Il suicidio
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005
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Categorie: - Me Stesso
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Cara eme, sono certa che il mezzo attraverso il quale parliamo crei tra noi più distanza di quanta davvero ce ne sarebbe. Mi spiacciono i tuoi toni, ma vabbè, non importa. Non ho accennato al suo dolore perché non era tra gli scopi del post, che appunto voleva testimoniare quanto soffra chi sta intorno. Il che non implica che soffra “solo” chi sta intorno, non implica che io non mi renda conto del suo dolore. Tutto questo lo davo per ovvio presupposto ed è stato anche molto ben descritto in tanti post precedenti da persone che stanno sentendo quello (forse) stesso male. Non c’è spazio per raccontare tutto, né la volontà da parte mia, era solo un pezzetto della “mia” storia e non della sua, che mi ha travolta. Quanto al dolore che spezza in due, lo conosco bene, dopo quello che era successo mi sono impasticcata sapientemente e solo un caso fortuito mi tiene ancora qui. Quando ho riaperto gli occhi in ospedale (stupita, dato che pensavo che non lo avrei fatto mai più) mi sono sentita tanto, tanto più male di quando poche ore prima avevo deciso.
Ho dovuto re-imparare cose come sentire il freddo e il caldo (era l’estate del 2003 e io tremavo dal freddo), sentire appetito, riuscire ad alzarmi dal letto. Conosco quel dolore cara eme, non so se fosse uguale a quello del mio fidanzato, o al tuo, ma lo conosco, e so che toglie il fiato. Ma mi sono fatta aiutare, con i farmaci, con le parole, con il tempo, con la volontà. E adesso penso a lui per i 10 anni che abbiamo condiviso, più che per il dolore che lo ha straziato, sì, hai ragione. Ma ho il sospetto che ne sarebbe lieto.
Per me non ha senso cercare chi soffre di più tra chi si uccide e chi resta.
Chi soffre di più è chi si uccide, altrimenti non arriverebbe ad uccidersi, soprattutto quando è un gesto che arriva dopo una lunga sofferenza. A meno che chi resta non soffra talmente tanto da uccidersi a sua volta per il dolore della perdita.
Sono due dolori enormi e basta, entrambi, dei quali uno eccede.
Quando ho perso il mio amico per la stessa ragione sapevo che lui aveva tentato di risolvere il problema, ma la sua chiusura gli aveva impedito di tornare su. Aveva detto che si sarebbe ucciso già due anni prima e alla fine lo ha fatto. Chi mi conosce quì sa che combatto sempre per allontanare le persone dall’idea del suicidio, ma per il mio amico non ho nessun rancore. Come per nessun altro.
Ha scelto quello che ha ritenuto meglio per lui e se è un mio amico, posso solo desiderare che, per lui, sia stata la scelta giusta.
Spero che abbia almeno allontanato il suo dolore, se questo era davvero impossibile da vincere con i mezzi che, lui, era in grado di comprendere allora.
Un saluto a tutti
Athos
Sono molto contento che le cose ti vadano meglio.
Se posso dirti una cosa te la dico volentieri.
La paura è un gatto che si morde la coda.
Genera altra paura e siamo talmente concentrati a seguire il film della paura che ci dimentichiamo che se abbiamo paura di qualcosa faremo di tutto per farla accadere, così il dramma non ci prenderà alla sprovvista.
Ora che finalmente stai meglio, non accontentarti, fai di tutto per stare ancora meglio. Ok? Così anche gli altri staranno ancora meglio con te e, di conseguenza, penseranno di volerti con loro anche domani.
Finirà? forse si, forse no, ma se continui ad aver paura che finirà sarai tu stesso a farlo finire, con gesti esagerati e con la paura stessa, che è una sensazione molto potente anche per chi vicino a te la riceve.
Tira fuori i tuoi lati migliori e manda in vacanza quelli peggiori, un giorno alla volta.
Ciao!
Passo soltanto un attimo per confermare le parole di Eme,la persona che si vuole suicidare non manifesta nessun cenno ,anzi cerca in tutti i modi di essere il più sereno possibbile in quei giorni che sà che deve attuare il suo suicidio.Non vuole assolutamente come dice Eme rotture di scatole per portare fine finalmente alla sua macraba esistenza,non importa chi soffrirà ,non ci pensa neanche soffre già da solo sforzandosi di non far trapelare nulla stà attento ad ogni piccolo particolare ,perchè questo è molto importante non far capireagli altri… pensa soltanto al suo bene e non per egoismo per gli altri ma per se stesso .Cerca la libertà che troverà soltanto nella morte!!! Eme la salita stà andando bene faticosa ma bene. ATHOS secondo me non dovresti vivere nel futuro ma goderti questi attimi del presente ,i dubbi del domani lasciali quello che conta è oggi (almeno io ho stò imparando questo) vivi l’attimo che stai vivendo ora in tranquillità anche se è dura.
EME,,,io non capisco perchè tu debba sempre e comunque analizzare, ma davvero analizzare per filo e per segno in modo negativo tutto ciò che ogni interlocutore dice….
lo hai fatto anche con me in passato, oramai scrivo poche volte ma porca miseria, è mai possibile che tu non capisca che chi scrive lo fa per sfogarsi????? no che arrivi tu a rimproverare con tutte queste tue parole difficili e tutte ste metafore….poi percarità sei libera di esprimerti come vuoi, ma non è giusto che tu critichi e basta…..visto che sei cosi intelligente (da come scrivi si capisce bene che lo sei) riesci anche ad essere un po comprensiva???
bo, io non ti ho ancora capita…
è tutto ciao…. ciao a tutti
Sabrina, è normale che tu non capisca.
Ciao Sabrina, un po’ per indole un po’ per tanti eventi esterni (di cui avrei fatto volentieri a meno) sono diventata attenta ai particolari in modo maniacale nonché forte sostenitrice del principio di compensazione.
Ne avrei fatto a meno!E’ andata così.
Sono i particolari a fare la differenza. Sono i particolari che possono far scattare una reazione positiva o negativa, di conforto o di polemica, di apertura o di chiusura.
Se le parole altrui mi recano un disagio DEVO immediatamente reagire per equilibrare la situazione e salvaguardare la mia serenità.
A volte, con le mie parole, ferisco la sensibilità altrui.
D’altronde gli altri hanno ferito me…….
Nel momento in cui intervengo i piatti della mia personalissima bilancia mentale si allineano perfettamente.
In alternativa vedo solo lo “sbattersene” di cui sono incapace o il “subire” che non tollero.
Quanto al mio modo di scrivere….. non uso parole ricercate e l’uso (abuso?) di metafore deriva da un mio grossissimo problema (anche questo è un bel regalo di una distorta interazione con il mondo ed i suoi abitanti): la paura di non riuscire a spiegarmi, di essere fraintesa, di dover in qualche modo “pagare” le conseguenze del non essere riuscita a comunicare all’esterno ciò che è racchiuso nella mia testa.
Tutto qui….in fondo non c’è molto da capire.
Eme
Posso farti solo un piccolo appunto?
Ogni volta che giustifichi il fatto di ferire qualcuno dicendo che gli altri hanno ferito te in passato, contribuisci a creare un’altra Eme (del passato) dall’altra parte, davanti all’altro pc.
Comunque a me sembri un pò meno agguerrita rispetto a mesi fa, mi sembra che tu abbia iniziato a capire che si può dire la stessa identica cosa in molti modi diversi, anche secondo i casi 🙂
Athos.
Puoi immaginare cosa voglio dirti?
Un giorno alla volta.
No, Andrea, respingo l’appunto 🙂
Ciò che mi ha reso cosi “agguerrita” è stato qualcosa di molto più pesante di qualche post.
Non credo che i miei interventi possano contribuire alla nascita di un’altra Eme dall’altra parte del pc.
In ogni caso c’è modo e modo di aggredire. C’è chi lo fa in modo sgarbato e chi lo fa con tono mellifluo.
Nei post di Aperkkv ho intravisto un’aggressione di tipo mellifluo.
Ed ho reagito a modo mio!
Ossia in modo non mellifluo.
Il che trasforma me nell’aggressore e lei nella vittima.
Capita sempre così.
Davvero hai visto aggressività nei miei post? O addirittura un’aggressione melliflua? Ma verso chi?
Quanto a me, non mi sono sentita aggredita, e nemmeno trasformata in vittima. Ci penso come persone adulte che si scambiano opinioni, niente di più. Peraltro, persone che hanno sofferto molto e che certo non si lasciano scomporre da un post.
ATHOS???? perchè è normale che io non capisca??? spiegati per favore.il tuo post così come è scritto non ha alcun senso…
EME, non riesco a comprendere dove ti abbia ferito quel post. a quella ragazza è morta una persona a lei cara, suicidandosi…lei ha spiegato le sensazioni che ha vissuto e che sta tuttora vivendo….e con lei concordo…..io si, ho in testa quella fottuta cosa, quel fottuto pensiero ogni santo giorno, e poi penso a chi mi sta intorno, a chi vive al mio fianco e non approfondisco perchè non mi va.
per LAURA……ti capisco molto bene, ti prego, fatti forza, reagisci, fatti coraggio. ti so dire solo questo ma viene dal profondo del mio cuore, il tuo post mi ha fatto piangere… forza laura forza dai…. ti abbraccio forte
ciao a tutti
che significa “mellifuo”? 🙂 daii portate pazienza, non lo so
Andrea credimi, davvero non me lo immagino.
Sabrina, tu prima spiegami il tuo post, per favore. Non riesco a capire dove e come Eme privi della sua comprensione.
Siamo in un forum sul suicidio, spero tu ci permetta di essere noi stessi senza che inventiamo favolette.
Athos
Mi riferivo al tuo post a Sabrina e al mio precedente per te.
Volevo dire quello che ho detto, “vivere un giorno alla volta”, senza aggredire come fai di solito.
guarda che non sto inventando alcuna favoletta, i miei pensieri rivolti a eme li ho già scritti, non devo di certo analizzare per filo e per segno cio che è stato scritto…. non faccio altro che essere me stessa, e tu sii te stesso…..buona serata:-)
ciao a tutti sabri
Sabrina, come tu stessa hai puntualizzato ognuno é libero di esprimersi come meglio crede. E con questa inattaccabile ovvietá (finalmente) alla portata di tutti chiudo la polemica. Peace & Love!
Ognuno è libero di esprimersi come meglio crede, così come ognuno è libero di non esprimersi del tutto, di dire la verità, di raccontare balle, di ascoltare, di tapparsi le orecchie, di vedere, di chiudere gli occhi, di capire, di non capire, di buttare fango sugli altri o su sè stesso, di tendere una mano agli altri e lasciare che gli altri la tendano a lui, di allontanarli, di avvicinarli, di rubare, di dare senza chiedere nulla, di amare, di violentare, di creare, di uccidere. Ognuno può fare liberamente ciò che vuole e naturalmente ogni cosa ha le sue conseguenze e ogni cosa ne genera un’altra che il più delle volte è simile. Dipende in che mondo vogliamo vivere,e la scelta spetta a ognuno di noi.
ciao a tutti. sto leggendo molti posts e ragazzi..ma cosa vi succede???Si parla di
suicidio con una naturalezza raccapricciante. A parte il fatto che chi ha di questi
problemi si deve far aiutare seriamente e anche in modo veloce,perchè le statistiche
sono impressionanti in quanto suicidi.posso sollevare un polverone se dico che è
solo una via da vigliacchi,ma di questo si tratta purtroppo..di questo argomento ne
ho esperienza,ci si può uccidere in molti modi e l’adolescenza di oggi è diventata
davvero un problema,non ci sono più dei punti fermi,dei valori da comprendere,in
primo luogo il valore della vita.i ragazzi si sentono persi dentro se stessi,non
trovando stimoli e qualcuno a cui aggrapparsi,perchè ci si costruisce un involucro di
cemento dentro al quale il tutto appare più gigante di quanto lo possa essere.non si
possono dare consigli nè tanto meno generalizzare,ma ognuno dentro di sè deve
cercare quell’angolo di luce e cercare di crescere da soli,perchè si è
indiscutibilmente soli,sempre e se non sappiamo convivere con noi stessi è un
grosso problema che influenza il nostro percorso. Detto questo,invito tutti quanti a
leggere libro “la felicità in otto passi”di Henepola Guranatana e si,magari molti
possono pensare che sia una delle tante sciocchezze che si dicono,ma se non lo
conoscete,non potete dire di cosa si tratta,all’inizio pure io ero titubante,ma vi
garantisco che fa per lo meno riflettere fortemente. vi dico che è basato sugli
insegnamenti del Buddha,ma non è solo per noi buddisti,è per ogni uomo e per
ogni esperienza di vita,dalla più insignificante alla più drammatica(ed io ne so
qualcosa). un saluto e buona guarigione interiore a tutti
è vero EME, hai ragione, concordo con te, ogni uno è libero di esprimersi come vuole, io l ho fatto e tu l hai fatto…ho imparato una cosa fondamentale, e cioè che è giusto ascoltare i pensieri di chiunque, siano essi positivi o negativi (che poi possono essere positivi per alcuni e negativi per altri…e viceversa) grazie per la conversazione 🙂
buona serata a tutti tutti…..
hei Andrea, volevo rispondere a un tuo post di qualche tempo fa. si, credo che tu sia vero, e non uno che si nasconde dietro a un altro nik….ciao anche a te
Grazie Sabrina, sono contento di essere riuscito a trasmetterlo anche a te 🙂
Rhasya,
Io ne sono fuori da tempo e ho seguito una strada simile alla tua, ma che ha compreso anche molti altri campi. Sono d’accordo con quello che dici e molti quì si fanno aiutare, ma come hai anticipato tu, dire che il suicidio è una via da vigliacchi, secondo me, è troppo generico. Un gesto vigliacco è un gesto di chi si rende conto di poter reagire e non reagisce, mentre per voler capire chi siamo ci vuole apertura verso i cambiamenti. Questa non viene ostacolata solo dal coraggio, ma, spesso, più dai preconcetti, che contribuiscono a causare quel vuoto interiore di cui parli tu.
grazie per avermi fatto riflettere,ho peccato un pò di superficialità..credo che una
persona possa sempre reagire,ma gli ostacoli che si pone glielo impediscono,vuoi per
rassegnazione,vuoi per paura del cambiamento verso un qualcosa che non si
conosce,vuoi per un dolore interiore insormontabile.comunque si,generalizzare non
va mai bene,ogni situazione è unica e personale,ma..non so..come si può definire
rinunciare a combattere..il mio commento era più un dire la mia esperienza
brevemente,e io capivo che potevo ma non volevo,troppa autocommiserazione c’era
dentro di me e questo era un ostacolo non indifferente.con le mie sentite scuse se
qualcuno si è sentito toccato,porgo ancora i miei saluti.
Allora, se noi tutti fossimo allo stato brado senza che le nostre critiche venissero
prese in considerazione, allora si potremmo con i concetti che esprimiamo
semplicisticamente, estrapolare una o più soluzioni che potrebbero perlomeno
ridurre il target d’azione verso il quale indirizzare i nostri sforzi. Ma se continuiamo
ad usare questo spazio per far vedere quanto siamo più bravi degli altri rimarremmo
sempre nella medesima merda.
Riccardo
Non ho capito cosa vuoi dire
Penso che il suicidio sia una via troppo facile e poco dignitosa per
nascondersi davanti alle difficoltà che la vita, inevitabilmente, ci
mette di fronte. E’ triste vedere che una persona so ostina a trovare
Dicevo che le critiche non servono a niente. Ognuno di noi è convinto di essere dalla
parte della ragione e niente e nessuno ci farà cambiare idea. Pertanto è tempo
sprecato parlare e criticare. L’unica soluzione ai problemi è fare tutto quello che è in
nostro potere per ottenere quel che ognuno di noi è sempre alla ricerca costante,
ovvero una delle cose più semplici, ma anche più difficili da ottenere il sentirsi ben
voluti, accettati, amati.