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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 9126
    LUNA -

    ELENA: perdonami, ma non è proprio così che funziona. Non è che tutti quelli che si ammazzano o pensano di farlo hanno dei veri problemi mentre gli altri no e solo per questo non si ammazzano o non pensano di farlo o se pensano di farlo riescono a pensare che tutto sommato riescono ancora a cercare delle soluzioni o a sperare che ci siano.
    Abbiamo sempre detto che non si può giudicare il senso di spaesamento, di implosione, di malessere profondo e gli istinti suicidi di una persona depressa, perché tutto quel malessere che prova/sente/vive è reale. Quindi è ovvio che quando uno scrive:
    siete scemi, c’è gente che soffre davvero e voi state a lamentarvi

    lo scemo è lui, perché chi pensa al suicidio soffre davvero e su questo nessun dubbio. perché per arrivare a pensare che non esistono soluzioni alternative indubbiamente una persona sta molto male. La sua sofferenza è reale, e tangibile, non importa quale sia oggettivamente il problema che fa provare questa sofferenza.
    A volte può essere davvero anche uno squilibrio chimico, persino momentaneo, a contribuire a farci sentire con meno risorse e ancora più depressi di quello che siamo. E questa è realtà. Ma spesso chi sta male non accetta il concetto che ciò sia possibile.
    Inoltre si tende purtroppo, quando non si vuole chiedere aiuto a nessuno, a farsi delle autodiagnosi. Sono depresso, non c’è niente da fare, o ancora: io non sono depresso, è che la vita è uno schifo e io me ne accorgo.
    In realtà il termine “volgare” depressione racchiude clinicamente una serie più vasta di disturbi dell’umore ecc, che richiedono spesso terapie diverse, e anche in caso farmacologico, ove sia necessario, soluzioni e posologie diverse e tempi diversi. Ma molti pregiudizi sono lunghi a morire.

    Ma allo stesso modo dire a qualcuno: se tu non pensi al suicidio non sai cosa sia un vero problema è tanto giudicante quanto chi dice al depresso “sei scemo, ti piangi addosso, se tu andassi in un ospedale capiresti cos’è la vera sofferenza” e altre amenità.

    Ci sono un sacco di persone a cui non fila un cavolo tutto liscio, che combattono con problemi molto gravi e seri, di vario genere, e che pur non giudicando chi sta male, anzi, provando empatia per chi sta così male da pensare al suicidio, e forse anche perché c’è stato un tempo in cui ci hanno pensato pure loro, ma considerano una fortuna non averlo fatto, dicono che la vita comunque ha un senso e cercano di portare un messaggio positivo che non è affatto ipocrita, nè che intende minimizzare la sofferenza di chi pensa al suicidio come unica e giusta soluzione.

    ELENA, a me dispiace moltissimo che tu stia male, e ti domando, scusa, perché mi sono forse persa qualche post: hai poi chiesto aiuto per riuscire a capire bene perché ti senti così e cosa è possibile fare perché tu possa stare meglio?

    Un abbraccio, ciao!

  • 9127
    tracy -

    Cara Elena nel mondo è impossibile che va tutto liscio o non si hanno problemi seri..la vita è fatta di ostacoli da superare ma la serenità che deriva dall’averli superati è un bel premio e se non si riesce a superarli forse suicidarsi non è una vera via di fuga giusta. altrimenti dovrebbero suicidaersi tutti e vista cosi..l’umanità non dovrebbe esistere.Odi la vita e l’umanita? é brutta da dire cosi ma putroppo è vero per chi si suicida… forse la realta non è fatta solo di cose visibili..il mondo è un mistero.

  • 9128
    tracy -

    capisco che tanta gente si comporta da schifo e fa passare la voglia di vivere per il loro orribile comportamento. per fortuna c’è anche chi si comporta lealmente e bene, senza di loro non so come farei.

  • 9129
    birillo -

    tracy

    non penso che chi si suicidia odia la vita e l umanita magari solo vedono che la propia vita e insopporttabile per problemi piu o meno gravi e reputa che e mejo non esistere piu

    Elena

    zau bella come va ??

    dai un saluto a tutti e un bacio alle fanciulle 😀

  • 9130
    sabrina -

    amici cari, smici tutti, vorrei dire solo due brevi parole, io ho passato una dura depressione, non so se l ho superata. ma nel bene o nel male voglio, ora voglio andare avanti, la voglo vivere la vita, anche se è cattiva io la viglio sffrontare. il mondo è pazzo o forse lo sono io, ma porcamiseria, un altra mia amica….. scusate neanche riesco a scrivere cio che volevo dire. notte. coraggio gente, coraggio

  • 9131
    LUNA -

    SABRINA: ciao 🙂 di solito uscire da una brutta depressione, o comunque ricominciare a stare meglio mette in circolo delle energie di rinascita, no?

  • 9132
    Ele -

    io non è che odio la vita o mi fa schifo.. L’idea (la voglia) di farla finita è per non sentire più il dolore terribile che a volte mi pianta in terra come un super martello. Non so se è la stessa cosa.. Cioè io farei di tutto pur di non restare imprigionata in quella disperazione solida e fortissima, qualunque cosa pur di non sentirla, anche morire. Ma non è sempre così. Mercoledì avrò la mia seconda seduta del mio secondo ciclo di terapia dopo diversi anni Vorrei imparare a gestire le mie emozioni per sperare di poter anch’io avere la possibilità di avere rapporti umani normali. Lo sanno fare tutti, mentre io sono così inadeguata e non riesco neanche ad affrontare le normali “disavventure” quotidiane. Da qui il desiderio di vivere isolata ma al tempo stesso ho paura che la mia voglia di chiusura mi faccia restare sola. Ecco, arriva anche il terrore dell’abbandono. Non riesco a ragionare con serenità. Ogni pensiero che comincio a fare si porta dietro delle paure che poi non so gestire. Cavolo… Volevo scrivere qualcosa di positivo stasera, ma ora mi è ripresa la paura, o l’ansia o il senso di inadeguatezza, non so nemmeno come chiamarla. Isolarmi per recuperare le forze o reagire rischiando di fare scivoloni pazzeschi ogni giorno?

  • 9133
    LUNA -

    ELE: @Lo sanno fare tutti, mentre io sono così inadeguata e non riesco neanche ad affrontare le normali “disavventure” quotidiane.

    chi sono questi tutti? e come fai a sapere che nessuno intorno a te ha paura, o si sente inadeguato, o ha avuto dei periodi con disturbi di ansia o che? Adesso tendi anche a enfatizzare il fatto che tu sei una schiappa tremebonda e tutti gli altri eroi supersicuri di sè.
    In realtà sei un essere umano in mezzo ad altri esseri umani. C’è anche chi in questo momento non avrà malessere, disagio e ansia. Ma non è che per questo siano tutti wonderwoman e superman, non si facciano domande. O non se le siano mai fatte.

    Tu adesso sei in una fase acuta.
    Quando il panico sale, o angoscia che sia, sembra una cosa assoluta.
    E’ una sua caratteristica. Il non tempo. La non fine.
    Ma appunto non lo è. Ecco perché: @Ma non è sempre così.
    Quando avevo gli attacchi d’ansia uno striz mi aveva detto: guarda l’orologio. Non dico che funzioni per tutti. Sinceramente accorgermi che quella cosa aveva un tempo, inizio-fine, a me era servito.

    Al contempo se hai (non sono un medico, lo dico come esempio) un periodo di ansia generalizzata puoi sentirti generalmente teso, preoccupato, esagerato, inadeguato, ecc.
    Anche perché se sei stato male in certi momenti può restarti addosso la sensazione di fragilità e spaesamento stile: ma sono uno/una che si spezza con un grissino?

    @Isolarmi per recuperare le forze o reagire rischiando di fare scivoloni pazzeschi ogni giorno?

    andare in terapia, credo, anche per aiutarti a trovare il giusto equilibrio tra questi due aspetti, l’introversione e la socialità, la voglia di non superare limiti che sono veramente troppo ORA, i famosi scivoloni che temi, ma neanche sottovalutare le tue risorse al punto da toglierti la possibilità di realizzare dei rinfonzi positivi.
    Andare in terapia anche per darti il tempo, credo. Il tempo giusto per non pensare che guarire sia tirare il motore in autostrada a 300 all’ora, a freddo, o al contrario che l’altra alternativa sia restare in garage a fare polvere.

    Comunque ELE, di solito il nostro malessere ci parla (sono d’accordo che sarebbe meno sgradevole se non dicesse tante parolacce, e se non urlasse o si strappasse i capelli o ci tirasse incudini sullo stomaco quando ci parla…), non è casuale. vuole dirci qualcosa. Cosa?
    sei andata da chi può aiutarti a tradurre cosa ti stai dicendo.

    Un abbraccio

  • 9134
    Riccardo -

    Caro beppino,
    spero tu sia ancora qui in questo mondo, perchè io vorrei conoscerti e tenerti per mano. La vita è spesso durissima, per tutti noi, ma per alcuni diventa insopportabile se non hanno una persona cara al loro fianco. Io sarei disposto a qualsiasi cosa pur di non vedere la tua vita buttata via. Ma non so come trovarti

  • 9135
    tancamala -

    Fermate il mondo, voglio scendere. Alle v olte tutto sembra niente altro che una brutta poesia. Un film gia’ visto. una pastasciutta riscaldata.
    Se la gentilezza si apprende guardandosi attorno, c’è poco da sperare. Staremo tutti sempre peggio, perchè tutto attorno a noi sta’ peggiorando. A tutti coloro che hanno la mia e-mail, sappiate che mi hanno rubato i dati, e che la mia posta elettronica è infetta. Skracciate le mie e-mail, grazie. Vi abraccio, coraggio.

  • 9136
    sonia -

    Salve a tutti,
    ho letto i vostri commenti sul suicidio. Qui a Milano si è uccisa da poco una ragazza di 29 anni gettandosi dal palazzo della rinascente in corso vittorio emanuele…
    Ho scritto un libro che parla di una ragazza che si toglie la vita. Forse perchè ci ho pensato anche io tante volte. Poi però penso a quelli che mi amano e che ne soffrirebbero terribilmente. Oppure penso che non so come può andare la vita, magari cambia tutto e mi ritorna la voglia di vivere. Per adesso vivo in uno stato di apatia, dove le mie giornate mi sembrano tanto lunghe e vuote e non capisco come riempirle. Sono convinta dell’inutilità dei miei giorni, della fatica del mio lavoro inutile (faccio l’insegnante), e del tanto tempo libero non so che farmene. Forse dovrei fare volontariato per sentirmi meglio aiutando qualcuno. Io credo che si abbia difficoltà a vivere semplicemente perchè si ha molto tempo per pensare. Gli animali non hanno tempo per pensare perchè devono sopravvivere ogni giorno e questo li fa restare in vita. Noi esseri umani, altrettanto animali, abbiamo complicato le nostre vite, ma le abbiamo anche allungate tanto facendo in modo di avere ciò che ci serve comprandocelo col denaro e adesso ci troviamo a chiederci il senso dei nostri giorni. Esiste tanta gente stupida che il problema non se lo pone nemmeno, che non vede e non sente l’inutilità dello stile di vita quotidiano che conduciamo, ma che sa consolarsi e darsi una spiegazione di quel senso di frustrazione che sicuramente attanaglia lo stomaco di tutti. Io vi capisco molto bene. Sono anche io convinta che sia anche inutile rivolgersi allo psicoterapeuta. Alla fine è una persona come tutte le altre e non può convincerci che la vita è bella e che va vissuta. E’ una cosa che si deve sentire senza farsi il lavaggio del cervello. Il mio consiglio è tenersi occupati, fare tutto ciò che si può per pensare il meno possible. fare quello che piace, fare qualcosa che lasci spazio alla propria fantasia e che ci diverta in qualche modo. per questo io ho intenzione ad es di riprendere a suonare come facevo un tempo. e di continuare a scrivere anche se quello che scrivo forse non piacerà mai a nessuno.
    io sono con voi, in bocca al lupo!

  • 9137
    nickel -

    Senza mettersi a spron battuto da nessuna dei due pensieri, è facile (o forse no) comprendere come basti poco per mutare una sensazione. Quello che fino ad oggi è stata una vita piena di rimpianti, problemi o ingiustizie può trasformasi in una fantastica emozione. Forse vale la pena giocare ancora un po’ con questa vita prima di dire basta, prima di spegnere tutto. Voltarsi a guardare il passato (triste) è possibile ed è naturale, altrettanto quanto guardare costruirsi il futuro. Ciao!

  • 9138
    Marco -

    Ciao

    Cio’ che mi frena dal mettere in pratica il suicidio non e’ tanto la morte quanto il fatto di rimanere invalido x tutta la vita!!

    Pensate che anche sparandosi un colpo in testa c’e’ sempre la posisbilita’ dell 1% di sopravvivenza ma chi sopravvive rimane completamente paralizzato, braccia e gambe!!

    Con i farmaci uno potrebbe salvarsi ma finire in dialisi x tutta la vita!

    E allora continuo a vivere in questo mondo a volte di m…!

    Bye
    Marco da Genova

  • 9139
    Ele -

    @ LUNA: grazie del tuo post. Lo leggo e lo rileggo. Già.. Non saranno tutti super eroi.. Hai ragione, ma il mio senso di inadeguatezza e vulnerabilità persiste anche se cerco di ragionare su quanto mi hai scritto, correttamente..
    Sono indubbiamente nella fase acuta, piango e mi dispero se non trovo l’aiuto come lo voglio io… Cerco accudimento e non riesco a ragionare su cose magari semplici. Vorrei soltanto che “qualcuno” mi tenesse la mano, dicendomi che passerà. Ma intanto continuerei a fare terapia, lo capisco da sola che la carezza sulla testa da sola non mi guarisce… Però credo che mi darebbe un po’ di forza in più. Potrei cominciare a prendermi cura io di me, senza nutrire aspettative dagli altri, ma non so come si fa. Si, ho ripreso la terapia… È già una cosa fatta per me e da me, ma quando smetterò di dilaniarmi così ogni volta che incappo in una delusione, anche razionalmente piccola o evidente per tutti superabile facilmente.. ma non per me? Bn a tutti, e coraggio…

  • 9140
    Lorenzo -

    Ciao a tutti,

    ho letto di recente qualcosa sull’argomento. Secondo i racconti di esperienze post-mortem, nelle persone che si suicidano lo stato di sofferenza o depressione permane anche dopo la morte. Se è vero, significa che il suicidio non è affatto una soluzione.

    Anche io anni fa ho vissuto un periodo di forte depressione. Mi sembrava insormontabile, ma alla fine ne sono uscito più forte di prima. Basandomi sulla mia esperienza, e sull’esperienza di una persona della mia famiglia, mi permetto di dare qualche consiglio a Ele e agli altri che si sentono depressi, sfiduciati, apatici etc…
    La mia idea è che bisogna agire su 3 fronti:

    1) Dedicati ad attività dinamiche. Sport, camminate all’aperto, yoga, pilates, trekking etc. Nel mio caso è stato decisivo cominciare a fare un lavoro che mi piaceva.

    2) Allontanati dagli ambienti cupi, evita di ascoltare musica deprimente e di incontrare persone che hanno un’influenza negativa su di te. Preferisci la compagnia di persone vivaci e piene di iniziativa.

    3) Sii determinata e insistente nella ricerca della gioia di vivere. Prova e riprova anche milioni di volte, senza scoraggiarti quando hai delle ricadute. Ricordati che in un mondo pieno di ignoranti e bruti come il nostro è del tutto naturale che le persone più sensibili si sentano un po’ inadeguate. Non è sintomo né di inferiorità né di incapacità.

    Spero di essere stato utile.

    Coraggio!

  • 9141
    Elena -

    Ciao Sonia, sarei curiosa di leggere il tuo libro come si intitola? ciao a tutti

  • 9142
    sonia -

    ciao Elena,
    in realtà il titolo è quello che forse sottovaluto troppo. ma è difficile da scegliere….avevo diverse idee, ma niente mi sembra adeguato…pensavo a qualcosa che facesse comunque riferimento a quello che c’è scritto…non lo so…hai suggerimenti????
    forse qualcosa che richiami all’idea di suicidio è troppo deprimente e troppo forte, farebbe scattare qualcosa dentro le persone di troppo negativo da indurle a non leggerlo.
    in effetti la tua domanda mi mette in crisi, per questo ti ringrazio di avermela fatta!!!
    ci penserò e ti farò sapere…

  • 9143
    DAGO44 -

    TANCAMALA..non ci credo,ciao Gabbiamno di Uras,ti ho inviato la mia amicizia su fb per starti vicino..in effetti ho ricevuto un po’ di email infettissime,e non ne capivo il motivo.UIn abbraccio.e un caro saluto a voi tutti. DAGO44

  • 9144
    LUNA -

    DAGO e ELENA: ciao 🙂

    SONIA: ciao 🙂 sono d’accordissimo con @fare quello che piace, fare qualcosa che lasci spazio alla propria fantasia e che ci diverta in qualche modo. per questo io ho intenzione ad es di riprendere a suonare come facevo un tempo. e di continuare a scrivere anche se quello che scrivo forse non piacerà mai a nessuno.

    dissento però, scusami, con:
    @Sono anche io convinta che sia anche inutile rivolgersi allo psicoterapeuta. Alla fine è una persona come tutte le altre e non può convincerci che la vita è bella e che va vissuta. E’ una cosa che si deve sentire senza farsi il lavaggio del cervello.

    Non con il fatto che tu non voglia andare dallo psicologo dissento, ovviamente, è una libera scelta e ciascuno sente il suo modo per affrontare il malessere. Però gli psicologi non fanno lavaggi del cervello e non convincono che la vita è bella. Semmai ti aiutano a capire perché la vedi brutta ecc.

    Mi dispiace che nel lavoro di insegnante non riesci a trovare soddisfazioni. In realtà se c’è un lavoro socialemente utile è quello, caspita! però mi rendo conto che si possa avere la sensazione che non sia così, per varie frustrazioni, anche del sistema.
    Io ho fatto brevemente l’insegnante, come supplente, e ho avuto delle belle esperienze, però è anche vero che le ho avute dove avevo maggiore libertà. Dove per esempio insieme ai ragazzi potevo fare italiano in modo più creativo, anche usando per esempio l’improvvisazione teatrale. E mi era capitato anche un laboratorio di scrittura creativa. La mia primissima esperienza però fu in una classe dove c’erano davvero tantissimi problemi, diversi e tutti concentrati nella stessa piccola realtà.
    Ciò naturalmente non significa che non si cercasse di dare attenzione al singolo e al gruppo, anche alle varie esigenze, però era oggettivamente una classe difficile, difficile anche per i ragazzi stessi.

    ELE: @non riesco a ragionare su cose magari semplici.

    normale sotto stress e in fase acuta.

    @Vorrei soltanto che “qualcuno” mi tenesse la mano, dicendomi che passerà

    La mano fisicamente non posso tenertela, e mi dispiace, però ti penso molto. Vedrai che piano piano imparerai (o imparerai nuovamente e meglio ancora) a prenderti cura di te. E le sensazioni buone faranno scolorire quelle brutte.
    So, come ti dicevo, che avere pazienza (non una pazienza di resa, ma una pazienza verso il miglioramento) quando si sta male è molto difficile, perché il senso di angoscia, inadeguatezza ecc di cui parli sono molto pesanti da gestire. Sembrano riempire tutto ed impedire tutto e sei, mi pare di capire, costantemente autogiudicante con grande severità. Però, come si diceva, questi sono appunto i sintomi del malessere. E’ il malessere che ti rende così iperattiva da questo punto di vista, emotivo e mentale. Forza, ELE, vedrai che la situazione migliorerà. Ora ti stai facendo ansia anche per… l’ansia. E’ normale che sia così. Ma appunto hai cercato aiuto x stare meglio con te stessa,sentirti al volante

  • 9145
    roberto -

    Ciao a tutti,
    è la prima volta che intervengo ad un blog, e lo faccio proprio perché il tema sul quale vi state confrontando mi tocca molto da vicino.
    Sono infatti entrato da poco anch’io nel fantastico club di quelli che guardano al suicidio come un possibile sollievo.
    In pochissimi mesi ho perso tutto ciò che dava un senso alla mia vita: la moglie (che mi ha rottamato per un altro), i figli (una, più piccola, ha seguito la madre e vivono lontane, l’altro, più grande, fa una vita sua e volutamente distante dalla mia), il lavoro (ce l’avevo bello e gratificante ma le multinazionali non perdonano chi rende di meno per sopraggiunta crisi personale, e quindi mi è toccato comprarmi un negozio e campare con quello), gli amici (quasi tutti legati a doppio filo al lavoro o alla mia ex famiglia ed evidentemente non così ‘veri’ e disinteressati).
    I miei anziani genitori hanno a loro volta, e sempre da pochi mesi!, grossi problemi (mio padre ne ha per poco, mia madre si distrugge nell’accudirlo) ed abitano comunque a 400 km di distanza.
    ‘Tutto qui’.

    Se è vero che la vita ha un senso che vale solo quando si hanno progetti, e se i progetti non possono che coincidere con le persone che contano per noi, è quasi un sillogismo che nel rimanere soli si arrivi alla convinzione (perché ormai ci credo fino in fondo) che … può bastare così.

    In fondo, 53 anni sono stati anche troppi per capire ‘il bene prezioso della vita’ nel cosiddetto ‘wonderful world’.

    Al tempo stesso, resto convinto che per uscire dall’abisso basterebbe una persona sulla quale contare: non per scaricarle addosso tutti i pesi e le angosce, ma, al contrario, per riversare su di lei e condividere la voglia di rinascere e di ricominciare a gustarsi la vita. Con in più una nuova ‘saggezza’ derivante proprio dal buio attraversato.

    Solo che è così difficile, specie se hai i contatti azzerati e il tempo libero ridotto al minimo anche per pensare di dedicarsi al volontariato (cosa che ho fatto in passato e in cui credo davvero).
    Di qui, ancora più rabbia allora: perché basterebbe ‘poco’ ma quel ‘poco’ appare irraggiungibile (e probabilmente lo è davvero).

    Morale: sperare non costa nulla, ma è decisivo che qualcosa avvenga prima che la scorta di resistenza alla vita si esaurisca. Altrimenti, quando la disperazione prenderà il sopravvento, resterà solo la soluzione estrema …

  • 9146
    Marco -

    Ciao

    L’ unione fa la forza.
    La mia email e’ scorpione2005@gmail.com

    Se qualcuno/a risiede nelle vicinanze di Genova magari ci si potrebbe anche incontrare e discutere. Mi sono gia’ incontrato con una per esempio ed e’ finita bene. Ora Lei non si vuole piu’ suicidare!

    Magari poi finisce che quelli/e che incontro non si vogliono piu’ suicidare e chi si suicida sono solo io! Mah

    Per adesso mi sono iscritto alla societa’ SOCREM cremazione umanda di Genova. Anzi vorrei che le mie ceneri fossero disperse ma per fare questo devo nominare in vita una persona che accetti l’onere di prendere sta urna cineraria delle dimensioni di 23x18x23 del peso di 3 o 4 kg , vada in mare o su un monte e le disperga!

    Marco da Genova

  • 9147
    sonia -

    Caro Roberto,
    sei messo piuttosto male! io non saprei resistere nella tua condizione. devi avere una bella forza dentro per sopravvivere a queste cose che ti sono successe. Io a volte mi chiedo se è il caso di sposarmi e metter su famiglia quando sento queste cose…cmq per ora il problema non me lo pongo visto che sono ancora nubile. beh io non so cosa dirti, non riesco a dare consigli a chi sta peggio di me. mi sembra ridicolo. ma ti auguro di superare questo periodo e di ripartire alla grande, magari ecco trovando nuova forza in un nuovo amore.
    non si smette mai di innamorarsi, e l’amore può essere la svolta quando tutto sembra essere cupo e deprimente.
    intanto saluto tutti e ringrazio per i tanti interventi che mi tengono su e mi danno l’idea che tutti siamo sulla stessa barca…

  • 9148
    ExAndrea -

    Un saluto a tutti voi, è un casino di tempo che non scrivo ma ho continuato a seguire tutti i vostri post.
    Ho rinunciato da tempo di cercare di far capire alle molte persone che scrivono le solite banalità (vedi: la vita è bella, è un dono ecc.ecc.ecc.),cosa ci può essere dentro una persona che decide di farla finita.
    Ho rinunciato da tempo di ripetere che non è vero che a tutto c’è una soluzione. Ho rinunciato da tempo a sperare e, come alcuni di voi, sono giunto alla conclusione che, chi non si è mai sentito parte di questo mondo, non ci riuscirà mai e non saranno sedute di terapia o chili di farmaci (che personalmente prendo da anni)a risolvere questo “problema” perchè non è un problema, semplicemente la mia è solo la consapevolezza di essere una sorta di alieno nato per sbaglio in questo mondo e con il quale non trova niente da spartire.
    E’ come ritrovarsi in un immenso salone dove tutti parlano una lingua a me incompresibile e tutti i miei tentativi di comunicare si sono rivelati forieri di incomprensioni, di fraintendimenti e di malintesi.
    Ho impiegato una vita a cercare di imparare questa lingua, per sentirmi parte di questa società ma non ci sono mai riuscito.

    Tancamala, se sei veramente tu S., è un piacere rileggerti.
    Dago, un saluto a te
    e un saluto a tutti, perdonate i miei sproloqui ma d’altronde da un disadattato depresso cosa ci si può aspettare?

  • 9149
    tara -

    Per Roberto.
    Caro uomo,mi rivolgo cosi perche e’ cosi,sei caro senzaltro a qualcuno,anche Hitler era amato,per cio tutti siamo cari sulla terra,e uomo,perche alla tua eta si tirava fuori la spada una volta per difendere casa,pane,figli,si aveva paura,ma era il tempo di aver coragio.Ma allora,perche non ce lhai?Penso che se guardi un po piu lontano,esci dall italieta,allora trovi matti tutti quella gente che vive anche se non ha da mangiare e da vestirsi,cuando vengono violentati in tutti i modi possibili che l’uomo puo fare?guarda intorno e di a te stesso che la cosa pegiore non ti e acaduta ancora,e spero msi,e comincia a pensare,a pensare e a pensare quanto sei fortunato che camini da solo,ti grati da solo,mangi da solo.Vorrei vivere con una crosta di pane all giorno,ma non posso,e tu fai cosi…..dai,su,pensaci.A…io guardo i cartoni dei ani 80-90 (ho 57 ani)per perdermi e sogniare di non esere io a sofrire.
    un abracio

  • 9150
    roberto -

    Per Sonia: grazie delle tue parole. Ma non ti vorrei indurre a rinunciare a priori al matrimonio, che è anzi un’esperienza fondamentale. Certo, capire se quella persona sarà dalla tua parte e ci potrai contare ‘nella buona e nella cattiva sorte’ per sempre, è impossibile …
    Ci vuole fiducia, impegno continuo … e tanta fortuna. Ma qualcuno è andata bene.

    Per Tara: scusami, ma non mi servono le tue solite considerazioni del tipo ‘nel mondo c’è che sta peggio di te’.
    Perché mai ciò dovrebbe consolarmi? Al massimo, è un’ulteriore conferma che la vita, per molti, non è questo granché …
    E di certo non mi rifugerò nei cartoni animati come fai tu: quella sì che è mancanza di coraggio, alla nostra età.
    Comunque grazie per avermi ricordato che devo essere felice perché dopotutto … sono ancora in grado di grattarmi da solo!
    Evviva!!!!

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