Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Ciao Roberto ho letto attentamente la tua lettera ,”sei disperato”,ma non tutto è perduto ,incomincia a pensare a te stesso anche se è molto difficile alla nostra età ,specialmente quando si ha il giro di amicizie molto ristrette. Trovare una persona che ti capisce come dice tu non è per scaricare le tue paure ma anche soltanto per parlare lo è ancora di più.I cartoni animati per scappare dalla realtà questa poi non l’avevo sentita mai (guarda chi stà peggio di te si )Io ti dico che non è mai troppo tardi per affrontare la vita ,come ho fatto io ,non mi sono nascosta dietro a chiacchiere di chi stà peggio o meglio ,ho toccato il fondo mi sono rialzata .Puoi farlo anche tu.ciao
come capisco exandrea quando dice che non ha ancora imparato la lingua che si parla in questo mondo, dove lui si sente un alieno.io mi sento dire che non so distinguere la realtà virtuale da quella reale. è vero, la notte faccio degli incubi terribili e la mattina mi sveglio piangendo e tremando. cerco la froza di alzarmi dal letto, mentre mi scorrono ancora davanti le immagini degli incubi che hanno scoperchiato le mie paure più terribili e fatico a riderci su o mi risulta davvero impossibile, dirmi ” dai è un solo un incubo, che sarà mai?”. non lo so fare, mentre – pare – che le persone con cui parlo e dalle quali mi aspetterei un aiuto mi dicono che non si può tremare per un incubo, anche se rappresenta le tue peggiori paure.
e mentre io cerco di spiegare che lo so che è un incubo, ma che mi ha lacerato il velo di “riposo” di cui almeno la notte vorrei godere, e che mi ha svegliato con l’ansia e con il batticuore, mi si dice ancora che non si riesce ad aiutare chi non sa distinguere i sogni dalla realtà.
risultato: mi sento ancora più malata, diversa da chi ragiona con calma e distacco, e quindi ancora più sola.
penso di dire una cosa, di chiedere aiuto, ma evidentemente i miei pensieri si trasformano in parole di una matta che piange “solo perchè ha fatto un brutto sogno”.
e allora mi sento incompresa, comincio a respirare con l’affanno, non riesco a smettere di piangere ma trovo un briciolo di forza per alzarmi e prendere le gocce che almeno mi rimbambiscono un pò, mi fanno smettere di tremare e mi trasformano in una statuina che capisce sempre meno quello che ha intorno.
@Lorenzo: mi piacciono i tuoi consigli, spero di poterli almeno tentare quando starò un pò meglio. per ora non vedo oltre il mio buio.
@Luna: grazie sempre.
Ciao a tutti/e
E comunque il fatto che uno qui a postare significa che c’e’ una ricerca di aiuto, quindi una speranza di trovare una soluzione.
Se uno si volesse veramente suicidare non sarebbe qui a postare ma al massimo a scrivere la data del proprio suicidio!!!
E infatti anche io mi vorrei suicidare (ma non in maniera definitiva).
Bye
Marco da Genova
ed ecco qua manca esattamente una settimana all’inizio degli esami, sono sotto stress in questi giorni ma so di potercela fare e c’e la stò mettendo tutta. se mi andranno male so cosa dovrò fare, mi toglierò un bel peso…
mi associo al commento di marco…anche io vorrei suicidarmi, ma riuscire a resuscitareeee!
non sono d’accordo perchè se uno cerca la morte la cerca definitamente, non solo per l’ebbrezza di provarci.
Ciao Elena,
ma era ovviamente scherzosooooo!!
era giusto per riderci su….su una cosa molta seria, solo per sdrammatizzare…
sto andando fuori di testa. non riesco a chiedere aiuto, le mie parole si trasformano in lamentosi pianti come se avessi 5 anni. mi sento trattata con distacco e anche un pò di compassione dato che non riesco a fare quello che sarebbe meglio per me: smettere di chiedere, visto che non ottengo quello che cerco.
sono perennemente sull’orlo del pianto.
@ele ti capisco mi sento esattamente come te sola e inutile, solo che io cerco di non piangere x non essere compatita dagl’altri, odio quando a una persona fai pena è la cosa che voglio evitare in assoluto. ogni volta che cerco di parlare con la mia amica di come mi sento capisco che la metto a disagio xkè lei mi risponde secca chiudendo il discorso. non so più con chi parlare…mi sento sola e, come ho già detto inutile. Avrei voglia di spaccare tutto, ma non posso…
C’è sempre tempo per il riscatto: non sentitevi deboli perchè avete pensato o perchè avete provato a compiere l’estremo gesto; conosco la depressione e quanto possa essere spaventosa. non è accomunabile con altre malattie, per quanto gravi possano essere, è molto diversa. Voglio però dare a tutti un messaggio di speranza: c’è chi ne è uscito. E da forme che credevo irreversibili, perchè non dipendevano tanto dalla mancanza di socialità ma dalla considerazione della vita come qualcosa di assolutamente insensato, per cui non riuscivo a dormire e piangevo; il suicidio di mio cugino mi aveva poi distrutto. Ma mi sono affidato a specialisti, sono stato aiutato dagli altri e mi sono aiutato a mia volta, leggendo di tutto, dai post degli altri su internet (gli unici con cui si possa parlare di queste cose e sottolineo meno male!) alle consulenze di filosofi e psichiatri. Sono finito a dubitare perfino della mia stessa personalità, cercando di distruggerla perchè credevo non fosse veramente mia. Ma bisogna capire, è necessario capire, che non si cambia, si è quel che è, e capire questo, accettarsi, è tutto. Credetemi la felicità non sta ne nell’avere qualcuno da amare (io non l’ho mai avuto e adesso nonostante tutto, mi posso dire felice) ne nel fare la vita sociale che fanno tanti altri. Può essere si importante avere qualcuno a cui aggrapparsi ma non è strettamente necessario. Si è quel che si è: se si è timidi si può cercare di cambiare o no, e nessuno dei due casi è un male. Ero un accanito lettore di Leopardi, di cui condividevo e condivido ancora le idee, in particolare riguardo alla vita. vi dirò anzi la cosa più bella: ho sempre amato gli altri, ho invidiato chi era capace di non pensare a determinate cose, al senso della vita, all’inutilità delle cose che facciamo nella nostra vita, e nella mia depressione non ero più in grado di provare sentimenti, mi ero chiuso in un mio “egoismo”(e faceva male). Adesso riesco di nuovo a farlo e con occhi nuovi verso il mondo e tutte le cose. Se avete altre domande su qualsiasi cosa, domandate pure: sarà mio piacere rispondere sinceramente e soprattutto, serenamente.
Un’ultima cosa: se superete la cosa davvero, la vita sarà molto ma molto più serena di prima, sarete forti c...., e forse fino alla fine.
Epicuro per quanto mi riguarda hai detto già tutto ,mi sono rispecchiatta in ciò che hai detto, in quello che ero e in quello che sono ora .Meno male che ci sono persone come te come me e spero come altri … che posso testimoniare che dalla depressione si può uscire con molta molta pazienza aiuti dai dottori e determinazione .Quando se ne esce non si acquista la felicità (non serve) ma la serenità!!Grazie Epicuro 🙂
Anch’io quoto Epicuro, che ringrazio per la sua testimonianza. Bacio, Marina 🙂
La depressione dà l’impressione di vedere meglio, di più, le pieghe insensate di se stessi e della vita, in realtà sta occludendo la visuale (anche per la cosa che così bene Epicuro descrive: il sentire fortissimamente qualcosa e qualcosa di sè, ma il non riuscire a sentire altro, anche di sè).
E’ difficile spiegare questa parzialità con estremizzazione a chi non l’ha provata, è altrettanto difficile spiegare perché parlo di parzialità per chi si trova in una fase in cui quella parzialità non può che sembrare invece un tutto.
Una sorta di terrificante verità rivelata. A proposito di analisi feroce nei confronti di se stessi e della realtà io posso citare un esempio: c’è stata una fase in cui mi rivoltavo come un calzino in ogni mia minima piega in cui ho detestato anche la mia voce stessa. Come se la sentissi per la prima volta e non fosse la mia. Non la sentivo mia, la sentivo stridente. In seguito ho scoperto che quella voce, quella stessa voce, era invece un mio punto di forza. E non lo dico in senso narcisista. Dico che quella stessa voce, che avevo un giorno osservato all’improvviso come una parte “aliena”, è diventata in seguito (casualmente o perché sono ritornata a sentire e sentirmi dentro) il veicolo di emozioni e risorse inesplorate, e con una naturalezza sorprendente. La voce è solo un esempio, che può sembrare anche stupido. Ma a volte penso che ho odiato la mia voce in quel periodo forse perché era una delle parti di me che non conoscevo e che volevano farsi conoscere. O forse certo può essere una visione romantica del fatto che il disagio emotivo e psicologico è in realtà una cosa devastante. però è una delle cose che è successa, dopo.
Cadere è umano e la depressione è una malattia e insieme un segnale profondo, anche della possibilità, se superata, di offrire a noi stessi delle inversioni di rotta. se esplodiamo e insieme implodiamo dopo un periodo di stress, un lutto, qualcosa che ci sconvolge, un investimento di energie sbagliato, che può essere stato anche lungo un pezzo enorme della vita, è perché siamo umani. E io ho sempre pensato che potevo essere le persone che hanno detto basta, che ho conosciuto. E ancora oggi lo penso, che potrei essere ciascuna di quelle persone che hanno detto o dicono basta. Tuttavia ringrazio il fatto di aver visto cosa c’era dopo il black out. e di avere capito che il black out non era tutto. e spero di ricordarlo sempre. O di darmi sempre la possibilità di farmelo ricordare da chi sta fuori dalle logiche del tunnel se me ne dimenticassi. siamo tutti umani.
SONIA: le tue parole invece non mi sembrano insensate. Mi sembra che vorrei morire per resuscitare significhi voglia di cambiamento.
ELE: ciao tesoro. eccomi qua. e sono contenta (passimi la parola) di avere letto di quali problemi specifici, sensazioni specifichem, avevi bisogno di parlare. comprendo per quello posso anche il discorso: non riesco a comunicare, piango sempre, allora mi chiudo ecc ecc. comprendo anche le sensazioni di Roberto, quando il troppo sembra veramente stroppiare. Dico comprendo entrambi perché tra le altre cose ho avuto a lungo, dopo la morte di mia nonna (ecco, ecco una persona con cui parlavo con naturalezza sempre lo stesso idioma, da quando ero nata) ho provato, anche per tutta un’altra serie di problemi e vicissitudini che hanno acuito questa sensazione, una sensazione di alienazione fortissima da questo punto di vista. Era una mia sensazione, però, questo voglio dirlo. Il fatto che fosse la mia sensazione ovviamente non toglie nulla alla sua potenza, anzi, semmai l’accresceva. Io sono sempre stata capace di stare da sola, in un mix tra estroversione e lupo solitario, ma per un certo periodo mi sono sentita sola in un altro modo, interiore, profondo, come mai prima nella vita. Ho provato in questo senso delle emozioni violente ed esponenziali. E non per tre giorni.
ELE cara la nostra sofferenza emotiva si esprime e si scarica come può e come sa e come necessita. Le persone possono averla scaricata e vissuta in un modo diverso dal tuo, e non comprenderti, o possono sentirti impotenti nel fatto di decodificare una tua modalità non giusta o sbagliata ma semplicemente differente, che non fa degli altri dei savi dell’espressione interiore della sofferenza e di te una matta o un’aliena. Potrei presentarti molte persone che hanno scaricato la loro sofferenza attraverso incubi atroci, per un periodo della vita, e che ne sono rimasti sconquassati e sconvolti. E sono perone che tu definiresti senza dubbio normali. Devi anche considerare che di fronte ad una cosa tua come un incubo, le sensazioni che tu hai provato durante e dopo, le persone che non l’hanno vissuto possono effettivamente cogliere l’intensità ma non comprendere fino in fondo, ciò è normale. Come può essere che una persona ti rifiuti apparentemente l’ascolto non per non accoglierti o perché sei alien, ma perché non sa come aiutarti e quindi si sente impotente, o perché ha incubi che tu non sai.
Una delle persone che sa cosa siano gli incubi di cui parli sono io. In un periodo di fortissimo stress oltre ad urlare nel sonno mi è capitato anche di fare dei sogni così orribili che ho continuato a piangere e tremare per ore, come se il sogno fosse la realtà. Di fatto io credo che quei sogni fossero come degli attacchi di panico nel sonno. Ma penso anche che, pure nel loro orrore di immagini e sensazioni, avessero un senso. Anche se ne avrei fatto, questo è certo, volentieri a meno. Siamo normali, speciali e insieme psichedelici, umani in sintesi. Ti voglio bene
le vostre esperienze mi danno un pò di speranza, ma è così difficile, perchè io non riesco?, penso ogni giorno al suicidio, tutto ha perso valore, sto male, non mi va di fare nulla, come si fa ad uscirne?
buonasera..mi permetto di iniziare questo breve commento citando le parole di ania “gli uomini vivono come se dovessero morire da un momento all’altro” al contrario io credo che la stragrande maggioranza delle persone non si renda davvero conto di ciò che significhi la morte..tutti sanno che devono morire ma nessuno l’avverte veramente..infatti il sentimento preponderante è la paura determinata da questo o quell’evento in luogo dell’angoscia che è un sentimento di vertigine dovuto alla possibilità di impossibilità di possibilità..siamo un battito di ciglia nell’infinito..non si può dire se la vita sia breve o lunga perchè la usiamo come metro per misurare appunto la durata degli eventi..il fatto è che ognuno di noi è il risultato di una concatenazione di eventi unici poichè strettamente correlata ad un determinato momento storico..è irripetibile..desiderare ardentemente il suicidio è il segno di un eccessiva identificazione con la propria personalità, le persone sono completamente ignare di ciò che si è..e questa mancanza di conoscenza fa nascere le idee più stupide..quello che cerco di dire è che molti comportamenti si possono spiegare in termini di fisiologia del sistema nervoso..di biologia..un giorno ci sente uno schifo poi per un motivo o per l’altro si producono più endorfine e ci si sente euforici..personalmente non credo nella determinazione di chi dice di aver tentato il suicidio più volte..infondo non è cosi difficle procurarsi la morte..ma che senso ha?
è un anticipare-peraltro di poco-un qualcosa di inevitabile..la vita e come un giro di giostra in un luna park..un teatro in cui vieni guardi e te ne vai..ebbene lo spettacolo inizialmente può essere noioso..ma una volta che ci sei andato e che hai pagato il biglietto tanto vale aspettare fino alla fine..non si sa mai che sorpresa possa capitare 😉 ps tutto ciò lo dice una specie di disperato squilibrato incapace di trovare un equilibrio fra le colossali contraddizioni di tutto ciò..essere o non essere individualismo socialità ricchezza miseria etc etc..è davvero un sogno tonto..incontrollabile..il destino mescola le carte..ma siamo a noi a giocarle! in bocca al lupo a tutti nel proprio unico dannato viaggio su questo pianete nella via lattea nell’universo
mancano pochissimi giorni agli esami, la paura cresce sempre di più la cosa più opprimente è che non faccio nulla non studio non preparo nulla, non mi và. già sò come potrebbe andare a finire e sò già dove andare se andasse male…mi sento di nuovo in quel periodo nero nero nero che ho passato tempo fà. fino a qualke giorno fà stavo bene, e adesso non lo sò perchè stò di nuovo cosi. ho voglia di parlare con qualkuno che mi ascolti ma che mi ascolti veramente e che non mi dica che “stò facendo una cazzata, di non dire stupidaggini, o che la vita è bella” sarà bella la tua! la mia mi fà schifo, ho quasi 20 anni e la sera non posso uscire neanche dopo il lavoro posso andare a prendere qualkosa da bere con i colleghi di lavoro, c***o! non posso fare nulla, qualsiasi cosa faccia loro hanno sempre qualkosa da ridire e mi opprimono mi bloccano mi “chiudono le ali”. sapete quantè odioso quando mi dicono “dai andiamo a prenderci qualkosa da bere tutti insieme” e io devo dire “no, non posso devo tornare a casa” la mia amica dice che non c’è niente di male, ma per me è imbarazzantissimo! addirittura il figlio del mio principale che ha 17 anni mi mette a disagio! Un paio di giorni fà la mia amica mi fà “dai stasera vieni anche tu con noi, ah no!! lei non può venire perchè deve tornare a casa da mamma che non la fà uscire, anzi no! è lei che non vuole uscire” cosa che se fosse per me starei sempre fuori casa. mi fà schifo tutto ciò xkè sò che sarà x sempre cosi e le persone che mi stanno adesso vicino prima o poi si stuferanno e mi manderanno a quel paese! e non voglio che accada!
Ciao Elena, per risponderti torno indietro di 20 anni esatti, al giugno del 1991, al mio esame di maturità. E con la mia testa di allora ti rispondo che se tu, in questi giorni, fossi tranquilla, serena, fiduciosa probabilmente penserei che hai fumato o ingurgitato qualcosa di veramente PESANTE! In genere, a 4-5 giorni dall’esame, ti passano davanti i fantasmi beffardi di tutte le pagine che non hai letto, di tutti i libri che non hai aperto e ti senti inesorabilmente fottuta. Non ho la sfera di cristallo e non posso sapere come andrà il tuo esame. Posso semplicemente dirti che la sensazione di terrore rassegnato e di rassegnazione terrorizzata é comune al 95% degli studenti di qualsiasi generazione. Punto secondo: ci sono genitori che sembrano nati con il solo scopo di rompere i co...... ai propri figli. È inutile tentare di far entrare nelle loro teste il concetto di libertà e di ali tarpate. Sono programmati per rompere e lo fanno con una sistematicità inquietante. È inutile pensare che si rassegnino e, quantomeno, la smettano di lamentarsi. Spendono ogni grammo di energia per abbattere ogni anelito di libertà con la precisione di un tiratore scelto. Sono persone che si lamentano a prescindere. Se stai in casa, se esci, se lavori, se sei disoccupato, se studi, se non studi. Non sono necessariamente cattivi. Sono dei gran rompipalle. L’unica soluzione é smettere di voler raddrizzare le gambe ai ragni, di combattere con i mulini a vento ed organizzare la propria vita secondo le proprie esigenze. Certo…..lo farai con, in sottofondo, il lamentoso/fastidioso/irritante/urticante coro delle loro lagnanze. Rompono sia che tu stia a casa sia che tu esca no? E allora, tanto vale……esci. Vivi. Sbattitene. Non fai del male a nessuno andando a bere qualcosa con gli amici. Fai del male a te stessa non andandoci. In bocca al lupo per la maturità.
Mercoledi’, ore 19, mi é capitata, tra capo e collo, una mazzata tremenda. Un colpo basso che, se mi fosse stato inferto un anno fa, mi avrebbe portato in casa, sul terrazzo e poi in strada. Spiacciccata. E non lo dico per scherzo o per esagerazione. Lo scorso anno, quella stessa situazione, avrebbe rappresentato la classica goccia di merda che fa traboccare un vaso stracolmo di merda. Completamente sola in mezzo a persone indifferenti al mio tipo di disagio, incazzata con gli altri, con me stessa, con la vita. Delusa, demotivata, priva di autostima e di stima. Diffidente, rancorosa, terrorizzata, preda di incubi reali e virtuali, vittima del senso di impotenza e di ineluttabilità di un destino rigorosamente schifoso destinato a peggiorare istante dopo istante. Ero cosi’ un anno fa. E non avrei resistito alla tentazione di non vedere un ulteriore scempio di quei giorni inanellati che sembravano tutto tranne che vita. Pero’, come ha scritto Epicuro, c’é sempre tempo per il riscatto. Ed io, mercoledi’, ore 19, quando ho visto il mio piccolo mondo tremare pericolosamente e non ho potuto non pensare: “ora crolla tutto!”! Poi ho ardato oltre la batosta del momento, ho visto la serenità ed ho avuto voglia di raggiungerla. La serenità nella vita, non nella morte. Ho scelto di correre ai ripari anziché aspettare che il mondo mi crollasse addosso. E non mi sento né un’eroina né una folle. Ci vuole corsggio sia a vivere che a morire. Mi sento una persona che ha scelto e non ha subito una scelta. E mi basta cosi’! Ciascuno sa da sé qual’é il proprio sprone a vivere. Tutto sta nel concedersi il tempo che occorre affinché quello sprone salti fuori e ci lanci una corda a cui aggrapparci. E bisogna curarsi nella mente e nel corpo, volersi bene e smetterla di prendersela con noi stessi, spostarsi dalle persone che non capiscono e ci fanno stare peggio, cercare un rifugio (anche nei cartoni animati…perché no?) in cui ripararsi e riprendere forza, riprendere respiro. Marina, LUNA, ciao belle, un bacio. Un abbraccio a tutti.
Periodico problema dei post immodificabili…….non ho “ardato” da nessuna parte quando ho visto il mio mondo tremare ed ho pensato: “ora crolla tutto!!”! Ho GUARDATO oltre la batosta del momento. Ed ho visto una vita a cui non voglio rinunciare e per cui vale la pena lottare anche se a volte ci si sente colibri’ in guerra con aquile reali. . Ed é cio’ che auguro a tutti coloro che stanno male. Ciao.
IO spero solo che un giorno conoscerô qualcuno ..amico o amica..che mi salverà da tutto questo..che mi darâ la sua compagnia volentieri senza giudicarmi o trattarmi male.
mi sto chiedendo se dal 2005 a oggi beppino ce l’abbia fatta o no nel suo proprosito di suicidio.
No perché uno che dice che ci ha provato 4 volte e non ci è riuscito mi sa di bufala. Che gioca a freccette con se stesso? 4 tentaivi falliti mi sanno di grande imbranato o di persona che vuole attirare l’attenzione su di sé.
hai fatto 4 tentativi e hai fallito? allora si vede che tu nn vuoi morire..vuoi solamente ferire a chi ti sta intorno,sei un tipo riservato,ma vuoi attenzioni,nn sei capace di dimostrarlo e tenti in questo modo..secondo me con questi tentati suicidi ti rendi solamente ridicolo
tracy gli amici sono semplici da trovare basta non chiudersi in se stessi
Elena zau bella cm va ??
dai tranquilla per la maturita e una cosa normale avere paura ma alla fine ci dirai che era una cavolata
riguardo al fatto di uscire coincordo con quello che ha detto Eme esci lo stesso magari il pomeriggio la serA forse si preokkuperebbero anche se … oramai sei maggiorenne
fai una bella cosa 😀 passa l esame tranquilla poi vai un week end al mare con il tuo ragazzo :=) vedi che almeno finche non rientri a casa starai mejo ^^
dai un saluto a tutti
smack alle fanciulle
ps: virgola zau beppino da quello che so non e rIuscito a fare quello che aveva scritto e forse non lo vuole piu in6 anni cambiano moltissime cose
zau ex andrea come va ??
Cari depressi, care depresse, fate come me, le medicine prendetele. Gli antidepressivi servono, i neurolettici servono, credetemi.
Secondo me è saggio rendersi conto che si è malati, che si ha bisogno di cure. Altrimenti cresce la paura, cresce la disperazione e vien voglia di farla finita. Forza fratelli/sorelle di sventura, non mollate.