Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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@ Athos:
Innanzitutto devo darti una notizia. A partire da oggi dovrai fare a meno della tua balia. Non prendertela a male; approfitta di questa occasione per crescere un po’.
Prima di porre fine a questa ridicola farsa mi sembra giusto precisare alcuni punti:
1) Il tuo dissenso non ha mai riguardato le mie affermazioni. Il tuo dissenso riguarda affermazioni che non mi sono mai sognato di pronunciare.
2) Quando si accusa qualcuno di essersi contraddetto, è necessario fornire le prove di queste sue contraddizioni.
3) Quando si accusa una persona di delirare, è necessario dimostrare la totale assurdità delle tue tesi.
4) Sei stato tu che hai avviato questa diatriba rispondendo ad un mio post, e non viceversa.
5) Tu non hai mai risposto in modo congruo a nessuna delle mie argomentazioni.
6) Le tre persone a cui mi riferisco sono Luna, Eli e la mia fidanzata, di cui non posso fare il nome per evidenti motivi di privacy.
7) Fra queste tre persone, è proprio la mia fidanzata che non riesce a farsi una ragione della tua ottusità.
8) Il significato di una frase si evince ANCHE dal contesto in cui è stata pronunciata.
9) Se veramente non sai chi sono, allora non puoi neanche sapere che ho cambiato nick.
10) Quando ho cambiato nick l’ho fatto alla luce del sole, ne ho subito informato gli altri utenti e ne ho perfino spiegato il motivo.
E adesso veniamo a noi:
Contrariamente a quanto pensi (e a quanto speri dal profondo del cuore), io non ho la minima intenzione di abbassarmi al tuo livello. Sei liberissimo di venire su internet a sfogare la tua aggressività, la tua rabbia e le tue gigantesche frustrazioni. Attaccarti sul piano della dialettica sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Mi sono sforzato di fati ragionare; sono perfino passato sopra alla famosa figuraccia che sai, ma a questo punto non vedo più nessun motivo per risponderti. 7 mesi fa mi hai attaccato con una violenza inaudita, sforzandoti in tutti i modi di ferire i miei sentimenti. Non contento del male che mi avevi fatto, mi hai dato ripetutamente del visionario, del folle e del mitomane. Tutti sappiamo com’è andata a finire. Se dopo una simile figura da peracottaro hai ancora la faccia di venire qui a blaterare, si vede proprio che hai perduto ogni senso del ridicolo. Io, fortunatamente, un po’ di senso del ridicolo ce l’ho ancora. Di conseguenza, a partire da questo momento, non risponderò più alle tue provocazioni.
Buona fortuna, piccolo.
Hai talmente tanto senso del ridicolo che lo elargisci con spassosa liberalità.
La mia balia non so chi sia e non ne ho. Ho un’amica e mi pare che sia tu a nasconderti vigliaccamente dietro di lei, partendo dall’assunto che qui si risolvono questioni personali, mentre invece ho sempre e solo contraddetto le tue ridicole e sbugiardate tesi. E pensa che all’inizio, se mi rileggi, l’ho fatto anche senza polemica.
E’ vero, ho risposto io ad un tuo post, ho controllato, chiedo venia. Ma l’ho fatto d’istinto senza sapere che fossi tu. Anzi, ti do una notizia: chi sei tu mi importa poco. Io rispondo raramente senza prima essere stato direttamente richiesto e se l’ho fatto è stato per porre in essere una serie di domande su ciò che avevi scritto. Si chiama forum ed è normale, ti pare? Ma non tutti coloro che scrivono sono normali, me ne rendo conto.
Povero Marquito eh eh…la scorsa volta sei stato tanto tanto male eh eh…Dai dai, che questa volta forse ti passa prima 🙂
Il punto 3 è totalmente assurdo e non l’ho capito.
Il punto 2 l’ho ampiamente dimostrato riportandoti frasi che tu stesso avevi scritto e poi smentito.
Il punto 8 è nuovamente assurdo perchè il mio unico contesto è il forum stesso. Il tuo, nella tua testa confusa, chissà qual’è…?
Il punto 9: non lo sapevo, ma ora lo so, anche perchè riconosco il NON-stile e il delirio di chi si sente perseguitato.
Vabbè, che posso dire? Io non ho mai dato a questo forum la valenza di Giudizio di Dio. Ci scrivo perchè mi piace scriverci, parlare e perfin polemizzare. Ma senza piagnistei, sentirmi offeso, urlare al complotto, mettermi a starnazzare come un tacchino bagnato.
Devo ammettere che hai molta creatività. E’ il Senso che ti manca.
@ Marquito : Urraaaa bravo, sei stato molto gentile forze troppo ,io stavo per rispondere di peggio .. 🙁 mi hai preceduto !!!! ..;-)))) ciao tutti
@Athos e Marquito: mi dispiace che vi state attaccando in questo modo, perche’ ora non vi stringete la mano (almeno virtualmente)??
Volevo chiedervi un’altra cosa a proposito di amore: vi e’ mai capitato di notare, come la gente a volte cerca di affondare in tutti i modi qualcuno che si vuole bene (o almeno ci prova)? chiamandolo “insensibile” (ma a cosa poi?). Perche’ e davanti a chi una persona che cerca di volersi bene, debba sentirsi in colpa? Ovviamente, sto parlando di persone che per volersi bene non hanno fatto del male agli altri. La conclusione logica sarebbe che si tratti semplicimente di invidia. Perche’ alcuni, piuttosto che migliorare la propria vita, si impegnano ad affondare gli altri. Cari amici del forum, non fatevi rovinare la vita da queste persone, non ne vale la pena, rialzatevi e andate avanti, e se dovete allontanare qualcuno fatelo.. Io sono per il perdono, perche’ il perdono fa parte dell’Amore, ma il perdono a volte significa semplicemente allontanare qualcuno senza vendicarsi, per salvare voi stessi con la vostra sensibilita’.. Altrimenti rischiate di essere schiacciati dal giudizio degli altri.
@ Eli e Marina:
Ho promesso di non rispondere più al moschettiere e siccome sono una persona leale manterrò sicuramente la mia promessa. La sua evidente mala fede, la sua paurosa disonestà intellettuale, il suo patetico arrampicarsi sugli specchi, sono talmente palesi che non ho più nessun bisogno di commentarli. L’unica cosa che vorrei dirgli (ma la dico a voi, non a lui) è che nel suo ultimo intervento ha commesso una svista colossale. Ha affermato di avere ancora un’amica mentre in realtà, a partire da stasera, sa benissimo di averla perduta.
Marina, sono io che devo farti i complimenti. Se avessi seguito i tuoi consigli, e avessi ignorato le provocazioni del moschettiere, mi sarei risparmiato un’inutile polemica.
Eli; tu mi sembri una bravissima figliola, ma non sei al corrente di quello che è accaduto 7 mesi fa. Se lo sapessi comprenderesti tante cose che adesso ti sfuggono.
Prima di augurarvi la buona notte permettemi di mandare un bacione alla mia fidanzata. E’ una persona meravigliosa che non ha uguali; è la mia unica e sola ragione di vita. E a partire da stasera (Marina lo sa bene)si è liberata da un pesante fardello.
Un abbraccio a tutti e a risentirci.
Ciao Luna sai io mi sento come tu stessa alle volte hai descritto, anche io ho vissuto con persone che mi hanno voluto poco bene oppure bene in modo sbagliato. Ora sto cercando di farmi aiutare. spero di essere ancora in tempo, solo che devo anche pensare a mio figlio nel frattempo
Marquito, ma non credi di esagerare un poco? ho letto la vostra “litigata” con athos e devo dire che mi sembra davvero un po’ troppo quello che hai detto.
Athos: Insomma, io preferirei un mondo degno di essere vissuto. Amore e Conoscenza dovrebbero esserne il Senso primo e ultimo. Ma dove sono?
Andrea: “Ma dove sono?”
Ovunque, se li cerchi, anzi, se li dai tu per primo, invece di cercarli solo dagli altri, saranno ancora più evidenti per gli altri. Poi saranno gli altri a cercarli da te, quegli altri che cercano amore e conoscenza come tu ora da loro.
Athos: Mai fatto il goliardo qui sopra. Ho solo espresso, con sarcasmo, il mio disprezzo per taluni interventi. Forse sono altri che somigliano a Madre Teresa e sono “i buoni a prescindere”. Io sono umano, chiedo scusa.
Marquito: Quando parlo di “creatività” mi riferisco alla facoltà più preziosa che ciascun uomo reca in sé: quella di imprimere alle cose la propria personale prospettiva; il proprio personale punto di vista, la propria personale interpretazione del mondo e di inventarsi, in totale autonomia, il proprio personalissimo senso della vita.
Fermo restando che preferisco l’armonia al vedere delle persone litigare, mi sembra umano, penso che due persone abbiano il diritto di aprire e chiudere una discussione quando lo ritengono opportuno, che sia per abbandono del campo di uno o entrambi, o perché la cosa si esaurisce da sè. Il fatto che una discussione accesa si realizzi in una stanza aperta come un forum fa sì che si possa avere la sensazione di dover assistere per forza ad una discussione, e quindi di caricarsi in qualche modo anche del nervosismo che la riguarda, o dell’empatia per le persone coinvolte, anche quando la questione è molto uno a uno e manifesta quindi la libertà individuale di due persone di dirsi, tra loro, quello che sentono di dirsi e di scegliere individualmente una strategia nell’affrontare la cosa.Penso anch’io che una forma di libertà sia anche quella di non dover frequentare, nè nella vita nè in un forum persone con cui riteniamo di sentirci assolutamente o troppo incompatibili. Ammetto di non aver capito completamente un sottotesto della discussione che però non c’è neanche ragione che io capisca, e ammetto inoltre di non aver capito altri riferimenti, cioè se fossero personali oppure no.
Per quanto mi riguarda credo che il vostro litigio sia cosa vostra.
Però su questa questione dell’insensatezza ecc una mia opinione ce l’ho e la questione prima era aperta, e non chiusa.
Parliamo di concetti astratti e quindi è ancora più facile che ciascuno attribuisca all’astratto un proprio valore simbolico e significato. Non mi interessa fare filosofia, ma se vogliamo fare speculazione filosofica allora al di là di cosa possano aver detto tizio o caio parliamo di concetti comunque indimostrabili. Paradossalmente ciascuno potrebbe affermare una sua filosofia ed essa potrebbe essere valida, per lui o lei. Ciò non significa che le prove portate, e anche sorrette da un’ottima dialettica, potrebbero rendere questo concetto assoluto.
Personalmente ho una mia opinione, che è più vicina a quella di Marquito che a quella di Athos. Penso anche che Marquito e Athos si trovano, da quello che ho capito, in due fasi diverse del loro percorso emotivo, e che sia con lo sguardo inerente al percorso, oltre che per una questione di base caratteriale, che si pongono anche di fronte all’astratto. Naturalmente questa è solo una mia sensazione. Personalmente mi sembra di aver colto nelle parole anche precedenti di Athos la sua sensazione di essere in blocco, e nelle affermazioni di Marquito la
sensazione di essere tornato a percepire se stesso e la vita in forma dinamica.
Personalmente ho letto nelle affermazioni di Marquito riguardati l’insensatezza della vita (cioè, suppongo, il fatto di non poter attribuirle un insindacabile senso in senso assoluto, di non possedere un copione scritto e insindacabile che ci spieghi per quale motivo veniamo al mondo e perché un giorno ce ne andiamo e perché viviamo, e vivendo in realtà un costante presente senza avere la possibilità di conoscere con assoluta certezza cosa avverrà un secondo dopo con un completo controllo sulla realtà personale e universale ecc) e la creatività un concetto attivo e non di totale passività rispetto all’esistenza. Fuori dall’astratto l’esistenza p una cosa che effettivamente si costruisce secondo dopo secondo, che pure, arrivati alla fine si possa avere la percezione che sia passata in un attimo. Ma nel frattempo è di cosa riempiamo quei secondi che fa la differenza. E’ ovvio che la nostra possibilità di essere attivi e incisivi rispetto all’esistenza, oltre ad una serie di fattori esterni, che possono essere molto pesanti anche, dipende anche da una serie di fattori interni. Parliamo di massimi sistemi, ma alla fine magari ci perdiamo su quelli minimi. Nel momento in cui non riesco a cogliere un sorriso che una persona mi sta rivolgendo o più banalmente non riesco a sentire il gusto di un cibo, nel momento in cui sono così impegnato a perdermi nell’insensatezza globale ed astratta dell’esistenza al punto da non ascoltare una persona che mi vuole bene e cerca di condividere emotivamente il suo presente con me dimostro di essere più intelligente di chi è comunque anche sintonizzato sul presente?
Quello che non capisco è perché per forza, per alcuni, l’essere intelligenti e sensibili dovrebbe significare automaticamente notare solo il negativo ed essere implosi in domande che sembrano poste apposta per non trovare risposta, mentre il fatto di provare ANCHE delle emozioni positive o di cercare di recuperare la capacità di farlo debba essere una farsa patetica. Tipo: se ti capita di sentirti sereno o di ridere sei un cretino che si accontenta o si anestetizza. se vivi rapporti decenti o positivi è perché sei superficiale. se di fronte un dolore soffri ma cerchi di vedere ancora le cose belle della vita è perché non soffri veramente. Però se invece ti spari nei co...... cento volte al minuto sei un essere dotato di intelligenza superiore
@ LUNA
Buongiorno Luna. E’ sempre un grande piacere poter discutere con te. Spero di poter leggere già oggi la conclusione del tuo intervento. Mi fa molto piacere che tu abbia compreso il senso delle mie parole, e questo lo dico a prescindere dal fatto che tu mi dia ragione. Quello che conta non è essere d’accordo; quello che conta è capire veramente cosa ha detto il tuo interlocutore.
In questi giorni non ho fatto altro che ribadire, in modo perfino insistente, sempre il solito e medesimo concetto. L’insensatezza della vita (la mancanza di un senso ben preciso, prestabilito e imposto all’uomo dall’esterno una volta per tutte), permette a ciascun individuo di esercitare la sua creatività; di attribuire alla realtà i suoi personali valori e la sua personale visione del mondo. Questo è ciò che ho ripetuto incessantemente dall’inizio alla fine; dove diavolo mi sia contraddetto è una domanda che rimarrà per sempre senza risposta. Come avrai sicuramente compreso, la mia prospettiva è una prospettiva umanistica, nel senso che valorizza l’individuo e lo responsabilizza all’estremo come “portatore di senso” all’interno di un universo insensato. Questo pensiero, che qualcuno qui dentro ha definito “risibile”, si trova formulato (con diversi accenti)nelle opere di eccelsi pensatori quali Nietzsche, Sartre, Heidegger e Stirner.
Mi interessa molto quello che stavi dicendo; mi auguro che tu ci faccia avere presto la conclusione del ragionamento. Buona giornata !
@ Cate:
Ti rimando a ciò che ho scritto ad Eli. Buona giornata anche a te.
@ L:
Sarebbe bello utilizzare la tua creatività come antidoto contro la depressione e il male di vivere. Scrivere un libro (o anche soltanto delle poesie, dei racconti brevi, degli aforismi) può essere molto gratificante e molto terapeutico.
Fantasticare è un’attività sterile; scrivere un libro è un’attività creativa.
Ciao Giu, capisco perfettamente il tuo sentirti fragile come una bambina a dispetto dell’età.
La depressione è una malattia terribile. E’ una malattia che va affrontata perchè, da sola, difficilmente sparisce. Ti entra dentro e, piano piano, ti corrode.
Va affrontata con le sedute, con i farmaci ma, soprattutto, prendendo coscienza e consapevolezza di esserne affetti.
Nell’arco della propria esistenza, prima o poi, tutti asseriscono di esserne affetti.
Basta un momento di stanchezza o un qualcosa che va storto ed ecco che salta fuori la frase più abusata del mondo: “sono depressa/o”.
Una frase talmente abusata da aver perso la sua potenza intimidatoria nei confronti di chi ci circonda. Su cento persone autodichiaratesi depresse 90 sono sconfortate e 10 sono malate (butto giù cifre a caso, ovvio).
E quei poveri dieci malati rischiano di portare la loro pena dentro di sè ed in giro per il mondo circondati dall’incomprensione di chi non capisce o non vuole capire.
Avere una famiglia che ti sta accanto vuole dire molto, credimi.
Non c’è niente di peggio che avere accanto delle persone che non sono in grado di capire quanto si è stanchi, quanto si è spaventati, quanto si perde, progressivamente, il contatto con realtà fino al punto di vedere mostri ovunque o di non vederne più.
Non c’è niente di peggio che avere accanto persone che si ostinano a non capire, che pretendono che tu sia forte, abbia energia, risponda alle aspettative, ti faccia carico di mille problemi magari ricordandoti che la bis-bisnonna rimasta vedova a 30 anni con dieci figli piccoli sul gobbo si è tirata su le maniche e si è spaccata la schiena zappando nei campi.
Non c’è niente di peggio stare male e non poterlo dire per non sentirsi rispondere qualcosa che potrebbe far star peggio.
Alcuni pensano che la depressione nasca da fatti concreti, pratici. Dal fatto che non si ha un lavoro o si è soli.
Non è sempre così….la depressione è molto peggio, è una goccia di acido corrosivo che, piano piano, distrugge tutta la piattaforma su cui si poggia la nostra esistenza fino ad intaccare l’esistenza stessa.
Una goccia che, non so come, un giorno compare dentro di noi e la cui opera corrosiva è facilitata dai fatti della vita, dal carattere, dal temperamento.
Adorare la vita può essere un’arma a doppio taglio.
Può essere l’appiglio a cui attaccarti con tutte le forze per restare a galla e nuotare fino a riva.
Può essere un qualcosa che, un giorno, ti fa sentire presa in giro, sbeffeggiata, tradita, delusa proprio da ciò che adoravi: la vita stessa.
E in quel momento senti l’esigenza di scaricarla, di mandarla via, di cacciarla. Come se fosse un compagno infedele che ti ha riempito di bugie o un amico fanfarone che ti ha fatto mille promesse infondate.
Dietro a ciascuno di noi ci sono mille storie, mille vicende, mille ripercussioni psicologiche e fisiche che ci rendono unici nella nostra esperienza.
Unici al punto di non poter essere compresi fino in fondo da chi non ci assomiglia.
Scambiarsi le proprie esperienze, i propri punti di vista, le proprie opinioni è, comunque, importante.
Ogni tanto qualcuno ci si riconosce, almeno in parte.
Un piccolo inciso personale: La rabbia, l’odio, la violenza hanno fatto parte di me per tanto tempo. La voglia di distruggersi e di distruggere è uno dei tanti aspetti che può assumere una depressione lasciata in balia di sè e dei propri effetti nefasti.
Chi mi conosce, realmente o virtualmente, sa che non sono la persona aggressiva e persino maleducata che, ogni tanto (spesso?), ha fatto capolino in questo forum.
E per un mio bisogno mentale chiedo scusa a Patty 🙂 che mesi fa scriveva in questo forun mettendo tre cuoricini accanto al nome e citando frasi sdolcinate e che ho aggredito in un modo esagerato.
Ps. ai predicatori, però, non chiedo scusa!
Anzi…..colgo l’occasione per ribadire tutto ciò che ho scritto.
Avevo deciso di non scrivere più su questo forum, ma non posso farne a
meno ora che le parole di una persona mi hanno toccata e commossa. Non
ci avrei fatto caso se non me lo avesse fatto notare un caro amico che
ho conosciuto qui…
Cara Eme, mi hai davvero fatto sorridere l’anima rivolgendoti a me
dopo tanto tempo, non per le scuse, perchè non è di quelle che mi
importa, non ce n’è bisogno, in quanto passata la rabbia poi ho
capito…Mi importa quello che mi trasmetti, e cioè che non è mai
troppo tardi..che bisogna saper aspettare e che delle cose arrivano
quando meno te lo aspetti..Sono piccole cose è vero, ma il sorriso che
mi hai regalato, rimane sempre un SORRISO e per me che sono
”sdolcinata” ha il suo valore.. Per questo ti dico GRAZIE di CUORE
EME <3 ( scusa per il cuoricino, ma mi vien spontaneo metterlo!! ;D )
In base a queste Piccole e Dolci cose che la Vita ci regala quando
meno ce lo aspettiamo,mi va di lasciare un video, che io trovo
significativo, in quanto la canzone (STUPENDA) parla proprio di
questo..
http://www.youtube.com/watch?v=0qHWFbD6sCc
(Ovvio che lo guardi chi se la sente).
L'ho appena lasciato ad un ragazzo che ho conosciuto qui e che sta
passando brutte giornate. A lui è rivolto il mio pensiero forte in
questi giorni. Anche se ci scriviamo in privato, voglio mandargli un
abbraccio anche da qui..capirà che mi rivolgo a lui..
Un abbraccio anche a te Eme e a tutti quanti passano da qui…
Ciauuu ^.^
MARQUITO E L: vediamo se riesco a spiegarmi (è possibilissimo di no) non so se di per sè fantasticare sia un’attività sterile, nel senso che sognare, la notte, non è un’attività sterile, anche quando abbiamo gli incubi in realtà la cosa ha un senso.
Il problema è che alle volte abbiamo però un esubero di energia mentre pensiamo di non averla affatto. Quella energia, se non incanalata, può diventare solo pensiero. Essendo esseri pensanti se si crea un mix tra inquietudine e pensiero che parte a palla e al contempo non incanaliamo (non riusciamo) a incanalare le energie in modo fisico, o comunque che percepiamo come costruttivo, poiché non siamo fatti di puro pensiero, ma anche di azione, quella energia va… in esubero. Mi rendo conto che come spiegazione non è granché, e non dico che necessariamente bisogna sempre fare… alle volte abbiamo veramente solo bisogno di riposarci e non fare, anche di accogliere il vuoto che ci sta in realtà dicendo qualcosa… spesso ci sono persone che nel momento in cui sono state male, hanno smesso di fare delle cose abituali, hanno accolto la sensazione di vuoto e di caos sono riuscite a comprendere che forse dovevano prendere una strada diversa. Però accade anche questo: quando abbiamo una preoccupazione o abbiamo l’ansia o stiamo male il nostro cervello (non dico che sia sempre così e ovviamente non è così semplicistico) può partire in quarta in analisi, associazioni negative, ci spremiamo le meningi fino a farci male e a pensare che vorremmo non avere una testa… più cerchiamo una soluzione al problema o ai problemi e meno la troviamo e più ci sentiamo in balia. Anche perché ovviamente non siamo comunque solo testa. Siamo comunque un sistema collegato. Tuttavia, anche se la razionalità decodifica e ci permette di trovare soluzioni pratiche (cioè, se voglio iscrivermi ad un esame all’università devo rispettare un iter che la mia razionalità conosce e metterlo in pratica) spesso è la nostra parte creativa, quella dell’intuizione, dell’istinto che ci dà le risposte… anche perché lavora in maniera più primitiva e senza grandi sovrastrutture. Non è una caso, comunque, se molte delle persone che hanno avuto intuizioni riguardanti l’arte, la scienza, la tecnologia ammettono di averle avute quando, invece di snervarsi per cercarle, pur avendo impostato un lavoro anche di tipo pratico e razionale, ovviamente, si erano concesse, anche involontariamente, un… vuoto razionale, in cui l’intuizione era andata più a fondo
ciao a tutti,chi conosce la mia storia chi no !! Ebbene in questa settimana sono accadute parecchie cose che non mi aspettavo . La mia psicologa mi ha detto che ora posso continuare a camminare da sola ho meglio incomincio a farlo senza di lei .. 🙂 la pschiatra stamane mi ha detto che è orgogliosa di me ,dei miei risultati e di quello che sono diventata e che piano piano … :-).Fra poco andrò ad abitare da sola (il tassello che mancava per chiudere il cerchio).Io come mi sento ? Bene rilassata e serena ,sò perfettamente che non sempre ci sarà il sole ,ma qualche volta pioverà ma ho imparato ad affrontare le situazioni ,cioè ho imparato a gestirle .Ora io mi chiedo però può una persona che ha maledetto la sua nascita che non ha mai festeggiato il suo compleanno (anzi si come un funerale) e che non voleva neanche che le facessero gli auguri,che non vedeva l’ora di morire ,amava la morte e non aveva paura pur di farla finita ,amare ora così tanto la la vita ??? Desiderare di colgliere ogni attimo di essa per rifarsi di tutto il tempo perduto,non vergognarsi di amare una persona anche se sà che non la potrà avere mai ? Io mi rispondo si si può, ho 55 anni sò che la mia vita sarà stare da sola ,non m’importa io mi amo e questo basta .Forze dietro l’angolo ho trovato la possibilità che cercavo…..Non datevi spacciati c’è sempre una possibilita che ci aspetta vero Marquito,Emme ,Andrea e altri un bacione a tutti ,vi leggo sempre e qualche volta sparerò qualche stupidaggine ,ma non abbandonerò mai questo forum.
Simbolicamente pensiamo al classico blocco dello scrittore con il foglio bianco davanti, pur foglio di word che sia. Lo scrittore pensa a cosa scrivere, sale anche l’ansia da prestazione. Si tira metaforiche testate sul pc o la macchina da scrivere cercando un incipit… ma è in blocco. Comincia a pensare che scrivere non era la cosa che sapeva fare? bene, invece non è più così. Non pensava di avere tante cose da dire? E invece non più. Non ha conosciuto altre volte la magia per cui le dita scorrono sulla tastiera? Non più. E comincia a immaginare con ansia sempre maggiore le conseguenze del suo blocco ormai disbloccabile. Finché, basta, esce a prendere aria. E se di distrae, magari è proprio quando si rilassa o perlomeno pensa ad altro che l’intuizione arriva. A volte siamo in esubero di pensieri, sensi di colpa, analisi che invece di portarci alla soluzione di un problema sembrano allontanarci dalla soluzione e anche dalla nostra capacità di risolverli. Allo stesso modo, quando magari ci impegniamo in un’attività banale, come mettere a posto qualcosa, come dicevi tu, L., ci sentiamo meglio. Perché? magari perché un’azione meccanica o distrattiva ha dato tregua al nostro cervello, un po’ perché ci siamo sentiti attivi in un periodo in cui ci sentiamo in un momento di globale passività, abbiamo mosso dei “muscoli” atrofizzati, e abbiamo visto un risultato, un po’ perché se il disordine esterno esprime il nostro disordine interno mettere un po’ in ordine fuori ci rasserena un po’ dentro. Ci dà un po’ di soddisfazione. Un po’ perché se dobbiamo fare una cosa e non la facciamo mai, ma ci ricordiamo che dovremmo farla, ci rimane un file aperto in testa che ci stressa, mentre quando la portiamo a termine ci sentiamo più leggeri. Un po’ perché il depresso anche se non ce la fa quando riesce a concludere delle piccole cose si sente meglio. Un po’ perché smettiamo di giudicarci, ma ci viviamo nel presente in quello che stiamo facendo.
Sono d’accordo con Marquito sul fatto che indirizzare le tue energie creative potrebbe farti bene, sia scrivere o altro. D’altra parte comprendo perché quando metti in ordine e ti dai un po’ di ordine, anche delle mete minime, ti senti meglio. A volte quando siamo in crisi sulle mete massime ci aiuta un po’ metterci un po’ in ordine le idee e le energie o a tornare a riconoscerci senza giudicarci e basta partendo dalle piccole cose, anche “meccaniche” che magari ci riposano anche un po’ la mente.
Ciao, ho deciso di scrivere un commento qui perchè ho raggiunto un limite,forse dire in modo anonimo il problema mi aiuterà.Da qualche anno penso di suicidarmi,all’inizio era solo un pensiero sporadico, indotto da un mio compagno di classe il quale aveva tentanto il suicido ma non si prendeva sul serio con il passare del tempo però ci ho pensato anchio.Ho sempre avuto difficoltà a relazionarmi con gli altri ero timido e mi prendevano in giro dalle scuole medie,ero sempre molto triste ma avevo qualche amico.Invece per tutta la durata del liceo nn ho più avuto nessuno vicino ogni giorno avevo un mucchio di pensieri ed ero sempre più triste,gli ultimi anni sono stati i più terribili perchè qualcuno mi offendeva pensantemente andando oltre il fatto che parlavo poco e non avevo amici ad esempio dicevano che dovevo morire,a me ferivano molto.Ho sempre cercato di avere un rapporto di amicizia soprattuto con le donne,qualcosa di totalmente diverso dall’attrazione fisica,volevo e voglio segni di affetto come abbracci ma anche solamente del contatto fisico con tutti, ma soprattuto con loro, provo una sensazione bellissima se per sbaglio o per caso ho un contatto fisico.Ho 19 anni e da quando è finita la scuola sono sempre chiuso in casa,sono decisamente peggiorato perchè non riesco nemmeno più a dormire la notte,a dormire senza sveglarmi e nn riesco a stare sereno a non pensare che ciò che mi hanno sempre detto sia vero, perchè fino adesso avevano ragione.Durante il giorno ho spesso attacchi di ansia e altre cose che nn so descrivere.Non avendo ancora scelto l’università semplicemente perchè sono stato ogni singolo giorno dopo la fine della scuola a piangermi adosso per la vergogna di ciò che sono diventato, attualmente frequento un corso di inglese nel quale ho conosciuto delle persone,una in particolare a cui mi stavo avvicinando ma recentemente si è allontanata da me.Volevo ricorrere al suicidio già molto prima ma questa persona sembrava che mi stesse dando affetto e perciò ho sperato ma senza troppe illusioni.Ci sono state piu volte in cui stavo per suicidarmi ho desistito vorrei anche adesso ma nn ho la forza di uccidermi,a meno che nn accada qualcosa di terribile che mi dia questa “forza”.Sono anche una persona molto sensibile anche troppo nei confronti degli altri.Nella mia vita nessuno sa questa cosa che scrivo,neanche la mia famiglia che per me non vale nulla.Voglio vivere ma nn sn felice,avevano ragione.Vi ringrazio di cuore per avermi ascoltato
Marina, alla fine, dopo una meritata sosta rivitalizzante, la discesa dal tuo monte è andata benissimo!
Ma io non ne sono tanto sorpreso. Ricordi la vista che c’era lassù? si che te la ricordi, lo si capisce da quello che dici! Ora puoi tornarci quando vuoi, ma il tuo monte, ormai conquistato, è sempre con te, non ti lascia mai perchè tra di voi si è creato un legame solido. Ormai siete una cosa sola. Ora sai cosa significava la salita, cosa significa quella strada fatta vista dall’alto, il panorama che hai visto da lassù, a 360 gradi, e conosci tutto ciò che prima, da giù e salendo, non potevi nè vedere nè capire. Ora capisci tutto e tutto inizia ad avere il suo posto. Hai capito finalmente l’altra faccia delle difficoltà, quella “bianca” che contiene le soluzioni e le risposte che, cercando con impegno, hai trovato. Non sai quanto sono felice di leggere quello che scrivi 🙂
@ Marina:
Sono contentissimo per te e ti ringrazio di tutto cuore per averci trasmesso tanta vitalità, positività ed energia.
@ LUNA:
Fra le tue ultime osservazioni ce n’è una che mi ha particolarmente colpito. E’ quando affermi che molte persone nevrotiche confondono il loro male di vivere con una sensibilità accentuata. Io mi spingerei un pochino oltre e direi che molte persone nevrotiche SPACCIANO la loro nevrosi per sensibilità accentuata. Non dico che lo facciano in mala fede; probabilmente non si rendono minimamente conto di questo pietoso autoinganno. Sta di fatto che siamo di fronte a una colossale mistificazione. La nevrosi non può essere in alcun modo confusa con una sensibilità accentuata. In molti casi è vero esattamente il contrario. La nevrosi, con tutta la sua carica di rabbia e frustrazione, ottunde pesantemente la sensibilità dell’individuo, la sua capacità di empatizzare e la sua creatività. Ci sono persone che si dichiarano estremamente sensibili, mentre in realtà sono profondamente egocentriche, narcisiste e ripiegate su sé stesse. Queste persone possiedono una sensibilità subiettiva. Sono straordinariamente ricettive quando si tratta di cogliere il male che gli altri fanno a loro, ma sono spaventosamente insensibili nei confronti del dolore che loro arrecano agli altri. Un’altra tipica impostura (e tu l’hai giustamente rilevato) è quella secondo cui soltanto le persone pessimiste sarebbero veramente intelligenti, sensibili e profonde. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un pericoloso autoinganno. Il male di vivere, il dolore, la sofferenza non ci rendono affatto migliori; al contrario … generalmente ci caricano di odio, di risentimento e di invidia. Sicuramente non sono indizio di una sensibilità accentuata, né tanto meno di un’intelligenza superiore. Ci ho messo molti anni per comprendere tutto questo ma dopo un lungo e faticoso travaglio ne sono definitivamente venuto fuori.
Cara Marina, é sempre piacevole leggere i tuoi post. Quest’ultimo in particolare. Solo tu sai con quanta energia e con quanta tenacia hai affrontato la scalata della tua montagna. Solo tu puoi sapere quante volte ti sei sentita trascinare in salita contro la tua volontà e quante volte hai avuto voglia di fermarti o di buttarti di sotto. Noi conosciamo la tua Odissea attraverso le tue parole. E le ultime che hai scritto sono veramente belle, piene di speranze, piene di progetti e di voglia di vivere una vita che ti sei riconquistata con le unghie e con i denti. Tanti auguri per il tuo presente e per il tuo futuro Marina. Patty, ricambio il tuo abbraccio (e sostituisco “sdolcinata” con dolce 🙂 LUNA, carissima LUNA, imparare ad incanalare le proprie energie in qualcosa di positivo, smettere di pensare che sensibile é solo chi é in grado di cogliere e di calamitare su di sé tutto il male del mondo é un passo importantissimo. Io credo che tu abbia il dono di trasmettere energia positiva, che tu faccia venire voglia di leggere e di provare a verificare se il disagio é un muro di cemento armato contro cui ci si puo’ solo sfracellare o se é una parete con una porta da varcare non appena si ha abbastanza forza per vederla. È un dono importantissimo e raro. Spero che continuerai ad usarlo (e poi sei simpaticissima, il che non guasta mai)! Mesi fa ho conosciuto una persona dotata di questo dono. Una persona che ha preso la mia vita dal fondo di un pozzo e me l’ha rimessa tra le mani senza pretendere nulla in cambio. Il mondo non fa sempre e solo schifo, non é sempre e solo una fregatura, non é sempre un qualcosa che non dipende da noi, su cui non possiamo intervenire in nessun modo. Ho predicato per anni il contrario, lo so. Ora so che possiamo fare molto per chi ha bisogno di una mano per uscire dal fango che paralizza. Per quegli altri che vogliono uscire per davvero. Poi c’é chi sguazza allegramente in un fango che si trasforma in un comodo alibi. Ma “questa é un’ altra storia”…..buona domenica a tutti.
Marina , sono contentissimo per te .Un grande abbraccio
Grazie ragazzi ,grazie a chi mi ha avuto la pazienza di sopportarmi in tutti questi mesi ,grazie a chi in primo a creduto in me e anche con parole molto cattive in privato ( DAGO 44 )dall’ultimo mio tentativo di suicidio ,grazie a questo forum .Buk la mia depressione mi aveva reso molto cattiva con me stessa e con gli altri ,pensa,in fondo al tuo cuore proprio giù in una parte piccolissima c’è una parte di te che è buona e che vuole un’altra possibilità falla uscire impara ad amarti anche ora che stai così .Io non credo che tu voglia morire ,sei soltanto disperato. :-)un bacio a tutti .e continuate a scrivere mi raccomando questo forum può dare tanto !!!!
DAMIANO: 🙂 ciao, sono contenta che ci hai scritto. Cioè, ovviamente mi dispiace che ci hai scritto perché non stai bene, ma sono contenta che tu abbia individuato un canale attraverso cui aprirti un po’ e toglierti un po’ del carico di pensieri e sensazioni negative in questo momento in circolo vizioso. Anche se da quello che scrivi, forse non te ne rendi del tutto conto, ma traspaiono anche i semi di quello che ti fa stare bene. Di chi in potenza sei, anche se magari non te ne accorgi del tutto, e parli di sensazioni di vergogna su te stesso che la tua ansia acuisce, anche se non hai nulla di cui vergognarti. Può capitare, purtroppo, nella vita anche di incontrare persone che per un LORO bisogno di aggressività (dovuto anche all’insicurezza, il che non è una giustificazione all’aggressività, ma intendo dire che l’insicurezza a volte porta a scatenare all’esterno la propria aggressività o il proprio non sentirsi risolti, cercando dei “nemici”) dicono cose pesanti, usano toni sgradevoli, cercano di mettere addosso agli altri etichette spiacevoli. Se in quel momento ci sentiamo meno difesi o ci stiamo formando un’idea di noi possiamo dare un peso eccessivo a quelle parole, a quei toni, vivere delle affermazioni che in realtà non vogliono di dire nulla come se fossero delle… sentenze.
Il fatto che qualcuno sia aggressivo con noi, che ci troviamo a sostenere un’atmosfera sgradevole, che quando desideriamo armonia ci troviamo di fronte alla rabbia degli altri o ad una loro disarmonia può certamente ferirci. Siamo umani. Non piace a nessuno, neanche a chi riesce ad alzare una barriera più alta. Peraltro non è detto che tutti nascano con quella barriera. Spesso la barriera, che permette di far entrare ciò che è bello e non far passare quello che è sgradevole si costruisce nella vita, anche attraverso l’esperienza.
In questo senso mi pare naturale anche che tu sia ad un punto d’inizio del percorso e certamente non alla fine. Hai parlato di come riesci a far entrare le sensazioni di affetto, anche proprio grazie alla tua sensibilità. Devi probabilmente lavorare un po’ su te stesso per filtrare ciò che invece, se prende troppo spazio, ti fa male. Hai detto che vuoi vivere, ma che stai male. Io leggendoti ho percepito una persona che ha voglia di sbocciare, di lavarsi di dosso parole cattive ecc per poter essere più leggero per trovare una sua dimensione dentro di sè e nel mondo, anche attraverso un positivo contatto e scambio con gli altri.In momenti di passaggio
come quello che stai vivendo tu, la fine di una fase, quella della scuola, come in altri momenti di passaggio della vita (ciascuno ha i propri vissuti con più evidenza) non è raro che si possa avvertire una crisi o che una crisi preesistente possa momentaneamente acuirsi. Io personalmente l’ho sentito quel passaggio dalle superiori all’università, anche se la mia storia era diversa dalla tua. Più che aspettare un evento terribile che ti dia la “forza” di farla finita, forse tu stai aspettando un evento positivo che ti dia la forza di credere che hai il diritto di andare avanti e di vivere delle cose belle, di trovare il tuo posto nel mondo, e di seguire le tue inclinazioni e i tuoi desideri (anche quelli che forse, in questo momento, non hai ancora scoperto). La cosa bella è che questo diritto tu ce l’hai già, perché tutti lo abbiamo, anche quando eventi, persone, situazioni sembrano poter convincerci del contrario. Ma lo hai anche tu, come tutti. E, anche se tutti sappiamo il valore importante degli eventi positivi (è indubbio) il bello è che non hai nemmeno bisogno, in realtà (anche se comprendo cosa sia una crisi) di quella conferma per il tuo diritto ad esistere.
MARINA: sono contentissima per te e ti ringrazio per il fatto che ci rendi partecipi 🙂 posso capire il discorso che fai sul forum. Si parla della virtualità come distacco, nel momento in cui la virtualità diventa meramente sostitutiva o illusoria, ma c’è sicuramente un lato di vicinanza e scambio in questo tipo di canale di comunicazione che, mettendo comunque in gioco parti di noi, spesso importanti, permette alle persone di incontrarsi e di regalarsi, reciprocamente, molto, in termini di idee, riflessioni, sensazioni, empatia. Personalmente non avevo mai frequentato un forum, poi una sera, anni fa, ho avuto modo di incontrarlo, con la mia parte più “de panza” che razionale. Avevo evidentemente bisogno di questo forum, e ne ho ancora bisogno, non in senso dipendente, per esprimere, ascoltare, nel senso che, pure se non mi faccio troppe domande razionali a riguardo, riconosco appunto il senso di questo mio esserci. Come fruitore, in ogni momento, anche quando apparentemente mi rivolgo verso l’esterno o lo accolgo o meno. Questo è un rapporto basato certamente sulla libertà e sull’istinto e quel lato creativo di cui si parlava.
EME: dove ci siamo conosciute tu hai portato un’energia positiva straordinaria, hai veicolato tanto attraverso il tuo modo di essere.
BUCK: ciao 🙂