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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 8826
    Marquito -

    @ Birillo:
    La tua è una specie di Pubblicità Progresso alla rovescia.

    @ Lo:
    Cara Elena; non puoi neanche immaginare quanto mi ha commosso leggere il tuo racconto. Per tutta la mia infanzia, e per tutta la mia adolescenza, ho dovuto convivere con una madre psicopatica che mi faceva sentire colpevole di esistere. Malediceva il giorno della mia nascita e imprecava contro mio padre per averla messa in cinta. Diceva che nascendo le avevo rovinato la vita; diceva che sarebbe stato meglio se avesse abortito. Me lo ripeteva di continuo, con un misto di crudeltà e di incoscienza che ancora oggi mi lascia esterrefatto.
    Tutti sappiamo che nascere non è una delitto; tutti sappiamo che esistere non è una colpa. E tuttavia, questo continuo martellamento psicologico mi ha provocato enormi danni alla salute, facendo di me una persona problematica, timida e insicura. I danni all’autostima sono stati ingenti. Dovunque mi trovassi mi sentivo di troppo; in qualunque contesto mi sentivo fuori posto. Per rimediare a questo immane disastro ci sono voluti tantissimi anni e tante sofferenze.
    Non devi assolutamente introiettare il punto di vista dei tuoi genitori. Quando ti senti dire certe frasi, devi sempre ricordarti che il problema non è tuo ma loro. Sono loro che hanno dei grossi problemi da risolvere. Sono loro che stanno dando prova di imbecillità e di insipienza. Sono loro che stanno fallendo come genitori e come amici. Tu non hai assolutamente nessuna colpa e non hai niente di cui vergognarti. Spiega a tuo padre e a tua madre che il loro è un atteggiamento irresponsabile, stupido e idiota e che ti sta provocando un grave stato di malessere. Non rivolgere la tua rabbia verso te stessa e non compiere gesti dimostrativi che potrebbero essere molto pericolosi.
    Un abbraccio.
    Marco.

  • 8827
    Eme -

    Caro Birillo, vivi di pregiudizi e sostieni verità che non sei in grado di argomentare se non con un “io la penso così!” che non dice nulla se non che in tempo in luoghi indefiniti hai avuto accesso a fonti di conoscenza precluse a buona parte di coloro che scrivono qui.
    Tra il mitragliarsi di pere a base di psicofarmaci e il bere acqua naturale c’è una normalissima via di mezzo che è il curarsi con un pò di sale in zucca al solo scopo di rimettersi in carreggiata.
    Ti ostini a non capirlo.
    Ok, ce ne faremo una ragione.
    Spero che gli altri, quelli che stanno male, quelli che ANCHE con una terapia adatta, sensata, confinata nel tempo non ti stiano a sentire.
    E magari si curino prima di ammazzarsi.
    Elena, dai retta a DAGO e LUNA ;-)!

  • 8828
    gilda -

    Ciao ragazzi buona sera a tutti. Eme come stai??
    E tanto che non scrivo qui, non ne sentivo il bisogno, ma stasera ho davvero bisogno di scrivere qui.. Sopra questo forum,ho bisogno di sfogarmi di dire quello che mi passa per la testa.
    Ho paura sapete? Ho paura di uscire fuori di casa, ho paura di stare sa sola al negozio, ho paura di fidarmi delle persone che mi stanno vicino,ho paura di questo mondo adesso.
    Ho paura di qusta guerra in libia ho paura di svegliarmi una mattina e vedere la mia città nel caos più totale.
    Non lo so cosa mi prende ero tanto forte prima era mi sn fatta fragile,ho paura anche dell’aria che respiro…
    Ho la fobia del terremoto lo sento sempre anche quando non lo fa… Ma purtroppo lo fa spesso,ormai non dormo più con il pigiama,dormo con la tuta ho sempre le scarpe vicino al letto ho sempre i soldi nella custodia del cellulare.
    Non lo so… E un periodo di merdaaaaaaaaaaa per i miei genitori sono come un fantasma non esisto per loro non sono mai esistita….
    Elena cara(scusa se ti do del tu) anche io quando ero piccola ho sentito dire da mia madre che io ero nata per sbaglio io nata per sbaglio da allora mi sono sempre chiesta perchè?? Perchè essere nata per sbaglio?? Perchè non sono morta quando ancora era nella sua pancia?? Perchèèèè??? Perchè non sono morta dopo… Cosi il dolore era ancora più grande… Ho molto rancore verso mia mamma lei non mi a mai capito,non mi e mai stata vicino come io volevo…. Vabbè pazienza “sono viva” lo stesso.
    Elena se non e la nostra ora e inutile tentare il suicidio perchè tanto non moriremo mai.. Io sono ancora qui dopo tre volte sono ancora qui dopo il terremoto non e il mio destino morire adesso… Aspetterò la mia ora…
    Se mi vuoi parlare in privato elena mi trovi qui: apetta92@hotmail.com
    A presto ragazzi….

  • 8829
    Io91 -

    @ Marquito: anche la tua storia mi ha commossa. Mi ci sono
    rispecchiata molto soprattutto per il fatto dell’insicurezza io sono
    molto timida ed insicura (infatti è un miracolo che riesco a scrivere
    qui). la mia autostima è al livello piu basso mi odio per come sono
    adesso sia fisicamente che psicologicamente xkè stò diventanto
    un’egoista e nn voglio esserlo. oramai stò meglio da sola a casa
    perchè quando stò in compagnia mi sento al di sotto di tutto come se
    nn fossi all’altezza; mi succede anche a scuola, la mia amica (che è
    il mio esatto contrario: estroversa, vivace con un’energia enorme)
    cerca sempre di coinvolgermi in attività più vive ma io mi tiro sempre
    indietro per paura di nn essere all’altezza.

    @ DAGO44: grazie per le tue parole. non riesco a superare questa cosa.
    Sono venuta a scrivere su questo blog per sfogo diciamo, perchè nn sò
    più con chi parlarne. Dopo il lavoro faccio molto spesso capolino al
    ponte di ariccia, ma me ne vado a casa sempre con la coda fra le
    gambe…

    @ gilda: non lo sò se è il caso…

  • 8830
    Eli -

    Birillo,

    Condivido in pieno la tua opinione. Secondo me non hai bisogno di cure di nessun tipo. Ciao.

  • 8831
    DAGO44 -

    ELENA dopo il lavoro fai capolino qui…magari anche solamente per
    scrivere 2 parole,non andresti certo via con la coda fra le gambe,sono
    sicuro,anzi strasicuro che ne trarresti giovamento tu e anche noi..
    Per quanto riguarda il ponte…potra’ anche essere bello,ma magari a
    lungo andare la sua vista stanca… 😉 un saluto a tutti.
    DAGO44

  • 8832
    Eme -

    Scusa se mi permetto Elena ma sarebbe una gran fortuna se tu riuscissi a diventare “egoista”. Uso le virgolette perchè il termine, in realtà, non è il più azzeccato. Chi parte dal livello più basso di autostima, di considerazione di sè, rischia di perdere la concezione di sè e di adottare quella altrui.
    Gli altri ti vedono (o tu ritieni che gli altri ti vedano) come un rifiuto?
    Allora tu ti vedi come un rifiuto indipendentemente da cosa penseresti di te se ti guardassi con i tuoi occhi.
    E un rifiuto non ha diritto di parola, di pensiero, di azione, non ha diritto ad uno spazio nè, tantomeno, ad un minimo di tempo e di attenzione.
    Un rifiuto si sente fuori luogo ovunque e in compagnia di chiunque.
    Si mette a disposizione di tutti perchè cerca continuamente un perchè ad un’esistenza che percepisce come inutile, superflua, abusiva, clandestina. Sbagliata!
    Nel momento stesso in cui alza minimamente la testa, non fosse altro che per avere un pensiero di autodistruzione, si vede come egoista.
    In realtà ha semplicemente pensato. Ha pensato in negativo, in modo totalmente autodistruttivo ma ha pensato.
    Il che significa che il rifiuto non è tale.
    E’ un individuo pensante finito nel contesto sbagliato, in una famiglia in cui il livello di violenza è pauroso.
    Spesso è difficile prendere le dovute distanze da una situazione del genere. Per motivi di età, per l’assenza di un lavoro che consenta di vivere da soli. E spesso non basta prendere le distanze perchè ciò che si vorrebbe sarebbe anche un’ammissione di colpa e delle scuse per gli anni di merda che si è stati costretti a vivere e per quelli che si rischia di vivere se non si affronta la situazione.
    Certi traumi condizionano l’esistenza e non spariscono schioccando le dita e mettendo trecento km tra sè e gli autori del trauma. Se ne può limitare gli effetti, certo.
    Ma è un lavoro molto impegnativo, che bisogna voler svolgere e che può riuscire solo, per davvero, si diventa egoisti quel tanto che basta da piazzare un vaff…..al momento opportuno e scaricare la carica di energia non dentro di sè ma al proprio esterno.
    Il momento opportuno….ognuno sa da sè qual’è. A volte sta nel decidere di smettere di sognare di poter drizzare le gambe ai ragni e guardare in faccia la realtà, guardare i propri genitori per qulli che sono e stabilire ciò che sono in base ai fatti e alle parole che insistono a pronunciare. Se sono stronzi non è colpa tua. Forse non è neppure colpa loro….. Ma non è un tuo problema! E’ il loro

  • 8833
    Eme -

    Il tuo problema è affrontare, arginare e risolvere il disastro che LORO hanno combinato.
    Diventa egoista per davvero, Elena. E’ il miglior augurio che ti posso fare!
    L’insicurezza, la timidezza, la sensazione di essere avulsi dal contesto che si sta vivendo potrebbero far sempre parte di te. Così come, invece, potresti affrontarle, curarle, superarle e guardarle con tenerezza, in futuro.
    Ognuno è un caso a sè.
    Ciò che credo è che (a meno che tu non sia perseguitata da una sfiga cosmica 🙂 potrebbero crearsi situazioni in cui potresti stare bene, potresti, finalmente, sentirti nel posto giusto con le persone giuste. Persone che non saranno i tuoi genitori ma saranno altrettanto importanti se non, addirittura, più importanti.
    Hai 19 anni. I genitori sono il tuo punto di riferimento anche perchè una timidezza indotta, provocata, ti ha impedito di mettere il becco nel mondo.
    Ma sono un punto di riferimento evidentemente marcio e malato alla radice da cui prendere le dovute distanze mettendo un bel paletto, una griglia, un muro di cemento armato tra te e loro.
    E, chissà, magari, a quel punto, potrebbero essere i tuoi genitori a porsi qualche domanda oltre a vomitare un sacco di cazzate.
    Gilda :-), tutta quella tempesta di paura e di malinconia che ti si è scaternata dentro non è altro che l’aspetto fregatura del tuo essere una persona sensibile ed estremamente ricettiva quando si parla di tragedie e di disgrazie.
    Conosci quelle tragedie e quelle disgrazie e hai una paura motivata.
    Sto dicendo una banalità, lo so.
    Ma è la verità.
    Ed è il motivo per cui ci sono persone che ti vogliono bene come se fossero i tuoi genitori anche se non ti hanno messo fisicamente al mondo.
    Ti pare poco ;-)???.
    Un abbraccio stellina.

  • 8834
    LUNA -

    ELENA: ciao 🙂
    che grande imbroglio ci crea dentro il fatto di domandarci se siamo all’altezza o di non sentirci all’altezza…
    ed è peraltro una cosa molto comune. Penso che a quasi tutti, se non a tutti sia capitato di sentirsi così nella vita. E a volte può capitare in una maniera così acuta e devastante…
    No, non sto sottovalutando come ti senti quando ti dico che capita. Voglio dire che anche alla tua amica vivace ed estroversa, un giorno (voglia il cielo di no, certo) potrebbe capitare di attraversare un periodo buio. E spero che quel giorno, se accadrà, ci sarà qualcuno che cercherà di regalarle un po’ della sua energia. a ricordarle che non si sta guardando davvero, ma si sta guardando storto.
    Salve… ti presento una persona vivace ed estroversa, cioè io. eppure ho avuto i miei periodi neri in cui la parte introversa batteva forte come un tamburo. Nella vita mi è capitato di fare come la tua amica, con te, ma anche di essere come te adesso.
    Chissà se è vero che la tua amica è il tuo esatto contrario. Ma è poi così importante? Mi pare bello che lei cerchi di condividere un po’ della sua energia con te. E non penso che sia una colpa la tua di non riuscire ad accogliere i suoi inviti ad uscire perché stai male.
    Però sarebbe bello se tu riuscissi a farlo un po’. Anche perché penseresti forse di meno. e scopriresti che alcune delle cose con cui ti tormenti non sono che pensieri e autogiudizi senza senso.
    I pensieri negativi hanno un potere enorme, ah se lo so.
    I pensieri positivi hanno un pensiero enorme, però non è che uno, quando sta male, riesci a fabbricarseli…
    eppure alle volte accade questo… accade che ci sono dei piccoli istanti in cui, lasciandoti portare fuori un po’, riuscendo a far entrare un po’ quello che sta intorno, stare con gli altri, anche una microparticella di esterno, smetti di pensare. e vivi. Allora prendi un po’ di fiato. Anche se poi, magari, torni caparbiamente (non tu, in generale quando si sta male) a pensare. perché quei pensieri di m… sembrano così maledettamente importanti. Si fanno largo, con delle spallone da buttafuori pur di stare dentro.

    Da come parli sembra che la tua amica veda di te cose che tu in questo momento non riesci a vedere.

  • 8835
    Marquito -

    @ Lo:
    I figli non voluti devono effettuare una corsa ad handicap, ma questo non significa che siano destinati al fallimento. Forse il segreto consiste nel trasformare la nostra rabbia in energia positiva. Io penso che scrivere in questo forum, e confrontarti con persone che hanno vissuto esperienza analoghe alla tua, possa soltanto farti bene. Non mollare Elena, anzi dimostra ai tuoi genitori che sei stata tutto fuorché uno sbaglio.

  • 8836
    LUNA -

    non ce l’ha con te quanto tu ce l’hai con te, e ti vede. E ha voglia di stare con te, anche quando tu non hai voglia di stare con te.

    Io non sono andata su un ponte, ma ho avuto i miei posti di introversione dolorosa. Avevo così bisogno di andarci, anche se mi faceva male andarci, che se me lo avessero impedito avrei lottato per andarci lo stesso. Andare là, sentirmi di merda.
    Avevo nei confronti delle mie compulsioni come il tuo ponte l’atteggiamento che avevo nei confronti delle mie sigarette.
    Io “dovevo” fare un certo iter, e con le mie sigarette a montagnetta fuori dalla portiera. Non è che mi piacesse, ma stavo male, e non potevo mica fare altro.
    Però ammetto che se qualcuno o qualcosa riusciva a passare il muro e non a comunicarmi che cercava di impedirmi di andare dove mi faceva male andare ma a farmi distrarre realmente dal mio proposito, dal mio iter quasi meccanico quotidiano, io stavo meglio.

    Non dico che sia così per tutti, ma per me è stato, ed è così.
    Per questo ti dico che comprendo il tuo malessere, le tue visite al ponte, la tua introversione e le tue domande, la tua ansia di non essere all’altezza, il tuo guardarti storto e la sensazione di non saper trovare la tua strada…
    comprendo anche il discorso che facevate tu e Marquito su quanto le parole possono farci male, entrare come bombe che poi si aprono in mille scheggie, che si incastrano anche nella nostra percezione di noi stessi…
    al contempo spero che tu permetta alla tua amica di staccarti dai tuoi iter di pensieri e del ponte, anche solo un po’ e di condividere con te un po’ della sua energia. Forse lei spera che tu ti renda conto che hai la tua di energia, anche se in questo momento non lo sai.
    E non perché lei è il contrario di te – e anche perché non è detto che sempre un introverso abbia meno energie di un estroverso… – ma perché in questo momento lei ha più energie trascinanti di te e magari riesce a volersi più bene di quanto tu te ne vuoi. Può succedere. Un giorno potrebbe essere anche il contrario. Nessuno è perfetto, e tutti possiamo stare su come giù. Tutti.

  • 8837
    Io91 -

    @DAGO44: come diceva LUNA andare sul quel ponte e fissare il vuoto per
    qualke minuto mi fà sentire diciamo meglio.

    Prima o poi troverò il coraggio di farlo…sono stufa di vivere cosi male…nn c’è la faccio piu!

  • 8838
    birillo -

    @eli
    lo so io non mi reputo depresso anzi ho un sacco di “amici” la maggior parte sono conoscenti ma poko importa per fare 2 risare o una serata a divertirsi va piu che bene

    @ tutti

    io non dico cose a casaccio anche io quando ero piu giovane sono stato da una psicologa .. anche a naja non mi hanno preso perche nel test stupido c era una domanda che diceva se volevo essere morto e ho risposto di si subito mi hanno mandato dallo strizza cervelli il quale mi ha chiesto se volevo fare naja io gli ho risposto di no anche se forse adesso mi sarebbe piaciuto
    voi site liberi di pensare come volete e normale che non la pensiamo allo stesso modo

    io come ho detto piu di una volta sono realista vedo il mondo che mi circonda e traggo le mie conclusioni ho smesso di sperare in un futuro mijore e avere sogni nel cassetto …

    elena su cosa non sei daccordo con me ??
    non vuoi farti una famiglia e vivere “normalmente” come la maggior parte delle persone ?

    comunque non avevo letto il tuo secondo messagggio quello che davi la colpa ai tuoi genitori
    magari avranno detto quello cose in un momento di rabbia penso che un gesto simile non farebbe altro che farli stare male se puoi cerca di parlargi e comunicare i tuoi sentimenti … se leggi qualche messaggio indietro un bel po vedrai che c e stata una ragazza che all oscurro dei genitori ha fatto il gesto estremo e la mamma era a pezzi sicuro lo e ancora perche la vedeva come una ragazza felice

    dai un saluto a tutti/e smack alle fanciulle ^__^

    a stanchissima 2

  • 8839
    birillo -

    @gilda

    zau bella e normale avere molte paure penso che ogniuno le ha ma stai tranquilla riguardo alla guerra qui in italia e dificile che ci sara a meno che gli italiani non si rompino e facciano una rivoluzione civile ma dubito che succedera… riguardo ai terremoti e o le calamita naturali purtoppo ne tu ne io ne nessun altro puo fare nulla ma prendi in giappone si contano moltissimi morti ma le persone anno ancora voja di ricominciare e ricostruire tutto

    per le persone ci sono quelli brave che ti puoi fidare e quelle che se possono ti fregano e normale e sempre stato cosi basta stare un po attenti …

    sicuramente sara un periodo passera stai tranquilla

    riguardo alla tua ora non penso che il destino centri… il destino in parte siamo noi a scriverlo quindi siamo noi a decidere anche quando morire 🙂

    bu dai scendo col bau poi scappo a ninna che alle 4 suona la sveglia … :'(

    buona ninna e gg a tutti

    zauu

  • 8840
    LUNA -

    ELENA: io spero onestamente che il “coraggio” di cui parli non ti venga ancora per un bel po’. Un mio amico ha passato un anno e mezzo ad andare a guardare il ponte, esattamente come fai tu ed esattamente alla tua età. Peraltro era pure un estroverso. E quindi nessuno sapeva che andava al ponte da solo. Da allora sono passati dieci anni, sta bene e i ponti sono diventati solo ponti e basta. E mi dice sempre che per fortuna gli è mancato quel coraggio, perché altrimenti si sarebbe perso tutto quello che stava dentro di lui e intorno al ponte, la vita, in sintesi, ma che durante quel periodo di merda (scusa il francesismo) non riusciva a vedere.
    Ho capito che non ce la fai più, ELENA. E mi dispiace infinitamente. Ma io mi auguro che tu ti dia il tempo.
    Mia madre mi vuole bene, ma di cose brutte me ne ha dette parecchie nella vita. Potrei citarle, ma non avrebbe senso. Posso solo dirti che sono state molto pesanti. E che mi hanno fatto molto male.
    Molto molto pesanti e che mi hanno anche condizionato più di quanto credessi, anche si sensi di colpa ed etichette senza senso.
    Io ci ho messo del tempo per rendermi conto di un meccanismo suo che non capivo e che semplicemente mi travolgeva, sconvolgeva, feriva ecc. Io provavo rabbia ma insieme andavo in protezione, sua. Perché pensare che era “cattiva” faceva male a me. E perché comunque per il suo meccanismo finiva sempre che io fossi quella che doveva sentirsi in colpa o inadeguata quando c’era una lotta tra noi.
    Sarebbe lungo da spiegare cosa ho capito, anche perché non ci sono arrivata in un giorno.
    Posso dirti però che capire quel meccanismo mi ha liberata.
    E non solo mi ha liberata, ma sono riuscita anche a prendere mia madre così com’è. Oggi non penso che sia una persona cattiva, ma penso che, in mezzo alle cose bellissime che ha, ha anche dei meccanismi del cazz. Anche a rendermi conto che quando lei è in un certo modo lo fa per un suo bisogno. Credo che lei pensi di difendersi. Non si rende neppure conto che spara delle cose allucinanti. Attenzione, non la giustifico dicendo che non si rende conto. Lei quando vuole colpire ti tira delle bombe allucinanti e probabilmente, credendo di difendersi, sarà pure soddisfatta di aver tirato delle bombe allucinanti. Solo che sono cambiata io rispetto a quando me le beccavo in un certo modo, le davo corda, e mi sentivo totalmente responsabile di ogni conflitto tra noi, pure quando era lei a cominciare.

  • 8841
    LUNA -

    anche a me è capitato in tanti anni di tirare delle bombe alle lei. Perché quando partiva onestamente a volte io non ne potevo più. Allora quando io tiravo una bombetta però lei andava in crisi totale. Io l’avevo ferita. Io ero un mostro insensibile. Lei aveva solo detto. Lei aveva solo detto la verità. Io invece avevo voluto ferirla. Io avevo cercato di toccarla in un punto debole.
    Mia madre è una che se io le dico che mi è successa una cosa tremenda mi dice: non piangerti addosso! anche se non lo sto facendo.
    Però lei è capace di dirti (ma sta solo dicendo la verità) che io siccome a 11 anni e mezzo ho fatto una cosa è la prova provata che io sono fatta in un certo modo. e parla di una cagata di 26 anni fa come fosse un cataclisma nucleare. Anni fa ho rifiutato un lavoro che lei voleva accettassi ed è andata avanti anni dicendomi, seria, che questa cosa aveva sconvolto la mia famiglia, che tutti erano delusi profondamente. Mia madre ha un senso del tragico devastante per quanto riguarda me, però a me per me stessa è incapace di concedermelo. Per anni ho cercato di dirle tutto questo, ma lei aveva sempre ragione. Anzi, se avevo ragione io era peggio. Alzava il volume della tv, e scappava per la casa come se lei fosse la vittima. Anche se io stavo parlando con calma. Ti ripeto, sarebbe lungo da spiegare. Però un giorno ho cominciato a osservare i suoi meccanismi diversamente. A capire perché lei ne aveva bisogno. A capire quali sono le cose che lei non riesce a vedere quando si comporta in un certo modo. Allora adesso capita questo: capita che lei mi dice una cosa brutta o manca in qualcosa e io non entro nel meccanismo con lei. Non cerco la sua approvazione, non cerco di dimostrarle che ho ragione. Allora lei (che non sa chiedere scusa direttamente) lo fa a modo suo. E io capisco che anche se lei non lo ammetterà mai si è resa conto.

  • 8842
    Io91 -

    ragazzi, ci ho riprovato ed ho fallito miseramente…ke delusione!

  • 8843
    margherita -

    è tanto che non arrivo sul forum nma eccomi di nuovo,, con imiei sonniferi vicino prionti all’uso . ho letto in pare la storia di elena (se non ho capito male) e,come madre di femmina mi sono sentita morire. la mia dolce mamma mi ha cresciuto a pappa e umulizioni fino a trent’anni, quando dopo la prima separazione dal mio ex ha commentanto che infondo da una come me,cosi fallimatare, era inevitabile che il marito sfuggisse e così di bene in meglio, c’è sempre stato qualcuno più bravo e migliore di me da confrontarmi : risultato sbalgli continui solitudine anoressia più volte e gran senso di frustrazione poi,è arrivata lei il mio piccolo (ora grande) dono mia filgia e con lei mi sono trasformata ho esattamente fatto il contarrio di quello che avevano fatto a me sono stata sempre dala sua parte ho vegliatosu di lei ed è una donna solida che lotta che non ha paura di esprimersi anche fra la gente credo che nella vita riuscirà ed è la mia unica vittoria. ho sepmre voglia di morire ma sai io iora sono grande e le batoste faccio sempre più fatica a reggerle devo ricostruirmi una vita con un’pò di bagalgio dietro ma, se posso dire la mia :pensa e agisci al contrario di quello che mammina declama, non sarà facile ma tenta x te stessa e scusa questo sfogo

  • 8844
    ceciliaeffe -

    è la prima volta che scrivo su questo forum. Come tanti che scrivono qui ho pensato al suicidio , avere un padre “innamorato” dell’acool e non dei propri figli, aggressivo, che manda a rotoli la famiglia non è semplice. e spesso mi son sentita dire “reagisci”…ma se il mio “motore” per reagire si è spento cosa fare? penso solo che in questa situazione ho paura di me stessa, perchè durante uno dei momenti della giornata sì, potrei farmi del male

  • 8845
    Eme -

    Ciao Ceciliaeffe, sarebbe così facile rispondere “bè, se il motore si è spento prova a riavviare”.
    Ma quando si è stanchi, provati, scoppiati l’allungare la mano verso il cruscotto è il gesto più difficile da compiere.
    Qualcuno, qui e altrove, potrebbe scrivere decine di post sul “come riavviare il motore in due-dieci-cento-mille-centomila mosse” (a seconda dei casi).
    Altri potrebbero scrivere altrettanti post sulla totale inutilità di riavviare un motore destinato a spegnersi di continuo come se la vita non fosse altro che un gioco beffardo e sadico.
    E’ difficile sia riavviare un motore che dare una mano nel farlo.
    Difficile perchè, ciascuno di noi, ha una propria indole, un proprio carattere, un proprio bagaglio di traumi e gioie che lo rendono unico e, come tale, incompleto (come esempio da seguire intendo).
    Ma, forse, è ancora più difficile comprendere se si ha veramente voglia di compiere quel gesto, di fare quello sforzo.
    Se si ha voglia di ripartire, se si nutre una qualche speranza, se si ha un qualche sogno da difendere in attesa di realizzarlo.
    Il motore si è spento, ok….
    Ma tu Ceciliaeffe, vuoi provare a riaccenderlo per ripartire, per spostarti più in là rispetto alla tua pozza di dolore o di disagio oppure stai cercando di trovare la forza, l’energia, il coraggio di scendere dall’auto, di spingerla in prossimità di un burrone, di risaltarci dentro alla velocità di un fulmine per poi precipitare nel baratro?
    Sei speranzosa o vedi tutto, comunque, nero.
    Oppure sei realista? E sei realista….che tipo di realista sei?
    Realista di stampo: la vita fa necessariamente schifo e il destino non può che riservare disastri, calamità, lutti, tragedie.
    O realista nel senso di avere una visione razionale, equilibrata del passato e del presente e solo ipotesi per il futuro?
    In fondo cosa sappiamo del futuro?
    Nulla!
    Non sappiamo se prima di questa notte un autobus ci asfalterà mandando a quel paese i nostri progetti di vita o di morte, non sappiamo se domani-dopodomani-tra tre giorni saremo felici, infelici, tristi, contenti, soli, in compagnia, morti di fame, straricchi per carriera o colpo di culo, disoccupati, occupati, malati terminali, sani come pesci.
    Eppure, a volte, è più facile azzardare certezze sul futuro che sul passato e sul presente.
    Sembra ridicolo, assurdo….ma è così. Non credo che questo atteggiamento si possa definire “realista”. Credo sia più appropriato parlare di “arrendersi, gettare le armi, buttare la spugna”.

  • 8846
    Eme -

    Rimettere in moto come riuscire a:
    – non farci terrorizzare al punto di rifiutare da un qualcosa (il futuro) di cui non sappiamo nulla a meno che non ci si ostini a vederlo come la proiezione delle sole cose brutte capitate nell’esistenza?
    -non farci condizionare da un qualcosa (passato e, in certi casi, presente) che non è detto si debbano ripresentare di continuo come una peperonata inghiottita di corsa a meno dieci gradi.
    Rimettere in moto per sopravvivere finchè morte naturale non intervenga a dare sollievo.
    Rimettere in moto per avere la soddisfazione di essere ben consci e consapevoli nel momento in cui ci si autoeliminerà.
    …..Etc etc etc.
    Cara Ceciliaeffe, probabilmente è inutile domandarti “come stai’?” perchè il tuo post parla da sè e contiene la risposta. Forse è più utile domandarti “come vorresti stare? ” e, probabilmente, sarebbe ancora più utile che tu lo domandassi a te stessa prima di fare qualsiasi scelta.
    Nel bene o nel male.
    Credo che tutto parta da lì.
    Da quel domandarsi se si vuole vivere, sopravvivere, morire o morire lentamente.
    E dal darsi una risposta sincera.
    Altrimenti qualsiasi terapia, qualsiasi farmaco, qualsiasi “consiglio”, qualsiasi rimedio naturale non porterà a nessun risultato.

  • 8847
    ceciliaeffe -

    Ciao Eme, ti ringrazio per quello che hai scritto; anche una semplice risposta su un forum delle volte può servire a capire qualcosa in più sulla valanga che mi intrappola.
    in particolare mi ha scosso sentirmi chiedere come vorrei stare,perchè tutti mi chiedono solo come stai…onostamente è un “domandone”: ovviamente bene(ma forse non è così ovvio), però delle volte spero che arrivi la fatina con la bacchetta magica a risolvere il mio problema e sfilarmi via da questa trappola. So bene che non è un pensiero affatto realista. Ora, onestamente vado avanti per forza d’inerzia ma vorrei cambiare, però c’è sempre quella paura di quella parte di me superdebole che spesso prende il sopravvento e mi fa sentire una fallita(aggettivo usato da mio padre tra l’altro), a mio avviso,è proprio quella a potermi spingere a fare qualcosa di cui mi pentirei.Finchè me la prendo con il servizio di piatti poco male, ma non vorrei trovarmi ad essere io uno di quei piatti rotti.
    Oggi, a quest’ora, ho la voglia di ribellarmi a tutto questo, perchè quando mi guardo alla specchio vedo il mio viso consumato dai problemi, perso di tutta la sua vitalità, e alla mia età non è giusto, anzi non è giusto a nessun età.
    Purtroppo sono un pò pessimista e ho paura che domattina avrò già cambiato idea.

  • 8848
    DAGO44 -

    Per i “vecchi “frequentatori del sito come me..tramite facebook ho
    rintracciato il buon “vecchio”TANCAMALA.Saluta tutti.
    ELENA fuori dai denti sono felice del tuo tentativo fallito
    miseramente,e sopratutto il fatto che tu scriva e che quindi ci rendi
    partecipi della tua vita vuol dire che di noi ti fidi,e questo e’ un
    bene.Spero che torni ancora a trovarci,e magari scrivere qualche cosa
    in piu’noi siamo qui,ti aspettiamo..
    CeciliaEffe,abbiamo qualcosa che ci accomuna..un padre innamorato
    della bottiglia e non della famiglia…gia’ ho sempre comunque
    reagito,a modo mio ma ho sempre reagito,a volte con eccessi,ma non
    ostante tutto ho reagito,e ora mi ritrovo qui a scrivere e per un
    breve periodo a rivivere il mio ormai remoto passato.Ti abbraccio e
    abbraccio tutti quelli del sito.EME mi sei sparita dalle amicizie di
    FACEBOOK???come mai??? un saluto DAGO44

  • 8849
    LUNA -

    Ceciliaeffe: ciao 🙂
    @Purtroppo sono un pò pessimista e ho paura che domattina avrò già cambiato idea.

    Mi domando se alle volte quello che le persone troppo abituate alla tensione, alla costante difesa e anche al fatto che all’improvviso può scattare una violenza (anche verbale) chiamano pessimismo non si chiami, molto più semplicemente, paura/tensione appresa.
    Dalla paura appresa per fortuna si può guarire.
    Però mi sembra anche naturale che una persona abituata a dover adattarsi a vivere in una situazione altamente sismica (per la violenza, anche ambientale, per l’impatto emotivo che ha vedere/sentire – emotivamente – un’altra persona molto vicina distruggersi) interiorizzi il fatto di tenere sotto il letto una valigia. Lo dico metaforicamente, ma a volte non è neppure molto metaforico. Cioè la valigia sotto il letto devi averla davvero, dormire con un occhio mezzo aperto, e hai paura di fare progetti perché non sai mai cosa potrebbe succedere domani, se le tue energie dovranno servire a risolvere/contenere/nascondere/proteggerti/proteggere.
    In realtà di solito coloro che reggono situazioni simili il più delle volte sono dei veri guerrieri e anche degli imprenditori delle proprie energie eccezionali. Sono persone abituate a reggere situazioni emotive/fisiche dalle temperature altissime. Certo hanno la frustrazione che gli piacerebbe non sapere cosa significa, rispetto a chi non ha idea di cosa significa stare vicino al fuoco e trovare una strategia per non buciarsi, girare bruciacchiati, e con la paura di poter un giorno scatenare a propria volta un incendio invece di riuscire ad essere dei pompieri. dico, mi si passi la parola, imprenditori di energie eccezionali perché spesso con le energie al minimo – anche per tutto quello che se ne va in difesa – riescono comunque a dire: con questo pugnetto di riso di energie faccio questo, con quest’altro piccolo pugnetto faccio quest’altro, mi restano due chicchi per… ogni giorno, chi sta in trincea perché i problemi sono molto vicini e privati, anche senza rendersene conto, ben più di chi si sveglia la mattina più rilassato, lavora come un’azienda interna a ciclo continuo. In cui anche la banalità non è banalità. Così questi guerrieri forgiati nell’acciaio sono stanchi, molto stanchi. frustrati, molto frustrati (grazie al caz, non vanno mai in ferie). Solo delusi.

  • 8850
    LUNA -

    e paradossalmente, mentre stanno mettendo a frutto spesso, ogni due secondi, delle risorse eccezionali, dubitano delle proprie risorse.
    Ci sono persone, ed è bene dirlo, costrette a riflettere e ragionare anche sulle azioni più elementari. Può essere difficile spiegarlo a chi non lo sa, ma chi lo sa penso non abbia bisogno di grandi spiegazioni.
    Chi ha provato cosa sia la molestia psicologica o situazioni limite lo sa molto bene.
    Che sia per il fatto di essere giudicato anche nelle banalità, per essere stato oggetto dell’aggressività altrui indirizzata alla cazz, il fatto di dover tirare fuori un avvocato dal taschino nelle situazioni più banali, per, difronte ad un’accusa senza senso che arriva magari mentre stai mangiando il brodo, dover passare attraverso un tribunale interno per ottenere la propria assoluzione.
    Mentre magari un sacco di gente quando mangia il brodo può pensare a che sapore ha il brodo. C’è gente che quando sta tornando verso casa si domanda: che situazione troverò? ad un punto tale che praticamente ha interiorizzato una sensazione come: “ma ci sarà ancora la casa quando torno?”.
    Allora, per questo, io dico che forse non si chiama pessimismo, anche se lo diventa. Anche se, molto spesso, in realtà a far reggere tutto questo è in realtà un ottimismo, e molto pratico e concreto. Perché è facile essere ottimisti quando va tutto bene, ma trovare le forze quando va tutto storto, beh, significa che il tuo buono interiore lo sperimenti sul campo, e ogni due secondi e mezzo.
    Ma penso che le persone che vivono in trincea possano avere paura di sperare, a volte. di fare delle cose, per il timore che vengano disfate quando stai solo mettendo le prime basi… vorresti, ma poi se arriva una mano gigante che ti spiaccica tutto?
    Allora sarei in grado di reggere il dispiacere?
    E se mi rilasso e poi arriva il babau? E inconsciamente temono che, se lo fai, poi arriva il babau che sbuca da dietro l’angolo, ti prende per il coppino e ti dice: ehi, ma tu, dove credevi di andare? ti trascina e ti riporta nella gabbia.
    Anche perché quando sei stanco dubiti anche delle risorse che hai.

    Però vedi, Ceciliaeffe, la cosa bella sai qual è? che la bacchetta magica ce l’hai tu. magari non per cambiare tutto in un istante, ma per fare qualcosa di buono per te, dentro e fuori.
    e questo mi sembra meglio che aver bisogno di una fatina che, da fuori, potrebbe arrivare ma anche sbagliare indirizzo.

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