so bene quale scopo o proprio interpreti la realtà in modo distorto?
    Io non ho mai cercato di imporre ‘verità’ di nessun genere, ho sviluppato solo argomentazioni mediche sulla base delle attuali conoscenze, che per ora sono quelle, punto, qual è il mio comportamento così riprovevole che scatena questo tuo risentimento proprio non riesco a capirlo, e francamente guarda, a questo punto rinucio a chiedertene motivazione.
    Buck, non ho capito una cosa: personalmente, senza ricorrere alla laurea, come interpreti la tua soffrenza, diciamo pure il tuo male di vivere: è tutta una questione di chimica o prevalentemente di chimica, o pensi che si tratti, anche, o di altro?
    Te lo chiedo perchè nel tuo ultimo commento ho notato una specie di contraddizione rispetto al altri tuoi precedenti…ma ti chiedo una risposta, se vorrai darla, dall’uomo che soffre non dal medico, dall’uomo e dalla sua sensibilità.

  • 9899
    Marquito -

    @ Buck:
    Caro Buck; ho letto soltanto adesso il tuo ultimo post e non ho assolutamente nessun motivo per dubitare di quello che scrivi ; quindi mi dispiace molto di avere frainteso il senso delle tue parole. D’altra parte, quando ci si esprime per allusioni, ci si espone sempre al rischio di non essere compresi. Io preferisco esprimermi in modo chiaro e diretto proprio perché so bene che all’interno di un forum si possono facilmente generare incomprensioni. Ti assicuro che il tuo messaggio era estremamente ambiguo e che si prestava facilmente ad interpretazioni contrastanti (non sono stato il solo ad avere questa impressione). Comunque se mi sono sbagliato ti chiedo immediatamente scusa, perché io, grazie al cielo, non ho nessuna difficoltà ad ammettere i miei errori.

  • 9900
    Marquito -

    Alessandro, mi fa una strana impressione sentirti dire che io sono polemico, che attacco gli altri utenti e che cerco di imporre il mio pensiero, non perché questa opinione non sia legittima, ma perché questo mi sembra il tipico caso in cui si vede la pagliuzza nell’occhio del proprio fratello senza accorgersi della trave che è nel proprio. Adesso cerco di farti comprendere meglio il mio punto di vista; poi valuterò se sia il caso di intrattenermi ancora in questo forum, a cui sono molto affezionato ma che da qualche tempo a questa parte è divenuto assolutamente irriconoscibile.
    La mia impressione è che nell’ambito della psichiatria ci siano troppo settarismo e troppo fanatismo. A cosa mi riferisco quando parlo di “atteggiamento dogmatico” ? Mi riferisco al fatto che molto spesso le convinzioni personali dello psichiatra vengono anteposte all’interesse del paziente, il tutto, si badi bene, in perfetta buona fede … Le persone dogmatiche, generalmente, non hanno il minimo sentore del loro dogmatismo. Gli psichiatri tendono a dividersi in scuole di pensiero e qualche volta combattono le loro personali battaglie sulla pelle del malato, il tutto, lo ripeto ancora una volta, senza nemmeno rendersene conto. Tu mi dirai che entro certi limiti è inevitabile che sia così, perché anche lo psichiatra è un essere umano che ha i suoi convincimenti, i suoi ideali e le sue travolgenti passioni. Te lo concedo tranquillamente; ma credo che ci siano dei casi in cui lo psichiatra esagera, prescindendo quasi completamente dai dati oggettivi che si trova di fronte. Guarda che non ne faccio una questione di schieramenti; questo discorso vale tanto per i “materialisti” che per i loro avversari. Ti faccio un esempio tratto dalla mia personale esperienza. Io sono stato seguito da una psichiatra che era preparatissima dal punto di vista teorico, ma che mi ha oggettivamente danneggiato a causa dei suoi preconcetti nei confronti degli psicofarmaci. Questa signora si è ostinata per un anno a prescrivermi una dose di antidepressivo assolutamente inadeguata alla situazione di emergenza in cui mi trovavo, e questo non perché non fosse intelligente, ma perché i suoi terribili pregiudizi ideologici erano più forti della sua notevole intelligenza. Credeva ciecamente nella psicoterapia freudiana, e riteneva che l’unico modo per affrontare la depressione fossero delle lunghe sedute di psicoanalisi (SEGUE)

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