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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 8801
    LUNA -

    da dipendente dalle sigarette se domani arrivasse una legge per cui le sigarette non si possono fumare più perché fanno male, o indifferente perché, o se domani tutte le piantagioni di tabacco del pianeta fossero distrutte da un’epidemia tabacchifera e quindi io non potessi trovare più una sigaretta all’improvviso e cercassi di fumarmi una penna a sfera tutto ciò non mi piacerebbe affatto (ricordo tanti anni fa, qui nella mia città, lo sciopero dei tabaccai… l’isteria collettiva, non si trovavano sigarette in giro. Ricordo scene tipo: va bene, le dò una sigaretta delle mie scorte personali, ma non lo dica a nessuno…), ma il problema sarebbe a monte, e cioè che io non dovrei andare in crisi se mi tolgono le sigarette, e non l’aria, l’acqua, il cibo e altre cose veramente primarie e necessarie. e che forse, per essere veramente libera, dovrei mettermi nelle condizioni di non chiedermi se in un posto si può fumare o no ecc.
    Mi sembra molto più grave, pensando al Giappone e altre tragedie, il fatto che rischiamo di perdere il mondo, il cibo, l’acqua, l’aria, la libertà di camminare per strada e di concepire un futuro sano, in senso più esteso piuttosto che si brucino le piantagioni per le canne o per le cicche. Ma comunque sia anche nel disastro che i giapponesi stanno affrontando il fatto di come si pongono nei confronti di loro stessi e dei loro problemi, nel loro piccolo, una differenza la fa. cioè se si sentono rinunciatari o aggressivi o cercano di salvare il bene, loro e collettivo, nel loro piccolo.
    e le… piantagioni di psicofarmaci, mi dirai?
    Forse vedi, Birillo, tu confondi il concetto di cura da quello di dipendenza. C’è gente che diventa dipendente anche dallo spray nasale. Ma se è meglio lasciare fare il suo corso ad un raffreddore se cominci a incastrarti le vie respiratorie in modo molto serio e rischi di avere dei rischi collaterali ed effetti a pioggia per un problema respiratorio forse ha senso che tu per un periodo usi un farmaco adeguato.
    esiste anche un accanimento non terapeutico, accanto all’accanimento terapeutico, mi sa. Personalmente non ho mai preso antidepressivi, non fino ad ora, ma non credo che avrei un atteggiamento passivo/idealistico nei confronti degli antidepressivi, perché non l’ho mai avuto nei confronti di ogni tipo di terapia che ho avuto bisogno di usare nella vita. Non passivo significa: se necessario comunque informato e costruttivo, e cercando, insieme al mio medico, un dosaggio adeguato.

  • 8802
    birillo -

    eme
    fumo anzi fumavo mo sono piu di 3 mesi che non fumo piu le canne per lo stesso motivo che le persone prendono gli psicofarmaci ma sono piu che convinnto che le canne facciano meno male ma ti danno ” quel senso di benessere” che poi e un rincojonimento come gli psicofarmaci 🙂

    Luna

    io conosco moltissime persone che assumono psicofarmaci da anni e come tutte le sostanze psicotrope dopo un po non ti fanno quasi piu nulla ma ti danno dipendenza secondo me se una persona vede che pijando determinata pasticca o altro sta mejo lo fa senza smettere
    poi e vero come dici tu se hai un raffreddore e sei esposto al freddo e umidita convine pijare un aspirina e o altro per curarlo ma e una storia diversa l aspirina ti da una mano a combattere il rafreddore mika ti rinkojonisce come fanno gli psicofarmaci …
    poi vabbe ci sono patologie particolari es chi soffre di iper tensione e “costretto” a prenderli ma penso che sarebbe la stessa cosa fumarsi una canna visto che piu o meno fa lo stesso…

    riguardo al giappone e cosa sta sucedendo mi dispiace poi da come ho letto la erano costretti ad affidarsi al nucleare visto che sono in molti e l energia a quei tempi non era cosi facile da trovare .. ma io se fossi un politico italiano adesso preferirei buttarmi sulle energie alternative rispetto al nucleare vedi la cosa sta succendendo ..

    cmq dai tanto secondo i maja nel 2012 ci sara la fine del mondo 🙂 queste sono solo le prime dimostrazioni

    bu buona serata a tutti/e un bacio alle fanciule

    a stanchissima 2 ^__^

  • 8803
    Andrea -

    Birillo, sono felice che anche tu appoggi le energie alternative 🙂

  • 8804
    Marquito -

    @ Birillo:
    Birillo, tu ripeti continuamente che gli antidepressivi rincoglioniscono, ma la depressione non rincoglionisce ? Ovviamente mi sto esprimendo in modo scherzoso e un po’ paradossale, ma ti consiglio di leggere con più attenzione quello che ha scritto Luna su questo argomento. Ho l’impressione che anche tu, come altri partecipanti a questo forum, sia fortemente prevenuto nei confronti degli psicofarmaci. Nessuno nega che possano avere effetti collaterali, nessuno nega che possano dare dipendenza, ma sfortunatamente ci sono dei casi in cui il loro impiego risulta assolutamente indispensabile. Non si deve pensare agli psicofarmaci come a una panacea universale, ma nemmeno demonizzarli oltre misura. Ci sono delle situazioni di emergenza in cui queste medicine possono davvero salvarti la vita e io (l’ho già spiegato) ne rappresento la testimonianza vivente .

    @ Tutti:
    Noi siamo abituati a mettere in connessione il suicidio con la depressione, che effettivamente, nella maggior parte dei casi, ne rappresenta la causa scatenante. Tuttavia il male di vivere può assumere diverse altre forme. A parte il caso del tutto particolare del suicidio razionale, non tutti i potenziali suicidi soffrono di depressione in senso stretto. C’è un male di vivere ancora più sottile, che qualcuno, in modo un po’ ingenuo, identifica con lo Spleen di baudelairiana memoria. In realtà si tratta di qualcosa di molto più prosaico.
    Questo male di vivere si manifesta con i seguenti sintomi: perenne insoddisfazione e malcontento, acuto e persistente senso di vuoto, fame di stimoli, noia, incapacità di apprezzare l’affetto che proviene dalle altre persone, mancanza di empatia, egocentrismo, vittimismo, rabbia e invidia patologici (di cui il soggetto, molto spesso, non è neanche del tutto consapevole).
    Il dramma di queste persone sta proprio nell’incapacità di valorizzare le cose buone che ricevono dagli altri. Non è vero che a loro non capitino mai delle cose positive; sono loro che sono del tutto incapaci di apprezzarle (tipico è il caso di chi ha un partner affettuoso ed amorevole e lo disprezza continuamente con le parole e con i fatti).
    A differenza della depressione, che nella maggior parte dei casi deve essere curata con gli psicofarmaci, questo male di vivere necessita sempre di una psicoterapia. E’ probabile che ci troviamo di fronte a un disturbo narcisistico di personalità, oppure a qualche blocco energetico di matrice edipica.

  • 8805
    LUNA -

    MARQUITO: sono d’accordo, il malessere è prosaico. e se parli con coloro che fanno o hanno fatto della loro sensibilità anche un veicolo di creatività, in qualsiasi campo essa sia stata espressa, la maggior parte di loro suppongo ammetteranno che sono riusciti a “creare” meglio nel momento in cui erano più sereni e più costruttivi per quanto degli stimoli potessero essere nati nella sofferenza o essere stati colti nei momenti di maggiore sofferenza. e la creazione (mi ripeto, in ogni campo… intesa come conversione ordinata, pratica, in qualche modo costruttiva delle energie che tutti noi abbiamo dentro) viene realizzata comunque da una parte positiva che riesce a veicolare in modo costruittivo anche la sofferenza, in modo non implosivo.
    E’ vero che uno stato di malessere può essere molto strisciante.
    E’ vero che possiamo anche adattarci ad uno stato di malessere, anche non estremamente eclatante, convincendoci che sia la sola via possibile. Poi magari quel malessere esplode nel momento in cui succede qualcosa…
    E’ ovvio che esistono sensazioni di malessere, cause di malessere, percezioni del malessere, percorsi di vita tanti quanti sono le persone.
    E’ infatti per questo che io credo di comprendere Marquito che neppure il tuo atteggiamento (come non lo è il mio) sia di dire: tu DEVI fare una cosa o un’altra. Però credo di comprendere anche il fatto che ti dispiaccia sentir dire che ciò che il malessere racconta sia una verità assoluta, l’unica possibile.
    Da persona che ha attraversato vari stadi di malessere e che ha riconquistato o conquistato una maggiore serenità e magari anche una diversa percezione di ciò che davi per scontato comprendo che, pur non nella volontà di controllare i percorsi e le scelte degli altri, tu dia un senso al tuo raccontare una tua esperienza costruttiva. E che l’affermazione di alcuni luoghi comuni “contro” ti dispiaccia sapendo quando l’emotività della persona che vive uno stato di malessere possa essere… prensile rispetto a certi luoghi comuni e quanto questo possa rallentare e allontanare il fatto di tentare, almeno tentare, un percorso che permetta di non percepirsi come afflitti da una condanna inesorabile.
    Ove, per condanna, non si intende solo una sentenza di morte autoinflitta, ma anche il fatto di condannarsi “semplicemente” a considerare un proprio stato di malessere e le sue manifestazioni come delle parti integrate immutabili e invincibili

  • 8806
    LUNA -

    Soprattutto nel caso di forti traumi (e la percezione che un trauma sia stato forte ovviamente è interna, non è esterna… cioè noi diamo ai nostri traumi un determinato peso e significato, in base al nostro vissuto emotivo, alle nostre difese, e anche a come lo abbiamo gestito emotivamente in seguito, consapevolmente o inconsapevolmente) il passato ovviamente non scompare… lo dico perché molto spesso si sente dire: tanto è successo, e nulla potrà cancellare il fatto che sia successo…
    no, nulla potrà cancellare il fatto che una cosa sia successa (o che una serie di cose siano successe). Ma può cambiare il nostro sentire nel presente il nostro vissuto passato. Possiamo scoprire di poter superare cose che credevamo di non poter mai superare. Possiamo scoprire comunque di riuscire a riappacificarci diversamente con un vissuto. Possiamo scoprire di avere delle risorse che sono sempre rimasta addormentate. Di aver chiesto costantemente all’esterno di risarcirci vivendo con una forte frustrazione ogni rapporto che non era in grado di farlo, o producendo a nostra volta inconsapevoli conflitti e frustrazioni. Possiamo scoprire di non sentirci più solo vittime, come se fosse stato scritto che noi non possiamo essere, non possiamo fare, non possiamo sentire tutta una gamma di cose…
    ma in parte anche fautori del nostro presente e futuro, che comunque rimane ignoto, certamente, ma in cui comunque il fatto di dire un no o un sì, di accettare o rifiutare qualcosa, di darsi una possibilità o no, può comunque fare una differenza rispetto ad una percezione totale di passività e balìa e sfiga.
    Ma tutto questo spesso è molto molto difficile da fare da soli.
    Io comprendo che, nel momento in cui ci si sente in balia, avviliti, stanchi, delusi e in cui magari a “tradire” sono state proprio delle figure di riferimento principali, e magari sin dalla più tenera età, o ci si sente quindi traditi proprio da se stessi, nella propria capacità di autoprotezione, diventa molto molto difficile affidarsi ad un aiuto esterno, di qualsiasi specie e forma. diventa difficile credere, se non in ciò che permette di starsene chiusi in una tana. Nel timore di non saper riconoscere cosa è meglio o cosa è peggio. Nel timore che si tratti solo di una nuova corrente che può anche illuderci o portarci via.
    Tuttavia ascoltare esperienze di chi, pur tremando, ha messo il naso fuori dalla tana e ha qualcosa di costruttivo da raccontare a me non sembra un male.
    Ciao a tutti 😀

  • 8807
    Io91 -

    ciao sono una ragazza di 19 anni. Ho visitato questo sito circa un’anno
    fà, quando pensavo al suicidio. prima ad allora nn ci avevo mai provato.
    Quest’estate ci ho provato per ben tre volte senza avere mai il coraggio
    di andare avanti, una mia amica (con la quale ne ho parlato, e purtroppo
    mi ha trovato in una situazione del genere) mi ha detto ke in fondo nn
    voglio farlo veramente. ma nn è cosi! io voglio smetterla, sono in vita
    per uno sbaglio, sono nata per sbaglio. in questi giorni ci penso anche
    stando a scuola al terzo piano, mi sporgo sempre dalla finestra ma nn
    riesco a farlo, perchè penso al dopo. ho paura di vivere ed ho paura di
    morire!

  • 8808
    Eme -

    Alcune persone sono convinte che una terapia di natura ANCHE farmaceutica ti rimbabisca al punto di vedere, che ne so…il Grande Puffo vestito da Napoleone Bonaparte che entra in casa tua e si dichiara Signore del tuo appartamento.
    Ognuno ha la propria verità, la propria esperienze e, come dice LUNA, ognuno sa per sè….però alcuni di questi sostenitore del motto FARMACO= RIMBAMBIMENTO non mi pare stiano così bene.
    Mi pare, al contrario, che ogni tanto si esibiscano in frasi del tipo “eheheh tanto, dite quel che volete, smanettate come dannati intanto….io……prima o poi….. MI ACCOPPO, tiè!”.
    E da questa ferrea convinzione che bisognerebbe partire (secondo me, ovvio).
    Se non si riesce a fare una piccola breccia in un ferreo convincimento suicidiario è impossibile che qualsiasi terapia riesca a sortire un effetto!
    Che si tratti di farmaci, di sedute o di meditazioni.
    Si vuole morire o non si vuole vivere in certe condizioni e a certe condizioni?
    Si odia la vita oppure la si ama così tanto da non poterne più di andare ai dieci all’ora con una Ferrari nuova di zecca?
    Occorre lo psichiatra che prescrive medicine, lo psicologo da cui sbragarsi sciorinando il proprio malessere, un colpo di fortuna, un sogno realizzato che restituisca fiducia o un mix di tutto questo?
    C’è chi, a stento, ha la forza di alzarsi dale letto per andare in bagno e fissa il soffitto come se fosse un megaschermo su cui vengono proiettati i migliori film 24 ore su 24. Queste persone difficilmente troveranno DA SOLE la forza di alzarsi sui gomiti e cominciare a fare introspezione e analisi.
    Probabilmente, senza un aiuto, queste persone creperanno dentro a quel letto, sotto a quel soffitto, immersi nel vuoto.
    Un aiuto per alzarsi, per ritrovare energia.
    Poi dipenderà da loro il come utilizzare l’energia ritrovata: sopravvivere, vivere e persino ammazzarsi (perlomeno lo avranno fatto con convinzione)!
    Poi c’è chi,al contrario, sviluppa un’energia straordinaria e la incanale nel modo sbagliato, non dorme la notte, va avanti a ciclo continuo correndo senza meta alla Forrest Gump, si impegna a tirare la carretta come se avesse la forza di 100 cavalli e brucia energia senza soluzione di continuità, senza un attimo di tregua. Un attimo fatale in cui potrebbe incunearsi il tarlo del “ma che c.... sto facendo?”.
    Anche queste persone avrebbero bisogno di un aiuto. Di una sorta di vigile che intimi lo stop e li porti a domandarsi, per davvero “ma che c.... sto facendo?”

  • 8809
    Eme -

    E poi c’è chi si sente incatenato su un tapis roulant privo di comandi, è schiacciato dal senso di ineluttabilità e si lascia morire perchè “….tanto non posso oppormi….”.
    Un aiuto, forse, potrebbe aiutare queste persone a capire che, almeno, in certi casi, ci si può spostare da ciò che da malessere, si possono tagliare i rami secchi, fare un sano repulisti. E prendersi le proprie responsabilità…..quelle responsabilità che, a volte, ci si ostina a non assumere coperti dal comodo alibi dell’ineluttabilità.
    Poi c’è chi fa, rifà, strafà ma, alla fine, i conti non tornano e vede gli altri (e la vita stessa) come osti disonesti che si fanno pagare senza aver servito il pranzo. Forse queste persone andrebbero aiutate a capire in che misura il senso di inferiorità ed il senso di colpa sono in grado di aumentare a dismisura la spacconeria e la violenza degli osti disonesti. E persino di attirarli a sè. Senza considerare i casi in cui ci si sente ladri di vita e si corre alla ricerca degli osti delinquenti per espiare la propria condanna.
    Insomma….migliaia di casi, migliaia di varianti e centinaia di migliaia di varianti nelle varianti con un (a mio giudizio) minimo comun denominatore: la necessità di essere aiutati.
    Dallo psicologo, dallo psichiatra, dai medicinali, dalla meditazione, da chi ti ama, da chi ti vuole bene, dal vicino di casa pacioso che dispensa serenità , dall’amico ironico che sprona al dialogo aperto e costruttivo, da chi è stato male sta meglio e vuole dirlo, dalla musica, dall’arte etc etc etc
    Aiuti che, spesso, vengono rifiutati, cassati dalla solida certezza dell’inutilità di qualsiasi terapia, medicina, evento.
    Certezza che, altrettanto spesso, non è che una vigorosa zappata inferta con forza e decisione sui propri piedi.

  • 8810
    DAGO44 -

    L91
    hai l’eta’ di mio figlio…perdonami se scrivo un pensiero per te,una
    sorta di predica,come si diceva ai miei tempi,Non si e’ al mondo per
    sbaglio,e nemmeno si muore per sbaglio,la tua amica se veramente e’
    tale non dovrebbe interrogarsi sul fatto che tu lo vuoi o non lo vuoi
    fare,ma magari parlare di piu’ e meglio con te.Io credo che ci sia
    sempre e comunque una piccola via d’uscita,uno spiraglio,un qualcosa
    che non guarisce,quello no,ma che magari ci aiuta a vivere meglio,a
    meglio sopportare cio’ che ci viene regalato,o imposto sotto il nome
    di vita.Mi piacerebbe sapere come ti chiami,per poter meglio parlarti
    mentre predico,non ti chiedo nulla della famiglia se non sei tu a
    parlarne,ma il fatto che tu abbia pensato di ritornare qui e lasciare
    un tuo pensiero e’ gia’ di per se positivo.Spero di rileggerti
    ancora.Un saluto a tutti DAGO44

  • 8811
    tracy -

    ciao lo9 posso sapere come mai vedi tutto nero e vorresti morire?

  • 8812
    alan -

    a lo91
    io credo che tu non sia nata per sbaglio o meglio se credi di essere nata per sbaglio siamo in molti a crederlo…di essere nati per sbaglio benvenuta nel club..questo disagio che provi motivato o immotivato che sia non sei la sola a sperimentarlo…sei in vita per uno sbaglio?
    che dici…lo spermatozoo che a fecondato l’ovulo che ti ha generato
    a dovuto lottare per sopravvivere, a”centrato il bersaglio”, non si e sbagliato! non conosco in realta la causa del tuo disagio ma cerca di vincerlo… come? aiutando gli altri nel loro disagio, forse scoprirai
    come e successo a me che in molti casi i problemi degli altri sono piu grossi dei nostri
    affettuosamente
    alan

  • 8813
    Eme -

    Ciao Lo91, sono in molti ad essere nati “per sbaglio”. Figli di un rapporto sessuale mal gestito, di un profilattico bucato, di una perdita della ragione nel momento clou. E, spesso, i genitori sono bravissimi a trasmettere al figlio la sensazione di essere un abusivo, un clandestino, un essere nato senza scopo che si deve conquistare uno spazio ed una ragione facendosi carico di responsabilità superiori alle proprie forze. A volte, invece, si é figli desiderati e voluti che, ad un certo punto, vorrebbero intrapprendere la propria strada ma non riescono a capire qual’é, non sanno dov’é. Sono tanti i motivi per cui di sé stessi si dice: “sono nato per sbaglio”. Credo che sia un errore gigantesco trovare la ragione della propria esistenza negli altri prima di aver affrontato il conflitto, la guerra che infiamma dentro e che si vorrebbe far cessare morendo. Si rischia di vivere negli altri e per gli altri e mai per sé stessi. Si rischia di spalmare la propria esistenza in quella altrui perdendosi di vista. Purtroppo, gli altri, non sono sempre il povero vecchietto, il bimbo malato, il rom che sarebbe onesto se avesse un’ opportunità o il poveraccio che ha commesso un reato per fame. A volte gli altri sono porci, bastardi delinquenti VERI dentro e fuori capaci di individuare gli irrisolti, spacciarsi per meschini bisognosi, svuotare tasche ed animo e scappare oltre la linea dell’orizzonte. Cara Lo91, smetti di litigare e di prendertela con te stessa, guardati intorno, cerca in cosa ti riconosci con la consapevolezza che difficilmente riuscirai al primo tentativo, e quando sarai in grado di amarti, di rispettarti, di difenderti e di avere cura di te, se puoi e se vuoi, dedica un po’ del tuo tempo e del tuo impegno a chi ti sta intorno. Ma, prima, impara a volerti bene, a rispettare i tuoi tempi e ad accettarti per cio’ che sei. A volte si nasce per sbaglio, questo, pero’, non fa di noi esseri sbagliati.

  • 8814
    Eme -

    Pardon Io91, ho sbagliato a scrivere il tuo nick 🙂

  • 8815
    farha -

    io penso che i farmaci non facciano bene, ma alle volte siano necessari. Io li ho presi e ancora ne prendo almeno un pochino e non giudico chi li prende.
    Ma comunque è meglio non prenderli se non necessario.

  • 8816
    LUNA -

    Farha: ciao 🙂 sono d’accordo con te. penso che ciò valga per tutti i farmaci, in generale. C’è anche chi prende gli analgesici come fossero caramelline.
    Si presume che un medico valuti necessità e dosi e non si tratti di autoprescrizione 🙂

    DAGO, ricambio il saluto.

    ALAN: @che dici…lo spermatozoo che a fecondato l’ovulo che ti ha generato
    a dovuto lottare per sopravvivere, a”centrato il bersaglio”, non si e sbagliato

    😀

    Lo91: sì, nessuno nasce per sbaglio. Persino chi se lo sente ripetere come fosse un martello pneumatico. Chi lo dice ad un’altra persona o lo ripete come un martello lo dice perché esprime, con le sue parole, un proprio problema, una propria rabbia, frustrazione, crisi, paura non risolta, delle aspettative astratte, ecc, non il fatto che un’altra vita non ha senso o non dovrebbe esistere.
    A volte le persone maneggiano le parole senza neanche rendersi conto che possono essere armi.
    In generale non si può scegliere in quali circostanze o dove nascere, se tra persone che siano in grado di trasmettere accoglienza, serenità, amore, sicurezza, protezione o no, anche con la migliore buona fede, non solo senza. Possiamo anche nascere tra persone che, ferite prima di noi, non hanno ancora risolto la loro battaglia con se stesse, e nel fare quello che possono stanno ancora cercando la strada.
    Questo è certamente un fatto e non nascere/crescere in una circostanza ecc confortevole e rassicurante costringe spesso a dover difendersi o farsi troppe domande sin da piccoli.
    Ma ciò non significa che si sia nati per sbaglio o che la vita non possa essere migliore di com’è o ci appare. Ciò non significa che non sia possibile trovare un proprio posto nel mondo. Anzi, spesso le persone che sono partite in svantaggio quando prendono il ritmo riescono a regalarsi cose meravigliose.

    A volte comunque, ci sentiamo così, come dici, anche perché può essere perché in quel momento non riusciamo ad individuare una strada nostra da intraprendere, o perché stiamo attraversando una fase di cambiamento e per un certo periodo ci sentiamo più fragili e nudi e anche più severi con noi stessi. Allo stesso modo la tensione dentro di noi, che pare esplodere, ci fa pensare ad una via estrema in cui poterla liberare. Ma in realtà stiamo cercando una via nella VITA in cui liberarla, solo che in quel momento ci pare di non trovarla ancora e ci sentiamo persi.
    Naturalmente io ho letto solo alcune righe tue e non so la tua storia, quindi faccio delle ipotesi.

  • 8817
    Io91 -

    DAGO44: mi chiamo Elena. Ti ringrazio delle tue parole, ma i miei
    genitori me lo hanno detto apertamente, e in quel momento mi sono
    sentita un’estranea, una clandestina, uno SBAGLIO! e per farli contenti
    l’unica cosa è eliminare lo sbaglio…ma nn ne ho il coraggio :/ e mi
    riduco a scrivere su questo blog. la mia amica fortunatamente mi stà
    vicina ma nn dovrebbe stare vicina ad una come me, nn merito di stare
    vicino a nessuno…

  • 8818
    birillo -

    @Io91

    zau bella al contrario di quello che dicono gli altri penso che molti nascono per sbaglio … che poi nessun genitore fa un figlio per sbaglio ma sono i figli a rendersi conto che questo mondo non e fatto per noi

    ma penso che sei troppo giovane per fare un gesto cosi estremo magari fra qualche mese/anno potresti renderti conto che la vita in se non e cosi brutta magari trovi un ragazzo ti fai una famiglia

    e inizi a vivere in un modo normale come fanno quasi tutti se poi fra qualche anno vedrai che non e cambiato nulla potrai decidere anche di fare un gesto cosi estremo …

    @ marquito secondo me la depressione non rincojonisce anzi secondo me non esiste la depressione e solo un fatto psicologico che ti condiziona talmente tanto da farti stare male e non servono medicine che ti ringojoniscono e o strizza cervelli che ascoltano ma non risolvono nulla

    dai un saluto a tutti smack alle fanciulle ^_^

    a stanchissima 2 anche se nn si fa piu vedere 😛

  • 8819
    tracy -

    secondo me questo mondo non va bene a nessuno di noi perfettamente neppure ai genitori di lol che fanno fanno una figlia e poi gli dicono questa cazzata. erano loro che non dovevano diventare genitori!

  • 8820
    tracy -

    io penso che lol91 voglia uccidersi non per punire se stessa ma per punire i suoi genitori di avergli detto questa emerita cavolata..poi non so se ne vale la pena…

  • 8821
    marina -

    Lo91,posso chiamarti elena ? è un bellissimo nome. Io ho fatto 3 figli e tutti e tre sono stati tre sbagli o come si dice oggi tre incidenti di percorso a 21 anni li avevo già tutti e tre .Oggi e così per tutta la mia vita passata dico meno male che ho fatto questi sbagli.Anni fa stavo discutendo con mio figlio più grande ,durante la discusione mio figlio mi dice” mamma io sono fatto così non ti ho chiesto io di mettermi al mondo è stato un piacere tuo e di papà!!!! ” Mi ha azzittita a tal punto che gli ho detto hai raggione ,avrei voluto dirgli come era venuto al mondo (dato che io lo avevo avuto a 16),ma non ce l’ho fatta.Comunque erano andate le cose aveva raggione.Ora cara Elena da mamma ti dico di dirlo anche ai tuoi genitori o se no spiega loro che se tu potevi sciegliere ,certamente non avresti scelto loro!!!! Elena sei giovane vivi la tua vita ,lascia perdere il suicidio ,fai del male soltanto a te stessa e comunque sei in un età che si vede tutto nero prova a parlare con loro ,qualche volta noi genitori diciamo cose che poi ci pentiamo di aver detto ,oppure voi figli fraintendete cosa vogliamo dire.. io sono sicura che ti vogliono bene !!!! :-)))

  • 8822
    LUNA -

    Birillo: ciao, con tutto il rispetto per quanto mi riguarda mi tolgo dal ping pong oppositivo con te, che serve a te.
    a te in questo momento serve questo atteggiamento rinunciatario, passivo e oppositivo e nichilista, nonché egocentrico. Perché arriva al punto, mentre stai parlando con una persona di 19 anni che sta male e che assorbe molto (anche se le dici di non fare gesti estremi, quindi un barlume di sana empatia c’è) di scrivere poche righe dopo, pur apparentemente parlando di te stesso, che non ha senso chiedere aiuto. Nonostante qui ci siano molte persone che affermano, con cognizioni di causa, che chiedere aiuto è invece servito eccome nel momento in cui hanno scelto di farlo e si sono date la possibilità di farlo, uscendo da un atteggiamento oppositivo e sterile. e anche dalla paura di chiedere aiuto. Anche dalla paura che non servisse a niente.
    Non sarai consapevole dell’impatto che possono avere le tue parole, ma non cambia la sostanza. Puoi pensare quello che vuoi, sei libero di farlo, ma la tua controinformazione può essere anche pericolosa.
    Non si tratta di dire alle persone cose che non pensi e non sei in grado di pensare adesso, ma esiste anche il fatto di riflettere sull’impatto che le proprie parole possono avere sugli altri.
    Mi dispiace che stai male, e, ripeto, hai scritto giustamente a Elena di darsi il tempo. Ma forse qualcuno potrebbe spiegarle meglio di un’amica o di un blog i meccanismi per cui si è incastrata nei pensieri e nel malessere che in questo momento le fanno pensare ad un gesto estremo e aiutarla a superarlo. Invece no. Invece no, convinciamo Elena che è meglio che imploda in questo fardello di momento che crede sia assoluto e di dover per forza portare da sola!!!
    Mai in vita mia ho detto a qualcuno che deve andare da uno psicologo,ma è giusto sapere che esistono e che non sono solo persone che stanno ad ascoltare senza risolvere niente o che sono come il tuo amico che ti ascolta ed è uguale.
    Personalmente avevo 20 anni, stavo male, mi portavo il mio fardello, con dignità, ma cresceva a dismisura mentre tentavo di contenerlo e ci implodevo dentro. Stavo sempre peggio. Non ero mai andata da uno psicologo e non volevo saperne. Poi un giorno vado a fare una visita che non c’entrava niente, ma era una dottoressa sensibile, intelligente che, finita la visita di routine, mi dice: ma va tutto bene? e io scoppio a piangere e le dico che sto male. Sempre, e sottolineo sempre, anche a distanza di anni e anni e anni io

  • 8823
    LUNA -

    ringrazierò quel giorno. Forse se non fossi andata a fare quella visita di routine sarebbe stata un’altra l’occasione in cui avrei cominciato a dirmi che ero esasperata dal fardello ma anche dal fatto di tenermelo da sola… in fondo lei avrebbe potuto dirmi: va tutto bene? ed io avrei potuto fingere di sì, ma sono stata io ad aprirmi e dirmi: NO, non va bene, sto male e non ne posso più, puoi fare qualcosa per me?
    Non le ho detto: puoi fare qualcosa per me, ma era quello che c’era nel mio raccontarle come stavo. era il mio essere riuscita a cogliere che la sua non era una domanda qualsiasi, era la domanda di una persona a cui interessava davvero sapere e aiutarmi. Ma io avrei potuto anche non vedere questa sua intenzione positiva nei miei confronti.
    E’ ovvio e naturale che non sono uscita da quella stanza come nuova, sorridente e ballando. Sono uscita da quella stanza con il cuore a pezzi, vergognandomi pure del mio malessere, terrorizzata da cosa sarebbe successo in seguito, e dicendo: se mi vuole dare un numero di uno psicologo io non lo voglio!!!
    E convinta che mi avrebbe magari dato 5000 farmaci e sarei diventata una larva dipendente per l’eternità. Io non volevo saperne neanche di prendere 3 gocce di lexotan. Inoltre, avendo sempre avuto fiducia nella mia intelligenza, nelle mie risorse e nel mio cervello, ero assolutamente convinta che dovevo farcelo da sola. Con l’erronea convinzione che andare dallo psicologo significasse non farcela da soli. Mentre andare dallo psicologo semmai ti fa proprio riprendere meglio la consapevolezza delle TUE risorse per farcela da solo.
    Quindi l’atteggiamento di chi dice NO lo conosco molto bene.
    Tuttavia nessuno mi ha costretto a prendere dei farmaci che mi hanno tramutato in una larva dipendente e il fatto di cominciare, da una psicologa preparata e seria, a osservare le mie sensazioni, convinzioni, il mio malessere, i miei atteggiamenti, la mia ansia, i miei pensieri che stavano andando in circolo vizioso più cercavo di liberarmene a me ha fatto solo BENE. Perché io non volevo essere schiava passiva di “un fatto psicologico che ti condiziona talmente tanto da farti stare male”.e non sono certo l’unica al mondo.
    Rispetto i tuoi pensieri, tempi, idee, se ti ammazzi mi dispiace e anche se passerai la tua vita a non vivere pensando che morte è bello e mondo è merda ecc, mi sei anche simpatico e vedo le tue empatie, ma quando fai controinformazione così non è più solo una questione che riguarda te e neanke solo me

  • 8824
    Io91 -

    Tracy: hai ragione in parte vorrei fare questo gesto per punirli e
    fargli capire il male ke mi hanno fatto in 19 anni di vita e in parte lo
    vorrei fare perchè oramai la mia vita stà andando a rotoli la scuola il
    lavoro..tutto…

    Birillo: non la penso come te.

  • 8825
    DAGO44 -

    ELENA…i tuoi genitori sono stati scriteriati,a classificarti come
    sbaglio,te lo dico da genitore.Ma non e’ vero che gli sbagli vanno
    eliminati,te lo dice uno che ha fatto degli sbagli la propria ragione di
    vita..ma non ne ho cancellati nessuno,mi hanno arricchito,ora con i miei
    48 anni suonati spero di sbagliare meno.E magari di non farne piu’,tutto
    questo per arrivare a dire cosa ELENA..Che ognuno di noi merita,e penso
    che la truppa qui la pensa come me se ti dico che noi meritiamo di
    averti vicino,e continuare a leggerti,perche’ se noi ti leggiamo
    significa che tu scrivi,e quindi che questo posto non ti dispiace. 😉
    A TUTTI UN SALUTO DAGO44

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